Lightbox Effect

lunedì 31 gennaio 2011

Crêpes arrotolate al cioccolato

di Julie Andrieu


Prima di parlare della ricetta di oggi vorrei fare un appello. Chiunque avesse una foto di Julie Andrieu per favore me la mandi.  Ho assolutamente bisogno di sapere che pesa meno di un quintale per poter andare avanti con questa raccolta. Dieci anni di sperimentazioni col cioccolato devono averla resa allegra senz'altro, il cioccolato si sa migliora l'umore, ma in quanto a chili in più, mah, non so, ho qualche perplessità sulla sua presunta forma fisica...avrei proprio bisogno di sapere.
Sono solo all'inizio e sto già a pensare che ne sarà di me di qui a poco! Certo ho il sospetto che quella graziosa fanciulla dalla forma fisica invidiabile immortalata nelle pagine del libro, tutta intenta a mangiare panini con la cioccolata, leccare mestoli pieni di salse le cui calorie vi lascio solo immaginare, maneggiare qualunque tipo di delizia al cioccolato e mangiarne a piene mani non sia la cara Julie......
Quindi chiunque sia in possesso di informazioni per favore me le passi al più presto...gliene sarò grata per sempre.
Bene, ora passo alla ricetta di oggi, ne ho scelta una più leggera del solito e soprattutto diversa........
Premetto che non sono un'appassionata di crêpes....ma devo dire che queste al cioccolato sono tutta un'altra cosa e appena pronte, per capire se mi piacevano oppure no, ne ho fatte fuori un bel pò. 
E il verdetto è: si si, mi piacciono! E te pareva! 
Soprattutto mi piace l'idea di qualcosa di morbido, tiepido e leggermente croccante ai bordi da intingere nelle ciotoline piene di salsa al cioccolato e panna.
A chi non piacerebbe un dolce servito così! oltre che buono è pure molto simpatico da mangiare, un dessert divertente ecco, che mette allegria! Non sarà mica che tutto 'sto cioccolato rischierà di mettere sempre di buon umore anche me? Vale la pena verificare, in fin dei conti vale di più essere allegri e sereni o avere qualche chilo in meno? A voi l'ardua sentenza, io sono di parte perciò mi astengo, non vorrei influenzarvi troppo.....


Le crêpes non sono difficili da preparare. Bisogna avere un pò di dimestichezza con la pastella ed essere veloci a stenderla. Difficoltà due per ricordare di fare attenzione al momento della cottura

L' impasto è veloce da preparare, circa 15 minuti, ma per cuocerle ci vuole un pò. Per una ventina di crêpes ci vorrà un'ora abbondante. Dipende anche da quanto le fate grandi.

Ho usato solo 20 gr di cacao, ma mi sembrava andasse già bene così. Sappiate comunque che la quantità indicata dalla ricetta è 50 gr. Inoltre non ho lasciato il latte con la vaniglia tutta la notte, ho usato l'essenza che non ha bisogno di infusione. Le crêpes si possono preparare in anticipo e scaldare al momento di servirle.


L'autrice dice che queste crêpes hanno tutto l'aroma e la consistenza croccante dei cannelès, che sono dei dolcetti francesi molto particolari, forse qualcuno di voi li conoscerà.

Crêpes arrotolate al cioccolato

Ingredienti
per circa 20 crêpes

latte: 500 ml
vaniglia: una stecca (io essenza)
zucchero: 180 gr
uova: 3
farina: 100 gr
cacao in polvere: 50 gr (io 20)
rum scuro: 100 ml
burro: 30 gr + per la padella

Procedimento

Aprire la stecca di vaniglia incidendola longitudinalmente, e con la punta di un coltello raschiare i semi all'interno. In una casseruola versare il latte, unire i semini della vaniglia e la stecca. Portare ad ebollizione e poi lasciare raffreddare tutta la notte. Il giorno dopo togliere la bacca. Se si usa l'essenza di vaniglia si può omettere di lasciare la notte.
Sciogliere il burro e farlo raffreddare.
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso. Aggiungere il rum, il burro, la farina il cacao e poi il latte aromatizzato alla vaniglia continuando a sbattere. Coprire con la pellicola e lasciare riposare un'ora nel frigorifero.
Trascorso il tempo, ungere con pochissimo burro una padellina antiaderente (serabbe meglio una piastra per crêpes ma mi sa che è chiedere troppo. Io ho usato una padellina piccola. Il diametro del fondo è di 15 cm.)
Con un mestolo piccolo, versare delle piccole quantità di pastella nella padella caldissima e velocemente, facendo roteare la padella, distribuire l'impasto omogeneamente sulla tutta la superficie. Aspettare tre minuti e poi girare dall'altro lato. Far cuocere per un paio di minuti e poi arrotolare. Procedere così con tutto l'impasto, avendo l'accortezza di passare un pò di carta e ungere con pochissimo burro la padella per ogni crêpes. 
Queste crêpes si staccano meno facilmente dalla padella. lasciarle cuocere bene, poi per girarle, sollevare un lembo aiutandosi con una paletta e piano piano sollevarla fino a staccarla tutta e girare dall'altro lato.
PS: io ho usato 20 gr di cacao per il semplice fatto che l'avevo finito, non perchè avessi capito che era sufficiente....e quando mai!

Se vi piacciono le crêpes provatele, il sapore particolare vi sorprenderà. Se non vi piacciono le crêpes, provatele, il sapore particolare vi sorprenderà.......Non so se ho reso il concetto....caso mai ve lo rispiego: se vi piacciono le crêpes  provatele, il sapore particolare.......noooooooooooooooo, basta, stavo scherzando!
Bene, allora buona settimana e al prossimo post. Baci 


sabato 29 gennaio 2011

Dolce di biscotti alla crema

...della Massaia canterina


Oggi è arrivata la nuova vicina e io, come nella migliore delle tradizioni (americane più che altro.....come nei film avete presente?) voglio darle il benvenuto e portarle qualcosa preparato con le mie manine......Ho giusto dei biscotti appena sfornati e speriamo che non sia a dieta.
Driiiin
"Ciao sono Viola"
"Ciao Viola, piacere di conoscerti, io sono la Massaia canterina"
"La Massaia canterina? mah...uno strano nome" penso io, però promette bene, è molto allegro, speriamo solo che non canti la mattina presto finchè sto ancora dormendo, per il resto, può essere solo una fortuna una vicina allegra e canterina.
"Ti ho portato dei biscotti, per darti il benvenuto!"
"grazie Viola, guarda, sei arrivata giusto in tempo. Stavo iniziando a preparare il mio dolce di biscotti alla crema. L'hai mai fatto?"
" no, veramente no....."
"noooooo?, uuuuh! Allora sei capitata proprio a fagiolo. Ti va di aiutarmi così lo facciamo in compagnia?, Sono sicura che ti piacerà già così come lo faccio io ma se vorrai apportare un tocco tuo dimmelo"
"fantastico, mi sei già moooooolto simpatica cara Massaia canterina, ti aiuto molto volentieri.....i dolci sono la mia passione, vediamo di che si tratta"

"ecco cosa ci serve per la torta:

biscotti frollini: 300 gr
latte: qb
arachidi tostate: qb
poco burro

Mentre per la crema ci servono: 

uova: 2
latte: 1/2 litro
2 cucchiai di farina: 2 cucchiai
zucchero: 2 cucchiai (io 3)
vaniglia o scorzette di limone: per aromatizzare

Prepariamo innanzitutto la crema. In un tegamino mettiamo le uova intere, la farina, lo zucchero, il latte. Ah…non l’avevo messo sul tavolo, ma se ti piace, ci possiamo aggiungere anche della scorzetta di limone, oppure un pochino di vanillina.
Mettiamo sul fuoco e mescoliamo continuamente con le fruste fino a che arriva a bollore. Poi togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare.
E’ rapida da preparare, la crema pasticcera. Ci pensi tu?

Io intanto preparo lo stampo a cerniera, imburrandolo appena, ed inizio a formare sul fondo uno strato di biscotti imbevuti di latte tiepido. Adesso che la crema è pronta e fredda, ne spalmo uno strato sui biscotti.
Procedo con un altro strato di biscotti, pigiandoli bene con un cucchiaio, poi spalmo un altro strato di crema, e altri biscotti… ancora crema e così via, fino a finire, con un ultimo strato di crema.
Adesso mettiamo il dolce in frigorifero per farlo raffreddare ben bene. Lo lasciamo lì un’ora almeno. Poi lo possiamo sformare e ricoprire, direttamente sul piatto di portata con la crema avanzata, cospargendolo infine con le arachidi tritate!
Questo dolce è adatto sia come dolce post-pasto, soprattutto in estate. Ma ti posso assicurare che è un’ottima e golosissima merenda anche in una stagione come questa!"

"Mi piace moltissimo.
Sai che c'è?  io penso che potremmo usare i miei biscotti al mascarpone, secondo me danno il massimo imbevuti nel latte e poi sono davvero buoni!
 

Che ne dici? E un'altra cosa che mi piacerebbe fare sai qual'è?
Invece delle arachidi tritate farei un croccante, sempre con le arachidi e poi lo frantumerei in tanti pezzetti piccoli piccoli, così, per dare al dolce una nota croccante.....che ne dici?.....possiamo anche farli entrambi... per provare la differenza......

Il croccante io lo faccio mettendo dello zucchero sul fuoco in un pentolino a fondo spesso. Lascio sciogliere lentamente. Quando il caramello è pronto, (dev'essere biondo chiaro) verso le arachidi a cui ho tolto la pellicina e che ho divise a metà. Velocemente verso tutto su un foglio di carta forno leggermente unto d'olio, facendo molta attenzione a non bruciarmi col caramello, poi ricopro con un altro foglio di carta forno leggermente unto anch'esso e con un mattarello appiattisco il croccante. Lascio raffreddare e poi assestando qualche colpo col mattarello lo rompo in pezzetti piccoli piccoli...... E le nostre arachidi caramellate sono pronte.


Abbiamo fatto tutto...il dolce mi sembra bellissimo...Ora abbiamo due versioni della stessa ricetta, possiamo scegliere l'una o l'altra, sono buonissime entrambe...provare per credere!
Cara Massaia, è stato un piacere conoscerti e lavorare con te, ho imparato un dolce nuovo che proporrò agli amici ricordandomi di questa bellissima giornata passata insieme a te. 
Quando anche tu preparerai questo dolce per qualcuno, ogni tanto mettici le arachidi caramellate, vorrà dire che in quel momento starai pensando alla nostra bellissima giornata canterina........

Con questa ricetta partecipo alla bellissima iniziativa di Elisa "La ricetta della porta accanto" che mi ha fornito questa deliziosa ricetta.
Ringrazio Elisa per avermi dato l'opportunità di partecipare. Mi piace l'idea della collaborazione, qualunque forma assuma lo trovo comunque un bel messaggio. Spero piaccia anche a voi


giovedì 27 gennaio 2011

Millefoglie alla crema

più classico di così...


Mah...non so nemmeno io come mi vengono le ispirazioni, certo vedendo gli ultimi post si direbbe che passo di palo in frasca.....Dal Ramen alla millefoglie alla crema ce ne sta di roba nel mezzo!
Ma confesso che questa foto non è di questi giorni. Giaceva in archivio da tempo in attesa del suo momento...
Ogni volta che mi capitava sotto gli occhi, mentre cercavo altro, mi chiedevo a chi potesse interessare una millefoglie alla crema, è talmente elementare come si prepari.......
Ma poi mi dico che forse qualcuno non ha mai pensato di prepararsela da sè, pensandola magari complicata.....Buona è buona, non c'è che dire, anzi buonissima, sarà per questo che ne esistono tante versioni, col cioccolato, con la frutta, persino destrutturata.
La sapete la storia delle millefoglie destrutturata?
Si dà il caso che un pasticcere famoso (non ricordo chi) dovesse servire ad ospiti importanti di un noto ristorante  non ben identificato (solo perchè io non lo ricordo!) una millefoglie alla crema.  E come spesso accade, proprio quando è assolutamente indispensabile che una cosa venga bene, ecco che il disastro è dietro l' angolo (e che cavoli,  non capita mica solo a me!)
Infatti, proprio prima del momento fatidico, lo sfortunato (ma ancora per poco, tranquilli!) pasticcere, vide la sua preziosa millefoglie andare in mille briciole per una caduta! Ora, dove sia caduta non lo so, spero solo sopra un tavolo e non in terra perchè l'astutissimo pasticcere, che non aveva certo il tempo di prepararne un'altra, pensò bene di raccoglierla e di servirla dentro a dei simpatici bicchieri proprio così com'era, rotta in mille pezzi! Serve che vi dica che fu un successo? 
Si si, fu un successo tale che diventò il dessert più famoso del già famoso locale in questione e fece la fortuna dell'ex sfortunato pasticcere......
Ma secondo voi, avessi fatto io una cosa del genere con qualche ospite, ma vi pare che avrei potuto contare su un esito altrettanto roseo?  Mi vien da pensare che come minimo, nella migliore delle ipotesi,  avrei dovuto assistere a sguardi tra il perplesso e lo schifato. Ma si sa, la genialità è spesso incompresa e solo l'essere famosi autorizza a più di qualche licenza, diciamo così, poetica.......
Insomma, senza girarci troppo intorno, io il suggerimento ve l'ho dato. Ora lo sapete, se vi dovesse mai capitare che vi cada una torta in terra, non disperate, potrebbe essere la vostra grande occasione, e ricordatevi sempre che quando si presentano, la cosa difficile è saperle riconoscere!
Quindi da oggi via libera a crostate di marmellata servite dentro a ciotole del latte, cucchiaiate di sacher nelle tazzine da caffè, strudel nei flute da champagne.......non mettiamo limiti alla provvidenza, l'unica accortezza che mi sento di suggerire: un occhio particolare ai pavimenti di casa, teniamoli sempre ben lavati!
Certa che farete tesoro del mio suggerimento, passo alla ricetta, che è semplice, a patto che abbiate preparato la pasta sfoglia  qualche tempo addietro e che l'abbiate messa in congelatore in attesa del momento giusto per riprendervela! Se così non fosse la cosa comincia a diventare un pò più lunga. Il procedimento per preparare la pasta sfoglia lo trovate qui. In alternativa potete usare quella pronta, ma non dite a nessuno che ve l'ho detto ok? Ovviamente il risultato non sarà proprio lo stesso però......

Millefoglie alla crema

Ingredienti

pasta sfoglia: due panetti da circa 400 gr
il procedimento qui

Per la crema pasticcera

latte: 1/2 litro
zucchero: 100 gr
farina: 45 gr
fecola: 5 gr
uova: 1 intero e 1 tuorlo (oppure 4 tuorli)
limone: scorza grattugiata di uno
bacca di vaniglia: 1/2
panna fresca: 200 gr
Procedimento
Scaldare il latte con la scorza di limone (a me piace grattugiata ma vanno bene anche scorzette intere, solo la parte gialla) e la raschiatura della vaniglia, portare ad ebollizione. Intanto mescolare le uova con lo zucchero senza montarle, unire la farina setacciata con la fecola ed amalgamare bene. Quando il latte fuma ma non bolle (circa 85°), versarlo poco alla volta mescolando bene sul composto di uova eventualmente filtrandolo da un colino. Rimettere sul fuoco e a fiamma bassa far addensare la crema, ci vorranno tre o quattro minuti.
Versare la crema su un piatto e  coprire con pellicola a contatto. Lasciare raffreddare del tutto. Riporre in frigo.
Al momento di utilizzarla versare la crema che sarà abbastanza consistente in un recipiente, lavorarla con le fruste elettriche aggiungendo un tappino di rum o di limoncello per renderla morbida.
Montare la panna (che deve essere freddissima) ma non completamente ed aggiungerla alla crema e mescolare delicatamente dal basso verso l'alto per incorporarla.
Tirare la sfoglia sottile (circa tre mm) Da ogni panetto ricavare due rettangoli.
Per la millefoglie ne serviranno tre. Con il quarto si potranno preparare dei salatini per antipasto o delle pizzette.
Rifilare tre dei rettangoli di sfoglia con un coltellino affilato in modo che abbiano le stesse dimensioni. Con i rebbi di una forchetta bucherellare la superficie dei rettangoli e cuocere in forno preriscaldato a 200°C finchè non saranno dorati. Lasciare raffreddare del tutto.
Posizionare un rettangolo al centro di un piatto da portata. Spalmare un pò di crema sulla superficie, non troppa sennò al momento di tagliarla fuoriesce dagli strati e diventa complicato.
Posizionare un altro rettangolo di pasta sfoglia, un altro strato di crema e finire con il terzo rettangolo di pasta. Spolverizzare la superficie con abbondante zucchero a velo e servire.
Alcune annotazioni: io la faccio sempre semplice, così come ve l'ho descritta, ma potete aggiungere alla crema gocce di cioccolato fondente o pezzetti di fragola, o lamponi interi.
L'unica accortezza se aggiungete il cioccolato è quella di evitare il limone sulla crema, usare solo la vaniglia e aggiungere il rum al posto del limoncello per ammorbidirla una volta fredda.
La millefoglie non si conserva a lungo, è bene consumarla subito perchè la pasta sfoglia a contatto con la crema perde la sua croccantezza. Si può conservare per qualche ora in frigorifero.
Ho scelto la millefoglie per partecipare al contest di Zagara "la sfoglia che follia", ho pensato che un classico come questo per una raccolta sulla sfoglia non potesse assolutamente mancare


Bene, vi lascio, però ricordatevi di rendermi partecipe qualora diventaste famose/i per qualche torta finita sul pavimento. Ci conto Ok?...Ah, ovviamente io farò altrettanto con voi!
Baci e al prossimo post....sono un pò indietro con i contest, mi sa che arrivo presto con un altro.........E' un duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare....


lunedì 17 gennaio 2011

Terrina croccante alle amarene e cioccolato

Di Julie Andrieu  


A me piace complicarmi la vita. E’ un dato di fatto e non c’è niente da fare, è così e basta. Lo dico solo per spiegarvi che normalmente non avrei mai preso in considerazione un dolce come questo. Avrei detto: troppo facile e girato pagina. Ma si dà il caso che ho acquistato questo libro perché folgorata dalla foto di questo dessert. Ora, potevo non farlo?
A parte il fatto che mi stupisco sempre di quanto un’immagine possa imprimersi nella mente in maniera indelebile e un’altra passare assolutamente inosservata, comunque……il punto è che non potevo esimermi dal provare l’oggetto di quest’attrazione fatale.
E poi, a dirla tutta, questo libro ha anche un'altra funzione: serve a convincermi che i dolci al cioccolato buoni, non sono solo come li intendo io, vale la pena avventurarsi in sentieri poco battuti . Talvolta percorrere la strada dell’ignoto può riservare sorprese molto piacevoli….
Lo so, lo so, c’è anche l’altra parte della storia, quella del “mai lasciare la strada vecchia per quella nuova…” e bla bla bla, lo sappiamo tutti, ma l’anno è appena cominciato e il mio bicchiere per ora, è ancora mezzo pieno.
Questo dolce è facilissimo da preparare, niente cottura a parte il solito fondere il cioccolato.
Per il resto, ci si deve preoccupare soltanto di montarlo in maniera ordinata, facendo attenzione a come si dispongono i vari strati e poi passarlo in freezer. Tutto qua. Facile no? fin troppo direi.
Quello che penso io? Molto buono se vi piace il genere, una crema al cioccolato solida, a metà tra una mousse e un cioccolatino morbido, piuttosto scioglievole, interrotta dalla croccantezza dei wafers e dalla morbidezza delle amarene. Lo consiglio per una pausa a metà pomeriggio, con un caffè o un tè è perfetto..... o anche per un dopocena, ma solo se avete mangiato poco!


il dolce non presenta difficoltà, basta prestare attenzione al procedimento e seguirlo passo passo. Per preparare la crème fraiche troverete le indicazioni nel procedimento




tra preparare tutti gli ingredienti e metterlo in freezer ci vorranno circa 40 minuti. E poi tre ore di riposo



Io ho usato un cioccolato al 72%, ma anche  un 60% andrà benissimo, è molto cioccolatoso e il 70 va bene se amate il cioccolato amaro. L'autrice consiglia di servirlo con una salsa al cioccolato, per me invece non ce n'è bisogno, andrà benissimo solo un pò di sciroppo di amarene.


L'autrice dice che al posto delle amarene si possono usare le ciliegie, surgelate. In questo caso conservate il liquido per immergerci i biscotti dopo averlo reso sciropposo con un pò di zucchero. La panna e la crème fraiche insieme danno alla crema la giusta consistenza, nè troppo dura, nè troppo soffice.



Aria in cucina ha detto: facile da fare si, ma al momento di comporre il dolce è bene fare attenzione perchè gli strati vengano ben definiti.
Ho imbevuto troppo il primo strato di wafer perchè temevo risultassero alla fine poco imbevuti ma è proprio questo l'errore...devono restare croccanti e belli bianchi...in modo da contrastare bene al momento del taglio della fetta. Per il gioco del rosso ci pensermo al momento di servire quando irroreremo la superficie con lo sciroppo.
Ho avuto due pareri contrastanti quando ho servito il dolce: tolto dal freezer un'oretta prima (dopo che vi era rimasto tutta la notte) era ancora bello freddo. Consideriamo che siamo in inverno. C'è chi l'ha apprezzato molto per questo. Mio marito che l'ha gustato come me anche il giorno dopo, conservato solo in frigorifero, ha gradito maggiormente la nuova scioglievolezza del cioccolato, comunque non troppo morbido. Insomma, un tripudio di colori netti e un gusto sublime al palato, anche dato dalla nota acidula della creme fraiche. La rifarò!


Terrina croccante di amarene e cioccolato

Ingredienti

wafer alla vaniglia: due confezioni da 150 gr
cioccolato: 350 gr con il 60-70% di cacao 
crème fraiche densa: 150 ml (sostituibile con panna + yogurt greco + limone)
panna fresca da montare: 150 gr
amarene sciroppate: 150 gr (più lo sciroppo)
kirsch: 3 cucchiai
burro: 100 gr

Procedimento

Innanzitutto, se non trovate la Crème fraiche, preparatela così: mescolare 80 gr di panna fresca a 80 gr di yogurt greco, aggiungere qualche goccia di limone, coprire con pellicola e riporre in frigo per un'ora.
Sgocciolare le amarene e mescolare 200 ml di sciroppo con tre cucchiai di kirsch ( in alternativa potete usare una grappa morbida aromatizzata alla rosa o alle ciliegie).
Spezzettare il cioccolato e sistemarlo in un recipiente adatto alla cottura a bagnomaria o al microonde. Aggiungere la crème fraiche e la panna e mescolare . Porre su un bagnomaria caldo ma non bollente e lasciare sciogliere dolcemente. Alla fine aggiungere anche il burro a pezzetti e mescolare bene. Lasciare raffreddare.
Nel frattempo inumidire leggermente una terrina (la mia è 24x9 cm) o un piccolo stampo da plum cake e rivestirle con della pellicola lasciandola fuoriuscire dai lati lunghi (servirà per sformare il dolce).
Immergere velocemente i wafer nello sciroppo di amarene e adagiarli sul fondo della terrina. Formare così il primo strato. Coprire con metà della crema al cioccolato. fare un altro strato di wafer imbevuti. sistemare le amarene (io ne ho messe tre per ogni wafer in modo da riuscire a tagliare delle fette precise, ma se preferite mettetele senza un ordine. Versate piano la rimanente crema al cioccolato. Finite con un altro strato di wafer imbevuti. Chiudere bene con della pellicola e tenere in freezer per almeno tre ore. Si può anche preparare il giorno prima e tenere in freezer tutta la notte. Togliere da freezer un pò prima di servire il dolce. Sformarlo in un piatto da portata rovesciandolo e aiutandosi con la pellicola.
Filtrare lo sciroppo rimasto e tenerlo da parte. Al momento di servire il dolce bagnare la superficie con lo sciroppo.

Bene, e dopo questa iniezione di energia, dolcezza e calorie, sarà meglio che mi appassioni velocemente a qualche sport.....e se mi dessi all'ippica? vi piacerebbe eh? Va bene...prometto di pensarci......
Baci e al prossimo post

lunedì 10 gennaio 2011

Creamcheese cake

di Julie Andrieu


Il mio primo cake al cioccolato con il formaggio spalmabile. Dovrei cercare di descriverlo ma sono alla terza fetta e non non saprei che parole usare ma ci provo (anzi, sarà meglio che ci riesca che alla fine di questa raccolta sennò peserò un quintale): un cake compatto ma morbido, come dice l'autrice, per la presenza del formaggio e per la cottura lenta. In effetti la riuscita è in buona parte nella cottura.
Attenzione a non asciugarlo troppo, deve mantenere una certa morbidezza. Quello che più mi è piaciuto è stato l'inserimento dei pezzetti di cioccolato finali nell'impasto che, una volta freddo il cake, si solidificano. E trovarseli sotto i denti è una piacevolissima sorpresa. E' anche questo che fa la differenza rispetto ad altri dolci simili, quindi mi raccomando, non lesinate nell'aggiunta dei pezzetti!
Il giorno dopo, quando il cioccolato si è ben solidificato il cake risulta più compatto rimanendo però morbido.
L'uso del cioccolato al 70%  non lo rende troppo dolce ed esalta il sapore dell'ingrediente principe. I pezzetti che arrivano all'improvviso sotto i denti regalano alle papille gustative una nota più dolce senza però addolcire uniformemente. Un bel contrasto
Per la cottura regolatevi secondo il vostro forno. L'autrice indica 45 minuti a 160°C. Io ho infornato a 165°C per un'ora (con il mio  forno era assolutamente impossibile che fosse pronto dopo 45 minuti) Fare sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto, ma non fatevi fuorviare dai pezzetti di cioccolato sciolti....quelli non asciugano mai, quindi attenzione a dove infilzate e per sicurezza fate più di una prova.


L'esecuzione non è complicata. E' importante prestare molta attenzione alla cottura e a sciogliere correttamente il cioccolato a bagnomaria


Per preparare tutto, dal pesare gli ingredienti all'infornare ci vorranno 45 minuti circa. La cottura  sarà di circa un'ora ma dipenderà ovviamente dal forno


Per agevolare l'inserimento dei pezzetti di cioccolato finali senza dover affondare completamente le dita nell'impasto, consiglio di versare metà impasto nello stampo, affondare leggermente la metà dei pezzetti, coprire con il rimanente impasto e finire con i pezzetti rimasti affondandoli un pò

L'autrice consiglia una cottura lenta per l'ottima riuscita del dolce e l'inserimento dei pezzetti di cioccolato per godere di un piacevole scricchiolio sotto i denti


Parentesiculinaria ha detto: un impasto compatto e sofficissimo al tempo stesso. La compattezza è data dal Philadelphia che "nutre" la texture, pur mantenedo una bella ariosità.
Inoltre i pezzetti di cioccolato che scrocchiettano sotto i denti sono tra le cose che preferisco. Una torta semplice da realizzare ma  non   banale nel gusto. Da rifare!
Riassaggiandola il giorno dopo, quando il gusto si è ormai "stabilizzato" capisco meglio la scelta del cioccolato a pezzi al 50% anzichè al 70%. In effetti, avendo usato quello al 70, le note amare rimangono leggermente troppo persisitenti. Ma è solo una piccola pignoleria di equilibrio del gusto..
Per il resto è ancora umida e soffice, ma è un impasto che patisce l'aria e sicuramente domani sarà un po' più secco. Bisogna affrettarsi a finrla! :)Una colazione fantastica! 
L'hommo mi ha chiesto quando gliela rifaccio...
E se lo dice lui, che la mattina fa una fatica infernale a fare colazione...


Creamcheese cake

Ingredienti
per 12 fette

formaggio morbido spalmabile (tipo philadelphia): 200 gr
cioccolato con il 70% di cacao: 150 gr
cioccolato con il 55% di cacao: 100 gr
burro morbido: 100 gr + per ungere lo stampo
cacao in polvere: due cucchiai
zucchero: 100 gr
uova: 3
farina 00: 150 gr
essenza di vaniglia: 1 cucchiaino (o una bacca)
lievito: 1/2 bustina

Procedimento

Spezzettare il cioccolato al 50% riducendolo a pezzetti non troppo piccoli, diciamo circa 1 cm ma solo per capire più o meno le dimensioni. E' un'operazione più agevole se disponete di una tavoletta e non dei quadrotti.
In un recipiente adatto alla cottura a bagnomaria mettere il cioccolato al 70% di cacao spezzettato. Far fondere a fuoco dolcissimo
Lavorare il burro morbido e lo zucchero con uno sbattitore elettrico fino a renderli gonfi e spumosi. Unire il formaggio e amalgamare, poi le uova a temperatura ambiente aggiungendole una alla volta e unendo il successivo solo dopo che il precedente è stato bene amalgamato. Unire infine anche la vaniglia e mescolare.
Quando il cioccolato è fuso, ma non completamente, togliere dal fuoco e mescolando delicatamente con una spatola far sciogiere del tutto. Aggiungere il cioccolato fuso al composto di formaggio e amalgamare. 
Unire la farina precedentemente setacciata con il lievito aggiungendola delicatamente un pò alla volta.
Imburrare uno stampo da cake. Con il cacao amaro ricoprire le pareti dello stampo e togliere l'eccesso.
Versare metà dell'impasto, affondare delicartamente una parte di quadretti di cioccolato al 50%. Ricoprire con il rimanente impasto e unire allo stesso modo i pezzetti di cioccolato affondandoli leggermente.
La ricetta indica di cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 45 minuti. Io ho cotto per 1 ora a 165°C

E' un vero sacrificio provare tutti questi dolci al cioccolato, ma qualcuno lo deve pur fare!
Baci e al prossimo post, magari light....non so.....vedremo.....



venerdì 7 gennaio 2011

Torta di mele o sbrisoletta

ovvero...la torta della rosa


E al grido di : "lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo" un altro contest alla fine è stato salvato in extremis....
E son soddisfazioni. Quando proprio pensavi che non ce l'avrebbe fatta, quando avevi dato ormai tutto per perso, ecco che si accende un lumicino.
In effetti confesso che quando vidi il banner la prima volta pensai che non faceva per me, non perchè non fosse interessante, anzi, lo era eccome, adoro la colazione e non vi rinuncerei per nulla al mondo! ma sono monotematica: fette biscottate, crema alla nocciola (si, si, quella.......) e caffè.
E che potevo postare? e così sconsolata mi son detta: stavolta sei fuori....(dal contest intendo!)
Ma poi, come spesso accade, forse spinta da quella vocina che ci viene in aiuto in certi momenti mi sono riletta bene le regole per partecipare e ci trovo anche : "quello che vi piacerebbe mangiare la mattina se......."
Ah...ma allora è tutta un'altra storia. E vi pare che se potessi scegliere non opterei per qualcosa di più dolce e amorevole di qualche fetta biscottata? Magari una fantastica torta di mele che racchiude tutto il calore di un abbraccio? Certo, il massimo sarebbe che qualcuno la preparasse e me la  la facesse trovare al risveglio servita con tanto amore, su  una bella tavola, con un caffè e vogliamo esagerare? magari dei fiori....si si, lo è chiedere troppo, ma si tratta pure sempre di un sogno, quindi posso esagerare. 
Invece l'ho preparata io, una coccola fatta da me a me stessa. Le regole lo prevedono vero? Una torta favolosa, in effetti la ricetta non è nuova, io la faccio già da un bel pò, da quando la vidi la prima volta sul blog di Paoletta  me ne innamorai all'istante. Devo dire che la descrizione mi convinse subito e quando capii che la ricetta era quella della nonna di una lettrice di Anice e Cannella (Lucia Garrone) che la inviava per una raccolta: "le ricette dei lettori" mi convinsi ancora di più che ne sarebbe valsa la pena. Le ricette di famiglia sono sempre speciali e se vincono dei premi (e questa lo ha vinto!) devono esserlo senza alcun dubbio. E da allora questa è diventata la mia torta di mele preferita.
Una coccola perfetta, un abbraccio a chi si vuol bene, il bacio della nonna per iniziare bene la giornata. Un torta che sa di casa e di buono, tutto quello che si può desiderare ad ogni risveglio.....

Ingredienti

farina 00: 200 gr
semolino: 200 gr
zucchero: 200 gr
burro: 200 gr
sale: un pizzico
lievito: 1 bustina
mele: Renette o Golden 800 gr circa
uvetta: un cucchiaio
pinoli: un cucchio
rum: un cucchiaio
cannella: un pizzico
limone: buccia grattugiata di mezzo

Per la finitura
tuorlo: uno
bicchiere di latte: uno

Procedimento

Setacciare la farina con il lievito, unire il semolino, lo zucchero e il burro a pezzetti e lavorare velocemente con le mani facendo attenzione a non scaldare troppo l'impasto. Si dovrànno ottenere tante briciole, più sono piccole migliore sarà il risultato. Paoletta consoglia di lavorare su un piano con una spatola, vedete voi come vi trovate meglio. Preparare il ripieno: sbucciare e grattugiare le mele servendosi di una grattugia a fori grossi
Aggiungere l'uvetta precedentemente ammollata nel rum e poi ben strizzata, i pinoli, la cannella e la scorza del limone.
Rivestire con carta forno il fondo di uno stampo a cerniera ( io 24 cm di diametro), imburrare ed infarinare le pareti. Versare poco più della metà dell'impasto di briciole e con questo formare anche un bordo facendolo aderire bene alla tortiera. Versare al centro il ripieno di mele e distribuirlo un pò uniformemente. Versare sopra le mele il restante impasto di briciole e livellare la superficie. Sbattere il tuorlo con il latte e versare distribuendo omogeneamente sopra la torta.
Cuocere a 180° in forno preriscaldato per 45 minuti

Annotazioni: e come hanno fatto Paoletta e Lucia prima di me, anch'io la consiglio  veramente a tutti: provatela!

E come ormai avrete capito con questa torta deliziosa partecipo al contest di  Cappuccino e Cornetto: "colazione da te"

Cara Cranberry, magari un pò in ritardo...... ma ci sono. 


mercoledì 5 gennaio 2011

Cake di semolino al kumquat

...o mandarino cinese


Quando mesi fa vidi in un libro questo dolce mi piacque moltissimo. Sarà stato per quel sapore di semplicità  che la foto prometteva, sarà stato perchè a quella semplicità associavo il sapore aromatico dei mandarini cinesi....sarà stato forse perchè finalmente avevo trovato il modo di trasformare tutti quei fruttini che si tenevano appesi al mio alberello in giardino, sarà stato per questo e forse per molto altro che non me la tolsi più dalla mente.
Solo che, al momento di spogliare l'alberello di tutti i mandarini ebbi più di un' esitazione e alla fine non se ne fece niente.
Non lo so, ma l'idea di vederlo improvvisamente spoglio, senza tutti i suoi bellissimi fruttini colorati a rallegrarlo mi fece desistere e così da allora la ricetta finì in un cassetto della memoria. Fino a quando qualche giorno fa tra i banchi del supermercato non vidi una quantità spropositata di questi mandarini....
Eh si, un altro miracolo del Natale quello di mettere insieme tutti i tipi di frutta possibili ed immaginabili, alcuni a dire il vero a me totalmente sconosciuti.....So che non si dovrebbe, io almeno sono contraria a comperare frutta esotica o fuori stagione, ma si sa che a Natale tutto è permesso e mi sono concessa un pò d' incoerenza ....tanto mi son detta, volta più o volta meno, che sarà mai......e finalmente mi sarei tolta la curiosità di assaggiare il mio tanto sospirato cake.
Tutto sommato è andata anche abbastanza bene considerando la tentazione fortissima che ho dovuto tenere a bada di comperarmi un platano.....sapete quella specie di banana di cui si nutrivano i naufraghi dell'isola dei famosi? non è che qualcuno guardava l'isola prima di aprire il blog? beh, io non me ne perdevo una puntata e il platano ha popolato i miei pensieri per molto molto tempo, ma questa è un'altra storia....
Ma che sapore avrà 'sto platano? Se non me lo tolgo dalla mente in tempi brevi vi dovrete sorbire anche qualche ricetta improbabile a base di questa finta banana dal sapore misterioso....vedremo dove mi porteranno i pensieri...
Per il momento vi lascio questo cake ben più familiare, i mandarini cinesi non sono poi così dificili da trovare e credo che tutti ne abbiano mangiati almeno una volta e chissà, magari qualcuno ne avrà pure un alberello in giardino. Tranquilli comunque, se la vostra produzione è abbondnte, sto sperimentando anche un 'altra ricetta che spero di riuscire a mettere a punto per quando finalmente matureranno quelli del mio giardino e stavolta li coglierò senza pietà. Se riuscirò nell'impresa (alquanto ardua al il momento) ve li ritroverete sotto vetro quest'estate a rallegrare la mia rubrica "l'orto-giardino"....e ve lo anticipo già: quanto sono buoni!

Questo cake è lontano dalla consistenza del pan di spagna, anche se la foto forse potrebbe ricordarlo. In effetti la presenza del semolino lo rende ruvido, morbido ma compatto e la frutta, leggermente umido. 
Il sapore agrumato dei mandarini è persistente e nell'insieme mi è piaciuto molto....chissà, forse penserete che lo dico per la soddisfazione di averlo finalmente provato....o per convincermi che alla fine ho fatto bene a comperare i kumquat e non il platano.....ma invece vi dico che  non mi sono assolutamente pentita della scelta, la rifarei senza dubbio......ho solo una domanda che mi tormenta: ma sarà buono 'sto platano?

Ricetta tratta da " La pasticceria" collana di Repubblica
Ingredienti

semolino: 250 gr
kumquat: 200 gr
latte: 2 dl circa
zucchero semolato: 140 gr
farina 00: 100 gr
burro: 100 gr
uova: 3
lievito vanigliato: 2 cucchiaini
zucchero a velo vanigliato: qb
sale: un pizzico

Procedimento

Lavare i kumquat, punzecchiarli con uno stuzzicadenti e cuocerli per 5 minuti in acqua bollente non salata. Scolarli e farli raffreddare un pò. Poi tagliarli a metà, togliere i semi, frullarli e tenere da parte.
Lavorare a crema il burro morbido insieme allo zucchero e ai tuorli. Quando la crema è omogenea aggiungere la farina precedentemente setacciata con il lievito poca alla volta , poi il semolino e il sale alternandoli al latte.
Mescolare bene con un cucchiaio di legno e aggiungere anche i kumquat frullati.
Montare gli albumi a neve ben ferma e unirli al composto mescolando dal basso verso l'alto per non smontarlo. Imburrare ed infarinare una teglia di 18 cm di lato, versare l'impasto e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa (fare la prova stecchino)
Togliere il dolce dal forno, sforamrlo, e farlo raffreddare su una gratella. Cospargere con lo zucchero a velo e servire

Alcune annotazioni: mi piaceva l'idea di farlo quadrato, ma avevo una teglia leggermente più grande di quella prevista nella ricetta, diciamo 1,5 cm di differenza, non usatene una più grande di così sennò viene troppo basso e tende ad asciugarsi. Meglio se usate una 18x18cm come previsto

Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia " Gli agrumi"


lunedì 3 gennaio 2011

Snack al fudge di arachidi

di Julie Andrieu



ricetta molto semplice, non richiede cottura (solo fondere il cioccolato) ma raffreddamento in frigorifero

per la preparazione vi serviranno 20 minuti più due ore per il raffreddamento   



un sapore particolare, se vi piace la torta Barozzi li troverete divini. Deliziosi anche per la loro consistenza. Sconsigliati a chi non ama il sapore delle arachidi    

l'autrice consiglia di servirli semplicemente con una tazza di caffè



Ingredienti
per 30/35 pezzi

cioccolato al 70% di cacao: 180 gr
burro di arachidi liscio: 150 gr (senza pezzettini)
latte condensato zuccherato: 210 gr
cacao amaro in polvere: 70 gr

Procedimento

Spezzettare il cioccolato. Metterlo in un recipiente adatto alla cottura a bagnomaria o al microonde. Mescolare il cioccolato al latte condensato e al burro di arachidi e fondere tutto a bagnomaria o per due minuti al microonde. Mescolare ed amalgamare bene.
In un foglio di carta forno stendere con una spatola la preparazione ad uno spessore di 0,5 cm, dare una forma regolare, quadrata o rettangolare. Coprire con un altro foglio di carta forno della stessa dimensione e lisciare con un mattarello. Porre in una teglia e mettere in frigorifero per almeno due ore. Trascorso il tempo, tagliare la preparazione a quadratini o rettangoli (3x3, o 3,5x2 circa)
Metterli in un sacchettino di plastica pulito (pochi alla volta) insieme al cacao amaro e scuotere bene per ricoprire i dolcetti. Togliere l'eccesso e servire.

E buon inizio anno a tutti.....che possa essere dolce, buono e sorprendente come questi dolcetti