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martedì 26 giugno 2012

Crostata con crema al cocco e ananas caramellata


E' tempo di infradito, costume e asciugamano. Di sabbia sotto i piedi, di mare e paesaggi da sogno. Eh si, è proprio estate e le vacanze sono vicinissime, ancora pochi giorni e almeno per un pò appenderò al chiodo pentole e padelle.  
Ma cos'è che fa veramente estate per voi ? 
Per me fa veramente estate cenare la sera in giardino, la birra ghiacciata, dormire con le finestre aperte con  il rumore della strada a farmi addormentare, la voce dei televisori  delle case vicine, le lucciole che punteggiano il buio di luce, le città deserte nelle ore roventi, il gatto che dorme pancia all'aria per godersi anche il più flebile soffio di vento.
E se devo associare un sapore all'estate, per me è quello del cocco.
Se devo pensare ad un luogo è senz'altro la Grecia, 
E se devo raccontare una sensazione è sicuramente la libertà.
Perchè niente fa sentire più liberi di quando lo sguardo si sofferma in quell'infinito dove cielo e mare s'incontrano.

E se estate deve essere che estate sia, vi lascio una ricetta semplice ma con tutto il sapore delle mie vacanze!
E siccome ci piace che tutto d'estate sia più semplice, vi lascio la foto di questi bellissimi articoli di Lagostina, linea Virtuosa e linea i Cucinieri  perchè anche un buon aiuto in cucina rende la vita più facile.
E buona estate a tutti....


Crostata con crema al cocco e ananas caramellata

Ingredienti
pasta frolla: 250 gr (per la ricetta leggi qui)
latte di cocco: 165 gr (una lattina piccola)
panna: 85 gr
zucchero: 3 cucchiai
fecola: 25 gr
cocco disidratato: 4 cucchiaini
ananas: 7 fette (anche in scatola, ma al naturale)
zucchero di canna: qualche cucchiaio

Cuocere la pasta frolla in bianco e farla raffreddare (il procedimento qui). Stemperare la fecola in un pò di panna e in un pentolino unirla al latte di cocco e alla restante panna a cui si sarà aggiunto anche il cocco disidratato. Portare a bollore e  cuocere a fuoco dolcissimo finchè la crema non si sarà addensata. Versare in una ciotola e far raffreddare. Cospargere le fette di ananas di zucchero di canna ed infornare a 180°C finchè lo zucchero non si sia sciolto formando un caramello biondo. Far asciugare la frutta  su una gratella. Distribuire la crema sulla base di frolla ormai fredda, decorare con l'ananas caramellato e tenere in frigorifero. Servire la torta dopo averla tenuta per 10 minuti a temperatura ambiente.
Un bacio a tutti e al prossimo post, prima di partire vi saluto per benino eh! :-)


lunedì 12 marzo 2012

Torta di mele

Non che voglia convincere qualcuno che la torta di oggi è eccezionale eh! tipo una di quelle ricette da provare perché non esiste niente di più buono. Capisco che spesso ci si ponga il problema di essere originali. Ormai di cucina e ricette si parla ovunque. I blog sono talmente tanti che mi viene spesso da chiedermi se ci sarà proprio bisogno anche del mio. E la risposta è no, non ce n'è certamente bisogno. Ma personalmente non sento nemmeno il bisogno di  leggere ricette assolutamente improbabili, pensate per proporre originalità a tutti i costi, solo per non correre il rischio di sembrare banali. Così come non sento il bisogno di leggere o ascoltare qualcuno che tenti di insegnarmi come fare la pasta al burro più buona del mondo! Insomma, non vi sembra che si stia esagerando in un senso e nell'altro?
E ci sta pure che la pasta al burro più buona del mondo richieda molta tecnica, per carità! può essere pure che io ignori dei principi fondamentali. Personalmente però comincio ad essere stanca di sentir parlare di ricette, tecnica, ingredienti e quant'altro gente che non sa preparare nemmeno un piatto di pasta decente. Un pò di serietà per favore! Interessa ancora a qualcuno?
E se vi pare di sentire un velo d'insofferenza nelle mie parole, beh, sappiate che non è un velo, è mooolto più di un velo! oggi va così, che volete che vi dica....ogni tanto un pò di polemica ci sta no?  :-)
Ma a questo punto, dato che siamo giunti come sempre all'immancabile momento della ricetta, per non cadere in contraddizione, non mi resta che lasciarvene una semplice semplice. Forse sembrerò banale? molto probabilmente, ma correrò il rischio. Lascio ad altri l'arduo compito di convincere il mondo che l'aria fritta non può mancare in un menù di tutto rispetto. Io mi godo la semplicità di una torta di casa, su cui c'è poco da dire e credo che non farò fatica a convincere anche voi. La torta di mele è sempre la torta di mele, e se così non fosse, nonna papera non sarebbe riuscita a convincere generazioni e generazioni di nipotini. Almeno a lei, vogliamo continuare a credere? :-)


Torta di mele
Ingredienti
farina: 300 gr
burro: 150 gr
zucchero: 200 gr
uova: 3
yogurt bianco: 100 gr
mele renette: 2
lievito: una bustina
sale: un pizzico
limone: la buccia grattugiata di 1/2
vaniglia: un cucchiaino

Setacciare la farina con il lievito e il sale. Separare i tuorli dagli albumi. Montare il burro con lo zucchero fino a farlo diventare bianco e spumoso. Aggiungere un tuorlo alla volta incorporandolo perfettamente al composto. Unire lo yogurt e cominciare ad aggiungere la farina poca alla volta alternandola agli albumi montati a neve fermissima. Mescolare sempre dall'alto verso il basso per non smontare il composto. Imburrare ed infarinare una teglia di 22 cm di diametro (va bene anche di 24 se non la volete tanto alta). Versare il composto e ricoprire la torta con le fettine di mela leggermente sovrapposte e disposte a raggiera. Spolverizzare di zucchero semolato e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 55 minuti circa. Il tempo dipende anche dalla dimensione della tortiera, regolatevi facendo sempre la prova stecchino.

Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 20 febbraio 2012

Torta di carote

Ho tante parole in testa...... parole e pensieri che non portano ad alcuna conclusione, apparentemente sconnessi, in equilibrio precario, come in una sorta di "caos calmo".
Da sole non vanno al di là del loro significato, ma lette tutte insieme, una dopo l'altra, vogliono dire molto di più. Ho provato a cambiarne l'ordine ma il significato è rimasto lo stesso.
Allora non sembrerebbe così difficile arrivare ad una conclusione, e forse non lo è, ma sarebbe comunque "solo" la mia, una delle tante possibili.
Perchè di sicuro, qualcun altro, mettendo in fila le mie stesse parole, arriverebbe da un'altra parte. Di sicuro convincersene richiede un certo impegno e un pò di obiettività. Qualche volta siamo certi di sapere, ma gli occhi con cui guardiamo le cose sono sempre e solo i nostri.
Si potrà guardare con gli occhi degli altri? Non lo so,  ma ammesso che si possa, ci vogliono tempo e volontà. E io vorrei tanto avere la possibilità di trascorrere questo tempo in un altrove più congeniale, che so, magari in un'isola deserta, con il rumore del mare a cullare il mio respiro e con il sole a rischiarare le cose, per poter vedere oltre il mio sguardo.
Mentre qui, a mettere ordine nei pensieri, c'è solo il caos della vita. Che si possa parlare di ordine??????
Ci sarà un'isola deserta a portata di mano? ne cerco una urgentemente, che tra gli optionals distribuisca anche una buona dose di fegato, inteso come coraggio sia ben chiaro! Non devo mica fare il patè, ho altro per la testa! Si era capito per caso?  :-)
Intanto che con il mio fagotto pieno di pensieri cerco un'isola libera, vi lascio una ricetta semplice, una torta, o un cake, come preferite, morbido e buono che seppur in mancanza un mare cristallino, sabbia, sole e tante palme vi regalerà comunque una pausa dolcissima.

Torta di caroteIngredienti
carote: 400 gr
mandorle: 100 gr
farina: 200 gr
zucchero: 200 gr
olio di semi: 85 gr
uova: 3
lievito: una bustina
vaniglia: un cucchiaino
sale: un pizzico
zucchero a velo: per decorare

Procedimento
Separare i tuorli dagli albumi. Tritare le mandorle insieme ad un cucchiaino di zucchero azionando il mixer ad intermitenza. Ridurle in granella molto sottile (ma non proprio in farina). Setacciare la farina con il lievito. Lavare le carote, raschiarle bene e grattugiarle molto sottili. Montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia fino ad ottenere una massa chiara e spumosa. Montare gli albumi a neve ben ferma. Aggiungere alle uova le mandorle, l'olio, il sale, la farina poco alla volta e le carote. Per ultimo aggiungere gli albumi montati a neve facendo molta attenzione a non smontarli e mescolando come sempre dall'alto verso il basso. Versare il composto in una tortiera tonda o se preferite in uno stampo da plum cake grande. Cuocere in forno a 180°C per 35 minuti, poi abbassare a 170°C e continuare la cottura per altri 10/15 minuti. Fare sempre la prova stecchino prima di estrarre il dolce dal forno. Metterlo a raffreddare su una gratella e servirlo spolverizzato di zucchero a velo.

Alcune annotazioni: io ho usato uno stampo da plum cake grande, ma andrà benissimo anche una tortiera circolare.

Un bacio a tutti e al prossimo post
PS: ho cercato di togliere le parole di verifica dai commenti, le trovo veramente detestabili. Qualcuno potrebbe dirmi se ci sono riuscita? :-)
Grazie!!!!!

giovedì 27 ottobre 2011

Mini plum cake variegati



Si dice che le bugie hanno le gambe corte....eppure, in controtendenza rispetto a qualunque canone estetico piacciono, piacciono moltissimo. Non si spiegherebbe altrimenti l'uso smodato che la gente ne fa. Smodato perchè, se qualche volta ammetto possano essere un'alternativa alla portata di tutti per uscire da qualche situazione sfuggita al controllo, spessissimo invece rappresentano un modus vivendi, una regola insomma, il modo più semplice per uscire da qualche impiccio. Più semplice poi.....mah, è una questione di punti di vista, dipende sempre da come si sceglie di vivere. 
In alternativa alle bugie, e molto gettonata, c'è anche la sparizione dalla scena, con un'abilità da fare invidia a qualunque illusionista. 
Ah, e poi c'è anche lo gnorri, sapete cos'è verò? vabbè, altra specie in grande espansione.
Se l'apparire conta più dell'essere, se il giudizio degli altri pesa di più del nostro verso noi stessi, allora la bugia dev'essere davvero un ottimo alleato, e con un pò di allenamento probabilmente diventa anche semplice farne un uso smodato. Che sia il caso di adeguarsi?
Ma secondo voi, il rispetto va ancora di moda? E la parola data, conta ancora qualcosa?
Secondo me Il ripetto è un concetto in via d'estinzione. Bisognerebbe fare qualcosa come si fa per il panda: allarmare il mondo, istituire associazioni per la sua salvaguardia, parlarne ai ragazzi nelle scuole, sensibilizzare l'opinione pubblica. La parola data invece si è persa nel nulla, sbaragliata dall'imporsi della bugia sempre e comunque, e forse per salvarla è troppo tardi!
Avanti di questo passo quanti e quali valori saranno a rischio estinzione? Che sia questa la fine del mondo?
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Va bene, sono d'accordo, ma c'è qualcun altro che lo vuole questo cambiamento? Sennò è tutto inutile!!!!! Chiedo perdono mille volte per l'interpretazione terra terra di questa frase di Gandhi, ma io mi sento come una particella di sodio in una nota bottiglia d'acqua...qualche volta la propria interiorità non basta...
E quindi rimpinziamoci di dolci. Ecco spiegato tutto il preambolo. Che tradotto significa: ho fatto questi plum cake per me e me li sono mangiati tutti! (mica in un giorno eh!) Cosa che non capita quasi mai, ma qualche eccezione per la verità la ricordo. E' che, come si suol dire, quando ce vò ce vò :-) Certo, viste le circostanze avrei potuto preparare qualche cosa di molto più consolatorio, ma avevo voglia di leggerezza, morbidezza, e semplicità. E siccome ho parlato di panda......un'evocazione gastronomica mi è sembrata appropriata, et voilà, il bianco e il nero :-)
Più o meno insomma, almeno la fantasia per ora mi è rimasta, ma temo seriamente anche per essa.


Mini plum cake 


Ingredienti
farina 00: 150 gr
cacao amaro: due cucchiai
zucchero: 140 gr
yogurt bianco: un vasetto (125 gr)
uova: 3
olio di semi: 70 gr
estratto di vaniglia: un cucchiaino (o la raschiatura di mezza bacca)
lievito: 1/2 bustina


Procedimento
Setacciare la farina e dividerla in  due contenitori. Togliere da uno un cucchiao di farina e aggiungerne due rasi di cacao. Setacciare bene, poi aggiungere il lievito dividendolo tra le due ciotole e setacciare bene. Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero finchè diventano bianche e spumose, aggiungere lo yogurt, l'olio e mescolare bene. Mescolare metà impasto alla ciotola con farina e cacao, e l'altra metà a quella bianca aggiungendo a quest'ultima anche la vaniglia. Imburrare e infarinare degli stampini da plume cake e versare il composto a cucchiaiate alternando quello bianco e quello nero riempiendolo fino a 3/4. In alternativa vanno bene anche i pirottini da muffins.
Infornare in forno preriscaldato a 180°C per circa 25/30 minuti ( fare sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto). Sfornare e lascare raffreddare. Si conservano per qualche giorno se ben chiusi in scatole di latta.


Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post.

giovedì 9 giugno 2011

Cake alla banana

ricetta di Maurizio Santin


Le banane non mi piacciono, nella mia lista della spesa non ci sono mai e quando le vedo le snobbo. Ora, non so bene perché per alcune persone sia così difficile rassegnarsi al fatto che altri possano avere gusti, idee, usi e costumi differenti.
Prendiamo mia mamma per esempio, ecco, lei non si rassegna al fatto che a me non piacciano le banane. Non si rassegna all'idea di molte altre cose veramente, soprattutto al fatto che io non faccia sempre esattamente quello che lei vorrebbe e per questo continuo a deluderla da una vita.
Eh mamma, che ci vuoi fare? le cose non sempre vanno come vorremmo. Lo so io che ho qualche anno meno di te, possibile che tu non ti rassegni al fatto che non si può avere il controllo su tutto e su tutti?
Bene, come avrete capito, siamo sepre ai ferri corti, ma proseguiamo col nostro discorso.
Le rare volte che mi viene a trovare mi porta le banane e questo credo dica molto.
La frase che segue è: "ma non ti piacciono le banane? Io ne mangio quattro al giorno!"
Da tempo ormai ho smesso di cercare di spiegarle che i gusti sono gusti e così finisce che le povere banane rimangono nel centro tavola a far bella mostra di sè per lungo tempo, fino a quando, l'allegria di quel giallo vivace non lascia il posto ad un marrone flaccido e un pò grinzoso.
E così dopo un pò, guardandole comincio a pensare che la loro fine è vicina. Sono rimaste li, belle e fresche senza suscitare su di me il benchè minimo interesse invece ora, quando ormai per molti sarebbe troppo tardi, per me arriva il momento giusto, quello perfetto per trasformare due banane decisamente troppo mature in una cake fantastico. Buono e morbidissimo, talmente morbido che si scioglie in bocca e con quel profumo incredibile che solo un dolce alla banana sa sprigionare.
Ecco, alla fine direte voi, anche a me in fin dei conti non è vero che le banane prorio non mi piacciono. Si, forse si, magari basta solo trovare il modo giusto di presentarmele.
D'altra parte quando si fa un regalo qualcuno non si sta forse cercando un modo per farlo felice? Bisognerà solo capire cos'è che gli piace e cosa no e fare un regalo potrebbe diventare un'esperienza piacevole per chi lo fa e per chi lo riceve, provare per credere!


Cake alla banana


Ingredienti
burro: 100 gr morbido
zucchero: 200 gr
lievito: 15 gr
farina 00: 200 gr
banane molto mature: 300 gr
rum: 20 gr
uova: 2
albumi: 150 gr
sale: un pizzico
limone: il succo di mezzo


Procedimento
In un recipiente ampio raccogliere il burro morbido a pezzetti e lavorarlo a pomata. Aggiungere 100 gr di zucchero e contunuare a lavorare ancora. Aggiungere un uovo (intero) alla volta facendolo bene assorbire prima di aggiungere il secondo. Unire poca alla volta la farina setacciata con il lievito e il sale e per ultimo le banane frullate con il rum e un pò di succo di limone.
Montare gli albumi a neve con 100 gr di zucchero e aggiungerli delicatamente al composto mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli.
Versare in uno stampo da plumecake e cuocere a 180°C fino a che avrà assunto un bel colore dorato (circa 40 minuti). Fare sempre la prova stecchino prima di estrarlo dal forno.


Alcune annotazioni: la ricetta originale di questo cake alla banana di Maurizio Santin, prevede che venga servito tepido, accompagnato da crema inglese e bavarese ai datteri e mandorle. Io l'ho mangiato semplice ed è buonissimo per una pausa pomeridiana, per una colazione o per un momento goloso in qualsiasi momento della giornata. La prossima volta lo acccompagnerò con una salsa all'ananas, ma anche gustato senza aggiunte è veramente favoloso.


Con questa ricetta vi auguro un buon w.e. Mi raccomando, andate assolutamente a votare, è una grande responsabilità quella che abbiamo stavolta, si tratta del nostro futuro, di quello dei nostri figli, dei nostri nipoti e del nostro paese. Non lasciamo che siano gli altri a decidere per noi.
Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 11 marzo 2011

Cheesecake alla fragola

ma mini.....E tanti auguri!


Ok, non andrò troppo per le lunghe. Non sarebbe il giorno giusto per avere fretta ma purtroppo non sempre si può scegliere. E così, proprio oggi che avrei dovuto scrivere parole toccanti e sentite per un festeggiamento in piena regola ho invece i minuti contati. Avrete capito che c’è una festa in atto….
Eh si, una vera e propria festa con tanto di torta e cappellino in testa….Vabbè, non una torta vera e propria ma d’altra parte è il pensiero che conta e se anche il cappellino non lo vedete, credetemi sulla parola.

E cosa si può dire se si hanno i minuti contati? poche parole ma significative.
E quindi la prima cosa che mi sento di fare è ringraziare tutti, tutti voi che in questo anno siete passati di qua, che vi siete fermati, che mi avete lasciato parole gentili, sempre….(almeno per ora sono fortunata). Tutti voi che siete diventati un appuntamento quotidiano di cui non potrei più fare a meno. Grazie a voi ho imparato ogni giorno qualcosa, mi sono divertita, ho riso e pianto, mi sono anche arrabbiata, intestardita, talvolta sono rimasta delusa ma sempre con la voglia di riprovare, di mettermi in gioco, di confrontarmi.
Questo blog ha portato tante emozioni, ho conosciuto delle persone stupende e meravigliose, alcune le ho incontrate e le ho nel cuore, altre ancora le incontrerò durante questo cammino che spero sarà lungo, anzi, lunghissimo. Richiede impegno, dedizione, generosità e sacrificio, ma come tutti gli amori del resto.
A tutti voi grazie! se non ci foste non ci sarebbe nemmeno questo blog, che con i suoi pregi e i suoi difetti è ormai una parte importante di me che mi piace condividere con chi passa di qua. Spero che ci sarete sempre e per sempre. Ora vi lascio mangiare la torta, anzi la tortina, anzi nemmeno tortina perché è un cheesecake, ma mini! L’ho fatto pensando a tutti coloro che sono passati, passano e passeranno: un cuore rosso fragola in un involucro morbido che racchiude una crema vellutata. Spero vi piacerà come è piaciuto a me.
Bene, e ora che ci siamo tutti possiamo fare questi auguri in coro: "buon compleanno Zucchero e viole"


Vi lascio la ricetta dei mini cheesecake. L’idea l’ho presa dal libro: “dolci” cambiando però l’impasto.


Ingredienti
Per 6 mini cheesecakes


farina 00: 170 gr
latte fermentato: 130 gr (oppure 125 di latte)
uova: 1 grande
philadelphia: 90 gr
zucchero: sei cucchiai colmi
miele: 1 cucchiaino
sale: un pizzico abbondante
burro: 25 gr

lievito: 1 cucchiaino
fragole: 6 non troppo grosse
vaniglia: 1 cucchiaino di essenza
scorza d’arancia grattugiata: 1 cucchiaino

Procedimento

Imburrare ed infarinare sei stampini da 250 ml.
Accendere il forno a 180°C
Setacciare farina e lievito. Aggiungere tre cucchiai colmi di zucchero, il sale e mescolare.
In una ciotola sbattere leggermente l’uovo. Aggiungere il latte fermentato (in alternativa va bene anche il latte normale) il burro fuso e il miele. In un’altra ciotola mescolare bene il formaggio con tre cucchiai di zucchero fino a renderlo morbido. Versare il composto di uova e latte sulla farina e mescolare senza amalgamare troppo, è importante essere veloci e non lavorare l’impasto. Se resterà qualche grumo andrà bene comunque. Dividere in due il composto. Con la prima metà riempire i 6 stampini ( in realtà l’impasto è poco, meno di un cucchiaio per ogni stampino), mettere un fragola al centro, versare un pò di crema al formaggio (deve bastare per i 6 dolcetti) e poi ricoprire con un po’ di impasto che preleverete dalla metà rimasta. Infornare per 30 minuti. Far raffreddare su una gratella.


Alcune annotazioni: questi mini cheesecakes possono essere serviti con una coulisse di fragole ottenuta frullandone la polpa con un po’di zucchero. Ma sono buonissimi anche così, senza aggiunte.

Un bacione a tutti e buon week end.

lunedì 7 marzo 2011

Cookies croccanti ai due tipi di cioccolato

di Julie Andrieu


Lunedì. Un altro inizio. Mi sento più leggera della settimana scorsa. Ho finito tutti i contest in programma....certo son da postare, ma li ho già preparati. E' stato un periodo intenso, tanto che ho deciso, per un pò, di prendermi una pausa.
Una pausa dai contest, non dal blog! Ho voglia di un pò di libertà, questo mese sarà impegnativo per me e il tempo che avrò a disposizione lo voglio dedicare a ciò che mi sentirò di fare, senza l' obbligo di rispettare scadenze, senza dover cucinare se non ne avrò il tempo o la voglia e soprattutto, cosa più importante, sono a dieta!
Ecco, l'ho detto, quindi i contest proprio non li posso fare per un pò, a meno che l'argomento non contempli ricette già collaudate che non richiedano assaggio. Per il resto dovrò declinare inviti e soprassedere se vedrò qualche banner irresistibile. Sarà dura, lo so, ma s'ha da fare!
Non è una cosa definitiva eh, certo che no, il tempo di perdere un paio di chili. E che ci vorrà mai!
Se poi sarò coadiuvata in questo da qualche esercizio ginnico...insomma, non dovrebbe essere troppo difficile. Quindi mentre voi leggerete questo post, io starò riesumando qualche vecchia tuta da ginnastica dimenticata in qualche cassetto, sarò intenta a preaprare qualcosa per pranzo che sia assolutamente bilanciato e light e starò soprattutto cercando di convincermi che andare in palestra è bello, cercando di non pensare che l'ultima volta ho fatto l'imitazione perfetta di Bridget Jones. Avete presente la scena  dopo l'allenamento alla cyclette? Ecco, qualcosa di tristemente simile....
E vabbè, del mio difficile raporto con lo sport vi ho già parlato, del resto ognuno ha le sue attitudini. C'è chi ama fare tanta fatica, sudare, correre e alzare diavolerie pesantissime per convincere i bicipiti a fare capolino e i glutei a diventare sodi, e chi a tanta fatica preferisce sgranocchiare dei biscotti.
C'è poi anche qualcuno che queste due cose è riuscito a conciliarle meravigliosamente. Chi é?, ma la cara Julie Andrieu ovviamente. Quanto sia bella è sotto gli occhi di tutti, che mangi i biscotti al cioccolato è fuori dubbio......lo dice lei!
Perciò anch'io tento questa conciliazione. Certo non mi aspetto un miracolo, ho smesso di crederci da un pezzo, ma qualche gradita sorpresa perchè no? Vi farò sapere quando sarà il momento dell'impietosa prova bikini...ammesso che ci arrivi, perchè in vacanza non ci vado da una vita! Ma se questo è l'anno del cambiamento devo farmi trovare in perfetta forma non vi pare?
Ah, i biscotti sono buonissimi, ma che ve lo dico a fare...avevate dei dubbi?
Questi biscotti sono semplici da preparare, non presentano particolari difficoltà

Tra preparare tutti gli ingredienti ed infornare ci vorrà mezz'ora


Io ho usato tre tipi di cioccolato: uno al 72%, uno al 55% e uno bianco, più o meno in parti uguali. E ho sostituito le noci con le nocciole per mio gusto prsonale. Se non trovate la cassonade sostituitela con un altro zucchero di canna.


 L'autrice dice che si possono sostituire i due tipi di cioccolato con uno unico al 60% di cacao.

Dolci Fusa ha detto: Questi biscotti sono davvero un trionfo di sapori perfettamenti amalgamati tra loro. Io ho usato metà cioccolato bianco e metà cioccolato al latte.
Al primo tentativo l'impasto mi è venuto troppo molle e si sono spiaccicati sulla piastra; al secondo ho fatto l'impasto più duro e son rimasti compatti. Però come misura quella giusta è una via di mezzo: troppo compatti risultano più secchi.
Da farsi ogni volta che ci si vuole coccolare!

Cookies croccanti ai due tipi di cioccolato

Ingredienti

burro morbido: 125 gr
sale: un pizzico abbondante
vaniglia: 1cucchiaino di essenza o 1/2 bacca
cassonade: 150 gr
farina: 125 gr
uova: uno grande
lievito: 1/2 cucchiaino
noci: 75 gr di gherigli (io nocciole)
cioccolato: 100 gr di cioccolato al 60% o un mix di fondente e bianco

Procedimento

Accendere il forno a 180°C
Tritare le noci (io nocciole) e il cioccolato.
In un recipiente lavorare il burro e lo zucchero con lo sbattitore elettrico finchè il composto risulterà leggero e arioso. Unire la vaniglia liquida (o la raschiatura della bacca) e l'uovo senza smettere di sbattere.
Versare la farina, il sale e il lievito sul composto al burro, poi amalgamare tutto con una spatola. Aggiungere le noci tritate e il cioccolato. Con un cucchiaio prelevare un pò d'impasto e sistemarlo su una teglia rivestita di carta forno. Procedere così fino a che l'avrete terminato formando tanti mucchietti distanziati tra loro (in cottura si allargheranno).
Appiattire ogni cookie con una forchetta infarinata. Infornare e cuocere per 12/14 minuti. Far raffreddare i cookies su di una gratella. Conservare in scatole di latta ben chiuse.
Con questa quantità mi sono venuti circa 30/35 biscotti, dimentico sempre di contarli......
Comunque non certo dieci come riportato nel libro. O è un errore di stampa, o la cara Julie sapendo quanto sono buoni li fa formato pizza!

Baci a tutti ed al prossimo post. Buon inizio settimana.

lunedì 10 gennaio 2011

Creamcheese cake

di Julie Andrieu


Il mio primo cake al cioccolato con il formaggio spalmabile. Dovrei cercare di descriverlo ma sono alla terza fetta e non non saprei che parole usare ma ci provo (anzi, sarà meglio che ci riesca che alla fine di questa raccolta sennò peserò un quintale): un cake compatto ma morbido, come dice l'autrice, per la presenza del formaggio e per la cottura lenta. In effetti la riuscita è in buona parte nella cottura.
Attenzione a non asciugarlo troppo, deve mantenere una certa morbidezza. Quello che più mi è piaciuto è stato l'inserimento dei pezzetti di cioccolato finali nell'impasto che, una volta freddo il cake, si solidificano. E trovarseli sotto i denti è una piacevolissima sorpresa. E' anche questo che fa la differenza rispetto ad altri dolci simili, quindi mi raccomando, non lesinate nell'aggiunta dei pezzetti!
Il giorno dopo, quando il cioccolato si è ben solidificato il cake risulta più compatto rimanendo però morbido.
L'uso del cioccolato al 70%  non lo rende troppo dolce ed esalta il sapore dell'ingrediente principe. I pezzetti che arrivano all'improvviso sotto i denti regalano alle papille gustative una nota più dolce senza però addolcire uniformemente. Un bel contrasto
Per la cottura regolatevi secondo il vostro forno. L'autrice indica 45 minuti a 160°C. Io ho infornato a 165°C per un'ora (con il mio  forno era assolutamente impossibile che fosse pronto dopo 45 minuti) Fare sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto, ma non fatevi fuorviare dai pezzetti di cioccolato sciolti....quelli non asciugano mai, quindi attenzione a dove infilzate e per sicurezza fate più di una prova.


L'esecuzione non è complicata. E' importante prestare molta attenzione alla cottura e a sciogliere correttamente il cioccolato a bagnomaria


Per preparare tutto, dal pesare gli ingredienti all'infornare ci vorranno 45 minuti circa. La cottura  sarà di circa un'ora ma dipenderà ovviamente dal forno


Per agevolare l'inserimento dei pezzetti di cioccolato finali senza dover affondare completamente le dita nell'impasto, consiglio di versare metà impasto nello stampo, affondare leggermente la metà dei pezzetti, coprire con il rimanente impasto e finire con i pezzetti rimasti affondandoli un pò

L'autrice consiglia una cottura lenta per l'ottima riuscita del dolce e l'inserimento dei pezzetti di cioccolato per godere di un piacevole scricchiolio sotto i denti


Parentesiculinaria ha detto: un impasto compatto e sofficissimo al tempo stesso. La compattezza è data dal Philadelphia che "nutre" la texture, pur mantenedo una bella ariosità.
Inoltre i pezzetti di cioccolato che scrocchiettano sotto i denti sono tra le cose che preferisco. Una torta semplice da realizzare ma  non   banale nel gusto. Da rifare!
Riassaggiandola il giorno dopo, quando il gusto si è ormai "stabilizzato" capisco meglio la scelta del cioccolato a pezzi al 50% anzichè al 70%. In effetti, avendo usato quello al 70, le note amare rimangono leggermente troppo persisitenti. Ma è solo una piccola pignoleria di equilibrio del gusto..
Per il resto è ancora umida e soffice, ma è un impasto che patisce l'aria e sicuramente domani sarà un po' più secco. Bisogna affrettarsi a finrla! :)Una colazione fantastica! 
L'hommo mi ha chiesto quando gliela rifaccio...
E se lo dice lui, che la mattina fa una fatica infernale a fare colazione...


Creamcheese cake

Ingredienti
per 12 fette

formaggio morbido spalmabile (tipo philadelphia): 200 gr
cioccolato con il 70% di cacao: 150 gr
cioccolato con il 55% di cacao: 100 gr
burro morbido: 100 gr + per ungere lo stampo
cacao in polvere: due cucchiai
zucchero: 100 gr
uova: 3
farina 00: 150 gr
essenza di vaniglia: 1 cucchiaino (o una bacca)
lievito: 1/2 bustina

Procedimento

Spezzettare il cioccolato al 50% riducendolo a pezzetti non troppo piccoli, diciamo circa 1 cm ma solo per capire più o meno le dimensioni. E' un'operazione più agevole se disponete di una tavoletta e non dei quadrotti.
In un recipiente adatto alla cottura a bagnomaria mettere il cioccolato al 70% di cacao spezzettato. Far fondere a fuoco dolcissimo
Lavorare il burro morbido e lo zucchero con uno sbattitore elettrico fino a renderli gonfi e spumosi. Unire il formaggio e amalgamare, poi le uova a temperatura ambiente aggiungendole una alla volta e unendo il successivo solo dopo che il precedente è stato bene amalgamato. Unire infine anche la vaniglia e mescolare.
Quando il cioccolato è fuso, ma non completamente, togliere dal fuoco e mescolando delicatamente con una spatola far sciogiere del tutto. Aggiungere il cioccolato fuso al composto di formaggio e amalgamare. 
Unire la farina precedentemente setacciata con il lievito aggiungendola delicatamente un pò alla volta.
Imburrare uno stampo da cake. Con il cacao amaro ricoprire le pareti dello stampo e togliere l'eccesso.
Versare metà dell'impasto, affondare delicartamente una parte di quadretti di cioccolato al 50%. Ricoprire con il rimanente impasto e unire allo stesso modo i pezzetti di cioccolato affondandoli leggermente.
La ricetta indica di cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 45 minuti. Io ho cotto per 1 ora a 165°C

E' un vero sacrificio provare tutti questi dolci al cioccolato, ma qualcuno lo deve pur fare!
Baci e al prossimo post, magari light....non so.....vedremo.....



venerdì 7 gennaio 2011

Torta di mele o sbrisoletta

ovvero...la torta della rosa


E al grido di : "lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo" un altro contest alla fine è stato salvato in extremis....
E son soddisfazioni. Quando proprio pensavi che non ce l'avrebbe fatta, quando avevi dato ormai tutto per perso, ecco che si accende un lumicino.
In effetti confesso che quando vidi il banner la prima volta pensai che non faceva per me, non perchè non fosse interessante, anzi, lo era eccome, adoro la colazione e non vi rinuncerei per nulla al mondo! ma sono monotematica: fette biscottate, crema alla nocciola (si, si, quella.......) e caffè.
E che potevo postare? e così sconsolata mi son detta: stavolta sei fuori....(dal contest intendo!)
Ma poi, come spesso accade, forse spinta da quella vocina che ci viene in aiuto in certi momenti mi sono riletta bene le regole per partecipare e ci trovo anche : "quello che vi piacerebbe mangiare la mattina se......."
Ah...ma allora è tutta un'altra storia. E vi pare che se potessi scegliere non opterei per qualcosa di più dolce e amorevole di qualche fetta biscottata? Magari una fantastica torta di mele che racchiude tutto il calore di un abbraccio? Certo, il massimo sarebbe che qualcuno la preparasse e me la  la facesse trovare al risveglio servita con tanto amore, su  una bella tavola, con un caffè e vogliamo esagerare? magari dei fiori....si si, lo è chiedere troppo, ma si tratta pure sempre di un sogno, quindi posso esagerare. 
Invece l'ho preparata io, una coccola fatta da me a me stessa. Le regole lo prevedono vero? Una torta favolosa, in effetti la ricetta non è nuova, io la faccio già da un bel pò, da quando la vidi la prima volta sul blog di Paoletta  me ne innamorai all'istante. Devo dire che la descrizione mi convinse subito e quando capii che la ricetta era quella della nonna di una lettrice di Anice e Cannella (Lucia Garrone) che la inviava per una raccolta: "le ricette dei lettori" mi convinsi ancora di più che ne sarebbe valsa la pena. Le ricette di famiglia sono sempre speciali e se vincono dei premi (e questa lo ha vinto!) devono esserlo senza alcun dubbio. E da allora questa è diventata la mia torta di mele preferita.
Una coccola perfetta, un abbraccio a chi si vuol bene, il bacio della nonna per iniziare bene la giornata. Un torta che sa di casa e di buono, tutto quello che si può desiderare ad ogni risveglio.....

Ingredienti

farina 00: 200 gr
semolino: 200 gr
zucchero: 200 gr
burro: 200 gr
sale: un pizzico
lievito: 1 bustina
mele: Renette o Golden 800 gr circa
uvetta: un cucchiaio
pinoli: un cucchio
rum: un cucchiaio
cannella: un pizzico
limone: buccia grattugiata di mezzo

Per la finitura
tuorlo: uno
bicchiere di latte: uno

Procedimento

Setacciare la farina con il lievito, unire il semolino, lo zucchero e il burro a pezzetti e lavorare velocemente con le mani facendo attenzione a non scaldare troppo l'impasto. Si dovrànno ottenere tante briciole, più sono piccole migliore sarà il risultato. Paoletta consoglia di lavorare su un piano con una spatola, vedete voi come vi trovate meglio. Preparare il ripieno: sbucciare e grattugiare le mele servendosi di una grattugia a fori grossi
Aggiungere l'uvetta precedentemente ammollata nel rum e poi ben strizzata, i pinoli, la cannella e la scorza del limone.
Rivestire con carta forno il fondo di uno stampo a cerniera ( io 24 cm di diametro), imburrare ed infarinare le pareti. Versare poco più della metà dell'impasto di briciole e con questo formare anche un bordo facendolo aderire bene alla tortiera. Versare al centro il ripieno di mele e distribuirlo un pò uniformemente. Versare sopra le mele il restante impasto di briciole e livellare la superficie. Sbattere il tuorlo con il latte e versare distribuendo omogeneamente sopra la torta.
Cuocere a 180° in forno preriscaldato per 45 minuti

Annotazioni: e come hanno fatto Paoletta e Lucia prima di me, anch'io la consiglio  veramente a tutti: provatela!

E come ormai avrete capito con questa torta deliziosa partecipo al contest di  Cappuccino e Cornetto: "colazione da te"

Cara Cranberry, magari un pò in ritardo...... ma ci sono. 


mercoledì 5 gennaio 2011

Cake di semolino al kumquat

...o mandarino cinese


Quando mesi fa vidi in un libro questo dolce mi piacque moltissimo. Sarà stato per quel sapore di semplicità  che la foto prometteva, sarà stato perchè a quella semplicità associavo il sapore aromatico dei mandarini cinesi....sarà stato forse perchè finalmente avevo trovato il modo di trasformare tutti quei fruttini che si tenevano appesi al mio alberello in giardino, sarà stato per questo e forse per molto altro che non me la tolsi più dalla mente.
Solo che, al momento di spogliare l'alberello di tutti i mandarini ebbi più di un' esitazione e alla fine non se ne fece niente.
Non lo so, ma l'idea di vederlo improvvisamente spoglio, senza tutti i suoi bellissimi fruttini colorati a rallegrarlo mi fece desistere e così da allora la ricetta finì in un cassetto della memoria. Fino a quando qualche giorno fa tra i banchi del supermercato non vidi una quantità spropositata di questi mandarini....
Eh si, un altro miracolo del Natale quello di mettere insieme tutti i tipi di frutta possibili ed immaginabili, alcuni a dire il vero a me totalmente sconosciuti.....So che non si dovrebbe, io almeno sono contraria a comperare frutta esotica o fuori stagione, ma si sa che a Natale tutto è permesso e mi sono concessa un pò d' incoerenza ....tanto mi son detta, volta più o volta meno, che sarà mai......e finalmente mi sarei tolta la curiosità di assaggiare il mio tanto sospirato cake.
Tutto sommato è andata anche abbastanza bene considerando la tentazione fortissima che ho dovuto tenere a bada di comperarmi un platano.....sapete quella specie di banana di cui si nutrivano i naufraghi dell'isola dei famosi? non è che qualcuno guardava l'isola prima di aprire il blog? beh, io non me ne perdevo una puntata e il platano ha popolato i miei pensieri per molto molto tempo, ma questa è un'altra storia....
Ma che sapore avrà 'sto platano? Se non me lo tolgo dalla mente in tempi brevi vi dovrete sorbire anche qualche ricetta improbabile a base di questa finta banana dal sapore misterioso....vedremo dove mi porteranno i pensieri...
Per il momento vi lascio questo cake ben più familiare, i mandarini cinesi non sono poi così dificili da trovare e credo che tutti ne abbiano mangiati almeno una volta e chissà, magari qualcuno ne avrà pure un alberello in giardino. Tranquilli comunque, se la vostra produzione è abbondnte, sto sperimentando anche un 'altra ricetta che spero di riuscire a mettere a punto per quando finalmente matureranno quelli del mio giardino e stavolta li coglierò senza pietà. Se riuscirò nell'impresa (alquanto ardua al il momento) ve li ritroverete sotto vetro quest'estate a rallegrare la mia rubrica "l'orto-giardino"....e ve lo anticipo già: quanto sono buoni!

Questo cake è lontano dalla consistenza del pan di spagna, anche se la foto forse potrebbe ricordarlo. In effetti la presenza del semolino lo rende ruvido, morbido ma compatto e la frutta, leggermente umido. 
Il sapore agrumato dei mandarini è persistente e nell'insieme mi è piaciuto molto....chissà, forse penserete che lo dico per la soddisfazione di averlo finalmente provato....o per convincermi che alla fine ho fatto bene a comperare i kumquat e non il platano.....ma invece vi dico che  non mi sono assolutamente pentita della scelta, la rifarei senza dubbio......ho solo una domanda che mi tormenta: ma sarà buono 'sto platano?

Ricetta tratta da " La pasticceria" collana di Repubblica
Ingredienti

semolino: 250 gr
kumquat: 200 gr
latte: 2 dl circa
zucchero semolato: 140 gr
farina 00: 100 gr
burro: 100 gr
uova: 3
lievito vanigliato: 2 cucchiaini
zucchero a velo vanigliato: qb
sale: un pizzico

Procedimento

Lavare i kumquat, punzecchiarli con uno stuzzicadenti e cuocerli per 5 minuti in acqua bollente non salata. Scolarli e farli raffreddare un pò. Poi tagliarli a metà, togliere i semi, frullarli e tenere da parte.
Lavorare a crema il burro morbido insieme allo zucchero e ai tuorli. Quando la crema è omogenea aggiungere la farina precedentemente setacciata con il lievito poca alla volta , poi il semolino e il sale alternandoli al latte.
Mescolare bene con un cucchiaio di legno e aggiungere anche i kumquat frullati.
Montare gli albumi a neve ben ferma e unirli al composto mescolando dal basso verso l'alto per non smontarlo. Imburrare ed infarinare una teglia di 18 cm di lato, versare l'impasto e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa (fare la prova stecchino)
Togliere il dolce dal forno, sforamrlo, e farlo raffreddare su una gratella. Cospargere con lo zucchero a velo e servire

Alcune annotazioni: mi piaceva l'idea di farlo quadrato, ma avevo una teglia leggermente più grande di quella prevista nella ricetta, diciamo 1,5 cm di differenza, non usatene una più grande di così sennò viene troppo basso e tende ad asciugarsi. Meglio se usate una 18x18cm come previsto

Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia " Gli agrumi"


venerdì 24 settembre 2010

Zaeti

O sarebbe meglio dire...Xaeti


Questa di oggi è una ricetta tipica della mia regione, il Veneto.
Le tradizioni sono una grande ricchezza da preservare e far conoscere, attraverso la cucina, ma non solo.

I Zaeti, (in veneziano Xaeti) sono un must della cucina veneta. Se verrete da queste parti non faticherete a trovarli. Si usa servire questi biscotti secchi anche come dessert, accompagnati da un vino dolce come il Moscato o il più tipico Recioto.
Le ricette sono molte e variano da zona a zona. 
Ne posterò due, la prima, che è quella che io faccio normalmente, prevede l'uso di uova e lievito, mentre la seconda omette l'uso di questi due ingredienti.
Dirvi quale preferisco è difficile, ma se proprio devo sbilanciarmi preferisco la prima, per la mia irriducibile passione per i biscotti un pò più croccanti.....ma sono entrambe molto buone.
Gli ingredienti che caratterizzano questi biscottini veneti sono: l'uso della farina gialla, di mais, e l'uvetta, che viene ammollata nella grappa, o anche solo nell'acqua.
Vorrei invece farvi conoscere una versione senz'altro meno nota che è quella che prevede l'uso delle giuggiole al posto dell'uvetta.


In questo caso usate giuggiole molto mature, cioè quando il frutto non più turgido diventa morbido e grinzoso, e lasciatele a bagno nella grappa per un pò prima di utilizzarle, ovviamente dopo aver tolto il nocciolo (quelle della foto per intenderci sono pronte per essere mangiate ma bisogna attendere ancora qualche giorno perchè raggiungano la giusta maturazione per i biscotti)

Ingredienti 
per il primo tipo

farina di mais fioretto: 200 gr (gialla)
farina 00: 200 gr
burro: 100 gr
uvetta: 100 gr (o giuggiole ammollate)
zucchero: 100 gr
uova: 2
limone: la buccia grattugiata di uno
lievito: 1 bustina
sale: un pizzico
grappa: per ammollare l'uvetta (facoltativo)

Ingredienti 
per il secondo tipo

farina di mais fioretto: 200 gr 
farina 00: 100 gr
burro: 130 gr
zucchero: 90 gr
pinoli: una manciata scarsa
limone: la scorza grattugiata di uno
grappa: per ammollare l'uvetta
sale: un pizzico

Procedimento

Il procedimento è lo stesso per i due tipi di biscotti. Lavare l'uvetta in acqua tiepida. Poi strizzare ed asciugare. Metterla ad ammollare nella grappa o se preferite lasciarla ammollare in acqua.
Setacciare le due farine, con il lievito (dove previsto) e il sale. Aggiungere il burro a pezzetti, lo zucchero, le uova (dove previste) e la buccia di limone ed impastare fino ad ottenere una massa omogenea, senza lavorare eccessivamente. Per ultimo aggiungere l'uvetta ammollata, ben strizzata e asciugata (o le giuggiole) e i pinoli e amalgamare bene. La seconda versione, quella senza uova sarà più asciutta e quindi per riuscire a lavorare l'impasto aggiungere due o tre cucchiai di grappa con cui avrete ammollato in precedenza l'uvetta o le giuggiole.
A questo punto prelevare delle piccole quantità d'impasto e formare delle palline della dimensione di una noce e poi dargli una forma a losanga appiattita, fare un'incisione al centro, non troppo profonda (se volete) ed infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti. Farli colorare leggermente. Estrarre dal forno e metterli a raffreddare su una gratella.
Spolverizzare con zucchero a velo e servire.

Alcune annotazioni sul primo tipo: a seconda del grado di umidità dell'aria e di quanto si fanno asciugare in forno, la prima versione di questi biscotti può risultare più o meno croccante, mentre la seconda rimane più morbida. Qualche volta, dopo che si sono raffreddati o il giorno dopo io li rimetto in forno a 150° per 15 minuti circa e li faccio asciugare un pò. Così diventano più croccanti, ma non devono diventare duri, resta comunque un biscotto che si sbriciola facilmente.
Se usate le giuggiole al posto dell'uvetta, usate quelle molto mature, snocciolatele, tagliatele a pezzetti e lasciatele in ammollo per qualche ora nella grappa prima di utilizzarle
Io metto sempre anche un pò di vaniglia, la ricetta non lo prevede, ma a me piace.

Con questa ricetta partecipo al contest di Milla "...Non solo brodo di..."



Con questa ricetta partecipo anche a Un anno Ammodomio

lunedì 16 agosto 2010

Muffins ai Mirtilli

Di muffin, crumble e...... amicizia


Quello di oggi è un post diverso.... Non ho da raccontarvi di rovinose cadute dagli alberi, nè di pappagalli parlanti...anche se, caso strano, anche qui i pappagalli un pò c'entrano in effetti.....
Normalmente non ritiro premi, e quella di oggi è solo l'eccezione che conferma la regola.
Per mancanza di tempo ho scelto di non farlo....e contunuerà ad essere così....spero di non sembrarvi scortese per questo.....
Ma è da un pò che vorrei scrivere qualche riga per ringraziare tutte voi che passate di qua, che mi lasciate un commento o che date semplicemente un'occhiata... E' una cosa che apprezzo davvero tanto.....
Vorrei ringraziare in modo particolare tutte le persone che sono state tanto carine da lasciarmi parole di incoraggiamento quando ne ho avuto bisogno e un ringraziamento speciale alle ragazze meravigliose con cui mi sono scambiata e mi scambio mail belle e sincere.......dove ci raccontiamo della vita, dell'amicizia, della gioia, del dolore, del futuro e ovviamente, di cucina......

Ho scelto, per ringraziarvi tutte, simbolicamente il premio della dolcissima Federica che è inaspettatamente arrivato in un piovoso e solitario (per me) giorno di Ferragosto in cui siamo riuscite a ritagliare un piccolo spazio per farci compagnia.......
Beh...proprio solitario no.....in effetti "c'era" anche Pam......e Grazia, che è tornata.....
Eh, i miracoli della rete......
Alla fine c'era un sacco di gente!

Grazie ragazze....per esserci......
Questo pensiero è per tutte....indistintamente.....

(Anche per il mio "angelo custode" che in questo momento è molto impegnata e non so se leggerà questo post....un abbraccio Marie)

Non ci sono regole, e se si, vi prego qualcuno me le invii!
Quindi non vi chiedo di postarlo, di girarlo, nulla di tutto questo. Se volete farlo è chiaro che mi farà piacere. Ma questa è solo una dimostrazione d'affetto......che non chiede niente in cambio Non so se è lo spirito giusto per un premio.... Ma è sicuramente sincero.......


Detto ciò passo alla ricetta. Un dolcetto semplice e carino che vi offro dopo questo discorso serio per tornare alle chiacchiere quotidiane di ordine culinario...... Allora il nome l'ho inventato io perchè non ne avevano uno. E per la prima volta in vita mia mi autorizzo da sola a fare uso della "licenza poetica" Quindi, a metà strada tra un muffin ed un crumble, è nato il Muffle

IngredientiPer 11 Muffle

farina 00:
95 gr
farina integrale:
95 gr
zucchero di canna:
60 gr
latte:
95 gr
burro:
65 gr fuso
uova: 1
mela renetta:
1
mirtilli: 90 gr
lievito:
1/2 bustina
essenza di vaniglia:
1 cucchiaino (o 1/2 bacca)
canella:
un pizzico
sale:
un pizzico

Per il crumble


zucchero di canna:
30 gr
avena:
20 gr di fiocchi piccoli
burro:
20 gr
farina:
2 cucchiai colmi

Procedimento


Preparare il crumble

In una ciotola con la punta delle dita lavorare il burro freddo e a pezzetti insieme alla farina precedentemente mescolata ai fiocchi d'avena e allo zucchero di canna (io ho usato quello semolato perchè avevo finito l'altro)
Bisogna ottenere tante briciole senza scaldare troppo l'impasto. Poi riporre in frigorifero coperto.

Preparare l' impasto
In un'altra ciotola setacciare le due farine insieme al lievito e alla cannella e al sale Aggiungere lo zucchero e mescolare bene.
A parte sbattere leggermente l'uovo. Agiungere il burro fuso ormai freddo e il latte a temperatura ambiente.
Grattugiare la mela. Lavare e asciugare i mirtilli. Unire il composto di uova e burro alle polveri, mescolare rapidamente senza lavorare troppo l'impasto. Aggiungere la mela e i mirtilli. Distribuire il composto in 11 pirottini di carta con cui avremo rivestito uno stampo da muffin.
I miei pirottini sono più piccoli della sede che li ospita, quindi li ho quasi riempiti.....
In tutto me ne sono venuti 11, quindi bisogna un pò regolarsi a seconda delle dimensioni degli stampi. Tenete sempre conto del fatto che lievitando aumentano di volume.
Prendere il crumble dal frigorifero e distribuirlo con un cucchiaio sopra i muffle
Infornare in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti. Fare sempre la prova stecchino prima di sfornare.
Estrarli dal forno, aspettare 5 minuti e poi toglierli dallo stampo e metterli a raffreddare su una gratella.

Alcune annotazioni
Questi muffle sono molto morbidi e si mantengono tali anche il giorno dopo se li conservate ben chiusi in una scatola di latta.Non sono molto dolci, a me piace sentire il sapore della frutta. Ma se vi piacciono le cose zuccherate aggiungete un pò di zucchero. Io direi che 20 gr potrebbero andare bene.

Con questa ricetta partecipo al bellissimo contest di Le ricette di Lella



Sono di frettissima...scusate eventuali troppi errori!

mercoledì 5 maggio 2010

Torta di Limone alla Fugger

Elogio dell'incoerenza



Ebbene si, sento che è giunto il momento...non posso rimandare ancora....faccio outing!Forse me ne pentirò, forse la mia vita cambierà, ma poi mi dico: "meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora" e allora lo dico: "mamma, papà, fratelli e sorelle, zii e cugini, amici e parenti tutti, confesso: NON MI PIACCIONO LE TORTE AL LIMONE"
Ecco, l'ho detto! l'ho detto veramente? eh si, ormai l'ho detto e voglio ripeterlo ancora e ancora "non mi piacciono le torte al limone" quindi per favore smettete di cercare di farmele mangiare spacciandole per qualcos'altro!
Che liberazione, che sensazione di leggerezza e soprattutto.........non è crollato il mondo, tutto sembra funzionare come prima.Si certo, qualcuno ha cominciato a guardarmi strano, come se fossi un'aliena, o una da compatire, ma posso sopportarlo!
Oggi ho affermato la mia individualità......non posso mica farmi sopraffare ....ho il mio carattere io e questa sensazione non ha prezzo.
Da oggi tutti penseranno che ormai sono grande....
Rispetto, pretendo rispetto....e che cavoli, non sono più una bambina!

Questo succedeva parecchi anni fa.....eh si, ho fatto outing che ero appena un'adolescente...
E quando finalmente pensavo che la mia tranquillità non sarebbe stata turbata mai più da richieste che tutti ormai avrebbero considerato fuori luogo, ecco che succede quello che non mi sarei mai aspettata.
Un giorno qualunque, un ritrovo tra amici uguale a tanti altri, me ne stavo tranquillamente a mangiucchiare qua e là quando un morso distratto ad uno dei tanti dolci al buffet si trasforma in un attimo d'estasi.Mi aggiro nervosamente tra gli invitati cercando d'individuare l'autore/autrice di cotanta bontà.
Finalmente la trovo e con l'ansia che viene dal timore di un rifiuto, timidamente le chiedo se per favore può darmi la ricetta di quel dolce meraviglioso.

E lei, sicuramente felice che qualcuno avesse apprezzato la sua originalissima torta, con un sorriso che me la fece sembrare la signora più carina che avessi mai incontrato (non ero molto obiettiva in quel momento), mi disse: "certo che posso dartela, te la faccio avere nei prossimi giorni"
E fu così che questa torta veramente deliziosa entrò a pieno titolo tra le mie preferite.
Fin qui tutto bene, ma come avrei fatto a dire a tutti, dopo la mia dichiarazione pubblica, che proprio io mi ero innamorata perdutamente di una torta al limone? Tutti avrebbero messo in dubbio la mia coerenza..........ai loro occhi sarei tornata di colpo una bambina........non ero più un'adulta che sa quello che vuole!
Ma poi mi dico che sono un'adolescente e gli adolescenti devono essere incoerenti, lo sono per definizione e tutti si aspettano che si comportino esattamente così......incoerenti e volubili....Quindi nessun problema......nessuno ci farà caso.....posso ancora recuperare.....ho tempo per diventare coerente, c'è tempo prima di diventare grande!E scrivendo di questo ho cominciato a riflettere sulla coerenza...... E soprattutto mi sono chiesta: "da grandi" bisognerebbe smettere di essere incoerenti?E la coerenza è sempre un valore?
Forse si, ma di certo non ci impedisce di sbagliare....
Mi viene in mente una vignetta di Altan che ho letto casualmente in questi giorni che dice più o meno così: "Continuo a fare una cavolata dietro l'altra.....maledetta coerenza!"
Perchè quando si smette di essere adolescenti, coerenza o no, non si smette anche di sbagliare....e questa è una certezza!Ora, rimandando gli approfondimenti sul tema filosofico-esistenziale alle sedi opportune, passo a parlare della ricetta che come avete capito non è proprio nuova.Arrivò a casa sottoforma di fotocopia, ma non ho mai saputo da quale libro fosse stata tratta quindi non posso citarlo....ma è sicuramente datato, questo si....La torta lo è ancora di più perchè era già conosciuta in periodo medievale quindi....una ricetta antica, di origine tedesca.Quello che incanta di questa torta è l'accostamento di tre consistenze molto diverse e di sapori non usuali.La pasta frolla è senza zucchero, leggermente salata, il ripieno morbido e dolce, con un sapore di limone molto forte ma puro, niente latte e niente uova ad alleggerirne l'intensità.
Le mandorle della copertura che costituiscono la parte croccante durante la cottura si tostano conferendo alla torta un sapore veramente particolare.

Credo che sia una di quelle torte che o si ama perdutamente o non piace. Quello che capita quando ci troviamo di fronte a sapori decisi!
Se amate il rischio io vi consiglio di provarla, se siete fortunati e ricadete nella percentuale che l'amerà perdutamente non la farete una volta soltanto, ve lo garantisco.
Suvvia, un pò di "vita spericolata" ci vuole ogni tanto!

INGREDIENTI

Per la pasta
 

farina 00: 200 gr
uova: uno intero più un tuorlo

burro: 125 gr
sale: una presa abbondante

Per il ripieno


mandorle macinate: 150 gr
zucchero: 125 gr
limoni: la buccia grattugiata di uno più il succo di due grandi

Per la copertura

latte: 2 cucchiai
mandorle: 50 gr tagliate a bastoncini

Procedimento

Con la farina fare la fontana. Aggiungere l'uovo e il tuorlo al centro. Distribuire il burro freddo a pezzetti e aggiungere una presa di sale abbondante.
Lavorare gli ingredienti velocemente. Fare la palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo per 15 minuti.

Per il ripieno, mescolare le mandorle macinate con lo zucchero in una terrina, la buccia grattugiata del limone e il succo di due.
Con metà abbondante della pasta tirare una sfoglia sottile, un pò più grande di una tortiera sganciabile di circa 22 cm di diametro. Foderare la tortiera precedentemente imburrata e infarinata. Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta. Versare sopra la pasta il ripieno di mandorle e limone. Stendere la pasta rimanente in un'altra sfoglia rotonda, grande come la tortiera e adagiarla sul ripieno. Ora ripiegate la pasta sottostante cercando di sigillare bene i due strati formando tutto intorno un cordoncino. Bucherellare anche questa sfoglia. Spennellare con il latte la superficie e distribuire le mandorle a bastoncini premendole un pò per farle aderire.
Cuocere la torta a 180° per circa 40 minuti. Sfornare e lasciarla raffreddare un pò . Poi toglierla dallo stampo e metterla a raffreddare su una gratella. Quando è fredda metterla su un piatto da portata e servire. Lo zucchero a velo è facoltativo. Io ce lo metto perchè mi piace di più.

Per la perfetta riuscita di questa torta bisogna osservare alcune regole:
1) Le mandorle per il ripieno non devono essere assolutamente ridotte in polvere ma devono rimanere una granella piccola, sennò il ripieno si compatta troppo e perde la sua morbidezza
2) Bisogna sigillare molto bene i due strati di pasta, pena la fuoriuscita del ripieno
3) Le mandorle della copertura devono essere assolutamente a bastoncini per esaltarne la croccantezza