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giovedì 29 dicembre 2016

Menù vegan di capodanno

Questo Menù Vegan è su Cambiamenù

Ed eccoci qui, verso un’altra fine ed un nuovo inizio. E’ stato un anno faticoso ma bello, ho raggiunto obiettivi per me importanti, altri sono in attesa, qualcun’altro verrà, qualcuno si perderà per strada.
Intanto che tutto ciò accade, cerco di essere felice per quello che c’è ora e non infelice per quello che ancora non c’è o che forse non verrà. E’ l’unico modo per essere in pace con sé stessi e con il mondo.
Oltre a ciò, cosa posso dire? il mio augurio per l’anno nuovo, è di vedere una sempre maggiore consapevolezza. Vedere che non solo “qualcosa”, ma che “molto” sta cambiando. Vedere coscienze risvegliate, sempre meno sofferenza, meno abusi e soprusi verso che non può difendersi. Questo è quello che veramente vorrei e per cui mi impegnerò.
Intanto comincio così, con questo menù di Capodanno crueltyfree che ho pensato per LAV e per CAMBIAMENU. Il mio percorso personale verso una cucina senza sofferenza per gli animali è nato proprio grazie a LAV e trovarmi a mettere a punto un menù di Capodanno non può che fermi sentire orgogliosa, felice e onorata di esserci con il mio contributo, attraverso quello che alla fine so fare meglio e mi appassiona: cucinare.
Quindi vi lascio le foto dei piatti, le ricette potete trovarle direttamente sul sito Cambiamenù. 
Insieme alle ricette vi lascio il mio augurio di una buona fine e di un buon inizio anno. L’amore ha tante forme, mangiamo consapevolmente, senza crudeltà verso gli animali.
Se vi fa piacere potete scaricare il PDF con le ricette dal mio blog, dal banner a destra o dal sito Cambiamenù


                                                          Felice e sereno  2017 

MENU' VEGAN DI CAPODANNO

Il menù è totalmente gluten free, senza l'utilizzo di soia e di ingredienti raffinati.

Trovi tutte le ricette complete sul sito CAMBIAMENU' 

Questo menù è adatto sia ad una cena seduti che a buffet. La tartare di lenticchie diventa un piatto raw se al posto delle lenticchie bollite si utilizzano quelle germogliate. Le crespelle possono essere preparate in monoporzione come proposte in questo menù o come una lasagna in un'unica teglia da porzionare. Si possono preparare in anticipo e far gratinare prima di servirle. 

venerdì 16 dicembre 2016

Insalata di riso germogliato, cavolini e funghi


Da un po’ di tempo ho preso l’abitudine di far germogliare i cereali prima di cucinarli. Certo non è una cosa che faccio proprio sempre, però spesso. A parte il fatto che lo trovo molto comodo, i vantaggi sono diversi.
Innanzitutto spesso mi capita di leggere che ammollare o germogliare i cereali riduce i tempi di cottura, ed è vero, lo fa!. Però il motivo per cui normalmente si procede con la germogliazione è che è un processo che, come anche in parte l' ammollo, riduce la presenza dell’acido fitico all’interno dei cereali integrali. L’acido fitico è una sostanza antinutrizionale che riduce l’assorbimento di alcuni minerali. Quindi la sua eliminazione rende più assimilabili ferro, rame, zinco ecc. e rende anche l’alimento più digeribile. 
Oltre a questo, si riducono i tempi di cottura come già detto, per esempio se fate germogliare il riso, e poi decidete di preparare un risotto, cuocerà in 15 minuti, e anche questo è un bel vantaggio, dato che il riso integrale è un po’ lungo da cuocere.
Detto ciò, ho spiegato nel procedimento come far germogliare il riso integrale, lo stesso vale anche con gli altri cereali integrali, anche se potranno variare magari leggermente i tempi di germinazione.
Una volta germinato il riso, potete utilizzarlo come meglio credete: bollito, per preparare risotti, minestre eccetera. Io vi lascio la ricetta di un’insalata tiepida, che a me piacciono tanto, con cavolini e funghi. 

Riso integrale germogliato allo zafferano con cavolini e funghi

Preparazione: 20 minuti (più l’ammollo del riso)
Cottura: 30 minuti

Ingredienti
Per 2 persone:
riso integrale germogliato (oppure riso integrale normale): 140 g
cavolini di bruxelles: 10
funghi pioppini (o altri): 80 g
cipollotto: 1 (o scalogno)
olio evo: 6 cucchiai
qb: peperoncino
spicchio d’aglio: 1
bustina di zafferano in polvere: 1
mandorle sgusciate: 6
prezzemolo: 1 rametto
limone bio: 1

Procedimento
Cuocete il riso con una quantità d’acqua pari al suo volume in una pentola coperta a fiamma dolce senza mai aprire, lasciando solo una piccolissima fessura (ci vorranno circa 15 minuti). Quando l’acqua sarà del tutto assorbita togliete  la pentola dal fuoco, lasciate riposare coperto per dieci minuti, poi sgranate con una forchetta.
Cuocete i cavolini per tre minuti in pap. Raffreddateli in acqua e ghiaccio, poi fateli rosolare in padella con due cucchiai d’ olio evo e poco sale. 
Lavate e mondate i funghi. Sbollentarli per 15 minuti, poi cuoceteli in padella con due cucchiai d’olio evo, uno spicchio d’aglio schiacciato, il peperoncino e poco sale. Saltateli finchè saranno cotti  aggiungendo alla fine il prezzemolo tritato.
Sciogliete lo zafferano in poca acqua. Saltate il cipollotto affettato in 1 cucchiaio d’olio evo. 
Saltate il riso in padella con 1 cucchiaio d’olio evo aggiungendo lo zafferano, il cipollotto e le mandorle a lamelle leggermente tostate. Aggiungete il cavolini e i funghi e servire tiepido con qualche goccia di limone e qualche zesta.

Come fare il riso germogliato
Lavate il riso e tenetelo in ammollo per 8/12 ore a temperatura ambiente. Scolatelo e ponetelo  in un vaso di vetro abbastanza alto, coprite con una garza che fisserete con  un elastico.  Senza togliere la garza, bagnate il riso due volte al giorno aggiungendo l’acqua fio a coprirlo, e scolandola subito. Tenete il vaso a testa in giù su uno scolapiatti per eliminare l’eccesso. Fate questa operazione due volte al giorno. Dopo due  giorni il riso sarà germinato. E’ pronto non appena spunta solo la punta del germoglio (In questo della foto ho aspettato un giorno in più per mancanza di tempo)



Annotazioni: potete preparare l’insalata anche utilizzando riso integrale non germogliato. In questo caso si allungheranno i tempi di cottura.

mercoledì 14 dicembre 2016

Involtini vegan di verza e quinoa


Forse l’ho già detto, forse no, in ogni caso come si suol dire repetita iuvant: io non amo particolarmente utilizzare la quinoa nei miei piatti. E non perché non sia un ottimo alimento, lo è, ricca di lisina e calcio e molto proteica ha tutte le carte in regola per essere un alimento di tutto rispetto nell'alimentazione vegana e non solo. 
Il problema della quinoa per me è che non è un alimento sostenibile: proviene dal sud America, e per arrivare fino a noi percorre chilometri e chilometri. Il prezzo negli ultimi anni è triplicato a fronte delle grandi richieste essendo diventata molto “di moda”, ed è diventato proibitivo per quelle popolazioni locali che la consumavano per i quali rappresentava insieme a poco altro un alimento base. 
Quindi non sono una fanatica della quinoa, la consumo raramente, è buona, mi piace ma non dovrebbe diventare la classica proposta per vegani. Sembra che i vegani non mangino altro!
Ci sono  molti altri cereali interessanti, per esempio il grano saraceno, anch’esso molto proteico e senza glutine. Comunque del grano saraceno parlerò magari in un altro post. 
Torno alla ricetta di oggi, dei semplici involtini vegani di verza ripieni di quinoa.  Mi sono concessa di utilizzare questo pseudocereale solo in vista delle feste, così per creare un piatto un pò insolito, sfizioso e carino. Passate le feste però possiamo passare al miglio o al grano saraceno o al classico riso ok? 
La ricetta è molto semplice, spiegata qui sotto passo passo. Ho evitato il passaggio in forno degli involtini per mantenere il colore e per avere un piatto più leggero di sapore, ma voi potete tranquillamente farli gratinare dopo averli cosparsi di parmigiano vegan ed un filo d’olio. 

Involtini di quinoa al curry su vellutata di cavolo verza

Preparazione: 60 minuti
Cottura: 70 minuti (intesi 20 per quinoa, 25 per la crema di verze 15 minuti per le
verdure e le foglie di verza)

Ingredienti
Per 4 persone (12 involtini)

Per gli involtini
quinoa: 80 gr
cavolo verza: 15 foglie
porro: 50 gr
carota: 1
pomodori soleggiati sott’olio: 15 gr
anacardi: 15 gr
olio evo: 4 cucchiai
prezzemolo fresco tritato: 3 cucchiai
succo di limone: qualche goccia

Per la vellutata
cavolo verza: 350 gr (circa 1 piccolo)
patata: 1 piccola
scalogno: 1
porro: 20 gr
curcuma: 1 cucchiaino
acqua di cottura della verza: qb
pepe: qb

Procedimento

Ammollare la quinoa per tre ore in acqua fredda, scolarla, sciacquarla e tostarla a secco in una padella antiaderente;  cuocerla con il doppio del volume d’acqua per 15/20 minuti finché l’acqua non sarà del tutto assorbita.
Scaldare quattro cucchiai d’olio evo in una padella antiaderente. Tagliare il porro finemente e  la carota a cubetti piccoli e farli saltare nell'olio senza cuocerli eccessivamente, aromatizzare con il curry. Tritare i pomodori secchi scolati dall'olio. Tostare leggermente gli anacardi e tritarli grossolanamente. Aggiungere alle verdure il prezzemolo, i pomodori tritati, gli anacardi tostati ed aggiustare di sale se necessario. Aggiungere qualche goccia di limone e a piacere qualche zesta tritata sottile
Lavare il cavolo verza e tenere da parte 15 foglie di quelle più grandi esterne. Tagliare a striscioline l’altra parte. Eliminare con un coltellino affilato la parte più grossa della costa centrale delle foglie e sbollentarle per 1 minuto e mezzo in acqua salata. Immergerle in acqua fredda e metterle su di un telo ad asciugare. 
Per la vellutata: tritare lo scalogno e farlo stufare insieme al porro in due cucchiai d’olio evo. Aggiungere la verza a striscioline, la patata a pezzi e un po’ d’acqua di cottura delle foglie e far cuocere finché saranno morbide. Frullare e ridurre in crema, salare, pepare ed aggiungere un cucchiaino di curcuma in polvere. Su ogni foglia di verza sistemare un cucchiaio di quinoa, ripiegare verso il centro i due lembi inferiori, poi arrotolare la foglia e formare l’involtino. Formare il piatto mettendo alla base la crema calda di cavolo verza, tre involtini per persona, finire con  un filo d’olio evo e servire.
Per un sapore più deciso, infornare per 20’ a 180° gli involtini spennellati d’olio evo prima di servirli. Potete servirli come primo piatto o come antipasto, riducendo in questo caso la porzione. 

Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 25 novembre 2016

Cremoso al caffè con granola ai mirtilli


Come cambiano in fretta le cose. Fino a poco tempo fa il venerdì era la serata  panino e birra sul divano, ora invece, da quando il tempo si è fatto grigio e piovoso il venerdì è diventato il giorno per pensare al dessert della domenica. E in quanto dessert della domenica, possiamo concederci qualche peccato di gola, e di usare qualche ingrediente che solitamente non utilizziamo, io almeno   Ma si sa, qualche volta le esigenze di chi ti chiede un dessert sono molto diverse da chi poi il dessert lo mette a punto e lo prepara.
Cosa ho usato in questo dessert che normalmente non uso? Lo sciroppo d’agave (che non è uno zucchero salutare come tanti pensano, va usato solo saltuariamente, piuttosto utilizzate lo zucchero integrale di canna! E’ ritenuto salutare solo perché ha un basso indice glicemico, in realtà però essendo metabolizzato dal fegato dà altre problematiche se usato in eccesso, quindi consumiamolo solo ogni tanto, proprio quando serve per qualche motivo particolare. E ricordiamoci sempre che quello che fa male è sempre la ripetizione, mai l’eccezione) In questo caso l’ho usato perché mi serviva uno zucchero dal sapore neutro per non coprire il profumo del caffè. 
Altro ingrediente che non uso praticamente mai se non in rare eccezioni: la panna di soia che ho utilizzato per dare morbidezza e cremosità. Ovviamente se usiamo la panna di soia homemade è tutta un’altra storia, quindi come sempre, autoproduciamo se e quando possiamo il più possibile, così avremo un prodotto finale più sano.
Fatte queste premesse, vi lascio alla ricetta di questo delizioso dessert, cremoso e profumato, perfetto per concludere una cena :)
Questa ricetta la trovate insieme a tante altre delizie sul nuovo bellissimo numero di Taste & More 
Se non l'avete ancora fatto, è arrivato il momento di prendersi del tempo per sfogliarlo tutto


Cremoso al caffè con granola ai mirtilli

preparazione 30 minuti più il raffreddamento
cottura: 35 minuti

Ingredienti per 4 persone

Per il cremoso al caffè

latte di mandorla: 200 g
panna di soia bio: 150 g
burro di cacao: 8 g
agar agar: 3 g
zucchero mascovado: 2 cucchiai
sciroppo d’agave: 2 cucchiai
caffè solubile: 1,5 cucchiai
malto di riso: 1 cucchiaio

Per la granola*

mirtilli neri essiccati: 40 g
miglio soffiato al naturale: 20 g
avena soffiata al naturale: 15 g
burro di cocco: 10 g
semi di chia: 2 cucchiai
zucchero mascovado: 2 cucchiai
semi di sesamo: 1,5 cucchiai
nocciole leggermente tostate: 1 cuccchiaio
malto di riso: 1 cucchiaio
mirtilli neri freschi: 2 cucchiai

Preparazione

Stemperate l’agar agar in mezza tazzina di latte di mandorla freddo. Unite la panna e la vaniglia al latte rimanente e aggiungete lo sciroppo d’agave. Quando è caldo aggiungete il latte con l’agar agar e fate bollire per due minuti. Togliete dal fuoco e versate il composto in una boule, fate raffreddare e ponete in frigorifero per una notte. 
Versate la crema solidificata in un frullatore e frullate fino a renderla liscia ed omogenea. Aggiungete il malto ed il caffè e frullate ancora fino ad ottenere un composto spumoso unendo anche il burro fuso freddo. 
Versate il contenuto in quattro bicchierini e poneteli in frigorifero per qualche ora. 
Fondete il burro di cocco in un bagnomaria non troppo caldo. Tritate grossolanamente le nocciole. Mescolate tutti gli ingredienti della granola tenendo da parte ½ cucchiaio di zucchero. Stendete il composto su carta forno ed appiattitelo in modo da creare uno strato uniforme aiutandovi con il dorso di un cucchiaio. Spolverizzate la superficie con lo zucchero  rimasto e fate cuocere in forno preriscaldato a 100 gradi per un’ora.  
Sfornate, fate raffreddare e rompete con le mani per formare la granola. Servite il cremoso al caffé guarnendo con la granola spezzettata e i mirtilli freschi.

*la granola che otterrete con queste quantità è superiore a quella necessaria a guarnire il cremoso. Potete gustarla nello yogurt, o come snack.

Alcune annotazioni: appena riesco posterò anche la ricetta della panna di soia homemade. 
Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 17 novembre 2016

Insalata speziata di lenticchie e carote


Le insalate tiepide sono la mia passione. Le trovo perfette come piatto unico, si possono preparare in mille modi, variando gli ingredienti in base alla stagione e a quello che abbiamo a disposizione. Sono comode, belle e golose. Possiamo personalizzarle con le spezie e le erbe aromatiche, arricchirle di sapore con la frutta secca o con dressing particolari, a base di agrumi, salsa di soia, capperi e tante altre cose buone. 
Ve ne ho già proposte diverse, come questa o questa. Sono un’idea originale anche come antipasto leggero se avete ospiti per esempio. Qualcuno qualche giorno fa mi ha chiesto cosa mi piacerebbe trovare di vegano nel menù al ristorante…li per li non ho saputo rispondere, ma un’insalatina tiepida con un dressing aromatico o speziato per esempio mi piacerebbe molto, invece del solito tofu preparato senza averne un’idea o del solito seitan che non mangio quasi mai! Cari chef, c’è molto altro, e non posso pensare che uno chef pur non vegano non sia in grado di elaborare un piatto interessante senza derivati animali. Senza carne, pesce, uova e formaggi non siete capaci di preparare qualcosa di buono? Ecco, vegani o no, io su questo rifletterei…
Non esco quasi mai a cena, e non perché non voglio mangiare in posti che non siano esclusivamente vegani come qualcuno potrebbe pensare, ma perché non sopporto le proposte vegane che i ristoranti fanno senza avere un minimo di conoscenza. Mi sono stufata di mangiare tofu che non sa di nulla, seitan affettato comperato già pronto, formaggi vegan orribili e roba con la panna di soia. Poi se la cucina vegana a molti non piace si fa presto a capire perché. 
Bene, ciò detto torniamo alle insalate, o meglio a questa insalata speziata, un modo diverso anche per mangiare le lenticchie, che non sia la solita zuppa insomma! Però se vi servisse la ricetta la trovate qui Se in stagione si può aggiungere anche in po’ di pomodoro così si formerà un po’ di sughetto per bagnare il pane…Ma bisognerà aspettare un po’. Intanto gustiamola così...Presto posterò anche la ricetta della pita, abbiate fede ;)  

Insalata speziata di lenticchie e carote

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 40 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

lenticchie: 80 g
carote: 2
cipolla di tropea: 1/2
albicocche secche morbide: 3
olio evo: 4 cucchiai
cumino in polvere: ½ cucchiaino
semi di coriandolo in polvere: ½ cucchiaino
chiodi di garofano: 1
stecca di  cannella: 1 pezzetto
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
aneto tritato: ½ cucchiaio
peperoncino fresco tritato: qb
pane pita: 2

Procedimento

Bollite le lenticchie finchè saranno tenere ma non spappolate (circa 23 minuti) con un pezzetto piccolo di cannella e un chiodo di garofano, scolatele e tenetele da parte
Lavate, pelate e affettate le carote. Affettate  anche la cipolla sottile. In una padella tostate cumino e coriandolo, poi aggiungete l’olio evo e fatelo insaporire. Saltate le carote nell'olio aromatizzato, aggiungete un po’ di sale e qualche cucchiaio d’acqua, portate a cottura mantenendole croccanti, tre minuti prima di spegnere aggiungete le cipolle e fatele saltare. 
Tagliate a pezzetti le albicocche.
Nella padella delle carote, aggiungete le lenticchie ed intiepiditele. Aggiungete le albicocche, le erbe fresche ed il peperoncino tritati.  Fuori dal fuoco condite con due cucchiai d’olio e aggiungete qualche goccia di succo di limone.
Nei piatti individuali posizionate il pane pita caldo, versate l’insalata tiepida, e servite subito.

Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 3 novembre 2016

Crostata vegan con zucca e funghi



Oggi un post veloce, sono un po’ di fretta perché ho una valigia da preparare e mille cose ancora da sbrigare. Ma non volevo lasciarvi senza una nuova ricetta, così approfitto di questo post per raccontarvi di questo nuovo progetto di cui farò parte: Una crociera vegana organizzata da Costa Crociere in collaborazione con la rivista Vegan Life. Un viaggio all’insegna del vivere vegan, dove a cene pranzi e colazioni senzaderivatianimali ( e che bellezza quando non ci dobbiamo preoccupare continuamente di controllare che il cibo sia vegan ) si aggiungono dibattiti, conferenze, show cooking e corsi di cucina vegan! Insomma, il paradiso per i vegani :) 
Io ci sarò in qualità di relatrice per parlare di alimentazione vegan e naturale. Sono molto felice di questa avventura e vi racconterò al ritorno com’è andata. Ora invece scappo perché come vi dicevo ho ancora mille cose da preparare. Vi lascio con questa torta salata molto golosa, con funghi e crema di zucca, perfetta per questa stagione. E’ molto semplice da preparare, quindi non mi dilungherò in spiegazioni. Ricetta e procedimento li trovate qui sotto. Basta solo decidere, prepararla e gustarla :)

Crostata di zucca e porcini 

Preparazione 45 minuti (più il riposo della pasta)
Cottura: 55 minuti la crostata (più 15 minuti per la zucca)

Ingredienti per una tortiera diam. 24 cm

Per il ripieno
zucca pulita: 320 g
scalogno: 1
spicchi d’aglio: 2
rosmarino: 1 rametto
salvia: 1 foglia
olio evo: 5 cucchiai
funghi porcini: 150 g
semi di lino:1 cucchiaio
farina di ceci: 1 cucchiaio
panna di soia: 2 cucchiai (facoltativa)
lievito alimentare: 2 cucchiaini
peperoncino fresco: 1 piccolo
prezzemolo fresco tritato: 1 cucchiaio
sale integrale: qb

Per la pasta
farina 2 (o integrale): 185 g
farina di grano saraceno: 50 g
farina di canapa: 15 g
olio evo: 70 g
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
sale integrale: 1 cucchiaino
acqua fredda: 1 tazzina circa
lievito naturale: 1 cucchiaino

Procedimento

Mettete i semi di lino interi a bagno in 3 cucchiai d’acqua per tre ore (potete farlo anche il giorno prima). Poi ricavate il gel passando i semi attraverso un colino.
Per la pasta: setacciate le farine con il lievito e il sale, unite i semi di lino tritati, fate un foro al centro, aggiungete l’olio e tanta acqua quanto basta ad ottenere un impasto lavorabile e omogeneo. Formate un panetto, chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero per un’ora.
Tagliate la zucca a pezzetti piccoli. In una padella scaldate 2 C d’olio con lo spicchio d’aglio in camicia, il rosmarino, la salvia e due fettine di peperoncino. Aggiungete la zucca, salate e cuocetela a fiamma dolcissima finchè sarà morbida (se necessario aggiungete pochissima acqua) Eliminate gli odori e riducete tutto in crema con un minipimer. Aggiungete la farina di ceci, il gel di semi di lino, la panna di soia, due cucchiaini di lievito alimentare.
Mondate i funghi eliminando il terriccio con un coltellino e puliteli con un panno umido. Tagliateli a fettine sottili. In una padella scaldate 3 C d’olio evo con del peperoncino tritato ed uno spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungete i funghi, salateli e fateli saltare per tre minuti, alla fine unite il prezzemolo tritato
Tirate la pasta a quattro mm di spessore e foderate una tortiera di 23 cm di diametro. Bucherellate il fondo con una forchetta. Stendete la crema di zucca, disponete i funghi sulla superficie, un giro d’olio evo ed infornate a 180° per 45’.
Gli ultimi 15 minuti coprite i funghi con un po’ di carta stagnola per non farli seccare. Sfornate, fate raffreddare e servite con un’insalata mista di stagione.
La varietà dei  funghi puo’ variare in base alla stagionalità.

Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

giovedì 20 ottobre 2016

Tartellette vegan pere cioccolato e zenzero


Tra gli involtini di quinoa e cavolo verza programmati per oggi e queste tartellette vegan alle pere, cioccolato e zenzero, ho scelto la seconda opzione. Ho già detto tante volte che non sono un’amante dei dolci, ne mangio pochi perciò quando li preparo posso concedermi qualche peccato in più. Se ne mangiassi tutti i giorni probabilmente cercherei delle soluzioni il più possibile salutari, cercando di usare poco o anche niente  zucchero, ma se il consumo è saltuario, preferisco  un dolce con tutte le caratteristiche che un dolce deve avere, tra cui la golosità, soprattutto se poi è destinato a persone diverse, con gusti diversi, ma questa è un’altra storia. 
Malgrado siano davvero golose, queste tartellette vegan alle pere e cioccolato sono tutto sommato abbastanza sane, dipende sempre dall’occhio con cui le guardiamo. Per un super salutista forse non lo saranno, ma per una persona che vive il cibo con la giusta consapevolezza questo piccolo peccato di gola non sarà che un momento di piacere e basta, e nella vita a mio avviso, ci vogliono pure quelli!
Leggo tante cose in giro sulle ricette salutari. Sono assolutamente d’accordo, ci sono alimenti ed ingredienti che dovrebbero sparire dalla dispensa, lo zucchero è uno di quelli, però il cibo è anche condivisione e convivialità, e qualche eccezione non farà nessun danno, basta che resti un’eccezione però! Un atteggiamento consapevole è quello che serve, perché quello che conosco lo posso gestire al meglio. Se dovete usare dello zucchero nelle vostre ricette, usate preferibilmente zucchero di canna integrale, quello vero, o meglio ancora, malto di cereali. Certo non risolvono i problemi legati allo zucchero, quindi è bene comunque non abusarne, ma quanto meno sono leggermente meno dannosi dello zucchero bianco. Magari cercherò di postare anche qualche ricetta di dolci senza zucchero, ma per ora vale il principio “ mangiamo i dolci ogni tanto” e privilegiamo la frutta se abbiamo voglia di qualcosa di dolce. Questa è sempre l’opzione migliore. Se volete approfondire un pò il discorso sugli zuccheri ho scritto qualcosa qui 
Tornando a queste tartellette invece sono certa metteranno tutti d'accordo: una pasta frolla alla nocciola ripiena di pere caramellate, ricoperte di cioccolato fondente di ottima qualità con aggiunta dell'irresistibile zenzero. Cos'altro potremmo chiedere ad un dolce? tra l'altro sono anche in versione mignon, meglio di così non saprei cosa pensare ;) 

Tartellette pere e cioccolato al profumo di zenzero

Preparazione: 50 minuti (più il riposo della pasta)
Cottura: 12 minuti per le tartellette (più 10 minuti per la crema al cioccolato)

Ingredienti
Per 16 tartellette

farina di frumento integrale: 100 g
nocciole: 30 g
zucchero Panela: 25 g
malto di mais: 1 cucchiaio
lievito naturale vegan: 1 cucchiaino
sale marino integrale: un pizzico
acqua: 30 g circa
olio di semi di girasole bio estratto a freddo: 35 g

Per il ripieno
pera matura ma soda: 1
zucchero Panela: 2 cucchiai
zenzero in polvere: un pizzico
acqua calda: 3 cucchiai

Per la copertura
cioccolato fondente al 72%: 50 g
panna di soia: 1 cucchiaio
acqua: 2 cucchiai circa
nocciole tritate: 2 cucchiai
zenzero candito: 30 g
zeste d’arancia: qb

Procedimento
1) Tritate le nocciole e riducetele in granella. Setacciate la farina con il lievito e il sale, aggiungete le nocciole e lo zucchero e ponete tutto in un mixer. 
2) Aggiungete l’olio e il malto e azionate il mixer per qualche secondo. Unite un cucchiaio d’acqua fredda e aziona nuovamente finchè si saranno formate tante briciole umide. Impastatele brevemente con le mani e formate un panetto omogeneo (se necessario aggiungete ancora poca acqua) Chiudetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 1 ora.
3) Sbucciate la pera e tagliatela prima a fettine sottili, poi a pezzetti. Mettetela in una padella, aggiungete lo zucchero e fate caramellare leggermente, poi aggiungete l’acqua calda, mescolate bene, cuocete ancora qualche minuto e fate raffreddare. 
4) Frullate le pere fredde con un pizzico di zenzero fino a formare una crema densa (se necessario aggiungete poca acqua)
5) Con il matterello tirate la pasta sottile tra due fogli di carta forno. Con un coppapasta tagliate tanti dischi di un diametro leggermente superiore a quello degli stampini. Ungete di olio gli stampini ed infarinateli leggermente. Rivestiteli con i dischi di pasta e con un coltellino affilato rifilate il bordo.  Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e ponete su ognuno un cucchiaino da caffè di crema di pera. Infornate per 12 minuti a 180°finchèi bordi saranno dorati.
6) Sformate le tartellette quando saranno fredde;  fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato con la panna e l’acqua calda, mescolate bene, riempite un cornetto di carta e formate sopra le tartellette tante righe di cioccolata. (se la crema tende a rapprendersi troppo in fretta  aggiungete ancora poca acqua calda)
7) Quando la cioccolata si sarà solidificata, decorate con pezzetti di zenzero candito, nocciole tritate e scorzette d’arancia.

Auguro a tutti uno splendido weekend, un bacio e al prossimo post

venerdì 14 ottobre 2016

Pancakes alla banana


I pancakes vegan si possono fare in tanti modi, con mix di farine diverse, con o senza frutta nell'impasto, così che ogni volta hanno un sapore nuovo e soprattutto possiamo variare gli ingredienti che è sempre un modo salutare di mangiare.
La rotazione degli ingredienti è un principio fondamentale per mangiare in modo corretto: quando prepariamo un dolce, o la pasta fresca, o qualunque altra cosa sarebbe sempre opportuno ricordarlo. La farina poi sarebbe sempre meglio integrale, macinata a pietra e biologica. 
Non tengo in dispensa troppi pacchetti di farine, perché quelle integrali non si conservano a lungo, così ne compero poca alla volta e quelle che riesco me le preparo al momento, partendo dal cereale in chicco. Ormai sono gesti diventati consueti, basta cominciare ad acquisire consapevolezza per cambiare facilmente le proprie abitudini.
Ora, tornando ai pancakes vegan, dicevo che si possono preparare in tanti modi. Io ho voluto aromatizzarli aggiungendo la banana a pezzetti molto piccolie dal momento che rimangono un po’ umidi per l’aggiunta della frutta appunto, in questa versione ho preferito non farli troppo alti, ma è una questione di gusto personale. I puristi dei pancakes forse inorridiranno al pensiero di un pancakes non altissimo, ma dobbiamo considerare il fatto che se vegan, il pancake non può contenere albumi montati, quindi anche lo spessore non potrà essere lo stesso, a meno di usare farina 00 e più lievito o altri accorgimenti. A me interessava ottenere un pancakes morbido ma non gommoso, buono e sano, sull'altezza non mi formalizzo. 
A proposito del sano, potete anche omettere lo zucchero volendo, una volta guarnito con lo sciroppo d’acero o il malto sarà comunque dolce, vedete voi, dipende anche a chi sono destinati. Detto ciò direi che non c’è molto altro da aggiungere, sono facili, veloci e sempre belli come solo i pancakes sanno essere. Solo un po’ più abbronzati di quelli classici, ma con le farine integrali si sa ormai che il colore tende al bruno…ma anche per voi come per me non sarà un problema vero? ;) 

Pancakes alla banana

Ingredienti per 8/10 pancake o 20 piccoli
Preparazione: 15 minuti più il riposo
Cottura: 20 minuti

farina di avena: 70 g
farina di frumento integrale: 80 g
farina di riso integrale: 40 g
lievito naturale vegan: 2 cucchiaini
bicarbonato: ½ cucchiaino
sale integrale: un pizzico
banana matura: ½
aceto di mele: 1 cucchiaino
zucchero di canna mascovado: 4 cucchiai
burro di arachidi: 1 cucchiaino (facoltativo) (qui)
essenza di vaniglia: 1 cucchiaino
latte di riso: 170 g
acqua frizzante: 160 g
sciroppo d’acero o malto, e frutta fresca e secca per guarnire: qb

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito, il bicarbonato ed il sale. Aggiungete lo zucchero polverizzato con un mixer per eliminare i grumi. Unite il latte alla vaniglia. Versate i liquidi sulle polveri e formate una pastella non troppo liquida (regolare la quantità di bevanda vegetale in base alla capacità di assorbimento della farina) Lasciate riposare qualche minuto, poi aggiungete la banana a pezzetti molto piccoli.
Scaldate una padella antiaderente appena unta di olio evo (eliminando l’eventuale eccesso con carta da cucina). Con un mestolo prelevate la quantità di pastella in base alla misura di pancake che volete ottenere, versatela sulla padella calda, aspettate che si formino le bollicine e che i bordi siano parzialmente cotti. Poi staccatela delicatamente con una spatola e giratela. Fate cuocere fino a doratura. Procedete così con tutta la pastella. Servite i pancakes con sciroppo d’acero o malto, accompagnati da frutta fresca. A me piacciono moltissimo con i mirtilli. Ottimi anche con marmellata naturale, o altra frutta di stagione. 

Alcune annotazioni: per ottenere il pancake un pò più alto riducete di poco la quantità di latte vegetale 

martedì 11 ottobre 2016

Burro di arachidi


Alla domanda: “ma il burro di arachidi non fa male?” La risposta è “no, purchè sia naturale”. Perché quello che fa male del famoso burro di noccioline tanto amato in America, è il fatto di essere un prodotto industriale, preparato aggiungendo grassi, zuccheri, conservanti, aromatizzanti, qualche additivo ecc ecc.
Altra cosa invece è il burro di arachidi preparato in casa dove non si utilizzano null’altro che arachidi di buona qualità, un pizzico di sale, poco estratto di vaniglia, e a piacere qualche cucchiaino di malto che però non è indispensabile. Tutto qua. Certo essendo le arachidi l’ingrediente quasi unico di questo golosissimo barattolino non bisogna abusarne, è sempre un alimento iperproteico e ricco di grassi.
Però mangiato con moderazione, il burro di arachidi al naturale fa bene perchè le arachidi hanno anche delle caratteristiche nutrizionali interessanti: sono ricche di acidi grassi soprattutto omega 6 che abbassano il colesterolo cattivo, e povere di grassi saturi, cattivi per il colesterolo. Sono ricche di magnesio. Hanno proprietà anticancro per la presenza di flavonoidi, e molto altro su cui non mi dilungo, è possibile approfondire l’argomento in rete dove si trovano tantissime informazioni utili.
Va ricordato invece che le arachidi sono inserite tra gli allergeni, quindi bisogna stare attenti ad eventuali allergie o particolare sensibilità. Per il resto è un’ ottimo alimento purchè mangiato nelle giuste quantità.
Io ne spalmo un velo sul pane di segale la mattina insieme ad un po’ di malto e ci faccio colazione, alternandolo al burro di sesamo o di mandorle.  Si può utilizzare anche per preparare dolci e biscotti, ma a crudo è sempre l’opzione migliore. 
Sarebbe opportuno non aggiungere al burro di arachidi homemade l’olio di arachidi perché normalmente non è estratto a freddo, quindi non è il migliore in termini di qualità. Comunque con un buon mixer come ho già detto, non c’è bisogno di aggiungere nulla ed in pochi minuti avrete un burro di noccioline fantastico, morbido, liscio e tutto da mangiare :)

Burro di arachidi

Ingredienti
per un barattolino da 200 g circa

arachidi al naturale (non tostate e non salate): 260 g
malto di riso: 3 cucchiaini (facoltativo)
essenza di vaniglia homemade: 1/2 cucchiaino
sale: un pizzico

Procedimento
Sgusciate e spellate le arachidi (vi resteranno circa 200 g di arachidi pulite). Fatele tostare leggermente in forno a 160° per 10 minuti, o in padella finchè saranno leggermente dorate e cominceranno a sprigionare il tipico profumo (se vi piace un sapore più intenso tostatele un po’ di più)
Lasciatele intiepidire. Ponetele in un mixer e cominciate ad azionare ad intermittenza. Otterrete prima una granella, poi una farina più sottile e sempre più umida. Continuate ad azionare il mixer sempre ad intermittenza lasciando riposare la pasta per qualche minuto tra i vari passaggi. Otterrete una crema liscia e morbida senza dover aggiungere olio o altro, l’importante è avere un mixer potente, non serve altro.
Alla fine aggiungete il sale, la vaniglia e se volete il malto, azionate pochi secondi ed il vostro burro di noccioline sarà pronto per essere chiuso in un barattolino e conservato in frigorifero. Si mantiene per qualche giorno, io sono arrivata al massimo a 5/6, oltre non ho provato! ne preparo poco alla volta per averlo sempre fresco.

Con questa ricetta avrete colazioni golosissime assicurate ;) Un bacio a tutti e al prossimo post! 

martedì 4 ottobre 2016

Budino di chia alla nocciola e frutta


Ultimamente posto solo dolci, così mi tolgo il pensiero e per un po’ non ci penso più ;) 
Non vorrei che anche quest’anno finisse la stagione dei cachi prima di riuscire a postare questo delizioso budino di semi di chia alla nocciola e frutta.  E’ una preparazione molto semplice e sana. Potrebbe essere anche una ricetta crudista, utilizzando nocciole non tostate e sciroppo d’agave raw, in ogni caso comunque una cottura vera e propria per questo budino non è prevista. 
Una merenda o una colazione vegan, sana, gustosa e un po’ particolare, secondo me questo budino ai semi di chia alla nocciola e frutta fresca merita di essere assaggiato. Ricordo che in fase di realizzazione ho fatto diverse prove per trovare un equilibrio di sapori che mi soddisfacesse.
Il latte di nocciola è una vera delizia, unito alla frutta fresca lo è ancora di più. Io ho utilizzato i cachi che ho unito a delle albicocche secche per creare un po’ di contrasto dolce/aspro. In questo l’arancia mi ha aiutata e il risultato finale mi è piaciuto molto: cremoso, morbido e vellutato. Resta il fatto che potete tranquillamente cambiare le proporzioni tra  gli ingredienti secondo il vostro gusto. Sperimentare è sempre la parola d’ordine. 
In quanto al dolcificante io ho usato dello sciroppo d’agave, ma potete utilizzare anche malto di mais (che ha un sapore più neutro degli altri malti) o uno sciroppo di datteri. Sugli zuccheri ho parlato un po’ qui, per chi volesse approfondire giusto un po’, ci sarebbe molto altro da dire, lo farò alla prossima occasione. Intanto vi lascio a questo budino di chia ottimo fresco ma anche a temperatura ambiente. Finchè le giornate sono ancora calde un dessert fresco riesce ancora a farci venire l’acquolina in bocca, soprattutto se poi è così bello, con questo colore stupendo che sembra faccia bene solo a guardarlo :) Adoro la cucina vegan, anche perché è ricca di colori meravigliosi.   

Budino di semi di chia alla nocciola e frutta 

Preparazione: 20 minuti (più il riposo in frigorifero)
Cottura: nessuna

Ingredienti
Per 2/3 persone

nocciole legermente tostate e spellate: 50 g
acqua naturale: 330 g
malto di riso: 3 cucchiai
sale integrale: 1 pizzico
cachi: 1
albicocche secche morbide: 7
succo d'arancia bio: 80 g  (circa 1)
semi di chia: 20 g

Procedimento

1)Il giorno prima, frullate molto bene l’acqua con le nocciole, poi filtrate il liquido ottenuto attraverso una garza: sarà il latte di nocciola. Aggiungete un pizzico di sale e un cucchiaio di malto 
2) Versate nel latte di nocciola i semi di chia, mescolate delicatamente, lasciate riposare cinque minuti;  mescolate ancora un paio di volte ogni 10 minuti circa, poi versate il contenuto in un contenitore di vetro, chiudetelo e lasciatelo in frigorifero per una notte.
3) Il giorno dopo, eliminate la buccia dal caco e frullate la polpa con le albicocche, il succo d’arancia (quello necessario) e il rimanente malto fino ad ottenere una purea densa, liscia e vellutata. 
4) In un bicchiere o di una coppetta trasparente ponete qualche cucchiaio del composto di chia addensato, e terminate con qualche cucchiaio di crema di frutta. Potete farlo raffreddare in frigorifero qualche ora o gustarlo a temperatura ambiente.

Alcune annotazioni: riutilizzate l’okara di nocciola per preparare dei biscotti, dei dolci o delle polpettine. Se desiderate una preparazione più dolce o meno dolce regolate la quantità di malto secondo le vostre esigenze. 

Un bacio a tutti e al prossimo post 

venerdì 30 settembre 2016

Torta alle pesche


Il weekend è arrivato, l’ultimo di settembre ahimè, con un po’ di tristezza lo saluto con una torta vegana alle pesche. Sono al limite del consentito per le pesche lo so, ma si possono usare oltre che le ultime pesche anche tavola, quelle sciroppate che avete preparato con l’esubero della vostra raccolta, o perché no? Sostituirle magari con dei fichi. E’ una torta vegana alle pesche rustica che si presta ad essere interpretata a seconda della stagione. Il dolce è molto semplice da preparare  e non necessita di grandi spiegazioni.
Vorrei invece parlare un po’ di zucchero. Tra chi si occupa di alimentazione, medici, nutrizionisti, società di ricerca scientifiche ecc ecc, la convinzione è unanime: lo zucchero fa male. E per zucchero intendo sia lo zucchero comune, quello che si tiene dentro al barattolo per dolcificare il caffè per intenderci (il saccarosio), sia tutti gli altri zuccheri semplici: tra cui il glucosio e soprattutto il fruttosio (elenco solo quelli più utilizzati perché la lista sarebbe lunga) 
Non mi metto a spiegare le dinamiche del perché e come lo zucchero fa male, per quello potete approfondire da soli. Dato che io parlo di ricette, vorrei solo darvi qualche indicazione utile per scegliere lo zucchero per dolcificare dolci, bevande ecc. Innanzitutto va detto che Il corpo ha bisogno di zuccheri, ma non di zucchero (tipo saccarosio, glucosio e fruttosio) e sono due cose molto diverse. La cosa migliore sarebbe evitarlo, ma lo so che per molte persone è difficile. Io per esempio non uso più lo zucchero bianco da molto tempo, e comunque di regola non dolcifico niente, ne tè né caffè né succhi di frutta ecc. 
Mangio raramente dolci, e quando li preparo  uso normalmente zucchero di canna integrale o malto. Lo zucchero di canna integrale però non è la panacea di tutti i mali, perché sempre di zucchero semplice stiamo parlando, ha solo un indice glicemico un po’ più basso dello zucchero bianco e contiene più sostanze tipo sali minerali e vitamine, ma niente che possa giustificare un grande utilizzo perché è sempre uno zucchero semplice, con tutte le problematiche connesse. Quando lo usate, accertatevi che sia zucchero di canna integrale, quello vero che si presenta scuro e umido. Molti zuccheri di canna in commercio non sono realmente zucchero integrale di canna! Il saccarosio è formato dal 50% di glucosio e  dal 50% di fruttosio
Il fruttosio è uno zucchero metabolizzato quasi totalmente dal fegato. Quello che vedeiamo nei barattoli al supermercato è assolutamente da evitare, perché non ha nulla di naturale. Quello invece presente naturalmente nella frutta è tutta un’altra storia e andrebbe assunto mangiando la frutta e basta, che contenendo anche altre sostanze ci fa assimilare e metabolizzare il fruttosio in maniera diversa. Quindi si alla frutta, no al fruttosio del supermercato. 
E lo Sciroppo d’agave? È formato da 70-90% di fruttosio e 30 % di glucosio, quindi sarebbe meglio evitarlo, o nel caso,  usatelo con moderazione e meglio raw. 
Il malto non contiene fruttosio ma solo glucosio, si ottiene dalla germinazione e fermentazione di cereali. Contiene glutine, quindi non è adatto ai celiaci. Ha un indice glicemico più basso del saccarosio, ed ha un sapore gradevole.
La stevia è anch’essa sottoposta a processi di raffinazione, quindi non può essere considerato un dolcificante naturale. A me personalmente non piace assolutamente come sapore quindi non la utilizzo mai. 
Per dolcificare i dolci possiamo usare anche purea di frutta come per esempio di datteri o uvetta. In questo caso ci sarebbe da fare una riflessione sulla sostenibilità, ma lo affronterò in un altro post. 
Tornando a noi quindi, io nei dolci uso zucchero di canna o malto o le due cose insieme. Spesso al posto della marmellata uso purea di frutta essiccata, come per esempio di albicocche o prugne, sono molto più sane delle marmellate contenenti zucchero.  
La cosa importante che vorrei aggiungere è che non dobbiamo demonizzare troppo gli ingredienti che sappiamo non essere troppo salutari,  si possono consumare saltuariamente, facendole diventare piacevoli eccezioni. Mentre per la quotidianità è meglio orientarsi verso i cibi il più possibile sani e vari. 

Torta integrale alle pesche

Per una tortiera da 18 cm circa

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 40 minuti

Ingredienti
yogurt di soia al cocco non zuccherato (o yogurt naturale): 150 g
farina di farro integrale: 75 g
farina di frumento integrale: 75 g
amido di frumento: 75 g
zucchero di canna integrale mascovado: 95 g
malto di riso: 2 cucchiai
olio di semi di girasole bio: 55 g
lievito naturale: 1 bustina
pesche: 2
estratto di vaniglia:1 cucchiaino
scorza grattugiata di 1 limone bio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
acqua: 3 cucchiai
sale: 1 pizzico

Procedimento

Mescolate i semi di lino con l’acqua.
Setacciate le farine con il lievito e il sale. Unite lo zucchero dopo averlo polverizzato con un mixer
Oliate leggermente una tortiera foderata con carta forno e cospargetela di farina eliminando l’eccesso.
Tagliate a fettine le pesche (con o senza buccia).
In una boule ponete le polveri, formate una cavità al centro e versate gli altri ingredienti compresi i semi di lino con la loro acqua. Mescolate velocemente e versate il composto nella teglia. Disponete le pesche a cerchi concentrici infilandole nell'impasto di taglio. Infornate a 175° per 40 minuti circa (fate la prova stecchino prima di estrarre la torta, se esce asciutto è pronta). Fate raffreddare su una gratella.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 26 settembre 2016

Granola al cocco con cereali e semi


I cereali soffiati  non li utilizzo molto perché malgrado quello che molti pensano, non sono un alimento naturale in quanto vengono sottoposti a processi industriali ad alte temperature che ne alterano le caratteristiche nutrizionali. Oltre a questo i sono spesso addizionati di zuccheri e grassi perciò sarebbero un alimento da evitare o comunque da consumare con moderazione;  quando decido fare qualche strappo alla regola, mi oriento verso cereali soffiati il più possibile naturali, non addizionati di zuccheri e grassi. Ogni tanto ci possiamo concedere qualcosa che ci piace anche se non risponde a tutti i requisiti, l’importante è non esagerare e non farne degli alimenti di uso quotidiano, ma solo una “sana” eccezione 
L’idea di questa granola vegana parte proprio da una confezione di miglio soffiato che avevo in casa. In generale le barrette di cereali croccanti mi piacciono abbastanza, e così l’idea è stata quella di aggiungere al miglio qualche altro ingrediente e trasformarlo in uno snack vegan croccante. In realtà oltre che come snack potete utilizzarlo come  guarnizioni di creme e mousse,  saranno la parte croccante del vostro golosissimo dessert. 
Potete variare gli ingredienti, magari aggiungendo dei pezzetti di frutta essiccata, o variando i semi oleosi. 
In ogni caso questa granola vegana si presta a tanti utilizzi, nello yogurt a colazione, nei dessert al cucchiaio come già detto ecc ecc, quindi è una preparazione da tenere assolutamente in considerazione. Eliminando i fiocchi d’avena otterrete una granola vegana ancora più croccante, quindi se il vostro obiettivo è qualcosa che fa crunch tenetelo presente :) Per il resto potete divertirvi a sperimentare variando per esempio le proporzioni dei semi, basta come sempre un po’ di curiosità per mettere a punto la vostra granola vegana ideale! E se volete sperimentare anche delle barrette energetiche vegane, un'idea la trovate qui 

Granola al cocco con cereali e semi 

Preparazione: 10 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 200 g circa

miglio soffiato al naturale: 25 g
avena soffiata al naturale: 20 g
avena in fiocchi: 55 g
olio di cocco: 30 g
zucchero di fiori di cocco: 2 cucchiai (in alternativa di canna integrale)
malto di riso: 2 cucchiai
semi di zucca: 1 cucchiaio
semi di sesamo chiari: 1 cucchiaio
mandorle con la buccia: 1 cucchiaio
nocciole tostate: 1 cucchiaio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
sale integrale: 1 pizzico

Procedimento
Fondete il burro di cocco in un bagnomaria non troppo caldo. Tritate tutti i semi senza polverizzarli, mantenendoli in granella piuttosto grossolana.
Mescolate tutti gli ingredienti e lavorate il composto in modo da amalgamare bene il burro di cocco, lo zucchero e il malto.
Stendete il composto su carta forno, copritelo con un secondo foglio di carta e appiattitelo in modo da creare uno strato uniforme aiutandovi con un mattarello o con il fondo di un bicchiere.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 100 gradi per un’ora.  Sfornate, fate raffreddare e rompete con le mani per formare la granola (in alternativa potete tagliare delle barrette da mangiare come snack)
Conservate la granola in barattoli di vetro ben chiusi.
Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post

giovedì 22 settembre 2016

Muffins al cocco e banana


I dolcetti più semplici da preparare sono sempre i  Muffins, sarà per questo che tutti li adorano? Chissà. Sarà forse anche per le sembianze da fungo? (con un pò di fantasia certo), o perché sono sempre soffici tanto da farli ritenere leggeri e quindi innocui? Mah, io non ho mai capito. Confesso di preferire altri tipi di dolce, sia per la colazione, che per la merenda o per un puro momento di piacere in qualunque momento della giornata. Ciò non toglie che mi piace fare contento chi mi legge e malgrado io non ami particolarmente i dolci, vedo che le ricette di crostate, torte e via dicendo sono sempre le più lette, non c’è niente da fare, i dolci tentano la maggior parte di voi, e io non posso ignorare questa tendenza.

L’unica cosa, mi sono resa conto che non ho mai scritto un post sullo zucchero, su quale sia meglio utilizzare nelle ricette e perché, quale quello più naturale, quale quello con indice glicemico più basso, insomma, tutto quello che c’è da sapere sullo zucchero e che ritengo molto utile nel momento in cui dobbiamo utilizzarlo nelle nostre ricette, quindi prometto di scriverlo a breve.  Ora vi lascio la ricetta di questi Muffins streusel, cioè dei Muffins con una crosticina croccante e golosa, giusto perchè volevo renderli  un po’ speciali. 

Muffins streusel alla banana e cocco

Preparazione: 30 minuti (più il riposo di 30 minuti)
Cottura: 20 minuti

Ingredienti
Per i muffins (6 pezzi)

farina di frumento integrale: 50 g
farina di riso: 50 g
fecola di patate: 25 g
banana: 1 molto matura
malto di riso: 35 g
zucchero di fiori di cocco (Panela): 30 g
olio di semi di girasole bio: 30 g
limone bio: scorza grattugiata di 1
lievito naturale vegan: 1 bustina
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
cocco rapè: 1 cucchiaino
sale: 1 pizzico

Per lo streusel
farina di frumento integrale: 2 cucchiai colmi
zucchero di fiori di cocco Panela: 30 g
fiocchi d’avena: 20 g
olio di cocco: 20 g
sale: 1 pizzico

Procedimento

Ponete in una ciotola gli ingredienti per lo streusel, unendo l’olio di cocco per ultimo.  Lavorate gli ingredienti con la punta delle dita formando tante briciole (se necessario aggiungete poca acqua fredda) poi mettetele in frigorifero per 30 minuti
Schiacciate la banana con una forchetta fino a renderla liquida, poi aggiungete il malto. In una ciotola setacciate le farine con il lievito e il sale, aggiungete la scorza di limone e lo zucchero. In un’altra ciotola unite l’olio e l’estratto di vaniglia e versateli nelle farine; versate anche il composto alla banana.  Con una spatola lavorate velocemente l’impasto aiutandovi con qualche cucchiaio d’acqua per renderlo sufficientemente morbido. Non lavoratelo troppo, non deve essere perfettamente liscio ed omogeneo. 
Versate a cucchiaiate il composto in stampini da muffins leggermente oliati ed infarinati. Ricoprite con l’impasto di briciole ed infornateli a 180° per 20 minuti. Fate la prova stecchino per verificare che siano asciutti. Fateli raffreddare su una gratella e spolverizzateli con il cocco rapè.


Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post

lunedì 19 settembre 2016

Pasta di lenticchie con crema di spinaci allo zenzero e frutta secca



Tutto è nato dalla necessità di consumare un bidone di farina di lenticchie che avevo in casa.  Era da molto che volevo provare a fare la pasta con la farina di lenticchie, finalmente il momento è arrivato e vi racconto com’è andata.
Premetto che la mia intenzione era quella di ottenere una pasta gluten free, perciò ho scelto di utilizzare la farina di lenticchie in purezza, nulla però vieta di tagliarla con della semola per ottenere una pasta più elastica.
Il risultato finale in termini di gusto mi è piaciuto, ma ovviamente essendo la consistenza di questa pasta molto diversa da quella preparata con farine contenenti glutine, non si riesce ad ottenere qualunque formato. Sconsiglio la pasta lunga tipo tagliatelle perché temo si romperebbero in cottura, mentre il formato che ho scelto io tipo maltagliati si presta bene ad essere sia lavorato e tagliato, sia poi cotto. 
Diverso il discorso se decidete di aggiungere alla farina di lenticchie anche una semola per esempio, ma questo lo vedremo in un altro post. Oggi rimaniamo sul gluten free. 
Essendo una pasta a base di lenticchie ha un sapore deciso, che si accompagna bene a condimenti di carattere. Io ho scelto una crema di spinaci e allo zenzero con  granella di frutta secca e zeste di limone. Ma potete sperimentare altri condimenti ovviamente, a seconda dei vostri gusti e della vostra fantasia. Eviterei un condimento troppo proteico visto che le lenticchie lo sono già. Per il resto non resta che sperimentare. 
Come quantitativo, trattandosi di legumi, ho previsto delle porzioni più ridotte, all’incirca 60 g di pasta a persona, direi che è più che sufficiente. Attenzione a non rompere troppo la pasta quando andrete a condirla. Se le sfoglie sono tirate sottili, cuoce in non più di 5 minuti. 

Pasta di lenticchie con crema di spinaci allo zenzero e granella di frutta secca
(ricetta gluten free)

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti per 2 persone

pasta di lenticchie: 120 g
spinaci: 100 g
anacardi: 10
cipollotto: 1
olio evo: qb
radice di zenzero: 4 cm
limone bio: la buccia di 1
noci e nocciole: 15 g
basilico: 10 foglie

Per la Pasta di lenticchie

farina di lenticchie: 300 g
acqua: 160 g
olio evo: 1 cucchiaio
sale: qb

Procedimento

Rivestite le placche del forno con uno strato di carta e distribuitevi la farina di lenticchie in uno strato non troppo abbondante (circa ½ cm) Infornate a 90° per tre ore circa, poi fatela raffreddare.
Ammollate gli anacardi per un'ora. Tritate grossolanamente noci e nocciole. Impastate la farina con acqua, olio e sale, come per la pasta, poi fatela riposare coperta per mezz'ora. Trascorso il tempo tiratela in sfoglie sottili con il matterello (con la macchina per la pasta non è possibile perché si trappa) Tagliatela a losanghe e fatela asciugare.
Cuocete  per 30 secondi gli spinaci puliti in pap. Fateli raffreddare, poi strizzateli e metteteli in un mixer adatto a preparare il pesto con gli anacardi scolati e tritati, il sale, il basilico, l’olio evo e il succo dello zenzero (regolate quest’ultimo in base ai vostri gusti) 
In una padella fate saltare velocemente il cipollotto in poco olio evo e sale. Cuocete la pasta, scolatela e conditela spadellandola molto delicatamente con la crema di spinaci, il cipollotto, la buccia del limone grattugiata, e cospargete con granella di nocciole e noci. 

Alcune annotazioni: per la pasta ho dato le dosi per 300 g di farina, ovviamente per la ricetta ne basterà meno. Poichè per la denaturazione delle proteine è necessario infornare la farina di lenticchie per 3 ore, consiglio di denaturare una quantità maggiore di farina, io ne ho infornata 800 g. Potete conservarla in un barattolo ben chiuso. 
La denaturazione delle proteine è necessaria per poter lavorare l'impasto. Di fatto è un processo che permette alle proteine di cambiare la loro struttura. Può avvenir per azione meccanica (per esempio quando si montano gli albumi) o termica come in questo caso, sottoponendo le proteine ad un trattamento ad una temperatura superiore agli 80° per un certo tempo.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post

venerdì 16 settembre 2016

Crostata vegana integrale al semolino di riso


Piove, piove, piove, ed io per contrastare l’umidità accendo il forno, si fa quel che si può! Però magari per non farlo andare a vuoto, ci metto dentro qualcosa. Guarda caso avevo proprio pronta la frolla per una bella crostata vegana, alzi la mano chi in una giornata piovosa non ha voglia di mangiarsene una fetta! 
Adoro le crostate da sempre, senz’altro uno tra i miei dolci preferiti e non faccio altro che sperimentare versioni sempre diverse. Non tutte finiscono tra queste pagine, per mancanza di tempo, o chissà cosa, ma questa non poteva mancare.
Mi è piaciuta tantissimo questa crostata vegana, credo che da oggi farò crostate vegane solo con farina di orzo e semolino di riso: una vera delizia, buono il sapore e deliziosa la consistenza scrocchiarella. 
Una crostata da fare e rifare. Le due marmellate nascono dall’esigenza di consumare due barattolini di marmellata fatta in casa che avevo in frigorifero, lamponi e pesche, io ho un debole per i lamponi, quindi che dire, niente, mi spiace solo che non ne avevo abbastanza per fare tutta la crostata vegana intera. Ma anche il gusto pesca non è male, anzi: “aspetta che riprovo e sento quale mi piace di più”. Ecco, proprio così è andata a finire, tra un: “aspetta che provo” e l’altro, la crostata è bella che andata. Altre versioni di crostate vegan, se avete voglia di sperimentare, le trovate qui  e qui 
Il forno non è stato acceso invano e questo è l’importante!  
Ricetta e procedimento qui sotto, spero piova tanto anche da voi così magari vi decidete a provarla ;) 

Crostata integrale al semolino di riso

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 35 minuti

Ingredienti (diam 23 cm)

farina di frumento integrale: 100 g
farina d'orzo integrale: 100 g
farina di farro integrale: 100 g
semolino di riso: 50 g
burro di cacao: 20 g
olio di semi di girasole bio: 90 g
zucchero mascovado: 90 g
limone bio: 1
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
acqua fredda: 85 g
lievito vegan: 8 g
marmellata a piacere: 200 g (io homemade lamponi / pesca)

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito ed il sale, aggiungete lo zucchero polverizzato in un mixer e il semolino di riso. Formate la fontana e versate al centro l’olio e l’acqua necessaria a formare un panetto lavorabile ma non appiccicoso. Impastate velocemente e fatelo riposare avvolto nella pellicola per almeno 1 ora in frigorifero. 
Oliate ed infarinate leggermente la tortiera. Dividete il panetto in due parti, una un po’ più grande. Stendete quest’ultima a 4 mm di spessore, bucherellate il fondo con una forchetta. Tirate anche la pasta rimasta in una sfoglia di 2/3 mm di spessore e formate le strisce con una rotella dentata.
Distribuite la marmellata sul fondo della torta, decorate con le strisce ed infornate per 35 minuti a 180° in forno preriscaldato.
Sfornate e fate raffreddare prima di servire
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend! Un bacio e al prossimo post

lunedì 12 settembre 2016

Insalata d' avena, funghi e spinacini


E’ ancora tempo di insalate, che felicità! Adoro le insalate, soprattutto con i cereali o i legumi, e il pensiero di sostituirle con piatti più invernali mi intristisce, ma dato che ancora possiamo godere di un clima estivo, io continuo a proporvele, solo con qualche ingrediente più autunnale, tanto per darvi qualche idea per le settimane a venire. 
Perché la bella notizia è che non è necessario che le insalate siano sempre fredde, anche tiepide sono deliziose, basta saper dosare bene cotto e crudo, ed unire ingredienti non troppo caldi a quelli freddi ed il gioco è fatto. E possiamo prolungare il piacere di mangiare un’insalata nutriente ma leggera, appagando anche il bisogno di cibi più caldi quando l’aria comincerà a rinfrescare. 
Poi vale sempre il principio che mangiare una parte di cibo cotto ed una parte di cibo crudo, è un’ottima abitudine e se riusciamo a far stare tutto in un unico piatto è ancora più semplice e qualche volta risolve il problema del poco tempo a disposizione.
Oggi funghi! la stagione è quella giusta ed in giro è un tripudio di chiodini, finferli, porcini! Io ne approfitto perchè li adoro e alla solita minestra di orzo, o alle classiche tagliatelle, alla meravigliosa polenta, aggiungo questa deliziosa insalata, piena di sapore, golosa, nutriente e sana, ma decisamente golosa.
Variare i cereali a tavola è un’ottima abitudine, l’avena, questa sconosciuta è tra le mie preferite, mantiene il chicco sodo sotto i denti e la trovo meravigliosa nelle insalate. Se volete un’altra idea per utilizzarla, qui trovate un’altra deliziosa ricetta, fusion come piace a me :)

Insalata d'avena con funghi e spinacini

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

Per l'insalata

avena: 120/140 g
funghi freschi misti di stagione: 120 g (oppure champignon)
alghe Arame:  1 cucchiaio raso
spinacini: due manciate
salsa di soia: qb
olio evo: 2 cucchiai
aglio: 1 spicchio
limone: 1/2

Per il pesto

erba cipollina fresca:  6 cucchiai (tritata)
salvia: 3 foglie
semi di zucca: 1,5 cucchiai
olio evo: 5 cucchiai circa
acqua: tre cucchiai circa
sale/pepe: qb

Procedimento
Tenete l’avena in ammollo per 8 ore, poi sciacquatela e cuocetela a fiamma dolce e con il coperchio con il triplo del suo volume d'acqua finchè non sarà del tutto assorbita (ci vorranno circa 45 minuti). Poi sgranatela e tenetela da parte.
Pulite bene i funghi eliminando i residui di terra con un coltellino e poi passateli con un panno umido. Tagliateli a fettine e fateli saltare in padella con l’olio evo e lo spicchio d’aglio. Alla fine aggiustate di sale e pepe (o peperoncino) 
Mettete a mollo le alghe per mezz’ora, poi scolatele, asciugatele e spruzzatele con succo di limone fresco. Lavate ed asciugate gli spinacini.
Tritate i semi di zucca al coltello, e metteteli in un mixer con tutti gli altri ingredienti del pesto (aggiungendo l’olio verso la fine) ed azionate ad intermittenza fino ad ottenere un condimento morbido, se necessario regolate le quantità di olio e acqua. 
Intiepidite l’avena, mescolatela ai funghi tiepidi anch'essi, conditela con il pesto, poi unite le alghe e gli spinacini leggermente conditi con salsa di soia e succo di limone. Servite subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post

mercoledì 7 settembre 2016

Risotto integrale ai peperoni


Oggi posso dire finalmente! Perché questo risotto integrale ai peperoni è in attesa di essere pubblicato da anni, ma ogni volta che l’ho fatto non  sono riuscita a fotografarlo e a postarlo, e mi sono dovuta impegnare davvero molto per riuscirci  
Un piatto semplice, però ho notato che i risotti sono sempre tanto apprezzati, e se magari io do per scontato che tutti li sappiano fare, poi per qualche motivo mi rendo conto che invece per qualche ragione interessano  e quindi niente, eccomi qui con un risotto buono, colorato e ancora di stagione, siamo ancora in tempo per farlo e rifarlo. 
Durante le mie passeggiate quotidiane, vedo che gli orti sono ancora carichi di pomodori, peperoni, melanzane, è ancora estate in effetti, voglio pensare a questo  quando finirà, vedrò come risolverla.
Il risotto ormai lo preparo solo integrale. E’ solo un po’ più lungo da preparare, ma con un po’ di organizzazione si può fare tranquillamente. 
Il riso per esempio io lo metto a bagno il giorno prima e cambio l’acqua, un po’ come per i fagioli. Se ci riuscite meglio, il motivo l’ho spiegato sul procedimento. Se non ce la fate, magari mettetelo a bagno qualche ora, non è lo stesso ma meglio che niente.
Per quanto riguarda la cremosità, io utilizzo per la mantecatura per esempio una crema di anacardi, come potete vedere qui, oppure, ed è il caso di oggi, utilizzo le verdure in purea così il piatto risulta più cremoso, optando poi per una mantecatura con olio evo. Nulla vieta di usare altri sistemi, ma questi sono i più naturali, senza dover  ricorrere a panna o simili che io non amo particolarmente. 
Alla fine il risotto risulterà cremoso, morbido e molto gustoso, perché i peperoni quanto sono buoni??? 
Ecco, tutto qua, una ricetta semplice ma golosa, se non vi piace lo zenzero aggiungete una grattugiata di buccia di limone bio, mi raccomando, e verrà buono lo stesso. Il limone e lo zenzero contrastano leggermente la dolcezza del peperone, ed il sapore alla fine è molto piacevole. Per una nota croccante invece potete aggiungere qualche nocciola tritata grossolanamente ma non è obbligatoria. Fate riposare qualche minuto prima di servire ed il gioco è fatto! 

Risotto integrale ai peperoni

Preparazione: 20minuti (più l'ammollo del riso)
Cottura: 30 minuti (più 15 minuti per i peperoni)

Ingredienti
Per 2 persone

peperoni rossi:  2 piccoli
riso integrale bio: 150 g
cipolla dorata:  ½ piccola (oppure 1 scalogno)
olio evo: tre cucchiai
brodo vegetale: qb (circa 1/2 litro)
zenzero fresco: qb (circa 1 cm grattugiato)
rosmarino: 2 rametti
sale/pepe:qb

Procedimento
La sera prima, lavate bene il riso e mettetelo in ammollo (12 o 24 ore)  Questa operazione non è obbligatoria, ma è consigliata per due motivi: per ridurre i tempi di cottura del riso, ma soprattutto per eliminare i fitati, sostanze  antinutrizionali presenti soprattutto nei legumi e nei cereali che impediscono l’assorbimento di alcune sostanze come per  esempio il ferro, lo zinco ecc, quindi è sempre meglio eliminarli quando è possibile. 
Arrostite i peperoni sulla fiamma diretta o sotto il grill del forno, poi chiudeteli in un sacchetto, fateli intiepidire e spellateli. Eliminate i semi ed i filamenti interni, recuperando l’acqua che userete per preparare il risotto insieme al brodo vegetale e riduceteli in purea con un frullatore ad immersione.
Tagliatela cipolla sottile e fatela appassire in due cucchiai d’olio evo finchè sarà trasparente insieme ad un rametto di rosmarino tritato finemente (circa 30 aghi). 
Scolate il riso e tostatelo nella casseruola con la cipolla, poi aggiungete due/tre cucchiai di purea di peperoni e cominciate a cuocere come un risotto aggiungendo il brodo caldo poco alla volta. Dopo un quarto d’ora, unite la purea restante e portate a cottura. Cinque minuti prima della fine, aggiungete lo zenzero fresco grattugiato (senza esagerare) ancora un po’ di rosmarino tritato, e mantecate fuori dal fuoco con un cucchiaio d’olio d’oliva. 
Servite con pepe macinato fresco e se vi piace qualche nocciola tritata. 
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 5 settembre 2016

Linguine al limone e pesto di zucchine


Mi pare che quella di oggi sia solo la seconda ricetta a base di zucchine presente tra queste pagine, il che è una vera assurdità dal momento che le zucchine d’estate sono una costante nella mia cucina. Il fatto è che uno dei miei piatti preferiti è il riso integrale con carote e zucchine bollite! Roba da non crederci. Una cucina tutto il giorno per poi trovarsi ad aver voglia di riso integrale con le verdure bollite. Comunque così è, la maggior parte delle volte le zucchine che compero finiscono nell'ormai ai più noto come riso punitivo. In alternativa mi piace molto anche la pasta con le zucchine e i pomodorini, ma comunque  niente a che vedere con la ricetta del riso integrale, che per me non ha eguali 
Dal momento però che è imperdonabile non dare spazio ad una delle verdura dell’estate tra le più gettonate, oggi vi propongo queste deliziose linguine al limone con pesto di zucchine. 
Buona, leggera, delicata, e veloce e ovviamente vegan. Direi che ha tutte le carte in regola per godere di uno spazio tra queste pagine. Come tutte le preparazioni di questo genere, potete regolare il pesto secondo i vostri gusti: più o meno aglio (io ne metto pochissimo) e più o meno basilico, a seconda anche di quanto è intenso. L’olio evo deve essere di ottima o qualità e basta, tutto qui, un piatto veramente semplice ma molto gustoso. Se volete potete anche usare le zucchine crude, io preferisco sbollentarle 30 secondi, ma va a gusto personale.  Prima che le zucchine ci salutino, approfittiamone per preparare queste deliziose e profumate linguine al limone vegan

Linguine al limone e pesto di zucchine

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

linguine di grano duro: 150/160 g
zucchine medie: 2
foglie di basilico: 20
limoni bio: 2
mandorle spellate: 1 manciata
olio evo: qb
aglio: una fettina sottile
sale e pepe: qb
fiori di zucchina: 3
pistacchi al naturale: 10 

Procedimento
Lavate le zucchine, tagliatele in tre/quattro pezzi e sbollentatele per 30 secondi , fate raffreddare. In un mixer ponete le zucchine, le mandorle tritate, il basilico, due cucchiai d’olio evo e due cucchiai d’acqua, un po’ di sale ed azionate ad intermittenza fino ad ottenere una crema morbida aggiungendo a filo ancora tre cucchiai d’olio evo e poca acqua. Cuocete la pasta al dente, scolatela e spadellatela con il pesto e un po’ d’acqua di cottura. Aggiungete il limone grattugiato (regolate la quantità secondo il vostro gusto, ma abbondate, si deve sentire!) e i fiori tagliati a striscioline. Servite subito con un filo d’olio evo, un pò di pepe macinato fresco e i pistacchi tritati. 
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 26 agosto 2016

Riso nero con ananas e anacardi


Settembre ormai è alle porte e tra un po’ sarà un tripudio di nocciole, fichi, cachi, zucche, e tutto quello che la stagione porta con sé, non ultima la tristezza che puntualmente arriva con la fine dell’estate, almeno per me. 
Io dovrei proprio trasferirmi in un paese dove l’imperativo categorico sono le ciabatte. Non che sia un’amante delle ciabatte eh, questo no, non le uso nemmeno in casa, ma certamente lo sono di quel senso di leggerezza e libertà che solo le infradito sanno dare!
A parte gli scherzi, che però non lo sono poi tanto, avrei fretta di postare tanti piatti deliziosi ed estivi prima che scada il tempo utile, ma purtroppo la stanchezza e la pigrizia che arrivano puntualmente con il caldo e le belle giornate non mi hanno permesso e non mi permettono di condividere tutto quello che avrei voluto e vorrei.
Però il piatto a base di riso nero e ananas  che mi è piaciuto veramente moltissimo, non posso mancare di postarlo: delizioso, un po’ esotico, con quel pizzico di agrodolce che ci porta sempre lontano, con uvetta, anacardi, zenzero e peperoncino: profumato, leggermente croccante, speziato e piccante.
Ho usato insieme riso nero e riso thai, ma sarà perfetto anche con solo uno dei due. Per semplificare il procedimento, io opterei per il riso nero. E' molto semplice da preparare e ne vale veramente la pena, un delizioso piatto per una cena estiva, finchè possiamo approfittiamone.

Riso nero all'ananas e anacardi

preparazione: 20 minuti
Cottura: 30 minuti

Ingredienti per 2 persone

riso nero: 70 g
riso thai: 70 g
ananas fresco: 50 g
anacardi: 1 manciata
zenzero: 2 fettine
cipollotti: 2 grandi
peperoncino piccante: 1
olio evo: 3 cucchiai
uvetta: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
curcuma: 1 cucchiaino

Procedimento
Cuocete il riso nero mantenendolo al dente. Cuocete il riso thai con una volta e mezza l’acqua e fatela assorbire completamente dopo aver aggiunto la curcuma. Tenete da parte il riso.
Ungere d’olio evo una piccola padella e saltare l’ananas tagliata in piccoli cubetti
In un'altra padella insaporite l’olio con lo zenzero e il curry e tre fettine di peperoncino fresco, poi saltate il riso facendolo diventare leggermente croccante. 
Tostate gli anacardi dopo averli aperti
Mettete da parte l’ananas e saltate i cipollotti in poco olio evo e sale. Aggiungete al riso l’uvetta ammollata e scolata, l’ananas, i cipollotti, un po’ di peperoncino fresco tritato finemente, del prezzemolo tritato e gli anacardi. Servite tiepido.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend a tutti. Un bacio e al prossimo post