delle Simili
Qualche volta scegliere i post è facilissimo. Prendiamo oggi per esempio, avete presente quelle giornate: "voglia di far bene saltami addosso?" ecco, oggi è proprio una di quelle. E meno male che mi sono venute in aiuto delle foto che avevo in archivio. Ma la voglia di fare è talmente poca che anche il procedimento da riportare doveva essere semplice, e la lista degli ingredienti la più breve possibile.
Ed ecco che come un'apparizione la pila di pita si impone su tutte. Questo pane buonissimo, l'ho fatto poco tempo fa, forse un paio di settimane, presa da una voglia irrefrenabile di pita e birra, complice una temperatura ancora estiva e la voglia di cenare in giardino. Una mattina mi sono svegliata con quest'idea e mi sono messa all'opera. In men che non si dica le pita erano pronte. Belle e facili, vederle gonfiare dentro al forno è un'esperienza che consiglio! Mangiarle poi ripiene di kefta, tzatziki, pomodori e patatine fritte è un'altra esperienza che consiglio.
Per il procedimento mi sono affidata a due signore che di panificazione se ne intendono, la ricetta infatti è delle sorelle Simili e la riporto tale e quale. Il pane è buonissimo, si mantiene morbido per tutto il giorno, la sera prima di riempirlo si può scaldarlo pochi minuti per farlo diventare un perfetto contenitore per quello che preferite. Io ho optato per il greco, ma mi verrebbero in mente mille altre possibilità, (dall'hummus, ai falafel, alle verdure più varie) e se lo farete sono sicura che ispirerà anche voi! Che vi sembrerebbe spalmato abbondantemente di labne, o di salsa tarator e qualche verdura grigliata? o con delle cotolette di melanzane, o con del baba ghanoush? vabbè, la smetto che sennò questo post da breve che doveva essere diventa eterno e vi lascio la ricetta.
Pita
Ingredienti
per 8 pita
farina 0: 500 gr
acqua: 300 ml
lievito disidratato: una bustina (o un panetto di fresco)
sale: due cucchiaini
Procedimento
Sciogliere il lievito in metà acqua (tiepida) e aspettare che si formi la classica schiuma in superficie. In una ciotola, aggiungere un terzo della farina all'acqua con il lievito e battere il composto. Aggiungere il sale, poi un altro terzo di farina alternandolo all'acqua, sempre battendo l'impasto (per fare quest'operazione sollevare l'impasto con le mani e batterlo nella ciotola). Terminare con l'ultimo terzo di farina e l'acqua rimanente e lavorare ora l'impasto sulla spianatoia energicamente per 10/15 minuti finchè diventa liscio. Se necessario aggiungere un pò di farina, ma sempre il meno possibile. (In quanto all'acqua, regolarsi aggiungendo l'ultima parte poca alla volta finchè l'impasto avrà la giusta consistenza per essere lavorato sulla spianatoia, deve comunque essere morbido e non appicicoso).
Dividere l'impasto in otto parti(cercare di farle tutte uguali!), formare delle palline chiudendole bene otto, poi appiattirle con un mattarello a formare dei cerchi di circa 14 cm di diametro. Finchè formate le palline coprite l'impasto con uno straccio umido e lavorate su una spianatoia leggermente infarinata. Coprire le pita e lasciarle lievitare per circa 30/40 minuti.
Cuocerle per dieci minuti in forno preriscaldato a 250°C sistemando le pita sulla placca del forno calda (io le ho cotte tre alla volta). Non devono colorare, devono restare abbastanza bianche, così si mantengono morbide. Appena sfornate chiuderle in un sacchetto di carta (quelli per il pane) chiuso a sua volta in uno di plastica fino a che non saranno fredde. Conservare al riparo dall'aria fino al momento dell'utilizzo, volendo riscaldarle per un paio di minuti.
Alcune annotazioni: le pita in forno si gonfieranno, poi una volta raffreddate si abbasseranno e, se sono riuscite perfettamente, quando le taglierete presenteranno la classica tasca pronta ad essere farcita. Per farle gonfiare bene è necessario che la superficie sia liscia, senza asperità.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido inizio settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post.
lunedì 26 settembre 2011
giovedì 22 settembre 2011
Graham crackers
proprio i suoi....
Appena vidi questi biscotti da lei fu amore a prima vista. Beh, non era mica la prima volta che mi capitava. Tante volte non ho resistito all'irrefrenabile desiderio di provare le sue ricette. Ma chissà perchè non mi sono mai presa la briga di fotografarle e postarle (si, beh, da quando li ho visti ci ho messo un pò prima di riuscire a farli eh...questo si, ma la melassa, quella almeno sono corsa a comperarla subito...)
Stavolta invece mi son detta che dovevo proprio portare la mia testimonianza e volevo farlo con una ricetta del tutto nuova per me. Non avevo mai mangiato prima i Graham crackers, tra l'altro a distanza di tanti mesi devo ancora imparare come si chiamano, non c'è una volta che scriva questo nome come si deve...non mi entra proprio in testa.
Ma a parte questo piccolo intoppo, per il resto invece, io e questi crackers ci siamo trovati proprio in sintonia. Cioè, non so se io son piaciuta a loro, senz'altro però loro son piaciuti a me e così me li sono mangiati tutti, ma proprio tutti da sola, senza offrirne uno a chicchessia!!!!!! (vabbè, mica tutti in una volta eh!). Mi sono detta che questa poteva essere un'ottima scusa per rifarli. Vabbè, l'avete capito.......per giustificare le proprie deplorevoli azioni qualche volta tutte le scuse sono buone :-)
Comunque, come dicevo,mi sono piaciuti molto e non ci penso proprio ad usarli come base per il cheese cake, sarà che io non sono un'appassionata di questo dolce cremoso e formaggioso. No no, quando li rifarò sarà per mangiarli così come sono. Solo un caffè fumante ad accompagnare questi buonissimi "Graham crackers...a merenda".
Riporto la ricetta esattamente come la trovate da Sabrine, non ho cambiato praticamente nulla.
Ingredienti
farina 00: 150 gr
farina integrale: 30 gr
zucchero grezzo di canna: 70 gr
burro: 40 gr (freddo di frigorifero)
melassa: 3 cucchiai (sono circa 50 gr)
latte: 5 cucchiai
bicarbonato: 1/2 cucchiaino
sale fino: 1/2 cucchiaino
cannella: meno di un pizzico
Procedimento
In un mixer miscelare molto rapidamente le farine lo zucchero di canna, il bicarbonato, il sale e la cannella. Aggiungere il burro a pezzetti e la melassa e azionare il mixer fino ad ottenere delle briciole ( i passaggi devono essere sempre rapidi, mi raccomando) Aggiungere anche 3 cucchiai di latte ed azionare ancora fino ad ottenere una palla (eventualmente aggiungere un pò del latte rimasto se l'impasto non dovesse stare insieme). Prelevare l'impasto con le mani compattarlo molto velocemente senza toccarlo troppo, sistemarlo in una ciotola, sigillarlo con della pellicola e tenerlo in frigorifero almeno un'ora.
Trascorso il tempo, tirare l'impasto tra due fogli di carta forno (risulterà abbastanza appiccicoso) aiutandosi anche con della farina. Ritagliare i biscotti e sistemarli su una placca del forno. Con uno stecchino da spietini fare i buchini ( o come suggerisce Sabrine con uno spaghetto). Cuocerli a 180°C per 15 minuti circa. Farli raffreddare su una gratella e verificare la consistenza. Io a questo punto li ho infornati ancora per 10 minuti circa a 150°C, ma a me piacciono i biscotti molto croccanti!!!! voi regolatevi secondo il vostro gusto.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post
Appena vidi questi biscotti da lei fu amore a prima vista. Beh, non era mica la prima volta che mi capitava. Tante volte non ho resistito all'irrefrenabile desiderio di provare le sue ricette. Ma chissà perchè non mi sono mai presa la briga di fotografarle e postarle (si, beh, da quando li ho visti ci ho messo un pò prima di riuscire a farli eh...questo si, ma la melassa, quella almeno sono corsa a comperarla subito...)
Stavolta invece mi son detta che dovevo proprio portare la mia testimonianza e volevo farlo con una ricetta del tutto nuova per me. Non avevo mai mangiato prima i Graham crackers, tra l'altro a distanza di tanti mesi devo ancora imparare come si chiamano, non c'è una volta che scriva questo nome come si deve...non mi entra proprio in testa.
Ma a parte questo piccolo intoppo, per il resto invece, io e questi crackers ci siamo trovati proprio in sintonia. Cioè, non so se io son piaciuta a loro, senz'altro però loro son piaciuti a me e così me li sono mangiati tutti, ma proprio tutti da sola, senza offrirne uno a chicchessia!!!!!! (vabbè, mica tutti in una volta eh!). Mi sono detta che questa poteva essere un'ottima scusa per rifarli. Vabbè, l'avete capito.......per giustificare le proprie deplorevoli azioni qualche volta tutte le scuse sono buone :-)
Comunque, come dicevo,mi sono piaciuti molto e non ci penso proprio ad usarli come base per il cheese cake, sarà che io non sono un'appassionata di questo dolce cremoso e formaggioso. No no, quando li rifarò sarà per mangiarli così come sono. Solo un caffè fumante ad accompagnare questi buonissimi "Graham crackers...a merenda".
Riporto la ricetta esattamente come la trovate da Sabrine, non ho cambiato praticamente nulla.
Ingredienti
farina 00: 150 gr
farina integrale: 30 gr
zucchero grezzo di canna: 70 gr
burro: 40 gr (freddo di frigorifero)
melassa: 3 cucchiai (sono circa 50 gr)
latte: 5 cucchiai
bicarbonato: 1/2 cucchiaino
sale fino: 1/2 cucchiaino
cannella: meno di un pizzico
Procedimento
In un mixer miscelare molto rapidamente le farine lo zucchero di canna, il bicarbonato, il sale e la cannella. Aggiungere il burro a pezzetti e la melassa e azionare il mixer fino ad ottenere delle briciole ( i passaggi devono essere sempre rapidi, mi raccomando) Aggiungere anche 3 cucchiai di latte ed azionare ancora fino ad ottenere una palla (eventualmente aggiungere un pò del latte rimasto se l'impasto non dovesse stare insieme). Prelevare l'impasto con le mani compattarlo molto velocemente senza toccarlo troppo, sistemarlo in una ciotola, sigillarlo con della pellicola e tenerlo in frigorifero almeno un'ora.
Trascorso il tempo, tirare l'impasto tra due fogli di carta forno (risulterà abbastanza appiccicoso) aiutandosi anche con della farina. Ritagliare i biscotti e sistemarli su una placca del forno. Con uno stecchino da spietini fare i buchini ( o come suggerisce Sabrine con uno spaghetto). Cuocerli a 180°C per 15 minuti circa. Farli raffreddare su una gratella e verificare la consistenza. Io a questo punto li ho infornati ancora per 10 minuti circa a 150°C, ma a me piacciono i biscotti molto croccanti!!!! voi regolatevi secondo il vostro gusto.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post
lunedì 19 settembre 2011
Macedonia mediterranea
Tra Sicilia e Marocco
La frutta non è la mia passione, e questa è la premessa. Però con qualche eccezione, anzi, diciamo pure più di qualche.....
In ogni caso non sono un'estimatrice delle macedonie a pezzetti piccoli, più che altro del frutto mangiato nature direi! Ma ormai si sa che l'MT ci mette davanti a difficili sfide e stavolta è toccata la macedonia :-) Era tanto che un piatto non mi rendeva la vita così complicata. Sembra assurdo dirlo, in fin dei conti si tratta di una macedonia, che ci vorrà mai ad improvvisarne una? direte voi! Il problema è che se una cosa non mi piace, non riesco nè a prepararla nè a fotografarla e nè tanto meno a mangiarla (in maniera degna voglio dire!).
Ma siccome una soluzione andava trovata e al più presto, ho dovuto mettere insieme qualcosa che mi piacesse veramente, pena il fallimento totale dell'esperimento.
E così, seguendo il sentimento, mi sono orientata verso quei luoghi che da sempre mi sono familiari, i cui sapori e i cui colori mi sono entrati nel cuore tanti anni fa, e lì, da allora, sono rimasti. Ho trovato dei bellissimi fichi d'India rossi e gialli. Ho aggiunto dell'uva nera e un melone bianco per una macedonia che sa di Sicilia. Poi ho pensato a come certi connubi diano vita a piatti eccezionali, basti pensare alla semola e al pesce siciliano per visualizzare la meraviglia di un cous cous alla trapanese. Così mi sono detta che era il caso di riprovare, chissà che magari il connubio Sicilia-Marocco non potesse dar vita ad un' altra felicissima invenzione. Solo che stavolta lo sposalizio è stato tra la frutta siciliana e l'acqua di rose delle valli del Dadès. Il risultato è stato una macedonia favolosa, insolita e profumata. A me è piaciuta moltissimo, è stata davvero una sorpresa. La terrò a mente per tutte le volte che avrò bisogno di un fine pasto leggero e insolito, per esempio, per qualche cena mediorientale la trovo indicatissima. Possibili varianti che mi interesserebbe sperimentare sono l'aggiunta dei datteri freschi, il tutto accompagnato da gelato al mascarpone...insomma, le possibilità sono diverse, non mi resta che sperimentarle, intanto vi lascio questa versione, assolutamente da provare.....
Macedonia mediterranea
Ingredienti
(per 2 persone)
fichi d'india: 3 (misti rossi e gialli)
melone bianco: 1/4
uva nera: un grappolo picccolo
zucchero: 4 cucchiai
acqua di rose: 2 cucchiaini
gelato al fior di latte: qb
Procedimento
In una casseruola preparare uno sciroppo sciogliendo lo zucchero in quattro cucchiai d'acqua. Lasciare raffreddare poi aggiungere i due cucchiaini di acqua di rose (l'importante è non esagerare, il sapore non deve sovrastare. Provare aggiungendo di volta in volta piccole quantità, fino a trovare la giusta concentrazione). Facendo molta attenzione (indossando i guanti) sbucciare i fichi d'India e tagliarli a rondelle, poi dividerne alcune a metà. TAgliare il melone a fette e da queste ricavare delle fettine più sottili, dividerle in due. Sistemare la frutta su una ciotola, aggiungere gli acini dell'uva (se sono grandi tagliateli a metà), versare su tutto lo sciroppo all'acqua di rose e servire accompagnato da una pallina di gelato al fior di latte.
Certo l'arte di intagliare la frutta non ce l'ho, ma la cara Fabiana capirà....(almeno spero ;-) Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge :-)
Vorrei inoltre segnalare un'interessante iniziativa, se qualcuno di voi fosse interessato e venerdì si trovasse a passare da queste parti :
per i dettagli leggete qui.
Finchè scrivo questo post mi fa compagnia il rumore della pioggia, forse l'estate volge al termine? Nell'attesa di vedere se e quanto ancora durerà, vi saluto e vi auguro un buon lunedì. Un bacio a tutti e al prossimo post.
La frutta non è la mia passione, e questa è la premessa. Però con qualche eccezione, anzi, diciamo pure più di qualche.....
In ogni caso non sono un'estimatrice delle macedonie a pezzetti piccoli, più che altro del frutto mangiato nature direi! Ma ormai si sa che l'MT ci mette davanti a difficili sfide e stavolta è toccata la macedonia :-) Era tanto che un piatto non mi rendeva la vita così complicata. Sembra assurdo dirlo, in fin dei conti si tratta di una macedonia, che ci vorrà mai ad improvvisarne una? direte voi! Il problema è che se una cosa non mi piace, non riesco nè a prepararla nè a fotografarla e nè tanto meno a mangiarla (in maniera degna voglio dire!).
Ma siccome una soluzione andava trovata e al più presto, ho dovuto mettere insieme qualcosa che mi piacesse veramente, pena il fallimento totale dell'esperimento.
E così, seguendo il sentimento, mi sono orientata verso quei luoghi che da sempre mi sono familiari, i cui sapori e i cui colori mi sono entrati nel cuore tanti anni fa, e lì, da allora, sono rimasti. Ho trovato dei bellissimi fichi d'India rossi e gialli. Ho aggiunto dell'uva nera e un melone bianco per una macedonia che sa di Sicilia. Poi ho pensato a come certi connubi diano vita a piatti eccezionali, basti pensare alla semola e al pesce siciliano per visualizzare la meraviglia di un cous cous alla trapanese. Così mi sono detta che era il caso di riprovare, chissà che magari il connubio Sicilia-Marocco non potesse dar vita ad un' altra felicissima invenzione. Solo che stavolta lo sposalizio è stato tra la frutta siciliana e l'acqua di rose delle valli del Dadès. Il risultato è stato una macedonia favolosa, insolita e profumata. A me è piaciuta moltissimo, è stata davvero una sorpresa. La terrò a mente per tutte le volte che avrò bisogno di un fine pasto leggero e insolito, per esempio, per qualche cena mediorientale la trovo indicatissima. Possibili varianti che mi interesserebbe sperimentare sono l'aggiunta dei datteri freschi, il tutto accompagnato da gelato al mascarpone...insomma, le possibilità sono diverse, non mi resta che sperimentarle, intanto vi lascio questa versione, assolutamente da provare.....
Macedonia mediterranea
Ingredienti
(per 2 persone)
fichi d'india: 3 (misti rossi e gialli)
melone bianco: 1/4
uva nera: un grappolo picccolo
zucchero: 4 cucchiai
acqua di rose: 2 cucchiaini
gelato al fior di latte: qb
Procedimento
In una casseruola preparare uno sciroppo sciogliendo lo zucchero in quattro cucchiai d'acqua. Lasciare raffreddare poi aggiungere i due cucchiaini di acqua di rose (l'importante è non esagerare, il sapore non deve sovrastare. Provare aggiungendo di volta in volta piccole quantità, fino a trovare la giusta concentrazione). Facendo molta attenzione (indossando i guanti) sbucciare i fichi d'India e tagliarli a rondelle, poi dividerne alcune a metà. TAgliare il melone a fette e da queste ricavare delle fettine più sottili, dividerle in due. Sistemare la frutta su una ciotola, aggiungere gli acini dell'uva (se sono grandi tagliateli a metà), versare su tutto lo sciroppo all'acqua di rose e servire accompagnato da una pallina di gelato al fior di latte.
Certo l'arte di intagliare la frutta non ce l'ho, ma la cara Fabiana capirà....(almeno spero ;-) Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge :-)
Vorrei inoltre segnalare un'interessante iniziativa, se qualcuno di voi fosse interessato e venerdì si trovasse a passare da queste parti :
L’AUTUNNO DI CENA DI NOTE
VERDI, IL RISORGIMENTO, LA CUCINA LOMBARDA E UNO
CHEF TOSCANO AL RELAIS MONACO DI PONZANO VENETO(TV)
VENERDÌ 23 SETTEMBRE
Rassegna enogastronomica promossa dal "Corriere del Veneto" – nata dall’ idea del direttore d'orchestra veneziano Alessandro Tortato - e organizzata dalla rivista Papageno. per i dettagli leggete qui.
Finchè scrivo questo post mi fa compagnia il rumore della pioggia, forse l'estate volge al termine? Nell'attesa di vedere se e quanto ancora durerà, vi saluto e vi auguro un buon lunedì. Un bacio a tutti e al prossimo post.
giovedì 15 settembre 2011
Fusilli pomodoro e feta
la mia pasta dell'estate
Eccoci arrivati a metà settembre, con un caldo insolito e con la voglia ancora di piatti estivi. Non è meraviglioso tutto ciò? Per me assolutamente si. Anche considerando il fatto che il mio assenteismo dal blog di quest'estate non mi ha permesso di postare tante ricette.
Quella di oggi a casa mia è proprio un must. Uno di quei piatti senza i quali probabilmente d'estate morirei di fame!
Uno di quei piatti che mi piace talmente tanto, che quasi rischio di mangiare solo quello. Semplice? assolutamente si! Stiamo pure sempre parlando di una ricetta per l'estate, che sia semplice è assolutamente doveroso.
Veloce? pure! e anche questo è indispensabile. Giusto il tempo di cuocere la pasta e il gioco è fatto! E' buona calda ma anche fredda, si dosano gli ingredienti a piacimento, e si usa il formato di pasta che si preferisce.
Potrei definirla proprio una ricetta anarchica! In perfetta linea con bisogno di libertà che d'estate ci fa andare in giro scalzi, vestiti poco, mangiando cibi improvvisati (quando non siano pizze surgelate) e via discorrendo. Vi piace di più chiamarla ricetta easy? e vada per ricetta easy, comunque la si voglia chiamare è buona, e la regalo alla cara Ornella per il suo contest che scade giusto oggi! Sul filo di lana, come sempre, ma l'importante è esserci! Quindi cara Ornella, eccoti la mia tanto amata pasta estiva "pomodoro e feta", spero ti piacerà. Tu poi, che puoi disporre di una feta favolosa, saprai renderla ancora più buona.......beata te!!!!!
Pasta pomodoro e feta
Ingredienti
per 4 persone
pasta (io fusilli integrali): 350 gr circa
pomodori maturi (ma non troppo): 6 (tipo S. Marzano o ramati)
feta: 200 gr circa
olio evo: qb
sale: qb
basilico fresco: un rametto
Procedimento
Mettere a bollire l'acqua per la pasta e intanto preparare il condimento. Lavare e asciugare i pomodori, aprirli a metà, eliminare l'acqua e i semi e tagliarli a cubetti. Salarli leggermente e lasciarli scolare qualche minuto su uno scolapasta. Intanto sbriciolare la feta in una boule e spezzettare con le mani il basilico precedentemente lavato ed asciugato. Cuocere la pasta. Unire i pomodori alla feta e al basilico, aggiungere un filo d'olio e mescolare. Scolare la pasta e versarla calda nel condimento. Mescolare bene e servire subito.
Alcune annotazioni: come già anticipato, questa ricetta non segue vere e proprie regole. La quantità di feta si regola secondo il proprio gusto, così come i pomodori e il basilico. Chi preferisse, può anche sbucciare i pomodori immergendoli prima per un minuto in acqua bollente.
Con questa ricetta partecipo al contest di Ornella Ricette con la Feta
Bene, più veloce di così proprio non si può. Dovrò abituarmi all'idea che andando avanti le ricette si complicheranno un pò......ma fino ad allora mi godo questa leggerezza tutta estiva. Un bacio a tutti, vi auguro uno splendido w.e e ci ritroviamo al prossimo post.
Eccoci arrivati a metà settembre, con un caldo insolito e con la voglia ancora di piatti estivi. Non è meraviglioso tutto ciò? Per me assolutamente si. Anche considerando il fatto che il mio assenteismo dal blog di quest'estate non mi ha permesso di postare tante ricette.
Quella di oggi a casa mia è proprio un must. Uno di quei piatti senza i quali probabilmente d'estate morirei di fame!
Uno di quei piatti che mi piace talmente tanto, che quasi rischio di mangiare solo quello. Semplice? assolutamente si! Stiamo pure sempre parlando di una ricetta per l'estate, che sia semplice è assolutamente doveroso.
Veloce? pure! e anche questo è indispensabile. Giusto il tempo di cuocere la pasta e il gioco è fatto! E' buona calda ma anche fredda, si dosano gli ingredienti a piacimento, e si usa il formato di pasta che si preferisce.
Potrei definirla proprio una ricetta anarchica! In perfetta linea con bisogno di libertà che d'estate ci fa andare in giro scalzi, vestiti poco, mangiando cibi improvvisati (quando non siano pizze surgelate) e via discorrendo. Vi piace di più chiamarla ricetta easy? e vada per ricetta easy, comunque la si voglia chiamare è buona, e la regalo alla cara Ornella per il suo contest che scade giusto oggi! Sul filo di lana, come sempre, ma l'importante è esserci! Quindi cara Ornella, eccoti la mia tanto amata pasta estiva "pomodoro e feta", spero ti piacerà. Tu poi, che puoi disporre di una feta favolosa, saprai renderla ancora più buona.......beata te!!!!!
Pasta pomodoro e feta
Ingredienti
per 4 persone
pasta (io fusilli integrali): 350 gr circa
pomodori maturi (ma non troppo): 6 (tipo S. Marzano o ramati)
feta: 200 gr circa
olio evo: qb
sale: qb
basilico fresco: un rametto
Procedimento
Mettere a bollire l'acqua per la pasta e intanto preparare il condimento. Lavare e asciugare i pomodori, aprirli a metà, eliminare l'acqua e i semi e tagliarli a cubetti. Salarli leggermente e lasciarli scolare qualche minuto su uno scolapasta. Intanto sbriciolare la feta in una boule e spezzettare con le mani il basilico precedentemente lavato ed asciugato. Cuocere la pasta. Unire i pomodori alla feta e al basilico, aggiungere un filo d'olio e mescolare. Scolare la pasta e versarla calda nel condimento. Mescolare bene e servire subito.
Alcune annotazioni: come già anticipato, questa ricetta non segue vere e proprie regole. La quantità di feta si regola secondo il proprio gusto, così come i pomodori e il basilico. Chi preferisse, può anche sbucciare i pomodori immergendoli prima per un minuto in acqua bollente.
Con questa ricetta partecipo al contest di Ornella Ricette con la Feta
Bene, più veloce di così proprio non si può. Dovrò abituarmi all'idea che andando avanti le ricette si complicheranno un pò......ma fino ad allora mi godo questa leggerezza tutta estiva. Un bacio a tutti, vi auguro uno splendido w.e e ci ritroviamo al prossimo post.
lunedì 12 settembre 2011
Sciroppo di ribes
del mio orto
Mi succede sempre! Se tengo le ricette troppo a lungo senza postarle, poi non mi va più di farlo. Così spesso me ne ritrovo un bel po', di cui non so più che fare. Ma a pensarci bene sono perfette per i momenti di crisi di ispirazione o per quelli troppo concitati.
Ora, non che questo lo sia, diciamo piuttosto che subisco ancora un po' la svogliatezza del dopo vacanze, unita al fatto che questa ricetta proprio non mi va di non postarla per due ragioni: la prima è che fa parte della mia rubrica orto-giardino che quest'estate, in preda ad una specie di raptus noblog, ho trascurato alla grande.
La seconda è che si tratta del mio primo sciroppo di frutta (se escludiamo quello di viole, che in effetti era di fiori, altro procedimento). Insomma, non potevo proprio non postarla, tanto più che la ricetta è di uno che di cucina ne sapeva qualcosa, il mitico Pellegrino Artusi che a proposito di questo sciroppo scrive: "questo frutto, contenendo in sé molto glutine, richiede una lunga fermentazione; tantoché se sciogliete dello zucchero nel succo del ribes appena spremuto e lo mettete al fuoco, otterrete non uno sciroppo, ma una gelatina".
A questo punto ho voluto sperimentare la fermentazione, cosa con la quale ancora non mi ero mai cimentata. Ho seguito le indicazioni dell'Artusi che riporto passo passo.
Ho solo cambiato i quantitativi. Io partendo da poco più di un chilo di ribes ho ottenuto 800 gr di succo filtrato. L'Artusi partiva da 4 chili di succo che mi sembrano veramente troppi. Le proporzioni sono le stesse, a parte pochi grammi in meno di zucchero, ma non fanno differenza (tra parentesi i quantitativi originali)
Ingredienti
succo di ribes filtrato: 800 gr (Artusi parte da 3 kg di frutta, io da 1,2 kg)
zuccchero: un chilo (Artusi 4 Kg)
acido citrico: 8 gr (Artusi 30 gr)
Procedimento
Lavare il ribes e asciugarlo bene. Schiacciarlo lasciandolo nei suoi grappolini come si fa per l'uva e porlo in un recipiente di terracotta (o di legno, consapevoli che si colorerà quasi irrimediabilmente!). Lasciarlo in un luogo fresco mescolandolo due volte al giorno. La fermentazione comincerà dopo qualche tempo, ci potrebbe volere anche qualche giorno. Bisogna continuare a mescolarlo finche avrà cessato di fermentare, o come dice l'Artusi: " finchè avrà cessato di alzare" . A questo punto passare il tutto attraverso un canovaccio pulito strizzando bene con le mani. Poi passare il liquido ottenuto attraverso un colino a magle fitte, anche due o tra volte per ottenere un liquido limpidissimo. Pesare il succo così ottenuto, metterlo sul fuoco e portarlo a bollore. Quindi aggiungere lo zucchero e l'acido citrico.
"Girate continuamente il mestolo onde lo zucchero non si attacchi, fatelo bollir forte per due o tre minuti, assaggiatelo per aggiungere altro acido citrico, se occorre, e quando è freddo imbottigliatelo e conservatelo in cantina.
Vi avverto che il bello di questi sciroppi, è la limpidezza e per ottenerla è bene abbondare nella fermentazione"
Alcune annotazioni: nel dubbio, è meglio prolungare la fermentazione piuttosto di rischiare di interromperla prima che sia finito il processo.
In quanto al filtraggio, più si filtra più lo sciroppo è limpido. Il gusto in questo caso non cambia, è però visivamente molto più bello, ma se la cosa non interessa particolarmente si può filtrare anche una sola volta. Io ho fatto una cosa media. E' venuto abbastanza limpido ma non proprio trasparente, confesso che dopo un pò mi ero stufata :-) Comunque lo sciroppo è molto bello lo stesso....Certo se lo preparate per fare acqua e sciroppo allora dovete avere pazienza e filtrarlo benissimo. Se lo usate come bagna o sul gelato o altro, va benissimo anche se non è filtrato un pò meno....ho detto un pò eh!
Con questa ricetta partecipo al contest de La cucina di Barbara . Più rosso di così!
E con questo sciroppo vi auguro uno splendido inzio settimana. Baci a tutti e al prossimo post.
Mi succede sempre! Se tengo le ricette troppo a lungo senza postarle, poi non mi va più di farlo. Così spesso me ne ritrovo un bel po', di cui non so più che fare. Ma a pensarci bene sono perfette per i momenti di crisi di ispirazione o per quelli troppo concitati.
Ora, non che questo lo sia, diciamo piuttosto che subisco ancora un po' la svogliatezza del dopo vacanze, unita al fatto che questa ricetta proprio non mi va di non postarla per due ragioni: la prima è che fa parte della mia rubrica orto-giardino che quest'estate, in preda ad una specie di raptus noblog, ho trascurato alla grande.
La seconda è che si tratta del mio primo sciroppo di frutta (se escludiamo quello di viole, che in effetti era di fiori, altro procedimento). Insomma, non potevo proprio non postarla, tanto più che la ricetta è di uno che di cucina ne sapeva qualcosa, il mitico Pellegrino Artusi che a proposito di questo sciroppo scrive: "questo frutto, contenendo in sé molto glutine, richiede una lunga fermentazione; tantoché se sciogliete dello zucchero nel succo del ribes appena spremuto e lo mettete al fuoco, otterrete non uno sciroppo, ma una gelatina".
A questo punto ho voluto sperimentare la fermentazione, cosa con la quale ancora non mi ero mai cimentata. Ho seguito le indicazioni dell'Artusi che riporto passo passo.
Ho solo cambiato i quantitativi. Io partendo da poco più di un chilo di ribes ho ottenuto 800 gr di succo filtrato. L'Artusi partiva da 4 chili di succo che mi sembrano veramente troppi. Le proporzioni sono le stesse, a parte pochi grammi in meno di zucchero, ma non fanno differenza (tra parentesi i quantitativi originali)
Ingredienti
succo di ribes filtrato: 800 gr (Artusi parte da 3 kg di frutta, io da 1,2 kg)
zuccchero: un chilo (Artusi 4 Kg)
acido citrico: 8 gr (Artusi 30 gr)
Procedimento
Lavare il ribes e asciugarlo bene. Schiacciarlo lasciandolo nei suoi grappolini come si fa per l'uva e porlo in un recipiente di terracotta (o di legno, consapevoli che si colorerà quasi irrimediabilmente!). Lasciarlo in un luogo fresco mescolandolo due volte al giorno. La fermentazione comincerà dopo qualche tempo, ci potrebbe volere anche qualche giorno. Bisogna continuare a mescolarlo finche avrà cessato di fermentare, o come dice l'Artusi: " finchè avrà cessato di alzare" . A questo punto passare il tutto attraverso un canovaccio pulito strizzando bene con le mani. Poi passare il liquido ottenuto attraverso un colino a magle fitte, anche due o tra volte per ottenere un liquido limpidissimo. Pesare il succo così ottenuto, metterlo sul fuoco e portarlo a bollore. Quindi aggiungere lo zucchero e l'acido citrico.
"Girate continuamente il mestolo onde lo zucchero non si attacchi, fatelo bollir forte per due o tre minuti, assaggiatelo per aggiungere altro acido citrico, se occorre, e quando è freddo imbottigliatelo e conservatelo in cantina.
Vi avverto che il bello di questi sciroppi, è la limpidezza e per ottenerla è bene abbondare nella fermentazione"
Alcune annotazioni: nel dubbio, è meglio prolungare la fermentazione piuttosto di rischiare di interromperla prima che sia finito il processo.
In quanto al filtraggio, più si filtra più lo sciroppo è limpido. Il gusto in questo caso non cambia, è però visivamente molto più bello, ma se la cosa non interessa particolarmente si può filtrare anche una sola volta. Io ho fatto una cosa media. E' venuto abbastanza limpido ma non proprio trasparente, confesso che dopo un pò mi ero stufata :-) Comunque lo sciroppo è molto bello lo stesso....Certo se lo preparate per fare acqua e sciroppo allora dovete avere pazienza e filtrarlo benissimo. Se lo usate come bagna o sul gelato o altro, va benissimo anche se non è filtrato un pò meno....ho detto un pò eh!
Con questa ricetta partecipo al contest de La cucina di Barbara . Più rosso di così!
E con questo sciroppo vi auguro uno splendido inzio settimana. Baci a tutti e al prossimo post.
Etichette:
contest,
frutta ortogiardino,
ortogiardino,
sciroppi
venerdì 9 settembre 2011
Pie alla frutta
con noci pesca e prugne
E' veramente un sacco di tempo che non posto un bel dolcetto. Non che nel frattempo non ne abbia mangiati eh, sia chiaro. Non rinuncerei ad accendere il forno nemmeno se ci fossero 50°C. Appoggio la teoria che se tanto fa già un caldo africano, il forno non può certo peggiorare le cose. E così anche quest'estate la produzione non si è fermata. Perchè se quando fa molto caldo passa la voglia di mangiare tante cose, il momento per una fetta di dolce si trova sempre. E sono andati alla grande ovviamente i dolci alla frutta, in particolare due: il pie di pesche e prugne di cui vi parlerò oggi e il dolce alle pesche che postai l'anno scorso. Buoni, buonissimi. Certo lo so che con questo pie non dico niente di nuovo, se ne sono visti parecchi in giro, ma ci sarà pure un perchè dico io, e il perchè è che sono veramente buoni! Con una pallina di gelato alla vaniglia a rinfrescare il palato questo pie è una vera delizia. E siccome lo sostengono persone molto più autorevoli di me, tra cui la sua ideatrice, niente meno che una come Donna Hay, non vi resta che crederci, e magari, se ancora non lo conoscete, provarlo prima che la stagione delle prugne e delle pesche ci saluti fino all'estate prossima.
Rispetto alla ricetta originale ho diminuito le dosi del burro nella pasta brisè, preferisco una pasta un pò meno morbida con i ripieni alla frutta perchè mantiene meglio la struttura, ma è un parere assolutamente personale, voi caso mai non datemi retta e replicate l'originale, le dosi le metto tra parentesi. In più ho aggiunto le noci pesca alle prugne, ne avevo di buonissime del mio alberello e non potevo mica non usarle vi pare?
Il rimedio contro i dolci di troppo? Una bella corsetta ovviamente, non ci crederete perchè in effetti faccio fatica pure io, ma mi sono data alla corsa. Posso dire che i miracoli esistono....il più è vedere se durano :-)
Pie di noci pesca e prugne
(da una ricetta di Donna Hay)
Ingredienti
farina: 250 gr
burro freddo a pezzetti: 125 (era 185)
acqua ghiacciata: 2 cucchiai
noci pesca: 4 piccole
prugne rosse: 3 o 4
gelatina di ribes (o albicocche): qualche cucchiaio
per la crema frangipane: farina: 2 cucchiai
mandorle: 50 gr
zucchero semolato: 55 gr
burro fuso: 45 gr
vaniglia: un cucchiaino di essenza o mezza bacca
Procedimento
Mettere la farina nel mixer, aggiungere un pizzico di sale e azionare le lame per qualche secondo. Aggiungere il burro freddo e azionare ancora ad intermittenza fino ad ottenere un composto di briciole. Lavorate solo lo stretto necessario finchè il composto risulti omogeneo. Poi aggiungete l'acqua freddissima e sempre ad intermittenza azionare le lame fino a che il composto non starà insieme. Dargli la forma di un panetto un pò appiattito senza toccarlo troppo con le mani per non scaldare l'impasto, chiuderlo con della pellicola e metterlo in frigorifero un paio d'ore almeno, ma volendo si può preparare con anticipo, anche il giorno prima.
Tritare molto finemente le mandorle con un cucchiaino di zucchero azionando il mixer ad intermittenza (in alternativa utilizzare della farina di mandorle già pronta). Fondere il burro e farlo raffreddare. Mescolare le mandorle alla farina, allo zucchero e alla vaniglia. Aggiungere il burro fuso e mescolare bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
Lavare la fritta e tagliare a fettine sottili sia le noci pesca che le prugne.
Prelevare la pasta dal frigorifero, e stenderla con un mattarello sopra ad un foglio di carta forno ad uno spessore di circa 3 mm dandole una forma circolare. Senza toglierla dal foglio Sistemare la pasta sulla leccarda del forno lasciandola sul foglio di carta forno. Distribuire la crema frangipane sul disco di pasta lasciando un bordo di 4 cm circa. Distribuire la frutta a fette lasciando sempre il bordo libero. Ora ripiegare la pasta verso l'interno in modo da racchiudere il ripieno. Infornare a 180°C per circa 45 minuti, finchè la pasta sarà appena dorata.
Sciogliere la gelatina in pochissima acqua scaldandola sul fuoco a fiamma molto bassa finchè sarà fluida. Spennellare la gelatina sulla frutta appena la torta esce dal forno e lasciare raffreddare completamente prima di servirla.
Alcune annotazioni: Avevo qualche perplessità su questo pie che originariamente non prevedeva l'uso di pesche e prugne. Pensavo che la frutta avrebbe rilasciato molta acqua bagnando troppo la pasta, per questo anche ho optato per una brisée meno burrosa.
Ma la pasta e la crema frangipane hanno sostenuto benissimo l'umidità della frutta mantenedo perfettamente la struttura. Non c'è assolutamente bisogno di maizena o altro per far assorbire l'umidità. Se anche appena tolta dal forno la frutta sembra molto umida, rafferddando raggiunge la giusta consistenza. Per me il risultato è stato perfetto.
E con questa ricetta vi auguro uno splendido we. Un bacio a tutti e al prossimo post.
E' veramente un sacco di tempo che non posto un bel dolcetto. Non che nel frattempo non ne abbia mangiati eh, sia chiaro. Non rinuncerei ad accendere il forno nemmeno se ci fossero 50°C. Appoggio la teoria che se tanto fa già un caldo africano, il forno non può certo peggiorare le cose. E così anche quest'estate la produzione non si è fermata. Perchè se quando fa molto caldo passa la voglia di mangiare tante cose, il momento per una fetta di dolce si trova sempre. E sono andati alla grande ovviamente i dolci alla frutta, in particolare due: il pie di pesche e prugne di cui vi parlerò oggi e il dolce alle pesche che postai l'anno scorso. Buoni, buonissimi. Certo lo so che con questo pie non dico niente di nuovo, se ne sono visti parecchi in giro, ma ci sarà pure un perchè dico io, e il perchè è che sono veramente buoni! Con una pallina di gelato alla vaniglia a rinfrescare il palato questo pie è una vera delizia. E siccome lo sostengono persone molto più autorevoli di me, tra cui la sua ideatrice, niente meno che una come Donna Hay, non vi resta che crederci, e magari, se ancora non lo conoscete, provarlo prima che la stagione delle prugne e delle pesche ci saluti fino all'estate prossima.
Rispetto alla ricetta originale ho diminuito le dosi del burro nella pasta brisè, preferisco una pasta un pò meno morbida con i ripieni alla frutta perchè mantiene meglio la struttura, ma è un parere assolutamente personale, voi caso mai non datemi retta e replicate l'originale, le dosi le metto tra parentesi. In più ho aggiunto le noci pesca alle prugne, ne avevo di buonissime del mio alberello e non potevo mica non usarle vi pare?
Il rimedio contro i dolci di troppo? Una bella corsetta ovviamente, non ci crederete perchè in effetti faccio fatica pure io, ma mi sono data alla corsa. Posso dire che i miracoli esistono....il più è vedere se durano :-)
Pie di noci pesca e prugne
(da una ricetta di Donna Hay)
Ingredienti
farina: 250 gr
burro freddo a pezzetti: 125 (era 185)
acqua ghiacciata: 2 cucchiai
noci pesca: 4 piccole
prugne rosse: 3 o 4
gelatina di ribes (o albicocche): qualche cucchiaio
per la crema frangipane: farina: 2 cucchiai
mandorle: 50 gr
zucchero semolato: 55 gr
burro fuso: 45 gr
vaniglia: un cucchiaino di essenza o mezza bacca
Procedimento
Mettere la farina nel mixer, aggiungere un pizzico di sale e azionare le lame per qualche secondo. Aggiungere il burro freddo e azionare ancora ad intermittenza fino ad ottenere un composto di briciole. Lavorate solo lo stretto necessario finchè il composto risulti omogeneo. Poi aggiungete l'acqua freddissima e sempre ad intermittenza azionare le lame fino a che il composto non starà insieme. Dargli la forma di un panetto un pò appiattito senza toccarlo troppo con le mani per non scaldare l'impasto, chiuderlo con della pellicola e metterlo in frigorifero un paio d'ore almeno, ma volendo si può preparare con anticipo, anche il giorno prima.
Tritare molto finemente le mandorle con un cucchiaino di zucchero azionando il mixer ad intermittenza (in alternativa utilizzare della farina di mandorle già pronta). Fondere il burro e farlo raffreddare. Mescolare le mandorle alla farina, allo zucchero e alla vaniglia. Aggiungere il burro fuso e mescolare bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
Lavare la fritta e tagliare a fettine sottili sia le noci pesca che le prugne.
Prelevare la pasta dal frigorifero, e stenderla con un mattarello sopra ad un foglio di carta forno ad uno spessore di circa 3 mm dandole una forma circolare. Senza toglierla dal foglio Sistemare la pasta sulla leccarda del forno lasciandola sul foglio di carta forno. Distribuire la crema frangipane sul disco di pasta lasciando un bordo di 4 cm circa. Distribuire la frutta a fette lasciando sempre il bordo libero. Ora ripiegare la pasta verso l'interno in modo da racchiudere il ripieno. Infornare a 180°C per circa 45 minuti, finchè la pasta sarà appena dorata.
Sciogliere la gelatina in pochissima acqua scaldandola sul fuoco a fiamma molto bassa finchè sarà fluida. Spennellare la gelatina sulla frutta appena la torta esce dal forno e lasciare raffreddare completamente prima di servirla.
Alcune annotazioni: Avevo qualche perplessità su questo pie che originariamente non prevedeva l'uso di pesche e prugne. Pensavo che la frutta avrebbe rilasciato molta acqua bagnando troppo la pasta, per questo anche ho optato per una brisée meno burrosa.
Ma la pasta e la crema frangipane hanno sostenuto benissimo l'umidità della frutta mantenedo perfettamente la struttura. Non c'è assolutamente bisogno di maizena o altro per far assorbire l'umidità. Se anche appena tolta dal forno la frutta sembra molto umida, rafferddando raggiunge la giusta consistenza. Per me il risultato è stato perfetto.
E con questa ricetta vi auguro uno splendido we. Un bacio a tutti e al prossimo post.
martedì 6 settembre 2011
Crema di peperoni e scampi
Io sono ancora qua........eh già!
Buongiorno mondo!!!!! Come va? Ormai non ci credevate più che sarei tornata eh, dite la verità ;-)
In effetti cominciavo a dubitarne anch'io, ma come spesso accade, si aspetta il momento giusto, quello che quando arriva arriva, e si comincia a scrivere di getto dove, fino ad un secondo prima, pareva di non aver niente da dire.
A onor del vero confesso che il mio rientro nella blogsfera l'avevo immaginato diverso, e programmato per un altro giorno, ma come diceva il grande John Lennon: la vita è quello che ci succede mentre facciamo altri progetti.
Eh si, proprio così e parafrasando qualcun altro, anch'io per oggi effettivamente “avevo fatto tutti i miei progetti.....” e decisamente non dovevo essere qui, ma ad uno di quegli appuntamenti che aspetti contando prima i mesi, poi le settimane, poi i giorni, le ore ed infine i minuti, con la terra che trema sotto i pedi e il cuore i subbuglio...e che domani avrei condiviso con voi, tra l'emozione di esserci stata e quella di raccontare.....
Caro Vasco, ti aspettavo a Bologna per oggi, ma tu sei impegnato in qualcosa di più importante. Io però ti aspetto qui, con il cuore sempre in subbuglio e con mille progetti nella testa. L'appuntamento è solo rimandato, anch'io ho imparato ad aspettere. Non mi muovo finchè per te non si riaccenderanno le luci del Dall'Ara, di San Siro, del Delle Alpi, e Dell'Olimpico e di tutti gli stadi che grazie a te ci hanno fatto sognare, emozionare, ridere e piangere e che hai fatto tremare con le tue canzoni. Ce l'hai promesso, e un vero fan non dimentica, sappilo!!!!!
Tornando a noi invece, uh....avrei tante cose da raccontare, ma non so da dove cominciare, allora facciamo così, siccome un rientro è un fatto di per sé già emozionante, siccome ho la voce rotta per l'emozione del messaggio a Vasco, siccome vorrei ringraziare tutte le persone che in questo periodo mi hanno scritto messaggi affettuosi per sapere come stavo e quando sarei tornata, che ne dite se per oggi vi lascio la ricetta e vi dico solo grazie per l'affetto che mi avete dimostrato? Tante emozioni si sa, tolgono il fiato.
I racconti li rimando invece ai prossimi post, tanto ne abbiamo di tempo per raccontarcela no?
E voi invece come state? Finalmente posso passare a salutarvi, datemi solo un po' di tempo per fare il giro di tutti e riprendere i ritmi di sempre...chissà se ne sarò ancora capace...caso mai, se mi perdo, venitemi a cercare :-)
La ricetta di oggi è semplice semplice, con tutti i colori e i sapori dell'estate, finchè è possibile cerchiamo di prolungarla no? Bastano una sedia azzurra, un po' di scampi freschissimi e tanti ricordi....
Crema di peperoni con scampi
per 2 persone
Ingredienti
peperoni rossi: 4
pomodoro: 2 (san marzano o ramato)
paprika piccante: qb
sale: qb
salsa di pesce: un cucchiaio (facoltativa)
dragoncello: un rametto
scampi: 5 per persona (i miei erano piccolini)
cous cous integrale: 100 gr circa
fumetto o brodo vegetale: qb
olio extravergine di oliva: qb
Procedimento
Cuocere il cous cous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, utilizzando il fumetto di pesce o il brodo vegetale e tenere da parte.
Arrostire i peperoni sotto il grill. Quando sono pronti ( ci vorranno circa 15 minuti) chiuderli in un sacchetto di carta e farli fraffreddare. Poi spellarli, aprirli, raccogliere il liquido in una ciotolina ed eliminare i semi ed i filamenti bianchi. Tuffare il pomodoro in acqua bollente per un minuto e raffreddarlo. Eliminare la buccia, tagliarlo a pezzi, eliminare i semi e metterlo a perdere l'acqua in un colino.
Intanto pulire gli scampi, (tenerne da parte uno intero per ogni commensale) tagliando il carapace a metà, estraendo delicatamente la polpa e d eliminando il filo intestinale. Raccogliere le teste, le chele e il carapace in una pentola insieme ad una cipolla, una carota, del sedano e qualche rametto di prezzemolo. Aggiungere dell'acqua e far bolllire per 30 minuti circa schiumando ogni tanto. Salare e passare il tutto al colino a maglie strette. Utilizzare questo fumetto per preparare il cous cous.
In un mixer tritare i peperoni insieme al pomodoro, alla paprika (abbondante) e al sale. Mettere sul fuoco portare a bollore e cuocere a fiamma bassissima per dieci minuti. Per ottenere una crema della consistenza desiderata allungarla con il liquido dei peperoni tenuto da parte. Lasciare raffreddare, poi aggiungere la salsa di pesce e versando un pò d'olio a filo, montare con un mixer fino a renderla spumosa.
Versare la crema nei piatti individuali e unire anche il dragoncello spezzettato. Sistemare al centro un cucchiaio di cous cous e finire il piatto con gli scampi saltati all'ultimo momento. Decorare il piatto con uno scampo intero per persona
Alcune annotazioni: normalmente preparo questa ricetta utilizzando i gamberi. Ma ho trovato degli scampi freschissimi e ho voluto provare anche questa variante. I gamberi hanno un sapore più neutro rispetto agli scampi, ma mi sono piaciute entrambe.
Come vedete dalla foto io non ho decorato con gli scampi interi per esigenze fotografiche....diciamo così :-) Ma quando servite il piatto fanno la loro figura.
Bene, ormai che mi sono ributtata nella pazza blogsfera, ci ritroviamo prestissimo, al prossimo post. Spero che abbiate trascorso tutti una splendida estate. Baci
Buongiorno mondo!!!!! Come va? Ormai non ci credevate più che sarei tornata eh, dite la verità ;-)
In effetti cominciavo a dubitarne anch'io, ma come spesso accade, si aspetta il momento giusto, quello che quando arriva arriva, e si comincia a scrivere di getto dove, fino ad un secondo prima, pareva di non aver niente da dire.
A onor del vero confesso che il mio rientro nella blogsfera l'avevo immaginato diverso, e programmato per un altro giorno, ma come diceva il grande John Lennon: la vita è quello che ci succede mentre facciamo altri progetti.
Eh si, proprio così e parafrasando qualcun altro, anch'io per oggi effettivamente “avevo fatto tutti i miei progetti.....” e decisamente non dovevo essere qui, ma ad uno di quegli appuntamenti che aspetti contando prima i mesi, poi le settimane, poi i giorni, le ore ed infine i minuti, con la terra che trema sotto i pedi e il cuore i subbuglio...e che domani avrei condiviso con voi, tra l'emozione di esserci stata e quella di raccontare.....
Caro Vasco, ti aspettavo a Bologna per oggi, ma tu sei impegnato in qualcosa di più importante. Io però ti aspetto qui, con il cuore sempre in subbuglio e con mille progetti nella testa. L'appuntamento è solo rimandato, anch'io ho imparato ad aspettere. Non mi muovo finchè per te non si riaccenderanno le luci del Dall'Ara, di San Siro, del Delle Alpi, e Dell'Olimpico e di tutti gli stadi che grazie a te ci hanno fatto sognare, emozionare, ridere e piangere e che hai fatto tremare con le tue canzoni. Ce l'hai promesso, e un vero fan non dimentica, sappilo!!!!!
Tornando a noi invece, uh....avrei tante cose da raccontare, ma non so da dove cominciare, allora facciamo così, siccome un rientro è un fatto di per sé già emozionante, siccome ho la voce rotta per l'emozione del messaggio a Vasco, siccome vorrei ringraziare tutte le persone che in questo periodo mi hanno scritto messaggi affettuosi per sapere come stavo e quando sarei tornata, che ne dite se per oggi vi lascio la ricetta e vi dico solo grazie per l'affetto che mi avete dimostrato? Tante emozioni si sa, tolgono il fiato.
I racconti li rimando invece ai prossimi post, tanto ne abbiamo di tempo per raccontarcela no?
E voi invece come state? Finalmente posso passare a salutarvi, datemi solo un po' di tempo per fare il giro di tutti e riprendere i ritmi di sempre...chissà se ne sarò ancora capace...caso mai, se mi perdo, venitemi a cercare :-)
La ricetta di oggi è semplice semplice, con tutti i colori e i sapori dell'estate, finchè è possibile cerchiamo di prolungarla no? Bastano una sedia azzurra, un po' di scampi freschissimi e tanti ricordi....
Crema di peperoni con scampi
per 2 persone
Ingredienti
peperoni rossi: 4
pomodoro: 2 (san marzano o ramato)
paprika piccante: qb
sale: qb
salsa di pesce: un cucchiaio (facoltativa)
dragoncello: un rametto
scampi: 5 per persona (i miei erano piccolini)
cous cous integrale: 100 gr circa
fumetto o brodo vegetale: qb
olio extravergine di oliva: qb
Procedimento
Cuocere il cous cous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, utilizzando il fumetto di pesce o il brodo vegetale e tenere da parte.
Arrostire i peperoni sotto il grill. Quando sono pronti ( ci vorranno circa 15 minuti) chiuderli in un sacchetto di carta e farli fraffreddare. Poi spellarli, aprirli, raccogliere il liquido in una ciotolina ed eliminare i semi ed i filamenti bianchi. Tuffare il pomodoro in acqua bollente per un minuto e raffreddarlo. Eliminare la buccia, tagliarlo a pezzi, eliminare i semi e metterlo a perdere l'acqua in un colino.
Intanto pulire gli scampi, (tenerne da parte uno intero per ogni commensale) tagliando il carapace a metà, estraendo delicatamente la polpa e d eliminando il filo intestinale. Raccogliere le teste, le chele e il carapace in una pentola insieme ad una cipolla, una carota, del sedano e qualche rametto di prezzemolo. Aggiungere dell'acqua e far bolllire per 30 minuti circa schiumando ogni tanto. Salare e passare il tutto al colino a maglie strette. Utilizzare questo fumetto per preparare il cous cous.
In un mixer tritare i peperoni insieme al pomodoro, alla paprika (abbondante) e al sale. Mettere sul fuoco portare a bollore e cuocere a fiamma bassissima per dieci minuti. Per ottenere una crema della consistenza desiderata allungarla con il liquido dei peperoni tenuto da parte. Lasciare raffreddare, poi aggiungere la salsa di pesce e versando un pò d'olio a filo, montare con un mixer fino a renderla spumosa.
Versare la crema nei piatti individuali e unire anche il dragoncello spezzettato. Sistemare al centro un cucchiaio di cous cous e finire il piatto con gli scampi saltati all'ultimo momento. Decorare il piatto con uno scampo intero per persona
Alcune annotazioni: normalmente preparo questa ricetta utilizzando i gamberi. Ma ho trovato degli scampi freschissimi e ho voluto provare anche questa variante. I gamberi hanno un sapore più neutro rispetto agli scampi, ma mi sono piaciute entrambe.
Come vedete dalla foto io non ho decorato con gli scampi interi per esigenze fotografiche....diciamo così :-) Ma quando servite il piatto fanno la loro figura.
Bene, ormai che mi sono ributtata nella pazza blogsfera, ci ritroviamo prestissimo, al prossimo post. Spero che abbiate trascorso tutti una splendida estate. Baci
Iscriviti a:
Post (Atom)







