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Visualizzazione post con etichetta creme vegan. Mostra tutti i post
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venerdì 28 aprile 2017

Asparagi grigliati su crostoni al pesto di fave

Griglia Le Creuset

Pesti e creme a base di verdure, legumi ed erbe credo di averli provati con tutto il possibile o quasi, ma le fave mi mancavano, non perché non mi piacciano eh, piuttosto perché richiedono più di tempo, per via sia dei baccelli da eliminare che delle pellicine poi. Così per prepararla ho dovuto aspettare il mal di schiena, dato che mi obbliga a stare ferma almeno ogni tanto nell'arco della giornata. Ma mica me ne sto con le mani in mano, ne approfitto invece per fare i lavori noiosi tipo pulire i piselli o le fave appunto. Quindi oggi pesto vegan di fave al finocchietto con asparagi grigliati su crostoni di pane integrale. Ma a questo punto aspettatevi a breve anche quello di piselli.
Il colore è sempre il verde speranza, che fa sempre tanto primavera. Le speranze poi invece aumentano ad ogni ricetta, ora si aggiunge la speranza che il mal di schiena se ne vada e che torni a splendere il sole in tutti i sensi.
A parte questo, voi grigliate mai gli asparagi? Io si, ogni tanto li preparo anche così, acquistano un sapore molto intenso, restano belli croccanti come piacciono a me, e diventano un abbinamento interessante per molti piatti, ma anche un contorno sfizioso, conditi con olio evo, sale, pepe, limone e menta per esempio, sono buonissimi. Se non li avete mai provati, assaggiateli, sono semplicissimi e veloci, l'unica accortezza scegliete asparagi verdi freschissimi ma non troppo grossi, sennò rischiate che restino crudi. Scaldate bene la griglia ma non alla massima temperatura sennò bruceranno senza cuocere, ponete sopra un piatto che li tenga aderenti alla griglia, rigirateli ed il gioco è fatto. Tre minuti e sono pronti. Vi lascio la ricetta completa, e spero che a voi pulire le fave piaccia più che a me :)

Accessori Le Creuset

Crostoni con pesto di fave e asparagi grigliati
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 15 minuti

Ingredienti
Per 8 crostoni circa

fave fresche pulite: 180 g
finocchietto selvatico: 5/6 rametti
aglio: 2 fettine sottili
asparagi verdi: 8
limone bio: 1
menta: qualche fogliolina
semi di sesamo: qb
olio evo: qb
sale integrale: qb
pepe nero: qb

Procedimento
Sbollentate il finocchietto per 4 minuti, finché sarà tenero, poi scolatelo e tenetelo da parte con poca acqua di cottura. Sbollentate nella stessa acqua le fave per un paio di minuti (metà tempo se sono piccole). Scolatele, raffreddatele in acqua fredda ed eliminate le pellicine (se preferite potete anche evitare la cottura)
Ponetele in un mortaio con del sale integrale, l’aglio e il finocchietto tritato e riducetele in crema aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura, a piacere due foglioline di menta , l’olio evo necessario ad ottenere una pasta morbida e poca buccia di limone grattugiata. Aggiustate di sale e pepe.
Scaldate una griglia, ungete di olio gli asparagi dopo aver  eliminato la parte legnosa finale poneteli sulla griglia calda. Rigirateli finché saranno grigliati ma ancora croccanti.
Tostate del pane integrale, spalmate la crema di fave, aggiungete gli asparagi tagliati a rondelle mantenendo intere le punte che taglierete a metà. Aggiungete un filo d’olio evo se necessario, qualche fogliolina di menta e dei semi di sesamo al naturale o leggermente tostati. Servite subito. 

Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

Pentola e accessori: Le Creuset 

venerdì 21 aprile 2017

Crostatine vegan alle fragole


Se il verde speranza l’abbiamo postato da poco, oggi è la volta del rosso passione. Di che passioni potremmo parlare? Beh, io una vita senza passioni non saprei nemmeno immaginarla, ognuno con le proprie rendono la vita intensa, qualche volta difficile, ma caricano sempre di entusiasmo, malgrado la stanchezza, malgrado le difficoltà, malgrado tutto, la passione è sempre lì pronta a salvarci in ogni circostanza. Quindi il rosso rappresenta qualunque passione voi abbiate. La mia è per quello che faccio, e quindi la celebro ogni giorno con il mio lavoro. 
Ma dato che parliamo di cibo, oggi potremmo celebrare la passione per i dolci con queste deliziose crostatine vegan alle fragole. Ormai mi sono quasi abituata al fatto che quando faccio assaggiare qualcosa di vegano a chi vegano non è la risposta è sempre la stessa : è buonissimo, non sembra vegano! Come se le ricette vegane dovessero somigliare tutte a qualcosa di strano, non buono, poco consono al gusto comune. Non so a chi attribuire la responsabilità di aver creato queste basse aspettative delle persone nei confronti del cibo vegano che invece è buonissimo, ricco, vario, volendo originale e diverso ma non necessariamente. 
Io stessa però riconosco che mangiare vegano in giro è impresa ardua, almeno qui da noi. Poche proposte, spesso fatte da chi si improvvisa, senza nessuna competenza e cognizione di causa. Come in tutte le cose non ci si improvvisa, se non facendo danni. Quindi se il cibo vegano vi sembra cattivo, forse chi l’ha preparato non era bravo o abbastanza informato, punto. Detto ciò torniamo a queste crostatine che invece sono deliziose, ve le lascio come dessert per il week end. Non so darvi le quantità precise perché le ho preparate con pasta frolla e la crema che avevo avanzato da un’altra preparazione. Comunque direi che con questi quantitativi verranno sicuramente almeno 10 crostatine. E per un'altra deliziosa ricette con le fragole, guardate qui 


Crostatine vegan alle fragole

Preparazione: 30 minuti
Cottura35 minuti

Ingredienti

Per la pasta frolla
farina 1: 350 g
lievito naturale: 12 g
olio semi di girasole estratto a freddo: 110 g
burro di cacao: 20 g
zucchero di canna chiaro: 90 g
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
limone bio: la buccia grattugiata di 1
acqua fredda: qb
sale integrale: 1 pizzico

Per la crema pasticcera 
latte di mandorla leggero non zuccherato: 250 g
farina 1: 15 g
amido di mais: 5 g
zucchero di canna chiaro: 30 g (+ 2 cucchiai)
olio di semi di girasole estratto a freddo: 25 g
scorzette di limone: 2
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
anacardi al naturale: 100 g
sale integrale: 1 pizzico

Per la finitiura
fragole fresche: qb
zucchero a velo di canna: qb

Procedimento
Setacciate le farine con il lievito ed il sale, aggiungete lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Sciogliete il burro di cacao a bagnomaria e fatelo raffreddare. Fate una fontana con le farine ed aggiungete al centro il burro di cacao, l’olio la vaniglia ed impastate velocemente senza lavorare troppo l’impasto aggiungendo l'acqua fredda necessaria d ottenere un panetto morbido ma sodo. Chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare almeno un’ora (o a preparatelo il giorno prima) 
Mettete a bagno gli anacardi per un’ora poi scolateli ed asciugateli.
Preparate le crema pasticcera scaldando il latte con l’olio, la buccia del limone, la vaniglia, lo zucchero ed il pizzico di sale. In una boule mescolate le farine, quindi versate il latte caldo stemperando con una frusta per non creare grumi, rimettete sul fuoco e mescolate continuamente a fiamma dolce finché la crema non si sarà addensata. Fatela raffreddare completamente con pellicola a contatto. 
Frullate gli anacardi fino a ridurli in una crema morbida aggiungendo due cucchiai di zucchero. 
Quando la crema sarà fredda mescolatene 7/8 cucchiai con la crema di anacardi e ponetela in frigorifero.
Tirate la pasta a circa 2/3 mm di spessore, rivestite degli stampini per tartellette leggermente oliati ed infarinati, bucherellate il fondo e  cuocete a 180° per circa 25/30 minuti finchè i bordi saranno leggermente dorati. Fatele raffreddare completamente, poi farcitele con la crema pasticcera agli anacardi, ponete qualche fettina di fragola al centro, spolverizzate con zucchero a velo di canna e servite. 
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

martedì 18 aprile 2017

Vellutata vegan di baccelli


Se non ora quando? Se non dopo il ricco pranzo Pasquale intendo, e dopo la pioggia di questi giorni quando mai potrei postare questa delicata vellutata vegan di bacelli? Nessuno si risentirà se dopo tanto mangiare scelgo  qualcosa di light. Più per voi che per me, io per la verità non è che abbia mangiato molto, potrei dire meno del solito dato che con la scusa che sono vegana nessuno sa cosa prepararmi da mangiare. Eh si, siamo ancora a fare questi discorsi, abbastanza insopportabili per la verità, preferirei non dover presenziare a nessun pranzo o cena di famiglia per poi dover sentire sempre le stessa storia. Comunque, dai, ormai è fatta, anche questa è andata, l’anno prossimo mi inventerò una gita inesistente, una vacanza fantasma, un giro nell'isola che non c’è insomma, qualunque cosa anche la più improbabile, ma niente pranzo obbligato. 
Torniamo alla vellutata vegan di baccelli, beh qui si usano solo i baccelli dei piselli l’avete capito, con il resto ci prepariamo qualcos'altro, per esempio un dip, una crema da spalmare che posterò nei prossimi giorni, o il sempre tanto apprezzato hummus. Quindi, ricetta del riciclo a patto che i baccelli siano non trattati, mi raccomando.
Approfitto della temperatura fresca per proporvi questa vellutata che probabilmente sarà l'ultima... Non ha niente di difficile, solo la scocciatura di passare i baccelli al passaverdure perché sono molto fibrosi, almeno i miei lo erano, ecco tutto qua, non si tratta d’altro che di una semplice vellutata, ma verde speranza. 

Vellutata di baccelli 

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 25 minuti

Ingredienti per 2 persone

baccelli di 1 Kg di piselli bio
patata media: 1
cipolla bianca: 1/2
sedano: 1 costa
olio evo: 2 cucchiai
brodo vegetale: 800 ml
yogurt di soia al naturale: 2 cucchiai
basilico: 5 foglioline
peperoncino fresco: 1 fettina
finocchietto fresco tritato: 1 cucchiaio colmo
sale: qb

Procedimento

1) Lavate i baccelli e tagliateli a pezzi
2) Tritate la cipolla e il sedano e fateli appassire nell’olio, con il peperoncino tritato. Aggiungete anche la patata tagliata a pezzi e lasciate insaporire tre minuti. Aggiungete i bacelli, coprite con il brodo caldo e fate cuocere a fiamma dolce per circa 25 minuti. Poi unite il basilico spezzettato
3) Ponete le verdure con un mestolo del loro brodo in un mixer e frullatele bene. Poi passate tutto attraverso un passaverdure a fori piccoli e aggiustate di sale.
4) Servite la vellutata con un cucchiaio di yogurt di soia naturale per ogni piatto e un filo d’olio evo.

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

venerdì 6 maggio 2016

Patè di cannellini e avocado


Ormai lo sapete che ho una vera passione per  creme spalmabili, patè, hummus  ecc. ecc. Così ogni tanto ve ne propongo qualcuno di nuovo, dato che ad ogni cambio di stagione ne nascono almeno tre :)
Oggi però la scelta non è stata del tutto casuale, perché mi sto preparando a Cibus, dove con tanti buoni e colorati patè preparerò golosi snacks per i visitatori dello stand di Morato pane. Ci sarete vero? 
Quindi niente, sto ripassando le mie ricette di patè e scegliendo quelle più belle e golose, una scelta veramente difficile :) 
Spulciando tra le varie, ho trovato questa di cannellini e avocado che non avevo ancora postato: non è bellissima con questo suo colore verde pastello? Io sono sempre estasiata davanti ai colori delle verdure. Certo voi penserete che estasiata magari è un po’ esagerato; mah, sarà che mi sono fatta contagiare dallo chef Germidi Soia ? :)
Comunque, no, non esagero, estasiata è proprio la parola giusta. E se a me fanno questo effetto, ho pensato che anche altri potrebbero entusiasmarsi davanti a dei colori così energizzanti, sani, belli, vivaci e soprattutto buoni, perché è anche questo che devono essere! belli si, ma soprattutto buoni, anzi, irresistibili! 
Quindi per chi volesse cominciare a sperimentare se ancora non si fosse fatto prendere dalla febbre dei patè, o per chi ne è già stato contagiato ed è alla ricerca di combinazioni sempre diverse, ecco, magari questo vi manca! A me (ma non solo! ) è piaciuto molto. Unica accortezza, l’avocado deve essere perfettamente maturo, diversamente sconsiglio vivamente qualunque utilizzo dell’ingrediente in questione :)

Hummus di cannellini e avocado 

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti per 2 persone

fagioli cannellini: 100 g
avocado maturo: 1
lime spremuto: 1/2
olio evo: 30 g
acqua di cottura dei fagioli: qb
coriandolo tritato:  1 cucchiaio
tahina chiara: ½ cucchiaio
aglio: una fettina
paprika forte: qb
sale: qb
alloro: 1 foglia
alga Kombu: 5 cm
pane nero: 4 fette
germogli di barbabietola e pisello: a piacere

Procedimento
1) Mettere in ammollo i fagioli per 24/48 ore con l’alga kombu e una foglia di alloro. Poi cuocerli in pap con l’alga per 10 minuti. Scolarli e falli raffreddare (se non usi la pap cuocili in pentola normale per circa 25/30 minuti)
2) Aprire l’avocado, eliminare il nocciolo, ricavare la polpa e schiacciarla con una forchetta fino ad ottenere una purea abbastanza liscia. Frullare gli altri ingredienti escluso il coriandolo e l’olio  fino ad ottenere una crema morbida e liscia. Unire la polpa di avocado e aggiungere l’olio poco alla volta per trovare la consistenza  desiderata. Aggiustare di sale, paprika e lime se necessario. Tenere in frigorifero fino al momento di servire  (se preferisci una crema più liscia, passa i fagioli al passaverdure, poi procedi come descritto)
3) Tostare il pane, spalmare l’hummus, cospargere di coriandolo tritato, decorare con qualche germoglio di barbabietola e pisello, condire con un filo d’olio e un pizzico di paprika e servire subito. 

Bene, con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Ci ritroviamo al prossimo post, e per chi volesse passare ad assaggiare un patè super colorato, vi aspettiamo a Cibus a Parma, il 9/10/11 maggio, con me e con Morato pane: Padiglione 6 Stand E 46 

lunedì 11 aprile 2016

Vellutata di cavolfiore


Ancora cavolfiore! e anche se la stagione suggerirebbe decisamente altro, io continuo con questo ortaggio che adoro. D’altra parte la sera siamo ancora nelle condizioni di gustarci una vellutata calda, o tiepida, almeno qui la temperatura serale direi che è proprio da vellutata. In ogni caso non ho voglia di lasciare questa ricetta in attesa fino al prossimo inverno, quindi niente, oggi vi tocca ancora il cavolfiore, ma prometto a breve qualcosa di più primaverile :)
Ho preparato questa vellutata con le parti di scarto del cavolfiore, avendo utilizzato le cimette per una deliziosa pasta che prometto, stavolta non posterò (non a  breve quanto meno)
Quindi un’ottima ricetta anche di riciclo, oltre che comfort food. Ovviamente del cavolfiore potete usate anche la parte nobile, questo direi che è ovvio. Ma sapete che a me piace recuperare le parti di scarto, e questa vellutata chi lo direbbe mai che è un riciclo?
L’ho resa più morbida aggiungendo un po’ di latte vegetale, e più gustosa con briciole di pane di segale croccanti, qualche nocciola per una nota di sapore inaspettata e l’immancabile peperoncino. E dulcis in fundo qualche goccia di olio al mandarino che l’ha resa veramente spettacolare, ma se non l’avete gustate questo piatto delizioso con del semplice olio evo, sono certa che vi piacerà.  Qualche altra idea se anche voi come me non riuscite a rinunciare al fiore più bello dell'inverno? :) guardate qui e qui 

Vellutata di cavolfiore
Preparazione: 20 minuti
Cottura: 20 minuti

Ingredienti
Per due persone

Cavolfiore: 1 (anche solo parti del torsolo e foglie)
Patata: 1 piccola
Acqua: qb
Cipolla bianca: ½
Noce moscata: un pizzico
Latte di soia: ½ bicchiere
Nocciole tostate: 6
Pane di segale: qb
Peperoncino: qb
Timo: qualche fogliolina
Olio evo: 3 C
Olio al mandarino: qualche goccia (facoltativo)
Sale: qb
Pepe: qb

Procedimento

1) Tritare la cipolla e farla appassire in due cucchiai d’olio evo. Lavare e mondare il cavolfiore e tagliarlo in pezzi (io ho usato solo le parti interne e le foglie ed ho utilizzato le cimette per un’altra preparazione. Pelare la patata e tagliarla a pezzi.
2) Aggiungere il cavolfiore e la patata alla cipolla, far rosolare leggermente aggiungere acqua calda o brodo vegetale fino a coprire. Far cuocere 20 minuti
3) Se troppo liquido eliminare un po’ di brodo, poi passare tutto al mixer, aggiungere sale, noce moscata, e latte e omogeneizzare il tutto. 
4) Tritare il pane di segale ottenendo delle briciole grossolane, ripassarlo in padella con 1 cucchiaio d’olio evo fino a tostarlo. Cospargere con foglioline di timo. 
5) Nei piatti individuali sistemare la vellutata, cospargere con il pane tostato e le nocciole tritate, qualche goccia di olio all’arancia o al rosmarino e servire subito

 Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 28 marzo 2016

Patè di broccoli con sfoglie di quinoa


Ormai la mia passione per creme,  pesti,  patè e simili è quasi incontenibile. Dev’essere legata al fatto che così sembra sempre di mangiare poco: tanto, penso sempre, che farà mai un po’ di patè di verdure! 
Il problema che non si vuole cosiderare però è la tonnellata di pane che ci si  mangia appresso, mica tanto il patè, oppure di polenta, perché la polenta è l’altra mia grande fissazione dell’ultimo periodo. Fortunatamente tra un po’ inizierà la stagione sbagliata per la polenta perché davvero, ultimamente pare che se non c’è la polenta non va bene niente :) 
Va bene, fissazioni gastronomiche a parte, i patè di verdure sono una delizia riconosciuta quasi da tutti. 
L’unico che forse è ancora difficile da convincere è mio padre che oggi di fronte ad un pesto verdissimo di piselli (delizioso vi assicuro!) era convinto di mangiare kiwi! 
Ora io ho sempre pensato di avere gusti strani, ormai lo sapete, ma anche gli altri però! Ma che cavolo di palato bisogna avere per  mangiare piselli e scambiarli per kiwi? 
No comment!  ormai ho abbandonato l’idea di fare un minimo di educazione alimentare ai familiari, perché proprio non sono predisposti a nessun tipo di cambiamento. Ormai non mi invitano nemmeno più a pranzo perché secondo loro dare da mangiare a me è impossibile! Io dico sempre che una pasta al pomodoro va sempre bene eh! ma niente, pare uno scoglio insormontabile ;)
Di fatto l’unica pecora nera sono e rimarrò sempre io. E sono ben felice di esserlo, ecco, questo ci tengo a sottolinearlo!
Tornando al nostro patè di broccoli, l'ho già fatto e rifatto, con qualche variante come sempre, ma comunque lo si modifichi esce sempre buonissimo. 
Ovviamente è deliziosa sia con fette di pane tostato, sia con queste sfoglie di quinoa gluten free, ma anche con l’ormai immancabile polenta grigliata. Il segreto per la riuscita di questo per me iresistibile patè, è cuocere pochissimo il broccolo, meno che potete, perché il sapore di un broccolo stracotto non ha nulla a che vedere con quello di uno appena sbollentato. Tutto qua, per il resto, trovate voi il momento giusto per proporlo: un delizioso apetizer, una merenda, un antipasto, insomma, va bene sempre e comunque, e ci si può condire anche la pasta ovviamente, per quanto io ritengo che spalmato su qualche supporto commestibile sia la perfetta vocazione! 

Patè di broccoli con sfoglie di quinoa (gluten free)

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 50 minuti

Ingredienti
Per 4 persone

Per il patè
broccolo: 1 freschissimo
anacardi: 35 g
noci: 4
foglioline di basilico: 2
foglie di sedano: 1 manciata (10 g)
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
capperi dissalati piccoli: 2 cucchiai rasi
aglio: una punta (pochissimo!)
olio evo: 50 g circa
sale: qb

Per le sfoglie di quinoa
quinoa: 120 g
semi di sesamo: 2 cucchiai
sale: qb
olio evo: qb

Procedimento

1) Metti a bagno gli anacardi per circa 3 ore poi scolali e tienili da parte.
2) Mettere in ammollo la quinoa per 3/4 ore cambiando l’acqua un paio di volte. Sciacquare ripetutamente e tostare a secco in una padella, poi cuocere in un volume d’acqua pari al doppio per circa 15/20 minuti o finchè l’acqua sarà totalmente assorbita. Passarla al mixer per pochi secondi in modo da romperla un po’, questo consentirà all’impasto di stare insieme più facilmente. Accendere il forno a 180°. 
3) In una boule, mescolare l’impasto di quinoa con i semi di sesamo, poi sistemarlo su di un foglio di carta forno leggermente oliato. Dividere in due l'impasto. Con le mani unte d’olio, pressarlo in modo da assottigliarlo il più possibile, (se ti riesce più semplice nella fase iniziale, aiutati con un matterello dopo aver coperto l’impasto con un foglio di carta forno oliato anch’esso) Salare in superficie la sfoglia. Cuocerla in forno per circa 20 minuti. Estrarre dal forno e spezzarla seguendo le crepe che si formeranno in cottura, rimettere in forno  a  dorare per circa 5 minuti. Ripetere l'operazione con il rimanente impasto
4) Lavare bene il broccolo e tagliarlo in cimette.  Sbollentarlo per un minuto e mezzo in acqua bollente. Scolarlo (tenendo da parte una tazza d’acqua) e raffreddarlo in acqua ghiacciata.
5) In un mixer ridurre il broccolo in purea aiutandosi con un po’ d’acqua di cottura. Aggiungere gli anacardi, le noci, il prezzemolo, il basilico, i capperi, l’aglio, le foglie di seano, il sale ed azionare il mixer versando l’olio a filo fino ad ottenere una crema morbida (se necessario aggiungi ancora qualche cucchiaio d’acqua di cottura).Conservare in frigorifero ben chiuso e con un filo d’olio evo a coprire la crema. Servire la crema con germogli di lenticchia o altri a piacere e le sfoglie di quinoa.

Alcune annotazioni: Questa crema è buonissima anche accompagnata da fette di polenta grigliata.
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 13 gennaio 2016

Purè vegan di patate e sedano rapa all'aneto


Ecco un piatto semplice semplice, perché  cosa c’è di più semplice del purè di patate? Questo quello che si ritiene, in realtà il purè di patate potrebbe anche essere un piatto insidioso per chi non abbia una minima dimestichezza con la cucina. 
Comunque, a parte questo, ovviamente io vi do la mia versione del purè di patate, cioè quella vegan, ed oltre a ciò, l’ho pure addizionato con del sedano rapa e se non bastasse l ho anche profumato all’aneto. 
Non potevo fare un purè di patate normale ? E’ quello che mi dicono sempre tutti! Ma scusate, perché fare un purè di patate normale quando posso prepararne uno più sfizioso, gustoso e con qualcosa in più? Certe volte basta poco per trasformare un piatto semplice in un piatto speciale, anche solo un umilissimo sedano rapa e un po’ di aneto. E’ così che un semplice purè di patate vegan diventa un piatto golosissimo da poter abbinare a tante cose buone: che so, uno spezzatino veg, del seitan con riduzione al vino rosso…tra l’altro mi sono ricordata di non averlo ancora postato il seitan con riduzione al vino rosso, però ce l’ho solo in versione natalizia e ormai il natale per quest’anno è bello che archiviato. Va bene, nell’attesa di fotografarlo con altre ambientazioni,  sono certa che saprete benissimo con cosa abbinarlo. E comunque, per togliervi dall’impiccio, il purè di patate e sedano rapa e’ buonissimo anche da solo :)

Purè di patate e sedano rapa all’aneto
Preparazione: 15 minuti
Cottura:40 minuti

Ingredienti
Per 2/3 persone

patate: 500 g
sedano rapa: 1 piccolo (circa 220/250 g)
latte di soia: 170 g circa
lievito alimentare: 1 c
noce moscata: qb
aneto fresco tritato: 3 prese
olio evo: 3 C 
panna di soia: 2 C (facoltativa)
sale: qb

Procedimento
1) Pelare il sedano rapa, tagliarlo a cubetti piccoli e farlo rosolare in padella con l’olio e un po’ di sale senza fargli prendere troppo colore, unire il latte con altrettanta acqua e portarlo a cottura finchè sarà molto molto morbido, poi passarlo al minipimer. 
2) Cuocere le patate con la buccia finchè saranno tenere, poi pelarle e passarle allo schiacciapatate. Rimetterle nella pentola, aggiungere la crema di sedano rapa,  salare se necessario  e aggiungere il latte che serve a renderlo cremoso ma non liquido, aggiungere la noce moscata e cuocere a fiamma dolce mescolando finchè sarà morbido e vellutato. 
3) Alla fine unire il lievito e l’aneto e la panna, lasciare due minuti, poi  mescolare bene e servire.

Buona continuazione di settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post 

lunedì 28 dicembre 2015

Patè di carciofi


Tartine per Capodanno ne avete in programma? Mah, io quasi quasi farei una cena solo a base di creme, salsine, crostini croccantissimi e milioni di bollicine per mandarle giù :)  Vabbè, non posso sperare in una cena così, però qualche patè irresistibile da spalmare su dei crostini tiepidi non mancherà di certo. 
Se fate un giro sul blog troverete diverse preparazioni sul genere, vi lascio il link a questa che mi sembra in tema con il Capodanno, caso mai non sappiate come cucinare le lenticchie quest’anno vi do un’idea diversa, sempre spalmabile ovviamente. 
Mentre la new entry di quest’anno è questo delizioso patè di carciofi. Non può che essere buono perché cosa c’è di più buono dei carciofi? 
Il procedimento forse non è proprio immediato, si potrebbe velocizzare passando tutto al passaverdura, ma per la consistenza che avevo in mente io qualche passaggio in più è stato d’obbligo: non volevo un patè di carciofi troppo liscio, ma un po’ grossolano, che si sentissero i pezzetti di verdura, ovviamente morbidi e senza fibre mi raccomando! Sennò sarebbe immangiabile. 
Quindi niente,  se lo volete a tutti i costi, c’è solo da  armarsi di un po’ di pazienza, ma ne vale decisamente la pena. Ora mi pento di averlo dato via per paura di finire tutto il barattolo da sola, ma spero di aver fatto felice qualcuno; anche qualche carciofo, se preparato bene può dare la felicità, credetemi! provate e vedrete. 

Patè di carciofi
Per circa 400 g di patè

Preparazione. 1 ora
Cottura: 25 minuti

carciofi: 4 (ho ottenuto circa 300 g di polpa)
aglio: 2 spicchi
prezzemolo tritato: 1 C
silk tofu: 150 g
olio evo: 35 g + 3 C
olio di semi di girasole: 35 g
limone: il succo di ½
aceto: 2 c
polvere di capperi essiccati: 1 c
sale: qb
brodo vegetale: qb
peperoncino fresco: qb

Procedimento
Lavare bene i carciofi, pulirli eliminando le foglie esterne più dure. Tagliarli in due, eliminare   il fieno centrale, tagliare ogni metà in due parti e metterli in acqua acidulata con succo di limone
In una padella scaldare ‘olio con gli spicchi d’aglio schiacciati, aggiungere i carciofi ben scolati e lasciare insaporire qualche minuto, poi aggiungere due mestoli di brodo caldo e far cuocere finchè saranno teneri.
A parte lessare tutte le foglie esterne in acqua per 15 minuti, poi scolatele e con un coltellino prelevate la polpa più tenera e non fibrosa.
Una volta che i carciofi saranno cotti, farli raffreddare, poi con un coltello tagliare la parte della base, quella più tenera e sistemarla in una ciotola Con una forchetta schiacciarla bene fino ad ottenere una crema non troppo liscia. Passare al passaverdura la parte delle foglie, ricavare tutta la polpa. In un mixer, unire la crema ottenuta dal passaverdura, il tofu, il prezzemolo, l’aceto, il succo di limone, un pò d’olio di semi, una fettina sottile di spicchio d’aglio, due prese di sale e la polvere di capperi ( se non l'avete omettetela) ed azionare fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Unire questa crema alla parte di patè più grossolana, mescolare bene ed aggiungere l’olio restante. Aggiustare di sale se necessario e di acetose preferite una maggiore acidità. Conservare ben chiuso in frigorifero sempre coperto d’olio. per preparare dei deliziosi crostini, tostare del pane casereccio fino a renderlo croccante, spalmare la crema di carciofi e finire con del peperoncino fresco tritato  non troppo piccante, in ogni caso regolate la quantità secondo i vostri gusti.
Con questa ricetta vi auguro una settimana senza troppi affanni in vista del Capodanno :) 
Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 12 giugno 2015

Crema di peperoni e mandorle


Avevo in mente questa crema di peperoni e mandorle già da un po’. Mi hanno regalato dei buonissimi peperoni rossi, e non ho trovato migliore impiego che questo, per assaporarli al meglio in tutta la loro bontà. Una crema crudista, visto che i peperoni non li ho cotti, ma parzialmente essiccati a 40°. Poi è vero che io l' ho spalmata sul pane, ma questa è un’altra storia, non seguo un’alimentazione crudista perciò fin qua tutto bene. Per chi lo fosse invece sono certa troverà il modo di gustare questa crema di peperoni: io per esempio la userei per condire degli ottimi spaghetti di zucchine per esempio, aggiungendo magari qualche cappero o quello che vi suggerisce il vostro gusto. Una volta pronta la crema l’ho messa in un barattolo di vetro, coperta d’olio evo leggero e tenuta in frigo. Credo durerà molto poco, quindi non m i sono posta la questione della conservazione, la prossima volta che la farò opterò per la conservazione di piccole porzioni in freezer, così sono sicura e posso utilizzarla tranquillamente quando mi serve.
Essiccare parzialmente i peperoni consente di ridurre l'acqua ed evitare la cottura, così i principi nutritivi rimangono inalterati. Olio se ne può usare veramente poco, quindi, chi lo desidera può ottenere una deliziosa crema light. Non sto nemmeno a dire che è deliziosa, l'ingrediente principale parla da solo. Ho aggiunto qualche fogliolina di coriandolo fresco spezzettato perchè a me piace molto, ma anche semplice senza aggiunte è favolosa.

Crema di peperoni e mandorle
Per 300 gr di crema

Ingredienti
peperoni rossi grandi: 6
pomodori secchi: 15 gr
olio semi girasole: 3 cucchiai
olio evo: 4 cucchiai
aglio: un pezzetto
mandorle pelate: 15
peperoncino: qb
limone: qualche goccia
coriandolo fresco: per guarnire (facoltativo)
sale: qb

Procedimento
Lavare ed asciugare i peperoni, pulirli eliminando picciolo, semi e parti bianche interne e tagliarli a falde di ¾ cm. Farli essiccare parzialmente nell’essiccatore se l’avete o nel forno alla temperatura minima, oppure se il clima ve lo consente al sole (io 20 ore nell’essiccatore a 40°). Quando avranno perso parte della loro acqua (non devono essere completamente secchi, ma devono essere ancora morbidi, tagliarli a pezzi e tritarli in un mixer, aggiungendo anche l’olio. Otterrete una purea grossolana che dovrete passare al passaverdure. Recuperate le bucce rimaste nel passaverdure e fatele essiccare completamente (una volta ridotte in polvere potrete utilizzarle per insaporire pasta, risotti, biscotti salati o altro)
Con un frullatore ad immersione emulsionare la crema di peperoni ottenuta con le mandorle, l’aglio, qualche goccia di limone, un po’ di sale, peperoncino secondo i vostri gusti e i pomodori essiccati fatti rinvenire per pochi minuti in acqua calda e ben asciugati (io ho usato i datterini che avevo essiccato qualche giorno fa che diventano morbidi in due minuti. Frullare il tutto fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Io non ho dovuto aggiungere altro olio, ma regolatevi secondo la consistenza dei vostri.
Posterò presto un'altra ricetta interessante, devo dire che l'essiccatore dà molta soddisfazione:) E per chi non ce l'ha, questa è la stagione giusta per provare ad essiccare sfruttando il sole! più naturale di così!
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 20 aprile 2015

Hummus di piselli


Sarebbe bello poter vivere con la stessa semplicità con cui ci si prepara qualcosa di buono da mangiare. Invece la vita è talmente complicata...
Io ancora non ci ho capito molto, se non che non varrebbe la pena stare male per niente e per nessuno. Certo a parole potrebbe sembrare possibile, nei fatti tutto è molto complicato, da relazioni che si instaurano anche contro la nostra volontà, rapporti imprescindibili, dai quali è molto difficile separarsi. Certo ad un certo punto bisognerebbe lasciare quello che fa stare male, indipendentemente da chi o cosa sia, perché se non si ha la capacità di accettare e di non soffrire il rischio è quello di impegnare tutta la vita in un tentativo che potrebbe essere solo un fallimento e per di più distruttivo, e per far felici chi? Questa è la grande domanda! La vita passa in fretta e le uniche persone che dovremmo cercare di rendere felici siamo noi stesse, già impresa ardua, perché se non ci riusciremo non ci sarà nessuno a risarcirci.
Mah, che sia stato il verde speranza di questi piselli ad ispirare questi pensieri? Forse, ma è un periodo un pò così, e normalmente in questi momenti cucino cose talmente semplici che mi domando se in futuro mi verrà mai una nuova idea per un piatto più importante, chissà, per ora vado avanti a cose semplici, il resto non ho voglia di affrontarlo, ma semplice è anche sinonimo di buono, sano, pulito, almeno per me. Proprio come questa ricetta, fatta di pochi ingredienti, poco impegno, ma di quelle che sanno conquistare, come solo la sincerità sa fare.

Hummus di piselli

Ingredienti

piselli freschi: 250 gr  sgranati
tahina: 1 cucchiaio
succo di limone: 2 cucchiai circa
prezzemolo: un cucchiaio tritato
menta: qualche fogliolina
coriandolo tritato: qb (facoltativo)
cumino: un pizzico
olio evo: tre cucchiai
paprika forte: qb
aglio: uno spicchio piccolo

Procedimento

Cuocere i piselli in acqua bollente salata per 5/7 minuti, o finchè saranno teneri, (se sono freschi ci vuole poco) poi farli raffreddare.
In un mixer ridurre i piselli in purea, insieme alla tahina, al succo di limone, e all’olio evo (se necessario aggiungere poca acqua di cottura dei piselli). Regolare di sale ed eventualmente aggiungere un po’ di limone. Alla fine unire le erbe tritate finemente, mixare pochi secondi. Servire su una ciotolina, e finire l’hummus con un giro d’olio evo e paprika a piacere. Accompagnare con crostini d pane tostato.

Alcune annotazioni: le spezie e le erbe aromatiche potete variarle secondo il vostro gusto, provate, sperimentate! Se non avete il coriandolo fresco omettetelo, l'hummus verrà buonissimo  lo stesso.
Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 13 gennaio 2015

Patè di lenticchie rosse


Adoro tutto quello che si può spalmare sul pane. Quindi sperimento creme, cremine, pesti e intrugli vari con grande soddisfazione. Dall’hummus di ceci, al pesto di foglie di sedano, non mancano occasioni per deliziare il palato. Oggi vi lascio un’altra creazione, il patè di lenticchie. Le dosi sono indicative perché dipende molto dai gusti personali, quindi aglio e limone per esempio consiglio di aggiungerli poco alla volta fino a raggiungere il sapore che fa per voi, così come anche la nota piccante ovviamente. Per il resto non c’è molto da aggiungere se non che con una buona insalata e qualche oliva potete portare in tavola una cena informale e sfiziosa, di quelle conviviali che piacciono a me, che si comincia a spalmare e a chiacchierare e non si finisce più! Pericolosa si, solo un po’, si corre forse il rischio di mangiare troppo! Questa è l’unica controindicazione! Ma vale sempre la pena rischiare no? Sennò come facciamo a sorprenderci?

Patè di lenticchie
Ingredienti

lenticchie rosse decorticate: 100 gr
sedano tritato: 2 cucchiai
scalogno tritato: 2 cucchiai
pomodoro concentrato: 1 cucchiaino
cumino: la punta di 1 cucchiaino
zenzero: una fettina
olio evo: qb
pasta di tamarindo: 1 cucchiaino (facoltativo)
succo di limone fresco: a piacere
aglio fresco: una punta
paprika forte: un pizzico
yogurt naturale di soia: due cucchiaini  (facoltativo) 

Procedimento
Tritare lo scalogno e il sedano molto finemente. Aggiungere lo zenzero fresco, il cumino e le lenticchie. Coprire con acqua, aggiungere il pomodoro concentrato, e portare a cottura. Non mettere troppa acqua, solo quella necessaria cuocere le lenticchie, diciamo che deve arrivare a filo. Le lenticchie decorticate cuociono molto in fretta, e l’acqua alla fine deve assorbirsi quasi tutta. Aggiustare di sale.  Con un minipimer ridurre tutto in crema, aggiungere un po’ di paprica, l’aglio tritato, un po’ di succo di limone, due cucchiai d’olio evo e se necessario un po’ d’acqua per rendere il patè cremoso. Frullare il tutto fino a che non diventa morbido e cremoso e liscio. Se vi piace potete aggiungere due cucchiaini di yogurt naturale di soia. Controllare però l’acidità finale e nel caso aggiungere il limone pochissimo alla volta e fino all’acidità che vi piace. Far raffreddare in frigorifero per qualche ora. Servire a temperatura ambiente aggiungendo un giro d'olio evo, con crostini di pane tostato o con pane arabo.
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 10 novembre 2014

Pesto di foglie di sedano



Una ricetta semplice semplice, ma che mi piace moltissimo. Non c’è molto da raccontare, di un pesto si tratta, niente di più niente di meno, però è delizioso. E ho pensato che forse non a tutti verrebbe in mente di recuperare le foglie del sedano, ma perché buttarle! A parte che ci sono vari modi per utilizzarle...comunque, questo è proprio sfizioso! 
Insomma, non lo so, forse è la scoperta dell’acqua calda, forse non vi dico niente di nuovo, ma se qualcuno non lo conoscesse, consiglio vivamente di provarlo. Delicatissimo ma saporito e se vi viene in mente qualche variante perché no? si può sperimentare. Io vi lascio la mia versione, che ho accompagnato a fette di pane nero e ad un’altra salsa ai peperoni. E’ bastato poco per mettere insieme una cena: pane buono, qualche salsina, contorni di verdure, magari un formaggio vegan, un bicchiere di vino e un po’ di chiacchiere.

Con le foglie del sedano poi ci ho fatto anche una minestra di porcini, ma sarà oggetto di un altro post...
E voi come utilizzate le foglie di sedano? 

Pesto di foglie di sedano

Ingredienti

foglie di sedano: tre manciate abbondanti
pinoli: un cucchiaio
mandorle: 15
capperi sotto sale: 10
coriandolo fresco: quattro rametti (oppure prezzemolo)
lievito secco: 1 cucchiaino
aglio: un quarto di spicchio
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Dissalare i capperi lavandoli e lasciandoli a mollo per un paio d'ore, poi scolarli ed asciugarli bene. Tritare grossolanamente le mandorle. Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare ad intermittenza. Come faccio sempre, io vado ad occhio, quindi vi consiglio di assaggiare e di aggiustare secondo i vostri gusti. Usate un olio evo dal sapore delicato. Per il resto, potete per esempio omettere il coriandolo fresco se non lo trovate e aggiungere un po’ di prezzemolo, darà ulteriore freschezza al piatto. Tutto qua, direi che ci vuole di più a scrivere la ricetta che a prepararla.

Un bacio a tutti e al prossimo post. Buon inizio settimana.