Lightbox Effect

giovedì 27 agosto 2015

Marmellata di more


Una confettura (perchè la marmellata sarebbe solo quella di agrumi!) che non era in programma; non avrei mai pensato di trovare tre chili di more, invece, per puro caso, mi sono ritrovata davanti a dei rovi! Tanti rovi, pieni zeppi , mica potevo lasciarle vi pare? E per fortuna che avevo qualche sacchetto con me, e qualche amico ad aiutarmi!
Dunque vediamo, un po’ di riflessioni sulla marmellata (io la chiamo così, perchè confettura proprio non mi viene) di more servono, l’ultima volta che l’ho fatta infatti il risultato è stato assolutamente deludente, quindi cerco di darvi qualche consiglio sperando che possa tornarvi  utile.
Il primo: le more sono piene di semini, secondo me troppi, ed è impossibile renderla gradevole senza eliminarne una buona parte. Ovviamente è un mio pensiero, non si offendano quelli che i semini li lasciano, è sempre una questione di gusto personale, io vi dò solo qualche spunto di riflessione.
Il secondo: passando le more al passaverdure si ottiene una purea che poi aggiunta allo zucchero diventa parecchio liquida, quindi per ovviare a questo problema, ho lasciato una parte delle more intera, (anche perché mi piace sentire la frutta intera e qualche semino) ed ho aggiunto un po’ di agar agar come addensante. La volta precedente avevo usato la pectina, ma per far addensare la marmellata ho dovuto comunque cuocerla troppo con il risultato che lo zucchero si è caramellato Quindi mai più cotture lunghe, e se la frutta è troppo liquida l’agar agar è perfetto. E per quanto mi riguarda evito anche la macerazione perché non mi trovo bene per niente.
Stavolta ho usato uno zucchero di canna, però chiaro, dal sapore neutro, così da non alterare quello delle more. Se a qualcuno può interessare è uno zucchero del mercato equo e solidale prodotto a Cuba, per le marmellate è perfetto!
Finiti i consigli, che non erano nemmeno troppi. Ora  vi basterà seguire il procedimento e verrà una marmellata strepitosa, ricordate solo di tenere sempre la fiamma bassissima per non farla attaccare al fondo della pentola. Ora vi resta solo di trovare le more ed il gioco è fatto!


Confettura di more selvatiche
per 9 barattolini da 250 gr

more selvatiche: 3 kg
zucchero di canna chiaro: 800 gr
agar agar: 3 cucchiaini
limoni bio: 2

Procedimento

Sterilizzare i vasetti di vetro in forno a 150°C per 30 minuti. Sterilizzare anche i coperchi ( nuovi! )
Lavare delicatamente le more, eliminare quelle schiacciate o troppomature e farle asciugare distese su di un panno (io ho usato le teglie del forno rivestite con carta assorbente) Metterne da parte 500 gr e passare le altre al passaverdure con i fori piccoli. Raccogliere la purea di more in un recipiente ampio (dai 2500 gr iniziali ho ottenuto circa 1650 gr di purea, unita alle more intere ho ottenuto 2150 gr di frutta)
Unire lo zucchero e mescolare bene (per regolarvi con lo zucchero, io ne ho calcolato 350 gr per ogni chilo di frutta, poi ovviamente ho arrotondato le cifre per comodità) poi aggiungere il succo di due limoni bio e i 500gr di more intere. Versare il composto in una pentola alta dal fondo spesso, mettere sulla fiamma a fuco lento e portare ad ebollizione. Cuocere per circa 15 minuti, in modo che le more intere si ammorbidiscano, poi schiacciarle un po’ con il dorso di un mestolo. Sciogliere l’agar agar in poca acqua fredda e versare il contenuto nella marmellata ancora sul fuoco, mescolare benissimo per amalgamare il tutto e far bollire piano per 2/3 minuti sempre mescolando. Versare la marmellata bollente nei vasetti sterilizzati ancora caldi, chiudere bene e capovolgerli su un piano di legno per 15 minuti. Poi raddrizzarli e aspettare che facciano il sottovuoto. Se pensate di consumare la marmellata oltre i sei mesi potete procedere alla sterilizzazione classica: in una pentola alta sistemare i vasetti, bloccarli con degli stracci, ricoprire d’acqua aggiungendo anche un po’ di aceto; portare a bollore avendo cura di controllare che il livello dell’acqua sopra i vasetti sia sempre di almeno 2 cm. Far sobbollire per 20 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare completamente dentro l’acqua. Conservare in dispensa al riparo dalla luce.

Alcune annotazioni: sull’uso dell’agar agar, quello che c’è da sapere di fondamentale è che per gelificare bisogna farlo bollire qualche minuto, una paio andranno bene. Va sempre prima sciolto in acqua fredda per evitare che si formino grumi. Se il risultato finale non vi piace, cioè se è troppo liquido, potete riportare il prodotto ad ebollizione ed aggiungere altro agar agar. E’ inodore ed insapore, quindi non alera il sapore finale, ed è un prodotto di origine 100% naturale.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. e buona raccolta a chi andrà alla ricerca di more selvatiche! Un bacio e al prossimo post

giovedì 20 agosto 2015

Crostatine di farro alle pesche


Non so più da quanto tempo non pubblico la ricetta di un dolce, quindi direi che è quasi doveroso. Frutta ce n’è ancora abbastanza da non dover ricorrere alla marmellata per inventare delle crostatine super golose; golose anche per me che non sono un amante dei dolci. Ma ormai lo sapete che quelli che hanno il sapore delle farine integrali e dello zucchero di canna mi piacciono un sacco, devo solo trovare il momento giusto per mangiarli; ma dato che qui sembra autunno, fa freddo e ho tirato fuori anche la coperta dall’armadio, un tè con una crostatina vanno bene a qualunque ora, non vi sembra?
Non so se essere felice o triste per questo cambio repentino di stagione, ma dal momento che sto cercando di adottare un atteggiamento zen nei confronti di ciò che accade, direi che ne sono molto felice.
Anche perché se non fosse stato per la pioggia incessante queste crostatine non sarebbero mai nate e sarebbe stato un vero peccato.
Che vi devo dire, sono sparite in un attimo, si vede che erano buone. Se siete infreddoliti e cercate una buona scusa per riaccendere il forno, beh ecco, questa lo è :)

Crostatine di farro e pesche
Ingredienti
Per 7 crostatine

farina di farro: 90 gr
farina di farro integrale: 30 gr
farina di frumento integrale: 60
farina di orzo integrale: 30 gr
nocciole: 15 gr
zucchero integrale di canna: 90 gr (dulcita) + qualche cucchiaio
lievito naturale: 1 cucchiaino
pesche: 4
scorza grattugiata: di 1 limone bio
olio di semi di soia bio: 30 gr
olio di riso bio: 30 gr
acqua fredda: qb
sale: un pizzico

Procedimento
Setacciare tutte le farine e mescolarle insieme allo zucchero, al sale al lievito e alle nocciole tostate ridotte in farina. Fare la fontana, unire al centro gli olii e la buccia del limone grattugiata ed impastare fino ad ottenere una palla omogenea (bagnarsi le mani nell’acqua fredda se serve maggiore quantità di liquido così da aggiungerne lo stretto necessario) Tenere in frigorifero per un’oretta. Nel frattempo sbucciare due pesche, tagliarle a pezzettini e metterle in padella con un po’ di succo di limone e due cucchiai di zucchero. Cuocerle finchè saranno tenere (circa 5 minuti) schiacciarle con una forchetta e farle raffreddare facendole scolare su un colino.
Con il mattarello stendere la pasta su di una spianatoia aiutandosi con un po’ di farina ad uno spessore di tre millimetri circa. Ricavarne dei dischi e foderare degli stampini per crostatine antiaderenti (se la pasta si sbriciola, lavoratela finchè è possibile con il mattarello e per rivestire gli stampini compattatela con le mani, se si rompe non importa, rendetela omogenea con le dita e datele lo spessore previsto. Cuocere la pasta in forno per 10 minuti a 180° dopo averla bucherellata con una forchetta. Trascorso il tempo, estrarre le crostatine e riempirle con la composta di pesche; infornare nuovamente per 15 minuti. Nel frattempo tagliare a fettine le due pesche rimaste e passare velocemente le fette un qualche cucchiaio di zucchero fatto sciogliere in padella. Sfornare le crostatine, sformarle e sistemare su ognuna quattro fettine di pesca leggermente sovrapposte. Far raffreddare su una gratella e a piacere cospargere con poco zucchero a velo.

Alcune annotazioni: potete sostituire gli olii con altri tipi.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. un bacio e al prossimo post

lunedì 17 agosto 2015

Fagioli neri piccanti

Pentola Le Creuset 
Per mia fortuna sono una di quelle persone che adora i legumi, quindi per me sostituire le proteine animali diventa facile, basta abbinarli a dei cereali, variare il più possibile ed il gioco è fatto, semplice no? Di contro però, per non annoiarsi  a tavola di tanto in tanto bisogna inventare qualche ricetta nuova. Ora, quella di oggi non è certo la ricetta più originale che possiate trovare su questo blog,  ma mi serviva un pretesto per provare la mia pasta di peperoncini piccanti, ed ecco svelata la genesi di questo piatto! per altre ricette a base di legumi alcune ricette le trovate qui, qui, qui, qui e qui
Avevo appunto dei peperoncini piccanti in esubero, e mi è venuta questa idea: una pasta di peperoncini da utilizzare per rendere piccanti piatti tipo sughi o stufati. Da preparare è semplicissima, e per conservarla l’ho divisa in piccolissimi barattolini di vetro (quelli da marmellatine monoporzione per intenderci) messi poi in congelatore.  Non amo particolarmente fare conserve sott’olio e cose del genere in casa, e congelare è un ottimo sistema per conservare senza problemi.

Questo è il primo uso della pasta di peperoncini: i fagioli neri, ovviamente piccanti! 
Un piatto delizioso da abbinare a del riso per esempio, o a delle sfoglie di mais, o delle tortillas se le avete, ma ottimo anche con del semplice pane casereccio tostato. Piatto semplice ma di carattere. 
Se volete replicarlo ma non avete la pasta di peperoncini, usate tranquillamente dei peperoncini freschi tritati se siamo in stagione, oppure essiccati in quantità piacere.

Fagioli neri piccanti
Ingredienti
Per 3/4 persone

fagioli neri: 200 gr
polpa di pomodoro: 300 gr (fresco o in scatola)
pomodoro doppio concentrato: due cucchiai
cipolla: 1
aglio: uno spicchio grande
pasta di peperoncini: 3 cucchiaini (o peperoncino fresco tritato)
olio evo: quattro cucchiai

Pasta di peperoncini
Ingredienti per un barattolino da 200 gr circa

peperoncini rossi piccanti: 150 gr
friggitelli: 150 gr
sale: qb
olio: qb

Procedimento

Per la pasta di peperoncini
Lavare ed asciugare i peperoncini (io ne ho usati un tipo piccante ed uno dolce per non rendere troppo forte la pasta, ma anche così è piccantissima. Vedete voi quanto la volete forte, il piccante va a gusto personale e secondo gli usi). Porli sotto il grill a 200° per 10 minuti. Quando la pelle comincia a staccarsi, toglierli e farli raffreddare. Eliminare la buccia e dopo averli aperti anche i semi e i filamenti bianchi interni. Frullarli insieme ad un po’ di sale e olio quanto basta ad ottenere una pasta morbida e liscia (ione ho usato pochissimo, giusto quello necessario a far lavorare meglio il mixer) Chiudere dentro a dei barattolini piccoli e conservare in freezer.
Per i fagioli neri
Mettere in ammollo i fagioli neri per una notte. Il giorno dopo scolarli e metterli in una pentola con acqua pari a tre volte il volume. Cuocerli per circa 45 minuti dal bollore o finchè saranno teneri ma non sfatti  (volendo si possono dimezzare i tempi usando una pentola a pressione)
Nel frattempo tritare finemente l’aglio e la cipolla e farli appassire in quattro cucchiai d’olio evo. Se usate il peperoncino fresco tritatelo finemente eliminando semi e parti bianche ed aggiungetelo (la quantità dipende da quanto desiderate piccante il piatto). Quando la cipolla sarà appassita, unire la polpa di pomodoro ed il concentrato diluito in mezzo bicchiere d’acqua e salare. Se usate la pasta di peperoncini aggiungerla al resto degli ingredienti. Unire i fagioli e cuocere il tutto a fuoco lento per una ventina di minuti. Lasciare raffreddare leggermente. Servire con pane casereccio tostato o tortillas di mais
Con questa ricetta auguro a tutti un splendida settimana. Un bacio e al prossimo post.

Pentola Le Creuset 

lunedì 10 agosto 2015

Insalata di farro con verdure grigliate


A corto di idee per un’insalata leggera ma molto saporita? Sono certa che quest’estate le avrete già provate tutte e forse non sarà facile darvi un’idea originale. Però chissà, magari con le verdure grigliate non l’avete ancora preparata; d’altra parte è vero che bisogna aver voglia di mettersi d’impegno a grigliare melanzane, zucchine e peperoni ma che vi devo dire? Solo che  il risultato finale vi ripagherà della fatica. E poi questa insalata di farro è anche un’ottima idea per riciclare qualche verdura grigliata. Non so a voi, ma a me ne rimangono sempre quando le preparo. Quindi, magari siete fortunati ed in frigo avete qualche avanzo. Dopodichè vi basta qualche erba aromatica, un po’ di farro, del succo di limone, qualche cappero ed il gioco è fatto. Il procedimento è talmente intuitivo che potrei omettere la spiegazione, ma lascio anche quella che spesso do' per scontate tante cose e poi scopro che per qualcuno non sono poi così scontate. Io l'ho servita con del purè di fave (ricetta qui)  senza cicoria ma con della cipolla rossa tagliata molto sottile  così da avere un piatto completo. 
In linea con la tendenza di quest’estate anche questo breve post  è giunto al termine, quindi vi lascio la ricetta e ci ritroviamo alla prossima.

Insalata di farro con verdure grigliate
Ingredienti
Per 2/3 persone

farro: 120 gr
zucchine: 2
melanzana: 1
peperoni: 2
pomodoro: 1
prezzemolo tritato: 2 cucchiai
basilico: 6 foglioline
menta: 4 foglioline
capperi dissalati: 1 cucchiaio
olio evo: 4 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Lavare tutte le verdure: tagliare a fette la melanzana e le zucchine e grigliarle su una piastra ben calda. Infornare i peperoni e arrostirli sotto al grill finchè non saranno scuri e le bucce non si staccheranno dalla polpa. Chiuderli in un sacchetto di carta e farli raffreddare. Dissalare i capperi e tritarli. Cuocere il farro per circa 25 minuti o fino a quando non sarà cotto in acqua bollente salata. Scolarlo e farlo raffreddare sotto l’acqua fredda. Con una forbice tagliare le verdure grigliate a pezzetti. Togliere il picciolo ai peperoni, eliminare la buccia, aprirli, eliminare i semi e le parti bianche e tagliarli a pezzetti. Tagliate a cubetti il pomodoro e mescolarlo alle altre verdure. Unire il prezzemolo tritato, il basilico  e la menta spezzettati, e i capperi e salare. Unire il farro e condire con qualche cucchiaio d’olio evo ed un cucchiaio di succo di limone fresco. Conservare in frigorifero fino al momento di servire.
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 3 agosto 2015

Riso al curry con verdure


Estate e voglia di viaggi. Non so a voi ma a me d’estate piace portare in tavola sapori  d’altre cucine. Adoro la Grecia  e questo non è un segreto, se vi piace l’idea di preparare una cena in perfetto stile greco qualche idea potete tovarla qui, qui, qui e qui
Ma adoro anche i profumi delle spezie dell’India, coriandolo, cardamomo, curry. Un buon riso speziato, con verdure servito con yogurt è una vera delizia. Ci ho abbinato dei friggiteli dolci e la cena è stata davvero deliziosa. Il riso è semplice da preparare, abbastanza veloce. Se non avete voglie di friggere i peperoni, potete servirlo con un curry di altre verdure o con un dhal di lenticchie (ricetta qui) Insomma, fate voi secondo il vostro gusto. Ho già finito il post, questo è il massimo che riesco a fare in questo periodo, quindi  spero vi accontenterete di un post così breve! ma la ricetta è deliziosa, e questo è quello che conta. E spero che piacerà anche a voi e che vi venga la curiosità di provarla, sono certa che l'adorerete :)

Riso al curry con friggitelli e yogurt
Ingredienti
Per 2 persone

riso basmati: 130 gr
zucchina: 1
peperone giallo:¼
cipolla: ¼
pomodoro: 1 piccolo
carote: 1
peperoni friggitelli: 8
misto spezie: coriandolo, cumino, cardamomo, curcuma: 1 cucchiaino
curry piccante: 2 cucchiaini
olio evo: due cucchiai
coriandolo fresco tritato: 1/2 cucchiaio (o prezzemolo)
olio di semi di girasole: per friggere
yogurt naturale di soia: 1 vasetto 
sale: qb

Procedimento
Lavare e sciacquare il riso finchè l’acqua non risulterà trasparente. Lasciarlo a bagno un paio d’ore. Portare ad ebollizione un pari volume d’acqua, versare un cucchiaino di curcuma, poi il riso, riportare ad ebollizione, abbassare la fiamma al minimo e cuocere coperto lasciando una piccolissima fessura per 10 minuti finchè l’acqua sarà del tutto assorbita senza toccare mai il riso. Far riposare coperto 5 minuti, poi sgranare con una forchetta.
Tritare la cipolla finemente, farla appassire in due cucchiai d’olio evo. A parte tostare le spezie. Aggiungerle alla cipolla poi unire la carota  a dadini piccoli e farla saltare per cinque minuti. Aggiungere anche il peperone a dadini e cuocerlo per tre minuti. Per ultimo unire la zucchina a dadini e saltarla finchè sarà cotta (non troppo). Tagliare in due il pomodoro, eliminare acqua e semi, tagliarlo a dadini unirlo alle verdure e far saltare un minuto. Alla fine aggiungere del coriandolo ( o prezzemolo ) tritato e succo di limone (la quantità dipende dai gusti personali)
Friggere i peperoni nell’olio finchè saranno morbidi. Farli asciugare su carta assorbente, salarli. Servire il riso con i peperoni e dello yogurt bianco a parte
Con questa ricetta auguro a  tutti una splendida settimana. Un bacio e al prossimo post