Lightbox Effect

lunedì 18 aprile 2011

Gnocchi di pane

il 12 giugno voto si per dire no al nucleare

Ho letto molto attentamente i post di Onde 99 e di Sara, subito, appena usciti. A questo contest certo non potevo non partecipare.
Volevo mettere nella ricetta grande impegno, quello necessario quando si affrontano le cose serie della vita. Perchè serio è l'argomento, serio è quello che c'è in ballo, serio è quello che dobbiamo andare a dire col nostro voto.
Il dibattito non è su un argomento semplice, né di immediata comprensione. Tuttavia informarsi il più possibile è un dovere di tutti. Perciò vi rimando alla lettura dei post di Onde e di Sara per approfondire l'argomento.
Perché riguarda tutti noi, nessuno escluso e i nostri figli e nipoti... le generazioni future.
Ho cominciato a pensare alla ricetta appena letti i post.
Volevo che dicesse che anche noi con i nostri gesti quotidiani, anche piccoli possiamo dare il nostro importante contributo.
E' sbagliato pensare che piccoli gesti servano a poco. Non è assolutamente vero. Prima di tutto perché i grandi numeri sono la sommatoria di numeri più piccoli, quindi se da soli possiamo poco, tutti insieme possiamo moltissimo. Ma non dimentichiamo anche che i nostri gesti hanno una funzione educativa importantissima sulle nuove generazioni.
Sono loro che si troveranno ad affrontare molte emergenze, sono loro che adesso vanno educate al rispetto dell'ambiente e del pianeta. Il futuro sono loro.
Cerchiamo di dire quanto è importante risparmiare energia, quanto è importante il riciclo, quanto lo sia cercare di inquinare il meno possibile, quanto si possa fare per salvaguardare le risorse del nostro pianeta che non sono inesauribili.
Ho sempre avuto molta simpatia per le ricette che riciclano il pane. Sarà anche per il suo valore simbolico, ma appena ho letto di questo contest ho deciso che avrei voluto partecipare con una ricetta di riciclo del pane raffermo. Sprecare cibo è intollerabile, ma buttare il pane è proprio inconcepibile. Questa è la ricetta che in quanto a riciclo di pane a casa mia va per la maggiore.
A me piace moltissimo, anche perché permette di riciclare altre cose, per esempio qualche verdura rimasta in frigorifero, in particolare verdura verde come broccoli, spinaci ed erbette.
E' un piatto buonissimo, che si presta a molte varianti, provatelo, non butterete più nemmeno un piccolo pezzetto di pane, ricetta di riciclo si, ma da leccarsi i baffi.
Potete utilizzare tutti i tipi di pane, consapevoli che ogni volta che lo cambierete otterrete sempre un piatto dal sapore diverso. La ricetta che vi lascio oggi è quella base. Ma con la fantasia potete arricchirla e cambiarla, sono certa che saprete fare meraviglie.
Questa ricetta è per dire che il 12 giugno, io voto SI per dire No al nucleare

Gnocchi di pane raffermo


Ingredienti
per quattro persone


pane raffermo: 400 gr (home made sarebbe perfetto)
uova: due tuorli o anche uno intero (io direttamente dalla mia vicina)
latte: 1 litro (dal distributore automatico di latte fresco sarebbe anche meglio)
farina: 300 gr
parmigiano o grana padano: 50 gr circa, ma io faccio ad occhio
sale: qb
broccoli bolliti o spinaci o erbette: facoltativo (ma scegliere verdure di stagione)
salsa di pomodoro home made: quanto basta per condire

 
Procedimento


Tagliare il pane a pezzi e farlo ammollare nel latte lasciandolo tutta la notte coperto in frigorifero.
Il giorno dopo, con un mestolo rompere il pane in modo da rendere più omogeneo il composto. Aggiungere la verdura a pezzetti se prevista, l'uovo, il sale la farina un po' alla volta e il parmigiano. Mescolare bene il tutto. Mettere sul fuoco una pentole d'acqua e al bollore cuocere gli gnocchi prelevando un po' d'impasto con un cucchiaio e facendolo cadere nell'acqua bollente salata aiutandosi con un cucchiaino
Procedere così cuocendo cinque o sei gnocchi per volta fino ad esaurire tutto l'impasto. Scolarli quando vengono a galla e adagiarli in una pirofila. Condirli con la salsa di pomodoro calda, un filo d'olio extravergine di oliva, mescolare bene, poi cospargerli con del parmigiano o grana e se vi piace e far gratinare sotto il grill per pochi minuti. Servire caldi

Lo sapete che l'acqua di cottura delle verdure (senza sale) è un ottimo fertilizzante per le piante? Io non la butto mai!
E con questa ricetta vi auguro un buon inizio settimana. Baci a tutti e al prossimo post. Il 12 giugno non prendete altri impegni, andate a votare, è per il nostro futuro.

giovedì 14 aprile 2011

Madeleines

quelle francesi...un ricordo vintage.


Di certo la madelaine non si può definire un  dolcetto vintage. Piuttosto un evergreen direi, uno di quei docetti per i quali sembra che il tempo non passi mai. Eppure da Proust che gli ha dato grande popolarità ad oggi, ne è passato un bel pò, ma il suo fascino non ne ha propio risentito.
Potrei definire vintage invece la mia voglia di prepararle, che risale quantomeno alla fine degli anni '70, anni in cui su per giù credo di aver mangiato le mie prime madeleines. Ma devo andare con la memoria agli anni '80 per vedere affermata senza ombra di dubbio la mia passione per la pasticceria.
A prova di questo rimane un manuale di pasticceria che negli anni '80 mi feci regalare dal mio fidanzato di allora.


Trattasi di un vero manuale, con spiegazioni tecniche sulle tante preparazioni in pasticceria e corredato da foto di un brutto che non riesco nemmeno a descrivere perchè non ricordo in vita mia di aver mai visto nulla di tanto brutto fotograficamente parlando.
Cos'abbia affascinato il fidanzato tanto da decidere per quel manuale ancora non me lo spiego. Fatto sta che ho sempre pensato che quel regalo, più o meno inconsciamente, abbia irrimediabilmente incrinato il nostro rapporto.
Non vi darebbe da pensare se il vostro amore vi regalasse qualcosa di tanto brutto? La cosa mi sconcertò talmente, che mi rifiutai per anni di consultare il manuale. Fino a quando però, acquisita una certa esperienza, non cominciai ad apprezzare le cose che allora mi sembrarono impropronibili.
Ricette magari non proprio immediate e spesso complesse, poche e bruttissime foto, ma una ricchezza di preparazioni che non ho mai ritrovato in nessun altro libro o manuale di pasticceria che dir si voglia
Diciamo che mi sono riappacificata col manuale da poco tempo. E ho pure cominciato a chiedermi: non è che l'ormai ex fidanzato ci avrà visto lungo e senza fermarsi all'apparenza delle cose ha guardato più alla sostanza che all'estetica? Sarebbe bello poterlo credere. Magari gli telefono e glielo chiedo....
Comunque, quando Tiziana ha lanciato il suo contest non ho potuto che pensare al mio amato/odiato manuale e la ricetta che ho scelto è proprio quella che aspettava di essere provata proprio dal giorno in cui lo ricevetti....
Lo so, ne è passato di tempo, ma rimuovere certi traumi non è sempre facile...Ho dovuto sfornare tanti di quei dolci prima di trovare il coraggio di avvicinarmi a queste ricette che c'è voluto il tempo che c'è voluto. Non è che son tutte complicate eh...ma la prima impressione qualche volta ci condiziona fin troppo. Ed eccole qua, le mie Madeleines vintage (grazie anche al prezioso contributo di una meravigliosa fanciulla che mi ha fatto dono dello stampo! Grazie Aria, sei un angelo, anzi, una streghetta!).
Ho scelto come prima la ricetta francese, ma proverò presto anche quella svizzera. Rotto il ghiaccio, sarà impossibile fermarsi...questo manuale deve recuperare soltanto più di vent'anni d' oblio! E' proprio il caso di dire: "alla recherche du temps perdu"

Madeleines francesi

Ingredienti
per circa 40 madeleines piccole

zucchero: 150 gr
uova intere: 150 gr (io tre grandi)
tuorlo d'uovo: 60 gr (io uno grande)
farina: 100 gr
frumina: 50 gr
burro: 150 gr fuso
limone: la raschiatura di uno
vaniglia: 1/2 bacca
lievito: 1 cucchiaino
sale: un pizzico

Procedimento

Montare bene le uova e il tuorlo con lo zucchero e la vaniglia. Fondere il burro e farlo raffreddare. Aggiungere  la farina setacciata con la frumina, il lievito e il sale. Amalgamare il composto. Poi aggiungere il burro fuso aggiungendolo poco alla volta. Mescolare eenergicamente l'impasto per amalgamare bene il burro.
Lasciare riposare in frigo per 6/7 ore.
Accendere il forno e portare la temperatura a 240°C
Ungere degli stampini da madeleines con del burro. Infarinarli leggermente eliminando l'eccesso di farina. Versare un pò di composto negli stampi ( non devono assolutamente essere riempiti del tutto, diciamo a 3/4) Infornare. Appena la gobba delle madeleines comincia a crescere, abbassare a 200°C.Cuocere in tutto per 8/10 minuti (per delle madeleines piccole, un pò di più per quelle più grandi, circa 12 minuti )
Sfornare e lasciare riposare due minuti. Poi sformare e far raffreddare su una gratella.

Alcune annotazioni: ho provato anche un altro procedimento, quello che prevede di lavorare poco l'impasto, un pò come per i muffins, senza smontare il composto, lavorandolo velocemente, ma preferisco di gran lunga le madeleines con un impasto più compatto, perciò il procedimento che ho scritto è quello per ottenere questo tipo di madeleines.

Con questa ricetta partecipo al contest di Tiziana "i golosi anni '80"


E con questa ricetta vi auguro buon week end. Baci a tutti e al prossimo post.

lunedì 11 aprile 2011

Risotto di bruscandoli

che sarebbe il luppolo selvatico


Eccoci alla rubrica "l’ortogiardino": nuova vita alle piante infestanti.
Conoscete tutti i bruscandoli vero? non devo improvvisarmi Piero Angela per un giorno?
In poche parole, si tratta dei germogli del luppolo. Si si, il luppolo, proprio quello che si usa per fare la birra.
In pratica questi



Da noi cresce abbarbicato alle siepi spontanee. E’ considerata una pianta infestante, ma i suoi germogli sono una vera prelibatezza. A comperarli dal fruttivendolo costano un occhio della testa, ma se decidete di  trascorrere un’entusiasmante giornata arrampicati alle siepi della nostra bella pianura avrete la possibilità di gustare qualcosa di veramente unico.
Ricordo come tanti anni fa fosse quasi una consuetudine raccogliere i bruscandoli per farne il risotto, o la minestra, o la frittata. La loro comparsa segnava proprio l’inizio della primavera
Ora che i lembi di campagna integra sono ridotti veramente a poca cosa è più difficile reperirli e meno piacevole raccoglierli.
Però se scovate un bell’angolo di pianura intatto e verde, magari attraversato da un fiume limpido e fresco, non esitate a piantare le tende per trascorrere una bella giornata all’insegna del vivere sano. Questa è una situazione ideale per raccogliere i bruscandoli.
Se invece vi sembra una visione troppo bucolica e difficilmente realizzabile non vi resta che il fruttivendolo o le siepi vicino a casa, sceglietele solo lontane dal traffico.
Raccogliete un bel mazzo di bruscandoli, si usano solo le cime, quindi non serve sradicare la pianta completamente, mi raccomando.
Non siate frettolosi, per fare un buon risotto saporito ce ne vogliono un po'. Non lesinate perché per sentirne appieno il sapore non si può stare li contarli. Lo so, la raccolta richiede un po’ d’impegno, ma si sa che le cose migliori vanno conquistate.
Ricavate solo le cime, i primi 20 cm della parte apicale, quella più tenera perché poi diventa pungente e più coriacea. A questo punto siete pronti per la vostra scorpacciata di bruscandoli. Dovete solo decidere come utilizzarli.
Oggi vi propongo il risotto, decisamente il modo in cui li preferisco, è un piatto tipico della nostra cucina veneta e quindi la ricetta finisce dritta dritta anche nella mia rubrica: "I love Veneto".

Ingredienti

riso: 180 gr circa (quello che preferite, per risotti)
bruscandoli: un mazzetto abbondante
cipolla: una piccola
olio evo: qb
parmigiano: qb
brodo vegetale: qb
sale: qb

Procedimento

Ricavare dai bruscandoli i primi 20 cm della parte apicale, comprese le foglioline più tenere. Lavarli e tagliarli a pezzatti. Tenere da parte un pò di punte intere.
Tritare la cipolla finemente e farla appassire in un pò di olio extravergine di oliva. Aggiungere i bruscandoli (tranne qualche punta intera) e cuocerli con un pò di sale finchè si saranno ammorbiditi. Far tostare il riso (se vi piace aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e fare sfumare), poi aggiungere il brodo vegetale bollente poco alla volta portando il riso a cottura lentamente. Dopo 5 minuti aggiungere anche le punte tenute da parte. Terminare la cottura e poco prima mantecare con il parmigiano grattugiato.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ramona "150 anni in tavola"


E con questa ricetta vi auguro un buon inizio settimana. Baci a tutti e al prossimo post.

mercoledì 6 aprile 2011

Baba ghanoush

che non è uno strano dolce napoletano


Oggi un'altra ricetta per concludere (quasi) con i contest ancora in attesa. Se penso alle spezie, penso subito alla cucina mediorientale,che posso dire è la mia preferita. E se penso alla cucina mediorientale penso tra le altre cose anche al cumino. Non ho ricordi particolari che mi legano a questo profumo. E credo anche di non saperlo usare più di tanto e per questo non ne abuso. Cerco di utilizzarlo dove so che sta bene, dove qualcuno più esperto di me mi ha consigliato, non lo uso quasi mai a caso. Non credo che una spezia solo perchè piace stia bene ovunque.
Non ho niente da insegnare in fatto di cucina mediorientale. Non posso vantare periodi della mia vita trascorsi in qualche affascinante paese purtroppo. Ma qualche amico/a dei tempi dell'università è passato dalla mia cucina lasciandomi in eredità più di una ricetta che con il tempo si è conquistata un posto di tutto rispetto a casa mia. Poi le contaminazioni esistono no? E una volta lunghe vacanze ancora si facevano, tanto lunghe da riuscire persino a farsi  amico qualche "indigeno" pronto a regalare preziosi consigli culinari. E devo dire che dalle mie lunghe vacanze tornavo sempre con un bel bagaglio di ricette da provare.
Insomma, non ricordo di preciso come sono nate certe tradizioni a casa mia, ma di sicuro sono legate a quella passione per la cucina che mi accompagna da sempre.
La ricetta di oggi è solo una delle tante che ormai sono ordinaria amministrazione sulla mia tavola, come lo tzatziki nelle sue varie declinazioni, l'hummus o il purè di fave, a testimoniare la mia passione per le salse, dip, creme e tutto ciò che vedreste bene accompagnato al pane, sia esso casereccio, arabo, chapati, pita e chi più ne ha più ne metta. Ciascuna salsa magari avrebbe pure il suo, ma io mica mi formalizzo. Provate, il baba ghanoush, anche su una bella fetta di pane casereccio tostato non ci sta niente male. Poi, se proprio volete fare le cose in piena regola, allora provate a mangiarlo col chapati, col pane arabo, con la pita, insomma, è buonissimo con tutto.
Ora, io non so dove nasce di preciso il baba ganoush, e nemmeno so dirvi tutti i modi in cui viene chiamato nei diversi paesi. E' una preparazione diffusa in tutto il medioriente. Per intenderci noi potremmo chiamarlo anche caviale di melanzane, o dip di melanzane. Tra gli ingredienti possiamo trovare qualche differenza, a seconda della zona di provenienza: erbe aromatiche diverse, presenza o meno di tahin, paprika si paprika no, insomma tante versioni e tutte buonissime. Io oggi posto quella che faccio sempre e neanche a dirlo, il cumino io ce lo metto! E se no che l'avevo fatto a fare tutto il preambolo? Troverete anche versioni in cui non compare, ma a me piace così. D' altra parte un ricordo è un ricordo, perchè cambiarne il sapore?
Se non conoscete questa ricetta provatela, ha solo un problema, quello di non riuscire a smettere di mangiarne. Certo dovrete impegnarvi un  pò e trovare la vostra versione preferita, ma credetemi, lo sforzo sarà ben ricompensato!

Baba ghanoush

Ingredienti

melanzana: 1
aglio: 1 spicchio
limone: 1/2
tahina: 1 cucchiaio (facoltativo)
prezzemolo: qb
cumino: la punta di un cucchiaino (facoltativo)
sale: qb
olio evo: qb

Procedimento

Cuocere la melanzana in forno a 180°C. Quando è raggrinzita ( ci vorrà circa un'ora) toglierla dal forno ed eliminare la buccia. In un colino premerla bene per farle perdere tutta l'acqua. In un mixer frullare la melanzana (ma senza renderla cremosa, non deve essere troppo omogenea) con uno spicchio d'aglio tritato finemente, la salsa tahin, il sale e il cumino. Mescolare la salsa ottenuta con il succo filtrato del limone, un pò di prezzemolo tritato e volendo un pò d'olio d'oliva. Guarnire con qualche oliva nera, aggiungere un filo d'olio d'oliva e servire a temperatura ambiente.
Con questa ricetta partecipo al contest di Claudia "Magie con le spezie"


Si lo so, avrei dovuto postare l'ultimo atto del dolce di compleanno ma questo contest stava per scadere e l'influenza dei giorni scorsi non l'avevo proprio calcolata. Così l'atto finale è rimandato a data da destinarsi, spero venerdì salvo altri imprevisti. Poi basta, che  non se ne può più di vederlo! Lo so....a chi lo dite! però devo proprio completare l'opera, ne vale la pena. E mica ho lavorato tanto per fermarmi proprio ora. Poi si volta pagina che di compleanni fino all'anno prossimo non ne voglio più sentir parlare.
Allora baci a tutti e al prossimo post.....

lunedì 4 aprile 2011

Un pò di cose.....

che avrei già dovuto dire


Prima di tutto vorrei ringraziare tutti per gli auguri di compleanno, siete stati molto carini. Avrei voluto ringraziarvi uno per uno ma purtroppo il periodo molto molto impegnativo non mi ha permesso di farlo. E quando finalmente tutto sembrava passato e sotto controllo ecco che una bella influenza mi ha costretta a letto, dove sono tuttora...e così non sono nemmeno riuscita a passare dai vostri blog in questi giorni.
Ma tornerò presto, anche per ringraziare i nuovi sostenitori e per passare a conoscerli, cosa che cerco di fare sempre ma che stavolta ho dovuto tralasciare per i suddetti motivi.

Un' altra cosa che invece avrei dovuto fare prima è parlarvi della bellissima giornata passata a Viareggio. Vi avevo già accennato qui .
Che posso dire? E' sempre una sorpresa incontrarsi tra persone che non si conoscono e scoprire una grande sintonia. Ma le passioni sono così, permettono di abbattere confini e barriere e di sentirsi vicini alle persone anche se non ci si è mai scambiati nemmeno una parola, è il caso di Greta e Chiara che non conoscevo e che ho avuto il piacere di incontrare per la prima volta in quest'occasione e che continuerò a seguire attraverso i loro bellissimi blog.  Ho incontrato anche Nanni che conoscevo solo attraverso il suo blog e le sue meravigliose creazioni.
E dulcis in fundo le due meravigliose fanciulle che hanno dato vita all'evento: Saretta e Lucy con cui ci eravamo scambiate solo commenti ai post e che con grande piacere ho finalmente incontrato.
Che dire se non che avremmo potuto continuare a cucinare insieme all'infinito tra chiacchiere di ogni genere.
Non capita spesso di trovare cinque persone in una volta sola con cui condividere una grande passione. Ecco, se posso aggiungere una cosa, vorrei solo dire che questo contest ha avuto il merito di fare incontrare le persone e questa è veramente una grande cosa, ed è il motivo per cui malgrado le difficoltà ho cercato in tutti i modi di essere presente all'incontro. Quindi un ringraziamento speciale a Saretta per questa bellissima iniziativa e al Lombardi Store che ci ha ospitati con grande generosità e calore.


E qui la potete vedere all'opera, instancabile nei suoi mille ruoli di coordinatrice, organizatrice, chef, intrattenitrice e chi più ne ha più ne metta.....insomma, è stata perfetta. Così come la sua socia Lucy, di cui non ho le foto....ma che potete recuperare leggendo i loro post. Una bravissima barlady oltre che chef, ma lo sapete già, non dico certo nulla di nuovo. Lucy è una persona deliziosa oltre che bravissima, peccato solo che ad un certo punto gli impegni della giornata ci abbiano assegnato a due fronti diversi......ma i suoi fantastici cocktail arrivavano puntuali ad alleviare le nostre fatiche. Devo dire che le mie foto non sono un gran chè, d'altra parte o cucinavo o fotografavo non essendo io fornita di assistente......come alcune più fortunate ;)
Ho solo un pò di mani da farvi vedere. Quelle del Nanni


 di Chiara
 
  e qualche realizzazione


Ma le "colleghe" sono state molto più brave in questo e vi rimando ai loro bellissimi blog per eventuali approfondimenti qui e qui. Queste mie righe sono solo per ringraziare di vero cuore tutti quelli che con ruoli diversi hanno partecipato a questo avvenimento. E' stata una bellissima esperienza che rifarei altre mille volte e spero che ci saranno altre occasioni per stare insieme.


Ultima cosa, non per importanza ma solo per conologia, vorrei ringraziare La carissima Simo del blog Pensieri e pasticci e la manina santa di sua figlia che mi ha sorteggiata facendomi così vincere il suo Giveaway


grazie Simo, sono felicissima di questa vittoria e un bacio anche a tua figlia.
Detto questo, e sperando di non aver tralasciato nulla saluto tutti. Appuntamento al prossimo post che non so quando sarà ma spero presto. Nel frattempo comincerò a passare dai vostri blog per vedere che mi sono persa in questi giorni....
Un bacio a tutti e buon inizio settimana.