Lightbox Effect

giovedì 29 ottobre 2015

Polpette di riso integrale con cavolo nero e germogli


Quando cucino i cereali, ne faccio sempre più di quanti ne richieda la ricetta che sto realizzando, sia che si tratti di cereali bolliti, sia che si tratti di risotti o simili. E questo per il semplice fatto, che adoro le polpette, perciò ogni volta che posso, ne approfitto e creo occasioni per realizzarne sempre di nuove :)
Tutti sanno che le polpette sono un modo delizioso per riciclare qualche avanzo e questo, quando sono fatte in casa,  me le fa piacere ancora di più. Anni fa, quando mia mamma mi preparava il risotto, io non vedevo l’ora di mangiare le polpette preparate con quello che avanzava, perché mi piacevano di più del risotto stesso; da allora la storia non è cambiata molto,quindi qualche porzione in più la prevedo sempre. Le polpette sono buone sia partendo dal risotto, che dal cereale asciutto condito poi con le verdure. In tutti i casi però un accompagnamento con una salsina è quasi d’obbligo, ma senza andare sul difficile, se avete poco tempo, basterà un po’ di senape, una maionese vegan (la ricetta qui ) o uno yogurt di soia naturale insaporito con qualche erba aromatica e/o con un po’ di senape. Se ci aggiungiamo poi un contorno di verdure crude miste ed il gioco è fatto, una cena sfiziosissima di quelle che mi piacciono tanto :)
Purtroppo tanto era il desiderio di mangiarle che ho dimenticato di trascrivere quante polpette sono venute fuori con questi ingredienti :)
Comunque direi 10/12, la prossima volta che le preparerò metterò il numero preciso, ma sapete com'è no? le ricette qualche volta nascono da improvvisazioni e con i quantitativi non sempre si riesce ad essere precisissimi. Per alcune si può avvalersi di un buon grado di "tolleranza" diciamo così, soprattutto quelle fatte con avanzi.Infatti questa più che una ricetta è un'idea di riciclo, che ognuno può rielaborare in base a quello che ha in casa, questo è il bello della cucina! e delle polpette :) Vedrete che verranno benissimo sempre e comunque, l'importante è partire da ingredienti buoni e sani, per il resto la strada sarà tutta in discesa :) E se volete qualche altra idea di stagione, guardate qui 

Vorrei spendere invece due parole sul riso integrale: è vero che a cuocerlo ci vuole di più che un riso normale, però se lo lasciate a bagno tutta la notte i tempi si accorciano notevolmente. Quindi sciacquatelo e mettetelo a bagno per 12 ore. Poi procedete con la cottura che a questo punto sarà molto più rapida. A breve posterò un risotto con riso integrale così vi spiego meglio la cottura, intanto vi lascio queste crocchette per una cenetta sfiziosa da divano, avete presente? Beh, a me le cenette da divano piacciono tanto, sarà perché posso farle raramente :) Se non gradite, sedetevi pure a tavola, le polpettine andranno benissimo comunque ;)

Polpette di riso integrale, cavolo nero e germogli 

Ingredienti
per circa 10 polpette

riso integrale cotto: 180 gr
carota grattugiata: 1 piccola
parti di scarto di 1 cavolo nero: circa 150 gr (o avanzi di altre verdure)
cipolla piccola: 1/2 (o 1 scalogno)
fette biscottate ai cereali: 1
lievito alimentare secco: 1 cucchiaino
germogli di soia: una manciata
olio evo: 2 cucchiai + qualcuno per la cottura delle polpettine
curry: un cucchiaino (facoltativo)
sale integrale: qb

Procedimento
Ho preparato queste crocchette per recuperare un po’ di riso integrale bollito e le parti di scarto di un cavolo nero. Però si possono tranquillamente usare altre verdure. Se ne avete già cotte meglio e se sono semplicemente bollite consiglio di ripassarle in padella con poco olio e un po’ d’aglio e/o altre spezie per farle insaporire. Se partite da verdure crude, cuocetele brevemente in padella oppure se richiedono cotture più lunghe, sbollentatele prima in acqua bollente salata e poi ripassatele per insaporirle.
Questa ricetta è con le parti di scarto del cavolo nero: bollire le nervatura centrali del cavolo nero (eliminando solo la parte molto coriacea delle foglie più grandi ) dopo averle tagliate a pezzetti finchè saranno tenere (15/20 in pap) Scolarli, strizzarli bene e ripassarli in padella con un cucchiaio d’olio e uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato, poi tritarli nel mixer con uno scalogno e un pò di curry se li desiderati più saporiti e speziati) Mescolarli al riso bollito avanzato, unire il lievito secco, la carota grattugiata, la fetta biscottata sbriciolata, una manciata di germogli di soia tritati grossolanamente e un po’ di sale. Far riposare l’impasto 15 minuti, poi con le mani formare delle polpettine e schiacciarle al centro in modo da appiattirle. Scaldare qualche cucchiaio d’olio evo in una padella antiaderente e cuocerle a fiamma media finchè saranno dorate e croccanti. Servire accompagnate da un contorno di verdure, senape o maionese vegan o yogurt di soia aromatizzato.
Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 27 ottobre 2015

Stufato di fagioli speziato con riso basmati alla curcuma


Che ne dite di uno stufato di fagioli misti speziato? I legumi sono un alimento importantissimo che non dovrebbe mancare sulla nostra tavola, l’ho detto tante volte e rischio di essere ripetitiva, però sento un sacco di gente che non ne fa uso per questo o quell'altro motivo. Uno è senza dubbio legato al fatto che ci vuole un po’ a cuocerli, l’altro è legato alla digeribilità dell’alimento. Dunque, per quanto riguarda la prima questione, se voi vi ricordate di metterli in ammollo il giorno prima e avete una pentola a pressione, in 20 minuti ve la cavate e non mi sembra un tempo eccessivo, direi che è fattibile. Per aumentare la digeribilità invece vi consiglio di lasciarli in ammollo per 24 ore cambiando l’acqua tre, quattro volte con un pezzo di alga kombu e una foglia di alloro, e poi di cuocerli sempre con alloro e alga kombu per il tempo necessario. L’alga kombu poi la potete mangiare tranquillamente in insalata, oppure utilizzarla per la preparazione stessa. Detto ciò, resta da trovare qualche ricetta sfiziosa per gustare al meglio questo importantissimo ingrediente. Certo per me è facile perché io adoro i legumi e sulla mia tavola non mancano quasi mai, direi che mi piacciono in tutti i modi: sotto forma di zuppa, di minestra, in insalata, trasformati in burger vegetali, in paté e non so cos'altro, comunque per qualche spunto potete sbirciare tra queste pagine o guardare per esempio qui , qui, e qui, La ricetta di oggi è stata la mia cena di sabato: stufato di fagioli misti speziato, accompagnato da riso alla curcuma, uno di quei piatti che scaldano, avete presente? sia per la presenza delle spezie, sia perché lo stufato di per sé rimanda a piatti ricchi, avvolgenti e di casa. E poi è molto conviviale, servito in un bel piatto da portata al centro della tavola e con poco altro di accompagnamento avrete una cena sana, gustosa, sfiziosa e semplice da realizzare, per di più che si può preparare in anticipo. Sempre che vogliate una cena semplice eh, niente di sofisticato, ma per quello ci saranno altre ricette e altre occasioni. Ogni tanto anche qualcosa di proprio casalingo ha il suo perchè :)
Qualche variante per questa ricetta? Al posto del riso, potete preparare della polenta morbida aromatizzata con funghi o erbe aromatiche, oppure del cous cous che ne dite? Vogliamo provare? :) 

Stufato di fagioli speziato con riso basmati alla curcuma  
Ingredienti
Per 4 persone

riso basmati: 280 gr
curcuma: 4 cucchiaini
fagioli neri: 50 gr
fagioli occhio: 50 gr
fagioli cannellini: 40 gr
pelati (o pomodoro fresco se in stagione): 400 gr
peperoncino fresco: a piacere
cipolla: 1 piccola
alloro: 1 foglia piccola
alga kombu: 4 cm
chiodi di garofano: 2
semi di coriandolo: 2 cucchiaini
prezzemolo fresco tritato: 4 cucchiai
salvia: 2 foglie
olio evo: 3 cucchiai
succo di limone o lime: qualche goccia
sale: qb

Procedimento
La sera prima mettere a bagno i fagioli. Sciacquarli e cuocerli in pentola a pressione con un pezzetto di alga kombu per 20/25 minuti, poi scolarli. Ridurre in polvere fine i semi di coriandolo pestandoli in un mortaio. Tritare finemente la cipolla e soffriggerla con tre cucchiai d’olio caldo a fuoco lento, dopo qualche minuto aggiungere un po’ d’acqua e continuare finchè non sarà morbida. Unire tutte le spezie, le erbe aromatiche e il peperoncino tritato finemente e fare insaporire la cipolla per qualche minuto. Unire i fagioli, la polpa di pomodoro, un bicchiere  d’acqua, la punta di un cucchiaino di zucchero e far cuocere a fuoco dolce per  un’ora (a metà cottura eliminare l’alloro) Ad un paio di minuti dalla fine aggiungere il prezzemolo tritato finemente,  aggiustare di sale e togliere dal fuoco. Deve risultare uno stufato morbido ( se tende ad asciugarsi troppo aggiungere un po’ d’acqua durante la cottura )
Preparare il riso
Lavare il riso finchè l’acqua non risulterà limpida. Poi  metterlo a bagno per almeno un’ora (ma anche di più)
In una pentola portare a bollore un volume d’acqua pari ad una volta e mezzo quello del riso (esempio: se abbiamo due bicchieri di cereale, l’acqua dovrà essere tre bicchieri ) Quando sta per bollire unire la curcuma e il sale e appena bolle versare subito il riso. Riportare a bollore portando la fiamma al minimo, coprire con un coperchio lasciando una piccolissima fessura. Far cuocere il riso senza aprire e senza toccarlo per il tempo necessario (dipende dal tipo di riso, il mio ci impiega 7 minuti) Trascorso il tempo, l’acqua dovrà essere del tutto assorbita; a questo punto togliere dal fuoco e far riposare 5 minuti; sgranare con una forchetta ed  il riso è pronto. Se desiderate un sapore più intenso e sfruttare anche tutte le caratteristiche benefiche della curcuma, potete aggiungerne un po’ a fine cottura, dopo aver ben sgranato il riso, aggiunto un filo d’olio e qualche goccia di limone. Servire il riso a cui aggiungerete con al centro lo stufato di fagioli ben caldo, a piacere per completare il piatto si possono aggiungere delle carote al vapore. 

Alcune annotazioni: Le spezie vanno dosate in base ai propri gusti e all'intensità della spezia stessa, non tutte sono uguali quindi è bene aggiungerne poca alla volta fino a raggiungere il sapore che gradite.  Se desiderate variare il piatto, potete aromatizzare il riso con curry o zafferano. e utilizzare cereali e legumi diversi. 

giovedì 22 ottobre 2015

Pasta con broccoli e anacardi


Autunno non è solo arancione-zucca, perchè l’altro immancabile colore sulla mia tavola  è senza dubbio il verde-broccolo. Adoro questo ortaggio bellissimo: nella pasta, nelle zuppe dal sapore orientale, nelle vellutate, nei contorni, ogni ricetta è buona per aggiungerne un pò.
Preparare la pasta con i broccoli è molto semplice, un po’ come quella con le cime di rapa che io adoro: olio aromatizzato con aglio e peperoncino, broccolo cotto insieme alla pasta il tutto poi saltato con l'olio profumato.
Quella di oggi però è una versione un po’diversa perché ho preparato con una parte del broccolo una crema per mantecare, così da rendere il piatto molto cremoso e più completo con gli anacardi che forniscono la parte proteica. Non so voi, ma per me il pranzo è un momento in cui solitamente ho poco tempo, quindi mi limito a prepararmi un unico piatto cercando di farlo il più completo possibile, quindi questa versione è ottima se non prevedete un secondo piatto. Basterà unirci un’insalata ricca magari con qualche seme ed il pranzo prende tutta un’altro sapore.
La crema di anacardi e broccoli preparata a pranzo poi a me torna molto utile per i miei panini serali, perché purtroppo sono costretta a mangiare fuori casa, e così anche il panino deve diventare il più completo possibile, vabbè ma questa è un’altra storia, tutto ciò per dirvi che se  dovesse avanzarvi un pò di questa crema, niente paura, spalmatela su del buon pane integrale tostato e mangiatela così, magari aggiungendo una nota acidula a vostro piacimento, un formaggio vegan, o del patè di pomodori secchi, fate voi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io vi lascio la ricetta semplice e veloce, a come e quando mangiarla pensateci voi :)

Pasta broccoli e anacardi

Ingredienti
Per 2 persone
pasta di semola integrale: 170/180 gr
broccolo: 1
anacardi al naturale: 2 cucchiai
alghe arame: 2 cucchiaini
capperi dissalati: 10/15
lievito alimentare secco: 1 cucchiaino
olio evo: 4 cucchiai
aglio: due spicchi
peperoncino fresco: qb

Procedimento
Lavare e mondare il broccolo e dividerlo in cimette regolari. Portare a bollore dell’acqua, salarla ed immergere il broccolo. Dopo tre minuti prelevarne 1/3 con il mestolo forato e farlo raffreddare in acqua ghiacciata. Buttare la pasta (nel mio caso orecchiette di semola integrale) e cuocere per 5/6 minuti (se utilizzate altri formati di pasta che richiedono tempi di cottura più lunghi, unitela ai broccoli subito sbollentando quelli necessari per la crema a parte)
Con i broccoli raffreddati preparare una crema con il frullatore ad immersione unendo gli anacardi, i capperi, le alghe, il lievito alimentare, un cucchiaio d’olio evo e un paio di cucchiai di cottura della pasta, se necessario aggiustare di sale.
In una padella, scaldare tre cucchiai d’olio evo e farlo insaporire con gli spicchi d’aglio in camicia schiacciati ed il peperoncino fresco tritato. Eliminare l’aglio.  Scolare la pasta e farla saltare qualche minuto nell'olio aromatizzato unendo un cucchiaio d’acqua di cottura, alla fine mantecare con la crema di anacardi. Servire subito.
Buon fine settimana a tutti, un bacio e al prossimo post 

lunedì 19 ottobre 2015

Panini integrali alla zucca con gocce di cioccolato


Quante cose possiamo preparare con la zucca? Riso, pasta, vellutate, lasagne, gnocchi, contorni, pane, dolci, insomma direi che con la zucca si può fare veramente tutto. L’altro giorno riflettevo su cosa prepararmi per colazione, così, tanto per cambiare; con la colazione sarei un po’ abitudinaria anche se mi sforzo di variare. Solitamente opto per delle semplici fette biscottate con la marmellata, sostituite quando ho a disposizione quello buono, dal pane integrale con la marmellata o con la cioccolata, un po’ di frutta,  spremuta, caffè e finisce qua.
Pensa che ti ripensa, avevo una bella zucca bio che stazionava in cucina e improvvisamente l’ho visualizzata sottoforma di panini con gocce di cioccolato. Mi è sembrata un’idea meravigliosa, e detto fatto ho cominciato a pensare un po’ a come poterli preparare. Ora, lo sappiamo che le farine vanno meglio se integrali, biologiche, magari senza glutine, tutte queste cose insomma. Però ogni tanto c’è un fattore che entra in gioco e che prevale su tutti, quello della pura gola, e che ci spinge  verso ingredienti  che magari solitamente non usiamo.
Così al sacchetto di manitoba iniziato e mai finito, ho fatto fare una fine degna: dentro dei panini soffici, in compagnia però anche di farina integrale e un po’ di farina di farro. Ne sono venuti dei panini morbidi dentro ma belli croccanti fuori. Ho usato poco lievito e lasciato lievitare il doppio del necessario.
Il risultato è che il giorno dopo ho fatto una colazione super, con questi panini semi dolci alla zucca e gocce di cioccolato, aperti e spalmati con abbondante crema al cioccolato, direi che ho cominciato la giornata alla grande, solo che poi avrei voluto rifare colazione sia a pranzo che a cena :)
Panini buoni, semplici e di sicuro effetto, deliziosi farciti con crema al cioccolato fondente o alla nocciola, o con malto alla nocciola, insomma fate voi, sono sicura che le idee non vi mancano. Se omettete le gocce di cioccolato, potete sbizzarrirvi con le marmellate, o anche con qualcosa di salato, ma io direi provate con le gocce, almeno una volta, sono sicura che non ve ne pentirete.

Panini alla zucca con gocce di cioccolato

Ingredienti
Per 15 panini

farina manitoba: 160 gr
farina 0: 100 gr
farina di farro: 40 gr
farina integrale: 200 gr
purea di zucca: 250 gr
gocce di cioccolato fondente: 100 gr
latte di soia: 70 gr
acqua: 40 gr circa
olio di semi di girasole: 20 gr
sale: 1 cucchiaino
malto di mais: 100 gr
lievito (misto pasta madre essiccata e di birra secco): 15 gr

Procedimento
Tagliare la zucca, eliminare i semi, ricavarne delle fette ed infornarle a 170° finchè la polpa sarà tenera (ci vorranno circa 35/40  minuti). Prelevare la polpa e passarla al mixer.
Setacciare insieme tutte le farine e il lievito. Fare la fontana. Sciogliere il malto nel latte tiepido (ma non troppo) e versarlo nella fontana insieme alla purea di zucca. Cominciare ad inglobare la farina ed iniziare a lavorare l’impasto unendo anche l’olio e se necessario un po’ d’acqua tiepida. Infine unire il sale) deve venire un impasto morbido)  Lavorare per dieci minuti, poi verso la fine unire le gocce di cioccolato e amalgamarle bene. Infarinare una boule di vetro e far lievitare l’impasto coperto con un telo dentro al forno con la lucina accesa per circa due ore (fino al raddoppio). Trascorso il tempo rovesciare delicatamente l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e procedere molto delicatamente a prelevare pezzi di impasto di circa 60 gr. Dargli una forma rotonda, ripiegando l’impasto sotto e sistemarlo su una placca del forno rivestita di carta. Coprire i panini con un telo e far lievitare a temperatura ambiente per circa 5 ore. Infornare a 180° per 20/25 minuti. Sfornare e far raffreddare.

Alcune annotazioni: i panini possono essere congelati. Come lievito potete usare quello che utilizzate di solito, pasta madre, o lievito di birra fresco o disidratato, in questi ultimi due casi riducete le dosi della metà e raddoppiate i tempi di lievitazione per limitare l'uso del lievito.

Con questa ricetta auguro a tutti un buon inizio settimana. Un bacio e al prossimo post

mercoledì 14 ottobre 2015

Formaggio di mandorle fermentato



Premetto che non amo particolarmente i formaggi vegan, non ne mangio molti. Fino ad ora l’unico che ho fatto spesso è quello con lo yogurt di soia lasciato colare ed aromatizzato con erbe fresche. Malgrado i corsi che ho fatto sperando di appassionarmi all’argomento, niente, per ora non mi entusiasmano proprio, anche se alcuni li preferisco ad altri. Però il fermentino, il formaggio di mandorle fermentato, beh, quello si che mi ispira, ed è tutta un’altra storia rispetto agli altri.
Diverso tempo fa ho comperato un libro proprio sui formaggi veg, di Grazia Caciola e devo dire che ce ne sono diversi che vorrei provare, ma uno in particolare si è insinuato tra i miei pensieri, mi capite vero? ;)
Sarà che avevo letto diverse cose in giro sul fermentino appunto, fatto sta che quest’idea è rimasta latente nella mia testa finchè non è arrivato il suo momento. Perché proprio quel momento? Non ne ho idea, sono cose che vengono da sé, vanno prima elaborate e poi il momento arriva. Nel libro l’autrice non fa uso dei fermenti come avevo letto in altre ricette ma del rejuvelac (la ricetta qui) Dunque, secondo voi io non volevo provare a fare il rejuvelac invece che andare in farmacia a recuperare i fermenti? Certamente! scegliamo sempre la strada più complicata per carità!  ed ecco spiegata la genesi della ricetta. 
Comunque, devo dire che il risultato mi piace molto, l’ho appena finito che sono già pronta a rifarlo, e questo è il segno che sarà una di quelle ricette che restano :)
La crema fresca spalmata su crostini o crackers crudisti è buonissima anche in abbinamento ad altri ingredienti. La fermentazione si sente ma il sapore non è invadente, mentre nel formaggio preparato con i fermenti lattici il pizzicorio è più forte, almeno in quello che ho assaggiato io, ma dipenderà da tante cose presumo, con le fermentazioni è così.
Se poi procederete con l'essiccazione di questo formaggio di mandorle, il pizzicorio della fermentazione si accentuerà un pò, il formaggio risulterà più asciutto e io lo trovo perfetto passato al mixer ed utilizzato come sostitutivo del parmigiano.
La ricetta di questo formaggio come vi ho anticipato, è tratta dal libro di Grazia Cacciola: formaggi veg. Non l’ho riprodotta esattamente com’era, ma rielaborata secondo i miei gusti e quanto mi pareva necessario in base ai miei ingredienti. Per esempio non ho usato tanta acqua come indicato nella ricetta originale perché mi sarebbe venuto molto liquido, il risultato comunque mi sembra molto buono. Se lo provate caso mai raccontatemi la vostra esperienza  che vi inserisco nella casistica :)
Ovviamente per aromatizzarlo ho utilizzato cose che tengo sempre in casa, quindi erano già pronte, come la polvere di peperone e quella di capperi, però se non le avete non sono obbligatorie, potete usare cipolla essiccata, aglio, potete provare con lo zafferano e quello che pensate possa piacervi, e questi si trovano tranquillamente nei negozi. 
Le tartine della foto, per chi volesse provarle sono preparate con pane nero ai cereali, formaggio di mandorle fresco, patè di pomodori secchi (poco) e foglie di sedano tritate, attenti perchè sono irresistibili, se non volete cadere in tentazione non vi resta che prepararne poche :) Qio sotto invece l'immagine del formaggio e delle diverse "stagionature"
 


Formaggio di mandorle fermentato
Preparazione: 20 minuti (più i tempi di fermentazione)

Ingredienti

mandorle: 200 gr
rejuvelac: 230 gr
acqua: 50 ml
miso di riso: 15 gr
lievito alimentare secco: 10 gr
sale marino integrale: qb
erbe miste tritate: 1 cucchiaio (erba cipollina, origano fresco, salvia)
aglio: ½ spicchio tritato
polvere di peperone essiccato: 3 cucchiaini
polvere di capperi essiccati: 1 cucchiaino

Procedimento
Portare ad ebollizione dell’acqua, ed immergervi le mandorle per 30 secondi, scolarle ed eliminare la buccia (verrà via molto facilmente). Oppure eliminate la pellicina dopo aver lasciato le mandorle in ammollo per una notte e poi fatte asciugare (sarà più semplice ridurle in farina)
Mettere le mandorle in un mixer e ridurle in polvere, o comunque tritarle molto finemente (azionare il mixer ad intermittenza) Poi aggiungere tutti gli altri ingredienti ed azionare fino ad ottenere una crema il più liscia e cremosa possibile (regolarsi con l’acqua necessaria, deve venire morbido, ma non troppo liquido né tropo asciutto) aggiustare di sale se necessario, io non ho pesato il sale, l’ ho aggiunto un po’ alla volta secondo il mio gusto, la prossima volta lo peserò così vi metto la quantità precisa. Versare la crema ottenuta in un colino rivestito con un telo a maglie larghe pulito e senza tracce di detersivo (eventualmente fatelo bollire)
Appoggiare il colino sopra un recipiente e far perdere il siero per un paio d’ore. Richiudere il telo sopra la crema di mandorle, sistemarvi un piattino con un peso sopra (io un pacco piccolo di riso). Lasciare fermentare per 12 ore circa. Trascorso il tempo, mettere la crema di mandorle in un barattolino di vetro a chiusura ermetica e conservare in frigorifero  (dai 5 ai 7 giorni)

Se desiderate un formaggio dal sapore più stagionato essiccatelo per 12/24 ore a 42 gradi: dopo aver messo la crema fermentata in un fuscella da formaggi.  Dopo 13 ore avrete un formaggio compatto ma ancora un po’ umido, dopo 24 molto più asciutto. Vanno bene entrambi al posto del parmigiano nella pasta o nel riso,  ma anche per farci delle tartine con le verdure, anche se io da mangiare su tartine preferisco quello fresco.
Bene, il frutto di tanta fatica è finito qui, però mi ha dato tantissima soddisfazione, sia in termini pratici, di conoscenza di tecniche nuove, che in termini di gusto. Spero possa essere lo stesso anche per voi. Avrete tutto il w.e per lavorarci volendo, o per rifletterci, sono decisioni che vanno prese con calma ;)
Un bacio a tutti e al prossimo post 

lunedì 12 ottobre 2015

Rejuvelac


rejuvelac dopo due giorni in frigorifero. 
Questo è un post che non farà tutti felici, nel senso che non si tratta di un dolce goloso, né di uno di quei piatti che fanno fame al solo pensiero. E’ solo una misera bottiglietta piena di un liquido biancastro e torbido. E che cosa sarà mai? Orzata? Noooo, molto meglio perché credetemi, questa bottiglietta è magica :)   Allora mettiamoci comodi che il discorso è un po’ lungo. 
A parte gli scherzi, spero che questo post possa tornare utile a chi decida di provare a fare il Rejuvelac, perché quando l’ho deciso io, ho letto tante cose, ma nessuna rispondeva al mio grande quesito, o meglio, rispondeva solo in parte e il grande quesito era: ma il Rejuvelac puzza?
Perché in effetti dalla data di inizio delle mie sperimentazioni in merito, ho letto tanto. In molti chiedevano se in effetti l’odore forte e poco gradevole fosse normale, il che significa che è una condizione che si presenta spesso.  Non sono anni che faccio il Rejuvelac, anzi diciamo che ho appena iniziato, però in un mese ho fatto fermentare di tutto, dalla quinoa, all’avena, al riso e non so cos’altro. Alla fine buttavo sempre tutto perché anche per me l’odore era troppo forte. 
Finchè un giorno, dopo l’ennesimo tentativo,  quell’odore non c’era, o meglio c’era ma molto attenuato e questo va bene. Le bollicine c’erano, il colore biancastro pure, finalmente il rejuvelac! Non restava che sperimentarlo e farci fermentare qualcosa, ma questo ve lo racconto al prossimo post. Quindi quali sono i miei consigli e le mie considerazioni alla luce di tutto quello che ho letto e della mia esperienza seppur non decennale? Ve lo spiego sotto, nel procedimento. Ora vorrei spendere due parole per spiegare a chi non lo sa cos’è il rejuvelac e a cosa serve. Il rejuvelac è il prodotto della fermentazione dei cereali. In rete troverete tutte le informazioni che vi servono, comunque riassumo dicendo che è ricco di vitamine: del gruppo B, K ed E, carboidrati, destrine e fosfati. E’ ricco di enzimi e assumerlo quotidianamente è un toccasana per la flora batterica intestinale. Oltre a questo è utilizzato come starter per far fermentare altre cose, per esempio il latte per fare lo yogurt o la frutta secca per farci i formaggi vegan. Questo in estrema sintesi perché non voglio fare un trattato, però tanto mi basta perché se volete fare il formaggio di mandorle o di anacardi a casa, o usate il rejuvelac o comperate i fermenti lattici in farmacia, il risultato però ion termini di gusto è un po’ diverso. Io vorrei aggiungere una cosa che mi viene dalla mia esperienza personale, e se ci fosse qualcuno che ha informazioni o idee diverse sarò felce di ascoltarle. Per esempio, in quanti sostengono che il rejuvelac sa di limone? A me non pare che sappia di limone, ha un suo sapore che non saprei definire ed è un po’ frizzante, le bollicine si vedono ad occhio: nella prima fermentazione sono piccole, nella seconda più grosse. Ma dopo due giorni in frigo praticamente scompaiono. Questo starà a significare come sostiene qualcuno che è meglio non tenerlo in frigo perché perde le sue proprietà? E qui si accettano suggerimenti. Io comunque il formaggio l’ho fatto con il rejuvelac preparato il giorno prima, quindi un giorno di frigo l’ha fatto, però è fermentato! Comunque sempre meglio utilizzarlo subito, lo dice anche l’autrice del libro formaggi veg Grazia Cacciola da cui ho preso ispirazione :)  Ok basta sennò è troppo lunga la storia, passo a spiegarvi il procedimento

rejuvelac dopo un giorno di fermentazione 
Rejuvelac

Ingredienti

riso integrale bio: 50 gr
acqua: 1 l

Procedimento
Mettere il riso a bagno per 24 ore in un recipiente di vetro coperto con un panno. (Sulla quantità c'è chi dice 25 grammi, chi 100, chi 55...io ho fatto d'istinto... con 50 è venuto bene, delicato, non troppo forte, ma efficace)
Poi scolarlo. Prendere un recipiente di vetro alto e stretto lavarlo benissimo, metterci il riso ammollato e sciacquato chiuderlo con un telo a maglie larghe fissato da un elastico; riempire per metà il vaso con acqua facendola passare attraverso il tessuto scuotere il vaso e e poi eliminarla. Tenere il vaso a testa in giu' per qualche ora, sullo scolapiatti per esempio, purchè sia pulito! poi raddrizzarlo e tenerlo sul ripiano della cucina (o in altro ambiente aerato). Ripetere quest’operazione due volte al giorno (con il riso anche tre volendo) Il riso deve rimanere umido ma non troppo sennò imputridisce, e poi puzza! Lasciandolo a testa in giu’ l’eccesso d’acqua se ne va perché viene assorbita dal telo che poi si asciuga, così si mantiene la giusta umidità, le prime volte non l’ho fatto infatti puzzava troppo, e ho buttato tutto. Appena vedete spuntare i germogli è il momento di prepararsi. Anche su questo credo ci sarebbe molto da dire: se sono tanto piccoli, è difficile che fermenti perché magari non ve ne accorgete, ma una parte del riso non è ancora germogliata. Quindi fateli uscire i germogli, ma non devono crescere, diciamo circa due mm.  A me in casa, temperatura circa 19-20° C mi sono serviti due giorni. La prima volta invece erano troppo piccoli e non è fermentato. 
Quindi quando i germogli sono spuntati, riempite con acqua per metà il vaso di vetro sempre attraverso il telo, buttate l’acqua, poi aggiungetene 1 litro (va bene quella del rubinetto) e lasciate fermentare a temperatura ambiente per due giorni senza toccarlo (io sul ripiano della cucina) Il giorno dopo comincerete a vedere le bollicine tutte intorno al barattolo. 
La prima volta le bollicine sono salite subito, ma secondo me le temperature erano troppo elevate e i germogli probabilmente in due giorni erano troppo avanti così ho buttato tutto (a ridaje ;) )  
Tra i vari cereali che ho provato, mi sono trovata meglio con il riso, quinoa ed avena puzzavano molto, ma direi che dipendeva dalle temperature più elevate, la quinoa poi è piccolissima e rimane più bagnata. Riproverò e vi farò sapere. 
Durante la fermentazione si formerà della schiuma in superficie ma è normale. 
Dopo due giorni, raccogliete il liquido fermentato, chiudetelo in una bottiglia e utilizzatelo come bevanda o come starter (io lo bevo aggiungendo un po’ di succo di mela bio; il sapore del rejuvelac non è forte, è delicato, ma siccome non mi piace molto lo mescolo ad altro. Potete farci anche dei frullati di frutta per esempio.
Se il sapore e l'odore sono troppo forti probabilmente la fermentazione è troppo avanti oppure il cereale è imputridito ). 
La schiuma come ho detto prima è normale che si formi, sia durante che a fine fermentazione, ma dopo due giorni di frigorifero se ne va. Si conserva per una settimana anche se molti sostengono che in frigorifero perde i suoi effetti benefici. 
Con il riso avanzato dalla fermentazione potete attivarne un'altra. Con le stesse modalità aggiungete 1 litro d'acqua allo stesso riso della prima fermentazione e lasciate fermentare solo 24 ore. Il riso a questo punto non si potrà utilizzare ancora per produrre rejuvelac, però si può mangiare.
Bene, ho finito. Molto lungo lo so, ma ho scritto più o meno tutto, almeno così mi ricordo dei mille esperimenti fatti, e spero possa essere utile anche a voi. 
Bene, la prossima volta torno con il mio primo formaggio vegan fermentato, voi intanto provate il rejuvelac così mi dite com'è andata  ;) e se avete segreti, pensieri, idee sull'argomento mi farebbe piacere saperli se vi va di aprire una discussione :) magari nel frattempo cercherò qualche testo illuminante ;) 
ps: il limone nella foto é solo per rendere più bello il soggetto, non c'entra nulla con il procedimento. Però se volete abbellire il bicchiere, perchè no? :)
Baci a tutti e al prossimo post

giovedì 8 ottobre 2015

Ragù di semi vegan

Pentola Le Creuset 
Di ragù vegan ne ho sperimentati già diversi, quello di lenticchie e verdure, quello di seitan e tofu, quello di verdure classico e questo ragù di semi. Quindi direi che posso stilare la mia personalissima classifica. All’ultimo posto ci metto quello di verdure, non perché non sia buono eh, ma se parlo di ragù ho in mente consistenze e sapori un po’ diversi.
Quello di lenticchie e verdure lo metto a pari merito con quello di seitan e tofu, buoni  entrambi: golosi e corposi.
Questo ragù di semi, beh questo è stata una vera rivelazione e lo metto senz’altro al primo posto. L’adoro,  mi piace proprio un sacco, mi piace la consistenza, il sapore, lo trovo un perfetto condimento per  tagliatelle, gnocchi, tortelli ecc. Ma anche mangiato da solo, magari facendo scarpetta con del buon pane integrale, che dire ancora, è veramente irresistibile.  L’idea non è mia però eh, dev’essere stato un genio ad inventarlo :)
Io ho solo visto in giro dei barattolini di ragù di semi vegan, e così ho voluto provare a farlo a modo mio. Quello pronto non l’ho mai assaggiato, quindi non so come sia, ma posso dirvi che preparato a casa è una meraviglia. Ora basta perché sennò mi ripeto, voi provatelo e poi fatemi sapere, sono certa che lo farete e rifarete. In più non è nemmeno troppo lungo da preparare, insomma ha tutto a suo favore, e cercando di descriverlo, malgrado abbia appena cenato, m’è tornata fame :)
Vi lascio la ricetta, io ci ho condito sia dei tortelli ripieni di erbette e ricotta vegan, sia delle tagliatelle di farro e canapa. Vi lascio le dosi anche per le tagliatelle caso mai vogliate provarle.

Ragù di semi 
Ingredienti
Per 4/5 persone

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 90 minuti

semi di girasole: 100 gr
semi di zucca: 2 C
cipolle: 1 piccola
carota: 1
sedano: 1 costa
funghi saltati: 60 g (facoltativi)
polpa di pomodoro: 350 g (fresca o pelati)
pomodoro doppio concentrato: 1 C
tofu al naturale: 50 g
chiodi di garofano: 2
alloro: 1 foglia
rosmarino: 1 rametto piccolo
aglio: 1 spicchio
peperoncino fresco: a piacere
dado home made: 1 c (facoltativo)
sale di sedano: 1 c (facoltativo)
sale integrale: qb
olio evo: 3 C

Per la pasta
Farina di farro integrale: 285 gr
Farina di canapa: 15 gr
Acqua: 110 gr circa
Olio evo: ½ cucchiaio

Procedimento

Per la pasta
Mescolare bene le due farine, fare la fontana sulla spianatoia e versare l’ olio e  l’acqua tenendone a parte un po’. Cominciare ad inglobare la farina raccogliendola dai bordi poca alla volta. Se necessario aggiungere l’acqua tenuta da parte, dipende dalla capacità di assorbimento della farina. Impastare energicamente per dieci minuti. Chiudere con pellicola e far riposare mezz’ ora. Stendere la pasta in una sfoglia sottile e formare le tagliatelle. Farle asciugare.

Per il ragù
Tritare al coltello i semi.  Tritare sedano carota e cipolla e peperoncino, unire l’ alloro, il rosmarino, i chiodi di garofano e l’aglio e fare un soffritto leggero aggiungendo a metà cottura poca acqua per far appassire le verdure. Versare i semi  e lasciarli qualche minuto girando ogni tanto con un mestolo per non farli attaccare. Unire la polpa di pomodoro a pezzi, il pomodoro concentrato diluito in poca acqua, un po’ di dado home made (se lo usate) e i funghi tritati al coltello e cuocere lentamente a fuoco molto dolce per un’ora e mezza circa (se necessario aggiungere acqua o brodo vegetale se durante la cottura il ragù tende ad asciugarsi troppo). Mezz’ora prima della fine della cottura unire il tofu pressandolo con uno schiacciapatate a fori larghi (io uso l’attrezzo per i passatelli ). Aggiustare di sale se necessario.

Alcune annotazioni:  Per questo ragù ho utilizzato un po’ di finferli e qualche pezzetto di porcino saltati semplicemente con olio e aglio. Io li avevo avanzati da un’altra preparazione, se non avete i funghi saltati o non li avete in programma per altre preparazioni, ometteteli,  il ragù verrà buonissimo lo stesso.
Con questa ricetta da pranzo domenicale vi auguro uno splendido w.e Un bacio a tutti e a l prossimo post

Pentola Le Creuset 

lunedì 5 ottobre 2015

Sandwich vegan


Sto cominciando ad andare fuori stagione, ma anche questo panino non avevo avuto il tempo di postarlo, ma è talmente buono che non volevo aspettare la prossima estate. Come sempre è un’idea, quindi le verdure si possono cambiare a seconda della stagione.
La crema di anacardi è molto buona e perfetta per rendere completo un panino tutto vegetale, costituisce la parte proteica senza ricorrere a tofu o seitan (che io cerco di non mangiare molto)
Adoro i panini, ed ogni sera costretta a cenare fuori casa li trovo una soluzione perfetta. Ma cosa metterci se le sole verdure non lo rendono abbastanza appetitoso e completo? Le creme di frutta secca, mandorle, anacardi ecc, o semi oleosi. In realtà questa è una versione semplificata della crema di anacardi, perché stavo sperimentando la fermentazione con il Rejuvelac per preparare il formaggio di anacardi, ma di questo vi parlerò in un altro post perché è troppo lungo.
Questa crema invece è veloce, si prepara in un attimo e rende il panino buonissimo e super goloso. Vi lascio dosi per due persone, da quanto mi piaceva  l’ho mangiato tutto io… l’ho finito a fatica però eh, un pezzetto è rimasto e l’ho mangiato il giorno dopo. Conservato ben chiuso in frigorifero era ancora delizioso.


Sandwich vegan
Ingredienti per 2 persone

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 20 minuti

pane di segale: 3 fette grandi
lattuga: 4 foglie
peperone: 1 (quello che preferite, io rosso)
pomodori perini: 2
zucchina: 1
carota: 1
crema di anacardi: 60/70 gr
senape con i semini: qb
olio evo: un filo
origano: qb

Crema di anacardi

anacardi al naturale: 100 gr (non salati e non tostati)
lievito alimentare secco: 1 cucchiaino
miso di riso: 1 cuchiaino
acqua qb: 100 ml circa
sale integrale: un pizzico (facoltativo)
alghe Arame ammollate: un pizzico (facoltativo)
succo di limone: qualche goccia

Procedimento
Preparare la crema di anacardi frullando tutti gli ingredienti aggiungendo l’acqua poca alla volta fino ad ottenere una consistenza densa (che si possa spalmare) e liscia. A piacere si possono aggiungere agli ingredienti poche alghe ammollate.
Lavare tutte le verdure ed asciugarle bene. Tagliare in quarti il peperone e grigliarlo, eliminare la buccia. Affettare la zucchina e grigliarle, tagliare a fette il pomodoro e con la mandolina affettare la carota creando dei nastri sottili. Condire la carota con poco olio, e sale. Tostare le fette di pane e spalmare la crema di anacardi abbondantemente. Aggiungere anche un po’ di senape, secondo i vostri gusti. Procedere a strati con le verdure prima i peperoni, poi la carota, le zucchine e la lattuga, spolverizzare con un pò di origano ed aggiungere un filo d'olio evo. Chiudere con la seconda fetta di pane sempre spalmata con crema di anacardi e senape e procedere con le verdure rimaste aggiungendo anche il pomodoro, origano e un filo d'olio evo. Chiudere con la terza fetta di pane, pressare leggermente il panino, tagliarlo in due e servire subito (è buono anche freddo)
Buon inizio settimana a tutti, un bacio e al prossimo post

giovedì 1 ottobre 2015

Guacamole con germogli


Prima che sia troppo freddo, che ne dite preparare qualcosa che ci ricorda l’estate? Dei crostoni con guacamole e germogli per esempio! Quest’estate li ho adorati, velocissimi da preparare e di sicuro effetto, sono molto buoni, sono belli, e non lasciano indifferente nessuno, ve lo assicuro. Ricetta semplicissima lo so, niente di pretenzioso, ma anche la semplicità ha le sue regole e non è detto che tutto quello che è semplice risulti poi anche buono.
Comunque, se volete rallegrare la tavola con qualcosa di colorato questa è un’ottima proposta. Troverete in rete tante ricette di guacamole, si può fare in mille modi e mille varianti. Io ho scelto di preparare questa salsa con gli ingredienti che piacciono a me, non ho voluto aggiungere il pomodoro perché ne mangio talmente tanti che se anche qualche volta li ometto va bene :)
Invece l’ho arricchita con dei germogli, sapete che che fanno molto bene vero? sono ricchissimi di proprietà, di vitamine ecc ecc, sono divertenti, buoni e sanno rendere anche il crostino più semplice davvero speciale. Non solo nell’insalata quindi, e potete scegliere quelli che preferite, io ho optato per la leggera piccantezza dei germogli di broccoli, accentuata poi anche dal peperoncino fresco, così, tanto per berci una buona birra ghiacciata d’accompagnamento, chi la beve ovviamente :)
Ecco, la ricetta è tutta qua, ci vuole più a scriverla che a prepararla, però è proprio buonissima!

Guacamole con germogli di broccoli
Preparazione: 15 minuti

Ingredienti
Per 4 crostoni

avocado maturo: 1
scalogno: ¼
lime: ½
peperoncino fresco tritato: a piacere
germogli di broccoli: a piacere
sale marino integrale: qb
fette di pane casereccio (meglio integrale): 4

Procedimento
Tritare finemente lo scalogno e il peperoncino fresco. Lavare il lime, grattugiarne la buccia e spremere il succo di mezzo.  Sbucciare l’avocado ed eliminare il nocciolo interno. In una ciotola schiacciare la polpa con una forchetta ed amalgamarla allo scalogno, al peperoncino e alla buccia grattugiata del lime. Unire il succo del lime poco alla volta fino al grado di acidità desiderato. Tostare le fette di pane, spalmarvi la salsa guacamole e completare con i germogli di broccoli in quantità a piacere. Hanno un sapore pungente, quindi regolatevi secondo il vostro gusto.

Alcune annotazioni: per ottenere i germogli: tenere a bagno i semi per 12 ore in un barattolo chiuso con una garza al buio. Poi scolarli attraverso la garza sciacquarli e metterli in un colino (o nel germogliatore se l’avete) coperti da un canovaccio. Bagnarli due volte al giorno. Dopo un paio di giorni il seme germinerà. A questo punto tenerli nel ripiano della cucina, al riparo dal sole, ma alla luce. Continuare a bagnarli due volte al giorno finchè saranno germogliati. A questo punto asciugarli e conservarli in frigorifero in un barattolo chiuso. Consumare in tre o quattro giorni, anche di più dipende dal tipo di germogli, alcuni deperiscono prima, altri resistono di più.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e.Ci ritroviamo al prossimo post, che sarà tristemente molto più in linea con le temperature di questi giorni :(
Un bacio a tutti