Lightbox Effect

venerdì 30 settembre 2016

Torta alle pesche


Il weekend è arrivato, l’ultimo di settembre ahimè, con un po’ di tristezza lo saluto con una torta vegana alle pesche. Sono al limite del consentito per le pesche lo so, ma si possono usare oltre che le ultime pesche anche tavola, quelle sciroppate che avete preparato con l’esubero della vostra raccolta, o perché no? Sostituirle magari con dei fichi. E’ una torta vegana alle pesche rustica che si presta ad essere interpretata a seconda della stagione. Il dolce è molto semplice da preparare  e non necessita di grandi spiegazioni.
Vorrei invece parlare un po’ di zucchero. Tra chi si occupa di alimentazione, medici, nutrizionisti, società di ricerca scientifiche ecc ecc, la convinzione è unanime: lo zucchero fa male. E per zucchero intendo sia lo zucchero comune, quello che si tiene dentro al barattolo per dolcificare il caffè per intenderci (il saccarosio), sia tutti gli altri zuccheri semplici: tra cui il glucosio e soprattutto il fruttosio (elenco solo quelli più utilizzati perché la lista sarebbe lunga) 
Non mi metto a spiegare le dinamiche del perché e come lo zucchero fa male, per quello potete approfondire da soli. Dato che io parlo di ricette, vorrei solo darvi qualche indicazione utile per scegliere lo zucchero per dolcificare dolci, bevande ecc. Innanzitutto va detto che Il corpo ha bisogno di zuccheri, ma non di zucchero (tipo saccarosio, glucosio e fruttosio) e sono due cose molto diverse. La cosa migliore sarebbe evitarlo, ma lo so che per molte persone è difficile. Io per esempio non uso più lo zucchero bianco da molto tempo, e comunque di regola non dolcifico niente, ne tè né caffè né succhi di frutta ecc. 
Mangio raramente dolci, e quando li preparo  uso normalmente zucchero di canna integrale o malto. Lo zucchero di canna integrale però non è la panacea di tutti i mali, perché sempre di zucchero semplice stiamo parlando, ha solo un indice glicemico un po’ più basso dello zucchero bianco e contiene più sostanze tipo sali minerali e vitamine, ma niente che possa giustificare un grande utilizzo perché è sempre uno zucchero semplice, con tutte le problematiche connesse. Quando lo usate, accertatevi che sia zucchero di canna integrale, quello vero che si presenta scuro e umido. Molti zuccheri di canna in commercio non sono realmente zucchero integrale di canna! Il saccarosio è formato dal 50% di glucosio e  dal 50% di fruttosio
Il fruttosio è uno zucchero metabolizzato quasi totalmente dal fegato. Quello che vedeiamo nei barattoli al supermercato è assolutamente da evitare, perché non ha nulla di naturale. Quello invece presente naturalmente nella frutta è tutta un’altra storia e andrebbe assunto mangiando la frutta e basta, che contenendo anche altre sostanze ci fa assimilare e metabolizzare il fruttosio in maniera diversa. Quindi si alla frutta, no al fruttosio del supermercato. 
E lo Sciroppo d’agave? È formato da 70-90% di fruttosio e 30 % di glucosio, quindi sarebbe meglio evitarlo, o nel caso,  usatelo con moderazione e meglio raw. 
Il malto non contiene fruttosio ma solo glucosio, si ottiene dalla germinazione e fermentazione di cereali. Contiene glutine, quindi non è adatto ai celiaci. Ha un indice glicemico più basso del saccarosio, ed ha un sapore gradevole.
La stevia è anch’essa sottoposta a processi di raffinazione, quindi non può essere considerato un dolcificante naturale. A me personalmente non piace assolutamente come sapore quindi non la utilizzo mai. 
Per dolcificare i dolci possiamo usare anche purea di frutta come per esempio di datteri o uvetta. In questo caso ci sarebbe da fare una riflessione sulla sostenibilità, ma lo affronterò in un altro post. 
Tornando a noi quindi, io nei dolci uso zucchero di canna o malto o le due cose insieme. Spesso al posto della marmellata uso purea di frutta essiccata, come per esempio di albicocche o prugne, sono molto più sane delle marmellate contenenti zucchero.  
La cosa importante che vorrei aggiungere è che non dobbiamo demonizzare troppo gli ingredienti che sappiamo non essere troppo salutari,  si possono consumare saltuariamente, facendole diventare piacevoli eccezioni. Mentre per la quotidianità è meglio orientarsi verso i cibi il più possibile sani e vari. 

Torta integrale alle pesche

Per una tortiera da 18 cm circa

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 40 minuti

Ingredienti
yogurt di soia al cocco non zuccherato (o yogurt naturale): 150 g
farina di farro integrale: 75 g
farina di frumento integrale: 75 g
amido di frumento: 75 g
zucchero di canna integrale mascovado: 95 g
malto di riso: 2 cucchiai
olio di semi di girasole bio: 55 g
lievito naturale: 1 bustina
pesche: 2
estratto di vaniglia:1 cucchiaino
scorza grattugiata di 1 limone bio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
acqua: 3 cucchiai
sale: 1 pizzico

Procedimento

Mescolate i semi di lino con l’acqua.
Setacciate le farine con il lievito e il sale. Unite lo zucchero dopo averlo polverizzato con un mixer
Oliate leggermente una tortiera foderata con carta forno e cospargetela di farina eliminando l’eccesso.
Tagliate a fettine le pesche (con o senza buccia).
In una boule ponete le polveri, formate una cavità al centro e versate gli altri ingredienti compresi i semi di lino con la loro acqua. Mescolate velocemente e versate il composto nella teglia. Disponete le pesche a cerchi concentrici infilandole nell'impasto di taglio. Infornate a 175° per 40 minuti circa (fate la prova stecchino prima di estrarre la torta, se esce asciutto è pronta). Fate raffreddare su una gratella.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 26 settembre 2016

Granola al cocco con cereali e semi


I cereali soffiati  non li utilizzo molto perché malgrado quello che molti pensano, non sono un alimento naturale in quanto vengono sottoposti a processi industriali ad alte temperature che ne alterano le caratteristiche nutrizionali. Oltre a questo i sono spesso addizionati di zuccheri e grassi perciò sarebbero un alimento da evitare o comunque da consumare con moderazione;  quando decido fare qualche strappo alla regola, mi oriento verso cereali soffiati il più possibile naturali, non addizionati di zuccheri e grassi. Ogni tanto ci possiamo concedere qualcosa che ci piace anche se non risponde a tutti i requisiti, l’importante è non esagerare e non farne degli alimenti di uso quotidiano, ma solo una “sana” eccezione 
L’idea di questa granola vegana parte proprio da una confezione di miglio soffiato che avevo in casa. In generale le barrette di cereali croccanti mi piacciono abbastanza, e così l’idea è stata quella di aggiungere al miglio qualche altro ingrediente e trasformarlo in uno snack vegan croccante. In realtà oltre che come snack potete utilizzarlo come  guarnizioni di creme e mousse,  saranno la parte croccante del vostro golosissimo dessert. 
Potete variare gli ingredienti, magari aggiungendo dei pezzetti di frutta essiccata, o variando i semi oleosi. 
In ogni caso questa granola vegana si presta a tanti utilizzi, nello yogurt a colazione, nei dessert al cucchiaio come già detto ecc ecc, quindi è una preparazione da tenere assolutamente in considerazione. Eliminando i fiocchi d’avena otterrete una granola vegana ancora più croccante, quindi se il vostro obiettivo è qualcosa che fa crunch tenetelo presente :) Per il resto potete divertirvi a sperimentare variando per esempio le proporzioni dei semi, basta come sempre un po’ di curiosità per mettere a punto la vostra granola vegana ideale! E se volete sperimentare anche delle barrette energetiche vegane, un'idea la trovate qui 

Granola al cocco con cereali e semi 

Preparazione: 10 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 200 g circa

miglio soffiato al naturale: 25 g
avena soffiata al naturale: 20 g
avena in fiocchi: 55 g
olio di cocco: 30 g
zucchero di fiori di cocco: 2 cucchiai (in alternativa di canna integrale)
malto di riso: 2 cucchiai
semi di zucca: 1 cucchiaio
semi di sesamo chiari: 1 cucchiaio
mandorle con la buccia: 1 cucchiaio
nocciole tostate: 1 cucchiaio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
sale integrale: 1 pizzico

Procedimento
Fondete il burro di cocco in un bagnomaria non troppo caldo. Tritate tutti i semi senza polverizzarli, mantenendoli in granella piuttosto grossolana.
Mescolate tutti gli ingredienti e lavorate il composto in modo da amalgamare bene il burro di cocco, lo zucchero e il malto.
Stendete il composto su carta forno, copritelo con un secondo foglio di carta e appiattitelo in modo da creare uno strato uniforme aiutandovi con un mattarello o con il fondo di un bicchiere.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 100 gradi per un’ora.  Sfornate, fate raffreddare e rompete con le mani per formare la granola (in alternativa potete tagliare delle barrette da mangiare come snack)
Conservate la granola in barattoli di vetro ben chiusi.
Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post

giovedì 22 settembre 2016

Muffins al cocco e banana


I dolcetti più semplici da preparare sono sempre i  Muffins, sarà per questo che tutti li adorano? Chissà. Sarà forse anche per le sembianze da fungo? (con un pò di fantasia certo), o perché sono sempre soffici tanto da farli ritenere leggeri e quindi innocui? Mah, io non ho mai capito. Confesso di preferire altri tipi di dolce, sia per la colazione, che per la merenda o per un puro momento di piacere in qualunque momento della giornata. Ciò non toglie che mi piace fare contento chi mi legge e malgrado io non ami particolarmente i dolci, vedo che le ricette di crostate, torte e via dicendo sono sempre le più lette, non c’è niente da fare, i dolci tentano la maggior parte di voi, e io non posso ignorare questa tendenza.

L’unica cosa, mi sono resa conto che non ho mai scritto un post sullo zucchero, su quale sia meglio utilizzare nelle ricette e perché, quale quello più naturale, quale quello con indice glicemico più basso, insomma, tutto quello che c’è da sapere sullo zucchero e che ritengo molto utile nel momento in cui dobbiamo utilizzarlo nelle nostre ricette, quindi prometto di scriverlo a breve.  Ora vi lascio la ricetta di questi Muffins streusel, cioè dei Muffins con una crosticina croccante e golosa, giusto perchè volevo renderli  un po’ speciali. 

Muffins streusel alla banana e cocco

Preparazione: 30 minuti (più il riposo di 30 minuti)
Cottura: 20 minuti

Ingredienti
Per i muffins (6 pezzi)

farina di frumento integrale: 50 g
farina di riso: 50 g
fecola di patate: 25 g
banana: 1 molto matura
malto di riso: 35 g
zucchero di fiori di cocco (Panela): 30 g
olio di semi di girasole bio: 30 g
limone bio: scorza grattugiata di 1
lievito naturale vegan: 1 bustina
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
cocco rapè: 1 cucchiaino
sale: 1 pizzico

Per lo streusel
farina di frumento integrale: 2 cucchiai colmi
zucchero di fiori di cocco Panela: 30 g
fiocchi d’avena: 20 g
olio di cocco: 20 g
sale: 1 pizzico

Procedimento

Ponete in una ciotola gli ingredienti per lo streusel, unendo l’olio di cocco per ultimo.  Lavorate gli ingredienti con la punta delle dita formando tante briciole (se necessario aggiungete poca acqua fredda) poi mettetele in frigorifero per 30 minuti
Schiacciate la banana con una forchetta fino a renderla liquida, poi aggiungete il malto. In una ciotola setacciate le farine con il lievito e il sale, aggiungete la scorza di limone e lo zucchero. In un’altra ciotola unite l’olio e l’estratto di vaniglia e versateli nelle farine; versate anche il composto alla banana.  Con una spatola lavorate velocemente l’impasto aiutandovi con qualche cucchiaio d’acqua per renderlo sufficientemente morbido. Non lavoratelo troppo, non deve essere perfettamente liscio ed omogeneo. 
Versate a cucchiaiate il composto in stampini da muffins leggermente oliati ed infarinati. Ricoprite con l’impasto di briciole ed infornateli a 180° per 20 minuti. Fate la prova stecchino per verificare che siano asciutti. Fateli raffreddare su una gratella e spolverizzateli con il cocco rapè.


Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post

lunedì 19 settembre 2016

Pasta di lenticchie con crema di spinaci allo zenzero e frutta secca



Tutto è nato dalla necessità di consumare un bidone di farina di lenticchie che avevo in casa.  Era da molto che volevo provare a fare la pasta con la farina di lenticchie, finalmente il momento è arrivato e vi racconto com’è andata.
Premetto che la mia intenzione era quella di ottenere una pasta gluten free, perciò ho scelto di utilizzare la farina di lenticchie in purezza, nulla però vieta di tagliarla con della semola per ottenere una pasta più elastica.
Il risultato finale in termini di gusto mi è piaciuto, ma ovviamente essendo la consistenza di questa pasta molto diversa da quella preparata con farine contenenti glutine, non si riesce ad ottenere qualunque formato. Sconsiglio la pasta lunga tipo tagliatelle perché temo si romperebbero in cottura, mentre il formato che ho scelto io tipo maltagliati si presta bene ad essere sia lavorato e tagliato, sia poi cotto. 
Diverso il discorso se decidete di aggiungere alla farina di lenticchie anche una semola per esempio, ma questo lo vedremo in un altro post. Oggi rimaniamo sul gluten free. 
Essendo una pasta a base di lenticchie ha un sapore deciso, che si accompagna bene a condimenti di carattere. Io ho scelto una crema di spinaci e allo zenzero con  granella di frutta secca e zeste di limone. Ma potete sperimentare altri condimenti ovviamente, a seconda dei vostri gusti e della vostra fantasia. Eviterei un condimento troppo proteico visto che le lenticchie lo sono già. Per il resto non resta che sperimentare. 
Come quantitativo, trattandosi di legumi, ho previsto delle porzioni più ridotte, all’incirca 60 g di pasta a persona, direi che è più che sufficiente. Attenzione a non rompere troppo la pasta quando andrete a condirla. Se le sfoglie sono tirate sottili, cuoce in non più di 5 minuti. 

Pasta di lenticchie con crema di spinaci allo zenzero e granella di frutta secca
(ricetta gluten free)

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti per 2 persone

pasta di lenticchie: 120 g
spinaci: 100 g
anacardi: 10
cipollotto: 1
olio evo: qb
radice di zenzero: 4 cm
limone bio: la buccia di 1
noci e nocciole: 15 g
basilico: 10 foglie

Per la Pasta di lenticchie

farina di lenticchie: 300 g
acqua: 160 g
olio evo: 1 cucchiaio
sale: qb

Procedimento

Rivestite le placche del forno con uno strato di carta e distribuitevi la farina di lenticchie in uno strato non troppo abbondante (circa ½ cm) Infornate a 90° per tre ore circa, poi fatela raffreddare.
Ammollate gli anacardi per un'ora. Tritate grossolanamente noci e nocciole. Impastate la farina con acqua, olio e sale, come per la pasta, poi fatela riposare coperta per mezz'ora. Trascorso il tempo tiratela in sfoglie sottili con il matterello (con la macchina per la pasta non è possibile perché si trappa) Tagliatela a losanghe e fatela asciugare.
Cuocete  per 30 secondi gli spinaci puliti in pap. Fateli raffreddare, poi strizzateli e metteteli in un mixer adatto a preparare il pesto con gli anacardi scolati e tritati, il sale, il basilico, l’olio evo e il succo dello zenzero (regolate quest’ultimo in base ai vostri gusti) 
In una padella fate saltare velocemente il cipollotto in poco olio evo e sale. Cuocete la pasta, scolatela e conditela spadellandola molto delicatamente con la crema di spinaci, il cipollotto, la buccia del limone grattugiata, e cospargete con granella di nocciole e noci. 

Alcune annotazioni: per la pasta ho dato le dosi per 300 g di farina, ovviamente per la ricetta ne basterà meno. Poichè per la denaturazione delle proteine è necessario infornare la farina di lenticchie per 3 ore, consiglio di denaturare una quantità maggiore di farina, io ne ho infornata 800 g. Potete conservarla in un barattolo ben chiuso. 
La denaturazione delle proteine è necessaria per poter lavorare l'impasto. Di fatto è un processo che permette alle proteine di cambiare la loro struttura. Può avvenir per azione meccanica (per esempio quando si montano gli albumi) o termica come in questo caso, sottoponendo le proteine ad un trattamento ad una temperatura superiore agli 80° per un certo tempo.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post

venerdì 16 settembre 2016

Crostata vegana integrale al semolino di riso


Piove, piove, piove, ed io per contrastare l’umidità accendo il forno, si fa quel che si può! Però magari per non farlo andare a vuoto, ci metto dentro qualcosa. Guarda caso avevo proprio pronta la frolla per una bella crostata vegana, alzi la mano chi in una giornata piovosa non ha voglia di mangiarsene una fetta! 
Adoro le crostate da sempre, senz’altro uno tra i miei dolci preferiti e non faccio altro che sperimentare versioni sempre diverse. Non tutte finiscono tra queste pagine, per mancanza di tempo, o chissà cosa, ma questa non poteva mancare.
Mi è piaciuta tantissimo questa crostata vegana, credo che da oggi farò crostate vegane solo con farina di orzo e semolino di riso: una vera delizia, buono il sapore e deliziosa la consistenza scrocchiarella. 
Una crostata da fare e rifare. Le due marmellate nascono dall’esigenza di consumare due barattolini di marmellata fatta in casa che avevo in frigorifero, lamponi e pesche, io ho un debole per i lamponi, quindi che dire, niente, mi spiace solo che non ne avevo abbastanza per fare tutta la crostata vegana intera. Ma anche il gusto pesca non è male, anzi: “aspetta che riprovo e sento quale mi piace di più”. Ecco, proprio così è andata a finire, tra un: “aspetta che provo” e l’altro, la crostata è bella che andata. Altre versioni di crostate vegan, se avete voglia di sperimentare, le trovate qui  e qui 
Il forno non è stato acceso invano e questo è l’importante!  
Ricetta e procedimento qui sotto, spero piova tanto anche da voi così magari vi decidete a provarla ;) 

Crostata integrale al semolino di riso

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 35 minuti

Ingredienti (diam 23 cm)

farina di frumento integrale: 100 g
farina d'orzo integrale: 100 g
farina di farro integrale: 100 g
semolino di riso: 50 g
burro di cacao: 20 g
olio di semi di girasole bio: 90 g
zucchero mascovado: 90 g
limone bio: 1
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
acqua fredda: 85 g
lievito vegan: 8 g
marmellata a piacere: 200 g (io homemade lamponi / pesca)

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito ed il sale, aggiungete lo zucchero polverizzato in un mixer e il semolino di riso. Formate la fontana e versate al centro l’olio e l’acqua necessaria a formare un panetto lavorabile ma non appiccicoso. Impastate velocemente e fatelo riposare avvolto nella pellicola per almeno 1 ora in frigorifero. 
Oliate ed infarinate leggermente la tortiera. Dividete il panetto in due parti, una un po’ più grande. Stendete quest’ultima a 4 mm di spessore, bucherellate il fondo con una forchetta. Tirate anche la pasta rimasta in una sfoglia di 2/3 mm di spessore e formate le strisce con una rotella dentata.
Distribuite la marmellata sul fondo della torta, decorate con le strisce ed infornate per 35 minuti a 180° in forno preriscaldato.
Sfornate e fate raffreddare prima di servire
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend! Un bacio e al prossimo post

lunedì 12 settembre 2016

Insalata d' avena, funghi e spinacini


E’ ancora tempo di insalate, che felicità! Adoro le insalate, soprattutto con i cereali o i legumi, e il pensiero di sostituirle con piatti più invernali mi intristisce, ma dato che ancora possiamo godere di un clima estivo, io continuo a proporvele, solo con qualche ingrediente più autunnale, tanto per darvi qualche idea per le settimane a venire. 
Perché la bella notizia è che non è necessario che le insalate siano sempre fredde, anche tiepide sono deliziose, basta saper dosare bene cotto e crudo, ed unire ingredienti non troppo caldi a quelli freddi ed il gioco è fatto. E possiamo prolungare il piacere di mangiare un’insalata nutriente ma leggera, appagando anche il bisogno di cibi più caldi quando l’aria comincerà a rinfrescare. 
Poi vale sempre il principio che mangiare una parte di cibo cotto ed una parte di cibo crudo, è un’ottima abitudine e se riusciamo a far stare tutto in un unico piatto è ancora più semplice e qualche volta risolve il problema del poco tempo a disposizione.
Oggi funghi! la stagione è quella giusta ed in giro è un tripudio di chiodini, finferli, porcini! Io ne approfitto perchè li adoro e alla solita minestra di orzo, o alle classiche tagliatelle, alla meravigliosa polenta, aggiungo questa deliziosa insalata, piena di sapore, golosa, nutriente e sana, ma decisamente golosa.
Variare i cereali a tavola è un’ottima abitudine, l’avena, questa sconosciuta è tra le mie preferite, mantiene il chicco sodo sotto i denti e la trovo meravigliosa nelle insalate. Se volete un’altra idea per utilizzarla, qui trovate un’altra deliziosa ricetta, fusion come piace a me :)

Insalata d'avena con funghi e spinacini

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

Per l'insalata

avena: 120/140 g
funghi freschi misti di stagione: 120 g (oppure champignon)
alghe Arame:  1 cucchiaio raso
spinacini: due manciate
salsa di soia: qb
olio evo: 2 cucchiai
aglio: 1 spicchio
limone: 1/2

Per il pesto

erba cipollina fresca:  6 cucchiai (tritata)
salvia: 3 foglie
semi di zucca: 1,5 cucchiai
olio evo: 5 cucchiai circa
acqua: tre cucchiai circa
sale/pepe: qb

Procedimento
Tenete l’avena in ammollo per 8 ore, poi sciacquatela e cuocetela a fiamma dolce e con il coperchio con il triplo del suo volume d'acqua finchè non sarà del tutto assorbita (ci vorranno circa 45 minuti). Poi sgranatela e tenetela da parte.
Pulite bene i funghi eliminando i residui di terra con un coltellino e poi passateli con un panno umido. Tagliateli a fettine e fateli saltare in padella con l’olio evo e lo spicchio d’aglio. Alla fine aggiustate di sale e pepe (o peperoncino) 
Mettete a mollo le alghe per mezz’ora, poi scolatele, asciugatele e spruzzatele con succo di limone fresco. Lavate ed asciugate gli spinacini.
Tritate i semi di zucca al coltello, e metteteli in un mixer con tutti gli altri ingredienti del pesto (aggiungendo l’olio verso la fine) ed azionate ad intermittenza fino ad ottenere un condimento morbido, se necessario regolate le quantità di olio e acqua. 
Intiepidite l’avena, mescolatela ai funghi tiepidi anch'essi, conditela con il pesto, poi unite le alghe e gli spinacini leggermente conditi con salsa di soia e succo di limone. Servite subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post

mercoledì 7 settembre 2016

Risotto integrale ai peperoni


Oggi posso dire finalmente! Perché questo risotto integrale ai peperoni è in attesa di essere pubblicato da anni, ma ogni volta che l’ho fatto non  sono riuscita a fotografarlo e a postarlo, e mi sono dovuta impegnare davvero molto per riuscirci  
Un piatto semplice, però ho notato che i risotti sono sempre tanto apprezzati, e se magari io do per scontato che tutti li sappiano fare, poi per qualche motivo mi rendo conto che invece per qualche ragione interessano  e quindi niente, eccomi qui con un risotto buono, colorato e ancora di stagione, siamo ancora in tempo per farlo e rifarlo. 
Durante le mie passeggiate quotidiane, vedo che gli orti sono ancora carichi di pomodori, peperoni, melanzane, è ancora estate in effetti, voglio pensare a questo  quando finirà, vedrò come risolverla.
Il risotto ormai lo preparo solo integrale. E’ solo un po’ più lungo da preparare, ma con un po’ di organizzazione si può fare tranquillamente. 
Il riso per esempio io lo metto a bagno il giorno prima e cambio l’acqua, un po’ come per i fagioli. Se ci riuscite meglio, il motivo l’ho spiegato sul procedimento. Se non ce la fate, magari mettetelo a bagno qualche ora, non è lo stesso ma meglio che niente.
Per quanto riguarda la cremosità, io utilizzo per la mantecatura per esempio una crema di anacardi, come potete vedere qui, oppure, ed è il caso di oggi, utilizzo le verdure in purea così il piatto risulta più cremoso, optando poi per una mantecatura con olio evo. Nulla vieta di usare altri sistemi, ma questi sono i più naturali, senza dover  ricorrere a panna o simili che io non amo particolarmente. 
Alla fine il risotto risulterà cremoso, morbido e molto gustoso, perché i peperoni quanto sono buoni??? 
Ecco, tutto qua, una ricetta semplice ma golosa, se non vi piace lo zenzero aggiungete una grattugiata di buccia di limone bio, mi raccomando, e verrà buono lo stesso. Il limone e lo zenzero contrastano leggermente la dolcezza del peperone, ed il sapore alla fine è molto piacevole. Per una nota croccante invece potete aggiungere qualche nocciola tritata grossolanamente ma non è obbligatoria. Fate riposare qualche minuto prima di servire ed il gioco è fatto! 

Risotto integrale ai peperoni

Preparazione: 20minuti (più l'ammollo del riso)
Cottura: 30 minuti (più 15 minuti per i peperoni)

Ingredienti
Per 2 persone

peperoni rossi:  2 piccoli
riso integrale bio: 150 g
cipolla dorata:  ½ piccola (oppure 1 scalogno)
olio evo: tre cucchiai
brodo vegetale: qb (circa 1/2 litro)
zenzero fresco: qb (circa 1 cm grattugiato)
rosmarino: 2 rametti
sale/pepe:qb

Procedimento
La sera prima, lavate bene il riso e mettetelo in ammollo (12 o 24 ore)  Questa operazione non è obbligatoria, ma è consigliata per due motivi: per ridurre i tempi di cottura del riso, ma soprattutto per eliminare i fitati, sostanze  antinutrizionali presenti soprattutto nei legumi e nei cereali che impediscono l’assorbimento di alcune sostanze come per  esempio il ferro, lo zinco ecc, quindi è sempre meglio eliminarli quando è possibile. 
Arrostite i peperoni sulla fiamma diretta o sotto il grill del forno, poi chiudeteli in un sacchetto, fateli intiepidire e spellateli. Eliminate i semi ed i filamenti interni, recuperando l’acqua che userete per preparare il risotto insieme al brodo vegetale e riduceteli in purea con un frullatore ad immersione.
Tagliatela cipolla sottile e fatela appassire in due cucchiai d’olio evo finchè sarà trasparente insieme ad un rametto di rosmarino tritato finemente (circa 30 aghi). 
Scolate il riso e tostatelo nella casseruola con la cipolla, poi aggiungete due/tre cucchiai di purea di peperoni e cominciate a cuocere come un risotto aggiungendo il brodo caldo poco alla volta. Dopo un quarto d’ora, unite la purea restante e portate a cottura. Cinque minuti prima della fine, aggiungete lo zenzero fresco grattugiato (senza esagerare) ancora un po’ di rosmarino tritato, e mantecate fuori dal fuoco con un cucchiaio d’olio d’oliva. 
Servite con pepe macinato fresco e se vi piace qualche nocciola tritata. 
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 5 settembre 2016

Linguine al limone e pesto di zucchine


Mi pare che quella di oggi sia solo la seconda ricetta a base di zucchine presente tra queste pagine, il che è una vera assurdità dal momento che le zucchine d’estate sono una costante nella mia cucina. Il fatto è che uno dei miei piatti preferiti è il riso integrale con carote e zucchine bollite! Roba da non crederci. Una cucina tutto il giorno per poi trovarsi ad aver voglia di riso integrale con le verdure bollite. Comunque così è, la maggior parte delle volte le zucchine che compero finiscono nell'ormai ai più noto come riso punitivo. In alternativa mi piace molto anche la pasta con le zucchine e i pomodorini, ma comunque  niente a che vedere con la ricetta del riso integrale, che per me non ha eguali 
Dal momento però che è imperdonabile non dare spazio ad una delle verdura dell’estate tra le più gettonate, oggi vi propongo queste deliziose linguine al limone con pesto di zucchine. 
Buona, leggera, delicata, e veloce e ovviamente vegan. Direi che ha tutte le carte in regola per godere di uno spazio tra queste pagine. Come tutte le preparazioni di questo genere, potete regolare il pesto secondo i vostri gusti: più o meno aglio (io ne metto pochissimo) e più o meno basilico, a seconda anche di quanto è intenso. L’olio evo deve essere di ottima o qualità e basta, tutto qui, un piatto veramente semplice ma molto gustoso. Se volete potete anche usare le zucchine crude, io preferisco sbollentarle 30 secondi, ma va a gusto personale.  Prima che le zucchine ci salutino, approfittiamone per preparare queste deliziose e profumate linguine al limone vegan

Linguine al limone e pesto di zucchine

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

linguine di grano duro: 150/160 g
zucchine medie: 2
foglie di basilico: 20
limoni bio: 2
mandorle spellate: 1 manciata
olio evo: qb
aglio: una fettina sottile
sale e pepe: qb
fiori di zucchina: 3
pistacchi al naturale: 10 

Procedimento
Lavate le zucchine, tagliatele in tre/quattro pezzi e sbollentatele per 30 secondi , fate raffreddare. In un mixer ponete le zucchine, le mandorle tritate, il basilico, due cucchiai d’olio evo e due cucchiai d’acqua, un po’ di sale ed azionate ad intermittenza fino ad ottenere una crema morbida aggiungendo a filo ancora tre cucchiai d’olio evo e poca acqua. Cuocete la pasta al dente, scolatela e spadellatela con il pesto e un po’ d’acqua di cottura. Aggiungete il limone grattugiato (regolate la quantità secondo il vostro gusto, ma abbondate, si deve sentire!) e i fiori tagliati a striscioline. Servite subito con un filo d’olio evo, un pò di pepe macinato fresco e i pistacchi tritati. 
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post