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giovedì 3 novembre 2016

Crostata vegan con zucca e funghi



Oggi un post veloce, sono un po’ di fretta perché ho una valigia da preparare e mille cose ancora da sbrigare. Ma non volevo lasciarvi senza una nuova ricetta, così approfitto di questo post per raccontarvi di questo nuovo progetto di cui farò parte: Una crociera vegana organizzata da Costa Crociere in collaborazione con la rivista Vegan Life. Un viaggio all’insegna del vivere vegan, dove a cene pranzi e colazioni senzaderivatianimali ( e che bellezza quando non ci dobbiamo preoccupare continuamente di controllare che il cibo sia vegan ) si aggiungono dibattiti, conferenze, show cooking e corsi di cucina vegan! Insomma, il paradiso per i vegani :) 
Io ci sarò in qualità di relatrice per parlare di alimentazione vegan e naturale. Sono molto felice di questa avventura e vi racconterò al ritorno com’è andata. Ora invece scappo perché come vi dicevo ho ancora mille cose da preparare. Vi lascio con questa torta salata molto golosa, con funghi e crema di zucca, perfetta per questa stagione. E’ molto semplice da preparare, quindi non mi dilungherò in spiegazioni. Ricetta e procedimento li trovate qui sotto. Basta solo decidere, prepararla e gustarla :)

Crostata di zucca e porcini 

Preparazione 45 minuti (più il riposo della pasta)
Cottura: 55 minuti la crostata (più 15 minuti per la zucca)

Ingredienti per una tortiera diam. 24 cm

Per il ripieno
zucca pulita: 320 g
scalogno: 1
spicchi d’aglio: 2
rosmarino: 1 rametto
salvia: 1 foglia
olio evo: 5 cucchiai
funghi porcini: 150 g
semi di lino:1 cucchiaio
farina di ceci: 1 cucchiaio
panna di soia: 2 cucchiai (facoltativa)
lievito alimentare: 2 cucchiaini
peperoncino fresco: 1 piccolo
prezzemolo fresco tritato: 1 cucchiaio
sale integrale: qb

Per la pasta
farina 2 (o integrale): 185 g
farina di grano saraceno: 50 g
farina di canapa: 15 g
olio evo: 70 g
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
sale integrale: 1 cucchiaino
acqua fredda: 1 tazzina circa
lievito naturale: 1 cucchiaino

Procedimento

Mettete i semi di lino interi a bagno in 3 cucchiai d’acqua per tre ore (potete farlo anche il giorno prima). Poi ricavate il gel passando i semi attraverso un colino.
Per la pasta: setacciate le farine con il lievito e il sale, unite i semi di lino tritati, fate un foro al centro, aggiungete l’olio e tanta acqua quanto basta ad ottenere un impasto lavorabile e omogeneo. Formate un panetto, chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero per un’ora.
Tagliate la zucca a pezzetti piccoli. In una padella scaldate 2 C d’olio con lo spicchio d’aglio in camicia, il rosmarino, la salvia e due fettine di peperoncino. Aggiungete la zucca, salate e cuocetela a fiamma dolcissima finchè sarà morbida (se necessario aggiungete pochissima acqua) Eliminate gli odori e riducete tutto in crema con un minipimer. Aggiungete la farina di ceci, il gel di semi di lino, la panna di soia, due cucchiaini di lievito alimentare.
Mondate i funghi eliminando il terriccio con un coltellino e puliteli con un panno umido. Tagliateli a fettine sottili. In una padella scaldate 3 C d’olio evo con del peperoncino tritato ed uno spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungete i funghi, salateli e fateli saltare per tre minuti, alla fine unite il prezzemolo tritato
Tirate la pasta a quattro mm di spessore e foderate una tortiera di 23 cm di diametro. Bucherellate il fondo con una forchetta. Stendete la crema di zucca, disponete i funghi sulla superficie, un giro d’olio evo ed infornate a 180° per 45’.
Gli ultimi 15 minuti coprite i funghi con un po’ di carta stagnola per non farli seccare. Sfornate, fate raffreddare e servite con un’insalata mista di stagione.
La varietà dei  funghi puo’ variare in base alla stagionalità.

Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 12 settembre 2016

Insalata d' avena, funghi e spinacini


E’ ancora tempo di insalate, che felicità! Adoro le insalate, soprattutto con i cereali o i legumi, e il pensiero di sostituirle con piatti più invernali mi intristisce, ma dato che ancora possiamo godere di un clima estivo, io continuo a proporvele, solo con qualche ingrediente più autunnale, tanto per darvi qualche idea per le settimane a venire. 
Perché la bella notizia è che non è necessario che le insalate siano sempre fredde, anche tiepide sono deliziose, basta saper dosare bene cotto e crudo, ed unire ingredienti non troppo caldi a quelli freddi ed il gioco è fatto. E possiamo prolungare il piacere di mangiare un’insalata nutriente ma leggera, appagando anche il bisogno di cibi più caldi quando l’aria comincerà a rinfrescare. 
Poi vale sempre il principio che mangiare una parte di cibo cotto ed una parte di cibo crudo, è un’ottima abitudine e se riusciamo a far stare tutto in un unico piatto è ancora più semplice e qualche volta risolve il problema del poco tempo a disposizione.
Oggi funghi! la stagione è quella giusta ed in giro è un tripudio di chiodini, finferli, porcini! Io ne approfitto perchè li adoro e alla solita minestra di orzo, o alle classiche tagliatelle, alla meravigliosa polenta, aggiungo questa deliziosa insalata, piena di sapore, golosa, nutriente e sana, ma decisamente golosa.
Variare i cereali a tavola è un’ottima abitudine, l’avena, questa sconosciuta è tra le mie preferite, mantiene il chicco sodo sotto i denti e la trovo meravigliosa nelle insalate. Se volete un’altra idea per utilizzarla, qui trovate un’altra deliziosa ricetta, fusion come piace a me :)

Insalata d'avena con funghi e spinacini

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

Per l'insalata

avena: 120/140 g
funghi freschi misti di stagione: 120 g (oppure champignon)
alghe Arame:  1 cucchiaio raso
spinacini: due manciate
salsa di soia: qb
olio evo: 2 cucchiai
aglio: 1 spicchio
limone: 1/2

Per il pesto

erba cipollina fresca:  6 cucchiai (tritata)
salvia: 3 foglie
semi di zucca: 1,5 cucchiai
olio evo: 5 cucchiai circa
acqua: tre cucchiai circa
sale/pepe: qb

Procedimento
Tenete l’avena in ammollo per 8 ore, poi sciacquatela e cuocetela a fiamma dolce e con il coperchio con il triplo del suo volume d'acqua finchè non sarà del tutto assorbita (ci vorranno circa 45 minuti). Poi sgranatela e tenetela da parte.
Pulite bene i funghi eliminando i residui di terra con un coltellino e poi passateli con un panno umido. Tagliateli a fettine e fateli saltare in padella con l’olio evo e lo spicchio d’aglio. Alla fine aggiustate di sale e pepe (o peperoncino) 
Mettete a mollo le alghe per mezz’ora, poi scolatele, asciugatele e spruzzatele con succo di limone fresco. Lavate ed asciugate gli spinacini.
Tritate i semi di zucca al coltello, e metteteli in un mixer con tutti gli altri ingredienti del pesto (aggiungendo l’olio verso la fine) ed azionate ad intermittenza fino ad ottenere un condimento morbido, se necessario regolate le quantità di olio e acqua. 
Intiepidite l’avena, mescolatela ai funghi tiepidi anch'essi, conditela con il pesto, poi unite le alghe e gli spinacini leggermente conditi con salsa di soia e succo di limone. Servite subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post

venerdì 20 maggio 2016

Tartellette vegan agli asparagi


Santo forno mi viene da dire. Perché vabbè che non esistono più le stagioni, ma trovarsi a metà maggio e dover mettere il maglione di lana invernale per stare in casa mi pare un po’ troppo. 
Per carità, poi mi va anche bene che non ci siano delle giornate spettacolari che tanto ultimamente o per lavoro o per studio resto sempre chiusa in casa nell’attesa che anche questo passi.
Sempre nell’attesa che qualcosa passi. Ma non sarebbe bello trovarsi ogni tanto in quelle situazioni dove vorresti restare per sempre? 
Un po’ di par condicio ci starebbe no? Boh, io non me lo ricordo nemmeno più quand’è che ho pensato qualcosa del genere, comunque dai, non lamentiamoci, va tutto bene alla fine, solo un po’ di stanchezza e voglia di starmene con le mani in mano per mezz’ora. Non chiedo tanto vero? :)
Che poi tanto io con le mani in mano non ci so stare, ma vuoi mettere dedicarti a qualcosa che non sia una continua prova? Perché l’ansia da prestazione alla lunga logora! 
Ancora un mese e tutto sarà solo un lontano ricordo…e poi chissà che succederà. 
Tornando a noi e alla cucina, stavo scartabellando le ricette in archivio qua e la alla ricerca di una minestra calda, un brodo bollente, una zuppa fumante, qualcosa di caldo insomma, ed ho trovato queste tartellette vegan agli asparagiche non ricordavo nemmeno (fatte da poco eh!) e mi son detta che potevano essere di buon auspicio, luminose, colorate, e cosa più importante richiedono l’accensione del forno! Cosa alquanto apprezzata in questi giorni. E ho scelto loro! 
Che ne dite? Avete ancora voglia di asparagi? Questi in parte li ho anche grigliati per accostare sapori diversi. Li avete mai provati? Un modo alternativo di prepararli, anche solo come contorno, con un buon condimento aromatico e un po’ di  limone sono deliziosi! 
Vi lascio la ricetta delle tartellette intanto, così cominciate a sperimentare l’asparago alla griglia.

Tartellette agli asparagi

Preparazione: 30 minuti
Cottura 35 minuti le crostatine + 10 minuti gli asparagi

Ingredienti
per 4 tartellette

Per la pasta
farina 2: 75 g
farina di grano saraceno: 25 g
farina di riso: 25 g
olio evo: 35 g
sale: ½ cucchiaino
lievito vegan: 1 cucchiaino
acqua fredda: 25 g

Per la crema
asparagi: 450 g
olio evo: 3 cucchiai
semi di lino polverizzati: 1 cucchiaio
latte di soia: 2 cucchiai
tofu al naturale: 40 g
senape: la punta di 1 cucchiaino
lievito alimentare: 1 cucchiaino
zenzero fresco: qb
cipollotto tritato: 1 cucchiaio
sale: qb

Per finire il piatto
limone bio: 1
germogli di rafano o porro  (o altri a piacere): qb
foglioline di menta e basilico: qb

Procedimento

1) Preparate la pasta con gli ingredienti previsti. Formate un panetto liscio chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero per un’ora
2) Pulite gli asparagi eliminando la parte finale legnosa del gambo e con un pelapatate eliminate la buccia dai 2/3  del gambo lasciando integre le punte
3) Tagliateli a pezzetti tenendo da parte le punte (circa 5 cm)  e cuoceteli in padella con poco sale, il cipollotto  e due cucchiai d’olio finchè saranno teneri. Grigliate le punte unte d’olio su una griglia calda per pochi minuti poi dividetele in due in senso longitudinale e tenetele da parte
4) Frullate il resto degli asparagi con gli ingredienti previsti per la crema, fino ad ottenere un composto liscio e morbido , grattugiate un po’ di  zenzero fresco secondo i vostri gusti
5) Tirate la pasta a 3 mm di spessore e foderate 4 stampi da tartellette oliati e leggermente infarinati. Bucherellate il fondo e farciteli con la crema di asparagi. Disponete sulla superficie le punte tenute da parte, spennellate con poco olio evo ed infornate a 180° per 35 minuti e fatele raffreddare su una gratella. Finite le tartellette con qualche fogliolina di germoglio, qualche pezzetto di basilico o menta, qualche zesta di limone e a piacere qualche goccia di succo di limone

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendente week end :) 

venerdì 6 maggio 2016

Patè di cannellini e avocado


Ormai lo sapete che ho una vera passione per  creme spalmabili, patè, hummus  ecc. ecc. Così ogni tanto ve ne propongo qualcuno di nuovo, dato che ad ogni cambio di stagione ne nascono almeno tre :)
Oggi però la scelta non è stata del tutto casuale, perché mi sto preparando a Cibus, dove con tanti buoni e colorati patè preparerò golosi snacks per i visitatori dello stand di Morato pane. Ci sarete vero? 
Quindi niente, sto ripassando le mie ricette di patè e scegliendo quelle più belle e golose, una scelta veramente difficile :) 
Spulciando tra le varie, ho trovato questa di cannellini e avocado che non avevo ancora postato: non è bellissima con questo suo colore verde pastello? Io sono sempre estasiata davanti ai colori delle verdure. Certo voi penserete che estasiata magari è un po’ esagerato; mah, sarà che mi sono fatta contagiare dallo chef Germidi Soia ? :)
Comunque, no, non esagero, estasiata è proprio la parola giusta. E se a me fanno questo effetto, ho pensato che anche altri potrebbero entusiasmarsi davanti a dei colori così energizzanti, sani, belli, vivaci e soprattutto buoni, perché è anche questo che devono essere! belli si, ma soprattutto buoni, anzi, irresistibili! 
Quindi per chi volesse cominciare a sperimentare se ancora non si fosse fatto prendere dalla febbre dei patè, o per chi ne è già stato contagiato ed è alla ricerca di combinazioni sempre diverse, ecco, magari questo vi manca! A me (ma non solo! ) è piaciuto molto. Unica accortezza, l’avocado deve essere perfettamente maturo, diversamente sconsiglio vivamente qualunque utilizzo dell’ingrediente in questione :)

Hummus di cannellini e avocado 

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti per 2 persone

fagioli cannellini: 100 g
avocado maturo: 1
lime spremuto: 1/2
olio evo: 30 g
acqua di cottura dei fagioli: qb
coriandolo tritato:  1 cucchiaio
tahina chiara: ½ cucchiaio
aglio: una fettina
paprika forte: qb
sale: qb
alloro: 1 foglia
alga Kombu: 5 cm
pane nero: 4 fette
germogli di barbabietola e pisello: a piacere

Procedimento
1) Mettere in ammollo i fagioli per 24/48 ore con l’alga kombu e una foglia di alloro. Poi cuocerli in pap con l’alga per 10 minuti. Scolarli e falli raffreddare (se non usi la pap cuocili in pentola normale per circa 25/30 minuti)
2) Aprire l’avocado, eliminare il nocciolo, ricavare la polpa e schiacciarla con una forchetta fino ad ottenere una purea abbastanza liscia. Frullare gli altri ingredienti escluso il coriandolo e l’olio  fino ad ottenere una crema morbida e liscia. Unire la polpa di avocado e aggiungere l’olio poco alla volta per trovare la consistenza  desiderata. Aggiustare di sale, paprika e lime se necessario. Tenere in frigorifero fino al momento di servire  (se preferisci una crema più liscia, passa i fagioli al passaverdure, poi procedi come descritto)
3) Tostare il pane, spalmare l’hummus, cospargere di coriandolo tritato, decorare con qualche germoglio di barbabietola e pisello, condire con un filo d’olio e un pizzico di paprika e servire subito. 

Bene, con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Ci ritroviamo al prossimo post, e per chi volesse passare ad assaggiare un patè super colorato, vi aspettiamo a Cibus a Parma, il 9/10/11 maggio, con me e con Morato pane: Padiglione 6 Stand E 46 

lunedì 28 marzo 2016

Patè di broccoli con sfoglie di quinoa


Ormai la mia passione per creme,  pesti,  patè e simili è quasi incontenibile. Dev’essere legata al fatto che così sembra sempre di mangiare poco: tanto, penso sempre, che farà mai un po’ di patè di verdure! 
Il problema che non si vuole cosiderare però è la tonnellata di pane che ci si  mangia appresso, mica tanto il patè, oppure di polenta, perché la polenta è l’altra mia grande fissazione dell’ultimo periodo. Fortunatamente tra un po’ inizierà la stagione sbagliata per la polenta perché davvero, ultimamente pare che se non c’è la polenta non va bene niente :) 
Va bene, fissazioni gastronomiche a parte, i patè di verdure sono una delizia riconosciuta quasi da tutti. 
L’unico che forse è ancora difficile da convincere è mio padre che oggi di fronte ad un pesto verdissimo di piselli (delizioso vi assicuro!) era convinto di mangiare kiwi! 
Ora io ho sempre pensato di avere gusti strani, ormai lo sapete, ma anche gli altri però! Ma che cavolo di palato bisogna avere per  mangiare piselli e scambiarli per kiwi? 
No comment!  ormai ho abbandonato l’idea di fare un minimo di educazione alimentare ai familiari, perché proprio non sono predisposti a nessun tipo di cambiamento. Ormai non mi invitano nemmeno più a pranzo perché secondo loro dare da mangiare a me è impossibile! Io dico sempre che una pasta al pomodoro va sempre bene eh! ma niente, pare uno scoglio insormontabile ;)
Di fatto l’unica pecora nera sono e rimarrò sempre io. E sono ben felice di esserlo, ecco, questo ci tengo a sottolinearlo!
Tornando al nostro patè di broccoli, l'ho già fatto e rifatto, con qualche variante come sempre, ma comunque lo si modifichi esce sempre buonissimo. 
Ovviamente è deliziosa sia con fette di pane tostato, sia con queste sfoglie di quinoa gluten free, ma anche con l’ormai immancabile polenta grigliata. Il segreto per la riuscita di questo per me iresistibile patè, è cuocere pochissimo il broccolo, meno che potete, perché il sapore di un broccolo stracotto non ha nulla a che vedere con quello di uno appena sbollentato. Tutto qua, per il resto, trovate voi il momento giusto per proporlo: un delizioso apetizer, una merenda, un antipasto, insomma, va bene sempre e comunque, e ci si può condire anche la pasta ovviamente, per quanto io ritengo che spalmato su qualche supporto commestibile sia la perfetta vocazione! 

Patè di broccoli con sfoglie di quinoa (gluten free)

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 50 minuti

Ingredienti
Per 4 persone

Per il patè
broccolo: 1 freschissimo
anacardi: 35 g
noci: 4
foglioline di basilico: 2
foglie di sedano: 1 manciata (10 g)
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
capperi dissalati piccoli: 2 cucchiai rasi
aglio: una punta (pochissimo!)
olio evo: 50 g circa
sale: qb

Per le sfoglie di quinoa
quinoa: 120 g
semi di sesamo: 2 cucchiai
sale: qb
olio evo: qb

Procedimento

1) Metti a bagno gli anacardi per circa 3 ore poi scolali e tienili da parte.
2) Mettere in ammollo la quinoa per 3/4 ore cambiando l’acqua un paio di volte. Sciacquare ripetutamente e tostare a secco in una padella, poi cuocere in un volume d’acqua pari al doppio per circa 15/20 minuti o finchè l’acqua sarà totalmente assorbita. Passarla al mixer per pochi secondi in modo da romperla un po’, questo consentirà all’impasto di stare insieme più facilmente. Accendere il forno a 180°. 
3) In una boule, mescolare l’impasto di quinoa con i semi di sesamo, poi sistemarlo su di un foglio di carta forno leggermente oliato. Dividere in due l'impasto. Con le mani unte d’olio, pressarlo in modo da assottigliarlo il più possibile, (se ti riesce più semplice nella fase iniziale, aiutati con un matterello dopo aver coperto l’impasto con un foglio di carta forno oliato anch’esso) Salare in superficie la sfoglia. Cuocerla in forno per circa 20 minuti. Estrarre dal forno e spezzarla seguendo le crepe che si formeranno in cottura, rimettere in forno  a  dorare per circa 5 minuti. Ripetere l'operazione con il rimanente impasto
4) Lavare bene il broccolo e tagliarlo in cimette.  Sbollentarlo per un minuto e mezzo in acqua bollente. Scolarlo (tenendo da parte una tazza d’acqua) e raffreddarlo in acqua ghiacciata.
5) In un mixer ridurre il broccolo in purea aiutandosi con un po’ d’acqua di cottura. Aggiungere gli anacardi, le noci, il prezzemolo, il basilico, i capperi, l’aglio, le foglie di seano, il sale ed azionare il mixer versando l’olio a filo fino ad ottenere una crema morbida (se necessario aggiungi ancora qualche cucchiaio d’acqua di cottura).Conservare in frigorifero ben chiuso e con un filo d’olio evo a coprire la crema. Servire la crema con germogli di lenticchia o altri a piacere e le sfoglie di quinoa.

Alcune annotazioni: Questa crema è buonissima anche accompagnata da fette di polenta grigliata.
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 8 febbraio 2016

Farifrittata di carciofi


C'è chi la chiama frittata senza uova, chi frittata vegan, chi farifrittata. Per chiarire ogni dubbio, devo dire che questo piatto, comunque lo si chiami, non somiglia nel sapore al cugino vegetariano a base di uova, magari lo ricorda nella forma, ma non nel gusto. Ecco, questo solo per non deludere qualcuno. Chi conosce la farinata, le panelle, o cose simili conosce bene consistenza e il sapore dei ceci. Quindi è un piatto che somiglia visivamente ad una frittata, ma non nel gusto, ed è ovvio che sia così dato che l'ingrediente principale sono i ceci.
Però è buona, e questa è la bella notizia. Possiamo stare qui a parlare fino a stasera di come si prepari questa farifrittata, di fatto però ognuno la fa a modo suo, quindi non resta che sperimentare per trovare quella che vi piace di più. Io per esempio la preferisco bassa e con delle verdure sia dentro che sopra, quindi vi do questa versione ai carciofi, più ricca di ingredienti, ma così con solo questa facciamo cena. 
Dicevo a me piace bassa, e se avanza la riscaldo sulla griglia, così riacquista un po’ di morbidezza e mangiata tiepida è molto buona. L’ insalatina fresca la aggiungo ovviamente al momento così facciamo un po’ di contrasto caldo/freddo che a me piace sempre molto. Ecco, per il resto non è difficile da preparare, basta farla cuocere bene. Più alta la fate più morbida rimane ma dovete cuocerla molto bene per non lasciare cruda la farina all’ interno. 
Detto ciò, possiamo sbizzarrirci con i ripieni in mille modi, non sto nemmeno a darvi le possibili alternative. A me piace più con i carciofi che con verdure tipo spinaci per intenderci perchè il carciofo conferisce una maggiore consistenza rispetto elle verdure a foglia tenera, però è sempre la stessa storia del gusto personale quella che vale, ovviamente! Però potete provare con zucchine, fiori di zucca, porri ecc ecc a seconda della stagione
Bene, chiarito ogni dubbio o quasi, vi lascio la ricetta, voi sperimentate e non dimenticate di farmi sapere qual'è la vostra versione preferita :) 
Se avete della farina di ceci e cercate un modo per smaltirla, visto che è carnevale e il fritto la fa da padrone, un'idea la trovate qui 

Farifrittata di carciofi 

Preparazione: 20 minuti ( più il riposo)
Cottura: 30 minuti circa

Ingredienti per 2 persone

farina di ceci: 100 g
acqua frizzante: 200 g
carciofi: 2
curcuma: ½ c
sale: qb
olio evo: 4 C
prezzemolo tritato: 1C
lattuga: 4 foglie
cipolla di tropea: 1/4
succo di limone: qualche goccia

Procedimento
1) Setacciare la farina di ceci con il sale, la curcuma, aggiungere l’acqua poca alla volta, 1 C d’olio evo e con una frusta eliminare i grumi. Lasciare riposare un'ora circa (alla fine volendo si può aggiungere una punta di lievito istantaneo)
2) Lavare e mondare i carciofi, eliminare le foglie più esterne, tagliarli a metà eliminando il fieno centrale e poi a fettine mantenendoli in acqua acidulata con limone. Saltarli in padella con 2 C d’ olio evo, uno spicchio d’aglio schiacciato e salare leggermente. Dopo qualche minuto aggiungere mezzo mestolo di brodo e portare a cottura finchè saranno teneri. 
3) Scaldare una padella antiaderente del diametro di 22 cm circa  con 2 C d’olio evo, versare i carciofi e distribuirli uniformemente, versare sopra la pastella e cuocere a fiamma bassa e con il coperchio 8/10  minuti per lato finchè sarà ben dorata.
4) Tagliare a listarelle sottili la lattuga e a fettine sottili la cipolla e distribuirle sopra la frittata, condire con un po’ d’olio evo e sale qualche goccia di succo di limone e servire tiepida tagliata a fette.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido inizio settimana 

venerdì 22 gennaio 2016

Chips di ceci


Lo so che state tutti friggendo, quindi niente, vi lascio questa ricetta sfiziosa di un fritto stavolta però salato, e dato che è venerdì, ve la propongo per accompagnare l’ormai classico aperitivo salato e il sempre classico calice di bollicine. Tra una frittella e una chiacchiera ce la fate a tuffare anche una chips di ceci? Si dai, sono sicura di si!  :)  si sgranocchiano con piacere e sono molto conviviali :) Lo so che il fritto non è proprio contemplato in una sana alimentazione, ma qualche volta si può fare uno strappo alla regola, è pur sempre carnevale no? e queste non hanno nemmeno lo zucchero :) 
Ecco, la ricetta è semplice con pochi passaggi, se avete l’olio già caldo è un attimo!

Invece per chi volesse  impegnarsi in ricette un po’ più elaborate, o magari scoprire o approfondire la cucina vegana vi segnalo il corso di cucina vegan presso la scuola di cucina Peccati di gola. La prima data sarà mercoledì 27 gennaio presso la sede di Mestre, però tenete d’occhio il calendario perché ne seguiranno altre anche in altre sedi. 
Che ne dite, venite a trovarci? Ci sarò io dietro ai fornelli e prepareremo tante cose buone, sane e sfiziose, parleremo di cucina vegan e cucineremo insieme imparando e divertendoci. Vi aspettiamo, siete già in tanti, ma se qualcuno volesse aggiungersi ci stringiamo volentieri :) Potete vedere i dettagli del corso, cliccando qui 
E siccome i corsi si tengono ma per restare al passo con i tempi quelli più interessanti anche si frequentano, io domenica sarò a Milano al corso di Daniela Cicioni sulla cucina crudista, e non vedo l'ora! Qualcuno di voi ci sarà? Fatemelo sapere nel caso ;) 

Chips di ceci

Preparazione: 30 minuti
Cottura 15 minuti per i ceci+ 30 minuti per friggere

Ingredienti
farina di ceci: 250 gr
acqua: 650 ml
sale: 1 cucchiaino circa
semi di finocchio: 2 cucchiaini
olio di arachidi per friggere: qb 

Procedimento
In una ciotola setacciare la farina di ceci. Mettere l’acqua in una pentola e far cadere la farina setacciata a pioggia mescolando bene con una frusta per evitare la formazione di grumi, aggiungere anche il sale. Mettere la pentola sul fuoco a fiamma dolce e mescolando continuamente portare ad ebollizione. Cuocere per dieci minuti sempre mescolando senza far attaccare la polentina di ceci. Aggiustare di sale se necessario. Alla fine aggiungere i semi di finocchio (o se preferite del rosmarino tritato finemente).
Su un foglio di carta forno unto con dell’olio d’oliva versare la polentina ed allargarla. Sovrapporre un secondo foglio di carta forno unto d’olio e con un mattarello stendere ad uno spessore di 2/3 mm. Tagliare la pasta in rettangoli di 10x5 cm circa. Scaldare l’olio d’arachidi e friggere la sfoglia di ceci finchè sarà dorata e croccante. Non toccare le sfoglie quando sono nell’olio finchè non si saranno leggermente dorate per non romperle. Girarle una volta durante la cottura. Scolarle e farle asciugare su carta assorbente. Servire subito.
In alternativa potete cuocere le sfoglie al forno dopo averle spennellate con olio evo: 30 minuti a 180°C o finchè non saranno dorate e croccanti.
Ottime per accompagnare un aperitivo, se abbinate a delle verdure crude o stufate possono costituire un secondo piatto.
Bene, e dopo la ricetta, dopo le segnalazioni sui corsi vegan, dopo gli annunci vari, vi lascio che ho veramente ancora moltissime cose da fare. Vi aspetto numerosi. Un bacio a tutti 

venerdì 15 gennaio 2016

Involtini di alga nori con verdure e germogli


Siete ancora in fase detox? Che ne dite di preparare degli involtini con alga nori e tante verdure? Rigorosamente crudi, così non accendiamo nemmeno il gas, gluten free se scegliete la salsa tamari, e con un po’ di avocado ad aggiungere quel pizzico di cremosità che ci vuole. Basta, non c’è altro in questo piatto. Però sono buonissimi, sarà che io adoro i sapori orientali, le alghe, la shoyu e la tamari. Impazzisco per le verdure crude, tra cui la rapa a cui proprio non so resistere! e quella si che è detox! Ripulisce il fegato che è una meraviglia, una bell’estratto di rapa rossa e carota per esempio! vi stuzzica l'idea?
Vabbè, ma non andiamo fuori tema. Restiamo qui agli involtini di alga nori e al potere detox delle verdure, ai benefici delle alghe e alla bontà della cucina d’ispirazione orientale, e non ultimo, alla bellezza dei colori delle verdure invernali. Non so dire per quante persone sia questo piatto, dipende da cos’altro ci abbinerete. 
Io ho mangiato tutti e 12 i pezzi da sola, e ne avrei mangiati altri, quindi niente, in base al numero di portate regolatevi. Cosa ci metterei io con questi involtini? Ovviamente la zuppa di miso, che altro! La adoro! E poi se proprio volete ancora qualcosa, il tofu croccante, adoro pure quello, (però non siamo più in tema detox ok? quello riguarda solo gli involtini, e magari la zuppa se evitate la pasta)
Beh dai non si può dire che non mi dia soddisfazione da sola, mi piace tutto ;) d’altra parte se non trovassi buoni i piatti non finirebbero tra queste pagine. 
E allora che involtini siano, non sono difficili da preparare, richiedono solo un approccio leggermente zen, per il taglio delle verdure e per la delicatezza richiesta per arrotolare e tagliare i rotolini. Ah, e un coltello in ceramica magari, o uno affilatissimo per non rovinare tutto il lavoro, ecco, solo questo! 

Involtini di alga nori con verdure e germogli

Preparazione: 30 minuti
Cottura: nessuna

Ingredienti per 12 pezzi

alga nori: 2 fogli
carota: 1
rapa rossa (o rosa) : ½
cavolo viola: 50 gr
germogli di soia: 20 gr
germogli di porro: 10 gr
avocado: ½
radice di zenzero: 1 cm
salsa di soia o Tamari: per servire
succo di limone: qualche goccia
sale: un pizzico

Procedimento

1) Eliminare la buccia dallo zenzero, tagliarlo in due fettine sottili e metterlo in una ciotolina con della salsa di soia o tamari.
2) Lavare tutte le verdure e i germogli ed asciugarle bene. Con una mandolina tagliare la carota a fettine sottili e poi a listarelle; Procedere allo stesso modo con la rapa. Sbucciare l’avocado, tagliarlo a metà e da una delle due metà ricavare tre fette sottili che userete per farcire gli involtini dopo averle divise in due parti ciascuna. 
3) Tagliare a pezzettini la parte rimanente, metterlo in una ciotola, aggiungere un pizzico di sale e qualche goccia di limone e schiacciandolo con una forchetta ridurlo in crema. 
4) Su un tagliere ricoperto con un telo da cucina stendere il foglio di alga nori con il lato lungo a formare la base del rettangolo. Spalmare uno strato leggero di crema di avocado su ¾ della superficie, lasciando libera la fascia superiore. Disporre le verdure procedendo orizzontalmente partendo dal basso del foglio di alga nori in modo da formare tante strisce di verdure diverse senza mescolarle tra di loro. Iniziare formando una striscia di carota a listarelle, procedere poi con le rape rosse tagliate a fiammifero; aggiungere l’avocado tagliato a fettine (3 pezzi per involtino) i germogli di porri a mucchietti formando una striscia orizzontale e terminare con i germogli di soia. 
5) Aiutandovi con il telo da cucina sollevate l’alga e chiudete l’involtino più stretto che potete senza romperlo (verrà un diametro di circa 3 cm) alla fine bagnate il bordo superiore in modo da sigillarlo bene. Tagliatelo a cilindri di circa 3 cm di lunghezza. Eliminate lo zenzero dalla salsa, sistemare i rotolini su di un piatto e servirli con delle ciotoline individuali di salsa di soia o tamari.
Bene allora buon proseguimento detox a tutti. Io posterò presto altre cose che detox non sono, ma lo farò senza dare troppo nell'occhio per non indurvi in tentazione. Un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 4 gennaio 2016

Insalata di carciofi, finocchi e arancia ai semi di canapa


Quest’insalata di carciofi e finocchi mi sembra in linea con i buoni propositi per l’anno nuovo che leggo sparsi qua e la un po’ ovunque, anche se sinceramente io non posso dire di aver mangiato l’impossibile, perché va proprio contro il mio modo di intendere il cibo.
Gli sprechi e le esagerazioni non li vedo di buon occhio, quindi io i sensi di colpa in questo senso non li ho, mangio finchè ho fame e solitamente non vado molto oltre.
Le cose cambiano talvolta se si tratta di lavoro, quando devo cucinare ed assaggiare ricette che sto preparando e mettendo a punto. Li si, ogni tanto mangio contro voglia perchè magari è dal mattino che mangiucchio per testare, ma questa è un’altra storia.
In ogni caso, sia che siate afflitti dai sensi di colpa, o che solo abbiate voglia di una fresca sana e colorata insalata invernale per restare leggeri dopo i bagardi delle feste, ecco, questa ricetta mi sembra appropriata.
Vi piacciono i carciofi crudi? A me si, moltissimo, abbinati  a qualche strisciolina di finocchio e qualche spicchio d’arancia ne viene fuori un’ottima insalata invernale, colorata e molto gustosa. Per aggiungere un po’ di proteine al piatto l’ho arricchita con dei semi di canapa, un super alimento ricco di omega 3 e 6, tutti gli aminoacidi essenziali e diverse vitamine.  Se poi volete aggiungerci anche qualche carboidrato, una fetta di pane integrale tostato sarà un ottimo accompagnamento.
Basta, per oggi è tutto qua, una semplice insalata ma ricca e molto salutare, fresca e molto gustosa. Per ricominciare solo con ciò che ci fa bene, a partire dal cibo…

Insalata di carciofi, finocchi e arancia ai semi di canapa

Per 4 persone
Preparazione: 15 minuti

Ingredienti
carciofi: 4
finocchi: 1
arancia: 1
limone: 1
olio evo: 4 C
semi di canapa: 1C
sale integrale: qb
pepe: qb
semi di canapa: 1 C
barbe di finocchio: per decorare

Procedimento
1) Lavare le verdure. Eliminare dai carciofi le foglie più esterne, tagliarli a metà, eliminare il fieno e metterli a mollo in acqua e limone.
2) Tagliare in due il finocchio ed affettarlo sottile con una mandolina. Pelare a vivo l’arancia, con un coltellino affilato prelevare gli spicchi privi della pellicina.
3) In una ciotolina preparare una citronette con l’olio evo, poche gocce di limone ( o se preferite d’arancia) sale e pepe. Asciugare bene i carciofi e affettarli molto sottili. In una boule, mescolare le verdure e gli spicchi d’arancia (se sono troppo grandi tagliarli a metà) e condire tutto con la citronette. Dividere l’insalata sui piatti da portata, aggiungere i semi di canapa e decorare con qualche ciuffetto di barba di finocchio.

Con questa ricetta fresca e leggera ricominciamo questo nuovo anno "gastronomico" sperando che ci porti solo cose belle, leggere e colorate :) Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 31 dicembre 2015

Torta salata ai carciofi


Ok, affannata (e non certo per il Capodanno per carità) di corsa, in ritardo su tutto e con tutti, vi lascio la mia ricetta per questo giorno che per me non ha niente di speciale, anzi diciamo proprio che lo detesto, per tutto quello che porta con sé e non starò a spiegarvi i motivi, tanto non è niente che già non si sappia. Io lo vivrò come un giorno qualunque, certo un pensiero all’anno che è passato e a quello che verrà lo faccio eccome, ma quest’anno sarà un pensiero positivo: posso dirmi soddisfatta di questo che è passato, ho fatto e sto facendo tante cose belle, ho investito molto su me stessa negli ultimi anni e spero di continuare a raccoglierne i frutti ecco, questo è il mio augurio per l’anno nuovo.Investire su sè stessi è il migliore investimento che possiamo fare! Spero che si possano avverare tutti i vostri sogni, non è sempre facile crederci, però se riuscite a tenere un lumicino anche flebile, sempre acceso, e se ci mettete passione, tenacia e determinazione, può essere che qualcuno si avveri, ma succede con molta fatica, perché conquistare ciò che si vuole nella vita non è mai facile. Concentriamoci sulle cose belle che abbiamo, non su quelle che ci mancano, sennò non saremo mai felici e la vita passa davvero veloce. Quindi niente, solo un augurio di continuare ad avere sempre fiducia e speranza, lo faccio a tutti voi ma anche a me stessa, perché alla fine, la nostra forza è tutta li. 
Auguro a tutti una splendida fine d’anno e un buon inizio, perché chi ben comincia è a metà dell’opera, e chissà se questo detto ha un senso anche a Capodanno. Abbraccio virtualmente tutti i miei amici di blog, e tutti coloro che mi leggono e mi seguono. Spero che nel il 2016 sarà un anno pieno di passioni per tutti, per chi già le ha e per chi deve ancora scoprire le proprie, perché la passione è quella che ci salverà sempre, qualunque cosa succeda. Vi lascio una ricetta semplice ma molto buona, niente di elaborato, sofisticato, troppo pretenzioso, insomma, una ricetta che la pensa come me :) La versione può essere in monoporzione come ho fatto io, mi sembravano carine in tema di festa, ma potete anche fare una torta unica, anche se l'impasto non è facilissimo da lavorare, quindi in versione crostatina è più comodo. Se cercate altre ricette per preparare delle crostatine in varietà, trovate un'alternativa qui 

Torta salata ai carciofi (o crostatine)

Ingredienti
Per 1 torta o per 6 crostatine
Preparazione: 20 minuti
Cottura 45 minuti

Per la pasta
farina di frumento integrale: 150 g
farina di grano saraceno: 50 gr
farina di riso: 30 g
farina di canapa: 20 g
olio evo: 75 gr
sale integrale: 1 c
acqua: qb (circa 50 g)
lievito naturale: 2 c

Per il ripieno
carciofi: 2
olio evo: 2C
aglio: 1spicchio
brodo vegetale: 1 mestolo
silk tofu: 100 gr
panna di soia: 50 gr (oppure latte vegetale)
senape: 2 cucchiaini
zafferano: due pizzichi (oppure 1 c curcuma)
sale: qb

Procedimento

1) Setacciare insieme tutte le farine con il lievito e il sale. Versare al centro l’ olio e cominciare ad impastare. Aggiungere l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Formare un panetto omogeneo e far riposare in frigorifero per una mezz’ora.
2) Lavare e mondare i carciofi, tagliarli a fette sottili e cuocerli in padella con l'olio evo e uno spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungere un po’ di brodo per terminare la cottura. 
3) Frullare il tofu con la panna di soia, la senape,  lo zafferano o la curcuma e un pò di sale. Assaggiare e regolare secondo i propri gusti.
4) Tirare la pasta ad uno spessore di circa tre mm. Foderare una tortiera o stampo per crostate (se la pasta tende a sbriciolarsi ricomponetela nella tortiera e compattatela con le mani. Bucherellare il fondo. Stendervi sopra la crema di tofu, disporre i carciofi, un giro d’olio evo, ed infornare a 180°C  per circa 35 minuti. Sfornare, far raffreddare su una gratella. Lucidare con poco olio evo e distribuire sulla superficie qualche fogliolina di timo. 

Con questa ricetta vi auguro una fine d'anno esattamente come la desiderate, da soli o in compagnia, a casa o chissà dove. Noi ci ritroviamo qui con l'anno nuovo. Un bacio e un abbraccio a tutti!                             
                                                                  Felice 2016

lunedì 28 dicembre 2015

Patè di carciofi


Tartine per Capodanno ne avete in programma? Mah, io quasi quasi farei una cena solo a base di creme, salsine, crostini croccantissimi e milioni di bollicine per mandarle giù :)  Vabbè, non posso sperare in una cena così, però qualche patè irresistibile da spalmare su dei crostini tiepidi non mancherà di certo. 
Se fate un giro sul blog troverete diverse preparazioni sul genere, vi lascio il link a questa che mi sembra in tema con il Capodanno, caso mai non sappiate come cucinare le lenticchie quest’anno vi do un’idea diversa, sempre spalmabile ovviamente. 
Mentre la new entry di quest’anno è questo delizioso patè di carciofi. Non può che essere buono perché cosa c’è di più buono dei carciofi? 
Il procedimento forse non è proprio immediato, si potrebbe velocizzare passando tutto al passaverdura, ma per la consistenza che avevo in mente io qualche passaggio in più è stato d’obbligo: non volevo un patè di carciofi troppo liscio, ma un po’ grossolano, che si sentissero i pezzetti di verdura, ovviamente morbidi e senza fibre mi raccomando! Sennò sarebbe immangiabile. 
Quindi niente,  se lo volete a tutti i costi, c’è solo da  armarsi di un po’ di pazienza, ma ne vale decisamente la pena. Ora mi pento di averlo dato via per paura di finire tutto il barattolo da sola, ma spero di aver fatto felice qualcuno; anche qualche carciofo, se preparato bene può dare la felicità, credetemi! provate e vedrete. 

Patè di carciofi
Per circa 400 g di patè

Preparazione. 1 ora
Cottura: 25 minuti

carciofi: 4 (ho ottenuto circa 300 g di polpa)
aglio: 2 spicchi
prezzemolo tritato: 1 C
silk tofu: 150 g
olio evo: 35 g + 3 C
olio di semi di girasole: 35 g
limone: il succo di ½
aceto: 2 c
polvere di capperi essiccati: 1 c
sale: qb
brodo vegetale: qb
peperoncino fresco: qb

Procedimento
Lavare bene i carciofi, pulirli eliminando le foglie esterne più dure. Tagliarli in due, eliminare   il fieno centrale, tagliare ogni metà in due parti e metterli in acqua acidulata con succo di limone
In una padella scaldare ‘olio con gli spicchi d’aglio schiacciati, aggiungere i carciofi ben scolati e lasciare insaporire qualche minuto, poi aggiungere due mestoli di brodo caldo e far cuocere finchè saranno teneri.
A parte lessare tutte le foglie esterne in acqua per 15 minuti, poi scolatele e con un coltellino prelevate la polpa più tenera e non fibrosa.
Una volta che i carciofi saranno cotti, farli raffreddare, poi con un coltello tagliare la parte della base, quella più tenera e sistemarla in una ciotola Con una forchetta schiacciarla bene fino ad ottenere una crema non troppo liscia. Passare al passaverdura la parte delle foglie, ricavare tutta la polpa. In un mixer, unire la crema ottenuta dal passaverdura, il tofu, il prezzemolo, l’aceto, il succo di limone, un pò d’olio di semi, una fettina sottile di spicchio d’aglio, due prese di sale e la polvere di capperi ( se non l'avete omettetela) ed azionare fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Unire questa crema alla parte di patè più grossolana, mescolare bene ed aggiungere l’olio restante. Aggiustare di sale se necessario e di acetose preferite una maggiore acidità. Conservare ben chiuso in frigorifero sempre coperto d’olio. per preparare dei deliziosi crostini, tostare del pane casereccio fino a renderlo croccante, spalmare la crema di carciofi e finire con del peperoncino fresco tritato  non troppo piccante, in ogni caso regolate la quantità secondo i vostri gusti.
Con questa ricetta vi auguro una settimana senza troppi affanni in vista del Capodanno :) 
Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 18 dicembre 2015

Crackers di semi


Ufficialmente sono iniziati i preparativi per i regali di Natale. Quest’anno non cucinerò niente che non sia vegan e salutare, chiunque sia il destinatario. Sono finiti i tempi in cui cucinavo altro perché non era per me, da quest’anno vegan per tutti! D’altra parte, come si suol dire, a caval donato non si guarda in bocca giusto? Bene e per cominciare con qualcosa di facile, questi saranno uno dei prodotti delle mie ceste natalizie: i crackers di semi. 
Non so a quanti onnivori potranno piacere, in ogni caso spero sempre di imbattermi in qualcuno di illuminato. Come si possono mangiare questi crackers? Io li vedo bene per un aperitivo, per accompagnare un calice di bollicine o una buona birra, magari insieme a qualcosa d’altro, però sono un’idea carina per un’aperitivo veramente cool! Pensateci, dove potrete mai trovare dei crackers multicolor come questi? :)
Secondo me se li sistemate in un bel cestino sul tavolo di un buffet farete un figurone. A me piace un sacco vedere le facce perplesse di chi non capisce cosa sta mangiando e a voi? Detto ciò, preciso che io detesto il Natale, quindi non sono brava ad abbellire il cibo con fiocchi, nastri, glasse candide e chi più ne ha più ne metta, diciamo che bado più alla sostanza ecco. Quindi, malgrado il Natale, le mie foto resteranno praticamente uguali a prima, il massimo che riesco a fare è aggiungere un nastrino rosso sullo sfondo, davvero, di più non mi riesce, ma sapete com’è no? quando una cosa non si sente non c’è niente da fare, inutile sforzarsi. M’impegnerò magari  a preparare i pacchettini ecco, ma dalle foto non potrete pretendere di più. Giuro di averci provato, ma proprio l’atmosfera natalizia non mi riesce di crearla e immortalarla :) Vi lascio la ricetta, sono certa che voi invece con nastri e pacchettini sarete bravissimi e riuscirete a trasformare questi deliziosi crackers in un dono preziosissimo.

Crackers di semi

Preparazione: 15minuti più 4 ore di ammollo
Cottura: essiccazione per 24 ore

Ingredienti per 25 sfoglie

semi di chia: 20 g
semi di lino: 20 g
semi di zucca: 100 g
semi di girasole: 100 g
semi di sesamo nero: 3 C
semi di sesamo chiari: 1 C
rosmarino tritato: 1 c
salvia, timo tritati: 1 c
aglio e cipolla essiccati: ½ c ciascuno (facoltativo)
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo i semi di chia con otto Cucchiai d’acqua. Stessa cosa per i semi di lino, mescolare ogni tanto e lasciarli 4 ore circa. 
Mettere in ammollo anche i semi di girasole e i semi di zucca, per lo stesso tempo,trascorso il quale vanno asciugati con un panno pulito, e messi nel mixer. Aggiungere i semi di lino e di chia insieme al gel che hanno prodotto durante l’ammollo. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e azionare il mixer per sminuzzarli un po’.
Stendere il composto sopra della carta forno e far essiccare a 42° per 24 ore. Toglierli dall’essiccatore, aspettare 10 minuti, poi staccare delicatamente la carta forno. Spezzettarli con le mani e chiuderli in sacchettini trasparenti (se volete conservarli in casa chiudeteli in scatole di latta ben sigillate). 

Alcune annotazioni: se non vi piacciono i semi di lino, sostituiteli tranquillamente con quelli di chia. Con queste quantità ho riempito tre ripiani dell'essiccatore.
Buon fine settimana a tutti, un bacio e al prossimo post

sabato 21 novembre 2015

Chips di Cavolini di Bruxelles


Post del sabato: Chips di cavolini di Bruxelles! In realtà non posto mai di sabato, e non so nemmeno se questo possa essere considerato un vero e proprio post, perché in fin dei conti quella che vi darò non è certo una ricetta, diciamo più che altro un’idea ecco, però carina, sfiziosa e facilissima! E’ da un po’ che ho in mente di darvi la versione light e super veloce delle mie chips di radici e tuberi, questa. Ma tra una cosa e l’altra non ho mai avuto il tempo di sperimentarla. Intanto vi lascio questi cavolini croccantissimi che seguono lo stesso principio di preparazione.
Ieri mi serviva qualcosa per un’aperitivo veloce, e ovviamente non avevo il tempo di preparare tartine, torte salate, e via dicendo, così, dato che avevo dei Cavolini di Bruxelles, li ho puliti, e con le parti di scarto, cioè le foglie più esterne, ci ho fatto queste deliziose chips. Certo non è che ve ne vengano una montagna, però potete sempre mescolarle ad altre verdure, come il cavolo nero o riccio per esempio. Oppure potete servire oltre a queste qualche altro snacks. Comunque sono deliziose. Prossima occasione provo a fare così le rape e le carote e vedo cose ne viene fuori, intanto vi lascio queste, fanno molta simpatia a chi se le trova in tavola, davvero, tutti a dire: cosa sono queste? "Cosa sono?" Eh, a casa mia si mangia solo roba strana, dicono sempre così! ahahaha, spero un giorno di smettere di sentire ‘sta frase, a me sembra roba normalissima, sono gli altri che sono strani!  Non sembra anche a voi? ;) 

Chips di Cavolini di Bruxelles

Ingredienti
foglie esterne di Cavolini di Bruxelles: a piacere 
olio evo: per ungere le foglie
paprika piccante: a piacere
sale: qb 

Procedimento
Lavare i cavolini, eliminare la base, e ricavarne le foglie più esterne. Versare un filo d'olio sulle foglie e aiutandosi con le mani mescolarle bene per ungerle uniformemente. Salare e cospargere con la paprika piccante se vi piace. Infornare a 100/120 ° fino a farle diventare croccantissime! ( ci vorranno 20 minuti circa, poco più poco meno, dipende dal vostro forno. L’importante è non alzare troppo la temperatura sennò scuriscono troppo) Servire subito con un calice di quello che preferite: bollicine, vino rosso, birra, ovviamente, ci sta bene tutto.
Per quanto riguarda le quantità, non fatene troppo poche, almeno un cestino di cavolini, perchè cuocendo si rimpiccioliscono e vi ritrovereste con niente. E non pensate di poter fare aperitivo solo con queste, aggiungete anche delle foglie di cavolo nero o riccio per esempio. Io al più presto sperimenterò anche radici e tuberi, poi aggiornerò il post.

Alcune annotazioni: ovviamente non è che dovete fare il contrario di come fate di solito con i cavolini, cioè, la parte che rimane cuocetela oppure no, ma mangiatela in qualche modo ok? Non dovete buttarla ;) A me per esempio i cavolini piacciono crudi sotttili sottili, oppure bolliti e conditi semplicemente con olio e limone. 

Con questa non ricetta vi auguro uno splendido fine settimana. Un bacio a tutti

lunedì 16 novembre 2015

Polpette di quinoa e amaranto con zucca e funghi


Non siete stanchi di polpette vero? Perché oggi vi do l’ennesima versione. E come sono stavolta? di quinoa e amaranto con funghi e zucca. Diciamo una delle tante versioni autunnali che si presta a tante reinterpretazioni, secondo la vostra fantasia e secondo quello che avete in frigorifero. Per esempio, se non avete la zucca o i funghi, potete metterci degli spinaci,  qualche erba aromatica, curry e curcuma che con gli spinaci ci stanno bene, insomma, le verdure si possono cambiare di volta in volta. Quello che mi interessa e’ l’uso degli pseudocereali, quinoa e amaranto. L’amaranto, meno noto forse della quinoa, ha un gusto particolare che mi piace molto, e trasformato in polpetta è un buon modo per utilizzarlo. Chi lo conosce sa che in cottura diventa un po’ gelatinoso; in questa preparazione la sua caratteristica consistenza non dà fastidio in quanto poi verrà mescolato ad altri ingredienti  per diventare appunto polpetta :)  Se però volete mangiarlo condito come si può fare con la quinoa, è preferibile mescolarlo ad altri cereali, e cuocerli insieme, scegliendo magari quelli che hanno tempi di cottura simili. 
A me al di fuori da questo tipo di preparazione piace molto sottoforma di farina per esempio nelle torte salate come questa, o nei biscotti sia dolci che salati. In tutti i casi il suo sapore particolare, oltre alle sue proprietà, lo rendono un ingrediente veramente interessante. Se avete voglia di provarlo, potete iniziare da queste sfiziose polpettine, e se volete cimentarvi in qualcosa di più ardito, vi consiglio la crostata salata, veramente deliziosa, piaciuta molto anche a chi non è vegano! 

Polpettine di quinoa e amaranto con zucca e funghi

Preparazione: 45 minuti
Cottura 30 minuti

Ingredienti
Per 12 pezzi

quinoa: 60 gr
amaranto: 60 gr
zucca: 30 gr
funghi misti: 90 gr
cipolla piccola: ½
aglio: 1 spicchio
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
pangrattato: 3 cucchiai (più per la panatura)
farina di riso: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
farina di mais fioretto: 3 cucchiai
pangrattato: 3 cucchiai
olio evo: 3 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo l’amaranto per 30 minuti e la quinoa per qualche ora cambiando l’acqua. Sciacquarla e cuocerla in un volume d’acqua fredda pari al doppio e calcolare 15/20 minuti dal bollore, finchè l’acqua sarà del tutto assorbita; lasciare riposare coperta per qualche minuto. Con le stesse modalità,  cuocere anche l’amaranto per circa  30 minuti in un volume d’acqua pari a tre  volte (o secondo quanto riportato nella confezione ) Per velocizzare i tempi potete cuocerle insieme per circa 25 minuti.
In una padella insaporire tre cucchiai di olio evo con uno spicchio d’aglio. Saltare i funghi lavati, mondati e tagliati a pezzi non troppo piccoli. Unire anche la zucca a cubetti molto piccoli e portare a cottura. Far raffreddare. Con un mixer ad immersione omogeneizzare la quinoa e l’amaranto, unire le verdure, il prezzemolo, il sale e il curry e omogeneizzare per 15 secondi. Aggiungere il pangrattato quanto basta per rendere lavorabile l’impasto con le mani, senza renderlo troppo sodo.
In un piatto fondo mescolare la farina di mais con il pangrattato e ripassare le polpettine in modo da ricoprirle tutte. Infornare a 200° per circa 30 minuti finchè saranno dorate e croccanti. 
Queste polpette si  accompagnano a contorni di verdure cotte e crude,  ottime per esempio con dei funghi di stagione saltati con aggiunta di alghe come questi. Si servono con salsa a parte, per esempio di pomodoro, o con maionese vegan (ricetta qui
Un bacio a tutti e buon inizio settimana.

mercoledì 4 novembre 2015

Panzerotti vegan stracchino e rucola


Sto sperimentando panini, panzerotti e simili, ve l’ho detto no che a cena sono sempre fuori casa, così mi devo inventare qualcosa, ne faccio delle gran scorpacciate e ne sono felice. Mi sono sempre piaciuti i panini, soprattutto per i club sandwich ho una vera passione, solo che ora o me li faccio a casa o diventa praticamente impossibile poterne mangiare uno, almeno per ora in questa parte del mondo. Ho preparato un simil club sandwich che mi è piaciuto tantissimo e che posterò più avanti perché per il momento ricetta e foto sono destinate ad altro e non a questo blog, e un'altro sandwich invece lo potete trovare qui  ;) 
Però oggi posso postare questi deliziosi panzerotti, non so se il nome sia appropriato ma non me ne sono venuti in mante altri, con rucola e stracchino vegan, che tra l’altro ho scoperto delizioso. Ne avevo provati alcuni che non mi erano piaciuti per niente, ma questo è veramente fantastico e sono entusiasta che il supermercato vicino a casa abbia uno scaffale frigo tutto dedicato ai prodotti bio e vegan, così è tutto più semplice e non serve che faccia sempre tutto in casa perché a dire il vero ogni tanto non ne ho proprio il tempo, soprattutto il formaggio non è cosa sempre semplice e veloce. Vi ricordate quello di mandorle fermentato? Ora sto sperimentando quello di anacardi, speriamo vada tutto bene così poi potrò raccontarvi l’avventura, ma se ne parlerà tra un pò 
Bene, allora questi panzerotti dicevo sono facili da preparare, veloci da cuocere e sul ripieno potete sbizzarrirvi con tutto quello che vi piace; io sono andata sul classico, stracchino vegan e rucola, d’altra parte è sempre stato il mio preferito. La pasta è molto sottile, morbida e sono ottimi anche preparati in anticipo e poi riscaldati su una piastra. Che altro dire, niente se non di provarli magari in occasione dell'ormai istituita (da me) consuetudine settimanale di cenare sul divano davanti alla tv (meglio spenta :) ) ovviamente chi può concederselo, sennò anche a tavola andranno benissimo :)

Panzerotti rucola e stracchino  vegan 

Preparazione:  15 minuti impasto+ riposo della pasta+ 15 minuti per stenderla
Cottura: 15 minuti circa (cuocendone due alla volta)

Ingredienti
Per 4 panzerotti

farina di frumento integrale: 100 gr
farina di segale: 50 gr
sale: 1 cucchiaino
olio evo: un cucchiaio
latte di soia: 60 gr
acqua: 40 gr
lievito naturale: 1 cucchiaino raso
formaggio tipo stracchino vegan: 200 gr circa
rucola: 90 gr circa 

Procedimento
Setacciare insieme le due farine con il lievito, unire il sale e mescolare. Unire il latte all'acqua (deve risultare un composto tiepido) 
Sulla spianatoia fare la fontana, aggiungere l’olio e il latte miscelato all'acqua poco alla volta. Con una forchetta cominciare ad unire la farina al liquido. Quando sarà tutto assorbito cominciare ad impastare. Lavorare per dieci minuti. Chiuderlo con la pellicola e lasciarlo riposare almeno un’ora. Lavare la rucola, asciugarla bene e tritarla in maniera grossolana.
Trascorso il tempo, tagliare il panetto di pasta in quattro e con il mattarello tirare ogni parte in una sfoglia sottile e rotonda. Tagliarla regolare, aiutandosi con un piatto di  circa 18 cm di diametro, farcire con la rucola tritata e leggermente salata e il formaggio vegan a fiocchetti in quantità desiderata sistemando il ripieno in una metà del disco di pasta stando ad 1,5 cm dal bordo. Ripiegare il disco di pasta in due e sigillare bene i bordi con i rebbi di una forchetta, premendo delicatamente il panzerotto in modo da far uscire tutta l’aria. Cuocere in una padella antiaderente calda tre minuti per lato e servire subito.  (se li fate in anticipo, riscaldateli al momento di servirli su una piastra o griglia per qualche minuto, in modo da fa sciogliere il formaggio)
Bene, con questa ricetta auguro a tutti una buona continuazione, ci ritroviamo, spero, per la ricetta del week end o giù di li. Un bacio e al prossimo post

mercoledì 14 ottobre 2015

Formaggio di mandorle fermentato



Premetto che non amo particolarmente i formaggi vegan, non ne mangio molti. Fino ad ora l’unico che ho fatto spesso è quello con lo yogurt di soia lasciato colare ed aromatizzato con erbe fresche. Malgrado i corsi che ho fatto sperando di appassionarmi all’argomento, niente, per ora non mi entusiasmano proprio, anche se alcuni li preferisco ad altri. Però il fermentino, il formaggio di mandorle fermentato, beh, quello si che mi ispira, ed è tutta un’altra storia rispetto agli altri.
Diverso tempo fa ho comperato un libro proprio sui formaggi veg, di Grazia Caciola e devo dire che ce ne sono diversi che vorrei provare, ma uno in particolare si è insinuato tra i miei pensieri, mi capite vero? ;)
Sarà che avevo letto diverse cose in giro sul fermentino appunto, fatto sta che quest’idea è rimasta latente nella mia testa finchè non è arrivato il suo momento. Perché proprio quel momento? Non ne ho idea, sono cose che vengono da sé, vanno prima elaborate e poi il momento arriva. Nel libro l’autrice non fa uso dei fermenti come avevo letto in altre ricette ma del rejuvelac (la ricetta qui) Dunque, secondo voi io non volevo provare a fare il rejuvelac invece che andare in farmacia a recuperare i fermenti? Certamente! scegliamo sempre la strada più complicata per carità!  ed ecco spiegata la genesi della ricetta. 
Comunque, devo dire che il risultato mi piace molto, l’ho appena finito che sono già pronta a rifarlo, e questo è il segno che sarà una di quelle ricette che restano :)
La crema fresca spalmata su crostini o crackers crudisti è buonissima anche in abbinamento ad altri ingredienti. La fermentazione si sente ma il sapore non è invadente, mentre nel formaggio preparato con i fermenti lattici il pizzicorio è più forte, almeno in quello che ho assaggiato io, ma dipenderà da tante cose presumo, con le fermentazioni è così.
Se poi procederete con l'essiccazione di questo formaggio di mandorle, il pizzicorio della fermentazione si accentuerà un pò, il formaggio risulterà più asciutto e io lo trovo perfetto passato al mixer ed utilizzato come sostitutivo del parmigiano.
La ricetta di questo formaggio come vi ho anticipato, è tratta dal libro di Grazia Cacciola: formaggi veg. Non l’ho riprodotta esattamente com’era, ma rielaborata secondo i miei gusti e quanto mi pareva necessario in base ai miei ingredienti. Per esempio non ho usato tanta acqua come indicato nella ricetta originale perché mi sarebbe venuto molto liquido, il risultato comunque mi sembra molto buono. Se lo provate caso mai raccontatemi la vostra esperienza  che vi inserisco nella casistica :)
Ovviamente per aromatizzarlo ho utilizzato cose che tengo sempre in casa, quindi erano già pronte, come la polvere di peperone e quella di capperi, però se non le avete non sono obbligatorie, potete usare cipolla essiccata, aglio, potete provare con lo zafferano e quello che pensate possa piacervi, e questi si trovano tranquillamente nei negozi. 
Le tartine della foto, per chi volesse provarle sono preparate con pane nero ai cereali, formaggio di mandorle fresco, patè di pomodori secchi (poco) e foglie di sedano tritate, attenti perchè sono irresistibili, se non volete cadere in tentazione non vi resta che prepararne poche :) Qio sotto invece l'immagine del formaggio e delle diverse "stagionature"
 


Formaggio di mandorle fermentato
Preparazione: 20 minuti (più i tempi di fermentazione)

Ingredienti

mandorle: 200 gr
rejuvelac: 230 gr
acqua: 50 ml
miso di riso: 15 gr
lievito alimentare secco: 10 gr
sale marino integrale: qb
erbe miste tritate: 1 cucchiaio (erba cipollina, origano fresco, salvia)
aglio: ½ spicchio tritato
polvere di peperone essiccato: 3 cucchiaini
polvere di capperi essiccati: 1 cucchiaino

Procedimento
Portare ad ebollizione dell’acqua, ed immergervi le mandorle per 30 secondi, scolarle ed eliminare la buccia (verrà via molto facilmente). Oppure eliminate la pellicina dopo aver lasciato le mandorle in ammollo per una notte e poi fatte asciugare (sarà più semplice ridurle in farina)
Mettere le mandorle in un mixer e ridurle in polvere, o comunque tritarle molto finemente (azionare il mixer ad intermittenza) Poi aggiungere tutti gli altri ingredienti ed azionare fino ad ottenere una crema il più liscia e cremosa possibile (regolarsi con l’acqua necessaria, deve venire morbido, ma non troppo liquido né tropo asciutto) aggiustare di sale se necessario, io non ho pesato il sale, l’ ho aggiunto un po’ alla volta secondo il mio gusto, la prossima volta lo peserò così vi metto la quantità precisa. Versare la crema ottenuta in un colino rivestito con un telo a maglie larghe pulito e senza tracce di detersivo (eventualmente fatelo bollire)
Appoggiare il colino sopra un recipiente e far perdere il siero per un paio d’ore. Richiudere il telo sopra la crema di mandorle, sistemarvi un piattino con un peso sopra (io un pacco piccolo di riso). Lasciare fermentare per 12 ore circa. Trascorso il tempo, mettere la crema di mandorle in un barattolino di vetro a chiusura ermetica e conservare in frigorifero  (dai 5 ai 7 giorni)

Se desiderate un formaggio dal sapore più stagionato essiccatelo per 12/24 ore a 42 gradi: dopo aver messo la crema fermentata in un fuscella da formaggi.  Dopo 13 ore avrete un formaggio compatto ma ancora un po’ umido, dopo 24 molto più asciutto. Vanno bene entrambi al posto del parmigiano nella pasta o nel riso,  ma anche per farci delle tartine con le verdure, anche se io da mangiare su tartine preferisco quello fresco.
Bene, il frutto di tanta fatica è finito qui, però mi ha dato tantissima soddisfazione, sia in termini pratici, di conoscenza di tecniche nuove, che in termini di gusto. Spero possa essere lo stesso anche per voi. Avrete tutto il w.e per lavorarci volendo, o per rifletterci, sono decisioni che vanno prese con calma ;)
Un bacio a tutti e al prossimo post 

lunedì 5 ottobre 2015

Sandwich vegan


Sto cominciando ad andare fuori stagione, ma anche questo panino non avevo avuto il tempo di postarlo, ma è talmente buono che non volevo aspettare la prossima estate. Come sempre è un’idea, quindi le verdure si possono cambiare a seconda della stagione.
La crema di anacardi è molto buona e perfetta per rendere completo un panino tutto vegetale, costituisce la parte proteica senza ricorrere a tofu o seitan (che io cerco di non mangiare molto)
Adoro i panini, ed ogni sera costretta a cenare fuori casa li trovo una soluzione perfetta. Ma cosa metterci se le sole verdure non lo rendono abbastanza appetitoso e completo? Le creme di frutta secca, mandorle, anacardi ecc, o semi oleosi. In realtà questa è una versione semplificata della crema di anacardi, perché stavo sperimentando la fermentazione con il Rejuvelac per preparare il formaggio di anacardi, ma di questo vi parlerò in un altro post perché è troppo lungo.
Questa crema invece è veloce, si prepara in un attimo e rende il panino buonissimo e super goloso. Vi lascio dosi per due persone, da quanto mi piaceva  l’ho mangiato tutto io… l’ho finito a fatica però eh, un pezzetto è rimasto e l’ho mangiato il giorno dopo. Conservato ben chiuso in frigorifero era ancora delizioso.


Sandwich vegan
Ingredienti per 2 persone

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 20 minuti

pane di segale: 3 fette grandi
lattuga: 4 foglie
peperone: 1 (quello che preferite, io rosso)
pomodori perini: 2
zucchina: 1
carota: 1
crema di anacardi: 60/70 gr
senape con i semini: qb
olio evo: un filo
origano: qb

Crema di anacardi

anacardi al naturale: 100 gr (non salati e non tostati)
lievito alimentare secco: 1 cucchiaino
miso di riso: 1 cuchiaino
acqua qb: 100 ml circa
sale integrale: un pizzico (facoltativo)
alghe Arame ammollate: un pizzico (facoltativo)
succo di limone: qualche goccia

Procedimento
Preparare la crema di anacardi frullando tutti gli ingredienti aggiungendo l’acqua poca alla volta fino ad ottenere una consistenza densa (che si possa spalmare) e liscia. A piacere si possono aggiungere agli ingredienti poche alghe ammollate.
Lavare tutte le verdure ed asciugarle bene. Tagliare in quarti il peperone e grigliarlo, eliminare la buccia. Affettare la zucchina e grigliarle, tagliare a fette il pomodoro e con la mandolina affettare la carota creando dei nastri sottili. Condire la carota con poco olio, e sale. Tostare le fette di pane e spalmare la crema di anacardi abbondantemente. Aggiungere anche un po’ di senape, secondo i vostri gusti. Procedere a strati con le verdure prima i peperoni, poi la carota, le zucchine e la lattuga, spolverizzare con un pò di origano ed aggiungere un filo d'olio evo. Chiudere con la seconda fetta di pane sempre spalmata con crema di anacardi e senape e procedere con le verdure rimaste aggiungendo anche il pomodoro, origano e un filo d'olio evo. Chiudere con la terza fetta di pane, pressare leggermente il panino, tagliarlo in due e servire subito (è buono anche freddo)
Buon inizio settimana a tutti, un bacio e al prossimo post

giovedì 1 ottobre 2015

Guacamole con germogli


Prima che sia troppo freddo, che ne dite preparare qualcosa che ci ricorda l’estate? Dei crostoni con guacamole e germogli per esempio! Quest’estate li ho adorati, velocissimi da preparare e di sicuro effetto, sono molto buoni, sono belli, e non lasciano indifferente nessuno, ve lo assicuro. Ricetta semplicissima lo so, niente di pretenzioso, ma anche la semplicità ha le sue regole e non è detto che tutto quello che è semplice risulti poi anche buono.
Comunque, se volete rallegrare la tavola con qualcosa di colorato questa è un’ottima proposta. Troverete in rete tante ricette di guacamole, si può fare in mille modi e mille varianti. Io ho scelto di preparare questa salsa con gli ingredienti che piacciono a me, non ho voluto aggiungere il pomodoro perché ne mangio talmente tanti che se anche qualche volta li ometto va bene :)
Invece l’ho arricchita con dei germogli, sapete che che fanno molto bene vero? sono ricchissimi di proprietà, di vitamine ecc ecc, sono divertenti, buoni e sanno rendere anche il crostino più semplice davvero speciale. Non solo nell’insalata quindi, e potete scegliere quelli che preferite, io ho optato per la leggera piccantezza dei germogli di broccoli, accentuata poi anche dal peperoncino fresco, così, tanto per berci una buona birra ghiacciata d’accompagnamento, chi la beve ovviamente :)
Ecco, la ricetta è tutta qua, ci vuole più a scriverla che a prepararla, però è proprio buonissima!

Guacamole con germogli di broccoli
Preparazione: 15 minuti

Ingredienti
Per 4 crostoni

avocado maturo: 1
scalogno: ¼
lime: ½
peperoncino fresco tritato: a piacere
germogli di broccoli: a piacere
sale marino integrale: qb
fette di pane casereccio (meglio integrale): 4

Procedimento
Tritare finemente lo scalogno e il peperoncino fresco. Lavare il lime, grattugiarne la buccia e spremere il succo di mezzo.  Sbucciare l’avocado ed eliminare il nocciolo interno. In una ciotola schiacciare la polpa con una forchetta ed amalgamarla allo scalogno, al peperoncino e alla buccia grattugiata del lime. Unire il succo del lime poco alla volta fino al grado di acidità desiderato. Tostare le fette di pane, spalmarvi la salsa guacamole e completare con i germogli di broccoli in quantità a piacere. Hanno un sapore pungente, quindi regolatevi secondo il vostro gusto.

Alcune annotazioni: per ottenere i germogli: tenere a bagno i semi per 12 ore in un barattolo chiuso con una garza al buio. Poi scolarli attraverso la garza sciacquarli e metterli in un colino (o nel germogliatore se l’avete) coperti da un canovaccio. Bagnarli due volte al giorno. Dopo un paio di giorni il seme germinerà. A questo punto tenerli nel ripiano della cucina, al riparo dal sole, ma alla luce. Continuare a bagnarli due volte al giorno finchè saranno germogliati. A questo punto asciugarli e conservarli in frigorifero in un barattolo chiuso. Consumare in tre o quattro giorni, anche di più dipende dal tipo di germogli, alcuni deperiscono prima, altri resistono di più.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e.Ci ritroviamo al prossimo post, che sarà tristemente molto più in linea con le temperature di questi giorni :(
Un bacio a tutti

giovedì 24 settembre 2015

Crostoni ai funghi

Pentola Le Creuset

Oggi una ricetta super facile; più che una ricetta è un’idea su come si possono utilizzare le alghe in cucina. A me le alghe piacciono molto, le uso spesso, ma non quanto vorrei, con la scusa di provare sempre tutto talvolta si trascura quello che è più collaudato e che ci piace davvero. La ricetta che preferisco, sono gli spaghetti aglio, olio, peperoncino fresco e alghe che devo assolutamente postare, spero quanto prima di riuscire a fotografarla prima di avventarmi sul piatto :) 
Comunque, a parte questo, anche l’abbinamento con i funghi non è niente male. In questo caso ho preparato questi deliziosi crostoni ai funghi usando le alghe Arame, ma vanno bene anche le Hijiki, e le Wakame, potete comunque sperimentare. Io sono dell’idea che una ricetta si può quasi sempre reinterpretare a seconda di quello che si ha a disposizione, se avete un’alga invece che un’altra non resta altro da fare che provare. 
Come si usano le alghe? Dipende, normalmente basta un ammollo di 15/20 minuti in acqua, poi si possono mangiare così, oppure dopo l’ammollo, possono essere saltate o cotte più a lungo. Io normalmente le salto brevemente,  quando preparo la zuppa invece le lascio sobbollire lentamente così insaporiscono bene il brodo. 
Le alghe sono ricche di iodio e ferro, alcune di più altre di meno, ognuna poi ha caratteristiche nutrizionali diverse, quindi è bene variarle e non abusarne in caso di ipertiroidismo. 
Vi lascio il procedimento per preparare questi crostoni ai funghi, qualche volta una ricetta semplice, veloce e buona ci può salvare una cena, quindi diamogli il giusto spazio :) se invece volete proprio complicarvi la vita, usate questo condimento per condire delle ottime tagliatelle, (purchè le facciate voi però, sennò che complicazione sarebbe! una ricetta per preparare le tagliatelle la trovate qui) o da servire con dell'ottima polenta.

Crostoni ai funghi con alghe 
Ingredienti per 4 crostoni

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15/20 minuti

funghi finferli: 200 gr
porcini freschi: 1 medio
alghe arame: 1 cucchiaio raso
aglio: uno spicchio
prezzemolo fresco tritato: un cucchiaio
olio evo: tre cucchiai
peperoncino fresco: qb
sale integrale: qb
pane casereccio: 4 fette

Procedimento
Ammollare le alghe in acqua tiepida per circa 15/20 minuti, poi scolarle ed asciugarle.
Pulire i funghi con un telo umido senza lavarli, poi con un coltellino eliminare la terra e tagliarli a fettine. In una padella scaldare tre cucchiai d’olio evo con uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato e del peperoncino fresco piccante tritato (quantità a piacere) Eliminare l’aglio e aggiungere i funghi. Saltarli con un po’ di sale e farli cuocere finchè saranno morbidi. Quando manca un minuto aggiungere il prezzemolo tritato e le alghe e saltare velocemente.

Tostare il pane casereccio in modo da renderlo croccante, sistemare sulle fette i funghi tiepidi e servire subito. 
Alcune annotazioni: si possono utilizzare anche per condire delle ottime tagliatelle. Spadellatele con i funghi e poca acqua di cottura della pasta per qualche minuto in modo da rendere la pasta ben legata. 
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola Le Creuset