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venerdì 14 luglio 2017

Labne vegan (formaggini vegetali)


Ormai lo sapete che il venerdì cerco di postare ricette per cene veloci ed informali vero? Almeno d’estate. Per me il venerdì è il giorno più bello della settimana, sarà perché è carico di aspettative, il weekend è in arrivo e ci sentiamo padroni del nostro tempo  Che poi magari spendiamo al supermercato, alla posta o a fare acquisti assolutamente inutili vero? No io no, davvero. Io se ho tempo libero mi tengo lontana da tutto ciò. Comunque, torniamo al venerdì sera, proprio perché porta con se questo senso di libertà a me assale la voglia di fare come mi pare e quello che capita, cose veloci, ma sfiziose, che si accompagnino bene ad una birra ghiacciata e che siano conviviali, perché quattro chiacchiere in relax con qualche amico alla fine della settimana ci stanno proprio bene no?  
Tutto questo preambolo per dirvi che ho fatto i formaggini vegan, con cui poi ho preparato delle deliziose bruschette, con cui poi ho accompagnato la famosa birra ghiacciata e con cui poi ho chiacchierato amabilmente   Ecco qua, tutto torna, e abbiamo fatto venerdì sera :)
Solo che se volete anche voi un venerdì così, dovete cominciare a pensarci la settimana prima perché questo è il tempo che servirà per preparare questi deliziosi formaggi vegan alle erbe, che poi somigliano molto ad un classico formaggio spalmabile di quelli famosi, diciamo così

Labne vegan 
(Formaggini vegetali)

Preparazione: 5 minuti (più 6 giorni di colatura)
Cottura: nessuna

Ingredienti
Per 8 pezzi

yogurt di soia al naturale non zuccherato nè aromatizzato: 300 g
sale integrale: qb
pepe in grani: qb
peperoncino fresco: qualche fettina
erbe fresche: qb
olio evo: qb

Procedimento
Rivestite un colino con un telo di lino o cotone leggero. Versate lo yogurt, salatelo senza lesinare troppo, ponete il colino sopra una ciotola in modo che possa raccogliere il siero. Copritelo con pellicola, ponetelo in frigorifero e lasciatelo colare finché non uscirà più siero, rigirando lo yogurt ogni tanto in modo che la parte sopra finisca sul fondo del colino  (io l’ho lasciato 6 giorni)
Trascorso il tempo, formate delle palline con lo yogurt ormai compatto, appiattitele leggermente e ponetele in un vaso con del peperoncino secco e se volete altri aromi (io preferisco aggiungere erbe fresche al momento) coprite d’olio e conservate chiuso in frigorifero. Al momento di servire i formaggini aggiungete per esempio erba cipollina, timo, peperoncino, aglio, pepe macinato fresco ecc
Alcune annotazioni: ottimi per bruschette ma anche per condire pasta in abbinamento a verdure. Posterò presto qualche ricetta sfiziosa. Intanto cominciate a preparare il Labne vegan
In quanto al siero, non buttatelo, ma utilizzatelo per esempio per impastare del pane o la pizza.

Un bacio a tutti e buon weekend :)

mercoledì 11 gennaio 2017

Pane pita integrale


Data la mia passione per la cucina mediorientale, il pane pita non può che essere tra i miei preferiti. Questa è la versione integrale di questo delizioso pane, perfetto per essere farcito con tutto quello che più vi piace. 
La particolarità di questo pane pita è che in cottura si gonfia come un palloncino, formando quindi una tasca che poi va riempita con vari ingredienti. Ovviamente i miei preferiti sono verdure miste, falafel (trovate la ricetta qui) e yogurt di soia. Ma potete anche servirlo con un delizioso e profumato spezzatino vegetale, come questo perché ovviamente essendo un pane si presta alla scarpetta con qualsiasi sugo.
Insomma sul come  mangiarlo sono sicura non avrete problemi, sul come prepararlo ve lo spiego in questo post, non è difficile, basta seguire i vari passaggi e vi assicuro che vederlo gonfiare in forno sembra una magia. Appena lo estraete chiudetelo in sacchetti di carta e poi di plastica per mantenerne la morbidezza. Tutto qua, e quello che resta potete tranquillamente congelarlo. Non dimenticate di provarlo spalmato di hummus di ceci, come nella foto! Una vera delizia! 
Se poi ad incuriosirvi sono anche altri pani piatti, come il naan, o la piadina ecce cc, andate a vedere l’ultimo bellissimo numero di Taste & More, avrete solo l’imbarazzo della scelta, e non solo per i pani piatti, c’è tutto un mondo da scoprire sull’ultimo numero ! 



Pane pita integrale 

Ingredienti per 12 pezzi

farina di frumento integrale: 400 g
farina manitoba: 325 g
lievito di birra: 4 g
acqua: 550 g
malto: 1 cucchiaino
sale: 15 g

Preparazione

Mescolate 125 g di farina manitoba con 250 g di acqua in cui avrete sciolto 2 g di lievito di birra e aggiungete il malto. Chiudere in un contenitore ermetico, lasciate mezz’ora a temperatura ambiente e successivamente conservate in frigorifero per 48 ore. Trascorso il tempo, aggiungete alla preparazione 400 g di farina integrale, 200 g di farina manitoba, 2 g di lievito sciolto in poca acqua, e l’acqua rimanente (regolate la quantità d’acqua in base alla capacità di assorbimento della farina.  Lavorate con l’impastatrice finchè il panetto si staccherà dalle pareti (almeno 10 minuti) Aggiungete il sale e lavorare altri 5 minuti con l’impastatrice e poi un paio di minuti a mano sulla spianatoia. Sistemate il panetto in un contenitore ampio, copritelo con la pellicola e fatelo lievitare per 40 minuti nel forno leggermente riscaldato e poi spento mantenendo la lucina accesa. Prelevate l’impasto, lavoratelo un paio di minuti sulla spianatoia e mettetelo a lievitare ancora per circa 1 ora e mezza o fino a quando sarà raddoppiato di volume. Trascorso il tempo, formate 12 palline tutte uguali del peso di circa 90/100 g e fatele lievitare coperte fino al raddoppio. Portate il forno al massimo della temperatura. Stendete ogni pallina con il mattarello sopra un foglio di carta forno e formate dei dischi regolari dello spessore di circa 4/5 mm ed infornateli tre alla volta tenendoli sopra la carta forno. Estraeteli quando saranno gonfi e ancora chiari. Chiudeteli in un sacchetto di carta e ponete il sacchetto di carta in uno di plastica per mantenerli morbidi.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post

lunedì 20 aprile 2015

Hummus di piselli


Sarebbe bello poter vivere con la stessa semplicità con cui ci si prepara qualcosa di buono da mangiare. Invece la vita è talmente complicata...
Io ancora non ci ho capito molto, se non che non varrebbe la pena stare male per niente e per nessuno. Certo a parole potrebbe sembrare possibile, nei fatti tutto è molto complicato, da relazioni che si instaurano anche contro la nostra volontà, rapporti imprescindibili, dai quali è molto difficile separarsi. Certo ad un certo punto bisognerebbe lasciare quello che fa stare male, indipendentemente da chi o cosa sia, perché se non si ha la capacità di accettare e di non soffrire il rischio è quello di impegnare tutta la vita in un tentativo che potrebbe essere solo un fallimento e per di più distruttivo, e per far felici chi? Questa è la grande domanda! La vita passa in fretta e le uniche persone che dovremmo cercare di rendere felici siamo noi stesse, già impresa ardua, perché se non ci riusciremo non ci sarà nessuno a risarcirci.
Mah, che sia stato il verde speranza di questi piselli ad ispirare questi pensieri? Forse, ma è un periodo un pò così, e normalmente in questi momenti cucino cose talmente semplici che mi domando se in futuro mi verrà mai una nuova idea per un piatto più importante, chissà, per ora vado avanti a cose semplici, il resto non ho voglia di affrontarlo, ma semplice è anche sinonimo di buono, sano, pulito, almeno per me. Proprio come questa ricetta, fatta di pochi ingredienti, poco impegno, ma di quelle che sanno conquistare, come solo la sincerità sa fare.

Hummus di piselli

Ingredienti

piselli freschi: 250 gr  sgranati
tahina: 1 cucchiaio
succo di limone: 2 cucchiai circa
prezzemolo: un cucchiaio tritato
menta: qualche fogliolina
coriandolo tritato: qb (facoltativo)
cumino: un pizzico
olio evo: tre cucchiai
paprika forte: qb
aglio: uno spicchio piccolo

Procedimento

Cuocere i piselli in acqua bollente salata per 5/7 minuti, o finchè saranno teneri, (se sono freschi ci vuole poco) poi farli raffreddare.
In un mixer ridurre i piselli in purea, insieme alla tahina, al succo di limone, e all’olio evo (se necessario aggiungere poca acqua di cottura dei piselli). Regolare di sale ed eventualmente aggiungere un po’ di limone. Alla fine unire le erbe tritate finemente, mixare pochi secondi. Servire su una ciotolina, e finire l’hummus con un giro d’olio evo e paprika a piacere. Accompagnare con crostini d pane tostato.

Alcune annotazioni: le spezie e le erbe aromatiche potete variarle secondo il vostro gusto, provate, sperimentate! Se non avete il coriandolo fresco omettetelo, l'hummus verrà buonissimo  lo stesso.
Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 5 marzo 2014

Falafel con hummus di ceci


L’altra sera m’è venuta voglia di hummus e di falafel,  soprattutto di falafel direi, una di quelle volte che senti che devi prepararteli. Sarà che sta arrivando la primavera e si comincia già a fantasticare su possibili viaggi estivi.  E poiché io adoro il medioriente,  viene da sé che uno dei miei piatto dei sogni sono i falafel, che adoro accompagnati  dallo tzatziki. Sarà che avevo un sacchetto di ceci da utilizzare e quando li compro solitamente me li figuro già sotto forma di polpette :D  Insomma, questo è il loro destino se entrano in casa mia, o hummus o falafel ed era giunto il momento di prepararli.
Complice anche il fatto che, poco tempo fa,  ho cenato in un ristorante mediorientale, lo chef è Giordano e abbiamo chiacchierato a lungo su come fare o non fare certi piatti e mi son detta: magari metto in pratica qualcosa di quello che mi ha suggerito. Probabilmente lo chef sarà ancora lì a chiedersi com’è che io a casa mia mi preparo tutta sta roba mediorientale, immagino un nativo di un paese arabo o giù di li non trovi normale che una veneta mangi mediorientale e si prepari i falafel o l’imam bayildi al posto delle lasagne la domenica, ma è così! succedono cose strane nel mondo :D
Quindi oggi, come avrete facilmente intuito vi lascio la ricetta dei falafel e quella dell’hummus. Quella dello Tzatziki la trovate qui, e dell’imam bayildi la trovate qui. Così potete prepararvi  un pranzo o una cena mediorientale completi, farete un figurone, credetemi, aspettate solo la stagione delle melanzane! mi raccomando! capisco l'impazienza...ma la stagionalità prima di tutto :D

Ingredienti
Per 4 persone

Per i falafel

ceci secchi: 300 gr
cipolla bianca: una media
aglio: due spicchi
prezzemolo tritato: una manciata
cumino: 1/2 cucchiaino circa
sale: qb
olio: per friggere

Per l’hummus
ceci secchi: 300 gr
tahina: 4 cucchiai
succo di limone: ½ tazzina
aglio: uno spicchio grande
paprika: per guarnire
cumino: mezzo cucchiaino ( facoltativo)
paprika o sommacco: per decorazione finale

Procedimento

Per i falafel
Lasciare i ceci in ammollo per  36 ore (anche 48 va bene), poi scolarli bene, asciugarli , e frullarli in un mixer insieme alla cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino e il sale, il tutto deve diventare una pasta.  Per quanto riguarda gli altri ingredienti, dovete regolarvi, e se necessario aggiustate le dosi del sale e del cumino. Il prezzemolo deve colorare l’impasto che deve risultare verdino, quindi nel caso aggiungetene un po’ fino a raggiungere il colore. Lasciare riposare l'impasto qualche ora in frigorifero. Trascorso il tempo, con l’impasto formare tante polpettine leggermente schiacciate al centro.  Friggere in olio profondo finchè saranno dorati uniformemente. Il risultato finale non è una doratura leggera, risultano piuttosto scuri, ma vanno bene così, attenti però a non brucarli. L’olio non deve essere troppo caldo sennò scuriranno subito prima di essere cotti. Mantenetelo intorno ai 160°/ 170° in modo che l’interno cuocia bene.
Scolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente.


Per l’hummus
Dopo aver lasciato i ceci in ammollo, (per l’hummus bastano 24 ore) cuoceteli finchè saranno teneri (in pentola a pressione dimezzerete i tempi. Quanto ci vuole? Dipende molto dal tipo di ceci, in pentola a pressione andiamo da 20 minuti a 40 circa) Una volta cotti, scolateli tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura, lasciateli raffreddare, poi togliete da ognuno  la pellicina esterna (se non vi va di fare questa operazione otterrete un hummus meno vellutato, ma sarà comunque buono, dipende dalla vostra pazienza e dal vostro tempo). In un mixer frullate i ceci con l’aglio precedentemente tritato, la tahina, il sale,  il succo di limone e se serve un po’ di acqua di cottura dei ceci.  Deve risultare cremoso, e non troppo compatto, ma morbido e spalmabile. Assaggiare ed eventualmente correggere il sale e il limone. Alla fine aggiungere a filo l’olio evo. Servire cosparso di paprika o di prezzemolo, ma anche sommacco se vi piace. Un filo d’olio e l’hummus è pronto.

Alcune annotazioni: normalmente per fare i falafel si usa aggiungere poco bicarbonato nell'impasto. A me il sapore del bicarbonato nei cibi dà molto fastidio. Quindi per ovviare a questo inconveniente lascio i ceci a bagno molto più a lungo ( 48 ore) in modo che si ammorbidiscano bene. In questo modo i falafel vengono morbidi al punto giusto. Se vi piacciono ancora più morbidi potete aggiungere poca di mollica di pane raffermo ammollata nell'acqua. Verranno dei falafel anche più chiari esternamente e più morbidi, più simili a delle polpettine come siamo abituati a mangiarle noi, parola di chef mediorientale :D.  Io comunque preferisco sempre la prima versione.

E con questo, anche per oggi è tutto, vi lascio ai fornelli, ci ritroviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti. 

martedì 4 settembre 2012

Gemista


Ma quanto sono stata lontana dal blog? non vi sembra troppo tempo? e' vero che avete sentito fortissimo la mia mancanza? Vabbè,  dai, ci si convince di essere attesi, rimpianti, amati, e al momento della verità si fa un pò come gli struzzi :-)

Ma se io sono mancata a voi, o almeno a qualcuno di voi ( e grazie per le mail che mi avete mandato ) anche voi siete mancati a me.
E dopo questa sviolinata, un pò di sincerità è doverosa. Perchè se vi dicessi che non vedevo l'ora di tornare mentirei spudoratamente. In effetti ho fatto tante di quelle cose in questo periodo che non torno per niente riposata, più che altro stressata. E una pausa protratta più del previsto non l'avrei proprio esclusa. Ma ci sono cose che non si possono rimandare all'infinito, ci sono momenti che si vogliono ricordare per sempre, che devono essere immortalati. Istantanee che saranno li a ricordarci per sempre sensazioni, emozioni, sentimenti. Profumi e colori che ci riporteranno in quei luoghi del cuore che saranno per sempre un rifugio dell'anima.
Questa foto riassume la mia estate. Quando la guardo sento ancora l'odore del mare, l'aria calda carica dei profumi della macchia e il frinire dele cicale. Questa è la mia cartolina per voi, magari non vi farà sognare come fa sognare me.  Ma è comunque un suggerimento per chi come me vorrebbe che quest'estate non finisse mai...



Gemistaper 4 persone

peperoni rossi: 4 non troppo grandi
pomodori ramati: 4 grandi
cipolla: 1 e 1/2
riso per risotti: 170 gr
prezzemolo tritato: 4 cucchiai
finocchietto: un mazzetto
menta: 3 rametti
basilico: 12 foglie
aglio: 1 spicchio
sale e pepe: qb
olio evo: qb


Lavare i pomodori e i peperoni. Tagliare le calotte e tenerle da parte. Svuotare i pomodori dell'acqua e della polpa e tenerla da parte. Pulire internamente i peperoni. Con un coltello affilato ricavare da ogni peperone un anello di polpa. In un mixer frullare la polpa dei pomodori, quella dei peperoni, l'aglio, la cipolla e le erbe aromatiche, salare e pepare. Mescolare il composto al riso crudo e riempire le verdure. Irrorare abbondantemente con olio evo, chiudere ciascuna con la calotta tenuta da parte, sistemarle in una teglia, aggiungere un bicchiere d'acqua, ancora un pò d'olio e di sale ed infornare a 180°C per 1 ora e mezza. Se durante la cottura il liquido dovesse asciugarsi troppo aggiungere un pò d'acqua calda. Si gustano tiepide, e il giorno dopo sono ancora più buone.

Alcune annotazioni: al posto del finocchietto va benissimo dell'aneto fresco se lo avete a disposizione

E per chi fosse interessato anche alla versione cartacea, questa ricetta è sul numero di Luglio di A Tavola :-)

Un bacio a tutti e al prossimo post. Nel frattempo passerò a farvi visita...un pò alla volta eh, che tutti insieme siete troppi ;-) 

lunedì 20 giugno 2011

Purè di fave

Il sapore delle mie estati

Ci sono piatti che pur non appartenendo alla nostra tradizione familiare, regionale o del nostro paese, ad un certo punto entrano a far parte delle nostre consuetudini alimentari.
A me è successo tante volte: per esempio col cous cous di pesce, con l'hummus, col baba ganoush solo per citare alcuni di quelli che vanno per la maggiore non appena il primo caldo si fa sentire. Ma un altro piatto, che senza dubbio merita un posto d'onore sulla mia personalissima tavola, è il purè di fave.
Me ne sono innamorata perdutamente tanti anni fa quando me lo servirono per la prima volta in un ristorantino con vista sul mare di un'isola greca da sogno. Ora, se sia stato il panorama a farmelo sembrare tanto buono, la compagnia, o le bouganville che incorniciavano una scena tanto romantica non so. Fatto sta che da allora l'ho mangiato ancora tante e tante volte. Qualche volta il mare gli faceva da sfondo e qualche volta no. La buganville ogni tanto lasciava il posto alla vite americana o ad un cielo stellato...La compagnia invece fu la stessa per tanto, tanto tempo e il sapore di quel piatto continuava a piacermi.  
Ciò che però fugò ogni dubbio fu la volta che, tra le mura domestiche, decisi di metterlo alla prova. E lì, dove il mare era solo un lontano ricordo, la compagnia...beh.....non c'era più e le bouganville non avevano proprio mai pensato di dimorare, scoprii che era buonissimo lo stesso. 
Se aveva superato la prova delle nebbie padane, allora il merito era davvero tutto del piatto....
Che poi a dirla tutta, non serviva mica andare fino in Grecia per scoprirlo, bastava spostarsi un pò più a sud, oltre la nebbia, per scoprire per esempio che anche la Puglia celebra le fave in questo piatto che mi piace tanto.  Unica differenza l'accompagnamento. Se in Grecia l'ho sempre mangiato nature, o al massimo servito con cipolle rosse affettate sottili, in Puglia può capitare di trovarlo abbinato a cicoria e un pò di limone. 
Chissà poi se da qualche parte si serve in qualche altro modo....se avete notizie sono tutta orecchi.....pronta a sperimentare altre varianti.
La ricetta è semplicissima, ci vuole più a scriverla che a provare a farla e mangiarla.


Purè di fave
Ingredienti
per 2/3 persone


fave secche spezzate: 200 gr
patata: 1 piccola
cipolla bianca: 1 piccola
sale: qb
cipolla rossa: qb (o cicoria) di accompagnamento
olio evo: qb


Procedimento
La sera prima, mettere in ammollo le fave. Sciacquarle, metterle in una pentola un pò alta, unire la patata e la cipolla ridotte a pezzetti, aggiungere acqua rimanendo di un dito sotto il livello delle verdure, salare e far cuocere a fuoco lento mescolando ogni tanto finchè le fave non siano tenere e l'acqua assorbita (se necessario aggiungerne un pò). Mescolare energicamente per ridurre le fave in purè eventualmente regolare di sale, oppure se si preferisce un purè più liscio, passarle con un frullatore ad immersione.
Servire tiepido o freddo, accompagnato da cipolla rossa affettata sottile e un filo d'olio extravergine. Se si preferisce, sostituire la cipolla cruda con cicoria bollita e ripassata con aglio. A piacere aggiungere qualche goccia di limone.Va bene come contorno, ma anche come antipasto o  secondo piatto, insomma, va bene sempre e comunque :-) 

Con questa ricetta semplicissima ma con tutto il sapore dell'estate (almeno per me) vi auguro un buon inizio settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 13 luglio 2010

Involtini di Foglie di Vite

Se Maometto non va alla montagna...




Chi, stretto nella morsa di questa calura, non sogna almeno una volta al giorno spiagge bianchissime, esili palme, mari cristallini e bevande ghiacciate dal sapore esotico?
L'immagine è senza dubbio allettante.....chi non si lascerebbe sedurre dalle promesse di un mare tropicale!
Ma quando cerco la dolcezza di un sogno, non è a questo che penso...
Ho piuttosto impressa nella mente l'immagine di un mare blu cobalto, di piccole case bianchissime dalle finestre azzurre, di bouganville che incorniciano angoli freschi e appartati e cupole turchesi che colorano pendii aridi, bruciati dal sole, battuti da un vento caldo che porta con sè il profumo della salvia selvatica.....
Scorci di un mare da sogno che si aprono a strapiombo dai sentieri polverosi, segnati dagli alberi di fico, dalle viti e da cespugli spinosi...
Porticcioli che di sera si illuminano come tanti presepi, pescatori intenti a riparare le reti, profumi di souvlaki e pitta caldi, di tzatziki e ouzo....
Ritmi lenti e gatti sonnacchiosi....
Niente mi emoziona di più dei colori di un'isola greca, dove l'acqua, blu da mozzare il fiato, cede il passo all'azzurro di un cielo limpidissimo e tra le sfumature infinite di quel mare che riluce, illuminato dai raggi del sole, lo sguardo si perde in un infinito che apre il cuore...
E lì, per un attimo, ci si sente veramente liberi.....

Ma ahimè, anche quest'anno niente vacanze e soprattutto..... niente Grecia.
Solo a scrivere queste poche righe ho faticato a tenere a freno le emozioni...
Perchè la Grecia per me è così, emozione allo stato puro.
Comunque, dato che non ci potrò andare, cerco di arrangiarmi come posso.
E siccome a leggere di tutte queste partenze sono stata presa da un attacco di nostalgia e da un irrefrenabile desiderio di atmosfere vacanziere, mi sono detta: "fai qualcosa......"
Si, ma che faccio?.....
E che si può fare? Se Maometto non va alla montagna, la Montagna va a Maometto e così se non potrò assaporare le meraviglie della cucina greca seduta ad un tavolino, ammirando il riflesso delle luci del porto sul mare, vorrà dire che chiuderò gli occhi e mi farò trasportare da profumi e sapori inconfondibili......
E se devo pensare a qualcosa che sa veramente di Grecia e di vacanze non posso che pensare a loro.....i meravigliosi Dolmadakia.........ovvero gli involtini di foglie di vite.

Al di là della mia passione per la Grecia, questi involtini sono davvero molto buoni.
Un antipasto dal sapore diverso per la presenza dell'aneto e della menta.
Ottimo come finger food, anche per un buffet....In più, sono molto carini...
Si mangiano freddi, quindi hanno il vantaggio che si possono preparare in anticipo.
Se non li avete mai provati ve li consiglio......hanno un sapore molto delicato e sono leggerissimi...

Involtini di Foglie di Vite

Ingredienti
per circa 18 involtini

riso tipo Carnaroli: 160 gr
foglie di vite: una trentina grandi
cipolla bianca: 1
prezzemolo: una manciata
aneto: una manciata
menta: una manciata
limone: il succo di mezzo
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Procedimento

Innanzitutto lavare le foglie di vite, tagliare il picciolo alla base e farle bollire per circa 4 minuti in acqua bollente salata, immergendone poche alla volta.
Mano a mano che sono pronte stenderle su un telo e lasciarle asciugare.
Tritare la cipolla finemente, farla appassire a fuoco dolce in un pò d'olio.
Aggiungere il riso, il prezzemolo, l'aneto e la menta lavati e tritati, sale e pepe e mescolare bene.
Aggiungere acqua bollente fino a coprire il riso, e far cuocere per dieci minuti.
Trascorso il tempo far raffreddare completamente (l'acqua verrà assorbita)
Una volta freddo, prendere piccole quantità di riso (circa un cucchiaio da te) e disporlo alla base delle foglie, dove c'è il picciolo. Richiudere le foglie prima ripiegando i lembi destro e sinistro verso l'interno, dove c'è il riso e poi arrotolandole fino a formare un involtino cercando di sigillarle bene per non far uscire il ripieno.
L'operazione sarà più agevole se sceglierete delle foglie grandi!
Procedere così fino ad esaurimento degli ingredienti.
Con le foglie di vite avanzate, foderate una teglia e adagiatevi gli involtini, uno vicino all'altro, anche sovrapposti.
Versare acqua acidulata con il succo di mezzo limone fino a ricoprire gli involtini e mettere sul fuoco a fiamma bassa per un'ora abbondante.
Trascorso il tempo togliere dal fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Una volta freddi disporre su un piatto da portata gli involtini insieme a fettine di limone.

Alcune annotazioni importanti
La ricetta è semplice, ma poichè i passaggi sono diversi può risultare un pò lunga.
Meglio cuocere le foglie di vite il giorno prima in modo da rendere più veloce la preparazione.
Una volta cotte le foglie, disporle a strati ben distese su un piatto, chiudere con la pellicola e conservere in frigorifero fino al momento di utilizzarle.
L'aneto forse non è di facilissima reperibilità per tutti, ma conferisce al piatto il sapore particolare, quindi se non lo trovate fresco, meglio non preparare questi involtini che perderebbero il loro gusto caratteristico.
Proprio proprio a volerli fare a tutti i costi, apprezzandone comunque la particolarità, si può sostituire l'aneto con il finocchietto selvatico....
Le foglie di vite si possono usare fresche, secondo me è la cosa migliore, se avete la possibilità di procurarvene che non siano state trattate con antiparassitari.
In alternativa potete acquistare quelle in salamoia che vendono in alcuni supermercati molto forniti o nei negozi di prodotti greci.

Io con queste quantità ho preparato circa 18 involtini....dico circa perchè ho dimenticato di contarli....quindi potrebbero essere 18 o 20.....
Serviti con un'insalata greca, dello tzatziki e del pane pitta, saranno una deliziosa cena greca!