Lightbox Effect

lunedì 30 novembre 2015

Minestrone con zucca e grano saraceno


Non ho mai postato un minestrone, malgrado a me piaccia molto, come sempre le cose più normali si lasciano sempre da parte. Però non è che tutti i giorni possiamo metterci a fare piatti troppo lunghi  o ricercati. Anche le ricette semplici e veloci ci stanno, come il minestrone. Chi è che non lo sa fare? credo nessuno, però magari non si pensa di metterci dentro qualcosa di diverso dalla pasta o dal riso. In questo per esempio ci ho messo il grano saraceno, per un primo piatto senza glutine.  Io il grano saraceno lo uso soprattutto sotto forma di farina nei dolci, ma è ottimo anche asciutto e condito inventandosi delle insalate sempre diverse e di stagione. Oppure al posto della pasta nelle minestre di erdure, favoloso anche per farci dei burger.  Cuoce in fretta ed ricco di proprietà, soprattutto antiossidanti ed è importantissimo per il benessere del sistema cardiovascolare. Non voglio dilungarmi in discorsi complessi sulle sue proprietà, ci sono tante  fonti  per approfondire. Io ho fatto mio il principio di variare il più possibile quello di cui mi nutro tutti i giorni. Se non lo conoscete provatelo, la prossima volta che preparate una zuppa o una minestra, metteteci il grano saraceno al posto della pasta. E’ così che si scopre sempre qualcosa di nuovo, provando, sperimentando, leggendo. Io così, nel tempo ho scoperto cose di cui oggi non potrei più fare a meno. 

Minestrone di zucca e grano saraceno 

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15 minuti

Ingredienti per 2 persone
grano saraceno: 60 g
carota: 1
cipolla: ½
sedano: 1 costa
zucca: 50 g
bieta o spinaci: 60 g
cavolo verza: 60 g
patata: 1
aglio: 1 spicchio
salvia: 2 foglioline
rosmarino: 1 rametto
peperoncino: a piacere
olio evo: tre cucchiai
brodo vegetale: 400 ml circa (oppure acqua)
sale: qb

Procedimento
Pulire la zucca, la carota, il sedano e la patata e tagliare tutto a dadini di circa 1 cm, tritare finemente la cipolla. Tagliare a striscioline la parte tenera del cavolo verza e delle biete. In una casseruola mettere due cucchiai d’olio evo e farlo insaporire con la salvia, il rosmarino e lo spicchio d’aglio e il peperoncino tritato. Versare le verdure insieme anche al cavolo verza e farle rosolare leggermente. Versare il brodo caldo e il grano saraceno lavato, e lasciare cuocere per 15/20 minuti, finchè il grano saraceno non sarà morbido, aggiustare di sale. Dopo 10 minuti dalla cottura unire anche le biete o gli spinaci. Finire il minestrone con un giro d’olio evo a crudo e servire con fette di pane casereccio tostate. Eventualmente aumentare la quantità di brodo secondo i gusti
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 23 novembre 2015

Confettura di mele Cotogne e pere

Pentola Le Creuset

Parto dal fatto che mi hanno regalato delle bellissime mele cotogne, solo che io non ci avevo mai fatto la marmellata, ma era tanto che la volevo provare, così ho rispolverato un vecchio ricettario di famiglia (non proprio la  mia, ma insomma, sempre nelle cerchie diciamo) giusto per  vedere se c’era qualcosa di particolare da sapere e mi sono messa all’opera seguendo giusto qualche consiglio per il procedimento, poi però come sempre ho fatto di testa mia perché alcune cose non mi sembravano molto sensate . Per esempio, ho omesso completamente il limone in quanto le mele cotogne erano già tanto aspre per i miei gusti, e pensare che a me le cose aspre piacciono eh! ma queste lo erano troppo, (saranno tutte così?) Sempre per lo stesso motivo ho aggiunto anche una bella pera, abbastanza grande, perché non è che aggiungendo tonnellate di zucchero il problema si risolve, e comunque non è il sistema che prediligo. Quindi alla fine la confettura di Mele Cotogne è diventata una confettura di mele Cotogne e Pere, morbida e vellutata, molto buona, non credevo! Della giusta consistenza senza bisogno di metterci acqua per poi stracuocerla. Mah… però non so dire se le mele cotogne che avevo io erano diverse dalle altre, cioè non so perché in tante ricette che ho visto ci aggiungono acqua, io se dovessi rifarla la rifarei così ecco, però se qualcuno ha un’esperienza diversa da raccontare io come sempre ascolto volentieri, non sia mai che la prossima volta trovo delle mele tutte diverse e non so cosa fare ;) Comunque l’ho trovata perfetta, sia come sapore, che come consistenza, ma si sa, ogni scarrafone è bello a mamma soja ;) In purezza dico la verità, non so se mi sarebbe piaciuta. Quindi se anche voi siete un po’ perplessi di fronte al sapore delle mele cotogne (sempre che non fossero le mie ad essere strane) ma ne avete molte da consumare, provate così, questa vi convincerà. Io poi ci ho preparato questa :) Che ne dite? vi ho convinti? :)



Confettura di mele Cotogne e pere Williams
Ingredienti per 4 barattoli da 250 g

mele Cotogne: 5 (un kg abbondante)
pera Williams: 1
zucchero di canna chiaro bio: 500 g

Procedimento
Sterilizzare in forno a 110° i vasetti di vetro per mezz'ora e i coperchi in una pentola coperti d’acqua facendoli bollire per mezz'ora anch'essi. 
Lavare bene le mele cotogne e cuocerle in acqua bollente finchè la buccia non si creperà (ci vorranno circa 15 minuti) Toglierle dall'acqua, farle raffreddare un pò, poi tagliarle a pezzi eliminando le parti legnose e dure e passarle al passaverdure in modo da ricavarne una purea.  In una casseruola ampia, aggiungere la pera sbucciata e tagliata a pezzetti piccoli, lo zucchero, mescolare e portare a bollore a fiamma dolcissima. Lasciare sobbollire pianissimo per 10/15 minuti, mescolando ogni tanto finchè la pera sarà morbida. Con il frullatore ad immersione omogeneizzare la confettura. Versarla bollente nei vasetti di vetro sterilizzati senza toccarli, maneggiandoli con un telo pulito, chiudere bene dopo aver asciugato i coperchi con un telo pulito senza toccarli con le mani. Capovolgere i vasetti per 15 minuti, poi rigirarli e farli raffreddare completamente e conservarli in dispensa. 

Alcune annotazioni: ho utilizzato uno zucchero di canna chiaro bio, da coltivazione biologica del commercio equo e solidale che uso sempre per le confetture perché non mi piace quello troppo scuro, ha un sapore troppo deciso, però se vi piace usate pure il Panela, o il Demerara (eviterei il Mascobado, per il mio gusto è troppo intenso per questo genere di preparazioni). Non ho aggiunto limone in quanto le mele cotogne sono molto aspre, non ho aggiunto nemmeno acqua e la marmellata è venuta di una consistenza perfetta, cremosa al punto giusto. Potete usarla per crostate o per spalmarla sul pane. Se lo preferite potete optare per la sterilizzazione in acqua bollente per mezz'ora con due dita d'acqua sopra i coperchi. 

Auguro a tutti una settimana dolce e vellutata come questa confettura :) Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola Le Creuset 

sabato 21 novembre 2015

Chips di Cavolini di Bruxelles


Post del sabato: Chips di cavolini di Bruxelles! In realtà non posto mai di sabato, e non so nemmeno se questo possa essere considerato un vero e proprio post, perché in fin dei conti quella che vi darò non è certo una ricetta, diciamo più che altro un’idea ecco, però carina, sfiziosa e facilissima! E’ da un po’ che ho in mente di darvi la versione light e super veloce delle mie chips di radici e tuberi, questa. Ma tra una cosa e l’altra non ho mai avuto il tempo di sperimentarla. Intanto vi lascio questi cavolini croccantissimi che seguono lo stesso principio di preparazione.
Ieri mi serviva qualcosa per un’aperitivo veloce, e ovviamente non avevo il tempo di preparare tartine, torte salate, e via dicendo, così, dato che avevo dei Cavolini di Bruxelles, li ho puliti, e con le parti di scarto, cioè le foglie più esterne, ci ho fatto queste deliziose chips. Certo non è che ve ne vengano una montagna, però potete sempre mescolarle ad altre verdure, come il cavolo nero o riccio per esempio. Oppure potete servire oltre a queste qualche altro snacks. Comunque sono deliziose. Prossima occasione provo a fare così le rape e le carote e vedo cose ne viene fuori, intanto vi lascio queste, fanno molta simpatia a chi se le trova in tavola, davvero, tutti a dire: cosa sono queste? "Cosa sono?" Eh, a casa mia si mangia solo roba strana, dicono sempre così! ahahaha, spero un giorno di smettere di sentire ‘sta frase, a me sembra roba normalissima, sono gli altri che sono strani!  Non sembra anche a voi? ;) 

Chips di Cavolini di Bruxelles

Ingredienti
foglie esterne di Cavolini di Bruxelles: a piacere 
olio evo: per ungere le foglie
paprika piccante: a piacere
sale: qb 

Procedimento
Lavare i cavolini, eliminare la base, e ricavarne le foglie più esterne. Versare un filo d'olio sulle foglie e aiutandosi con le mani mescolarle bene per ungerle uniformemente. Salare e cospargere con la paprika piccante se vi piace. Infornare a 100/120 ° fino a farle diventare croccantissime! ( ci vorranno 20 minuti circa, poco più poco meno, dipende dal vostro forno. L’importante è non alzare troppo la temperatura sennò scuriscono troppo) Servire subito con un calice di quello che preferite: bollicine, vino rosso, birra, ovviamente, ci sta bene tutto.
Per quanto riguarda le quantità, non fatene troppo poche, almeno un cestino di cavolini, perchè cuocendo si rimpiccioliscono e vi ritrovereste con niente. E non pensate di poter fare aperitivo solo con queste, aggiungete anche delle foglie di cavolo nero o riccio per esempio. Io al più presto sperimenterò anche radici e tuberi, poi aggiornerò il post.

Alcune annotazioni: ovviamente non è che dovete fare il contrario di come fate di solito con i cavolini, cioè, la parte che rimane cuocetela oppure no, ma mangiatela in qualche modo ok? Non dovete buttarla ;) A me per esempio i cavolini piacciono crudi sotttili sottili, oppure bolliti e conditi semplicemente con olio e limone. 

Con questa non ricetta vi auguro uno splendido fine settimana. Un bacio a tutti

giovedì 19 novembre 2015

Pesto alla salvia e alghe Arame


Questo è uno dei mille pesti che ho preparato in questo periodo, perché oltre che con il basilico lo sappiamo tutti che si possono preparare anche con tantissime altre erbe aromatiche e verdure. Forse non è proprio appropriato chiamarli pesti, non in tutti i casi comunque, forse andrebbe bene salsa, o crema, non lo so, fatto sta che sono buonissimi comunque li chiamiate. Questo è uno dei tanti che ho provato, finiscono talmente in fretta che qualche volta non riesco nemmeno a fotografarli, ma questo l’ho messo in salvo per un paio di giorni ed eccolo qui, immortalato in tutto il suo bellissimo verde salvia.
Non c’è molto da spiegare, quindi non mi dilungherò sulla ricetta, magari spendo due parole sulle alghe, così che anche chi non le usa o non le conosce magari incuriosito corre a comperarle. Le alghe come abbiamo già detto hanno tante proprietà e fanno molto bene, a patto che non soffriate di disturbi alla tiroide, in quel caso è meglio consultare un medico o nutrizionista. In tutti gli altri casi, le alghe sono un alimento molto importante, ricche di iodio, ferro, e in misura minore di magnesio, fosforo e potassio. Per questo sono considerate degli ottimi integratori che agiscono anche rafforzando il sistema immunitario. L’uso cosigliato è due volte alla settimana. Ogni alga ha le sue proprietà e quindi è bene usarle un po’ tutte. Le Arame che ho utilizzato in questa ricetta sono tra le mie preferite perché hanno un sapore molto delicato, che può piacere un po’ a tutti senza essere invasivo, ma ovviamente dipende anche dalle quantità utilizzate. Sono ottime nelle insalate, saltate con la pasta o con le verdure, o nei pesti come quello di oggi. Prossimamente vi darò qualche altro suggerimento per utilizzare le alghe in modo semplice così da poterle introdurre nella dieta settimanale senza troppe difficoltà nel caso foste in cerca di suggerimenti in merito. 
Intanto ecco il pesto di salvia

Pesto alla salvia e alghe Arame

Preparazione: 15 minuti (più i tempi di ammollo delle alghe)
cottura: nessuna

salvia: 20 foglie medie
lievito alimentare secco: 2 cucchiaini
olio evo: 50 gr circa
acqua: 3 cucchiai circa
prezzemolo: una manciata di foglie
limone: qualche goccia
alghe Arame: 2 cucchiaini
semi di zucca: 30 gr
sale integrale: qb
pepe: qb

Procedimento
Ammollare le alghe per  circa 15 minuti, poi scolarle. Riunire in un mixer tutti gli altri ingredienti ed azionare fino a rendere il composto omogeneo. Volendo si può aggiungere un pezzetto di aglio, io non l’ho messo perché ha un sapore abbastanza deciso, però non è troppo forte, secondo me, per il mio gusto va benissimo anche senz'aglio, poi dipende dall’uso che ne volete fare. Io l’ho spalmato sulla polenta grigliata calda e può essere un delizioso antipasto. Ottimo anche per condire degli gnocchi di zucca, o dei tortelli vegan di erbette, o della pasta al farro o  verde.

Alcune annotazioni: si conserva in frigorifero 3-4 giorni purchè sia sempre coperto d'olio evo.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 16 novembre 2015

Polpette di quinoa e amaranto con zucca e funghi


Non siete stanchi di polpette vero? Perché oggi vi do l’ennesima versione. E come sono stavolta? di quinoa e amaranto con funghi e zucca. Diciamo una delle tante versioni autunnali che si presta a tante reinterpretazioni, secondo la vostra fantasia e secondo quello che avete in frigorifero. Per esempio, se non avete la zucca o i funghi, potete metterci degli spinaci,  qualche erba aromatica, curry e curcuma che con gli spinaci ci stanno bene, insomma, le verdure si possono cambiare di volta in volta. Quello che mi interessa e’ l’uso degli pseudocereali, quinoa e amaranto. L’amaranto, meno noto forse della quinoa, ha un gusto particolare che mi piace molto, e trasformato in polpetta è un buon modo per utilizzarlo. Chi lo conosce sa che in cottura diventa un po’ gelatinoso; in questa preparazione la sua caratteristica consistenza non dà fastidio in quanto poi verrà mescolato ad altri ingredienti  per diventare appunto polpetta :)  Se però volete mangiarlo condito come si può fare con la quinoa, è preferibile mescolarlo ad altri cereali, e cuocerli insieme, scegliendo magari quelli che hanno tempi di cottura simili. 
A me al di fuori da questo tipo di preparazione piace molto sottoforma di farina per esempio nelle torte salate come questa, o nei biscotti sia dolci che salati. In tutti i casi il suo sapore particolare, oltre alle sue proprietà, lo rendono un ingrediente veramente interessante. Se avete voglia di provarlo, potete iniziare da queste sfiziose polpettine, e se volete cimentarvi in qualcosa di più ardito, vi consiglio la crostata salata, veramente deliziosa, piaciuta molto anche a chi non è vegano! 

Polpettine di quinoa e amaranto con zucca e funghi

Preparazione: 45 minuti
Cottura 30 minuti

Ingredienti
Per 12 pezzi

quinoa: 60 gr
amaranto: 60 gr
zucca: 30 gr
funghi misti: 90 gr
cipolla piccola: ½
aglio: 1 spicchio
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
pangrattato: 3 cucchiai (più per la panatura)
farina di riso: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
farina di mais fioretto: 3 cucchiai
pangrattato: 3 cucchiai
olio evo: 3 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo l’amaranto per 30 minuti e la quinoa per qualche ora cambiando l’acqua. Sciacquarla e cuocerla in un volume d’acqua fredda pari al doppio e calcolare 15/20 minuti dal bollore, finchè l’acqua sarà del tutto assorbita; lasciare riposare coperta per qualche minuto. Con le stesse modalità,  cuocere anche l’amaranto per circa  30 minuti in un volume d’acqua pari a tre  volte (o secondo quanto riportato nella confezione ) Per velocizzare i tempi potete cuocerle insieme per circa 25 minuti.
In una padella insaporire tre cucchiai di olio evo con uno spicchio d’aglio. Saltare i funghi lavati, mondati e tagliati a pezzi non troppo piccoli. Unire anche la zucca a cubetti molto piccoli e portare a cottura. Far raffreddare. Con un mixer ad immersione omogeneizzare la quinoa e l’amaranto, unire le verdure, il prezzemolo, il sale e il curry e omogeneizzare per 15 secondi. Aggiungere il pangrattato quanto basta per rendere lavorabile l’impasto con le mani, senza renderlo troppo sodo.
In un piatto fondo mescolare la farina di mais con il pangrattato e ripassare le polpettine in modo da ricoprirle tutte. Infornare a 200° per circa 30 minuti finchè saranno dorate e croccanti. 
Queste polpette si  accompagnano a contorni di verdure cotte e crude,  ottime per esempio con dei funghi di stagione saltati con aggiunta di alghe come questi. Si servono con salsa a parte, per esempio di pomodoro, o con maionese vegan (ricetta qui
Un bacio a tutti e buon inizio settimana.

giovedì 12 novembre 2015

Zuppa di fagioli e cavolo nero



Questa di cavolo nero è una delle zuppe invernali che mi piacciono di più. Magari è un po’ lunga da preparare, ma nemmeno tanto se partite da fagioli che avete cotto il giorno prima. Io di solito quando decido di cucinarli ne faccio sempre un po’ di più per farne in seguito  una zuppa, o dei burgers. Così anche per questo piatto invernale basta solo un minimo di organizzazione,  ma ne  vale senz'altro  la pena. Non è la classica ribollita, adoro anche quella ma questa è una zuppa più semplice, con meno verdure e perfetta anche per riciclare qualche legume rimasto. 
Il cavolo nero a casa mia d’inverno non manca mai, lo trovo favoloso in mille preparazioni, questa, insieme ovviamente a ribollita e simili è decisamente una delle mie preferite.
Certe volte rifletto sull'indice di gradimento delle ricette di questo blog, ma le dinamiche mi sono ancora abbastanza oscure. A parte i dolci che riscuotono sempre molto successo, ci sono ricette che io adoro che magari non vengono visitate più di tanto, altre di una semplicità estrema che diventano le più visitate. Io ne ho due sul mio blog che si contendono il primato, una è la torta millefoglie che ho postato credo appena aperto il blog o giù di li, non vado nemmeno a controllare per non guardare la foto!
L’altra è la zuppa di ceci e cavolo nero, e di questo sono molto orgogliosa perché è una ricetta vegan, datata pure quella ma è sempre piaciuta molto e continua a piacere. Anche quella foto non la voglio vedere, e prometto a tutti che prima o poi la sostituirò! malgrado questo, pare che nessuno si sia spaventato troppo e tutti continuano tranquillamente a guardarla. 
Ora vediamo se questa riuscirà a guadagnarsi il primato rispetto alla cugina più vecchia. Io voto decisamente per la novità sarà che sento ancora il sapore del cavolo nero e del pane ammorbidito! e poi ci sono anche le mie amate alghe, non posso non preferirla. Che bontà, devo rifarla prima di subito. Un'altra idea con i legumi? leggete qui 

Zuppa di fagioli e cavolo nero 
Ingredienti
Per 2 persone

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 30 minuti (più il tempo per la cottura dei fagioli)

cavolo nero: 100 gr
cipolla: 1/2
porro: ½
alga kombu: un pezzetto (facoltativa)
fagioli misti cotti: 170 gr (io neri, cannellini e occhio)
patate: 1
passata di pomodoro: 7 cucchiai
salvia: 3 foglie
brodo vegetale: qb
olio evo: tre cucchiai + per servire
sale: qb
peperoncino fresco: a piacere 

Procedimento
Lavate il cavolo nero ed eliminate le coste centrali. Tagliatelo a striscioline e fatelo stufare a fuoco lento con la cipolla tritata finemente e il peperoncino anch'esso tritato in tre cucchiai d’olio evo, in una casseruola coperta. Intanto affettate il porro e tagliate a cubetti la patata. Unite le verdure al porro e fatele rosolare leggermente insieme anche alla salvia. Unite i fagioli già lessati, il pomodoro, e coprite con il brodo vegetale o acqua calda. Lasciate cuocere finchè la zuppa sarà densa e le verdure risulteranno morbide. Io ho fatto questa zuppa partendo da verdure che avevo già cotto, quindi è anche un’ottimo modo per riciclare qualche avanzo. In caso contrario cuocete il cavolo nero insieme alle altre verdure esclusi i fagioli che cuocerete a parte e aggiungerete  a metà cottura.
Servite la zuppa densa e ben calda, con una fetta di pane tostato e un filo d’olio evo a crudo.

Alcune annotazioni: Per rendere più digeribili i fagioli, cuoceteli con un pezzo di alga Kombu e una foglia di alloro. Riutilizzate l'alga nella zuppa dopo averla tagliata a pezzetti se vi piace.

Con questa ricetta auguro a tutti un buon fine settimana. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 9 novembre 2015

Crostata di briciole ripiena di marmellata


Questo è uno dei dolci più gettonato a casa mia, ed è anche il mio preferito, ragion per cui tendo a riprodurlo abbastanza spesso. Non so com'è mi sembra ogni volta più buono. Dà il massimo appena sfornato, dopo che si è raffreddato perché la pasta frolla è bella croccante e non ha ancora assorbito l’umidità della marmellata, poi si ammorbidisce leggermente ma rimane comunque un dolce delizioso.
Da preparare è velocissimo, si mette tutto nel mixer in 30 secondi l’impasto è pronto. Non dovete impastare a mano e sporcare la spianatoia, niente di niente. L’unica cosa: consiglio un riposo lungo in frigorifero, così che l’impasto si raffreddi bene.
In quanto alle farine, io fino ad ora ho sperimentato queste, ma ci si può sbizzarrire a cambiarle per provare sapori e consistenze diversi. L’unica variante che faccio è la farina di mandorle in sostituzione al cocco rapè.
Vi metto qualche foto in più così potete vedere com'è la torta quando esce dal forno. Mi sembra un’ottima ricetta per farvi iniziare bene la settimana, io invece l’ho conclusa mangiandolo e lo trovato perfetto ugualmente. E’ proprio uno di quei dolci che in qualunque momento lo mangi, non sarà mai quello sbagliato ;) 



Crostata di briciole
Ingredienti
per 8 porzioni

Preparazione: 20 minuti + riposo in frigorifero
Cottura: 30 minuti

farina di frumento integrale: 90 gr
farina d’orzo integrale: 30 gr
farina di farro: 30 gr
farina di nocciole: 10 gr (in alternativa mandorle)
zucchero panela o mascovado: 70 gr
lievito naturale: 1 cucchiaino
olio di semi di girasole: 60gr
burro di cacao: 10 gr
limone bio: 1
estratto di vaniglia: 1/2 cucchiaino
acqua ghiacciata: 20 gr circa
marmellata (io bio, di mirtilli con zucchero di canna): 120 gr circa
sale: un pizzico

Procedimento

Setacciare le farine con il lievito e il sale, aggiungere  anche lo zucchero, la scorza di un limone grattugiata, mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia e mescolare bene. Sciogliere a bagnomaria il burro di cacao e farlo raffreddare finchè sarà a temperatura ambiente. Mettere in un mixer il composto di farine, aggiungere l’olio ed azionare qualche secondo, unire il burro e farlo assorbire velocemente, poi aggiungere l’acqua freddissima necessaria a formare un composto di briciole azionando il mixer ad intermittenza solo lo stretto necessario. Versare le briciole in una terrina e riporre in frigorifero almeno un’ora (ma anche di più) 
Oliare ed infarinare leggermente uno stampo da plumcake di 25 cm (o da crostata rettangolare) con 2/3  circa delle briciole formare la base della crostata formando un bordo di circa 1 cm tutto intorno ( non premere le briciole) Versare la marmellata e distribuirla il più uniformemente possibile con un cucchiaio. Coprire con le restanti briciole ed infornare a 180° per circa 30 minuti. Sfornare e far raffreddare su una gratella. Quando sarà fredda toglierla dallo stampo e tagliarla a barrette. 
Con questa ricetta vi auguro uno splendido inizio di settimana. 

mercoledì 4 novembre 2015

Panzerotti vegan stracchino e rucola


Sto sperimentando panini, panzerotti e simili, ve l’ho detto no che a cena sono sempre fuori casa, così mi devo inventare qualcosa, ne faccio delle gran scorpacciate e ne sono felice. Mi sono sempre piaciuti i panini, soprattutto per i club sandwich ho una vera passione, solo che ora o me li faccio a casa o diventa praticamente impossibile poterne mangiare uno, almeno per ora in questa parte del mondo. Ho preparato un simil club sandwich che mi è piaciuto tantissimo e che posterò più avanti perché per il momento ricetta e foto sono destinate ad altro e non a questo blog, e un'altro sandwich invece lo potete trovare qui  ;) 
Però oggi posso postare questi deliziosi panzerotti, non so se il nome sia appropriato ma non me ne sono venuti in mante altri, con rucola e stracchino vegan, che tra l’altro ho scoperto delizioso. Ne avevo provati alcuni che non mi erano piaciuti per niente, ma questo è veramente fantastico e sono entusiasta che il supermercato vicino a casa abbia uno scaffale frigo tutto dedicato ai prodotti bio e vegan, così è tutto più semplice e non serve che faccia sempre tutto in casa perché a dire il vero ogni tanto non ne ho proprio il tempo, soprattutto il formaggio non è cosa sempre semplice e veloce. Vi ricordate quello di mandorle fermentato? Ora sto sperimentando quello di anacardi, speriamo vada tutto bene così poi potrò raccontarvi l’avventura, ma se ne parlerà tra un pò 
Bene, allora questi panzerotti dicevo sono facili da preparare, veloci da cuocere e sul ripieno potete sbizzarrirvi con tutto quello che vi piace; io sono andata sul classico, stracchino vegan e rucola, d’altra parte è sempre stato il mio preferito. La pasta è molto sottile, morbida e sono ottimi anche preparati in anticipo e poi riscaldati su una piastra. Che altro dire, niente se non di provarli magari in occasione dell'ormai istituita (da me) consuetudine settimanale di cenare sul divano davanti alla tv (meglio spenta :) ) ovviamente chi può concederselo, sennò anche a tavola andranno benissimo :)

Panzerotti rucola e stracchino  vegan 

Preparazione:  15 minuti impasto+ riposo della pasta+ 15 minuti per stenderla
Cottura: 15 minuti circa (cuocendone due alla volta)

Ingredienti
Per 4 panzerotti

farina di frumento integrale: 100 gr
farina di segale: 50 gr
sale: 1 cucchiaino
olio evo: un cucchiaio
latte di soia: 60 gr
acqua: 40 gr
lievito naturale: 1 cucchiaino raso
formaggio tipo stracchino vegan: 200 gr circa
rucola: 90 gr circa 

Procedimento
Setacciare insieme le due farine con il lievito, unire il sale e mescolare. Unire il latte all'acqua (deve risultare un composto tiepido) 
Sulla spianatoia fare la fontana, aggiungere l’olio e il latte miscelato all'acqua poco alla volta. Con una forchetta cominciare ad unire la farina al liquido. Quando sarà tutto assorbito cominciare ad impastare. Lavorare per dieci minuti. Chiuderlo con la pellicola e lasciarlo riposare almeno un’ora. Lavare la rucola, asciugarla bene e tritarla in maniera grossolana.
Trascorso il tempo, tagliare il panetto di pasta in quattro e con il mattarello tirare ogni parte in una sfoglia sottile e rotonda. Tagliarla regolare, aiutandosi con un piatto di  circa 18 cm di diametro, farcire con la rucola tritata e leggermente salata e il formaggio vegan a fiocchetti in quantità desiderata sistemando il ripieno in una metà del disco di pasta stando ad 1,5 cm dal bordo. Ripiegare il disco di pasta in due e sigillare bene i bordi con i rebbi di una forchetta, premendo delicatamente il panzerotto in modo da far uscire tutta l’aria. Cuocere in una padella antiaderente calda tre minuti per lato e servire subito.  (se li fate in anticipo, riscaldateli al momento di servirli su una piastra o griglia per qualche minuto, in modo da fa sciogliere il formaggio)
Bene, con questa ricetta auguro a tutti una buona continuazione, ci ritroviamo, spero, per la ricetta del week end o giù di li. Un bacio e al prossimo post

lunedì 2 novembre 2015

Risotto integrale di zucchine


Il riso integrale mi è sempre piaciuto moltissimo. Molti anni fa, quando non vivevo ancora da sola, il mio piatto preferito era il riso integrale bollito, con zucchine e carote a pezzetti piccoli appena sbollentati, condito con olio evo crudo. E’ superfluo dire che di tutta la famiglia l’unica che mangiava il riso in questo modo ero io. Piatto che fu nominato da allora e per sempre "riso punitivo", che insieme agli immancabili (per me) "biscotti di fango" identificava perfettamente il mio "genere" :)  
Ancora adoro questo piatto, anche se lo preparo raramente dato che ho sempre un sacco di cose da sperimentare, però quanto è buono :) 
Va bene, immagino che anche molti di voi non si entusiasmerebbero di fronte a tanta semplicità, però il riso integrale quello si che è buono, e questo è un dato di fatto :) 
Unico difetto, come ho ribadito in altre occasioni, è il tempo di cottura abbastanza lungo, quindi anche in questo caso, un po’ come per i legumi, serve una minima organizzazione, che si traduce in: ricordarsi di mettere in ammollo il riso il giorno prima, dopodiché la cottura non sarà più così lunga. E questa è una cosa. L’altra questione è quella legata all’utilizzo del riso integrale per certe preparazioni. E’ vero che per molti pensano che il riso integrale dia il meglio di sé bollito e poi condito, o usato per polpette e simili. Nel risotto in molti sostengono che non leghi  e non risulti abbastanza cremoso. Beh ecco,sono d’ accordo in parte, perché dipende dagli ingredienti usati, e dal metodo. Alcune verdure rendono senz'altro meglio di altre, e le zucchine rendono benissimo. Il risotto di oggi sono decisamente fuori stagione, scusatemi, ma avevo delle zucchine frutto di esuberi e mi dispiaceva aspettare la prossima estate per postarlo, magari tra di voi c’è qualcuno che deve ancora smaltire qualche esubero e questa ricetta potrebbe fare al caso suo. Comunque, il risotto integrale con zucchine è molto cremoso, buono, cuoce in mezz’ora ed è gustosissimo, uno dei miei preferiti proprio per la sua morbidezza. Ovviamente l’ho preparato solo con olio d’oliva, e mantecato con una crema preparata con tre cucchiai di base di zucchine, frullata con un goccio di brodo e poi leggermente montata con dell’olio evo (un po’come una maionese)  Con questo ho fatto la mantecatura che ha dato al piatto cremosità. La ricetta è proprio basica, niente di sofisticato o strano, volevo semplicemente spiegarvi il mio risotto integrale. Ovviamente cambiando le verdure cambieranno anche le mantecature, ma cominciamo con questa. Abbiamo tutto l’inverno per sperimentarne altre e al momento ne ho altre due in cantiere, ma vi racconterò. Intanto vi lascio questa così potete cominciare ad esercitarvi. 

Risotto integrale di zucchine

Preparazione: 15 minuti per la base + 12 ore di ammollo del riso
Cottura: 15 minuti per la base + 30 minuti per il risotto

Ingredienti
per 2 persone

riso integrale bio: 150/160 gr
base per risotto: 160 gr
brodo vegetale: qb (circa ½ litro)
olio evo: 3 cucchiai
lievito secco: 2 cucchiaini
basilico: una fogliolina (oppure poco prezzemolo)

Per la base di verdure
zucchine: 3
cipolla: 1 piccola (oppure porro )
pomodoro fresco: 1 tipo San Marzano (oppure pelati)
sale: qb

Procedimento
La sera prima, lavare bene il riso e metterlo in ammollo per 12 ore.
Preparare il brodo vegetale con acqua, sedano, carota e cipolla. 
Preparare la base per il risotto: tritare la cipolla o il porro e farla stufare in poco olio a fiamma dolcissima aggiungendo poca acqua. Unire le zucchine tagliate a pezzi, la polpa di pomodoro e cuocere finchè le verdure saranno tenere, salare. Tenerne da parte due/tre cucchiai
Scolare il riso e farlo tostare a secco in una pentola dal fondo spesso. Poi cominciare a cuocere il risotto solo con il brodo versandone poco alla volta e facendolo assorbire di volta in volta. Dopo 15 minuti, versare la base di verdure e continuare a cuocere. Quando mancano due minuti aggiungete il basilico spezzettato o un pò di prezzemolo tritato.
Con i due cucchiai di base tenuti da parte preparare una crema frullando la verdura con l’olio versato a filo, come per una maionese. Tenere da parte la crema. Alla fine, mantecare il risotto con la crema di verdure e olio e due cucchiaini di lievito alimentare secco mantenendolo all'onda. Lasciarlo riposare tre minuti e servire.
Alcune annotazioni: se vi dovesse avanzare un pò di risotto, potete preparare delle crocchette mescolandolo a 1 o due fette biscottate integrali polverizzate, e cotte in padella dopo averne formato delle polpettine schiacciate con un filo d'olio fino a renderle belle croccanti da entrambi i lati. Le crocchette sono un ottimo motivo per preparare questo risotto! Se volete qualche indicazione seguite questo procedimento che è simile aggiungendo al risotto solo le fette biscottate.
Bene, il risotto è pronto e con questo vi lascio. Buon inizio settimana a tutti. Ci ritroviamo al prossimo post