Lightbox Effect
Visualizzazione post con etichetta colazione vegana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colazione vegana. Mostra tutti i post

martedì 11 ottobre 2016

Burro di arachidi


Alla domanda: “ma il burro di arachidi non fa male?” La risposta è “no, purchè sia naturale”. Perché quello che fa male del famoso burro di noccioline tanto amato in America, è il fatto di essere un prodotto industriale, preparato aggiungendo grassi, zuccheri, conservanti, aromatizzanti, qualche additivo ecc ecc.
Altra cosa invece è il burro di arachidi preparato in casa dove non si utilizzano null’altro che arachidi di buona qualità, un pizzico di sale, poco estratto di vaniglia, e a piacere qualche cucchiaino di malto che però non è indispensabile. Tutto qua. Certo essendo le arachidi l’ingrediente quasi unico di questo golosissimo barattolino non bisogna abusarne, è sempre un alimento iperproteico e ricco di grassi.
Però mangiato con moderazione, il burro di arachidi al naturale fa bene perchè le arachidi hanno anche delle caratteristiche nutrizionali interessanti: sono ricche di acidi grassi soprattutto omega 6 che abbassano il colesterolo cattivo, e povere di grassi saturi, cattivi per il colesterolo. Sono ricche di magnesio. Hanno proprietà anticancro per la presenza di flavonoidi, e molto altro su cui non mi dilungo, è possibile approfondire l’argomento in rete dove si trovano tantissime informazioni utili.
Va ricordato invece che le arachidi sono inserite tra gli allergeni, quindi bisogna stare attenti ad eventuali allergie o particolare sensibilità. Per il resto è un’ ottimo alimento purchè mangiato nelle giuste quantità.
Io ne spalmo un velo sul pane di segale la mattina insieme ad un po’ di malto e ci faccio colazione, alternandolo al burro di sesamo o di mandorle.  Si può utilizzare anche per preparare dolci e biscotti, ma a crudo è sempre l’opzione migliore. 
Sarebbe opportuno non aggiungere al burro di arachidi homemade l’olio di arachidi perché normalmente non è estratto a freddo, quindi non è il migliore in termini di qualità. Comunque con un buon mixer come ho già detto, non c’è bisogno di aggiungere nulla ed in pochi minuti avrete un burro di noccioline fantastico, morbido, liscio e tutto da mangiare :)

Burro di arachidi

Ingredienti
per un barattolino da 200 g circa

arachidi al naturale (non tostate e non salate): 260 g
malto di riso: 3 cucchiaini (facoltativo)
essenza di vaniglia homemade: 1/2 cucchiaino
sale: un pizzico

Procedimento
Sgusciate e spellate le arachidi (vi resteranno circa 200 g di arachidi pulite). Fatele tostare leggermente in forno a 160° per 10 minuti, o in padella finchè saranno leggermente dorate e cominceranno a sprigionare il tipico profumo (se vi piace un sapore più intenso tostatele un po’ di più)
Lasciatele intiepidire. Ponetele in un mixer e cominciate ad azionare ad intermittenza. Otterrete prima una granella, poi una farina più sottile e sempre più umida. Continuate ad azionare il mixer sempre ad intermittenza lasciando riposare la pasta per qualche minuto tra i vari passaggi. Otterrete una crema liscia e morbida senza dover aggiungere olio o altro, l’importante è avere un mixer potente, non serve altro.
Alla fine aggiungete il sale, la vaniglia e se volete il malto, azionate pochi secondi ed il vostro burro di noccioline sarà pronto per essere chiuso in un barattolino e conservato in frigorifero. Si mantiene per qualche giorno, io sono arrivata al massimo a 5/6, oltre non ho provato! ne preparo poco alla volta per averlo sempre fresco.

Con questa ricetta avrete colazioni golosissime assicurate ;) Un bacio a tutti e al prossimo post! 

martedì 4 ottobre 2016

Budino di chia alla nocciola e frutta


Ultimamente posto solo dolci, così mi tolgo il pensiero e per un po’ non ci penso più ;) 
Non vorrei che anche quest’anno finisse la stagione dei cachi prima di riuscire a postare questo delizioso budino di semi di chia alla nocciola e frutta.  E’ una preparazione molto semplice e sana. Potrebbe essere anche una ricetta crudista, utilizzando nocciole non tostate e sciroppo d’agave raw, in ogni caso comunque una cottura vera e propria per questo budino non è prevista. 
Una merenda o una colazione vegan, sana, gustosa e un po’ particolare, secondo me questo budino ai semi di chia alla nocciola e frutta fresca merita di essere assaggiato. Ricordo che in fase di realizzazione ho fatto diverse prove per trovare un equilibrio di sapori che mi soddisfacesse.
Il latte di nocciola è una vera delizia, unito alla frutta fresca lo è ancora di più. Io ho utilizzato i cachi che ho unito a delle albicocche secche per creare un po’ di contrasto dolce/aspro. In questo l’arancia mi ha aiutata e il risultato finale mi è piaciuto molto: cremoso, morbido e vellutato. Resta il fatto che potete tranquillamente cambiare le proporzioni tra  gli ingredienti secondo il vostro gusto. Sperimentare è sempre la parola d’ordine. 
In quanto al dolcificante io ho usato dello sciroppo d’agave, ma potete utilizzare anche malto di mais (che ha un sapore più neutro degli altri malti) o uno sciroppo di datteri. Sugli zuccheri ho parlato un po’ qui, per chi volesse approfondire giusto un po’, ci sarebbe molto altro da dire, lo farò alla prossima occasione. Intanto vi lascio a questo budino di chia ottimo fresco ma anche a temperatura ambiente. Finchè le giornate sono ancora calde un dessert fresco riesce ancora a farci venire l’acquolina in bocca, soprattutto se poi è così bello, con questo colore stupendo che sembra faccia bene solo a guardarlo :) Adoro la cucina vegan, anche perché è ricca di colori meravigliosi.   

Budino di semi di chia alla nocciola e frutta 

Preparazione: 20 minuti (più il riposo in frigorifero)
Cottura: nessuna

Ingredienti
Per 2/3 persone

nocciole legermente tostate e spellate: 50 g
acqua naturale: 330 g
malto di riso: 3 cucchiai
sale integrale: 1 pizzico
cachi: 1
albicocche secche morbide: 7
succo d'arancia bio: 80 g  (circa 1)
semi di chia: 20 g

Procedimento

1)Il giorno prima, frullate molto bene l’acqua con le nocciole, poi filtrate il liquido ottenuto attraverso una garza: sarà il latte di nocciola. Aggiungete un pizzico di sale e un cucchiaio di malto 
2) Versate nel latte di nocciola i semi di chia, mescolate delicatamente, lasciate riposare cinque minuti;  mescolate ancora un paio di volte ogni 10 minuti circa, poi versate il contenuto in un contenitore di vetro, chiudetelo e lasciatelo in frigorifero per una notte.
3) Il giorno dopo, eliminate la buccia dal caco e frullate la polpa con le albicocche, il succo d’arancia (quello necessario) e il rimanente malto fino ad ottenere una purea densa, liscia e vellutata. 
4) In un bicchiere o di una coppetta trasparente ponete qualche cucchiaio del composto di chia addensato, e terminate con qualche cucchiaio di crema di frutta. Potete farlo raffreddare in frigorifero qualche ora o gustarlo a temperatura ambiente.

Alcune annotazioni: riutilizzate l’okara di nocciola per preparare dei biscotti, dei dolci o delle polpettine. Se desiderate una preparazione più dolce o meno dolce regolate la quantità di malto secondo le vostre esigenze. 

Un bacio a tutti e al prossimo post 

venerdì 30 settembre 2016

Torta alle pesche


Il weekend è arrivato, l’ultimo di settembre ahimè, con un po’ di tristezza lo saluto con una torta vegana alle pesche. Sono al limite del consentito per le pesche lo so, ma si possono usare oltre che le ultime pesche anche tavola, quelle sciroppate che avete preparato con l’esubero della vostra raccolta, o perché no? Sostituirle magari con dei fichi. E’ una torta vegana alle pesche rustica che si presta ad essere interpretata a seconda della stagione. Il dolce è molto semplice da preparare  e non necessita di grandi spiegazioni.
Vorrei invece parlare un po’ di zucchero. Tra chi si occupa di alimentazione, medici, nutrizionisti, società di ricerca scientifiche ecc ecc, la convinzione è unanime: lo zucchero fa male. E per zucchero intendo sia lo zucchero comune, quello che si tiene dentro al barattolo per dolcificare il caffè per intenderci (il saccarosio), sia tutti gli altri zuccheri semplici: tra cui il glucosio e soprattutto il fruttosio (elenco solo quelli più utilizzati perché la lista sarebbe lunga) 
Non mi metto a spiegare le dinamiche del perché e come lo zucchero fa male, per quello potete approfondire da soli. Dato che io parlo di ricette, vorrei solo darvi qualche indicazione utile per scegliere lo zucchero per dolcificare dolci, bevande ecc. Innanzitutto va detto che Il corpo ha bisogno di zuccheri, ma non di zucchero (tipo saccarosio, glucosio e fruttosio) e sono due cose molto diverse. La cosa migliore sarebbe evitarlo, ma lo so che per molte persone è difficile. Io per esempio non uso più lo zucchero bianco da molto tempo, e comunque di regola non dolcifico niente, ne tè né caffè né succhi di frutta ecc. 
Mangio raramente dolci, e quando li preparo  uso normalmente zucchero di canna integrale o malto. Lo zucchero di canna integrale però non è la panacea di tutti i mali, perché sempre di zucchero semplice stiamo parlando, ha solo un indice glicemico un po’ più basso dello zucchero bianco e contiene più sostanze tipo sali minerali e vitamine, ma niente che possa giustificare un grande utilizzo perché è sempre uno zucchero semplice, con tutte le problematiche connesse. Quando lo usate, accertatevi che sia zucchero di canna integrale, quello vero che si presenta scuro e umido. Molti zuccheri di canna in commercio non sono realmente zucchero integrale di canna! Il saccarosio è formato dal 50% di glucosio e  dal 50% di fruttosio
Il fruttosio è uno zucchero metabolizzato quasi totalmente dal fegato. Quello che vedeiamo nei barattoli al supermercato è assolutamente da evitare, perché non ha nulla di naturale. Quello invece presente naturalmente nella frutta è tutta un’altra storia e andrebbe assunto mangiando la frutta e basta, che contenendo anche altre sostanze ci fa assimilare e metabolizzare il fruttosio in maniera diversa. Quindi si alla frutta, no al fruttosio del supermercato. 
E lo Sciroppo d’agave? È formato da 70-90% di fruttosio e 30 % di glucosio, quindi sarebbe meglio evitarlo, o nel caso,  usatelo con moderazione e meglio raw. 
Il malto non contiene fruttosio ma solo glucosio, si ottiene dalla germinazione e fermentazione di cereali. Contiene glutine, quindi non è adatto ai celiaci. Ha un indice glicemico più basso del saccarosio, ed ha un sapore gradevole.
La stevia è anch’essa sottoposta a processi di raffinazione, quindi non può essere considerato un dolcificante naturale. A me personalmente non piace assolutamente come sapore quindi non la utilizzo mai. 
Per dolcificare i dolci possiamo usare anche purea di frutta come per esempio di datteri o uvetta. In questo caso ci sarebbe da fare una riflessione sulla sostenibilità, ma lo affronterò in un altro post. 
Tornando a noi quindi, io nei dolci uso zucchero di canna o malto o le due cose insieme. Spesso al posto della marmellata uso purea di frutta essiccata, come per esempio di albicocche o prugne, sono molto più sane delle marmellate contenenti zucchero.  
La cosa importante che vorrei aggiungere è che non dobbiamo demonizzare troppo gli ingredienti che sappiamo non essere troppo salutari,  si possono consumare saltuariamente, facendole diventare piacevoli eccezioni. Mentre per la quotidianità è meglio orientarsi verso i cibi il più possibile sani e vari. 

Torta integrale alle pesche

Per una tortiera da 18 cm circa

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 40 minuti

Ingredienti
yogurt di soia al cocco non zuccherato (o yogurt naturale): 150 g
farina di farro integrale: 75 g
farina di frumento integrale: 75 g
amido di frumento: 75 g
zucchero di canna integrale mascovado: 95 g
malto di riso: 2 cucchiai
olio di semi di girasole bio: 55 g
lievito naturale: 1 bustina
pesche: 2
estratto di vaniglia:1 cucchiaino
scorza grattugiata di 1 limone bio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
acqua: 3 cucchiai
sale: 1 pizzico

Procedimento

Mescolate i semi di lino con l’acqua.
Setacciate le farine con il lievito e il sale. Unite lo zucchero dopo averlo polverizzato con un mixer
Oliate leggermente una tortiera foderata con carta forno e cospargetela di farina eliminando l’eccesso.
Tagliate a fettine le pesche (con o senza buccia).
In una boule ponete le polveri, formate una cavità al centro e versate gli altri ingredienti compresi i semi di lino con la loro acqua. Mescolate velocemente e versate il composto nella teglia. Disponete le pesche a cerchi concentrici infilandole nell'impasto di taglio. Infornate a 175° per 40 minuti circa (fate la prova stecchino prima di estrarre la torta, se esce asciutto è pronta). Fate raffreddare su una gratella.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 26 settembre 2016

Granola al cocco con cereali e semi


I cereali soffiati  non li utilizzo molto perché malgrado quello che molti pensano, non sono un alimento naturale in quanto vengono sottoposti a processi industriali ad alte temperature che ne alterano le caratteristiche nutrizionali. Oltre a questo i sono spesso addizionati di zuccheri e grassi perciò sarebbero un alimento da evitare o comunque da consumare con moderazione;  quando decido fare qualche strappo alla regola, mi oriento verso cereali soffiati il più possibile naturali, non addizionati di zuccheri e grassi. Ogni tanto ci possiamo concedere qualcosa che ci piace anche se non risponde a tutti i requisiti, l’importante è non esagerare e non farne degli alimenti di uso quotidiano, ma solo una “sana” eccezione 
L’idea di questa granola vegana parte proprio da una confezione di miglio soffiato che avevo in casa. In generale le barrette di cereali croccanti mi piacciono abbastanza, e così l’idea è stata quella di aggiungere al miglio qualche altro ingrediente e trasformarlo in uno snack vegan croccante. In realtà oltre che come snack potete utilizzarlo come  guarnizioni di creme e mousse,  saranno la parte croccante del vostro golosissimo dessert. 
Potete variare gli ingredienti, magari aggiungendo dei pezzetti di frutta essiccata, o variando i semi oleosi. 
In ogni caso questa granola vegana si presta a tanti utilizzi, nello yogurt a colazione, nei dessert al cucchiaio come già detto ecc ecc, quindi è una preparazione da tenere assolutamente in considerazione. Eliminando i fiocchi d’avena otterrete una granola vegana ancora più croccante, quindi se il vostro obiettivo è qualcosa che fa crunch tenetelo presente :) Per il resto potete divertirvi a sperimentare variando per esempio le proporzioni dei semi, basta come sempre un po’ di curiosità per mettere a punto la vostra granola vegana ideale! E se volete sperimentare anche delle barrette energetiche vegane, un'idea la trovate qui 

Granola al cocco con cereali e semi 

Preparazione: 10 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 200 g circa

miglio soffiato al naturale: 25 g
avena soffiata al naturale: 20 g
avena in fiocchi: 55 g
olio di cocco: 30 g
zucchero di fiori di cocco: 2 cucchiai (in alternativa di canna integrale)
malto di riso: 2 cucchiai
semi di zucca: 1 cucchiaio
semi di sesamo chiari: 1 cucchiaio
mandorle con la buccia: 1 cucchiaio
nocciole tostate: 1 cucchiaio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
sale integrale: 1 pizzico

Procedimento
Fondete il burro di cocco in un bagnomaria non troppo caldo. Tritate tutti i semi senza polverizzarli, mantenendoli in granella piuttosto grossolana.
Mescolate tutti gli ingredienti e lavorate il composto in modo da amalgamare bene il burro di cocco, lo zucchero e il malto.
Stendete il composto su carta forno, copritelo con un secondo foglio di carta e appiattitelo in modo da creare uno strato uniforme aiutandovi con un mattarello o con il fondo di un bicchiere.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 100 gradi per un’ora.  Sfornate, fate raffreddare e rompete con le mani per formare la granola (in alternativa potete tagliare delle barrette da mangiare come snack)
Conservate la granola in barattoli di vetro ben chiusi.
Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post

giovedì 22 settembre 2016

Muffins al cocco e banana


I dolcetti più semplici da preparare sono sempre i  Muffins, sarà per questo che tutti li adorano? Chissà. Sarà forse anche per le sembianze da fungo? (con un pò di fantasia certo), o perché sono sempre soffici tanto da farli ritenere leggeri e quindi innocui? Mah, io non ho mai capito. Confesso di preferire altri tipi di dolce, sia per la colazione, che per la merenda o per un puro momento di piacere in qualunque momento della giornata. Ciò non toglie che mi piace fare contento chi mi legge e malgrado io non ami particolarmente i dolci, vedo che le ricette di crostate, torte e via dicendo sono sempre le più lette, non c’è niente da fare, i dolci tentano la maggior parte di voi, e io non posso ignorare questa tendenza.

L’unica cosa, mi sono resa conto che non ho mai scritto un post sullo zucchero, su quale sia meglio utilizzare nelle ricette e perché, quale quello più naturale, quale quello con indice glicemico più basso, insomma, tutto quello che c’è da sapere sullo zucchero e che ritengo molto utile nel momento in cui dobbiamo utilizzarlo nelle nostre ricette, quindi prometto di scriverlo a breve.  Ora vi lascio la ricetta di questi Muffins streusel, cioè dei Muffins con una crosticina croccante e golosa, giusto perchè volevo renderli  un po’ speciali. 

Muffins streusel alla banana e cocco

Preparazione: 30 minuti (più il riposo di 30 minuti)
Cottura: 20 minuti

Ingredienti
Per i muffins (6 pezzi)

farina di frumento integrale: 50 g
farina di riso: 50 g
fecola di patate: 25 g
banana: 1 molto matura
malto di riso: 35 g
zucchero di fiori di cocco (Panela): 30 g
olio di semi di girasole bio: 30 g
limone bio: scorza grattugiata di 1
lievito naturale vegan: 1 bustina
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
cocco rapè: 1 cucchiaino
sale: 1 pizzico

Per lo streusel
farina di frumento integrale: 2 cucchiai colmi
zucchero di fiori di cocco Panela: 30 g
fiocchi d’avena: 20 g
olio di cocco: 20 g
sale: 1 pizzico

Procedimento

Ponete in una ciotola gli ingredienti per lo streusel, unendo l’olio di cocco per ultimo.  Lavorate gli ingredienti con la punta delle dita formando tante briciole (se necessario aggiungete poca acqua fredda) poi mettetele in frigorifero per 30 minuti
Schiacciate la banana con una forchetta fino a renderla liquida, poi aggiungete il malto. In una ciotola setacciate le farine con il lievito e il sale, aggiungete la scorza di limone e lo zucchero. In un’altra ciotola unite l’olio e l’estratto di vaniglia e versateli nelle farine; versate anche il composto alla banana.  Con una spatola lavorate velocemente l’impasto aiutandovi con qualche cucchiaio d’acqua per renderlo sufficientemente morbido. Non lavoratelo troppo, non deve essere perfettamente liscio ed omogeneo. 
Versate a cucchiaiate il composto in stampini da muffins leggermente oliati ed infarinati. Ricoprite con l’impasto di briciole ed infornateli a 180° per 20 minuti. Fate la prova stecchino per verificare che siano asciutti. Fateli raffreddare su una gratella e spolverizzateli con il cocco rapè.


Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post

venerdì 16 settembre 2016

Crostata vegana integrale al semolino di riso


Piove, piove, piove, ed io per contrastare l’umidità accendo il forno, si fa quel che si può! Però magari per non farlo andare a vuoto, ci metto dentro qualcosa. Guarda caso avevo proprio pronta la frolla per una bella crostata vegana, alzi la mano chi in una giornata piovosa non ha voglia di mangiarsene una fetta! 
Adoro le crostate da sempre, senz’altro uno tra i miei dolci preferiti e non faccio altro che sperimentare versioni sempre diverse. Non tutte finiscono tra queste pagine, per mancanza di tempo, o chissà cosa, ma questa non poteva mancare.
Mi è piaciuta tantissimo questa crostata vegana, credo che da oggi farò crostate vegane solo con farina di orzo e semolino di riso: una vera delizia, buono il sapore e deliziosa la consistenza scrocchiarella. 
Una crostata da fare e rifare. Le due marmellate nascono dall’esigenza di consumare due barattolini di marmellata fatta in casa che avevo in frigorifero, lamponi e pesche, io ho un debole per i lamponi, quindi che dire, niente, mi spiace solo che non ne avevo abbastanza per fare tutta la crostata vegana intera. Ma anche il gusto pesca non è male, anzi: “aspetta che riprovo e sento quale mi piace di più”. Ecco, proprio così è andata a finire, tra un: “aspetta che provo” e l’altro, la crostata è bella che andata. Altre versioni di crostate vegan, se avete voglia di sperimentare, le trovate qui  e qui 
Il forno non è stato acceso invano e questo è l’importante!  
Ricetta e procedimento qui sotto, spero piova tanto anche da voi così magari vi decidete a provarla ;) 

Crostata integrale al semolino di riso

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 35 minuti

Ingredienti (diam 23 cm)

farina di frumento integrale: 100 g
farina d'orzo integrale: 100 g
farina di farro integrale: 100 g
semolino di riso: 50 g
burro di cacao: 20 g
olio di semi di girasole bio: 90 g
zucchero mascovado: 90 g
limone bio: 1
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
acqua fredda: 85 g
lievito vegan: 8 g
marmellata a piacere: 200 g (io homemade lamponi / pesca)

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito ed il sale, aggiungete lo zucchero polverizzato in un mixer e il semolino di riso. Formate la fontana e versate al centro l’olio e l’acqua necessaria a formare un panetto lavorabile ma non appiccicoso. Impastate velocemente e fatelo riposare avvolto nella pellicola per almeno 1 ora in frigorifero. 
Oliate ed infarinate leggermente la tortiera. Dividete il panetto in due parti, una un po’ più grande. Stendete quest’ultima a 4 mm di spessore, bucherellate il fondo con una forchetta. Tirate anche la pasta rimasta in una sfoglia di 2/3 mm di spessore e formate le strisce con una rotella dentata.
Distribuite la marmellata sul fondo della torta, decorate con le strisce ed infornate per 35 minuti a 180° in forno preriscaldato.
Sfornate e fate raffreddare prima di servire
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend! Un bacio e al prossimo post