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giovedì 31 dicembre 2015

Torta salata ai carciofi


Ok, affannata (e non certo per il Capodanno per carità) di corsa, in ritardo su tutto e con tutti, vi lascio la mia ricetta per questo giorno che per me non ha niente di speciale, anzi diciamo proprio che lo detesto, per tutto quello che porta con sé e non starò a spiegarvi i motivi, tanto non è niente che già non si sappia. Io lo vivrò come un giorno qualunque, certo un pensiero all’anno che è passato e a quello che verrà lo faccio eccome, ma quest’anno sarà un pensiero positivo: posso dirmi soddisfatta di questo che è passato, ho fatto e sto facendo tante cose belle, ho investito molto su me stessa negli ultimi anni e spero di continuare a raccoglierne i frutti ecco, questo è il mio augurio per l’anno nuovo.Investire su sè stessi è il migliore investimento che possiamo fare! Spero che si possano avverare tutti i vostri sogni, non è sempre facile crederci, però se riuscite a tenere un lumicino anche flebile, sempre acceso, e se ci mettete passione, tenacia e determinazione, può essere che qualcuno si avveri, ma succede con molta fatica, perché conquistare ciò che si vuole nella vita non è mai facile. Concentriamoci sulle cose belle che abbiamo, non su quelle che ci mancano, sennò non saremo mai felici e la vita passa davvero veloce. Quindi niente, solo un augurio di continuare ad avere sempre fiducia e speranza, lo faccio a tutti voi ma anche a me stessa, perché alla fine, la nostra forza è tutta li. 
Auguro a tutti una splendida fine d’anno e un buon inizio, perché chi ben comincia è a metà dell’opera, e chissà se questo detto ha un senso anche a Capodanno. Abbraccio virtualmente tutti i miei amici di blog, e tutti coloro che mi leggono e mi seguono. Spero che nel il 2016 sarà un anno pieno di passioni per tutti, per chi già le ha e per chi deve ancora scoprire le proprie, perché la passione è quella che ci salverà sempre, qualunque cosa succeda. Vi lascio una ricetta semplice ma molto buona, niente di elaborato, sofisticato, troppo pretenzioso, insomma, una ricetta che la pensa come me :) La versione può essere in monoporzione come ho fatto io, mi sembravano carine in tema di festa, ma potete anche fare una torta unica, anche se l'impasto non è facilissimo da lavorare, quindi in versione crostatina è più comodo. Se cercate altre ricette per preparare delle crostatine in varietà, trovate un'alternativa qui 

Torta salata ai carciofi (o crostatine)

Ingredienti
Per 1 torta o per 6 crostatine
Preparazione: 20 minuti
Cottura 45 minuti

Per la pasta
farina di frumento integrale: 150 g
farina di grano saraceno: 50 gr
farina di riso: 30 g
farina di canapa: 20 g
olio evo: 75 gr
sale integrale: 1 c
acqua: qb (circa 50 g)
lievito naturale: 2 c

Per il ripieno
carciofi: 2
olio evo: 2C
aglio: 1spicchio
brodo vegetale: 1 mestolo
silk tofu: 100 gr
panna di soia: 50 gr (oppure latte vegetale)
senape: 2 cucchiaini
zafferano: due pizzichi (oppure 1 c curcuma)
sale: qb

Procedimento

1) Setacciare insieme tutte le farine con il lievito e il sale. Versare al centro l’ olio e cominciare ad impastare. Aggiungere l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Formare un panetto omogeneo e far riposare in frigorifero per una mezz’ora.
2) Lavare e mondare i carciofi, tagliarli a fette sottili e cuocerli in padella con l'olio evo e uno spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungere un po’ di brodo per terminare la cottura. 
3) Frullare il tofu con la panna di soia, la senape,  lo zafferano o la curcuma e un pò di sale. Assaggiare e regolare secondo i propri gusti.
4) Tirare la pasta ad uno spessore di circa tre mm. Foderare una tortiera o stampo per crostate (se la pasta tende a sbriciolarsi ricomponetela nella tortiera e compattatela con le mani. Bucherellare il fondo. Stendervi sopra la crema di tofu, disporre i carciofi, un giro d’olio evo, ed infornare a 180°C  per circa 35 minuti. Sfornare, far raffreddare su una gratella. Lucidare con poco olio evo e distribuire sulla superficie qualche fogliolina di timo. 

Con questa ricetta vi auguro una fine d'anno esattamente come la desiderate, da soli o in compagnia, a casa o chissà dove. Noi ci ritroviamo qui con l'anno nuovo. Un bacio e un abbraccio a tutti!                             
                                                                  Felice 2016

lunedì 28 dicembre 2015

Patè di carciofi


Tartine per Capodanno ne avete in programma? Mah, io quasi quasi farei una cena solo a base di creme, salsine, crostini croccantissimi e milioni di bollicine per mandarle giù :)  Vabbè, non posso sperare in una cena così, però qualche patè irresistibile da spalmare su dei crostini tiepidi non mancherà di certo. 
Se fate un giro sul blog troverete diverse preparazioni sul genere, vi lascio il link a questa che mi sembra in tema con il Capodanno, caso mai non sappiate come cucinare le lenticchie quest’anno vi do un’idea diversa, sempre spalmabile ovviamente. 
Mentre la new entry di quest’anno è questo delizioso patè di carciofi. Non può che essere buono perché cosa c’è di più buono dei carciofi? 
Il procedimento forse non è proprio immediato, si potrebbe velocizzare passando tutto al passaverdura, ma per la consistenza che avevo in mente io qualche passaggio in più è stato d’obbligo: non volevo un patè di carciofi troppo liscio, ma un po’ grossolano, che si sentissero i pezzetti di verdura, ovviamente morbidi e senza fibre mi raccomando! Sennò sarebbe immangiabile. 
Quindi niente,  se lo volete a tutti i costi, c’è solo da  armarsi di un po’ di pazienza, ma ne vale decisamente la pena. Ora mi pento di averlo dato via per paura di finire tutto il barattolo da sola, ma spero di aver fatto felice qualcuno; anche qualche carciofo, se preparato bene può dare la felicità, credetemi! provate e vedrete. 

Patè di carciofi
Per circa 400 g di patè

Preparazione. 1 ora
Cottura: 25 minuti

carciofi: 4 (ho ottenuto circa 300 g di polpa)
aglio: 2 spicchi
prezzemolo tritato: 1 C
silk tofu: 150 g
olio evo: 35 g + 3 C
olio di semi di girasole: 35 g
limone: il succo di ½
aceto: 2 c
polvere di capperi essiccati: 1 c
sale: qb
brodo vegetale: qb
peperoncino fresco: qb

Procedimento
Lavare bene i carciofi, pulirli eliminando le foglie esterne più dure. Tagliarli in due, eliminare   il fieno centrale, tagliare ogni metà in due parti e metterli in acqua acidulata con succo di limone
In una padella scaldare ‘olio con gli spicchi d’aglio schiacciati, aggiungere i carciofi ben scolati e lasciare insaporire qualche minuto, poi aggiungere due mestoli di brodo caldo e far cuocere finchè saranno teneri.
A parte lessare tutte le foglie esterne in acqua per 15 minuti, poi scolatele e con un coltellino prelevate la polpa più tenera e non fibrosa.
Una volta che i carciofi saranno cotti, farli raffreddare, poi con un coltello tagliare la parte della base, quella più tenera e sistemarla in una ciotola Con una forchetta schiacciarla bene fino ad ottenere una crema non troppo liscia. Passare al passaverdura la parte delle foglie, ricavare tutta la polpa. In un mixer, unire la crema ottenuta dal passaverdura, il tofu, il prezzemolo, l’aceto, il succo di limone, un pò d’olio di semi, una fettina sottile di spicchio d’aglio, due prese di sale e la polvere di capperi ( se non l'avete omettetela) ed azionare fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Unire questa crema alla parte di patè più grossolana, mescolare bene ed aggiungere l’olio restante. Aggiustare di sale se necessario e di acetose preferite una maggiore acidità. Conservare ben chiuso in frigorifero sempre coperto d’olio. per preparare dei deliziosi crostini, tostare del pane casereccio fino a renderlo croccante, spalmare la crema di carciofi e finire con del peperoncino fresco tritato  non troppo piccante, in ogni caso regolate la quantità secondo i vostri gusti.
Con questa ricetta vi auguro una settimana senza troppi affanni in vista del Capodanno :) 
Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 24 dicembre 2015

Pasticcini di Natale


Tanto staremo tutti a cucinare, a correre per gli ultimi preparativi, ad affannarci perchè tutto sia in ordine e perfetto, quindi oggi niente ricetta. Vorrei solo fare tanti auguri a tutti coloro che mi leggono, che mi scrivono, a chi passa anche solo per caso tra queste pagine e chi decide di fermarsi per cercare qualcosa. 
Vi auguro buone feste, che possa essere un Natale di serenità ed amore per tutti, anche per i nostri amici animali, il mio pensiero in questi giorni speciali va anche a loro. 
Mi auguro che un giorno tutti possano comprendere il valore di ogni forma di vita e il rispetto che  la vita di tutti gli esseri viventi merita. Ecco, questo è quello che vorrei per tutti i Natale a venire. 
Un sincero augurio a tutti di serene festività. 

Trovate le ricette del mio menù delle feste sullo speciale Natale Veg, in edicola



lunedì 21 dicembre 2015

Orecchiette integrali al pesto di foglie di sedano


Le orecchiette sono uno dei miei formati di pasta preferiti, seconde solo agli spaghetti. Le preparo spesso perchè mi piacciono integrali e preferisco farle da me, però da poco le vedo anche al supermercato e quindi  per chi non avesse voglia e tempo di cimentarsi nella preparazione casalinga delle orecchiette, abbiamo trovato la soluzione :)
Comunque io vi do anche il procedimento per prepararle, ho scelto questo post perché la pasta integrale sara’ una delle cose che metterò nelle mie ceste da regalare a  Natale, insieme ai crakers di semi e ad altre cose che posterò se avrò il tempo, da qui all’Epifania.
Le orecchiette integrali non sono troppo difficili da fare, serve solo un po’ di manualità, ma si acquisisce in fretta, tempo le prime dieci orecchiette e vedrete che avrete già imparato. Certo magari le prime non saranno perfette, ma vi assicuro che una volta cotte e condite non se ne accorgerà nessuno, e sono talmente buone che vorrete rifarle prima di subito. L’importante è lo spessore della pasta e la dimensione delle orecchiette, bisogna cercare di farle tutte uguali e spesse uguali così la cottura sarà perfetta.

In quanto al condimento,  ho scelto il pesto di sedano che mi piace moltissimo, addolcito da un po’ di porro saltato o se sono di stagione dei cipollotti. Però è chiaro che potete condirle con quello che più vi piace, dalla salsa di pomodoro, ai broccoli, con la zucca, io le adoro in tutti i modi. Vi lascio qualche ricetta così potete scegliere secondo i vostri gusti.

Orecchiette integrali con porri e pesto di foglie di sedano 
Ingredienti
Per 4 persone

Per la pasta
semola integrale di grano duro: 250 g
acqua tiepida: qb
sale: qb
Per il condimento
porri: 1 (oppure tre cipollotti)
pesto di foglie di sedano: 120 g (ricetta qui)
olio evo: 1 C
sale: qb

Procedimento
Con la farina fare la fontana, aggiungere un po’ di sale e l’acqua necessaria a formare un panetto sodo. Lavorarlo per dieci minuti sulla spianatoia, poi avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare 30 minuti.
Prelevando piccole quantità di impasto, formare dei cilindri lunghi e sottili (come si fa per gli gnocchi, ma con uno spessore pari a quello di una matita) tagliare i cilindri in tanti pezzetti tutti uguali della lunghezza di circa 1 cm. Con un coltello dalla punta arrotondata trascinare ogni pezzetto sulla spianatoia esercitando una leggera pressione. La pasta si arrotolerà chiudendosi come una conchiglia. A questo punto servendosi del coltello appoggiare la pasta sul pollice della mano sinistra risvoltando il pezzetto d’impasto e dandogli la forma tipica dell’orecchietta. Farle asciugare qualche ora sulla spianatoia.
Affettare sottile la parte bianca di 1 porro, (oppure i cipollotti)  e saltarlo in due cucchiai d’olio evo salandolo leggermente finchè sarà tenero (eventualmente aggiungere poca acqua se dovesse scurire troppo). Cuocere le orecchiette in acqua bollente salata (ci vorranno circa 10/12 minuti) Scolarle e unirle al porro, unire il pesto di sedano e qualche cucchiaio di acqua di cotture della pasta. Saltare velocemente le orecchiette e servire subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una buon inizio settimana. Un bacio e al prossimo post

venerdì 18 dicembre 2015

Crackers di semi


Ufficialmente sono iniziati i preparativi per i regali di Natale. Quest’anno non cucinerò niente che non sia vegan e salutare, chiunque sia il destinatario. Sono finiti i tempi in cui cucinavo altro perché non era per me, da quest’anno vegan per tutti! D’altra parte, come si suol dire, a caval donato non si guarda in bocca giusto? Bene e per cominciare con qualcosa di facile, questi saranno uno dei prodotti delle mie ceste natalizie: i crackers di semi. 
Non so a quanti onnivori potranno piacere, in ogni caso spero sempre di imbattermi in qualcuno di illuminato. Come si possono mangiare questi crackers? Io li vedo bene per un aperitivo, per accompagnare un calice di bollicine o una buona birra, magari insieme a qualcosa d’altro, però sono un’idea carina per un’aperitivo veramente cool! Pensateci, dove potrete mai trovare dei crackers multicolor come questi? :)
Secondo me se li sistemate in un bel cestino sul tavolo di un buffet farete un figurone. A me piace un sacco vedere le facce perplesse di chi non capisce cosa sta mangiando e a voi? Detto ciò, preciso che io detesto il Natale, quindi non sono brava ad abbellire il cibo con fiocchi, nastri, glasse candide e chi più ne ha più ne metta, diciamo che bado più alla sostanza ecco. Quindi, malgrado il Natale, le mie foto resteranno praticamente uguali a prima, il massimo che riesco a fare è aggiungere un nastrino rosso sullo sfondo, davvero, di più non mi riesce, ma sapete com’è no? quando una cosa non si sente non c’è niente da fare, inutile sforzarsi. M’impegnerò magari  a preparare i pacchettini ecco, ma dalle foto non potrete pretendere di più. Giuro di averci provato, ma proprio l’atmosfera natalizia non mi riesce di crearla e immortalarla :) Vi lascio la ricetta, sono certa che voi invece con nastri e pacchettini sarete bravissimi e riuscirete a trasformare questi deliziosi crackers in un dono preziosissimo.

Crackers di semi

Preparazione: 15minuti più 4 ore di ammollo
Cottura: essiccazione per 24 ore

Ingredienti per 25 sfoglie

semi di chia: 20 g
semi di lino: 20 g
semi di zucca: 100 g
semi di girasole: 100 g
semi di sesamo nero: 3 C
semi di sesamo chiari: 1 C
rosmarino tritato: 1 c
salvia, timo tritati: 1 c
aglio e cipolla essiccati: ½ c ciascuno (facoltativo)
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo i semi di chia con otto Cucchiai d’acqua. Stessa cosa per i semi di lino, mescolare ogni tanto e lasciarli 4 ore circa. 
Mettere in ammollo anche i semi di girasole e i semi di zucca, per lo stesso tempo,trascorso il quale vanno asciugati con un panno pulito, e messi nel mixer. Aggiungere i semi di lino e di chia insieme al gel che hanno prodotto durante l’ammollo. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e azionare il mixer per sminuzzarli un po’.
Stendere il composto sopra della carta forno e far essiccare a 42° per 24 ore. Toglierli dall’essiccatore, aspettare 10 minuti, poi staccare delicatamente la carta forno. Spezzettarli con le mani e chiuderli in sacchettini trasparenti (se volete conservarli in casa chiudeteli in scatole di latta ben sigillate). 

Alcune annotazioni: se non vi piacciono i semi di lino, sostituiteli tranquillamente con quelli di chia. Con queste quantità ho riempito tre ripiani dell'essiccatore.
Buon fine settimana a tutti, un bacio e al prossimo post

martedì 15 dicembre 2015

Biscotti integrali alla mela


A me non piacciono i dolci tradizionali. E se per tanto tempo li ho preparati è stato per acquisire tecnica, perché quella invece mi interessava moltissimo. Con la tecnica si può preparare qualunque cosa, se non la si conosce, beh, il discorso diventa più complicato.
Devo dire che tutto quello che ho imparato negli anni mi è servito e mi serve molto anche oggi che preparo dolci vegan. Più che altro a capire come ottenere determinate consistenze, con quali lavorazioni o accorgimenti, anche se le sperimentazioni in realtà non finiscono mai. Dopodiché riamane sempre valido il discorso che ognuno ha i suoi gusti. 
La differenza tra allora e oggi è che adesso i dolci che preparo piacciono anche a me. Non sono una dipendente dal dessert, ma una fetta di torta ogni tanto ci sta e le mangio con piacere, soprattutto se buona parte delle preparazioni (quando non tutte) sono home made. I dolci vegan non sempre sono semplicissimi da preparare, o comunque molto dipende dal risultato che uno si prefigge. 
Comunque, senza entrare troppo nel merito della questione, in giro ho mangiato dolci vegan deliziosi, e dolci vegan pessimi, quello che posso dire è che fare dolci vegan buonissimi si può, e se qualcuno cerca di convincervi del contrario, abbiate sempre la curiosità di provare e riprovare, perché quello che vi dicono non è sempre vero. 
Ecco, tutto questo preambolo per dire che a me i dolci e i biscotti piacciono solo se hanno un sapore raw, cioè se si sentono le farine, la frutta essiccata, le confetture home made; in quanto ai biscotti, li adoro se non sono troppo morbidi e se si possono mangiare solo dopo un inzuppo prolungato.
Ecco, questi corrispondono perfettamente alla descrizione, quindi posso dirvi che a me piacciono moltissimo, ma non ve  li consiglio al posto di un pasticcino e ve li sconsiglio se siete alla ricerca di un frollino. Posterò anche quelli, promesso, intanto però volevo aggiungere alla lista dei dolci una ricetta semplice per la colazione o per la merenda da accompagnare con con un buon tè. A dire il vero a me capita di mangiarli anche dopo cena magari con una tazza di latte di riso o mandorle, ma io ho gusti strani, ormai lo sapete.
Comunque, se vi piace l’idea del biscotto da inzuppo, questo potrebbe fare al caso vostro, soprattutto se vi piace il contrasto tra il sapore delle farine integrali e la frutta essiccata, io l’adoro! Per altre ricette di biscotti, guardate qui, e qui 

Biscotti integrali alla mela 

Preparazione: 15 minuti (più il riposo)
Cottura: 20/25 minuti

Ingredienti

farina di frumento integrale: 100 g
farina di grano saraceno: 100 gr
mele essiccate: 15 g
nocciole: 20 g
zucchero canna Mascovado: 80 g
olio di semi di girasole: 50 g
amaranto: 20 g (facoltativo)
burro di cacao: 10 g (facoltativo)
acqua fredda: qb
lievito naturale: 1 c
sale integrale: un pizzico

Procedimento

1) Mettere in ammollo l’amaranto per qualche ora. Tritare le nocciole
2) Setacciare le farine con il lievito e il sale. Fondere il burro di cacao a bagnomaria. Tagliare a pezzetti le mele essiccate.
3) Scolare l’amaranto, ed impastare gli ingredienti come per una frolla, se necessario aggiungere un cucchiaio d’acqua fredda.
4) Far  riposare in frigorifero coperto con pellicola per un’ ora.
5) Su un ripiano leggermente infarinato tirare l’impasto in una sfoglia di 3 / 4 mm di spessore, con una rotella dentata o un coppapasta ricavare i biscotti. Porli su una placca rivestita di carta forno ed infornare a 170° per 20 minuti circa, finchè saranno dorati. Far raffreddare su una gratella. 

Alcune annotazioni: se non avete il burro di cacao potete ometterlo, anch’io talvolta li preparo senza, saranno meno friabili ma sono altrettanto buoni. L’amaranto l’ho aggiunto per dare una nota croccante al biscotto, ma se non vi piace l’idea di ritrovarvelo sotto i denti o non l’avete potete ometterlo. 
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio e al prossimo post

venerdì 11 dicembre 2015

Pasta e ceci


Anche oggi un post velocissimo causa troppe cose da fare.  Una ricetta che di sicuro non sarà una rivelazione per nessuno, ma a me piace molto riproporre le ricette “vegane” della nostra tradizione e magari aggiungerci qualcosa di nuovo. Per me la cucina vegana è soprattutto cucina mediterranea, fatta di tanti cereali, legumi, semi, frutta e verdura. Ci sono prodotti quasi sconosciuti pieni di proprietà e buoni che varrebbe la pena dedicare spazio ad ognuno. Poi ovviamente mi piacciono molto anche cose meno tradizionali, ma è giusto dare spazio alle ricette di casa nostra. Questo permette anche ad un neofita o a qualche dubbioso di avvicinarsi alla cucina vegana per gradi e senza forzature. Anche il gusto va educato, non tutti sono pronti al miso, all’umeboshi e via dicendo. Da quando faccio dolci solo vegani devo dire che riscontro sempre un grande apprezzamento e questo non può che farmi felice.
Quindi, riassumendo tutto questo discorso, oggi una bella pasta e ceci, che per gli amici del centro o sud non sarà una novità, ma noi qui non la mangiamo molto, anzi direi proprio per niente, ma è un’ottima alternativa alla pasta e fagioli. L’ho fatta abbastanza classica, con solo l’ aggiunta di un pezzetto di carota e sedano prese dal brodo, e un pizzico di alghe sbriciolate. Per chi non lo sapesse, la pasta e ceci, come dicono i miei amici Napoletani deve essere “azzeccata”, cioè bella densa, e questa direi che lo è abbastanza, a voi cosa sembra?  ;) Se siete alla ricerca di altre ricette a base di ceci guardate qui e qui 

Pasta e ceci
Per 2/3 persone
Preparazione: 15 minuti (più l'ammollo)
Cottura: 1 ora

ceci: 200 g
pasta mista spezzata di farro integrale: 70 g circa
aglio: 2 spicchi
olio evo: 4 cucchiai
peperoncino fresco: 1 pezzetto tritato
rosmarino: 2 rametti
salvia: 2 foglioline
prezzemolo: 2 C tritato
verdure del brodo: 1 pezzo di carota
brodo vegetale o acqua: 1 litro
alghe Arame: 1 c

Procedimento
Cuocere i ceci per 30 minuti in pentola a pressione dopo averli lasciati in ammollo 48 ore con un pezzetto di alga kombu e un pezzetto di alloro (io lo faccio per velocizzare i tempi, sennò in una pentola di coccio con gli aromi per circa 1 ora)
Scaldare l’olio in una casseruola, unire l’aglio e gli odori, poi i ceci, il brodo e far cuocere per 20 minuti aggiungendo anche un pezzetto di carota bollita (facoltativo). Frullare 2/3 dei ceci (tenendo gli altri da parte) insieme anche alla carota, unire la pasta e farla cuocere. Unire i ceci interi e il prezzemolo, cuocere ancora qualche minuto. Servire con un filo d’olio e le alghe tritate finemente.

Alcune annotazioni: ci sono tante versioni della pasta ceci, per esempio potete aggiungere anche un po’ di pomodoro e di cipolla.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 7 dicembre 2015

Spaghetti di farro integrale al profumo di mare

pentola Le Creuset 
Il post di oggi sarà super veloce, così come super veloce sarà anche la ricetta. In questi giorni sono parecchio impegnata con foto e ricette per lavoro, così quando arriva l’ora di pranzo, non ho il tempo di prepararmi quello che vorrei: è assurdo, cucino, cucino, cucino e all'ora di pranzo non ho mai niente da mangiare :) 
Comunque, questo piatto sono anni che voglio postarlo perché è proprio uno di quelli da dieci minuti, oltre al fatto che comunque mi piace moltissimo e mi dà l’opportunità di utilizzare le alghe che mi piacciono tanto. Non so se avete mai mangiato gli spaghetti di mare senza il pesce, ma da noi si usa preparare gli spaghetti al prezzemolo, detti anche spaghetti con le vongole scappate, perchè ricordano gli spaghetti alle vongole ma ovviamente le vongole non ci sono, un piatto della cucina povera che più povera non si può :) 
Ecco, io ho rielaborato un pò questa semplice ricetta aggiungendoci le alghe, così che il profumo di mare si senta davvero. Un piatto semplice, veloce e  molto gustoso. Io lo preparo tutte le volte che sono di fretta e non ho nient’altro di pronto. 
Un’alternativa deliziosa, se magari non avete tutte le alghe a disposizione, o non vi piacciono particolarmente, è quella di utilizzare solo le Arame che hanno un sapore più delicato e aggiungere dei capperi dissalati e tritati all'olio aromatizzato.  Anche così è buonissima Vi lascio alla ricetta e al procedimento. E se siete alla ricerca di qualche altre ricetta con le alghe, guardate qui, qui e qui 

Spaghetti al profumo di mare 

Ingredienti
per due persone

spaghetti di farro integrale: 180 g
alghe Arame: 1 cucchiaio
alghe Wakame: 1 cucchiaio
aglio: 4 spicchi
peperoncino fresco: qb
prezzemolo fresco tritato: 3 cucchiai
alga Nori: un pezzo
olio evo: 6 cucchiai

Procedimento
Mettere in ammollo le alghe Arame e Wakame separatamente in un po’ d’acqua per circa 20 minuti Scaldare l’olio evo in una padella, schiacciare gli spicchi d’aglio, tritare il peperoncino (in quantità a piacere) e far insaporire l’olio mantenendolo a fiamma dolce. Eliminare l’aglio (se vi piace in alternativa potete tritarlo sottilissimo e lasciarlo nell'olio, in questo caso basteranno  tre spicchi). Tritare le alghe Wakame sottili, aggiungerle all'olio insieme anche alle Araame ben scolate.  Cuocere la pasta in acqua leggermente salata, scolarla al dente tenendo da parte un po’ d’acqua. Finire la cottura in padella aggiungendo qualche cucchiaio d’acqua e spadellando la pasta fino a cottura, aggiungendo alla fine anche il prezzemolo tritato finemente. Intanto tostare leggermente l’alga Nori sulla fiamma. Sistemare la pasta nei piatti individuali e finire con poca alga Nori sbriciolata.

Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola  Le Creuset 

venerdì 4 dicembre 2015

Smoothie banana e cachi alla curcuma



Non ho mai postato la mia merenda,  quella che faccio tutti i giorni. Eppure è un momento importantissimo per me, quello in cui faccio il pieno di frutta, quindi di vitamine, e sali minerali e di tante altre cose indispensabili per stare bene. Quindi comincio oggi: con questo mix colorato e supervitaminico. Ma perché proprio questo?  
Per risalire alla genesi della ricetta, devo precisare che tutto è nato cercando un modo piacevole e facile per assumere la curcuma, nel contempo, volevo anche un modo alla stesso modo facile e goloso per assumere gli Omega 3 e Omega 6, considerando che durante il giorno non ho sempre modo di prepararmi pranzi e cene super bilanciati. E’ pur vero che cucino sempre, ma quasi mai per me, sempre per lavoro e quindi non ho proprio il tempo per curare nel dettaglio quello che mangio. Questo però non è un buon motivo per non mangiare bene e sano, un po’ di organizzazione e qualche idea furba risolvono sempre il problema.
Poiché diverse persone mi hanno chiesto come utilizzo la curcuma, ecco, questo è il mio sistema preferito. Certo la uso anche in cucina, ma non posso metterla in ogni piatto e soprattutto non dovrebbe essere  scaldata troppo per non perdere le sue proprietà. Così invece faccio un’ottima merenda, buona, golosa, nutriente e sana, mi piace moltissimo e non diventa una forzatura, 
Ognuno di noi deve trovare il proprio modo per assumere quello che fa bene; abbiamo vite tanto sregolate che non si riesce ogni giorno a fare tutto in piena regola e per benino. L’importante è fare propri dei principi di sana alimentazione e cercare di seguirli il più possibile, poi se qualche volta non ci si riesce, pace, basta che non succeda troppo spesso però ;)  Io voglio vivere serenamente lo stesso, senza farmi ossessionare dai milioni di messaggi che arrivano ormai da ogni dove, pensiamo sempre con la nostra testa, leggiamo, studiamo e informiamoci il più possibile, ecco, io ho adottato questo sistema! Se per esempio volete leggere qualcosa sugli effetti della curcuma guardate qui
Quindi se cercate un modo per assumere questa preziosa spezia, provatela così, con la frutta fresca, io la trovo deliziosa. Se invece non avete necessità di assumerla, omettetela e omettete anche il pepe che serve per facilitarne l'assimilazione, resterà uno smoothie delizioso e salutare in ogni caso! 
Vorrei riuscire a postare anche un’altra mia passione: gli estratti di verdura e frutta. Li adoro proprio, anche per i loro colori meravigliosi che danno energia solo a guardarli!  Certo  per  preparare i succhi di verdure sarebbe indispensabile l’estrattore. Se state pensando di comperarne uno,  vi segnalo questo sito estrattore di succo dove potete leggere recensioni sui vari prodotti. Non è sempre facile acquisire le info necessarie, qui potete trovare spunti, suggerimenti, e anche qualche ricetta.  Intanto
vi lascio la mia merenda, è abbondante lo so, ma frutta e verdura durante il giorno non devono proprio mancare, quindi dategli il posto che meritano ok? Mangiatevi una fetta di pane in meno nel caso, è pur sempre per il nostro bene ;) 

Smoothie banana e cachi alla curcuma

Preparazione: 5 minuti

Ingredienti
banana: 1
caco: 1
limone spremuto: ½
olio lino: 2 c
olio sesamo: 2 c
curcuma: 1 c
pepe: un pizzico
acqua: qb (circa 1 bicchiere, dipende da quanto lo volete denso) 

Procedimento

Frullare insieme tutti gli ingredienti. Servire subito.

Gli olii vegetali sono ricchi di omega 3 e omega 6, acidi grassi polinsaturi, quindi grassi buoni per intenderci, Vanno introdotti con la dieta, quindi per chi è vegetariano o vegano, si agli olii vegetali, ma anche ai semi per arricchire insalate, preparare dei gustosi patè o dei crackers.
Posterò presto altre ricette, intanto accendete i frullatori e preparatevi questo stupendo smoothie, da qualche parte dobbiamo pure cominciare no?

Alcune annotazioni: variate la frutta secondo la stagione e gli olii ciclicamente: vanno bene quelli di mandorla, di lino, di canapa, di zucca e di sesamo. Ricordatevi di usarli sempre e solo a crudo, e di consumarli entro 1 mese dall'apertura della bottiglia.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post

lunedì 30 novembre 2015

Minestrone con zucca e grano saraceno


Non ho mai postato un minestrone, malgrado a me piaccia molto, come sempre le cose più normali si lasciano sempre da parte. Però non è che tutti i giorni possiamo metterci a fare piatti troppo lunghi  o ricercati. Anche le ricette semplici e veloci ci stanno, come il minestrone. Chi è che non lo sa fare? credo nessuno, però magari non si pensa di metterci dentro qualcosa di diverso dalla pasta o dal riso. In questo per esempio ci ho messo il grano saraceno, per un primo piatto senza glutine.  Io il grano saraceno lo uso soprattutto sotto forma di farina nei dolci, ma è ottimo anche asciutto e condito inventandosi delle insalate sempre diverse e di stagione. Oppure al posto della pasta nelle minestre di erdure, favoloso anche per farci dei burger.  Cuoce in fretta ed ricco di proprietà, soprattutto antiossidanti ed è importantissimo per il benessere del sistema cardiovascolare. Non voglio dilungarmi in discorsi complessi sulle sue proprietà, ci sono tante  fonti  per approfondire. Io ho fatto mio il principio di variare il più possibile quello di cui mi nutro tutti i giorni. Se non lo conoscete provatelo, la prossima volta che preparate una zuppa o una minestra, metteteci il grano saraceno al posto della pasta. E’ così che si scopre sempre qualcosa di nuovo, provando, sperimentando, leggendo. Io così, nel tempo ho scoperto cose di cui oggi non potrei più fare a meno. 

Minestrone di zucca e grano saraceno 

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15 minuti

Ingredienti per 2 persone
grano saraceno: 60 g
carota: 1
cipolla: ½
sedano: 1 costa
zucca: 50 g
bieta o spinaci: 60 g
cavolo verza: 60 g
patata: 1
aglio: 1 spicchio
salvia: 2 foglioline
rosmarino: 1 rametto
peperoncino: a piacere
olio evo: tre cucchiai
brodo vegetale: 400 ml circa (oppure acqua)
sale: qb

Procedimento
Pulire la zucca, la carota, il sedano e la patata e tagliare tutto a dadini di circa 1 cm, tritare finemente la cipolla. Tagliare a striscioline la parte tenera del cavolo verza e delle biete. In una casseruola mettere due cucchiai d’olio evo e farlo insaporire con la salvia, il rosmarino e lo spicchio d’aglio e il peperoncino tritato. Versare le verdure insieme anche al cavolo verza e farle rosolare leggermente. Versare il brodo caldo e il grano saraceno lavato, e lasciare cuocere per 15/20 minuti, finchè il grano saraceno non sarà morbido, aggiustare di sale. Dopo 10 minuti dalla cottura unire anche le biete o gli spinaci. Finire il minestrone con un giro d’olio evo a crudo e servire con fette di pane casereccio tostate. Eventualmente aumentare la quantità di brodo secondo i gusti
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 23 novembre 2015

Confettura di mele Cotogne e pere

Pentola Le Creuset

Parto dal fatto che mi hanno regalato delle bellissime mele cotogne, solo che io non ci avevo mai fatto la marmellata, ma era tanto che la volevo provare, così ho rispolverato un vecchio ricettario di famiglia (non proprio la  mia, ma insomma, sempre nelle cerchie diciamo) giusto per  vedere se c’era qualcosa di particolare da sapere e mi sono messa all’opera seguendo giusto qualche consiglio per il procedimento, poi però come sempre ho fatto di testa mia perché alcune cose non mi sembravano molto sensate . Per esempio, ho omesso completamente il limone in quanto le mele cotogne erano già tanto aspre per i miei gusti, e pensare che a me le cose aspre piacciono eh! ma queste lo erano troppo, (saranno tutte così?) Sempre per lo stesso motivo ho aggiunto anche una bella pera, abbastanza grande, perché non è che aggiungendo tonnellate di zucchero il problema si risolve, e comunque non è il sistema che prediligo. Quindi alla fine la confettura di Mele Cotogne è diventata una confettura di mele Cotogne e Pere, morbida e vellutata, molto buona, non credevo! Della giusta consistenza senza bisogno di metterci acqua per poi stracuocerla. Mah… però non so dire se le mele cotogne che avevo io erano diverse dalle altre, cioè non so perché in tante ricette che ho visto ci aggiungono acqua, io se dovessi rifarla la rifarei così ecco, però se qualcuno ha un’esperienza diversa da raccontare io come sempre ascolto volentieri, non sia mai che la prossima volta trovo delle mele tutte diverse e non so cosa fare ;) Comunque l’ho trovata perfetta, sia come sapore, che come consistenza, ma si sa, ogni scarrafone è bello a mamma soja ;) In purezza dico la verità, non so se mi sarebbe piaciuta. Quindi se anche voi siete un po’ perplessi di fronte al sapore delle mele cotogne (sempre che non fossero le mie ad essere strane) ma ne avete molte da consumare, provate così, questa vi convincerà. Io poi ci ho preparato questa :) Che ne dite? vi ho convinti? :)



Confettura di mele Cotogne e pere Williams
Ingredienti per 4 barattoli da 250 g

mele Cotogne: 5 (un kg abbondante)
pera Williams: 1
zucchero di canna chiaro bio: 500 g

Procedimento
Sterilizzare in forno a 110° i vasetti di vetro per mezz'ora e i coperchi in una pentola coperti d’acqua facendoli bollire per mezz'ora anch'essi. 
Lavare bene le mele cotogne e cuocerle in acqua bollente finchè la buccia non si creperà (ci vorranno circa 15 minuti) Toglierle dall'acqua, farle raffreddare un pò, poi tagliarle a pezzi eliminando le parti legnose e dure e passarle al passaverdure in modo da ricavarne una purea.  In una casseruola ampia, aggiungere la pera sbucciata e tagliata a pezzetti piccoli, lo zucchero, mescolare e portare a bollore a fiamma dolcissima. Lasciare sobbollire pianissimo per 10/15 minuti, mescolando ogni tanto finchè la pera sarà morbida. Con il frullatore ad immersione omogeneizzare la confettura. Versarla bollente nei vasetti di vetro sterilizzati senza toccarli, maneggiandoli con un telo pulito, chiudere bene dopo aver asciugato i coperchi con un telo pulito senza toccarli con le mani. Capovolgere i vasetti per 15 minuti, poi rigirarli e farli raffreddare completamente e conservarli in dispensa. 

Alcune annotazioni: ho utilizzato uno zucchero di canna chiaro bio, da coltivazione biologica del commercio equo e solidale che uso sempre per le confetture perché non mi piace quello troppo scuro, ha un sapore troppo deciso, però se vi piace usate pure il Panela, o il Demerara (eviterei il Mascobado, per il mio gusto è troppo intenso per questo genere di preparazioni). Non ho aggiunto limone in quanto le mele cotogne sono molto aspre, non ho aggiunto nemmeno acqua e la marmellata è venuta di una consistenza perfetta, cremosa al punto giusto. Potete usarla per crostate o per spalmarla sul pane. Se lo preferite potete optare per la sterilizzazione in acqua bollente per mezz'ora con due dita d'acqua sopra i coperchi. 

Auguro a tutti una settimana dolce e vellutata come questa confettura :) Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola Le Creuset 

sabato 21 novembre 2015

Chips di Cavolini di Bruxelles


Post del sabato: Chips di cavolini di Bruxelles! In realtà non posto mai di sabato, e non so nemmeno se questo possa essere considerato un vero e proprio post, perché in fin dei conti quella che vi darò non è certo una ricetta, diciamo più che altro un’idea ecco, però carina, sfiziosa e facilissima! E’ da un po’ che ho in mente di darvi la versione light e super veloce delle mie chips di radici e tuberi, questa. Ma tra una cosa e l’altra non ho mai avuto il tempo di sperimentarla. Intanto vi lascio questi cavolini croccantissimi che seguono lo stesso principio di preparazione.
Ieri mi serviva qualcosa per un’aperitivo veloce, e ovviamente non avevo il tempo di preparare tartine, torte salate, e via dicendo, così, dato che avevo dei Cavolini di Bruxelles, li ho puliti, e con le parti di scarto, cioè le foglie più esterne, ci ho fatto queste deliziose chips. Certo non è che ve ne vengano una montagna, però potete sempre mescolarle ad altre verdure, come il cavolo nero o riccio per esempio. Oppure potete servire oltre a queste qualche altro snacks. Comunque sono deliziose. Prossima occasione provo a fare così le rape e le carote e vedo cose ne viene fuori, intanto vi lascio queste, fanno molta simpatia a chi se le trova in tavola, davvero, tutti a dire: cosa sono queste? "Cosa sono?" Eh, a casa mia si mangia solo roba strana, dicono sempre così! ahahaha, spero un giorno di smettere di sentire ‘sta frase, a me sembra roba normalissima, sono gli altri che sono strani!  Non sembra anche a voi? ;) 

Chips di Cavolini di Bruxelles

Ingredienti
foglie esterne di Cavolini di Bruxelles: a piacere 
olio evo: per ungere le foglie
paprika piccante: a piacere
sale: qb 

Procedimento
Lavare i cavolini, eliminare la base, e ricavarne le foglie più esterne. Versare un filo d'olio sulle foglie e aiutandosi con le mani mescolarle bene per ungerle uniformemente. Salare e cospargere con la paprika piccante se vi piace. Infornare a 100/120 ° fino a farle diventare croccantissime! ( ci vorranno 20 minuti circa, poco più poco meno, dipende dal vostro forno. L’importante è non alzare troppo la temperatura sennò scuriscono troppo) Servire subito con un calice di quello che preferite: bollicine, vino rosso, birra, ovviamente, ci sta bene tutto.
Per quanto riguarda le quantità, non fatene troppo poche, almeno un cestino di cavolini, perchè cuocendo si rimpiccioliscono e vi ritrovereste con niente. E non pensate di poter fare aperitivo solo con queste, aggiungete anche delle foglie di cavolo nero o riccio per esempio. Io al più presto sperimenterò anche radici e tuberi, poi aggiornerò il post.

Alcune annotazioni: ovviamente non è che dovete fare il contrario di come fate di solito con i cavolini, cioè, la parte che rimane cuocetela oppure no, ma mangiatela in qualche modo ok? Non dovete buttarla ;) A me per esempio i cavolini piacciono crudi sotttili sottili, oppure bolliti e conditi semplicemente con olio e limone. 

Con questa non ricetta vi auguro uno splendido fine settimana. Un bacio a tutti

giovedì 19 novembre 2015

Pesto alla salvia e alghe Arame


Questo è uno dei mille pesti che ho preparato in questo periodo, perché oltre che con il basilico lo sappiamo tutti che si possono preparare anche con tantissime altre erbe aromatiche e verdure. Forse non è proprio appropriato chiamarli pesti, non in tutti i casi comunque, forse andrebbe bene salsa, o crema, non lo so, fatto sta che sono buonissimi comunque li chiamiate. Questo è uno dei tanti che ho provato, finiscono talmente in fretta che qualche volta non riesco nemmeno a fotografarli, ma questo l’ho messo in salvo per un paio di giorni ed eccolo qui, immortalato in tutto il suo bellissimo verde salvia.
Non c’è molto da spiegare, quindi non mi dilungherò sulla ricetta, magari spendo due parole sulle alghe, così che anche chi non le usa o non le conosce magari incuriosito corre a comperarle. Le alghe come abbiamo già detto hanno tante proprietà e fanno molto bene, a patto che non soffriate di disturbi alla tiroide, in quel caso è meglio consultare un medico o nutrizionista. In tutti gli altri casi, le alghe sono un alimento molto importante, ricche di iodio, ferro, e in misura minore di magnesio, fosforo e potassio. Per questo sono considerate degli ottimi integratori che agiscono anche rafforzando il sistema immunitario. L’uso cosigliato è due volte alla settimana. Ogni alga ha le sue proprietà e quindi è bene usarle un po’ tutte. Le Arame che ho utilizzato in questa ricetta sono tra le mie preferite perché hanno un sapore molto delicato, che può piacere un po’ a tutti senza essere invasivo, ma ovviamente dipende anche dalle quantità utilizzate. Sono ottime nelle insalate, saltate con la pasta o con le verdure, o nei pesti come quello di oggi. Prossimamente vi darò qualche altro suggerimento per utilizzare le alghe in modo semplice così da poterle introdurre nella dieta settimanale senza troppe difficoltà nel caso foste in cerca di suggerimenti in merito. 
Intanto ecco il pesto di salvia

Pesto alla salvia e alghe Arame

Preparazione: 15 minuti (più i tempi di ammollo delle alghe)
cottura: nessuna

salvia: 20 foglie medie
lievito alimentare secco: 2 cucchiaini
olio evo: 50 gr circa
acqua: 3 cucchiai circa
prezzemolo: una manciata di foglie
limone: qualche goccia
alghe Arame: 2 cucchiaini
semi di zucca: 30 gr
sale integrale: qb
pepe: qb

Procedimento
Ammollare le alghe per  circa 15 minuti, poi scolarle. Riunire in un mixer tutti gli altri ingredienti ed azionare fino a rendere il composto omogeneo. Volendo si può aggiungere un pezzetto di aglio, io non l’ho messo perché ha un sapore abbastanza deciso, però non è troppo forte, secondo me, per il mio gusto va benissimo anche senz'aglio, poi dipende dall’uso che ne volete fare. Io l’ho spalmato sulla polenta grigliata calda e può essere un delizioso antipasto. Ottimo anche per condire degli gnocchi di zucca, o dei tortelli vegan di erbette, o della pasta al farro o  verde.

Alcune annotazioni: si conserva in frigorifero 3-4 giorni purchè sia sempre coperto d'olio evo.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 16 novembre 2015

Polpette di quinoa e amaranto con zucca e funghi


Non siete stanchi di polpette vero? Perché oggi vi do l’ennesima versione. E come sono stavolta? di quinoa e amaranto con funghi e zucca. Diciamo una delle tante versioni autunnali che si presta a tante reinterpretazioni, secondo la vostra fantasia e secondo quello che avete in frigorifero. Per esempio, se non avete la zucca o i funghi, potete metterci degli spinaci,  qualche erba aromatica, curry e curcuma che con gli spinaci ci stanno bene, insomma, le verdure si possono cambiare di volta in volta. Quello che mi interessa e’ l’uso degli pseudocereali, quinoa e amaranto. L’amaranto, meno noto forse della quinoa, ha un gusto particolare che mi piace molto, e trasformato in polpetta è un buon modo per utilizzarlo. Chi lo conosce sa che in cottura diventa un po’ gelatinoso; in questa preparazione la sua caratteristica consistenza non dà fastidio in quanto poi verrà mescolato ad altri ingredienti  per diventare appunto polpetta :)  Se però volete mangiarlo condito come si può fare con la quinoa, è preferibile mescolarlo ad altri cereali, e cuocerli insieme, scegliendo magari quelli che hanno tempi di cottura simili. 
A me al di fuori da questo tipo di preparazione piace molto sottoforma di farina per esempio nelle torte salate come questa, o nei biscotti sia dolci che salati. In tutti i casi il suo sapore particolare, oltre alle sue proprietà, lo rendono un ingrediente veramente interessante. Se avete voglia di provarlo, potete iniziare da queste sfiziose polpettine, e se volete cimentarvi in qualcosa di più ardito, vi consiglio la crostata salata, veramente deliziosa, piaciuta molto anche a chi non è vegano! 

Polpettine di quinoa e amaranto con zucca e funghi

Preparazione: 45 minuti
Cottura 30 minuti

Ingredienti
Per 12 pezzi

quinoa: 60 gr
amaranto: 60 gr
zucca: 30 gr
funghi misti: 90 gr
cipolla piccola: ½
aglio: 1 spicchio
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
pangrattato: 3 cucchiai (più per la panatura)
farina di riso: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
farina di mais fioretto: 3 cucchiai
pangrattato: 3 cucchiai
olio evo: 3 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo l’amaranto per 30 minuti e la quinoa per qualche ora cambiando l’acqua. Sciacquarla e cuocerla in un volume d’acqua fredda pari al doppio e calcolare 15/20 minuti dal bollore, finchè l’acqua sarà del tutto assorbita; lasciare riposare coperta per qualche minuto. Con le stesse modalità,  cuocere anche l’amaranto per circa  30 minuti in un volume d’acqua pari a tre  volte (o secondo quanto riportato nella confezione ) Per velocizzare i tempi potete cuocerle insieme per circa 25 minuti.
In una padella insaporire tre cucchiai di olio evo con uno spicchio d’aglio. Saltare i funghi lavati, mondati e tagliati a pezzi non troppo piccoli. Unire anche la zucca a cubetti molto piccoli e portare a cottura. Far raffreddare. Con un mixer ad immersione omogeneizzare la quinoa e l’amaranto, unire le verdure, il prezzemolo, il sale e il curry e omogeneizzare per 15 secondi. Aggiungere il pangrattato quanto basta per rendere lavorabile l’impasto con le mani, senza renderlo troppo sodo.
In un piatto fondo mescolare la farina di mais con il pangrattato e ripassare le polpettine in modo da ricoprirle tutte. Infornare a 200° per circa 30 minuti finchè saranno dorate e croccanti. 
Queste polpette si  accompagnano a contorni di verdure cotte e crude,  ottime per esempio con dei funghi di stagione saltati con aggiunta di alghe come questi. Si servono con salsa a parte, per esempio di pomodoro, o con maionese vegan (ricetta qui
Un bacio a tutti e buon inizio settimana.

giovedì 12 novembre 2015

Zuppa di fagioli e cavolo nero



Questa di cavolo nero è una delle zuppe invernali che mi piacciono di più. Magari è un po’ lunga da preparare, ma nemmeno tanto se partite da fagioli che avete cotto il giorno prima. Io di solito quando decido di cucinarli ne faccio sempre un po’ di più per farne in seguito  una zuppa, o dei burgers. Così anche per questo piatto invernale basta solo un minimo di organizzazione,  ma ne  vale senz'altro  la pena. Non è la classica ribollita, adoro anche quella ma questa è una zuppa più semplice, con meno verdure e perfetta anche per riciclare qualche legume rimasto. 
Il cavolo nero a casa mia d’inverno non manca mai, lo trovo favoloso in mille preparazioni, questa, insieme ovviamente a ribollita e simili è decisamente una delle mie preferite.
Certe volte rifletto sull'indice di gradimento delle ricette di questo blog, ma le dinamiche mi sono ancora abbastanza oscure. A parte i dolci che riscuotono sempre molto successo, ci sono ricette che io adoro che magari non vengono visitate più di tanto, altre di una semplicità estrema che diventano le più visitate. Io ne ho due sul mio blog che si contendono il primato, una è la torta millefoglie che ho postato credo appena aperto il blog o giù di li, non vado nemmeno a controllare per non guardare la foto!
L’altra è la zuppa di ceci e cavolo nero, e di questo sono molto orgogliosa perché è una ricetta vegan, datata pure quella ma è sempre piaciuta molto e continua a piacere. Anche quella foto non la voglio vedere, e prometto a tutti che prima o poi la sostituirò! malgrado questo, pare che nessuno si sia spaventato troppo e tutti continuano tranquillamente a guardarla. 
Ora vediamo se questa riuscirà a guadagnarsi il primato rispetto alla cugina più vecchia. Io voto decisamente per la novità sarà che sento ancora il sapore del cavolo nero e del pane ammorbidito! e poi ci sono anche le mie amate alghe, non posso non preferirla. Che bontà, devo rifarla prima di subito. Un'altra idea con i legumi? leggete qui 

Zuppa di fagioli e cavolo nero 
Ingredienti
Per 2 persone

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 30 minuti (più il tempo per la cottura dei fagioli)

cavolo nero: 100 gr
cipolla: 1/2
porro: ½
alga kombu: un pezzetto (facoltativa)
fagioli misti cotti: 170 gr (io neri, cannellini e occhio)
patate: 1
passata di pomodoro: 7 cucchiai
salvia: 3 foglie
brodo vegetale: qb
olio evo: tre cucchiai + per servire
sale: qb
peperoncino fresco: a piacere 

Procedimento
Lavate il cavolo nero ed eliminate le coste centrali. Tagliatelo a striscioline e fatelo stufare a fuoco lento con la cipolla tritata finemente e il peperoncino anch'esso tritato in tre cucchiai d’olio evo, in una casseruola coperta. Intanto affettate il porro e tagliate a cubetti la patata. Unite le verdure al porro e fatele rosolare leggermente insieme anche alla salvia. Unite i fagioli già lessati, il pomodoro, e coprite con il brodo vegetale o acqua calda. Lasciate cuocere finchè la zuppa sarà densa e le verdure risulteranno morbide. Io ho fatto questa zuppa partendo da verdure che avevo già cotto, quindi è anche un’ottimo modo per riciclare qualche avanzo. In caso contrario cuocete il cavolo nero insieme alle altre verdure esclusi i fagioli che cuocerete a parte e aggiungerete  a metà cottura.
Servite la zuppa densa e ben calda, con una fetta di pane tostato e un filo d’olio evo a crudo.

Alcune annotazioni: Per rendere più digeribili i fagioli, cuoceteli con un pezzo di alga Kombu e una foglia di alloro. Riutilizzate l'alga nella zuppa dopo averla tagliata a pezzetti se vi piace.

Con questa ricetta auguro a tutti un buon fine settimana. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 9 novembre 2015

Crostata di briciole ripiena di marmellata


Questo è uno dei dolci più gettonato a casa mia, ed è anche il mio preferito, ragion per cui tendo a riprodurlo abbastanza spesso. Non so com'è mi sembra ogni volta più buono. Dà il massimo appena sfornato, dopo che si è raffreddato perché la pasta frolla è bella croccante e non ha ancora assorbito l’umidità della marmellata, poi si ammorbidisce leggermente ma rimane comunque un dolce delizioso.
Da preparare è velocissimo, si mette tutto nel mixer in 30 secondi l’impasto è pronto. Non dovete impastare a mano e sporcare la spianatoia, niente di niente. L’unica cosa: consiglio un riposo lungo in frigorifero, così che l’impasto si raffreddi bene.
In quanto alle farine, io fino ad ora ho sperimentato queste, ma ci si può sbizzarrire a cambiarle per provare sapori e consistenze diversi. L’unica variante che faccio è la farina di mandorle in sostituzione al cocco rapè.
Vi metto qualche foto in più così potete vedere com'è la torta quando esce dal forno. Mi sembra un’ottima ricetta per farvi iniziare bene la settimana, io invece l’ho conclusa mangiandolo e lo trovato perfetto ugualmente. E’ proprio uno di quei dolci che in qualunque momento lo mangi, non sarà mai quello sbagliato ;) 



Crostata di briciole
Ingredienti
per 8 porzioni

Preparazione: 20 minuti + riposo in frigorifero
Cottura: 30 minuti

farina di frumento integrale: 90 gr
farina d’orzo integrale: 30 gr
farina di farro: 30 gr
farina di nocciole: 10 gr (in alternativa mandorle)
zucchero panela o mascovado: 70 gr
lievito naturale: 1 cucchiaino
olio di semi di girasole: 60gr
burro di cacao: 10 gr
limone bio: 1
estratto di vaniglia: 1/2 cucchiaino
acqua ghiacciata: 20 gr circa
marmellata (io bio, di mirtilli con zucchero di canna): 120 gr circa
sale: un pizzico

Procedimento

Setacciare le farine con il lievito e il sale, aggiungere  anche lo zucchero, la scorza di un limone grattugiata, mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia e mescolare bene. Sciogliere a bagnomaria il burro di cacao e farlo raffreddare finchè sarà a temperatura ambiente. Mettere in un mixer il composto di farine, aggiungere l’olio ed azionare qualche secondo, unire il burro e farlo assorbire velocemente, poi aggiungere l’acqua freddissima necessaria a formare un composto di briciole azionando il mixer ad intermittenza solo lo stretto necessario. Versare le briciole in una terrina e riporre in frigorifero almeno un’ora (ma anche di più) 
Oliare ed infarinare leggermente uno stampo da plumcake di 25 cm (o da crostata rettangolare) con 2/3  circa delle briciole formare la base della crostata formando un bordo di circa 1 cm tutto intorno ( non premere le briciole) Versare la marmellata e distribuirla il più uniformemente possibile con un cucchiaio. Coprire con le restanti briciole ed infornare a 180° per circa 30 minuti. Sfornare e far raffreddare su una gratella. Quando sarà fredda toglierla dallo stampo e tagliarla a barrette. 
Con questa ricetta vi auguro uno splendido inizio di settimana. 

mercoledì 4 novembre 2015

Panzerotti vegan stracchino e rucola


Sto sperimentando panini, panzerotti e simili, ve l’ho detto no che a cena sono sempre fuori casa, così mi devo inventare qualcosa, ne faccio delle gran scorpacciate e ne sono felice. Mi sono sempre piaciuti i panini, soprattutto per i club sandwich ho una vera passione, solo che ora o me li faccio a casa o diventa praticamente impossibile poterne mangiare uno, almeno per ora in questa parte del mondo. Ho preparato un simil club sandwich che mi è piaciuto tantissimo e che posterò più avanti perché per il momento ricetta e foto sono destinate ad altro e non a questo blog, e un'altro sandwich invece lo potete trovare qui  ;) 
Però oggi posso postare questi deliziosi panzerotti, non so se il nome sia appropriato ma non me ne sono venuti in mante altri, con rucola e stracchino vegan, che tra l’altro ho scoperto delizioso. Ne avevo provati alcuni che non mi erano piaciuti per niente, ma questo è veramente fantastico e sono entusiasta che il supermercato vicino a casa abbia uno scaffale frigo tutto dedicato ai prodotti bio e vegan, così è tutto più semplice e non serve che faccia sempre tutto in casa perché a dire il vero ogni tanto non ne ho proprio il tempo, soprattutto il formaggio non è cosa sempre semplice e veloce. Vi ricordate quello di mandorle fermentato? Ora sto sperimentando quello di anacardi, speriamo vada tutto bene così poi potrò raccontarvi l’avventura, ma se ne parlerà tra un pò 
Bene, allora questi panzerotti dicevo sono facili da preparare, veloci da cuocere e sul ripieno potete sbizzarrirvi con tutto quello che vi piace; io sono andata sul classico, stracchino vegan e rucola, d’altra parte è sempre stato il mio preferito. La pasta è molto sottile, morbida e sono ottimi anche preparati in anticipo e poi riscaldati su una piastra. Che altro dire, niente se non di provarli magari in occasione dell'ormai istituita (da me) consuetudine settimanale di cenare sul divano davanti alla tv (meglio spenta :) ) ovviamente chi può concederselo, sennò anche a tavola andranno benissimo :)

Panzerotti rucola e stracchino  vegan 

Preparazione:  15 minuti impasto+ riposo della pasta+ 15 minuti per stenderla
Cottura: 15 minuti circa (cuocendone due alla volta)

Ingredienti
Per 4 panzerotti

farina di frumento integrale: 100 gr
farina di segale: 50 gr
sale: 1 cucchiaino
olio evo: un cucchiaio
latte di soia: 60 gr
acqua: 40 gr
lievito naturale: 1 cucchiaino raso
formaggio tipo stracchino vegan: 200 gr circa
rucola: 90 gr circa 

Procedimento
Setacciare insieme le due farine con il lievito, unire il sale e mescolare. Unire il latte all'acqua (deve risultare un composto tiepido) 
Sulla spianatoia fare la fontana, aggiungere l’olio e il latte miscelato all'acqua poco alla volta. Con una forchetta cominciare ad unire la farina al liquido. Quando sarà tutto assorbito cominciare ad impastare. Lavorare per dieci minuti. Chiuderlo con la pellicola e lasciarlo riposare almeno un’ora. Lavare la rucola, asciugarla bene e tritarla in maniera grossolana.
Trascorso il tempo, tagliare il panetto di pasta in quattro e con il mattarello tirare ogni parte in una sfoglia sottile e rotonda. Tagliarla regolare, aiutandosi con un piatto di  circa 18 cm di diametro, farcire con la rucola tritata e leggermente salata e il formaggio vegan a fiocchetti in quantità desiderata sistemando il ripieno in una metà del disco di pasta stando ad 1,5 cm dal bordo. Ripiegare il disco di pasta in due e sigillare bene i bordi con i rebbi di una forchetta, premendo delicatamente il panzerotto in modo da far uscire tutta l’aria. Cuocere in una padella antiaderente calda tre minuti per lato e servire subito.  (se li fate in anticipo, riscaldateli al momento di servirli su una piastra o griglia per qualche minuto, in modo da fa sciogliere il formaggio)
Bene, con questa ricetta auguro a tutti una buona continuazione, ci ritroviamo, spero, per la ricetta del week end o giù di li. Un bacio e al prossimo post

lunedì 2 novembre 2015

Risotto integrale di zucchine


Il riso integrale mi è sempre piaciuto moltissimo. Molti anni fa, quando non vivevo ancora da sola, il mio piatto preferito era il riso integrale bollito, con zucchine e carote a pezzetti piccoli appena sbollentati, condito con olio evo crudo. E’ superfluo dire che di tutta la famiglia l’unica che mangiava il riso in questo modo ero io. Piatto che fu nominato da allora e per sempre "riso punitivo", che insieme agli immancabili (per me) "biscotti di fango" identificava perfettamente il mio "genere" :)  
Ancora adoro questo piatto, anche se lo preparo raramente dato che ho sempre un sacco di cose da sperimentare, però quanto è buono :) 
Va bene, immagino che anche molti di voi non si entusiasmerebbero di fronte a tanta semplicità, però il riso integrale quello si che è buono, e questo è un dato di fatto :) 
Unico difetto, come ho ribadito in altre occasioni, è il tempo di cottura abbastanza lungo, quindi anche in questo caso, un po’ come per i legumi, serve una minima organizzazione, che si traduce in: ricordarsi di mettere in ammollo il riso il giorno prima, dopodiché la cottura non sarà più così lunga. E questa è una cosa. L’altra questione è quella legata all’utilizzo del riso integrale per certe preparazioni. E’ vero che per molti pensano che il riso integrale dia il meglio di sé bollito e poi condito, o usato per polpette e simili. Nel risotto in molti sostengono che non leghi  e non risulti abbastanza cremoso. Beh ecco,sono d’ accordo in parte, perché dipende dagli ingredienti usati, e dal metodo. Alcune verdure rendono senz'altro meglio di altre, e le zucchine rendono benissimo. Il risotto di oggi sono decisamente fuori stagione, scusatemi, ma avevo delle zucchine frutto di esuberi e mi dispiaceva aspettare la prossima estate per postarlo, magari tra di voi c’è qualcuno che deve ancora smaltire qualche esubero e questa ricetta potrebbe fare al caso suo. Comunque, il risotto integrale con zucchine è molto cremoso, buono, cuoce in mezz’ora ed è gustosissimo, uno dei miei preferiti proprio per la sua morbidezza. Ovviamente l’ho preparato solo con olio d’oliva, e mantecato con una crema preparata con tre cucchiai di base di zucchine, frullata con un goccio di brodo e poi leggermente montata con dell’olio evo (un po’come una maionese)  Con questo ho fatto la mantecatura che ha dato al piatto cremosità. La ricetta è proprio basica, niente di sofisticato o strano, volevo semplicemente spiegarvi il mio risotto integrale. Ovviamente cambiando le verdure cambieranno anche le mantecature, ma cominciamo con questa. Abbiamo tutto l’inverno per sperimentarne altre e al momento ne ho altre due in cantiere, ma vi racconterò. Intanto vi lascio questa così potete cominciare ad esercitarvi. 

Risotto integrale di zucchine

Preparazione: 15 minuti per la base + 12 ore di ammollo del riso
Cottura: 15 minuti per la base + 30 minuti per il risotto

Ingredienti
per 2 persone

riso integrale bio: 150/160 gr
base per risotto: 160 gr
brodo vegetale: qb (circa ½ litro)
olio evo: 3 cucchiai
lievito secco: 2 cucchiaini
basilico: una fogliolina (oppure poco prezzemolo)

Per la base di verdure
zucchine: 3
cipolla: 1 piccola (oppure porro )
pomodoro fresco: 1 tipo San Marzano (oppure pelati)
sale: qb

Procedimento
La sera prima, lavare bene il riso e metterlo in ammollo per 12 ore.
Preparare il brodo vegetale con acqua, sedano, carota e cipolla. 
Preparare la base per il risotto: tritare la cipolla o il porro e farla stufare in poco olio a fiamma dolcissima aggiungendo poca acqua. Unire le zucchine tagliate a pezzi, la polpa di pomodoro e cuocere finchè le verdure saranno tenere, salare. Tenerne da parte due/tre cucchiai
Scolare il riso e farlo tostare a secco in una pentola dal fondo spesso. Poi cominciare a cuocere il risotto solo con il brodo versandone poco alla volta e facendolo assorbire di volta in volta. Dopo 15 minuti, versare la base di verdure e continuare a cuocere. Quando mancano due minuti aggiungete il basilico spezzettato o un pò di prezzemolo tritato.
Con i due cucchiai di base tenuti da parte preparare una crema frullando la verdura con l’olio versato a filo, come per una maionese. Tenere da parte la crema. Alla fine, mantecare il risotto con la crema di verdure e olio e due cucchiaini di lievito alimentare secco mantenendolo all'onda. Lasciarlo riposare tre minuti e servire.
Alcune annotazioni: se vi dovesse avanzare un pò di risotto, potete preparare delle crocchette mescolandolo a 1 o due fette biscottate integrali polverizzate, e cotte in padella dopo averne formato delle polpettine schiacciate con un filo d'olio fino a renderle belle croccanti da entrambi i lati. Le crocchette sono un ottimo motivo per preparare questo risotto! Se volete qualche indicazione seguite questo procedimento che è simile aggiungendo al risotto solo le fette biscottate.
Bene, il risotto è pronto e con questo vi lascio. Buon inizio settimana a tutti. Ci ritroviamo al prossimo post 

giovedì 29 ottobre 2015

Polpette di riso integrale con cavolo nero e germogli


Quando cucino i cereali, ne faccio sempre più di quanti ne richieda la ricetta che sto realizzando, sia che si tratti di cereali bolliti, sia che si tratti di risotti o simili. E questo per il semplice fatto, che adoro le polpette, perciò ogni volta che posso, ne approfitto e creo occasioni per realizzarne sempre di nuove :)
Tutti sanno che le polpette sono un modo delizioso per riciclare qualche avanzo e questo, quando sono fatte in casa,  me le fa piacere ancora di più. Anni fa, quando mia mamma mi preparava il risotto, io non vedevo l’ora di mangiare le polpette preparate con quello che avanzava, perché mi piacevano di più del risotto stesso; da allora la storia non è cambiata molto,quindi qualche porzione in più la prevedo sempre. Le polpette sono buone sia partendo dal risotto, che dal cereale asciutto condito poi con le verdure. In tutti i casi però un accompagnamento con una salsina è quasi d’obbligo, ma senza andare sul difficile, se avete poco tempo, basterà un po’ di senape, una maionese vegan (la ricetta qui ) o uno yogurt di soia naturale insaporito con qualche erba aromatica e/o con un po’ di senape. Se ci aggiungiamo poi un contorno di verdure crude miste ed il gioco è fatto, una cena sfiziosissima di quelle che mi piacciono tanto :)
Purtroppo tanto era il desiderio di mangiarle che ho dimenticato di trascrivere quante polpette sono venute fuori con questi ingredienti :)
Comunque direi 10/12, la prossima volta che le preparerò metterò il numero preciso, ma sapete com'è no? le ricette qualche volta nascono da improvvisazioni e con i quantitativi non sempre si riesce ad essere precisissimi. Per alcune si può avvalersi di un buon grado di "tolleranza" diciamo così, soprattutto quelle fatte con avanzi.Infatti questa più che una ricetta è un'idea di riciclo, che ognuno può rielaborare in base a quello che ha in casa, questo è il bello della cucina! e delle polpette :) Vedrete che verranno benissimo sempre e comunque, l'importante è partire da ingredienti buoni e sani, per il resto la strada sarà tutta in discesa :) E se volete qualche altra idea di stagione, guardate qui 

Vorrei spendere invece due parole sul riso integrale: è vero che a cuocerlo ci vuole di più che un riso normale, però se lo lasciate a bagno tutta la notte i tempi si accorciano notevolmente. Quindi sciacquatelo e mettetelo a bagno per 12 ore. Poi procedete con la cottura che a questo punto sarà molto più rapida. A breve posterò un risotto con riso integrale così vi spiego meglio la cottura, intanto vi lascio queste crocchette per una cenetta sfiziosa da divano, avete presente? Beh, a me le cenette da divano piacciono tanto, sarà perché posso farle raramente :) Se non gradite, sedetevi pure a tavola, le polpettine andranno benissimo comunque ;)

Polpette di riso integrale, cavolo nero e germogli 

Ingredienti
per circa 10 polpette

riso integrale cotto: 180 gr
carota grattugiata: 1 piccola
parti di scarto di 1 cavolo nero: circa 150 gr (o avanzi di altre verdure)
cipolla piccola: 1/2 (o 1 scalogno)
fette biscottate ai cereali: 1
lievito alimentare secco: 1 cucchiaino
germogli di soia: una manciata
olio evo: 2 cucchiai + qualcuno per la cottura delle polpettine
curry: un cucchiaino (facoltativo)
sale integrale: qb

Procedimento
Ho preparato queste crocchette per recuperare un po’ di riso integrale bollito e le parti di scarto di un cavolo nero. Però si possono tranquillamente usare altre verdure. Se ne avete già cotte meglio e se sono semplicemente bollite consiglio di ripassarle in padella con poco olio e un po’ d’aglio e/o altre spezie per farle insaporire. Se partite da verdure crude, cuocetele brevemente in padella oppure se richiedono cotture più lunghe, sbollentatele prima in acqua bollente salata e poi ripassatele per insaporirle.
Questa ricetta è con le parti di scarto del cavolo nero: bollire le nervatura centrali del cavolo nero (eliminando solo la parte molto coriacea delle foglie più grandi ) dopo averle tagliate a pezzetti finchè saranno tenere (15/20 in pap) Scolarli, strizzarli bene e ripassarli in padella con un cucchiaio d’olio e uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato, poi tritarli nel mixer con uno scalogno e un pò di curry se li desiderati più saporiti e speziati) Mescolarli al riso bollito avanzato, unire il lievito secco, la carota grattugiata, la fetta biscottata sbriciolata, una manciata di germogli di soia tritati grossolanamente e un po’ di sale. Far riposare l’impasto 15 minuti, poi con le mani formare delle polpettine e schiacciarle al centro in modo da appiattirle. Scaldare qualche cucchiaio d’olio evo in una padella antiaderente e cuocerle a fiamma media finchè saranno dorate e croccanti. Servire accompagnate da un contorno di verdure, senape o maionese vegan o yogurt di soia aromatizzato.
Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 27 ottobre 2015

Stufato di fagioli speziato con riso basmati alla curcuma


Che ne dite di uno stufato di fagioli misti speziato? I legumi sono un alimento importantissimo che non dovrebbe mancare sulla nostra tavola, l’ho detto tante volte e rischio di essere ripetitiva, però sento un sacco di gente che non ne fa uso per questo o quell'altro motivo. Uno è senza dubbio legato al fatto che ci vuole un po’ a cuocerli, l’altro è legato alla digeribilità dell’alimento. Dunque, per quanto riguarda la prima questione, se voi vi ricordate di metterli in ammollo il giorno prima e avete una pentola a pressione, in 20 minuti ve la cavate e non mi sembra un tempo eccessivo, direi che è fattibile. Per aumentare la digeribilità invece vi consiglio di lasciarli in ammollo per 24 ore cambiando l’acqua tre, quattro volte con un pezzo di alga kombu e una foglia di alloro, e poi di cuocerli sempre con alloro e alga kombu per il tempo necessario. L’alga kombu poi la potete mangiare tranquillamente in insalata, oppure utilizzarla per la preparazione stessa. Detto ciò, resta da trovare qualche ricetta sfiziosa per gustare al meglio questo importantissimo ingrediente. Certo per me è facile perché io adoro i legumi e sulla mia tavola non mancano quasi mai, direi che mi piacciono in tutti i modi: sotto forma di zuppa, di minestra, in insalata, trasformati in burger vegetali, in paté e non so cos'altro, comunque per qualche spunto potete sbirciare tra queste pagine o guardare per esempio qui , qui, e qui, La ricetta di oggi è stata la mia cena di sabato: stufato di fagioli misti speziato, accompagnato da riso alla curcuma, uno di quei piatti che scaldano, avete presente? sia per la presenza delle spezie, sia perché lo stufato di per sé rimanda a piatti ricchi, avvolgenti e di casa. E poi è molto conviviale, servito in un bel piatto da portata al centro della tavola e con poco altro di accompagnamento avrete una cena sana, gustosa, sfiziosa e semplice da realizzare, per di più che si può preparare in anticipo. Sempre che vogliate una cena semplice eh, niente di sofisticato, ma per quello ci saranno altre ricette e altre occasioni. Ogni tanto anche qualcosa di proprio casalingo ha il suo perchè :)
Qualche variante per questa ricetta? Al posto del riso, potete preparare della polenta morbida aromatizzata con funghi o erbe aromatiche, oppure del cous cous che ne dite? Vogliamo provare? :) 

Stufato di fagioli speziato con riso basmati alla curcuma  
Ingredienti
Per 4 persone

riso basmati: 280 gr
curcuma: 4 cucchiaini
fagioli neri: 50 gr
fagioli occhio: 50 gr
fagioli cannellini: 40 gr
pelati (o pomodoro fresco se in stagione): 400 gr
peperoncino fresco: a piacere
cipolla: 1 piccola
alloro: 1 foglia piccola
alga kombu: 4 cm
chiodi di garofano: 2
semi di coriandolo: 2 cucchiaini
prezzemolo fresco tritato: 4 cucchiai
salvia: 2 foglie
olio evo: 3 cucchiai
succo di limone o lime: qualche goccia
sale: qb

Procedimento
La sera prima mettere a bagno i fagioli. Sciacquarli e cuocerli in pentola a pressione con un pezzetto di alga kombu per 20/25 minuti, poi scolarli. Ridurre in polvere fine i semi di coriandolo pestandoli in un mortaio. Tritare finemente la cipolla e soffriggerla con tre cucchiai d’olio caldo a fuoco lento, dopo qualche minuto aggiungere un po’ d’acqua e continuare finchè non sarà morbida. Unire tutte le spezie, le erbe aromatiche e il peperoncino tritato finemente e fare insaporire la cipolla per qualche minuto. Unire i fagioli, la polpa di pomodoro, un bicchiere  d’acqua, la punta di un cucchiaino di zucchero e far cuocere a fuoco dolce per  un’ora (a metà cottura eliminare l’alloro) Ad un paio di minuti dalla fine aggiungere il prezzemolo tritato finemente,  aggiustare di sale e togliere dal fuoco. Deve risultare uno stufato morbido ( se tende ad asciugarsi troppo aggiungere un po’ d’acqua durante la cottura )
Preparare il riso
Lavare il riso finchè l’acqua non risulterà limpida. Poi  metterlo a bagno per almeno un’ora (ma anche di più)
In una pentola portare a bollore un volume d’acqua pari ad una volta e mezzo quello del riso (esempio: se abbiamo due bicchieri di cereale, l’acqua dovrà essere tre bicchieri ) Quando sta per bollire unire la curcuma e il sale e appena bolle versare subito il riso. Riportare a bollore portando la fiamma al minimo, coprire con un coperchio lasciando una piccolissima fessura. Far cuocere il riso senza aprire e senza toccarlo per il tempo necessario (dipende dal tipo di riso, il mio ci impiega 7 minuti) Trascorso il tempo, l’acqua dovrà essere del tutto assorbita; a questo punto togliere dal fuoco e far riposare 5 minuti; sgranare con una forchetta ed  il riso è pronto. Se desiderate un sapore più intenso e sfruttare anche tutte le caratteristiche benefiche della curcuma, potete aggiungerne un po’ a fine cottura, dopo aver ben sgranato il riso, aggiunto un filo d’olio e qualche goccia di limone. Servire il riso a cui aggiungerete con al centro lo stufato di fagioli ben caldo, a piacere per completare il piatto si possono aggiungere delle carote al vapore. 

Alcune annotazioni: Le spezie vanno dosate in base ai propri gusti e all'intensità della spezia stessa, non tutte sono uguali quindi è bene aggiungerne poca alla volta fino a raggiungere il sapore che gradite.  Se desiderate variare il piatto, potete aromatizzare il riso con curry o zafferano. e utilizzare cereali e legumi diversi.