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lunedì 12 ottobre 2015

Rejuvelac


rejuvelac dopo due giorni in frigorifero. 
Questo è un post che non farà tutti felici, nel senso che non si tratta di un dolce goloso, né di uno di quei piatti che fanno fame al solo pensiero. E’ solo una misera bottiglietta piena di un liquido biancastro e torbido. E che cosa sarà mai? Orzata? Noooo, molto meglio perché credetemi, questa bottiglietta è magica :)   Allora mettiamoci comodi che il discorso è un po’ lungo. 
A parte gli scherzi, spero che questo post possa tornare utile a chi decida di provare a fare il Rejuvelac, perché quando l’ho deciso io, ho letto tante cose, ma nessuna rispondeva al mio grande quesito, o meglio, rispondeva solo in parte e il grande quesito era: ma il Rejuvelac puzza?
Perché in effetti dalla data di inizio delle mie sperimentazioni in merito, ho letto tanto. In molti chiedevano se in effetti l’odore forte e poco gradevole fosse normale, il che significa che è una condizione che si presenta spesso.  Non sono anni che faccio il Rejuvelac, anzi diciamo che ho appena iniziato, però in un mese ho fatto fermentare di tutto, dalla quinoa, all’avena, al riso e non so cos’altro. Alla fine buttavo sempre tutto perché anche per me l’odore era troppo forte. 
Finchè un giorno, dopo l’ennesimo tentativo,  quell’odore non c’era, o meglio c’era ma molto attenuato e questo va bene. Le bollicine c’erano, il colore biancastro pure, finalmente il rejuvelac! Non restava che sperimentarlo e farci fermentare qualcosa, ma questo ve lo racconto al prossimo post. Quindi quali sono i miei consigli e le mie considerazioni alla luce di tutto quello che ho letto e della mia esperienza seppur non decennale? Ve lo spiego sotto, nel procedimento. Ora vorrei spendere due parole per spiegare a chi non lo sa cos’è il rejuvelac e a cosa serve. Il rejuvelac è il prodotto della fermentazione dei cereali. In rete troverete tutte le informazioni che vi servono, comunque riassumo dicendo che è ricco di vitamine: del gruppo B, K ed E, carboidrati, destrine e fosfati. E’ ricco di enzimi e assumerlo quotidianamente è un toccasana per la flora batterica intestinale. Oltre a questo è utilizzato come starter per far fermentare altre cose, per esempio il latte per fare lo yogurt o la frutta secca per farci i formaggi vegan. Questo in estrema sintesi perché non voglio fare un trattato, però tanto mi basta perché se volete fare il formaggio di mandorle o di anacardi a casa, o usate il rejuvelac o comperate i fermenti lattici in farmacia, il risultato però ion termini di gusto è un po’ diverso. Io vorrei aggiungere una cosa che mi viene dalla mia esperienza personale, e se ci fosse qualcuno che ha informazioni o idee diverse sarò felce di ascoltarle. Per esempio, in quanti sostengono che il rejuvelac sa di limone? A me non pare che sappia di limone, ha un suo sapore che non saprei definire ed è un po’ frizzante, le bollicine si vedono ad occhio: nella prima fermentazione sono piccole, nella seconda più grosse. Ma dopo due giorni in frigo praticamente scompaiono. Questo starà a significare come sostiene qualcuno che è meglio non tenerlo in frigo perché perde le sue proprietà? E qui si accettano suggerimenti. Io comunque il formaggio l’ho fatto con il rejuvelac preparato il giorno prima, quindi un giorno di frigo l’ha fatto, però è fermentato! Comunque sempre meglio utilizzarlo subito, lo dice anche l’autrice del libro formaggi veg Grazia Cacciola da cui ho preso ispirazione :)  Ok basta sennò è troppo lunga la storia, passo a spiegarvi il procedimento

rejuvelac dopo un giorno di fermentazione 
Rejuvelac

Ingredienti

riso integrale bio: 50 gr
acqua: 1 l

Procedimento
Mettere il riso a bagno per 24 ore in un recipiente di vetro coperto con un panno. (Sulla quantità c'è chi dice 25 grammi, chi 100, chi 55...io ho fatto d'istinto... con 50 è venuto bene, delicato, non troppo forte, ma efficace)
Poi scolarlo. Prendere un recipiente di vetro alto e stretto lavarlo benissimo, metterci il riso ammollato e sciacquato chiuderlo con un telo a maglie larghe fissato da un elastico; riempire per metà il vaso con acqua facendola passare attraverso il tessuto scuotere il vaso e e poi eliminarla. Tenere il vaso a testa in giu' per qualche ora, sullo scolapiatti per esempio, purchè sia pulito! poi raddrizzarlo e tenerlo sul ripiano della cucina (o in altro ambiente aerato). Ripetere quest’operazione due volte al giorno (con il riso anche tre volendo) Il riso deve rimanere umido ma non troppo sennò imputridisce, e poi puzza! Lasciandolo a testa in giu’ l’eccesso d’acqua se ne va perché viene assorbita dal telo che poi si asciuga, così si mantiene la giusta umidità, le prime volte non l’ho fatto infatti puzzava troppo, e ho buttato tutto. Appena vedete spuntare i germogli è il momento di prepararsi. Anche su questo credo ci sarebbe molto da dire: se sono tanto piccoli, è difficile che fermenti perché magari non ve ne accorgete, ma una parte del riso non è ancora germogliata. Quindi fateli uscire i germogli, ma non devono crescere, diciamo circa due mm.  A me in casa, temperatura circa 19-20° C mi sono serviti due giorni. La prima volta invece erano troppo piccoli e non è fermentato. 
Quindi quando i germogli sono spuntati, riempite con acqua per metà il vaso di vetro sempre attraverso il telo, buttate l’acqua, poi aggiungetene 1 litro (va bene quella del rubinetto) e lasciate fermentare a temperatura ambiente per due giorni senza toccarlo (io sul ripiano della cucina) Il giorno dopo comincerete a vedere le bollicine tutte intorno al barattolo. 
La prima volta le bollicine sono salite subito, ma secondo me le temperature erano troppo elevate e i germogli probabilmente in due giorni erano troppo avanti così ho buttato tutto (a ridaje ;) )  
Tra i vari cereali che ho provato, mi sono trovata meglio con il riso, quinoa ed avena puzzavano molto, ma direi che dipendeva dalle temperature più elevate, la quinoa poi è piccolissima e rimane più bagnata. Riproverò e vi farò sapere. 
Durante la fermentazione si formerà della schiuma in superficie ma è normale. 
Dopo due giorni, raccogliete il liquido fermentato, chiudetelo in una bottiglia e utilizzatelo come bevanda o come starter (io lo bevo aggiungendo un po’ di succo di mela bio; il sapore del rejuvelac non è forte, è delicato, ma siccome non mi piace molto lo mescolo ad altro. Potete farci anche dei frullati di frutta per esempio.
Se il sapore e l'odore sono troppo forti probabilmente la fermentazione è troppo avanti oppure il cereale è imputridito ). 
La schiuma come ho detto prima è normale che si formi, sia durante che a fine fermentazione, ma dopo due giorni di frigorifero se ne va. Si conserva per una settimana anche se molti sostengono che in frigorifero perde i suoi effetti benefici. 
Con il riso avanzato dalla fermentazione potete attivarne un'altra. Con le stesse modalità aggiungete 1 litro d'acqua allo stesso riso della prima fermentazione e lasciate fermentare solo 24 ore. Il riso a questo punto non si potrà utilizzare ancora per produrre rejuvelac, però si può mangiare.
Bene, ho finito. Molto lungo lo so, ma ho scritto più o meno tutto, almeno così mi ricordo dei mille esperimenti fatti, e spero possa essere utile anche a voi. 
Bene, la prossima volta torno con il mio primo formaggio vegan fermentato, voi intanto provate il rejuvelac così mi dite com'è andata  ;) e se avete segreti, pensieri, idee sull'argomento mi farebbe piacere saperli se vi va di aprire una discussione :) magari nel frattempo cercherò qualche testo illuminante ;) 
ps: il limone nella foto é solo per rendere più bello il soggetto, non c'entra nulla con il procedimento. Però se volete abbellire il bicchiere, perchè no? :)
Baci a tutti e al prossimo post

giovedì 8 ottobre 2015

Ragù di semi vegan

Pentola Le Creuset 
Di ragù vegan ne ho sperimentati già diversi, quello di lenticchie e verdure, quello di seitan e tofu, quello di verdure classico e questo ragù di semi. Quindi direi che posso stilare la mia personalissima classifica. All’ultimo posto ci metto quello di verdure, non perché non sia buono eh, ma se parlo di ragù ho in mente consistenze e sapori un po’ diversi.
Quello di lenticchie e verdure lo metto a pari merito con quello di seitan e tofu, buoni  entrambi: golosi e corposi.
Questo ragù di semi, beh questo è stata una vera rivelazione e lo metto senz’altro al primo posto. L’adoro,  mi piace proprio un sacco, mi piace la consistenza, il sapore, lo trovo un perfetto condimento per  tagliatelle, gnocchi, tortelli ecc. Ma anche mangiato da solo, magari facendo scarpetta con del buon pane integrale, che dire ancora, è veramente irresistibile.  L’idea non è mia però eh, dev’essere stato un genio ad inventarlo :)
Io ho solo visto in giro dei barattolini di ragù di semi vegan, e così ho voluto provare a farlo a modo mio. Quello pronto non l’ho mai assaggiato, quindi non so come sia, ma posso dirvi che preparato a casa è una meraviglia. Ora basta perché sennò mi ripeto, voi provatelo e poi fatemi sapere, sono certa che lo farete e rifarete. In più non è nemmeno troppo lungo da preparare, insomma ha tutto a suo favore, e cercando di descriverlo, malgrado abbia appena cenato, m’è tornata fame :)
Vi lascio la ricetta, io ci ho condito sia dei tortelli ripieni di erbette e ricotta vegan, sia delle tagliatelle di farro e canapa. Vi lascio le dosi anche per le tagliatelle caso mai vogliate provarle.

Ragù di semi 
Ingredienti
Per 4/5 persone

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 90 minuti

semi di girasole: 100 gr
semi di zucca: 2 C
cipolle: 1 piccola
carota: 1
sedano: 1 costa
funghi saltati: 60 g (facoltativi)
polpa di pomodoro: 350 g (fresca o pelati)
pomodoro doppio concentrato: 1 C
tofu al naturale: 50 g
chiodi di garofano: 2
alloro: 1 foglia
rosmarino: 1 rametto piccolo
aglio: 1 spicchio
peperoncino fresco: a piacere
dado home made: 1 c (facoltativo)
sale di sedano: 1 c (facoltativo)
sale integrale: qb
olio evo: 3 C

Per la pasta
Farina di farro integrale: 285 gr
Farina di canapa: 15 gr
Acqua: 110 gr circa
Olio evo: ½ cucchiaio

Procedimento

Per la pasta
Mescolare bene le due farine, fare la fontana sulla spianatoia e versare l’ olio e  l’acqua tenendone a parte un po’. Cominciare ad inglobare la farina raccogliendola dai bordi poca alla volta. Se necessario aggiungere l’acqua tenuta da parte, dipende dalla capacità di assorbimento della farina. Impastare energicamente per dieci minuti. Chiudere con pellicola e far riposare mezz’ ora. Stendere la pasta in una sfoglia sottile e formare le tagliatelle. Farle asciugare.

Per il ragù
Tritare al coltello i semi.  Tritare sedano carota e cipolla e peperoncino, unire l’ alloro, il rosmarino, i chiodi di garofano e l’aglio e fare un soffritto leggero aggiungendo a metà cottura poca acqua per far appassire le verdure. Versare i semi  e lasciarli qualche minuto girando ogni tanto con un mestolo per non farli attaccare. Unire la polpa di pomodoro a pezzi, il pomodoro concentrato diluito in poca acqua, un po’ di dado home made (se lo usate) e i funghi tritati al coltello e cuocere lentamente a fuoco molto dolce per un’ora e mezza circa (se necessario aggiungere acqua o brodo vegetale se durante la cottura il ragù tende ad asciugarsi troppo). Mezz’ora prima della fine della cottura unire il tofu pressandolo con uno schiacciapatate a fori larghi (io uso l’attrezzo per i passatelli ). Aggiustare di sale se necessario.

Alcune annotazioni:  Per questo ragù ho utilizzato un po’ di finferli e qualche pezzetto di porcino saltati semplicemente con olio e aglio. Io li avevo avanzati da un’altra preparazione, se non avete i funghi saltati o non li avete in programma per altre preparazioni, ometteteli,  il ragù verrà buonissimo lo stesso.
Con questa ricetta da pranzo domenicale vi auguro uno splendido w.e Un bacio a tutti e a l prossimo post

Pentola Le Creuset 

lunedì 10 novembre 2014

Pesto di foglie di sedano



Una ricetta semplice semplice, ma che mi piace moltissimo. Non c’è molto da raccontare, di un pesto si tratta, niente di più niente di meno, però è delizioso. E ho pensato che forse non a tutti verrebbe in mente di recuperare le foglie del sedano, ma perché buttarle! A parte che ci sono vari modi per utilizzarle...comunque, questo è proprio sfizioso! 
Insomma, non lo so, forse è la scoperta dell’acqua calda, forse non vi dico niente di nuovo, ma se qualcuno non lo conoscesse, consiglio vivamente di provarlo. Delicatissimo ma saporito e se vi viene in mente qualche variante perché no? si può sperimentare. Io vi lascio la mia versione, che ho accompagnato a fette di pane nero e ad un’altra salsa ai peperoni. E’ bastato poco per mettere insieme una cena: pane buono, qualche salsina, contorni di verdure, magari un formaggio vegan, un bicchiere di vino e un po’ di chiacchiere.

Con le foglie del sedano poi ci ho fatto anche una minestra di porcini, ma sarà oggetto di un altro post...
E voi come utilizzate le foglie di sedano? 

Pesto di foglie di sedano

Ingredienti

foglie di sedano: tre manciate abbondanti
pinoli: un cucchiaio
mandorle: 15
capperi sotto sale: 10
coriandolo fresco: quattro rametti (oppure prezzemolo)
lievito secco: 1 cucchiaino
aglio: un quarto di spicchio
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Dissalare i capperi lavandoli e lasciandoli a mollo per un paio d'ore, poi scolarli ed asciugarli bene. Tritare grossolanamente le mandorle. Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare ad intermittenza. Come faccio sempre, io vado ad occhio, quindi vi consiglio di assaggiare e di aggiustare secondo i vostri gusti. Usate un olio evo dal sapore delicato. Per il resto, potete per esempio omettere il coriandolo fresco se non lo trovate e aggiungere un po’ di prezzemolo, darà ulteriore freschezza al piatto. Tutto qua, direi che ci vuole di più a scrivere la ricetta che a prepararla.

Un bacio a tutti e al prossimo post. Buon inizio settimana.