Lightbox Effect

mercoledì 30 marzo 2011

Torta di compleanno

parte seconda


E' qui la festa? Certo che è qui! Preparatevi perchè oggi si festaggia fior fiore di compleanni. Da Van Gogh (che non si festeggia ma si ricorda) a Warren Beatty, da Eric Clapton alla magica Nora Jones......Ecchissene.....starete tutti pensando!
Ma non lo penserete più dopo che avrete scoperto che oggi, 30 marzo, è anche il compleanno di due gentili, dolci, simpatiche, belle, intelligenti, brave e chi più ne ha più ne metta fanciulle.
E di chi starò mai parlando se non della cara Giovanna e di me medisima Viola? Eh già, nel lontano 19.. (vabbè lasciamo stare) il 30 marzo ha dato i natali pure a noi due donzelle. E potevamo non festeggiare insieme una volta scoperta questa corrispondenza astrologica? Ora, ci tengo a dire che ho fatto di tutto perchè fossero presenti anche i festeggiati illustri, ma chi impegnato con un pianoforte, chi con una chitarra, chi impossibilitato per essere passato a miglior vita, chi per altro, non sono riuscita a riunire l'allegra combriccola ma noi non ci perdiamo d'animo! E mica abbiamo bisogno di Eric per strimpellare una chirtarra. Pure Viola ce l'ha (e anche se non la sa suonare, ogni tanto prova ancora....). Giovanna non so se e quale strumento sappia suonare, ma di certo possiamo dire che i dolci li sappiamo preparare. E mettetela come vi pare, ma non è forse la torta la cosa più importante se c'è qualcuno da festeggiare?
E allora eccola qua la mia torta: cara Giovanna, è tutta per te! E tra un accordo stonato di chitarra, ma con tanto tanto affetto ti faccio tantissimi auguri di buon compleanno, cento di questi giorni e di queste torte, che tu possa avere sempre il meglio e tutto quello che desideri.
L'ho fatta pensando a te, mettendoci tutto quello che secondo me ci vuole per una torta delle grandissime occasioni.
Dentro ci troverai tutto il calore e l'intensità del cioccolato fondente, la morbidezza del moelleux, la voluttuosità di una crema vellutata, la passione rosso fuoco dei lamponi, e l'energia del caffè a ricordarci che bisogna sempre tovare la carica.
Non festeggio mai il mio compleanno, ma vorrei che questo fosse speciale. L'idea di farlo tutti insieme, con Giovanna e con voi mi è piaciuta tanto e detto fatto.....organizzare il tutto è stato semplice.
I cappellini e le trombette le avevo dal blog compleanno, la torta l'avevo adocchiata già qualche mese fa ed aspettava solo un'occasione importante (devo sempre ringraziare Julie per i suoi capolavori irresistibili), le festeggiate sono pronte. Che manca? ma solo gli invitati ovviamente. Allora vi aspettiamo con doppia torta e doppio compleanno per intonare tutti insieme un "Happy Birhtday to you"
E se per caso siete passati prima da me, non mancate di andare a reclamare la vostra fetta di torta da Giovanna che vi sta aspettando col coltello in mano..... Mi raccomando, se festa deve essere esageriamo pure, gli eccessi per quest'occasione sono concessi, anzi...diciamo pure che sono proprio richiesti! di queste torte non vogliamo ne rimanga nemmeno una briciola, perciò come sempre contiamo su di voi.....E ora finalmente possiamo intonare un "Happy Birthday to you....  Buon compleanno Giovanna e Viola, cento di questi giorni, di queste torte e di questi post"


Per la torta, oggi faccio festa perciò vi lascio solo la ricetta della crema inglese e della bagna al caffè. Il moelleux l'ho postato lunedì e l'assemblaggio sarà argomento del prossimo post, diversamente questo sarebbe stato troppo lungo. Vi spiegherò per bene tutti i passaggi. E' una torta per occasioni importanti......non certo da tutti i giorni, richiede un pò di pazienza sia nellla preparazione che nelle spiegazione. Perciò per oggi pensate solo a mangiarla (con gli occhi....peccato) ma nei prossimi giorni entrerete in possesso della ricetta e da quel momento niente sarà più come prima......

Crema inglese al cioccolato

Ingredienti

latte: 250 gr
tuorli: 4
zucchero: 150 gr
bacca di vaniglia: 1/2 (o essenza)
cioccolato al 60%: 100 gr

Procedimento

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria o al  microonde.
In una ciotola montare bene il tuorli con lo zucchero. Nel frattempo scaldare bene il latte con la raschiatura della bacca senza farlo bollire, quando comincia a fumare è pronto!  Poi versare lentamente sui tuorli montati, rimettere sul fuoco e a fiamma bassa cuocere la crema mescolandola inizialmente energicamente, poi continuando a mescolare più dolcemente. La crema inglese è priva farina o amido. Non diventa densa come una pasticciera deve solo velare il cucchiaio. Perciò dovere fare molta atttenzione a non farla assolutamente bollire sennò impazzisce. Dovete portarla al limite del bollore e poi toglierla subito dal fuoco. Io mi aiuto col termometro. Quando arriva ad 83°C è pronta.
Aggiungere alla crema inglese il cioccolato fuso e mescolare bene.

Bagna al caffè

Ingredienti

caffè espresso o ristretto: 2 tazzine
zucchero: 4 cucchiai circa
cachaça: qb

Procedimento.

Preparare i caffe'. Versarli in una tazza e zuccherarli finche' sono ancora cadi e lasciare raffreddare. Poi aggiungere un pò di liquore. Regolandosi a seconda di quanto lo si vuole forte, non troppo però, è meglio se  mantiene una certa cremosità.

Alcune annotazioni: la torta è composta da due dischi di moelleux farciti. Metterò una foto più esplicativa nel prossimo post. Oggi ho dovuto per forza vestirla a festa, e mica potevo presentarla senza nastrino.....Ma poi vi svelerò tutti i segreti.....

Cara Giovanna, spero che la torta ti sia piaciuta, io ce l'ho messa tutta per cercare di fare qualcosa di veramente speciale per festeggiarti nel modo migliore. Spero ti sia divertita come mi sono divertita io. E con questo ti abbraccio e mando un bacio a tutti. Grazie per essere passati, la torta era anche per tutti voi, spero vi sia piaciuta. Ci si ritrova al prossimo post, tutto come prima solo un anno più vecchi (io naturalmente)
Si si, lo so che ormai sta diventando noioso, ma il prossimo post sarà ancora questa torta, mi sa che alla fine non ne potrete più di vederla, ma devo pur concludere no? Dai, ancora uno e prometto che sarà l'ultimo. Baci e a venerdì.

lunedì 28 marzo 2011

Moelleux al cioccolato

parte prima


Il dolce di oggi non è una scelta casuale. Non è un dolce qualsiasi deciso senza un motivo ben preciso ma ha un suo perchè. Pensate di riuscire a pazientare fino al prossimo post? Eh si, per saperlo dovrete aspettare un po’, solo fino a mercoledì.
Per oggi guardatelo come si guarderebbe un dolce finito in se stesso. E di fatto lo è perché è buonissimo da mangiare anche così. Trattasi di un moelleux al cioccolato che non è certo un dolce sconosciuto.
Che poi io l’abbia arricchito per farne un dolce speciale per ora poco importa.

E per far si che vi convinceste del suo essere un dolce a tutti gli effetti l’ho pure abbellito un pò, non troppo, solo un po’ di zucchero a velo a renderlo più delicato, un fiocchetto a farlo più sfizioso e un fiore a renderlo più gentile……
Per il resto è un moelleux a tutti gli effetti, col suo gusto deciso, con la sua compattezza scioglievole, con il suo carattere forte che non lascia dubbi. E’ caldo e voluttuoso come il cioccolato sa essere e come mi piace che sia, non un sapore appena accennato, non nascosto dietro a sofficità e leggerezza. Un dolce per chi del cioccolato ama l’intensità persistente. Ha un compito importante e mi serviva qualcosa di carattere.
Che poi a dirla tutta, ‘sto moelleux al cioccolato, non è mica tanto diverso da una caprese al cioccolato. Magari cambiano leggermente le dosi, ma non così tanto da renderlo altro.
Hai capito però? che sia la caprese che ha copiato dal moelleux o il moelleux che ha copiato dalla caprese? Mah, non avendo avuto il tempo di passare in rassegna tutte le ricette di moelleux e capresi in mio possesso per un confronto serio vi lascio col dubbio e chi avrà voglia di chiarirlo ovviamente potrà dire la sua.
Io mi limito a constatare che, comunque si chiami, è proprio perfetto per il suo prossimo ruolo.


Moelleux al cioccolato

Ingredienti
cioccolato al 72%: 200 gr
burro: 200 gr
mandorle spellate:150 gr (tritate molto finemente)
farina 00: un cucchiaio
fecola: un cucchiaio
uova: 5
vaniglia: ½ bacca
zucchero: 170 gr
lievito: un cucchiaino
sale: un pizzico


Procedimento 
A bagnomaria, sciogliere il cioccolato e il burro a pezzetti. Mescolare bene e lasciare raffreddare un po’. In un mixer tritare le mandorle con un po’ di zucchero semolato. Azionare ad intermittenza per non far rilasciare l’olio. Mescolare le mandorle al resto dello zucchero. Versare sul cioccolato intiepidito amalgamando bene e aggiungere i cinque tuorli, mescolare bene e per ultimo la farina e la fecola setacciate con il lievito e il sale.
Montare gli albumi a neve fermissima e unire al composto delicatamente per non smontarli con movimenti dall’alto verso il basso. Versare il composto in una tortiera a cerniera di 20 cm di diametro precedentemente imburrata e leggermente infarinata. Cuocere per 15 minuti a 180°C e poi per 45 minuti circa a 160°C fare la prova stecchino. Il dolce deve risultare morbido ma non troppo (se dovete usarlo come base dovete riuscire a tagliarlo in due dischi perciò non può essere troppo umido). Si può preparare il giorno prima.


Alcune annotazioni: il dolce è finito ed è buonissimo anche così. E’ meglio se lo fate riposare un giorno. Può essere preparato anche con le nocciole al posto delle mandorle, se preferite un sapore più intenso, oppure con percentuali delle due.

Ancora due parole: non sono riuscita a passare da voi questo w.e, scusate, sono stata impegnata qui. E a proprosito di questo vorrei ringraziare Saretta e Lucy per la bellisima opportunità che mi hanno dato. Sono state due organizzatrici perfette, la giornata è stata molto bella, ci siamo conosciute, ci siamo divertite, abbiamo cucinato, abbiamo ricevuto dei bellissimi premi e non posso fare altro che ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per dar vita a questo evento. Grazie davvero.
Un saluto speciale anche agli altri foodbloggers presenti: Nanni, Chiara e Greta. un bacio ragazzi, è stato un piacere conoscervi siete stati dei fantastici compagni d'avventura. Appena riuscirò  posterò qualche foto e vi racconterò qualcosa di più.

Bene, e con questo per oggi ho concluso. Baci a tutti e a mercoledì col prossimo post.

giovedì 24 marzo 2011

Sciroppo di viole

riprende l'ortogiardino



Se si ha una rubrica che si decide di chiamare "L'ortogiardino", allora non ci sarà più pace e tutto quello che crescerà intorno a casa non passerà più inosservato.
Quello che prima la mente registrava come: "inutile erbaccia infestante e pure un pò antipatica", ora sarà un bene prezioso che potrebbe trasformarsi in qualcosa di una bontà senza pari. Certo non è detto che accada, in fin dei conti se erbacce son sempre state ci sarà pure un motivo...ma io non sono convinta di  questo.
E soprattutto è il pensare che lo siano sempre state che non mi convince per niente. No no, darò alle erbacce infestanti un loro posto sul mio blog. Ma mica solo alle erbacce infestanti, anche a germogli, fiori, frutti, insomma tutto quello che cresce nel mio orto giardino. E con oggi, a quattro giorni dall'inizio della primavera sono felice di riprendere questa rubrica che il rigore dell'inverno ha inevitabilmente tenuto a riposo.E cos' è che segna la primavera più di ogni altra cosa? ma le viole naturalmente!
E allora eccole qui le violette del mio giardino, tutte dentro questa bottiglietta.


Si si, invece di stare lì a guardarle come farebbe un'anima romantica e sognatrice, ecco che invece le estirpo sul nascere e le faccio finire in pentola.....l'animo della foodblogger non può sottostare a certe romanticherie....Già mi era mancato il coraggio l'anno scorso di staccare i mandarini cinesi dall'albero.
Quest'anno invece non avrò pietà, prova ne sia il mio sciroppo di viole! Non è bellissimo? Io sono rimasta folgorata dal colore di questo sciroppo. Mi piace talmente tanto che pur di ammirarlo in tutta la sua bellezza non faccio altro che bere acqua azzurra. Mai bevuto così tanta acqua in vita mia!
Secondo voi è posibile che magari mi sveglierò un giorno e non avrò più la cellulite? Mah...non so, secondo me è più probabile che invece mi svegli un giorno e mi ritrovi puffo!
Si perchè tutto sto azzurro, mi vien da pensare, da qualche parte poi finirà no?  Mah...non so.....vi terrò informate...per ora è tutto a posto.
"Ma a che serve lo sciroppo di viole?" vi starete tutti domandando. Beh, non è che sia una di quelle cose assolutamente indispensabili: come il sale viola dell'himalaya, o il pepe giamaicano, o la fava tonka per citarne solo alcuni, è una di quelle cose che è bello avere, fa chic per intenderci. E' bello poterlo usare ogni tanto, quando avete voglia di qualcosa di particolare, di un sapore un pò diverso. Se vi piace l'idea di offrire un bicchiere d'acqua azzurra (che credete, non passerà inosservata), se vi piace l'idea di un sapore inusuale.... o se semplicemente aspirate a diventare blu....allora si, anche per voi come per me lo sciroppo di viole è una cosa assolutamente indispensabile.
Le violette utilizzate sono le mammole che crescono comunemente nei prati e nei giardini. Ci sono diverse varietà, alcune sono più profumate, altre meno. E' chiaro che per lo sciroppo le migliori sono quelle più profumate, ma poi ci si accontenta di quel che cresce in giardino è ovvio, magari il sapore sarà meno intenso ma è comunque buono.
Vorrei aggiungere che la violetta ha anche vere proprietà terapeutiche. Se vi va di saperne qualcosa di più leggete qui

Sciroppo di viole

Ingredienti

petali di violetta: 50 gr
zucchero: 200 gr
acqua: 100 gr

Procedimento

Raccogliere le violette (e questa voi penserete che è la parte più divertente, invece dovrete aspettare di dover togliere tutti i calici....quella è la parte più divertente)
Lavare le violette e asciugarle, ricavare 40 gr di petali privi del calice. Portare ad ebollizione l'acqua e versarla in un recipiente di ceramica contenente i petali. Coprire e lasciare in infusione per quattro, cinque ore. Trascorso il tempo, filtrare il liquido premendo bene i petali per ricavarne il più possibile. Poi filtrarlo nuovamente attraverso una garza (non devono rimanere residui). Versare il liquido in un pentolino in acciaio, aggiungere 200 gr di zucchero e portare ad ebollizione a fiamma dolce. Lasciare bollire piano fino ad ottenere una consistenza sciropposa. versare in un recipiente pulito e far raffreddare un pò. Poi chiudere in vasetti puliti e conservare come un normale sciroppo al fresco.
Alcune annotazioni: nella foto all'inizio del post lo sciroppo è diluito con acqua, per farvi vedere queto colore bellissimo. Lo sciroppo è quello della foto più in basso, più denso e scuro.

Bene, e con questo ho finito. Vi auguro un buon w.e e ci si ritrova lunedì.
Se per caso sabato vi trovaste a passare dalle parti di Viareggio, venite a trovarci....Sei foodbloggers in una volta riuniti qui.
Non lasciatevi sfuggire l'occasione.....


Baci a tutti e al prossimo post

venerdì 11 marzo 2011

Cheesecake alla fragola

ma mini.....E tanti auguri!


Ok, non andrò troppo per le lunghe. Non sarebbe il giorno giusto per avere fretta ma purtroppo non sempre si può scegliere. E così, proprio oggi che avrei dovuto scrivere parole toccanti e sentite per un festeggiamento in piena regola ho invece i minuti contati. Avrete capito che c’è una festa in atto….
Eh si, una vera e propria festa con tanto di torta e cappellino in testa….Vabbè, non una torta vera e propria ma d’altra parte è il pensiero che conta e se anche il cappellino non lo vedete, credetemi sulla parola.

E cosa si può dire se si hanno i minuti contati? poche parole ma significative.
E quindi la prima cosa che mi sento di fare è ringraziare tutti, tutti voi che in questo anno siete passati di qua, che vi siete fermati, che mi avete lasciato parole gentili, sempre….(almeno per ora sono fortunata). Tutti voi che siete diventati un appuntamento quotidiano di cui non potrei più fare a meno. Grazie a voi ho imparato ogni giorno qualcosa, mi sono divertita, ho riso e pianto, mi sono anche arrabbiata, intestardita, talvolta sono rimasta delusa ma sempre con la voglia di riprovare, di mettermi in gioco, di confrontarmi.
Questo blog ha portato tante emozioni, ho conosciuto delle persone stupende e meravigliose, alcune le ho incontrate e le ho nel cuore, altre ancora le incontrerò durante questo cammino che spero sarà lungo, anzi, lunghissimo. Richiede impegno, dedizione, generosità e sacrificio, ma come tutti gli amori del resto.
A tutti voi grazie! se non ci foste non ci sarebbe nemmeno questo blog, che con i suoi pregi e i suoi difetti è ormai una parte importante di me che mi piace condividere con chi passa di qua. Spero che ci sarete sempre e per sempre. Ora vi lascio mangiare la torta, anzi la tortina, anzi nemmeno tortina perché è un cheesecake, ma mini! L’ho fatto pensando a tutti coloro che sono passati, passano e passeranno: un cuore rosso fragola in un involucro morbido che racchiude una crema vellutata. Spero vi piacerà come è piaciuto a me.
Bene, e ora che ci siamo tutti possiamo fare questi auguri in coro: "buon compleanno Zucchero e viole"


Vi lascio la ricetta dei mini cheesecake. L’idea l’ho presa dal libro: “dolci” cambiando però l’impasto.


Ingredienti
Per 6 mini cheesecakes


farina 00: 170 gr
latte fermentato: 130 gr (oppure 125 di latte)
uova: 1 grande
philadelphia: 90 gr
zucchero: sei cucchiai colmi
miele: 1 cucchiaino
sale: un pizzico abbondante
burro: 25 gr

lievito: 1 cucchiaino
fragole: 6 non troppo grosse
vaniglia: 1 cucchiaino di essenza
scorza d’arancia grattugiata: 1 cucchiaino

Procedimento

Imburrare ed infarinare sei stampini da 250 ml.
Accendere il forno a 180°C
Setacciare farina e lievito. Aggiungere tre cucchiai colmi di zucchero, il sale e mescolare.
In una ciotola sbattere leggermente l’uovo. Aggiungere il latte fermentato (in alternativa va bene anche il latte normale) il burro fuso e il miele. In un’altra ciotola mescolare bene il formaggio con tre cucchiai di zucchero fino a renderlo morbido. Versare il composto di uova e latte sulla farina e mescolare senza amalgamare troppo, è importante essere veloci e non lavorare l’impasto. Se resterà qualche grumo andrà bene comunque. Dividere in due il composto. Con la prima metà riempire i 6 stampini ( in realtà l’impasto è poco, meno di un cucchiaio per ogni stampino), mettere un fragola al centro, versare un pò di crema al formaggio (deve bastare per i 6 dolcetti) e poi ricoprire con un po’ di impasto che preleverete dalla metà rimasta. Infornare per 30 minuti. Far raffreddare su una gratella.


Alcune annotazioni: questi mini cheesecakes possono essere serviti con una coulisse di fragole ottenuta frullandone la polpa con un po’di zucchero. Ma sono buonissimi anche così, senza aggiunte.

Un bacione a tutti e buon week end.

lunedì 7 marzo 2011

Cookies croccanti ai due tipi di cioccolato

di Julie Andrieu


Lunedì. Un altro inizio. Mi sento più leggera della settimana scorsa. Ho finito tutti i contest in programma....certo son da postare, ma li ho già preparati. E' stato un periodo intenso, tanto che ho deciso, per un pò, di prendermi una pausa.
Una pausa dai contest, non dal blog! Ho voglia di un pò di libertà, questo mese sarà impegnativo per me e il tempo che avrò a disposizione lo voglio dedicare a ciò che mi sentirò di fare, senza l' obbligo di rispettare scadenze, senza dover cucinare se non ne avrò il tempo o la voglia e soprattutto, cosa più importante, sono a dieta!
Ecco, l'ho detto, quindi i contest proprio non li posso fare per un pò, a meno che l'argomento non contempli ricette già collaudate che non richiedano assaggio. Per il resto dovrò declinare inviti e soprassedere se vedrò qualche banner irresistibile. Sarà dura, lo so, ma s'ha da fare!
Non è una cosa definitiva eh, certo che no, il tempo di perdere un paio di chili. E che ci vorrà mai!
Se poi sarò coadiuvata in questo da qualche esercizio ginnico...insomma, non dovrebbe essere troppo difficile. Quindi mentre voi leggerete questo post, io starò riesumando qualche vecchia tuta da ginnastica dimenticata in qualche cassetto, sarò intenta a preaprare qualcosa per pranzo che sia assolutamente bilanciato e light e starò soprattutto cercando di convincermi che andare in palestra è bello, cercando di non pensare che l'ultima volta ho fatto l'imitazione perfetta di Bridget Jones. Avete presente la scena  dopo l'allenamento alla cyclette? Ecco, qualcosa di tristemente simile....
E vabbè, del mio difficile raporto con lo sport vi ho già parlato, del resto ognuno ha le sue attitudini. C'è chi ama fare tanta fatica, sudare, correre e alzare diavolerie pesantissime per convincere i bicipiti a fare capolino e i glutei a diventare sodi, e chi a tanta fatica preferisce sgranocchiare dei biscotti.
C'è poi anche qualcuno che queste due cose è riuscito a conciliarle meravigliosamente. Chi é?, ma la cara Julie Andrieu ovviamente. Quanto sia bella è sotto gli occhi di tutti, che mangi i biscotti al cioccolato è fuori dubbio......lo dice lei!
Perciò anch'io tento questa conciliazione. Certo non mi aspetto un miracolo, ho smesso di crederci da un pezzo, ma qualche gradita sorpresa perchè no? Vi farò sapere quando sarà il momento dell'impietosa prova bikini...ammesso che ci arrivi, perchè in vacanza non ci vado da una vita! Ma se questo è l'anno del cambiamento devo farmi trovare in perfetta forma non vi pare?
Ah, i biscotti sono buonissimi, ma che ve lo dico a fare...avevate dei dubbi?
Questi biscotti sono semplici da preparare, non presentano particolari difficoltà

Tra preparare tutti gli ingredienti ed infornare ci vorrà mezz'ora


Io ho usato tre tipi di cioccolato: uno al 72%, uno al 55% e uno bianco, più o meno in parti uguali. E ho sostituito le noci con le nocciole per mio gusto prsonale. Se non trovate la cassonade sostituitela con un altro zucchero di canna.


 L'autrice dice che si possono sostituire i due tipi di cioccolato con uno unico al 60% di cacao.

Dolci Fusa ha detto: Questi biscotti sono davvero un trionfo di sapori perfettamenti amalgamati tra loro. Io ho usato metà cioccolato bianco e metà cioccolato al latte.
Al primo tentativo l'impasto mi è venuto troppo molle e si sono spiaccicati sulla piastra; al secondo ho fatto l'impasto più duro e son rimasti compatti. Però come misura quella giusta è una via di mezzo: troppo compatti risultano più secchi.
Da farsi ogni volta che ci si vuole coccolare!

Cookies croccanti ai due tipi di cioccolato

Ingredienti

burro morbido: 125 gr
sale: un pizzico abbondante
vaniglia: 1cucchiaino di essenza o 1/2 bacca
cassonade: 150 gr
farina: 125 gr
uova: uno grande
lievito: 1/2 cucchiaino
noci: 75 gr di gherigli (io nocciole)
cioccolato: 100 gr di cioccolato al 60% o un mix di fondente e bianco

Procedimento

Accendere il forno a 180°C
Tritare le noci (io nocciole) e il cioccolato.
In un recipiente lavorare il burro e lo zucchero con lo sbattitore elettrico finchè il composto risulterà leggero e arioso. Unire la vaniglia liquida (o la raschiatura della bacca) e l'uovo senza smettere di sbattere.
Versare la farina, il sale e il lievito sul composto al burro, poi amalgamare tutto con una spatola. Aggiungere le noci tritate e il cioccolato. Con un cucchiaio prelevare un pò d'impasto e sistemarlo su una teglia rivestita di carta forno. Procedere così fino a che l'avrete terminato formando tanti mucchietti distanziati tra loro (in cottura si allargheranno).
Appiattire ogni cookie con una forchetta infarinata. Infornare e cuocere per 12/14 minuti. Far raffreddare i cookies su di una gratella. Conservare in scatole di latta ben chiuse.
Con questa quantità mi sono venuti circa 30/35 biscotti, dimentico sempre di contarli......
Comunque non certo dieci come riportato nel libro. O è un errore di stampa, o la cara Julie sapendo quanto sono buoni li fa formato pizza!

Baci a tutti ed al prossimo post. Buon inizio settimana.

venerdì 4 marzo 2011

Meringhe

alla panna e mascarpone


E vabbè, allora dillo che c'hai il blocco della foodblogger"
"che c'ho?"
"il blocco della foodblogger.......sennò mica posteresti delle meringhe"
"e perchè mai di grazia? che hanno le meringhe per non meritare di essere postate? credi che farle sia semplicissimo e scontato? Bene, allora falle tu e io guardo. Prima però, visto che è la prima volta che le fai e l'esperienza non ti può supportare, leggiti la quantità infinita di indicazioni che trovi scritte in giro. Quando hai finito torna che vediamo cos' hai capito, ma siccome ci vorrà qualche mese, io intanto comincio...."
La domanda quindi nasce spontanea: ma le meringhe come dovranno essere per andar bene?
Io sono anni che le faccio, sono buone, mi piacciono. Malgrado questo, ogni volta che malauguratamente mi passa per le mani qualcosa che ne parla lo leggo sempre e puntualmente penso: "e se provassi anche così?"
Ora, se non le avessi mai fatte e dovessi cimentarmi per la prima volta con questa preparazione sarei talmente confusa che probabilmente per dare ascolto a tutte le voci e cercando di metterle d'accordo darei vita a non so quale mostruosità.
A parte la distinzione tra meringa italiana, francese, svizzera, giapponese, spumiglia o meringa, che sono proprio differenze di tipologia, ciò che lascia perplessi è che, all'interno delle stesse categorie, le indicazioni sono talmente diverse che racapezzarcisi diventa impossibile.
Così, per non postare qualcosa senza darne minima spiegazione, ho tentato di mettere insieme dei pareri autorevoli che concordassero almeno in qualcosa, ma non ce l'ho proprio fatta.
E sono arrivata alla conclusione che non c'è una sola strada corretta, ce ne sono molte per arrivare ad un risultato, mica identico, ma comunque un ottimo risultato.
Quindi qui oggi riporto solo la meringa francese come la faccio io, senza pretese di insegnare nulla nè di svelare chissà quale segreto. Il risultato mi piace e voglia di provare altre infinite variazioni sul tema proprio non ce l'ho, perciò posso dire che questa è stata eletta da me in persona come la mia meringa (non nel senso che l'ho inventata, ma solo adottata come tipologia e metodo)
La difficoltà della meringa sta tutta nel montare bene gli albumi, aggiungendo lo zucchero in modo corretto e cuocendole alla giusta temperatura. All'interno di queste tre semplici azioni però si apre una rosa di possibilità vastissima, che va dalla scelta dell'albume (freschissimo o di qualche giorno?), al tipo di zucchero da usare (semolato, a velo fatto in casa, o a velo del supermercato quindi con aggiunta di amidi?), al grado di montatura ("che sarà pronta così?") ed infine alla cottura. Alle meringhe io aggiungo solo qualche goccia di limone (che anche può avere diversi ruoli, ma semplifichiamo dicendo che come acido dà stabilità alla meringa e favorisce il bianco)
La cottura poi, a seconda del procedimento scelto per la propria meringa, cambia la consistenza finale. Quindi capite bene che le variabili, anche se non proprio infinite, a tale dimensione si avvicinano.
A questo punto, non volendo scrivere un post eterno, anche perchè sarebbe solo un riportare parole di altri, vi lascio il procedimento delle meringhe che faccio da sempre. Il rapporto tra albumi e zucchero è di 1:2
In questo modo ottengo delle meringhe molto asciutte, croccanti, leggere e scioglievoli,
Quelle di oggi sono piccole meringhe da mangiare semplicemente così o aggiungendo un pò di panna e mascarpone. Le altre le vedremo un'altra volta.
Nota disintiva delle meringhe di oggi (anzi della farcitura in realtà): ho aggiunto una polvere magica regalatami dalla cara Parentesina durante la sua visita (quella che vedete in foto per intenderci). Lei non sapeva che io quando vidi la polvere di lampone nel suo blog passai notti insonni cercando di capire come avrei potuto impossessarmi di tale meraviglia. E quando mi si è presentata con quel barattolino...beh.....sono stata talmente felice che per riconoscenza l'ho portata al cimitero! (se vi interessano i dettagli della giornata li trovate qui)
Ok, ovviamente la polvere magica è un'aggiunta che ho fatto io....ma non è che se non l'avete non potete fare le meringhe! Era chiaro, lo so, ma non vorrei delle responsabilità se poi qualcuno si sentisse frustrato per mancanza di polvere magica......In quel caso sappia che avrà tutta la mia comprensione, è una cosa di cui ho sofferto anch'io e so che vuol dire, ma piano piano si riesce a farsene una ragione.

Meringhe
Ingredienti

albumi: 140 gr (quattro)
zucchero semolato fine: 280 gr
limone: un cucchiaino di succo
panna fresca: 200 gr
mascarpone: 50 gr
zucchero a velo: 3 cucchiai circa

Procedimento

Io uso albumi freschi a temperatura ambiente. Per montare bene gli albumi è importantissimo che non contengano nemmeno la minima traccia di tuorlo. Per lo stesso motivo il recipiente che si utilizzerà dovrà essere perfettamente pulito, senza traccia di grasso, così come le fruste. E’ preferibile utilizzare un recipiente che non sia di plastica. Non usare assolutamente il sale.
Riunite gli albumi in un recipiente (io acciaio) perfettamente pulito. Aggiungere un cucchiaino di limone (sarebbe un cucchiaino ogni 100 gr ma io ne metto meno) e cominciare a montare a bassa velocità fino a che comincia a formarsi una schiuma bianca. A questo punto aumentare la velocità. Quando l’albume è aumentato di volume e siete circa a metà dell'opera, aggiungere metà dello zucchero semolato, poco alla volta e delicatamente senza mai smettere di montare (prima lo aggiungerete e maggiore densità avrà la meringa)
Continuare a montare finchè la massa sarà bianca, densa e lo zucchero sarà sciolto. Aggiungere poi il rimanente zucchero, sempre aggiungendolo delicatamente e poco alla volta e montare ancora per dieci minuti circa. Alla fine dovrà risultare una massa molto densa e molto voluminosa (fino a otto-dieci volte il volume iniziale)
Foderare con la carta forno una teglia. Riempire una sac a poche con bocchetta liscia o a stella, come preferite e formare con l’impasto le meringhette. Infornare in forno già caldo a 80/85° C (io ventilato).
Una temperatura troppo bassa o troppo elevata compromette la riuscita delle meringhe. Oltre i 100°C la meringa scurisce e non risulterà bianca per la caramellizzazione dello zucchero, se la temperatura è troppo bassa rimarranno molli (anche se questo può essere dovuto ad una concomitanza di fattori).
Lasciare cuocere per il tempo necessario (che varierà a seconda della dimensione delle vostre meringhe). Sono pronte quando rompendone una si sbriciolerà completamente e non avrà la minima umidità all’interno. Ci vorrà qualche ora (dalle 2 alle 4 ore circa, ma anche di più) Si possono cuocere sia in forno statico che ventilato. Nel forno di casa è buona norma ogni tanto aprire poco lo sportello per qualche istante per far uscire l’umidità.
Poco prima di servirle preparate la panna. Mescolatela a 50 gr di mascarpone, ad un po’ di vaniglia e a tre cucchiai circa di di zucchero a velo (la quantità varia a seconda dei vostri gusti). Montare finchè diventerà soda.
Verso la fine aggiungere anche la polvere di lampone. Riempire una sac a poche, distribuirne una piccola quantità su metà delle meringhe e chiuderne ognuna con l’altra meringa senza panna.
Senza farcitura le meringhe si conservano per circa un mese chiuse benissimo in scatole di latta.
Temono l’umidità.

Alcune annotazioni: l'aggiunta del mascarpone alla panna dona una maggiore consistenza. Volendo è possibile anche aumentare un pò la dose, a seconda dei gusti personali.
Ovviamente la quntità di panna è troppa per farcire le meringhe, a me serviva anche per altre preparazioni, caso mai dimezzate la dose.
Ho dimenticato come sempre di contare le meringhe. All'incirca saranno state quaranta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Aria "Sua morbidezza il mascarpone"
Vi ricordo che il contest scade alla mezzanotte del 7 marzo. Mandate le vostre ricette "dolci!" o "salate vegetariane". C'è ancora qualche giorno di tempo, il vostro contributo è prezioso.


Baci a tutti e buon Week End.