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martedì 25 marzo 2014

Arancini di riso vegan


Sarà la voglia di primavera, sarà che cominciamo a pensare alla spiaggia, al mare, ai tuffi e alle immancabili infradito, ma io è da un po’ che ho voglia di arancini. E che c’entrano gli arancini con il mare direte voi? Basta andare in vacanza in Sicilia per capire il nesso :D  Io gli arancini li mangiavo prima di andare in spiaggia, sapete com’è, c’è bisogno di calorie per stare distesi al sole a godersi il caldo africano! E ricordo anche lunghissime traversate in nave per raggiungere la Grecia dove per ammazzare il tempo mangiavamo enormi arancini di riso, il trionfo dell’unto insomma , ma erano altri tempi…bisogna andare con la memoria molto indietro nel tempo. Insomma, l’arancino di riso fa estate e sa di vacanza. Quindi mi sono detta che ho ne facevo una versione vegana, o non ne avrei mangiati mai più! E siccome l’idea mi atterriva, mi sono messa all’opera et voilà, ecco una fantastica versione degli arancini di riso, ma tutta vegana. VI assicuro che sono buonissimi!!! E nemmeno troppo complicati, a patto però che abbiate un po’ di ragù vegan da parte, così da non doverlo fare appositamente per gli arancini! Io quando lo preparo ne tengo un po’ in congelatore, così ce l’ho sempre pronto. Per il resto, la procedura non è diversa da quelli classici, tranne che per la panatura che essendo una versione vegan è senza uova, ma buonissima e croccantissima lo stesso. Passo alla ricetta che vi svelerà tutti i segreti, e per il ragù vegan, trovate una ricetta qui e un'altra qui 
potete usare l'una o l'altra secondo i vostri gusti 

Arancini di riso vegan
Ingredienti per 8 arancini medi

riso tipo Carnaroli: 200 gr
cipolla tritata: mezza media
piselli: 25 gr
ragù vegan: tre cucchiai
pangrattato: qb
farina di riso: 120 gr di farina di riso
acqua: qb
sale: qb
zafferano: una bustina
brodo vegetale: qb
olio di semi di arachide: per friggere
olio evo: tre cucchiai

Procedimento
Lessare i piselli in poca acqua salata. Tritare la cipolla sottile e farla appassire nellolio evo. Tostare il riso nel soffritto, poi aggiungere il brodo caldo poco alla volta e preparare un risotto al dente (ma non troppo). Alla fine aggiungere lo zafferano, mescolare bene, Lasciare raffreddare il risotto. Versare in un piatto piano il pangrattato abbondante. Preparare la pastella mescolando la farina di riso con l’acqua (deve venire della consistenza della pastella per fritti per intenderci). Con le mani bagnate, prelevare la quantità di riso che vi sta in una mano, allargarlo un po’ sul palmo in modo da formare un incavo dove mettere un po’ di ragù vegan e qualche pisello. Cercate di mettere tutto quello che ci sta così l’arancino sarà più ricco e gustoso. Richiudere il riso formando una palla e compattarlo bene. Ora bisogna ricoprirla con la pastella di acqua e riso, e per rendere più semplice l’operazione, io aiutandomi con un mestolino piccolo, l’ho versata sopra l’arancino appoggiato su un piatto, rigirandolo un po’ per farlo ricoprire completamente. Poi l’ho passato sul piatto con il pangrattato. Procedere così fino alla fine degli ingredienti. Mettere a scaldare dell’olio abbondante e friggervi gli arancini finchè saranno dorati. Farli asciugare su carta assorbente da cucina e servire tiepidi.

Alcune annotazioni: il riso sta insieme benissimo, non c’è bisogno di aggiungere farine particolari per legarlo, basta pressarlo bene una volta che si è riempito con il ragù. Per quanto riguarda la pastella, io ho scritto una dose indicativa di farina perché ho fatto ad occhio, se dovesse servirvene di più comunque è velocissima da fare. La prossima volta che li farò, la peserò per essere più precisa. E con questo è tutto, vi auguro un splendida settimana, un abbraccio a tutti, al prossimo post!

venerdì 21 marzo 2014

Plum-cake alla banana e cioccolato


Primo giorno di primavera e io festeggio con una ricetta che potrebbe sembrare invernale, tempismo perfetto, non c’è che dire :D. Però, però, c’è da dire che si forse la foto avrà anche tonalità più invernali che altro, ma il dolce, quello è quattro stagioni, ve lo assicuro! Certo, se dovessi  stare a guardare la stagionalità degli ingredienti,  come faccio sempre del resto, forse i conti potrebbero non tornare e riflettendo su questo mi sono chiesta: ma qual è la stagione delle banane? Boh, e chi lo sa! che magari non abbiano stagione le banane? D’altra parte è da una vita che siamo abituati a vederle sempre, molto prima che questa storia della stagionalità assumesse l’importanza che ha, insomma, si parla di altri tempi. Forse non ce n’era così bisogno come ora! Certo potrei dire che forse le banane non sono l’alimento che preferisco non tanto per questo, per altri motivi, ma non voglio rovinare la primavera a nessuno incriminando le banane di qualcosa. E per farvi vedere che sono capace di chiudere un occhio, e tante volte anche due, oggi farò un elogio alla banana con questo  buonissimo plum-cake. Tra l’altro sono stanca, molto stanca, anzi stanchissima,  le vitamine non mi bastano più, così ricorro al cibo, magari un po’ di cioccolata, che dite, farà bene? E se ci aggiungessi  proprio due banane mature che casualmente ho in casa? Mi piacciono così tanto che sono diventate tutte nere  Meglio nasconderle dentro un dolce, e così ecco qui un cake alle banane con gocce di cioccolato. La ricetta proviene direttamente dalla cucina di Luca Montersino , un dolce che trovo perfetto per una colazione energetica, o per uno spuntino che ridia un po’ di carica. Ho solamente diminuito di parecchio le dosi dello zucchero e sostituito il bicarbonato con il lievito ( eh si, proprio non mi piace il bicarbonato) Per il resto, la ricetta è tutta del maestro e questa è senz’altro una garanzia. E se vi va di sbirciare un altra ricetta simile, di un altro maestro pasticcere, guardate qui 

Cake alle banane con gocce di cioccolato
Ingredienti

banane mature: 2
farina 00: 250 gr
uova: 2 (120 gr)
lievito: una bustina
latte: 25 gr circa (io di soia)
sale: tre pizzichi abbondanti
zucchero: 125 gr (io di canna)
olio di semi: 60 gr
gocce di cioccolato fondente: 80 gr

Procedimento
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake (lunghezza dello  stampo circa 23 cm)
Versare nel mixer le banane a pezzi e azionare: Aggiungere le uova, lo zucchero, il latte e l’olio e azionare ancora. Unire alla fine la farina setacciata con il lievito e il sale e lavorare finchè il composto sarà omogeneo. Per ultimo aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto nello stampo ed infornare in forno preriscaldato a 180°per circa 30 minuti, poi abbassare a 160° e continuare la cottura per altri 15 minuti circa, finchè inserendo uno stecchino al centro del dolce non uscirà asciutto. Lasciare raffreddare su una gratella.

Alcune annotazioni: la ricetta originale prevede l'uso del bicarbonato, ma io l'ho sostituito con il lievito perchè non mi piace il sapore che lascia nei dolci. Inoltre lo zucchero previsto è quello normale che io ho sostituito con quello di canna. Il dolce è morbido e si mantiene benissimo, almeno per tre giorni, poi è finito quindi oltre non so :) 
Bene, anche per oggi è tutto, un abbraccio a tutti e buona primavera. Ci ritroviamo presto con un altro post, magari light! Chissà... 

giovedì 13 marzo 2014

Baghrir, pancakes marocchini e un invito


Che io abbia una passione per la cucina mediorientale non è un segreto. Mi piace molto anche la cucina marocchina, e dato che la bella stagione si avvicina, io comincio ad aver  voglia di preparare spesso qualcosa di sfizioso e conviviale da mangiare in compagnia degli amici, magari in giardino. E cosa c’è di più conviviale della cucina marocchina? Tutti intorno ad un tavolo ad assaggiare un po’ qui un po’ li. Salsine, insalate aromatiche, verdure di tutti i tipi, olive, formaggi. Si mangia e si chiacchiera amabilmente.
Oggi voglio lasciarvi la ricetta dei Baghrir, ottimi a  colazione, ma anche per accompagnare un brunch. A me piacciono molto,  sono belli, e di sicuro difficilmente i vostri ospiti li avranno mangiati spesso. Un modo veloce, facile per riunire tutti intorno ad un tavolo. Voi non faticherete troppo e i vostri amici saranno felici ogni tanto fanno comodo ricette così no? Cosa vi serve per preparare i baghrir? Pochissimi ingredienti, poco tempo e una buona padella antiaderente, il segreto è tutto nella cottura. Io ho usato l’antiaderente Lagostina, se non la conoscete, guardate il sito e scoprirete tanti prodotti interessanti per facilitarvi la vita in cucina, www.lagostina.it 

Pentola Antiaderente di Lagostina 

Ora vi lascio alla ricetta, provatela, sono sicura che vi piacerà moltissimo!

Baghrir
Pancakes marocchini

Ingredienti
Per 6 pancakes
semola fine: 130 gr
farina 00: 55 gr
lievito di birra disidratato: 2,5 gr
lievito naturale: 1 cucchiaino
acqua tiepida: 275 ml circa
sale: ½ cucchiaino da caffè
zucchero: 1 cucchiaino da caffè

Procedimento
Miscelare le due farine, aggiungere il lievito secco e mescolare. Aggiungere il sale, lo zucchero, e mettere tutto nel boccale del mixer. Aggiungere l’acqua, e azionare per circa 4 minuti. Non versare tutta l’acqua insieme, tenerne da parte un po’ e aggiungerla solo se necessario. Deve venire una crema fluida, simile all’impasto per le crespelle, far riposare coperto per circa un'ora. Alla fine aggiungere il lievito chimico per dolci e mescolare bene. Scaldare bene una padella antiaderente, quando è bella calda abbassare un pò la temperatura, ungerla con poca margarina o burro e cuocere i baghrir versando l’impasto poco alla volta sulla padella calda. L’impasto si allargherà e formerà sulla superficie tante bolle. Il pancake è pronto quando tutte le bolle saranno scoppiate. Si cuoce solo da un lato. Non sovrapporli, e conservarli coperti sotto un telo. Procedere così con tutto l’impasto.
I baghrir sono ottimi con burro e miele a colazione , ma anche per accompagnare formaggi, olive, e verdure stufate se preferite il salato. Sono molto veloci da preparare e possono benissimo sostituire il pane. E se cercate un'altra ricetta di pane mediorientale, cosa c'è di meglio di questo? 
Con questo ho concluso, vi auguro uno splendido w.e e per chi ne ha voglia, ci vediamo sabato pomeriggio a Treviso. Non prepareremo i baghrir, ma tante altre cose buone! Non perdetevi questa bella occasione per stare insieme e conoscerci. Un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 10 marzo 2014

Seitan "tonnato"


E’ quasi primavera e io già penso all’insalata di riso, Vero è che la mangerei anche d’inverno, ma di fatto c’è che effettivamente mi sono accorta che non ho più molta voglia di zuppe, brodini e vellutate. E questo è un segno! Segno che è ora di cambiare menù, di rispolverare i piatti primaverili.
Tra un po’ sarà tempo di erbette, ma ancora un po’ ci vuole, per ora nel mio orto giardino ci sono solo i carletti (forse non tutti sanno cosa sono, ma vi spiegherò) e la prima borragine!  Mi darò da fare e li trasformerò in qualcosa di mangereccio ma non è ancora il momento!
Mentre è il momento di un altro piatto che ho preparato qualche giorno fa, un giorno in cui faceva veramente caldo e  casualmente mi ritrovavo con una quantità considerevole di tofu morbido, bottino di una spedizione in un negozio di cibi orientali, dove se decidi di comperare del tofu, devi prepararti a portarne a casa in abbondanza.
Questa è una delle varie ricette provate e messe a punto, cui sono seguite un certo numero di salsine buonissime che ho mangiato però senza annotarmi gli ingredienti e ora chi se li ricorda più! Mannaggia a tutte le volte che mi riprometto di tenere un blocco e una penna vicino ai fornelli e non lo faccio! Capita anche a voi? :D Vabbè, aspettando che torni l’ispirazione per replicarne qualcuna , vi lascio l’unica messa nero su bianco! Si vede che ne valeva proprio la pena, ve la lascio, così se avete del tofu e non sapete proprio cosa farne, magari potrebbe venirvi in aiuto, a me è piaciuto molto!

“Seitan”  tonnato 
Ingredienti per quattro persone

tofu morbido: 230 gr circa
capperi sotto sale: 20 gr circa
capperi sott’aceto: una manciata piccola
salsa di soia shoyu: un cucchiaio
alghe essiccate in polvere: la punta di un cucchiaino (facoltative)
carota bollita: 1 grande
aglio tritato: 1/3 di spicchio  senza germoglio centrale
prezzemolo fresco tritato: due cucchiaini
maionese vegan:  3  cucchiai circa
olio evo: qualche cucchiaio
rosmarino: un rametto
seitan (o muscolo di grano): 16 fette sottili

Procedimento
In una ciotola mescolare il tofu morbido con la salsa di soia e le alghe in polvere. Trasferire tutto in un mixer ed aggiungere l’aglio tritato, la carota bollita, i capperi sotto sale lavati ed asciugati, più metà di quelli sott’aceto  (e se li avete anche un cucchiaio di ceci bolliti e privati della pellicina). Azionare il mixer fino ad ottenere una salsa omogenea e liscia. Aggiungere il prezzemolo fresco e la maionese ed amalgamare al resto azionando il mixer per pochi secondi. Assaggiare e correggere di sale secondo i propri gusti, eventualmente anche aggiungendo qualche cappero o un po’ di maionese. Se la salsa risulta troppo liquida si può addensare o con i ceci bolliti, o con del tofu più solido. Se risultasse troppo densa, diluitela con un po’ di brodo vegetale freddo. Le dosi  della ricetta sono indicative, dipende molto da quanto il tofu che utilizzerete sarà morbido.  Tenere la salsa in frigorifero.
Affettare sottile il seitan (o il  muscolo di grano se lo preferite o se lo avete a disposizione), circa quattro fette a persona, molto sottili, circa 2 mm, e sistemarlo su un piatto da portata. Ricoprire abbondantemente con la salsa di tofu e capperi. Decorare con i capperi sott’aceto rimasti dopo averli asciugati, aggiungere una fogliolina di prezzemolo e servire con del pane o con dei crostini. Io l’ho servito con del pane sfogliato al farro tiepido.

Alcune annotazioni: io uso prevalentemente il muscolo di grano, lo preferisco al seitan sia per sapore, che per consistenza, che anche per proprietà nutritive, lo autoproduco seguendo la ricetta che trovate qui.  Se però non lo avete a disposizione, va bene anche il seitan.

Con questa ricetta fresca e primaverile vi auguro una splendida settimana, ci troviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti! 

mercoledì 5 marzo 2014

Falafel con hummus di ceci


L’altra sera m’è venuta voglia di hummus e di falafel,  soprattutto di falafel direi, una di quelle volte che senti che devi prepararteli. Sarà che sta arrivando la primavera e si comincia già a fantasticare su possibili viaggi estivi.  E poiché io adoro il medioriente,  viene da sé che uno dei miei piatto dei sogni sono i falafel, che adoro accompagnati  dallo tzatziki. Sarà che avevo un sacchetto di ceci da utilizzare e quando li compro solitamente me li figuro già sotto forma di polpette :D  Insomma, questo è il loro destino se entrano in casa mia, o hummus o falafel ed era giunto il momento di prepararli.
Complice anche il fatto che, poco tempo fa,  ho cenato in un ristorante mediorientale, lo chef è Giordano e abbiamo chiacchierato a lungo su come fare o non fare certi piatti e mi son detta: magari metto in pratica qualcosa di quello che mi ha suggerito. Probabilmente lo chef sarà ancora lì a chiedersi com’è che io a casa mia mi preparo tutta sta roba mediorientale, immagino un nativo di un paese arabo o giù di li non trovi normale che una veneta mangi mediorientale e si prepari i falafel o l’imam bayildi al posto delle lasagne la domenica, ma è così! succedono cose strane nel mondo :D
Quindi oggi, come avrete facilmente intuito vi lascio la ricetta dei falafel e quella dell’hummus. Quella dello Tzatziki la trovate qui, e dell’imam bayildi la trovate qui. Così potete prepararvi  un pranzo o una cena mediorientale completi, farete un figurone, credetemi, aspettate solo la stagione delle melanzane! mi raccomando! capisco l'impazienza...ma la stagionalità prima di tutto :D

Ingredienti
Per 4 persone

Per i falafel

ceci secchi: 300 gr
cipolla bianca: una media
aglio: due spicchi
prezzemolo tritato: una manciata
cumino: 1/2 cucchiaino circa
sale: qb
olio: per friggere

Per l’hummus
ceci secchi: 300 gr
tahina: 4 cucchiai
succo di limone: ½ tazzina
aglio: uno spicchio grande
paprika: per guarnire
cumino: mezzo cucchiaino ( facoltativo)
paprika o sommacco: per decorazione finale

Procedimento

Per i falafel
Lasciare i ceci in ammollo per  36 ore (anche 48 va bene), poi scolarli bene, asciugarli , e frullarli in un mixer insieme alla cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino e il sale, il tutto deve diventare una pasta.  Per quanto riguarda gli altri ingredienti, dovete regolarvi, e se necessario aggiustate le dosi del sale e del cumino. Il prezzemolo deve colorare l’impasto che deve risultare verdino, quindi nel caso aggiungetene un po’ fino a raggiungere il colore. Lasciare riposare l'impasto qualche ora in frigorifero. Trascorso il tempo, con l’impasto formare tante polpettine leggermente schiacciate al centro.  Friggere in olio profondo finchè saranno dorati uniformemente. Il risultato finale non è una doratura leggera, risultano piuttosto scuri, ma vanno bene così, attenti però a non brucarli. L’olio non deve essere troppo caldo sennò scuriranno subito prima di essere cotti. Mantenetelo intorno ai 160°/ 170° in modo che l’interno cuocia bene.
Scolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente.


Per l’hummus
Dopo aver lasciato i ceci in ammollo, (per l’hummus bastano 24 ore) cuoceteli finchè saranno teneri (in pentola a pressione dimezzerete i tempi. Quanto ci vuole? Dipende molto dal tipo di ceci, in pentola a pressione andiamo da 20 minuti a 40 circa) Una volta cotti, scolateli tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura, lasciateli raffreddare, poi togliete da ognuno  la pellicina esterna (se non vi va di fare questa operazione otterrete un hummus meno vellutato, ma sarà comunque buono, dipende dalla vostra pazienza e dal vostro tempo). In un mixer frullate i ceci con l’aglio precedentemente tritato, la tahina, il sale,  il succo di limone e se serve un po’ di acqua di cottura dei ceci.  Deve risultare cremoso, e non troppo compatto, ma morbido e spalmabile. Assaggiare ed eventualmente correggere il sale e il limone. Alla fine aggiungere a filo l’olio evo. Servire cosparso di paprika o di prezzemolo, ma anche sommacco se vi piace. Un filo d’olio e l’hummus è pronto.

Alcune annotazioni: normalmente per fare i falafel si usa aggiungere poco bicarbonato nell'impasto. A me il sapore del bicarbonato nei cibi dà molto fastidio. Quindi per ovviare a questo inconveniente lascio i ceci a bagno molto più a lungo ( 48 ore) in modo che si ammorbidiscano bene. In questo modo i falafel vengono morbidi al punto giusto. Se vi piacciono ancora più morbidi potete aggiungere poca di mollica di pane raffermo ammollata nell'acqua. Verranno dei falafel anche più chiari esternamente e più morbidi, più simili a delle polpettine come siamo abituati a mangiarle noi, parola di chef mediorientale :D.  Io comunque preferisco sempre la prima versione.

E con questo, anche per oggi è tutto, vi lascio ai fornelli, ci ritroviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti.