Lightbox Effect

martedì 25 maggio 2010

Alfajores

Panta Rei



L'unica certezza....è che non abbiamo certezze...
Eh si, ce l'hanno detto e ridetto!
Ne hanno argomentato filosofi e letterati, lasciandocelo indelebile, nero su bianco.
C'è anche chi l'ha cantato, urlandolo a gran voce e chi invece l'ha recitato con enfasi, col risultato che..........ci hanno convinto!
Ogni giorno esorcizziamo la paura dell'incertezza cercando di riconoscere in qualcosa un segno di immutabilità.
E qualche volta ci illudiamo di averlo trovato, magari nelle piccole cose, nella ripetizione di gesti quotidiani.
E così quando un amico mi chiese:
" me la faresti per domani la tua torta farcita allo yogurt?", la cosa non mi creò nessuna preoccupazione.

"Certo, passa a prenderla alle 11.00"
Ma la mia tranquillità si dissolse quando estrassi la prima torta dal forno....c'era senza dubbio qualcosa che non andava.
Con la seconda torta estratta, si trasformò in seria preoccupazione.
E quando giunsi alla terza era già irrimediabilmente panico allo stato puro!
Ora, dire cosa sia successo, ancora non lo so! (però lo immagino)
E a nulla è valso ricorrere a riti scaramantici improvvisati e promesse solenni di voti quasi impossibili a tutti i santi conosciuti!
Niente da fare!
Sarà stata una temporanea interruzione della benevolenza divina?
Sarà stata una congiuntura astrale sfavorevole, una di quelle che si verificano una volta ogni milione di anni?
Oppure (e questa è senz'altro l'ipotesi peggiore) devo pensare che la mia "vena culinaria" si sia definitivamente esaurita e quindi devo passare ad altro?
Atterrita al pensiero di me intenta al punto croce (bellissimo eh...non si offendano i cultori della materia, ma non fa per me!), cerco consolazione nelle parole che qualche anno fa un'amica pasticcera mi disse: "eh...i dolci son così, qualche volta non vengono...non c'è niente da fare"
Sembra impossibile, gesti fatti e rifatti chissà quante volte che pensi di poter ripetere ormai ad occhi chiusi.... e quando meno te lo aspetti ecco che accade: quella che sembrava una seppur piccola certezza lascia d'improvviso spazio al dubbio...
E come faccio sempre quando devo superare piccole o grandi delusioni, prendo farina, burro, uova, zucchero e comincio ad impastare.
La tensione si allenta....è questa la mia medicina.
Non ci ho nemmeno pensato troppo e quasi senza saperlo mi sono ritrovata a preparare qualcosa dall'altissimo potere consolatorio, e quando dico altissimo, intendo veramente altissimo!
Sforno i biscotti, li faccio freddare, li farcisco con una crema di una morbidezza che solo a guardarla ti risolleva lo spirito....li faccio rotolare nel cocco.....finalmente sono pronti....
Il tempo è passato e tutto ha riacquistato la giusta dimensione.....li assaggio....sono divini.....
Adesso tutto sembra più facile....chiedo consiglio ad un'amica espertissima:
"non ti preoccupare, queste cose succedono. Se puoi evitare, non fare mai cose troppo complicate se hai troppi pensieri per la testa. Questa è l'unica regola. Riprova domani, vedrai che andrà bene"
E domani è arrivato,e quella torta...beh, è uscita dal forno che era una meraviglia....
E' proprio vero, non ci sono certezze nella vita, tutto può cambiare all'improvviso......ma perchè non pensare che qualche volta, può anche cambiare in meglio?
Accade....qualche volta accade!
Soprattutto se prima avete mangiato dei biscotti come questi!

Ingredienti

farina: 400 gr
amido di mais: 200 gr
uova: 2
burro leggermente salato: 200 gr
zucchero a velo: 100 gr
lievito: 1 cucchiaino
bicarbonato: 1/2 cucchiaino
dulce de leche: per farcire
cocco disidratato: qb

Procedimento

In una ciotola mescolare farina, amido di mais, zucchero a velo, lievito e bicarbonato.
Setacciare tutti gli ingredienti, formare la fontana sulla spianatoia. Aggiungere il burro freddo a pezzetti e le uova.
Impastare il tutto velocemente. Se fosse troppo duro ammorbidire con un pò di latte freddo.
Formare una palla, chiuderla con la pellicola e farla riposare in frigo per 30 minuti.
Trascorso questo tempo tirare l'impasto con il mattarello ad uno spessore di circa 3 mm.
Tagliare con un coppapasta rotondo del diametro di 4-5 cm (io li preferisco di 4 cm)
Disporre in una teglia rivestita con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.
Devono rimanere chiari, solo un accenno di doratura!

Estrarli dal forno e farli raffreddare su una gratella.
Farcirli dopo qualche ora con il Dulce de Leche, che dovete aver preparato almeno il giorno prima.
Unirli a due a due.
Se vi piace, farli rotolare nel cocco a scaglie.
Io quando li faccio li preparo in entrambi i modi...così faccio contenti tutti, amanti del cocco e non!

Per la preparazione del Dulce de Leche ci sono varie possibilità:
O lo acquistate già pronto....sapendo che è un prodotto industriale....però si può fare.
O fate bollire per circa due ore e mezzo una lattina di latte condensato chiusa, immersa in una casseruola riempita d'acqua, facendo attenzione che la lattina sia sempre coperta dall'acqua.
O lo fate voi seguendo le istruzioni della bravissima Patricia che trovate qui

Allora, se vi sentite tristi e delusi, non esitate a preparare questi biscotti deliziosi..... credetemi hanno veramente un potere magico.....vi sentirete subito meglio.....
Se invece non vi sentite tristi per niente, preparateli lo stesso....di sicuro continuerete ad essere felici almeno quanto prima, se non di più!

martedì 18 maggio 2010

I biscotti della Brigitta

Anche con questa ricetta partecipo alla raccolta di Fragole a Merenda
Le ricette di Nonna Papera:40 anni dopo



Sull'onda dell'entusiasmo per la raccolta di ricette di Sabrine, passo in rassegna i post e le storie che li accompagnano. E leggendo e leggendo, scopro di Ciccio e di un trattore che sbuffa!
Ciccio?
Ma chi è?
Comincio a pensare....penso e ripenso ma niente...nessun ricordo...
Continuo a leggere: si dice che questo Ciccio sia l'autore dei furti al davanzale di Nonna Papera....
No, non può essere, io questo Ciccio mica me lo ricordo e il trattore men che meno.
Com'è possibile?
Ce l'ho nitida nella mente la scena del furto......
non c'era Ciccio, lo ricordo perfettamente, c'era un orso, un enorme e ferocissimo orso.....e si aggirava con aria furtiva nei pressi del davanzale.
Non confonderò mica un'oca con un orso!
Possibile che nessuno lo menzioni?, che nessuno lo ricordi?
Mi sarò davvero confusa?
E se avessi commesso un terribile errore? se veramente quest'orso non fosse stato l'autore dei furti?
E piano piano una sensazione di panico mi assale.....
Se così fosse, avrei speso anni della mia vita a considerare ingiustamente dei poveri orsacchiotti innocenti come degli approfittatori e dei ladri di torte altrui!
E nel tantativo di dare una risposta ai dubbi che mi attanagliano, cercando in qualche cassetto della memoria, preparo farina, burro, uova, cacao e lievito.....
Setaccio, miscelo, intrido, impasto, tiro, sovrappongo, arrotolo stretto, taglio ed inforno.
Un profumo veramente delizioso invade la cucina...
Estraggo i biscotti dal forno.... sono pronti: bellissimi, io li trovo irresistibili!
E penso:
come si fa a non rubarli?
No, dico, veramente vogliamo dare tutta la colpa a Ciccio o al povero orso di turno?
Mettetevi una mano sulla coscienza:
ma voi resistereste a dei biscotti come questi?
Basta guardare le cose da un'altra prospettiva e all'improvviso i colpevoli diventano vittime e le vittime colpevoli.
Ma cara Nonna Papera, saggia come sei, non lo sai che l'occasione fa l'uomo (ma anche l'orso!) ladro?
'Ste benedette torte non le potevi mettere a raffreddare da un'altra parte con buona pace di orsi, di oche e di una generazione di bambini che per anni hanno dato il tormento a povere nonne che di Pie alla frutta, Biscotti della Brigitta, Mele ingabbiate , Lingue di Gattone e chi più ne ha più ne metta proprio non ne sapevano nulla?
Simpatizzanti della Pennuta scusatemi, ma stavolta mi metto dalla parte di queste povere nonne!
Secondo voi non avranno sofferto di un senso di inadeguatezza di fronte alle richieste di nipoti sempre più esigenti?
Mi sa che 'sto Manuale di Nonna Papera ha creato complessi e sindromi degni dell'attenzione dei più importanti teorici della psicanalisi...
E allora, solo se siete pronti, ma veramente pronti per una seduta di psicanalisi, una di quelle serie.......... cominciate pure ad impastare!

Per i biscotti della Brigitta

Ingredienti

burro: 120 gr
zucchero a velo: 75 gr
zucchero vanigliato: una bustina
uova: uno
farina: 200 gr
sale: un pizzico
cacao: qualche cucchiaio

Procedimento

Setacciare la farina con il lievito e il sale.
Aggiungere lo zucchero, il burro e il tuorlo ( l'albume servirà alla fine).
Fare una frolla, dividerla in due parti e ad una di queste aggiungere il cacao in polvere.
Coprire le due frolle con pellicola e riporre in frigo per almeno mezz'ora.
Trascorso il tempo, tirare con il mattarello la pasta in due sfoglie quadrate di circa 20 cm di lato lavorando la pasta tra due fogli di carta forno.
Sovrapporre le due sfoglie, arrotolarle strette a formare un salame e riporre in frigo per almeno un'altra ora.
Trascorso il tempo estrarre il salame dal forno, tagliarlo a fette, (più spesse di quelle del salame vero)....diciamo circa 4-5 mm.
Mettere a cuocere a 170/180° in forno preriscaldato. A me ci sono voluti circa 20 minuti.
Quando sono leggermente dorati estrarli dal forno, spennellarli subito con l'albume tenuto da parte e diluito con un pò d'acqua e spolverizzare con zucchero a velo!

Con questa seconda ricetta a malincuore concludo il ciclo di ricette disneyane!
E' stata una bella parentesi, mi sono molto divertita ed entusiasmata.....ma tutte le cose belle, si sa, prima o poi finiscono......
Archivio momentaneamente le ricette di Nonna Papera ma con la serenità di chi sa che al primo attacco di nostalgia, saprò finalmente dove ritrovarle!

mercoledì 12 maggio 2010

Mele in Gabbia....alla Newton


Con questa ricetta partecipo alla bellissima raccolta di Fragole a Merenda
Le ricette di Nonna Papera:40 anni dopo


Le mie nonne erano brave in cucina, ma i dolci proprio non li sapevano fare.
Potete immaginare una sfortuna più grande di questa per un bambino?
Non solo le nonne non li sapevano fare, ma nemmeno mamma, nè tanto meno le zie.
A voler essere precisa veramente le mie nonne di dolci, due ne facevano, ma sempre quelli, uno per nonna.
La prima faceva la zuppa inglese con i biscotti secchi inzuppati in una miscela esplosiva di caffè nerissimo e marsala, alternati a strati di budino alla vaniglia e cioccolato.
L'altra faceva le frittelle, ma solo per Carnevale, una volta all'anno! Una vera tortura..."E gli altri 364 giorni nonna?"
Avevo un bel da fare io, giornalino di Topolino alla mano a chiederle:
"Nonna, me la fai la torta come quella di Nonna Papera?"
"Non ne sono capace" mi rispondeva. "Facciamo la Zuppa Inglese!"
"Uffa.........ma la Zuppa Inglese non fa il fumo......e non si mette sul davanzale...e se non si mette sul davanzale non verrà nessuno a mangiarla!"
"Proviamo" mi diceva, confidando nella mia ingenuità......
"NOOOOO!!!!!!!!!!!
NON LA VOGLIO LA ZUPPA INGLESE"!!!!!!!!!!!!!
Che poi, a pensarci bene, tutto quel marsala e quel caffè a dei bimbi dico io!
Fatto sta che io 'sta benedetta torta di Nonna Papera non l'ho mai avuta ed ho continuato per anni a sognarla leggendo Topolino.
Ragion per cui è proprio a Nonna Papera che devo il mio amore per la cucina e per i dolci....
Ed anche alle mie nonne, che quei dolci, non me li hanno proprio mai fatti!
Il riscatto dopo anni di privazioni!
E mentre preparavo queste bellissime e profumatissime Mele Ingabbiate, con grande curiosità non avendo, ahimè, mai posseduto il Manuale, ripensavo alle giornate passate nella cucina di nonna e mi tornavano alla mente tante cose, episodi, persone, profumi e sapori....
Eh si..è proprio vero,.la cucina è anche un viaggio nel tempo....ma di questo ho già parlato in un precedente post.
Voglio ringraziare Sabrine che con a questa raccolta meravigliosa ha saputo rievocare la dolcezza di momenti leggeri e gioiosi....e mi ha ricordato quegli anni meravigliosi della vita quando una semplice torta, se pur bellissima e fumante, bastava a farci sognare!
Grazie Sabrine......

Passo alla ricetta che tra l'altro è buonissima, quella che io definisco "ricetta furba" perchè molto golosa ma abbastanza leggera.
La gabbia di pasta frolla dà l'idea della crostata ma ovviamente la quantità è ridotta. Il ripieno della mela le conferisce un grado di dolcezza ideale e le noci un aroma speciale.
Io ho usato la marmellata di lamponi e l'abbinamento un pò insolito mi è piaciuto moltissimo!
Insomma un dolce che non ha niente da invidiare a quelli classici ipercalorici
Provatele... tra l'altro un modo per far mangiare le mele ai bambini o a chi non ne vuole sapere di mangiarle "nature"
Le rifarò senz'altro anche perchè sono molto, molto carine e d'effetto, divertenti da preparare e veloci.
Cosa volete di più?
Bravissima Nonna Papera! (mica una nonna qualunque!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

Ingredienti

farina: 200 gr
fecola: 50 gr
lievito: 1/2 bustina
burro: 100 gr
zucchero: 80 gr
uova: 1 intero + un tuorlo e un albume separati
mele: 12 non troppo grandi
noci: 12 tritate
marmellata: qualche cucchiaio
buccia di limone: poca
rum: un cucchiaio
zucchero a velo: per decorare

Procedimento

Setacciare farina, fecola, lievito e un pizzico di sale. Unire la buccia di limone grattugiata, lo zucchero, il burro freddo a pezzetti l'uovo intero e il tuorlo. Impastare tutto velocemente e mettere a riposare in frigo avvolto nella pellicola per almeno mezz'ora.
Intanto aprite le noci e tritatele con un coltello non troppo finemente.
(Io ho tolto i piccioli alle mele senza romperli perchè poi li ho riutilizzati).
Poi,"lavorate alacrmente" (mi raccomando è fondamentale per la riuscita della ricetta, parola di Nonna Papera) sbucciando le mele e togliendo il torsolo con l'attrezzo apposito. (A questo punto ho spennellato le mele con succo di limone diluito con un pò d'acqua per evitare che annerissero).
Mescolare le noci tritate alla marmellata e con questo composto riempire le mele. ( non le ho forate da parte a parte perchè non volevo che il liquido della marmellata bagnasse troppo la frolla sotto).
Trascorso il tempo prendete la pasta e con un mattarello tiratela adun paio di millimetri di spessore.
Con una rotella tagliate delle strisce larghe un centimetro e lunghe circa 30.
Prendetene due e incrociatele tra di loro, premete all'incrocio e deponetevi la mela. Riportate le estremità della pasta al centro della mela stessa, dove avete tolto il picciolo e fatele aderire bene. Cercate di appiattire un pò la sovrapposizione perchè in cottura si gonfia parecchio.
Inserite i piccioli che avevat precedentemente tolto, spennellate con l'albume rimasto.
Procedete allo stesso modo per tutte le mele.
Tenete in frigo quelle pronte per raffreddare un pò la pasta frolla.
Quando saranno tutte pronte mettetele nella teglia del forno e infornate a 180° fino a doratura della pasta.
Estraete le mele dal forno e spolverizzatele abbondantemente di zucchero a velo.
Mettetele in un cestino e portatele in tavola. Sono deliziose...........
Io le preferisco tiepide, ma anche fredde sono buonissime.

mercoledì 5 maggio 2010

Torta di Limone alla Fugger

Elogio dell'incoerenza



Ebbene si, sento che è giunto il momento...non posso rimandare ancora....faccio outing!Forse me ne pentirò, forse la mia vita cambierà, ma poi mi dico: "meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora" e allora lo dico: "mamma, papà, fratelli e sorelle, zii e cugini, amici e parenti tutti, confesso: NON MI PIACCIONO LE TORTE AL LIMONE"
Ecco, l'ho detto! l'ho detto veramente? eh si, ormai l'ho detto e voglio ripeterlo ancora e ancora "non mi piacciono le torte al limone" quindi per favore smettete di cercare di farmele mangiare spacciandole per qualcos'altro!
Che liberazione, che sensazione di leggerezza e soprattutto.........non è crollato il mondo, tutto sembra funzionare come prima.Si certo, qualcuno ha cominciato a guardarmi strano, come se fossi un'aliena, o una da compatire, ma posso sopportarlo!
Oggi ho affermato la mia individualità......non posso mica farmi sopraffare ....ho il mio carattere io e questa sensazione non ha prezzo.
Da oggi tutti penseranno che ormai sono grande....
Rispetto, pretendo rispetto....e che cavoli, non sono più una bambina!

Questo succedeva parecchi anni fa.....eh si, ho fatto outing che ero appena un'adolescente...
E quando finalmente pensavo che la mia tranquillità non sarebbe stata turbata mai più da richieste che tutti ormai avrebbero considerato fuori luogo, ecco che succede quello che non mi sarei mai aspettata.
Un giorno qualunque, un ritrovo tra amici uguale a tanti altri, me ne stavo tranquillamente a mangiucchiare qua e là quando un morso distratto ad uno dei tanti dolci al buffet si trasforma in un attimo d'estasi.Mi aggiro nervosamente tra gli invitati cercando d'individuare l'autore/autrice di cotanta bontà.
Finalmente la trovo e con l'ansia che viene dal timore di un rifiuto, timidamente le chiedo se per favore può darmi la ricetta di quel dolce meraviglioso.

E lei, sicuramente felice che qualcuno avesse apprezzato la sua originalissima torta, con un sorriso che me la fece sembrare la signora più carina che avessi mai incontrato (non ero molto obiettiva in quel momento), mi disse: "certo che posso dartela, te la faccio avere nei prossimi giorni"
E fu così che questa torta veramente deliziosa entrò a pieno titolo tra le mie preferite.
Fin qui tutto bene, ma come avrei fatto a dire a tutti, dopo la mia dichiarazione pubblica, che proprio io mi ero innamorata perdutamente di una torta al limone? Tutti avrebbero messo in dubbio la mia coerenza..........ai loro occhi sarei tornata di colpo una bambina........non ero più un'adulta che sa quello che vuole!
Ma poi mi dico che sono un'adolescente e gli adolescenti devono essere incoerenti, lo sono per definizione e tutti si aspettano che si comportino esattamente così......incoerenti e volubili....Quindi nessun problema......nessuno ci farà caso.....posso ancora recuperare.....ho tempo per diventare coerente, c'è tempo prima di diventare grande!E scrivendo di questo ho cominciato a riflettere sulla coerenza...... E soprattutto mi sono chiesta: "da grandi" bisognerebbe smettere di essere incoerenti?E la coerenza è sempre un valore?
Forse si, ma di certo non ci impedisce di sbagliare....
Mi viene in mente una vignetta di Altan che ho letto casualmente in questi giorni che dice più o meno così: "Continuo a fare una cavolata dietro l'altra.....maledetta coerenza!"
Perchè quando si smette di essere adolescenti, coerenza o no, non si smette anche di sbagliare....e questa è una certezza!Ora, rimandando gli approfondimenti sul tema filosofico-esistenziale alle sedi opportune, passo a parlare della ricetta che come avete capito non è proprio nuova.Arrivò a casa sottoforma di fotocopia, ma non ho mai saputo da quale libro fosse stata tratta quindi non posso citarlo....ma è sicuramente datato, questo si....La torta lo è ancora di più perchè era già conosciuta in periodo medievale quindi....una ricetta antica, di origine tedesca.Quello che incanta di questa torta è l'accostamento di tre consistenze molto diverse e di sapori non usuali.La pasta frolla è senza zucchero, leggermente salata, il ripieno morbido e dolce, con un sapore di limone molto forte ma puro, niente latte e niente uova ad alleggerirne l'intensità.
Le mandorle della copertura che costituiscono la parte croccante durante la cottura si tostano conferendo alla torta un sapore veramente particolare.

Credo che sia una di quelle torte che o si ama perdutamente o non piace. Quello che capita quando ci troviamo di fronte a sapori decisi!
Se amate il rischio io vi consiglio di provarla, se siete fortunati e ricadete nella percentuale che l'amerà perdutamente non la farete una volta soltanto, ve lo garantisco.
Suvvia, un pò di "vita spericolata" ci vuole ogni tanto!

INGREDIENTI

Per la pasta
 

farina 00: 200 gr
uova: uno intero più un tuorlo

burro: 125 gr
sale: una presa abbondante

Per il ripieno


mandorle macinate: 150 gr
zucchero: 125 gr
limoni: la buccia grattugiata di uno più il succo di due grandi

Per la copertura

latte: 2 cucchiai
mandorle: 50 gr tagliate a bastoncini

Procedimento

Con la farina fare la fontana. Aggiungere l'uovo e il tuorlo al centro. Distribuire il burro freddo a pezzetti e aggiungere una presa di sale abbondante.
Lavorare gli ingredienti velocemente. Fare la palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo per 15 minuti.

Per il ripieno, mescolare le mandorle macinate con lo zucchero in una terrina, la buccia grattugiata del limone e il succo di due.
Con metà abbondante della pasta tirare una sfoglia sottile, un pò più grande di una tortiera sganciabile di circa 22 cm di diametro. Foderare la tortiera precedentemente imburrata e infarinata. Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta. Versare sopra la pasta il ripieno di mandorle e limone. Stendere la pasta rimanente in un'altra sfoglia rotonda, grande come la tortiera e adagiarla sul ripieno. Ora ripiegate la pasta sottostante cercando di sigillare bene i due strati formando tutto intorno un cordoncino. Bucherellare anche questa sfoglia. Spennellare con il latte la superficie e distribuire le mandorle a bastoncini premendole un pò per farle aderire.
Cuocere la torta a 180° per circa 40 minuti. Sfornare e lasciarla raffreddare un pò . Poi toglierla dallo stampo e metterla a raffreddare su una gratella. Quando è fredda metterla su un piatto da portata e servire. Lo zucchero a velo è facoltativo. Io ce lo metto perchè mi piace di più.

Per la perfetta riuscita di questa torta bisogna osservare alcune regole:
1) Le mandorle per il ripieno non devono essere assolutamente ridotte in polvere ma devono rimanere una granella piccola, sennò il ripieno si compatta troppo e perde la sua morbidezza
2) Bisogna sigillare molto bene i due strati di pasta, pena la fuoriuscita del ripieno
3) Le mandorle della copertura devono essere assolutamente a bastoncini per esaltarne la croccantezza