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lunedì 14 settembre 2015

Barrette energetiche vegan


Queste barrette sono una delle cose più buone che ho preparato ultimamente, ovviamente secondo il mio gusto, che non è quello dei più, ve lo dico subito! Fino ad ora nessun' altro le ha assaggiate, perché quando le faccio, me le mangio tutte.  Anche perché, quando dovrei farle assaggiare? non sono un dessert, quindi non le posso offrire dopo cena, non sono dei dolcetti da servire con il tè. Sarebbero perfette prima di fare sport, ma solitamente la gente prima di fare sport non passa a salutarmi :)
Così quando è il momento giusto per mangiarle, d solito ci sono solo io. Comunque, se proprio devo dirvela tutta, siccome io non è che sono questa gran sportiva, (anche se è una vita che provo a diventarlo, più con la forza del pensiero che altro) queste barrette le mangio per merenda e basta.
Sono nate un po’ per caso, durante una sperimentazione con l’amaranto, con cui volevo preparare delle sfoglie croccanti che alla fine si sono trasformate in queste barrette. L’amaranto per chi non lo conoscesse è uno pseudocereale dal sapore molto particolare. Io lo adoro, ma sappiate che non è da tutti, così almeno è riportato in letteratura. Io  trovo che abbia un sapore delizioso, e me lo mangerei anche solo cotto al naturale. lo uso in svariati modi, per esempio nella pasta di questa crostata salata è una vera delizia, ci ho preparato anche dei biscotti che posterò presto. E’ un alimento molto proteico, con un elevato contenuto di lisina, ed è fonte di calcio, ferro, magnesio, fosforo e lecitina. Come il grano saraceno dal punto di vista nutrizionale è considerato a metà tra un cereale e un legume, giusto per darvi qualche indicazione. Ora avete tutte le scuse per preparare queste deliziose barrette energetiche per sportivi ( e  golosi ) Roba da mettersi a correre solo per poterne mangiare a volontà! Che sia la volta buona?

Barrette energetiche vegan 
Preparazione: 20 minuti
Cottura: 20 per l'amaranto+ 15 per le barrette

Ingredienti
per 7 barrette
amaranto: 80 gr
semi di zucca: 2 cucchiai
gocce di cioccolato fondente: 3 cucchiai
malto di mais: 1,5 cucchiai
zucchero di canna mascovado: 2 cucchiai rasi
avena (in fiocchi o soffiata): 1 cucchiaio

Procedimento
Cuocere l’amaranto in un volume d’acqua pari a 5 volte quello del cereale (in realtà è uno pseudocereale senza glutine). Scolarlo e farlo asciugare in forno finchè diventa croccante, (ci vorranno circa 25 minuti) e farlo raffreddare;  poi sbriciolarlo con le mani in modo da separare i chicchi che durante l’asciugatura si attaccano un po’. Foderare una placca con della carta forno e ungerla appena con dell’olio. Tritare grossolanamente i semi di zucca, senza frantumarli troppo, circa a metà.
In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti , poi formare dei mucchietti allungati sulla carta forno e appiattirli con il dorso di un mestolo. Se non stanno insieme pressateli il più possibile con le mani umide, in cottura gli ingredienti si uniranno. Potete anche provare a lasciarlo intero e poi tagliare le barrette quando è tiepido, purchè abbiate uno stampo della dimensione adatta, io non ho ancora provato, ma la prossima volta verifico e poi aggiorno il post.
Infornare a 160° per 15 minuti. Sfornare, ricompattare le barrette con una spatola di acciaio poichè tendono a sciogliersi un pò ai bordi, poi lasciare raffreddare completamente.

Alcune annotazioni: la consistenza di queste barrette è leggermente elastica all’inizio, poi emergerà la croccantezza dell’amaranto. E’ possibile aggiungere della frutta secca come nocciole tostate (1 cucchiaio tritate)
Sono molto buone e si conservano in una scatola di latta, non so per quanto perchè quando le faccio le mangio tutte nel giro di pochissimo! Al posto dell’avena in fiocchi potete usare anche del riso soffiato.
Spero che vi piaceranno tanto quanto piacciono a me. Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 9 settembre 2015

Torta vegan cacao e prugne


Periodo di sperimentazioni, tante, diverse e fogli volati ovunque in casa. Spesso li perdo e poi li ritrovo, ma non è detto che ciò avvenga nella medesima stagione, ragion per cui, prima di perdere anche la ricetta di questa torta per ritrovarla magari quando le prugne sarebbero solo un lontano ricordo, meglio postarla subito anche se altre attendono da più tempo.
Comunque, un dolce veramente buonissimo, che ho apprezzato ancor di più il giorno dopo. Le prugne lasciate intere sono favolose e lo rendono golosissimo.
Velocissimo da preparare, l’ho fatto con le farine che avevo in casa, fermo restando che se avete farine diverse potete sperimentare.
Due parole sulla margarina: io non la compero mai, quindi o me la faccio in casa, o uso l’olio di semi di ottima qualità, quindi spremuto a freddo e bio; tenete conto che l’olio conferisce sapore all’impasto, quindi se vorrete provare anche un olio d’oliva leggero, sempre ottimo perché resiste bene alle alte temperature, sappiate che il sapore sarà più deciso, e non tutti lo gradiscono nei dolci quindi che dire, non resta che provare per trovare quello che più si avvicina al vostro gusto. L'olio di semi di girasole, tra gli olii di semi, resiste meglio alle alte temperature, quindi magari è da preferire ad altri per le cotture.
Comunque a parte il tipo di olio, il dolce è super buono, facile da preparare e bello da vedere, e si sa, anche questo ha la sua importanza. In poche parole se lo servite ai vostri ospiti farete un figurone.

Torta vegan cacao e prugne

Per una tortiera piccola ( diametro 16 cm)
raddoppiare le dosi per una tortiera da 20 cm

Preparazione:  20 minuti
Cottura: 35 minuti

Ingredienti
farina integrale di farro: 40 gr
farina integrale d'orzo: 30 g
farina di grano integrale: 50 gr
fecola di patate: 30 gr
cacao amaro in polvere: 2 cucchiai colmi
zucchero di canna mascovado: 70 gr
lievito naturale: 1/2 bustina
margarina home made: 60 gr (oppure olio di semi di girasole di ottima qualità)
latte di soia: 70 gr
acqua frizzante: 70 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
aceto: 1 cucchiaio
prugne piccole: 7/8
sale: un pizzico

Per il crumble

farina farro integrale: 1 cucchiaio
semolino di riso: 1 cucchiaio raso
zucchero di canna mascovado: 3 cucchiai
olio di cocco: 10 g
olio di semi di girasole bio: qb

Procedimento
Preriscaldare il forno a 180°. Fondere l'olio di cocco a bagnomaria, e farlo raffreddare.
Mescolare gli ingredienti per il crumble escluso l’olio. Quando sono ben amalgamati aggiungere un cucchiaino d'olio e formare delle briciole. Se serve più liquido aggiungere un cucchiaio di acqua freddissima. Tenere in frigorifero o in freezer se avete poco tempo.
Oliare ed infarinare leggermente una tortiera piccola (se non l’avete raddoppiate le dosi per una tortiera da 19/20 cm) Setacciare le farine con il cacao, aggiungere il lievito e setacciare ancora, aggiungere lo zucchero e mescolare. Mettere il preparato  in una ciotola, formare un buco al centro e versare la margarina (quella home made è abbastanza morbida) o l'olio.Cominciare a far assorbire la farina, poi sempre al centro versare il latte, l’estratto di vaniglia, l'aceto e con una forchetta mescolare in moda da amalgamare tutti gli ingredient, deve risultare un composto morbido. Tagliare in due o in quattro le prugne e sistemarle sopra la superficie della torta con la parte tagliata rivolta verso il basso formando dei cerchi concentrici.
Distribuire uniformemente il crumble sulla superficie del dolce ed infornare a 180° per circa 30 minuti, o finchè uno stecchino di legno uscirà pulito dall’impasto, poi sfornare e farlo raffreddare.

Alcune annotazioni: questo crumble conferisce una deliziosa copertura croccante alla torta

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post 

giovedì 27 agosto 2015

Marmellata di more


Una confettura (perchè la marmellata sarebbe solo quella di agrumi!) che non era in programma; non avrei mai pensato di trovare tre chili di more, invece, per puro caso, mi sono ritrovata davanti a dei rovi! Tanti rovi, pieni zeppi , mica potevo lasciarle vi pare? E per fortuna che avevo qualche sacchetto con me, e qualche amico ad aiutarmi!
Dunque vediamo, un po’ di riflessioni sulla marmellata (io la chiamo così, perchè confettura proprio non mi viene) di more servono, l’ultima volta che l’ho fatta infatti il risultato è stato assolutamente deludente, quindi cerco di darvi qualche consiglio sperando che possa tornarvi  utile.
Il primo: le more sono piene di semini, secondo me troppi, ed è impossibile renderla gradevole senza eliminarne una buona parte. Ovviamente è un mio pensiero, non si offendano quelli che i semini li lasciano, è sempre una questione di gusto personale, io vi dò solo qualche spunto di riflessione.
Il secondo: passando le more al passaverdure si ottiene una purea che poi aggiunta allo zucchero diventa parecchio liquida, quindi per ovviare a questo problema, ho lasciato una parte delle more intera, (anche perché mi piace sentire la frutta intera e qualche semino) ed ho aggiunto un po’ di agar agar come addensante. La volta precedente avevo usato la pectina, ma per far addensare la marmellata ho dovuto comunque cuocerla troppo con il risultato che lo zucchero si è caramellato Quindi mai più cotture lunghe, e se la frutta è troppo liquida l’agar agar è perfetto. E per quanto mi riguarda evito anche la macerazione perché non mi trovo bene per niente.
Stavolta ho usato uno zucchero di canna, però chiaro, dal sapore neutro, così da non alterare quello delle more. Se a qualcuno può interessare è uno zucchero del mercato equo e solidale prodotto a Cuba, per le marmellate è perfetto!
Finiti i consigli, che non erano nemmeno troppi. Ora  vi basterà seguire il procedimento e verrà una marmellata strepitosa, ricordate solo di tenere sempre la fiamma bassissima per non farla attaccare al fondo della pentola. Ora vi resta solo di trovare le more ed il gioco è fatto!


Confettura di more selvatiche
per 9 barattolini da 250 gr

more selvatiche: 3 kg
zucchero di canna chiaro: 800 gr
agar agar: 3 cucchiaini
limoni bio: 2

Procedimento

Sterilizzare i vasetti di vetro in forno a 150°C per 30 minuti. Sterilizzare anche i coperchi ( nuovi! )
Lavare delicatamente le more, eliminare quelle schiacciate o troppomature e farle asciugare distese su di un panno (io ho usato le teglie del forno rivestite con carta assorbente) Metterne da parte 500 gr e passare le altre al passaverdure con i fori piccoli. Raccogliere la purea di more in un recipiente ampio (dai 2500 gr iniziali ho ottenuto circa 1650 gr di purea, unita alle more intere ho ottenuto 2150 gr di frutta)
Unire lo zucchero e mescolare bene (per regolarvi con lo zucchero, io ne ho calcolato 350 gr per ogni chilo di frutta, poi ovviamente ho arrotondato le cifre per comodità) poi aggiungere il succo di due limoni bio e i 500gr di more intere. Versare il composto in una pentola alta dal fondo spesso, mettere sulla fiamma a fuco lento e portare ad ebollizione. Cuocere per circa 15 minuti, in modo che le more intere si ammorbidiscano, poi schiacciarle un po’ con il dorso di un mestolo. Sciogliere l’agar agar in poca acqua fredda e versare il contenuto nella marmellata ancora sul fuoco, mescolare benissimo per amalgamare il tutto e far bollire piano per 2/3 minuti sempre mescolando. Versare la marmellata bollente nei vasetti sterilizzati ancora caldi, chiudere bene e capovolgerli su un piano di legno per 15 minuti. Poi raddrizzarli e aspettare che facciano il sottovuoto. Se pensate di consumare la marmellata oltre i sei mesi potete procedere alla sterilizzazione classica: in una pentola alta sistemare i vasetti, bloccarli con degli stracci, ricoprire d’acqua aggiungendo anche un po’ di aceto; portare a bollore avendo cura di controllare che il livello dell’acqua sopra i vasetti sia sempre di almeno 2 cm. Far sobbollire per 20 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare completamente dentro l’acqua. Conservare in dispensa al riparo dalla luce.

Alcune annotazioni: sull’uso dell’agar agar, quello che c’è da sapere di fondamentale è che per gelificare bisogna farlo bollire qualche minuto, una paio andranno bene. Va sempre prima sciolto in acqua fredda per evitare che si formino grumi. Se il risultato finale non vi piace, cioè se è troppo liquido, potete riportare il prodotto ad ebollizione ed aggiungere altro agar agar. E’ inodore ed insapore, quindi non alera il sapore finale, ed è un prodotto di origine 100% naturale.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. e buona raccolta a chi andrà alla ricerca di more selvatiche! Un bacio e al prossimo post

giovedì 20 agosto 2015

Crostatine di farro alle pesche


Non so più da quanto tempo non pubblico la ricetta di un dolce, quindi direi che è quasi doveroso. Frutta ce n’è ancora abbastanza da non dover ricorrere alla marmellata per inventare delle crostatine super golose; golose anche per me che non sono un amante dei dolci. Ma ormai lo sapete che quelli che hanno il sapore delle farine integrali e dello zucchero di canna mi piacciono un sacco, devo solo trovare il momento giusto per mangiarli; ma dato che qui sembra autunno, fa freddo e ho tirato fuori anche la coperta dall’armadio, un tè con una crostatina vanno bene a qualunque ora, non vi sembra?
Non so se essere felice o triste per questo cambio repentino di stagione, ma dal momento che sto cercando di adottare un atteggiamento zen nei confronti di ciò che accade, direi che ne sono molto felice.
Anche perché se non fosse stato per la pioggia incessante queste crostatine non sarebbero mai nate e sarebbe stato un vero peccato.
Che vi devo dire, sono sparite in un attimo, si vede che erano buone. Se siete infreddoliti e cercate una buona scusa per riaccendere il forno, beh ecco, questa lo è :)

Crostatine di farro e pesche
Ingredienti
Per 7 crostatine

farina di farro: 90 gr
farina di farro integrale: 30 gr
farina di frumento integrale: 60
farina di orzo integrale: 30 gr
nocciole: 15 gr
zucchero integrale di canna: 90 gr (dulcita) + qualche cucchiaio
lievito naturale: 1 cucchiaino
pesche: 4
scorza grattugiata: di 1 limone bio
olio di semi di soia bio: 30 gr
olio di riso bio: 30 gr
acqua fredda: qb
sale: un pizzico

Procedimento
Setacciare tutte le farine e mescolarle insieme allo zucchero, al sale al lievito e alle nocciole tostate ridotte in farina. Fare la fontana, unire al centro gli olii e la buccia del limone grattugiata ed impastare fino ad ottenere una palla omogenea (bagnarsi le mani nell’acqua fredda se serve maggiore quantità di liquido così da aggiungerne lo stretto necessario) Tenere in frigorifero per un’oretta. Nel frattempo sbucciare due pesche, tagliarle a pezzettini e metterle in padella con un po’ di succo di limone e due cucchiai di zucchero. Cuocerle finchè saranno tenere (circa 5 minuti) schiacciarle con una forchetta e farle raffreddare facendole scolare su un colino.
Con il mattarello stendere la pasta su di una spianatoia aiutandosi con un po’ di farina ad uno spessore di tre millimetri circa. Ricavarne dei dischi e foderare degli stampini per crostatine antiaderenti (se la pasta si sbriciola, lavoratela finchè è possibile con il mattarello e per rivestire gli stampini compattatela con le mani, se si rompe non importa, rendetela omogenea con le dita e datele lo spessore previsto. Cuocere la pasta in forno per 10 minuti a 180° dopo averla bucherellata con una forchetta. Trascorso il tempo, estrarre le crostatine e riempirle con la composta di pesche; infornare nuovamente per 15 minuti. Nel frattempo tagliare a fettine le due pesche rimaste e passare velocemente le fette un qualche cucchiaio di zucchero fatto sciogliere in padella. Sfornare le crostatine, sformarle e sistemare su ognuna quattro fettine di pesca leggermente sovrapposte. Far raffreddare su una gratella e a piacere cospargere con poco zucchero a velo.

Alcune annotazioni: potete sostituire gli olii con altri tipi.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. un bacio e al prossimo post

venerdì 24 aprile 2015

Torta di mele vegan


Un classico che più classico non si può: la torta di mele però in versione vegan. Mi sembra doveroso salutare degnamente le mele che per qualche mese lasceranno il posto alla frutta tipica di questa stagione.
Confesso di non essere un’appassionata di mele, cioè, per mangiarne una “nature” devo proprio sforzarmi e devo dire che non lo faccio spesso ahimè, consapevole del fatto che non va per niente bene.  Però proprio non mi riesce di mangiarle, che posso farci! In compenso le adoro nei dolci, certo non è la stessa cosa, ma è pur sempre qualcosa, mi piace il succo di mele, quello naturale, ma la mela a fette è una punizione.
Per questo ne faccio delle torte, per smaltire quello che compero  e che poi devo irrimediabilmente smaltire in qualche modo. Bene, questo è stato l’ultimo che ho trovato. Una torta buona, umida al punto giusto, facile e veloce. Adoro i dolci vegani, quelli semplici da colazione perchè sono velocissimi, d’altra parte non c’è niente da montare, né burro, né albumi, volete mettere il vantaggio? Buona è buona, direi che non le manca niente. Lo zucchero a velo è solo un vezzo a cui non so rinunciare davanti alla macchina fotografica. Se invece non devo immortalare niente, ovviamente lo ometto.

Torta di mele vegan 
Ingredienti

yogurt di soia naturale: 125 gr
farina di riso: 70 gr
farina integrale: 75 gr
fecola di patate: 50 gr
olio di semi bio: 50 gr (oppure di riso)
semi di lino tritati: 3 cucchiai
zucchero demerara : 100 gr
mele:  2
vaniglia: 1 cucchiaino di estratto
scorza di 1 limone bio 
lievito naturale:1/2 bustina
latte di soia tiepido: qb
sale: un pizzico

Procedimento
Sbucciare le mele e tagliarle a fettine molto sottili. Metterle in una ciotola e spruzzarle con del succo di limone. Setacciare e mescolare le farine con il sale e il lievito, unire anche lo zucchero. Mescolare i semi di lino con 9 cucchiai d’acqua. Mescolare la vaniglia allo yogurt e unirli alla farina, aggiungere anche l’olio e la buccia grattugiata del limone. Mescolare velocemente gli ingredienti aiutandosi con qualche cucchiaio di latte di soia tiepido.Versare in una tortiera oliata e leggermente infarinata,  affondare le mele di taglio nell’impasto mettendole fitte, cospargere con un pò di zucchero demerara la superficie ed infornare a 180° per circa 35 minuti. Fare sempre la prova stecchino prima di sfornare.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 30 marzo 2015

Biscotti integrali con succo di mela


Questi li ho preparati pensando a me, una volta tanto si può giusto? E niente,  avevo voglia di biscotti dal gusto sano, di quelli di cui vi ho già raccontato che mangiavo da ragazzina, senza uova, burro ecce cc, con il succo di mela. E così ho provato a prepararli. Devo dire che ci sarebbero voluti anche dei pezzetti di mela disidratati nell’impasto, quelli però non li ho ancora preparati, ma mi organizzerò prestissimo. Anche così comunque mi sono piaciuti. Ora vi avverto, non a tutti piacciono biscotti come questi, siamo sempre alla solita storia, o vi piacciono i sapori autentici, delle farine, dello zucchero grezzo ecc, oppure non so. Però se siete curiosi provateli, di sicuro sono sani. Effetto finale: biscotto croccante, quindi va fatto asciugare bene in forno, a me non piacciono quei biscotti che restano leggermente morbidi, sembrano vecchi già appena sfornati ;) Poi che altro dire, ecco, diciamo che tutto il resto, quello che vedete in foto, farcitura, cioccolato, e cocco potrebbero tranquillamente non esserci, solo che non mi piaceva l’idea di postare dei biscotti buoni, ma poco fotogenici, e quindi li ho abbelliti un po’. Certo così sono più dei pasticcini, ma è utile sapere che un semplicissimo biscotto può trasformarsi velocemente in un pasticcino all’occorrenza. E poi così ho l’occasione di proporvi anche la crema di prugne, un’alternativa velocissima alla marmellata, si può preparare completamente senza zucchero (omettendo anche il malto) e se si utilizzano prugne secche molto morbide, diventa una crema crudista perché basta frullarle senza nemmeno ammorbidirle in acqua. E si può preparare ovviamente anche con le albicocche o altra frutta. Insomma, che ve ne pare, sono carini vero? A me fanno tanta simpatia questi biscottini, dev’essere l’effetto peluche del cocco. Sarà per questo che lo adoro ;) Ok dai allora vi lascio la ricetta, come sempre semplificatela, modificatela, cambiatela come vi pare ok? A che servono le ricette se non ad essere modificate?

Biscotti integrali con succo di mela
Ingredienti

Per la crema di prugne
prugne secche: 200 gr
essenza di vaniglia: ½ cucchiaino
acqua: qb
malto: 1 cucchiaino

Per i biscotti:
farina di frumento integrale: 150 g
farina 0: 50 g

farina di riso: 50 g
olio di semi: 70 gr
succo di mela: 60 gr
zucchero mascovado: 80 gr
cioccolato fondente: 50 gr (facoltativo)
scorza grattugiata: di 1 limone
scorza grattugiata: di 1 arancia
essenza di vaniglia: 1 c
lievito naturale: 1 c
sale: qb

Per finitura
cocco rapè: qb
malto: 1 c

Procedimento

1) Metti  le prugne in una casseruola piccola, coprile d’acqua e falle cuocere lentamente con un pizzico di sale finchè saranno morbide. Falle raffreddare, elimina il nocciolo e frullale con la vaniglia,  il malto e un po’ dell’acqua di cottura fino ad ottenere un a crema liscia e morbida della consistenza di una confettura.
2) Setaccia le farine insieme al lievito e al sale. Unisci l’olio, il succo di mela, l’essenza di vaniglia ed impasta fino a formare un panetto liscio. Copri con la pellicola e fai riposare in frigorifero per un’oretta. 
3) Stendi la pasta con un mattarello allo spessore di circa 3 mm e con un coppapasta a piacere ricava i biscotti. Cuocili in forno preriscaldato a 170° per circa 15 minuti (devono asciugare bene per essere croccanti) Falli raffreddare su una gratella. 
4) Sciogli il cioccolato tritato a bagnomaria. Su metà dei biscotti spennella un po’ di cioccolato fuso e fai rapprendere. Poi sistemare un cucchiaino di crema di prugne al centro e richiudere con un altro biscotto. 
5) Diluisci il malto con un goccio di acqua tiepida. Con questo composto spennellare i bordi dei biscotti e poi passali nel cocco rapè in modo che aderisca bene. Lascia riposare qualche ora, per farli ammorbidire leggermente.

Alcune annotazioni: la particolarità di questi biscotti sta nel contrasto tra l’acidulo della crema di prugne e il cioccolato, un po’ effetto Sacher. Se non vi piace, potete per esempio sostituire la crema di prugne con una di fichi, oppure omettere il cioccolato. Insomma, va un po’ a gusti, e per semplificare, si possono anche farcire con della semplice marmellata.
Buon inizio settimana a tutti, un bacio e al prossimo post.

giovedì 12 marzo 2015

Cake vegano alla carota e arancia


Questo cake è delizioso. Morbido, leggermente umido e con un sapore meraviglioso. Potrei aver finito il post. Ma devo aggiungere qualcosa per rendere la notizia più interessante giusto?  Per caso vi interessa conoscere la genesi del piatto?  Talvolta le cose più buone nascono senza troppe riflessioni e questo mi piace! Dunque si dà il caso che la domenica è il giorno dedicato al dolce, almeno per ora va così, non so quanto durerà. Spesso e  volentieri però arrivo la mattina del dì di festa senza averci pensato prima. Così domenica, presa un po’ dallo sconforto per non essermi organizzata mi son detta: vuoi che non riesca a fare un dolce con qualcosa che ho in casa? Vabbè, farine strane quelle va bene, ormai ci sono sempre, ma: frutta zero, cioccolata non ne avevo voglia, la crostata l’avevo preparata la settimana prima, e in frigorifero mi restavano solo tre carote. Che altro potevo fare? Ovviamente una torta alle carote :)
Detto fatto, velocissima e davvero buonissima, con una crosticina croccante all'esterno, ed un  interno morbido e leggermente umido, ha avuto grande successo, direi inaspettato visto che è stato proprio un esperimento dell’ultimo minuto. Ve la consiglio! I dolci vegan sono favolosi perché oltre ad essere buonissimi, pieni di sapore e sani, sono super veloci, un aspetto decisamente non trascurabile. Questo cake  sarà uno di quei dolci da fare e rifare, sono molto felice e orgogliosa del risultato e come sempre, spero possa far felice qualcuno di voi! ;)

Cake alla carota e arancia
Ingredienti

farina di farro: 50 gr
farina di orzo: 50 gr
farina di riso: 25 gr
farina integrale: 50 gr
farina di mandorle:  50gr
zucchero di canna mascovado: 100 gr
malto di mais: 30 gr
carote: 150 gr
arancia: 1 (succo +  buccia grattugiata)
olio di semi: 60 gr
semi di lino: 2 cucchiai
acqua: 5 cucchiai
essenza di vaniglia: 1 cucchiaino
sale: un pizzico
lievito naturale: 3/4 bustina 

Procedimento
Mescolare insieme tutte le farine (tranne quella di mandorle) e setacciarle con il lievito. Unire lo zucchero, la farina di mandorle e il sale.
Mescolare i semi di lino con 5 cucchiai d’acqua. A parte unire l’olio e il succo di un’arancia in cui avrete sciolto il malto e l’essenza di vaniglia. Grattugiare le carote con la grattugia a fori larghi. Mescolare le farine con i liquidi velocemente, unire i semi di lino la scorza d'arancia grattugiata, le carote ed amalgamarle all'impasto. Oliare ed infarinare uno stampo da plum-cake ed infornare il dolce a 180° per 45 minuti circa. Fare sempre la prova stecchino, sfornare e far raffreddare su una gratella.
Con questo cake profumato e morbido auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 5 marzo 2015

Crostata vegan al farro


Che ne dite di una crostata? La domenica si avvicina e un dolce da portare in tavola ci vuole, sennò che domenica è? Però facciamo un dolce sano e soprattutto vegan.  Certo ormai le ricette che posto sono tutte vegan, quindi non è una sorpresa più per nessuno…almeno credo. Comunque mi sento molto a mio agio con la cucina vegan, forse perché, fin da piccola, più inconsapevolmente di adesso, mi sono sempre piaciuti i sapori raw, i biscotti integrali senza uova, zucchero, latte. I dolci senza questo e senza quello. Le verdure senza creme, besciamelle e intingoli vari. La carne “anche no grazie”, il pesce “vedremo, magari un altro giorno” e cosìsi tirava avanti in qualche modo...Insomma, è sempre stato il mio modo di nutrirmi. Certo che finchè si vive in famiglia imporre un certo modo di alimentarsi può creare dei problemi a chi si occupa di preparare pranzo e cena, così ci si barcamena come  si può finchè non ci si impossessa di una cucina. Dopodichè non c’è più limite a quello che si può togliere da una ricetta :D  E’ vero che poi subentra un altro annoso problema, quello di cominciare a cucinare per qualcuno che non è vegano, e magari nemmeno vegetariano!!! Praticamente un incubo, ma per fortuna ne sono fuori e posso dedicarmi alla mia cucina preferita. Resta aperta solo la questione scuola: sapete che sto per diplomarmi alla scuola alberghiera no? e quindi anche lì ogni tanto, raramente però tocca assaggiare qualcosa che proprio vegano non è! Ma niente carne e niente pesce! Questo ormai è un imperativo assoluto! Tempo di finire anche la scuola e poi chissà cosa mangerò ;) ne vedremo delle belle.   Ma torniamo alla nostra crostata, che vi posso dire? Buona, mi ricorda le merendine che scovavo nelle erboristerie anni e anni fa, quando ancora i vegani sulla terra erano forse due o tre e di "cibi senza" bisognava andare letteralmente a caccia :D ,  un delizioso sapore raw, non so se è il termine più adatto ma a me viene in mente questo.
Cosa fare perché sia ancora più buona? Marmellata home made naturalmente (io avevo quella di albicocche ) e margarina home made, in alternativa olio di buona qualità. E se la provate fatemi sapere.

Crostata vegan al farro
Ingredienti

farina di farro: 200 gr
farina 2: 100 gr
farina di riso: 50 gr
margarina vegetale: 100 gr (io home made)
zucchero di canna mascobado: 90 gr
lievito naturale: 3 cucchiaini rasi
estratto vaniglia: 1 cucchiaino
buccia di ½ arancia e ½ limone grattugiata
marmellata di albicocche: circa 200 gr non l'ho pesata :(
acqua: qb
sale: qb

Procedimento
Setacciare le farine con il lievito e il sale. Sciogliere lo zucchero in poca acqua in modo da eliminare i grumi, unire anche l’estratto di vaniglia. Grattugiare la buccia dell’arancia e del limone. Con la farina fare la fontana,  amalgamare velocemente la margarina e poi aggiungere lo zucchero sciolto in poca acqua. Unire la buccia degli agrumi e lavorare l’impasto velocemente finchè starà insieme. Aggiungere l’acqua necessaria ad ottenere un impasto sodo ma che non si sbricioli. Dividerlo in due parti, 2/3 + 1/3 Coprire con pellicola e far riposare in frigo mezz’ora. Trascorso il tempo prendere il panetto più grande e stenderlo su una spianatoia leggermente infarinata ad uno spessore di circa 4 mm. Foderare una tortiera di 22 cm di diametro oliata e leggermente infarinata con la pasta, bucherellare il fondo, stendere la marmellata. Con la pasta rimanente creare le strisce e fare la griglia. Infornare a 180° per circa 35 minuti. Lasciare raffreddare e cospargere con poco zucchero a velo (solo per estetica). E’ più buona il giorno dopo, quindi un’ottima ricetta da preparare in anticipo!
Alcune annotazioni: se non avete la margarina usate olio vegetale spremuto a freddo.
Io uso solo la margarina home made e per questa crostata, ne ho utilizzata 100 gr, ma potete anche aggiungerne un po’. Io arriverei fino a 120 gr, comunque anche con 100 la crostata è buonissima, però è migliore se mangiata il giorno dopo perché si ammorbidisce e si amalgamano i sapori. In quanto allo zucchero, ne ho usati 90 gr, non amo i cibi troppo dolci, ma se vi piace un po’ più dolce arrivate fino a 110/120 gr, dipende molto anche dalla marmellata che si utilizza.
Bene, con questo è tutto, un bacio e buon fine settimana a tutti. 

mercoledì 25 febbraio 2015

Sacher vegana


Mi sono presa la libertà di chiamare Sacher questa torta, ma è ovvio che è una licenza gastronomica. Di Sacher ce n’è una sola, si sa! Tra l’altro quando qualche anno fa ho aperto questo blog è stato proprio perché ero alla ricerca di una Sacher perfetta e così, leggendo ricette qua e la mi sono  ritrovata ad un certo punto ad aver voglia di condividere anche le mie. La sacher, quella tradizionale però, non l’ho mai postata, dev’essere per una sorta di rispetto verso quella che è una tradizione radicata e tanto nota, che ogni imitazione resta pur sempre un’imitazione.
Comunque, scrupoli a parte, oggi vorrei solo farvi assaggiare una torta al cioccolato vegan, di questo si tratta che come consistenza si presta bene ad imitare la lontana cugina! L’esperimento è nato un po’ per caso, stavo cercando di mettere a punto un dolce al cioccolato semplice. E fin qui, tutto ok. Sformato il dolce però mi sono posta la questione: questo impasto sarebbe più buono farcito? A risposta affermativa complice la voglia di Sacher che non mangio da moltissimo tempo, mi sono detta: perché non provare? Ecco, tutto qua. E devo dire che l’esperimento è riuscito. Il dolce è molto buono, certo non posso dire che sia uguale alla Sacher tradizionale, non sarebbe possibile. E' pur sempre senza burro, senza uova e con zucchero di canna e malto, un po’ diversa dev’essere no? Ma nella sua diversità è buona, abbastanza veloce da preparare (molto più di quella originale!) e molto, molto, molto, più leggera, ovvio! Ma siccome sempre di cioccolato si tratta, il suo effetto benefico si fa comunque sentire. Insomma, se siete curiosi provatela, se siete vegani provatela, se siete amanti della Sacher ma non volete eccedere con le calorie provatela! Però poi fatemi sapere, sennò che condivisione è?
Le violette candite le ho messe solo per decorazione, dato che le avevo. Non sono obbligatorie, ma se vi interessa provare a farle la ricetta la trovate qui, la primavera sta per arrivare e tra un po’ i prati saranno zeppi di fiori, meglio organizzarsi per tempo!

 Sacher 

Preparazione: 90 minuti (più il raffreddamento)
Cottura: 45 minuti

Ingredienti
per una tortiera di 18 cm di diametro

farina di frumento tipo 2: 50 g
fecola di patate: 50 g
farina di frumento tipo 0: 120 g
cioccolato fondente al 70%: 70 g
cacao amaro: 50 g
caffè forte: 1 tazzina
acqua tiepida: 230 g
olio di semi di girasole: 50 g
zucchero mascovado: 90 g
malto di mais: 50 g
estratto di vaniglia: 1 c
succo di limone: 1C
lievito naturale: 14 g
sale: 1 un pizzico
marmellata di albicocche: 200 g

Per la copertura
cioccolato fondente al 50%: 70 g
panna di soia: 2 C

acqua calda: 2 C 

Procedimento
1) Mescola tutte le polveri, unisci il lievito e il sale e setaccia la miscela.
2) Unisci l’acqua al caffè e stempera il malto. A bagnomaria sciogli il cioccolato fondente ridotto in scaglie.
3) Versa i liquidi sulle polveri, unisci l’olio e il limone e mescola velocemente. Aggiungi  il cioccolato fuso ed amalgama bene.
4) Versa il composto in uno stampo a cerniera leggermente oliato e spolverizzato di cacao. Cuoci in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 160° e cuoci per altri 25 minuti. Prima di sfornare fai la prova stecchino. Fai raffreddare su una  gratella.
5) Diluisci la marmellata sul fuoco con poca acqua e rendila liscia con un frullatore ad immersione. Taglia a metà la torta e spalma la marmellata. Ricomponi il dolce e spennella di marmellata tutta la superficie compresi i bordi.
6) Prepara la copertura sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente con la panna di soia e l’acqua calda. Il cioccolato deve essere abbastanza liquido per poter essere versato sulla torta, ma non troppo sennò non solidificherà. Sistema il dolce su una gratella con una leccarda sotto e ricoprilo con il cioccolato fuso e fai asciugare bene. Trasferiscilo delicatamente sistemalo su un piatto da portata e decora a piacere con del cioccolato fuso o con delle scorzette d’arancia.

Alcune annotazioni: ho indicato 70 gr di cioccolato per la copertura, sono sufficienti per una torta piccola. Se la fate più grande aumentate un pò la dose sennò diventa difficile distribuire la copertura.
Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 12 febbraio 2015

Muffins vegani alla banana


Avete una banana troppo matura? L’idea di  mangiarla vi inquieta e non sapete proprio come utilizzarla? Niente paura, nel giro di mezz’ora la vostra banana potrebbe subire una trasformazione totale se solo disponete di pochi ingredienti. Davvero pochi, perché essendo una ricetta vegana non vi serviranno né uova né latte né burro.  Beh certo, qualche ingrediente un po’ strano forse è richiesto,  ma se siete vegetariani o vegani, molto probabilmente  li avrete. E se così non fosse provate ad apportare qualche variante, sono sicura che queste tortine sofficissime verranno molto buone ugualmente.
Sono velocissime da preparare, basta pesare gli ingredienti, mescolare velocemente liquidi con le polveri, riempire quattro stampini, infornare 20 minuti e la vostra banana annerita sarà diventata qualcosa di super goloso.  E se ne avete due tanto meglio, così raddoppiate le dosi e fate scorta di dolcetti per un paio di giorni. Leggerissime, sono perfette sia per la colazione che per la merenda.

Tortine morbide alla banana
Ingredienti
Per 4/5 tortine

banana matura: 1
farina semintegrale: 50 gr
farina di riso: 50 gr
fecola di patate: 25 gr
malto di mais (o altro tipo): 35 gr
zucchero  mascovado: 30 gr
olio di semi: 30 gr
semi di lino: 1 cucchiaio frullati
arancia grattugiata: ½
lievito naturale: ½ bustina
acqua: qb
sale: un pizzico
estratto di vaniglia: ½ cucchiaino piccolo
zucchero a velo: per decorare

Procedimento
Setacciare le farine con il lievito e il sale e aggiungere lo zucchero di canna. In una ciotola schiacciare la banana con una forchetta fino a farla diventare liquida (se preferite usate un frullatore). Unire l’olio, l’arancia grattugiata, i semi di lino ridotti in polvere mescolati a due cucchiai d’acqua, il malto e la vaniglia. Versare sulle farine e mescolare velocemente aggiungendo  poca acqua per ottenere un impasto morbido. Non lavorare troppo l’impasto. Versarlo in quattro stampini unti d’olio ed infarinati usando un cucchiaio ed infornare a 180° per 20 minuti. Fare la prova stecchino prima di sfornare.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend

lunedì 26 gennaio 2015

Frittelle vegan


Così tra una festa e l’altra, come sempre siamo arrivati a Carnevale, e malgrado i buoni propositi di non friggere, alla fine non ho resistito alla tentazione di provare a sperimentare qualcosa di nuovo. Quest’anno  ho deciso che nessuno  mangerà frittelle fatte con le mie mani se non vegane!
Volete le frittelle? O così o la pasticceria, sono stata assolutamente irremovibile;)  Non so quindi se questa  strada piano piano stia facendo proseliti, o se semplicemente si trovino costretti ad adeguarsi ai miei out out, comunque  sia, per una ragione o per l’altra, almeno io sono felice!
Tra l’altro non mi pare di aver notato espressioni di infelicità in nessuno che le abbia assaggiate.
Le frittelle vegane sono buonissime e non hanno nulla da invidiare a quelle tradizionali. L’importante è aromatizzarle sufficientemente, io uso frutta e aromi naturali, come la vaniglia e il rum e nient’altro. Sono veramente buonissime, croccantine fuori e morbide dentro,  nessuno sentirà la differenza! garantito! Quindi siete liberi di confessare o meno, a voi la scelta ;)

Frittelle vegane 
Ingredienti

farina 00: 250 g
tofu morbido: 85 g
crema: 30 g (io crema Alpro alla vaniglia) facoltativa!
mela renetta: 1
uvetta: 180 g
zucchero semolato: 60 g
latte di soia: 150 g
sale: due pizzichi
arancia bio: la buccia grattugiata di due
limone bio: la buccia grattugiata di uno
aroma al rum: 1 fialetta
rum (liquore): un tappino
estratto di vaniglia: un cucchiaino
lievito di birra secco: 2 g
acqua: qb
olio di arachidi per friggere: ½ litro circa

Procedimento
La sera prima:
Far ammollare l’uvetta in acqua tiepida per una mezz’ora, poi strizzarla ed asciugarla bene.
Frullare il tofu con lo zucchero, l’aroma al rum, il sale e l’estratto di vaniglia fino a farne una crema liscia. Una volta pronta amalgamare la crema alla vaniglia (se non ce l’avete, fate 100 gr in totale di tofu morbido)  Setacciare la farina aggiungere il lievito secco e mescolare bene. In una terrina ampia, unire alla crema di tofu la farina poca alla volta, alternandola al latte di soia a temperatura ambiente) Unire anche il liquore (rum) e la buccia degli agrumi grattugiata. Alla fine unire l’uvetta e la mela grattugiata (privata della buccia). Dovete ottenere una pastella morbida ma non troppo liquida. Solo se necessario aggiungere poca acqua.
Coprire con pellicola e lasciare lievitare per tutta la notte e oltre, 12/13 ore circa. La mattina dopo, scaldare l’olio in un pentolino profondo e non molto grande. Portarlo a 160° e cuocere le frittelle facendo cadere l’impasto da un cucchiaio. Cuocere finchè saranno ben dorate. Quando sono tiepide ma non fredde, passarle nello zucchero semolato.

Alcune annotazioni: importantissima la temperatura dell’olio che deve rimanere costante. Se troppo alta le frittelle scuriranno esternamente ma non cuoceranno all’interno.
Ho usato solo due grammi di lievito e ho lasciato lievitare a lungo, io preferisco così! Se avete fretta, aumentate la dose del lievito, circa 4 g e lasciate lievitare 3 / 4 ore circa, oppure 3 g lasciando lievitare circa 6 ore.  Importante che l’impasto sia ben aromatizzato, volendo si possono aggiungere anche dei pinoli.

Buona settimana a tutti, un bacio e al prossimo post!

giovedì 8 gennaio 2015

Biscotti al farro vegan


Non che in questo periodo ci sia bisogno di ricette dolci, ma io sono sempre in controtendenza, e dato che durante le feste appena passate sono stata bravissima e non ho stramangiato (d’altra parte non ne sarei nemmeno capace :D) posso tranquillamente darvi la ricetta di questi biscotti vegan, buonissimi e leggerissimi, di quelli che si possono mangiare senza sensi di colpa avete presente? Così finisce che se ne mangia un quintale, però un quintale di biscotti vegani è vero che equivalgono a due, massimo tre di quelli tradizionali? ;)
Comunque, sia quel che sia, provo a descriverveli: leggeri son leggeri, più di così non si può, senza burro, senza uova e senza latte! Croccanti sono croccanti! anzi, croccantissimi, proprio come piacciono a me…
In quanto al sapore, beh, qui ci possiamo sbizzarrire perché si può variare a prorio piacimento. Io ho usato la buccia grattugiata di arancia e limone (ovviamente bio) però ci starebbe benissimo anche zenzero e cannella, oppure delle gocce di cioccolato fondente, delle nocciole, o semi di anice, insomma, basta aver voglia di provarli tutti. Diciamo che è una base su cui si può lavorare. Presto ne posterò altri, con qualche variante interessante, intanto gustatevi questi, con un tè verde, o un caffè, per ricominciare con leggerezza! e chi non ne vorrebbe a quintali nella vita? :D

Biscotti al farro vegan
Ingredienti

farina integrale di farro: 125 gr
farina 00: 125 gr
zucchero mascobado: 50 gr
zucchero a velo di canna: 50 gr
olio di semi di girasole: 50 gr
acqua: 60 gr circa
lievito naturale: 1/2 bustina
vaniglia: 1/3 bacca
limone: scorza grattugiata di 1
arancia: scorza grattugiata di 1
sale: un pizzico

Procedimento
Mescolare insieme le due farine,  il lievito e il sale e setacciare. Unire la scorza grattugiata del limone e dell’arancia e la vaniglia. Fare la fontana, aggiungere l’olio al centro, l’acqua e cominciare ad incorporare la farina. Lavorare l’impasto finchè sarà omogeneo. Stenderlo con un mattarello ad uno spessore di 3 mm circa, e con un coppapasta ricavare i biscotti. Cuocere a 175° per 20 minuti in forno preriscaldato. Far raffreddare e a piacere cospargere con zucchero a velo.

Alcune annotazioni: provate ad aromatizzarli con: zenzero e cannella in polvere, oppure gocce di cioccolato, o con nocciole tritate, o con semi di anice.

Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 24 novembre 2014

Biscotti di farro e orzo


Oggi una ricetta di quelle che piacciono tanto a me. Malgrado nel blog i dolci non manchino, in realtà io non sono una gran golosa, adoro preparare i dolci, ma non amo molto mangiarli, con poche eccezioni. Questo se parliamo di pasticceria classica. Ma se parliamo di pasticceria “senza” allora la storia cambia, perché i dolci “senza” mi piacciono un sacco! E soprattutto i biscotti! Ma senza cosa? Direte voi. Senza burro principalmente, senza farina 00, senza zucchero raffinato, anche senza uova. Contro tutti quelli che sostengono che non sanno di niente, io dico che sono buonissimi.  Hanno un sapore diverso dai dolci classici, certo, quello si, ma perché dovrebbero essere necessariamente meno buoni? Dipende sempre dai gusti personali. Io mangio biscotti “senza” fin da piccola, evidentemente mi piacciono proprio, sennò chi me lo faceva fare di rinunciare a merendine, frollini, snacks di ogni tipo proprio quando avrei potuto mangiarli senza troppi sensi di colpa? Qualche volta li mangiavo certo, ma preferivo sempre comunque i miei biscotti naturali, forse allora un po’ impopolari, oggi meno, visto che di alimentazione e cibi naturali ormai si parla tanto. Quindi ecco la versione casalinga dei miei biscotti “senza”. Non sto a dirvi che sono buonissimi, certo non possono essere paragonati ad una frolla burrosa o roba simile, ma chi mangia naturale sono sicura che non ha bisogno di essere invogliato da quantità di burro o zucchero. Quindi semplicemente vi lascio la ricetta, se siete curiosi e amate il rischio, potreste anche cadere in tentazione e fare qualche scoperta sorprendente, chissà…

Biscotti di farro e orzo 
Ingredienti

farina di farro integrale: 200 gr
farina di orzo integrale: 70 gr
farina di mandorle: 30 gr
zucchero mascobado: 70 gr
malto di mais: 1 cucchiaio (o altro tipo di malto)
uovo: 1
lievito: 1 cucchiaino
olio di semi di girasole bio: 100 gr
prugne secche: 12 circa
limone bio: la scorza grattugiata di 1
sale integrale: un pizzico abbondante

Procedimento
Ammorbidire le prugne in un po’ d’acqua se necessario e tagliarle a pezzetti piccoli.  Miscelare le farine con il lievito e il sale, aggiungere l’uovo, l’olio, il malto stemperato in pochissima acqua ed impastare. Amalgamare le prugne e far riposare l’impasto per mezz’oretta in frigo. Stenderlo tra due fogli di carta forno con il mattarello ad uno spessore di circa 4 mm, e con un coppapasta ricavare dei dischi. Disporli sopra della carta forno in una teglia da forno,  e cuocerli a 170° per circa 20 minuti. Sfornarli e farli raffreddare. Se preferite una versione più morbida, sostituire il malto con un po’ di latte di soia, solo quello necessario a far stare insieme l’impasto.

Alcune annotazioni: l’impasto risulterà un po’ appiccicoso, ma lavorandolo con la carta forno non sarà troppo complicato ricavare i biscotti. Sono più buoni il giorno dopo. Conservarli in una scatola di latta o in un sacchetto per alimenti  ben chiuso.
Buona settimana, un bacio a tutti e al prossimo post.

mercoledì 23 luglio 2014

Pane integrale alle noci


So che magari l’idea di accendere il forno per fare il pane in questi giorni potrebbe non farvi impazzire di gioia, ma so anche che c’è chi se ne infischia bellamente del caldo e il forno lo accende lo stesso! Quindi oggi vi lascio la ricetta del mio pane alle noci, sapendo che ci sarà qualche impavido/a che non si spaventa di fronte ad un’ infornata! E che sarà mai! Tanto più che qui si passa dal caldo al fresco in un batter d’occhio, quindi basta guardare il meteo e scegliere il giorno giusto!

Mi piace molto il pane alle noci, ed era da tanto che volevo postare la ricetta. Ed eccola qua, un pane gustoso, morbido, ruvido al punto giusto per accompagnare frutta,malto, tahina, o per essere mangiato anche con una buona e fresca insalata, magari leggermente tostato per un po’ di croccantezza. L’unico avvertimento è quello di stare attentissimi a sgusciare le noci, non vorrei che per una piccola distrazione ci rimetteste un dente! Ecco, solo questo, per il resto è una ricetta semplice ma che vi darà molta soddisfazione con gli abbinamenti giusti! Bando alle ciance, passo alla ricetta, sono un po’ di fretta e non voglio dilungarmi troppo, prima finisco e prima metterete le mani in pasta!

Pane integrale alle noci
Ingredienti

farina integrale: 250 gr
farina 0: 200 gr
semola: 50 gr
lievito disidratato: 3,5 gr
malto: 1 cucchiaino
noci: 8/9
sale: 7 gr
acqua: 300 gr circa 

Procedimento

Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida, aggiungere il malto e un po’ di farina 0. Lasciare lievitare per circa mezz’ora. In una terrina setacciare le farine rimanenti, e versare al centro la pastella lievitata. Impastare poco alla volta aggiungendo l’acqua necessaria ad ottenere un panetto morbido. Lavorarlo a lungo, dopo aver aggiunto anche il sale,  impastando energicamente (oppure usare una planetaria ) finchè l’impasto sarà incordato. Sistemarlo in una terrina e farlo lievitare nel forno con la lucina accesa coperto da uno straccio umido finchè sarà raddoppiato di volume ( ci vorranno circa 2 ore). Sgusciare le noci e tritarle grossolanamente. Quando l’impasto sarà pronto versarlo sulla spianatoia, e aggiungere le noci tritate poco alla volta lavorando ancora l’impasto finchè saranno incorporate. Ripiegare l’impasto su sé stesso lasciando dell’aria all’interno, sistemarlo in uno stampo da plum- cake e farlo lievitare nuovamente per circa un’ora. Infornare a 200° per circa 50 minuti. Fare la prova stecchino! 
Bene, con questo vi lascio e vi auguro un buon fine settimana, sono un pò di fretta più che altro perchè sono molto stanca, ho bisogno di staccare un pò la spina come si suol dire, ma ci ritroviamo presto! baci a tutti,.

giovedì 8 maggio 2014

Budino di cioccolato al vapore


Oggi una ricetta golosa e semplice da preparare, un po’ particolare perché è un tortino al cioccolato cotto con la pentola a pressione, ovviamente Lagostina ed in particolare l'ultima nata la Clipsò a dimostrazione del fatto che con la pap si può fare davvero tutto, dall’antipasto al dolce risparmiando un sacco di tempo…e di energia.
La ricetta è dello chef Giorgio Giambelli, reinterprepata da me per Lagostina appunto. In realtà più che un budino è un tortino, rimane morbido perché cotto al vapore, però non ha la cremosità del budino, non si mangia al cucchiaio per intenderci. Io ho lasciato invariato il nome della ricetta, ma per precisione le caratteristiche di questo dessert si avvicinano più ad un tortino che ad un budino cremoso. Quindi è perfetto per una colazione, una merenda, o se volete servirlo come dessert, accompagnatelo ad uno zabaione all’arancia come suggerisce lo chef, sarà di sicuro successo. 

Budino di cioccolato al vapore
Ingredienti
burro: 225 gr
zucchero: 225 gr
rum: 3 cucchiai
uova: 4
cacao: 3 cucchiai
farina 00: 275 gr
lievito: 1/2 bustina 

Procedimento
Lavorare il burro con lo zucchero e il cacao aggiungere le uova e incorporarle completamente. Unire la farina setacciata con il lievito e il rum. Porre il composto negli stampini da creme caramel imburrati ed infarinati e chiuderli con la stagnola. Cuocere in pentola a pressione per 12 minuti dal fischio in posizione 1 ( 1/2 pressione). Volendo Servire con uno zabaione all'arancia.

Alcune annotazioni: i tempi indicati si riferiscono alla pentola a pressione Lagostina, con due tipi di pressione differenti a seconda dell’alimento da cuocere sviluppa vapore a temperature più o meno elevate. Se avete quella classica potrebbe volerci qualche minuto in più, ma potete tranquillamente aprire, controllare facendo la classica prova stecchino e semmai richiudere e cuocere finchè sarà necessario.
Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 2 maggio 2014

Pan di spagna

tortiera e spatola Le Creuset
Oggi una ricetta di base, versatile e utilissima per mille preparazioni. Il pan di spagna non è difficile da preparare basta seguire alcuni accorgimenti: montare benissimo le uova che devono essere a temperatura ambiente, spesso si  scaldano anche a bagno maria prima di montarle, ma quello che vi spego oggi è un procedimento più semplice che dà ottimi risultati. Le dosi sono per avere un pan di spagna alto. Una volta pronto e raffreddato si può tagliare in tanti dischi sottili per una torta da farcire con crema, crema al cioccolato, panna e frutta, o come vi suggerisce la fantasia. Il pan di spagna va sempre bagnato con una bagna a base o di solo sciroppo di zucchero, o con una bagna leggermente alcolica aggiungendo allo sciroppo freddo un cucchiaio o due di liquore tipo limoncello o rhum, per esempio.
Se invece volete un pan di spagna più basso, per un’unica torta a tre strati, riducete a 4 il numero delle uova e calcolate le dosi degli altri ingredienti in proporzione. Il pan di spagna può anche essere congelato, e utilizzato quando vi serve. E’ molto comodo anche per preparare dolci monoporzione, come la zuppa inglese, con una bagna all’alchermes.  Vi darò qualche ricetta golosa prossimamente, ma per oggi vi lascio la ricetta base, intanto sbizzarritevi voi con la fantasia. Se volete che la parte superiore del dolce risulti perfettamente piana, capovolgetelo appena lo estraete dal forno, lasciandolo poi raffreddare dentro la tortiera, sopra una gratella.

Pan di spagna alto
Per una tortiera di 24 cm
uova: 6 medie
farina 00: 200 gr
zucchero: 200 gr
scorza di 1 limone grattugiata
vaniglia: un cucchiaino di estratto (facoltativo)

Procedimento
Imburrare ed infarinare una tortiera sganciabile del diametro di 24 cm. Lavorare a lungo le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e la vaniglia in planetaria (o con le fruste elettriche) finchè saranno gonfie e chiare, ci vorranno almeno 15 minuti in planetaria e anche 25/30 con le fruste elettriche, ala fine aggiungere la scorza del limone grattugiato. Unire la farina setacciata poca alla volta ed amalgamarla delicatamente con una spatola mescolando dall'alto verso il basso senza smontare l’impasto. E’ un’operazione delicata, bisogna fare molta attenzione ed essere delicati ma rapidi in modo da non far perdere volume alla massa montata. Versare il composto nella tortiera senza batterla e senza spatolare la superficie. Infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 35/40 minuti, un pò meno se lo fate con 4 uova, circa 30 minuti. Fare sempre la prova stecchino che inserito al centro dovrà uscire asciutto. Non aprire mai il forno durante la cottura!
Auguro a tutti un buon fine settimana, un abbraccio e ci ritroviamo al prossimo post

tortiera e spatola Le Creuset

venerdì 21 marzo 2014

Plum-cake alla banana e cioccolato


Primo giorno di primavera e io festeggio con una ricetta che potrebbe sembrare invernale, tempismo perfetto, non c’è che dire :D. Però, però, c’è da dire che si forse la foto avrà anche tonalità più invernali che altro, ma il dolce, quello è quattro stagioni, ve lo assicuro! Certo, se dovessi  stare a guardare la stagionalità degli ingredienti,  come faccio sempre del resto, forse i conti potrebbero non tornare e riflettendo su questo mi sono chiesta: ma qual è la stagione delle banane? Boh, e chi lo sa! che magari non abbiano stagione le banane? D’altra parte è da una vita che siamo abituati a vederle sempre, molto prima che questa storia della stagionalità assumesse l’importanza che ha, insomma, si parla di altri tempi. Forse non ce n’era così bisogno come ora! Certo potrei dire che forse le banane non sono l’alimento che preferisco non tanto per questo, per altri motivi, ma non voglio rovinare la primavera a nessuno incriminando le banane di qualcosa. E per farvi vedere che sono capace di chiudere un occhio, e tante volte anche due, oggi farò un elogio alla banana con questo  buonissimo plum-cake. Tra l’altro sono stanca, molto stanca, anzi stanchissima,  le vitamine non mi bastano più, così ricorro al cibo, magari un po’ di cioccolata, che dite, farà bene? E se ci aggiungessi  proprio due banane mature che casualmente ho in casa? Mi piacciono così tanto che sono diventate tutte nere  Meglio nasconderle dentro un dolce, e così ecco qui un cake alle banane con gocce di cioccolato. La ricetta proviene direttamente dalla cucina di Luca Montersino , un dolce che trovo perfetto per una colazione energetica, o per uno spuntino che ridia un po’ di carica. Ho solamente diminuito di parecchio le dosi dello zucchero e sostituito il bicarbonato con il lievito ( eh si, proprio non mi piace il bicarbonato) Per il resto, la ricetta è tutta del maestro e questa è senz’altro una garanzia. E se vi va di sbirciare un altra ricetta simile, di un altro maestro pasticcere, guardate qui 

Cake alle banane con gocce di cioccolato
Ingredienti

banane mature: 2
farina 00: 250 gr
uova: 2 (120 gr)
lievito: una bustina
latte: 25 gr circa (io di soia)
sale: tre pizzichi abbondanti
zucchero: 125 gr (io di canna)
olio di semi: 60 gr
gocce di cioccolato fondente: 80 gr

Procedimento
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake (lunghezza dello  stampo circa 23 cm)
Versare nel mixer le banane a pezzi e azionare: Aggiungere le uova, lo zucchero, il latte e l’olio e azionare ancora. Unire alla fine la farina setacciata con il lievito e il sale e lavorare finchè il composto sarà omogeneo. Per ultimo aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto nello stampo ed infornare in forno preriscaldato a 180°per circa 30 minuti, poi abbassare a 160° e continuare la cottura per altri 15 minuti circa, finchè inserendo uno stecchino al centro del dolce non uscirà asciutto. Lasciare raffreddare su una gratella.

Alcune annotazioni: la ricetta originale prevede l'uso del bicarbonato, ma io l'ho sostituito con il lievito perchè non mi piace il sapore che lascia nei dolci. Inoltre lo zucchero previsto è quello normale che io ho sostituito con quello di canna. Il dolce è morbido e si mantiene benissimo, almeno per tre giorni, poi è finito quindi oltre non so :) 
Bene, anche per oggi è tutto, un abbraccio a tutti e buona primavera. Ci ritroviamo presto con un altro post, magari light! Chissà... 

lunedì 17 febbraio 2014

Sfogliatine glassate


La settimana scorsa ho preparato la pasta sfoglia, se vi interessa il procedimento andate a vedere qui. Così, per forza di cose, da qualche giorno eccedo con i grassi, ma che dico eccedo, esagero proprio. D’altra parte una volta che ci si mette a fare la pasta sfoglia si prepara un po’ di tutto no? Così, dal dolce al salato,  è stato un susseguirsi di  aperitivi a base di pizzette, come queste tanto per darvi un'idea 


e merende a base di pasticcini di sfoglia, come questi, mancano solo le torte salate perché a me proprio non piacciono.  Ma non è finita qui, ho ancora un paio di cose in cantiere,  intanto però oggi ho deciso di deliziarvi con delle sfogliatine glassate.
Avete presente? Si beh, credo sia impossibile che qualcuno non le conosca,  che si tratti di produzione industriale o artigianale, le sfogliatine glassate si trovano un po’ ovunque. A me sono sempre piaciute tanto, perciò perché non prepararne qualcuna? Non sarà mica tanto difficile dico io! Una volta che si ha la pasta sfoglia a disposizione infatti sono abbastanza semplici, a patto di  fare attenzione ai passaggi fondamentali, o rischiate di buttare tutto nel secchio come è successo a me la prima volta che le ho fatte :)

Quindi, seguite bene il procedimento e non fatevi distrarre da niente e da nessuno, risultato avrete delle bellissime  e buonissime sfogliatine glassate, home made! Più soddisfazione di così! :)

Sfogliatine glassate

Ingredienti
pasta sfoglia: 400 gr il procedimento qui
per la glassa
albume: 30 gr (circa uno)
zucchero a  velo: 100 gr
farina: 15 gr
vaniglia: 1/2 cucchiaino di estratto o 1/2 bustina di vanillina
per decorare 
marmellata di albicocche : 4  cucchiai circa

Procedimento
Preriscaldate il forno a 180°. Riempire con la marmellata di albicocche una sac a poche con bocchetta a foro sottilissimo (due millimetri). Tirare la pasta sfoglia fino ad uno spessore di 4 mm. Per comodità potete tagliare il panetto in due e tirare due quadrati separati, sarà più facile lavorarla e finchè lavorate il primo, il secondo potrete conservarlo in frigorifero. Ricavare dalla sfoglia tanti rettangoli di cm 5,5x2,5  (io li ho fatti piccoli perché volevo delle sfogliatine mignon, ma si possono fare anche più grandi): lavorate la pasta sfoglia direttamente su un foglio di carta forno. Una volta tagliati i rettangoli distanziateli tra di loro e rimetteteli in frigorifero. Intanto preparate la glassa mescolando lo zucchero a velo alla farina e aggiungendo poco alla volta l’albume e infine la vaniglia. Mescolate fino ad avere una crema fluida e liscia.
Togliete la pasta sfoglia dal frigorifero e con l’aiuto di un pennello distribuite su ogni rettangolo un velo sottile di glassa. Con la sac a poche disegnate su ogni rettangolino la classica griglia. Abbiate l’accortezza di mantenere sempre la pasta sfoglia fredda, quindi se non siete troppo veloci, lavorate poca pasta alla volta e conservate il resto in frigorifero.  Infornate le sfogliatine per circa 15/20 minuti, finchè non saranno dorate. Fatele raffreddare su una gratella e servitele.


Alcune annotazioni: per la riuscita delle sfogliatine dovete fare attenzione a due cose: la pasta sfoglia deve essere ben fredda prima di entrare in forno. La glassa deve essere delle giusta consistenza, se è troppo liquida non risulterà liscia e spessa, ma un po’ ruvida. Le sfogliatine nel forno devono essere distanziate tra loro, e lo strato di glassa deve essere sottile. La marmellata deve essere priva di pezzi altrimenti non riuscite a farla uscire dalla sac a poche, è ovvio lo so, ma magari presi dall'entusiasmo non ci pensate :)

Ecco, per oggi è tutto, era da un sacco che non postavo un dolcetto, spero vi piaceranno! e se cercate altre idee con la pasta sfoglia, guardate anche qui.  Buona settimana a tutti e al prossimo post.

martedì 10 settembre 2013

Torta di mele


La torta di mele, per me come per molti credo, è uno di quei cibi che rassicurano, che riportano immediatamente al ricordo della nonna, della famiglia, della casa.
Qualunque nonna degna di questo nome deve aver fatto almeno una torta di mele in vita sua! :D perfino nonna papera aveva un debole per le torte di mele! E chi c'è di più autorevole di lei in fatto di dolci?
Io, quando voglio essere sicura di non sbagliare, preparo una torta di mele!. E' vero che inspiegabilmente esiste anche qualcuno a cui non piace! e secondo me in questo, qualche nonna ha una grossa parte di responsabilità! (d'altra parte mica tutte le nonne sono brave ai fornelli!)
Comunque, a parte qualche eccezione, la torta di mele secondo me è la torta con la t maiuscola!
Ora lo so che sarà facile cadere nella banalità di dire che quella che posto oggi è la torta di mele più buona che abbia mai mangiato! Istintivamente lo direi, se non fosse che ad ogni torta di mele si tende a ribadire questo stesso concetto! Allora la metto così: questa è la torta di mele che, dalla prima volta che ho provato, ho continuato poi a fare senza che mi venisse voglia di provarne un'altra! Ecco, questa è la pura e semplice verità!
Tra l'altro la ricetta non è nemmeno di quelle tramandate da qualche avo, prozia, bisnonna, nonna e via dicendo, ma è una ricetta trovata su Sale e Pepe, non ricordo di quale mese né di quale anno, comunque io l'adoro! E sono certa che se la proverete l'adorerete anche voi.
Tra l'altro questo post cade proprio a fagiuolo come si suol dire, perchè restando in tema di comfort food, vorrei segnalare una bellissima ed interessantissima mostra alla cui presentazione ho avuto il piacere di essere stata invitata: 

Il tema trattato non è certamente leggero, ma un'occasione di riflessione su un importante tema sociale come' è la pena di morte. In mostra infatti tredici scatti che raccontano l'ultimo pasto di altrettanti condannati alla pena di morte.
Bellissime le foto scattate in studio, dall'artista-fotografo Henry Hargreaves, che ha potuto comporre i set grazie alla documentazione che è riuscito a reperire. Molto bello e interessante il percorso pensato dal curatore in collaborazione con diversi professionisti provenienti da ambiti differenti, che racconta questa mostra e il suo significato.
Consiglio a tutti coloro che hanno occasione di essere a Venezia in questi giorni e fino al 24 novembre 2013 di visitarla al Museo della follia all'isola di San Servolo.
E ora passiamo alla ricetta:

Torta di mele
Ingredienti per 6 persone

farina: 125 gr
mele: 3 piccole (renette o altro tipo dolce)
zucchero semolato: 125 gr
uova: 2
burro: 60 gr
limone: uno, non trattato
lievito: 1/2 bustina
latte: qualche cucchiaio
zucchero a velo: qb
sale: qb

Procedimento
Grattugiare la buccia di limone. Sbucciare le mele, tagliarle a fettine e bagnarle con un po' di succo di limone.
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente e poi montarlo con lo zucchero finchè sarà bianco e spumoso. Aggiungere un uovo e continuare a montare. Quando è bene assorbito aggiungere il secondo aiutandosi eventualmente con uno o due cucchiai di farina. Aggiungere un cucchiaino di vaniglia e poco a poco il resto della farina setacciata con il lievito, il sale ed infine il latte per rendere morbido l'impasto.
Versare l'impasto in una tortiera imburrata ed infarinata di 18/20 cm di diametro. Sistemare le fettine di mela, mettendole molto fitte e riempiendo il più possibile l'impasto. Livellare la superficie ed infornare a 170° per circa 40 minuti. Fare la prova stecchino prima di estrarre la torta dal forno. Farla raffreddare su una gratella e spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.
Se avete voglia di confrontare la ricetta, ne trovate un'altra qui qui.

Eccoci arrivati alla fine del post, credo di aver detto tutto...un bacio a tutti e al prossimo post! Speriamo prestissimo ;)

martedì 16 luglio 2013

Biscotti al kamut


Oggi sono veramente a pezzi, e triste, ma veramente molto triste, sapete quella tristezza che si appropria del vostro stomaco, del vostro cervello e del vostro cuore? Proprio quella.
Qualche volta è così difficile capire se la strada che si sta percorrendo è quella giusta o se si sta sbagliando direzione che ci vorrebbe un manuale d' istruzioni, perché in fin dei conti, l'esperienza passata non è che aiuti molto. Ogni volta sembra che quello che abbiamo vissuto non c'entri niente con oggi.
Ma allora quand'è che quello che è stato servirà a capire qualcosa? E magari a non commettere errori? Io sto ancora aspettando che quel momento arrivi! E quanto durerà questa volta? Il tempo a volte sembra veramente infinito...
Quindi mi perdonerete se non mi dilungo in chiacchiere, è che ho fretta di mettermi a fare qualcosa di sbagliato, tipo fumare, bere birra, saltare i pasti e roba simile. Ma perchè quando soffriamo vogliamo farci del male? Ditemi che anche voi quando soffrite, quando lo stomaco vi si contorce e la voce fatica ad uscire fate le peggiori cose! Ma poi tutto passa si dice no? E speriamo stavolta passi in fretta...ho già trascorso un tempo infinito a far passare i dolori, avrei proprio bisogno di una tregua.
E visto che non ho molta voglia di mettermi ai fornelli, vi lascio una ricetta dolce che ho preparato qualche giorno fa. Lo zucchero si sa, nei momenti bui aiuta sempre. L'unica cosa che consiglio, se siete veramente tristi, è di sostituire un innocuo miele con un barattolo gigante di cioccolata spalmabile! E a pensarci bene i biscotti a questo punto sarebbero pure superflui. Ma ormai li ho fatti e vi lascio la ricetta caso mai foste alla ricerca di un biscottino leggero leggero, un po' come vorremmo che qualche volta fosse anche la nostra vita...

Biscotti al kamut
Ingredienti
farina 00: gr 125
farina kamut:100 gr
farina di riso: 25 gr
zucchero a velo: 125 gr
olio di semi: 50 gr
uovo: 1
bustina di lievito:1
polvere di caffè:1 cucchiaino
essenza di vaniglia:1/2 cucchiaino
sale: un pizzico
buccia di ½ arancia grattugiata

Procedimento
Setacciare le farine con il lievito e il sale.
Aggiungere lo zucchero, il caffè e mescolare bene. Fare un foro al centro, aggiungere l'uovo, l'essenza di vaniglia, e l'olio. Mescolare i liquidi inglobando poco a poco la farina con una forchetta. Impastare velocemente e se serve aggiungere un po' d'acqua fredda. Formare un panetto e farlo riposare in frigorifero un quarto d'ora. Tirare la pasta ad uno spessore di circa tre millimetri, tagliare con una formina ed infornare a 180°C per 15 minuti. Si conservano a lungo in una scatola di latta.

Alcune annotazioni: si può sostituire la farina di kamut con quella di farro e sostituire il caffè con del cacao

Bene, anche per oggi sono arrivata in fondo alla pagina, vi abbraccio tutti e ci ritroviamo al prossimo post, io intanto corro a fare qualcosa di sbagliato ;)