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lunedì 13 gennaio 2014

Pasta al ragù vegano


Beh, che dire di questi spaghetti al ragù? Per me sono stati una vera rivelazione. Non mi è mai piaciuta molto la carne, non faccio nessuna fatica a rinunciare a mangiarla, ma certi piatti sono rimasti nel mio immaginario come i più buoni del mondo, e ogni tanto il ricordo nostalgico di certi sapori d'infanzia o giù di lì mi torna alla mente. Uno di questi piatti è senz'altro la pasta al ragù, ricordo anche di una vita bolognese che fu...un po' di tempo fa ormai...
Essere riuscita a mangiare un piatto di spaghetti alla “bolognese” vegani, (i bolognesi mi passino questo termine senza inorridire” ) mi ha dato un'enorme soddisfazione, perchè credetemi, sono davvero buoni.
C'è chi sostiene che la cucina vegana non dovrebbe essere un'imitazione di quella tradizionale, ma che ha una sua vera e propria identità, fatta di sapori, accostamenti, ingredienti alternativi, innovazione ecc. Per me sono belle e stimolanti da sperimentare entrambe le strade, quella dell'innovazione e quella delle tradizione, fermo restando che non si potrà mai ricreare un piatto identico ad uno a base di carne, questo è chiaro. E' sbagliato porsi di fronte a questo tipo di preparazioni con l'idea che non si debba sentire alcuna differenza con l'originale, è chiaro che questo non sarà mai possibile, però si riescono ad ottenere ottimi risultati, molto soddisfacenti in termini di gusto, piatti veramente saporiti, ricchi che non hanno nulla da invidiare alla cucina tradizionale. Poi c'è tutta la sperimentazione possibile ed immaginabile da fare, con tanti ingredienti nuovi, poco utilizzati ma molto interessanti e versatili, ne parleremo...
Tornando quindi alla nostra tradizionalissima pasta al ragù, la ricetta è semplice, niente di diverso come procedimento da un classico ragù se non per i tempi di cottura un po' più brevi, e la produzione del muscolo di grano (se intendete prepararlo da voi la mia ricetta è qui) Se deciderete di utilizzarne uno già pronto andrà benissimo lo stesso a patto che lo passiate al tritacarne.
Vi lascio la ricetta, provatela, rimarrete sorpresi dalla bontà di questo ragù vegano.

Pasta al ragù
Ingredienti
per il ragù

muscolo di grano (o seitan home made ricetta qui: 130 gr
tofu al naturale: 50 gr
cipolla bianca: mezza
carote: una grande
sedano: una costa
aglio: uno spicchio
vino rosso: mezzo bicchiere
pelati: 200 gr circa
pomodoro concentrato: 1 cucchiaio
rosmarino: due rametti
alloro: una foglia
chiodi di garofano: 1
peperoncino fresco: qb
noce moscata: una grattugiata
cannella: un'idea (facoltativa)
olio evo: 7 cucchiai
brodo vegetale: qb (facoltativo)
salsa di soia: due cucchiai circa
sale: qb

Procedimento
Tritare sedano, carota e cipolla, e farli soffriggere nell'olio evo insieme a tutte le erbe aromatiche e l'aglio. Asciugare bene il tofu, grigliarlo per eliminare bene tutta l'acqua. Tagliarlo a cubetti e farlo marinare in poca salsa di soia per 10 minuti. Tritare il muscolo di grano e il tofu con un macina carne utilizzando il disco con i fori più larghi. Quando il soffritto è pronto, versare il "macinato misto" (muscolo e tofu), sfumare con il vino, lasciare evaporare e poi aggiungere i pelati ridotti in pezzetti e il pomodoro concentrato sciolto in mezza tazza d'acqua. Aggiungere anche un mestolo piccolo di brodo vegetale (va bene anche quello dove avete cotto il muscolo di grano se ce l'avete) oppure un po' d'acqua. Fa cuocere a fuoco molto lento per un'oretta circa finchè il macinato avrà assorbito bene gli aromi e il liquido si sarà consumato. Dieci minuti prima della fine aggiungere un giro d'olio evo. Spegnere e lasciare riposare. Cuocere la pasta ( io spaghetti) in acqua salata, scolarla al dente e condirla con il ragù caldo. Servire subito.  

Alcune annotazioni: se optate per aggiungere la cannella, mi raccomando, solo un'idea, una quantità davvero minima, sennò vi rovinerà il piatto, nel dubbio omettetela, sarà buonissimo lo stesso. Se gradite un ragù più corposo, aggiungete una noce di margarina alla fine.

Un'altra ricetta per un piatto di pasta gustoso e invernale? guardate qui

mercoledì 16 ottobre 2013

Gnocchi di zucca


Vi piace l'autunno? A me no. Si si, lo so, è romantico, poetico, struggente, i colori degli alberi sono spettacolari, tutto quello che vi pare, però a me intristisce parecchio. Mi vedo già col termometro in bocca, la trapunta fin sul naso e i piedi perennemente ghiacciati :D
Di solito funziona così: a fine estate comincio ad avvertire i primi segni di sofferenza. Poi, poco a poco i veri segnali: una foglia un po' più gialla del solito, le prime pioggerelline insistenti, l'umidità che diventa nebbia... e la prima volta che vedo in giro un venditore di caldarroste capisco che ormai, è giunta l'ora! e lo scoramento diventa definitivo. Mettiamoci anche il Natale quasi alle porte, il termosifone acceso e l'abbigliamento da palombaro e abbiamo fatto il quadro completo. Sono proprio al livello che ho il magone perenne...capisco anche che non posso stare col magone fino a primavera, ma non so che farci. Eppure mi dico, c'è gente a cui piace l'autunno, potrò trovarci anch'io qualcosa di bello...
Così, tra sospiri e sbuffi, tra molta rassegnazione e flebili entusiasmi, piano piano si riaccendono i forni. E' li che mi accorgo che tutto diventa più accettabile, almeno si cucina mi dico, si mangia e soprattutto si beve! :) e qui mi sa che mi son giocata l'ultima parvenza di serietà ;-)
Comunque, pensate quel che vi pare, ma io d'inverno mangio e bevo con meno sensi di colpa, pensando che tanto la fatidica prova costume chissà se arriverà mai un'altra volta…ora come ora sembra così lontana! Secondo voi arriverà? :D
Poco male, perchè nell'attesa fortunatamente possiamo, sperimentare, assaggiare, invitare, condividere, l'inverno è lungo.
E allora diamo il via alle ricette autunnali la prima, quella di oggi, fa onore ad un'ortaggio tanto buono quanto bello, anzi magico direi la zucca! Che tra le altre cose, non fosse altro che per il suo colore, porta anche una nota di allegria.
E zucca sia con dei buonissimi ed intramontabili gnocchi. Li avete mai provati? A me gli gnocchi piacciono tantissimo, e mettono allegria, mi ricordano proprio le domeniche a casa della nonna. Conditi con burrro salvia e parmigiano, oppure con questa deliziosa crema al radicchio  Altamente consigliati anche quelli di pane (buonissimi, li adoro) trovate la ricetta qui.
Ma ora vi lascio la ricetta di oggi

Gnocchi di zucca
ingredienti per 4/5 persone

zucca: 500 gr di polpa (già cotta)
farina: 200 gr
uovo: 1
sale: qb
burro: per condire
salvia: qualche foglia
parmigiano: qb

Il giorno prima : lavare la zucca con la buccia, dividerla a metà, togliere i semi, tagliarla a fettine spesse circa 4 /5 cm, distenderle su una placca rivestita di carta forno ed infornare a 180° (coperta con stagnola per i primi 30 minuti) finché la polpa sarà morbida.
Togliere dal forno, far raffreddare, eliminare la buccia, tagliare a pezzi la polpa, metterla su un colino a perdere l'acqua in eccesso per una notte.
Il giorno dopo, schiacciare le polpa con una forchetta, aggiungere l'uovo, un pizzico di sale, e la farina fino ad ottenere un impasto non troppo umido (bisogna fare una prova perchè la quantità di farina dipende dall'umidità della zucca)
Mettere a bollire dell'acqua, salarla e prelevando un po' di polpa con un cucchiaiono, far cadere nell'acqua gli gnocchi pochi alla volta. Prelevarli con una schiumarola quando vengono a galla e tenerli da parte. Procedere così fino a terminare tutto l'impasto (fate la prova con uno gnocco all'inizio per valutarne la consistenza. Se necessario aggiungete farina poco alla volta)
Una volta cotti tutti gli gnocchi, sciogliere del burro con della salvia, farlo insaporire bene e saltare gli gnocchi nel condimento. Cospargere di parmigiano e servire subito.
In alternativa, gli gnocchi si possono congelare prima di essere conditi.
In questo caso procedete così: mano a mano che li prelevate distendeteli su dei vassoi rivestiti di carta forno e metteteli in congelatore distanziati tra loro. Il giorno dopo, mettete gli gnocchi ormai congelati in sacchettini di plastica (una ventina per persona circa). Quando vorrete mangiarli, tuffateli ancora congelati in acqua bollente salata, scolateli quando vengono a galla, conditeli e servite subito.

Sono ottimi per far tornare il buon umore, e se alla ricetta unite una tavola ben apparecchiata il gioco è fatto.
Ad esempio a sorpresa, sul famoso sito dell'urlo, ho trovato un'incredibile sezione dedicata alla casa. Insomma sfido qualunque appassionato di cucina a disdegnare lo shopping "culinario" e voilà, troverete tanti utensili da cucina su Zalando.it

Per quanto riguarda invece qualche consiglio utile, qualche informazione in più sugli ortaggi più magici che ci siano, potete andare qui, qualche approfondimento non fa mai male.

E con questo ho finito, vado a pensare a cosa cucinarvi per la prossima volta. Mando un bacio a tutti, ci ritroviamo al prossimo post, speriamo prestissimo!

martedì 22 maggio 2012

Spaghetti al finocchietto


Rieccomi nella blogsfera finalmente! ma sarà un'apparizione veloce, per due motivi: uno è che oggi non sono per niente ispirata, sarà il tempo, il freddo, la pioggia, Saturno contro, o gli ultimi tragici avvenimenti, non so! due è che finchè son qua a spremermi le meningi pensando a cosa raccontarvi di bello, la corrente a tratti se ne va e la cosa mi infastidisce parecchio, ragion per cui al volo vi lascio questa ricetta facile veloce e sfiziosa.
Da un giorno all'altro le mie piantine di finocchietto hanno deciso di moltiplicarsi a dismisura. Ora, siccome sono tre anni che le ho piantate e non ne erano mai nate altre, cominciavo a pensare di possedere un finocchietto anomalo! Invece con mia grande sorpresa all'improvviso tutto è cambiato.
Ragion per cui ora è tutta una sperimentazione. Oggi vi lascio il primo dei miei piatti, potremmo quasi dire a km 0, dato che il finocchietto proviene direttamente dalla mia aiuola di piante aromatiche. Anzi, non proprio a Km 0 le alghe in effetti non provengono dal Brenta che scorre sotto le mie finestre e  gli spaghetti non sono home made. Vabbè, diciamo piuttosto un piatto a chilometraggio limitato che con qualche aggiustamento potrebbe avvicinarsi allo 0.  Quello che mi interessa soprattutto è ingrandire il mio piccolo orto-giardino perchè cucinare con le cose autoprodotte mi dà una grande soddisfazione. Anche a voi?
Ora però mi ritrovo con un sacco di finocchietto, ragion per cui mi sa che a breve vi toccherà qualche altra ricetta, perciò spero anche a voi il finocchietto piaccia almeno quanto piace a me!


Spaghetti al finocchiettoingredienti per 4 persone
spaghetti: 360 gr  
finocchietto: 2 mazzetti 
mollica di pane raffermo: 3 manciate 
alghe essiccate in polvere: 1/2 cucchiaino
aglio: due spicchi
peperoncino fresco: tre fettine
olio evo: qb

Lavare il finocchietto e sbollentarlo per pochi minuti in acqua leggermente salata. Scolarlo  e tenere da parte l'acqua di cottura.
Affettare l'aglio sottile e saltarlo con un pò di peperoncino, in un pò d'olio d'oliva.  Aggiungere le alghe in polvere e amalgamare. Eliminare l'aglio. Frullare il finocchietto aggiungendo a filo tre cucchiai d'olio evo fino ad ottenere una crema liscia (se necessario aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura della pasta) Ridurre la mollica di pane in briciole con un mixer e tostarle in una padella antiaderente con un cucchiaio d'olio.
Cuocere gli spaghetti in acqua poco salata. Scolarli quando sono cotti, condirli con l'olio alle alghe, unire la crema al finocchietto, mescolare bene e servire il piatto cosparso di briciole di pane tostate.

Alcune annotazioni: la quantità di finocchietto può variare a seconda dei gusti, ma non lesinate troppo perchè la crema serve a dare morbidezza al piatto.

Con questa ricetta vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 11 aprile 2012

Riso selvaggio con ortiche, bruscandoli e melissa


Da quando ho scoperto che mangiare ortica rende saggi, (così almeno pensava anticamente qualcuno) ne faccio delle scorpacciate. A chi come me fosse convinto che nulla succede per caso, forse verrà da chiedersi come mai il mio giardino sia pieno zeppo di ortiche. Che sia arrivato il momento di mettere la testa a posto e che qualcuno abbia trovato questo modo per dirmelo? :-)
Beh, non lo so, sta di fatto che al di là della saggezza che forse arriverà, mangiare ortiche fa anche bene alla salute.
Sono ricche di ferro e quindi perfette per combattere l'anemia, sono diuretiche e depurative. Ma anche un ottimo rimedio contro l'artrite e i reumatismi (questo magari lo teniamo presente per gli anni a venire ;-)
E quindi perchè non approfittarne? Immagino che non tutti abbiate la fortuna di avere un giardino pieno zeppo di ortiche come il mio, ma sono talmente diffuse che recuperarne un pò non sarà difficile. E se per caso, alla ricerca di ortiche, vi inoltraste in terreni inesplorati o quasi, date un'occhiata anche tra eventuali cespugli, siepi o arbusti che vi si presenteranno strada facendo, che magari potrà capitare di imbattervi anche in qualche bruscandolo (o germoglio di luppolo che dir si voglia!)
E se così fosse, raccogliete tutto e una volta a casa preparatevi un ottimo riso selvaggio! E' quello che ho fatto anch'io l'altro giorno, partita per una passeggiata in giardino e tornata con il pranzo. E volete mettere la soddisfazione di mangiare qualcosa di appena raccolto con le proprio mani? Punture di ortica a parte voglio dire.
Ma voi, che siete senz'altro più bravi di me, non fatevi cogliere impreparati e partite per la raccolta muniti di guanti, forbici e tutto ciò che occorre! Anche perchè con le ortiche ci si possono fare un sacco di cose: frittelle, minestre, pasta, ravioli, risotti, gnocchi, frittate, infusi, decotti e via dicendo. Quindi raccoglietene più che potete, bisogna approfittare di questi giorni, fino a quando le foglie sono ancora tenere. Si prende la parte apicale, le foglioline sopra per intenderci. Una volta a casa si mettono a bagno e si lavano bene. Perderanno il loro potere urticante e si potrà passare alla cottura: o si sbollentano per qualche minuto per poi ripassarle in padella con un soffritto di cipolla, (magari per preparare un risotto o una minestra) oppure, se non sono moltissime, si possono anche far saltare direttamente con poca cipolla e un pò d'olio per preparare una frittata veloce o un riso saltato come ho fatto io oggi!
Se invece deciderete di impegnarvi molto e di raccoglierne in quantità, potrete anche pensare ad una scorta da tenere in congelatore! Richiede un pò di impegno ma ne vale sicuramente la pena, sono buonissime, e non dimenticate il vantaggio di diventare saggi!



Riso selvaggio con ortiche, bruscandoli e melissa
Ingredienti
per 2 persone

riso selvaggio: 180 gr
cipolla: una piccola
foglie di ortica fresche: 50 gr
bruscandoli: un mazzetto piccolo
melissa: qualche fogliolina
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Lessare il riso in acqua bollente salata tenendolo un pò al dente e scolarlo. Affettare la cipolla sottile e farla soffriggere in poco olio d'oliva. Aggiungere le cime dell'ortica e i bruscandoli tagliati a pezzetti e far cuocere finchè saranno morbidi, salare, aggiungere la melissa spezzettata e lasciare qualche minuto. Saltare il riso nelle erbette e servire subito.

Alcune annotazioni: non ho pesato le ortiche, ne ho raccolte un pò, diciamo due manciate abbondanti. La prossima volta le peso e scrivo la quantità corretta, comunque si può fare tranquillamente ad occhio.

martedì 27 marzo 2012

Fiori di tarassaco sott'aceto


Rieccomi dopo tanto tanto....troppo tempo! eppure ci provo eh a preparare i post, ma che volete che vi dica? ultimamente non trovo più il tempo. E che starò facendo mai? vi domanderete tutti. Ecco, è proprio questo il punto, quello che dà da pensare pure a me. Perchè la verità è che non è che stia facendo chissà che, niente di diverso da qualche mese fa voglio dire. Ho solo la mente piena di pensieri e di idee. Più pensieri o più idee? beh, se la giocano!
Quindi ora, che faccio? sto a raccontarvi tutte le idee che mi passano per la testa? Per carità, no! Sarò mica l'unica ad averne vi pare? E che starò a raccontarvi tutti i miei pensieri? Non se ne parla nemmeno, che la vita è già abbastanza pesante senza che qualcuno si metta a fare l'elenco dei propri pensieri più o meno rosei in un blog di cucina. Per quanto riguarda le idee, a chi fosse interessato, beh ecco, magari qualcuna si concretizzerà prima o poi, e finalmente potrete scoprire com'è che passo le giornate ultimamente :-) Altre con tutta probabilità rimarranno solo idee, e pazienza! "pace" come si suol dire! Un giorno qualcuno mi ha detto: "avere le idee non basta!" Si certo, siamo d'accordo. Ma se non avessimo nemmeno quelle? Avete mai pensato che ad avere sogni e idee si corre pure il rischio che qualcuno si avveri? E voi che fate? volete rischiare di perdere l'occasione? Io no di sicuro, quindi continuo a sognare e chi vivrà vedrà :-)
Per tornare alla realtà invece, sono molto felice di riprendere la mia rubrica dell'ortogiardino. In questi giorni è tutto un raccogliere erbacce infestanti, cuocerle, bere decotti depurativi e sperimentare nuove ricette. Sapete com'è no? la natura non aspetta, quando decide che è ora, tutto è pronto per essere raccolto e per di più in gran quantità. Insomma, ieri per esempio mi è toccato bere un litro di acqua di cottura di tarassaco! Che se fosse vero quello che dicono, e cioè che è un ottimo rimedio contro la cellulite, io a quest'ora non dovrei averne nemmeno l'ombra e non mi pare che il miracolo sia avvenuto purtroppo, ma mai perdere le speranze! chissà che non sia a lento rilascio. Potrei  essere perfetta per la prova costume :-(  Vabbè, io voglio crederci! In compenso il mio fegato è depuratissimo!
Oggi invece mi è toccata l' ortica. Avanti di questo passo rischio di diventare verde :-) Però che volete che vi dica? Come si fa a rinunciare al piacere di raccogliere tutte queste erbette fantastiche e che fanno così bene? Quindi armiamoci di un pò di pazienza ed approfittiamo di questi giorni per fare il pieno di vitamine e sali minerali e per di più gratis! Vi piace l'idea? Allora via, tutti a raccogliere il tarassaco. Guardate quante cose ci si possono fare, e quelle di oggi sono solo alcune....Per le altre abbiate solo un pò di pazienza....


Fiori di tarassaco sott'aceto
Ingredienti

boccioli di tarassaco: quantità a piacere
sale grosso: qb
aceto di vino bianco: qb


Raccogliere i boccioli dei fiori di tarassaco quando sono completamente chiusi e ancora aderenti alla rosetta. Sono piccoli, come dei capperi più o meno, ma vi garantiranno un prodotto finale ottimo, molto croccante (più sono grossi, più i petali al'interno saranno sviluppati e otterrete dei sott'aceti morbidi che a mio parere perdono buona parte della loro bontà)
Lavarli, asciugarli bene e metterli sotto sale grosso per 24 ore.
Trascorso il tempo sciacquarli dal sale ed asciugarli benissimo. Metterli in un vasetto di vetro sterilizzato e coprirli con l'aceto. Chiudere bene e consumare dopo qualche giorno.
A me sono piaciuti moltissimo, se desiderate una dispensa con un tocco di originalità questa è la ricetta che fa per voi. E se vi piace l'idea potete anche aromatizzarli per esempio con grani di pepe.
Passiamo alle foglie del tarassaco. Beh, tutti sanno che si può mangiare cotto, semplicemente bollito o al vapore (nel primo caso l'acqua di cottura non va assolutamente buttata. Bevetela, senza esagerare, è depurativa e disintossicante!) ha un gusto amaro abbastanza marcato. Si può anche ripassare in padella con olio e aglio per un piatto più saporito. Ma si può mangiare anche crudo in insalata, scegliendo le foglie più tenere, racolte prima della fioritura, magari accompagnato da dadini di pancetta saltati. Un contorno buonissimo e sostanzioso.
Per ultimo passiamo alle radici del tarassaco. Sapevate che si possono mangiare pure quelle? Semplicemente bollite e condite con olio e limone.
Raccoglietele, lavatele molto bene, pulitele con una spazzolina per togliere tutti i residui di terra, bollitele per circa una ventina di minuti (dipende dalle dimensioni) e fate il pieno di sali minerali e vitamine: anche le radici sono un toccasana!
E' importante raccogliere il tarassaco in luoghi non inquinati e non frequentati, mi raccomando, evitiamo i parchi, i bordi delle strade e via dicendo..... E molta attenzione a raccogliere le erbe spontaneee, molte si somigliano tra loro, ma se una può essere commestibile, l'altra per contro potrebbe essere tossica. Non sottovalutate la potenziale pericolosità delle erbe che non conoscete!
Vi ho convinti col tarassaco? spero di avervi almeno incuriosito. Per tante altre ricette curiose e sfiziose ci ritroviamo al prossimo post.
Un bacio a tutti e buona raccolta.

venerdì 15 luglio 2011

Insalata di fagiolini ed erbette

vado.... ma torno!


Ok, ormai è sotto gli occhi di tutti. Non si può postare della verdura bollita e pensare di farla franca. Perciò devo rassegnarmi all'idea e annunciare pubblicamente che questo post sarà quello che per un pò vedrete su questo blog, mi prendo una piccola pausa.
Dopo la settimana della pizza surgelata, effettivamente c'è stato un picccolo segno di ripresa che ha fatto ben sperare, ma è durato poco. Il frigorifero è ancora vuoto e la mente si rifiuta di elaborare combinazioni di ingredienti troppo complesse e di mettere insieme dei testi decorosi per i post.
Non vorrete mica rischiare di trovarvi la ricetta di pane burro e zucchero, con tanto di spiegazione dettagliata sul come prepararlo e col rischio pure di sbagliare qualcosa.
In questi giorni non sono nemmeno riuscita a passare dai vostri blog. Mi dispiace davvero ma proprio la mia mente si rifiuta di concentrarsi. Non ci credete? Guardate la ricetta di oggi e vi convincerete che sto proprio alla frutta.....anzi alla verdura dovrei dire :-)
Perciò vi saluto per qualche giorno...mi mancherete ma è proprio necessario. A tutte le mie amiche di blog mando un grandissimo abbraccio, ma ci ritroviamo presto...
Ah, però la ricetta della verdura bollita ve la beccate eh. Non penserete mica che l'abbia cucinata e fotografata per niente! Non fosse altro che per segnalare queste erbette rosse di Chioggia.
Certo, niente di ricercato, introvabile o strano! Ve l'ho detto che al momento le mie capacità di elaborazione sono alquanto ridotte...Ma va bene così, io adoro la verdura bollita, fa bene ed è bella! E basta poco per renderla più sfiziosa. Saltata in padella con poco olio d'oliva, cosparsa di arachidi tritate e coriandolo fresco potrebbe essere un'idea e fa già sembrare il piatto tutta un'altra cosa. Provare per credere


Ingredienti
fagiolini: qb
erbette: qb
olio evo: due cucchiai
coriandolo fresco: qb
arachidi tritate: qb


Procedimento
Lavare e spuntare i fagiolini, tagliarli in due o tre pezzi e cuocerli in acqua bollente salata fino a quando sono teneri ( devono essere sodi, non spappolati). Lavare le erbette, pelarle, e lessarle in acqua bollente salata fino a quando sono tenere. Scolare i fagiolini e passarli sotto l'acqua fredda. Scolare le erbette e tagliarle a fette sottili. In una padella antiaderente far saltare le verdure nell'olio per pochi minuti.
Servirle con del coriandolo fresco tritato e se piace con delle arachidi tritate.


Bene, è proprio tutto, i saluti li ho fatti e non mi dilungo, potrebbe venirmi il magone e scendermi pure qualche lacrima.
Dopotutto in poco più di un anno è la prima volta che mi allontano per qualche giorno e fa un certo effetto. Vabbè, bando alle ciance, ora vado davvero.
Baci a tutti, vi penserò.



lunedì 6 giugno 2011

Zuppa di foglie di ravanello



Travolta da una borsa di ravanelli gigantesca, dopo un primo momento di sconforto mi son detta che ce la potevo fare. Alcuni li avrei mangiati così, nature. Altri li avrei conservati in qualche modo.
Mentre le foglie sarebbero finite dritte diritte in qualche insalata, in una zuppa (che è poi la ricetta di oggi) e dulcis in fundo, in un pesto.
Ora, l'esperta di zuppe è mia mamma, che avendo il pieno controllo della pentola a pressione vi cuoce in tempi record qualunque verdura. Io ho seguito il suo sistema, ma usando la pentola normale. Si, lo so che la pentola a pressione è una grande alleata in cucina, la uso spesso anc'io soprattutto per le verdure al vapore che cuociono in due minuti preservando gusto e nutrienti, ma stavolta è andata così! 
In quanto al metodo, pentola a parte, ho seguito quello di mia mamma. Non che sia chissà che sistema misterioso per preparare le zuppe! Però è molto pratico, veloce e light.
In quanto ad altri usi del simpatico ortaggio vi rimando ad un altro post, salvo che per il pesto, quello l'ho mangiato prima di fargli la foto di rito. Sarà per la prossima volta.

Zuppa di foglie di ravanelli
Ingredienti
per due persone
foglie di ravanello: due mazzetti
patate: 2 piccole
cipollotto:
olio extravergine: qb
brodo vegetale: qb
yogurt di soia al naturale: due cucchiai
sale: qb


Procedimento


Lavare le foglie dei ravanelli, scegliendo quelle più verdi e fresche e metterle in una pentola insieme al cipollotto affettato e alle patate sbucciate a pezzi. Aggiungere un pò di brodo vegetale e lasciare cuocere le verdure finchè saranno tenere. Frullare il con un frullatore ad immersione, salare ed eventualmente aggiungere un pò di brodo vegetale se si desidera una zuppa più liquida.
Servire la zuppa calda o anche tiepida, decorando con qualche fettina di ravanello. Io aggiungo sempre un cucchiaio di yogurt di soia al naturale 

mercoledì 18 maggio 2011

Minestra di ortiche

lo sai che i papaveri......


Ma voi l'avete capito qual'è il vostro ruolo in questa vita? Beh io ancora no, cerco cerco ma non ci capisco un gran che. Ultimamente l'ipotesi più accreditata è che io sia qui per restituire alle piante infestanti il loro posto nell'orto.
Che sia predestinata a questo? Considerando l'impegno che ci sto mettendo direi che la cosa l'ho presa veramente sul serio. Delle disavventure con le ortiche vi ho già raccontato qui. Complice l'arrivo del gatto Psyco l'esperienza della raccolta si è mostrata in tutta la sua pericolosità.
Ma è niente in confronto a quello che ho affrontato qualche giorno dopo, quando percorrendo in macchina una strada ad alta intensità di traffico, il mio occhio casualmente cade su una macchia di fiori di campo.
Era assolutamente impossibile che io soprassedessi. Ormai li avevo visti ed erano perfetti per la mia foto, ed ora, a rischio anche della vita, li avrei raccolti.
Le macchine sfrecciavano a velocità a dir poco sostenuta, ma come se niente fosse non solo raccoglievo imperterrita i miei fiori , ma facevo anche un'accurata cernita. E mica li potevo prendere tutti, che poi magari avrei involontariamente contribuito all'estinzione di qualche specie rara. 
Cercando di non sentirmi troppo in colpa torno verso casa, ma il tarlo ormai si era insinuato e non c'è stato niente da fare, fino a quando il giorno dopo tornai sulla scena del crimine e dei fiori non c'era più nemmeno l'ombra. Tutto era stato ripulito per bene per manutenzione strade. Allora magari avevo fatto bene a raccoglierli, almeno avendoli immortalati in una foto avrei potuto guardarli per sempre. A cosa stiamo rinunciando senza nemmeno rendercene conto? Quante e quali sono le cose che spariranno piano piano dalla nostra vita oltre al sapore di quello che mangiamo? E i nostri figli e nipoti potranno ancora raccogliere un mazzo di fiori di campo per noi?



Vi lascio con questa domanda e la ricetta di questa minestra di ortiche, una volta certamente un piatto che si trovava facilmente sulle nostre tavole, oggi per tanti una vera rarità, proprio come raccogliere un fiordaliso...
Se vi capitasse l'occasione di trovare delle ortiche non lasciatevele sfuggire. Guardatele con occhi diversi, non solo come qualcosa di urticante, ma un bene raro e prezioso, un delizioso sapore di un tempo. Questa minestra molto semplice è davvero buonissima.

Ingredienti
per due persone

ortiche: due mazzetti
cipollotto: 1
orzo: 80 gr
brodo vegetale: qb
vino bianco: 1/2 tazzina
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento

Mondare le ortiche scegliendo solo le cime più tenere e lavarle bene. Tritare il cipollotto  e farlo appassire in poco olio extravergine di oliva. A metà  aggiungere le cime delle ortiche e lasciarle appassire. Tostare l'orzo precedentemente lavato, sfumare con un poco vino bianco e aggiungerlo alle ortiche. Aggiungere il brodo caldo e portare a cottura l'orzo (ci vorrà mezz'ora circa) mantenendo la minestra morbida (nel caso aggiungere un pò di brodo). Salare e pepare a piacere, e servire tiepida.

Alcune annotazioni: non ho dato dosi per le ortiche, io non le peso, prendetene un bel pò, regolatevi come con le altre verdure, alla fine, una volta cotte, se avrete riempito una tazza da tè andrà bene per una minestra per due/tre persone.


Ormai i più sapranno che domenica a Bologna c'è stato un raduno di foodbloggers. L'occasione è stata il compleblog di Angela e Chiara Maci che per l'occasione hanno ricevuto tutti noi foodbloggers nel bellissimo Spazio Castiglione. Grazie ragazze, siete state delle padrone di casa deliziose. Io purtroppo non ho scattato foto, ero troppo impegnata a mangiare e chiacchierare :-) ma le mie colleghe molto più brave e diligenti di me sapranno certamente fornire documentazione più dettagliata. Invece vorrei salutare tutte le amiche presenti all'evento, vecchie e nuove conoscenze, è stato un piacere trascorrere questa giornata insieme.

Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 13 maggio 2011

Insalata di ravanelli e patate

l'erba del vicino.....


Post velocissimo, ho molte cose da fare in questi giorni e il tempo vola. La ricetta di oggi è veramente semplicissima ma molto carina da servire in tavola. Diciamo che con poco sforzo si ottiene un ottimo risultato. E' una semplicissima insalata, ma resa particolare dall'uso delle foglie del ravanello. L'avevo detto che con l'ortogiardino non mi sarei persa più nemmeno un filo di erbaccia purchè fosse commestibile.
A parte gli scherzi, le foglie di ravanello ormai è risaputo che si mangino e che sono pure buone. Normalmente si fa la zuppa e se vi capita vi consiglio di provarla perchè è davvero ottima (posterò pure la zuppa, non crediate di scamparla). Però in alternativa anche questo piattino è davvero niente male. Non che mi sia venuta la fissa dei ravanelli, ma il mio vicino mi ha gentilmento omaggiato di questi simpatici vegetali con tanto di foglie! Ma mica tre o quattro....proprio una borsa! E ora che ci faccio con tutti questi ravanelli? Pensa e ripensa per prima cosa ci ho fatto quest'insalata. Per le altre idee geniali dovrete aspettare un pò.....
Ora, a onor del vero devo sottolineare il fatto che questi ravanelli non sono proprio del mio orto, però il mio vicino è proprio vicino vicino, i nostri orticelli sono separati solo da un muro, un vecchio muro in mattoni assolato.....Ho deciso di concedermi questa libertà. Anche perchè la bontà di questi ravanelli mi ha convinta a piantarne qualcuno l'anno prossimo. Mica hanno niente a che vedere con quelli comperati. Pizzicano veramente questi! Non è un peccato che non si possa nemmeno più conoscere il sapore vero delle cose che mangiamo?
Vabbè, non ho tempo per un discorso così difficile ed impegnativo, lo rimando (per la vostra gioia) e vi lascio quest'insalata un pò insolita, con qualche possibile variante.

Insalata di patate e ravanelli

Ingredienti

patate: 3 medie
ravanelli: un mazzetto con le foglie
punte di asparagi: qb (cotte ma al dente)
panna acida: qb
sale, pepe: qb
olio evo: qb

Procedimento

Lavare bene le patate, pelarle e tagliarle a pezzi abbastanza regolari di circa 2 cm per lato (solo per dare un'ordine di grandezza!). Cuocerle al vapore finchè saranno tenere ma senza disfarle. In alternativa si possono bollire le patate con la buccia e successivamente pelarle e tagliarle a pezzi. In questo modo le patate quando andrete a mescolarle di disferanno un pò di più ma è buona anche così.
Lavare bene le foglie dei ravanelli, mondarle tenendo quelle più fresche e verdi, asciugarle bene e tritarle. Lavare anche i ravanelli e asciugarli bene.
In una boule, mescolare le patate alle foglie dei ravanelli e condire con un pò d'olio, sale e pepe. Aggiungere qualche cucchiaio di panna acida (secondo i propri gusti) e mescolare bene.
Sistemare in un piatto da portata, aggiungere le punte di asparagi e qualche ravanello intero o se preferite a rondelle sottili se sono grandi (i miei erano piccoli) e servire in tavola.
Più facile di così!

Alcune annotazioni: questa insalata si presta a moltissime varianti, per esempio si può sostituire la panna acida con la maionese, e le foglie di ravanello con della rucola, gli asparagi possono esserci o no. Basta solo un pò di fantasia. Le quantità sono indicative, anche queste vanno a gusto personale. Io vi ho dato solo la mia versione

E con questa ricetta velocissima auguro a tutti un buon w.e. Io sarò fuori, perciò non sarò molto presente nei vostri blog, ma come sempre cercherò di fare il possibile per recuperare....Baci a tutti e al prossimo post

lunedì 9 maggio 2011

Frittelle di ortiche

e nuova arrivata


Folgorata sulla via di Damasco come San Paolo, ma da un cespuglio di ortiche e sulla via per il mio orticello. Vederle e visualizzarle in qualcosa di mangereccio è stato un attimo.
Così corro in casa, prendo l'unico guanto in mio possesso, la forbice e un sacchetto e parto per la racolta più pericolosa della storia, per quanto anche quella delle prugne riflettevo, non era stata proprio indolore. Vabbè ma mica le cose devono andare sempre male. No no, il mio unico guanto basterà, starò molto attenta...e poi ho quel piccolo suggerimento: quando raccogli le ortiche, se trattieni il fiato non pungono!
Sarà vero? mah, a me pare tanto strano...comunque all'occorrenza si può sempre provare.
Pensavo che la raccolta sarebbe stato il momento più pericoloso, ma non avevo pensato che, sempre con un guanto solo e trattenendo il fiato avrei poi dovuto anche mondarle, lavarle e buttarle in pentola. Vabbè, ma che sarà mai qualche puntura di ortica.
Ed in effetti non sono quelle che chi m'incontra mi fa notare, quanto piuttosto quella moltitudine di segni insanguinati che ricoprono le mie mani, uniti alle immancabili bruciature del forno di quando ci infilo dieci cose insieme alla velocità della luce per non far abbassare la temperatura.
Roba che le stigmate sono niente in confronto. Penseranno che io subisca tremende torture? Niente di più vero. Terribili torture inflitte da una creatura dall'aria angelica ma dalla natura demoniaca e per la precisione lei. Bellissima vero? Si si, tanto bella quanto malvgia :-)

Ma i gatti non erano buoni e sonnacchiosi, pigri e sornioni? Perchè questa invece sembra posseduta?
Vi basti pensare che da una settimana a questa parte la notte dormo con due calzini di spugna infilati come manopole per difendermi da continui attacchi notturni. Ormai cerco di salvare il salvabile. Non vi dico altro! Comunque, è arrivata da un mesetto e non ha ancora un nome...veramente non avrei dovuto nemmeno tenerla, ma ora come si fa a darla via? Come potrei rinunciare a delle notti da incubo? Vabbè, se vi venisse in mente qualcosa accetto suggerimenti...
Ma torniamo alle ortiche. Superata la fase: le butto in pentola, mi restava solo da pensare come utilizzarle. Pensa e ripensa, delle frittelle di ortiche mi sono sembrate un'ottima idea. Si si lo so che sono fritte, che è quasi estate e che dobbiamo andare al mare e possibilmente in costume da bagno. Però che volete che sia qualche frittella! un piccolo peccato di gola per consolarmi di tante sofferenze! Potevo non provare a completare l'opera con qualche schizzo d'olio bollente? E poi a pensarci bene, di che avevo paura? potevo ancora sperimentare il metodo infallibile di trattenere il fiato. Che funzioni anche contro gli schizzi di olio bollente? Mah, mi sa che i calzini anche in questo caso funzionerebbero meglio! E io che pensavo di aver fatto una spesa inutile quel giorno spinta da un'irrefrenabile voglia di fitness!
Vabbè, vi lascio la ricetta delle frittelle, sfiziose, buone facili, e poi volete mettere la soddisfazione di dire che le avete fatte con le ortiche del vostro giardino per di più raccolte da voi? Basterà esibire le mani per essere credute oltre ogni ragionevole dubbio.

Frittelle di ortiche

Ingredienti

pane raffermo: 160 gr circa
patate: una media, bollita
farina di mais: qb (qualche cucchiaio)
latte vegetale: due bicchieri circa
ortiche: una tazza circa già sbollentate
aglio: uno spicchio
olio: per friggere
sale: qb
lievito naturale: mezza bustina
menta o salvia: qualche fogliolina (facoltativo)

Procedimento

La sera prima, spezzettare il pane ed ammollarlo con due bicchieri di latte circa (la quantità di latte è indicativa, dipende da quanto secco è il pane. Alla fine deve risultare morbido ma non inzuppato)
Ripassare le ortiche in padella con un pò d'olio e uno spicchio d'aglio. Poi tritarle con un coltello. Aggiungerle al pane con un pò di sale. Mescolare bene, poi aggiungere qualche cucchiaio di farina setacciata con un cucchiaino di lievito Aggiungere solo la farina necessaria a formare un impasto che leghi, non esagerare. Caso mai provare a friggerne una ed eventualmente aggiungere un pò di farina.
Scaldare dell'olio e portarlo a 180°C circa e friggere le frittelle facendo scendere l'impasto da un cucchiaio. Toglierle quando sono dorate e metterle ad asciugare su carta assorbente. Friggere infine anche qualche fogliolina di menta o salvia e servirle insieme alle frittelle calde.

Alcune annotazioni: queste frittelle non seguono dosi precisissime, a seconda di quello che si ha a disposizione si può aggiungere un pò più di pane o di ortiche ecc. Io vi ho dato solo delle dosi indicative. Se non ho a disposizione la patata bollita, la sostituisco con qualche cucchiaio di patate in fiocchi.


Con questa ricetta partecipo al contest di Gustoshop: "In fiore"
In premio i prodotti italiani di Gustoshop.biz
Vi auguro un buon inizio settimana, baci a tutti e al prossimo post

lunedì 11 aprile 2011

Risotto di bruscandoli

che sarebbe il luppolo selvatico


Eccoci alla rubrica "l’ortogiardino": nuova vita alle piante infestanti.
Conoscete tutti i bruscandoli vero? non devo improvvisarmi Piero Angela per un giorno?
In poche parole, si tratta dei germogli del luppolo. Si si, il luppolo, proprio quello che si usa per fare la birra.
In pratica questi



Da noi cresce abbarbicato alle siepi spontanee. E’ considerata una pianta infestante, ma i suoi germogli sono una vera prelibatezza. A comperarli dal fruttivendolo costano un occhio della testa, ma se decidete di  trascorrere un’entusiasmante giornata arrampicati alle siepi della nostra bella pianura avrete la possibilità di gustare qualcosa di veramente unico.
Ricordo come tanti anni fa fosse quasi una consuetudine raccogliere i bruscandoli per farne il risotto, o la minestra, o la frittata. La loro comparsa segnava proprio l’inizio della primavera
Ora che i lembi di campagna integra sono ridotti veramente a poca cosa è più difficile reperirli e meno piacevole raccoglierli.
Però se scovate un bell’angolo di pianura intatto e verde, magari attraversato da un fiume limpido e fresco, non esitate a piantare le tende per trascorrere una bella giornata all’insegna del vivere sano. Questa è una situazione ideale per raccogliere i bruscandoli.
Se invece vi sembra una visione troppo bucolica e difficilmente realizzabile non vi resta che il fruttivendolo o le siepi vicino a casa, sceglietele solo lontane dal traffico.
Raccogliete un bel mazzo di bruscandoli, si usano solo le cime, quindi non serve sradicare la pianta completamente, mi raccomando.
Non siate frettolosi, per fare un buon risotto saporito ce ne vogliono un po'. Non lesinate perché per sentirne appieno il sapore non si può stare li contarli. Lo so, la raccolta richiede un po’ d’impegno, ma si sa che le cose migliori vanno conquistate.
Ricavate solo le cime, i primi 20 cm della parte apicale, quella più tenera perché poi diventa pungente e più coriacea. A questo punto siete pronti per la vostra scorpacciata di bruscandoli. Dovete solo decidere come utilizzarli.
Oggi vi propongo il risotto, decisamente il modo in cui li preferisco, è un piatto tipico della nostra cucina veneta e quindi la ricetta finisce dritta dritta anche nella mia rubrica: "I love Veneto".

Ingredienti

riso: 180 gr circa (quello che preferite, per risotti)
bruscandoli: un mazzetto abbondante
cipolla: una piccola
olio evo: qb
parmigiano: qb
brodo vegetale: qb
sale: qb

Procedimento

Ricavare dai bruscandoli i primi 20 cm della parte apicale, comprese le foglioline più tenere. Lavarli e tagliarli a pezzatti. Tenere da parte un pò di punte intere.
Tritare la cipolla finemente e farla appassire in un pò di olio extravergine di oliva. Aggiungere i bruscandoli (tranne qualche punta intera) e cuocerli con un pò di sale finchè si saranno ammorbiditi. Far tostare il riso (se vi piace aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e fare sfumare), poi aggiungere il brodo vegetale bollente poco alla volta portando il riso a cottura lentamente. Dopo 5 minuti aggiungere anche le punte tenute da parte. Terminare la cottura e poco prima mantecare con il parmigiano grattugiato.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ramona "150 anni in tavola"


E con questa ricetta vi auguro un buon inizio settimana. Baci a tutti e al prossimo post.