Lightbox Effect

giovedì 6 dicembre 2012

Barrette croccanti al cioccolato e nocciole


Ne è passato di tempo vero? Un sacco di tempo, lo so. Ma sapete qual'è la cosa strana su cui riflettevo ultimamente? Che ad un certo punto ho cominciato ad avvertire una gran paura al pensiero di pubblicare un nuovo post. E' passato così tanto tempo che questo spazio non mi sembrava più nemmeno mio. “Che faccio” mi dicevo? “Chiedo prima il permesso a qualcuno?” “Avviso che sto per tornare?” Insomma, non sapevo come rompere questo ghiaccio così spesso che lentamente mi ha allontanato da qui. Certo, mica me ne sono andata per noncuranza, snobismo o per disinteresse. E nemmeno perchè sono diventata famosa (come qualcuno ha più o meno simpaticamente scritto tra i commenti a questo blog) E spero che riusciate a cogliere il tono di ironia nelle mie parole, perchè tutto è successo in questi lunghi quattro mesi, tranne che diventare famosa e, tengo a precisare, ricca (nel caso a qualcuno fosse venuto questo dubbio).
Direi invece che sono successe tante cose, più cose in questi tre mesi che negli ultimi otto anni della mia vita, e stare dietro a tutto contemporaneamente è stato, ed è, un po' complicato.
Il fatto che io sia qui ora, significa che qualcosa sta cambiando? Chissà.... chi vivrà vedrà, come si suol dire, e il detto calza a pennello perchè in un certo senso è proprio di sopravvivenza sto parlando. A cosa?
Ad un trasloco per troppo tempo rimandato, a legami difficili da spezzare che però bisogna pur sciogliere se si vuole guardare avanti, e anche se avanti fa paura, indietro comunque è diventato zavorra. Che fare? Che non fare?
E tra mille dubbi, paure e perplessità, un cambio di lavoro, che ancora, tra mille dubbi paure e perplessità assorbe il mio tempo. Nuovi ritmi, nuovi obiettivi, tempo per adattarsi... Energie, pensieri, idee, speranze, subbuglio, caos confusione, felicità e tristezza, paura ed euforia, stanchezza, entusiasmo, dubbi, tanti, sempre, ma chissà....
E alla ricerca del tempo perduto, è accaduto che mi sono persa. Sto esplorando nuove vite e nuovi mondi, un po' di tempo mi serve, ma piano piano ci si adatterà anche al nuovo e ci sarà nuovamente spazio per tutto ciò che è importante.
Ma basta parlare di me! Voi invece che mi raccontate di bello? Che è successo di nuovo nelle vostre vite? Perchè come diceva sempre una mia amica: “qualcosa succede sempre” (anche se non ci credete proprio più...) E io sono tutta orecchi :-)
Passate a raccontarmelo? vi aspetto con queste barrette al cioccolato, perchè quando c'è bisogno di energie nuove, che c'è di meglio del cioccolato? :-)


Barrette croccanti al cioccolato 

per 10 barrette

Ingredienti
cioccolato fondente al 60%: 195 gr
burro di arachidi: 40 gr
malto di mais: 20 gr
biscotti secchi vegan : 25 gr
cereali: 25 gr
riso soffiato croccante: 25 gr
nocciole tostate e spellate: 25 gr
zucchero di canna: 2 cucchiai
sale in fiocchi: due pizzichi

Procedimento
Ridurre in pezzetti il cioccolato. In un recipiente adatto, scioglierlo a bagnomaria con il burro di arachidi e lasciare intiepidire. Con un coltello ridurre i biscotti in pezzetti ma senza sbriciolarli troppo e mescolarli ai cereali spezzettati grossolanamente e al riso soffiato. Tritare le nocciole fino a ridurle in granella.
Rivestire con della carta forno uno stampo rettangolare (va bene anche da plumcake) di cm 9x24 circa.
Quando il cioccolato sarà appena tiepido, unire il mix di biscotti, cereali  e riso  e il sale e mescolare per amalgamare il tutto. Versare nello stampo e  livellare la superficie. In un pentolino antiaderente, su fuoco dolcissimo, far sciogliere i due cucchiai di zucchero di canna e versarvi la granella di nocciole. Mescolare con uno spiedino di legno e rovesciare il tutto su un pezzo di carta forno. Appena si sarà intiepidito spezzettare grossolanamente il composto, e distribuirlo sopra al dolce al cioccolato pressandolo leggermente. Mettere in frigorifero coperto per un'ora. Trascorso il tempo estrarlo, tagliarlo in barrette rettangolari e rimettere in frigorifero finchè si sarà solidificato. Servirlo freddo per un effetto croccantissimo, o dopo dieci minuti a temperatura ambiente per una barretta un pò più morbida.

Alcune annotazioni: questi dolcetti di recupero si possono fare anche variando le proporzioni tra riso, biscotti e cereali a seconda di ciò che si ha in casa. Saranno ugualmente buonissimi.

Bene, alla fine non è stato poi così difficile, il più è stato buttarsi. Prometto che un pò alla volta passerò a trovarvi tutte, abbiate solo pazienza, che andrò un pò a rilento, ma prima o poi arrivo.
Vorrei ringraziare tutte le mie amiche di blog che sono passate di qua lasciandomi commenti o che mi hanno scritto mail per chiedermi come stavo. Grazie a tutte,  vi abbraccio fortissimo e prometto che cercherò di non sparire più senza lasciare detto qualcosa ;-)
Un bacio a tutti e come sempre ci si ritrova al prossimo pos

martedì 4 settembre 2012

Gemista


Ma quanto sono stata lontana dal blog? non vi sembra troppo tempo? e' vero che avete sentito fortissimo la mia mancanza? Vabbè,  dai, ci si convince di essere attesi, rimpianti, amati, e al momento della verità si fa un pò come gli struzzi :-)

Ma se io sono mancata a voi, o almeno a qualcuno di voi ( e grazie per le mail che mi avete mandato ) anche voi siete mancati a me.
E dopo questa sviolinata, un pò di sincerità è doverosa. Perchè se vi dicessi che non vedevo l'ora di tornare mentirei spudoratamente. In effetti ho fatto tante di quelle cose in questo periodo che non torno per niente riposata, più che altro stressata. E una pausa protratta più del previsto non l'avrei proprio esclusa. Ma ci sono cose che non si possono rimandare all'infinito, ci sono momenti che si vogliono ricordare per sempre, che devono essere immortalati. Istantanee che saranno li a ricordarci per sempre sensazioni, emozioni, sentimenti. Profumi e colori che ci riporteranno in quei luoghi del cuore che saranno per sempre un rifugio dell'anima.
Questa foto riassume la mia estate. Quando la guardo sento ancora l'odore del mare, l'aria calda carica dei profumi della macchia e il frinire dele cicale. Questa è la mia cartolina per voi, magari non vi farà sognare come fa sognare me.  Ma è comunque un suggerimento per chi come me vorrebbe che quest'estate non finisse mai...



Gemistaper 4 persone

peperoni rossi: 4 non troppo grandi
pomodori ramati: 4 grandi
cipolla: 1 e 1/2
riso per risotti: 170 gr
prezzemolo tritato: 4 cucchiai
finocchietto: un mazzetto
menta: 3 rametti
basilico: 12 foglie
aglio: 1 spicchio
sale e pepe: qb
olio evo: qb


Lavare i pomodori e i peperoni. Tagliare le calotte e tenerle da parte. Svuotare i pomodori dell'acqua e della polpa e tenerla da parte. Pulire internamente i peperoni. Con un coltello affilato ricavare da ogni peperone un anello di polpa. In un mixer frullare la polpa dei pomodori, quella dei peperoni, l'aglio, la cipolla e le erbe aromatiche, salare e pepare. Mescolare il composto al riso crudo e riempire le verdure. Irrorare abbondantemente con olio evo, chiudere ciascuna con la calotta tenuta da parte, sistemarle in una teglia, aggiungere un bicchiere d'acqua, ancora un pò d'olio e di sale ed infornare a 180°C per 1 ora e mezza. Se durante la cottura il liquido dovesse asciugarsi troppo aggiungere un pò d'acqua calda. Si gustano tiepide, e il giorno dopo sono ancora più buone.

Alcune annotazioni: al posto del finocchietto va benissimo dell'aneto fresco se lo avete a disposizione

E per chi fosse interessato anche alla versione cartacea, questa ricetta è sul numero di Luglio di A Tavola :-)

Un bacio a tutti e al prossimo post. Nel frattempo passerò a farvi visita...un pò alla volta eh, che tutti insieme siete troppi ;-) 

giovedì 5 luglio 2012

Zucchine marinate


Eccoci qui, in trepidante attesa e con il conto alla rovescia ormai iniziato....ancora qualche giorno e le mie padelle riposeranno per un pò...ed io insieme a loro.
Ci sono cose nella vita che ci si presentano sottoforma di problema, e magari invece sono delle occasioni. Ora, vero è che ad un certo punto però, se i problemi rimangono tali diventa difficile riconoscere in essi delle opportunità.
In questo anno sono successe tante cose, alcune belle, altre meno, alcune assolutamente inaspettate, alcune importanti, altre lo sembravano, qualcuna ancora spero che lo diventerà. Ma anche le attese finiscono, si trasformano in nuove aspettative, in progetti diversi, e quando un desiderio diventa zavorra, bisogna lascialo andare anche se non si vorrebbe.
In questo anno sono passate persone, di quelle che ti chiedi a cosa è servito incontrarle. Poi però mi ricordo che la vita fa giri stranissimi, e anche le persone che pensiamo inutili mettono paletti ad indicarti la via. Tanto inutili non sono alla fine, piuttosto odiose ecco, diciamo così, di quel fastidio che procurano le mosche quando sono troppo insistenti, o le zanzare... Tutto sommato però sopportabili, affrontandole nel modo giusto si riesce anche a tenerle lontane. E' questa l'unica cosa che conta, per il resto "a ciascuno il suo" come si suol dire! E poi, vi sembra poco che qualcuno vi faccia presente come non vorreste mai diventare?
Altre invece hanno lasciato un segno più profondo e un pò di amaro in bocca, ma  un pò alla volta se ne andrà e tornerà la voglia di assaporare qualcosa di buono.
Io intanto me ne vado al mare, lascerò le zavorre ai flutti e tornerò sperando che qualche zanzara abbia letto questo post e decida di starsene alla larga...
Ho la casa piena di piastrine, potrebbe essere pericoloso per te zanzarina! E poi ricorda....la stagione delle zanzare è breve, perchè non provi a trasformarti in qualcosa di più duraturo? Chessò...... non ti piacerebbe di più essere una piantina di basilico? almeno sarei sicura che a casa mia non avresti modo di sopravvivere :-)
E a proposito di basilico invece, che ne direste se vi lasciassi con un piatto fresco, super veloce e buonissimo?
Zucchine marinate alle erbe aromatiche, veloce si, purchè gli lasciate qualche ora di riposo in frigorifero prima di affondarvi il pane, a patto che possiate disporre di zucchine freschissime, meglio se dell'orto e di basilico profumatissimo, almeno a casa vostra crescerà no? :-)





Zucchine marinateIngredienti

zucchine freschissime e non troppo grandi
olio evo di ottima qualità
aceto bianco
sale
basilico, menta, maggiorana
aglio
pane casereccio
giuncata (facoltativo)


Lavare bene le zucchine e tagliarle a fette sottili con una mandolina. Preparare il condimento sciogliendo del sale in qualche cucchiaio di aceto, e aggiungendo poi dell'olio evo di ottima qualità. LAvare ed asciugare delicatamente le erbe aromatiche. Sbucciare l'aglio e tagliarlo  a fettine molto sottili. In un piatto dal fondo piano e dai bordi alti disporre uno strato di zucchine, cospargere con fettine di aglio ed erbe aromatiche spezzettate. Continuare così fino ad esaurire le zucchine, alla fine ricoprire il tutto con il condimento preparato. Lasciare riposare in frigorifero per una notte prima di mangiarle accompagnato da fette di pane casereccio e cubetti di giuncata.

Alcune annotazioni: non ho dato le quantità perchè è un piatto che si può fare tranquillamente ad occhio e decidere a seconda del gusto personale la quantità d'aceto.

Con questa ricetta vi auguro delle splendide vacanze, tanto relax e soprattutto....niente zanzare :-) Un bacio grandissimo a tutti quelli che passano sempre dal mio blog, a chi ci passa ogni tanto e a chi solo per caso, ci ritroviamo presto, magari più riposati e in quanto a me, spero più organizzata di quanto lo sia stata ultimamente. Buonissima estate a tutti, e se potete, divertitevi!

martedì 26 giugno 2012

Crostata con crema al cocco e ananas caramellata


E' tempo di infradito, costume e asciugamano. Di sabbia sotto i piedi, di mare e paesaggi da sogno. Eh si, è proprio estate e le vacanze sono vicinissime, ancora pochi giorni e almeno per un pò appenderò al chiodo pentole e padelle.  
Ma cos'è che fa veramente estate per voi ? 
Per me fa veramente estate cenare la sera in giardino, la birra ghiacciata, dormire con le finestre aperte con  il rumore della strada a farmi addormentare, la voce dei televisori  delle case vicine, le lucciole che punteggiano il buio di luce, le città deserte nelle ore roventi, il gatto che dorme pancia all'aria per godersi anche il più flebile soffio di vento.
E se devo associare un sapore all'estate, per me è quello del cocco.
Se devo pensare ad un luogo è senz'altro la Grecia, 
E se devo raccontare una sensazione è sicuramente la libertà.
Perchè niente fa sentire più liberi di quando lo sguardo si sofferma in quell'infinito dove cielo e mare s'incontrano.

E se estate deve essere che estate sia, vi lascio una ricetta semplice ma con tutto il sapore delle mie vacanze!
E siccome ci piace che tutto d'estate sia più semplice, vi lascio la foto di questi bellissimi articoli di Lagostina, linea Virtuosa e linea i Cucinieri  perchè anche un buon aiuto in cucina rende la vita più facile.
E buona estate a tutti....


Crostata con crema al cocco e ananas caramellata

Ingredienti
pasta frolla: 250 gr (per la ricetta leggi qui)
latte di cocco: 165 gr (una lattina piccola)
panna: 85 gr
zucchero: 3 cucchiai
fecola: 25 gr
cocco disidratato: 4 cucchiaini
ananas: 7 fette (anche in scatola, ma al naturale)
zucchero di canna: qualche cucchiaio

Cuocere la pasta frolla in bianco e farla raffreddare (il procedimento qui). Stemperare la fecola in un pò di panna e in un pentolino unirla al latte di cocco e alla restante panna a cui si sarà aggiunto anche il cocco disidratato. Portare a bollore e  cuocere a fuoco dolcissimo finchè la crema non si sarà addensata. Versare in una ciotola e far raffreddare. Cospargere le fette di ananas di zucchero di canna ed infornare a 180°C finchè lo zucchero non si sia sciolto formando un caramello biondo. Far asciugare la frutta  su una gratella. Distribuire la crema sulla base di frolla ormai fredda, decorare con l'ananas caramellato e tenere in frigorifero. Servire la torta dopo averla tenuta per 10 minuti a temperatura ambiente.
Un bacio a tutti e al prossimo post, prima di partire vi saluto per benino eh! :-)


martedì 5 giugno 2012

Crostata di crema e pesche

Tortiera della linea Virtuosa e pennello della linea i cucinieri di Lagostina

Le cose semplici sono il rifugio ideale per menti troppo indaffarate, perchè la tendenza a complicare le cose si sa, non aiuta a districare i nodi. Così talvolta capita di ritrovarsi con un groviglio di pensieri da cui non si sa come liberarsi.
Ci ho messo anni a capire che in certi casi è meglio non pensare che pensare troppo. Certo, per molti questa sarà la scoperta dell'acqua calda, ma per chi come me è stato convinto per anni che una soluzione da qualche parte ci deve pur essere....beh, ecco, smettere di pensare non è poi così facile.
Appurato che non sempre c'è una soluzione alle cose, o meglio, non sempre vale la nostra soluzione per le cose, ecco, appurato questo, tutto diventa più semplice. Accettare che non andrà sempre come vorremmo, libera da fardelli pesanti e costringe a guardare le cose da punti di vista differenti. Insomma, un pò di buon fatalismo rasserena gli animi.
Perchè la domanda che forse qualche volta dovremmo farci è: siamo veramente convinti di sapere cos'è meglio per noi? Ci siamo ascoltati così tanto, siamo stati in silenzio con noi stessi così a lungo da conoscerci veramente? Sappiamo veramente cosa conta per noi? A farsi domande come questa, potrebbe capitare di scoprire che per tanto tempo abbiamo rincorso qualcosa che forse non è proprio quello che volevamo. Certo, all'inizio ci si potrebbe sentire destabilizzati,  spaventati, terrorizzati...Ma se la vita è una sola, non fa più paura voltarsi indietro e scoprire che ci siamo affannati tanto rincorrendo le cose sbagliate? La vita regala le occasioni, e a noi sta solo riconoscerle...Che siano cose solo per gente spericolata? :-)

Oggi vi lascio con una ricetta semplice semplice, d'altra parte che l'avrei fatta a a fare sennò questa premessa?. Perchè anche in cucina le cose possono diventare facili, per esempio usando le attrezzature giuste. Conoscete le linee VirtuosaI Cucinieri di Lagostina?
Ciotola e utensili  della linea I Cucinieri di Lagostina


Torta di crema e pescheIngredienti

Per la pasta frolla
farina: 250 gr
lievito: un cucchiaino (facoltativo)
burro: 125 gr
zucchero: 50 gr
uova: 1
limone: la scorza grattugiata di mezzo
vaniglia: un cucchiaino
sale: un pizzico

Per la crema
latte: 1/2 litro
uova: quattro tuorli
zucchero: 100 gr
vaniglia: un cucchiaino
limone: una scorzetta
farina: 45 gr
fecola: 50 gr

pesche: 5 piccole
gelatina di albicocche: qb


Dopo aver setacciato a farina con il lievito e il sale, preparare la pasta frolla impastando insieme tutti gli ingredienti. Formare un panetto omogeneo senza lavorare troppo l'impasto facendo attenzione  a non scaldarlo troppo con le mani. Avvolgerlo con della pellicola e farlo riposare in frigorifero per almeno un'ora (ma va bene anche prepararlo il giorno prima).
Portare a bollore il latte con la vaniglia e la scorzetta di limone. Intanto mescolare in una boule i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e la fecola setacciate e mescolare bene finchè la crema sarà liscia. Aggiungere il latte caldo a filo dopo aver eliminato la scorzetta di limone. Rimettere sul fuoco e riportare a bollore su fiamma dolce. Lasciare per 5 minuti mescolando continuamente. Versare la crema in un piatto e coprire con pellicola a contatto. Lasciare raffreddare completamente.
Stendere la pasta frolla e rivestire una teglia da crostata, bucherellare il fondo con una forchetta, sistemare un disco di carta forno e cospargere di fagioli secchi e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti circa. Estrarre la teglia dal forno, versare la crema e spalmarla uniformemente. Aggiungere le pesche a fettine sottili (se vi piace e se ne avete di bio, anche con la buccia) ed infornare nuovamente per circa 20 minuti, o finchè la pasta sarà leggermente dorata.
Sfornare e far raffreddare. Lucidare le pesche con poca gelatina di albicocche stamperata sul fuoco con pochissima acqua.

Alcune annotazioni: per una crema più leggera potete sostituire i quattro tuorli con un uovo intero e un tuorlo.

martedì 22 maggio 2012

Spaghetti al finocchietto


Rieccomi nella blogsfera finalmente! ma sarà un'apparizione veloce, per due motivi: uno è che oggi non sono per niente ispirata, sarà il tempo, il freddo, la pioggia, Saturno contro, o gli ultimi tragici avvenimenti, non so! due è che finchè son qua a spremermi le meningi pensando a cosa raccontarvi di bello, la corrente a tratti se ne va e la cosa mi infastidisce parecchio, ragion per cui al volo vi lascio questa ricetta facile veloce e sfiziosa.
Da un giorno all'altro le mie piantine di finocchietto hanno deciso di moltiplicarsi a dismisura. Ora, siccome sono tre anni che le ho piantate e non ne erano mai nate altre, cominciavo a pensare di possedere un finocchietto anomalo! Invece con mia grande sorpresa all'improvviso tutto è cambiato.
Ragion per cui ora è tutta una sperimentazione. Oggi vi lascio il primo dei miei piatti, potremmo quasi dire a km 0, dato che il finocchietto proviene direttamente dalla mia aiuola di piante aromatiche. Anzi, non proprio a Km 0 le alghe in effetti non provengono dal Brenta che scorre sotto le mie finestre e  gli spaghetti non sono home made. Vabbè, diciamo piuttosto un piatto a chilometraggio limitato che con qualche aggiustamento potrebbe avvicinarsi allo 0.  Quello che mi interessa soprattutto è ingrandire il mio piccolo orto-giardino perchè cucinare con le cose autoprodotte mi dà una grande soddisfazione. Anche a voi?
Ora però mi ritrovo con un sacco di finocchietto, ragion per cui mi sa che a breve vi toccherà qualche altra ricetta, perciò spero anche a voi il finocchietto piaccia almeno quanto piace a me!


Spaghetti al finocchiettoingredienti per 4 persone
spaghetti: 360 gr  
finocchietto: 2 mazzetti 
mollica di pane raffermo: 3 manciate 
alghe essiccate in polvere: 1/2 cucchiaino
aglio: due spicchi
peperoncino fresco: tre fettine
olio evo: qb

Lavare il finocchietto e sbollentarlo per pochi minuti in acqua leggermente salata. Scolarlo  e tenere da parte l'acqua di cottura.
Affettare l'aglio sottile e saltarlo con un pò di peperoncino, in un pò d'olio d'oliva.  Aggiungere le alghe in polvere e amalgamare. Eliminare l'aglio. Frullare il finocchietto aggiungendo a filo tre cucchiai d'olio evo fino ad ottenere una crema liscia (se necessario aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura della pasta) Ridurre la mollica di pane in briciole con un mixer e tostarle in una padella antiaderente con un cucchiaio d'olio.
Cuocere gli spaghetti in acqua poco salata. Scolarli quando sono cotti, condirli con l'olio alle alghe, unire la crema al finocchietto, mescolare bene e servire il piatto cosparso di briciole di pane tostate.

Alcune annotazioni: la quantità di finocchietto può variare a seconda dei gusti, ma non lesinate troppo perchè la crema serve a dare morbidezza al piatto.

Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 16 maggio 2012

Maurizio Black Santin per il roadshow di Lagostina



Cos'è il roadshow? Una bellissima iniziativa che sta portando in giro per l'italia alcuni chef del Gambero Rosso.
Lagostina ha selezionato alcune scuole di cucina fra le più importanti d'Italia rendendole protagoniste di alcune serate-evento.
Il 10 maggio, la scuola di cucina "Peccati di gola" per l'occasione ha ospitato Maurizio Santin, chef del Gambero Rosso che non ha certo bisogno di presentazione. Il "cuoco nero" ha deliziato i fortunati presenti all'evento con alcune delle sue meravigliose creazioni e svelato più di un segreto per preparare dolci perfetti.
Tra le tante delizie ne citerò solo qualcuna: la mitica tenerina, la caprese con crema chantilly, golosità di cioccolato e lamponi e un delizioso plum cake.
Oltre a questo mi ha concesso una bellissima intervista che riporto integralmente qui sotto. Prima di lasciarvi alla lettura, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare Lagostina per avermi affidato il compito di documentare l'evento, la scuola di cucina Peccati di Gola per l'ospitalità e la cortesia dimostrata, e naturalmente lo chef Maurizio Black Santin per la sua lezione di alta pasticceria, per la disponibilità, la simpatia, e per aver deliziato anche il nostro palato con i suoi dolci meravigliosi.

                                                    INTERVISTA AL "CUOCO NERO"

1) quand'è che hai capito cosa volevi fare da grande? 
Ho iniziato un pò per caso . Mio padre è proprietario di un famosissimo ristorante, che aprì nel 1977.  Terminato il liceo linguistico, ho cominciato a frequentare il ristorante. Ho voluto provare a stare in cucina e mi è piaciuto. Inizialmente facevo un pò cucina e un pò pasticceria, fino a che ad un certo punto ho scelto definitivamente la pasticceria.


2) ricordi qual'è stato il primo dolce che hai preparato? per chi era? 
Mio padre mi aveva affidato la piccola pasticceria del suo ristorante, ed è con quella che ho cominciato, per i clienti.

3) quali sono state le tappe principali del tuo percorso personale, quello che ti ha permesso di arrivare dove sei ora? 
Prima di tutto il ristorante di mio padre, poi la scuola di Lenotre, poi Ducasse, dove ho lavorato quasi sempre in pasticceria per tutto l'anno che sono stato li e dove c'era il mio maestro Christian Cottard. Queste sono state le più importanti, anche se ce ne sono state molte altre. Fondamentale per imparare le tecnologie, il corso che ho fatto da Valhrona, e ovviamente il Gambero Rosso, che mi ha dato la fama. Ho diretto la città del gusto come executive chef per tre anni dal 2004 al 2007 ed è dal 2004 che al Gambero Rosso ho il mio programma.

4) c'è qualcosa all'interno di questo percorso che ora, alla luce dell'esperienza, faresti diversamente? 
Si, non farei mai più il cuoco, farei da subito solo il pasticcere

5) Hai un maestro in particolare cui ti sei ispirato o ti ispiri? 
Nessuno in particolare, guardo ai grandi della pasticceria

6) cosa pensi della popolarità di cui godono gli chef in questi anni? credi che un certo tipo di notorietà giochi più a favore o a sfavore della professionalità? 
Per me ha giocato a favore, forse la sovraesposizione alla lunga può non essere del tutto positiva. Io ho la mia fetta di pubblico, ma non sono costantemente in video. Quello che ho mi basta, non cerco di più, anche perchè diventerebbe probabilmente troppo impegnativo. Il mio sogno era quello di avere una pasticceria, un laboratorio. Ce l'ho e mi va bene così. Tutto il resto ci sta, porta gente, è divertente, ma è anche molto stancante e faticoso, io alla fine delle mie cinque puntate sono più stanco che dopo aver lavorato 12 ore in pasticceria.

7) immagino che per te la scelta delle materie prime sia fondamentale. Ti occupi personalmente di scegliere quello che utilizzi nei tuoi dolci? e nel farlo, verso cosa ti orienti? 
Ce ne occupiamo io e il mio socio, decidiamo insieme cosa comperare, io essendo più vecchio di lui ho forse un pò più d'esperienza. Scegliamo sempre i prodotti migliori che ci sono a disposizione, il cioccolato Valhrona, il burro belga che trovo eccezionale, ma anche farine di ottima qualità e non ultima la frutta. Mentre per il latte e la panna prediligo i prodotti della mia zona, la Valtellina, che sono ottimi.

8) si parla molto di sostenibilità anche a tavola. Credo siamo tutti convinti che sia un aspetto da cui è diventato impossibile prescindere. Le energie e le materie prime non sono inesauribili, ed i beni vanno preservati. 
Siamo qua stasera grazie ad una bellissima iniziativa di Lagostina. In merito a quanto abbiamo appena detto, credo siamo assolutamente d'accordo nel sostenere che la conoscenza delle materie prime, ma anche dei sistemi di cottura, sono elementi indispensabili per un approccio corretto verso la qualità e la sostenibilità anche a tavola. Che ne pensi? La tecnologia ci può venire in aiuto?
Certo, non si può più prescindere da questo aspetto. Anche noi in pasticceria stiamo attenti a tante cose, uso attrezzature modernissime, per esempio le creme le prepariamo con una macchina che lavora sottovuoto. Certi materiali, come il silicone per esempio, permettono di non sprecare troppa carta forno. L'occhio attento alla sostenibilità c'è sempre, e in quello che possiamo prestiamo molta attenzione.


9) qual'è l'aspetto del tuo lavoro che ti piace di più e quello che ti piace di meno? 
L'aspetto che mi piace di meno, spesso è legato a certi atteggiamenti dei clienti in pasticceria. L'aspetto che mi piace di più è vedere le mie torte fuori e i complimenti delle persone che le mangiano. Mi piace avere un atteggiamento aperto, perchè penso che ci sia sempre da imparare e anche questo aspetto mi piace molto.

10) quando scegli un collaboratore, qual'è un aspetto della sua personalità che ricerchi prima di tutti gli altri? e quello che invece proprio non tolleri?
Non tollero la disattenzione, mi infastidisce molto, così come la poca precisione e la sciatteria. Non sopporto le persone poco organizzate. Apprezzo molto le persone divertenti, che accettano le critiche, e che dimostrano un certo grado di umiltà, così come apprezzo molto le persone svelte e dinamiche.

11) qual'è il tuo dolce preferito?
Il tiramisù, fatto in mille modi diversi, ma è sempre il mio preferito

12) e il tuo piatto salato preferito invece? 
Non ho un piatto preferito, ma mi piace molto la cucina asiatica.

13) quando non lavori cosa ti piace fare? 
Mi piace stare con mia moglie e i miei figli. Amo viaggiare e amo molto la montagna dove mi rifugio appena posso. Mi piace anche molto la tecnologia, quindi mi tengo sempre aggiornato.

14) mi racconti una tua giornata tipo?
Sveglia alle 7,30, sto tutto il giorno al lavoro in pasticceria. Non faccio pausa pranzo e rimango fino alle 18:30 circa. Rincaso, ceno. Quello che non posso assolutamente perdermi è il telegiornale, di giorno non ho tempo per leggere i quotidiani e voglio essere informato su ciò che succede nel mondo.Poi passo ai miei programmi preferiti: FoxCrime primo su tutti, li trovo dei programmi molto divertenti.

15) vuoi aggiungere qualcosa a quello che ci siamo raccontati fin qua? 
Va benissimo così! abbiamo detto quello che serve per sapere qualcosa di più del "cuoco nero".




venerdì 20 aprile 2012

Pasta al forno vegetariana alle erbe aromatiche


La pasta al forno per me è da sempre un piatto della domenica. A casa mia non c'è mai stata questa tradizione, ricordo al suo posto tanti gnocchi e lasagne al ragù con cui mia nonna preferiva deliziarci. Quando però capitava una trasferta domenicale in cucine che non fossero quelle delle nonne, la pasta al forno di qualche zia (acquisita per lo più :-) rappresentava almeno per noi bambini uno dei motivi per cui valeva la pena affrontare il lunghissimo viaggio....
Capitava anche a voi da bimbi di vivere come viaggi interminabili quelli che oggi sembrano piccoli tragitti di normale quotidianità? A me si, li ricordo come un momento di grande sofferenza, allietati solo dalla pasta al forno, e dalla possibilità di vedere qualche animale esotico, di solito cavalli o coniglietti. Si beh, non sono proprio esotici a voler essere precisi, ma al tempo per me lo erano di sicuro :-)
Vabbè, tutto questo per dire che malgrado anch'io poi nel tempo non abbia preso l'abitudine di preparare la pasta al forno la domenica, resta però il fatto che la considero un piatto delle feste!
Così, quando la rivista Papagheno me l'ha assegnata come ricetta da interpretare per partecipare al contest "Le ricette di mammà" ne sono stata felice. Avevo l'occasione di preparare un piatto che amo molto ma che non faccio quasi mai. Tra l'altro la richiesta era anche di reinterpretarlo e questo mi è piaciuto ancora di più. Perchè negli anni il mio consumo di carne si è ridotto moltissimo e questo non poteva che suggerirmi un'unica variante: una pasta al forno vegetariana, complice il fatto che le verdure colorate in questo periodo abbondano e le erbe aromatiche ne sono un perfetto complemento.
Colori, profumi....e un anticipo d'estate in un piatto....


Pasta al forno vegetariana alle erbe aromatiche
Ingredienti per 4 persone

penne lisce integrali: 350 gr
carota: 1
sedano: 1/2 costa
cipolla: una media
aglio: 2 spicchi
polpa di pomodoro: 150 gr
pomodoro concentrato: un cucchiaio
peperone verde: mezzo
peperone rosso: mezzo
peperone giallo: mezzo
zucchina: una media
piselli freschi sgranati: 50 gr
melanzana: una media
pangrattato: qualche cucchiaio
uova: un tuorlo
farina: qualche cucchiaio
mozzarella: 2
parmigiamo grattugiato: 6 cucchiai
basilico: 20 foglie
menta: 3 rametti
prezzemolo tritato: un cucchiaio
maggiorana: due rametti
sale: qb
olio evo: 6 cucchiai
olio per friggere: qb

Lavare la melanzana ed infornarla a 200°C. Quando sarà cotta (ci vorranno al'incirca 45 minuti) lasciarla raffreddare, eliminare la buccia, schiacciare la polpa in un colino per eliminare tutta l'acqua e tritarla con un coltello. Aggiungere uno spicchio d'aglio piccolo tritato e privato del germoglio centrale, la menta e il prezzemolo, un tuorlo d' uovo e qualche cucchiaio di pangrattato per rendere lavorabile l'impasto. Formare tante polpettine di 2 cm di diametro, passarle nella farina e friggerle in olio caldo finchè saranno dorate. Scolarle e metterle ad asciugare su carta assorbente da cucina.
Preparare un battuto con la cipolla, uno spicchio d'aglio, il sedano la carota e 6 cucchiai di olio evo. Lavare ed asciugare tutte le verdure. Tagliare i peperoni a cubetti molto piccoli e la zucchina a pezzetti. Quando il battuto è a metà cottura aggiungere i peperoni e cuocere per cinque minuti. Aggiungere la polpa di pomodoro e il concentrato diluito in mezzo bicchiere d'acqua. Unire anche i piselli sgranati e la zucchina a pezzetti, salare e portare a cottura con il coperchio e a fuoco lento. Alla fine unire le polpettine di melanzana, aggiungere il basilico tritato e le foglioline di maggiorana,lasciare due minuti, e spegnere il ragù di verdure.
Cuocere la pasta, scolarla al dente e condirla con la metà del ragù di verdure. In quattro tegliette da forno individuali formare il primo strato di pasta, condirla con altro ragù e polpettine, distribuire la mozzarella tagliata a pezzetti e un pò di parmigiano grattugiato. Formare un secondo strato di pasta, coprire con altro ragù e polpettine, distribuire ancora mozzarella e parmigiano ed infornare a 180°C per circa 15 minuti. Servire subito.

Con questa ricetta partecipo al contest di Papagheno: "Le ricette di mammà"


PS: se qualcuno di voi leggendo la mia blogroll dedicata agli amici non dovesse ritrovarsi nella lista....non se ne abbia a male eh, mi raccomando,sono mesi che devo terminarla :-)  ma prima o poi ce la farò....promesso, abbiate fede ;-)

Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 11 aprile 2012

Riso selvaggio con ortiche, bruscandoli e melissa


Da quando ho scoperto che mangiare ortica rende saggi, (così almeno pensava anticamente qualcuno) ne faccio delle scorpacciate. A chi come me fosse convinto che nulla succede per caso, forse verrà da chiedersi come mai il mio giardino sia pieno zeppo di ortiche. Che sia arrivato il momento di mettere la testa a posto e che qualcuno abbia trovato questo modo per dirmelo? :-)
Beh, non lo so, sta di fatto che al di là della saggezza che forse arriverà, mangiare ortiche fa anche bene alla salute.
Sono ricche di ferro e quindi perfette per combattere l'anemia, sono diuretiche e depurative. Ma anche un ottimo rimedio contro l'artrite e i reumatismi (questo magari lo teniamo presente per gli anni a venire ;-)
E quindi perchè non approfittarne? Immagino che non tutti abbiate la fortuna di avere un giardino pieno zeppo di ortiche come il mio, ma sono talmente diffuse che recuperarne un pò non sarà difficile. E se per caso, alla ricerca di ortiche, vi inoltraste in terreni inesplorati o quasi, date un'occhiata anche tra eventuali cespugli, siepi o arbusti che vi si presenteranno strada facendo, che magari potrà capitare di imbattervi anche in qualche bruscandolo (o germoglio di luppolo che dir si voglia!)
E se così fosse, raccogliete tutto e una volta a casa preparatevi un ottimo riso selvaggio! E' quello che ho fatto anch'io l'altro giorno, partita per una passeggiata in giardino e tornata con il pranzo. E volete mettere la soddisfazione di mangiare qualcosa di appena raccolto con le proprio mani? Punture di ortica a parte voglio dire.
Ma voi, che siete senz'altro più bravi di me, non fatevi cogliere impreparati e partite per la raccolta muniti di guanti, forbici e tutto ciò che occorre! Anche perchè con le ortiche ci si possono fare un sacco di cose: frittelle, minestre, pasta, ravioli, risotti, gnocchi, frittate, infusi, decotti e via dicendo. Quindi raccoglietene più che potete, bisogna approfittare di questi giorni, fino a quando le foglie sono ancora tenere. Si prende la parte apicale, le foglioline sopra per intenderci. Una volta a casa si mettono a bagno e si lavano bene. Perderanno il loro potere urticante e si potrà passare alla cottura: o si sbollentano per qualche minuto per poi ripassarle in padella con un soffritto di cipolla, (magari per preparare un risotto o una minestra) oppure, se non sono moltissime, si possono anche far saltare direttamente con poca cipolla e un pò d'olio per preparare una frittata veloce o un riso saltato come ho fatto io oggi!
Se invece deciderete di impegnarvi molto e di raccoglierne in quantità, potrete anche pensare ad una scorta da tenere in congelatore! Richiede un pò di impegno ma ne vale sicuramente la pena, sono buonissime, e non dimenticate il vantaggio di diventare saggi!



Riso selvaggio con ortiche, bruscandoli e melissa
Ingredienti
per 2 persone

riso selvaggio: 180 gr
cipolla: una piccola
foglie di ortica fresche: 50 gr
bruscandoli: un mazzetto piccolo
melissa: qualche fogliolina
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Lessare il riso in acqua bollente salata tenendolo un pò al dente e scolarlo. Affettare la cipolla sottile e farla soffriggere in poco olio d'oliva. Aggiungere le cime dell'ortica e i bruscandoli tagliati a pezzetti e far cuocere finchè saranno morbidi, salare, aggiungere la melissa spezzettata e lasciare qualche minuto. Saltare il riso nelle erbette e servire subito.

Alcune annotazioni: non ho pesato le ortiche, ne ho raccolte un pò, diciamo due manciate abbondanti. La prossima volta le peso e scrivo la quantità corretta, comunque si può fare tranquillamente ad occhio.

venerdì 6 aprile 2012

Auguri


Secondo voi ho fatto in tempo a preparare un post per Pasqua? ovviamente no! :-)
Però gli auguri quelli ve li faccio, con un fiore e un bacio a tutti.  Ci ritroviamo prestissimo con la prossima ricetta!

martedì 27 marzo 2012

Fiori di tarassaco sott'aceto


Rieccomi dopo tanto tanto....troppo tempo! eppure ci provo eh a preparare i post, ma che volete che vi dica? ultimamente non trovo più il tempo. E che starò facendo mai? vi domanderete tutti. Ecco, è proprio questo il punto, quello che dà da pensare pure a me. Perchè la verità è che non è che stia facendo chissà che, niente di diverso da qualche mese fa voglio dire. Ho solo la mente piena di pensieri e di idee. Più pensieri o più idee? beh, se la giocano!
Quindi ora, che faccio? sto a raccontarvi tutte le idee che mi passano per la testa? Per carità, no! Sarò mica l'unica ad averne vi pare? E che starò a raccontarvi tutti i miei pensieri? Non se ne parla nemmeno, che la vita è già abbastanza pesante senza che qualcuno si metta a fare l'elenco dei propri pensieri più o meno rosei in un blog di cucina. Per quanto riguarda le idee, a chi fosse interessato, beh ecco, magari qualcuna si concretizzerà prima o poi, e finalmente potrete scoprire com'è che passo le giornate ultimamente :-) Altre con tutta probabilità rimarranno solo idee, e pazienza! "pace" come si suol dire! Un giorno qualcuno mi ha detto: "avere le idee non basta!" Si certo, siamo d'accordo. Ma se non avessimo nemmeno quelle? Avete mai pensato che ad avere sogni e idee si corre pure il rischio che qualcuno si avveri? E voi che fate? volete rischiare di perdere l'occasione? Io no di sicuro, quindi continuo a sognare e chi vivrà vedrà :-)
Per tornare alla realtà invece, sono molto felice di riprendere la mia rubrica dell'ortogiardino. In questi giorni è tutto un raccogliere erbacce infestanti, cuocerle, bere decotti depurativi e sperimentare nuove ricette. Sapete com'è no? la natura non aspetta, quando decide che è ora, tutto è pronto per essere raccolto e per di più in gran quantità. Insomma, ieri per esempio mi è toccato bere un litro di acqua di cottura di tarassaco! Che se fosse vero quello che dicono, e cioè che è un ottimo rimedio contro la cellulite, io a quest'ora non dovrei averne nemmeno l'ombra e non mi pare che il miracolo sia avvenuto purtroppo, ma mai perdere le speranze! chissà che non sia a lento rilascio. Potrei  essere perfetta per la prova costume :-(  Vabbè, io voglio crederci! In compenso il mio fegato è depuratissimo!
Oggi invece mi è toccata l' ortica. Avanti di questo passo rischio di diventare verde :-) Però che volete che vi dica? Come si fa a rinunciare al piacere di raccogliere tutte queste erbette fantastiche e che fanno così bene? Quindi armiamoci di un pò di pazienza ed approfittiamo di questi giorni per fare il pieno di vitamine e sali minerali e per di più gratis! Vi piace l'idea? Allora via, tutti a raccogliere il tarassaco. Guardate quante cose ci si possono fare, e quelle di oggi sono solo alcune....Per le altre abbiate solo un pò di pazienza....


Fiori di tarassaco sott'aceto
Ingredienti

boccioli di tarassaco: quantità a piacere
sale grosso: qb
aceto di vino bianco: qb


Raccogliere i boccioli dei fiori di tarassaco quando sono completamente chiusi e ancora aderenti alla rosetta. Sono piccoli, come dei capperi più o meno, ma vi garantiranno un prodotto finale ottimo, molto croccante (più sono grossi, più i petali al'interno saranno sviluppati e otterrete dei sott'aceti morbidi che a mio parere perdono buona parte della loro bontà)
Lavarli, asciugarli bene e metterli sotto sale grosso per 24 ore.
Trascorso il tempo sciacquarli dal sale ed asciugarli benissimo. Metterli in un vasetto di vetro sterilizzato e coprirli con l'aceto. Chiudere bene e consumare dopo qualche giorno.
A me sono piaciuti moltissimo, se desiderate una dispensa con un tocco di originalità questa è la ricetta che fa per voi. E se vi piace l'idea potete anche aromatizzarli per esempio con grani di pepe.
Passiamo alle foglie del tarassaco. Beh, tutti sanno che si può mangiare cotto, semplicemente bollito o al vapore (nel primo caso l'acqua di cottura non va assolutamente buttata. Bevetela, senza esagerare, è depurativa e disintossicante!) ha un gusto amaro abbastanza marcato. Si può anche ripassare in padella con olio e aglio per un piatto più saporito. Ma si può mangiare anche crudo in insalata, scegliendo le foglie più tenere, racolte prima della fioritura, magari accompagnato da dadini di pancetta saltati. Un contorno buonissimo e sostanzioso.
Per ultimo passiamo alle radici del tarassaco. Sapevate che si possono mangiare pure quelle? Semplicemente bollite e condite con olio e limone.
Raccoglietele, lavatele molto bene, pulitele con una spazzolina per togliere tutti i residui di terra, bollitele per circa una ventina di minuti (dipende dalle dimensioni) e fate il pieno di sali minerali e vitamine: anche le radici sono un toccasana!
E' importante raccogliere il tarassaco in luoghi non inquinati e non frequentati, mi raccomando, evitiamo i parchi, i bordi delle strade e via dicendo..... E molta attenzione a raccogliere le erbe spontaneee, molte si somigliano tra loro, ma se una può essere commestibile, l'altra per contro potrebbe essere tossica. Non sottovalutate la potenziale pericolosità delle erbe che non conoscete!
Vi ho convinti col tarassaco? spero di avervi almeno incuriosito. Per tante altre ricette curiose e sfiziose ci ritroviamo al prossimo post.
Un bacio a tutti e buona raccolta.

lunedì 12 marzo 2012

Torta di mele

Non che voglia convincere qualcuno che la torta di oggi è eccezionale eh! tipo una di quelle ricette da provare perché non esiste niente di più buono. Capisco che spesso ci si ponga il problema di essere originali. Ormai di cucina e ricette si parla ovunque. I blog sono talmente tanti che mi viene spesso da chiedermi se ci sarà proprio bisogno anche del mio. E la risposta è no, non ce n'è certamente bisogno. Ma personalmente non sento nemmeno il bisogno di  leggere ricette assolutamente improbabili, pensate per proporre originalità a tutti i costi, solo per non correre il rischio di sembrare banali. Così come non sento il bisogno di leggere o ascoltare qualcuno che tenti di insegnarmi come fare la pasta al burro più buona del mondo! Insomma, non vi sembra che si stia esagerando in un senso e nell'altro?
E ci sta pure che la pasta al burro più buona del mondo richieda molta tecnica, per carità! può essere pure che io ignori dei principi fondamentali. Personalmente però comincio ad essere stanca di sentir parlare di ricette, tecnica, ingredienti e quant'altro gente che non sa preparare nemmeno un piatto di pasta decente. Un pò di serietà per favore! Interessa ancora a qualcuno?
E se vi pare di sentire un velo d'insofferenza nelle mie parole, beh, sappiate che non è un velo, è mooolto più di un velo! oggi va così, che volete che vi dica....ogni tanto un pò di polemica ci sta no?  :-)
Ma a questo punto, dato che siamo giunti come sempre all'immancabile momento della ricetta, per non cadere in contraddizione, non mi resta che lasciarvene una semplice semplice. Forse sembrerò banale? molto probabilmente, ma correrò il rischio. Lascio ad altri l'arduo compito di convincere il mondo che l'aria fritta non può mancare in un menù di tutto rispetto. Io mi godo la semplicità di una torta di casa, su cui c'è poco da dire e credo che non farò fatica a convincere anche voi. La torta di mele è sempre la torta di mele, e se così non fosse, nonna papera non sarebbe riuscita a convincere generazioni e generazioni di nipotini. Almeno a lei, vogliamo continuare a credere? :-)


Torta di mele
Ingredienti
farina: 300 gr
burro: 150 gr
zucchero: 200 gr
uova: 3
yogurt bianco: 100 gr
mele renette: 2
lievito: una bustina
sale: un pizzico
limone: la buccia grattugiata di 1/2
vaniglia: un cucchiaino

Setacciare la farina con il lievito e il sale. Separare i tuorli dagli albumi. Montare il burro con lo zucchero fino a farlo diventare bianco e spumoso. Aggiungere un tuorlo alla volta incorporandolo perfettamente al composto. Unire lo yogurt e cominciare ad aggiungere la farina poca alla volta alternandola agli albumi montati a neve fermissima. Mescolare sempre dall'alto verso il basso per non smontare il composto. Imburrare ed infarinare una teglia di 22 cm di diametro (va bene anche di 24 se non la volete tanto alta). Versare il composto e ricoprire la torta con le fettine di mela leggermente sovrapposte e disposte a raggiera. Spolverizzare di zucchero semolato e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 55 minuti circa. Il tempo dipende anche dalla dimensione della tortiera, regolatevi facendo sempre la prova stecchino.

Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 2 marzo 2012

Ragù vegetale con lenticchie



Con tutta probabilità questa sarà l'ultima ricetta dai colori invernali che vedrete su questo blog da qui al prossimo novembre. Non so a voi, ma a me sembra già estate e anche se fa freddo, anche se piove, se c'è la nebbia, se anche disgraziatamente dovesse  venire a nevicare ancora, malgrado tutto ciò dicevo, per me l'estate è già qui. E' tutta questione di predisposizione mentale, niente di più. Invece che aspettare che l'inverno finisca, io aspetto che cominci l'estate e credetemi, è tutta un'altra storia. E' una questione di aspettative, di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Per esempio, siccome devo ancora disfare la valigia del mare dell'anno scorso, (quella che preparai per raggiungere l'amica a Lignano quando poi restai in panne con la macchina e mi feci trainare dal carro attrezzi fino ad un paese sperduto dell'entroterra....ricordate? vabbè, passiamo oltre) dicevo, siccome la valigia è rimasta quasi un anno sopra il letto nella camera degli ospiti, ieri rivedendola non mi sono nemmeno sorpresa, mi sembrava nel posto giusto al momento giusto: "tò che fortuna, ho anche la valigia già pronta!"
Ed in effetti a guardarci, dentro c'è tutto quello che potrebbe servirmi in una prossima partenza: il costume, l'asciugamano, l'immancabile minigonna di jeans, la canotta nera. Non c'è bisogno di tanta roba, viaggio leggera, o almeno ci provo, lascio a casa quello che è troppo pesante, tutto il superfluo.
Ricordate quell'isola dove dovevo andare da sola e invece alla fine pareva che ci volessero venire tutti? quella dove dovevamo trovarci tutti quanti a mangiare il cake alle carote dell'ultimo post? l'isola dove "ritrovarsi?" Bene, ora so che c'è. Cioè, lo sapevo anche prima a dire il vero, e so che lo sapete anche voi! e grazie per i commenti che mi avete lasciato, è sempre bellissimo leggere che i miei pensieri sono anche i vostri. Insomma, dopo vari ragionamenti e scambi di pensieri abbiamo appurato che l'isola c'è... e lo sappiamo tutti! Ma c'è un momento per partire, che per restare in tema potremmo chiamare "la stagione giusta". E non sentite anche voi che l'aria è diversa? secondo me è quasi ora, buttiamo maglioni, stivali, cappotti sciarpe e guanti!
Io vi lascio l'ultima ricetta invernale, da oggi guarderò all'estate, al sole, al mare, alla mia isola....ma non posso mica partire senza lasciarvi nulla da mangiare giusto? Che ne dite di un ragù vegetale? buono e semplice. Un bel piatto di tagliatelle (solo un pò più light) che di sera ci sta ancora bene, e poi promesso, passerò alle ricette leggere, colorate e allegre e anche ai discorsi da ombrellone, che ne dite? Alla faccia del freddo che ancora ci sorprenderà e della pioggia che ci bagnerà, noi abbiamo sempre un'isola dove rifugiarci, la valigia tanto è lì, pronta....e non è un modo di dire eh! parola mia!
Ho solo una domanda a questo punto: ma secondo voi, il costume, tornata dal mare,  l'avrò lavato almeno? e come si farà a capirlo?
Si accettano consigli/suggerimenti! su dai, tanto lo so che sarà capitato anche a voi almeno una volta nella vita, a me potete dirlo...non siate timidi :-)


Ragù vegetale di lenticchie 

Prepapazione: 20 minuti
Cottura: 35 minuti
Ingredienti per 4 persone

lenticchie nere: 65 gr
cipolla: 1 piccola
carota: una media
sedano: mezza costa
funghi shitake: 2 (o porcini secchi)
peperone rosso tritato: 1 cucchiaio
alloro: una foglia piccola
rosmarino: un rametto
chiodi di garofano: 1
peperoncino: qb
aglio: uno spicchio
vino rosso: una tazzina
pomodoro doppio concentrato: un cucchiaio
polpa di pomodoro: mezzo bicchiere
brodo vegetale: qb
olio extravergine d'oliva: 3 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Preparare un battuto con il sedano, la carota e la cipolla e farlo appassire nell'olio evo con gli odori e il peperoncino. Unire le lenticchie, il vino e lasciare sfumare. Aggiungere i funghi precedentemente ammollati e tritati, la polpa di pomodoro, il doppio concentrato, e il brodo necessario a coprire le lenticchie, salare e lasciare cuocere lentamente con il coperchio. A metà cottura aggiungere il peperone rosso.
Il ragù sarà pronto quando le lenticchie saranno morbide, ma non sfatte e l'acqua sufficientemente assorbita (deve però rimanere morbido). Se necessario durante la cottura aggiungerne un pò.
Ottimo per condite tagliatelle e pasta in genere, ma va benissimo anche per gnocchi, il riso, per accompagnare la polenta e ciò che vi suggerisce la fantasia.

Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 20 febbraio 2012

Torta di carote

Ho tante parole in testa...... parole e pensieri che non portano ad alcuna conclusione, apparentemente sconnessi, in equilibrio precario, come in una sorta di "caos calmo".
Da sole non vanno al di là del loro significato, ma lette tutte insieme, una dopo l'altra, vogliono dire molto di più. Ho provato a cambiarne l'ordine ma il significato è rimasto lo stesso.
Allora non sembrerebbe così difficile arrivare ad una conclusione, e forse non lo è, ma sarebbe comunque "solo" la mia, una delle tante possibili.
Perchè di sicuro, qualcun altro, mettendo in fila le mie stesse parole, arriverebbe da un'altra parte. Di sicuro convincersene richiede un certo impegno e un pò di obiettività. Qualche volta siamo certi di sapere, ma gli occhi con cui guardiamo le cose sono sempre e solo i nostri.
Si potrà guardare con gli occhi degli altri? Non lo so,  ma ammesso che si possa, ci vogliono tempo e volontà. E io vorrei tanto avere la possibilità di trascorrere questo tempo in un altrove più congeniale, che so, magari in un'isola deserta, con il rumore del mare a cullare il mio respiro e con il sole a rischiarare le cose, per poter vedere oltre il mio sguardo.
Mentre qui, a mettere ordine nei pensieri, c'è solo il caos della vita. Che si possa parlare di ordine??????
Ci sarà un'isola deserta a portata di mano? ne cerco una urgentemente, che tra gli optionals distribuisca anche una buona dose di fegato, inteso come coraggio sia ben chiaro! Non devo mica fare il patè, ho altro per la testa! Si era capito per caso?  :-)
Intanto che con il mio fagotto pieno di pensieri cerco un'isola libera, vi lascio una ricetta semplice, una torta, o un cake, come preferite, morbido e buono che seppur in mancanza un mare cristallino, sabbia, sole e tante palme vi regalerà comunque una pausa dolcissima.

Torta di caroteIngredienti
carote: 400 gr
mandorle: 100 gr
farina: 200 gr
zucchero: 200 gr
olio di semi: 85 gr
uova: 3
lievito: una bustina
vaniglia: un cucchiaino
sale: un pizzico
zucchero a velo: per decorare

Procedimento
Separare i tuorli dagli albumi. Tritare le mandorle insieme ad un cucchiaino di zucchero azionando il mixer ad intermitenza. Ridurle in granella molto sottile (ma non proprio in farina). Setacciare la farina con il lievito. Lavare le carote, raschiarle bene e grattugiarle molto sottili. Montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia fino ad ottenere una massa chiara e spumosa. Montare gli albumi a neve ben ferma. Aggiungere alle uova le mandorle, l'olio, il sale, la farina poco alla volta e le carote. Per ultimo aggiungere gli albumi montati a neve facendo molta attenzione a non smontarli e mescolando come sempre dall'alto verso il basso. Versare il composto in una tortiera tonda o se preferite in uno stampo da plum cake grande. Cuocere in forno a 180°C per 35 minuti, poi abbassare a 170°C e continuare la cottura per altri 10/15 minuti. Fare sempre la prova stecchino prima di estrarre il dolce dal forno. Metterlo a raffreddare su una gratella e servirlo spolverizzato di zucchero a velo.

Alcune annotazioni: io ho usato uno stampo da plum cake grande, ma andrà benissimo anche una tortiera circolare.

Un bacio a tutti e al prossimo post
PS: ho cercato di togliere le parole di verifica dai commenti, le trovo veramente detestabili. Qualcuno potrebbe dirmi se ci sono riuscita? :-)
Grazie!!!!!

martedì 14 febbraio 2012

Saor di zucca, Taste&Match e prosecco colfòndo Bele Casel


Metti 8 foodbloggers venete fianco a fianco in quattro isole del gusto a presentare 8 piatti ispirati alla tradizione veneta. Aggiungi per ogni piatto un vino di diversa provenienza, e scopri come certi accostamenti sappiano dar vita a connubi sorprendenti. Metti un organizzatore, per la precisione Wine Explorer che abbia scelto come cornice ad un bellissimo evento una villa veneta del 700 lungo la Riviera del Brenta alle porte di Venezia. Metti tanti amici che abbiano voglia di scoprire la cucina della tradizione ma con un pizzico d'innovazione, che abbiano voglia di conoscere e scoprire vini d'eccezione, e che abbiano voglia di divertirsi, conoscere, gustare  e trascorrere una serata diversa.
Sto parlando della terza edizione di Taste e Match, il 25 febbraio a Villa Alberti. Volete vedere che è successo a Milano? guardate qui! Per saper che succederà a Venezia invece non vi resta che raggiungerci.......
Chi saranno le mie compagne di avventura? Allora, alla postazione degli antipasti insieme a me, Elisabetta Tiveron, di Panemiele, poi seguiranno i primi piatti, i secondi e i dessert, con rispettivamente: La cucina di QB, Gustosamente insieme, La casetta delle pesche, Di tv e Tv,  Aroma di casa e Dolci e salate tentazioni.
Se avete voglia di partecipare noi vi aspettiamo e non vediamo l'ora di conoscervi. Troverete tutti i dettagli nel sito di Wine Explorer, anche per la prenotazione. Io invece vi lascio con la ricetta di oggi, il mio saor di zucca! Poteva mai mancare il saor in una serata in cui si parla di tradizione veneta? Vi lascio la ricetta, e vi invito a venirlo a gustare insieme a noi, vi aspettiamo!!!!!!
Volete sapere qual'è il vino che ha ispirato questo piatto? Un favoloso prosecco colfòndo dell'azienda Bele Casel! Se siete curiosi, per gli approfondimenti leggete qui, io intanto comincio a scrivere....


Saor di zucca
Ingredienti
zucca violina: 400 gr
cipolla bianca: 4
aceto: 1/2 bicchiere
olio extravergine d'oliva: qb
uvetta: una manciata
pinoli: una manciata
cannella: un pizzico
chiodi di garofano: 2
foglia di alloro: una
sale: qb

Procedimento
Pulire la zucca e tagliarla a fettine di circa 1/2cm di spessore. Cuocerle in padella con un filo d'olio e il sale e con il coperchio, a fiamma bassa, finchè la zucca non sarà morbida ma ancora salda (in alternativa la zucca si può anche grigliare o cuocere al vapore).
Affettare la cipolla e farla appassire in padella con qualche cucchiaio d'olio e il sale. A metà cottura aggiungere l'aceto e lasciare finchè la cipolla non sarà morbida. Aggiungere il pizzico di cannella, i chiodi di garofano e la foglia di alloro e mescolare.  Disporre la zucca a strati in un recipiente, coprire con la cipolla e procedere così fino ad esaurire gli ingredienti. Coprire e tenere in frigo almeno 24 ore prima di servire.

Ovviamente vi rimando ai post delle altre amiche foodbloggers per conoscere il menù al completo e vi lascio anche i recapiti per la prenotazione oltre al link a Wine explorer




Evento: Taste & Match. Abbinamenti
mirati di cibi e vini.
Data: sabato 25 Febbraio 2012, dalle
19.30
Luogo: Villa alberti, via E.Tito, 90
30031 Dolo (Ve) Italy
Per prenotazioni Tel +39 011 7641628


Noi ci ritroviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti.

lunedì 6 febbraio 2012

Frittata di pasta


Sono assente da tanto tempo, lo so, ma quando decidiamo di cambiare qualcosa della nostra vita, può succedere che invece di cose ne cambino molte. E così, dopo che ho deciso di intraprendere un viaggio moooooolto avventuroso verso la felicità, ho fatto certi incontri.
E a pensarci bene lo scopo del viaggio verso la felicità non è la felicità, che non sappiamo nemmeno bene cosa sia, ma è godersi il percorso fatto di sogni, di speranze, di entusiasmo, di esplorazioni del cuore e dell'anima, di emozioni, e anche di ricordi.
Esplorare cuore e anima è già di per sè un viaggio. E se dovessi raccontarlo in qualche modo direi che è un viaggio in territori in parte conosciuti e in parte inesplorati. Conosciuti magari tempo fa, tanto tempo fa. Che nel frattempo sia cambiato qualcosa?
Potrebbe anche essere che siano i nostri occhi ad essere cambiati, niente di più facile, e che luoghi già conosciuti non sembrino più gli stessi.
Sapere veramente chi siamo, cosa vogliamo e dove vogliamo veramente andare è difficile, spesso diventiamo quello che siamo solo perchè la vita ci ha dato/tolto certe occasioni, che ci hanno reso "altro" da quello che avremmo voluto essere o sognavamo di diventare.
Ma la domanda è: decidiamo noi ciò che vogliamo diventare, o è la vita a decidere per noi? Io penso che i nostri sogni siano nostri, ma che la vita decida il percorso che dobbiamo fare per arrivarci, un pò come quando si parte per una destinazione tanto desiderata, con la macchina appena revisionata, le valigie preparate con cura, la strada da fare imparata a memoria  e la voglia di arrivarci presto. Poi capita che un incidente qualsiasi costringa ad un percorso alternativo, e il viaggio è totalmente da riprogrammare, nei modi e nei tempi. Qualche volta si è pure costretti a cambiare meta, qualche volta invece no, comunque sia, noi siamo la meta, e la vita è il viaggio.
Possiamo provare a programmare un viaggio sicuro o avventuroso, pieno ci certezze o improvvisato, sapendo comunque che potrà andare diversamente, e che se non riusciremo a trovare un percorso alternativo potremo rischiare di perderci....
Ma una bussola, a cercare bene, la si trova sempre!  Io so qual'è la mia, anche se qualche volta, secondo me, non c'azzecca per niente :-)  e voi, sapete qual'è la vostra?

E vabbè però, eccheccavolo, ma non si potrebbe parlare di cucina e basta in 'sto blog? In effetti è quello che ho cercato di fare in questo periodo, coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, cioè 0 post da un mese a questa parte! :-)
Ma che vi devo dire, se la mia mente ultimamente è una specie di calderone pieno di roba, talvolta incomprensibile, che sobbolle? avete un suggerimento, un segreto, una ricetta per tenere a freno i pensieri? Se si, accetto indicazioni. In ogni caso prometto che cercherò di ripigliarmi e che la prossima volta parlerò solo di ricette, sempre che riesca a rimettermi ai fornelli in tempi brevi. Se vi racconto quello che mangio ultimamente mi oscurano il blog, altro che foodblogger.  E i commenti, questi sconosciuti, riprenderò a farne? Per dare risposta a questo ed altri interessantissimi quesiti non resta che aspettare. Armatevi di pazienza e intanto tirate fuori dal frigo gli avanzi, oggi ricetta di riciclo.



Ingredientiper 2 persone
pasta avanzata: 200 gr (io tagliatelle)
patata bollita: 1 media
uova: 3
prezzemolo tritato: una manciata
erba cipollina tritata: un cucchiaio
mozzarella: una
parmigiano grattugiato: 3 cucchiai
pangrattato: qb
sale: qb
burro: per ungere la teglia

Procedimento
Mescolare le tagliatelle alle uova leggermente sbattute. Aggiungere 2 cucchiai di parmigiano, il sale, il prezzemolo e l'erba cipollina tritati, la mozzarella e la patata a cubetti. Ungere con il burro una teglia e cospargerla di pangrattato. Sistemarvi la pasta, e finire con una manciata di pangrattato e parmigiano mescolati insieme. Infornare a 180°C per 20 minuti circa. Sfornare e lasciare intiepidire. Servire accompagnata da un'insalata o dei pomodorini confit se di stagione.

Alcune annotazioni: questa frittata si può fare anche se la pasta è condita, meglio se al sugo. In questo caso omettete la patata e il prezzemolo e sostituitelo, se di stagione, con del basilico fresco. Io ho usato due stampini monoporzione ma una piccola teglia da forno andrà benissimo

Baci a tutti e al prossimo post, mi mancate!!!!!!

martedì 10 gennaio 2012

La mia rubrica su A Tavola

era questa la novità :-)

Lo so che stavate tutti sulle spine in attesa che io annunciassi la novità. Lo so che non dormivate la notte in attesa della rivelazione. Vi ho fatto soffrire un pò, ma si dice che l'attesa aumenta il piacere no?
Si beh, ecco, io non so se sono proprio d'accordo, dipende poi da quanto si aspetta, che se si aspetta troppo succede anche che "scenda la catena" (espressione tipicamente bolognese qualora qualcuno non la conoscesse!!!!!!!)
Vabbè, insomma, avete aspettato quel che c'era da aspettare ma ora è qui, e posso finalmente dirvi che da gennaio su A Tavola oltre alle tante cose belle di sempre, oltre ad una rivista rinnovata, ad editoriali sempre interessanti, begli approfondimenti, oltre alle copertine bellissime (questa è meravigliosa, lo devo dire perchè me ne sono innamorata appena l'ho vista), insomma, oltre a tutto questo ci sarà anche la mia rubrica su "Le ricette del recupero"
Avete in frigorifero qualche avanzo di pranzo e/o cena che non sapete come reinventare? Vietato buttare via una qualunque cosa. Se vi trovate di fronte a sacchi di pane raffermo, pandori fuori tempo massimo per festeggiare il capodanno, pasta in esubero causa sopravvalutazione momentanea dei vostri appetiti, da oggi idee e spunti li potrete trovare su A Tavola, e io mi impegnerò a dare seguito a questo progetto anche attraverso il mio blog, perchè mi piace, perchè ci credo, perchè l'etica serve anche a tavola. Perciò non vi resta altro da fare che comperarlo, leggerlo, provare le ricette e non buttare via assolutamente più niente ;)
Che poi, a me vengono un sacco di idee quando dico di quello che mi piace/interessa....ma di queste ed altre cose vi parlerò in seguito. Per ora buona lettura a tutti e buon appetito!


PS: lascerò in home page il banner con la foto del piatto che mese per mese comparirà su A Tavola. Quella di questo mese? Eccola! ma per leggere la ricetta non vi resta che correre in edicola. Poi ditemi che ne pensate ok? mi raccomando!!!!!  Baci a tutti e al prossimo post

lunedì 2 gennaio 2012

Involtini turchi


Avete brindato? avete espresso un desiderio? avete baciato pensando che si, siete proprio fortunati perchè il cuore vi trema ancora? Avete mangiato, bevuto (troppo?) avete messo in fila un centinaio di buoni propositi, anche se, già ieri, nella vostra giornata sempre troppo piena qualcuno non c'è proprio entrato?
Avete fatto grandi progetti per l'anno che è appena cominciato? siete sicuri che ce la farete perchè è la passione che vi ha spinto a mollare tutto per inseguire un sogno?
Non vi siete mai sentiti così liberi anche se avete mille cose da risolvere, perchè è il vostro sogno a portarvi lontano, così lontano dove proprio non avreste mai pensato di arrivare?
Ora la mia domanda è: come si fa a prolungare questo stato di grazia? a far si che non duri solo lo spazio di una notte, e che ogni giorno ci si possa svegliare col cuore pieno di speranza?
Come si farà a risollevarsi dall'ennesima delusione, da un'altra porta chiusa in faccia, o dalla tristezza per le solite cose non dette ma che avremmo tanto voluto sentire?
Oggi mi sento seria, d'altra parte stiamo mettendo le basi per un nuovo inizio no? meglio non dire cavolate che per quelle abbiamo gli altri 364 giorni dell'anno.
Qundi per riprendere le fila del discorso, parlavamo di inizio giusto? e di qualunque inizio si tratti, ovunque vi troviate, qualunque sia la vostra difficoltà, il vostro dolore, la vostra delusione, anche quando vi sembra di non avere più niente, per ricominciare avrete sempre voi stessi. E non lo dico mica io eh?
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo (Mahatma Gandhi)


Involtini turchi

ingredienti
macinato di seitan: 100 gr
cipolla: una piccola
cannella: un pizzico
menta: qualche fogliolina
riso: 80 gr
cavolo cappuccio: una ventina di foglie grandi
salsa di pomodoro (o pelati): circa 200 gr
sale: qb
pepe: qb
olio extravergine d'oliva: qb
limone: qualche goccia


Procedimento
Sbollentare per cinque minuti le foglie del cavolo in acqua bollente salata (scegliere quelle più grandi e belle). Farle raffreddare e togliere con un coltellino affilato la costola dura alla base della foglia. Tritare la cipolla, spezzettare la menta e mescolarle al riso (crudo) e al macinato, salare e pepare e aggiungere un filo d'olio.
Distendere le foglie del cavolo e sistemare su ognuna un cucchiaio di riso e seitan. Chiudere ad involtino,  sigillando bene in modo che il riso non possa uscire.
Sistemare gli involtini in una pentola dai bordi un pò alti, uno vicino all'altro. Allungare la salsa con un pò d' acqua, aggiungere un pizzico di cannella, un pò d'olio e ricoprire gli involtini. Sistemare un peso sopra (io un piattino) e cuocere con il coperchio a fuoco basso finchè il sugo non si sia ristretto sufficientemente e gli involtini non risultino cotti (ci vorranno 25/30 minuti circa). Aggiungere qualche goccia di limone e servire gli involtini con il loro sugo.

Con questa ricetta vi saluto, ci ritroviamo al prossimo post! Un bacio a tutti e buon inizio....