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mercoledì 10 agosto 2016

Risotto vegan al limone e basilico


Dall’insalata fresca al risotto caldo il passo è breve, basta una notte di pioggia ed il gioco è fatto, i desideri cambiano in un attimo! Poco male, perché il risotto al limone è un piatto che io adoro e d’estate purtroppo malgrado gli ingredienti siano stagionalmente perfetti, lo preparo molto raramente, così, sempre a causa della temperatura perdo l’occasione di gustare anche il risotto di peperoni e quello di zucchine, che sono tra i miei preferiti.
Ma l’occasione arriva prima o poi, basta farsi trovare preparati; e per portare in tavola quello di oggi tra l’altro bastano davvero pochi ingredienti, che di solito non mancano mai. 
Oggi è il giorno perfetto per gustare un risottino! Il basilico d’estate la fa da padrone e anche il limone non può mancare in dispensa.  
Anche se lo uso poco, stavolta ho optato per un riso Carnaroli, dal sapore più delicato per esaltare tutti i profumi di questo piatto, ma se preferite potete sostituirlo con un riso integrale.
Il procedimento è il classico per preparare il risotto, con la mantecatura finale di anacardi a dare morbidezza al piatto. Tutto qua. E se volete esaltare il sapore del risotto, aggiungete a fine cottura un paio di cucchiaini di pesto vegan al basilico. Un piatto semplice, ma ricco di sapore e profumi d'estate, in attesa che torni a splendere il sole :)

Risotto al limone e basilico

Preparazione: 20 minuti
Cottura 25 minuti
Ingredienti per 2 persone

riso Carnaroli: 160 g
brodo vegetale: 650 g
foglie di basilico grandi: 30
cipolla bianca: 1/2
anacardi: 20 g
olio evo: 2 cucchai
buccia di 1 limone bio  
succo di limone: 2 cucchiai
panna di soia: 2 cucchiaini circa
sale, pepe: qb

Procedimento
Mettete a mollo gli anacardi per un paio d’ore, poi scolateli e frullateli aiutandovi con un cucchiaio di brodo e la panna fino ad ottenere una crema liscia e densa. Tenete da parte
Tritate la cipolla sottile e fatela appassire nell’olio evo aggiungendo dopo qualche minuto due cucchiai di brodo. 
Aggiungete il riso e tostatelo. Unite un cucchiaio di succo di limone e cominciate a cuocere il risotto aggiungendo poco alla volta il brodo. 
Tritate sottile la buccia del limone e dopo 15 minuti di cottura aggiungetela al riso. 
Spezzettate le foglie del basilico ed aggiungetele al risotto cinque minuti prima della fine della cottura aggiungendo poco alla volta anche il restante succo di limone fino a raggiungere il grado di acidità desiderato. Salate.
Fuori dal fuoco mantecate il risotto con la crema di anacardi. Lasciate riposare qualche minuto, sistematelo si di un piatto aggiungendo qualche zesta di limone, qualche fogliolina di basilico e un’ abbondante  macinata di pepe fresco. Servite subito. 
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido week end. Magari se riesco posterò qualcosa di più adatto al ferragosto, per festeggiare come si deve ;) Un bacio e al prossimo post

mercoledì 3 agosto 2016

Pasta alle erbe


La ricetta di oggi è velocissima, ma buonissima. Una pasta profumata alle erbe aromatiche che porta in tavola tutto il profumo dell’estate, del basilico, dell’origano, del peperoncino. 
Gli ingredienti sono erbe aromatiche, un mazzetto di rucola, peperoncino fresco, olio buono e pasta di ottima qualità. Non servirà nient’altro. Io la faccio e la rifaccio e la trovo sempre deliziosa. Ogni tanto vario un po’, aggiungendo qualche datterino, ma niente più. 
Se vi serve una ricetta veloce, vegana, semplice e che metta d’accordo tutti questa può fare al caso vostro. Un'altra idea veloce e deliziosa la trovate qui 

Pasta alle erbe miste

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 15 minuti
Ingredienti per 2 persone

pasta: 160 g (bianca o integrale)
rucola: 40 g
olio evo: 40 g
foglie di basilico grandi: 10
spicchi d’aglio: 2
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
erba cipollina tritata: 1 cucchiaio
origano fresco tritato: 1 cucchiaio
peperoncino rosso piccante: 1
peperoncino verde (tipo friggitello): 1
sale: qb

Procedimento
1) In una padella, scaldate l’olio e fatelo insaporire con gli spicchi d’aglio in camicia schiacciati e del peperoncino fresco piccante anch’esso tritato (regolate la quantità secondo il grado di piccantezza desiderato). Unite il peperone verde tagliato a pezzetti molto piccoli e fate appassire.
2) Tritate la rucola finemente ed unitela agli altri ingredienti nella padella , fatela appassire leggermente aggiungendo due cucchiai d’acqua. Unite le erbe fresche tritate e lasciate due minuti. Salate, aggiungete del peperoncino se necessario e tenete da parte
3) Cuocete la pasta al dente, scolatela e versatela nella padella con il condimento, aggiungete qualche cucchiaio d’acqua di cottura e spadellatela finché non sarà ben legata. Servite subito 

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

venerdì 29 aprile 2016

Pasta di farro integrale con pesto di agretti agli agrumi


Ogni stagione di ogni anno decreta il cibo preferito. Qualche volta cambia, qualche volta è lo stesso che si ripete per un tempo indefinito. In questa primavera 2016, il mio piatto preferito è senz’altro questo: tagliolini di farro integrale con pesto di agretti agli agrumi.
Tipo che me lo sogno di notte da quanto mi piace. Come farò quando gli agretti scompariranno fino alla prossima primavera? La soluzione sarebbe mangiarne molti ora finchè si può, ma proprio molti eh! E sperare in una nausea liberatoria 
Invece non posso nemmeno mangiarne così tanti impegnata a preparare cose per lavoro spesso non mangio quello che vorrei, è triste lo so, ma così è. Quindi non resta che approfittarne quando possibile e rassegnarsi al fatto che non sarà un piacere infinito 
A voi piacciono gli agretti, o barba di frate che dir si voglia? Prima di farci il pesto li mangiavo semplicemente come contorno, buoni anche così, ma niente a che vedere che abbinati ad un piatto di tagliolini. Sarà che qui sembra tornato l’autunno, e la voglia di un piatto caldo si fa sentire più che delle coloratissime insalate estive. Quindi approfittiamone prima che arrivi qualche altro cibo feticcio ad occupare i nostri pensieri. La ricetta è semplice, come per tutti i pesti. Ed essendo vegan, come faccio di solito, spazio alle erbe aromatiche per insaporire. Qui ho usato il finocchietto selvatico e le bucce tritate degli agrumi e qualche cappero! Una vera delizia



Tagliolini al farro integrale con pesto di agretti agli agrumi

Preparazione: 15 minuti
Cottura: solo per la pasta ( 8 minuti )

Ingredienti
Per 4 persone

tagliolini al farro integrale: 360 g
agretti sbollentati: 170 g circa (1  mazzetto)
anacardi: 20 g
buccia di limone bio tritata: 1 c
buccia di arancia bio tritata: 1 c
capperi dissalati: 1 c
lievito alimentare secco: 1 c
finocchietto selvatico: le foglie di 5 rametti
peperoncino fresco tritato: qb
aglio: una fettina (facoltativo)
olio evo: 4 cucchiai
sale: qb

Procedimento

1) Mettere a bagno gli anacardi per 1 ora. Poi scolarli e tenerli da parte.
2) Eliminare il germoglio centrale dallo spicchio d’aglio e tritatelo finemente. Tritate gli agretti grossolanamente, tritate anche le foglie del finocchietto. Mettere tutti gli ingredienti tranne il peperoncino in un mixer ed azionare fino ad ottenere un composto morbido (non deve essere perfettamente liscio) 
3) Cuocere la pasta al dente, condirla con il pesto, cospargere con scorze di limone e arancia tritate e un pizzico di peperoncino (sempre tritato). Servire subito 

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido week end. Un bacio e al prossimo post

venerdì 22 aprile 2016

Tortelli vegan di patate alla crema di ortiche


Primavera, tempo di erbette. E si sa che le erbette sono un’ottima scusa per andarsene a zonzo per i prati in campagna. Certo magari la ricetta vi sembrerà un po’ impegnativa, ma ogni tanto mi concedo qualche piatto più laborioso, d’altra parte a me piace stare in cucina, e spero che anche chi mi legge condivida la mia passione o possa rimanerne contagiato, il che mi farebbe veramente piacere.
Quindi niente, oggi vi beccate i tortelli di patate con crema alle ortiche. La brutta notizia è che raccogliere le ortiche potrebbe non essere agevole per molte persone. Quella bella è che si può sostituire la crema di ortiche anche con un delizioso e classico pesto alla genovese, o qualche altro pesto alle erbe, come per esempio quello alla salvia, o la crema di peperoni e mandorle , che stanno benissimo con le patate. Oppure potete preparare una crema di erbette che non siano necessariamente solo ortiche, ma magari miste, spinacini, ortiche, silene, germogli di luppolo (cioè i bruscandoli per intenderci) ecc, quello che più vi piace o avete in casa insomma, perché i tortelli di patate sono molto versatili e il sapore neutro si sposa benissimo con tanti condimenti a base di verdure.
Detto ciò non resta che mettersi all'opera, recuperare tutti gli ingredienti e mettersi al lavoro, per prepararli magari domenica, il giorno perfetto per i tortelli. Se volete potete completare il piatto con dei pinoli tostati, o delle mandorle tritate per una nota croccante. Io li ho lasciati nature, sono deliziosi, morbidi, cremosi e vellutati. 

Tortelli di patate alla crema di ortiche

Tempi di preparazione: 2 ore
Tempi di cottura: 30 minuti per le patate, 20 minuti per crema di ortiche, 10 minuti per il ripieno, 10 minuti per cuocere i tortelli

Ingredienti
per 4 persone 

Per la pasta

farina 2: 200 g
semola di grano duro: 200 g
acqua: 200 ml circa
curcuma: 1 pizzico (facoltativo)

Per il ripieno

patate: 500 g
prezzemolo tritato: due cucchiai
erba cipollina tritata: 1 cucchiaio
aglio: 1 spicchio
olio evo: 3 cucchiai
lievito alimentare: 2 cucchiaini
sale:qb
pepe: una macinata abbondante
una grattugiata di buccia di limone bio (senza esagerare)

Per la crema

ortiche (o miste con altre erbette): 400/500 g
porro: 1/2
basilico: 5 foglie
olio evo: 3 cucchiai
sale e pepe: qb
brodo vegetale o acqua:  qb

Procedimento
Mescolare le farine e preparare la pasta aggiungendo l’acqua necessaria ad ottenere un impasto sodo. Lavorarla bene sulla spianatoia. Chiuderla con la pellicola e farla riposare una mezz'ora.
Sbollentare le ortiche lavate e mondate in acqua salata per 5 minuti. Affettare il porro sottile e farlo appassire in due cucchiai d'olio evo, dopo qualche minuto aggiungere poca acqua. Quando è trasparente unire le ortiche sbollentate e strizzate, salare e aggiungere 1/2 bicchiere di brodo vegetale. Cuocere per 10 minuti a fiamma dolce e renderla omogenea con un frullatore ad immersione dopo aver aggiunto le foglie di basilico lavate e asciugate. Deve risultare una crema morbida e non troppo liquida. Se necessario aggiungere un po’ di brodo. Tenere da parte.
Lessare le patate con la buccia, quando saranno cotte pelarle e passarle allo schiacciapatate. Far insaporire in padella l’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato. Eliminare l’aglio, aggiungere le patate, il prezzemolo tritato, l’erba cipollina, la buccia di limone, salare e pepare e cuocere per un paio di minuti, alla fine unire il lievito alimentare e mescolare bene.
Tirare la pasta e ricavarne delle strisce lunghe e alte circa 12 cm. Con un cucchiaino sistemare il ripieno di patate distanziando ogni cucchiaino di 8 cm. Ripiegare la pasta su sé stessa, farla aderire delicatamente al ripieno eliminando l’aria all'interno e sigillare bene i bordi. Con una rotella dentata tagliare i tortelli. Cuocerli in abbondante acqua salata per circa 5 minuti. Condirli con la crema di ortiche calda, e a piacere un filo d’olio evo.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido week end. Un bacio e al prossimo post  

mercoledì 16 marzo 2016

Vellutata di erbette al finocchietto e zenzero

Pentola Le Creuset 

Primavera, tempo di erbe selvatiche. Parola d’ordine detox, non lo dico io, lo dicono le erbe, è per questo che spuntano in questa stagione, per detossinare il nostro organismo dopo il lungo inverno durante il quale abbiamo mangiato, mangiato e mangiato. La voglia di leggerezza si fa sentire, anche a tavola. Per stare bene non dobbiamo fare altro che seguire la stagionalità degli ingredienti. Mangiamo secondo quelli che sono i cicli naturali. 
Un sacco di persone ormai soffrono di tantissimi disturbi,. Molti sono legati alla qualità del cibo che mangiamo, altri al fatto che mangiamo troppo e male, altri al fatto che non variamo abbastanza; molti al fatto che per tanto tempo la parola stagionalità è stata dimenticata, a causa dell’offerta ormai abnorme di qualunque cosa in qualunque momento dell’anno, si mangiano prodotti privi di nutrienti e anche di sapore.  Sono sicura che molti non si ricordano nemmeno qual è la stagione delle melanzane o dei peperoni, dei pomodori o delle onnipresenti zucchine. 
Non voglio fare una lezione di alimentazione, ma mi viene spontaneo ormai fare delle riflessioni dato che queste cose le studio tutti i giorni, magari possono diventare occasione di riflessione per qualcuno.
Comunque, per tornare all'argomento di oggi, l’altro giorno nel mio trascurato (per mancanza di tempo) ortogiardino sono spuntati i carletti, li conoscete? Più noti con il nome di silene o strigoli, o mille altri nomi a seconda della zona. Comunque li vogliate chiamare, i carletti sono delle deliziose erbette spontanee  con cui si possono preparare tanti piatti deliziosi, come il risotto,  per esempio. Oggi invece vi propongo questa deliziosa vellutata con spinaci e finocchietto, profumata allo zenzero. Buona, gustosa, e light. Avevo voglia di qualcosa di leggero, ma leggero non vuol dire senza sapore! Il finocchietto e lo zenzero hanno trasformato questa semplice vellutata in un piatto dal sapore particolare che mi è piaciuto moltissimo. Lo zenzero poi per le sue innumerevoli proprietà non può proprio mancare. Delizioso anche per preparare delle profumatissime e leggermente piccanti tisane, a casa mia non manca mai, e per chi non lo conoscesse consiglio solo di cominciare a sperimentare, non potrà che fare bene alla salute :)  

Vellutata di erbette al finocchietto e zenzero

Preparazione: 15 minuti
Cottura 15 minuti
Ingredienti per 2 persone

spinaci: 120
sedano tritato: 2 cucchiai
porro: la parte verde di 1
ravanelli: le foglie di 1 mazzetto (facoltativo)
finocchietto: una manciata di foglie
patata: 1
finocchio: 1 piccolo
piselli: 2 manciate
peperoncino tritato: 1/2
carletti: 1 manciata
radice di zenzero fresco: 1 cm

Procedimento

Tagliare a pezzetti la patata e tritare il porro. Unirli in una casseruola con il sedano ed il finocchio a pezzetti, coprire con acqua e portare a bollore. Far cuocere a fiamma dolce finchè le verdure saranno tenere (ci vorranno circa 15 minuti). Dopo cinque minuti unire anche le erbette: silene (o carletti a seconda di come li chiamate) il finocchietto tritato e le foglie dei ravanelli se le avete. Unire anche i piselli e cinque minuti prima della fine della cottura aggiungere gli spinaci tritati. Aggiustare di sale. Passare tutto con il frullatore ad immersione. Grattugiare un po’ di zenzero fresco (regolate la dose secondo i gusti e mettendone poco alla vota, circa 1 cucchiaino raso) e aggiungere il peperoncino tritato. Lasciare riposare cinque minuti e servire con qualche fogliolina di basilico spezzettata.
Finire il piatto con un filo d’olio evo.

Alcune annotazioni: se desiderate una vellutata più morbida passatela allo chinois o al setaccio. E se la desiderate più saporita fate leggermente rosolare in poco olio evo le patate e i porri. Poi procedete come descritto sopra. Per maggiore leggerezza invece eliminate la patata.
Qualche notizia sulle proprietà e sui benefici dello zenzero la trovate qui

venerdì 19 febbraio 2016

Riso integrale speziato con pistacchi e uvetta


Il riso integrale è buono in tutti i modi, a me piace tantissimo asciutto con la salsa di pomodoro, roba da bambini insomma. In effetti mi piace anche il semolino, ci sarebbe da rifletterci, ma sorvolo invece e mi focalizzo sulla ricetta di oggi. 
Qual è il vostri tipo di riso preferito? Ormai l’ho scritto e riscritto, a me piace soprattutto il riso integrale condito in modo punitivo, con qualche verdura bollita e olio evo buono. Solo a scriverne ho l’acquolina, ma voglio rassicurare tutti dicendo che non lo vedrete mai tra queste pagine, prometto ;)
Quello di oggi invece è molto diverso: con verdure si, quelle sempre ma molto profumato, con tante spezie, uvetta e pistacchi, colorato e gustoso. Un po’ un’anticipazione della stagione che tutti stiamo aspettando con trepidazione (io almeno si): la primavera, il sole, la luce. 
Vivo sempre con molta fatica l’inverno, mi pesa sulle spalle come certi pensieri, mi sembra sempre di dovermelo scrollare di dosso. Sbagliato lo so, perché non bisognerebbe vivere nell’attesa di qualcos’altro, ma a me l’inverno fa proprio un brutto effetto.
Quindi dai, diciamo che è un riso per tutte le stagioni, va bene d'estate ma anche d’inverno perché le spezie hanno il potere di riscaldarci con i loro profumi intensi, basta una sniffatina e siamo già li, in India, in Medioriente, in Marocco, dovunque vogliamo andare! eh si, la magia delle spezie! Io le uso tanto, qualche volta ne abuso, qualche volta le annuso soltanto, l’importante è in un modo o nell’altro non farsele mai mancare :)  

Riso bicolore con pistacchi e uvetta 

Preparazione: 40 minuti
Cottura: 45 minuti

Ingredienti
Per 4 persone
riso rosso: 90 g
riso integrale: 70 g
uvetta: 30 g
porro: 50 g
carote: 2
finocchio: 100 g
cuore di sedano: 1
lenticchie: 40 g
pistacchi: 40 g
spezie miste in polvere: 2 c (cumino, coriandolo, cardamomo)
curry piccante in polvere: 2 cucchiaini
radice di zenzero fresca: 1 cm
prezzemolo fresco tritato: 3 cucchiai rasi
olio evo: 6 cucchiai
limone: qualche goccia a piacere

Procedimento

1)Lavare il riso più volte e lasciarlo in ammollo per qualche ora. 
2) Cuocere i due tipi di riso separatamente per il tempo necessario in acqua bollente leggermente salata. Poi scolarli e raffreddarli sotto l’acqua. 
3) Far tostare leggermente le spezie miste in polvere.  Tritare il porro e farlo appassire insieme alle spezie e all'olio aiutandosi con un goccio d’acqua. Aggiungere la carota, il sedano e il finocchio tagliati a dadini piccoli e far saltare finchè saranno teneri ma mantenendoli croccanti; aggiungere l’uvetta ammollata e i pistacchi tritati grossolanamente. 
4) In un’altra padella, scaldare l’olio rimanente con lo zenzero, aggiungere anche il curry, far tostare leggermente aggiungere il riso e far saltare. Unire le verdure, aggiungere il prezzemolo tritato e qualche goccia di limone. Mescolare bene e servire.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post

lunedì 18 gennaio 2016

Vellutata di carciofi e topinambur con crostini integrali al timo


Purtroppo non è sempre l’ora dell’aperitivo, quindi niente, oggi non stiamo a pensare alle bollicine ma torniamo alla realtà e affrontiamo la settimana che inizia. Lo so, avrei potuto postare una dolce, mettono sempre allegria, invece vorrei continuare con qualcosa di leggero, e lasciare lo spazio al dolce verso la fine della settimana, quando la mente è più predisposta alle trasgressioni caloriche :)  
Quindi per oggi ancora qualcosa di leggero, morbido e vellutato magari, un comfort food, ci sta sempre no? E dato che tra queste pagine scarseggiano, perché io non sono una irriducibile di zuppe e vellutate, ne posto una semplice semplice ma con tutto il buono dei carciofi. Poi ci ho aggiunto anche i topinambur per renderla più vellutata e perchè con i carciofi ci stanno bene ed ecco un piatto per riscaldarci in attesa di questo grande freddo annunciato che a me sinceramente pare arrivato già da un pezzo. 
Ma sono solo io ad avere freddo? No perché sinceramente mi chiedo com’è che tutti sentono tanto caldo. Io esco la mattina e la macchina è coperta di ghiaccio! Che sia per il troppo caldo? Boh, non riesco bene a capire, comunque, per non sbagliare una vellutata di carciofi e topinambur va sempre bene, se avete caldo fatela raffreddare e mangiatela tiepida; se avete freddo mangiatela bollente. In ogni caso farà contenti tutti.

Vellutata di carciofi e topinambur con crostini integrali al timo 
Preparazione: 15 minuti
Cottura 40 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

carciofi: 2
topinambur: 2
patate: 2 piccole
aglio: 1 spicchio
porro: 40 g
brodo vegetale: 1 l circa
olio evo: 5 C
panna di soia: 2 C (facoltativo)
pane integrale: 2 fette
timo: qualche rametto
prezzemolo: 1/2 C
sale e pepe:  qb

Procedimento

1)Lavare ed asciugare i carciofi, eliminare le foglie esterne più dure ed accorciare i gambi. Aprirli, eliminare il fieno interno, e tagliarli in quarti.  
2) Scaldare 3 C dl’olio in una padella, farlo insaporire con l’aglio, poi aggiungere i carciofi, salare e farli saltare a fuoco medio per cinque minuti. Aggiungere due mestoli di brodo caldo e cuocere finchè saranno teneri, alla fine cospargere con il prezzemolo e poco pepe.
3) Tritare il porro e farlo appassire in 2 C di olio evo e poco sale. Aggiungere le patate e i topinambur a fette. Cuocere per tre minuti, poi aggiungere il brodo caldo fino a coprire di due dita le verdure. Cuocere finchè saranno tenere. Dieci minuti prima della cottura aggiungere i carciofi. Passare tutto al minipimer, unire la panna e lasciare ancora qualche minuto sul fuoco.
4) Tagliare a cubetti il pane privato della crosta, tritare il timo. Condire il pane con poco olio e cospargerlo di timo. Tostare in forno finchè sarà croccante. Servire la vellutata calda accompagnata dai crostini e un filo d’olio evo (o aromatizzato al limone) 
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana, un bacio e al prossimo post 

giovedì 19 novembre 2015

Pesto alla salvia e alghe Arame


Questo è uno dei mille pesti che ho preparato in questo periodo, perché oltre che con il basilico lo sappiamo tutti che si possono preparare anche con tantissime altre erbe aromatiche e verdure. Forse non è proprio appropriato chiamarli pesti, non in tutti i casi comunque, forse andrebbe bene salsa, o crema, non lo so, fatto sta che sono buonissimi comunque li chiamiate. Questo è uno dei tanti che ho provato, finiscono talmente in fretta che qualche volta non riesco nemmeno a fotografarli, ma questo l’ho messo in salvo per un paio di giorni ed eccolo qui, immortalato in tutto il suo bellissimo verde salvia.
Non c’è molto da spiegare, quindi non mi dilungherò sulla ricetta, magari spendo due parole sulle alghe, così che anche chi non le usa o non le conosce magari incuriosito corre a comperarle. Le alghe come abbiamo già detto hanno tante proprietà e fanno molto bene, a patto che non soffriate di disturbi alla tiroide, in quel caso è meglio consultare un medico o nutrizionista. In tutti gli altri casi, le alghe sono un alimento molto importante, ricche di iodio, ferro, e in misura minore di magnesio, fosforo e potassio. Per questo sono considerate degli ottimi integratori che agiscono anche rafforzando il sistema immunitario. L’uso cosigliato è due volte alla settimana. Ogni alga ha le sue proprietà e quindi è bene usarle un po’ tutte. Le Arame che ho utilizzato in questa ricetta sono tra le mie preferite perché hanno un sapore molto delicato, che può piacere un po’ a tutti senza essere invasivo, ma ovviamente dipende anche dalle quantità utilizzate. Sono ottime nelle insalate, saltate con la pasta o con le verdure, o nei pesti come quello di oggi. Prossimamente vi darò qualche altro suggerimento per utilizzare le alghe in modo semplice così da poterle introdurre nella dieta settimanale senza troppe difficoltà nel caso foste in cerca di suggerimenti in merito. 
Intanto ecco il pesto di salvia

Pesto alla salvia e alghe Arame

Preparazione: 15 minuti (più i tempi di ammollo delle alghe)
cottura: nessuna

salvia: 20 foglie medie
lievito alimentare secco: 2 cucchiaini
olio evo: 50 gr circa
acqua: 3 cucchiai circa
prezzemolo: una manciata di foglie
limone: qualche goccia
alghe Arame: 2 cucchiaini
semi di zucca: 30 gr
sale integrale: qb
pepe: qb

Procedimento
Ammollare le alghe per  circa 15 minuti, poi scolarle. Riunire in un mixer tutti gli altri ingredienti ed azionare fino a rendere il composto omogeneo. Volendo si può aggiungere un pezzetto di aglio, io non l’ho messo perché ha un sapore abbastanza deciso, però non è troppo forte, secondo me, per il mio gusto va benissimo anche senz'aglio, poi dipende dall’uso che ne volete fare. Io l’ho spalmato sulla polenta grigliata calda e può essere un delizioso antipasto. Ottimo anche per condire degli gnocchi di zucca, o dei tortelli vegan di erbette, o della pasta al farro o  verde.

Alcune annotazioni: si conserva in frigorifero 3-4 giorni purchè sia sempre coperto d'olio evo.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 12 novembre 2015

Zuppa di fagioli e cavolo nero



Questa di cavolo nero è una delle zuppe invernali che mi piacciono di più. Magari è un po’ lunga da preparare, ma nemmeno tanto se partite da fagioli che avete cotto il giorno prima. Io di solito quando decido di cucinarli ne faccio sempre un po’ di più per farne in seguito  una zuppa, o dei burgers. Così anche per questo piatto invernale basta solo un minimo di organizzazione,  ma ne  vale senz'altro  la pena. Non è la classica ribollita, adoro anche quella ma questa è una zuppa più semplice, con meno verdure e perfetta anche per riciclare qualche legume rimasto. 
Il cavolo nero a casa mia d’inverno non manca mai, lo trovo favoloso in mille preparazioni, questa, insieme ovviamente a ribollita e simili è decisamente una delle mie preferite.
Certe volte rifletto sull'indice di gradimento delle ricette di questo blog, ma le dinamiche mi sono ancora abbastanza oscure. A parte i dolci che riscuotono sempre molto successo, ci sono ricette che io adoro che magari non vengono visitate più di tanto, altre di una semplicità estrema che diventano le più visitate. Io ne ho due sul mio blog che si contendono il primato, una è la torta millefoglie che ho postato credo appena aperto il blog o giù di li, non vado nemmeno a controllare per non guardare la foto!
L’altra è la zuppa di ceci e cavolo nero, e di questo sono molto orgogliosa perché è una ricetta vegan, datata pure quella ma è sempre piaciuta molto e continua a piacere. Anche quella foto non la voglio vedere, e prometto a tutti che prima o poi la sostituirò! malgrado questo, pare che nessuno si sia spaventato troppo e tutti continuano tranquillamente a guardarla. 
Ora vediamo se questa riuscirà a guadagnarsi il primato rispetto alla cugina più vecchia. Io voto decisamente per la novità sarà che sento ancora il sapore del cavolo nero e del pane ammorbidito! e poi ci sono anche le mie amate alghe, non posso non preferirla. Che bontà, devo rifarla prima di subito. Un'altra idea con i legumi? leggete qui 

Zuppa di fagioli e cavolo nero 
Ingredienti
Per 2 persone

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 30 minuti (più il tempo per la cottura dei fagioli)

cavolo nero: 100 gr
cipolla: 1/2
porro: ½
alga kombu: un pezzetto (facoltativa)
fagioli misti cotti: 170 gr (io neri, cannellini e occhio)
patate: 1
passata di pomodoro: 7 cucchiai
salvia: 3 foglie
brodo vegetale: qb
olio evo: tre cucchiai + per servire
sale: qb
peperoncino fresco: a piacere 

Procedimento
Lavate il cavolo nero ed eliminate le coste centrali. Tagliatelo a striscioline e fatelo stufare a fuoco lento con la cipolla tritata finemente e il peperoncino anch'esso tritato in tre cucchiai d’olio evo, in una casseruola coperta. Intanto affettate il porro e tagliate a cubetti la patata. Unite le verdure al porro e fatele rosolare leggermente insieme anche alla salvia. Unite i fagioli già lessati, il pomodoro, e coprite con il brodo vegetale o acqua calda. Lasciate cuocere finchè la zuppa sarà densa e le verdure risulteranno morbide. Io ho fatto questa zuppa partendo da verdure che avevo già cotto, quindi è anche un’ottimo modo per riciclare qualche avanzo. In caso contrario cuocete il cavolo nero insieme alle altre verdure esclusi i fagioli che cuocerete a parte e aggiungerete  a metà cottura.
Servite la zuppa densa e ben calda, con una fetta di pane tostato e un filo d’olio evo a crudo.

Alcune annotazioni: Per rendere più digeribili i fagioli, cuoceteli con un pezzo di alga Kombu e una foglia di alloro. Riutilizzate l'alga nella zuppa dopo averla tagliata a pezzetti se vi piace.

Con questa ricetta auguro a tutti un buon fine settimana. Un bacio e al prossimo post 

giovedì 24 settembre 2015

Crostoni ai funghi

Pentola Le Creuset

Oggi una ricetta super facile; più che una ricetta è un’idea su come si possono utilizzare le alghe in cucina. A me le alghe piacciono molto, le uso spesso, ma non quanto vorrei, con la scusa di provare sempre tutto talvolta si trascura quello che è più collaudato e che ci piace davvero. La ricetta che preferisco, sono gli spaghetti aglio, olio, peperoncino fresco e alghe che devo assolutamente postare, spero quanto prima di riuscire a fotografarla prima di avventarmi sul piatto :) 
Comunque, a parte questo, anche l’abbinamento con i funghi non è niente male. In questo caso ho preparato questi deliziosi crostoni ai funghi usando le alghe Arame, ma vanno bene anche le Hijiki, e le Wakame, potete comunque sperimentare. Io sono dell’idea che una ricetta si può quasi sempre reinterpretare a seconda di quello che si ha a disposizione, se avete un’alga invece che un’altra non resta altro da fare che provare. 
Come si usano le alghe? Dipende, normalmente basta un ammollo di 15/20 minuti in acqua, poi si possono mangiare così, oppure dopo l’ammollo, possono essere saltate o cotte più a lungo. Io normalmente le salto brevemente,  quando preparo la zuppa invece le lascio sobbollire lentamente così insaporiscono bene il brodo. 
Le alghe sono ricche di iodio e ferro, alcune di più altre di meno, ognuna poi ha caratteristiche nutrizionali diverse, quindi è bene variarle e non abusarne in caso di ipertiroidismo. 
Vi lascio il procedimento per preparare questi crostoni ai funghi, qualche volta una ricetta semplice, veloce e buona ci può salvare una cena, quindi diamogli il giusto spazio :) se invece volete proprio complicarvi la vita, usate questo condimento per condire delle ottime tagliatelle, (purchè le facciate voi però, sennò che complicazione sarebbe! una ricetta per preparare le tagliatelle la trovate qui) o da servire con dell'ottima polenta.

Crostoni ai funghi con alghe 
Ingredienti per 4 crostoni

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15/20 minuti

funghi finferli: 200 gr
porcini freschi: 1 medio
alghe arame: 1 cucchiaio raso
aglio: uno spicchio
prezzemolo fresco tritato: un cucchiaio
olio evo: tre cucchiai
peperoncino fresco: qb
sale integrale: qb
pane casereccio: 4 fette

Procedimento
Ammollare le alghe in acqua tiepida per circa 15/20 minuti, poi scolarle ed asciugarle.
Pulire i funghi con un telo umido senza lavarli, poi con un coltellino eliminare la terra e tagliarli a fettine. In una padella scaldare tre cucchiai d’olio evo con uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato e del peperoncino fresco piccante tritato (quantità a piacere) Eliminare l’aglio e aggiungere i funghi. Saltarli con un po’ di sale e farli cuocere finchè saranno morbidi. Quando manca un minuto aggiungere il prezzemolo tritato e le alghe e saltare velocemente.

Tostare il pane casereccio in modo da renderlo croccante, sistemare sulle fette i funghi tiepidi e servire subito. 
Alcune annotazioni: si possono utilizzare anche per condire delle ottime tagliatelle. Spadellatele con i funghi e poca acqua di cottura della pasta per qualche minuto in modo da rendere la pasta ben legata. 
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola Le Creuset 

martedì 1 settembre 2015

Taralli integrali pomodoro e origano


Questa è una ricetta per chi come me si entusiasma all’idea di riciclare gli avanzi e soprattutto le parti di scarto degli alimenti, vi ho già contagiati vero? :) (ognuno si entusiasma come può )
Prima che l’estate ci saluti, oltre che alle solite passate, ai sott’olii, e a conserve varie di pomodori, perché non trovare un modo per riciclarne anche le bucce? Per esempio, quando preparate sughi o pesti che prevedono l’eliminazione della buccia esterna, non buttatela. Potrete essiccarla in forno o nell’essiccatore e poi frullarla fino ad ottenere una polvere sottile da utilizzare per aromatizzare risotti ( basta spolverizzarne un po’ a fine cottura)o nei  lievitati come per esempio pane o brioches salate, o in biscottini da aperitivo a base di pasta sfoglia o quello che più vi piace. Oppure come ho fatto io, potrete preparare degli sfizziosissimi taralli integrali gusto pizza! Vi assicuro che tutto ciò vi darà grande soddisfazione.
Solitamente mi chiedete consigli su come essiccare se non si ha l’essiccatore. Io prima di acquistarlo usavo il forno alla minima temperatura, con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, per il tempo necessario che valutavo a seconda degli ingredienti e in modalità ventilato se non volava tutto! Ora che ho l’essiccatore non so più darvi i tempi precisi con il forno dato che non lo uso più a questo scopo, ma posso dirvi che le bucce, che sono molto sottili, non dovrebbero impiegare molto ad essiccare, quindi non è troppo dispendioso in termini di costi e di energie.
Io come vi ho già detto ho preparato dei taralli leggermente piccanti, aromatizzati con bucce di pomodoro e origano, Ma potete essiccare tante cose, largo alla fantasia. Sulla quantità di polvere di
pomodoro dipende da quanta ne avete a disposizione e dal gusto personale, dosandola si può ottenere un spore più o meno accentuato, sempre buono comunque, e questo è l’importante purchè non esageriate, ovvio.
E dato che accendere il forno ora non fa più così paura, mi raccomando, prima di buttare qualsiasi cosa pensateci, e ricordatevi che molto può essere riciclato e rendere deliziosi e originali i vostri piatti.

Taralli con bucce di pomodoro essiccate
Preparazione: 45 minuti
Cottura 25 minuti (più eventualmente altri 20 minuti se necesario)
Ingredienti per circa 28 taralli

farina integrale: 140 gr
bucce di pomodoro essiccate: 10 gr
sale integrale: 2 prese abbondanti
origano: un cucchiaino
peperoncino: una presa
olio evo: 40 gr
vino bianco: 60 ml

Procedimento
Per ottenere le bucce del pomodoro, immergere i pomodori in acqua bollente per 1 minuto dopo aver praticato un’incisione a croce alla base. Toglierli dall’acqua e spellarli. Far essiccare le bucce nell’essiccatore per 6/ 8 ore, oppure nel forno alla temperatura minima. Per 10 gr di polvere vi serviranno circa 2 kg di pomodori.
Tritare molto finemente le bucce di pomodoro essiccate con un macina caffè elettrico. Mescolare la polvere ottenuta alla farina integrale, aggiungere il sale, l’origano e il peperoncino. Fare la fontana, e versare al centro il vino e l’olio. Cominciare a raccogliere la farina poca alla volta con una forchetta. Impastare bene e lavorare per dieci minuti. Chiudere l’impasto con della pellicola e far riposare per mezz’ora. Tagliare il panetto in sei pezzi e lavorarne ognuno in modo da ricavare dei cilindri di pasta sottili (dello spessore di un mignolo e lunghi 10 cm) Chiudere ogni pezzetto di impasto incrociando le estremità e premendo per farle aderire bene. Portare a bollore una pentola d’acqua, salarla leggermente e versare i taralli pochi alla volta fino a  quando non verranno a galla. Farli asciugare su di un telo, quando saranno freddi (o anche il giorno dopo) infornarli a 180°C per circa 25 minuti, finchè saranno leggermente dorati e croccanti. Se non dovessero asciugarsi completamente infornateli a 150° per altri 20 minuti.

Con i pomodori privati della buccia potete preparare sughi, pesti a crudo, gazpacho e vellutate. Con la polvere di pomodoro potete preparare del pane o biscotti salati, aromatizzare minestre e risotti.
Potete anche essiccare le bucce che ottenete dalla preparazione della passata.
Alcune annotazioni: se volete accentuare il sapore di pomodoro ma non avete abbastanza bucce tritate, aggiungete un cucchiaino di doppio concentrato all'impasto.
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

lunedì 17 agosto 2015

Fagioli neri piccanti

Pentola Le Creuset 
Per mia fortuna sono una di quelle persone che adora i legumi, quindi per me sostituire le proteine animali diventa facile, basta abbinarli a dei cereali, variare il più possibile ed il gioco è fatto, semplice no? Di contro però, per non annoiarsi  a tavola di tanto in tanto bisogna inventare qualche ricetta nuova. Ora, quella di oggi non è certo la ricetta più originale che possiate trovare su questo blog,  ma mi serviva un pretesto per provare la mia pasta di peperoncini piccanti, ed ecco svelata la genesi di questo piatto! per altre ricette a base di legumi alcune ricette le trovate qui, qui, qui, qui e qui
Avevo appunto dei peperoncini piccanti in esubero, e mi è venuta questa idea: una pasta di peperoncini da utilizzare per rendere piccanti piatti tipo sughi o stufati. Da preparare è semplicissima, e per conservarla l’ho divisa in piccolissimi barattolini di vetro (quelli da marmellatine monoporzione per intenderci) messi poi in congelatore.  Non amo particolarmente fare conserve sott’olio e cose del genere in casa, e congelare è un ottimo sistema per conservare senza problemi.

Questo è il primo uso della pasta di peperoncini: i fagioli neri, ovviamente piccanti! 
Un piatto delizioso da abbinare a del riso per esempio, o a delle sfoglie di mais, o delle tortillas se le avete, ma ottimo anche con del semplice pane casereccio tostato. Piatto semplice ma di carattere. 
Se volete replicarlo ma non avete la pasta di peperoncini, usate tranquillamente dei peperoncini freschi tritati se siamo in stagione, oppure essiccati in quantità piacere.

Fagioli neri piccanti
Ingredienti
Per 3/4 persone

fagioli neri: 200 gr
polpa di pomodoro: 300 gr (fresco o in scatola)
pomodoro doppio concentrato: due cucchiai
cipolla: 1
aglio: uno spicchio grande
pasta di peperoncini: 3 cucchiaini (o peperoncino fresco tritato)
olio evo: quattro cucchiai

Pasta di peperoncini
Ingredienti per un barattolino da 200 gr circa

peperoncini rossi piccanti: 150 gr
friggitelli: 150 gr
sale: qb
olio: qb

Procedimento

Per la pasta di peperoncini
Lavare ed asciugare i peperoncini (io ne ho usati un tipo piccante ed uno dolce per non rendere troppo forte la pasta, ma anche così è piccantissima. Vedete voi quanto la volete forte, il piccante va a gusto personale e secondo gli usi). Porli sotto il grill a 200° per 10 minuti. Quando la pelle comincia a staccarsi, toglierli e farli raffreddare. Eliminare la buccia e dopo averli aperti anche i semi e i filamenti bianchi interni. Frullarli insieme ad un po’ di sale e olio quanto basta ad ottenere una pasta morbida e liscia (ione ho usato pochissimo, giusto quello necessario a far lavorare meglio il mixer) Chiudere dentro a dei barattolini piccoli e conservare in freezer.
Per i fagioli neri
Mettere in ammollo i fagioli neri per una notte. Il giorno dopo scolarli e metterli in una pentola con acqua pari a tre volte il volume. Cuocerli per circa 45 minuti dal bollore o finchè saranno teneri ma non sfatti  (volendo si possono dimezzare i tempi usando una pentola a pressione)
Nel frattempo tritare finemente l’aglio e la cipolla e farli appassire in quattro cucchiai d’olio evo. Se usate il peperoncino fresco tritatelo finemente eliminando semi e parti bianche ed aggiungetelo (la quantità dipende da quanto desiderate piccante il piatto). Quando la cipolla sarà appassita, unire la polpa di pomodoro ed il concentrato diluito in mezzo bicchiere d’acqua e salare. Se usate la pasta di peperoncini aggiungerla al resto degli ingredienti. Unire i fagioli e cuocere il tutto a fuoco lento per una ventina di minuti. Lasciare raffreddare leggermente. Servire con pane casereccio tostato o tortillas di mais
Con questa ricetta auguro a tutti un splendida settimana. Un bacio e al prossimo post.

Pentola Le Creuset 

lunedì 29 giugno 2015

Polpettine di ceci borragine e zucchine

pentola Le Creuset 

Oggi un post molto veloce, una ricetta facile e versatile, di quelle rapide che con una buona insalata possono essere una cena o un pranzo leggero. Come sempre le verdure all’interno possono essere variate a seconda della disponibilità.
Io ho molta borragine in questo momento che cresce ovunque, quindi quale miglior modo se non farci delle polpettine? Ma andranno bene anche spinaci, foglie di barbabietola, o ravanelli, peperoni, e tutto quello che vi può venire in mente. Le polpette sono belle da fare anche per questo, ci si può mettere qualsiasi cosa e sono sempre sfiziose.
A me piace accompagnarle con dello yogurt, ma andrà bene anche un’altra salsina, magari della maionese vegetale, o quello che vi piace di più.

Polpettine di borragine e zucchine 
Ingredienti
Per 6 polpettine

farina di ceci: 80 gr
borragine o altra verdura a foglia verde): 100 gr
cipolla: 1/4
zucchina: 1
acqua: 120 gr circa
sale, pepe: qb
yogurt di soia: per accompagnare
prezzemolo: 1 cucchiaio tritato
menta: 2 foglioline
basilico: 3 foglioline
olio evo: 6 cucchiai 

Procedimento
Con l’acqua e la farina di ceci fare una pastella salare, pepare e lasciarla riposare un’oretta. Tritare la cipolla, lavare la borragine, metterle in padella con un filo d’olio, salare, coprire con un coperchio e far cuocere finchè le verdure non saranno morbide (circa 15 minuti) Saltare la zucchina tagliata sottile in poco olio. Tritare la borragine e mescolarla alla pastella, aggiungere la zucchina saltata e le erbe aromatiche spezzettate. Aggiustare di sale e pepe se necessario. Formare delle polpettine e cuocerle in padella con poco olio a fiamma bassa facendole dorare da entrambi i lati. Servire con un cucchiaino di yogurt di soia e decorare a piacere con qualche fiorellino e fogliolina di menta.
Un bacio a tutti e al prossimo post

Pentola Le Creuset 

lunedì 8 giugno 2015

Vellutata fredda di patate sedano e avocado


Lavoro lavoro lavoro…ecco fatto il riassunto dell’ultimo periodo. Stanchezza tanta, di quella che non vi fa venire nemmeno delle buone idee, avete presente? Anzi in realtà di idee ne ho moltissime, ma fatico a realizzare anche la cosa più semplice. Frigo vuoto, dispensa in stato di abbandono, giardino lasciato allo stato naturale con tante erbacce che a guardarle mi assale un senso di rassegnazione tale che mi impedisce di cominciare il lavoro di ripulitura: e quando mai potrò finirlo? Meglio non cominciare nemmeno!
Cose da fare troppe e di vacanze nemmeno l’ombra. Ecco, il momento dedicato allo sfogo è finito spero sia utile a qualcuno che altrettanto stanco si possa sentire meno solo. Caso mai per ulteriore supporto scrivetemi in privato ;)
Comunque, mi piace la cucina per tanti motivi, ma anche perché malgrado il frigo vuoto, se si hanno passione e idee qualcosa si rimedia sempre. Allora, ieri in frigorifero avevo: 1 avocado 1 peperone e due pomodori. Mmmm, mi ero fatta tentare da una crema di peperoni e mandorle da spalmare sul pane che comunque farò a breve, ma volevo provare con un procedimento non proprio veloce, quindi progetto rimandato. Così ho optato per una vellutata fredda di patate (anche quelle stranamente le avevo) e avocado profumata all’aneto (da qualche parte tra le erbacce in giardino c’era pure quello)  Ed ecco spiegata la genesi del piatto, del tutto casuale e mai sperimentata prima. Buona, mi è piaciuta, una versione estiva della vellutata di patate, resa vellutata e ricca dall’avocado. Io se dovessi prepararla per qualche ospite ne servirei un bicchierino ad inizio pasto, lo trovo un’ottimo apri cena, sfizioso, leggero, profumato e fresco. Avrei voluto aggiungere una nota croccante, ma la mia idea era troppo lunga: fiocchi di patate soffiati, sono deliziosi e magari ve li racconterò presto. Comunque un crostino andrà benissimo, magari di pane nero, o un grissino infilato nel bicchierino. Io non ho fatto nulla di tutto questo, ma data la stanchezza è già tanto che abbia fatto foto e post, per stavolta va così, ma mi farò perdonare. Vi lascio la ricetta semplicissima e veloce. E se siete alla ricerca di una ricetta anti calura estiva, guardate anche questa 

Crema fredda di patate sedano e avocado
Ingredienti per 4/5 persone

patate: 4 piccole
sedano: 100 gr
scalogno: ½ (facoltativo)
spicchio d’aglio: 1
avocado: ½
aneto: qualche rametto
menta: due foglioline piccole
erba cipollina: per guarnire
olio evo: un filo
sale, paprika: qb
sale di sedano: qb (facoltativo)

Procedimento
Pelare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi grossolani. Lavare il sedano, con il pelapatate privarlo dei filamenti, poi tagliarlo a pezzi. Pelare lo spicchio d’aglio (e nel caso lo usiate tagliare anche lo scalogno)
Sistemare patate e verdure nella pentola, coprire d’acqua e portare a cottura a fiamma dolce (ci vorranno 20 minuti circa) ed aggiustare di sale (usando se l'avete metà sale e metà sale di sedano), se necessario aggiungere un po’ d’acqua o brodo vegetale leggero.  Frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema (se avete pazienza sarebbe meglio con un passa verdure)
Con un po’ dell’acqua di cottura, frullare l’avocado insieme alle erbe tritate. Quando le patate saranno fredde aggiungere la crema di avocado, e mescolare bene. Passare attraverso un setaccio per rendere la crema vellutata.  Tenere in frigorifero fino al momento di servire. Io l’ho preparata frullandola con un po’ di ghiaccio per renderla più fresca, quindi regolatevi con la consistenza (se la frullerete con il ghiaccio preparate una crema densa). Un filo d’olio evo, un pizzico di paprika e servire subito con un po’ d’erba cipollina sminuzzata.

Alcune annotazioni: ho aggiunto l’erba cipollina perché non ho usato lo scalogno. Direi che se lo utilizzate potete ometterla e magari guarnire il piatto con una fogliolina di menta.
Il sale di sedano si ottiene essiccando il sedano e poi tritandolo fino ad ottenere una polvere sottile. Io lo uso per ridurre le quantità di sale nei piatti, dà anche sapore, ma se non l'avete non è fondamentale. magari presto metterò la ricetta per prepararlo.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 27 aprile 2015

Pasta con le fave


Eccoci ad un altro inizio di settimana. Essendo moolto stanca sono anche a corto di argomenti, nel senso che quando la stanchezza è troppa, non riesco a mettere in fila due frasi sensate. Perciò rimando ad un futuro prossimo, spero vicino, un’ argomentazione minimamente interessante e per oggi lascio parlare solo la ricetta. Nemmeno le foto mi vengono un gran che bene in questo periodo, e avrei anche un obiettivo nuovo da studiare e sperimentare! Che ci possiamo fare, bisogna solo lasciarlo passare senza pretendere troppo da sé stessi. E in attesa di tempi più rilassati vi lascio questa pasta che per fortuna malgrado tutto sono riuscita a fare per benino. Non sono una grande consumatrice di fave fresche, più che altro perché di solito arrivo a comperarle  troppo tardi, quando la stagione è già finita, ma quelle secche per esempio a casa mia non mancano mai, adoro il purè con la cicoria! Stavolta però con quelle fresche mi sono preparata una pasta deliziosa, leggermente profumata al finocchietto e bella cremosa. Io ho usato dei pici che mi sono stati regalati perché in casa avevo solo quelli, ovviamente faccio fatica anche a trovare il tempo per la spesa, ma sul formato e tipo di pasta vi potete sbizzarrire. Lo spaghetto però a me piace sempre tanto e quando la pasta è bella cremosa mi sembra che ci stia una meraviglia.

Pasta con le fave
Ingredienti x 2 persone

pasta tipo spaghetti: 180 gr
fave fresche: 600 gr circa
cipollotti freschi: 2 piccoli
finocchietto selvatico: qualche rametto
menta fresca:  6/7 foglioline
olio evo: qb
sale: qb
pepe: qb
parmigiano vegan: a piacere

Procedimento
Per preparare il parmigiano vegan, in un mixer amalgamare pari quantità di lievito secco, germe di grano,  e mandorle, aggiungendo anche poco  shiro miso e un po’ di sale.

Per la pasta: togliere le fave dal bacello, tagliare la parte superiore e bollirle due minuti in acqua salata. Scolarle, raffreddarle ed eliminare la cuticola esterna premendole leggermente per farle uscire. Affettare i cipollotti finemente e farli appassire in poco olio evo, aggiungendo se necessario un po’ d’acqua. Unire le fave e il finocchietto tritato finemente e cuocere per dieci minuti a fiamma molto dolce aggiungendo un po’ di brodo vegetale o acqua finche’ saranno tenere senza asciugare troppo il fondo di cottura. Con un mixer ridurre in crema una parte delle fave lasciando intere le altre. Cuocere la pasta al dente, scolarla e versarla in padella con la crema di fave, le fave intere e la menta spezzettata. Portare a cottura aggiungendo un po’ d’acqua della la pasta in modo che si amalgami bene.  Sistemarle per benino in un piatto, finire con una macinata di pepe, un giro d’olio evo,  del parmigiano vegan e servire subito.
Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 15 aprile 2015

Tagliatelle alle ortiche con condimento aromatico


Se cercate delle ricette primaverili, questa lo è di sicuro. La cosa bella è che non avevo niente in frigorifero (forse non ci crederete ma mi capita spesso), però ho la fortuna di avere un giardino, dove so che qualche cosa trovo sempre, soprattutto in questo periodo. Ed essendo appassionata di erbe spontanee ed erbette aromatiche, mi piace molto farmi una passeggiata alla ricerca di qualcosa di buono da cucinare. In un angolo nascosto ancora incolto, crescono molte ortiche, e li so di trovare sempre qualcosa. Riempita mezza busta, di quelle della spesa per intenderci,  (usando sempre i guanti) le ho mondate e lavate bene, e poi sbollentate 10 minuti, erano foglioline giovani e molto tenere.
Poi il dilemma: che ci faccio? Vabbè, non sto a dirvi di zuppe e zuppette perché ne ho già postate per esempio qui, stavolta ci ho fatto delle fantastiche tagliatelle. E per il condimento non ho avuto dubbi: se primavera deve essere, che primavera sia, quindi largo a tutti i profumi possibili ed immaginabili, erbette aromatiche a volontà. Negli anni ho creato un piccolo giardinetto di piante spontanee e aromatiche, così le ho sempre pronte e sono sicura che siano sane e pulite. Mi da una grande soddisfazione, persino l’aglio orsino portato a casa dai boschi ci si trova benissimo! Bello, non c’è niente che dia più soddisfazione che vedere le proprie piantine crescere belle, sane e fresche. La primavera ormai è sbocciata, ognuno la celebra a modo suo, io cucino erbette a volontà, poi invece c’è chi decide di creare un e-book tutto sulla primavera, come ha fatto Dalani, non solo con ricette, ma con tante altre idee, perché quando arriva la primavera a tutti, viene voglia di rinnovamento. E ci sono tanti modi per celebrare la stagione più bella che ci sia: io come sempre scelgo la cucina e voi a cosa proprio non sapete resistere a primavera?

Tagliatelle alle ortiche con condimento aromatico
Ingredienti

Perla pasta
farina 2: 250 gr
semola rimacinata: 250 gr
ortiche sbollentate: 150 gr
acqua: un bicchiere circa

Per il condimento
prezzemolo: tre rametti
rucola selvatica: un mazzetto
borragine: qualche fogliolina
salvia: una fogliolina
menta: tre foglioline
basilico: 5 foglioline
aglio orsino: due foglioline
peperoncino: a piacere
anacardi tritati: un cucchiaio (facoltativi)
olio evo: qb

Procedimento

Preparare la pasta mescolando le due farine. Tritare molto finemente le ortiche sbollentate per 5 minuti e ben strizzate (meglio usare un mixer, se non avete le ortiche sostituirle con degli spinaci freschi) Impastare energicamente le ortiche con le farine aggiungendo meno acqua possibile (ce ne vorrà più o meno un bicchiere scarso) La pasta è un po’ dura da lavorare all’inizio, ma non aggiungete acqua subito, cercate prima di  lavorarla il più possibile. Lavorare l’impasto a lungo, poi chiuderlo con della pellicola e farlo riposare per un’ora. Trascorso il tempo tirare la pasta (con il mattarello o con l’apposita macchina allo spessore 6 nella mia, non troppo sottili) e formare le tagliatelle. Lasciarle asciugare bene (meglio prepararle il giorno prima)
Per il condimento: lavare, mondare e asciugare bene tutte le erbe, e tritarle finemente al coltello. Ovviamente io ho usato tutte le erbe che avevo a disposizione, se non le avete tutte, verrà benissimo anche con un trito di abbondante rucola, basilico, prezzemolo, origano e peperoncino.
Scaldare abbondante olio extravergine di oliva, insaporirlo con uno spicchio d’aglio, e del peperoncino fresco. Far saltare le erbe tritate molto velocemente nell’olio. Cuocere la pasta, scolarla al dente e saltarla in padella con le erbe. Finire con degli anacardi tritati se vi piace, o mangiatela al naturale, sarà deliziosa, molto profumata e saporita.

Alcune annotazioni: la quantità di erbe è indicativa,io faccio ad occhio e poi assaggio, aggiustando come più mi piace. Con le erbe è così, si va a gusto personale, quindi questa è una ricetta da personalizzare, e quando si assecondano i propri gusti non si può sbagliare :)
La pasta va fatta asciugare bene, non contenendo uova ha meno consistenza, quindi pe una migliore riuscita e perchè non si rompa in cottura fatela asciugare bene, almeno un giorno, ma anche di più. 

sabato 20 dicembre 2014

Seitan con salsa aromatica alla mela



La ricetta di oggi a  me è piaciuta moltissimo, quindi spero che la proverete! Forse a qualcuno il cibo vegano, in particolare, seitan e affini, potrà sembrare poco allettante, non sempre gustoso. In realtà la cucina vegana se preparata bene è anche molto sfiziosa, e ricca di sapori inusuali, e questo a me personalmente piace molto. Il seitan per esempio lo preparo in tantissimi modi gustosi, anche se non lo mangio molto spesso essendo un concentrato di glutine preferisco mangiarlo solo ogni tanto, di solito a Natale lo preparo sempre perchè si presta ad essere accompagnato con salse più elaborate, come quello di oggi.
Il problema che riscontro quando mi capita di mangiare in giro piatti vegani, in qualche ristorante intendo, è che spesso non sono presentati benissimo, e questo non è mai un buon inizio, soprattutto per chi si avvicina a questo genere di cucina per la prima volta, e tante volte si riduce a preparare o finte frittate o polpette, o tortini, e anche questo genere a me non piace tantissimo, mi dà l'idea di mettere insieme le cose un pò per mangiarle in qualche modo :)
Quando invece si ha la fortuna di imbattersi in qualche piatto ben preparato, diventa spesso un occasione per conoscere qualche ingrediente diverso, spezie inusuali, cereali spesso troppo trascurati e via dicendo, allora il piatto vegano diventa veramente un piacere.
Certo mangiare vegano richiede un po’ di organizzazione, questo si, non basta aprire il frigo e accontentarsi di qualcosa di già pronto, questo non farà apprezzare particolarmente il genere. Ci vuole un po’ di tempo, dedizione e curiosità. La ricetta di oggi non è niente di complicato, ma questa salsina sfiziosa e profumata vi farà venire la voglia di raccoglierla tutta con della polenta grigliata. E' un piatto perfetto per le feste, o per qualche occasione speciale. Provatelo, sono sicura che piacerà a tutti, vegani e non.

Ingredienti
Per 2 persone

seitan: 10 fette sottili (per la ricetta andate qui )
carota: 1
sedano: ½ costa
porro: 10 cm
cipolla bianca: ¼
aglio: 2 spicchi
mela renetta: ½
senape: qualche cucchiaio
olio evo: qb
vino bianco: 1 bicchiere
brodo vegetale: qb
rosmarino, timo, santoreggia: 2 rametti ciascuno
bacche di ginepro: 5
salvia e alloro: 1 foglia ciascuno
prezzemolo: 1 rametto

Procedimento
Lavare e mondare le verdure, tagliarle in pezzi e metterle in una terrina. Unire le erbe aromatiche, il vino, un po’ d’olio evo, sale, pepe,  aggiungere anche il muscolo di grano a fette e lasciare tutta la notte in frigorifero coperto (se non avete tempo, omettete questo passaggio)
Mettere da parte il seitan, eliminare le bacche di ginepro e versare tutto il resto in una pentola, aggiungere la mela senza la buccia e tagliata a pezzi, un po’ di brodo vegetale, e cuocere finchè le verdure saranno tenere ( se necessario aggiungere un po’ di brodo e aggiustare di sale e pepe). Eliminare l'alloro e frullare tutto con il minipimer,  poi passare la salsa al colino. Rimetterla nella pentola e farla restringere fino ad ottenere una consistenza cremosa  (se la salsa vi venisse troppo liquida, aggiungete un cucchiaino di fecola diluita in pochissima acqua e cuocete finchè si addensa)
Spennellare il seitan con la senape da un lato, e farlo rosolare leggermente in una padella con poco olio, un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio, girando le fette da entrambi i lati. Servire le fette ricoperte con la salsa calda, magari accompagnate da spinacini ripassati in padella o cavolo cappuccio crudo tagliato sottilissimo condito con olio, sale, pepe, aceto di mele e kummel carvi (è una spezia).
 .
Alcune annotazioni: io la salsa come sempre la faccio ad occhio, quindi sulla quantità di vino e brodo dovete un pò provare. Il liquido alla fine comunque non deve essere troppo perchè la salsa una volta frullata deve rimanere cremosa. Quindi procedete caso mai aggiungendo il brodo poco alla volta e se occorre.

E anche per questa settimana la ricetta per voi sono riuscita a postarla :D Ci ritroviamo al prossimo post, vediamo cosa riesco a  cucinare nei prossimi giorni :) Un bacio a tutti

mercoledì 1 ottobre 2014

Torta salata di pasta matta con borragine, cicoria e Asiago DOP

Tortiera Le Creuset
Come possiamo rallegrare questo primo giorno di ottobre, grigio e piovoso? Si potrebbe preparare un dolce di quelli super golosi, magari al cioccolato di quelli che scaldano anima e cuore, ma c’è ancora qualche fiore in giardino, a colorare queste giornate autunnali, e allora perché non portarli in tavola? La borragine continua a crescere rigogliosa, e prima che anche per quest’anno il freddo la faccia capitolare, ho  preparato una torta, ovviamente salata. La borragine ha un sapore molto particolare, ha una nota di freschezza che fa pensare alla primavera. Mi piace mescolarla ad altre verdure, prepararci i tortelli o qualche contorno sfizioso. Non sono un’amante delle torte salate, soprattutto perché in genere si usano paste troppo grasse per prepararle. Ma la pasta matta è un’altra cosa, è come una sfoglia di pane, leggerissima e croccante, un guscio ideale per racchiuderci quello che più vi piace. Provatela, sono sicura che diventerà anche per voi un sostituto ideale quando siete alla ricerca di un piatto leggero, sano e soprattutto vegetariano. Se non avete la borragine potete tranquillamente usare altre verdure, spinaci, cicoria, bieta, quello che più vi piace insomma. Le torte salate non mettono limiti alla fantasia. Io un po’ di borragine l’ho messa nel ripieno, sennò non avrei saputo giustificare la presenza dei suoi fiori! E se dovevo rallegrare questa giornata grigia, come avrei fatto senza questo celeste meraviglioso?


Torta salata di pasta matta con cicoria e borragine

Ingredienti

Per la pasta 
farina 00: 250 gr
acqua frizzante: 110 gr
sale: 1 cucchiaino
olio evo: tre cucchiai
aceto: 1 cucchiaino

Per il ripieno
cicoria bollita: 300 gr
borragine: 50 gr
asiago fresco D.O.P: 80 gr 
aglio: 1 spicchio
olio evo: tre cucchiai
sale: qb

Setacciare la farina con il sale e fare la fontana, aggiungere al centro acqua, olio e aceto ed impastare incorporando la farina poca alla volta. Lavorare il panetto per mezz'ora. Farlo riposare per 30 minuti appoggiato su un piatto unto d’olio e coperto da una pentola calda. Lavare la borragine, saltarla in padella con poco olio e sale per qualche minuto. Saltare anche la cicoria con due cucchiai d’olio e uno spicchio d’aglio e far raffreddare. Tritare le verdure al coltello, aggiungere l'asiago grattugiato o a pezzetti piccoli e mescolare bene.
Dividere la pasta in due parti, una leggermente più grande dell’altra  e con il mattarello tirarla molto sottile. Rivestire il fondo di una tortiera con carta forno, adagiarvi la sfoglia più grande, riempire con il ripieno livellandolo bene. Appoggiare sopra la seconda sfoglia e ripiegare i bordi di quella sottostante. Bucherellare la pasta, spennellarla con un po’ di latte, ed infornare a 180° per circa 50 minuti. Sfornare, lasciare intiepidire e servire.

Alcune annotazioni: la torta è molto buona tiepida, in modo che la pasta rimanga croccante. Se ne avanza, il giorno dopo si può tranquillamente riscaldare su una griglia per asciugare l'umidità della pasta. Tornerà perfetta!
Con questa ricetta vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post



martedì 3 giugno 2014

Pomodori ripieni di miglio alle erbe aromatiche

Pentola Le Creuset



Una ricetta sana, gustosa e leggera? Ma questa naturalmente. Solo verdure, erbe aromatiche fresche che danno un sapore unico al piatto, e l’uso del miglio nel ripieno. Il miglio è ricco di proprietà, è più proteico di altri cereali come il frumento o il riso, quindi è adatto a chi non mangia carne.Ed è ricco di vitamine e sali minerali. Inoltre ormai sappiamo quanto sia importante variare gli alimenti, e ce ne sono tanti di buoni che non abbiamo l’abitudine di inserire nella nostra dieta di tutti i giorni.

Quindi qualche suggerimento potrebbe far venir voglia di provare, e chissà, potrebbe essere amore al primo assaggio! 
Il miglio si può usare in tanti modi, oggi vi propongo questo piatto, ma è solo l’inizio di quella che potrebbe essere una lunga serie.
Qualche consiglio su come cucinarlo: è bene non prepararlo come facciamo solitamente con la pasta o il riso, ma aggiungere il doppio di acqua rispetto al peso del cereale e lasciarla assorbire durante la cottura. Non si scola in poche parole e  può esserci una tostatura iniziale, ma anche no! E’ veloce da cuocere e poi come sempre si può declinare in mille versioni. Cominciamo intanto con quella di oggi, che può diventare un piatto unico se aggiungete un contorno di legumi, come piselli o fagioli, così che le proteine del piatto risulti nutrizionalmente più complete.

Pomodori ripieni di miglio alle erbe

Ingredienti
Per 6 pomodori

pomodori ramati: 6
miglio: 70 g
rucola: un mazzetto
capperi sotto sale: 1 cucchiaio
prezzemolo tritato: 2 cucchai
basilico: 8 foglioline
finocchietto: ½ cucchiaio tritato (oppure aneto)
aglio: 2 spicchi
peperoncino piccante fresco: a piacere

olio evo: 5 cucchiai

Procedimento
Cuocete il miglio in due volte e mezzo la sua acqua, a pentola coperta e fiamma dolce, mantenendolo leggermente al dente (se c’è un po’ d’acqua in eccesso eliminatela) e fatelo raffreddare (si può preparare anche il giorno prima)
Lavate i capperi e lasciateli in acqua per un’ora. Poi asciugateli e  tritateli
Lavate ed asciugate le verdure. Tagliate la calotta dei pomodori, svuotateli con uno scavino tenendo da parte la polpa. Aggiungete un po’ di sale all’interno dei pomodori e metteteli a perdere l'acqua.
Tritate il peperoncino fresco (regolatevi a seconda del grado di piccantezza desiderato) e fatelo appassire in padella con 3 cucchiai di olio evo e lo spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungete la rucola tritata, il basilico, il prezzemolo ed il finocchietto e far appassire un minuto. Aggiungere i capperi tritati, e tenete da parte (regolare di sale se necessario).
Frullate la polpa dei pomodori dopo aver eliminato un po’ dell’acqua con le erbe. Aggiungete il trito al miglio e riempite i pomodori. Sistemateli in una teglia uno vicino all'altro e finite con un giro d’olio abbondante. Aggiungete mezza tazzina d’acqua e lo spicchio d'aglio ed infornate a 180° per circa 40 minuti.
Nella placca del forno rivestita di carta apposita sistemate anche le calotte dei pomodori ed infornate anch’esse. Quando i pomodori saranno teneri sfornate e fate raffreddare. Chiudete ciascun pomodoro con la propria calotta e servite tiepido.


Un bacio a tutti e al prossimo post!

Pentola Le Creuset

giovedì 22 maggio 2014

Gnocchetti di patate e rapa rossa con fonduta al parmigiano


Anche oggi vi lascio una delle ricette che prepareremo al prossimo Open day firmato Lagostina. Stavolta saremo a Parma, io e la chef Paola Cattabriga. Cucineremo tanti piatti belli, veloci, e sani con la pentola a pressione. E’ incredibile quante persone incontro che mi dicono di non usarla perché hanno paura! Non avrei mai pensato che una pentola potesse terrorizzare. Il bello però è che alla fine degli show cooking tutti se ne vanno con un’idea tutta nuova della pentola  a pressione, quella giusta, cioè di uno strumento che in cucina ci è di enorme aiuto, sicurissimo perché dotato di diversi sistemi di sicurezza, pratico perché rinnovato anche nel modo di utilizzarlo, insomma, si imparano un sacco di cose.
Quello che stupisce di più tutti è che con la pap si preparano anche ottimi dessert, nessuno se lo aspetta, ma noi siamo li  a farvi vedere come si fa, velocemente e con successo garantito!
Oggi però niente dolci, ma degli gnocchetti, anche questi preparati con la pap, molto velocemente. Ricordo che mia nonna quando faceva gli gnocchi cominciava la mattina prestissimo…diceva che per gli gnocchi ci vuole tempo. Beh ecco, io li ho preparati in 20 minuti, tra cui 12 di cottura delle patate e della barbabietola. Eh si…non sono più i tempi di una volta, e se parliamo di pentole a pressione e tecnologia in cucina potremmo dire anche “meno male” :D

La ricetta è di Paola Cattabriga, io l’ho solo reinterpretata semplificandola un po’, tanto per fare prima insomma :)

Gnocchetti di patate e rapa rossa con fonduta al parmigiano
Ingredienti

patate da gnocchi: 4
rapa rossa: 1
latte: 160 gr
fecola: 10 gr
parmigiano : 80 gr grattugiato
farina: qb
sale: qb
foglie di malva o di rapa: per decorare (facoltativo)

Procedimento
Sbucciare le patate e tagliarle a pezzi grossi. Cuocere a vapore  per 6 minuti nel cestello della pentola a pressione. Tagliare la rapa rossa a cubetti e cuocerla per altri 6 minuti nella pentola a pressione ( cuocere le verdure separatamente e contare i 6 minuti dall’inizio del fischio) Passare le patate allo schiaccia patate, e frullare la rapa rossa con un mixer ad immersione. Unire i due composti, un po’ di sale e tanta farina quanta ne serve per ottenere un impasto lavorabile (ma senza esagerare sennò gli gnocchi risulteranno duri, meglio fare la prova con uno e caso mai aggiungete un po’ di farina) Preparare la fondutina scaldando il latte e aggiungendo la fecola stemperata in poco latte tenuto da parte, portare a bollore, poi togliere dal fuoco, Aggiungere il parmigiano e mescolare per farlo sciogliere bene. Cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata, scolarli e condirli con la fonduta e con un po’ di parmigiano. Se vi piace l’idea preparate un letto di foglie di malva o barbabietola  cotte per un minuto al vapore nel cestello della pap.

Alcune annotazioni: questi gnocchetti diventano un bellissimo piatto tricolore se a parte dell’impasto aggiungete purea di spinaci e ad un’altra parte dello zafferano!. Se vi piace la panna potete sostituirla al latte e alla fecola per la fonduta.