Lightbox Effect

martedì 13 luglio 2010

Involtini di Foglie di Vite

Se Maometto non va alla montagna...




Chi, stretto nella morsa di questa calura, non sogna almeno una volta al giorno spiagge bianchissime, esili palme, mari cristallini e bevande ghiacciate dal sapore esotico?
L'immagine è senza dubbio allettante.....chi non si lascerebbe sedurre dalle promesse di un mare tropicale!
Ma quando cerco la dolcezza di un sogno, non è a questo che penso...
Ho piuttosto impressa nella mente l'immagine di un mare blu cobalto, di piccole case bianchissime dalle finestre azzurre, di bouganville che incorniciano angoli freschi e appartati e cupole turchesi che colorano pendii aridi, bruciati dal sole, battuti da un vento caldo che porta con sè il profumo della salvia selvatica.....
Scorci di un mare da sogno che si aprono a strapiombo dai sentieri polverosi, segnati dagli alberi di fico, dalle viti e da cespugli spinosi...
Porticcioli che di sera si illuminano come tanti presepi, pescatori intenti a riparare le reti, profumi di souvlaki e pitta caldi, di tzatziki e ouzo....
Ritmi lenti e gatti sonnacchiosi....
Niente mi emoziona di più dei colori di un'isola greca, dove l'acqua, blu da mozzare il fiato, cede il passo all'azzurro di un cielo limpidissimo e tra le sfumature infinite di quel mare che riluce, illuminato dai raggi del sole, lo sguardo si perde in un infinito che apre il cuore...
E lì, per un attimo, ci si sente veramente liberi.....

Ma ahimè, anche quest'anno niente vacanze e soprattutto..... niente Grecia.
Solo a scrivere queste poche righe ho faticato a tenere a freno le emozioni...
Perchè la Grecia per me è così, emozione allo stato puro.
Comunque, dato che non ci potrò andare, cerco di arrangiarmi come posso.
E siccome a leggere di tutte queste partenze sono stata presa da un attacco di nostalgia e da un irrefrenabile desiderio di atmosfere vacanziere, mi sono detta: "fai qualcosa......"
Si, ma che faccio?.....
E che si può fare? Se Maometto non va alla montagna, la Montagna va a Maometto e così se non potrò assaporare le meraviglie della cucina greca seduta ad un tavolino, ammirando il riflesso delle luci del porto sul mare, vorrà dire che chiuderò gli occhi e mi farò trasportare da profumi e sapori inconfondibili......
E se devo pensare a qualcosa che sa veramente di Grecia e di vacanze non posso che pensare a loro.....i meravigliosi Dolmadakia.........ovvero gli involtini di foglie di vite.

Al di là della mia passione per la Grecia, questi involtini sono davvero molto buoni.
Un antipasto dal sapore diverso per la presenza dell'aneto e della menta.
Ottimo come finger food, anche per un buffet....In più, sono molto carini...
Si mangiano freddi, quindi hanno il vantaggio che si possono preparare in anticipo.
Se non li avete mai provati ve li consiglio......hanno un sapore molto delicato e sono leggerissimi...

Involtini di Foglie di Vite

Ingredienti
per circa 18 involtini

riso tipo Carnaroli: 160 gr
foglie di vite: una trentina grandi
cipolla bianca: 1
prezzemolo: una manciata
aneto: una manciata
menta: una manciata
limone: il succo di mezzo
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Procedimento

Innanzitutto lavare le foglie di vite, tagliare il picciolo alla base e farle bollire per circa 4 minuti in acqua bollente salata, immergendone poche alla volta.
Mano a mano che sono pronte stenderle su un telo e lasciarle asciugare.
Tritare la cipolla finemente, farla appassire a fuoco dolce in un pò d'olio.
Aggiungere il riso, il prezzemolo, l'aneto e la menta lavati e tritati, sale e pepe e mescolare bene.
Aggiungere acqua bollente fino a coprire il riso, e far cuocere per dieci minuti.
Trascorso il tempo far raffreddare completamente (l'acqua verrà assorbita)
Una volta freddo, prendere piccole quantità di riso (circa un cucchiaio da te) e disporlo alla base delle foglie, dove c'è il picciolo. Richiudere le foglie prima ripiegando i lembi destro e sinistro verso l'interno, dove c'è il riso e poi arrotolandole fino a formare un involtino cercando di sigillarle bene per non far uscire il ripieno.
L'operazione sarà più agevole se sceglierete delle foglie grandi!
Procedere così fino ad esaurimento degli ingredienti.
Con le foglie di vite avanzate, foderate una teglia e adagiatevi gli involtini, uno vicino all'altro, anche sovrapposti.
Versare acqua acidulata con il succo di mezzo limone fino a ricoprire gli involtini e mettere sul fuoco a fiamma bassa per un'ora abbondante.
Trascorso il tempo togliere dal fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Una volta freddi disporre su un piatto da portata gli involtini insieme a fettine di limone.

Alcune annotazioni importanti
La ricetta è semplice, ma poichè i passaggi sono diversi può risultare un pò lunga.
Meglio cuocere le foglie di vite il giorno prima in modo da rendere più veloce la preparazione.
Una volta cotte le foglie, disporle a strati ben distese su un piatto, chiudere con la pellicola e conservere in frigorifero fino al momento di utilizzarle.
L'aneto forse non è di facilissima reperibilità per tutti, ma conferisce al piatto il sapore particolare, quindi se non lo trovate fresco, meglio non preparare questi involtini che perderebbero il loro gusto caratteristico.
Proprio proprio a volerli fare a tutti i costi, apprezzandone comunque la particolarità, si può sostituire l'aneto con il finocchietto selvatico....
Le foglie di vite si possono usare fresche, secondo me è la cosa migliore, se avete la possibilità di procurarvene che non siano state trattate con antiparassitari.
In alternativa potete acquistare quelle in salamoia che vendono in alcuni supermercati molto forniti o nei negozi di prodotti greci.

Io con queste quantità ho preparato circa 18 involtini....dico circa perchè ho dimenticato di contarli....quindi potrebbero essere 18 o 20.....
Serviti con un'insalata greca, dello tzatziki e del pane pitta, saranno una deliziosa cena greca!

mercoledì 7 luglio 2010

Torcetti al Burro

L'apparenza inganna

 
Avete presente la sensazione di un'aspettativa delusa, di una promessa disattesa, di un entusiasmo tradito?
Qualche giorno fa, ancora assonnata davanti alla mia solita tazza di caffè, distrattamente sfogliavo una delle riviste che la sera rimangono sul tavolo di cucina.
La giornata è di quelle che si preannunciano torride, il caldo è appiccicoso e l'umidità è così densa che la sento entrare ad ogni respiro...
Che si fa?....il mare...è un miraggio e di sicuro il gatto che beatamente dorme sulle mie gambe non aiuta....
Persino il caffè che bevo sempre bollente sembra troppo in questa mattina così calda....
Mentre con una certa rassegnazione cerco un'idea per uscire da un momento di apatia mi imbatto in un incontro fatale.
E mi è arrivata improvvisa la freschezza di una brezza, carica di profumi d'estate e di voci di bambini, sovrastate da un rumore di onde che s'infrangono....
E' bastata solo un'immagine, un'immagine candida e perfetta, impressa su una carta patinata....
E' bastato solo il candore, freschissimo, di una meravigliosa gelatina al cocco.
La soluzione a portata di mano!
Esco in fretta e mi procuro tutti gli ingredienti.
Procedo spedita, voglio fare presto....
E' vero che il bianco d'estate fa un certo effetto e anche chi predilige altre tonalità, con l'arrivo del caldo torrido abbandona ogni resistenza di fronte a ciò che un look "total white" promette!
E' vero, ma non sarà stato esagerato tutto questo entusiasmo?
Accantono immediatamente questo pensiero, come se tutte le volte che nella vita sono stata ingannata dalle apparenze, tutte quelle volte dicevo, non fossero mai esistite!
Procedo spedita, alla ricerca di quella freschezza promessa.
Finalmente è pronta.
Beh...... bella è bella, non c'è che dire......bianca è bianca, non c'è ombra di dubbio.
Non resta che assaggiarla per provare la meraviglia del profumo d'estate per eccellenza, del profumo di cocco...e di quella freschezza che tanto promette....
Ma ahimè.......niente fu più deludente
Sapore di cocco? macchè!
Profumi d'estate? men che meno!
La freschezza di una brezza improvvisa? ma quando mai!
Quasi non ci credo...eh si, qualche volta è dura ammettere di essersi sbagliati clamorosamente!
Per sicurezza assaggio ancora, chissà, magari ero solo distratta.....
Ma niente...
Non mi resta che arrendermi all'evidenza!
Devo riconoscerlo....purtroppo è successo ancora, mi sono lasciata sedurre dalla bellezza di una di quelle ricette che promettono meraviglie che poi non mantengono.
Ora, non so voi, ma una ricetta deludente mi avvilisce parecchio...e non ho voglia di rimanere lì a rimuginare....
Quello che mi occorre è senz'altro un'altra ricetta...
Io adoro i biscotti, mi mettono allegria.
Ed è a loro che penso per riportare il buonumore.
Però voglio dei biscotti speciali, semplici, profumati di burro e con lo zucchero....e li vorrei leggeri, per poterne mangiare in quantità.....
Ed è pensando a questo che mi vengono subito in mente........ a quanti ne mangiavo da bambina, anche una confezione intera....ne ero capace...erano così buoni.....
Allora è deciso, voglio loro....proprio loro, voglio i miei adorati Torcetti al burro.....
Quanto tempo è che non li mangio?
Che poi, a pensarci bene, chissà come accade che qualche volta dimentichiamo qualcosa che ci è piaciuto così tanto....
Beh, io non so com'è che accade di dimenticarsene, di sicuro però so che al primo morso ho deciso che non li avrei mai più lasciati....

Questi sono dei biscotti davvero buonissimi....una pasta lievitata leggermente zuccherata.
Hanno tutta la semplicità del pane e la fragranza del burro.
Beh, l'avete capito, io li trovo meravigliosi...
Con un bicchiere di latte freddo non temono rivali!
Altamente consigliati a chi non ama le cose troppo dolci!

Ingrdienti

farina: 200 gr
burro: 80 gr
lievito di birra: 5 gr
zucchero: 20 gr più qualche cucchiaio
sale: un pizzico
vanillina: 1/2 bustina

Procedimento

Con la farina fare la fontana sulla spianatoia, aggiungere il sale e la vanillina e 20 gr di zucchero.
Sciogliere il lievito in un dl circa di acqua tiepida, versare il liquido al centro, sulla farina e con una forchetta, facendo dei movimenti circolari cercare di inglobare la farina un pò alla volta prendendola dai bordi.
Quando l'acqua sarà stata assorbita completamente, cominciare a lavorare il panetto morbido molto energicamente con le mani, finchè sarà liscio (almeno 10 minuti)
Metterlo a lievitare per un'ora nel forno spento, coperto da uno straccio umido.
Trascorso questo tempo, prendete l'impasto e rilavoratelo un attimo. Poi stendetelo sulla spianatoia e aggiungete il burro a pezzetti a temperatura ambiente. Regolatevi voi a seconda della temperatura esterna, deve essere morbido ma non troppo.
Dovete aggiungerne un pò alla volta e ad ogni aggiunta lavorare bene l'impasto finchè il burro sarà completamente assorbito. Dovete ripetere l'operazione per 3 volte.
Una volta assorbito tutto il burro lavorate l'impasto per almeno 10 minuti, finchè risulterà morbido e liscio e fatelo lievitare ancora un'ora sempre coperto.
Versate alcuni cucchiai di zucchero su un piatto.
Prendete la pasta e lavoratela due minuti. Poi staccate delle piccole quantità d'impasto. Formate dei filoncini lavorandoli con il palmo della mano.
Devono essere lunghi circa 15 cm e non molto grossi, diciamo come una matita più o meno.
Mano a mano che sono pronti, chiuderli alle estremità premendoli un pò e passarli nello zucchero semolato premendo per farlo aderire solo da un lato.
Poi posizionarli su una teglia rivestita di carta forno, con la superficie zuccherata rivolta verso l'alto.
Lasciare lievitare ancora 15 minuti coperti con uno straccio e poi infornare a 190° fino a quando saranno belli dorati. Ci votrranno circa 15/20 minuti.
Togliere dal forno e lasciare raffreddare.

Ora i biscotti sono pronti. A questo punto avete due possibilità:
O li mangiate una volta raffreddati e in questo caso la consistenza somiglia un pò a quella del pane, croccanti fuori e morbidi dentro.
Oppure, e questa è la versione che io preferisco, una volta raffreddati li rimettete in forno a 150° per circa 20/30 minuti.
Li togliete dal forno e li fate raffreddare.
Così otterrete dei torcetti croccantissimi che si conserveranno a lungo chiusi in una scatola di latta.

La ricetta è tratta dalla collana La Pasticceria de la Repubblica

Con questa ricetta partecipo al Contest di Jul's kitchen in collaborazione con Macchine Alimentari