Lightbox Effect

lunedì 28 febbraio 2011

Biscotti della salute

e vivrete mille anni


Un giorno una foodblogger piemontese decide coraggiosamente di sfidare il clima rigido e un certo numero di chilometri per andare a conoscere una foodblogger veneta.
La foodblogger veneta è molto felice di quest'idea e comincia a pensare a tutto quello che con la foodblogger piemontese avrebbe potuto fare in quei due giorni.
Il primo giorno passa veloce tra forni e fornelli dove le due fanciulle sembrano essere totalmente a loro agio.
Il secondo giorno passa ancora più velocemente tra assaggi, acquisti, chiacchiere e racconti.
Il terzo giorno però la foodblogger veneta vuole qualcosa di veramente speciale.
Pensa e ripensa, (che neanche un filosofo in cerca di risposta a un qualche quesito esistenziale avrebbe saputo fare), la foodblogger veneta fa una scelta controcorrente. E mentre il mondo impazza per il carnevale, tra divertimenti ed abbuffate, ha un'idea che pensa piacerà moltissimo alla sua nuova amica. 
E così certa dell'entusiasmo che la notizia avrebbe suscitato esclama:
"sai dove vorrei tanto portarti domani? al cimitero!"
E' talmente entusiasta che l'occhio terrificato della nuova amica non le suggerisce che forse l'idea non è proprio delle migliori. Ha già in mente il suo piano e ormai lo metterà in pratica.
Malgrado la notizia shock, la foodblogger piemontese riesce comunque a passare una notte tranquilla e l'indomani, malgrado una comprensibile rassegnazione, riesce ad affrontare la giornata con entusiasmo. Viola è felice di leggere negli occhi della Parentesina tanta gioia e allegramente procede verso la tanto decantata meta.
In quel momento non ha pensato che forse la sua nuova amica avrebbe potuto ritenerla un pò strana. La meta scelta le sembra così perfetta che proprio l'idea nemmeno la sfiora. E dopo qualche difficoltà, che ricorda loro un percorso di espiazione (forse si sentivano in colpa per le calorie ingurgitate il giorno prima?), raggiungono la tanto sospirata meta e finalmente varcano la soglia di questo luogo meraviglioso.....veramente meraviglioso.....
Si tratta a tutti gli effetti di un'opera d'arte. Non solo la tomba Brion è un'opera di grande impatto....ma per i visitatori è un vero e proprio viaggio introspettivo. Vi lascio qualche foto e se venite da queste parti non mancate di visitarlo, insieme ai dintorni, Asolo in primis, vale la pena. Dalla primavera a fine estate è la stagione migliore per apprezzarne la bellezza.

Ingresso del cimitero Brion
Particolare della chiesa
Esterno della chiesa e percorso sull'acqua
Il padiglione sull'acqua
Vista dal padiglione verso Asolo

Ora, che c'entra tutto questo con i biscotti della salute? Beh, forse poco, ma per esorcizzare vi lascio con le parole di Pellegrino Artusi che nel suo libro "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" li introduce così:
"state allegri, dunque, che con questi biscotti non morirete mai o camperete gli anni di Mathusalem"
Beh, mi sembrava doveroso lasciarvi con queste parole e questa ricetta dopo avervi consigliato una visita al cimitero!
A parte il loro straordinario potere di farvi raggiungere l'età di Matusalemme, sono veramente molto buoni, se non li conoscete provateli e vi garantisco che nessun cimitero vi spaventerà più!
Bene, e se qualcuna di voi stava pensando di venirmi a trovare....beh...ora ha qualche elemento in più per decidere, io vi aspetto con grande piacere, ho ancora tante cose che vorrei farvi visitare......

Ingredienti

farina: gr 700
zucchero semolato: gr 200
burro: gr 100
cremor tartaro: gr 20
bicarbonato di soda: gr 10
uova: 4
vaniglia: una bacca
latte: qb
sale: un pizzico

Procedimento

Setacciare la farina con il bicarbonato e il cremor tartaro. Mescolare lo zucchero alla farina, fare la fontana, aggiungere il burro a pezzetti, la raschiatura della bacca di vaniglia, le uova, il pizzico di sale e impastare aiutandosi con un pò di latte fino ad ottenere un panetto morbido ma non troppo (deve potersi lavorare bene con le mani ma non deve essere appiccicoso)
Una volta che si è formato il panetto, dividerlo in quattro pezzi e date loro la forma di piccoli filoni. Appiattiteli leggermente e poneteli in una placca rivestita di carta forno ben distanziati tra loro. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C finchè assumeranno un bel colore dorato. Lasciarli riposare fino al giorno dopo. Trascorso il tempo affettarli sittilmente a fette di circa tre millimetri di spessore. Posizionare i biscotti in una placca rivestita di carta forno e cuocere a 150°C finchè i biscotti saranno leggermente dorati. Se necessario girarli per farli dorare uniformemente. Farli raffreddare e conservarli ben chiusi in sacchetti di plastica o in scatole di latta.

Alcune annotazioni: per aromatizzare i biscotti potete scegliere quello che vi piace di più. O scorza di limone grattuggiata, o d'arancia, o semi di anice (un cucchiaio colmo andrà bene, ma dipende dai gusti).
Se preferite potete sostituire il bicarbonato e il cremor tartaro con del semplice lievito per dolci tenendo conto che una bustina basta per mezzo chilo di farina.
I biscotti si conservano molto a lungo se ben chiusi in sacchetti o scatole di latta
Nel forno di casa bisognerà cuocere i filoni due alla volta, oppure dimezzare la dose se si preferisce un'infornata unica.

Scusate se in questi giorni non sono passata dai vostri blog ma come avrete capito sono stata molto impegnata. Messi da parte i cimiteri da oggi torno alle vecchie abitudini!
Un bacio a tutti e al prossimo post (torno presto che parecchi contest stanno per scadere e mica me li posso perdere, figuriamoci!)

giovedì 24 febbraio 2011

Boulgur al pesto di menta

la mia "ricetta per bene"


Bene, e dopo esserci consolate con un dolce ipercalorico e gratificante, sono qui per ricordarvi che non è sempre domenica (lo sapevate già? ma dai?) e vabbè, io ve lo dico lo stesso: "ragazze, non è sempre domenica" e quindi dopo il tripudio di cioccolato del post precedente oggi ci vuole proprio un pò di leggerezza.
Mugugni, sbuffi, occhi alzati al cielo. Eh lo so, io tutte queste cose le ho fatte prima di voi, che vi credete! Per decidere cosa postare oggi è stata tutta una serie di: questo no, questo no, questo no....Volete sapere cos'è che ho scartato? ma allora siete masochiste!
No no, da bravi, oggi pensiamo a qualcosa di sano.
E vi dice bene perchè mi limiterò ad una ricetta salutare e non peggiorerò le cose tentando magari di spiegarvi qualche esercizio ginnico da abbinare alla dieta.
Voi non mi vedete, ma io rido da sola, anzi, proprio mi sbellico dalle risate, io che insegno un esercizio ginnico! Sarei più brava ad impartire lezioni di aramaico antico (e vi dico che non l'ho mai studiato, l'avevate capito?)
Vabbè, era per rendere il concetto, che però potrei esplicare così: Viola sta allo sport come un gatto all' ora del bagnetto....non so se avete presente.
Ok, lo sport non mi piace tantissimo e sto sempre aspettando che la passione nasca dentro di me da un giorno all'altro, però intanto che aspetto questo momento mangio sano e questo invece mi piace. E non ho fatto fatica a trovare un piatto che potesse andare bene per la raccolta di Sonia. Mangio spessissimo il bourgul, che alterno a farro, cous cous, verdure di ogni tipo, riso integrale e pasta, pochissima carne. Trasgredisco magari con i dolci, ma che ci volete fare, l'aureola ancora non la vedo, posso cedere a qualche tentazione!
Quella di oggi è solo una variante del boulgur al pesto e pomodorini che d'estate a casa mia va alla grande.
Pesto anche stavolta, si, ma di mandorle e menta....abbinato a piselli e zucchine mi piace moltissimo. Non bisogna certo rinunciare al gusto per mangiare bene, basta abituarsi alle cose sane e si comincerà ad apprezzare il vero sapore del cibo, quello buono anche così, senza il bisogno di aggiungerci tante cose.
La ricetta è per partecipare alla raccolta di Sonia, "un contest per bene" in collaborazione con Illa for people e A.P.E onlus, due realtà unitesi per diffondere informazioni su una malattia, l'endometriosi, non abbastanza conosciuta ma di cui soffrono invece molte donne.
Anche per combattere l'endometriosi, così come per prevenire e curare moltre altre patologie, l'alimentazione è importantissima. 
La mia ricetta è molto semplice e potete scegliere tra la versione calda o fredda. Basta seguire due diversi sistemi di cottura del boulgur et voilà, un piatto quasi quattro stagioni....facciamo tre và e non se ne parla più.

Boulgur al pesto di menta e mandorle

Ingredienti
Per due persone

boulgur: un bicchiere e mezzo
piselli (io surgelati): 1 bicchiere
zucchina: 1
menta: una manciata abbondante
basilico: una manciata scarsa
mandorle dolci pelate: una manciata scarsa
olio evo: qb
aglio: uno spicchio
sale: qb
succo di limone: a piacere

Procedimento

Cuocere il boulgur: sostanzialmente i sistemi sono tre: 
il primo è quello di cuocerlo come si fa con il riso bollito, cioè in acqua bollente salata, dopodichè si scola e si blocca la cottura con l'acqua fredda. Poi si sgrana bene e si condisce a piacere, come un'insalata di riso.
Il secondo metodo è quello di cuocerlo in una pentola a fuoco bassissimo, dopo averlo coperto d'acqua fredda (la quantità d'acqua dev'essere pari al doppio del volume del boulgur, quindi per un bicchiere e mezzo ce ne vanno tre d'acqua, questo indicativamente, io ne metto sempre un pò meno. Questa seconda cottura è bene farla segiure ad una leggera tostatura del boulgur in padella, come per il riso sostanzialmente quando si fa il risotto. Serve per riuscire a sgranarlo meglio alla fine della cottura. Lasciare cuocere il boulgur fino al quasi totale assorbimento dell'acqua ( ci vorrà non più di un quarto d'ora) Poi lasciare riposare coperto per dieci minuti, e infine sgranare bene.
Il terzo sistema è quello di procedere come se si trattasse di un normale risotto, anche in questo caso è sempre bene la tostatura iniziale.
Io normalmente seguo il primo o il secondo metodo, a seconda che voglia ottenere un piatto freddo (nel primo caso) o caldo (nel secondo caso)
Se avete scelto il primo sistema, tenete il boulgur raffreddato e sgranato da parte pronto ad essere condito. Se avete scelto il secondo sistema, finchè il boulgur riposa, preparate un pesto morbido riunendo in un mortaio il basilico, la menta, le mandorle pestando bene e aggiungendo pian piano anche l'olio d'oliva. Se preferite, usate un mixer aggiungendo agli altri ingredienti l'olio a filo. Aggiungete al pesto anche due cucchiai dell'acqua di cottura del boulgur.
In una padella fate saltare poco olio con un pò d'aglio, aggiungete la zucchina tagliata a dadini e fatela saltare pochi minuti mentenendola croccante, insieme anche ai piselli e ad un pò di sale. Eliminate l'aglio. Condite il bulghur con il pesto di menta e alla fine aggiungete le verdure saltate ma ancora croccanti. Se vi piace unite qualche goccia di succo di limone fresco. Servire tiepido o freddo

Bene, eccoci alla fine del post.  Questo piatto l'ho preparato al volo, testimonianza del fatto che è abbastanza veloce da fare, però per la perfezione ci vorrebbe un pò di calma..... Mi raccomando, non fate come me oggi, voi il boulgur sgranatelo con pazienza.....
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 21 febbraio 2011

Moelleux al cioccolato e al dulce de leche

di Julie Andrieu

Siete forse tristi? o vagamente depresse? vi sentite un pò così e non sapete se dare la colpa alle immancabili polemiche post Sanremo o a qualche più seria preoccupazione che considerando il momento storico, voglio dire, ci sta pure?
Non sapete per cosa dovete essere più arrabbiate? Nemmeno io a dire la verità, ma oltre ai mille motivi che potremmo probabilmente condividere, oggi ne aggiungo un'altro: il forno mi sta dando del filo da torcere. Il mio amato forno, proprio lui e chi l'avrebbe mai detto!
Eppure mi sembrava che fossimo sempre andati d'amore e d'accordo, una buona intesa, un buon livello di comprensione. Lui affidabile, efficiente, c'ho sempre potuto contare. Io rispettosa, mai preteso troppo. Ogni tanto qualche performance straordinaria, ma insomma, non si può certo lamentare, so di suoi colleghi messi veramente in difficoltà dagli appetiti di certe signore iperattive!
Niente, è successo che all'improvviso, come in tante coppie, proprio quando tutto sembra andare a meraviglia ecco la sorpresa! E senza capirci nulla, di punto in bianco è tutta un'incomprensione.
Ora, potete capire la frustrazione di dover discutere anche su quelle cose che  ormai davo per scontate.
Passi magari qualche dolce dalla cottura un pò complicata dove l'intesa dev'essere ai massimi livelli per la perfetta riuscita, ma pure i pomodorini confit sono usciti strani!
Mah.....che dire....prevedo un periodo difficile.
Sapete come ci si sente quando all'improvviso tutte le vostre certezze crollano all'improvviso?
Ecco, io lo so bene e qui non scherzo nemmeno, lo so bene davvero e non certo perchè il forno mi ha riservato qualche sorpresa ultimamente (o forse sono io fuori fase?). Però, proprio perchè lo so davvero posso dire che se anche le piccole certezze crollano, come quelle legate ad un dolce che vi è sempre venuto bene e all'improvviso fa i capricci, beh, dire che mi viene il malumore è poco. Direi piuttosto una sorta di scoramento che è difficile ricondurre ad una sola ragione.
E allora ecco che il rimedio è sempre lo stesso, qualcosa che cancelli al'istante il ricordo di un insuccesso e sia altamente consolatorio. Ora, vi viene in mente qualcosa di più consolatorio di un dolce che abbia queste percentuali di cioccolato?
Come l'ha definito mia mamma: un dolce che a mangiarlo dà un'enorme soddisfazione e io aggiungo anche a farlo. Non è per niente difficile e a mangiarlo regala attimi di felicità, insomma, il mio solito vecchio rimedio contro la tristezza.


Il dolce non è difficile da preparare. C'è solo da tritare un bel pò di cioccolato e fonderlo molto dolcemente. Fare attenzione a non smontare gli albumi quando si incorporano al cioccolato.

L' impasto è veloce da preparare, ci vuole più tempo a tritare tutto il cioccolato. Diciamo una mezz'ora in tutto.

Anche se non indicato io imburro sempre lo stampo. Ne uso uno della capacità di un litro. Al momento di servirlo, il dolce non ha bisogno di aggiunte, ma se siete dei golosi irriducibili potete osare con un pò di panna montata.

L'autrice consiglia di servire questo moelleux classico così, senza nient'altro




Ingredienti

cioccolato fondente al 70% di cacao: 300 gr
dulce de leche: 150 gr
zucchero vanigliato: una bustina (25 gr)
uova: 5
burro: 100 gr
cannella: un pizzico
farina 00: un cucchiaio
mandorle in polvere: due cucchiai

Procedimento

Scaldare il forno a 140°C. Preparare una teglia che possa contenere lo stampo del dolce con dell'acqua e lasciarla in forno per la cottura a bagnomaria.
Tritare il cioccolato e farlo fondere a bagnomaria poco a poco mescolando con una spatola. Quando è liscio aggiungere il burro a pezzetti e mescolare fino a che diventa una crema omogenea. Togliere dal fuoco.
Separare i tuorli dagli albumi. Sbattere bene i tuorli con lo zucchero. Versarli sul composto di cioccolato e aggiungere il dulce de leche. Mescolare bene finchè sia tutto amalgamato. Aggiungere la farina, la cannella e le mandorle tritate.
Montare gli albumi a neve fermissima e incorporarli al composto di cioccolato con una spatola di plastica, con movimenti dall'alto vero il basso facendo attenzione a non smontarli.
Imburrare uno stampo da plum cake e spolverizzarlo con del cacao amaro (operazione non indispensabile, ma io mi trovo meglio così). Eliminare l'eccesso. Versare il composto al cioccolato e cuocere a bagnomaria per 1 ora  (anche un'ora e un quarto, dipende dal forno, fare sempre la prova stecchino)


Bene, con questo dolce veramente buonissimo, scioglievole e vellutato vi auguro una buona settimana. Al prossimo post. Baci

venerdì 18 febbraio 2011

fagiolini in insalata

thai style


Questa è stata la settimana delle prime, volte in termini bloggistici intendo: il primo dolce fritto postato e il primo aspic provato e mangiato.
E siccome mi sono accorta che nonostante il blog compirà un anno tra poco, non avevo ancora postato un contorno....concludo la settimana con un altra prima volta: e precisamente con un' insalata di fagiolini in stile thai, una cucina che mi piace moltissimo.
E' strano, per una come me che vivrebbe di verdura non avere postato finora nemmeno un contorno. Vogliamo dare la colpa ai soliti contest? certo, sono un capro espiatorio perfetto, ma ci aggiungerei anche che il mio modo di mangiare le verdure credo alletterebbe pochi!
Niente intingoli, niente besciamelle, niente gratinature, niente panna. Insomma, niente di niente...mi piace la verdura nature, olio, aceto, certo, mettiamoci pure i sale... e che si può postare la verdura solo condita? Lascio a voi la risposta, ognuno si dia quella che trova più adatta. D'altra parte le ragioni per cui ognuno di noi ha un blog credo siano molto diverse...
La mia non è quella di postare tutto quello che mangio o faccio ma solo quello che ritengo degno di nota per diversi motivi. Normalmente invece ometto tutte quelle preparazioni classiche che apprezzo tanto ma che non posto perchè già molto note, almeno a chi di cucina si occupa o si interessa anche se per diverse ragioni. 
Quest'insalata invece ve la segnalo. Ecco si, si tratta più che altro di una segnalazione. La ricetta è tratta dal libro "Verdure golose" di Guido Tommasi editore. Inutile dire che è stato amore a prima vista.
La ricetta originale prevede l'uso di fagiolini piatti, ma questi come alternativa vanno benissimo comunque. Sappiate che in entrambi i casi quest'insalata è veramente deliziosa e se amate i sapori un pò diversi, vi consiglio di provarla. Facile e veloce non è assolutamente un piatto scontato! Lo so , è un pò fuori stagione, voi siate bravi e magari aspettate ancora un pò per provarla. Io non ho resistito...ma sapete com'è, un colpo di fulmine è un colpo di fulmine, non si può mica stare ad aspettare.....

Ingredienti
per 4 persone

fagioli piatti o fagiolini: 600 gr
cipollotti: 2
aglio: uno spicchio
peperoncino fresco: 1
radice di zenzero: un cm
latte di cocco: 3 cucchiai
noce di cocco grattugiata: 25 gr
arachidi tritate: 25 gr
coriandolo tritato: qualche fogliolina (omesso)
lime: il succo di uno
miscela di cinque spezie: 1/2 cucchiaino
salsa nuoc- mâm: 1 cucchiaio (omessa per un piatto vegetariano)
olio vegetale: 1 cucchiaio
sale: qb

mix di cinque spezie: 4 pezzi di anice, 2 cucchiaini di semi di finocchio, 12 chiodi di garofano, 1 stecca di cannella (6-7 cm), 2 cucchiaini di pepe bianco in grani. Riunire tutte le spezie in um mortaio e pestandole ridurle in polvere sottilissima. Conservare come le altre spezie.

Procedimento

Cuocere i fagioli  in acqua bollente salata per circa 5 minuti (devono rimanere croccanti ). Scolarli e passarli sotto l'acqua fredda corrente. e tenerli da parte.
In una padella versare 1 cucchiao di olio ( io evo) e rosolare per qualche minuto l'aglio schiacciato, lo zenzero, il peperoncino a rondelle la salsa nuoc- mâm (se vorrete omettrla il piatto sarà comunque buonissimo) e il mix di cinque spezie.
Aggiungere il latte di cocco e il succo di limone e mescolare bene.
Prima di servire condire i fagioli con questo condimento. Disporli in un piatto da portata e aggiungere  i cipollotti freschi affettati, il cotìriandolo sminuzzato grossolanamente, arachidi tritate e il cocco grattugiato.

Alcune annotazioni: la salsa  nuoc- mâm è a base di pesce ed è molto utilizzata nella cucina thai. Se volete un piatto vegetariano, o non riuscite a trovarla potete ometterla. Otterrete un' insalata comunque buonissima.
Il mix di cinque spezie, se non lo trovate, potete prpararlo da voi come ho fatto io. Bastano un mortaio e ovviamente le spezie. E' un mix molto utilizzato nella preparazione di piatti orientali. Se amate questo tipo di cucina lo finirete in fretta!
Nella foto non vedete il cocco grattugiato. Ho dimenticato di metterlo....ma l'ho aggiunto prima di mangiarla. Meglio tardi che mai.

mercoledì 16 febbraio 2011

Aspic

...ai frutti rossi


A come Aspic
"mmmmmmm, gelatina..... qualcosa di molliccio e poco invitante...."
Credo che in tanti lo starete pensando. Sarà forse per questo che di aspic se ne vedono davvero pochi in giro?
Io la mia reticenza verso le gelatine devo dire l'ho vinta quando qualche mese fa  postai queste. Ora che le ho scoperte e che ho capito che di gelatina non si muore, lasciati da parte i pregiudizi, ho cominciato a vederle sotto una luce del tutto nuova. In effetti le mie gelatine (o aspic che preferiate) altro non sono che frutta, innocua e buonissima frutta.
Ora, si da il caso che ben 10 anni or sono, m'innamorai dell'aspic oggetto di questo post. Lo vidi su uno speciale de "la cucina italiana" e da allora non me lo tolsi più dalla mente. Mi sono sempre detta che il momento giusto per provarlo prima o poi sarebbe arrivato e quella bellissima foto continuava a tornarmi alla mente.  Dieci anni sono molti, ce n'è voluto per vincere la reticenza. Quello che per me è dev'essere sempre stato fuorviante è stato il considerare l' aspic come un dessert a tutti gli effetti. Beh certo, visto così magari un supergoloso potrebbe restare deluso dal vedersi servire un aspic al posto di una fetta di qualche meraviglia ipercalorica. Però se guardiamo la cosa diversamente e se cominciamo a vedere l'aspic come una porzione di frutta...beh...allora le cose cambiano, eccome se cambiano. E ve lo dice una che la frutta proprio non riesce a mangiarla. Per il resto sono brava: tantissima verdura, mangio sano, non troppi eccessi e bla bla bla, ma di frutta proprio non voglio sentir parlare. L'adoro trasformata in un bel dolce, marmellata, mousse, frullato, tutto quel che vi viene in mente ma frutta fresca nature faccio veramente fatica. Solo che ora ho scoperto l'aspic e si è aperto un mondo nuovo
Basti pensare che quello che vedete in foto l'ho mangiato tutto io....da sola......senza fatica e udite udite: senza sensi di colpa, anzi, dirò di più, lo mangiavo pensando che stavo facendo qualcosa di buono per me stessa. E volete che io da oggi non adori l'aspic? Provatelo, sono sicura che in molti cambierete idea. A suo favore ha tre cose: è bello, è buono ed è facilissimo........
Non sono tre ottimi motivi? Ne aggiungo un quarto: è leggerissimo e fresco e visto che tutti state aspettando con ansia l'estate, come lo vedete gustato freddissimo contro la calura estiva? Si beh, si tratta di fare un piccolo sforzo. Ora l'idea forse non vi alletterà, ma chissà se con i primi caldi vi tornerà alla mente....
Si vedrà. Comunque quando la cara Aiuolik s'inventò l'abecedario e alla lettera A scrisse: A come Aspic, ecco che dissi a me stessa: "finalmente...il momento è arrivato". E in men che non si dica recuperai il mio vecchio numero de la cucina Italiana. Apportate una serie di modifiche tra cui l'agar agar al posto della gelatina e l'aggiunta di un pò di limone, ecco a voi l' Aspic.
Bene cara Aiuolik, ci sei voluta tu per realizzare questo desiderio....sono sicura che non l'avresti mai detto, ma grazie al tuo abecedario ho sciolto un altro nodo.....di quelli che ti porti dietro da sempre, hai presente? E felicissima di esserci riuscita ti lascio la ricetta del tanto sospirato......

Aspic ai frutti rossi

Ingredienti

succo di mela: 480 gr
lamponi: 1 cestino
more: 1 cestino
agar agar: 4 gr (in polvere)
limone: qualche goccia
zucchero: 2 cucchiai

Procedimento

Ricavate dalle mele 500 gr di succo servendovi di  una centrifuga oppure utilizzatene uno biologico, purchè sia di quelli limpidi e trasparenti. Stemperare l'agar agar in poco succo a temperatura ambiente.
In un pentolino versate il succo di mela, qualche goccia di limone spremuto,  aggiungete anche lo zucchero e l'agar agar stemperato. Portate a bollore e lasciate per tre minuti a fuoco basso.
Intanto mondate, lavate ed asciugate i lamponi e le more. Passate un dito appena unto d'olio sulla superficie di uno stampo da budino della capacità di 500 ml. Trascorsi i tre minuti, togliete dal fuoco e  lasciate raffreddare il succo. Quando è freddo e comincia ad addensarsi un pò, versarne poco nello stampo da budino.  Passare lo stampo in frigorifero qualche minuto (circa tre, tenetelo d'occhio, non deve solidificare del tutto) A questo punto cominciate ad unire i frutti rossi. Mettetene qualcuno per formare un primo strato. Spingeteli un pò per affondarli nella gelatina. Versate il rimanente succo che sarà più gelatinoso di prima (ma deve essere ancora fluido, nel caso riscaldatelo un pò) e sistemate anche la frutta rimanente cercando di distribuirla omogeneamente. Fate il modo che la superficie finale sia liscia. Tenere in frigo qualche ora e estrarlo solo prima di servirlo.
Per sformarlo più facilmente immergere lo stampo per qualche istante in acqua bollente.
A piacere, a seconda della frutta utilizzata si può aggiungere una coulis di ribes o fragola.
Come avrete capito con questa ricetta partecipo all'abecedario della "trattoria Muvara"

martedì 15 febbraio 2011

Frittelle

ma mica le fritole veneziane

Si si, lo so che sono un pò in anticipo sui tempi.  E' solo che se non le posto ora non le posto più. Diciamo che preferisco togliermi il pensiero. Che non mi piace friggere non è un novità (per me intendo!) ma almeno una volta all'anno s'ha da fare.
Avrete già capito che queste frittelle non sono le tipiche frittole veneziane, quelle col lievito di birra per intendersi. Può darsi che posterò pure quelle, vedremo, non ho ancora deciso. Queste sono le frittelle della nonna. La ricetta la sapeva solo lei e nessuno è mai riuscito a riprodurle identiche. Tanti anni fa, provai a farle confessare il suo segreto. A sentire lei non c'era nessun segreto: "prendi un pò di questo, un pò di quello, aggiungi un pò di quell'altro e poi le friggi!".
Dovete sapere che a casa nostra, forse perchè nessuno faceva mai dolci, queste frittelle erano attese come un evento speciale. Cominciavamo a chiederle già a Natale, sapendo che solo così avremmo potuto sperare di mangiarne qualcuna. Che fossero destinate a dieci persone o quattro, la quantità degli ingredienti non cambiava mai....così, se i destinatari di tanta bontà erano pochi andava ancora bene, ma quando invece erano destinate a tutta la famiglia, compresi cugini e zii tutti riuniti per festeggiare l'evento, le cose si complicavano. Ognuno escogitava il suo piano per riuscire a mangiarne qualcuna in più, ma alla fine erano sempre troppo poche. Sarà per questo che ancora adesso a casa nostra sono ricordate come qualcosa di meravigliosamente buono...perchè siamo sempre rimasti tutti con la voglia di mangiarle! E volete che io non cerchi di riprodurle identiche per riscattarmi di tanti anni di privazione? 
E allora eccole qua cara nonna, chissà che ne diresti tu. Ma io ora capisco il tuo glissare l'argomento, il tuo continuo rimandare, le scuse accampate. Si perchè, a parte la noia di friggere, ora mi sto chiedendo: ma per quanti giorni resterà in casa quest' olezzo?
Ovviamente la ricetta finisce dritta dritta nella mia rubrica I love Veneto....d'altra parte il sottotitolo è: i piatti della tradizione dalla cucina di casa mia. E vi assicuro che se veniste a trovarmi adesso vi convincereste che queste escono proprio dalla cucina di casa mia! Però ne vale la pena.....alla fine anche la nonna capitolava sempre, anche se solo una volta l'anno!

Frittelle

Ingredienti

farina 00: 280 gr
zucchero: 80 gr
uova: 4 grandi
latte: 170gr
lievito: una bustina
uvetta: 200 gr
mele: 2
arancia: la scorza grattugiata di 1
limone: la scorza grattugiata di 1
aroma rum: 1 fialetta
sale: un pizzico
olio: per friggere

Procedimento

Mettere a bagno l'uvetta in acqua tiepida o se vi piace nella grappa. Grattuggiare la scorza di 1 arancia e di 1 limone.
In una terrina mescolare lo zucchero alle uova lavoratele bene. Aggiungere poco a poco la farina setacciata con il lievito alternandola al latte, il rum, la scorza degli agrumi e il sale. Aggiungere le mele grattugiate ed infine l'uvetta ben strizzata ed asciugata. La quantità di farina ovviamente dipende dai liquidi. Deve risultare un impasto molto morbido.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti e friggere in olio caldo e profondo facendo scendere l'impasto da un cucchiaio.Friggere poche frittelle per volta finchè saranno dorate rigirandole più volte. La temperatura dell'olio andrà bene intorno ai 170°C, l'importante è che non si scaldi troppo sennò le frittelle scuriranno troppo in fretta fuori rimanendo crude all'interno. Prelevarle con una schiumarola e farle asciugare dall'olio in eccesso su carta assorbente. Quando sono tiepide passarle nello zucchero semolato e farle ricoprire bene. 

Approfitto di questo spazio per segnalare un'iniziativa importante, quella di Caris che mi piacerebbe se tutte andaste a leggere. Il suo è un contest lanciato per portare la nostra attenzione su un problema, quello dell'ospedale Santa Lucia, una struttura specializzata nella riabilitazione psico-motoria che rappresenta una speranza per moltissimi bambini.  Il futuro di questa struttura è incerto e potrebbe essere chiuso per mancanza di fondi. E' importante che utilizziamo spazi come il nostro per informare ed informarci. Per saperne di più leggete qui. Mandate le vostre ricette, saranno raccolte e donate ai bambini del reparto di neurofisiologia. Partecipate numerose.


A Caris mando la ricetta dei miei cuoricini......oggi è San Valentino e con un cuore non si sbaglia mai...

E per oggi ho concluso. A mercoledì, ho promesso ad un'amica che avrei preparato una ricetta per lei...Baci a tutti e buon inizio settimana

giovedì 10 febbraio 2011

Insalata russa


Lo so, trattasi di semplicissima insalata russa. C'era bisogno della ricetta? Certo che no.....chi non sa fare l'insalata russa?
A dire la verità io potrei citare più di qualcuno, ma diciamo sono casi rari, rarissimi. Ora, di sà il caso che uno di questi casi rari, anzi rarissimi, mi abbia chiesto d'insegnarle a prepararla
"ma la metti sul blog?"
"no, non credo. Però puoi andare a vedere quella di qualcun altro"
"no no, meglio di no"
"ma guarda che non è che poi lo vengono a sapere. Cioè, se non ti viene benissimo non ti tolgono dei punti!.....rimane una cosa tra te e l'insalata"
"ah no, quando posterai la tua allora la farò"
"vabbè dai, ti prometto che prima o poi la metterò, poi però mi devi invitare a casa ad assaggiarla..."
Oh mamma, perchè l'ho detto? Magari la fa davvero.......
Ma ogni promessa è debito, ho rimandato e rimandato. Ora è proprio arrivato il momento di affrontare la realtà. E a grande richiesta (si fa per dire ovviamente!) ecco l'insalata russa, spero solo di non dovermene  pentire per sempre. Certe persone sarebbe meglio che non s'intestardissero a voler imparare quello che per una vita intera si è palesato essere al di fuori del loro interesse.....Cioè, non è obbligatorio dedicarsi alla cucina se hai sempre pensato che l'insalata russa si preparasse come il minestrone.....
Comunque, dicono pure che con l'età si cambi.......Non lo so.....in effetti anch'io ho sempre sperato di diventare una che senza sport non potrebbe vivere.....Aspetto questo momento da sempre..chissà magari la folgorazione arriva da un momento all'altro.
Cosa vorrei diventare? Ma una ballerina naturalmente e ovviamente sulle punte. Certo, se lei riuscirà a fare l'insalata russa perchè io non potrei diventare la nuova (si fa sempre per dire) Eleonora Abbagnato?
Un pò di discrezione....guardate che vi vedo rotolarvi per terra dalle risate e non è per niente carino.....
Si da il caso che io abbia scelto l'insalata russa come mio alimento base. Dire che mi piace non rende l'idea.
A casa mia c'è spessissimo, e quando non c'è è perchè ho fatto un fioretto. E data questa mia grande passione, se preparo un buffet, uno spazio dedicato lo prevedo sempre.
Potete presentarla anche in versione finger food. Io siccome avevo delle uova di quaglia da smaltire avanzate da qui ho optato per dei cestini.

Ovviamente si possono riempire con tante cose: mousse di formaggio o prosciutto, verdure, salse e chi più ne ha più ne metta.....Come sempre è un'idea che si presta a diverse interpretazioni......basta un pò di fantasia ed il gioco è fatto. Io ovviamente vi do la versione con l'insalata russa, sennò che l'avrei fatto a fare tutto il preambolo?
Quelle che seguono sono dosi indicative, dipende sempre da quanta ne volete preparare. Io comunque faccio  ad occhio.







Insalata russa
Ingredienti
patate: 3
carote: 3
piselli surgelati: 150 gr
cetriolini o cipolline sott' aceto: qb
uova: due di gallina (o di quaglia per finger food)
cubetti di manzo bolliti: facoltativi, ma se vi avanzano ci stanno bene
maionese: qb
sale
pasta fillo: per la versione finger food
burro: qb (per la versione finger food)

Procedimento

Lavare e mondare le carote. Col pelapatate togliere la buccia. Lavare anche le patate e pelare anch'esse. Tagliare le patate e  le carote a cubetti piccoli (le patate un pò più grandi delle carote) e tenerle separate. Bollire i piselli in acqua salata. Cuocere separatamente a vapore carote e patate. Ci vorranno pochi minuti. Le carote devono rimanere più croccanti.  (Volendo si possono cuocere facendole bollire in acqua salata, ma io preferisco la cottura a vapore) Altro passaggio importante: dopo la cottura, fare asciugare le verdure per 45 minuti in forno a 100°, così perderanno tutta l'acqua. Intanto tagliare a pezzetti i cetriolini o a spicchi le cipolline, a seconda dei gusti. Quando le verdure saranno fredde, aggiungere i sott'aceti e mescolare bene.
Intanto preparare le uova sode. Se sono di quaglia basterà metterle in acqua fredda e portare a bollore. Lasciare per quattro minuti, poi scolare, raffreddare sotto l'acqua fredda e sgusciare. Se sono di gallina stesso procedimento ma lasciarle bollire per otto minuti.
Preparare l'insalata mescolando tutte le verdure con alcuni cucchiai di maionese, amalgamare bene senza disfare le verdure, tenere in frigo fino al momento di servirla, accompagnata da crostini e uova sode.
Se volete servirla in maniera un pò scenografica, rivestire una boule con della stagnola, versare l'insalata russa, appiattire con un cucchiaio, coprire e tenere in frigo fino al momento di servire. A questo punto rovesciare la boule su un piatto da portata , togliere la stagnola e decorare con le uova sode tagliate a rondelle o a spicchi. 

Versione finger food

Preparare con la pasta fillo dei cestini. Tagliare i fogli di pasta in quadrati di circa 7-8 cm di lato (non di più!) e molto velocemente spennellarli di burro fuso (poco!) 
Sovrapporre due quadrati e ruotare leggermente quello superiore in modo che gli angoli formino una stella ad otto punte. Rivestire con la pasta delle formine da mini muffins. Procedere così fino a riempire lo stampo. Infornare a 180°C finchè i cestini non saranno ben dorati. Aspettare qualche istante poi sformarli e metterli a raffreddare.
Procedere così fino ad ottenere tutti i cestini desiderati. Ricordare che la pasta fillo va lavorata velocemente perchè all'aria tende a seccare molto rapidamente. Una volta che i cestini saranno pronti e freddi, servendosi di un cucchiaino riempirli con l'insalata russa, decorare con mezzo uovo di quaglia e servire subito

Con i cestini di insalata russa partecipo al contest di Saretta: "finger food"


Se state tirando un sospiro di sollievo perchè pensate che il post sia finito vi state sbagliando. Devo parlarvi di una cosa importantissima. Da lunedì c'è qualcosa di nuovo nell'aria. Ve ne siete accorti?
No no, non è il profumo di primavera (che peraltro, almeno a casa mia, non si sente proprio) ma il contest di Aria. 
Dunque, questo contest non è un contest come tutti gli altri. Si da il caso che la dolcissima Aria abbia bisogno di aiuto e cerchi un bel pò di ricette da preparare con l' ingrediente più morbido che c'è: il mascarpone.
Perchè ne abbia così bisogno è presto spiegato: il marito della dolcissima Aria è vegetariano e il ricettario da cui lei attinge ha bisogno di essere rinnovato. Dobbiamo assolutamente aiutarla, non vorrete mica che il marito della dolce Aria rimanga a bocca asciutta vero? C'hanno due meravigliose creature a cui pensare e servono un sacco di energie...mi sa che è per questo che ha scelto il mascarpone!
Le vostre ricette sono indispensabili. Aria conta su di voi.
Perchè ne parlo Io?
Perchè Aria mi ha scelta come giudice del suo contest e per la precisione giudice per la sezione salata-vegetariana. Per quella dolce ci sarà un'altro meraviglioso giudice...Ma per sapere tutto ma proprio tutto sul contest più morbido della blogsfera leggete qui
Ringrazio tantissimo Aria per la dimostrazione di stima.
Insieme aspettiamo le vostre meravigliose ricette. Contiamo su di voi! C'è tempo fino al 7 marzo.


Ora ho proprio finito. Baci e al prossimo post

lunedì 7 febbraio 2011

Cocotte petits pois

"il sabato del villaggio" remake


Ok, il coro è unanime.......siamo tutti in attesa della primavera. Ma io non m'illudo. Compio gli anni alla fine di marzo, e dal giorno in cui ho visto la luce, vi assicuro che qualche compleanno l'ho festeggiato. La casistica ce l'ho ed è attendibile....non è mai successo che quel giorno abbia ricevuto in regalo il tanto agognato giorno primaverile.....E' una certezza, l'inverno è ancora lungo. L'unica cosa che ci è data di fare è godere di queste giornate che, inattese, ci regalano un tiepido sole e ore di luce più generose. Godiamoci le vetrine già vestite di magliettine leggere, camicette e gonnelline svolazzanti.
Mi piace l'attesa. E' carica di aspettative, speranze, sogni. Se vi dicessi io cosa mi aspetto ogni anno dall'estate! vorrei quasi non arrivasse mai per non dover sopportare la delusione di quello che invece non accade.
E' davvero così.  Da una che dell'estate ha sempre amato tutto, anche il caldo insoportabile, mi ritrovo ad aver quasi paura che arrivi...e mi crogiolo nell'attesa, mi lascio cullare dalla dolcezza delle illusioni e dalla speranza che mi lascia respirare a pieni polmoni. Quando giugno arriverà chissà, forse la speranza si affievolirà poco a poco, l'entusiasmo lascerà il posto alla rassegnazione e l'estate non mi sembrerà più così bella.
Non pensavo che l'avrei mai detto, ma febbraio mi sta simpatico, fa un sacco di promesse. E se poi l'estate mi deluderà, febbraio sarà ancora e ancora una promessa e io vorrò credergli sempre. 
Così, sognando quanto sarà bella l'estate che tutti comunque stiamo aspettando, ho preparato una ricetta per un'amica speciale.
A lei che è il mio sole e che con il suo sorriso, la sua grazia e i suoi meravigliosi dolci mi regala  l'estate tutti i giorni ho preparato questo piatto che mi ricorda la leggerezza della primavera. Ed ecco qui, tutta per te mia cara Imma , la mia cocotte petit pois.....Fa ridere che da Venezia abbia la pretesa di mandare il sole a Napoli, ma stiamo parlando di sogni no?

Ingredienti
per due cocotte 

uova di quaglia: 10
piselli: 400 gr
cipolla: 1/2
patate: tre medie
finocchi: due
panna: qb
latte: qb
parmigiano: qb
menta: una manciata
finocchietto: qb
sale
pane casereccio: due fette
olio evo: qb

Procedimento

Lessare le patate e i finocchi mondati. Affettare la cipolla molto sottile e farla appassire in poco olio evo. Aggiungere i piselli ( surgelati o freschi ) e farli cuocere aggiungendo anche un pò di sale. Quando mancano due minuti alla fine della cottura, togliere un terzo dei piselli, tenerli da parte e aggiungere agli altri una manciata di menta fresca spezzettata. Lasciare ancora due minuti poi spegnere il fuoco. Frullare con il minipimer i piselli fino a formare una crema densa. Se ce ne fosse bisogno aggiungere un goccio di acqua o brodo vegetale (poco!).
Intanto accendere il forno a 180°C e sistemare una teglia con acqua calda per la cottura a bagno maria.
Sbucciare le le patate lessate e passarle allo sciacciapatate. Passare anche i finocchi bolliti e asciugati dall'acqua al passaverdura (si possono anche cuocere a pezzi nel latte) Unirli alle patate e preparare un purè aggiungendo un pò di latte, il sale e del parmigano.
Ungere con un pò di burro le due cocottes, fare un primo strato con la crema di piselli alla menta e aggiungere anche un pò dei piselli lasciati interi.  Continuare facendo un altro strato col purè di patate e finocchi. Aprire le uova di quaglia e farle scivolare dentro le cocottes,( facendo attenzione a non romperli) salare ed infornare ( tenere d'occhio quando l'albume comincia a rapprendersi)
Intanto mettere sul fuoco un pò di panna fresca, aggiungere del parmigiano grattugiato mescolare bene e lasciare leggermente addensare, tenere da parte.
Ridurre a cubetti il pane leggermente raffermo. In una padella scaldare dell'olio evo e friggere il finocchietto ( servirà per decorare il piatto, in alternativa si possono usare le barbe di finocchio). Metterlo poi ad asciugare su carta assorbente, poi friggere anche i cubetti di pane, insieme ad altro finocchietto. Scolare e mettere su carta assorbente. Quando l'albume delle uova è quasi completamente rappreso, aggiungere la panna aiutandosi con un cucchiaino,  qualche pisellino ed infornare ancora qualche minuto.
Decorare il piatto col finocchietto fritto e servire con i cubetti di pane che danno alla cremosità del piatto una nota croccante e aromatica.

Alcune annotazioni: questo piatto non ha dosi da rispettare, io faccio ad occhio e secondo i miei gusti.  Naturalmente anche le uova di quaglia si possono sostituire con quelle di gallina. La bontà del piatto è dato dalla sua cremosità, quindi è importante che l'albume dell'uovo sia rappreso ma il tuorlo deve assolutamente essere cremoso. 
Se vi piace si può arricchire con cubetti di prosciutto la crema di piselli e/o di formaggio il purè, anche se io lo preferisco semplice.
Il pane si può anche semplicemente tostare, ma fritto con le erbette aggiunge una nota particolare al piatto.

giovedì 3 febbraio 2011

Pasticcini

love is...


Metti una giornata fredda, che più fredda non si può. Metti che sia domenica e che dalla preparazione del consueto dolce abbia avanzato un bel pò di cose. Metti che la cara Flavia stia aspettando una ricetta per il suo romanticissimo contest.
Ho un pò di pasta frolla, un pò di pan di spagna, crema pasticcera, cioccolato, albumi e zucchero.....
Che potrebbe venir fuori da tanta dolcezza? ma un sacco di cuoricini ovviamente!
E poi, com'è l'amore?  E' dolce e amaro, è duro o tenerissimo, è piccante, caldo e morbido. E' la passione di un momento o di tutta una vita, è una quercia ancorata al terreno, è un equilibrista su una fune....è un filo sottile che all'improvviso si rompe o che unisce per sempre.
L'amore è tutte queste cose e molte di più. Certo ce ne vorrebero di ingredienti per rappresentarlo in tutte le sue forme.
Ma pensateci voi a creare il vostro cuore, quello che vorrestete donare al vostro compagno, ai vostri figli, ai genitori, all'amica più cara, al vostro adorato gatto da cui non vi separereste mai, mai e poi mai.....
Io vi do solo l'idea, trovate voi l'ingrediente più adatto. Non ho dosi per questa ricetta, ma basta davvero poco per riempire un cuore.....


Ingredienti

pasta frolla per il guscio esterno: qb
pan di spagna: qb
crema pasticcera alla vaniglia: qb
crema pasticcera al cioccolato: qb
albume: 50 gr (dose indicativa)
zucchero semolato: 100 gr (e comunque il doppio dell'albume)
zenzero ricoperto di cioccolato: qb
alchermes: qb

Procedimento

Per la pasta frolla usate quella che preferite. Nel caso vi servisse una ricetta la mia la trovate qui omettete però il lievito e il limone.
Per fare i cuori ho tirato la pasta sfoglia ad uno spessore di circa 2 mm. Con un coppapasta a forma di cuore ho tagliato un certo numero di basi. Dalla pasta frolla ho ritagliato una serie di strisce di pasta lunghe quanto basta a foderare internemente il coppapasta.
Rivestire con la carta forno la leccarda. Prendere una base di frolla a forma di cuore, posizionarla sulla carta forno, appoggiare su di essa il coppapasta in modo che il cuore di frolla ne diventi la base. Poi, con una striscia di frolla  rivestire internamente il coppapasta leggermente unto di burro e far aderire bene la base con la striscia lungo tutto il bordo. Cuocere in forno prerisacaldato a 180°C per circa 15 minuti. Se avete un solo coppapasta procedere con un cuore alla volta....( in poche parole, il coppapasta fa da stampino, però se avete gli stampi a forma di cuore è tutto più semplice ovviamente!) L'amore si sa, richiede pazienza! 
Sfornare, togliere il coppapasta e far raffreddare su una gratella.
Una volta ottenuti i gusci, si può procedere con il ripieno.
Per la crema pasticcera usate tranquillamente la vostra, ma se ve ne servisse una la mia la trovate qui.
Cuori lemon pie:  riempire il guscio con un pò di crema pasticcera aromatizzata con un pò di essenza di limone (possibilmente home made).
Preparare la meringa: con le fruste elettriche, partendo da una bassa velocità, cominciare a montare  gli albumi a temperatura ambiente a cui avrete aggiunto poche gocce di limone e la vaniglia. Quando comincia a formarsi la schiuma bianca aumentare la velocità far montare ancora un pò poi cominciare ad aggiungere poco alla volta lo zucchero in due volte. Far montare bene il composto nella prima fase e quando è lucido e cominciano a formarsi i picchi, aggiungere anche l'altra metà dello zucchero, sempre delicatamente e poco alla volta. Montare finchè i picchi non saranno assolutamente stabili. 
Mettere la meringa in una sac a poche e formare i ciuffetti sopra i cuori (come nella foto). Infornare a 180°C finchè i ciuffetti non saranno leggermente bruniti.
Cuori con crema al cioccolato: io l'ho fatta sciogliendo del fudge al cioccolato e addizionandolo alla crema. Poi ho montato un pò con le fruste elettriche La consistenza che si ottiene è molto simile ad una mousse. Se non avete il fudge potete aggiungere alla crema pasticcera del cioccolato fondente fuso, o della pasta di nocciole.
Riempire i gusci con la crema e aggiungere un pò di peperoncino, oppure dello zenzero candito ricoperto di cioccolato, o altro secondo la vostra fantasia.....
Cuori alla crema e alchermes: Ricavare da un pan di spagna non troppo alto dei cuori leggermente più piccoli di quello di frolla. Con una sac a poche ricoprire la base di un guscio di crema (senza arrivare fino al bordo. Chiudere il guscio con il cuore di pan di spagna e poi con un cucchiaino versare l'alchermes sul pan di spagna fino a farlo inzuppare bene. Se l'alchermes fosse troppo forte diluirlo con uno sciroppo di acqua e zucchero.
Per il pan di spagna potete seguire la vostra ricetta. Se ve ne servisse una la mia la trovate qui

Alcune annotazioni: Ho aromatizzato la crema pasticcera solo con la vaniglia in quanto metà l'ho trasformata in crema al cioccolato. Potreste tranquillamente usare delle ganache aromatizzate come più vi piacciono...Insomma, ci siamo capiti che per fare questi cuori non ci sono regole, solo la vostra fantasia......

Con questa ricetta partecipo al contest di Cuocicucidici: hart to hart