Lightbox Effect

venerdì 21 aprile 2017

Crostatine vegan alle fragole


Se il verde speranza l’abbiamo postato da poco, oggi è la volta del rosso passione. Di che passioni potremmo parlare? Beh, io una vita senza passioni non saprei nemmeno immaginarla, ognuno con le proprie rendono la vita intensa, qualche volta difficile, ma caricano sempre di entusiasmo, malgrado la stanchezza, malgrado le difficoltà, malgrado tutto, la passione è sempre lì pronta a salvarci in ogni circostanza. Quindi il rosso rappresenta qualunque passione voi abbiate. La mia è per quello che faccio, e quindi la celebro ogni giorno con il mio lavoro. 
Ma dato che parliamo di cibo, oggi potremmo celebrare la passione per i dolci con queste deliziose crostatine vegan alle fragole. Ormai mi sono quasi abituata al fatto che quando faccio assaggiare qualcosa di vegano a chi vegano non è la risposta è sempre la stessa : è buonissimo, non sembra vegano! Come se le ricette vegane dovessero somigliare tutte a qualcosa di strano, non buono, poco consono al gusto comune. Non so a chi attribuire la responsabilità di aver creato queste basse aspettative delle persone nei confronti del cibo vegano che invece è buonissimo, ricco, vario, volendo originale e diverso ma non necessariamente. 
Io stessa però riconosco che mangiare vegano in giro è impresa ardua, almeno qui da noi. Poche proposte, spesso fatte da chi si improvvisa, senza nessuna competenza e cognizione di causa. Come in tutte le cose non ci si improvvisa, se non facendo danni. Quindi se il cibo vegano vi sembra cattivo, forse chi l’ha preparato non era bravo o abbastanza informato, punto. Detto ciò torniamo a queste crostatine che invece sono deliziose, ve le lascio come dessert per il week end. Non so darvi le quantità precise perché le ho preparate con pasta frolla e la crema che avevo avanzato da un’altra preparazione. Comunque direi che con questi quantitativi verranno sicuramente almeno 10 crostatine. E per un'altra deliziosa ricette con le fragole, guardate qui 


Crostatine vegan alle fragole

Preparazione: 30 minuti
Cottura35 minuti

Ingredienti

Per la pasta frolla
farina 1: 350 g
lievito naturale: 12 g
olio semi di girasole estratto a freddo: 110 g
burro di cacao: 20 g
zucchero di canna chiaro: 90 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
limone bio: la buccia grattugiata di 1
acqua fredda: qb
sale integrale: 1 pizzico

Per la crema pasticcera 
latte di mandorla leggero non zuccherato: 250 g
farina 1: 15 g
amido di mais: 5 g
zucchero di canna chiaro: 30 g (+ 2 cucchiai)
olio di semi di girasole estratto a freddo: 25 g
scorzette di limone: 2
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
anacardi al naturale: 100 g
sale integrale: 1 pizzico

Per la finitiura
fragole fresche: qb
zucchero a velo di canna: qb

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito ed il sale, aggiungete lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Sciogliete il burro di cacao a bagnomaria e fatelo raffreddare. Fate una fontana con le farine ed aggiungete al centro il burro di cacao, l’olio la vaniglia ed impastate velocemente senza lavorare troppo l’impasto aggiungendo l'acqua fredda necessaria d ottenere un panetto morbido ma sodo. Chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare almeno un’ora (o a preparatelo il giorno prima) 
Mettete a bagno gli anacardi per un’ora poi scolateli ed asciugateli.
Preparate le crema pasticcera scaldando il latte con l’olio, la buccia del limone, la vaniglia, lo zucchero ed il pizzico di sale. In una boule mescolate le farine, quindi versate il latte caldo stemperando con una frusta per non creare grumi, rimettete sul fuoco e mescolate continuamente a fiamma dolce finché la crema non si sarà addensata. Fatela raffreddare completamente con pellicola a contatto. 
Frullate gli anacardi fino a ridurli in una crema morbida aggiungendo due cucchiai di zucchero. 
Quando la crema sarà fredda mescolatene 7/8 cucchiai con la crema di anacardi e ponetela in frigorifero.
Tirate la pasta a circa 2/3 mm di spessore, rivestite degli stampini per tartellette leggermente oliati ed infarinati, bucherellate il fondo e  cuocete a 180° per circa 25/30 minuti finchè i bordi saranno leggermente dorati. Fatele raffreddare completamente, poi farcitele con la crema pasticcera agli anacardi, ponete qualche fettina di fragola al centro, spolverizzate con zucchero a velo di canna e servite. 
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

martedì 18 aprile 2017

Vellutata vegan di baccelli


Se non ora quando? Se non dopo il ricco pranzo Pasquale intendo, e dopo la pioggia di questi giorni quando mai potrei postare questa delicata vellutata vegan di bacelli? Nessuno si risentirà se dopo tanto mangiare scelgo  qualcosa di light. Più per voi che per me, io per la verità non è che abbia mangiato molto, potrei dire meno del solito dato che con la scusa che sono vegana nessuno sa cosa prepararmi da mangiare. Eh si, siamo ancora a fare questi discorsi, abbastanza insopportabili per la verità, preferirei non dover presenziare a nessun pranzo o cena di famiglia per poi dover sentire sempre le stessa storia. Comunque, dai, ormai è fatta, anche questa è andata, l’anno prossimo mi inventerò una gita inesistente, una vacanza fantasma, un giro nell'isola che non c’è insomma, qualunque cosa anche la più improbabile, ma niente pranzo obbligato. 
Torniamo alla vellutata vegan di baccelli, beh qui si usano solo i baccelli dei piselli l’avete capito, con il resto ci prepariamo qualcos'altro, per esempio un dip, una crema da spalmare che posterò nei prossimi giorni, o il sempre tanto apprezzato hummus. Quindi, ricetta del riciclo a patto che i baccelli siano non trattati, mi raccomando.
Approfitto della temperatura fresca per proporvi questa vellutata che probabilmente sarà l'ultima... Non ha niente di difficile, solo la scocciatura di passare i baccelli al passaverdure perché sono molto fibrosi, almeno i miei lo erano, ecco tutto qua, non si tratta d’altro che di una semplice vellutata, ma verde speranza. 

Vellutata di baccelli 

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 25 minuti

Ingredienti per 2 persone

baccelli di 1 Kg di piselli bio
patata media: 1
cipolla bianca: 1/2
sedano: 1 costa
olio evo: 2 cucchiai
brodo vegetale: 800 ml
yogurt di soia al naturale: 2 cucchiai
basilico: 5 foglioline
peperoncino fresco: 1 fettina
finocchietto fresco tritato: 1 cucchiaio colmo
sale: qb

Procedimento

1) Lavate i baccelli e tagliateli a pezzi
2) Tritate la cipolla e il sedano e fateli appassire nell’olio, con il peperoncino tritato. Aggiungete anche la patata tagliata a pezzi e lasciate insaporire tre minuti. Aggiungete i bacelli, coprite con il brodo caldo e fate cuocere a fiamma dolce per circa 25 minuti. Poi unite il basilico spezzettato
3) Ponete le verdure con un mestolo del loro brodo in un mixer e frullatele bene. Poi passate tutto attraverso un passaverdure a fori piccoli e aggiustate di sale.
4) Servite la vellutata con un cucchiaio di yogurt di soia naturale per ogni piatto e un filo d’olio evo.

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

venerdì 14 aprile 2017

Pastiera vegan


E anche quest’anno la Pasqua è arrivata, e anche quest’anno io sono in ritardo con la pubblicazione delle ricette. Però il mio menù di Pasqua al completo lo trovate sul sito Cambiamenù. In più vi metto anche a disposizione il PDF scaricabile così non avete scuse, non potrete fare altro che preparare un pranzo di Pasqua vegan per tutta la famiglia, sono certa piacerà a tutti, vegani, vegetariani e onnivori, l’ho già sperimentato in varie occasioni :)
Detto ciò, dato che sono in ritardo e ho ancora parecchie cose da fare vi lascio il link dove potete consultare le ricette.  In via del tutto simbolica posterò la ricetta pasquale per eccellenza: la Pastiera napoletana.
Se poi avete voglia di andare a guardarvi la mia intervista andata in onda il 14 aprile sul fuori tg di rai 3 sul mio menù vegan pensato per Lav, la trovate  qui 

E' tutto, vi lascio alla pastiera e vi auguro una felice e serena Pasqua, naturalmente cruelty-free e piena d’amore.



Pastiera vegan 

Ingredienti

Per la pasta frolla
farina 1: 250 g
farina 00: 100 g
lievito naturale: 12 g
olio semi di girasole estratto a freddo: 110 g
burro di cacao: 20 g
zucchero di canna chiaro: 90 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
limone: la buccia grattugiata di 1
acqua fredda: qb
sale integrale: 1 pizzico

Per la crema di grano
grano cotto: 300 g
latte di mandorla leggero non zuccherato: 200 g
arancia bio: la buccia di 1
limone bio: la buccia di 1
olio di semi di girasole estratto a freddo: 20 g
zucchero di canna chiaro: 50 g

Per la crema pasticcera agli anacardi
latte di mandorla leggero non zuccherato: 250 g
farina 1: 15 g
amido di mais: 5 g
zucchero di canna chiaro: 30 g (+ 2 cucchiai)
olio di semi di girasole estratto a freddo: 25 g
scorzette di limone: 2
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
anacardi al naturale: 100 g
canditi all’arancia: 50 g
acqua di fiori d’arancio: 4 cucchiai
cannella: 1 pizzico
sale integrale: 1 pizzico

Procedimento
Il giorno prima preparate la pasta frolla miscelando le due farine con il lievito e il sale. Aggiungete lo zucchero, formate le fontana ed unite il limone grattugiato, l’olio, l’estratto di vaniglia e qualche cucchiaio di acqua fredda. Cominciate ad impastare aggiungendo se necessario ancora un po’ d’acqua. Senza lavorare troppo l’impasto formate un panetto, appiattitelo, chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero fino al giorno dopo. 
Mettete gli anacardi a mollo per 1 ora, poi scolateli asciugateli e frullateli fino a ridurli in crema con 2 cucchiai di zucchero. Tenete da parte. 
Preparate la crema di grano ponendo sul fuoco il latte di mandorla con il grano, l’olio le bucce degli agrumi (senza la parte bianca) e lo zucchero. Cuocete a fiamma dolce per mezz’ora, finché il composto risulterà abbastanza cremoso. Eliminate le bucce degli agrumi, frullate una piccola parte del composto ed unitelo al precedente. Mescolate bene e fate raffreddare completamente. 
Preparate la crema pasticcera ponendo sul fuoco il latte di mandorla con l’olio, lo zucchero l’estratto di vaniglia, il sale e le bucce del limone, portate quasi ad ebollizione, poi versatelo sulle farine setacciate mescolando con una frusta per non formare grumi. Cuocete a fiamma dolcissima sempre mescolando per circa dieci minuti. Eliminate le scorze di limone, versate in una boule, coprite con pellicola a contatto e fate raffreddare completamente. 
Quando è fredda, mescolate 200 g di crema pasticcera con la crema di anacardi. Mescolate il tutto al composto di grano, unite i canditi tritati, l’acqua di fiori d’arancio e la cannella. 
Prendete il panetto dal frigorifero e sopra un foglio di carta forno tirate una sfoglia di 3 mm di spessore. Ungete di olio uno stampo per pastiera ed infarinatelo leggermente. Ponete la sfoglia all’interno, rifilate i bordi e teneteli da parte e bucherellate il fondo con una forchetta. Dalla pasta rimanente ricavate delle strisce larghe 1,5 cm. 
Versate all’interno dello stampo il ripieno, con le strisce formate la classica griglia sigillandole bene all’estremità, infornate a 160° per circa 1 ora e mezza abbondante, fino a quando la crema si sarà rassodata. Lasciate riposare la pastiera almeno due giorni prima di consumarla. 

giovedì 6 aprile 2017

Pesto vegan di tarassaco


Avendo la schiena dolorante non è che stia andando molto per erbe questa primavera, ma per preparare il  pesto di tarassaco che vi propongo oggi ci vuole talmente poco che è stato facilissimo anche per me in questo momento. Il tarassaco si trova ovunque quindi non richiede ricerche estenuanti, io l’ho raccolto nel giardino di casa (non ho un cane eh!) più facile di così!
Diciamo che è un’erba talmente diffusa che trovarla non rappresenterà un problema per nessuno, anche per chi non ha un giardino, l’importante è raccoglierla in luoghi puliti, lontani dal traffico, al sicuro da animali che possano sceglierla come luogo preferito per alleggerire la vescica e magari lontano dai confini dei campi coltivati dove si faccia uso di pesticidi, fertilizzanti ecc ecc.
Non serve che vi spieghi qual è il tarassaco vero? Tutti lo conoscono, magari con altri nomi tipo Dente di leone, Soffione, Piscialetto, Pisciacane ecce cc, quello che fa quei fiori gialli che poi diventano soffioni, è chiaro a tutti vero? Nel caso vi ho messo anche la foto qui sotto. Una volta raccolto il Tarassaco, il resto è facilissimo, io ho aggiunto anche un po’ di aglio da taglio che avevo piantato in giardino qualche anno fa, un’erba delicatamente profumata d’aglio, ma se non ce l’avete potete ometterla. E ho aggiunto anche qualche piccola fogliolina di borragine, sempre piantata qualche anno fa in giardino. Il resto degli ingredienti li trovate nell’elenco qui sotto. Come l’ho mangiato questo pesto di Tarassaco? Con un’amica l’abbiamo mangiato tutto spalmato su crostini di pane caldo, vi assicuro che è una vera delizia. Con il poco che è rimasto ci ho condito la pasta per me il giorno dopo. Veramente delizioso, se non l’avete mai provato, non perdete l’occasione se doveste trovare del Tarassaco in giro. L’unica accortezza, le erbe andrebbero raccolte quando ancora il fiore non è sviluppato del tutto, e scegliendo solo le foglioline più tenere, essendo un pesto deve essere cremoso e non fibroso. Ecco, solo questo, provatelo, sono sicura che piacerà tanto anche a voi. E se cercate qualche altra idea su come utilizzare il Tarassaco in cucina guardate qui 




Pesto di tarassaco 

Preparazione: 15 minuti
Cottura: nessuna

Per 1 barattolino piccolo (4 persone)

foglie tenere di tarassaco: 50 g
borragine: 4 foglioline piccole
aglio da taglio: qualche stelo
spicchio d’aglio: un pezzetto piccolo
lievito alimentare in scaglie: 2 cucchiaini
anacardi: 20
olio evo: qb
sale integrale: qb

Procedimento

Mettete a bagno gli anacardi per 1 ora, poi asciugateli. Ponete tutti gli ingredienti nel mixer, con gli anacardi tranne l’olio. Cominciate ad azionare aggiungendo poco olio evo a filo. Aggiungete per aiutarvi uno o due cucchiai d’acqua, dovrete ottenere un pesto morbido ma non liquido (dipende anche dall’uso che ne dovete fare, da spalmare tenetelo più denso, per condire la pasta un po’ più morbido)  Aggiustate di sale. Conservate in un barattolino e coprite con un filo d’olio evo per non fare ossidare il pesto 
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 27 marzo 2017

Zuppa di cannellini e scarola al carvi

Pentola Le Creuset 
Oggi una ricetta semplice che va ancora bene per le giornate fresche di questi giorni, una buona e salutare zuppa Vegan di legumi che a me piacciono tanto, profumata al cumino. Attenzione però, non sto parlando del cumino che insaporisce le pietanze indiane, ma del Kummel carvi, un altro tipo di cumino, utilizzato soprattutto nei paesi del Nord Europa, ma anche in Trentino alto Adige per esempio, detto anche cumino dei prati. Avete mai assaggiato la puccia trentina (da non confondere con quella pugliese eh, mi raccomando!) o lo Schüttelbrot, quel pane basso basso senza mollica e particolarmente duro che si conserva per mesi e mesi, entrambi tipici dell’Alto Adige? Ecco, questi sono solo due esempi di come viene comunemente utilizzato il kummel carvi in Alto Adige (infatti kummel è il nome alla tedesca) 
Quindi dobbiamo distinguere tra due tipi di cumino, i nomi scientifici sono Cuminum cyminum (il cumino indiano per intenderci) e il Carum Carvi (il cumino dei prati ) il primo ha un sapore caldo, il secondo un sapore fresco che ricorda l’anice e il finocchio.
Detto ciò, a me il carvi piace molto e lo uso spesso soprattutto nel cavolo cappuccio crudo, nel pane appunto, ma anche nelle zuppe vegan di legumi. L’anno scorso ne ho preparata una che mi è piaciuta molto ma che non ho fatto in tempo a postare, di borlotti, lattuga e carciofi profumata al carvi. Così quest’anno ne ho sperimentata un’altra versione, quella di cannellini e scarola, profumata ovviamente sempre al carvi. E’ una spezia molto interessante, che vi consiglio di provare nel caso non la conosciate già. Non è difficile reperirla, io ora la trovo un po’ dappertutto, diversamente da qualche anno fa quando dovevo farne scorta durante le gite in montagna. 
Le spezie sanno dare anche ai piatti più semplici un tocco di originalità, imparare ad usarle renderà la nostra cucina più varia e più sana perché richiederà un uso inferiore di grassi e  sale. W le spezie quindi, e per chi avesse voglia di scoprire il Kummel carvi, vi lascio la ricetta di questa deliziosa zuppa vegan di cannellini e scarola al cumino dei prati.




Zuppa di cannellini e scarola al cumino dei prati

fagioli cannellini: 150 g
scarola: 250 g
cumino dei prati ( kummel carvi) : 1 cucchiaino raso di semi
aglio: 1 spicchio
alloro: 2 foglie piccole
salvia: 3 foglie
olio evo: qb
erba cipollina fresca: qb
peperoncino fresco: qb
alga kombu: 2 cm

Procedimento
Lasciate a bagno i fagioli per una o due notti con alloro e alga kombu cambiando l'acqua un paio di volte. In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio con il cumino ridotto in polvere e il peperoncino, fate tostare leggermente le spezie poi aggiungete l’aglio e fate insaporire, unite quindi alloro e salvia, poi i fagioli scolati, coprite di un dito con acqua e cuocete per 25 minuti circa Nel frattempo lavate e scolare la scarola, tagliatela a listarelle e trascorsi i 25 minuti aggiungetela alla zuppa, fate cuocere ancora 20 minuti circa. Alla fine aggiungete l’erba cipollina tritata, del peperoncino sempre tritato, un giro d’olio evo e servite subito con fette di pane alla segale o integrale tostato.

venerdì 24 marzo 2017

Spaghetti di zucca al pesto di salvia


Oggi spaghetti di zucca, un classico che sarà anche l’occasione per salutare questo ortaggio per lasciare spazio alle verdure primaverili.  Il piatto è molto semplice, non richiede certo spiegazioni. L’unica cosa su cui ci si può dilungare è il condimento. A me il pesto di salvia piace moltissimo, lo mangio spalmato su crostini caldi e soprattutto lo adoro sulla polenta grigliata, lo faccio spesso e devo dire che piace sempre molto, soprattutto in aggiunta a delle alghe marinate con olio e limone, è un delizioso antipasto! 
Ma il pesto alla salvia si può utilizzare anche per condire la pasta per esempio,  come ho fatto oggi, anche se non si tratta di pasta e vera e propria. E’ un pesto molto buono se però preparato con una salvia dal sapore delicato. Ora io non so come sia quella che si compera in giro perché ne ho una pianta in giardino e utilizzo sempre quella, però mi è capitato di imbattermi in foglie di salvia dal sapore molto pungente, in questo caso il pesto risulterebbe troppo forte. Quindi è bene assaggiare la salvia prima di procedere alla preparazione di questo pesto e nel caso magari cambiare leggermente la ricetta, diminuendo la quantità di salvia ed aumentando la frutta secca. 
La ricetta è molto semplice quindi non c’è niente da spiegare, bastano una buona zucca, l’ attrezzo per trasformarla in spaghetti,  una salvia dal sapore delicato, dell’olio buono ed il piatto è fatto 

Spaghetti di zucca al pesto di salvia

Ingredienti
Per 2 persone

zucca pulita (io Delica) : 300 g
salvia dal sapore delicato: 20 foglie
semi zucca: 30 g
mandorle sgusciate: 40 g
lievito alimentare: 2 cucchiaini
olio evo di ottima qualità: 50 g circa
acqua: qualche cucchiaio
prezzemolo fresco tritato: 1 cucchiaio
limone: qualche goccia
sale integrale: qb
peperoncino: a piacere

Procedimento
Preparate con l’apposito attrezzo gli spaghetti di zucca. Salateli leggermente, aggiungete qualche goccia di limone, mescolate e fate riposare. 
Nel frattempo preparate il pesto mettendo nel mixer tutti gli ingredienti ed aggiungendo olio evo quanto basta per ottenere un pesto cremoso e morbido (aiutatevi anche aggiungendo poca acqua)
Condite gli spaghetti con il pesto e serviteli subito. Se preferite potete spadellarli leggermente in padella con poco condimento, aggiungendone dell’altro fuori dal fuoco in modo che siano ben conditi. 

Alcune annotazioni: il pesto alla salvia è molto buono se si utilizza una salvia delicata, diversamente risulterebbe troppo forte. Se non trovate una salvia dal sapore delicato potete optare per un pesto di rucola (potete prendere spunto da questo piatto ) o un classico pesto al basilico. 

lunedì 20 marzo 2017

Smoothie di banana spinaci e limone



Sono un po’ assente causa dolori, e dato che non sono in perfetta forma, cucino si qualcosa per sopravvivere, ma non fotografo molto se non per lavoro e quindi trascuro un po’ il blog, ma purtroppo ogni tanto bisogna ottimizzare le energie per forza di cose.
Comunque, tornando a noi, quella di oggi non è una vera e propria ricetta, è un semplicissimo smoothie fotografato anche molto in fretta per i motivi suddetti. Quello che ha di interessante però è che questo beverone è un concentrato di magnesio, e lo sapete che il magnesio è un alleato fondamentale contro i dolori? Ecco, io in definitiva dovrei assumerne una buona dose ogni giorno, e quindi ecco qui la ricetta perfetta. Questa è la mia merenda da un po’ di tempo a questa parte e lo sarà finché gli spinaci freschi saranno di stagione, poi passerò ad altro. In aggiunta al beverone mangio qualche mandorla, e niente più.
Inizialmente avevo cominciato ad assumerlo come integratore, ma poi ho preferito affidarmi solo alla dieta.
Cerco di acquistare alimenti biologici, i limoni, gli spinaci quando li trovo! ma soprattutto le banane che non ritengo un alimento molto sano purtroppo a causa del sistema di coltivazione, trasporto, maturazione ecc  ecc, così opto per quelle bio del commercio equo e solidale, sperando che siano migliori; mal che vada avrò forse aiutato qualche famiglia di locali piuttosto che favorirne lo sfruttamento, ma questo è un altro discorso a cui bisognerebbe sensibilizzarsi tutti, il nostro potere è nelle scelte alimentari che facciamo e quindi in ciò che compriamo!
Detto ciò non faccio altre considerazioni e vi lascio a questo semplicissimo smoothie, molto buono! gli spinaci non si sentono a patto che non esageriate, sempre che non vi piacciano moltissimo ovviamente. Veloce da preparare, è perfetto per la merenda del pomeriggio, o per la colazione, o per lo snack di metà mattina, fate voi :) 

Smoothie di banana, spinaci e limone 

Ingredienti
per 1 persona

banana bio: 1 grande
spinacini freschi bio: 1 manciata
limone bio: ½
acqua: qb 

Procedimento
Eliminate dagli spinaci se usate quelli grandi il gambo più grosso. Spezzettateli ed inseriteli nel bicchiere del frullatore con la banana, il limone spremuto e un po’ d’acqua a seconda di quanto lo desiderate denso. Frullate bene il tutto e bevete immediatamente.

Con questa ricette auguro a tutti un felice inizio di primavera. Un bacio e al prossimo post 

martedì 14 marzo 2017

Tartufi vegan al cioccolato



Quando c’è bisogno di qualcosa di consolatorio non c’è niente di meglio del cioccolato, almeno per me. Io non amo particolarmente i dolci, ma il cioccolato è un rifugio. Non che ne faccia delle scorpacciate eh, ma ogni tanto ne sento il bisogno e niente, lo mangio e basta :)
Adoro il cioccolato nero, mi fa impazzire quello alla menta, ma poiché non posso certo postare una tavoletta di cioccolato, vi propongo questi tartufini, sono deliziosi per accompagnare un caffè a fine cena, ne basta uno, un attimo di vero piacere, morbidi, con un cuore all’albicocca, e sufficientemente amari (ma potete anche optare per un cioccolato al 70% se vi piace un amaro più deciso. Io ho fatto una cosa intermedia perché erano destinati a persone diverse, quindi per mettere d’accordo tutti sono stata su un amaro medio, ma nulla vieta di esagerare in base ai propri gusti. E anche il cuore alla frutta perché no? Si può provare con fragole essiccate e reidratate, o ciliegie, o con tutto quello che vi piace di più. Io sono stata sul classico gusto sacher che non delude mai .

Tartufini cioccolato e albicocche

Preparazione: 40 minuti (più i tempi di raffreddamento)
Cottura: 10 minuti

Ingredienti
Per 20 tartufini

cioccolato fondente vegan al 60%: 200 g
tahina: 35 g
latte riso: 12 cucchiai
caffè ristretto: 4 cucchiai
rum: 2 cucchiai (facoltativo)
albicocche secche morbide: 4
cacao amaro in polvere: qb (meglio raw)

Procedimento

1) Tritate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria
2) Scaldate metà  del latte e stemperate la tahina in modo che risulti un composto liscio. Nel restante latte aggiungete il caffè, scaldate il composto, unite il rum ed aggiungetelo caldo al cioccolato sciolto. Mescolate bene. Trasferite tutto in una boule e montate con le fruste elettriche finché il composto non sarà freddo, denso e ben montato. 
3) Con un cucchiaino prelevate una quantità di cioccolato grande come una ciliegia, inserite al centro un pezzetto di albicocca e aiutandovi con l’altro cucchiaino come a fare delle quenelle date una forma sferica al composto. Mettete a raffreddare in freezer per 15 minuti, poi passate i tartufini nel cacao. Teneteli in freezer e lasciateli 5 minuti a temperatura ambiente prima di servirli (vanno comunque serviti freddi)

lunedì 6 marzo 2017

Risotto integrale di porri e spinaci



Dato che ormai i segreti per preparare dei deliziosi risotti con il riso integrale li conosciamo tutti, non abbiamo scuse per  non usarlo. Io ormai il riso raffinato non lo uso praticamente più, a meno di preparazioni particolari, ma è molto raro. Di regola mangio esclusivamente riso integrale che cuocio dopo averlo lasciato in ammollo dalle 8 alle 12 ore circa cambiando l’acqua un paio di volte, sia per eliminare le sostanze antinutrizionali,  sia per ridurre i tempi di cottura: in 18/20 minuti circa il vostro risotto sarà pronto! 
Cosa possiamo fare con il riso integrale? qualunque tipo di risotto integrale naturalmente. La mantecatura si può fare in diversi modi, con crema di frutta secca, o crema di verdure, o semplicemente con olio o frullando una piccola parte di riso. La scelta dipende dalla ricetta, dal risultato che vogliamo ottenere e dalle calorie che vogliamo introdurre, comunque sono tutti degli ottimi sistemi. 
In questo caso ho mantecato questo risotto integrale vegan di porri e spinaci con un po’ di crema di porri e olio, per esaltare il sapore del porro. Un risotto integrale vegan molto semplice ma delizioso, il porro smorza il sapore particolare degli spinaci che non a tutti piace e nell’insieme risulta un risotto delicato, leggermente dolce. 
Naturalmente potete variare le proporzioni degli ingredienti a seconda del vostro gusto, sarà sempre un risotto di stagione da gustare ancora per un po’ prima di proiettarci  definitivamente verso la primavera che lascerà spazio a tante altre cose buone e coloratissime. 

Risotto integrale di porri e spinaci

Preparazione: 15 minuti ( più l'ammollo del riso)
Cottura: 30 minuti circa

Ingredienti per 2 persone

riso integrale: 160 g 
porri: 2 medi
spinacini freschi: 60 g 
brodo vegetale: qb
olio evo: 4 cucchiai circa
vino bianco: 1 tazzina (facoltativo)
lievito alimentare: 1 cucchiaio raso
noci:
sale e pepe: qb

Procedimento
Il giorno prima mettete a mollo il riso integrale cambiando l’acqua due/tre volte., poi scolatelo. 
Tritate il porro e fatelo appassire in due cucchiai d’olio evo a fiamma dolcissima senza farlo scurire (eventualmente aggiungete poco brodo o acqua caldi) Prelevate due cucchiai di porro e teneteli da parte. Tostate  il riso, poi sfumate con il vino bianco, lasciate evaporare e cominciate a cuocere aggiungendo il brodo caldo poco alla volta e subito gli spinaci tritati grossolanamente. Frullate il porro tenuto da parte con due cucchiai d’olio evo di ottima qualità e tenete da parte. Portate a cottura il riso (ci vorranno 18/20 minuti) aggiustate di sale se necessario. Toglietelo dal fuoco e mantecatelo con la crema di porro. Una macinata di pepe nero e servite cosparso di noci tritate grossolanamente.

Alcune annotazioni: i tempi di cottura possono variare a seconda del tipo di riso utilizzato e dei tempi di ammollo. 

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post 

martedì 28 febbraio 2017

Crostoni al cavolo nero e cannellini

Pentola le Creuset

Oggi una ricetta molto semplice, qualche volta le ricette semplici possono salvare situazioni non previste. Per esempio, se vi dovesse capitare di organizzare un aperitivo in tutta fretta e non sapeste cosa preparare di sfizioso, i crostoni sono sempre un’ottima soluzione: sono buoni, semplici da preparare, piacciono a tutti e possiamo farli con tutto quello che vogliamo. Io oggi ho optato per dei crostoni vegan al cavolo nero perché mi sono accorta che è un'ortaggio non proprio noto a tutti, mentre io non potrei farne a meno. Lo trovo delizioso nelle zuppe, come questa, per condire la pasta dopo averlo trasformato in un pesto, come questo. Ma anche nelle lasagne, negli gnocchi, insomma il cavolo nero è talmente buono e versatile che chi ancora non lo conoscesse dovrebbe rimediare. E possiamo cominciare con qualcosa di semplice che esalta tutto il sapore di questo splendido ortaggio invernale. In Toscana preparano il classico crostone chiamato fettunta. Ecco diciamo che il crostone di oggi parte da quell’idea, ma con l’aggiunta dei cannellini (così diventa un piatto completo) e di un po’ di cipollotto. Così, se come spesso capita a me l’aperitivo dovesse andare per le lunghe, intanto che bevete riempite lo stomaco con qualcosa di sano, ma sfizioso e nutriente e il vostro aperitivo potrebbe facilmente trasformarsi in una cena. 

Crostoni al cavolo nero e cannellini

Ingredienti
Per 8 crostoni

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 10 minuti

cavolo nero pulito: 150 g
pane casereccio (integrale o di segale): 4 fette grandi
fagioli cannellini bolliti: 4 cucchiai
cipollotto: ½
aglio: 2 spicchi
peperoncino fresco: qb
sale integrale: qb
qualche rametto di rosmarino
salvia: 1 fogliolina
olio evo: qb

Procedimento
Cuocete il cavolo nero nel cestello della pentola a pressione per tre minuti, poi scolatelo e raffreddatelo in acqua e ghiaccio. Tritate il cipollotto e fatelo ammorbidire in padella con un cucchiaio di olio evo e un po’ di peperoncino tritato. Tagliate il cavolo nero a listarelle e saltatelo nella padella con il cipollotto, aggiustate di sale. Scaldate un cucchiaio dì olio evo in un’altra padella, aggiungete il rosmarino e la salvia e fate insaporire i fagioli cannellini. 
In una griglia tostate le fette di pane dopo averle divise a metà. Strofinate su ognuna lo spicchio d’aglio e condite con un filo d’olio evo. Aggiungete il cavolo nero e i cannellini e  servite subito. 

Alcune annotazioni: per pulire il cavolo nero velocemente, sfilate la costola centrale dalla foglia verde facendo scorrere la foglia tra il pollice e l'indice.

Un bacio a tutti e al prossimo post

Pentola Le Creuset 

giovedì 23 febbraio 2017

Galani vegan


Il carnevale impazza e io che faccio? Mica mi vesto in maschera e vado a festeggiare, no no, io mi chiudo in casa a friggere, una situazione decisamente meno caotica. Non ricordo nemmeno l’ultima (e forse unica?) volta che sono stata a Venezia per il carnevale, diciamo che non è la mia festa preferita, come del resto Natale, Capodanno, Pasqua, ecc ecc in pratica non me ne piace nemmeno una!  
Però se c’è da cucinare qualcosa di particolare non mi tiro mai indietro e quindi anche quest’anno ho scelto come unico giorno dell’anno  dedicato alla frittura un giorno vicino alla fine del Carnevale, così sono sicura che non dovrò replicare. Non perché il fritto non sia buono eh! E come potrebbe essere, ma solo perché non è molto salutare, quindi lo evito. 
Però dai, un giorno all'anno si può fare, ma anche due eh, scelta libera, non voglio essere tropo rigida, se mangiamo bene tutti i giorni, un po’ di fritto due volte all'anno ce lo possiamo concedere. 
Quest’anno è la volta dei galani vegan, o frappe che dir si voglia. L’anno scorso invece mi sono dedicata alle frittelle vegan. I galani vegan sono venuti favolosi, le frittelle vegan erano irresistibili, quindi non so cosa consigliarvi, scegliete in base alle vostre preferenze, o preparateli entrambi :) 
L’olezzo del fritto vi accompagnerà per qualche giorno ma poi se ne andrà, giuro ;) E  Niente, che altro dire? Non sono difficili da fare, basta una macchina per tirare la pasta sottile, la mia arriva fino a 9 e io mi sono fermata a 7, per me così sono perfetti, più sottili direi di no! Per il resto un semplicissimo impasto da far riposare un po’. L’olio per la frittura deve essere alla giusta temperatura, se è troppo caldo diventano scuri in un attimo essendo sottili, quindi cercate di mantenerlo in temperatura (circa 175°) e vi verranno perfetti.

Galani vegan 

Preparazione: 40 minuti
Cottura: 20 minuti

farina 2: 350 g
farina 0: 150 g
vino bianco secco: 160 g
margarina (homemade o di ottima qualità): 30 g
estratto di vaniglia: 2 cucchiaini
grappa: 3 cucchiai
buccia di 1 limone bio grattugiata finemente
buccia di ½ arancia bio grattugiata finemente
zucchero a velo di canna: 50 g più per servire
aceto di mele: 1 cucchiaino
olio di arachidi: per friggere (circa 1 l)
acqua: qb

Procedimento
Setacciate le farine con il sale, aggiungete lo zucchero, fate un foro al centro e versate il vino. Cominciate ad impastare aggiungendo anche l’aceto,  la grappa, la vaniglia, le scorze grattugiate e la margarina poca alla volta. Lavorate l’impasto sulla spianatoia finché sarà liscio (circa 15 minuti) aggiungendo se necessario qualche cucchiaio d’acqua.  Avvolgete il panetto nella pellicola trasparente e fatelo riposare un’ora. Trascorso il tempo riprendete il panetto e dividetelo in pezzi. Tirate ognuno in una sfoglia sottile utilizzando la macchina per la pasta. Infarinate un piano di legno ed adagiate le sfoglie. Tagliatele con una rotella dentata in rettangoli e praticare un’incisione longitudinale al centro di ognuno. 
In una casseruola ampia scaldate abbondante olio di arachidi portandolo a circa 175° friggete i galani per pochi minuti due alla volta rigirandoli finchè saranno leggermente dorati. Estraeteli con una forchetta e appoggiateli su carta assorbente da cucina. Serviteli freddi cosparsi di abbondante zucchero a velo.
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 20 febbraio 2017

Zaeti vegan



Sicuramente molti di voi non conosceranno questi tipici biscotti veneziani, chiamati zaeti per il colore che l’uso della farina gialla di mais conferisce loro. Ma Se vi capitasse di fare un giro a Venezia, vi accorgerete di come non ci sia pasticceria che non proponga la propria versione, così come ogni famiglia veneziana custodisce la propria ricetta. Quello che differisce sostanzialmente dall'una all'altra sono di fatto le proporzioni tra gli ingredienti e l’uso della farina di mais più o meno sottile. Per il resto gli ingredienti sono pochi e realizzare questi biscotti è abbastanza semplice. 
Io ovviamente vi do la mia versione vegan, ma poiché non mi è ancora capitato di girare a Venezia ed imbattermi in un zaeto vegano,  per ora i miei sono gli unici zaeti vegani che ho assaggiato. 
Un biscotto perfetto per accompagnare un caffè o un te, ma soprattutto da intingere in un bicchierino di vino dolce come per esempio un Recioto a fine cena, come si usa a Venezia.  
La loro tipica forma è a diamante, come quelli che vedete in foto, ma può capita di trovarli a losanghe, e anche tondi.

Zaeti vegan

Preparazione: 30 minuti (più il riposo della pasta)
Cottura: 18 minuti

Ingredienti per circa 19 pezzi

farina gialla di mais fioretto: 70 g
farina gialla di mais (più grossa): 20 g
farina 0: 60 g
uvetta: 35 g
olio semi: 60 g
burro cacao: 15 g
lievito naturale: 3 cucchiaini
estratto di vaniglia: 2 cucchiaini 
scorza di ½ limone
zucchero di canna chiaro: 55 g
sciroppo d’agave: 30 g
grappa: qb
sale: un pizzico

Procedimento
Il giorno prima o qualche ora prima preparate il “burro vegan” mescolando il burro di cacao fuso con l' olio di semi di girasole (volendo aggiungere una parte di olio oliva delicato)  tenete i frigorifero qualche ora finché sarà abbastanza solido. Mescolate con una forchetta per renderlo cremoso e conservate in frigorifero fino al momento dell’utilizzo. Mettete a bagno l’uvetta nella grappa (volendo con metà acqua) 
Mescolate le polveri tra di loro. Grattugiate la scorza del limone. In una ciotola impastate le farine con  l’agave e con il burro aiutandosi inizialmente con una forchetta aggiungendo qualche cucchiaio di grappa. Unite alla fine l’uvetta scolata e asciugata. Impastate velocemente e ponetee in frigorifero a raffreddare bene.
Prelevate delle palline grosse come una ciliegia , appiattitele e fatele cuocere a 170° per 18 minuti circa.  Sfornate quando i bordi sono dorati. Fateli raffreddare  e conservate in scatole di latta ben chiuse. Se desiderate un biscotto più croccante, il giorno dopo infornate una seconda volta a 100° per circa 30 minuti
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 13 febbraio 2017

Cornetti vegan integrali


Voglia di coccole? Allora è il momento di prepararsi dei deliziosi cornetti integrali super morbidi. Questa è la mia ricetta per San Valentino, un gesto d’amore verso noi stessi. Io detesto San Valentino, la trovo una ricorrenza inutile, non l’ho mai festeggiato e mai lo festeggerò. Quindi se siete alla ricerca di ricette romantiche, per trovarne tra le mie dovrete lavorare di fantasia. Ma se al posto di cuoricini e nastri rossi cercate piatti fatti col cuore da preparare con amore per voi o per qualcuno, allora qui ce ne sono molte, come per esempio questi irresistibili (almeno per me) cornetti vegan integrali.
L’altro giorno mi ha preso un’irrefrenabile voglia di cornetti, non ne mangiavo da tanto tempo, al bar non ci vado e a casa era davvero da tanto che non li facevo. Detto fatto mi sono messa al lavoro, tanta la voglia di mangiarne uno, che poi sono diventati svariati, comunque tralasciamo questo dettaglio :) E così sono nate queste deliziose brioches vegane integrali, super morbide e nemmeno troppo difficili da preparare, come tutti i lievitati richiedono solo un po’ di attesa, ma l’amore è anche questo giusto? Niente, quindi ecco qui la mia ricetta di San Valentino, fatta da me per me, ma anche per tutti voi che passate di qua. Vale la pena provarle, sono leggerissime, morbide e una tira l’altra. C’è poco zucchero, a me piacciono così, ma se le volete più dolci aumentate di 20 g la quantità di zucchero. Ovviamente potete sostituire il lievito di birra con la pasta madre, Io comunque ne ho usato poco e allungato i tempi di lievitazione. Avendo tempo potete ridurre ulteriormente il quantitativo di lievito. 

Cornetti vegan integrali 

Preparazione: 40 minuti più i tempi di lievitazione
Cottura: 17/18 minuti

Ingredienti per circa 23 piccoli cornetti

farina integrale: 400 g
farina 0: 100 g
zucchero di canna (io demerara bio equo e solidale):110 g
lievito di birra fresco: 5 g
olio di semi : 100 g
margarina homemade (o di ottima qualità): 30 g
scorza di arancia grattugiata: 2 cucchiaini
latte soia: 240 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
malto: 1 cucchiaino
sale integrale: 1 cucchiaino
marmellata homemade a piacere: (facoltativa)

Procedimento
Mescolate le due farine, aggiungete lo zucchero. Sciogliete il lievito in poco latte a temperatura ambiente e aggiungete il malto. Versate il latte poco a poco nella farina e cominciate ad impastare, versate il lievito sciolto nel latte e continuate ad impastare. Quando il composto sarà abbastanza omogeneo, unite il sale, l’olio poco alla vola, l’arancia e la vaniglia impastando sempre. Alla fine unite la margarina e continuate ad impastare a lungo (io ho impastato in totale per circa 20 minuti con il Bimby). Ungete leggermente d’olio una boule, adagiatevi l’impasto e mettetelo a lievitare nel forno con la lucina accesa fino al raddoppio del volume (a me sono servite circa 3,5/4 ore.
Prendete l’impasto, e tiratelo in una sfoglia abbastanza sottile (circa 3 mm) Dividetelo in due e ricavate tanti triangoli. Fate un’incisione profonda alla base del triangolo, e cominciate ad arrotolare le due estremità. A questo punto, se avete deciso dimetterla,  ponete un po’ di marmellata al centro del triangolo e arrotolate completamente sigillando leggermente. Procedere così per tutto l’impasto. Rimettere a lievitare in forno con lucina accesa fino al raddoppio (circa 2 ore)
Cuocere a 180° per 17/18 minuti circa.
Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 9 febbraio 2017

Pesto vegan di cavolo nero


Dopo essere diventato questo inverno il piatto più gettonato, non mi resta che postarlo, non sia mai che l’inverno prossimo me ne dimentico e non so più cosa prepararmi per pranzo. Tra l’altro è comodissimo perché se lo congelate avete una scorta sempre pronta caso mai vi capitasse qualcuno all'improvviso e doveste preparare qualcosa al volo, con questo farete senz'altro un figurone.
La ricetta è semplicissima, quindi c’è poco da spiegare, l’unica cosa che posso dire è : eliminate la costa centrale delle foglie, alcuni la lasciano, ma essendo molto  fibrosa risulta difficile amalgamarla, anche perché io sbollento il cavolo giusto il tempo necessario a poterlo frullare, poco più di un minuto, se le foglie sono tenere anche meno. Utilizzate un olio evo di ottima qualità, potete omettere l’aglio, e il basilico se non lo trovate, il pesto sarà comunque ottimo, delizioso anche spalmato su crostini di pane caldi o polenta.  
Il cavolo nero è uno degli ortaggi più interessanti dell’inverno, in termini di sapore intendo, è ottimo per preparare zuppe con legumi, come questa per esempio, o anche mangiato come contorno. E’ delizioso anche per prepararci delle chips che posterò a  breve, (il principio è quello delle chips di cavolo riccio che trovate sul pdf delle ricette di Natale scaricabile nella homepage del blog )

Pesto di cavolo nero

Preparazione: 15 minuti
cottura: 10 minuti

Per 200 g di pesto

cavolo nero pulito: 140 gr
mandorle: 20 gr
noci: 2
olio evo: 80 gr circa
basilico: 4/5 foglie (facoltativo)
aglio: 1 fettina piccola (facoltativo)

Procedimento
Dopo aver eliminato dal cavolo nero la costa centrale, sbollentarlo un minuto e mezzo in acqua bollente salata. Scolarlo e raffreddarlo in acqua ghiacciata.
Asciugarlo, tritarlo e metterlo in un mixer insieme agli altri ingredienti, con due o tre cucchiai d’acqua di cottura e poco olio evo. Azionale il mixer  ad intermittenza fino a rendere il composto cremoso e morbido. Aggiungere il restante olio poco alla volta e aggiustare di sale. Deve avere la consistenza di un pesto, se necessario aggiungere ancora poca acqua e olio. 
Potete usarlo per condire gli spaghetti (a me piace con quelli di farro integrale) oppure per preparare dei crostini di pane o di polenta (in questo caso basterà un quantitativo di olio inferiore.

Buon weekend a tutti, un bacio e al prossimo post 

venerdì 3 febbraio 2017

Arrosto vegan di legumi e verdure


E così, tra un piatto e l’altro, una foto e l’altra, un esperimento e l’altro un’altra settimana volge al termine. Cosa vi propongo per il week end vi starete chiedendo? Ecco, infatti! Allora io avrei pensato di proporvi un piatto domenicale, una specie di arrosto, anzi meglio dire un rollè, così non rubiamo termini a nessuno e non li usiamo impropriamente. Ma poi rollè si potrà dire senza fare arrabbiare qualcuno? Boh, non lo so, io ci provo, voi chiamatelo come più vi piace, arrosto di legumi in crosta, rollè di legumi ecc ecc. La sostanza è che si tratta di una sorta di polpettone vegan in versione ridotta, con una crosta di pistacchi e cotto al forno. Il fatto di aver scelto la versione ridotta del polpettone vegan mi permette di tagliare delle fette piccoline e mantenere intatta la crosta esterna, più facile da maneggiare e anche più carino da presentare in tavola. Che ne dite? A me è piaciuto molto, ed è una di quelle cose che rifarò senz’altro. Ottimo accompagnato da una salsa di pomodoro, oppure una maionese, magari aromatizzata, e l’immancabile (almeno per me) verdura cruda di stagione, in questo caso un’insalatina di spinacini e cavolfiori fermentati (deliziosi) e qualche altra fogliolina decorativa di vostro gusto.
Delizioso piatto domenicale, il polpettone vegan di legumi, in questo caso fagioli Borlotti, è ottimo anche il giorno dopo, sempre che ne avanzi qualche fetta. E' anche un modo diverso per mangiare i fagioli non vi pare? più goloso della zuppa, se non siete appassionati del genere :)
Qui le dosi per due piccoli rollè. Se optate per uno, dimezzate la dose ovviamente! :) mangerete in due/tre persone, a seconda delle portate del menù. Per i cavolfiori fermentati, spero di rifarli presto e darvi la ricetta, sono deliziosi e perfetti per accompagnare tanti piatti.

Arrosto di borlotti in crosta di pistacchi


Preparazione: 30 minuti 
Cottura: 40 minuti

Ingredienti per 2 piccoli rollè
(6 /7 persone)

fagioli borlotti bolliti: 480 g
carote: 4
cipollotti: 2
zenzero fresco: 6 fettine
olio evo: 8 cucchiai
noci: 8
salsa di soia: 2 cucchiaini
fiocchi d’avena integrali: 4 cucchiai rasi
mollica di pane (integrale o di segale): 100 g di
prezzemolo fresco tritato: 2 cucchiai rasi
rosmarino:1 rametto di
farina di mais gialla: 4 cucchiai rasi
pistacchi sgusciati non salati: 6 cucchiai
sale: qb
maionese vegan: (ricetta qui

Procedimento

Tritate il pane raffermo ed ammollatelo con poca acqua. Lavate e mondare le verdure. Tagliate le carote a cubetti piccoli e tritate i cipollotti. In una padella antiaderente scaldate quattro cucchiai di olio evo con le fettine di zenzero, poi aggiungete le carote, salate, e saltate in padella per cinque minuti. Aggiungete i cipollotti tritati e saltate finché le verdure saranno tenere, toglietele dalla padella senza l’olio e lo zenzero e tenetele da parte. Tritate le noci e i fiocchi d’avena al coltello formando una granella abbastanza sottile  ma non completamente omogenea. Ponete in un mixer i fagioli ed azionate fino a ridurli in pezzetti senza renderli cremosi. Versate i fagioli in una boule, aggiungete le verdure, il pane ammorbidito, il prezzemolo tritato, la salsa di soia e mescolate per omogeneizzare il tutto. Aggiustate di sale se necessario.  Lasciate riposare almeno un’ora in frigorifero. Tritate i pistacchi e mescolateli alla farina di mais. Estraete l’impasto dal frigorifero e dividetelo in due parti uguali. Con le mani date ad ognuno la forma di un cilindro di 6 cm di dimetro. Fatelo rotolare delicatamente su di un tagliare per renderlo regolare. Spennellatelo di olio evo e rigiratelo sulla panure di pistacchi e mais in modo da ricoprirlo abbondantemente. Procedete allo stesso modo con il rimanente impasto. Ponete i due rollè in una teglia con quattro cucchiai di olio evo. Aggiungete un ulteriore filo d’olio, spezzettare il rametto di rosmarino, ed infornare a 190° per 30 minuti. Dopo 25 minuti di cottura passate al grill per far dorare la superficie. Fate intiepidire i rollè e tagliateli a fette. Servite con verdure fresche di stagione e maionese vegan a parte

Buon weekend a tutti. Un bacio e al prossimo post.

sabato 28 gennaio 2017

Crema vegan di zucca e miglio

Pentola Le Creuset 
C’è chi le ama e chi le trova poco soddisfacenti. Chi non rinuncia a questo comfort food nemmeno d’estate e opta per le versioni fredde e chi invece non le sceglie nemmeno quando il freddo pungente fa venire voglia di qualcosa di caldo e avvolgente. Io sto a metà strada, le creme e le vellutate mi piacciono, ma devo sempre avere qualcos’altro in tavola, e quando le preparo cerco di renderle sfiziose, colorate, e di dargli un tocco originale, qualcosa che cucchiaio dopo cucchiaio desti la mia attenzione senza annoiarmi! In poche parole ci aggiungo sempre qualcosa, possono essere dei crostini croccanti alle erbe, o dei cereali, o un pesto freddo e leggermente amaro che contrasta con il caldo e la dolcezza della crema di zucca. La zucca è la protagonista dell’inverno, insieme ai cavoli, è un’ ortaggio ricchissimo di sostanze che ci fanno bene, primo fra tutti il betacarotene che gli conferisce il caratteristico colore arancio e che serve al nostro organismo per formare la vitamina A. Contiene poi vitamine B ed E. E’ un ottimo antiossidante, contiene molti sali minerali: calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, selenio, sodio, manganese e zinco, è ricca anche di diversi amminoacidi e di fibra. Il betacarotene protegge anche il sistema circolatorio, è un antinfiammatorio e ha proprietà antiossidanti contrastando l’azione dei radicali liberi e rallentando l’invecchiamento delle cellule. 
Ecco, quindi niente, la crema di zucca si deve proprio fare, che piacciano o meno le creme, vellutate e affini, sono un ottimo sistema per fare il pieno di sostanze che ci fanno bene.
Aggiungeteci questo pesto fresco e saporito, e la vostra crema sarà tutta un'altra cosa ;) 



Crema di zucca e miglio con pesto di rucola

Preparazione 20 minuti
Cottura 20 minuti

Ingredienti per 2 persone

zucca Delica: 300 g
cipolla: ½ (oppure 1 cipollotto)
miglio: 60 g
salvia: 2 foglioline
rosmarino: 1 rametto
rucola: una manciata
latte vegetale (soia o avena): 1/2 bicchiere circa
mandorle: 15
olio evo: qb
brodo vegetale: qb

Preparazione
Lavare e mondare la zucca. Potete lavare i semi, farli asciugare e tenerli da parte per consumarli in un secondo momento. Tagliare la zucca a cubetti,  affettare la cipolla. Lavare bene il miglio, poi scolarlo (se vi ricordate potete metterlo in ammollo dalla sera prima) In un’ampia casseruola, porre la cipolla, la zucca, la salvia, il rosmarino e coprire di 2 cm le verdure con il brodo vegetale. Porre sul fuoco e portare a cottura finché il miglio sarà tenero (ci vorranno circa 20 minuti) Aggiustare di sale e pepe, aggiungere mezzo bicchiere di latte di soia o di avena e passare tutto al frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema liscia
Tritare la rucola e porla in un mixer con le mandorle tritate un po’ di sale e due cucchiai di olio evo. Azionare ad intermittenza fino ad ottenere un pesto non troppo morbido.
Al momento di servire, scaldate la crema di zucca, ponetela nei piatti da portata, aggiungete per ogni piatto tre cucchiaini di pesto, formate un vortice con uno stecchino lungo per amalgamare il pesto, un giro d’olio evo a piacere e servite subito. 
Con questa ricetta auguro a tutti un buon weekend. Un bacio e al prossimo post

mercoledì 11 gennaio 2017

Pane pita integrale


Data la mia passione per la cucina mediorientale, il pane pita non può che essere tra i miei preferiti. Questa è la versione integrale di questo delizioso pane, perfetto per essere farcito con tutto quello che più vi piace. 
La particolarità di questo pane pita è che in cottura si gonfia come un palloncino, formando quindi una tasca che poi va riempita con vari ingredienti. Ovviamente i miei preferiti sono verdure miste, falafel (trovate la ricetta qui) e yogurt di soia. Ma potete anche servirlo con un delizioso e profumato spezzatino vegetale, come questo perché ovviamente essendo un pane si presta alla scarpetta con qualsiasi sugo.
Insomma sul come  mangiarlo sono sicura non avrete problemi, sul come prepararlo ve lo spiego in questo post, non è difficile, basta seguire i vari passaggi e vi assicuro che vederlo gonfiare in forno sembra una magia. Appena lo estraete chiudetelo in sacchetti di carta e poi di plastica per mantenerne la morbidezza. Tutto qua, e quello che resta potete tranquillamente congelarlo. Non dimenticate di provarlo spalmato di hummus di ceci, come nella foto! Una vera delizia! 
Se poi ad incuriosirvi sono anche altri pani piatti, come il naan, o la piadina ecce cc, andate a vedere l’ultimo bellissimo numero di Taste & More, avrete solo l’imbarazzo della scelta, e non solo per i pani piatti, c’è tutto un mondo da scoprire sull’ultimo numero ! 



Pane pita integrale 

Ingredienti per 12 pezzi

farina di frumento integrale: 400 g
farina manitoba: 325 g
lievito di birra: 4 g
acqua: 550 g
malto: 1 cucchiaino
sale: 15 g

Preparazione

Mescolate 125 g di farina manitoba con 250 g di acqua in cui avrete sciolto 2 g di lievito di birra e aggiungete il malto. Chiudere in un contenitore ermetico, lasciate mezz’ora a temperatura ambiente e successivamente conservate in frigorifero per 48 ore. Trascorso il tempo, aggiungete alla preparazione 400 g di farina integrale, 200 g di farina manitoba, 2 g di lievito sciolto in poca acqua, e l’acqua rimanente (regolate la quantità d’acqua in base alla capacità di assorbimento della farina.  Lavorate con l’impastatrice finchè il panetto si staccherà dalle pareti (almeno 10 minuti) Aggiungete il sale e lavorare altri 5 minuti con l’impastatrice e poi un paio di minuti a mano sulla spianatoia. Sistemate il panetto in un contenitore ampio, copritelo con la pellicola e fatelo lievitare per 40 minuti nel forno leggermente riscaldato e poi spento mantenendo la lucina accesa. Prelevate l’impasto, lavoratelo un paio di minuti sulla spianatoia e mettetelo a lievitare ancora per circa 1 ora e mezza o fino a quando sarà raddoppiato di volume. Trascorso il tempo, formate 12 palline tutte uguali del peso di circa 90/100 g e fatele lievitare coperte fino al raddoppio. Portate il forno al massimo della temperatura. Stendete ogni pallina con il mattarello sopra un foglio di carta forno e formate dei dischi regolari dello spessore di circa 4/5 mm ed infornateli tre alla volta tenendoli sopra la carta forno. Estraeteli quando saranno gonfi e ancora chiari. Chiudeteli in un sacchetto di carta e ponete il sacchetto di carta in uno di plastica per mantenerli morbidi.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post

lunedì 2 gennaio 2017

Muffins vegan alla zucca e gocce di cioccolato


Mi prendo per tempo, non vorrei trovarmi il 5 a dover ancora postare qualcosa per festeggiare l’Epifania, che grazie a Dio tutte le feste si porta via ;) Sarà per questo che mi è così simpatica? O forse perché la mia gatta Befana è la più bella e morbida e simpatica del mondo tanto da farmi adorare anche un giorno di festa per me poco significativo? Mah,  senza stare troppo ad approfondire, diciamo che per una ragione o per l’altra non vedo l’ora che arrivi questa benedetta Epifania, con buona pace per tutti dato che finiranno finalmente i tormentone del countdown al Natale, al Nuovo anno, alla Mezzanotte…Mi è venuta voglia di festeggiare la fine di queste feste in anticipo, tanto ci tengo che arrivi in fretta! :)
Magari anche a qualcuno di voi! Possiamo farlo per esempio con dei muffins vegani alla zucca che andranno benissimo sempre eh, non solo all’ Epifania, mi sembra chiaro. Andranno bene sempre, finché sarà la stagione della zucca! Niente di più semplice di un muffin vegani, e che ci vorrà mai per farlo? basta prepararsi tutti gli ingredienti sul tavolo, mescolare ma non troppo nel giusto ordine, infornate et voilà…dei muffins vegani alla zucca morbidi e golosi con gocce di cioccolato fondente pronti all'uso! Facile no? 
Si si, so che ve lo starete chiedendo, potete anche metterli nella calza della Befana, saranno sicuramente più sani di tanti dolcetti e caramelle: un sacchettino trasparente, un bel nastro, ed è già festa  :)  

Muffins alla zucca con gocce di cioccolato

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 20 minuti

Ingredienti per 10 piccoli muffins

purea di zucca: 150 g
farina integrale: 90 g
farina di riso: 60 g
fecola di patate: 35 g
malto di riso: 50 g
zucchero mascovado: 70 g
olio di semi di girasole bio: 50 g
latte di mandorla al naturale: 70 g
lievito naturale (vegan):  1 bustina
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
gocce di cioccolato fondente vegan: 50 g
sale integrale: 1 pizzico 

Procedimento

Setacciate le farine con il lievito ed il sale. Passate ad un macina caffè elettrico lo zucchero ed unitelo alle farine. 
Mescolate l’olio con l’estratto di vaniglia e uniteli al malto che avrete sciolto in metà latte vegetale. Versate i liquidi sulle polveri aggiungendo anche la purea di zucca e le gocce di cioccolato e mescolate velocemente senza rendere troppo omogeneo l’impasto. Aggiungete il latte necessario ad ottenere un composto morbido ma non liquido. 
Aiutandovi con un cucchiaio riempite per 3/4  gli stampi per muffins. Infornate a 180° per 20 minuti (fate sempre la prova stecchino) Sfornate e fate raffreddare. 

Con questa ricetta auguro a tutti un dolcissimo inizio anno :) Un bacio e al prossimo post