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venerdì 27 luglio 2018

Paella vegan


La Paella non ha certo bisogni di presentazioni, è un piatto che mi piace moltissimo e che trovo molto conviviale. Quando ho una cena tra amici solitamente spazio tra la cucina mediorientale e quella spagnola, chissà perché! Forse perché associo l’idea di una cena tra amici ad un momento di festa, un po’ come le vacanze, e forse perché questi piatti me le ricordano, ecco, forse sarà per questo. Se il ragionamento vale, allora i greci o gli spagnoli, o i libanesi, durante le cene con gli amici dovrebbero preparare gli spaghetti! Ma non sono proprio certa che sia così! J
Tornando alla nostra Paella vegana (perché di questo si tratta) direi che non è difficile da preparare, un po’ più lunga di un risotto magari, però davvero ne vale la pena, e la cosa bella è che il giorno dopo è ancora più buona, anche per voi? Quali sono i segreti per preparare una fantastica paella vegana? Beh, innanzitutto il riso, e qui si potrebbe aprire un dibattito infinito, che io renderò molto breve dicendo che io la preparo con il riso integrale (Tipo Carnaroli), ma ci sarebbe un tipico riso da Paella, che non è né il parboiled né quello da risotti. Ma io ho scelto di utilizzare un riso a Km 0 (o quasi) cioè del nostro territorio, e per di più integrale. I puristi della Paella spagnola mi perdoneranno, ma cerco sempre di cucinare in maniera sostenibile, almeno quando posso!.
Detto ciò, il resto è tutto in discesa: verdure dell’orto, fagioli al posto delle proteine animali, zafferano e mi raccomando: che ci sia l’irrinunciabile crosticina sotto, sennò che Paella è?
Il procedimento potrebbe sembrare complicato, ma vi assicuro che non lo è, seguite i passaggi e vi ritroverete in tavola una fantastica paella vegana.
Se volete un'idea per un'atmosfera mediorientale, provate queste melanzane dell'imam svenuto (svenuto per la bontà s'intende!)   

Paella integrale vegan
Preparazione: 30 minuti
Cottura:  70 minuti circa
Ingredienti per  5/6 persone
Riso integrale: 400 g
Aglio: 3 spicchi piccoli
Cipolla: ¾ di una dorata media
Peperone rosso: ¾
Peperone giallo: ¾
Melanzana lunga: 1 media
Zucchina: 1
Pomodoro: 1
Fagiolini: una manciata
Piselli: una manciata
Fagioli tipo Spagna: 1 manciata (già bolliti) oppure fave fresche
Paprika piccante: 1 cucchiaino
Zafferano: 3 bustine (o pistilli)
Prezzemolo: 1 cucchiaio tritato
Brodo vegetale: 1,5 l circa
Sale integrale: qb

Procedimento
Mettete a mollo il riso per almeno 24 ore cambiando l’acqua almeno un paio di  volte.
Preparate 1,5 litri di brodo vegetale con sedano carota cipolla, o con il dado homemade.
Tagliate a fette la melanzana, cospargetele di sale grosso, ponetele in uno scolapasta con un piatto e un peso sopra e lasciatela per circa un’ora, poi lavatela ed asciugatela.
Tritate sottile aglio e cipolla e fateli appassire in 3 cucchiai di olio evo, aggiungete la paprika. Tagliate a cubetti i peperoni, tenendone qualche strisciolina intera per la decorazione e aggiungeteli al trito di cipolla e aglio. Fateli cuocere per dieci minuti con un po’ di sale, poi aggiungete il pomodoro pelato e privato dei semi, dopo averlo tagliato a cubetti. Fate cuocere 10 minuti poi aggiungete la zucchina a dadini e continuate la cottura per pochi minuti.
In una padella antiaderente cuocete la melanzana a cubetti e fatela leggermente rosolare in due cucchiai d’olio evo.  Unite la melanzana al resto delle verdure.
Sbollentate separatamente i fagiolini per 5 minuti, i piselli per 5 minuti ed eventualmente le fave per 3/4 minuti a seconda della dimensione (oppure sostituitele con i fagioli bolliti) 
Nella paellera, tostate il riso, poi aggiungete tutte le verdure, il brodo e lo zafferano sciolto in poco brodo (io ne ho aggiunto all’inizio un litro, e l’altro successivamente, regolatevi in base al tipo di riso).Fate cuocere a fuoco basso ma facendo sobbollire piano senza mai muovere il riso coperto lasciando una fessura aperta (io l’ ho cotto in 40 minuti) A cinque minuti dalla fine aggiungete il prezzemolo tritato. Fate formare la crosticina sul fondo, se non si forma, alzate leggermente la fiamma facendo attenzione a non farlo bruciare. Spegnete, togliete dal fuoco e fatela riposare prima di servire. Spruzzate di limone prima di gustarla.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

venerdì 6 luglio 2018

Tortilla vegan



Riprendo la sana (si fa per dire) abitudine di postare la ricetta del venerdì sera, quella che si può mangiare stando comodamente distesi sul divano ricordate? Con una bottiglia di birra e il gatto seduto di fianco J Il gatto è fondamentale direi, per tutti i giorni della settimana però!
Comunque, tornando alle vecchie sane abitudini, oggi è la volta della Tortilla spagnola, la conoscete? La tortilla anche se potrebbe sembrare, non è una frittata, è una Tortilla e deve essere alta.
Per diversi anni ho assistito alla preparazione della Tortilla dato che conoscevo dei veri appassionati che in Spagna avevano vissuto per molo tempo, e quindi insieme alla degustazione, toccava anche sentire tutto quello che c’è da sapere per fare una Tortilla perfetta. Riassumo qui i concetti fondamentali il primo, come ho già scritto sopra è che deve essere alta, parecchio alta, in Spagna nei bar si trova anche farcita con le verdure come un panino, giusto per non farsi mancare niente J
Il secondo concetto, è che le patate e le cipolle vanno fritte. Eh lo so, starete già dicendo no, ma allora lasciamo stare, ci sarà una versione light, ecce cc.
Certo si può fare anche la versione light e sono sicura che sarà pure buona, sta di fatto che lo sapete anche voi che quello che è fritto ha un altro sapore, quindi non aggiungerò altro, il concetto è chiaro.
Ragion per cui, se decidete di assaggiare la Tortilla vegana, io vi consiglio di seguire queste due semplici regole. Se eliminiamo le uova e non friggiamo le verdure diventa proprio un’altra cosa, buona sicuramente, ma un’altra cosa. Quindi, se vi siete convinti a friggere, l’ultimo consiglio riguarda proprio la frittura, dovete assolutamente evitare di far scurire le patate e le cipolle, vanno fritte si ma devono rimanere morbide, quindi la temperatura dell’olio deve essere giusta, non troppo elevata.
Detto ciò, la nostra Tortilla vegana non ha più segreti, non resta che mettersi all’opera seguendo la ricetta qui sotto. Io ho usato la farina di miglio, se volete potete sperimentare altre farine, ma questa rimane più morbida delle altre. Qualche altra idea da venerdì sera sul divano? Guardate qui qui  o qui , oppure fate un giro tra queste pagine che di venerdì ne sono trascorsi tanti :) 

Tortilla vegan
Ingredienti per 2 persone

Patate (meglio vecchie): 600 g
Cipolle bianche: 350 g
Farina di miglio: 3 cucchiai
Bevanda vegetale di soia: qb
Olio evo: per friggere
Acqua: qb
Sale: qb

Procedimento
Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Affettate le cipolle. Scaldate abbondante olio in una casseruola e friggete prima le patate e poi le cipolle, facendo attenzione a non farle colorare, devono rimanere chiare, quindi la temperatura dell’olio non deve essere troppo elevata. Asciugate patate e cipolle su carta assorbente.
In una boule ponete la farina di miglio con una presa di sale, aggiungete un po’ di bevanda vegetale mescolando con una frusta per evitare i grumi. Aggiungete ancora poca acqua per ottenere una pastella fluida della consistenza dell’uovo sbattuto.
Unite le verdure fritte alla pastella, mescolate bene, aggiustate di sale e pepe. Scaldate poco olio evo in una piccola padella antiaderente e versate il composto, appiattitelo con un cucchiaio e fatelo cuocere lentamente per circa 8/10 minuti per lato, prima senza coperchio, poi con il coperchio per non fare asciugare troppo la tortilla. Fate formare la crosticina prima di girarla. Durante la cottura aiutatevi con una spatola per non fare attaccare la tortilla alla pentola e muovete la padella ogni tanto, così girarla risulterà molto semplice e non rischierete di romperla.
Una volta cotta fatela intiepidire. Potete mangiarla tiepida o fredda, semplice o farcita con verdure crude. Servitela con birra ghiacciata.
Se volete potete omettere la bevanda alla soia e utilizzare solo acqua. Potete aggiungere alla vostra Tortilla vegana qualche erbetta come per esempio un pò di prezzemolo tritato.
Se utilizzate la bevanda di soia dovrà essere senza zucchero nè aromi.  
Un bacio a tutti e buon week end. 

lunedì 11 settembre 2017

Blinis vegan con crema di yogurt ed erba cipollina


Questa è la ricetta che ho preparato  per il mio showcooking  di ieri al Sana. Diverse persone mi hanno chiesto al ricetta e quindi eccola qua, in tutta la sua semplicità, ma che richiede qualche accortezza per l’ottima riuscita.
Sono dei blinis vegan, cioè delle frittelline lievitate di origine russa, con farina di grano saraceno, accompagnate da una crema acida che ho ottenuto facendo colare dello yogurt di soia al naturale. Il tutto aromatizzato da erbe fresche, io ho scelto l’erba cipollina, ma si possono inventare tanti abbinamenti diversi: aneto e cetriolo, coriandolo e daikon, ecc  ecc. 
La difficoltà di questo tipo di ricette sta nell’ottenere un prodotto morbido e soffice e non gommoso, e questo dipende sia dal tipo di farine usate, sia dalle proporzioni tra solidi e liquidi. Con queste proporzioni vengono dei blinis vegani molto soffici, fate attenzione però alla consistenza della pastella (che non deve essere troppo liquida, né troppo densa) e alla temperatura della padella che non deve essere troppo elevata altrimenti il blini risulterà duro.  Se vi sembra difficile tenere conto di tutto questo vi assicuro che non è così, basta qualche prova e vedrete che sarà semplicissimo. 


Blinis con crema di yogurt ed erbe aromatiche

Preparazione: 15 minuti (più il riposo)
Cottura: 15 minuti

Ingredienti
(per circa 25/30 pezzi)

farina 1 bio: 100 g
farina di grano saraceno bio: 1 cucchiaio
aceto di mele: 1 cucchiaino
olio evo: 1 cucchiaino
lievito naturale: 3 cucchiaini
latte di soia al naturale non aromatizzato nè dolcificato: 60 g
acqua frizzante: 80/100 g (in base all’assorbimento)
curcuma: due pizzichi
paprika: un pizzico
sale integrale: qb
yogurt di soia colato: 250 g (per come prepararlo leggi il procedimento sotto)
erba cipollina fresca: qb (o altre a piacere)
ravanelli: 2
fiorellini eduli: per decorare

Procedimento
Mescolate le polveri in una boule, fate un foro al centro, versate il latte di soia e l’aceto, e aspettate qualche istante.  Aggiungete un po’ d’acqua cominciando a mescolare con una frusta e unite quella necessaria a formare una pastella non troppo liquida. Lasciate riposare dieci minuti.
Scaldate una padella antiaderente (senza arroventarla), versate un goccio d’olio evo, distribuitelo con un pennello e versate un mestolino piccolo di pastella (la consistenza deve essere tale che il liquido si espanda lentamente in modo che  allargandosi cominci a cuocere così da rimanere abbastanza spesso). Quando si formano le bollicine è il momento di girare il blini e di cuocerlo dall’altro lato. Fate formare una crosticina dorata, ma non scura. Procedete così con tutto l’impasto. 
Per preparare lo yogurt colato, ponete 500 g di yogurt in un colino foderato con una garza di cotone o lino pulita e priva di residui di detersivo (nel dubbio fatela bollire). Salate lo yogurt e ponete il colino sopra una ciotola a raccogliere il siero. Lasciatelo (10/12 ore in frigorifero). Il giorno dopo la crema di yogurt sarà pronta. Potete utilizzare il siero per preparare il pane. 
Quando tutti i blini saranno pronti (manteneteli tiepidi coprendoli con un telo) ponete su ognuno una quenelle di crema di yogurt, aggiungete erba cipollina fresca a pezzetti, qualche fiorellino di rosmarino o petalo di fiori eduli, un pizzico di paprika e una fettina di ravanello. Servite subito. 
Per i dettagli su come preparare lo yogurt colato o i formaggini di soia leggete qui 
Con questa ricetta auguro a tutti una felice settimana. Un bacio e al prossimo post.

venerdì 26 agosto 2016

Riso nero con ananas e anacardi


Settembre ormai è alle porte e tra un po’ sarà un tripudio di nocciole, fichi, cachi, zucche, e tutto quello che la stagione porta con sé, non ultima la tristezza che puntualmente arriva con la fine dell’estate, almeno per me. 
Io dovrei proprio trasferirmi in un paese dove l’imperativo categorico sono le ciabatte. Non che sia un’amante delle ciabatte eh, questo no, non le uso nemmeno in casa, ma certamente lo sono di quel senso di leggerezza e libertà che solo le infradito sanno dare!
A parte gli scherzi, che però non lo sono poi tanto, avrei fretta di postare tanti piatti deliziosi ed estivi prima che scada il tempo utile, ma purtroppo la stanchezza e la pigrizia che arrivano puntualmente con il caldo e le belle giornate non mi hanno permesso e non mi permettono di condividere tutto quello che avrei voluto e vorrei.
Però il piatto a base di riso nero e ananas  che mi è piaciuto veramente moltissimo, non posso mancare di postarlo: delizioso, un po’ esotico, con quel pizzico di agrodolce che ci porta sempre lontano, con uvetta, anacardi, zenzero e peperoncino: profumato, leggermente croccante, speziato e piccante.
Ho usato insieme riso nero e riso thai, ma sarà perfetto anche con solo uno dei due. Per semplificare il procedimento, io opterei per il riso nero. E' molto semplice da preparare e ne vale veramente la pena, un delizioso piatto per una cena estiva, finchè possiamo approfittiamone.

Riso nero all'ananas e anacardi

preparazione: 20 minuti
Cottura: 30 minuti

Ingredienti per 2 persone

riso nero: 70 g
riso thai: 70 g
ananas fresco: 50 g
anacardi: 1 manciata
zenzero: 2 fettine
cipollotti: 2 grandi
peperoncino piccante: 1
olio evo: 3 cucchiai
uvetta: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
curcuma: 1 cucchiaino

Procedimento
Cuocete il riso nero mantenendolo al dente. Cuocete il riso thai con una volta e mezza l’acqua e fatela assorbire completamente dopo aver aggiunto la curcuma. Tenete da parte il riso.
Ungere d’olio evo una piccola padella e saltare l’ananas tagliata in piccoli cubetti
In un'altra padella insaporite l’olio con lo zenzero e il curry e tre fettine di peperoncino fresco, poi saltate il riso facendolo diventare leggermente croccante. 
Tostate gli anacardi dopo averli aperti
Mettete da parte l’ananas e saltate i cipollotti in poco olio evo e sale. Aggiungete al riso l’uvetta ammollata e scolata, l’ananas, i cipollotti, un po’ di peperoncino fresco tritato finemente, del prezzemolo tritato e gli anacardi. Servite tiepido.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend a tutti. Un bacio e al prossimo post

martedì 7 giugno 2016

Moussaka vegan


La mia passione per la Grecia non è un mistero, ne ho parlato diverse volte ed ho già postato quelli che per me sono i piatti irrinunciabili: le verdure ripiene di riso, il purè di fave  i dolmades. Ma c’è un altro piatto molto buono  che ritengo però, almeno per ora, difficile trovare in versione vegan nelle taverne greche: il Moussaka 
Ma non dobbiamo disperare perché la bella notizia è che per non dover rinunciare ad un piatto tanto buono, basta prepararselo a casa! Non è difficile, forse un po’ lungo, ma i piatti tradizionali spesso lo sono ed è per questo che molte volte sono destinati ai giorni di festa. Il mio consiglio nel voler affrontare la preparazione del Moussaka vegan è quello di preparare il ragù magari il giorno prima, la ricetta la trovate qui. Fatto questo, l’unica parte noiosa sarà friggere le melanzane, però la fatica sarà assolutamente ripagata dalla bontà del piatto. 

Tra un po’ sarà tempo di cene in giardino, di tavole estive illuminate da candele, immerse nel verde di qualche fresco giardino, o di qualche rigoglioso terrazzo. Magari incorniciato da splendide bouganville,  da qualche albero di fico, e di ulivo, piatti e bicchieri colorati e la Grecia nel piatto! Praticamente un sogno! che però noi possiamo realizzare. 
Tutti i suggerimenti per decidere cosa mettere nel piatto ve li ho dati io. Quelli per preparare la tavola invece ve li dà Dalani, guardate qua che meraviglia! 
Non resta che aspettare la fine delle grandi piogge per poter iniziare a pianificare le nostre cene estive. 
E se dopo la Grecia vi venisse voglia di qualche altra meta, su Dalani trovate anche tutte le atmosfere di Marocco, Cambogia e Capri!  Evviva! ce ne sarà per tutta l’estate :) E dato che il sole oggi è tornato a splendere, mettiamoci subito all'opera, che sarà un lungo viaggio  ;)

Moussaka vegan

Preparazione: 40 minuti
Cottura: 60 minuti per le varie fasi (più il tempo per il ragù)

Ingredienti
Per 2 persone

patate: 1
melanzana  lunga: 1
ragù vegan:  qb (ricetta  qui )
olio per friggere: qb

Per la besciamella

latte di soia: 500 g
farina di riso: 40 g
olio evo: 40 g
noce moscata: qb
sale, pepe: qb

Procedimento 
Lavare la melanzana, asciugarla, tagliarla a fette di ½ cm di spessore, sistemarla a strati in uno scolapasta, cospargerla di sale grosso e tenere per un’ora. Quindi lavare le fette di melanzana, asciugarle bene e friggerle in olio caldo finché saranno leggermente dorate. Salare e tenere da parte
Lessare la patata finchè sarà tenera ma non troppo cotta. Pelarla, tagliarla  a fette non troppo spesse e  tenere da parte
Preparare un roux mescolando la farina con l’olio e fare tostare sul fuoco per qualche minuto. Aggiungere il latte di soia bollente poco alla volta stemperando con una frusta per eliminare eventuali grumi. Cuocere per dieci minuti dal bollore, salare ed aggiungere una grattugiata abbondante di noce moscata e del pepe.
In una teglia da forno, distribuire un cucchiaio di besciamella, adagiare le patate sovrapponendole leggermente, poi uno strato di melanzane, uno abbondante di ragù, e per ultimo la besciamella. Infornare a 180° per 30 minuti passando al grill gli ultimi cinque minuti finchè la besciamella non sarà dorata. Lasciare intiepidire e servire.
Alcune annotazioni: il piatto è molto buono anche il giorno dopo. Per il ragù, potete optare anche per quello di seitan se preferite. Trovate la ricetta qui 

Con questa ricetta auguro a tutti una settimana soleggiata :) Un bacio e al prossimo post

mercoledì 20 gennaio 2016

Linzer torte

Tortiera Le Creuset 
Tristezza per favore vai via. Qualcuno sa come fare? Idee, suggerimenti, segreti? Non so, mi sa che tocca aspettare che passi. Ci facciamo intristire da cose che tanto non possiamo cambiare. Io credo poco nei cambiamenti, ci spero sempre ma sono abbastanza disillusa al riguardo. L’unico cambiamento in cui credo è il nostro personale, ma non è mica semplice…
Ma sono veramente gli altri a renderci tristi? Le cose che succedono? O siamo noi che non riusciamo a vederle con gli occhi giusti? 
Si è vero, sono convinta che la risposta giusta sia la seconda, ma ci sono dei giorni no, quelli in cui anche se abbiamo tutti gli strumenti per vedere le cose nel modo giusto ci crogioliamo in una specie di piacere masochistico per la sofferenza. Certo il mondo è quello che è, certe cose certamente non rendono felici, fanno soffrire, ma se non sappiamo affrontarle nel modo giusto, anche ingiuste che siano, vivremo da infelici e basta. 
Quindi basta, non sono più triste, mi metto a lavorare e non penso più alla tristezza! Questo è il modo migliore, spostare il pensiero altrove, vedrete che troverete tante cose per cui essere felici, anzi felicissimi, tipo una Linzer torte :) 
Ecco, io con il tempo ho iniziato a fare così, e funziona! Davvero! Non state a rimuginare troppo su quello che non vi piace, pensate a qualcosa di bello, a quello che più amate nella vita, alle cose meravigliose che ci circondano e vi tornerà il sorriso.
Poi se proprio faticate, allora preparatevi una torta, un dolce che vi piace, che vi metta allegria, tipo la linzer torte! poi mangiatelo oppure no, l’importante è il profumo che invade la casa, le mani impegnate a prepararlo, e caso mai donatelo a qualcuno per renderlo felice :)

Linzer torte

Preparazione: 30 minuti
Cottura. 35/40 minuti

farina di farro integrale: 120 g
farina di mandorle (o di nocciole): 50 g
farina di frumento tipo 2: 130 g
farina di riso: 50 g
olio di semi di girasole: 100 g ( o  150 g margarina home made)
burro di cacao: 20 g  (omettere se si usa la margarina)
zucchero di canna mascovado:  45 g
zucchero dai fiori di cocco (panela): 45 g
lievito naturale: 12 g
estratto di vaniglia: 1c
cannella in polvere: 1 c colmo
buccia grattugiata di 1 limone 
acqua fredda: 30 g
sale: 1 pizzico
panna di soia: 2 C
marmellata di lamponi o mirtilli: 200 g
mandorle in lamelle: 30 g circa 

Procedimento 
1) Miscelare le farine e mescolarle al lievito, al sale e alla cannella. Aggiungere la buccia del limone grattugiata e lo zucchero polverizzato con un mixer.
2) Impastare le farine con la margarina homemade (oppure con l’olio e il burro fuso a temperatura ambiente) e la vaniglia. Aggiungere l’acqua freddissima necessaria ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.
3) Dividere l’impasto in due parti, una 2 volte l’altra. Aggiungere alla parte più piccola la panna di soia, e amalgamarla per ottenere un composto morbido. Metterlo dentro una sac a poche e tenere entrambi gli impasti in frigorifero per almeno un’ora.
4) Oliare ed infarinare leggermente una tortiera, stendere l’impasto più grande come si fa per una crostata. 
5) Stendere la marmellata, poi con la sac à poche e una bocchetta di 1 cm di diametro formare la griglia. Con una forchetta, abbassare e regolarizzare il bordo della crostata utilizzando il dorso. Se utilizzate mandorle intere con la buccia come ho fatto io, riducetele in lamelle con un coltellino affilato ( ci vuole solo un po’ di pazienza). 
6) Distribuire le lamelle di mandorle lungo tutto il bordo. Infornare per 35 minuti circa a 180° finchè la pasta risulterà dorata. Sfornare  e far raffreddare su una gratella.

Con questa ricetta scaccia tristezza vi auguro una buona continuazione di settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 15 gennaio 2016

Involtini di alga nori con verdure e germogli


Siete ancora in fase detox? Che ne dite di preparare degli involtini con alga nori e tante verdure? Rigorosamente crudi, così non accendiamo nemmeno il gas, gluten free se scegliete la salsa tamari, e con un po’ di avocado ad aggiungere quel pizzico di cremosità che ci vuole. Basta, non c’è altro in questo piatto. Però sono buonissimi, sarà che io adoro i sapori orientali, le alghe, la shoyu e la tamari. Impazzisco per le verdure crude, tra cui la rapa a cui proprio non so resistere! e quella si che è detox! Ripulisce il fegato che è una meraviglia, una bell’estratto di rapa rossa e carota per esempio! vi stuzzica l'idea?
Vabbè, ma non andiamo fuori tema. Restiamo qui agli involtini di alga nori e al potere detox delle verdure, ai benefici delle alghe e alla bontà della cucina d’ispirazione orientale, e non ultimo, alla bellezza dei colori delle verdure invernali. Non so dire per quante persone sia questo piatto, dipende da cos’altro ci abbinerete. 
Io ho mangiato tutti e 12 i pezzi da sola, e ne avrei mangiati altri, quindi niente, in base al numero di portate regolatevi. Cosa ci metterei io con questi involtini? Ovviamente la zuppa di miso, che altro! La adoro! E poi se proprio volete ancora qualcosa, il tofu croccante, adoro pure quello, (però non siamo più in tema detox ok? quello riguarda solo gli involtini, e magari la zuppa se evitate la pasta)
Beh dai non si può dire che non mi dia soddisfazione da sola, mi piace tutto ;) d’altra parte se non trovassi buoni i piatti non finirebbero tra queste pagine. 
E allora che involtini siano, non sono difficili da preparare, richiedono solo un approccio leggermente zen, per il taglio delle verdure e per la delicatezza richiesta per arrotolare e tagliare i rotolini. Ah, e un coltello in ceramica magari, o uno affilatissimo per non rovinare tutto il lavoro, ecco, solo questo! 

Involtini di alga nori con verdure e germogli

Preparazione: 30 minuti
Cottura: nessuna

Ingredienti per 12 pezzi

alga nori: 2 fogli
carota: 1
rapa rossa (o rosa) : ½
cavolo viola: 50 gr
germogli di soia: 20 gr
germogli di porro: 10 gr
avocado: ½
radice di zenzero: 1 cm
salsa di soia o Tamari: per servire
succo di limone: qualche goccia
sale: un pizzico

Procedimento

1) Eliminare la buccia dallo zenzero, tagliarlo in due fettine sottili e metterlo in una ciotolina con della salsa di soia o tamari.
2) Lavare tutte le verdure e i germogli ed asciugarle bene. Con una mandolina tagliare la carota a fettine sottili e poi a listarelle; Procedere allo stesso modo con la rapa. Sbucciare l’avocado, tagliarlo a metà e da una delle due metà ricavare tre fette sottili che userete per farcire gli involtini dopo averle divise in due parti ciascuna. 
3) Tagliare a pezzettini la parte rimanente, metterlo in una ciotola, aggiungere un pizzico di sale e qualche goccia di limone e schiacciandolo con una forchetta ridurlo in crema. 
4) Su un tagliere ricoperto con un telo da cucina stendere il foglio di alga nori con il lato lungo a formare la base del rettangolo. Spalmare uno strato leggero di crema di avocado su ¾ della superficie, lasciando libera la fascia superiore. Disporre le verdure procedendo orizzontalmente partendo dal basso del foglio di alga nori in modo da formare tante strisce di verdure diverse senza mescolarle tra di loro. Iniziare formando una striscia di carota a listarelle, procedere poi con le rape rosse tagliate a fiammifero; aggiungere l’avocado tagliato a fettine (3 pezzi per involtino) i germogli di porri a mucchietti formando una striscia orizzontale e terminare con i germogli di soia. 
5) Aiutandovi con il telo da cucina sollevate l’alga e chiudete l’involtino più stretto che potete senza romperlo (verrà un diametro di circa 3 cm) alla fine bagnate il bordo superiore in modo da sigillarlo bene. Tagliatelo a cilindri di circa 3 cm di lunghezza. Eliminate lo zenzero dalla salsa, sistemare i rotolini su di un piatto e servirli con delle ciotoline individuali di salsa di soia o tamari.
Bene allora buon proseguimento detox a tutti. Io posterò presto altre cose che detox non sono, ma lo farò senza dare troppo nell'occhio per non indurvi in tentazione. Un bacio a tutti e al prossimo post.

martedì 27 ottobre 2015

Stufato di fagioli speziato con riso basmati alla curcuma


Che ne dite di uno stufato di fagioli misti speziato? I legumi sono un alimento importantissimo che non dovrebbe mancare sulla nostra tavola, l’ho detto tante volte e rischio di essere ripetitiva, però sento un sacco di gente che non ne fa uso per questo o quell'altro motivo. Uno è senza dubbio legato al fatto che ci vuole un po’ a cuocerli, l’altro è legato alla digeribilità dell’alimento. Dunque, per quanto riguarda la prima questione, se voi vi ricordate di metterli in ammollo il giorno prima e avete una pentola a pressione, in 20 minuti ve la cavate e non mi sembra un tempo eccessivo, direi che è fattibile. Per aumentare la digeribilità invece vi consiglio di lasciarli in ammollo per 24 ore cambiando l’acqua tre, quattro volte con un pezzo di alga kombu e una foglia di alloro, e poi di cuocerli sempre con alloro e alga kombu per il tempo necessario. L’alga kombu poi la potete mangiare tranquillamente in insalata, oppure utilizzarla per la preparazione stessa. Detto ciò, resta da trovare qualche ricetta sfiziosa per gustare al meglio questo importantissimo ingrediente. Certo per me è facile perché io adoro i legumi e sulla mia tavola non mancano quasi mai, direi che mi piacciono in tutti i modi: sotto forma di zuppa, di minestra, in insalata, trasformati in burger vegetali, in paté e non so cos'altro, comunque per qualche spunto potete sbirciare tra queste pagine o guardare per esempio qui , qui, e qui, La ricetta di oggi è stata la mia cena di sabato: stufato di fagioli misti speziato, accompagnato da riso alla curcuma, uno di quei piatti che scaldano, avete presente? sia per la presenza delle spezie, sia perché lo stufato di per sé rimanda a piatti ricchi, avvolgenti e di casa. E poi è molto conviviale, servito in un bel piatto da portata al centro della tavola e con poco altro di accompagnamento avrete una cena sana, gustosa, sfiziosa e semplice da realizzare, per di più che si può preparare in anticipo. Sempre che vogliate una cena semplice eh, niente di sofisticato, ma per quello ci saranno altre ricette e altre occasioni. Ogni tanto anche qualcosa di proprio casalingo ha il suo perchè :)
Qualche variante per questa ricetta? Al posto del riso, potete preparare della polenta morbida aromatizzata con funghi o erbe aromatiche, oppure del cous cous che ne dite? Vogliamo provare? :) 

Stufato di fagioli speziato con riso basmati alla curcuma  
Ingredienti
Per 4 persone

riso basmati: 280 gr
curcuma: 4 cucchiaini
fagioli neri: 50 gr
fagioli occhio: 50 gr
fagioli cannellini: 40 gr
pelati (o pomodoro fresco se in stagione): 400 gr
peperoncino fresco: a piacere
cipolla: 1 piccola
alloro: 1 foglia piccola
alga kombu: 4 cm
chiodi di garofano: 2
semi di coriandolo: 2 cucchiaini
prezzemolo fresco tritato: 4 cucchiai
salvia: 2 foglie
olio evo: 3 cucchiai
succo di limone o lime: qualche goccia
sale: qb

Procedimento
La sera prima mettere a bagno i fagioli. Sciacquarli e cuocerli in pentola a pressione con un pezzetto di alga kombu per 20/25 minuti, poi scolarli. Ridurre in polvere fine i semi di coriandolo pestandoli in un mortaio. Tritare finemente la cipolla e soffriggerla con tre cucchiai d’olio caldo a fuoco lento, dopo qualche minuto aggiungere un po’ d’acqua e continuare finchè non sarà morbida. Unire tutte le spezie, le erbe aromatiche e il peperoncino tritato finemente e fare insaporire la cipolla per qualche minuto. Unire i fagioli, la polpa di pomodoro, un bicchiere  d’acqua, la punta di un cucchiaino di zucchero e far cuocere a fuoco dolce per  un’ora (a metà cottura eliminare l’alloro) Ad un paio di minuti dalla fine aggiungere il prezzemolo tritato finemente,  aggiustare di sale e togliere dal fuoco. Deve risultare uno stufato morbido ( se tende ad asciugarsi troppo aggiungere un po’ d’acqua durante la cottura )
Preparare il riso
Lavare il riso finchè l’acqua non risulterà limpida. Poi  metterlo a bagno per almeno un’ora (ma anche di più)
In una pentola portare a bollore un volume d’acqua pari ad una volta e mezzo quello del riso (esempio: se abbiamo due bicchieri di cereale, l’acqua dovrà essere tre bicchieri ) Quando sta per bollire unire la curcuma e il sale e appena bolle versare subito il riso. Riportare a bollore portando la fiamma al minimo, coprire con un coperchio lasciando una piccolissima fessura. Far cuocere il riso senza aprire e senza toccarlo per il tempo necessario (dipende dal tipo di riso, il mio ci impiega 7 minuti) Trascorso il tempo, l’acqua dovrà essere del tutto assorbita; a questo punto togliere dal fuoco e far riposare 5 minuti; sgranare con una forchetta ed  il riso è pronto. Se desiderate un sapore più intenso e sfruttare anche tutte le caratteristiche benefiche della curcuma, potete aggiungerne un po’ a fine cottura, dopo aver ben sgranato il riso, aggiunto un filo d’olio e qualche goccia di limone. Servire il riso a cui aggiungerete con al centro lo stufato di fagioli ben caldo, a piacere per completare il piatto si possono aggiungere delle carote al vapore. 

Alcune annotazioni: Le spezie vanno dosate in base ai propri gusti e all'intensità della spezia stessa, non tutte sono uguali quindi è bene aggiungerne poca alla volta fino a raggiungere il sapore che gradite.  Se desiderate variare il piatto, potete aromatizzare il riso con curry o zafferano. e utilizzare cereali e legumi diversi. 

lunedì 17 agosto 2015

Fagioli neri piccanti

Pentola Le Creuset 
Per mia fortuna sono una di quelle persone che adora i legumi, quindi per me sostituire le proteine animali diventa facile, basta abbinarli a dei cereali, variare il più possibile ed il gioco è fatto, semplice no? Di contro però, per non annoiarsi  a tavola di tanto in tanto bisogna inventare qualche ricetta nuova. Ora, quella di oggi non è certo la ricetta più originale che possiate trovare su questo blog,  ma mi serviva un pretesto per provare la mia pasta di peperoncini piccanti, ed ecco svelata la genesi di questo piatto! per altre ricette a base di legumi alcune ricette le trovate qui, qui, qui, qui e qui
Avevo appunto dei peperoncini piccanti in esubero, e mi è venuta questa idea: una pasta di peperoncini da utilizzare per rendere piccanti piatti tipo sughi o stufati. Da preparare è semplicissima, e per conservarla l’ho divisa in piccolissimi barattolini di vetro (quelli da marmellatine monoporzione per intenderci) messi poi in congelatore.  Non amo particolarmente fare conserve sott’olio e cose del genere in casa, e congelare è un ottimo sistema per conservare senza problemi.

Questo è il primo uso della pasta di peperoncini: i fagioli neri, ovviamente piccanti! 
Un piatto delizioso da abbinare a del riso per esempio, o a delle sfoglie di mais, o delle tortillas se le avete, ma ottimo anche con del semplice pane casereccio tostato. Piatto semplice ma di carattere. 
Se volete replicarlo ma non avete la pasta di peperoncini, usate tranquillamente dei peperoncini freschi tritati se siamo in stagione, oppure essiccati in quantità piacere.

Fagioli neri piccanti
Ingredienti
Per 3/4 persone

fagioli neri: 200 gr
polpa di pomodoro: 300 gr (fresco o in scatola)
pomodoro doppio concentrato: due cucchiai
cipolla: 1
aglio: uno spicchio grande
pasta di peperoncini: 3 cucchiaini (o peperoncino fresco tritato)
olio evo: quattro cucchiai

Pasta di peperoncini
Ingredienti per un barattolino da 200 gr circa

peperoncini rossi piccanti: 150 gr
friggitelli: 150 gr
sale: qb
olio: qb

Procedimento

Per la pasta di peperoncini
Lavare ed asciugare i peperoncini (io ne ho usati un tipo piccante ed uno dolce per non rendere troppo forte la pasta, ma anche così è piccantissima. Vedete voi quanto la volete forte, il piccante va a gusto personale e secondo gli usi). Porli sotto il grill a 200° per 10 minuti. Quando la pelle comincia a staccarsi, toglierli e farli raffreddare. Eliminare la buccia e dopo averli aperti anche i semi e i filamenti bianchi interni. Frullarli insieme ad un po’ di sale e olio quanto basta ad ottenere una pasta morbida e liscia (ione ho usato pochissimo, giusto quello necessario a far lavorare meglio il mixer) Chiudere dentro a dei barattolini piccoli e conservare in freezer.
Per i fagioli neri
Mettere in ammollo i fagioli neri per una notte. Il giorno dopo scolarli e metterli in una pentola con acqua pari a tre volte il volume. Cuocerli per circa 45 minuti dal bollore o finchè saranno teneri ma non sfatti  (volendo si possono dimezzare i tempi usando una pentola a pressione)
Nel frattempo tritare finemente l’aglio e la cipolla e farli appassire in quattro cucchiai d’olio evo. Se usate il peperoncino fresco tritatelo finemente eliminando semi e parti bianche ed aggiungetelo (la quantità dipende da quanto desiderate piccante il piatto). Quando la cipolla sarà appassita, unire la polpa di pomodoro ed il concentrato diluito in mezzo bicchiere d’acqua e salare. Se usate la pasta di peperoncini aggiungerla al resto degli ingredienti. Unire i fagioli e cuocere il tutto a fuoco lento per una ventina di minuti. Lasciare raffreddare leggermente. Servire con pane casereccio tostato o tortillas di mais
Con questa ricetta auguro a tutti un splendida settimana. Un bacio e al prossimo post.

Pentola Le Creuset 

lunedì 20 aprile 2015

Hummus di piselli


Sarebbe bello poter vivere con la stessa semplicità con cui ci si prepara qualcosa di buono da mangiare. Invece la vita è talmente complicata...
Io ancora non ci ho capito molto, se non che non varrebbe la pena stare male per niente e per nessuno. Certo a parole potrebbe sembrare possibile, nei fatti tutto è molto complicato, da relazioni che si instaurano anche contro la nostra volontà, rapporti imprescindibili, dai quali è molto difficile separarsi. Certo ad un certo punto bisognerebbe lasciare quello che fa stare male, indipendentemente da chi o cosa sia, perché se non si ha la capacità di accettare e di non soffrire il rischio è quello di impegnare tutta la vita in un tentativo che potrebbe essere solo un fallimento e per di più distruttivo, e per far felici chi? Questa è la grande domanda! La vita passa in fretta e le uniche persone che dovremmo cercare di rendere felici siamo noi stesse, già impresa ardua, perché se non ci riusciremo non ci sarà nessuno a risarcirci.
Mah, che sia stato il verde speranza di questi piselli ad ispirare questi pensieri? Forse, ma è un periodo un pò così, e normalmente in questi momenti cucino cose talmente semplici che mi domando se in futuro mi verrà mai una nuova idea per un piatto più importante, chissà, per ora vado avanti a cose semplici, il resto non ho voglia di affrontarlo, ma semplice è anche sinonimo di buono, sano, pulito, almeno per me. Proprio come questa ricetta, fatta di pochi ingredienti, poco impegno, ma di quelle che sanno conquistare, come solo la sincerità sa fare.

Hummus di piselli

Ingredienti

piselli freschi: 250 gr  sgranati
tahina: 1 cucchiaio
succo di limone: 2 cucchiai circa
prezzemolo: un cucchiaio tritato
menta: qualche fogliolina
coriandolo tritato: qb (facoltativo)
cumino: un pizzico
olio evo: tre cucchiai
paprika forte: qb
aglio: uno spicchio piccolo

Procedimento

Cuocere i piselli in acqua bollente salata per 5/7 minuti, o finchè saranno teneri, (se sono freschi ci vuole poco) poi farli raffreddare.
In un mixer ridurre i piselli in purea, insieme alla tahina, al succo di limone, e all’olio evo (se necessario aggiungere poca acqua di cottura dei piselli). Regolare di sale ed eventualmente aggiungere un po’ di limone. Alla fine unire le erbe tritate finemente, mixare pochi secondi. Servire su una ciotolina, e finire l’hummus con un giro d’olio evo e paprika a piacere. Accompagnare con crostini d pane tostato.

Alcune annotazioni: le spezie e le erbe aromatiche potete variarle secondo il vostro gusto, provate, sperimentate! Se non avete il coriandolo fresco omettetelo, l'hummus verrà buonissimo  lo stesso.
Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 6 novembre 2014

Dhal di lenticchie rosse

Pentola Le Creuset
La ricetta di oggi sa di spezie, è calda e avvolgente, decisamente buona. Quest’estate ho usato molto i profumi dei piatti indiani, mi piacciono, e per rendere originale e diverso un piatto di lenticchie non ci vuole poi molto. Vabbè, io ho una passione per le lenticchie, mi piacciono in tutti i modi, e dato che ne mangio parecchie sperimento ricette diverse. Chi è vegetariano è più audace con spezie  ed ingredienti particoalri,  per dare più varietà ai sapori, per integrare ciò che manca nella dieta e via dicendo, quindi è sempre una scoperta. Poi d’estate la voglia di viaggiare ci porta a sperimentare di più. Certo ora l’estate è decisamente finita, ma il profumo del dhal di lenticchie di sicuro mi accompagnerà fino alla prossima, è uno di quei profumi che scalda e fa venir voglia di sedersi intorno ad un tavolo a chiacchierare. Quindi ve lo propongo come l’ho preparato io, sapendo però che nella ricetta originale si usa il burro chiarificato, mentre io avendone fatto una versione vegana ho usato l’olio e aggiunto un cucchiaio di panna di soia per dare più cremosità. Non dimenticate il pane, quello che preferite, ma a volontà!

Dhal di lenticchie rosse
Ingredienti

lenticchie rosse: 200 gr
cipolla: ½
pomodoro: 2 ramati
carota: ½
sedano: ½ costa
aglio: 1 spicchio
coriandolo: 2 cucchiaini
cumino: 1 cucchiaino
semi di senape nera: 1 cucchiaino
curcuma: 1/2 cucchiaino
zenzero fresco: 2 cm
foglie di curry: 4
limone: ½
panna vegetale: 2 cucchiai
olio evo: tre cucchiai (o in sostituzione ghee)
sale: qb
coriandolo fresco: qb

Lessare le lenticchie per 12 minuti in pentola a pressione, scolarle e tenerle da parte. In una casseruola, fa appassire in quattro cucchiai di olio evo sedano carote, cipolla e aglio tritati molto piccoli. Pestare il cumino e il coriandolo nel mortaio e ridurli in polvere sottile, tostarli leggermente in padella insieme anche ai semi di senape, ed aggiungerli con le rimanenti spezie alle verdure (unitele un po’ alla volta secondo i vostri gusti), grattugiare lo zenzero ed unirlo al resto.  Unire anche le foglie di curry, e lasciare qualche minuto. Aggiungere il pomodoro a pezzi, le lenticchie, aggiustare di sale ed aggiungere acqua fino a coprire abbondantemente le verdure. Cuocere molto lentamente finchè le lenticchie saranno quasi sfatte, devono risultare cremose. Se necessario aggiungere dell’acqua. Quando tutto sarà morbido, con il frullatore ad immersione frullare una piccola parte delle lenticchie per renderle più cremose, aggiungere uno o due cucchiai di panna vegetale e il succo di ½ limone. Far riposare e servire calde o tiepide con del coriandolo fresco tritato.

Alcune annotazioni: in questa ricetta le lenticchie devono risultare morbide, per questo ho preferito usare la pentola a pressione, diversamente dovrete farle cuocere a lungo nella pentola normale. Come sempre le spezie vanno dosate in base al gusto personale, l'importante è tostarle leggermente prima di unirle agli altri ingredienti in modo che sprigionino tutto il loro sapore.


Pentola Le Creuset

lunedì 15 settembre 2014

Spring rolls


Per una serie di ragioni che non starò qui a spiegare, non frequento i ristoranti cinesi, però ci sono alcuni piatti che mi piacciono molto, e che ogni tanto preparo da me.  Questa ricetta è  una mia libera interpretazione degli involtini primavera. E’ vero che in Cina ci sono mille modi per prepararli, ma questa è una mia elaborazione, quindi se qualche integralista la trovasse poco attinente alle ricette originali, sappia che è assolutamente voluto! :D
Per prima cosa ho usato la pasta phillo, giusto perché ce l’avevo in casa, che non sarebbe proprio quella che usano i cinesi per gli involtini!  Poi ho voluto provare la versione vegetariana ma con aggiunta di seitan, così da aggiungere anche una parte proteica e rendere il piatto più completo. L'esperimento mi è piaciuto molto (ma se non avete il seitan il risultato sarà comunque ottimo)
Altra differenza sostanziale: non sono fritti, ma cotti al forno! Dopo le mozzarelle in carrozza non me la sentivo di friggere ancora, quindi ne ho fatto una versione più light, però è molto gustosa grazie alla salsa di soia un po’ agrodolce con cui ho saltato le verdure. Provateli, buoni e croccantissimi, a patto che li mangiate appena usciti dal forno! attenti alle ustioni però…mi raccomando :)

Spring rolls vegetariani
Ingredienti
per 6 involtini

pasta phillo: mezza confezione
cavolo cappuccio: 80 gr
carota: 1
cipollotti:
germogli di soia: una manciata
radice di zenzero: una fettina
aglio: uno spicchio
seitan: 2 fette sottili 
salsa di soia: 2 cucchiai
aceto di mele: 2 cucchiaini
zucchero: 1/2 cucchiaino
peperoncino fresco: una fettina
olio di semi di girasole: 2 cucchiai (più per spennellare)
olio di sesamo: un cucchiaio
farina e acqua: per sigillare

Procedimento

Lavare tutte le verdure. Tagliare la carota a julienne,  il cavolo a striscioline sottili, i cipollotti a fettine). In un wok scaldare l’olio di semi e l’olio di soia, aggiungere lo zenzero, il peperoncino e l’aglio in camicia schiacciato, eliminarlo dopo due minuti e far saltare le verdure: prima la carota, poi i cipollotti e per ultimo il cavolo e i germogli  (tutte devono restare croccanti). Prima della fine della cottura aggiungere il seitan tritato con un macina carne e unire la salsa fatta mescolando bene la salsa di soia, l’aceto e lo zucchero. Fare saltare qualche minuto a fiamma vivace, poi spegnere e far raffreddare. Intanto tagliare la pasta phillo in quadrati (circa 20 cm per lato) Sistemare nell’angolo in basso un cucchiaio di composto di verdure. Piegare l’angolo in basso sul ripieno, ripiegare i bordi esterni verso l’interno ed arrotolare. Sigillare l’involtino con un po’ di acqua e farina. Infornare a 180° per circa 20 minuti, rigirando gli involtini per farli dorare da entrambi i lati. Toglierli quando sono ben dorati e croccanti e mangiarli caldi. 
Buonissimi anche accompagnti ad una salsa agrodolce. La ricetta la trovate qui
Buon inizio settimana, un bacio a tutti e al prossimo post.

mercoledì 5 marzo 2014

Falafel con hummus di ceci


L’altra sera m’è venuta voglia di hummus e di falafel,  soprattutto di falafel direi, una di quelle volte che senti che devi prepararteli. Sarà che sta arrivando la primavera e si comincia già a fantasticare su possibili viaggi estivi.  E poiché io adoro il medioriente,  viene da sé che uno dei miei piatto dei sogni sono i falafel, che adoro accompagnati  dallo tzatziki. Sarà che avevo un sacchetto di ceci da utilizzare e quando li compro solitamente me li figuro già sotto forma di polpette :D  Insomma, questo è il loro destino se entrano in casa mia, o hummus o falafel ed era giunto il momento di prepararli.
Complice anche il fatto che, poco tempo fa,  ho cenato in un ristorante mediorientale, lo chef è Giordano e abbiamo chiacchierato a lungo su come fare o non fare certi piatti e mi son detta: magari metto in pratica qualcosa di quello che mi ha suggerito. Probabilmente lo chef sarà ancora lì a chiedersi com’è che io a casa mia mi preparo tutta sta roba mediorientale, immagino un nativo di un paese arabo o giù di li non trovi normale che una veneta mangi mediorientale e si prepari i falafel o l’imam bayildi al posto delle lasagne la domenica, ma è così! succedono cose strane nel mondo :D
Quindi oggi, come avrete facilmente intuito vi lascio la ricetta dei falafel e quella dell’hummus. Quella dello Tzatziki la trovate qui, e dell’imam bayildi la trovate qui. Così potete prepararvi  un pranzo o una cena mediorientale completi, farete un figurone, credetemi, aspettate solo la stagione delle melanzane! mi raccomando! capisco l'impazienza...ma la stagionalità prima di tutto :D

Ingredienti
Per 4 persone

Per i falafel

ceci secchi: 300 gr
cipolla bianca: una media
aglio: due spicchi
prezzemolo tritato: una manciata
cumino: 1/2 cucchiaino circa
sale: qb
olio: per friggere

Per l’hummus
ceci secchi: 300 gr
tahina: 4 cucchiai
succo di limone: ½ tazzina
aglio: uno spicchio grande
paprika: per guarnire
cumino: mezzo cucchiaino ( facoltativo)
paprika o sommacco: per decorazione finale

Procedimento

Per i falafel
Lasciare i ceci in ammollo per  36 ore (anche 48 va bene), poi scolarli bene, asciugarli , e frullarli in un mixer insieme alla cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino e il sale, il tutto deve diventare una pasta.  Per quanto riguarda gli altri ingredienti, dovete regolarvi, e se necessario aggiustate le dosi del sale e del cumino. Il prezzemolo deve colorare l’impasto che deve risultare verdino, quindi nel caso aggiungetene un po’ fino a raggiungere il colore. Lasciare riposare l'impasto qualche ora in frigorifero. Trascorso il tempo, con l’impasto formare tante polpettine leggermente schiacciate al centro.  Friggere in olio profondo finchè saranno dorati uniformemente. Il risultato finale non è una doratura leggera, risultano piuttosto scuri, ma vanno bene così, attenti però a non brucarli. L’olio non deve essere troppo caldo sennò scuriranno subito prima di essere cotti. Mantenetelo intorno ai 160°/ 170° in modo che l’interno cuocia bene.
Scolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente.


Per l’hummus
Dopo aver lasciato i ceci in ammollo, (per l’hummus bastano 24 ore) cuoceteli finchè saranno teneri (in pentola a pressione dimezzerete i tempi. Quanto ci vuole? Dipende molto dal tipo di ceci, in pentola a pressione andiamo da 20 minuti a 40 circa) Una volta cotti, scolateli tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura, lasciateli raffreddare, poi togliete da ognuno  la pellicina esterna (se non vi va di fare questa operazione otterrete un hummus meno vellutato, ma sarà comunque buono, dipende dalla vostra pazienza e dal vostro tempo). In un mixer frullate i ceci con l’aglio precedentemente tritato, la tahina, il sale,  il succo di limone e se serve un po’ di acqua di cottura dei ceci.  Deve risultare cremoso, e non troppo compatto, ma morbido e spalmabile. Assaggiare ed eventualmente correggere il sale e il limone. Alla fine aggiungere a filo l’olio evo. Servire cosparso di paprika o di prezzemolo, ma anche sommacco se vi piace. Un filo d’olio e l’hummus è pronto.

Alcune annotazioni: normalmente per fare i falafel si usa aggiungere poco bicarbonato nell'impasto. A me il sapore del bicarbonato nei cibi dà molto fastidio. Quindi per ovviare a questo inconveniente lascio i ceci a bagno molto più a lungo ( 48 ore) in modo che si ammorbidiscano bene. In questo modo i falafel vengono morbidi al punto giusto. Se vi piacciono ancora più morbidi potete aggiungere poca di mollica di pane raffermo ammollata nell'acqua. Verranno dei falafel anche più chiari esternamente e più morbidi, più simili a delle polpettine come siamo abituati a mangiarle noi, parola di chef mediorientale :D.  Io comunque preferisco sempre la prima versione.

E con questo, anche per oggi è tutto, vi lascio ai fornelli, ci ritroviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti. 

venerdì 21 febbraio 2014

Zuppa di miso e verdure


Tutti abbiamo dei piatti preferiti, piatti che continuiamo a preparare con regolarità malgrado ci piaccia comunque sperimentare cose sempre nuove.  Alcuni, pur piacendomi molto non riesco a prepararli spesso, o perché  un po’ lunghi da fare, o perché magari tutti gli ingredienti a disposizione non ce li ho nel momento in cui mi servirebbero...e l'organizzazione si sa, è tutto in cucina :D Fatto sta che verso alcuni piatti non dimostro la passione che invece ho indiscussa per la zuppa di miso.
Adoro la zuppa di miso, è diventata il piatto fisso (o quasi ) del lunedì sera. Si fa presto a  prepararla, se manca un’ ingrediente viene buona lo stesso, è semplice da fare e per una cena tarda è perfetta. Meglio di così! E’ un piatto poi che si presta a varie interpretazioni, le verdure da utilizzare possono essere tutte quelle che vi mostro oggi, ma viene buona anche con sole carote e porri, o magari funghi e bieta, o bok choy se l’avete ( ma qui so di andare sul difficile, ma niente paura, andrà bene anche la bieta!). Insomma, un po’ di libera interpretazione non rovinerà il piatto.
Fondamentale ovviamente è il miso, dato che è quello che dà al piatto il sapore caratteristico. Ma cos’è il miso? Praticamente è soia a cui viene aggiunto un cereale tipo orzo o riso, cui viene aggiunto un fungo, l’Aspergillus oryzae, il tutto poi viene fatto fermentare per diversi mesi, e alla fine si ottiene il prodotto che conosciamo, questo in estrema sintesi.  Esistono diversi tipi di miso, in oriente in verità ne esistono moltissimi, qui da noi l’offerta è senz’altro ridotta, ma comunque quando è il momento di sceglierli tra gli scaffali qualche dubbio ci viene. Non vi resta che provarli, altro non si può fare. Alcuni hanno un gusto più forte, altri un po’ meno. Io solitamente uso quello di riso o di orzo, per la zuppa vanno bene entrambi.

Il miso è un condimento, non un alimento, e come tale va consumato. Ha moltissime proprietà benefiche per l’organismo, in poche parole fa molto bene. Vi lascio un link se magari desiderate leggere qualcosa in più. L’unica accortezza è quella di non cuocerlo, altrimenti buona parte di queste proprietà se ne andrà per l’eccessivo calore. Aggiungerlo solo alla fine, fuori dal fuoco. Per altri usi del miso vi proporrò qualche altra ricetta, intanto provate questa zuppa, finchè la stagione ancora lo consente, sono certa che vi piacerà.

Zuppa di miso
Ingredienti per 2 persone
Per il brodo
acqua: 700 ml
alga kombu: 10 cm
zenzero fresco: una fettina
salsa di soia shoyu: due cucchiai
per la zuppa
noodles (o altra pasta): 50 gr circa
porro: ½
carota: 1
funghi champignon: 2
bieta bollita: due foglie (facoltativa)
tofu al naturale: 70 gr circa
miso: un cucchiaio
olio evo: due cucchiai
olio di sesamo: due cucchiai
aglio: uno spicchio
peperoncino fresco: due fettine
zenzero fresco: una fettina 

Procedimento
Prima di tutto preparare il brodo. Versare l’acqua in una pentola non troppo capiente, unire l’alga pulita del sale e lasciarla dieci minuti in ammollo, poi aggiungere lo zenzero e un pezzo di parte verde del porro se l’avete e portare ad ebollizione. Far sobbollire piano per una mezz’oretta. Poi eliminare il porro, togliere l’alga, tagliarla a striscioline e rimetterla nel brodo e aggiungere la salsa di soia. Cuocere gli udon come riportato nella confezione e tenerli da parte.
Lavare e mondare tutte le verdure e tagliarle come più vi piacciono, ma non troppo piccole ( io di solito faccio fettine oblique, termine tecnico :D)  Nel wok, scaldare l’olio evo e l’olio di sesamo insieme, con lo spicchio d’aglio e lo zenzero fresco. Quando l’olio sarà insaporito, togliere l’aglio e lo zenzero. Saltare le varie verdure ( tranne la bieta) separatamente senza cuocerle eccessivamente, non devono rompersi una volta nella zuppa. Asciugare bene un panetto di tofu al naturale, se è spesso dividerlo in due e utilizzarne circa 70 gr dopo averlo ridotto in cubetti, versarlo nella zuppa e farlo cuocere due tre minuti (per un sapore più intenso fatelo preventivamente marinare nella salsa Shoyu)  Nelle ciotole individuali versare poco brodo, stemperare un cucchiaio di miso a persona, aggiungere altro brodo, le varie verdure, infine il tofu, i noodles e la foglia di bieta. Servire subito.


Alcune annotazioni: come ho già detto, se non avete tutte le verdure va bene lo stesso (quando è stagione si possono utilizzare anche le zucchine) Per quanto riguarda i noodles, li potete trovare nei negozi di cibo orientale, giapponese e asiatico in genere, ci sono anche diversi formati e generi. 
In alternativa, per una zuppa più leggera e veloce, cuocete direttamente le verdure e i noodles nel brodo, in tempi diversi: prima le carote, poi i cipollotti e i funghi, infine la bieta. I noodles si possono aggiungere a fuoco spento e farli cuocere con il calore. In cinque minuti circa saranno pronti 

Ecco, anche per oggi è tutto, buon w.e, ci si ritrova la prossima settimana. Voi che farete? io andrò a caccia di violette, ho dei progetti... :D Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 4 settembre 2012

Gemista


Ma quanto sono stata lontana dal blog? non vi sembra troppo tempo? e' vero che avete sentito fortissimo la mia mancanza? Vabbè,  dai, ci si convince di essere attesi, rimpianti, amati, e al momento della verità si fa un pò come gli struzzi :-)

Ma se io sono mancata a voi, o almeno a qualcuno di voi ( e grazie per le mail che mi avete mandato ) anche voi siete mancati a me.
E dopo questa sviolinata, un pò di sincerità è doverosa. Perchè se vi dicessi che non vedevo l'ora di tornare mentirei spudoratamente. In effetti ho fatto tante di quelle cose in questo periodo che non torno per niente riposata, più che altro stressata. E una pausa protratta più del previsto non l'avrei proprio esclusa. Ma ci sono cose che non si possono rimandare all'infinito, ci sono momenti che si vogliono ricordare per sempre, che devono essere immortalati. Istantanee che saranno li a ricordarci per sempre sensazioni, emozioni, sentimenti. Profumi e colori che ci riporteranno in quei luoghi del cuore che saranno per sempre un rifugio dell'anima.
Questa foto riassume la mia estate. Quando la guardo sento ancora l'odore del mare, l'aria calda carica dei profumi della macchia e il frinire dele cicale. Questa è la mia cartolina per voi, magari non vi farà sognare come fa sognare me.  Ma è comunque un suggerimento per chi come me vorrebbe che quest'estate non finisse mai...



Gemistaper 4 persone

peperoni rossi: 4 non troppo grandi
pomodori ramati: 4 grandi
cipolla: 1 e 1/2
riso per risotti: 170 gr
prezzemolo tritato: 4 cucchiai
finocchietto: un mazzetto
menta: 3 rametti
basilico: 12 foglie
aglio: 1 spicchio
sale e pepe: qb
olio evo: qb


Lavare i pomodori e i peperoni. Tagliare le calotte e tenerle da parte. Svuotare i pomodori dell'acqua e della polpa e tenerla da parte. Pulire internamente i peperoni. Con un coltello affilato ricavare da ogni peperone un anello di polpa. In un mixer frullare la polpa dei pomodori, quella dei peperoni, l'aglio, la cipolla e le erbe aromatiche, salare e pepare. Mescolare il composto al riso crudo e riempire le verdure. Irrorare abbondantemente con olio evo, chiudere ciascuna con la calotta tenuta da parte, sistemarle in una teglia, aggiungere un bicchiere d'acqua, ancora un pò d'olio e di sale ed infornare a 180°C per 1 ora e mezza. Se durante la cottura il liquido dovesse asciugarsi troppo aggiungere un pò d'acqua calda. Si gustano tiepide, e il giorno dopo sono ancora più buone.

Alcune annotazioni: al posto del finocchietto va benissimo dell'aneto fresco se lo avete a disposizione

E per chi fosse interessato anche alla versione cartacea, questa ricetta è sul numero di Luglio di A Tavola :-)

Un bacio a tutti e al prossimo post. Nel frattempo passerò a farvi visita...un pò alla volta eh, che tutti insieme siete troppi ;-) 

lunedì 2 gennaio 2012

Involtini turchi


Avete brindato? avete espresso un desiderio? avete baciato pensando che si, siete proprio fortunati perchè il cuore vi trema ancora? Avete mangiato, bevuto (troppo?) avete messo in fila un centinaio di buoni propositi, anche se, già ieri, nella vostra giornata sempre troppo piena qualcuno non c'è proprio entrato?
Avete fatto grandi progetti per l'anno che è appena cominciato? siete sicuri che ce la farete perchè è la passione che vi ha spinto a mollare tutto per inseguire un sogno?
Non vi siete mai sentiti così liberi anche se avete mille cose da risolvere, perchè è il vostro sogno a portarvi lontano, così lontano dove proprio non avreste mai pensato di arrivare?
Ora la mia domanda è: come si fa a prolungare questo stato di grazia? a far si che non duri solo lo spazio di una notte, e che ogni giorno ci si possa svegliare col cuore pieno di speranza?
Come si farà a risollevarsi dall'ennesima delusione, da un'altra porta chiusa in faccia, o dalla tristezza per le solite cose non dette ma che avremmo tanto voluto sentire?
Oggi mi sento seria, d'altra parte stiamo mettendo le basi per un nuovo inizio no? meglio non dire cavolate che per quelle abbiamo gli altri 364 giorni dell'anno.
Qundi per riprendere le fila del discorso, parlavamo di inizio giusto? e di qualunque inizio si tratti, ovunque vi troviate, qualunque sia la vostra difficoltà, il vostro dolore, la vostra delusione, anche quando vi sembra di non avere più niente, per ricominciare avrete sempre voi stessi. E non lo dico mica io eh?
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo (Mahatma Gandhi)


Involtini turchi

ingredienti
macinato di seitan: 100 gr
cipolla: una piccola
cannella: un pizzico
menta: qualche fogliolina
riso: 80 gr
cavolo cappuccio: una ventina di foglie grandi
salsa di pomodoro (o pelati): circa 200 gr
sale: qb
pepe: qb
olio extravergine d'oliva: qb
limone: qualche goccia


Procedimento
Sbollentare per cinque minuti le foglie del cavolo in acqua bollente salata (scegliere quelle più grandi e belle). Farle raffreddare e togliere con un coltellino affilato la costola dura alla base della foglia. Tritare la cipolla, spezzettare la menta e mescolarle al riso (crudo) e al macinato, salare e pepare e aggiungere un filo d'olio.
Distendere le foglie del cavolo e sistemare su ognuna un cucchiaio di riso e seitan. Chiudere ad involtino,  sigillando bene in modo che il riso non possa uscire.
Sistemare gli involtini in una pentola dai bordi un pò alti, uno vicino all'altro. Allungare la salsa con un pò d' acqua, aggiungere un pizzico di cannella, un pò d'olio e ricoprire gli involtini. Sistemare un peso sopra (io un piattino) e cuocere con il coperchio a fuoco basso finchè il sugo non si sia ristretto sufficientemente e gli involtini non risultino cotti (ci vorranno 25/30 minuti circa). Aggiungere qualche goccia di limone e servire gli involtini con il loro sugo.

Con questa ricetta vi saluto, ci ritroviamo al prossimo post! Un bacio a tutti e buon inizio....

lunedì 14 novembre 2011

Spaghetti di soia piccanti



Sapete che sono rimasta molto sorpresa leggendo i vostri commenti all'ultimo post? Non avevo idea che molti non avesero mai provato lo tzatziki! Sarà che a casa mia non manca mai e quindi lo pensavo popolarissimo ovunque, invece con grande sorpresa scopro che non è così.
Allora oggi vediamo come vaq con gli spaghetti di soia piccanti. Piatto che mi piace moltissimo e che anni addietro mangiavo spessissimo. Poi ho smasso di frequentare i ristoranti cinesi e per un pò degli spaghetti di soia non seppi più nulla, fino a quando scoprii che si possono fare anche a casa. Da allora ogni tanto me li preparo. Sono veramente velocissimi e permettono anche di mangiare qualcosa di alternativo alla pasta o al riso. Poi si possono fare mille varianti, seguendo anche la stagionalità degli ingredienti, ma io resto fedele a quelli con peperoni e seitan piccantissimi.
La versione con altre verdure la riservo per gli spaghetti di riso che magari prima o poi posterò.
Intanto vi lascio questi che sono sicurissima conoscerete tutti!Ottimi per un pranzo veloce, ma anche se volete cimentarvi in una cena orientale. 


Ingredienti

spaghetti di soia: una confezione
macinato di seitan: 100 gr circa (facoltativo)
peperoni: 1/4 verde, 1/4 rosso
cipollotto: uno
salsa di soia: qb
olio di sesamo: qb
olio evo: qb
zenzero fresco: una fettina
aglio: uno spicchio
peperoncino: a piacere

Procedimento

In un wok, saltare lo zenzero, l'aglio e il peperoncino in un pò d'olio di sesamo, poi aggiungere il macinato di seitan, un pò di sale e lasciar cuocere. Tenere da parte.
Affettare sottilmente il cipollotto e saltarlo in un pò d'olio evo, aggiungere anche i peperoni tagliati a cubetti molto piccoli e ancora peperoncino.
Portare ad ebollizione dell'acqua poi spegnere, togliere dal fuoco buttare gli spaghetti e lasciarli per circa quattro minuti (o secondo le indicazioni riportate sulla confezione.
Trascorso il tempo scolarli  e passarli sotto l'acqua. Saltarli nel wok insieme alle verdure e al seitan aggiungendo salsa di soia a piacere fino a raggiungere la sapidità desiderata.
Attenzione a non salare troppo gli ingredienti in quanto la salsa di soia è molto sapida. Servire caldi.

Alcune annotazioni: le dosi sono indicative, io mi regolo ad occhio e a seconda del gusto. Il seitan può essere omesso

Con questa ricetta vi auguro un buon lunedì. Baci a tutti e al prossimo post.