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lunedì 30 dicembre 2013

Crema al radicchio rosso tardivo IGP


Oggi, penultimo giorno dell'anno, voglio salutare tutti con l'augurio che il 2014 possa essere un anno di ripresa, un anno che accolga con entusiasmo le nuove idee, e che premi chi con passione ed energia porta avanti quello in cui crede.
E per farlo come sempre vi lascio una ricetta, talmente semplice che potrebbe sembrare banale, ma quando gli ingredienti sono d'eccellenza, le ricette non sono mai banali. Conoscere bene le materie prime e saperle scegliere sono i primi passi per un risultato finale di qualità, la consapevolezza è volersi bene e voler bene anche alle persone per cui cuciniamo.
La scelta della ricetta di oggi non è casuale, per diversi motivi. Il primo è che è una proposta molto versatile che potrete utilizzare declinata in molti modi: per esempio come semplice crema per impreziosire le vostre tartine di capodanno, o come condimento per gli gnocchi di zucca, (la ricetta qui ), per la pasta fatta in casa, o perchè no? come salsa per il vostro panino.
In ognuno di questi casi avrete dato un tocco magico al vostro piatto, perchè l'ingrediente di cui andremo a parlare è un prodotto d'eccellenza dell'agroalimentare italiano: il Radicchio Rosso di Treviso IGP, il fiore dell'inverno.
Il secondo motivo della scelta della ricetta di oggi è voler far conoscere, a chi non avesse ancora avuto il piacere, questo prodotto di altissima qualità.
Forse non tutti sanno che il Radicchio Rosso di Treviso IGP arriva sulle nostre tavole dopo varie fasi e vari passaggi. Ma quando è in campo, qualcuno l'ha mai visto? E perchè è bianco e rosso e non verde? E perchè costa di più delle altre cicorie? E perchè la sua coltivazione è possibile solo in 24 comuni del Veneto? Tante domande a cui dare risposta. Certamente non riesco a fornirvele tutte con questo post, ma posso suggerirvi dove poter approfondire le vostre conoscenze.
Ho avuto il piacere e l'onore di essere stata invitata ad un evento promosso da ORTOROMI e dal Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Radicchio Variegato di Castelfranco IGP e di essere stata guidata attraverso le varie fasi di lavorazione del prodotto proprio dal presidente del Consorzio di Tutela, Paolo Manzan, che a sua volta è produttore del radicchio rosso di Treviso e di Castelfranco IGP, quindi chi meglio di lui poteva accompagnarci in questo tour conoscitivo? Tra l'altro la sua azienda,  NONNO ANDREA è certificata per la biodiversità, quindi i prodotti sono naturali, e ottenuti con processi di produzione sostenibili e io a queste cose ormai ci faccio molta attenzione, perchè l'ambiente non è qualcosa al di fuori di noi.
Comunque, siccome ripercorrere tutte le tappe sarebbe troppo lungo, vi lascio una serie di link per gli approfondimenti che troverete in fondo alla pagina. Guardateli, scoprirete davvero tantissime cose su un prodotto unico che vale la pena saper riconoscere e comperare consapevolmente, perchè quando un prodotto è IGP , è bene sapere che deve rispondere ad una serie di caratteristiche che ne garantiscono le proprietà organolettiche. E se quello che comperiamo non ha il marchio IGP, è giusto sapere che non siamo di fronte allo stesso prodotto. Ecco, tutto qua, volevo solo fornire qualche strumento al consumatore finale perchè possa scegliere bene e consapevolmente.
Ora vi lascio alla ricetta, sembra lunga, ma è davvero semplicissima e buonissima, provatela, domani è capodanno, e il rosso si sa, porta bene :-)

Crema al radicchio
Ingredienti
radicchio rosso tardivo di Treviso IGP: un cespo (circa 250 gr)
pinoli: 3 cucchiaini
noci: 2
olio evo: 4 cucchiai circa
parmigiano reggiano: 2 cucchiai (omettere nella versione vegana)
salvia, timo, rosmarino, santoreggia: qualche fogliolina
cipollotto tritato: un cucchiaino
porto: 1o 2 cucchiaini secondo i gusti e gli usi
sale: qb

per aromatizzare l'acqua
pepe: 6 grani
ginepro: 6 grani
chiodi di garofano: 1
alloro: una foglia
anice stallata: 1
bicarbonato: 1 cucchiaino
sale: qb 

Procedimento
In una pentola abbastanza grande da contenere il cespo di radicchio, far bollire per qualche minuto
il pepe, il ginepro, il chiodo di garofano, l'alloro, l'anice il bicarbonato e un po' di sale. Quando l'acqua sarà ben profumata, immergervi per pochi secondi (bastano 30'') il radicchio diviso in quattro in senso longitudinale. Scolarlo, raffreddarlo in acqua fredda e asciugarlo bene.
In un mixer inserire il radicchio tagliato a pezzetti, insieme a tutti gli altri ingredienti, a parte l'olio. Azionare le lame e aggiungere l'olio a filo, (per la quantità regolarsi in base alla cremosità che si vuole ottenere a seconda degli usi) Quando la crema sarà ben amalgamata e omogenea la nostra ricetta sarà pronta. Ora non resta che gustarla spalmata su crostini di pane caldi, accompagnata magari a dei formaggi, o usarla per condire pasta o gnocchi, o per farci tutto quello che vi suggerisce la fantasia. Potete anche provare ad usare un mix di tardivo e precoce, insomma, come vi avevo detto è molto versatile.

Se vi interessa conoscere qualcosa di più su questo prodotto d'eccellenza, guardate i video qui sotto















Oltre alle aziende già citate, continuo ringraziando:

Nicola Dinato, chef del ristorante Feva di Castelfranco, per gli splendidi piatti preparati per l'occasione.
Domenico longo, chef dell'hotel RelaisMonaco di Ponzano Veneto che ci ha accolti deliziandoci con le sue ricette e con i suoi suoi dessert superlativi.
La pasticceria Ardizzoni di Treviso, per averci fatto conoscere un dolce particolare, la torta Segno, a base di radicchio naturalmente!,
Lara Santi e Francesca Campana, della Zetagroup, organizzatrici impeccabili  di questo bellissimo evento #Rossoradicchio
Infine, il birraio Ivan Borsato per la fantastica accoglienza nel suo birrificio Casa veccia , anche qui, se siete in zona, non mancate di farvi una capatina, ne rimarrete entusiasti, parola!
Nelle relative pagine Facebook, oltre che nella mia ovviamente, troverete anche tante immagini del tour
Per oggi è proprio tutto, corro in cucina dove resterò certamente fino al primo dell'anno! Ci ritroviamo sempre qui al prossimo post. Un abbraccio.

          Buona fine d'anno! auguro a tutti uno splendido 2014 

giovedì 19 dicembre 2013

Zuppa di lenticchie


Certo dovrei proporre qualcosa di natalizio, il tempo ormai stringe e le idee strabilianti servirebbero ora! Però non sono in vena di ricette per le feste. D'altra parte non è un segreto che a me il Natale non piaccia, quindi in controtendenza, rischiando anche di andare fuori tema, vi propongo una ricetta che per me è una “Fondamentale” una di quelle che non manca mai nel mio menù settimanale. In fin dei conti, Natale o no, intanto che arriva bisognerà pur continuare a mangiare no?
Mi riesce anche difficile dare delle dosi, faccio sempre tutto ad occhio, ma cercherò almeno di dare un'idea di massima delle proporzioni tra i vari ingredienti, giusto perchè non vi esca proprio qualcos'altro.
Che dire di questa minestra? È buona, facile, nutriente, perfetta per vegetariani e anche per vegani. E se siete in vena, e volete osare qualcosa di appena un po' più esotico, aggiungete anche un pizzico (proprio pochissima mi raccomando!) di cannella. Un piatto caldo e confortante, con una fetta di pane tostato è una vera delizia.
Che poi a pensarci bene non sono poi così fuori tema, tutto sommato le lenticchie sono anche di buon auspicio per l'anno nuovo che sta arrivando, e chissà a me quali meraviglie riserverà il 2014 con tutte le lenticchie che ho mangiato durante quest'anno anno! Non smetterò certo ora che siamo alla resa dei conti! Chi invece è stato distratto da altre passioni culinarie, ha ancora il tempo per recuperare! Non che sia scaramantica, per carità, ma sempre meglio non essere troppo certi di quel che può accadere :-)


Zuppa di lenticchie
ingredienti per 4 persone

lenticchie: 320 gr
carote : due medie
sedano: una costa
cipolla bianca: 1 media
aglio: 1 spicchio
pomodoro: fresco o pelati (4 cucchiai di polpa)
pomodoro doppio concentrato: 1 cucchiaio
alloro, rosmarino, timo, salvia: qb
peperoncino: qb
sale: qb
olio evo: 4 cucchiai

Procedimento

Tagliare cipolla, sedano e carote a pezzetti piccoli e farli appassire nell'olio insieme anche all'aglio intero. Unire il mazzetto aromatico, il peperoncino, le lenticchie mondate e lavate, la polpa di pomodoro e il concentrato sciolto in poca acqua e coprire ancora con acqua fino a portare il livello circa due dita sopra le verdure. Cuocere facendo sobbollire lentamente finchè le lenticchie saranno tenere (circa 35/40 minuti). Se necessario aggiungere dell'acqua calda. Servire la minestra con un giro d'olio evo e con crostini di pane casereccio.

Alcune annotazioni: la minestra è molto buona anche con un pizzico di cannella. Se l'idea delle foglioline di erbe aromatiche non vi entusiasma chiudete il mazzetto aromatico in una garzetta e poi eliminatelo. La quantità delle erbe è a piacere, io di solito aggiungo una foglia di alloro, due rametti di rosmarino e due di timo, una foglia di salvia e il peperoncino secondo la piccantezza.

martedì 3 dicembre 2013

Tortelli di zucca mantovani


Per fare i tortelli mantovani, bisogna per forza essere nativi dell'area geografica in questione o basta averne mangiati una certa quantità? Perché se vale la seconda, io di questi ho mangiati veramente moltissimi! Praticamente nei tanti anni vissuti in territorio emiliano, ogni qualvolta imbattevo in un ristorante, trattoria, osteria o affini, supermercati compresi, i tortelli di zucca erano sempre la mia prima opzione. Rigorosamente conditi con burro, salvia e parmigiano non ho mai pensato che potesse esistere qualcosa di più buono. Credo di aver provato tutte le varianti possibili, con vari tipi di mostarda, senza mostarda, con o senza amaretti, più dolci, meno dolci, con la pasta più spessa, con quella più sottile, con la sola zucca e chissà che altro che non ricordo. Bastava spostarsi anche solo di poco per trovare una versione tutta nuova dei mitici tortelli di zucca! Ma i miei preferiti erano e restano quelli mantovani, con la mostarda e gli amaretti.
Ho sempre qualche remora a farli assaggiare qui, fuori dalla loro giurisdizione, un piatto che per me è assolutamente normale, noto invece che sorprende parecchio chi è nuovo a quest'esperienza. Ma come dico sempre, se siete mossi da curiosità, fossi in voi li proverei, poi però, se vi piaceranno tanto quanto son piaciuti a me la prima volta, declino ogni responsabilità per le conseguenze.
E per rispondere alla domanda che mi viene rivolta quando propongo il piatto: “ma la mostarda si sente? ” Rispondo: No, non si sente, ma se non la mettete si sente che non c'è ;-) Vi ho convinto? Mah...
Ora che si avvicinano le feste, mi sembra proprio il momento giusto per proporvi questa delizia, è pur sempre un piatto della tradizione, anche se non proprio veneto! avrete il tempo di provarlo caso mai vogliate inserirlo nel vostro menù. 
Io ci provo da anni ma ancora non sono riuscita nell'opera di persuasione! Forse a voi andrà meglio, d'altra parte non dico mica di cambiare le tradizioni, per carità! Il risotto con i fegatini di mia mamma, che fu prima della nonna e prima ancora chissà, forse anche della bisnonna non rischierà di essere adombrato! ma un bis di primi per esempio? Anche i vegetariani hanno uno stomaco da riempire a Natale :-)

Tortelli di zucca mantovani
Ingredienti per 4 persone


per la pasta
3 uova
300 gr di farina
un pizzico di sale

per il ripieno
polpa di zucca: 300 gr (meglio mantovana)
amaretti: 40 gr
mostarda mantovana tritata (di mele o pere): 1 cucchiaio
parmigiano: 60 gr
pane grattugiato: 2/3 cucchiai
noce moscata: qb
sale: qb

per il condimento
burro fuso
salvia
parmigiano

Lavate bene una zucca con la buccia (meglio quella mantovana, di circa 800 gr) tagliatela a fette ed infornatela a 180°C finchè sarà morbida. Poi eliminate la buccia e passatela al passaverdure. Aggiungete gli amaretti ridotti in polvere, il parmigiano, la mostarda tritata finemente, il sale, la noce moscata e il pane grattugiato necessario ad ottenere un impasto abbastanza sodo (attenzione a non esagerare).
Lasciare riposare il ripieno (anche una notte se avete tempo, sarà più buono!)
Il giorno dopo impastare bene l farina con le uova e un pizzico di sale. Tirare la sfoglia sottile, ricavare dei rettangoli lunghi. Porre al centro un cucchiaino di ripieno, ripiegare la sfoglia e sigillare bene i tortelli eliminando tutta l'aria. Tagliare i tortelli con una rotella dentata.
Cuocerli per circa 5 minuti in acqua bollente salata (il tempo dipende dallo spessore della pasta). Scolarli e condirli con burro fuso e parmigiano. Servire subito.

Alcune annotazioni: se la zucca risultasse troppo acquosa, chiuderla in un telo a perdere l'acqua in eccesso, ma se la cuocete in forno non sarà necessario. Se non vi piacciono i tortelli troppo dolci, riducete a 25/30 gr la quantità di amaretti. Volendo si possono condire anche con pomodoro. Si possono congelare. In questo caso per cuocerli tuffarli congelati in acqua bollente salata.