Lightbox Effect

venerdì 21 aprile 2017

Crostatine vegan alle fragole


Se il verde speranza l’abbiamo postato da poco, oggi è la volta del rosso passione. Di che passioni potremmo parlare? Beh, io una vita senza passioni non saprei nemmeno immaginarla, ognuno con le proprie rendono la vita intensa, qualche volta difficile, ma caricano sempre di entusiasmo, malgrado la stanchezza, malgrado le difficoltà, malgrado tutto, la passione è sempre lì pronta a salvarci in ogni circostanza. Quindi il rosso rappresenta qualunque passione voi abbiate. La mia è per quello che faccio, e quindi la celebro ogni giorno con il mio lavoro. 
Ma dato che parliamo di cibo, oggi potremmo celebrare la passione per i dolci con queste deliziose crostatine vegan alle fragole. Ormai mi sono quasi abituata al fatto che quando faccio assaggiare qualcosa di vegano a chi vegano non è la risposta è sempre la stessa : è buonissimo, non sembra vegano! Come se le ricette vegane dovessero somigliare tutte a qualcosa di strano, non buono, poco consono al gusto comune. Non so a chi attribuire la responsabilità di aver creato queste basse aspettative delle persone nei confronti del cibo vegano che invece è buonissimo, ricco, vario, volendo originale e diverso ma non necessariamente. 
Io stessa però riconosco che mangiare vegano in giro è impresa ardua, almeno qui da noi. Poche proposte, spesso fatte da chi si improvvisa, senza nessuna competenza e cognizione di causa. Come in tutte le cose non ci si improvvisa, se non facendo danni. Quindi se il cibo vegano vi sembra cattivo, forse chi l’ha preparato non era bravo o abbastanza informato, punto. Detto ciò torniamo a queste crostatine che invece sono deliziose, ve le lascio come dessert per il week end. Non so darvi le quantità precise perché le ho preparate con pasta frolla e la crema che avevo avanzato da un’altra preparazione. Comunque direi che con questi quantitativi verranno sicuramente almeno 10 crostatine. E per un'altra deliziosa ricette con le fragole, guardate qui 


Crostatine vegan alle fragole

Preparazione: 30 minuti
Cottura35 minuti

Ingredienti

Per la pasta frolla
farina 1: 350 g
lievito naturale: 12 g
olio semi di girasole estratto a freddo: 110 g
burro di cacao: 20 g
zucchero di canna chiaro: 90 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
limone bio: la buccia grattugiata di 1
acqua fredda: qb
sale integrale: 1 pizzico

Per la crema pasticcera 
latte di mandorla leggero non zuccherato: 250 g
farina 1: 15 g
amido di mais: 5 g
zucchero di canna chiaro: 30 g (+ 2 cucchiai)
olio di semi di girasole estratto a freddo: 25 g
scorzette di limone: 2
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
anacardi al naturale: 100 g
sale integrale: 1 pizzico

Per la finitiura
fragole fresche: qb
zucchero a velo di canna: qb

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito ed il sale, aggiungete lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Sciogliete il burro di cacao a bagnomaria e fatelo raffreddare. Fate una fontana con le farine ed aggiungete al centro il burro di cacao, l’olio la vaniglia ed impastate velocemente senza lavorare troppo l’impasto aggiungendo l'acqua fredda necessaria d ottenere un panetto morbido ma sodo. Chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare almeno un’ora (o a preparatelo il giorno prima) 
Mettete a bagno gli anacardi per un’ora poi scolateli ed asciugateli.
Preparate le crema pasticcera scaldando il latte con l’olio, la buccia del limone, la vaniglia, lo zucchero ed il pizzico di sale. In una boule mescolate le farine, quindi versate il latte caldo stemperando con una frusta per non creare grumi, rimettete sul fuoco e mescolate continuamente a fiamma dolce finché la crema non si sarà addensata. Fatela raffreddare completamente con pellicola a contatto. 
Frullate gli anacardi fino a ridurli in una crema morbida aggiungendo due cucchiai di zucchero. 
Quando la crema sarà fredda mescolatene 7/8 cucchiai con la crema di anacardi e ponetela in frigorifero.
Tirate la pasta a circa 2/3 mm di spessore, rivestite degli stampini per tartellette leggermente oliati ed infarinati, bucherellate il fondo e  cuocete a 180° per circa 25/30 minuti finchè i bordi saranno leggermente dorati. Fatele raffreddare completamente, poi farcitele con la crema pasticcera agli anacardi, ponete qualche fettina di fragola al centro, spolverizzate con zucchero a velo di canna e servite. 
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

martedì 18 aprile 2017

Vellutata vegan di baccelli


Se non ora quando? Se non dopo il ricco pranzo Pasquale intendo, e dopo la pioggia di questi giorni quando mai potrei postare questa delicata vellutata vegan di bacelli? Nessuno si risentirà se dopo tanto mangiare scelgo  qualcosa di light. Più per voi che per me, io per la verità non è che abbia mangiato molto, potrei dire meno del solito dato che con la scusa che sono vegana nessuno sa cosa prepararmi da mangiare. Eh si, siamo ancora a fare questi discorsi, abbastanza insopportabili per la verità, preferirei non dover presenziare a nessun pranzo o cena di famiglia per poi dover sentire sempre le stessa storia. Comunque, dai, ormai è fatta, anche questa è andata, l’anno prossimo mi inventerò una gita inesistente, una vacanza fantasma, un giro nell'isola che non c’è insomma, qualunque cosa anche la più improbabile, ma niente pranzo obbligato. 
Torniamo alla vellutata vegan di baccelli, beh qui si usano solo i baccelli dei piselli l’avete capito, con il resto ci prepariamo qualcos'altro, per esempio un dip, una crema da spalmare che posterò nei prossimi giorni, o il sempre tanto apprezzato hummus. Quindi, ricetta del riciclo a patto che i baccelli siano non trattati, mi raccomando.
Approfitto della temperatura fresca per proporvi questa vellutata che probabilmente sarà l'ultima... Non ha niente di difficile, solo la scocciatura di passare i baccelli al passaverdure perché sono molto fibrosi, almeno i miei lo erano, ecco tutto qua, non si tratta d’altro che di una semplice vellutata, ma verde speranza. 

Vellutata di baccelli 

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 25 minuti

Ingredienti per 2 persone

baccelli di 1 Kg di piselli bio
patata media: 1
cipolla bianca: 1/2
sedano: 1 costa
olio evo: 2 cucchiai
brodo vegetale: 800 ml
yogurt di soia al naturale: 2 cucchiai
basilico: 5 foglioline
peperoncino fresco: 1 fettina
finocchietto fresco tritato: 1 cucchiaio colmo
sale: qb

Procedimento

1) Lavate i baccelli e tagliateli a pezzi
2) Tritate la cipolla e il sedano e fateli appassire nell’olio, con il peperoncino tritato. Aggiungete anche la patata tagliata a pezzi e lasciate insaporire tre minuti. Aggiungete i bacelli, coprite con il brodo caldo e fate cuocere a fiamma dolce per circa 25 minuti. Poi unite il basilico spezzettato
3) Ponete le verdure con un mestolo del loro brodo in un mixer e frullatele bene. Poi passate tutto attraverso un passaverdure a fori piccoli e aggiustate di sale.
4) Servite la vellutata con un cucchiaio di yogurt di soia naturale per ogni piatto e un filo d’olio evo.

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

venerdì 14 aprile 2017

Pastiera vegan


E anche quest’anno la Pasqua è arrivata, e anche quest’anno io sono in ritardo con la pubblicazione delle ricette. Però il mio menù di Pasqua al completo lo trovate sul sito Cambiamenù. In più vi metto anche a disposizione il PDF scaricabile così non avete scuse, non potrete fare altro che preparare un pranzo di Pasqua vegan per tutta la famiglia, sono certa piacerà a tutti, vegani, vegetariani e onnivori, l’ho già sperimentato in varie occasioni :)
Detto ciò, dato che sono in ritardo e ho ancora parecchie cose da fare vi lascio il link dove potete consultare le ricette.  In via del tutto simbolica posterò la ricetta pasquale per eccellenza: la Pastiera napoletana.
Se poi avete voglia di andare a guardarvi la mia intervista andata in onda il 14 aprile sul fuori tg di rai 3 sul mio menù vegan pensato per Lav, la trovate  qui 

E' tutto, vi lascio alla pastiera e vi auguro una felice e serena Pasqua, naturalmente cruelty-free e piena d’amore.



Pastiera vegan 

Ingredienti

Per la pasta frolla
farina 1: 250 g
farina 00: 100 g
lievito naturale: 12 g
olio semi di girasole estratto a freddo: 110 g
burro di cacao: 20 g
zucchero di canna chiaro: 90 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
limone: la buccia grattugiata di 1
acqua fredda: qb
sale integrale: 1 pizzico

Per la crema di grano
grano cotto: 300 g
latte di mandorla leggero non zuccherato: 200 g
arancia bio: la buccia di 1
limone bio: la buccia di 1
olio di semi di girasole estratto a freddo: 20 g
zucchero di canna chiaro: 50 g

Per la crema pasticcera agli anacardi
latte di mandorla leggero non zuccherato: 250 g
farina 1: 15 g
amido di mais: 5 g
zucchero di canna chiaro: 30 g (+ 2 cucchiai)
olio di semi di girasole estratto a freddo: 25 g
scorzette di limone: 2
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
anacardi al naturale: 100 g
canditi all’arancia: 50 g
acqua di fiori d’arancio: 4 cucchiai
cannella: 1 pizzico
sale integrale: 1 pizzico

Procedimento
Il giorno prima preparate la pasta frolla miscelando le due farine con il lievito e il sale. Aggiungete lo zucchero, formate le fontana ed unite il limone grattugiato, l’olio, l’estratto di vaniglia e qualche cucchiaio di acqua fredda. Cominciate ad impastare aggiungendo se necessario ancora un po’ d’acqua. Senza lavorare troppo l’impasto formate un panetto, appiattitelo, chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero fino al giorno dopo. 
Mettete gli anacardi a mollo per 1 ora, poi scolateli asciugateli e frullateli fino a ridurli in crema con 2 cucchiai di zucchero. Tenete da parte. 
Preparate la crema di grano ponendo sul fuoco il latte di mandorla con il grano, l’olio le bucce degli agrumi (senza la parte bianca) e lo zucchero. Cuocete a fiamma dolce per mezz’ora, finché il composto risulterà abbastanza cremoso. Eliminate le bucce degli agrumi, frullate una piccola parte del composto ed unitelo al precedente. Mescolate bene e fate raffreddare completamente. 
Preparate la crema pasticcera ponendo sul fuoco il latte di mandorla con l’olio, lo zucchero l’estratto di vaniglia, il sale e le bucce del limone, portate quasi ad ebollizione, poi versatelo sulle farine setacciate mescolando con una frusta per non formare grumi. Cuocete a fiamma dolcissima sempre mescolando per circa dieci minuti. Eliminate le scorze di limone, versate in una boule, coprite con pellicola a contatto e fate raffreddare completamente. 
Quando è fredda, mescolate 200 g di crema pasticcera con la crema di anacardi. Mescolate il tutto al composto di grano, unite i canditi tritati, l’acqua di fiori d’arancio e la cannella. 
Prendete il panetto dal frigorifero e sopra un foglio di carta forno tirate una sfoglia di 3 mm di spessore. Ungete di olio uno stampo per pastiera ed infarinatelo leggermente. Ponete la sfoglia all’interno, rifilate i bordi e teneteli da parte e bucherellate il fondo con una forchetta. Dalla pasta rimanente ricavate delle strisce larghe 1,5 cm. 
Versate all’interno dello stampo il ripieno, con le strisce formate la classica griglia sigillandole bene all’estremità, infornate a 160° per circa 1 ora e mezza abbondante, fino a quando la crema si sarà rassodata. Lasciate riposare la pastiera almeno due giorni prima di consumarla. 

giovedì 6 aprile 2017

Pesto vegan di tarassaco


Avendo la schiena dolorante non è che stia andando molto per erbe questa primavera, ma per preparare il  pesto di tarassaco che vi propongo oggi ci vuole talmente poco che è stato facilissimo anche per me in questo momento. Il tarassaco si trova ovunque quindi non richiede ricerche estenuanti, io l’ho raccolto nel giardino di casa (non ho un cane eh!) più facile di così!
Diciamo che è un’erba talmente diffusa che trovarla non rappresenterà un problema per nessuno, anche per chi non ha un giardino, l’importante è raccoglierla in luoghi puliti, lontani dal traffico, al sicuro da animali che possano sceglierla come luogo preferito per alleggerire la vescica e magari lontano dai confini dei campi coltivati dove si faccia uso di pesticidi, fertilizzanti ecc ecc.
Non serve che vi spieghi qual è il tarassaco vero? Tutti lo conoscono, magari con altri nomi tipo Dente di leone, Soffione, Piscialetto, Pisciacane ecce cc, quello che fa quei fiori gialli che poi diventano soffioni, è chiaro a tutti vero? Nel caso vi ho messo anche la foto qui sotto. Una volta raccolto il Tarassaco, il resto è facilissimo, io ho aggiunto anche un po’ di aglio da taglio che avevo piantato in giardino qualche anno fa, un’erba delicatamente profumata d’aglio, ma se non ce l’avete potete ometterla. E ho aggiunto anche qualche piccola fogliolina di borragine, sempre piantata qualche anno fa in giardino. Il resto degli ingredienti li trovate nell’elenco qui sotto. Come l’ho mangiato questo pesto di Tarassaco? Con un’amica l’abbiamo mangiato tutto spalmato su crostini di pane caldo, vi assicuro che è una vera delizia. Con il poco che è rimasto ci ho condito la pasta per me il giorno dopo. Veramente delizioso, se non l’avete mai provato, non perdete l’occasione se doveste trovare del Tarassaco in giro. L’unica accortezza, le erbe andrebbero raccolte quando ancora il fiore non è sviluppato del tutto, e scegliendo solo le foglioline più tenere, essendo un pesto deve essere cremoso e non fibroso. Ecco, solo questo, provatelo, sono sicura che piacerà tanto anche a voi. E se cercate qualche altra idea su come utilizzare il Tarassaco in cucina guardate qui 




Pesto di tarassaco 

Preparazione: 15 minuti
Cottura: nessuna

Per 1 barattolino piccolo (4 persone)

foglie tenere di tarassaco: 50 g
borragine: 4 foglioline piccole
aglio da taglio: qualche stelo
spicchio d’aglio: un pezzetto piccolo
lievito alimentare in scaglie: 2 cucchiaini
anacardi: 20
olio evo: qb
sale integrale: qb

Procedimento

Mettete a bagno gli anacardi per 1 ora, poi asciugateli. Ponete tutti gli ingredienti nel mixer, con gli anacardi tranne l’olio. Cominciate ad azionare aggiungendo poco olio evo a filo. Aggiungete per aiutarvi uno o due cucchiai d’acqua, dovrete ottenere un pesto morbido ma non liquido (dipende anche dall’uso che ne dovete fare, da spalmare tenetelo più denso, per condire la pasta un po’ più morbido)  Aggiustate di sale. Conservate in un barattolino e coprite con un filo d’olio evo per non fare ossidare il pesto 
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post