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martedì 1 settembre 2015

Taralli integrali pomodoro e origano


Questa è una ricetta per chi come me si entusiasma all’idea di riciclare gli avanzi e soprattutto le parti di scarto degli alimenti, vi ho già contagiati vero? :) (ognuno si entusiasma come può )
Prima che l’estate ci saluti, oltre che alle solite passate, ai sott’olii, e a conserve varie di pomodori, perché non trovare un modo per riciclarne anche le bucce? Per esempio, quando preparate sughi o pesti che prevedono l’eliminazione della buccia esterna, non buttatela. Potrete essiccarla in forno o nell’essiccatore e poi frullarla fino ad ottenere una polvere sottile da utilizzare per aromatizzare risotti ( basta spolverizzarne un po’ a fine cottura)o nei  lievitati come per esempio pane o brioches salate, o in biscottini da aperitivo a base di pasta sfoglia o quello che più vi piace. Oppure come ho fatto io, potrete preparare degli sfizziosissimi taralli integrali gusto pizza! Vi assicuro che tutto ciò vi darà grande soddisfazione.
Solitamente mi chiedete consigli su come essiccare se non si ha l’essiccatore. Io prima di acquistarlo usavo il forno alla minima temperatura, con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, per il tempo necessario che valutavo a seconda degli ingredienti e in modalità ventilato se non volava tutto! Ora che ho l’essiccatore non so più darvi i tempi precisi con il forno dato che non lo uso più a questo scopo, ma posso dirvi che le bucce, che sono molto sottili, non dovrebbero impiegare molto ad essiccare, quindi non è troppo dispendioso in termini di costi e di energie.
Io come vi ho già detto ho preparato dei taralli leggermente piccanti, aromatizzati con bucce di pomodoro e origano, Ma potete essiccare tante cose, largo alla fantasia. Sulla quantità di polvere di
pomodoro dipende da quanta ne avete a disposizione e dal gusto personale, dosandola si può ottenere un spore più o meno accentuato, sempre buono comunque, e questo è l’importante purchè non esageriate, ovvio.
E dato che accendere il forno ora non fa più così paura, mi raccomando, prima di buttare qualsiasi cosa pensateci, e ricordatevi che molto può essere riciclato e rendere deliziosi e originali i vostri piatti.

Taralli con bucce di pomodoro essiccate
Preparazione: 45 minuti
Cottura 25 minuti (più eventualmente altri 20 minuti se necesario)
Ingredienti per circa 28 taralli

farina integrale: 140 gr
bucce di pomodoro essiccate: 10 gr
sale integrale: 2 prese abbondanti
origano: un cucchiaino
peperoncino: una presa
olio evo: 40 gr
vino bianco: 60 ml

Procedimento
Per ottenere le bucce del pomodoro, immergere i pomodori in acqua bollente per 1 minuto dopo aver praticato un’incisione a croce alla base. Toglierli dall’acqua e spellarli. Far essiccare le bucce nell’essiccatore per 6/ 8 ore, oppure nel forno alla temperatura minima. Per 10 gr di polvere vi serviranno circa 2 kg di pomodori.
Tritare molto finemente le bucce di pomodoro essiccate con un macina caffè elettrico. Mescolare la polvere ottenuta alla farina integrale, aggiungere il sale, l’origano e il peperoncino. Fare la fontana, e versare al centro il vino e l’olio. Cominciare a raccogliere la farina poca alla volta con una forchetta. Impastare bene e lavorare per dieci minuti. Chiudere l’impasto con della pellicola e far riposare per mezz’ora. Tagliare il panetto in sei pezzi e lavorarne ognuno in modo da ricavare dei cilindri di pasta sottili (dello spessore di un mignolo e lunghi 10 cm) Chiudere ogni pezzetto di impasto incrociando le estremità e premendo per farle aderire bene. Portare a bollore una pentola d’acqua, salarla leggermente e versare i taralli pochi alla volta fino a  quando non verranno a galla. Farli asciugare su di un telo, quando saranno freddi (o anche il giorno dopo) infornarli a 180°C per circa 25 minuti, finchè saranno leggermente dorati e croccanti. Se non dovessero asciugarsi completamente infornateli a 150° per altri 20 minuti.

Con i pomodori privati della buccia potete preparare sughi, pesti a crudo, gazpacho e vellutate. Con la polvere di pomodoro potete preparare del pane o biscotti salati, aromatizzare minestre e risotti.
Potete anche essiccare le bucce che ottenete dalla preparazione della passata.
Alcune annotazioni: se volete accentuare il sapore di pomodoro ma non avete abbastanza bucce tritate, aggiungete un cucchiaino di doppio concentrato all'impasto.
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

lunedì 8 giugno 2015

Vellutata fredda di patate sedano e avocado


Lavoro lavoro lavoro…ecco fatto il riassunto dell’ultimo periodo. Stanchezza tanta, di quella che non vi fa venire nemmeno delle buone idee, avete presente? Anzi in realtà di idee ne ho moltissime, ma fatico a realizzare anche la cosa più semplice. Frigo vuoto, dispensa in stato di abbandono, giardino lasciato allo stato naturale con tante erbacce che a guardarle mi assale un senso di rassegnazione tale che mi impedisce di cominciare il lavoro di ripulitura: e quando mai potrò finirlo? Meglio non cominciare nemmeno!
Cose da fare troppe e di vacanze nemmeno l’ombra. Ecco, il momento dedicato allo sfogo è finito spero sia utile a qualcuno che altrettanto stanco si possa sentire meno solo. Caso mai per ulteriore supporto scrivetemi in privato ;)
Comunque, mi piace la cucina per tanti motivi, ma anche perché malgrado il frigo vuoto, se si hanno passione e idee qualcosa si rimedia sempre. Allora, ieri in frigorifero avevo: 1 avocado 1 peperone e due pomodori. Mmmm, mi ero fatta tentare da una crema di peperoni e mandorle da spalmare sul pane che comunque farò a breve, ma volevo provare con un procedimento non proprio veloce, quindi progetto rimandato. Così ho optato per una vellutata fredda di patate (anche quelle stranamente le avevo) e avocado profumata all’aneto (da qualche parte tra le erbacce in giardino c’era pure quello)  Ed ecco spiegata la genesi del piatto, del tutto casuale e mai sperimentata prima. Buona, mi è piaciuta, una versione estiva della vellutata di patate, resa vellutata e ricca dall’avocado. Io se dovessi prepararla per qualche ospite ne servirei un bicchierino ad inizio pasto, lo trovo un’ottimo apri cena, sfizioso, leggero, profumato e fresco. Avrei voluto aggiungere una nota croccante, ma la mia idea era troppo lunga: fiocchi di patate soffiati, sono deliziosi e magari ve li racconterò presto. Comunque un crostino andrà benissimo, magari di pane nero, o un grissino infilato nel bicchierino. Io non ho fatto nulla di tutto questo, ma data la stanchezza è già tanto che abbia fatto foto e post, per stavolta va così, ma mi farò perdonare. Vi lascio la ricetta semplicissima e veloce. E se siete alla ricerca di una ricetta anti calura estiva, guardate anche questa 

Crema fredda di patate sedano e avocado
Ingredienti per 4/5 persone

patate: 4 piccole
sedano: 100 gr
scalogno: ½ (facoltativo)
spicchio d’aglio: 1
avocado: ½
aneto: qualche rametto
menta: due foglioline piccole
erba cipollina: per guarnire
olio evo: un filo
sale, paprika: qb
sale di sedano: qb (facoltativo)

Procedimento
Pelare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi grossolani. Lavare il sedano, con il pelapatate privarlo dei filamenti, poi tagliarlo a pezzi. Pelare lo spicchio d’aglio (e nel caso lo usiate tagliare anche lo scalogno)
Sistemare patate e verdure nella pentola, coprire d’acqua e portare a cottura a fiamma dolce (ci vorranno 20 minuti circa) ed aggiustare di sale (usando se l'avete metà sale e metà sale di sedano), se necessario aggiungere un po’ d’acqua o brodo vegetale leggero.  Frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema (se avete pazienza sarebbe meglio con un passa verdure)
Con un po’ dell’acqua di cottura, frullare l’avocado insieme alle erbe tritate. Quando le patate saranno fredde aggiungere la crema di avocado, e mescolare bene. Passare attraverso un setaccio per rendere la crema vellutata.  Tenere in frigorifero fino al momento di servire. Io l’ho preparata frullandola con un po’ di ghiaccio per renderla più fresca, quindi regolatevi con la consistenza (se la frullerete con il ghiaccio preparate una crema densa). Un filo d’olio evo, un pizzico di paprika e servire subito con un po’ d’erba cipollina sminuzzata.

Alcune annotazioni: ho aggiunto l’erba cipollina perché non ho usato lo scalogno. Direi che se lo utilizzate potete ometterla e magari guarnire il piatto con una fogliolina di menta.
Il sale di sedano si ottiene essiccando il sedano e poi tritandolo fino ad ottenere una polvere sottile. Io lo uso per ridurre le quantità di sale nei piatti, dà anche sapore, ma se non l'avete non è fondamentale. magari presto metterò la ricetta per prepararlo.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 11 maggio 2015

Biscotti salati alla canapa e kummel carvi


Oggi una ricetta veloce, non ho fatto altro che cucinare e fotografare in questo periodo ma non per il mio blog, quindi sono un po’ a corto di piatti da proporvi. Certo potrei raccontarveli, ma non sarebbe la stessa cosa, mi rendo conto. Quindi per oggi qualcosa di veloce ma molto sfizioso. Mi sono appassionata a questi biscottini salati perché li trovo perfetti per accompagnare un calice di bollicine per esempio :)  Sono quelle cose che non correte il rischio che vi restino lì, finiscono sempre in un battibaleno.
Sono buoni anche da soli. Però compagnia caldamente consigliata è un calice di qualcosa con cui mandarli giù, alcolico o no, fate voi, purchè qualcosa ci sia.
E una volta che vi troverete a corto di pane, crostini, crakers ecc  ecc, teneteli  presenti, sono veloci e deliziosi, da mangiare anche con salsine, creme o patè, come questo, questo o  questo o magari per finire l’insalata russa che vi è rimasta in frigorifero (ma quando mai????? ;)  Insomma, cosa non si può fare con questi biscottini salati, mi sto chiedendo in effetti perché non li ho postati prima, chissà magari vi avrei risolto qualche situazione.  
E vogliamo spendere due parole sulle farine? ogni volta ne uso una diversa: oggi abbiamo farina di semi di canapa, farina di grano saraceno e come aromi i miei amati semi di kummel carvi, buoni! quasi quasi me li preparo un’altra volta, cosa non si farebbe per stappare una bottiglia di bollicine ;) 

Biscotti salati alla canapa e kummel carvi
Ingredienti

farina integrale: 120 gr
farina di grano saraceno: 70 gr
farina di semi di canapa: 10 gr
sale: 1 cucchiaino
semi di kummel carvi: un cucchiaio raso
olio evo: 60 gr
acqua tiepida: 55 gr

Procedimento
Setacciare le farine con il sale, poi unire l’acqua e l’olio evo. La quantità d’acqua va regolata in base alla capacità di assorbimento delle farine, dovrete ottenere un impasto sodo, morbido ma non appiccicoso. Lasciarlo riposare mezz’ora coperto. Poi stenderlo molto sottile, circa due millimetri, tagliarlo con una rotellina dentata della misura e forma che preferite, e cuocere a 180° su una placca foderata di carta forno per circa 15 minuti, finchè i bordi non saranno leggermente dorati. Lasciarli raffreddare su una gratella. Conservarli in scatole di latta o vasi di vetro ben chiusi.

Alcune annotazioni: per chi non conoscesse il kummel carvi, somiglia al cumino e ai semi di finocchio, quindi se non riuscite a trovare i semi potete sostituirlo tranquillamente, con l'uno o l'altro.
Bene, un bacio a tutti e buon inizio settimana!

venerdì 27 marzo 2015

Crostata vegan di cipollotti


E’ talmente un periodaccio che non ho nemmeno voglia di uscire a fare la spesa, complice la pioggia ovviamente, ma questo presumo sia un pensiero condiviso. Ma siccome tocca lavorare, ecco che per produrre qualcosa in questi casi bisogna aguzzare l’ingegno. Credo che questa crostata salata non sarebbe mai nata se non fosse stato per la pigrizia di affrontare vento e pioggia. Avevo deciso che qualcosa dovevo cucinare, apro il frigo e niente, unica verdura superstite sopravvissuta alla spesa precedente: un mazzetto di cipollotti. In un cassettino della memoria c’era il ricordo, molto lontano di una torta salata con cipollotti che avevo visto in qualche rivista, ma chissà quale e chissà quando, ma l’immagine nella mia testa esisteva. E così ho pensato di inventarne una. Certo non è bella come la foto che avevo in mente, ma non avevo nemmeno abbastanza cipollotti per riprodurla come la ricordavo. E poi la mia è vegan e quella del ricordo senz’ altro non lo era, quindi in poche parole, tutta un’altra cosa ;) ma questo è il bello della cucina. Il risultato è stato fenomenale, ve lo assicuro! Mi avete mai sentito sbilanciarmi più di tanto? Ma stavolta lo faccio. Sapete cosa? Ho solo una torta salata su questo blog, perché detesto la pasta brisè, la pasta sfoglia, e tutte quelle paste che solitamente si usano per le torte salate. Mi piace la pasta matta, quella si, ed è infatti l’unica ricetta (vegetariana a meno che non eliminiate il formaggio dal ripieno ), che trovate qui. Ma questa è veramente fantastica, credo che diventerà il mio alimento base per la prossima primavera/estate, pensate a quante verdure posso sperimentare. Comunque anche la versione con cipollotti è davvero buonissima. La proverò in versione monoporzione, per antipasti e finger food, e con creme diverse, ne ho già alcune in mente. Vabbè, diciamo che di torte salate sentirete ancora parlare ecco, diciamo così. Intanto gustatevi questa, ne vale veramente la pena. E grazie alla pioggia e al periodaccio no, perché comunque qualcosa di buono ha fatto venir fuori  :)

Crostata di cipollotti
Diametro tortiera: 21 cm

Ingredienti
Per la pasta
farina di frumento 2: 150 gr (oppure integrale)
farina di grano saraceno: 50 gr
farina di amaranto: 50 gr
olio evo: 70 gr
semi di lino: 1 cucchiaio
sale integrale: 1 cucchiaino
acqua: qb (circa mezza tazza)
lievito naturale: 1 cucchiaino

Per il ripieno
un mazzetto di cipollotti: 4/ 5
tofu al naturale: 100 gr
panna di soia: 50 gr (oppure latte vegetale)
senape: 2 cucchiaini
paprika forte: qb
curcuma: 1 cucchiaino raso
salsa di soia: 2 cucchiaini
semi di lino: 1 cucchiaio
lievito alimentare secco: 1 cucchiai

Procedimento
Mescolare insieme tutte le farine setacciate con il lievito e il sale. Mescolare il cucchiaio di semi di lino tritati a tre cucchiai d’acqua. Versarli al centro delle farine insieme all’ olio e cominciare ad impastare. Aggiungere l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Formare un panetto omogeneo e far riposare in frigorifero per una mezz’ora.
Nel frattempo frullare il tofu con la panna di soia, la senape, la curcuma, la parika, la salsa di soia e il lievito naturale. Aggiungere al cucchiaio di semi di lino tritati tre cucchiai d’acqua ed unirli alla crema di tofu. Assaggiare e regolare secondo i propri gusti sale e paprika. Lavare e mondare i cipollotti, tagliarli a fette circolari cercando di non romperli.
Tirare la pasta ad uno spessore di circa tre mm. Foderare una tortiera o stampo per crostate. Bucherellare il fondo. Stendervi sopra la crema di tofu, disporre i cipollotti affettati, un giro d’olio evo, ed infornare a 180°C  per circa 35 minuti. Sfornare, far raffreddare su una gratella e servire tagliata  a fette, accompagnata da un’ insalatina di radicchi misti o altre verdure di stagione, volendo lucidarla in superficie con poco olio evo.
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo w.e. Un bacio a tutti. 

lunedì 16 febbraio 2015

Insalata di carciofi e avena


Carenza di ferro? Questa è la ricetta che fa per voi, carciofi e spinaci ne sono ricchi! Comunque, a parte l’aspetto salutistico, quest’insalatina è molto buona, ma d’altra parte come potrebbe non esserlo? i carciofi sono una vera delizia! In fin dei conti non è che abbia poi aggiunto chissà cos’altro! Giusto dell’avena, per dare un’alternativa al solito orzo, farro, riso, ecc. E una salsina ad aggiungere  tono al piatto, leggermente salina e aromatica per la presenza del prezzemolo, dei capperi e del mio amato miso chiaro e di qualche fogliolina di menta fresca. Ecco, il segreto del piatto sta tutto in questa salsina, che come sempre potete variare a seconda dei vostri gusti. L’unica accortezza, aggiungetela poca alla volta per non salare troppo il piatto, mi raccomando, e poi se necessario finite il condimento con olio evo. Potete aggiungere anche  zeste di limone, io l’ho dimenticato, ma volevo! Prossima volta sarò più attenta, comunque un piatto delizioso, da servire tiepido come antipasto, o magari anche come primo piatto, in questo caso abbondate un po’. Per il resto non ho molti consigli da dare, a parte di non salare né l’avena, e appena appena i carciofi, per il resto il piatto è semplice da preparare. Potete eventualmente sostituire l’avena con altri cereali se non l’avete.  

Insalata tiepida di  carciofi e avena 
Ingredienti per 2 persone

avena: 60 gr
carciofi: 2
tofu: 70 gr
spinacini freschi: una manciata
prezzemolo: due manciate
menta: qualche fogliolina
capperi dissalati: 1 cucchiaio raso
olio evo: qb
aglio: uno spicchio
brodo vegetale: qb
succo di limone: qualche goccia
Per la marinata
salsa di soia chiara: qualche cucchiaio
cipollotto: 1/2
zenzero: 1 fettina

Procedimento
Lavare bene l’avena finché l’acqua non sarà limpida. Poi lasciarla in ammollo qualche ora. In una pentola mettere un volume d’acqua pari a tre volte quello dell’avena, mettere sul fuoco a fiamma bassa con un coperchio e cuocere finché l’acqua non sarà del tutto assorbita. Passare l’avena sotto l’acqua fredda e tenere da parte.
Lavare e mondare i carciofi, poi affettarli sottili. Farli saltare in una padella con un po’ d’olio evo e uno spicchio d’aglio e pochissimo sale. Aggiungere poco brodo vegetale (o acqua) e cuocere finché saranno morbidi ma non sfatti, devono restare un po’ croccanti. Lavare ed asciugare gli spinacini. Asciugare bene il tofu e tagliarlo a cubetti piccoli, bollirlo due minuti e farlo marinare per mezz'ora nella marinatura preparata con salsa di soia, cipollotto e zenzero. Preparare la salsa verde frullando il prezzemolo e la menta con i capperi ben dissalati e l olio d’oliva necessario ad ottenere un salsina liquida per condire l’insalata. Al momento di servire, saltare velocemente l’avena insieme ai carciofi, unire anche il tofu lasciare tre minuti, il tempo di scaldare leggermente il tutto. Versare in un’insalatiera, unire gli spinacini crudi e condire con la salsa verde e qualche goccia di limone se vi piace, magari anche qualche zesta.
Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 1 ottobre 2014

Torta salata di pasta matta con borragine, cicoria e Asiago DOP

Tortiera Le Creuset
Come possiamo rallegrare questo primo giorno di ottobre, grigio e piovoso? Si potrebbe preparare un dolce di quelli super golosi, magari al cioccolato di quelli che scaldano anima e cuore, ma c’è ancora qualche fiore in giardino, a colorare queste giornate autunnali, e allora perché non portarli in tavola? La borragine continua a crescere rigogliosa, e prima che anche per quest’anno il freddo la faccia capitolare, ho  preparato una torta, ovviamente salata. La borragine ha un sapore molto particolare, ha una nota di freschezza che fa pensare alla primavera. Mi piace mescolarla ad altre verdure, prepararci i tortelli o qualche contorno sfizioso. Non sono un’amante delle torte salate, soprattutto perché in genere si usano paste troppo grasse per prepararle. Ma la pasta matta è un’altra cosa, è come una sfoglia di pane, leggerissima e croccante, un guscio ideale per racchiuderci quello che più vi piace. Provatela, sono sicura che diventerà anche per voi un sostituto ideale quando siete alla ricerca di un piatto leggero, sano e soprattutto vegetariano. Se non avete la borragine potete tranquillamente usare altre verdure, spinaci, cicoria, bieta, quello che più vi piace insomma. Le torte salate non mettono limiti alla fantasia. Io un po’ di borragine l’ho messa nel ripieno, sennò non avrei saputo giustificare la presenza dei suoi fiori! E se dovevo rallegrare questa giornata grigia, come avrei fatto senza questo celeste meraviglioso?


Torta salata di pasta matta con cicoria e borragine

Ingredienti

Per la pasta 
farina 00: 250 gr
acqua frizzante: 110 gr
sale: 1 cucchiaino
olio evo: tre cucchiai
aceto: 1 cucchiaino

Per il ripieno
cicoria bollita: 300 gr
borragine: 50 gr
asiago fresco D.O.P: 80 gr 
aglio: 1 spicchio
olio evo: tre cucchiai
sale: qb

Setacciare la farina con il sale e fare la fontana, aggiungere al centro acqua, olio e aceto ed impastare incorporando la farina poca alla volta. Lavorare il panetto per mezz'ora. Farlo riposare per 30 minuti appoggiato su un piatto unto d’olio e coperto da una pentola calda. Lavare la borragine, saltarla in padella con poco olio e sale per qualche minuto. Saltare anche la cicoria con due cucchiai d’olio e uno spicchio d’aglio e far raffreddare. Tritare le verdure al coltello, aggiungere l'asiago grattugiato o a pezzetti piccoli e mescolare bene.
Dividere la pasta in due parti, una leggermente più grande dell’altra  e con il mattarello tirarla molto sottile. Rivestire il fondo di una tortiera con carta forno, adagiarvi la sfoglia più grande, riempire con il ripieno livellandolo bene. Appoggiare sopra la seconda sfoglia e ripiegare i bordi di quella sottostante. Bucherellare la pasta, spennellarla con un po’ di latte, ed infornare a 180° per circa 50 minuti. Sfornare, lasciare intiepidire e servire.

Alcune annotazioni: la torta è molto buona tiepida, in modo che la pasta rimanga croccante. Se ne avanza, il giorno dopo si può tranquillamente riscaldare su una griglia per asciugare l'umidità della pasta. Tornerà perfetta!
Con questa ricetta vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post



lunedì 8 settembre 2014

Mozzarella in carrozza...vegetariana


Non sono un’amante del fritto e questo si sa, la mozzarella in carrozza credo di mangiarla con una frequenza di una ogni dieci anni, quindi non molto spesso….però…che vi devo dire, ci sono giorni in cui una cosa ti entra in testa e finchè non le dai il suo spazio resta li a darti il tormento.
Complice il fatto che un giro a bacari di idee in effetti te ne mette molte! e poiché da buona vegetariana, solitamente non mangio quasi nulla di quello che la tradizione veneziana propone con il classico giro di spritz…che dire, me ne sono tornata a casa con qualche idea per la testa. Questa è stata la volta della mozzarella in carrozza, anche perché mi sono ritrovata in casa dell’ottimo pane casereccio e una buonissima mozzarella, metteteci il giro per bacari a Venezia e la ricetta è venuta da sé!

Quindi come ormai sarà chiaro a tutti oggi, mozzarella in carrozza, però in versione vegetariana! Sana? Forse non troppo, ma una volta ogni 10 anni si può fare uno sgarro, se non altro è fatta in casa, quindi ingredienti sicuramente genuini e di prima qualità, sennò non vale nemmeno la pena prepararle. 
Ho sostituito la classica acciuga con dei capperi, per dare un po’ di salinità. Ovvio, chi non è vegetariano può prepararla in  modo classico, ma anche con i capperi se volete provarla, è veramente buonissima! 

Mozzarella in carrozza
Ingredienti per 4 mozzarelle

pane casereccio:  4/5 fette
uova: 2
latte: tre cucchiai circa
mozzarella fiordilatte: 1
capperi sotto sale: una manciata
pomodori secchi sott'olio: 2
olio di arachidi: qb
farina: qb

Procedimento
Utilizzare delle fette di pane non troppo spesse, diciamo circa 1 cm. Eliminare dal pane la crosta e ricavarne 8 rettangoli tutti uguali (la dimensione è quella necessaria a contenere una fetta di mozzarella) . Tagliare la mozzarella a fette spesse circa 1 cm. Sbattere le uova con un po’ di latte e salare. Lavare i capperi,  asciugarli bene e tritarli. Sistemare tra due fette di pane la mozzarella, distribuire i capperi tritati, un filetto di pomodoro secco sott'olio tritato, e pressare bene senza rompere il pane! Passare prima nella farina e poi nell’uovo. Friggere in olio caldo (170°) finchè le mozzarelle saranno ben dorate. L'olio non deve essere troppo caldo altrimenti la mozzarella non farà in tempo a sciogliersi, tenete controllata la temperatura, mi raccomando! Fare attenzione che il pane non si apra in cottura, immergere bene le mozzarelle, cuocerne due alla volta e se necessario aiutarsi a sigillarle nei primi secondi di frittura tenendole ferme con la punta di una pinza! Scolare su carta assorbente, e servire caldissime!

Alcune annotazioni: c'è chi passa le mozzarelle anche nel pangrattato prima di friggerle, potete provare sia l'una che l'altra versione, ma io preferisco evitarlo, il risultato finale per è migliore!

Vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 28 luglio 2014

Fichi al forno con formaggio di capra e timo

e calice Rosso di Rigole 2011 Tenute Tomasella


Anche oggi un’altra ricetta semplice ma sfiziosa, perfetta da abbinare ad un calice di Rosso di Rigole 2011 Tenute Tomasella. D’estate disponiamo di tanti ingredienti buoni, frutta e verdura colorate e saporite, quindi portiamole in tavola tutti i giorni, variando il più possibile,  magari rivedendole un po’ e presentandole in modo diverso. 
I fichi forse siamo abituati a pensarli solo come frutta o dessert, ma possono diventare protagonisti anche di piatti salati molto gustosi. Così io li ho abbinati a del formaggio di capra filante con erbe aromatiche e crostini di pane alle noci. Un piatto delicato, ma molto gustoso, e se volete una ricetta per un ottimo pane alle noci, andate qui
E il vino perfetto per questo piatto?  un Rosso di Rigole 2011 ottenuto da Merlot e dall’autoctono friulano Refosco: un vino di colore rosso rubino con sfumature viola, dotato di grande complessità aromatica, dalle eleganti note di frutti di bosco, lampone e leggere sfumature erbacee, tipiche del Merlot delle nostre terre da servire a 14°. La scheda per l'approfondimento qui
Vi ho già parlato della cantina Tenute Tomasella qui e qui. L’azienda si estende su 150 ettari, di cui 30 vitati, (23 in Veneto e 7 in Friuli). I vini che inizialmente venivano prodotti dalla cantina erano sostanzialmente spumanti realizzati con metodo Charmat lungo, legati alla tradizione delle bollicine tipica del territorio veneto. L’evoluzione poi è andata verso vini di matrice Friulana, che esprimono tutte le caratteristiche del territorio di appartenenza.

Vi lascio alla ricetta, molto semplice, ma vi piacerà. Può essere un delizioso secondo piatto, o anche un antipasto, fate voi.

Fichi al forno con formaggio di capra, timo e crostini di pane alle noci
Ingredienti

fichi: 8
formaggio di capra tipo filante: 16 pezzetti
timo e rosmarino: qualche rametto
pane alle noci: 3 fette (la ricetta qui)
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Procedimento
Lavare ed asciugare bene i fichi. Praticare un’incisione in modo da aprirli in quattro spicchi tenendoli uniti alla base. Sistemarli vicini su una teglia ricoperta di carta forno. Salare pepare, aggiungere un filo d’olio d’oliva e qualche rametto di timo ed infornare a 180° per  7/8 minuti. Tagliare il formaggio di capra a bastoncini, non troppo grossi. Tagliare la fetta di pane alle noci a dadini non troppo piccoli, e passarli in poco olio mescolato a rosmarino e timo tritati finemente. Estrarre i fichi ed infilare su ognuno dei pezzetti di formaggio (non lesinate perché il sapore del piatto dipende dalla quantità di formaggio, si deve sentire!) Aggiungete ancora qualche fogliolina di timo, e pepate. Mettere i fichi sotto il grill del forno a 200° finchè il formaggio comincerà a fondere. Tostare leggermente anche il pane. Estrarre dal forno, sistemare i fichi in un piatto se preferite, o serviteli direttamente nella teglia,  e cospargere con i dadini di pane tostati. Far riposare qualche minuto e servire. A piacere servite con altri crostini di pane alle noci tostati.
Con questo vi lascio al prossimo post! buon inizio settimana a tutti. 


lunedì 14 luglio 2014

Millefoglie di burrata e pomodorini confit

e l'azienda vinicola: Tenute Tomasella 

Oggi un post un po’ particolare, perché la ricetta che vi propongo nasce dall’ esigenza di creare un piatto in abbinamento ad un vino che ho avuto il piacere di degustare grazie all’ incontro con un’importante azienda vinicola, Tenute Tomasella, situata al confine tra il Friuli e il Veneto, tra la DOC Friuli Grave e la DOC Piave. Due terre così importanti per la produzione vinicola, che si distinguono per caratteristiche ben precise, ma che nel loro incontro danno vita ad una produzione particolare e decisamente eccellente, dovuta alla conoscenza, alla passione e alla dedizione di chi queste terre le conosce da sempre,  che le cura con rispetto e sapienza.  
Per chi volesse avere informazioni sui vini e sulle TenuteTomasella, lascio i link per gli approfondimenti, che trovate qui e qui, così potrete sapere tutto anche sulle tecniche di vinificazione. 
Io invece vi racconto di come è nata questa ricetta, semplice, fatta di pochi ingredienti, ma tutti d’eccellenza e di grande tradizione. I loro sapori freschi, si sposano perfettamente con le note di questo Grave friulano 2013, sottilmente aromatico, di timo e rosmarino, fruttato di mela e pera, con ricordi di miele e fiori d'acacia e la tipica nota di mandorla.
Ho scelto un abbinamento classico, burrata e datterini, scegliendo però di concentrare il profumo e l’aroma dei pomodori  con un’asciugatura al forno, così da renderli saporitissimi ed esaltare il gusto e la freschezza del formaggio, morbido e cremoso. Ho aggiunto poi una nota croccante con delle cialde di pane sottilissime, che si ammorbidiscono un po’ grazie all’umidità del formaggio, regalando al palato un’alternanza di morbido e croccante, al profumo di erbe fresche e basilico. 
La ricetta è semplicissima ma d’effetto, bella da portare in tavola, da abbinare ad un calice di D.O.C Grave friulano 2013 servito fresco, mi raccomando!  10° saranno perfetti per esaltarne tutti i profumi e gli aromi. 

Millefoglie di burrata e pomodorini confit
 per 4 persone

Ingredienti
farina 00: 80 gr
farina di ceci: 20 gr
olio: 20 gr
sale: 1 cucchiaino
acqua: 50 gr circa
burrata: 350 gr
pomodori datterini: 300 gr
erbe aromatiche: origano, basilico, timo, finocchietto: qualche rametto
aglio: uno spicchio
insalatina: per decorare
olio evo: qb

sale: qb

Procedimento
Setacciare le due farine con il sale, aggiungere l olio e l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido. La quantità dipende dalla capacità di assorbimento della farina, quindi le dosi sono indicative. Lavorare brevemente la pasta sulla spianatoia finchè il panetto risulterà liscio. Farlo riposare per mezz’ora coperto.
Tirate la pasta molto sottile e ricavatene dei dischi con un coppapasta rotondo di 10 cm di diametro. Infornateli a 180° per 5/6 minuti.
Mettere la burrata in un colino a perdere il liquido in eccesso. Lavare i pomodorini, asciugarli e tagliarli a metà per il lungo. Sistemarli in una placca su carta forno con la parte tagliata rivolta verso l’alto. Salare, distribuire le erbe aromatiche e lo spicchio d’aglio tagliato a fettine. Irrorare con olio abbondante ed infornare a 100° per circa 2 ore.
In un piatto, sistemare qualche foglia di insalatina, adagiare un disco di pasta, distribuire un po’ di burrata e qualche pomodorino confit. Condite con un po’ d’olio frullato con del basilico fresco. Fate un secondo strato, e procedete allo stesso modo. Chiudete la millefoglie con un altro disco di pasta, fate un giro d’olio evo, distribuite se vi piace qualche semino di papavero, e decorate con fiorellini di timo o di basilico. Lasciare riposare 5 minuti e servire

lunedì 10 marzo 2014

Seitan "tonnato"


E’ quasi primavera e io già penso all’insalata di riso, Vero è che la mangerei anche d’inverno, ma di fatto c’è che effettivamente mi sono accorta che non ho più molta voglia di zuppe, brodini e vellutate. E questo è un segno! Segno che è ora di cambiare menù, di rispolverare i piatti primaverili.
Tra un po’ sarà tempo di erbette, ma ancora un po’ ci vuole, per ora nel mio orto giardino ci sono solo i carletti (forse non tutti sanno cosa sono, ma vi spiegherò) e la prima borragine!  Mi darò da fare e li trasformerò in qualcosa di mangereccio ma non è ancora il momento!
Mentre è il momento di un altro piatto che ho preparato qualche giorno fa, un giorno in cui faceva veramente caldo e  casualmente mi ritrovavo con una quantità considerevole di tofu morbido, bottino di una spedizione in un negozio di cibi orientali, dove se decidi di comperare del tofu, devi prepararti a portarne a casa in abbondanza.
Questa è una delle varie ricette provate e messe a punto, cui sono seguite un certo numero di salsine buonissime che ho mangiato però senza annotarmi gli ingredienti e ora chi se li ricorda più! Mannaggia a tutte le volte che mi riprometto di tenere un blocco e una penna vicino ai fornelli e non lo faccio! Capita anche a voi? :D Vabbè, aspettando che torni l’ispirazione per replicarne qualcuna , vi lascio l’unica messa nero su bianco! Si vede che ne valeva proprio la pena, ve la lascio, così se avete del tofu e non sapete proprio cosa farne, magari potrebbe venirvi in aiuto, a me è piaciuto molto!

“Seitan”  tonnato 
Ingredienti per quattro persone

tofu morbido: 230 gr circa
capperi sotto sale: 20 gr circa
capperi sott’aceto: una manciata piccola
salsa di soia shoyu: un cucchiaio
alghe essiccate in polvere: la punta di un cucchiaino (facoltative)
carota bollita: 1 grande
aglio tritato: 1/3 di spicchio  senza germoglio centrale
prezzemolo fresco tritato: due cucchiaini
maionese vegan:  3  cucchiai circa
olio evo: qualche cucchiaio
rosmarino: un rametto
seitan (o muscolo di grano): 16 fette sottili

Procedimento
In una ciotola mescolare il tofu morbido con la salsa di soia e le alghe in polvere. Trasferire tutto in un mixer ed aggiungere l’aglio tritato, la carota bollita, i capperi sotto sale lavati ed asciugati, più metà di quelli sott’aceto  (e se li avete anche un cucchiaio di ceci bolliti e privati della pellicina). Azionare il mixer fino ad ottenere una salsa omogenea e liscia. Aggiungere il prezzemolo fresco e la maionese ed amalgamare al resto azionando il mixer per pochi secondi. Assaggiare e correggere di sale secondo i propri gusti, eventualmente anche aggiungendo qualche cappero o un po’ di maionese. Se la salsa risulta troppo liquida si può addensare o con i ceci bolliti, o con del tofu più solido. Se risultasse troppo densa, diluitela con un po’ di brodo vegetale freddo. Le dosi  della ricetta sono indicative, dipende molto da quanto il tofu che utilizzerete sarà morbido.  Tenere la salsa in frigorifero.
Affettare sottile il seitan (o il  muscolo di grano se lo preferite o se lo avete a disposizione), circa quattro fette a persona, molto sottili, circa 2 mm, e sistemarlo su un piatto da portata. Ricoprire abbondantemente con la salsa di tofu e capperi. Decorare con i capperi sott’aceto rimasti dopo averli asciugati, aggiungere una fogliolina di prezzemolo e servire con del pane o con dei crostini. Io l’ho servito con del pane sfogliato al farro tiepido.

Alcune annotazioni: io uso prevalentemente il muscolo di grano, lo preferisco al seitan sia per sapore, che per consistenza, che anche per proprietà nutritive, lo autoproduco seguendo la ricetta che trovate qui.  Se però non lo avete a disposizione, va bene anche il seitan.

Con questa ricetta fresca e primaverile vi auguro una splendida settimana, ci troviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti! 

martedì 7 gennaio 2014

Seitan con farina di lenticchie


La ricetta di oggi interesserà per lo più chi ha scelto di adottare un'alimentazione vegetariana o vegana, ma anche chi, senza aver fatto scelte drastiche, cerca qualche alimento alternativo alla carne che possa però somigliarle dal punto di vista nutrizionale e del “gusto”
Parliamo di un alimento che, è considerato il sostitutivo della carne per eccellenza, il seitan, al quale ho aggiunto la farina di lenticchie.
Esiste un prodotto, il muscolo di grano, che è equiparabile a questo per li ingredienti utilizzati, ma la lavorazione è segreta ed il risultato finale è simile alla carne come consistenza.  Il “muscolo di grano” è stata per me una vera rivelazione, e da quando l'ho provato la prima volta, devo dire che lo preferisco di gran lunga al seitan, sia in termini nutrizionali, sia nella consistenza, che nel gusto.
Di fatto il “muscolo di grano” altro non è che glutine di frumento mescolato a farina di lenticchie, aromatizzato con erbe e bollito in un brodo vegetale. Molto semplice da preparare a patto di avere a disposizione del glutine di frumento, si presta poi a moltissime interpretazioni, che un po' alla volta posterò, prima fra tutte il ragù che mi ha dato una grandissima soddisfazione in termini di gusto e consistenza (in effetti le tagliatelle al ragù mi mancavano parecchio! :D)
Dal punto di vista nutrizionale quindi abbiamo la compresenza di proteine derivanti da legumi e da cereali, quindi siamo di fronte ad un alimento proteico ad alto valore biologico (il seitan invece contiene solo proteine di frumento). Non voglio fare una lezione di nutrizione, ma questo semplice elemento fa capire che siamo di fronte ad un alimento più completo.
Per quanto riguarda l'origine invece, vi lascio a tutte le informazioni che potrete facilmente trovare su internet, per esempio qui, da chi l'ha inventato, a tutte le varie possibili interpretazioni. Io aggiungo solamente che la farina di legumi che si mescola insieme al glutine di frumento può essere variata, quindi dai ceci, alle lenticchie, ai fagioli, alla soia e via dicendo, otterremo sempre un prodotto con caratteristiche diverse, così come la proporzione tra gli ingredienti. In questo caso saranno sia il gusto che la consistenza a cambiare, e a seconda dell'uso che si dovrà farne. Intanto qui trovate due versioni, la prima è più densa e dura, va bene per preparazioni tipo brasato e in umido, o per il ragù. La seconda, con metà farina di lenticchie rispetto al primo, è più morbido e va bene per piatti freddi (tipo "seitan" tonnato) o per le cotolette.

Seitan con farina di lenticchie 1
Ingredienti per 600 gr circa

Per il seitan (o muscolo di grano)
glutine di frumento: 200 gr
farina di lenticchie: 80 gr
erbe aromatiche tritate: 2 cucchiai (rosmarino, timo, santoreggia, salvia)
cipollotto tritato: 1 cucchiaio
aglio tritato: uno spicchio
peperoncino dolce fresco tritato: tre fettine
paprica forte: mezzo cucchiaino
concentrato di pomodoro: 2 cucchiaini
salsa di soia: 2 cucchiai
olio evo: 1 cucchiaio
sale: qb

Per il brodo
cipolla: 1
carota: 1
sedano: 1 costa
bacche di ginepro: 6
alloro: una foglia
rosmarino: un rametto
salvia: due foglioline
aglio: uno spicchio
zenzero fresco: 2 cm
alga kombu: 5 cm
chiodi di garofano: 1
paprika forte: 1 cucchiaino
salsa di soia: quattro cucchiai
sale: qb

Seitan con farina di lenticchie 2
glutine di frumento: 200 gr
farina di lenticchie: 50 gr
il resto come sopra

Seitan con farina di lenticchie 3
con l'aggiunta di una patata bollita e schiacciata
con l'aggiunta di purea di un peperone rosso arrostito

Procedimento

Preparare il brodo con circa due litri d'acqua e gli ingredienti indicati e farlo sobbollire piano per un'oretta.
Tritare finemente tutte le erbe, il cipollotto e l'aglio. Setacciare insieme le due farine in una terrina e mescolarle alle erbe aromatiche. In un bicchiere d'acqua tiepida sciogliere il pomodoro concentrato, aggiungere un po' di sale, la salsa di soia e l'olio evo. Fare un foro al centro della farina e versare l'acqua aromatizzata. Cominciare a mescolare con una forchetta e poi impastare aggiungendo l'acqua necessaria a formare un panetto morbido ma lavorabile e non appiccicosa (io uso due bicchieri scarsi d'acqua). Lavorare per dieci minuti il panetto, poi ungerlo con un po' d'olio evo, avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare dieci/15 minuti.
Prendere il panetto ed infilarlo in una retina o in una garza senza tracce di detersivo, legarlo bene come un salsicciotto ed immergerlo nel brodo bollente. Lasciarlo sobbollire per un'oretta, poi spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il muscolo nel suo brodo.
Conservare in frigorifero in una pentola totalmente coperto dal suo brodo, oppure affettarlo e conservarlo in congelatore fino al momento dell'utilizzo.
Ora il vostro seitan arricchito è pronto per essere insaporito con altri ingredienti. Scegliete una ricetta e provatelo. Le mie ricette invece, prometto di cominciare a postarle quanto prima.


Alcune annotazioni: Più aumentano le dosi della farina di lenticchie, più il prodotto risulta compatto. Se volete un prodotto morbido, diminuite le dosi. Per renderlo più morbido e saporito si possono aggiungere anche altri ingredienti: 1 patata bollita, oppure, per un risultato più saporito, un peperone rosso arrostito e ridotto in purea.
Ovviamente il muscolo di grano si  acquista già pronto, con un risultato migliore del mio, :D ma io lo autoproduco perchè preferisco scegliere gli ingredienti con cui prepararlo e perchè l'autoproduzione mi consente anche di risparmiare. Le farine dei vari legumi si possono preparare da sè, o acquistare già pronte. Per quanto riguarda il glutine di frumento, io lo compero on line, ma nei negozi di alimentazione biologica e naturale credo si possa trovare tranquillamente. 
Anche l'uso delle erbe e degli aromi fa variare il sapore finale del prodotto, variare a seconda della ricetta che si vuole preparare o secondo i propri gusti.

lunedì 30 dicembre 2013

Crema al radicchio rosso tardivo IGP


Oggi, penultimo giorno dell'anno, voglio salutare tutti con l'augurio che il 2014 possa essere un anno di ripresa, un anno che accolga con entusiasmo le nuove idee, e che premi chi con passione ed energia porta avanti quello in cui crede.
E per farlo come sempre vi lascio una ricetta, talmente semplice che potrebbe sembrare banale, ma quando gli ingredienti sono d'eccellenza, le ricette non sono mai banali. Conoscere bene le materie prime e saperle scegliere sono i primi passi per un risultato finale di qualità, la consapevolezza è volersi bene e voler bene anche alle persone per cui cuciniamo.
La scelta della ricetta di oggi non è casuale, per diversi motivi. Il primo è che è una proposta molto versatile che potrete utilizzare declinata in molti modi: per esempio come semplice crema per impreziosire le vostre tartine di capodanno, o come condimento per gli gnocchi di zucca, (la ricetta qui ), per la pasta fatta in casa, o perchè no? come salsa per il vostro panino.
In ognuno di questi casi avrete dato un tocco magico al vostro piatto, perchè l'ingrediente di cui andremo a parlare è un prodotto d'eccellenza dell'agroalimentare italiano: il Radicchio Rosso di Treviso IGP, il fiore dell'inverno.
Il secondo motivo della scelta della ricetta di oggi è voler far conoscere, a chi non avesse ancora avuto il piacere, questo prodotto di altissima qualità.
Forse non tutti sanno che il Radicchio Rosso di Treviso IGP arriva sulle nostre tavole dopo varie fasi e vari passaggi. Ma quando è in campo, qualcuno l'ha mai visto? E perchè è bianco e rosso e non verde? E perchè costa di più delle altre cicorie? E perchè la sua coltivazione è possibile solo in 24 comuni del Veneto? Tante domande a cui dare risposta. Certamente non riesco a fornirvele tutte con questo post, ma posso suggerirvi dove poter approfondire le vostre conoscenze.
Ho avuto il piacere e l'onore di essere stata invitata ad un evento promosso da ORTOROMI e dal Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Radicchio Variegato di Castelfranco IGP e di essere stata guidata attraverso le varie fasi di lavorazione del prodotto proprio dal presidente del Consorzio di Tutela, Paolo Manzan, che a sua volta è produttore del radicchio rosso di Treviso e di Castelfranco IGP, quindi chi meglio di lui poteva accompagnarci in questo tour conoscitivo? Tra l'altro la sua azienda,  NONNO ANDREA è certificata per la biodiversità, quindi i prodotti sono naturali, e ottenuti con processi di produzione sostenibili e io a queste cose ormai ci faccio molta attenzione, perchè l'ambiente non è qualcosa al di fuori di noi.
Comunque, siccome ripercorrere tutte le tappe sarebbe troppo lungo, vi lascio una serie di link per gli approfondimenti che troverete in fondo alla pagina. Guardateli, scoprirete davvero tantissime cose su un prodotto unico che vale la pena saper riconoscere e comperare consapevolmente, perchè quando un prodotto è IGP , è bene sapere che deve rispondere ad una serie di caratteristiche che ne garantiscono le proprietà organolettiche. E se quello che comperiamo non ha il marchio IGP, è giusto sapere che non siamo di fronte allo stesso prodotto. Ecco, tutto qua, volevo solo fornire qualche strumento al consumatore finale perchè possa scegliere bene e consapevolmente.
Ora vi lascio alla ricetta, sembra lunga, ma è davvero semplicissima e buonissima, provatela, domani è capodanno, e il rosso si sa, porta bene :-)

Crema al radicchio
Ingredienti
radicchio rosso tardivo di Treviso IGP: un cespo (circa 250 gr)
pinoli: 3 cucchiaini
noci: 2
olio evo: 4 cucchiai circa
parmigiano reggiano: 2 cucchiai (omettere nella versione vegana)
salvia, timo, rosmarino, santoreggia: qualche fogliolina
cipollotto tritato: un cucchiaino
porto: 1o 2 cucchiaini secondo i gusti e gli usi
sale: qb

per aromatizzare l'acqua
pepe: 6 grani
ginepro: 6 grani
chiodi di garofano: 1
alloro: una foglia
anice stallata: 1
bicarbonato: 1 cucchiaino
sale: qb 

Procedimento
In una pentola abbastanza grande da contenere il cespo di radicchio, far bollire per qualche minuto
il pepe, il ginepro, il chiodo di garofano, l'alloro, l'anice il bicarbonato e un po' di sale. Quando l'acqua sarà ben profumata, immergervi per pochi secondi (bastano 30'') il radicchio diviso in quattro in senso longitudinale. Scolarlo, raffreddarlo in acqua fredda e asciugarlo bene.
In un mixer inserire il radicchio tagliato a pezzetti, insieme a tutti gli altri ingredienti, a parte l'olio. Azionare le lame e aggiungere l'olio a filo, (per la quantità regolarsi in base alla cremosità che si vuole ottenere a seconda degli usi) Quando la crema sarà ben amalgamata e omogenea la nostra ricetta sarà pronta. Ora non resta che gustarla spalmata su crostini di pane caldi, accompagnata magari a dei formaggi, o usarla per condire pasta o gnocchi, o per farci tutto quello che vi suggerisce la fantasia. Potete anche provare ad usare un mix di tardivo e precoce, insomma, come vi avevo detto è molto versatile.

Se vi interessa conoscere qualcosa di più su questo prodotto d'eccellenza, guardate i video qui sotto















Oltre alle aziende già citate, continuo ringraziando:

Nicola Dinato, chef del ristorante Feva di Castelfranco, per gli splendidi piatti preparati per l'occasione.
Domenico longo, chef dell'hotel RelaisMonaco di Ponzano Veneto che ci ha accolti deliziandoci con le sue ricette e con i suoi suoi dessert superlativi.
La pasticceria Ardizzoni di Treviso, per averci fatto conoscere un dolce particolare, la torta Segno, a base di radicchio naturalmente!,
Lara Santi e Francesca Campana, della Zetagroup, organizzatrici impeccabili  di questo bellissimo evento #Rossoradicchio
Infine, il birraio Ivan Borsato per la fantastica accoglienza nel suo birrificio Casa veccia , anche qui, se siete in zona, non mancate di farvi una capatina, ne rimarrete entusiasti, parola!
Nelle relative pagine Facebook, oltre che nella mia ovviamente, troverete anche tante immagini del tour
Per oggi è proprio tutto, corro in cucina dove resterò certamente fino al primo dell'anno! Ci ritroviamo sempre qui al prossimo post. Un abbraccio.

          Buona fine d'anno! auguro a tutti uno splendido 2014 

mercoledì 27 novembre 2013

Maionese vegan


Oggi un post veloce, come la ricetta che vi propongo. Vi consiglio vivamente di provarla, anche chi vegano non è, potrebbe trarne diversi vantaggi. Quali?
Primo: potrebbe decidere di diventarlo, folgorato dalla bontà della maionese senza uova e ve lo dice una che si è appassionata da poco, come facevo prima a non mangiarla? Boh...misteri inspiegabili
Secondo: se qualcuno fosse intollerante alle uova potrebbe trovare così un'ottima soluzione all'astinenza forzata da maionese.
Terzo: meno colesterolo per tutti (vegani e non vegani)
Quarto: facilità nella preparazione. La maionese vegana non impazzisce, è facile da fare e potete dosare l'olio a vostro piacimento (però un po' ce ne va!)
Quinto: si conserva più a lungo di una maionese con le uova fatta in casa.
Vi ho convinti? Spero di si, perchè ne vale davvero la pena. Vi lascio la ricetta

Maionese senza uova
Ingredienti per 200 gr circa

latte di soia: 100 gr
olio di semi (io girasole): 160/200 gr (la quantità variabile in base alla densità desiderata
limone spremuto: 2 cucchiaini
aceto di mele (o bianco di vino): un cucchiaino 
senape dolce: due cucchiaini
sale: qb

Procedimento

Nel vaso del frullatore ad immersione mettere il latte freddo e la senape. Cominciare a montare con il minipimer aggiungendo l’olio a filo.
Quando il composto raddoppia il volume aggiungere il limone ed il sale e continuare a montare versando il resto dell’olio. Alla fine unire l’aceto e regolare se necessario con limone e sale secondo i propri gusti.
Più olio si aggiunge più la maionese diventerà densa. Se non vi serve una maionese troppo soda, potete diminuire un po’ il quantitativo d’olio tenendo conto che lasciata qualche ora in frigorifero si addensa.

Alcune annotazioni: il latte deve avere una percentuale di grassi sufficiente per montare (superiore a 2), non dolcificato né aromatizzato né addizionato (es Coop ) ed è preferibile freddo. Durante la lavorazione potete fermarvi senza correre il rischio che la maionese impazzisca o smonti. Si conserva per qualche giorno in frigorifero ben chiusa.

Alcune annotazioni: il latte è preferibile freddo, e durante la lavorazione potete fermarvi senza correre il rischio che la maionese impazzisca o smonti.

Vorrei raccontarvi della bella esperienza condivisa domenica con altre mie colleghe, blogger e amiche Alessandra, Fabiana e Chiara e con tanti ragazzi degli istituti alberghieri della provincia di Venezia e Treviso.
E' stato molto bello vedere i giovani chef in erba contendersi il titolo del Premio San Martino, promosso dalla pro loco di Scorzè nell'ambito della festa del radicchio diTreviso.
Bello vedere l'entusiasmo e l'impegno di queste giovani promesse della cucina alle prese con un tema davvero stimolante: il cibo da strada, storia, cultura tradizione ed innovazione da interpretare in una proposta che vedeva come protagonista il Radicchio di Treviso, prodotto a marchio IGP, vanto della nostra regione.
Diverse le interpretazioni, interessanti gli abbinamenti ed interessante anche che quest'anno, per la prima volta, sia stato aggiunto agli altri anche il premio per l'estetica del piatto. Beh., dato che l'estetica non è un aspetto di poco conto quando si parla di cucina, direi che questa categoria è essenziale per offrire un prodotto finale apprezzabile sotto tutti i punti di vista, d'altra parte la vista è il primo dei cinque sensi ad essere coinvolto quando ci apprestiamo a degustare una preparazione, come sottovalutarlo?
Bene, vi lascio solo qualche immagine perchè metterle tutte sarebbe impossibile, ma vi rimando alle pagine su Facebook dove potrete vedere i momenti più importanti della manifestazione e conoscere i piatti nei dettagli. L'appuntamento è rinnovato per il prossimo anno! Nel frattempo approfittate della stagione per gustare questo prodotto d'eccellenza. Le ricette? magari prendete spunto dai nostri giovani e bravi chef.

giovedì 10 novembre 2011

Tzatziki


La ricetta di oggi vi fa un pò ridere? pensavate che non ci fosse bisogno della ricetta dello tzatziki? si beh, forse avete anche ragione, ma c'è un però: ho scoperto che ci sono talmente tante scuole di pensiero su come preparare lo tzatziki che l'argomento più che un post meriterebbe un libro.
Ora, al libro ancora non ho pensato, anche perchè ci sarebbero argomenti che al momento mi interesserebbe di più affrontare se dovessi decidere di scriverne uno, ma un post quello si può fare.
Ovviamente con la solita precisazione: questo è il mio tzatziki, e non chiedetemi in quale zona della Grecia lo preparano così perchè è una domanda cui non saprei rispondere, credo che ogni famiglia greca lo faccia a modo suo, quindi questo, copiato non ricordo più dove e da chi, è quello che insieme a qualche famiglia greca,  piace anche me, che greca non sono, ma che in Grecia ho trascorso lunghi periodi e aggiungo bellissimi;) Ma lasciamo stare i ricordi e torniamo a noi.
Allora, gli ingredienti mi sa che li conoscete tutti, ma a scanso di equivoci li riporto tutti qui sotto insieme al procedimento. E se vi sembra una ricetta fuori stagione, beh, stavolta non sono d'accordo. Ogni volta che preparo kefta, burger o polpettine vegetali che siano, lo tzatziki non me lo faccio mai mancare, quindi è una ricetta proprio  per tutte le stagioni, poi viene da sè che d'estate venga più voglia di mangiarne che d'inverno, ed è giusto così.

Tzatziki
Ingredientiyogurt greco: 250 gr ( in alternativa yogurt bianco intero colato)cetrioli: unosale: qbaceto: un cucchiainoaglio: uno spicchioolio extravergine d'oliva: qb (facoltativo)pepe: a piacere

Procedimento
Lavare e pelare il cetriolo, aprirlo in due nel senso della lunghezza, eliminare i semi, poi grattugiarlo con una grattugia a fori larghi. Salare e metere a predere l'acqua in un colino per un'oretta (o anche più).
Trascorso il tempo schiacciare bene il cetriolo con una forchetta per far uscire bene tutta l'acqua, ridurre lo spicchio d'aglio in pasta e mescolare tutti gli ingredienti (tranne l'olio e il pepe) allo yogurt. Conservare in frigorifero fino al momento di servirll. A piacere aggiungere un filo d'olio e del pepe macinato fresco prima di portare in tavola.

Alcune annotazioni: ovviamente la quantità d'aglio è a piacere, decidete in base agli impegni della giornata, se dovete rimanere in casa da soli per i due giorni seguenti potete anche esagerare se vi piace :-)

Scusatemi se in questo periodo non riuscirò a passare molto dai vostri blog, ma sono veramente impegnatissima, cercherò di recuperare con qualche giro serale. Intanto vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti. 

giovedì 13 ottobre 2011

Focaccia morbida con pomodorini

farcita al labne

Focaccia morbida

Oh come sarebbe bello poter organizzare ancora un bel picnic nei prati. Passare le giornate a decidere cosa metterci dentro, immaginare di mangiare tante prelibatezze seduti sul nostro plaid a quadri contando le margherite. O magari all'ombra di un bel bosco dopo aver tanto faticato per riempire il nostro cestino di mirtilli!
A proprosito di mirtilli, ma ve l'avevo raccontato che quest'estate, partita alla volta di un non ben identificato bosco, sono tornata a casa con un solo mirtillo? Uno!!!!!!!è tutto quello che ho trovato dopo aver controllato ogni angolo più o meno nascosto del bosco! Una tristezza che non vi dico. Erano anni che non andavo in montagna e anni che non raccoglievo mirtilli. Eh, sono lontani i tempi in cui si tornava a casa col cestino pieno, pronte a preparare la crostata più buona del secolo. Mi sa che negli anni si è sparsa troppo la voce e i mirtilli son diventati preziosi come i tartufi.
Vabbè, dicevo, come sarebbe bello poter organizzare ancora qualche bel picnic, magari anche al mare, alla ricerca di telline..... A proprosito, ve l'avevo racontato di come quest'estate partita alla volta del mare sia rimasta in panne con la macchina in autostrada e sia finita col mio cestino a contare invece che le telline, i bulloni in un'officina, sperduta non so nemmeno io dove? E vabbè, è stata un'estate così, di quelle che si ricorderanno, per gli imprevisti per lo meno :-)
Insomma, sarebbe bello partire con un cestino alla volta di qualche luogo ameno, ma ahimè temo che dovremo attendere un pò. Ma siccoma la dolce Imma mi ha invitata al suo picnic, io l'ultimo cestino l'ho preparato proprio in vista di una splendida giornata insieme. Per ora virtuale, ma al primo caldo chissà......lo mangeremo insieme questo cestino? (il contenuto volevo dire.......)
Io ci metto una bella focaccia ai pomodorini, altissima e morbidissima farcita con il labne. L'impasto l'ho preparato con il liquido che ho ricavato dallo yogurt messo a colare. Veramente molto buona. Che dici Imma, partiamo per il nostro picnic insieme?

Focaccia morbida


Ingredienti
farina 00: 250 g
farina manitoba: 250
patate bollite: 100 g
sale: due cucchiaini
zucchero: un cucchiaino
olio: qualche cucchiaio
colatura del labne: 250 g (in alternativa acqua)
acqua: qb
lievito di birra disidratato: 4 g
pomodorini: 500 g
origano: qb


Per il labne
yogurt intero: 500 g
sale: qb


Procedimento
Per preparare il labne, sistemare in un colino una garza pulita e versare 500 gr di yogut intero bianco. Aggiungere un pò di sale, mescolare. Sistemarlo sopra un recipiente, coprirlo con della pellicola e lasciarlo in frigorifero per qualche ora (più lo si lascia più diventa denso. Io di solito lo lascio una notte, ma già dopo quattro ore si è addensato) Ogni tanto girarlo in modo che la parte più densa che si forma intorno alle pareti del colino finisca al centro, e quella più liquida rimanga all'esterno. Alla fine si otterrà uno yogurt spalmabile. Il liquido che si ottiene va benissimo per panificare. Da 500 gr di yogurt si ottengono, dopo otto ore circa, 250 gr di labne e 250 gr di liquido.
Lessare le patate, poi sbucciarle e schiacciarle con una forchetta. Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e con il cucchiaino di zucchero e aspettare che si formi la schiumetta.
Miscelare le due farine, formare la fontana, aggiungere il lievito sciolto nell'acqua, la patata schiacciata e cominciare ad impastare unendo il liquido ottenuto dalla colatura dello yogurt poco alla volta (io ho dovuto aggiungere anche un pò d'acqua per ottenere la consistenza giusta dell'impasto). Impastare bene finchè si forma un panetto morbido, aggiungendo anche un cucchiaio d'olio e il sale. lavorare il panetto sulla spianatoia per almeno dieci minuti finchè sarà liscio.
Metterlo a lievitare in una ciotola leggermente unta d'olio e chiusa con pellicola. Lasciare fino al raddoppio de volume, ci vorranno tre/quattro ore, a seconda della temperatura ( io lo tengo nel forno chiuso con solo la lucina accesa)
Nel frattempo lavare e tagliare in due i pomodori. Salarli e lasciarli a perdere l'acqua in un colino. Quando la pasta sarà lievitata, sistemarla in una teglia leggermente oliata e distenderla senza sgonfiarla troppo. Sistemare sulla superficie i pomodorini con il lato tagliato rivolto verso l'alto, un filo d'olio e dell'origano a piacere e lasciare lievitare per un'altra mezz'ora. Trascorso il tempo cuocere a 180°C per circa 35/40 minuti. Sfornare e far raffreddare. Una volta fredda  dividerla in due come un panino e farcirla a piacere. Io ho scelto del labne, poi tagliarla a pezzi e servirla



Con questa ricetta partecipo al contest della mitica e dolcissima Imma, "Take Away"
Bene, anche per oggi è tutto. Vi auguro uno splendido w.e Un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 27 giugno 2011

Crocchette di patate

...ma con la feta


Crocchette di patate

Non so alla tradizione di quale regione appartenga questo piatto. Io però ci sono molto legata. A Venezia brulicano i "bacari", osterie dove è tradizione bere l'ombra con qualche cicchetto prima di pranzo o di cena, che poi altro non sono che stuzzichini, la polpetta di carne o di pesce, il polipetto bollito, il crostino di baccalà mantecato e molti altri, accompagnati da uno o più bicchieri di vino (spesso più! )
Ma quest'abitudine è diffusa anche nell'entroterra, soprattutto nei bar di paese, le antiche osterie per intenderci.
E malgrado da tempo non osservi più questo rito, il ricordo delle domeniche mattina quando mio padre o mio nonno mi portavano a cicchetti esiste ed è vivido più che mai! Inutile dire quale fosse il mio cicchetto preferito, sennò che senso avrebbe quest' incipit a questo post? Si si erano proprio le crocchette di patate, ed è con questo ricordo che partecipo al contest della dolcissima Imma.
Ho rivisitato un pò la ricetta arricchendo le crocchette con erbe aromatiche e feta. Gli anni sono passati e i gusti si sono evoluti....Il profumo delle erbe aromatiche associate alla feta sono molto presenti nella mia cucina, perciò ho riadattato un classico al mio gusto personale!
E dato che ci sono, perchè non mandarla anche ad Ornella per la sua raccolta sulla Feta?....chissà che anche lei, da Veneta trapiantata in Grecia non apprezzi questo nuovo connubio....Provale Ornella, con l'olezzo di fritto che si leverà nella tua cucina ti sembrerà di essere a Venezia tra calli e bacari.... se mai ti venisse un pò di nostalgia ;-) Invece tu cara Imma, se mai ci fossi stata a bacari potresti fartene un'idea.....Ecco, la feta magari nei bacari non c'è, ma l'olezzo è proprio lo stesso...parola!


Ingredienti
patate medie: 3
uova: 2
erbe aromatiche tritate: due cucchiai
fiori di zucca: qualcuno
feta: qb
sale: qb
farina: qb
pane grattugiato: qb
olio per friggere: qb


Procedimento
Lessare le patate con la buccia, poi pelarle e passarle allo schiaccia patate. Farle raffreddare un pò. In una ciotola unire alle patate le erbe aromatiche fresche sminuzzate (erba cipollina, basilico, timo, menta) e anche i fiori di zucca tagliati a listarelle sottili. Unire l'uovo, il sale e mescolare bene. Prendere un pò d'impasto e allargarlo sul palmo della mano, inserire al centro qualche pezzetto di feta, richiudere la crocchetta dandole forma cilindrica e facendo in modo che il formaggio rimanga al centro. Procedere così fino ad esaurire il composto di patate. In una ciotola sbattere leggermente l'uovo rimasto, in un piatto mettere il pane grattugiato. Passare ogni crocchetta prima nel'uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Friggere in olio caldo (circa 170°C) le crocchette tre/quattro alla volta. Scolarle metterle su carta assorbente a perdere l'olio in eccesso.
Se avanza qualche fiore di zucca si può preparare una pastella con farina, un uovo, acqua freddissima e un pò di birra ( se vi ispira il metodo del tempura guardate qui) Immergere i fiori nella pastella e friggerli nell'olio caldo.
Servire le crocchette tiepide o fredde accompagnate dai fiori in pastella.


Alcune annotazioni: ho aggiunto all'impasto i fiori di zucca, ma le crocchette sono buonissime anche senza, l'importante sono le erbe aromatiche in abbinamento alla feta. 


Con questa ricetta partecipo al contest di Imma "La perla della cucina italiana"


E al contest di Ornella "Feta, scopriamola assieme"


Con queste crocchette vi auguro un buon inizio settimana. Non mangiatene troppe però, mi raccomado...col fritto è bene non esagerare. Un bacio a tutti e al prossimo post.