Lightbox Effect

lunedì 28 settembre 2015

Crocchette di sorgo e verdure


Crocchette, polpettine, burger e chi più ne ha più ne metta ve li ho proposti in diversi modi, (per esempio  qui, qui, qui e qui) però io penso che non siano mai abbastanza. Ci ritroviamo spesso con qualcosa da riciclare in cucina, o magari abbiamo comperato una confezione di un nuovo cereale e non sappiamo bene come usarlo. Le polpette sono sempre un’ottima partenza, o anche arrivo se scoprite che quello che avete comperato non vi piace molto, perché sotto forma di polpetta tutto diventa magicamente buono!
Quindi, oggi facciamo le crocchette di sorgo, forse non lo conoscerete proprio tutti, ma è un ottimo cereale da riscoprire, quindi se vi capita provatelo. E’ sempre una buona cosa variare il più possibile a tavola, quindi non fermiamoci a pasta riso farro e orzo. (In ogni caso se non avete il sorgo potete tranquillamente preparare queste deliziose crocchette anche con altri cereali magari già cotti e avanzati)
Il sorgo dicevo, somiglia un po’ al miglio ma i chicchi sono più grossi. E' privo di glutine. Potete utilizzarlo in insalate, minestre, sotto forma di farina ecc  ecc,  oppure per farne delle polpettine o simili. Quelle di oggi sono nate da avanzi di barbabietole e rapanelli. A me le barbabietole piacciono moltissimo, sia crude marinate che cotte e anche centrifugate.
Non le trovo spesso con le foglie purtroppo, ma quando capita non le butto perché sono buonissime. Stavolta le ho messe nelle crocchette di sorgo, ed insieme ci ho messo anche le foglie di un mazzetto di rapanelli.
Ovviamente potete sostituirle con altre verdure a foglia verde, come gli spinaci per esempio. Però se avete la fortuna di comperare delle rape con le foglie, non buttatele, sono ottime anche in padella appena appassite con poco sale e poi condite con un filo d’olio. Come contorno ovviamente ho preparato un’insalata con le rape, i rapanelli e del cicorino fresco. Un bel po’ di limone per accompagnare e se avete voglia preparate una salsina di accompagnamento, magari a base di yogurt vegetale, oppure una buona maionese sempre vegetale come questa.

Crocchette di sorgo con foglie di rapa e rapanello

Preparazione: 1 ora
Cottura: 30 minuti
Ingredienti per 12crocchette

sorgo (rosso o bianco): 80 gr
foglie di tre barbabietole
patate: 1 media
cipollotto: la parte verde di uno
foglie di 1 mazzetto di ravanelli
lievito alimentare: 1 cucchiaino
farina di riso: 50 gr
farina di mais fioretto: 70 gr
olio evo: 6 cucchiai
sale marino integrale: qb

Procedimento
Lavare il sorgo, poi metterlo a bagno in acqua fredda per circa due ore.
Tritare la parte verde del cipollotto. Lavare le foglie delle rape e dei ravanelli, tagliarle grossolanamente e metterle in una padella con due cucchiai d’olio evo insieme al cipollotto tritato, salare leggermente e cuocerle con un coperchio a fiamma dolce.
Cuocere il sorgo per circa 20 minuti dall’ebollizione in acqua leggermente salata. Scolarlo e farlo raffreddare. Mettere nel mixer il sorgo, le foglie cotte e la patata bollita a pezzi, azionare per amalgamare bene l’impasto. Unire il lievito e il germe di grano, mescolarli bene all’impasto (se necessario aggiustare di sale)
Formare delle crocchette della dimensione di circa 5 cm di diametro, schiacciandole come fossero dei piccoli burger. Lasciarli riposare in frigo un’oretta.
Mescolare la farina di riso con circa 100 gr d’acqua in modo da formare una pastella non troppo liquida. Passare le crocchette nella pastella e poi nella farina di mais. Foderare una teglia con carta da forno, ungerla con 3/4 cucchiai d’olio evo, sistemare le crocchette nella teglia ed infornare a 180° per circa 30 minuti, rigirando le crocchette a metà cottura. Servire tiepide, accompagnate da insalatina verde mista a rape bollite e ravanelli affettati sottili aromatizzando con erbette fresche tritate, olio e un pizzico di sale.
Buon inizio settimana a tutti, un bacio e al prossimo post

giovedì 24 settembre 2015

Crostoni ai funghi

Pentola Le Creuset

Oggi una ricetta super facile; più che una ricetta è un’idea su come si possono utilizzare le alghe in cucina. A me le alghe piacciono molto, le uso spesso, ma non quanto vorrei, con la scusa di provare sempre tutto talvolta si trascura quello che è più collaudato e che ci piace davvero. La ricetta che preferisco, sono gli spaghetti aglio, olio, peperoncino fresco e alghe che devo assolutamente postare, spero quanto prima di riuscire a fotografarla prima di avventarmi sul piatto :) 
Comunque, a parte questo, anche l’abbinamento con i funghi non è niente male. In questo caso ho preparato questi deliziosi crostoni ai funghi usando le alghe Arame, ma vanno bene anche le Hijiki, e le Wakame, potete comunque sperimentare. Io sono dell’idea che una ricetta si può quasi sempre reinterpretare a seconda di quello che si ha a disposizione, se avete un’alga invece che un’altra non resta altro da fare che provare. 
Come si usano le alghe? Dipende, normalmente basta un ammollo di 15/20 minuti in acqua, poi si possono mangiare così, oppure dopo l’ammollo, possono essere saltate o cotte più a lungo. Io normalmente le salto brevemente,  quando preparo la zuppa invece le lascio sobbollire lentamente così insaporiscono bene il brodo. 
Le alghe sono ricche di iodio e ferro, alcune di più altre di meno, ognuna poi ha caratteristiche nutrizionali diverse, quindi è bene variarle e non abusarne in caso di ipertiroidismo. 
Vi lascio il procedimento per preparare questi crostoni ai funghi, qualche volta una ricetta semplice, veloce e buona ci può salvare una cena, quindi diamogli il giusto spazio :) se invece volete proprio complicarvi la vita, usate questo condimento per condire delle ottime tagliatelle, (purchè le facciate voi però, sennò che complicazione sarebbe! una ricetta per preparare le tagliatelle la trovate qui) o da servire con dell'ottima polenta.

Crostoni ai funghi con alghe 
Ingredienti per 4 crostoni

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15/20 minuti

funghi finferli: 200 gr
porcini freschi: 1 medio
alghe arame: 1 cucchiaio raso
aglio: uno spicchio
prezzemolo fresco tritato: un cucchiaio
olio evo: tre cucchiai
peperoncino fresco: qb
sale integrale: qb
pane casereccio: 4 fette

Procedimento
Ammollare le alghe in acqua tiepida per circa 15/20 minuti, poi scolarle ed asciugarle.
Pulire i funghi con un telo umido senza lavarli, poi con un coltellino eliminare la terra e tagliarli a fettine. In una padella scaldare tre cucchiai d’olio evo con uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato e del peperoncino fresco piccante tritato (quantità a piacere) Eliminare l’aglio e aggiungere i funghi. Saltarli con un po’ di sale e farli cuocere finchè saranno morbidi. Quando manca un minuto aggiungere il prezzemolo tritato e le alghe e saltare velocemente.

Tostare il pane casereccio in modo da renderlo croccante, sistemare sulle fette i funghi tiepidi e servire subito. 
Alcune annotazioni: si possono utilizzare anche per condire delle ottime tagliatelle. Spadellatele con i funghi e poca acqua di cottura della pasta per qualche minuto in modo da rendere la pasta ben legata. 
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola Le Creuset 

venerdì 18 settembre 2015

Insalata di lenticchie e avena ammollata


Ma perché mangiarli crudi? I chicchi dei cereali crudi, lasciati in ammollo hanno tutte le proprietà degli alimenti germinati che sono moltissime, quindi dal punto di vista nutrizionale sono ricchi di vitamine e minerali, inoltre con con l’ammollo ( ed eventualmente con la successiva fase di germogliazione)  si  eliminano i fitati e altre sostanze antinutrizionali.
Direi che visto che fanno benissimo e ci risparmiano anche la scocciatura della cottura, cosa possiamo volere di più da questi cereali? Io ho scelto l’avena perché mi piace molto, ma si possono utilizzare anche orzo, farro, quinoa  ecc  ecc, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Con cosa abbinarli? Beh, si va a gusto personale e a stagionalità. Si possono fare delle deliziose insalate crude e cotte insieme, o solo crude, magari tiepide, oppure fredde, insomma, le opzioni non mancano, e anche d’inverno ci si può sbizzarrire.
Cosa ci ho messo io? Le verdure ancora di stagione, quindi i pomodori, il peperone, un po’ di cavolo cappuccio, delle lenticchie bollite così da farne un piatto completo ed alcuni germogli di broccolo, ottimi, molto saporiti, un po’ piccanti, deliziosi ed infine qualche germoglio di semi di senape. Un pieno di gusto e di salute, provatela, prima che arrivi l’inverno e troviate mille scuse per non mangiare più l’insalata

Insalata di lenticchie e avena ammollata

Ingredienti
Per 2 persone
(le dosi sono indicative, potete variare a seconda dei vostri gusti)

avena ammollata: 70 gr (circa 4/5 cucchiai)
lenticchie cotte: 70 gr
pomodori maturi: 2 piccoli
cavolo cappuccio: ¼
sedano verde: 1 costa
germogli di broccolo: una manciata
germogli di senape nera: due cucchiai
olio evo: qb
sale integrale: qb
limone: qb

Procedimento
Mettere in ammollo l’avena per 48 ore circa cambiando l’acqua tre volte al giorno. Lessare le lenticchie per circa 25 minuti. Tagliare finemente il sedano, e a cubetti piccoli il peperone e il pomodoro . Mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, unire i germogli e condire con una citronette preparata con olio, sale e limone.
Alcune annotazioni: se volete prepararvi i germogli in casa, questo è il procedimento: procuratevi dei semi biologici, lasciateli a bagno qualche ora. Se non avete un germogliatore, metteteli in un colino appoggiato ad un recipiente in modo che il fondo del colino non tocchi quello del recipiente stesso. Bagnate i germogli due volte al giorno direttamente nel colino. Dopo due/tre giorni cominceranno a germogliare
Con questa semplice ma sana ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 14 settembre 2015

Barrette energetiche vegan


Queste barrette sono una delle cose più buone che ho preparato ultimamente, ovviamente secondo il mio gusto, che non è quello dei più, ve lo dico subito! Fino ad ora nessun' altro le ha assaggiate, perché quando le faccio, me le mangio tutte.  Anche perché, quando dovrei farle assaggiare? non sono un dessert, quindi non le posso offrire dopo cena, non sono dei dolcetti da servire con il tè. Sarebbero perfette prima di fare sport, ma solitamente la gente prima di fare sport non passa a salutarmi :)
Così quando è il momento giusto per mangiarle, d solito ci sono solo io. Comunque, se proprio devo dirvela tutta, siccome io non è che sono questa gran sportiva, (anche se è una vita che provo a diventarlo, più con la forza del pensiero che altro) queste barrette le mangio per merenda e basta.
Sono nate un po’ per caso, durante una sperimentazione con l’amaranto, con cui volevo preparare delle sfoglie croccanti che alla fine si sono trasformate in queste barrette. L’amaranto per chi non lo conoscesse è uno pseudocereale dal sapore molto particolare. Io lo adoro, ma sappiate che non è da tutti, così almeno è riportato in letteratura. Io  trovo che abbia un sapore delizioso, e me lo mangerei anche solo cotto al naturale. lo uso in svariati modi, per esempio nella pasta di questa crostata salata è una vera delizia, ci ho preparato anche dei biscotti che posterò presto. E’ un alimento molto proteico, con un elevato contenuto di lisina, ed è fonte di calcio, ferro, magnesio, fosforo e lecitina. Come il grano saraceno dal punto di vista nutrizionale è considerato a metà tra un cereale e un legume, giusto per darvi qualche indicazione. Ora avete tutte le scuse per preparare queste deliziose barrette energetiche per sportivi ( e  golosi ) Roba da mettersi a correre solo per poterne mangiare a volontà! Che sia la volta buona?

Barrette energetiche vegan 
Preparazione: 20 minuti
Cottura: 20 per l'amaranto+ 15 per le barrette

Ingredienti
per 7 barrette
amaranto: 80 gr
semi di zucca: 2 cucchiai
gocce di cioccolato fondente: 3 cucchiai
malto di mais: 1,5 cucchiai
zucchero di canna mascovado: 2 cucchiai rasi
avena (in fiocchi o soffiata): 1 cucchiaio

Procedimento
Cuocere l’amaranto in un volume d’acqua pari a 5 volte quello del cereale (in realtà è uno pseudocereale senza glutine). Scolarlo e farlo asciugare in forno finchè diventa croccante, (ci vorranno circa 25 minuti) e farlo raffreddare;  poi sbriciolarlo con le mani in modo da separare i chicchi che durante l’asciugatura si attaccano un po’. Foderare una placca con della carta forno e ungerla appena con dell’olio. Tritare grossolanamente i semi di zucca, senza frantumarli troppo, circa a metà.
In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti , poi formare dei mucchietti allungati sulla carta forno e appiattirli con il dorso di un mestolo. Se non stanno insieme pressateli il più possibile con le mani umide, in cottura gli ingredienti si uniranno. Potete anche provare a lasciarlo intero e poi tagliare le barrette quando è tiepido, purchè abbiate uno stampo della dimensione adatta, io non ho ancora provato, ma la prossima volta verifico e poi aggiorno il post.
Infornare a 160° per 15 minuti. Sfornare, ricompattare le barrette con una spatola di acciaio poichè tendono a sciogliersi un pò ai bordi, poi lasciare raffreddare completamente.

Alcune annotazioni: la consistenza di queste barrette è leggermente elastica all’inizio, poi emergerà la croccantezza dell’amaranto. E’ possibile aggiungere della frutta secca come nocciole tostate (1 cucchiaio tritate)
Sono molto buone e si conservano in una scatola di latta, non so per quanto perchè quando le faccio le mangio tutte nel giro di pochissimo! Al posto dell’avena in fiocchi potete usare anche del riso soffiato.
Spero che vi piaceranno tanto quanto piacciono a me. Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 9 settembre 2015

Torta vegan cacao e prugne


Periodo di sperimentazioni, tante, diverse e fogli volati ovunque in casa. Spesso li perdo e poi li ritrovo, ma non è detto che ciò avvenga nella medesima stagione, ragion per cui, prima di perdere anche la ricetta di questa torta per ritrovarla magari quando le prugne sarebbero solo un lontano ricordo, meglio postarla subito anche se altre attendono da più tempo.
Comunque, un dolce veramente buonissimo, che ho apprezzato ancor di più il giorno dopo. Le prugne lasciate intere sono favolose e lo rendono golosissimo.
Velocissimo da preparare, l’ho fatto con le farine che avevo in casa, fermo restando che se avete farine diverse potete sperimentare.
Due parole sulla margarina: io non la compero mai, quindi o me la faccio in casa, o uso l’olio di semi di ottima qualità, quindi spremuto a freddo e bio; tenete conto che l’olio conferisce sapore all’impasto, quindi se vorrete provare anche un olio d’oliva leggero, sempre ottimo perché resiste bene alle alte temperature, sappiate che il sapore sarà più deciso, e non tutti lo gradiscono nei dolci quindi che dire, non resta che provare per trovare quello che più si avvicina al vostro gusto. L'olio di semi di girasole, tra gli olii di semi, resiste meglio alle alte temperature, quindi magari è da preferire ad altri per le cotture.
Comunque a parte il tipo di olio, il dolce è super buono, facile da preparare e bello da vedere, e si sa, anche questo ha la sua importanza. In poche parole se lo servite ai vostri ospiti farete un figurone.

Torta vegan cacao e prugne

Per una tortiera piccola ( diametro 16 cm)
raddoppiare le dosi per una tortiera da 20 cm

Preparazione:  20 minuti
Cottura: 35 minuti

Ingredienti
farina integrale di farro: 40 gr
farina integrale d'orzo: 30 g
farina di grano integrale: 50 gr
fecola di patate: 30 gr
cacao amaro in polvere: 2 cucchiai colmi
zucchero di canna mascovado: 70 gr
lievito naturale: 1/2 bustina
margarina home made: 60 gr (oppure olio di semi di girasole di ottima qualità)
latte di soia: 70 gr
acqua frizzante: 70 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
aceto: 1 cucchiaio
prugne piccole: 7/8
sale: un pizzico

Per il crumble

farina farro integrale: 1 cucchiaio
semolino di riso: 1 cucchiaio raso
zucchero di canna mascovado: 3 cucchiai
olio di cocco: 10 g
olio di semi di girasole bio: qb

Procedimento
Preriscaldare il forno a 180°. Fondere l'olio di cocco a bagnomaria, e farlo raffreddare.
Mescolare gli ingredienti per il crumble escluso l’olio. Quando sono ben amalgamati aggiungere un cucchiaino d'olio e formare delle briciole. Se serve più liquido aggiungere un cucchiaio di acqua freddissima. Tenere in frigorifero o in freezer se avete poco tempo.
Oliare ed infarinare leggermente una tortiera piccola (se non l’avete raddoppiate le dosi per una tortiera da 19/20 cm) Setacciare le farine con il cacao, aggiungere il lievito e setacciare ancora, aggiungere lo zucchero e mescolare. Mettere il preparato  in una ciotola, formare un buco al centro e versare la margarina (quella home made è abbastanza morbida) o l'olio.Cominciare a far assorbire la farina, poi sempre al centro versare il latte, l’estratto di vaniglia, l'aceto e con una forchetta mescolare in moda da amalgamare tutti gli ingredient, deve risultare un composto morbido. Tagliare in due o in quattro le prugne e sistemarle sopra la superficie della torta con la parte tagliata rivolta verso il basso formando dei cerchi concentrici.
Distribuire uniformemente il crumble sulla superficie del dolce ed infornare a 180° per circa 30 minuti, o finchè uno stecchino di legno uscirà pulito dall’impasto, poi sfornare e farlo raffreddare.

Alcune annotazioni: questo crumble conferisce una deliziosa copertura croccante alla torta

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 7 settembre 2015

Tofu strapazzato


Il tofu questo sconosciuto :) Certo non dai vegetariani, né tantomeno dai vegani, o da chi come pensano in molti, mangia cose strane! ma quanti sono convinti che il tofu sia qualcosa di immangiabile? Io credo in molti , o per lo meno, a me molte persone chiedono: "come fai a mangiare il tofu? Non sa di niente e ha una consistenza pari a quella del polistirolo".
Beh ecco, l’ho già detto più volte che non sono per niente d’accordo, perché a me il tofu piace, e il tofu strapazzato lo adoro! (preciso però che non ne abuso, pur piacendomi; ricordiamoci che deriva dalla soia, e per quanto si comperi quella bio priva di ogm, beh ecco, io la certezza non ce l'ho, la soia gialla rimane comunque tra gli ingredienti maggiormente geneticamente modificati)
Certo,  se comperate quello confezionato, lo aprite, magari non lo asciugate nemmeno e lo mettete in tavola come fosse  un formaggio, magari pensando di accompagnarlo ad un pezzo di pane, convengo con voi che non è certo il massimo della goduria, anzi, non mangiatelo assolutamente così, sennò non lo proverete mai più ! :)
Se invece lo trattate nei modi dovuti, diventa un alimento veramente interessante. A parte le consistenze che lo rendono più o meno cremoso, quindi va scelto in base all’uso che se ne deve fare, per quanto riguarda il gusto, ci sono tanti modi per renderlo appetibile. Marinato, fermentato, affumicato, e sono solo alcuni dei modi che io conosco; ma senza rendere le cose troppo complicate, oggi vi lascio la mia ricetta salvavita, ovviamente protagonista il tofu;  è veloce da fare,  quando capita che in frigorifero non ho niente di pronto, lo preparo in pochissimo tempo.
E’ buono, gustoso, sfizioso e facile da preparare, cosa si può chiedere di più ad un pezzo di tofu?
Non ci sono accortezze particolari, se non quella di utilizzare un tofu abbastanza solido, meglio se autoprodotto, sennò andrà benissimo quello acquistato, asciugarlo bene e utilizzare uno schiacciapatate a fori larghi (io uso l’attrezzo per i passatelli)
Per il resto, largo alla fantasia e al gusto personale. Io lo aromatizzo con i miei amati capperi (li adoro e li metterei ovunque) un po’ di origano, la polvere di peperoni (giusto perché ce l’ho, ma non è indispensabile) ed il gioco è fatto. Potete aggiungere anche delle olive per farlo proprio alla mediterranea. Provatelo, sono certa che vi piacerà moltissimo. E se poi vi venisse voglia di provare qualche altra ricetta col tofu, guardate qui, e qui, giusto per qualche idea.

Tofu strapazzato
Ingredienti
per 2 persone
preparazione: 15 minuti (oppure 5 se avete il sugo già pronto)
cottura: 25 minuti (oppure 5 se il sugo è già cotto)

tofu: 1 panetto (circa 180 gr del tipo solido)
pomodori a pezzi: 360 gr circa
capperi dissalati: due cucchiai rasi
aglio: 1 spicchio
origano: qb
olio evo: 4 cucchiai
sale integrale: qb 

Procedimento
Premetto che questo piatto lo faccio spessissimo perché mi piace davvero tanto, ma sempre ad occhio. Mi sono presa la briga stavolta di pesare le cose giusto per lasciarvi una ricetta degna di questo nome, ma siccome appunto tutto su foglietti volanti, quello del tofu strapazzato dev’essere volato via definitivamente perché proprio non riesco a trovarlo. Quindi, prendete le quantità un po’ così, più che altro il quantitativo dei pomodori, perché io di solito preparo il sugo con magari mezzo chilo, con una parte ci faccio il tofu strapazzato e con l’altra condisco la pasta e quindi ora non so essere precisissima, in linea di massima le dosi scritte dovrebbero essere giuste, le correggerò eventualmente la prima volta che lo rifaccio. Voi caso mai andate ad occhio, il sugo non deve coprire completamente il tofu, la cosa migliore è sempre assaggiare!
Tagliare a pezzi i pomodori (ora usate quelli freschi, se non in stagione usate la polpa in scatola). In una padella, insaporire quattro cucchiai d’olio evo con uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato. Unire la polpa dei pomodori, aggiustare di sale e far cuocere finchè il sugo non sarà ristretto al punto giusto (se non vi piacciono le bucce eliminatele, io le lascio)Dopo 10 minuti unire anche i capperi tritati. Con lo schiacciapatate pressare il panetto di tofu preventivamente asciugato e tagliato a pezzi direttamente dentro il sugo. Mescolare, aggiungere l’origano e cuocere qualche minuto mescolando delicatamente per non rendere il tutto una poltiglia! Servire caldo con del pane tostato.
Beh, a scrivere la ricetta m'è venuta voglia di rifarlo :) Buona settimana a tutti, un bacio e al prossimo post.

martedì 1 settembre 2015

Taralli integrali pomodoro e origano


Questa è una ricetta per chi come me si entusiasma all’idea di riciclare gli avanzi e soprattutto le parti di scarto degli alimenti, vi ho già contagiati vero? :) (ognuno si entusiasma come può )
Prima che l’estate ci saluti, oltre che alle solite passate, ai sott’olii, e a conserve varie di pomodori, perché non trovare un modo per riciclarne anche le bucce? Per esempio, quando preparate sughi o pesti che prevedono l’eliminazione della buccia esterna, non buttatela. Potrete essiccarla in forno o nell’essiccatore e poi frullarla fino ad ottenere una polvere sottile da utilizzare per aromatizzare risotti ( basta spolverizzarne un po’ a fine cottura)o nei  lievitati come per esempio pane o brioches salate, o in biscottini da aperitivo a base di pasta sfoglia o quello che più vi piace. Oppure come ho fatto io, potrete preparare degli sfizziosissimi taralli integrali gusto pizza! Vi assicuro che tutto ciò vi darà grande soddisfazione.
Solitamente mi chiedete consigli su come essiccare se non si ha l’essiccatore. Io prima di acquistarlo usavo il forno alla minima temperatura, con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, per il tempo necessario che valutavo a seconda degli ingredienti e in modalità ventilato se non volava tutto! Ora che ho l’essiccatore non so più darvi i tempi precisi con il forno dato che non lo uso più a questo scopo, ma posso dirvi che le bucce, che sono molto sottili, non dovrebbero impiegare molto ad essiccare, quindi non è troppo dispendioso in termini di costi e di energie.
Io come vi ho già detto ho preparato dei taralli leggermente piccanti, aromatizzati con bucce di pomodoro e origano, Ma potete essiccare tante cose, largo alla fantasia. Sulla quantità di polvere di
pomodoro dipende da quanta ne avete a disposizione e dal gusto personale, dosandola si può ottenere un spore più o meno accentuato, sempre buono comunque, e questo è l’importante purchè non esageriate, ovvio.
E dato che accendere il forno ora non fa più così paura, mi raccomando, prima di buttare qualsiasi cosa pensateci, e ricordatevi che molto può essere riciclato e rendere deliziosi e originali i vostri piatti.

Taralli con bucce di pomodoro essiccate
Preparazione: 45 minuti
Cottura 25 minuti (più eventualmente altri 20 minuti se necesario)
Ingredienti per circa 28 taralli

farina integrale: 140 gr
bucce di pomodoro essiccate: 10 gr
sale integrale: 2 prese abbondanti
origano: un cucchiaino
peperoncino: una presa
olio evo: 40 gr
vino bianco: 60 ml

Procedimento
Per ottenere le bucce del pomodoro, immergere i pomodori in acqua bollente per 1 minuto dopo aver praticato un’incisione a croce alla base. Toglierli dall’acqua e spellarli. Far essiccare le bucce nell’essiccatore per 6/ 8 ore, oppure nel forno alla temperatura minima. Per 10 gr di polvere vi serviranno circa 2 kg di pomodori.
Tritare molto finemente le bucce di pomodoro essiccate con un macina caffè elettrico. Mescolare la polvere ottenuta alla farina integrale, aggiungere il sale, l’origano e il peperoncino. Fare la fontana, e versare al centro il vino e l’olio. Cominciare a raccogliere la farina poca alla volta con una forchetta. Impastare bene e lavorare per dieci minuti. Chiudere l’impasto con della pellicola e far riposare per mezz’ora. Tagliare il panetto in sei pezzi e lavorarne ognuno in modo da ricavare dei cilindri di pasta sottili (dello spessore di un mignolo e lunghi 10 cm) Chiudere ogni pezzetto di impasto incrociando le estremità e premendo per farle aderire bene. Portare a bollore una pentola d’acqua, salarla leggermente e versare i taralli pochi alla volta fino a  quando non verranno a galla. Farli asciugare su di un telo, quando saranno freddi (o anche il giorno dopo) infornarli a 180°C per circa 25 minuti, finchè saranno leggermente dorati e croccanti. Se non dovessero asciugarsi completamente infornateli a 150° per altri 20 minuti.

Con i pomodori privati della buccia potete preparare sughi, pesti a crudo, gazpacho e vellutate. Con la polvere di pomodoro potete preparare del pane o biscotti salati, aromatizzare minestre e risotti.
Potete anche essiccare le bucce che ottenete dalla preparazione della passata.
Alcune annotazioni: se volete accentuare il sapore di pomodoro ma non avete abbastanza bucce tritate, aggiungete un cucchiaino di doppio concentrato all'impasto.
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post