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giovedì 20 agosto 2015

Crostatine di farro alle pesche


Non so più da quanto tempo non pubblico la ricetta di un dolce, quindi direi che è quasi doveroso. Frutta ce n’è ancora abbastanza da non dover ricorrere alla marmellata per inventare delle crostatine super golose; golose anche per me che non sono un amante dei dolci. Ma ormai lo sapete che quelli che hanno il sapore delle farine integrali e dello zucchero di canna mi piacciono un sacco, devo solo trovare il momento giusto per mangiarli; ma dato che qui sembra autunno, fa freddo e ho tirato fuori anche la coperta dall’armadio, un tè con una crostatina vanno bene a qualunque ora, non vi sembra?
Non so se essere felice o triste per questo cambio repentino di stagione, ma dal momento che sto cercando di adottare un atteggiamento zen nei confronti di ciò che accade, direi che ne sono molto felice.
Anche perché se non fosse stato per la pioggia incessante queste crostatine non sarebbero mai nate e sarebbe stato un vero peccato.
Che vi devo dire, sono sparite in un attimo, si vede che erano buone. Se siete infreddoliti e cercate una buona scusa per riaccendere il forno, beh ecco, questa lo è :)

Crostatine di farro e pesche
Ingredienti
Per 7 crostatine

farina di farro: 90 gr
farina di farro integrale: 30 gr
farina di frumento integrale: 60
farina di orzo integrale: 30 gr
nocciole: 15 gr
zucchero integrale di canna: 90 gr (dulcita) + qualche cucchiaio
lievito naturale: 1 cucchiaino
pesche: 4
scorza grattugiata: di 1 limone bio
olio di semi di soia bio: 30 gr
olio di riso bio: 30 gr
acqua fredda: qb
sale: un pizzico

Procedimento
Setacciare tutte le farine e mescolarle insieme allo zucchero, al sale al lievito e alle nocciole tostate ridotte in farina. Fare la fontana, unire al centro gli olii e la buccia del limone grattugiata ed impastare fino ad ottenere una palla omogenea (bagnarsi le mani nell’acqua fredda se serve maggiore quantità di liquido così da aggiungerne lo stretto necessario) Tenere in frigorifero per un’oretta. Nel frattempo sbucciare due pesche, tagliarle a pezzettini e metterle in padella con un po’ di succo di limone e due cucchiai di zucchero. Cuocerle finchè saranno tenere (circa 5 minuti) schiacciarle con una forchetta e farle raffreddare facendole scolare su un colino.
Con il mattarello stendere la pasta su di una spianatoia aiutandosi con un po’ di farina ad uno spessore di tre millimetri circa. Ricavarne dei dischi e foderare degli stampini per crostatine antiaderenti (se la pasta si sbriciola, lavoratela finchè è possibile con il mattarello e per rivestire gli stampini compattatela con le mani, se si rompe non importa, rendetela omogenea con le dita e datele lo spessore previsto. Cuocere la pasta in forno per 10 minuti a 180° dopo averla bucherellata con una forchetta. Trascorso il tempo, estrarre le crostatine e riempirle con la composta di pesche; infornare nuovamente per 15 minuti. Nel frattempo tagliare a fettine le due pesche rimaste e passare velocemente le fette un qualche cucchiaio di zucchero fatto sciogliere in padella. Sfornare le crostatine, sformarle e sistemare su ognuna quattro fettine di pesca leggermente sovrapposte. Far raffreddare su una gratella e a piacere cospargere con poco zucchero a velo.

Alcune annotazioni: potete sostituire gli olii con altri tipi.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. un bacio e al prossimo post

giovedì 12 marzo 2015

Cake vegano alla carota e arancia


Questo cake è delizioso. Morbido, leggermente umido e con un sapore meraviglioso. Potrei aver finito il post. Ma devo aggiungere qualcosa per rendere la notizia più interessante giusto?  Per caso vi interessa conoscere la genesi del piatto?  Talvolta le cose più buone nascono senza troppe riflessioni e questo mi piace! Dunque si dà il caso che la domenica è il giorno dedicato al dolce, almeno per ora va così, non so quanto durerà. Spesso e  volentieri però arrivo la mattina del dì di festa senza averci pensato prima. Così domenica, presa un po’ dallo sconforto per non essermi organizzata mi son detta: vuoi che non riesca a fare un dolce con qualcosa che ho in casa? Vabbè, farine strane quelle va bene, ormai ci sono sempre, ma: frutta zero, cioccolata non ne avevo voglia, la crostata l’avevo preparata la settimana prima, e in frigorifero mi restavano solo tre carote. Che altro potevo fare? Ovviamente una torta alle carote :)
Detto fatto, velocissima e davvero buonissima, con una crosticina croccante all'esterno, ed un  interno morbido e leggermente umido, ha avuto grande successo, direi inaspettato visto che è stato proprio un esperimento dell’ultimo minuto. Ve la consiglio! I dolci vegan sono favolosi perché oltre ad essere buonissimi, pieni di sapore e sani, sono super veloci, un aspetto decisamente non trascurabile. Questo cake  sarà uno di quei dolci da fare e rifare, sono molto felice e orgogliosa del risultato e come sempre, spero possa far felice qualcuno di voi! ;)

Cake alla carota e arancia
Ingredienti

farina di farro: 50 gr
farina di orzo: 50 gr
farina di riso: 25 gr
farina integrale: 50 gr
farina di mandorle:  50gr
zucchero di canna mascovado: 100 gr
malto di mais: 30 gr
carote: 150 gr
arancia: 1 (succo +  buccia grattugiata)
olio di semi: 60 gr
semi di lino: 2 cucchiai
acqua: 5 cucchiai
essenza di vaniglia: 1 cucchiaino
sale: un pizzico
lievito naturale: 3/4 bustina 

Procedimento
Mescolare insieme tutte le farine (tranne quella di mandorle) e setacciarle con il lievito. Unire lo zucchero, la farina di mandorle e il sale.
Mescolare i semi di lino con 5 cucchiai d’acqua. A parte unire l’olio e il succo di un’arancia in cui avrete sciolto il malto e l’essenza di vaniglia. Grattugiare le carote con la grattugia a fori larghi. Mescolare le farine con i liquidi velocemente, unire i semi di lino la scorza d'arancia grattugiata, le carote ed amalgamarle all'impasto. Oliare ed infarinare uno stampo da plum-cake ed infornare il dolce a 180° per 45 minuti circa. Fare sempre la prova stecchino, sfornare e far raffreddare su una gratella.
Con questo cake profumato e morbido auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 8 maggio 2014

Budino di cioccolato al vapore


Oggi una ricetta golosa e semplice da preparare, un po’ particolare perché è un tortino al cioccolato cotto con la pentola a pressione, ovviamente Lagostina ed in particolare l'ultima nata la Clipsò a dimostrazione del fatto che con la pap si può fare davvero tutto, dall’antipasto al dolce risparmiando un sacco di tempo…e di energia.
La ricetta è dello chef Giorgio Giambelli, reinterprepata da me per Lagostina appunto. In realtà più che un budino è un tortino, rimane morbido perché cotto al vapore, però non ha la cremosità del budino, non si mangia al cucchiaio per intenderci. Io ho lasciato invariato il nome della ricetta, ma per precisione le caratteristiche di questo dessert si avvicinano più ad un tortino che ad un budino cremoso. Quindi è perfetto per una colazione, una merenda, o se volete servirlo come dessert, accompagnatelo ad uno zabaione all’arancia come suggerisce lo chef, sarà di sicuro successo. 

Budino di cioccolato al vapore
Ingredienti
burro: 225 gr
zucchero: 225 gr
rum: 3 cucchiai
uova: 4
cacao: 3 cucchiai
farina 00: 275 gr
lievito: 1/2 bustina 

Procedimento
Lavorare il burro con lo zucchero e il cacao aggiungere le uova e incorporarle completamente. Unire la farina setacciata con il lievito e il rum. Porre il composto negli stampini da creme caramel imburrati ed infarinati e chiuderli con la stagnola. Cuocere in pentola a pressione per 12 minuti dal fischio in posizione 1 ( 1/2 pressione). Volendo Servire con uno zabaione all'arancia.

Alcune annotazioni: i tempi indicati si riferiscono alla pentola a pressione Lagostina, con due tipi di pressione differenti a seconda dell’alimento da cuocere sviluppa vapore a temperature più o meno elevate. Se avete quella classica potrebbe volerci qualche minuto in più, ma potete tranquillamente aprire, controllare facendo la classica prova stecchino e semmai richiudere e cuocere finchè sarà necessario.
Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 2 maggio 2014

Pan di spagna

tortiera e spatola Le Creuset
Oggi una ricetta di base, versatile e utilissima per mille preparazioni. Il pan di spagna non è difficile da preparare basta seguire alcuni accorgimenti: montare benissimo le uova che devono essere a temperatura ambiente, spesso si  scaldano anche a bagno maria prima di montarle, ma quello che vi spego oggi è un procedimento più semplice che dà ottimi risultati. Le dosi sono per avere un pan di spagna alto. Una volta pronto e raffreddato si può tagliare in tanti dischi sottili per una torta da farcire con crema, crema al cioccolato, panna e frutta, o come vi suggerisce la fantasia. Il pan di spagna va sempre bagnato con una bagna a base o di solo sciroppo di zucchero, o con una bagna leggermente alcolica aggiungendo allo sciroppo freddo un cucchiaio o due di liquore tipo limoncello o rhum, per esempio.
Se invece volete un pan di spagna più basso, per un’unica torta a tre strati, riducete a 4 il numero delle uova e calcolate le dosi degli altri ingredienti in proporzione. Il pan di spagna può anche essere congelato, e utilizzato quando vi serve. E’ molto comodo anche per preparare dolci monoporzione, come la zuppa inglese, con una bagna all’alchermes.  Vi darò qualche ricetta golosa prossimamente, ma per oggi vi lascio la ricetta base, intanto sbizzarritevi voi con la fantasia. Se volete che la parte superiore del dolce risulti perfettamente piana, capovolgetelo appena lo estraete dal forno, lasciandolo poi raffreddare dentro la tortiera, sopra una gratella.

Pan di spagna alto
Per una tortiera di 24 cm
uova: 6 medie
farina 00: 200 gr
zucchero: 200 gr
scorza di 1 limone grattugiata
vaniglia: un cucchiaino di estratto (facoltativo)

Procedimento
Imburrare ed infarinare una tortiera sganciabile del diametro di 24 cm. Lavorare a lungo le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e la vaniglia in planetaria (o con le fruste elettriche) finchè saranno gonfie e chiare, ci vorranno almeno 15 minuti in planetaria e anche 25/30 con le fruste elettriche, ala fine aggiungere la scorza del limone grattugiato. Unire la farina setacciata poca alla volta ed amalgamarla delicatamente con una spatola mescolando dall'alto verso il basso senza smontare l’impasto. E’ un’operazione delicata, bisogna fare molta attenzione ed essere delicati ma rapidi in modo da non far perdere volume alla massa montata. Versare il composto nella tortiera senza batterla e senza spatolare la superficie. Infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 35/40 minuti, un pò meno se lo fate con 4 uova, circa 30 minuti. Fare sempre la prova stecchino che inserito al centro dovrà uscire asciutto. Non aprire mai il forno durante la cottura!
Auguro a tutti un buon fine settimana, un abbraccio e ci ritroviamo al prossimo post

tortiera e spatola Le Creuset

venerdì 21 marzo 2014

Plum-cake alla banana e cioccolato


Primo giorno di primavera e io festeggio con una ricetta che potrebbe sembrare invernale, tempismo perfetto, non c’è che dire :D. Però, però, c’è da dire che si forse la foto avrà anche tonalità più invernali che altro, ma il dolce, quello è quattro stagioni, ve lo assicuro! Certo, se dovessi  stare a guardare la stagionalità degli ingredienti,  come faccio sempre del resto, forse i conti potrebbero non tornare e riflettendo su questo mi sono chiesta: ma qual è la stagione delle banane? Boh, e chi lo sa! che magari non abbiano stagione le banane? D’altra parte è da una vita che siamo abituati a vederle sempre, molto prima che questa storia della stagionalità assumesse l’importanza che ha, insomma, si parla di altri tempi. Forse non ce n’era così bisogno come ora! Certo potrei dire che forse le banane non sono l’alimento che preferisco non tanto per questo, per altri motivi, ma non voglio rovinare la primavera a nessuno incriminando le banane di qualcosa. E per farvi vedere che sono capace di chiudere un occhio, e tante volte anche due, oggi farò un elogio alla banana con questo  buonissimo plum-cake. Tra l’altro sono stanca, molto stanca, anzi stanchissima,  le vitamine non mi bastano più, così ricorro al cibo, magari un po’ di cioccolata, che dite, farà bene? E se ci aggiungessi  proprio due banane mature che casualmente ho in casa? Mi piacciono così tanto che sono diventate tutte nere  Meglio nasconderle dentro un dolce, e così ecco qui un cake alle banane con gocce di cioccolato. La ricetta proviene direttamente dalla cucina di Luca Montersino , un dolce che trovo perfetto per una colazione energetica, o per uno spuntino che ridia un po’ di carica. Ho solamente diminuito di parecchio le dosi dello zucchero e sostituito il bicarbonato con il lievito ( eh si, proprio non mi piace il bicarbonato) Per il resto, la ricetta è tutta del maestro e questa è senz’altro una garanzia. E se vi va di sbirciare un altra ricetta simile, di un altro maestro pasticcere, guardate qui 

Cake alle banane con gocce di cioccolato
Ingredienti

banane mature: 2
farina 00: 250 gr
uova: 2 (120 gr)
lievito: una bustina
latte: 25 gr circa (io di soia)
sale: tre pizzichi abbondanti
zucchero: 125 gr (io di canna)
olio di semi: 60 gr
gocce di cioccolato fondente: 80 gr

Procedimento
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake (lunghezza dello  stampo circa 23 cm)
Versare nel mixer le banane a pezzi e azionare: Aggiungere le uova, lo zucchero, il latte e l’olio e azionare ancora. Unire alla fine la farina setacciata con il lievito e il sale e lavorare finchè il composto sarà omogeneo. Per ultimo aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto nello stampo ed infornare in forno preriscaldato a 180°per circa 30 minuti, poi abbassare a 160° e continuare la cottura per altri 15 minuti circa, finchè inserendo uno stecchino al centro del dolce non uscirà asciutto. Lasciare raffreddare su una gratella.

Alcune annotazioni: la ricetta originale prevede l'uso del bicarbonato, ma io l'ho sostituito con il lievito perchè non mi piace il sapore che lascia nei dolci. Inoltre lo zucchero previsto è quello normale che io ho sostituito con quello di canna. Il dolce è morbido e si mantiene benissimo, almeno per tre giorni, poi è finito quindi oltre non so :) 
Bene, anche per oggi è tutto, un abbraccio a tutti e buona primavera. Ci ritroviamo presto con un altro post, magari light! Chissà... 

lunedì 17 febbraio 2014

Sfogliatine glassate


La settimana scorsa ho preparato la pasta sfoglia, se vi interessa il procedimento andate a vedere qui. Così, per forza di cose, da qualche giorno eccedo con i grassi, ma che dico eccedo, esagero proprio. D’altra parte una volta che ci si mette a fare la pasta sfoglia si prepara un po’ di tutto no? Così, dal dolce al salato,  è stato un susseguirsi di  aperitivi a base di pizzette, come queste tanto per darvi un'idea 


e merende a base di pasticcini di sfoglia, come questi, mancano solo le torte salate perché a me proprio non piacciono.  Ma non è finita qui, ho ancora un paio di cose in cantiere,  intanto però oggi ho deciso di deliziarvi con delle sfogliatine glassate.
Avete presente? Si beh, credo sia impossibile che qualcuno non le conosca,  che si tratti di produzione industriale o artigianale, le sfogliatine glassate si trovano un po’ ovunque. A me sono sempre piaciute tanto, perciò perché non prepararne qualcuna? Non sarà mica tanto difficile dico io! Una volta che si ha la pasta sfoglia a disposizione infatti sono abbastanza semplici, a patto di  fare attenzione ai passaggi fondamentali, o rischiate di buttare tutto nel secchio come è successo a me la prima volta che le ho fatte :)

Quindi, seguite bene il procedimento e non fatevi distrarre da niente e da nessuno, risultato avrete delle bellissime  e buonissime sfogliatine glassate, home made! Più soddisfazione di così! :)

Sfogliatine glassate

Ingredienti
pasta sfoglia: 400 gr il procedimento qui
per la glassa
albume: 30 gr (circa uno)
zucchero a  velo: 100 gr
farina: 15 gr
vaniglia: 1/2 cucchiaino di estratto o 1/2 bustina di vanillina
per decorare 
marmellata di albicocche : 4  cucchiai circa

Procedimento
Preriscaldate il forno a 180°. Riempire con la marmellata di albicocche una sac a poche con bocchetta a foro sottilissimo (due millimetri). Tirare la pasta sfoglia fino ad uno spessore di 4 mm. Per comodità potete tagliare il panetto in due e tirare due quadrati separati, sarà più facile lavorarla e finchè lavorate il primo, il secondo potrete conservarlo in frigorifero. Ricavare dalla sfoglia tanti rettangoli di cm 5,5x2,5  (io li ho fatti piccoli perché volevo delle sfogliatine mignon, ma si possono fare anche più grandi): lavorate la pasta sfoglia direttamente su un foglio di carta forno. Una volta tagliati i rettangoli distanziateli tra di loro e rimetteteli in frigorifero. Intanto preparate la glassa mescolando lo zucchero a velo alla farina e aggiungendo poco alla volta l’albume e infine la vaniglia. Mescolate fino ad avere una crema fluida e liscia.
Togliete la pasta sfoglia dal frigorifero e con l’aiuto di un pennello distribuite su ogni rettangolo un velo sottile di glassa. Con la sac a poche disegnate su ogni rettangolino la classica griglia. Abbiate l’accortezza di mantenere sempre la pasta sfoglia fredda, quindi se non siete troppo veloci, lavorate poca pasta alla volta e conservate il resto in frigorifero.  Infornate le sfogliatine per circa 15/20 minuti, finchè non saranno dorate. Fatele raffreddare su una gratella e servitele.


Alcune annotazioni: per la riuscita delle sfogliatine dovete fare attenzione a due cose: la pasta sfoglia deve essere ben fredda prima di entrare in forno. La glassa deve essere delle giusta consistenza, se è troppo liquida non risulterà liscia e spessa, ma un po’ ruvida. Le sfogliatine nel forno devono essere distanziate tra loro, e lo strato di glassa deve essere sottile. La marmellata deve essere priva di pezzi altrimenti non riuscite a farla uscire dalla sac a poche, è ovvio lo so, ma magari presi dall'entusiasmo non ci pensate :)

Ecco, per oggi è tutto, era da un sacco che non postavo un dolcetto, spero vi piaceranno! e se cercate altre idee con la pasta sfoglia, guardate anche qui.  Buona settimana a tutti e al prossimo post.

lunedì 20 gennaio 2014

Caramello al limone


Tante volte le cose apparentemente banali nascondono delle insidie. Una di queste è senz’altro il caramello. Si sa che per fare il caramello ci sono tanti procedimenti, con l’acqua o senz’acqua, utilizzando il termometro oppure no.
Quello che vi spiego oggi, lo preparo senza l’aggiunta di acqua e senza il termometro, ma la scelta dipende anche dall’uso che se ne deve fare.
E’ un caramello da utilizzare per accompagnare dei dolci al cucchiaio, come per esempio una panna cotta come in foto, ma si potrebbe accompagnare benissimo anche un gelato alla vaniglia, o un budino al cocco, come sempre non ci sono limiti alla fantasia.
La ricetta è molto semplice, perciò oggi sarò velocissima, ma è una di quelle cose che danno un tocco in più anche al dessert più semplice, come potrebbe essere una panna cotta appunto, che posterò a breve. Per oggi concentriamoci solo sul caramello al limone e mi raccomando, quando preparate il caramello, prestate sempre molta attenzione, perchè raggiunge temperature considerevoli e distrarsi potrebbe essere pericoloso!
E se cercate un'altra idea per un dolce al cucchiaio, guardate qui

Caramello al limone
Ingredienti
zucchero semolato: 400 gr
succo di limone filtrato: 280/300 gr

Mettere sul fuoco una pentola con il fondo spesso. Farla scaldare, poi aggiungere tre cucchiai di zucchero e farlo sciogliere a fiamma dolce per non bruciarlo. Quando lo zucchero sarà sciolto, aggiungere il restante e senza mai toccarlo lasciarlo sciogliere completamente. Ci vorrà un pò di tempo, quindi non aspettatevi di vedere il caramello dopo due minuti, è un’operazione un pò lunga e noiosa e soprattutto non fatevi prendere dall’ansia e non andate assolutamente a mescolare il caramello!
Per distrarvi nel frattempo spremete i limoni, vi serviranno circa 300 gr di succo, saranno all’incirca 7/8 limoni, non li ho contati, potrei non essere precisissima, la prossima volta li conto e correggerò il post. Non so voi, ma io quando posso, faccio tutto abbastanza ad occhio e quindi non ho l’abitudine di misurare e pesare sempre tutto. Di solito me ne ricordo quando scrivo il post!
Il vostro caramello a questo punto dovrebbe essere in buona parte sciolto. Scaldate il succo di limone, deve essere molto caldo, e quando il caramello è quasi pronto (lo zucchero dev’essere quasi totalmente sciolto!) versate il succo di limone (tenetene un pò che potrete aggiungere alla fine a seconda che vogliate un caramello più o meno fluido e fate attenzione al vapore che si formerà). A questo punto mescolate il vostro caramello in modo che lo zucchero si sciolga completamente e il succo si amalgami. Tenetelo sul fuoco solo pochi secondi, il tempo per rendere completamente liscio il caramello, senza cristalli di zucchero, poi finite di mescolarlo fuori dal fuoco. Lasciatelo raffreddare, e quando è freddo valutate la fluidità. Potrete aggiungere un pò di succo di limone se vi sembrerà troppo denso. 
Se non lo utilizzate subito, chiudetelo in un barattolino, si può tranquillamente conservare e utilizzare quando serve.

Alcune annotazioni: il caramello deve mantenere un colore dorato, può diventare più o meno scuro a seconda di come lo desiderate quindi potete anche decidere di cuocerlo un pò di più se lo volete più ambrato, ma dovete stare molto attenti a non bruciarlo, sennò diventa amaro e inutilizzabile. La pentola è importantissima per la riuscita del caramello, quindi dovete trovare quella giusta. Se la prima volta non verrà non scoraggiatevi, non siete gli unici che hanno dovuto subire il peso di qualche insuccesso, ma vedrete che con un pò di pazienza e di attenzione  ci riuscirete. Il fuoco deve sempre essere regolato, quindi fate attenzione a tipo di pentola e fiamma!

Bene, e con questo per oggi è tutto, un bacio e al prossimo post

martedì 10 settembre 2013

Torta di mele


La torta di mele, per me come per molti credo, è uno di quei cibi che rassicurano, che riportano immediatamente al ricordo della nonna, della famiglia, della casa.
Qualunque nonna degna di questo nome deve aver fatto almeno una torta di mele in vita sua! :D perfino nonna papera aveva un debole per le torte di mele! E chi c'è di più autorevole di lei in fatto di dolci?
Io, quando voglio essere sicura di non sbagliare, preparo una torta di mele!. E' vero che inspiegabilmente esiste anche qualcuno a cui non piace! e secondo me in questo, qualche nonna ha una grossa parte di responsabilità! (d'altra parte mica tutte le nonne sono brave ai fornelli!)
Comunque, a parte qualche eccezione, la torta di mele secondo me è la torta con la t maiuscola!
Ora lo so che sarà facile cadere nella banalità di dire che quella che posto oggi è la torta di mele più buona che abbia mai mangiato! Istintivamente lo direi, se non fosse che ad ogni torta di mele si tende a ribadire questo stesso concetto! Allora la metto così: questa è la torta di mele che, dalla prima volta che ho provato, ho continuato poi a fare senza che mi venisse voglia di provarne un'altra! Ecco, questa è la pura e semplice verità!
Tra l'altro la ricetta non è nemmeno di quelle tramandate da qualche avo, prozia, bisnonna, nonna e via dicendo, ma è una ricetta trovata su Sale e Pepe, non ricordo di quale mese né di quale anno, comunque io l'adoro! E sono certa che se la proverete l'adorerete anche voi.
Tra l'altro questo post cade proprio a fagiuolo come si suol dire, perchè restando in tema di comfort food, vorrei segnalare una bellissima ed interessantissima mostra alla cui presentazione ho avuto il piacere di essere stata invitata: 

Il tema trattato non è certamente leggero, ma un'occasione di riflessione su un importante tema sociale come' è la pena di morte. In mostra infatti tredici scatti che raccontano l'ultimo pasto di altrettanti condannati alla pena di morte.
Bellissime le foto scattate in studio, dall'artista-fotografo Henry Hargreaves, che ha potuto comporre i set grazie alla documentazione che è riuscito a reperire. Molto bello e interessante il percorso pensato dal curatore in collaborazione con diversi professionisti provenienti da ambiti differenti, che racconta questa mostra e il suo significato.
Consiglio a tutti coloro che hanno occasione di essere a Venezia in questi giorni e fino al 24 novembre 2013 di visitarla al Museo della follia all'isola di San Servolo.
E ora passiamo alla ricetta:

Torta di mele
Ingredienti per 6 persone

farina: 125 gr
mele: 3 piccole (renette o altro tipo dolce)
zucchero semolato: 125 gr
uova: 2
burro: 60 gr
limone: uno, non trattato
lievito: 1/2 bustina
latte: qualche cucchiaio
zucchero a velo: qb
sale: qb

Procedimento
Grattugiare la buccia di limone. Sbucciare le mele, tagliarle a fettine e bagnarle con un po' di succo di limone.
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente e poi montarlo con lo zucchero finchè sarà bianco e spumoso. Aggiungere un uovo e continuare a montare. Quando è bene assorbito aggiungere il secondo aiutandosi eventualmente con uno o due cucchiai di farina. Aggiungere un cucchiaino di vaniglia e poco a poco il resto della farina setacciata con il lievito, il sale ed infine il latte per rendere morbido l'impasto.
Versare l'impasto in una tortiera imburrata ed infarinata di 18/20 cm di diametro. Sistemare le fettine di mela, mettendole molto fitte e riempiendo il più possibile l'impasto. Livellare la superficie ed infornare a 170° per circa 40 minuti. Fare la prova stecchino prima di estrarre la torta dal forno. Farla raffreddare su una gratella e spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.
Se avete voglia di confrontare la ricetta, ne trovate un'altra qui qui.

Eccoci arrivati alla fine del post, credo di aver detto tutto...un bacio a tutti e al prossimo post! Speriamo prestissimo ;)

martedì 16 luglio 2013

Biscotti al kamut


Oggi sono veramente a pezzi, e triste, ma veramente molto triste, sapete quella tristezza che si appropria del vostro stomaco, del vostro cervello e del vostro cuore? Proprio quella.
Qualche volta è così difficile capire se la strada che si sta percorrendo è quella giusta o se si sta sbagliando direzione che ci vorrebbe un manuale d' istruzioni, perché in fin dei conti, l'esperienza passata non è che aiuti molto. Ogni volta sembra che quello che abbiamo vissuto non c'entri niente con oggi.
Ma allora quand'è che quello che è stato servirà a capire qualcosa? E magari a non commettere errori? Io sto ancora aspettando che quel momento arrivi! E quanto durerà questa volta? Il tempo a volte sembra veramente infinito...
Quindi mi perdonerete se non mi dilungo in chiacchiere, è che ho fretta di mettermi a fare qualcosa di sbagliato, tipo fumare, bere birra, saltare i pasti e roba simile. Ma perchè quando soffriamo vogliamo farci del male? Ditemi che anche voi quando soffrite, quando lo stomaco vi si contorce e la voce fatica ad uscire fate le peggiori cose! Ma poi tutto passa si dice no? E speriamo stavolta passi in fretta...ho già trascorso un tempo infinito a far passare i dolori, avrei proprio bisogno di una tregua.
E visto che non ho molta voglia di mettermi ai fornelli, vi lascio una ricetta dolce che ho preparato qualche giorno fa. Lo zucchero si sa, nei momenti bui aiuta sempre. L'unica cosa che consiglio, se siete veramente tristi, è di sostituire un innocuo miele con un barattolo gigante di cioccolata spalmabile! E a pensarci bene i biscotti a questo punto sarebbero pure superflui. Ma ormai li ho fatti e vi lascio la ricetta caso mai foste alla ricerca di un biscottino leggero leggero, un po' come vorremmo che qualche volta fosse anche la nostra vita...

Biscotti al kamut
Ingredienti
farina 00: gr 125
farina kamut:100 gr
farina di riso: 25 gr
zucchero a velo: 125 gr
olio di semi: 50 gr
uovo: 1
bustina di lievito:1
polvere di caffè:1 cucchiaino
essenza di vaniglia:1/2 cucchiaino
sale: un pizzico
buccia di ½ arancia grattugiata

Procedimento
Setacciare le farine con il lievito e il sale.
Aggiungere lo zucchero, il caffè e mescolare bene. Fare un foro al centro, aggiungere l'uovo, l'essenza di vaniglia, e l'olio. Mescolare i liquidi inglobando poco a poco la farina con una forchetta. Impastare velocemente e se serve aggiungere un po' d'acqua fredda. Formare un panetto e farlo riposare in frigorifero un quarto d'ora. Tirare la pasta ad uno spessore di circa tre millimetri, tagliare con una formina ed infornare a 180°C per 15 minuti. Si conservano a lungo in una scatola di latta.

Alcune annotazioni: si può sostituire la farina di kamut con quella di farro e sostituire il caffè con del cacao

Bene, anche per oggi sono arrivata in fondo alla pagina, vi abbraccio tutti e ci ritroviamo al prossimo post, io intanto corro a fare qualcosa di sbagliato ;) 

martedì 26 giugno 2012

Crostata con crema al cocco e ananas caramellata


E' tempo di infradito, costume e asciugamano. Di sabbia sotto i piedi, di mare e paesaggi da sogno. Eh si, è proprio estate e le vacanze sono vicinissime, ancora pochi giorni e almeno per un pò appenderò al chiodo pentole e padelle.  
Ma cos'è che fa veramente estate per voi ? 
Per me fa veramente estate cenare la sera in giardino, la birra ghiacciata, dormire con le finestre aperte con  il rumore della strada a farmi addormentare, la voce dei televisori  delle case vicine, le lucciole che punteggiano il buio di luce, le città deserte nelle ore roventi, il gatto che dorme pancia all'aria per godersi anche il più flebile soffio di vento.
E se devo associare un sapore all'estate, per me è quello del cocco.
Se devo pensare ad un luogo è senz'altro la Grecia, 
E se devo raccontare una sensazione è sicuramente la libertà.
Perchè niente fa sentire più liberi di quando lo sguardo si sofferma in quell'infinito dove cielo e mare s'incontrano.

E se estate deve essere che estate sia, vi lascio una ricetta semplice ma con tutto il sapore delle mie vacanze!
E siccome ci piace che tutto d'estate sia più semplice, vi lascio la foto di questi bellissimi articoli di Lagostina, linea Virtuosa e linea i Cucinieri  perchè anche un buon aiuto in cucina rende la vita più facile.
E buona estate a tutti....


Crostata con crema al cocco e ananas caramellata

Ingredienti
pasta frolla: 250 gr (per la ricetta leggi qui)
latte di cocco: 165 gr (una lattina piccola)
panna: 85 gr
zucchero: 3 cucchiai
fecola: 25 gr
cocco disidratato: 4 cucchiaini
ananas: 7 fette (anche in scatola, ma al naturale)
zucchero di canna: qualche cucchiaio

Cuocere la pasta frolla in bianco e farla raffreddare (il procedimento qui). Stemperare la fecola in un pò di panna e in un pentolino unirla al latte di cocco e alla restante panna a cui si sarà aggiunto anche il cocco disidratato. Portare a bollore e  cuocere a fuoco dolcissimo finchè la crema non si sarà addensata. Versare in una ciotola e far raffreddare. Cospargere le fette di ananas di zucchero di canna ed infornare a 180°C finchè lo zucchero non si sia sciolto formando un caramello biondo. Far asciugare la frutta  su una gratella. Distribuire la crema sulla base di frolla ormai fredda, decorare con l'ananas caramellato e tenere in frigorifero. Servire la torta dopo averla tenuta per 10 minuti a temperatura ambiente.
Un bacio a tutti e al prossimo post, prima di partire vi saluto per benino eh! :-)


martedì 5 giugno 2012

Crostata di crema e pesche

Tortiera della linea Virtuosa e pennello della linea i cucinieri di Lagostina

Le cose semplici sono il rifugio ideale per menti troppo indaffarate, perchè la tendenza a complicare le cose si sa, non aiuta a districare i nodi. Così talvolta capita di ritrovarsi con un groviglio di pensieri da cui non si sa come liberarsi.
Ci ho messo anni a capire che in certi casi è meglio non pensare che pensare troppo. Certo, per molti questa sarà la scoperta dell'acqua calda, ma per chi come me è stato convinto per anni che una soluzione da qualche parte ci deve pur essere....beh, ecco, smettere di pensare non è poi così facile.
Appurato che non sempre c'è una soluzione alle cose, o meglio, non sempre vale la nostra soluzione per le cose, ecco, appurato questo, tutto diventa più semplice. Accettare che non andrà sempre come vorremmo, libera da fardelli pesanti e costringe a guardare le cose da punti di vista differenti. Insomma, un pò di buon fatalismo rasserena gli animi.
Perchè la domanda che forse qualche volta dovremmo farci è: siamo veramente convinti di sapere cos'è meglio per noi? Ci siamo ascoltati così tanto, siamo stati in silenzio con noi stessi così a lungo da conoscerci veramente? Sappiamo veramente cosa conta per noi? A farsi domande come questa, potrebbe capitare di scoprire che per tanto tempo abbiamo rincorso qualcosa che forse non è proprio quello che volevamo. Certo, all'inizio ci si potrebbe sentire destabilizzati,  spaventati, terrorizzati...Ma se la vita è una sola, non fa più paura voltarsi indietro e scoprire che ci siamo affannati tanto rincorrendo le cose sbagliate? La vita regala le occasioni, e a noi sta solo riconoscerle...Che siano cose solo per gente spericolata? :-)

Oggi vi lascio con una ricetta semplice semplice, d'altra parte che l'avrei fatta a a fare sennò questa premessa?. Perchè anche in cucina le cose possono diventare facili, per esempio usando le attrezzature giuste. Conoscete le linee VirtuosaI Cucinieri di Lagostina?
Ciotola e utensili  della linea I Cucinieri di Lagostina


Torta di crema e pescheIngredienti

Per la pasta frolla
farina: 250 gr
lievito: un cucchiaino (facoltativo)
burro: 125 gr
zucchero: 50 gr
uova: 1
limone: la scorza grattugiata di mezzo
vaniglia: un cucchiaino
sale: un pizzico

Per la crema
latte: 1/2 litro
uova: quattro tuorli
zucchero: 100 gr
vaniglia: un cucchiaino
limone: una scorzetta
farina: 45 gr
fecola: 50 gr

pesche: 5 piccole
gelatina di albicocche: qb


Dopo aver setacciato a farina con il lievito e il sale, preparare la pasta frolla impastando insieme tutti gli ingredienti. Formare un panetto omogeneo senza lavorare troppo l'impasto facendo attenzione  a non scaldarlo troppo con le mani. Avvolgerlo con della pellicola e farlo riposare in frigorifero per almeno un'ora (ma va bene anche prepararlo il giorno prima).
Portare a bollore il latte con la vaniglia e la scorzetta di limone. Intanto mescolare in una boule i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e la fecola setacciate e mescolare bene finchè la crema sarà liscia. Aggiungere il latte caldo a filo dopo aver eliminato la scorzetta di limone. Rimettere sul fuoco e riportare a bollore su fiamma dolce. Lasciare per 5 minuti mescolando continuamente. Versare la crema in un piatto e coprire con pellicola a contatto. Lasciare raffreddare completamente.
Stendere la pasta frolla e rivestire una teglia da crostata, bucherellare il fondo con una forchetta, sistemare un disco di carta forno e cospargere di fagioli secchi e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti circa. Estrarre la teglia dal forno, versare la crema e spalmarla uniformemente. Aggiungere le pesche a fettine sottili (se vi piace e se ne avete di bio, anche con la buccia) ed infornare nuovamente per circa 20 minuti, o finchè la pasta sarà leggermente dorata.
Sfornare e far raffreddare. Lucidare le pesche con poca gelatina di albicocche stamperata sul fuoco con pochissima acqua.

Alcune annotazioni: per una crema più leggera potete sostituire i quattro tuorli con un uovo intero e un tuorlo.

lunedì 12 marzo 2012

Torta di mele

Non che voglia convincere qualcuno che la torta di oggi è eccezionale eh! tipo una di quelle ricette da provare perché non esiste niente di più buono. Capisco che spesso ci si ponga il problema di essere originali. Ormai di cucina e ricette si parla ovunque. I blog sono talmente tanti che mi viene spesso da chiedermi se ci sarà proprio bisogno anche del mio. E la risposta è no, non ce n'è certamente bisogno. Ma personalmente non sento nemmeno il bisogno di  leggere ricette assolutamente improbabili, pensate per proporre originalità a tutti i costi, solo per non correre il rischio di sembrare banali. Così come non sento il bisogno di leggere o ascoltare qualcuno che tenti di insegnarmi come fare la pasta al burro più buona del mondo! Insomma, non vi sembra che si stia esagerando in un senso e nell'altro?
E ci sta pure che la pasta al burro più buona del mondo richieda molta tecnica, per carità! può essere pure che io ignori dei principi fondamentali. Personalmente però comincio ad essere stanca di sentir parlare di ricette, tecnica, ingredienti e quant'altro gente che non sa preparare nemmeno un piatto di pasta decente. Un pò di serietà per favore! Interessa ancora a qualcuno?
E se vi pare di sentire un velo d'insofferenza nelle mie parole, beh, sappiate che non è un velo, è mooolto più di un velo! oggi va così, che volete che vi dica....ogni tanto un pò di polemica ci sta no?  :-)
Ma a questo punto, dato che siamo giunti come sempre all'immancabile momento della ricetta, per non cadere in contraddizione, non mi resta che lasciarvene una semplice semplice. Forse sembrerò banale? molto probabilmente, ma correrò il rischio. Lascio ad altri l'arduo compito di convincere il mondo che l'aria fritta non può mancare in un menù di tutto rispetto. Io mi godo la semplicità di una torta di casa, su cui c'è poco da dire e credo che non farò fatica a convincere anche voi. La torta di mele è sempre la torta di mele, e se così non fosse, nonna papera non sarebbe riuscita a convincere generazioni e generazioni di nipotini. Almeno a lei, vogliamo continuare a credere? :-)


Torta di mele
Ingredienti
farina: 300 gr
burro: 150 gr
zucchero: 200 gr
uova: 3
yogurt bianco: 100 gr
mele renette: 2
lievito: una bustina
sale: un pizzico
limone: la buccia grattugiata di 1/2
vaniglia: un cucchiaino

Setacciare la farina con il lievito e il sale. Separare i tuorli dagli albumi. Montare il burro con lo zucchero fino a farlo diventare bianco e spumoso. Aggiungere un tuorlo alla volta incorporandolo perfettamente al composto. Unire lo yogurt e cominciare ad aggiungere la farina poca alla volta alternandola agli albumi montati a neve fermissima. Mescolare sempre dall'alto verso il basso per non smontare il composto. Imburrare ed infarinare una teglia di 22 cm di diametro (va bene anche di 24 se non la volete tanto alta). Versare il composto e ricoprire la torta con le fettine di mela leggermente sovrapposte e disposte a raggiera. Spolverizzare di zucchero semolato e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 55 minuti circa. Il tempo dipende anche dalla dimensione della tortiera, regolatevi facendo sempre la prova stecchino.

Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 20 febbraio 2012

Torta di carote

Ho tante parole in testa...... parole e pensieri che non portano ad alcuna conclusione, apparentemente sconnessi, in equilibrio precario, come in una sorta di "caos calmo".
Da sole non vanno al di là del loro significato, ma lette tutte insieme, una dopo l'altra, vogliono dire molto di più. Ho provato a cambiarne l'ordine ma il significato è rimasto lo stesso.
Allora non sembrerebbe così difficile arrivare ad una conclusione, e forse non lo è, ma sarebbe comunque "solo" la mia, una delle tante possibili.
Perchè di sicuro, qualcun altro, mettendo in fila le mie stesse parole, arriverebbe da un'altra parte. Di sicuro convincersene richiede un certo impegno e un pò di obiettività. Qualche volta siamo certi di sapere, ma gli occhi con cui guardiamo le cose sono sempre e solo i nostri.
Si potrà guardare con gli occhi degli altri? Non lo so,  ma ammesso che si possa, ci vogliono tempo e volontà. E io vorrei tanto avere la possibilità di trascorrere questo tempo in un altrove più congeniale, che so, magari in un'isola deserta, con il rumore del mare a cullare il mio respiro e con il sole a rischiarare le cose, per poter vedere oltre il mio sguardo.
Mentre qui, a mettere ordine nei pensieri, c'è solo il caos della vita. Che si possa parlare di ordine??????
Ci sarà un'isola deserta a portata di mano? ne cerco una urgentemente, che tra gli optionals distribuisca anche una buona dose di fegato, inteso come coraggio sia ben chiaro! Non devo mica fare il patè, ho altro per la testa! Si era capito per caso?  :-)
Intanto che con il mio fagotto pieno di pensieri cerco un'isola libera, vi lascio una ricetta semplice, una torta, o un cake, come preferite, morbido e buono che seppur in mancanza un mare cristallino, sabbia, sole e tante palme vi regalerà comunque una pausa dolcissima.

Torta di caroteIngredienti
carote: 400 gr
mandorle: 100 gr
farina: 200 gr
zucchero: 200 gr
olio di semi: 85 gr
uova: 3
lievito: una bustina
vaniglia: un cucchiaino
sale: un pizzico
zucchero a velo: per decorare

Procedimento
Separare i tuorli dagli albumi. Tritare le mandorle insieme ad un cucchiaino di zucchero azionando il mixer ad intermitenza. Ridurle in granella molto sottile (ma non proprio in farina). Setacciare la farina con il lievito. Lavare le carote, raschiarle bene e grattugiarle molto sottili. Montare i tuorli con lo zucchero e la vaniglia fino ad ottenere una massa chiara e spumosa. Montare gli albumi a neve ben ferma. Aggiungere alle uova le mandorle, l'olio, il sale, la farina poco alla volta e le carote. Per ultimo aggiungere gli albumi montati a neve facendo molta attenzione a non smontarli e mescolando come sempre dall'alto verso il basso. Versare il composto in una tortiera tonda o se preferite in uno stampo da plum cake grande. Cuocere in forno a 180°C per 35 minuti, poi abbassare a 170°C e continuare la cottura per altri 10/15 minuti. Fare sempre la prova stecchino prima di estrarre il dolce dal forno. Metterlo a raffreddare su una gratella e servirlo spolverizzato di zucchero a velo.

Alcune annotazioni: io ho usato uno stampo da plum cake grande, ma andrà benissimo anche una tortiera circolare.

Un bacio a tutti e al prossimo post
PS: ho cercato di togliere le parole di verifica dai commenti, le trovo veramente detestabili. Qualcuno potrebbe dirmi se ci sono riuscita? :-)
Grazie!!!!!

giovedì 27 ottobre 2011

Mini plum cake variegati



Si dice che le bugie hanno le gambe corte....eppure, in controtendenza rispetto a qualunque canone estetico piacciono, piacciono moltissimo. Non si spiegherebbe altrimenti l'uso smodato che la gente ne fa. Smodato perchè, se qualche volta ammetto possano essere un'alternativa alla portata di tutti per uscire da qualche situazione sfuggita al controllo, spessissimo invece rappresentano un modus vivendi, una regola insomma, il modo più semplice per uscire da qualche impiccio. Più semplice poi.....mah, è una questione di punti di vista, dipende sempre da come si sceglie di vivere. 
In alternativa alle bugie, e molto gettonata, c'è anche la sparizione dalla scena, con un'abilità da fare invidia a qualunque illusionista. 
Ah, e poi c'è anche lo gnorri, sapete cos'è verò? vabbè, altra specie in grande espansione.
Se l'apparire conta più dell'essere, se il giudizio degli altri pesa di più del nostro verso noi stessi, allora la bugia dev'essere davvero un ottimo alleato, e con un pò di allenamento probabilmente diventa anche semplice farne un uso smodato. Che sia il caso di adeguarsi?
Ma secondo voi, il rispetto va ancora di moda? E la parola data, conta ancora qualcosa?
Secondo me Il ripetto è un concetto in via d'estinzione. Bisognerebbe fare qualcosa come si fa per il panda: allarmare il mondo, istituire associazioni per la sua salvaguardia, parlarne ai ragazzi nelle scuole, sensibilizzare l'opinione pubblica. La parola data invece si è persa nel nulla, sbaragliata dall'imporsi della bugia sempre e comunque, e forse per salvarla è troppo tardi!
Avanti di questo passo quanti e quali valori saranno a rischio estinzione? Che sia questa la fine del mondo?
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Va bene, sono d'accordo, ma c'è qualcun altro che lo vuole questo cambiamento? Sennò è tutto inutile!!!!! Chiedo perdono mille volte per l'interpretazione terra terra di questa frase di Gandhi, ma io mi sento come una particella di sodio in una nota bottiglia d'acqua...qualche volta la propria interiorità non basta...
E quindi rimpinziamoci di dolci. Ecco spiegato tutto il preambolo. Che tradotto significa: ho fatto questi plum cake per me e me li sono mangiati tutti! (mica in un giorno eh!) Cosa che non capita quasi mai, ma qualche eccezione per la verità la ricordo. E' che, come si suol dire, quando ce vò ce vò :-) Certo, viste le circostanze avrei potuto preparare qualche cosa di molto più consolatorio, ma avevo voglia di leggerezza, morbidezza, e semplicità. E siccome ho parlato di panda......un'evocazione gastronomica mi è sembrata appropriata, et voilà, il bianco e il nero :-)
Più o meno insomma, almeno la fantasia per ora mi è rimasta, ma temo seriamente anche per essa.


Mini plum cake 


Ingredienti
farina 00: 150 gr
cacao amaro: due cucchiai
zucchero: 140 gr
yogurt bianco: un vasetto (125 gr)
uova: 3
olio di semi: 70 gr
estratto di vaniglia: un cucchiaino (o la raschiatura di mezza bacca)
lievito: 1/2 bustina


Procedimento
Setacciare la farina e dividerla in  due contenitori. Togliere da uno un cucchiao di farina e aggiungerne due rasi di cacao. Setacciare bene, poi aggiungere il lievito dividendolo tra le due ciotole e setacciare bene. Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero finchè diventano bianche e spumose, aggiungere lo yogurt, l'olio e mescolare bene. Mescolare metà impasto alla ciotola con farina e cacao, e l'altra metà a quella bianca aggiungendo a quest'ultima anche la vaniglia. Imburrare e infarinare degli stampini da plume cake e versare il composto a cucchiaiate alternando quello bianco e quello nero riempiendolo fino a 3/4. In alternativa vanno bene anche i pirottini da muffins.
Infornare in forno preriscaldato a 180°C per circa 25/30 minuti ( fare sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto). Sfornare e lascare raffreddare. Si conservano per qualche giorno se ben chiusi in scatole di latta.


Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post.

giovedì 6 ottobre 2011

Cestini di meringa

con crema pasticcera e fragole

La stagionalità conta eh, solo che quando i clienti ti chiedono qualcosa fuori stagione, tu ci provi anche a spiegargli che forse sarebbe meglio rivedere alcuni punti, ma quando capitano quelli irremovibili, non c'è soluzione: tocca obbedire. Ecco spiegato il perchè delle fragole nella ricetta di oggi.
E per fortuna qualcuna di fresca in giro ancora si trova, perchè io, quelle surgelate, proprio non le ho nemmeno mai viste.
Comunque, la ricetta è molto semplice, trattasi di cestini di meringa ripieni di crema pasticcera. Li ho preparati per un pranzo di battesimo e mi sono stati richiesti espressamente. Normalmente io li preferisco ripieni di panna montata e accompagnati da coulis ai frutti di bosco, trovo che la crema sia troppo dolce in abbinamento alla meringa, ma è solo un parere personale. I gusti non si discutono e potrei portare molte testimonianze di gente a cui piacciono molto anche con la crema pasticcera ;-)
L'idea di oggi è quella di spiegare come preparare i cestini, poi ognuno provvederà a riempirli come meglio crede, crema, panna, gelato, frutta fresca, accompagnati da coulis di frutti rossi o salsa al cioccolato fondente, insomma, le versioni possono essere davvero moltissime.
La foto è quello che è....ma c'era un tale caos che essere riuscita a farne una è un miracolo...


Cestini di meringa


Ingredienti
per circa 25 cestini
albumi: quattro (uova medie)
zucchero semolato fine: 400 gr (volendo metà semolato e metà a velo)
limone: un cucchiaino di succo


Procedimento
Io uso albumi freschi a temperatura ambiente, ma vanno bene anche di un paio di giorni se correttamente conservati! Per montare bene gli albumi è importantissimo che non contengano nemmeno la minima traccia di tuorlo. Per lo stesso motivo il recipiente che si utilizzerà dovrà essere perfettamente pulito, senza traccia di grasso, così come le fruste. E’ preferibile utilizzare un recipiente che non sia di plastica. Non usare assolutamente il sale.
Accendere il forno a 200°C
Riunire gli albumi in un recipiente (io acciaio) perfettamente pulito. Immergere il recipiente in un bagnomaria tiepido, aggiungere un cucchiaino di succo di limone e cominciare a montare a bassa velocità fino a che comincia a formarsi una schiuma bianca, poi aumentare. Quando l’albume è più o meno quadruplicato di volume e siete circa a metà dell'opera, aggiungere metà dello zucchero, poco alla volta e delicatamente senza mai smettere di montare (prima lo aggiungerete e maggiore densità avrà la meringa)
Continuare a montare finchè la massa sarà bianca, densa e lo zucchero sarà sciolto. Aggiungere poi il rimanente zucchero, sempre aggiungendolo delicatamente e poco alla volta e montare ancora per dieci minuti circa. Alla fine dovrà risultare una massa molto densa e molto voluminosa (fino a otto-dieci volte il volume iniziale)
Foderare con la carta forno una teglia. Riempire una sac a poche con bocchetta liscia o a stella di 10 mm di diametro e formare una spirale. Il diametro della spirale lo decidete voi, io di solito le faccio di circa 6,5 cm circa, l'importante è che non sia troppo grande sennò i cestini si deformano più facilmente.
Se vi sembra più semplice aiutatevi disegnando con una matita sul retro del foglio di carta forno i cerchi, distanziati tra loro. Poi stendere il foglio su una teglia, con il disegno rivolto verso il basso e seguire i contorni, formando la spirale di meringa che sarà il fondo del cestino. Poi, con la sac a poche seguire la circonferenza esterna della vostra spirale e facendo un paio di giri salite formando il cilindro. Con una mossa rapida staccare la bocchetta e procedere così per tutte le meringhe. Consiglio di fare prima tutte le basi e poi alzarle.
Infornare i cestini per pochissimi minuti a 200°C, appena si sono gonfiati, (ci vorranno tre quattro minuti, guardateli a vista, non fateli scurire troppo, solo un leggerissimo accenno!) aprite il forno e fate scendere la temperatura a 100 °C. Lasciate per circa 15 minuti, poi abbassate a 80°C, (aprite il forno finchè non arriva a questa temperatura) e lasciate cuocere finchè saranno completamente asciutti. Se usate il forno di casa ogni tanto aprite leggermente (solo una fessura) in modo che l'umidità che si crea all'interno possa uscire.
Sono pronte quando rompendone una si sbriciolerà completamente e non avrà la minima umidità all’interno. Ci vorrà qualche ora ( 4 ore circa, ma anche di più). Meglio il forno statico.
La crema pasticciera che ho usato per farcirli la trovate qui


Alcune annotazioni: questi cestini per effetto della caramellizzazione dello zucchero non risultano bianchi abbaglianti, ma sempre bianchi devono essere, quindi bisogna fare molta attenzione perchè la doratura deve essere assolutamente minima, a 200°C ma solo per pochissimi minuti, mi raccomando!!!!!


Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 9 giugno 2011

Cake alla banana

ricetta di Maurizio Santin


Le banane non mi piacciono, nella mia lista della spesa non ci sono mai e quando le vedo le snobbo. Ora, non so bene perché per alcune persone sia così difficile rassegnarsi al fatto che altri possano avere gusti, idee, usi e costumi differenti.
Prendiamo mia mamma per esempio, ecco, lei non si rassegna al fatto che a me non piacciano le banane. Non si rassegna all'idea di molte altre cose veramente, soprattutto al fatto che io non faccia sempre esattamente quello che lei vorrebbe e per questo continuo a deluderla da una vita.
Eh mamma, che ci vuoi fare? le cose non sempre vanno come vorremmo. Lo so io che ho qualche anno meno di te, possibile che tu non ti rassegni al fatto che non si può avere il controllo su tutto e su tutti?
Bene, come avrete capito, siamo sepre ai ferri corti, ma proseguiamo col nostro discorso.
Le rare volte che mi viene a trovare mi porta le banane e questo credo dica molto.
La frase che segue è: "ma non ti piacciono le banane? Io ne mangio quattro al giorno!"
Da tempo ormai ho smesso di cercare di spiegarle che i gusti sono gusti e così finisce che le povere banane rimangono nel centro tavola a far bella mostra di sè per lungo tempo, fino a quando, l'allegria di quel giallo vivace non lascia il posto ad un marrone flaccido e un pò grinzoso.
E così dopo un pò, guardandole comincio a pensare che la loro fine è vicina. Sono rimaste li, belle e fresche senza suscitare su di me il benchè minimo interesse invece ora, quando ormai per molti sarebbe troppo tardi, per me arriva il momento giusto, quello perfetto per trasformare due banane decisamente troppo mature in una cake fantastico. Buono e morbidissimo, talmente morbido che si scioglie in bocca e con quel profumo incredibile che solo un dolce alla banana sa sprigionare.
Ecco, alla fine direte voi, anche a me in fin dei conti non è vero che le banane prorio non mi piacciono. Si, forse si, magari basta solo trovare il modo giusto di presentarmele.
D'altra parte quando si fa un regalo qualcuno non si sta forse cercando un modo per farlo felice? Bisognerà solo capire cos'è che gli piace e cosa no e fare un regalo potrebbe diventare un'esperienza piacevole per chi lo fa e per chi lo riceve, provare per credere!


Cake alla banana


Ingredienti
burro: 100 gr morbido
zucchero: 200 gr
lievito: 15 gr
farina 00: 200 gr
banane molto mature: 300 gr
rum: 20 gr
uova: 2
albumi: 150 gr
sale: un pizzico
limone: il succo di mezzo


Procedimento
In un recipiente ampio raccogliere il burro morbido a pezzetti e lavorarlo a pomata. Aggiungere 100 gr di zucchero e contunuare a lavorare ancora. Aggiungere un uovo (intero) alla volta facendolo bene assorbire prima di aggiungere il secondo. Unire poca alla volta la farina setacciata con il lievito e il sale e per ultimo le banane frullate con il rum e un pò di succo di limone.
Montare gli albumi a neve con 100 gr di zucchero e aggiungerli delicatamente al composto mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli.
Versare in uno stampo da plumecake e cuocere a 180°C fino a che avrà assunto un bel colore dorato (circa 40 minuti). Fare sempre la prova stecchino prima di estrarlo dal forno.


Alcune annotazioni: la ricetta originale di questo cake alla banana di Maurizio Santin, prevede che venga servito tepido, accompagnato da crema inglese e bavarese ai datteri e mandorle. Io l'ho mangiato semplice ed è buonissimo per una pausa pomeridiana, per una colazione o per un momento goloso in qualsiasi momento della giornata. La prossima volta lo acccompagnerò con una salsa all'ananas, ma anche gustato senza aggiunte è veramente favoloso.


Con questa ricetta vi auguro un buon w.e. Mi raccomando, andate assolutamente a votare, è una grande responsabilità quella che abbiamo stavolta, si tratta del nostro futuro, di quello dei nostri figli, dei nostri nipoti e del nostro paese. Non lasciamo che siano gli altri a decidere per noi.
Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 30 marzo 2011

Torta di compleanno

parte seconda


E' qui la festa? Certo che è qui! Preparatevi perchè oggi si festaggia fior fiore di compleanni. Da Van Gogh (che non si festeggia ma si ricorda) a Warren Beatty, da Eric Clapton alla magica Nora Jones......Ecchissene.....starete tutti pensando!
Ma non lo penserete più dopo che avrete scoperto che oggi, 30 marzo, è anche il compleanno di due gentili, dolci, simpatiche, belle, intelligenti, brave e chi più ne ha più ne metta fanciulle.
E di chi starò mai parlando se non della cara Giovanna e di me medisima Viola? Eh già, nel lontano 19.. (vabbè lasciamo stare) il 30 marzo ha dato i natali pure a noi due donzelle. E potevamo non festeggiare insieme una volta scoperta questa corrispondenza astrologica? Ora, ci tengo a dire che ho fatto di tutto perchè fossero presenti anche i festeggiati illustri, ma chi impegnato con un pianoforte, chi con una chitarra, chi impossibilitato per essere passato a miglior vita, chi per altro, non sono riuscita a riunire l'allegra combriccola ma noi non ci perdiamo d'animo! E mica abbiamo bisogno di Eric per strimpellare una chirtarra. Pure Viola ce l'ha (e anche se non la sa suonare, ogni tanto prova ancora....). Giovanna non so se e quale strumento sappia suonare, ma di certo possiamo dire che i dolci li sappiamo preparare. E mettetela come vi pare, ma non è forse la torta la cosa più importante se c'è qualcuno da festeggiare?
E allora eccola qua la mia torta: cara Giovanna, è tutta per te! E tra un accordo stonato di chitarra, ma con tanto tanto affetto ti faccio tantissimi auguri di buon compleanno, cento di questi giorni e di queste torte, che tu possa avere sempre il meglio e tutto quello che desideri.
L'ho fatta pensando a te, mettendoci tutto quello che secondo me ci vuole per una torta delle grandissime occasioni.
Dentro ci troverai tutto il calore e l'intensità del cioccolato fondente, la morbidezza del moelleux, la voluttuosità di una crema vellutata, la passione rosso fuoco dei lamponi, e l'energia del caffè a ricordarci che bisogna sempre tovare la carica.
Non festeggio mai il mio compleanno, ma vorrei che questo fosse speciale. L'idea di farlo tutti insieme, con Giovanna e con voi mi è piaciuta tanto e detto fatto.....organizzare il tutto è stato semplice.
I cappellini e le trombette le avevo dal blog compleanno, la torta l'avevo adocchiata già qualche mese fa ed aspettava solo un'occasione importante (devo sempre ringraziare Julie per i suoi capolavori irresistibili), le festeggiate sono pronte. Che manca? ma solo gli invitati ovviamente. Allora vi aspettiamo con doppia torta e doppio compleanno per intonare tutti insieme un "Happy Birhtday to you"
E se per caso siete passati prima da me, non mancate di andare a reclamare la vostra fetta di torta da Giovanna che vi sta aspettando col coltello in mano..... Mi raccomando, se festa deve essere esageriamo pure, gli eccessi per quest'occasione sono concessi, anzi...diciamo pure che sono proprio richiesti! di queste torte non vogliamo ne rimanga nemmeno una briciola, perciò come sempre contiamo su di voi.....E ora finalmente possiamo intonare un "Happy Birthday to you....  Buon compleanno Giovanna e Viola, cento di questi giorni, di queste torte e di questi post"


Per la torta, oggi faccio festa perciò vi lascio solo la ricetta della crema inglese e della bagna al caffè. Il moelleux l'ho postato lunedì e l'assemblaggio sarà argomento del prossimo post, diversamente questo sarebbe stato troppo lungo. Vi spiegherò per bene tutti i passaggi. E' una torta per occasioni importanti......non certo da tutti i giorni, richiede un pò di pazienza sia nellla preparazione che nelle spiegazione. Perciò per oggi pensate solo a mangiarla (con gli occhi....peccato) ma nei prossimi giorni entrerete in possesso della ricetta e da quel momento niente sarà più come prima......

Crema inglese al cioccolato

Ingredienti

latte: 250 gr
tuorli: 4
zucchero: 150 gr
bacca di vaniglia: 1/2 (o essenza)
cioccolato al 60%: 100 gr

Procedimento

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria o al  microonde.
In una ciotola montare bene il tuorli con lo zucchero. Nel frattempo scaldare bene il latte con la raschiatura della bacca senza farlo bollire, quando comincia a fumare è pronto!  Poi versare lentamente sui tuorli montati, rimettere sul fuoco e a fiamma bassa cuocere la crema mescolandola inizialmente energicamente, poi continuando a mescolare più dolcemente. La crema inglese è priva farina o amido. Non diventa densa come una pasticciera deve solo velare il cucchiaio. Perciò dovere fare molta atttenzione a non farla assolutamente bollire sennò impazzisce. Dovete portarla al limite del bollore e poi toglierla subito dal fuoco. Io mi aiuto col termometro. Quando arriva ad 83°C è pronta.
Aggiungere alla crema inglese il cioccolato fuso e mescolare bene.

Bagna al caffè

Ingredienti

caffè espresso o ristretto: 2 tazzine
zucchero: 4 cucchiai circa
cachaça: qb

Procedimento.

Preparare i caffe'. Versarli in una tazza e zuccherarli finche' sono ancora cadi e lasciare raffreddare. Poi aggiungere un pò di liquore. Regolandosi a seconda di quanto lo si vuole forte, non troppo però, è meglio se  mantiene una certa cremosità.

Alcune annotazioni: la torta è composta da due dischi di moelleux farciti. Metterò una foto più esplicativa nel prossimo post. Oggi ho dovuto per forza vestirla a festa, e mica potevo presentarla senza nastrino.....Ma poi vi svelerò tutti i segreti.....

Cara Giovanna, spero che la torta ti sia piaciuta, io ce l'ho messa tutta per cercare di fare qualcosa di veramente speciale per festeggiarti nel modo migliore. Spero ti sia divertita come mi sono divertita io. E con questo ti abbraccio e mando un bacio a tutti. Grazie per essere passati, la torta era anche per tutti voi, spero vi sia piaciuta. Ci si ritrova al prossimo post, tutto come prima solo un anno più vecchi (io naturalmente)
Si si, lo so che ormai sta diventando noioso, ma il prossimo post sarà ancora questa torta, mi sa che alla fine non ne potrete più di vederla, ma devo pur concludere no? Dai, ancora uno e prometto che sarà l'ultimo. Baci e a venerdì.

lunedì 28 marzo 2011

Moelleux al cioccolato

parte prima


Il dolce di oggi non è una scelta casuale. Non è un dolce qualsiasi deciso senza un motivo ben preciso ma ha un suo perchè. Pensate di riuscire a pazientare fino al prossimo post? Eh si, per saperlo dovrete aspettare un po’, solo fino a mercoledì.
Per oggi guardatelo come si guarderebbe un dolce finito in se stesso. E di fatto lo è perché è buonissimo da mangiare anche così. Trattasi di un moelleux al cioccolato che non è certo un dolce sconosciuto.
Che poi io l’abbia arricchito per farne un dolce speciale per ora poco importa.

E per far si che vi convinceste del suo essere un dolce a tutti gli effetti l’ho pure abbellito un pò, non troppo, solo un po’ di zucchero a velo a renderlo più delicato, un fiocchetto a farlo più sfizioso e un fiore a renderlo più gentile……
Per il resto è un moelleux a tutti gli effetti, col suo gusto deciso, con la sua compattezza scioglievole, con il suo carattere forte che non lascia dubbi. E’ caldo e voluttuoso come il cioccolato sa essere e come mi piace che sia, non un sapore appena accennato, non nascosto dietro a sofficità e leggerezza. Un dolce per chi del cioccolato ama l’intensità persistente. Ha un compito importante e mi serviva qualcosa di carattere.
Che poi a dirla tutta, ‘sto moelleux al cioccolato, non è mica tanto diverso da una caprese al cioccolato. Magari cambiano leggermente le dosi, ma non così tanto da renderlo altro.
Hai capito però? che sia la caprese che ha copiato dal moelleux o il moelleux che ha copiato dalla caprese? Mah, non avendo avuto il tempo di passare in rassegna tutte le ricette di moelleux e capresi in mio possesso per un confronto serio vi lascio col dubbio e chi avrà voglia di chiarirlo ovviamente potrà dire la sua.
Io mi limito a constatare che, comunque si chiami, è proprio perfetto per il suo prossimo ruolo.


Moelleux al cioccolato

Ingredienti
cioccolato al 72%: 200 gr
burro: 200 gr
mandorle spellate:150 gr (tritate molto finemente)
farina 00: un cucchiaio
fecola: un cucchiaio
uova: 5
vaniglia: ½ bacca
zucchero: 170 gr
lievito: un cucchiaino
sale: un pizzico


Procedimento 
A bagnomaria, sciogliere il cioccolato e il burro a pezzetti. Mescolare bene e lasciare raffreddare un po’. In un mixer tritare le mandorle con un po’ di zucchero semolato. Azionare ad intermittenza per non far rilasciare l’olio. Mescolare le mandorle al resto dello zucchero. Versare sul cioccolato intiepidito amalgamando bene e aggiungere i cinque tuorli, mescolare bene e per ultimo la farina e la fecola setacciate con il lievito e il sale.
Montare gli albumi a neve fermissima e unire al composto delicatamente per non smontarli con movimenti dall’alto verso il basso. Versare il composto in una tortiera a cerniera di 20 cm di diametro precedentemente imburrata e leggermente infarinata. Cuocere per 15 minuti a 180°C e poi per 45 minuti circa a 160°C fare la prova stecchino. Il dolce deve risultare morbido ma non troppo (se dovete usarlo come base dovete riuscire a tagliarlo in due dischi perciò non può essere troppo umido). Si può preparare il giorno prima.


Alcune annotazioni: il dolce è finito ed è buonissimo anche così. E’ meglio se lo fate riposare un giorno. Può essere preparato anche con le nocciole al posto delle mandorle, se preferite un sapore più intenso, oppure con percentuali delle due.

Ancora due parole: non sono riuscita a passare da voi questo w.e, scusate, sono stata impegnata qui. E a proprosito di questo vorrei ringraziare Saretta e Lucy per la bellisima opportunità che mi hanno dato. Sono state due organizzatrici perfette, la giornata è stata molto bella, ci siamo conosciute, ci siamo divertite, abbiamo cucinato, abbiamo ricevuto dei bellissimi premi e non posso fare altro che ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per dar vita a questo evento. Grazie davvero.
Un saluto speciale anche agli altri foodbloggers presenti: Nanni, Chiara e Greta. un bacio ragazzi, è stato un piacere conoscervi siete stati dei fantastici compagni d'avventura. Appena riuscirò  posterò qualche foto e vi racconterò qualcosa di più.

Bene, e con questo per oggi ho concluso. Baci a tutti e a mercoledì col prossimo post.