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martedì 30 dicembre 2014

Gnocchi di grano saraceno al ragù vegan

Cocotte le Creuset

Non sono riuscita a farvi gli auguri di Natale, ma quelli di Buon Anno non possono mancare. Non so il vostro, ma il mio è stato un anno faticoso, di quelli che, quando stanno per finire, non sei per niente triste,anzi, non vedi l'ora. Come se la fine portasse con sé tutto quello che non vorresti più sentire, vedere, ricordare: la superficialità, l’indifferenza, la falsità, l’ipocrisia, la stupidità, l'ignoranza, la codardia. Il coraggio rende liberi!
Quest’anno più che mai vorrei bruciare il vecchio per lasciare spazio al nuovo. Un nuovo che non so cosa sarà, ma so che cosa non sarà mai più. Se dagli errori si impara, quest’anno ho imparato molto, e vorrei ripartire da qui.
Vi lascio con una ricetta che spero sia anche un augurio per un futuro migliore. A tutti coloro che concepiscono il cibo come una forma d’amore, lascio un piatto vegano perché  l’amore ha tante forme, ma nasce sempre dall’amore per sé stessi, fino all’amore universale.

Auguro a tutti uno splendido 2015


Gnocchi di grano saraceno al ragù vegan
Ingredienti
Per 4 persone

patate: 700 gr
farina 00: 80 gr
farina di grano saraceno integrale: 80 gr

Per condire
ragù vegano: (ricetta qui

Procedimento
Preparare il ragù come indicato qui. In alternativa potete condire i vostri gnocchi con altri condimenti a piacere. Sugo di pomodoro o crema di zucca e porri sono ottime soluzioni se non avete a disposizione il ragù.
Per gli gnocchi: lessare le patate con la buccia. Quando sono tenere pelarle e passarle allo schiacciapatate. Setacciare le due farine ed impastare gli gnocchi. Formare dei cilindri del diametro di un dito, tagliarli in tanti tronchetti di tre cm circa, passarli sui rebbi di una forchetta o sul retro di una grattugia e disporli su di un piano infarinato. Cuocerli in acqua bollente salata per due/tre minuti da quando vengono a galla. Condirli con il sugo e servire subito. Se volete preparare gli gnocchi in anticipo, cuoceteli in acqua bollente con un po’ d’olio evo. Scolateli e disponeteli in una pirofila. Al momento di servirli, rituffateli in acqua bollente salata, scolateli, conditeli e serviteli subito.

Alcune annotazioni: la quantità di farina dipende dal tipo di patate. Puo' essere che ce ne voglia un pò di più di quella indicata.

Cocotte  Le Creuset

mercoledì 17 dicembre 2014

Tagliatelle al farro con pesto di broccolo fiolaro


La ricetta di oggi è semplicissima, quindi non ci sono molte spiegazioni da dare. Un pesto che al posto del basilico prevede il broccolo fiolaro, una versione invernale possiamo dire delle mille versioni della pasta al pesto. Ho voluto fare un’ esperimento, ma la pasta col broccolo fiolaro è buonissima  anche preparata come fareste con quella con le cime di rapa, anzi, direi che è veramente deliziosa,
Ma la versione con il pesto è interessante sia per il sapore, sia per una questione più salutistica, diciamo così perchè una cottura velocissima ne preserva il profumo, le vitamine e i Sali minerali, ed ecco spiegata l’origine di questo pesto. E se decidete di provarlo, ricordate che il broccolo fiolaro. dà il meglio di sé dopo le gelate, quando i sapori si concentrano e risulta così saporitissimo.
Una pasta buona e salutare che prevede delle tagliatelle preparate con sola farina di farro integrale ed acqua. Tutto qua, non ho altro da aggiungere, ve l’avevo detto che il piatto era molto semplice. Se siete vegani omettete il parmigiano, sarà un ottimo piatto, magari con l’aggiunta finale di un po’ di lievito secco. Non resta che assaggiare!

Tagliatelle al farro con pesto di broccolo fiolaro
Ingredienti

Per la pasta al farro
farina di farro: 250 gr
acqua: 100/110 gr

Per il pesto
broccolo fiolaro: 130 gr sbollentato
aglio: ¼  spicchio
peperoncino fresco: qb
capperi dissalati: una decina
pinoli: 15 gr
parmigiano vegan: 1 cucchiaio (facoltativo) 
Procedimento
Preparare la pasta facendo la fontana ed aggiungendo l’acqua al centro. Impastare bene, formare un panetto liscio e farlo riposare mezz'ora. Tirare la pasta e formare le tagliatelle. Mondare il broccolo fiolaro, e sbollentare per un minuto le foglioline più tenere. Poi unire tutti gli ingredienti e amalgamarli bene con un mixer. Unire l’olio evo a filo finchè il pesto sarà morbido. Utilizzarlo per condire la pasta come un normale pesto.
Per il parmigiano vegan, la ricetta qui 

Con questa ricette vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 9 dicembre 2014

Crema al cioccolato vegan


Cosa posso dire di questa crema? È talmente buona che direi solo provatela. Veloce, facile,  buonissima e rigorosamente vegan! Per me è molto più buona della crema al cioccolato classica, che peraltro non piace proprio, quindi sono felicissima di aver sperimentato questa versione e di aver trovato la crema al cioccolato che fa per me. L’occasione si è presentata quando l’azienda Alpro mi ha proposto di testare alcuni suoi prodotti così ho preso la palla al balzo e con il latte di soia Alpro ho finalmente provato la crema al cioccolato che volevo preparare da tantissimo tempo. Per me è stata una vera rivelazione.  Non sono un’amante dei dolci e ultimamente non ne preparo spesso,  se non quando sono certa di avere qualcuno che li mangi. Con la cucina vegan è un po’ più complicato perché non tutti la condividono. Ma con questa crema devo dire che non ho avuto problemi  e soprattutto ho scoperto qualcosa che piace tanto a me, ed ogni tanto ci sta. Quindi da oggi in poi solo crema al cioccolato vegan a casa, tanto ha già messo tutti d’accordo. Mi è piaciuta talmente tanto che ne ho regalato un barattolo anche ad un’amica che da un po’ è diventata vegana. Ecco, così la ricetta che mi hai chiesto la trovi qui! E se proprio volete un dessert totalmente irresistibile, provatela con della panna montata, però di cocco!

Crema al cioccolato vegan
Ingredienti

latte di soia Alpro: 500 gr
cacao amaro: 50 GR
amido di mais: 25 gr
fecola di patate: 25 gr
malto di mais: 170gr
zucchero muscobado: 50 gr
caffè ristretto: ½ tazzina
scorzette di arancia candite: per decorare

Procedimento
Dai 500 gr di latte di soia toglierne una tazza e tenerla da parte. Mescolare il malto al rimanente latte di soia, metterlo sul fuoco a fiamma dolce e portare lentamente ad ebollizione mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo, mescolare il cacao con l’amido, la fecola e lo zucchero. Unire la tazza di latte e stemperare bene il tutto fino ad ottenere una crema liscia. Quando il latte bolle, unire il caffè, e versare  sulla crema al cioccolato un po’ alla volta, sciogliere bene la crema e rimetterla sul fuoco dolcissimo. Riportare ad ebollizione e spegnere. Versare la crema in una pirofila, coprirla con la pellicola a contatto e farla raffreddare. Una volta fredda, frullarla con le fruste elettriche per farla diventare liscia.

Per preparare le scorzette di arancia se non le trovate procedere così: con l’apposito attrezzo ricavare delle striscioline dalla buccia di un’arancia biologica. Cospargerle di zucchero semolato, distenderle distanziate su della carta forno e lasciarle asciugare per una settimana.

Alcune annotazioni: per preparare la crema potete utilizzare anche solo l’amido di mais, o la sola fecola di patate.
Per dolcificare ho usato il malto di mais, ma va bene anche un malto di altro tipo. Come finitura ho optato per le scorzette d’arancia perché le avevo in casa. Ma è ottima anche accompagnate con panna di cocco montata.
Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 2 dicembre 2014

Risotto di Broccolo Fiolaro


Forse non tutti conoscono il broccolo fiolaro, o broccolo di Creazzo, un prodotto tipico veneto che si coltiva principalmente nella provincia di Vicenza. Però se vi capita di trovarlo al banco del mercato, consiglio un assaggio. Si può preparare in tanti modi, semplicemente ripassato in padella, accompagnato magari da una buona polenta e del formaggio, oppure si può farne un condimento per la pasta, si può usare sulla pizza come i friarielli, si possono fare delle ottime torte salate, insomma, si può fare di tutto. E’ un prodotto di questa stagione, quindi approfittiamo di tutto quello che possiamo per variare le verdure. Oggi vi propongo un semplicissimo risotto di broccolo Fiolaro, però invece di utilizzare la verdura sbollentata e tritata, ne ho fatto una crema per rendere il piatto più morbido senza dover necessariamente mantecare aggiungendo altro. Le foglie e i germogli più teneri li ho cotti in pentola a pressione, pochissimo tempo sul cestello per conservarne tutto il sapore e il più possibile i principi nutritivi.  Ovviamente ho usato la Pentola a pressione Clipsò+precision di Lagostina che mi permette di regolare la pressione a seconda dei cibi che devo cucinare. E’ favolosa per le verdure, ne conserva il colore, esalta il sapore e non disperde i principi nutritivi! E soprattutto, è velocissima! E poi, sempre con la pentola a pressione ho preparato anche il risotto. E se avete qualche riserva, il risotto con la pap lo consigliano anche i migliori chef!


Risotto con crema di Broccolo Fiolaro
Ingredienti

broccolo fiolaro: 1
scalogno: 1
riso carnaroli: 300 gr
brodo vegetale: qb
olio evo: 3 cucchiai
parmigiano: per mantecare
sale: qb
pepe: qb

Procedimento
Lavare il broccolo fiolaro e staccare i germogli più teneri centrali e le foglie (eliminando solo  quelle più grandi esterne) . Metterle in pentola a pressione e cuocerle nel cestello per due minuti. 
Tritare lo scalogno e farlo appassire in due cucchiai di olio evo aggiungendo un po’ d’acqua per renderlo più leggero.  Nella pap, tostare il riso a secco per 3 minuti.  Unire lo scalogno e cominciare a preparare il risotto con del brodo vegetale bollente. Intanto frullare il broccolo fiolaro fino a farne una crema e unirla al risotto. Salare. Chiudere la pentola a pressione ed impostare 6 minuti di cottura. Trascorso il tempo aprire la pentola e mantecare il risotto con del parmigiano. Aggiungere del pepe macinato fresco. Far riposare 5 minuti e servire all'onda. 
Vilascio qualche scatto dell'Open Day Lagostina che si è tenuto a san Fior (TV) domenica scorsa. Abbiamo imparato talmente tante cose che sarebbe impossibile riassumerle tutte in un post.Una giornata dedicata alla cucina e ai nuovissimi prodotti Lagostina: la pentola a pressione Clipsò, e le nuove linee antiaderenti Tempra e Lavinia, indispensabili in cucina, fanno risparmiare tempo, energia, durano dieci volte di più delle normali antiaderenti e sono completamente atossiche. la nuova generazione delle pentole, con un occhio alla salute, uno all'ambiente e uno alle esigenze della vita moderna!. un risotto in 6 minuti?  con la pentola a pressione si può!

venerdì 28 novembre 2014

Crocchette di miglio e zucca al curry


Ancora una ricetta sana, di quelle che piacciono a me. Non starò a dilungarmi sul concetto di sano perché probabilmente  non finirei più. Diciamo che sano è anche vario, e partendo da questo presupposto, variare i cereali a tavola è un’ottima abitudine. Qualche volta magari ci sono le buone intenzioni ma non vengono le idee, così ve ne do una semplice ma golosa, perché si sa che tuto quello che ricorda anche solo vagamente una polpetta piace sempre :)  Come sempre largo alla fantasia e a tutte le modifiche possibili ed immaginabili che vi possono venire in mente. Quello che mi interessa è il concetto di polpetta o crocchetta, senza uova, quindi in versione vegana.
Per preparare delle crocchette gustose e croccanti, non è necessario nemmeno friggerle, questo ormai lo sanno tutti. Se poi abbiamo delle pentole antiaderenti come quelle della linea Tempra di Lagostina è ancora più facile, perché volendo non servirebbe nemmeno l’olio, ma io ce lo metto perché non sono una fanatica del senza grassi in assoluto. La giusta quantità d'olio evo fa bene e ci vuole, poi ognuno se la vede a modo suo.
Della pentola che posso dire? Un aiuto irrinunciabile in cucina, poi per chi è sostenitore dell’eco come me, posso aggiungere che i nuovi materiali sono studiati per essere assolutamente rispettosi dell’ambiente e della salute. Quindi il concetto di sano si estende dal cibo alla padella...dalla A alla Z, più sicuro di così!

Linea Tempra antiaderente di Lagostina

Crocchette di miglio e zucca al curry
Ingredienti

miglio: 120gr
zucca cotta al forno: 200 gr
lievito secco: 2 cucchiaini
farina di riso: 5 cucchiaini rasi
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
coriandolo tritato: ½ cucchiaio
sedano carote cipolla tritati: un cucchiaio
olio evo: due cucchiai
curry: qb
sale: qb
yogurt di soia: 125 gr
erba cipollina o menta fresche: qb
limone: qualche spicchio 

Procedimento
Per cuocere la zucca, tagliarla a fette e metterla in forno per circa 40 minuti a 200°  finché sarà morbida. Farla raffreddare, eliminare la buccia e schiacciarla con una forchetta. Cuocere il miglio come riportato sulla confezione. In una padella, con un cucchiaio di olio, far stufare carota sedano e cipolla a fiamma molto bassa finché saranno morbidi. Insaporire con del curry a piacere. Aggiungere le verdure alla zucca ed amalgamare. Unire il miglio, il lievito secco, la farina di riso (solo quella necessaria ad avere un impasto che stia insieme) il coriandolo tritato ed aggiustare di sale. Prendere poco impasto alla volta e con le mani formare le crocchette. Ungere una padella antiaderente con pochissimo olio e cuocere le crocchette facendole dorare bene da ambo i lati. Servirle con limone e dello yogurt naturale aromatizzato con dell’erba cipollina a piacere o con della menta.

Alcune annotazioni: potete aggiungere alla zucca anche altre verdure, per esempio una brunoise di finocchi saltati, o dei broccoletti, o degli spinaci, insomma, sperimentate. Il lievito secco se non l’avete non è indispensabile. La zucca è importante che sia asciutta, quindi è da prediligere la cottura al forno. Come sempre, se non avete il coriandolo tritato, sostituitelo con del prezzemolo fresco, il sapore è diverso, ma ci sta bene ugualmente.

E se volete vedere Lo chef Giorgio Giambelli all’opera con i nuovissimi prodotti Lagostina, vi aspettiamo domenica 30 novembre presso Casabella dal Cin in via Europa 7 a San Fior (TV) Noi ci saremo, dalle 15.00, con un altro evento Open Day firmato Lagostina. 

Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 24 novembre 2014

Biscotti di farro e orzo


Oggi una ricetta di quelle che piacciono tanto a me. Malgrado nel blog i dolci non manchino, in realtà io non sono una gran golosa, adoro preparare i dolci, ma non amo molto mangiarli, con poche eccezioni. Questo se parliamo di pasticceria classica. Ma se parliamo di pasticceria “senza” allora la storia cambia, perché i dolci “senza” mi piacciono un sacco! E soprattutto i biscotti! Ma senza cosa? Direte voi. Senza burro principalmente, senza farina 00, senza zucchero raffinato, anche senza uova. Contro tutti quelli che sostengono che non sanno di niente, io dico che sono buonissimi.  Hanno un sapore diverso dai dolci classici, certo, quello si, ma perché dovrebbero essere necessariamente meno buoni? Dipende sempre dai gusti personali. Io mangio biscotti “senza” fin da piccola, evidentemente mi piacciono proprio, sennò chi me lo faceva fare di rinunciare a merendine, frollini, snacks di ogni tipo proprio quando avrei potuto mangiarli senza troppi sensi di colpa? Qualche volta li mangiavo certo, ma preferivo sempre comunque i miei biscotti naturali, forse allora un po’ impopolari, oggi meno, visto che di alimentazione e cibi naturali ormai si parla tanto. Quindi ecco la versione casalinga dei miei biscotti “senza”. Non sto a dirvi che sono buonissimi, certo non possono essere paragonati ad una frolla burrosa o roba simile, ma chi mangia naturale sono sicura che non ha bisogno di essere invogliato da quantità di burro o zucchero. Quindi semplicemente vi lascio la ricetta, se siete curiosi e amate il rischio, potreste anche cadere in tentazione e fare qualche scoperta sorprendente, chissà…

Biscotti di farro e orzo 
Ingredienti

farina di farro integrale: 200 gr
farina di orzo integrale: 70 gr
farina di mandorle: 30 gr
zucchero mascobado: 70 gr
malto di mais: 1 cucchiaio (o altro tipo di malto)
uovo: 1
lievito: 1 cucchiaino
olio di semi di girasole bio: 100 gr
prugne secche: 12 circa
limone bio: la scorza grattugiata di 1
sale integrale: un pizzico abbondante

Procedimento
Ammorbidire le prugne in un po’ d’acqua se necessario e tagliarle a pezzetti piccoli.  Miscelare le farine con il lievito e il sale, aggiungere l’uovo, l’olio, il malto stemperato in pochissima acqua ed impastare. Amalgamare le prugne e far riposare l’impasto per mezz’oretta in frigo. Stenderlo tra due fogli di carta forno con il mattarello ad uno spessore di circa 4 mm, e con un coppapasta ricavare dei dischi. Disporli sopra della carta forno in una teglia da forno,  e cuocerli a 170° per circa 20 minuti. Sfornarli e farli raffreddare. Se preferite una versione più morbida, sostituire il malto con un po’ di latte di soia, solo quello necessario a far stare insieme l’impasto.

Alcune annotazioni: l’impasto risulterà un po’ appiccicoso, ma lavorandolo con la carta forno non sarà troppo complicato ricavare i biscotti. Sono più buoni il giorno dopo. Conservarli in una scatola di latta o in un sacchetto per alimenti  ben chiuso.
Buona settimana, un bacio a tutti e al prossimo post.

venerdì 14 novembre 2014

Minestra d' orzo, porcini e castagne


Avete per caso dei porcini che proprio non sapete come utilizzare? Eh lo so, di solito avanzano sempre in cucina. Niente paura oggi vi racconto come riciclare degli ottimi porcini freschissimi e profumati :-)
Non vorrete mica fare il solito risotto, le solite tagliatelle o  magari i soliti tortelli vero? No no, oggi andiamo alla ricerca di qualcos’altro: che ne direste di una minestra di orzo e porcini? Beh certo, verrebbe buonissima anche con dei funghi misti ovviamente, solo che io avevo questi. Avevo però anche delle castagne che quest’anno sono una rarità (almeno quelle italiane) causa clima e parassiti vari, così direi che ne è venuto fuori un piatto decisamente prezioso! E oltre che prezioso anche buonissimo, e meno male aggiungerei altrimenti ci pensate che spreco di materia prima? ;) Cosa posso dirvi di questa minestra se non che è un toccasana per la salute? Innanzitutto per l’uso dell’orzo che non dovrebbe mai mancare nella dieta come alternativa alla pasta, non sto a spiegarvi i motivi perché credo siano chiari a tutti, ma anche perché i funghi sono una fonte di vitamina B12 (prodotta dai batteri del terreno, non dal fungo in sé) e per chi è vegetariano e vegano non è un aspetto da sottovalutare visto che non si trova in nessun alimento di origine vegetale. Largo ai funghi quindi, quando ci sono mangiamoli, facciamo questo sforzo;)  E mi raccomando, non lavateli mai sotto l’acqua, ma spazzolateli con cura e puliteli con un panno umido eliminando la terra…

Minestra d'orzo, porcini e castagne
Ingredienti per 4/5 persone

orzo perlato: 80 gr
porcini freschi: 3 medi (o 4 piccoli)
scalogno: 1
carota: 1
sedano: 1 costa e qualche foglia
olio evo: 2 cucchiai
castagne cotte: 8/10
sale affumicato: qb
brodo vegetale: 1,5 litri
prezzemolo tritato: due cucchiai
pepe: qb

Procedimento

Affettare lo scalogno molto sottile e farlo appassire molto lentamente in due cucchiai di olio evo, se necessario aggiungere un po’ d’acqua. Lavare e mondare carota e sedano e tagliarli a brunoise (dadini molto piccoli). Tritare anche qualche foglia di sedano e tenere da parte. Versare metà del brodo caldo sullo scalogno appassito, salare e cuocere l’orzo nel brodo.  A metà cottura aggiungere il sedano e la carota e le castagne tritate grossolanamente, se desiderate la minestra più liquida aggiungete del brodo caldo.  Far cuocere circa dieci minuti, finchè le verdure saranno quasi pronte, poi aggiungere le castagne tritate grossolanamente e per ultimi i porcini tagliati a fettine e le foglie di sedano tritate e cuocere 7/8 minuti,  infine unire il prezzemolo tritato. Aggiustare di sale usando anche un po’ di sale affumicato. Finire con un giro d’olio evo e una macinata di pepe fresco.  Servire subito

Alcune annotazioni: Io ho usato delle castagne già cotte che subiscono preventivamente un processo di essiccazione con legno di castagno. Sono profumatissime e molto saporite,  Voi utilizzate quelle che avete, e caso mai per un sapore un po’ più deciso aggiungete un po’ di sale affumicato se vi piace.

Con questa ricetta vi auguro un bellissimo w.e. Un bacio a tutti


lunedì 10 novembre 2014

Pesto di foglie di sedano



Una ricetta semplice semplice, ma che mi piace moltissimo. Non c’è molto da raccontare, di un pesto si tratta, niente di più niente di meno, però è delizioso. E ho pensato che forse non a tutti verrebbe in mente di recuperare le foglie del sedano, ma perché buttarle! A parte che ci sono vari modi per utilizzarle...comunque, questo è proprio sfizioso! 
Insomma, non lo so, forse è la scoperta dell’acqua calda, forse non vi dico niente di nuovo, ma se qualcuno non lo conoscesse, consiglio vivamente di provarlo. Delicatissimo ma saporito e se vi viene in mente qualche variante perché no? si può sperimentare. Io vi lascio la mia versione, che ho accompagnato a fette di pane nero e ad un’altra salsa ai peperoni. E’ bastato poco per mettere insieme una cena: pane buono, qualche salsina, contorni di verdure, magari un formaggio vegan, un bicchiere di vino e un po’ di chiacchiere.

Con le foglie del sedano poi ci ho fatto anche una minestra di porcini, ma sarà oggetto di un altro post...
E voi come utilizzate le foglie di sedano? 

Pesto di foglie di sedano

Ingredienti

foglie di sedano: tre manciate abbondanti
pinoli: un cucchiaio
mandorle: 15
capperi sotto sale: 10
coriandolo fresco: quattro rametti (oppure prezzemolo)
lievito secco: 1 cucchiaino
aglio: un quarto di spicchio
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Dissalare i capperi lavandoli e lasciandoli a mollo per un paio d'ore, poi scolarli ed asciugarli bene. Tritare grossolanamente le mandorle. Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare ad intermittenza. Come faccio sempre, io vado ad occhio, quindi vi consiglio di assaggiare e di aggiustare secondo i vostri gusti. Usate un olio evo dal sapore delicato. Per il resto, potete per esempio omettere il coriandolo fresco se non lo trovate e aggiungere un po’ di prezzemolo, darà ulteriore freschezza al piatto. Tutto qua, direi che ci vuole di più a scrivere la ricetta che a prepararla.

Un bacio a tutti e al prossimo post. Buon inizio settimana.

giovedì 6 novembre 2014

Dhal di lenticchie rosse

Pentola Le Creuset
La ricetta di oggi sa di spezie, è calda e avvolgente, decisamente buona. Quest’estate ho usato molto i profumi dei piatti indiani, mi piacciono, e per rendere originale e diverso un piatto di lenticchie non ci vuole poi molto. Vabbè, io ho una passione per le lenticchie, mi piacciono in tutti i modi, e dato che ne mangio parecchie sperimento ricette diverse. Chi è vegetariano è più audace con spezie  ed ingredienti particoalri,  per dare più varietà ai sapori, per integrare ciò che manca nella dieta e via dicendo, quindi è sempre una scoperta. Poi d’estate la voglia di viaggiare ci porta a sperimentare di più. Certo ora l’estate è decisamente finita, ma il profumo del dhal di lenticchie di sicuro mi accompagnerà fino alla prossima, è uno di quei profumi che scalda e fa venir voglia di sedersi intorno ad un tavolo a chiacchierare. Quindi ve lo propongo come l’ho preparato io, sapendo però che nella ricetta originale si usa il burro chiarificato, mentre io avendone fatto una versione vegana ho usato l’olio e aggiunto un cucchiaio di panna di soia per dare più cremosità. Non dimenticate il pane, quello che preferite, ma a volontà!

Dhal di lenticchie rosse
Ingredienti

lenticchie rosse: 200 gr
cipolla: ½
pomodoro: 2 ramati
carota: ½
sedano: ½ costa
aglio: 1 spicchio
coriandolo: 2 cucchiaini
cumino: 1 cucchiaino
semi di senape nera: 1 cucchiaino
curcuma: 1/2 cucchiaino
zenzero fresco: 2 cm
foglie di curry: 4
limone: ½
panna vegetale: 2 cucchiai
olio evo: tre cucchiai (o in sostituzione ghee)
sale: qb
coriandolo fresco: qb

Lessare le lenticchie per 12 minuti in pentola a pressione, scolarle e tenerle da parte. In una casseruola, fa appassire in quattro cucchiai di olio evo sedano carote, cipolla e aglio tritati molto piccoli. Pestare il cumino e il coriandolo nel mortaio e ridurli in polvere sottile, tostarli leggermente in padella insieme anche ai semi di senape, ed aggiungerli con le rimanenti spezie alle verdure (unitele un po’ alla volta secondo i vostri gusti), grattugiare lo zenzero ed unirlo al resto.  Unire anche le foglie di curry, e lasciare qualche minuto. Aggiungere il pomodoro a pezzi, le lenticchie, aggiustare di sale ed aggiungere acqua fino a coprire abbondantemente le verdure. Cuocere molto lentamente finchè le lenticchie saranno quasi sfatte, devono risultare cremose. Se necessario aggiungere dell’acqua. Quando tutto sarà morbido, con il frullatore ad immersione frullare una piccola parte delle lenticchie per renderle più cremose, aggiungere uno o due cucchiai di panna vegetale e il succo di ½ limone. Far riposare e servire calde o tiepide con del coriandolo fresco tritato.

Alcune annotazioni: in questa ricetta le lenticchie devono risultare morbide, per questo ho preferito usare la pentola a pressione, diversamente dovrete farle cuocere a lungo nella pentola normale. Come sempre le spezie vanno dosate in base al gusto personale, l'importante è tostarle leggermente prima di unirle agli altri ingredienti in modo che sprigionino tutto il loro sapore.


Pentola Le Creuset

mercoledì 29 ottobre 2014

Zuppa di bok choy con alghe nori e pinoli caramellati


Oggi vi propongo una ricetta fusion, di quelle che prendono qualche elemento della cucina più o meno tradizionale e lo elaborano con quello della cucina di qualcun altro. A me piace molto la cucina giapponese, mi piace il gusto umami per intenderci, quel sapore sapido e dall’aroma particolare che caratterizza molti piatti orientali. Sono riuscita a trovare dei bellissimi Bok choy, così non ho resistito all’idea di prepararci una zuppa. Ma invece di preparare il classico piatto giapponese, con verdure e tofu nel brodo (come questa) ho voluto fare una zuppa più tradizionale, ma con un sapore meno occidentale e più rivolto ad oriente, con l’aggiunta anche della quinoa, che va a sostituire i carboidrati dei  noodles,  con qualcosa di più proteico.
Il risultato mi è piaciuto molto, però vi devono piacere i sapori orientali, sennò potete tranquillamente occidentalizzarla. L’ho preparata velocemente perché ho avuto due aiutanti di tutto rispetto in cucina, la pap Clipsò e l’antiaderente Lavinia di Lagostina. La pap ve l’ho presentata qui, l’antiaderente ve la presento oggi, un prodotto favoloso, si cucina tutto, senza che si attacchi, e senza dover utilizzare mille padelle. Basta passarla con un po’ di carta e la pentola è pronta per cuocere qualcos’altro. Veramente fantastica!

Pap e antiaderente Lagostina 


Zuppa di bok choy con alghe, e pinoli caramellati
Ingredienti per 2 persone

bok choi: 2
patate: 1
cipollotto: 1
piselli: 1/2 tazza
coriandolo: qb
miso chiaro: ½ cucchiaino
quinoa: 50 gr
olio di sesamo: qb
zenzero fresco: qb
alghe nori: 1 foglio
olio per friggere: qb
brodo vegetale: qb
salsa di soia: due cucchiai
zucchero di canna: 1 cucchiaio
pinoli: due cucchiai

Procedimento
Lavare e mondare i bok choy, la patata e il cipollotto e tagliarli a pezzi. Metterli nella pentola a pressione con i piselli, un po’ di brodo vegetale o acqua e portare a cottura ( basteranno 10 minuti) Frullare tutto con il minipimer fino  ad ottenere una crema fluida e liscia. Volendo si può setacciare per avere una vellutata ancora più liscia. Tritare il coriandolo e aggiungerlo alla crema, insieme al miso stemperato in pochissimo liquido. Mescolare bene. Cuocere anche la quinoa nella pentola a pressione dimezzando i tempi indicati nella confezione. Nella padella antiaderente scaldare un velo di olio di sesamo e saltare la quinoa cotta e scolata insieme ad una fettina di zenzero fresco. Aggiungerla alla crema di bok choy. Friggere in poco olio l’alga nori tagliata a quadrati e qualche fogliolina di coriandolo. Nella padella antiaderente, formare una salsa densa con un cucchiaio di zucchero di canna e due cucchiai di salsa di soia, far ridurre bene e caramellare i pinoli, stenderli in un foglio di carta forno e farli asciugare. Servire la zuppa calda, con i pinoli, alghe e coriandolo aggiunti solo all’ultimo momento in modo che mantengano tutta la loro croccantezza.

Alcune annotazioni:  Questa zuppa ha un sapore particolare dato dall’uso del cavolo cinese, ma se non lo trovate, potete tranquillamente sperimentare con altre verdure. Io per esempio proverei un misto di cime di rapa e spinacini per esempio. La particolarità sta nel sapore dato dall’uso dell’olio di sesamo, del miso e del coriandolo, che però potete sostituire con del prezzemolo. Certo il sapore cambierà, ma sarà comunque una zuppa dal sapore particolare grazie all’olio di sesamo, lo zenzero e il miso.  

venerdì 24 ottobre 2014

Ceci in salsa speziata


I legumi mi piacciono molto e nella mia dispensa non mancano mai. Se usate la pentola a pressione poi, anche cuocerli diventa più semplice, soprattutto più veloce, perché diciamolo, la cosa noiosa dei legumi è che ti devi ricordare di metterli in ammollo il giorno prima, e devono cuocere a lungo. Ma una volta risolto il primo problema con dosi di fosforo in modo da non dimenticarsi l’ammollo, e il secondo accorciando i tempi con la pentola a pressione, ecco che cuocere i legumi diventa meno noioso! 
pentola Lagostina 

Se poi ad aiutarvi in cucina avete la nuovissima Clipsò+precision di Lagostina tutto sarà ancora più facile. La nuova Clipsò+ precision permette di regolare la pressione ideale di cottura grazie a due diversi programmi che preservano le vitamine e il gusto degli ingredienti: una pressione è dedicata alla cottura di verdure ed alimenti delicati e l'altra dedicata alle carni, al pesce e ai surgelati.
Ma la nuova Clipsò ha anche molte altre caratteristiche che la rendono un aiuto insostituibile in cucina, l'Eco dose, l'Eco timer e l'Eco Energy System. 

pentola Lagostina 

Ceci speziati
Ingredienti

ceci:150 gr
pomodori pelati: 250 gr
peperoni rossi: 2
olio evo: qb
aglio: 1 spicchio
cipolla: ¼
chiodi di garofano: 2
cumino: 1 cucchiaino
cannella: un pizzico
peperoncino fresco: qb
prezzemolo o coriandolo freschi: qb
sale: qb

Procedimento

Dopo aver lasciato in ammollo i ceci per almeno 24 ore, cuocerli nella pentola a pressione per circa 45 minuti (il tempo dipende dalla qualità dei ceci e dai tempi di ammollo) Scolarli e farli raffreddare.
Arrostire i peperoni in forno sotto il grill finchè la buccia non sarà abbrustolita e sollevata dalla polpa. Chiuderli immediatamente in un sacchetto di carta e farli raffreddare. Poi spellarli, aprirli raccogliendo l’acqua, pulirli dai semi e frullarli.
Tagliare la cipolla sottile e farla soffriggere con lo spicchio d’aglio e il peperoncino in poco olio. Tostare leggermente le spezie ed aggiungerle alla cipolla quando è morbida. Unire i pelati tritati grossolanamente, un po’ d’acqua e far cuocere il sugo. Dopo 20 minuti circa, frullare ed aggiungere i peperoni. Far cuocere ancora una decina di minuti ed aggiustare di sale. Quando il sugo sarà ristretto e vellutato, spegnere la fiamma ed aggiungere i ceci e abbondante prezzemolo tritato o se vi piace coriandolo.  Servire tiepido con delle focaccine morbide o con altro pane.
Questo piatto è un delizioso accompagnamento per altre portate, ma è ottimo anche come secondo piatto, magari accompagnato da qualche oliva, o del formaggio, in stile marocchino per intenderci! 
Un bacio a tutti e al prossimo post!

mercoledì 8 ottobre 2014

Tortelli ai funghi porcini


L’unica cosa bella di tutta la pioggia che abbiamo visto quest’estate, è la quantità di funghi che ne è conseguita. Ragion per cui preparo tortelli ai porcini da un bel pò, li faccio li mangio e li rifaccio! Sono talmente buoni che è un peccato non  approfittarne. Tra un po’ probabilmente mi stancherò e non li vorrò più vedere, ma fino ad allora sono una vera delizia da gustare. Perché mi piacciono tanto i tortelli? Perché sono comodissimi. Si fanno, si congelano, e all’occorrenza in cinque minuti avete bell’e pronto un piatto spettacolare pronto da portare in tavola. Ecco perché mi piacciono tanto.

Ora però la mia scorta è quasi finita e credo che per quest’anno dichiarerò conclusa la stagione dei tortelli ai porcini. Magari penso a qualche altro piatto delizioso, e perché no? Magari veg! Oggi però vi lascio un classico che più classico non si può! Di quelli che non deludono mai…ma quando un ingrediente è buono, non ci vuole molto a mangiare bene.

Tortelli ai porcini
Ingredienti
per 48 tortelli circa (4/6 persone)

Per il ripieno
porcini freschi: 300 gr
scalogno: 1
aglio: 1 spicchio
ricotta: 60 gr
parmigiano grattugiato: 3 cucchiai
pane grattugiato: 1 cucchiaio
prezzemolo: qb
sale/pepe: qb

Per la pasta
farina 00: 150 gr
semola rimacinata: 150 gr
uova: 3

Per condire
burro fuso: poco

Procedimento

Preparare la pasta impastando le farine con le uova. Lasciare riposare mezz’ora circa. Nel frattempo, pulire i funghi senza lavarli, tagliarli a fette e saltarli in padella con un po’ d’olio evo,  lo scalogno tritato e uno spicchio d’aglio. Salare e pepare e farli cuocere per circa 15 minuti, aggiungere il prezzemolo tritato qualche minuto prima di terminare la cottura. Farli raffreddare e tritarli al coltello. Mescolarli alla ricotta, al pangrattato, e al parmigiano. Se necessario aggiustare di sale e pepe.  Tirare la pasta sottile e formare i tortelli sistemando in ognuno un cucchiaino di ripieno. Richiuderli bene eliminando tutta l’aria all’interno e distenderli su dei vassoi cosparsi con della semola. Cuocere in acqua bollente salata per circa 5/6 minuti (dipende dallo spessore della pasta) e condire con poco burro fuso.

Alcune annotazioni: se volete congelare i tortelli, tirate la pasta non troppo sottile. E' possibile preparare il ripieno mescolando diversi tipi di funghi. Questi tortelli sono molto saporiti e non serve condirli troppo, appena un pò di burro per renderli lucidi sarà sufficiente, poi ovviamente va a gusto personale.

Bene, con questa ricetta vi auguro una splendido w.e, anche se manca ancora un pò :D Un bacio a tutti e al prossimo post.

mercoledì 1 ottobre 2014

Torta salata di pasta matta con borragine, cicoria e Asiago DOP

Tortiera Le Creuset
Come possiamo rallegrare questo primo giorno di ottobre, grigio e piovoso? Si potrebbe preparare un dolce di quelli super golosi, magari al cioccolato di quelli che scaldano anima e cuore, ma c’è ancora qualche fiore in giardino, a colorare queste giornate autunnali, e allora perché non portarli in tavola? La borragine continua a crescere rigogliosa, e prima che anche per quest’anno il freddo la faccia capitolare, ho  preparato una torta, ovviamente salata. La borragine ha un sapore molto particolare, ha una nota di freschezza che fa pensare alla primavera. Mi piace mescolarla ad altre verdure, prepararci i tortelli o qualche contorno sfizioso. Non sono un’amante delle torte salate, soprattutto perché in genere si usano paste troppo grasse per prepararle. Ma la pasta matta è un’altra cosa, è come una sfoglia di pane, leggerissima e croccante, un guscio ideale per racchiuderci quello che più vi piace. Provatela, sono sicura che diventerà anche per voi un sostituto ideale quando siete alla ricerca di un piatto leggero, sano e soprattutto vegetariano. Se non avete la borragine potete tranquillamente usare altre verdure, spinaci, cicoria, bieta, quello che più vi piace insomma. Le torte salate non mettono limiti alla fantasia. Io un po’ di borragine l’ho messa nel ripieno, sennò non avrei saputo giustificare la presenza dei suoi fiori! E se dovevo rallegrare questa giornata grigia, come avrei fatto senza questo celeste meraviglioso?


Torta salata di pasta matta con cicoria e borragine

Ingredienti

Per la pasta 
farina 00: 250 gr
acqua frizzante: 110 gr
sale: 1 cucchiaino
olio evo: tre cucchiai
aceto: 1 cucchiaino

Per il ripieno
cicoria bollita: 300 gr
borragine: 50 gr
asiago fresco D.O.P: 80 gr 
aglio: 1 spicchio
olio evo: tre cucchiai
sale: qb

Setacciare la farina con il sale e fare la fontana, aggiungere al centro acqua, olio e aceto ed impastare incorporando la farina poca alla volta. Lavorare il panetto per mezz'ora. Farlo riposare per 30 minuti appoggiato su un piatto unto d’olio e coperto da una pentola calda. Lavare la borragine, saltarla in padella con poco olio e sale per qualche minuto. Saltare anche la cicoria con due cucchiai d’olio e uno spicchio d’aglio e far raffreddare. Tritare le verdure al coltello, aggiungere l'asiago grattugiato o a pezzetti piccoli e mescolare bene.
Dividere la pasta in due parti, una leggermente più grande dell’altra  e con il mattarello tirarla molto sottile. Rivestire il fondo di una tortiera con carta forno, adagiarvi la sfoglia più grande, riempire con il ripieno livellandolo bene. Appoggiare sopra la seconda sfoglia e ripiegare i bordi di quella sottostante. Bucherellare la pasta, spennellarla con un po’ di latte, ed infornare a 180° per circa 50 minuti. Sfornare, lasciare intiepidire e servire.

Alcune annotazioni: la torta è molto buona tiepida, in modo che la pasta rimanga croccante. Se ne avanza, il giorno dopo si può tranquillamente riscaldare su una griglia per asciugare l'umidità della pasta. Tornerà perfetta!
Con questa ricetta vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post



mercoledì 24 settembre 2014

Insalata di quinoa


So che un’insalata in questo momento forse non fa proprio venire l’acquolina in bocca, ma è una vita che voglio postarne una e stavolta mi sono presa la briga di fotografarla, quindi mi tocca proprio proporvela.
E c’è un’altra ragione per cui oggi ho scelto un’insalata, anzi due: la prima è che mi piacerebbe riuscire a far capire che il termine “Insalatona” non è solo due foglie d’insalata, pomodori  e formaggio, esistono altri ingredienti con cui ci si può nutrire se si decide di votarsi all’alimentazione vegetariana. Quando dico di essere vegetariana la gente mi risponde: e cosa mangi?  solo insalatone??????  Ma non avete mai fatto un giro nei supermercati,  magari andando a guardare le corsie che solitamente non percorrete? Vi si potrebbe aprire un mondo :) Io tra l’altro consiglio quelli bio o naturali, vi potrebbe sembrare di essere sbarcati su Marte! Provate, potreste scoprire tante cose interessanti!
La seconda ragione è che volevo utilizzare il tofu fermentato, che ancora non avevo proposto, e un’insalata mi sembrava potesse andare bene, anche se a me in realtà piace molto con una semplice fetta di pane casereccio abbrustolito, un po’ di pomodoro condito e una fetta di tofu fermentato! Più semplice di così! Ma non ci potevo mica fare un post vi pare? Quindi oggi, insalata sia, che dal prossimo post sarà davvero autunno!

Insalata di quinoa
Ingredienti

quinoa: 1/3 bicchiere
cicorino: 3 manciate
carote viola: 1
rapanelli: 2 (facoltativi)
zucca: due fette spesse
tofu fermentato o naturale: a piacere
nocciole tostate: dieci
aceto di mele: qb
olio evo: qb
sale: qb

Per il tofu fermentato
tofu al naturale: 1 panetto
miso (di orzo o riso): qb

Cuocere la quinoa, scolarla e tenerla da parte. Tagliare la zucca a dadini e farla rosolare leggermente in padella con poco olio e salare. Tagliare la carota a julienne e farla saltare allo stesso modo. Lavare ed asciugare il cicorino, tritare grossolanamente le nocciole, tagliare il tofu a dadini. Se volete aggiungere un pò di colore unite un paio di rapanelli affettati sottili, ma l'insalata è molto buona anche senza! Mescolare tutti gli ingredienti, aggiungere qualche erba aromatica se vi piace, menta o finocchietto e condire con una vinaigrette preparata con olio, sale, aceto di mele o, se lo preferite, balsamico.
Per preparare il tofu fermentato, spalmare il panetto con del miso a vostra scelta, io uso quello d'orzo o di riso. Chiuderlo in un contenitore ermetico e lasciarlo in frigorifero per due/tre giorni, a seconda di quanto vi piace intenso il sapore. Trascorso il tempo, con un coltello eliminare il miso e pulire il panetto con una salvietta, poi riponetelo in frigo, A me piace molto sulle bruschette con le verdure!

Alcune annotazioni: il tofu fermentato ha un sapore particolare, vi piacerà  se gradite il sapore del miso. In quest'insalata comunque ci sta benissimo anche il tofu al naturale. I rapanelli sono più decorativi che altro, per dare una nota di colore, ma l'insalata è ottima anche senza. La quinoa non si vede per esigenze fotografiche non l'ho mescolata troppo, ma voi, prima di portarla in tavola, fatelo! 
Ovviamente, essendo questa un'insalata potete anche sostituire qualche ingrediente a seconda della stagione, per esempio, al posto del cicorino, andranno benissimo anche degli spinacini freschi.
Auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio e al prossimo post.

lunedì 15 settembre 2014

Spring rolls


Per una serie di ragioni che non starò qui a spiegare, non frequento i ristoranti cinesi, però ci sono alcuni piatti che mi piacciono molto, e che ogni tanto preparo da me.  Questa ricetta è  una mia libera interpretazione degli involtini primavera. E’ vero che in Cina ci sono mille modi per prepararli, ma questa è una mia elaborazione, quindi se qualche integralista la trovasse poco attinente alle ricette originali, sappia che è assolutamente voluto! :D
Per prima cosa ho usato la pasta phillo, giusto perché ce l’avevo in casa, che non sarebbe proprio quella che usano i cinesi per gli involtini!  Poi ho voluto provare la versione vegetariana ma con aggiunta di seitan, così da aggiungere anche una parte proteica e rendere il piatto più completo. L'esperimento mi è piaciuto molto (ma se non avete il seitan il risultato sarà comunque ottimo)
Altra differenza sostanziale: non sono fritti, ma cotti al forno! Dopo le mozzarelle in carrozza non me la sentivo di friggere ancora, quindi ne ho fatto una versione più light, però è molto gustosa grazie alla salsa di soia un po’ agrodolce con cui ho saltato le verdure. Provateli, buoni e croccantissimi, a patto che li mangiate appena usciti dal forno! attenti alle ustioni però…mi raccomando :)

Spring rolls vegetariani
Ingredienti
per 6 involtini

pasta phillo: mezza confezione
cavolo cappuccio: 80 gr
carota: 1
cipollotti:
germogli di soia: una manciata
radice di zenzero: una fettina
aglio: uno spicchio
seitan: 2 fette sottili 
salsa di soia: 2 cucchiai
aceto di mele: 2 cucchiaini
zucchero: 1/2 cucchiaino
peperoncino fresco: una fettina
olio di semi di girasole: 2 cucchiai (più per spennellare)
olio di sesamo: un cucchiaio
farina e acqua: per sigillare

Procedimento

Lavare tutte le verdure. Tagliare la carota a julienne,  il cavolo a striscioline sottili, i cipollotti a fettine). In un wok scaldare l’olio di semi e l’olio di soia, aggiungere lo zenzero, il peperoncino e l’aglio in camicia schiacciato, eliminarlo dopo due minuti e far saltare le verdure: prima la carota, poi i cipollotti e per ultimo il cavolo e i germogli  (tutte devono restare croccanti). Prima della fine della cottura aggiungere il seitan tritato con un macina carne e unire la salsa fatta mescolando bene la salsa di soia, l’aceto e lo zucchero. Fare saltare qualche minuto a fiamma vivace, poi spegnere e far raffreddare. Intanto tagliare la pasta phillo in quadrati (circa 20 cm per lato) Sistemare nell’angolo in basso un cucchiaio di composto di verdure. Piegare l’angolo in basso sul ripieno, ripiegare i bordi esterni verso l’interno ed arrotolare. Sigillare l’involtino con un po’ di acqua e farina. Infornare a 180° per circa 20 minuti, rigirando gli involtini per farli dorare da entrambi i lati. Toglierli quando sono ben dorati e croccanti e mangiarli caldi. 
Buonissimi anche accompagnti ad una salsa agrodolce. La ricetta la trovate qui
Buon inizio settimana, un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 8 settembre 2014

Mozzarella in carrozza...vegetariana


Non sono un’amante del fritto e questo si sa, la mozzarella in carrozza credo di mangiarla con una frequenza di una ogni dieci anni, quindi non molto spesso….però…che vi devo dire, ci sono giorni in cui una cosa ti entra in testa e finchè non le dai il suo spazio resta li a darti il tormento.
Complice il fatto che un giro a bacari di idee in effetti te ne mette molte! e poiché da buona vegetariana, solitamente non mangio quasi nulla di quello che la tradizione veneziana propone con il classico giro di spritz…che dire, me ne sono tornata a casa con qualche idea per la testa. Questa è stata la volta della mozzarella in carrozza, anche perché mi sono ritrovata in casa dell’ottimo pane casereccio e una buonissima mozzarella, metteteci il giro per bacari a Venezia e la ricetta è venuta da sé!

Quindi come ormai sarà chiaro a tutti oggi, mozzarella in carrozza, però in versione vegetariana! Sana? Forse non troppo, ma una volta ogni 10 anni si può fare uno sgarro, se non altro è fatta in casa, quindi ingredienti sicuramente genuini e di prima qualità, sennò non vale nemmeno la pena prepararle. 
Ho sostituito la classica acciuga con dei capperi, per dare un po’ di salinità. Ovvio, chi non è vegetariano può prepararla in  modo classico, ma anche con i capperi se volete provarla, è veramente buonissima! 

Mozzarella in carrozza
Ingredienti per 4 mozzarelle

pane casereccio:  4/5 fette
uova: 2
latte: tre cucchiai circa
mozzarella fiordilatte: 1
capperi sotto sale: una manciata
pomodori secchi sott'olio: 2
olio di arachidi: qb
farina: qb

Procedimento
Utilizzare delle fette di pane non troppo spesse, diciamo circa 1 cm. Eliminare dal pane la crosta e ricavarne 8 rettangoli tutti uguali (la dimensione è quella necessaria a contenere una fetta di mozzarella) . Tagliare la mozzarella a fette spesse circa 1 cm. Sbattere le uova con un po’ di latte e salare. Lavare i capperi,  asciugarli bene e tritarli. Sistemare tra due fette di pane la mozzarella, distribuire i capperi tritati, un filetto di pomodoro secco sott'olio tritato, e pressare bene senza rompere il pane! Passare prima nella farina e poi nell’uovo. Friggere in olio caldo (170°) finchè le mozzarelle saranno ben dorate. L'olio non deve essere troppo caldo altrimenti la mozzarella non farà in tempo a sciogliersi, tenete controllata la temperatura, mi raccomando! Fare attenzione che il pane non si apra in cottura, immergere bene le mozzarelle, cuocerne due alla volta e se necessario aiutarsi a sigillarle nei primi secondi di frittura tenendole ferme con la punta di una pinza! Scolare su carta assorbente, e servire caldissime!

Alcune annotazioni: c'è chi passa le mozzarelle anche nel pangrattato prima di friggerle, potete provare sia l'una che l'altra versione, ma io preferisco evitarlo, il risultato finale per è migliore!

Vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 28 agosto 2014

Tortelli di barbabietola


In questa estate che qui sa tanto d’autunno, ho preparato piatti che mai avrei pensato di cucinare…sognando insalate di cereali e verdure a go go, mi ritrovo con foto di tortelli al burro, super calorici che a tutto fan pensare, ma non certo all'estate, al mare e alle vacanze! Ma quest’anno è andata così! Che ci possiamo fare? Approfittiamo di quel che arriva! e così complice la pioggia, il freddo e la poca voglia di uscire, è stato un tripudio di tortelli ai porcini, alle barbabietole e chi più ne ha più ne metta. 
Manca solo la polenta, ma quella proprio mi sono rifiutata di prepararla, aspetto ancora un po'…giusto per illudermi che il bello deve ancora venire e che il caldo ci sorprenderà, e chissà…magari in autunno mangeremo insalate fresche e macedonie di frutta.
Per ora tortelli di barbabietola, buoni, delicati, se avete voglia di cimentarvi con la pasta ripiena sono assolutamente consigliati!

Tortelli di barbabietola
Ingredienti
Per 50 tortelli

Per il ripieno
barbabietola rossa: 200 gr
patate farinose: 200 gr
scalogno: 1
parmigiano: 4 cucchiai
noce moscata, sale: qb
Per la pasta
farina 00: 200 gr
semola rimacinata: 100 gr
farina integrale: 100 gr
uova: 3
Per il condimento
burro fuso: qb
semi di papavero: qb
parmigiano: qb

Procedimento:
cuocere le barbabietole avvolte in un foglio di alluminio in forno a 200° per circa 35 minuti (dipende dalla grandezza). Lessare le patate e quando sono pronte schiacciarle con lo schiacciapatate. Far appassire lo scalogno a fiamma molto dolce in un paio di cucchiai d’olio evo e un po’ di sale. Frullare le barbabietole ridotte a pezzi in un mixer con la cipolla. Aggiungere le patate schiacciate e mescolare bene. Aggiungere il parmigiano, un pizzico di noce moscata ed aggiustare di sale. Tenere da parte il ripieno.
Preparare la pasta facendo la fontana sulla spianatoia con le farine, aggiungere le uova al centro e con una forchetta amalgamare la farina prendendone poca alla volta. Impastare. Avvolgere nella pellicola e far riposare mezz’ora. Tirare la pasta come fate solitamente per i tortelli (se vi piacciono più o meno spessi, ma comunque abbastanza sottile)Tirate delle sfoglie abbastanza lunghe.  Mettere mezzo cucchiaino di ripieno in fila distanziandoli di due dita l’uno dall’altro e posizionandoli verso il basso della striscia di pasta. Ripegare la parte superiore della pasta e sigillare bene ogni mucchietto di ripieno facendo attenzione a non lasciare aria all’interno. Tagliare i tortelli con una rondella e sistemarli su dei vassoi cosparsi di semola. Se non li utilizzate subito potete anche congelarli. (Mettere i vassoi in congelatore e quando i tortelli saranno congelati chiuderli in sacchetti da freezer. Ricordate che se decidete di congelarne una parte la pasta non deve essere troppo sottile altrimenti in cottura si romperà. Se li mangiate subito invece potete fare anche una sfoglia sottilissima).
Cuocere i tortelli in acqua bollente salata per 7 minuti (3/4 se la pasta è più sottile), condirli con burro fuso , semi di papavero e parmigiano grattugiato.
Con questo vi auguro un buon w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 11 agosto 2014

Chips di barbabietole, carote e patate

Cocotte Le Creuset

Oggi vi lascio questa ricetta semplicissima, veloce da scrivere e abbastanza veloce da preparare. Era tanto tempo che volevo postarla, ma non trovavo la materia prima. Ieri invece dal fruttivendolo delle bellissime barbabietole facevano bella mostra di sé e così finalmente sono riuscita a preparare queste benedette chips di barbabietole, a cui ho aggiunto anche carote e patate.
Le avevo mangiate tempo fa e mi erano piaciute talmente tanto che ho sempre voluto provarle. Niente di più semplice, a patto che abbiate almeno un po’ di voglia di friggere, perché l’unica difficoltà della ricetta sta in questo.

Sono perfette per un aperitivo, con una birra ghiacciata magari…o con quello che preferite, e molto più sane di quelle industriali, malgrado siano fritte. Ma un po’ di fritto non ha mai ucciso nessuno, no? Basta non esagerare! Ogni tanto ci sta!

Chips di barbabietole, carote e patate
Ingredienti

barbabietole: 2 (non troppo grandi)
carote: 2
patate: 2
farina 00: qb
paprika dolce e piccante: qb
sale: qb
olio di arachidi: qb

Procedimento
Lavare bene tutte le verdure, mondarle e tagliarle a fettine sottilissime con una mandolina. Lavare le patate in acqua finchè avranno perso l’amido e l’acqua non risulterà trasparente. Coprirle ancora d’acqua e tenerle in frigorifero qualche ora ( va bene anche se le preparate il giorno prima ).
Affettare molto sottilmente sempre con la mandolina anche le carote (per il lungo, dopo averle divise a metà) e le barbabietole. Conservarle in ciotole piene d’acqua fredda in frigorifero per un’oretta.
Scaldare l’olio, asciugare benissimo tutte le verdure, tenerle separate e infarinarle leggermente eliminando l’eccesso di farina scuotendole in un colino abbastanza grande.

Friggere in olio caldo prima le patate, poi le carote e per ultime le barbabietole. Farle asciugare su carta da cucina, salare abbondantemente e insaporirle con della paprika (dolce o piccante o mista, a seconda dei gusti). Farle raffreddare cinque minuti e servire subito. 
E con questa ricetta, auguro a tutti una splendida estate. Mi prendo anch'io una piccola pausa, ci ritroviamo tra un pò... sempre qui! :D  Un bacio a tutti! 

mercoledì 30 luglio 2014

Burger di quinoa con crema di piselli alla menta e misticanza aromatica.


Oggi un post molto veloce, sono molto stanca e anche in cucina non è che produco moltissimo in questo periodo, ma ci sta no? È estate per tutti e c’è bisogno di una pausa. Questa ricetta l’ho preparata un po’ di tempo fa, mi rendo conto che magari non sarà precisissima nelle dosi, ma io faccio spesso tutto ad occhio, non peso, e quindi non sempre riesco a riportare tutto con esattezza. Ma in cucina c’è di bello che ci sono ricette che ad occhio vengono benissimo, quindi perché dannarsi  a pesare tutto?  Mal che vada si può sempre aggiustare strada facendo e quando si può io ne approfitto sempre :D 

Questo è un piatto nato così, in un momento di creatività che mi è venuta con gli ingredienti che avevo in casa. E’ venuta bene, mi è piaciuta e quindi ve la propongo. E’ chiaro che ci possono essere infinite varianti, a seconda dei gusti e di quel che si ha in dispensa. E’ più che altro un’idea ecco, da interpretare a proprio piacimento e secondo la stagione. Però è carina no? Insomma, in tavola fa la sua figura, e si sa, anche l’occhio vuole la sua parte :D Vi lascio la ricetta, un po’ approssimativa e corro a riposarmi un po’…non so ancora come… ma un modo lo troverò :D 

Burger di quinoa con crema di piselli e misticanza aromatica
Ingredienti per 4/6 burgers

quinoa: 80 gr
anacardi: una manciata (oppure pinoli)
curcuma e curry: qb
piselli sgranati: 200 gr
farina di riso: due cucchiaini
yogurt di soia naturale: 125 gr
menta fresca: 7/8 foglioline
zucchina: 1
carota: 1
misto di erbette selvatiche: una manciata
peperoncino fresco: qualche fettina
coriandolo fresco: qualche fogliolina
olio evo: qb
lime: qualche goccia
sale: qb

Procedimento 
Cuocere la quinoa come riportato sulla confezione scolare e tenere da parte.  Bollire i piselli, scolarli, e frullarli con le foglioline di menta e con un po’ di brodo vegetale o con l’acqua di cottura per renderli fluidi, aggiustate di sale e pepe e passare al setaccio per rendere la crema vellutata. In una padella tostare leggermente le spezie, aggiungere un goccio d’olio e la quinoa. Fatela insaporire ed aggiungete gli anacardi tritati grossolanamente e leggermente tostati (o se preferite dei pinoli). Aggiungete un cucchiaino di farina di riso, mescolate bene e provate a formare delle polpettine, se stanno insieme la quantità di farina andrà bene, altrimenti aggiungetene un altro cucchiaino. Scaldate una padella antiaderente con poco olio evo. Prendete un coppapasta di circa 10 cm di diametro, riempitelo con la quinoa, pressate bene e fate cuocere prima da un lato, poi sfilate il burger dal coppapasta, giratelo e fatelo dorare anche dall’altro lato. Procedete così con tutta la quinoa.  Preparate l’insalatina tagliando a fiammifero molto sottilmente la carota e le zucchine, mescolatele alle foglioline verdi, (potete aggiungere anche altro, tipo ravanelli, germogli, spinacini io l’ho fatta con quello che avevo). Conditela con olio, sale, qualche fogliolina di coriandolo, qualche goccia di lime e le fettine di peperoncino fresco.  Sul piatto da portata sistemare un po’ di crema di piselli scaldata leggermente. Adagiare il burger di quinoa, aggiungere un po’ di yogurt e finire con l’insalatina fresca (potete abbondare, ci sta bene, io per esigenze fotografiche non ne ho messa troppa). Servire subito.
Bene, per questo w.e vi lascio in compagnia di questi burgers, io mi riposerò un pò! un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 28 luglio 2014

Fichi al forno con formaggio di capra e timo

e calice Rosso di Rigole 2011 Tenute Tomasella


Anche oggi un’altra ricetta semplice ma sfiziosa, perfetta da abbinare ad un calice di Rosso di Rigole 2011 Tenute Tomasella. D’estate disponiamo di tanti ingredienti buoni, frutta e verdura colorate e saporite, quindi portiamole in tavola tutti i giorni, variando il più possibile,  magari rivedendole un po’ e presentandole in modo diverso. 
I fichi forse siamo abituati a pensarli solo come frutta o dessert, ma possono diventare protagonisti anche di piatti salati molto gustosi. Così io li ho abbinati a del formaggio di capra filante con erbe aromatiche e crostini di pane alle noci. Un piatto delicato, ma molto gustoso, e se volete una ricetta per un ottimo pane alle noci, andate qui
E il vino perfetto per questo piatto?  un Rosso di Rigole 2011 ottenuto da Merlot e dall’autoctono friulano Refosco: un vino di colore rosso rubino con sfumature viola, dotato di grande complessità aromatica, dalle eleganti note di frutti di bosco, lampone e leggere sfumature erbacee, tipiche del Merlot delle nostre terre da servire a 14°. La scheda per l'approfondimento qui
Vi ho già parlato della cantina Tenute Tomasella qui e qui. L’azienda si estende su 150 ettari, di cui 30 vitati, (23 in Veneto e 7 in Friuli). I vini che inizialmente venivano prodotti dalla cantina erano sostanzialmente spumanti realizzati con metodo Charmat lungo, legati alla tradizione delle bollicine tipica del territorio veneto. L’evoluzione poi è andata verso vini di matrice Friulana, che esprimono tutte le caratteristiche del territorio di appartenenza.

Vi lascio alla ricetta, molto semplice, ma vi piacerà. Può essere un delizioso secondo piatto, o anche un antipasto, fate voi.

Fichi al forno con formaggio di capra, timo e crostini di pane alle noci
Ingredienti

fichi: 8
formaggio di capra tipo filante: 16 pezzetti
timo e rosmarino: qualche rametto
pane alle noci: 3 fette (la ricetta qui)
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Procedimento
Lavare ed asciugare bene i fichi. Praticare un’incisione in modo da aprirli in quattro spicchi tenendoli uniti alla base. Sistemarli vicini su una teglia ricoperta di carta forno. Salare pepare, aggiungere un filo d’olio d’oliva e qualche rametto di timo ed infornare a 180° per  7/8 minuti. Tagliare il formaggio di capra a bastoncini, non troppo grossi. Tagliare la fetta di pane alle noci a dadini non troppo piccoli, e passarli in poco olio mescolato a rosmarino e timo tritati finemente. Estrarre i fichi ed infilare su ognuno dei pezzetti di formaggio (non lesinate perché il sapore del piatto dipende dalla quantità di formaggio, si deve sentire!) Aggiungete ancora qualche fogliolina di timo, e pepate. Mettere i fichi sotto il grill del forno a 200° finchè il formaggio comincerà a fondere. Tostare leggermente anche il pane. Estrarre dal forno, sistemare i fichi in un piatto se preferite, o serviteli direttamente nella teglia,  e cospargere con i dadini di pane tostati. Far riposare qualche minuto e servire. A piacere servite con altri crostini di pane alle noci tostati.
Con questo vi lascio al prossimo post! buon inizio settimana a tutti.