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giovedì 29 giugno 2017

Involtini di pasta phillo allo zafferano con salsa raw piccante di pomodori e mango



Ormai ho eletto il venerdì come giornata preposta ai cibi veloci. Sarà che la stanchezza si fa sentire e non ho tanta voglia di cucinare, sarà che mangiare in maniera informale da un senso di libertà, fatto sta che il venerdì sera ho voglia solo di cibi veloci da mangiare sul divano, ormai lo sapete.
Ma oltre ad essere la giornata dei cibi veloci, il venerdì è anche quella degli aperitivi con gli amici. Birra o prosecco, e tanti finger food deliziosi per poter riempire di nuovo i bicchieri.
Ecco, questi involtini vegan di pasta phillo sono stati pensati proprio per accompagnare qualche calice di prosecco o birra. Facili, abbastanza veloci e molto carini. Si mantengono croccanti per un po’, quindi potete prepararli con un paio d’ore di anticipo a patto che facciate dorare bene la pasta.
Si ok, bisogna accendere il forno e fa caldo, ma solo mezz’oretta e poi tutto sarà finito e voi vi ritroverete con degli splendidi involtini, dal sapore leggermente esotico da accompagnare ad una salsa fresca e piccante. Poi ci sta che il resto del buffet sarà rigorosamente di cibi freddi. Crostini con creme spalmabili, cous cous, gazpacho, insalate, farifrittata di pasta e chi più ne ha più ne metta. Non devo dirvi certo io cosa preparare vero? se avete bisogno di idee sbirciate tra le ricette e troverete molte cose sfiziose. 
E per fornirvi qualche scorciatoia se deciderete di cimentarvi nella preparazione di questi involtini di pasta phillo, vi suggerisco lenticchie e cereali già cotti (questi ultimi potete anche ometterli) e ovviamente pasta phillo acquistata. Approfittatene, l'aria qui è rinfrescata parecchio, il forno acceso ci sta pure bene :) 

Involtini croccanti di verdure con salsa raw di pomodoro mango e lime
Per circa 8 involtini

pasta phillo: 1 confezione
quinoa cotta: 3 cucchiai (o miglio)
carota: 60 g (circa 1 piccola)
zucchina: 1
lenticchie nere già cotte: 2 cucchiai
anacardi: 5
cipollotto: 1 piccolo
olio evo: 2 cucchiai
zafferano: 2 cucchiai
menta: 8 foglioline (facoltativa)
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio

Per la salsa
pomodori tipo San marzano: 2
mango non completamente maturo: 30 g
peperoncino: qb
erba cipollina: qb per decorare

Procedimento

Sbollentate i pomodori per 30 secondi, poi spellateli, eliminate acqua e semi e tagliateli a pezzetti. Tagliate anche il mango a pezzetti piccolissimi. Riducetelo in pasta in un mortaio insieme anche al pomodoro del peperoncino e qualche goccia di lime e se vi piace un pò di menta spezzettata). Aggiungete il sale e fatelo colare fino al momento di servirlo (tenetelo in frigorifero coperto. Prima di servirlo aggiungete un po’ d’olio evo per rendere la salsa più morbida e corposa). 
Tagliate la carote, la zucchina ed il cipollotto a fiammifero. In due cucchiai d’olio saltate la carota per un minuto, aggiungete il cipollotto e saltate ancora 1 minuto, aggiungete le zucchine e saltate finché si saranno ammorbidite mantenendole però croccanti. Aggiungete alle verdure il cereale, le lenticchie, gli anacardi tostati e tritati grossolani e lo zafferano stemperato in pochissima acqua, e il prezzemolo. Saltate 30 secondi per far amalgamare il tutto. 
Tagliate la pasta phillo in strisce larghe 10 cm. Mettete un cucchiaio di ripieno alla base e chiudete ripiegando prima i bordi esterni verso l’interno così da bloccare il ripieno, e poi arrotolando il fagottino su sé stesso per tutta la lunghezza della pasta.  Sigillate spennellando con un po’ d’acqua e spennellate poi con olio evo. Infornate a 180° per circa 25 minuti finché saranno ben dorati. Servite tiepidi o freddi accompagnati dalla salsa fredda.

Buon weekend a tutti e al prossimo post

venerdì 27 maggio 2016

hamburger vegan

Pentola le Creuset 


Per fortuna è venerdì. Alla fine nel weekend lavoro più degli altri giorni, ma almeno non ho le lezioni e soprattutto posso organizzare la mia serata panino e relax. Ormai lo sapete tutti che adoro i panini, non so se sia perché sono un’ottima scusa per bere della buona birra, o perché sono un modo più free di cenare, senza poi dover lavare pentole e pentole, dato che è venerdì e il divano mi aspetta.
Ma forse è solo che i panini sono talmente golosi che ogni scusa è buona per preparane uno. Quello di oggi poi lo adoro. Non so se sia il mio preferito, forse si, almeno fino al prossimo esperimento . Di buono ha che il burger di fagioli azuki è delizioso e le salsine, le verdure e i germogli fanno il resto, senza dimenticare il burger buns (il pane) che gioca un ruolo fondamentale nella riuscita di un panino. 
Insomma, un insieme di cose buone che ha dato vita ad una cosa buonissima. Un altro motivo per cui mi piace un sacco questo vegan hamburger è che trasforma il classico junk food in qualcosa non solo di sano, ma anche delizioso.
Bene, basta, non avete più scuse, dovete assolutamente provare questo vegan hamburger. Magari il procedimento è un po’ lunghino, dovete sia preparare il pane che i burgers, però se cominciate per tempo, magari il giorno prima con il pane e la cottura dei fagioli azuki per esempio, poi tutto sarà più semplice.
Vi lascio la ricetta ma sappiate che questo è solo il post n° 2 dei tre previsti, manca quello dove vi spego la mia ricetta del ketchup homemade, ma intanto l’hamburger vegan  si può decisamente preparare lo stesso, basta accompagnarlo con la maionese vegan (la ricetta qui) ed il gioco è fatto. La ricetta dei panini morbidi, i burger buns, la trovate qui  

Vegan mini hamburger

Preparazione 35 minuti
Cottura 20 minuti 

Ingredienti
per 20 mini burger

fagioli azuki: 150 g
alga kombu: 5 cm
gherigli di noci: 100 g
prezzemolo fresco tritato: 1 cucchiaio
aglio: 1 fettina
paprika forte: 1 presa
mollica di pane morbido: 50 g
latte di soia: 1/2 bicchiere
olio evo: 3 cucchiai
Per completare il piatto
ravanelli: qb
avocado: qb
lattuga: qb
pomodoro: qb
erba cipollina: qb
germogli a piacere
sale: qb

Procedimento
Mettete in ammollo i fagioli con l’alga kombu per 24 ore. Poi sciacquateli e cuoceteli in pap per circa 18/20 minuti con anche una foglia di alloro. Scolateli e teneteli da parte
Ammollate la mollica di pane spezzettata con il latte di soia. Tritate le noci a coltello senza polverizzarle completamente
In un mixer ponete  tutti gli ingredienti  (tranne l’olio) Azionate ad intermittenza senza omogeneizzare completamente.  Con l’impasto ottenuto formate i mini burger.
Cuocete i mini burger a fuoco dolce in una padella calda con un filo d’olio evo. Fate dorare per circa 4 minuti per lato
Lavate ed asciugate tutte le verdure, affettate i pomodori, i ravanelli, l’avocado e tritate l’erba cipollina
Scaldate leggermente i panini dopo averli divisi a metà. Spalmate su ognuno la maionese abbondante (se vi piace anche un po’ di senape)  Poi aggiungete un po’ di lattuga, una fettina di pomodoro, il burger. Continuate con un pezzetto di avocado, una fettina di ravanello e un po’ di erba cipollina tritata. Chiudete l’hamburger, posizionatelo su di un piatto da portata con un po’ di maionese o salsa rosa. Servire subito. 
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 23 maggio 2016

Panini morbidi vegan per burger (burger buns)



Questo è un post work in progress, e precisamente l’ episodio 1. Lo scopo finale è quello di ottenere dei deliziosi mini burger vegan con ingredienti rigorosamente homemade, perché un burger golosissimo ma sano è possibile! E dato che, come ormai molti sapranno, sono un’appassionata di panini, non poteva mancare la mia personale versione dei classici hamburger.
Sono partita ovviamente dal pane ed ho optato per una versione semintegrale. Ovviamente nulla vieta di crearne una versione ancora più integrale, ma dato che i miei erano destinati ad una persona in particolare, ho scelto la via intermedia, né troppo raffinati, né troppo integrali. Per l’impasto ho utilizzato farina di farro integrale, farina 2, farina 00 e manitoba; poco lievito secco ed una lievitazione più lunga, se avete tempo è sempre una scelta ottimale, se avete fretta raddoppiate la dose del lievito e  dimezzate i tempi di lievitazione che comunque dipenderanno anche dalla temperatura esterna.
Fatto il pane mi sono dedicata al ketchup homemade che però sarà oggetto di un altro post. Per la maionese invece trovate la ricetta qui. Per i burger vegetali idem, arriverò presto con altri post, intanto potete preparare quelli di ceci che sono sempre molto buoni, ma si possono inventare mille varianti ed io ho senz’altro le mie preferite. 
Detto ciò vi lascio la ricetta dei miei burger buns semintegrali, che ho fatto nella versione per mini burger vegetali. Se li volete fare più grandi, semplicemente formate delle palline di impasto più generose. Io per i mini buns le ho fatte di 30 g ciascuna. 

Panini morbidi per burger (vegan mini buns) 

Per 25 mini buns da 30 gr

farina manitoba: 250 g
farina farro integrale: 50 g
farina 00: 100 g
farina 2: 100 g
lievito di birra secco: 2 g
latte di soia: 280 g circa (+ per spennellare)
olio evo: 55 g
sale: 7 g  (circa 1,5 cucchiaini da caffè)
malto d’orzo:  35 g
semi di papavero o sesamo: qb

Procedimento

Scaldare il latte leggermente ( circa 40).
Mescolare le due farine con il lievito. Nel boccale del bimby aggiungere il latte poco alla volta con il malto sciolto qualche secondo  e  avviare il programma spiga. Quando l’impasto è amalgamato, dopo 3 minuti circa aggiungere l’olio e alla fine il sale sempre con il programma spiga finchè il panetto si staccherà dalle pareti (atri 2/3 minuti) In totale ho lavorato l’impasto per 7,5 minuti
Accendere la lucina del forno e porre il panetto a lievitare dopo averlo sistemato in una boule di vetro unta d’olio e coperta con pellicola. Lasciare fino al raddoppio. (2,5 ore)
Poi formare panetti di circa 30 g ognuno e far lievitare ancora 1 ora sempre in forno con lucina accesa e coperti con pellicola
Infornare a 170° (dipende dal forno, il mio scalda molto, andrà bene anche a  180°) dopo averli spennellati con latte e cosparsi di semini. Nebulizzare un pò d' acqua nel forno e cuocere per circa 20 minuti o finchè saranno dorati 

Alcune annotazioni: Ho preparato l'impasto con il Bimby, ma si può tranquillamente impastare a mano o in planetaria. 
i tempi di lievitazione dipendono anche dalla temperatura esterna. Pur avendo messo poco lievito, in forno con la lucina accesa sono lievitati rapidamente. 
Cambiando le tipologie e le proporzioni delle farine si otterrà un prodotto più o meno morbido. Ma quando al momento di servire scalderete il pane, risulterà comunque molto morbido. 
I panini si possono congelare chiusi in sacchetti da freezer e vanno fatti scongelare a temperatura ambiente e leggermente riscaldati prima di servirli.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. Un bacio e al prossimo post 

venerdì 20 maggio 2016

Tartellette vegan agli asparagi


Santo forno mi viene da dire. Perché vabbè che non esistono più le stagioni, ma trovarsi a metà maggio e dover mettere il maglione di lana invernale per stare in casa mi pare un po’ troppo. 
Per carità, poi mi va anche bene che non ci siano delle giornate spettacolari che tanto ultimamente o per lavoro o per studio resto sempre chiusa in casa nell’attesa che anche questo passi.
Sempre nell’attesa che qualcosa passi. Ma non sarebbe bello trovarsi ogni tanto in quelle situazioni dove vorresti restare per sempre? 
Un po’ di par condicio ci starebbe no? Boh, io non me lo ricordo nemmeno più quand’è che ho pensato qualcosa del genere, comunque dai, non lamentiamoci, va tutto bene alla fine, solo un po’ di stanchezza e voglia di starmene con le mani in mano per mezz’ora. Non chiedo tanto vero? :)
Che poi tanto io con le mani in mano non ci so stare, ma vuoi mettere dedicarti a qualcosa che non sia una continua prova? Perché l’ansia da prestazione alla lunga logora! 
Ancora un mese e tutto sarà solo un lontano ricordo…e poi chissà che succederà. 
Tornando a noi e alla cucina, stavo scartabellando le ricette in archivio qua e la alla ricerca di una minestra calda, un brodo bollente, una zuppa fumante, qualcosa di caldo insomma, ed ho trovato queste tartellette vegan agli asparagiche non ricordavo nemmeno (fatte da poco eh!) e mi son detta che potevano essere di buon auspicio, luminose, colorate, e cosa più importante richiedono l’accensione del forno! Cosa alquanto apprezzata in questi giorni. E ho scelto loro! 
Che ne dite? Avete ancora voglia di asparagi? Questi in parte li ho anche grigliati per accostare sapori diversi. Li avete mai provati? Un modo alternativo di prepararli, anche solo come contorno, con un buon condimento aromatico e un po’ di  limone sono deliziosi! 
Vi lascio la ricetta delle tartellette intanto, così cominciate a sperimentare l’asparago alla griglia.

Tartellette agli asparagi

Preparazione: 30 minuti
Cottura 35 minuti le crostatine + 10 minuti gli asparagi

Ingredienti
per 4 tartellette

Per la pasta
farina 2: 75 g
farina di grano saraceno: 25 g
farina di riso: 25 g
olio evo: 35 g
sale: ½ cucchiaino
lievito vegan: 1 cucchiaino
acqua fredda: 25 g

Per la crema
asparagi: 450 g
olio evo: 3 cucchiai
semi di lino polverizzati: 1 cucchiaio
latte di soia: 2 cucchiai
tofu al naturale: 40 g
senape: la punta di 1 cucchiaino
lievito alimentare: 1 cucchiaino
zenzero fresco: qb
cipollotto tritato: 1 cucchiaio
sale: qb

Per finire il piatto
limone bio: 1
germogli di rafano o porro  (o altri a piacere): qb
foglioline di menta e basilico: qb

Procedimento

1) Preparate la pasta con gli ingredienti previsti. Formate un panetto liscio chiudetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero per un’ora
2) Pulite gli asparagi eliminando la parte finale legnosa del gambo e con un pelapatate eliminate la buccia dai 2/3  del gambo lasciando integre le punte
3) Tagliateli a pezzetti tenendo da parte le punte (circa 5 cm)  e cuoceteli in padella con poco sale, il cipollotto  e due cucchiai d’olio finchè saranno teneri. Grigliate le punte unte d’olio su una griglia calda per pochi minuti poi dividetele in due in senso longitudinale e tenetele da parte
4) Frullate il resto degli asparagi con gli ingredienti previsti per la crema, fino ad ottenere un composto liscio e morbido , grattugiate un po’ di  zenzero fresco secondo i vostri gusti
5) Tirate la pasta a 3 mm di spessore e foderate 4 stampi da tartellette oliati e leggermente infarinati. Bucherellate il fondo e farciteli con la crema di asparagi. Disponete sulla superficie le punte tenute da parte, spennellate con poco olio evo ed infornate a 180° per 35 minuti e fatele raffreddare su una gratella. Finite le tartellette con qualche fogliolina di germoglio, qualche pezzetto di basilico o menta, qualche zesta di limone e a piacere qualche goccia di succo di limone

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendente week end :) 

giovedì 31 dicembre 2015

Torta salata ai carciofi


Ok, affannata (e non certo per il Capodanno per carità) di corsa, in ritardo su tutto e con tutti, vi lascio la mia ricetta per questo giorno che per me non ha niente di speciale, anzi diciamo proprio che lo detesto, per tutto quello che porta con sé e non starò a spiegarvi i motivi, tanto non è niente che già non si sappia. Io lo vivrò come un giorno qualunque, certo un pensiero all’anno che è passato e a quello che verrà lo faccio eccome, ma quest’anno sarà un pensiero positivo: posso dirmi soddisfatta di questo che è passato, ho fatto e sto facendo tante cose belle, ho investito molto su me stessa negli ultimi anni e spero di continuare a raccoglierne i frutti ecco, questo è il mio augurio per l’anno nuovo.Investire su sè stessi è il migliore investimento che possiamo fare! Spero che si possano avverare tutti i vostri sogni, non è sempre facile crederci, però se riuscite a tenere un lumicino anche flebile, sempre acceso, e se ci mettete passione, tenacia e determinazione, può essere che qualcuno si avveri, ma succede con molta fatica, perché conquistare ciò che si vuole nella vita non è mai facile. Concentriamoci sulle cose belle che abbiamo, non su quelle che ci mancano, sennò non saremo mai felici e la vita passa davvero veloce. Quindi niente, solo un augurio di continuare ad avere sempre fiducia e speranza, lo faccio a tutti voi ma anche a me stessa, perché alla fine, la nostra forza è tutta li. 
Auguro a tutti una splendida fine d’anno e un buon inizio, perché chi ben comincia è a metà dell’opera, e chissà se questo detto ha un senso anche a Capodanno. Abbraccio virtualmente tutti i miei amici di blog, e tutti coloro che mi leggono e mi seguono. Spero che nel il 2016 sarà un anno pieno di passioni per tutti, per chi già le ha e per chi deve ancora scoprire le proprie, perché la passione è quella che ci salverà sempre, qualunque cosa succeda. Vi lascio una ricetta semplice ma molto buona, niente di elaborato, sofisticato, troppo pretenzioso, insomma, una ricetta che la pensa come me :) La versione può essere in monoporzione come ho fatto io, mi sembravano carine in tema di festa, ma potete anche fare una torta unica, anche se l'impasto non è facilissimo da lavorare, quindi in versione crostatina è più comodo. Se cercate altre ricette per preparare delle crostatine in varietà, trovate un'alternativa qui 

Torta salata ai carciofi (o crostatine)

Ingredienti
Per 1 torta o per 6 crostatine
Preparazione: 20 minuti
Cottura 45 minuti

Per la pasta
farina di frumento integrale: 150 g
farina di grano saraceno: 50 gr
farina di riso: 30 g
farina di canapa: 20 g
olio evo: 75 gr
sale integrale: 1 c
acqua: qb (circa 50 g)
lievito naturale: 2 c

Per il ripieno
carciofi: 2
olio evo: 2C
aglio: 1spicchio
brodo vegetale: 1 mestolo
silk tofu: 100 gr
panna di soia: 50 gr (oppure latte vegetale)
senape: 2 cucchiaini
zafferano: due pizzichi (oppure 1 c curcuma)
sale: qb

Procedimento

1) Setacciare insieme tutte le farine con il lievito e il sale. Versare al centro l’ olio e cominciare ad impastare. Aggiungere l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Formare un panetto omogeneo e far riposare in frigorifero per una mezz’ora.
2) Lavare e mondare i carciofi, tagliarli a fette sottili e cuocerli in padella con l'olio evo e uno spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungere un po’ di brodo per terminare la cottura. 
3) Frullare il tofu con la panna di soia, la senape,  lo zafferano o la curcuma e un pò di sale. Assaggiare e regolare secondo i propri gusti.
4) Tirare la pasta ad uno spessore di circa tre mm. Foderare una tortiera o stampo per crostate (se la pasta tende a sbriciolarsi ricomponetela nella tortiera e compattatela con le mani. Bucherellare il fondo. Stendervi sopra la crema di tofu, disporre i carciofi, un giro d’olio evo, ed infornare a 180°C  per circa 35 minuti. Sfornare, far raffreddare su una gratella. Lucidare con poco olio evo e distribuire sulla superficie qualche fogliolina di timo. 

Con questa ricetta vi auguro una fine d'anno esattamente come la desiderate, da soli o in compagnia, a casa o chissà dove. Noi ci ritroviamo qui con l'anno nuovo. Un bacio e un abbraccio a tutti!                             
                                                                  Felice 2016

sabato 21 novembre 2015

Chips di Cavolini di Bruxelles


Post del sabato: Chips di cavolini di Bruxelles! In realtà non posto mai di sabato, e non so nemmeno se questo possa essere considerato un vero e proprio post, perché in fin dei conti quella che vi darò non è certo una ricetta, diciamo più che altro un’idea ecco, però carina, sfiziosa e facilissima! E’ da un po’ che ho in mente di darvi la versione light e super veloce delle mie chips di radici e tuberi, questa. Ma tra una cosa e l’altra non ho mai avuto il tempo di sperimentarla. Intanto vi lascio questi cavolini croccantissimi che seguono lo stesso principio di preparazione.
Ieri mi serviva qualcosa per un’aperitivo veloce, e ovviamente non avevo il tempo di preparare tartine, torte salate, e via dicendo, così, dato che avevo dei Cavolini di Bruxelles, li ho puliti, e con le parti di scarto, cioè le foglie più esterne, ci ho fatto queste deliziose chips. Certo non è che ve ne vengano una montagna, però potete sempre mescolarle ad altre verdure, come il cavolo nero o riccio per esempio. Oppure potete servire oltre a queste qualche altro snacks. Comunque sono deliziose. Prossima occasione provo a fare così le rape e le carote e vedo cose ne viene fuori, intanto vi lascio queste, fanno molta simpatia a chi se le trova in tavola, davvero, tutti a dire: cosa sono queste? "Cosa sono?" Eh, a casa mia si mangia solo roba strana, dicono sempre così! ahahaha, spero un giorno di smettere di sentire ‘sta frase, a me sembra roba normalissima, sono gli altri che sono strani!  Non sembra anche a voi? ;) 

Chips di Cavolini di Bruxelles

Ingredienti
foglie esterne di Cavolini di Bruxelles: a piacere 
olio evo: per ungere le foglie
paprika piccante: a piacere
sale: qb 

Procedimento
Lavare i cavolini, eliminare la base, e ricavarne le foglie più esterne. Versare un filo d'olio sulle foglie e aiutandosi con le mani mescolarle bene per ungerle uniformemente. Salare e cospargere con la paprika piccante se vi piace. Infornare a 100/120 ° fino a farle diventare croccantissime! ( ci vorranno 20 minuti circa, poco più poco meno, dipende dal vostro forno. L’importante è non alzare troppo la temperatura sennò scuriscono troppo) Servire subito con un calice di quello che preferite: bollicine, vino rosso, birra, ovviamente, ci sta bene tutto.
Per quanto riguarda le quantità, non fatene troppo poche, almeno un cestino di cavolini, perchè cuocendo si rimpiccioliscono e vi ritrovereste con niente. E non pensate di poter fare aperitivo solo con queste, aggiungete anche delle foglie di cavolo nero o riccio per esempio. Io al più presto sperimenterò anche radici e tuberi, poi aggiornerò il post.

Alcune annotazioni: ovviamente non è che dovete fare il contrario di come fate di solito con i cavolini, cioè, la parte che rimane cuocetela oppure no, ma mangiatela in qualche modo ok? Non dovete buttarla ;) A me per esempio i cavolini piacciono crudi sotttili sottili, oppure bolliti e conditi semplicemente con olio e limone. 

Con questa non ricetta vi auguro uno splendido fine settimana. Un bacio a tutti

lunedì 16 novembre 2015

Polpette di quinoa e amaranto con zucca e funghi


Non siete stanchi di polpette vero? Perché oggi vi do l’ennesima versione. E come sono stavolta? di quinoa e amaranto con funghi e zucca. Diciamo una delle tante versioni autunnali che si presta a tante reinterpretazioni, secondo la vostra fantasia e secondo quello che avete in frigorifero. Per esempio, se non avete la zucca o i funghi, potete metterci degli spinaci,  qualche erba aromatica, curry e curcuma che con gli spinaci ci stanno bene, insomma, le verdure si possono cambiare di volta in volta. Quello che mi interessa e’ l’uso degli pseudocereali, quinoa e amaranto. L’amaranto, meno noto forse della quinoa, ha un gusto particolare che mi piace molto, e trasformato in polpetta è un buon modo per utilizzarlo. Chi lo conosce sa che in cottura diventa un po’ gelatinoso; in questa preparazione la sua caratteristica consistenza non dà fastidio in quanto poi verrà mescolato ad altri ingredienti  per diventare appunto polpetta :)  Se però volete mangiarlo condito come si può fare con la quinoa, è preferibile mescolarlo ad altri cereali, e cuocerli insieme, scegliendo magari quelli che hanno tempi di cottura simili. 
A me al di fuori da questo tipo di preparazione piace molto sottoforma di farina per esempio nelle torte salate come questa, o nei biscotti sia dolci che salati. In tutti i casi il suo sapore particolare, oltre alle sue proprietà, lo rendono un ingrediente veramente interessante. Se avete voglia di provarlo, potete iniziare da queste sfiziose polpettine, e se volete cimentarvi in qualcosa di più ardito, vi consiglio la crostata salata, veramente deliziosa, piaciuta molto anche a chi non è vegano! 

Polpettine di quinoa e amaranto con zucca e funghi

Preparazione: 45 minuti
Cottura 30 minuti

Ingredienti
Per 12 pezzi

quinoa: 60 gr
amaranto: 60 gr
zucca: 30 gr
funghi misti: 90 gr
cipolla piccola: ½
aglio: 1 spicchio
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
pangrattato: 3 cucchiai (più per la panatura)
farina di riso: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
farina di mais fioretto: 3 cucchiai
pangrattato: 3 cucchiai
olio evo: 3 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo l’amaranto per 30 minuti e la quinoa per qualche ora cambiando l’acqua. Sciacquarla e cuocerla in un volume d’acqua fredda pari al doppio e calcolare 15/20 minuti dal bollore, finchè l’acqua sarà del tutto assorbita; lasciare riposare coperta per qualche minuto. Con le stesse modalità,  cuocere anche l’amaranto per circa  30 minuti in un volume d’acqua pari a tre  volte (o secondo quanto riportato nella confezione ) Per velocizzare i tempi potete cuocerle insieme per circa 25 minuti.
In una padella insaporire tre cucchiai di olio evo con uno spicchio d’aglio. Saltare i funghi lavati, mondati e tagliati a pezzi non troppo piccoli. Unire anche la zucca a cubetti molto piccoli e portare a cottura. Far raffreddare. Con un mixer ad immersione omogeneizzare la quinoa e l’amaranto, unire le verdure, il prezzemolo, il sale e il curry e omogeneizzare per 15 secondi. Aggiungere il pangrattato quanto basta per rendere lavorabile l’impasto con le mani, senza renderlo troppo sodo.
In un piatto fondo mescolare la farina di mais con il pangrattato e ripassare le polpettine in modo da ricoprirle tutte. Infornare a 200° per circa 30 minuti finchè saranno dorate e croccanti. 
Queste polpette si  accompagnano a contorni di verdure cotte e crude,  ottime per esempio con dei funghi di stagione saltati con aggiunta di alghe come questi. Si servono con salsa a parte, per esempio di pomodoro, o con maionese vegan (ricetta qui
Un bacio a tutti e buon inizio settimana.

martedì 1 settembre 2015

Taralli integrali pomodoro e origano


Questa è una ricetta per chi come me si entusiasma all’idea di riciclare gli avanzi e soprattutto le parti di scarto degli alimenti, vi ho già contagiati vero? :) (ognuno si entusiasma come può )
Prima che l’estate ci saluti, oltre che alle solite passate, ai sott’olii, e a conserve varie di pomodori, perché non trovare un modo per riciclarne anche le bucce? Per esempio, quando preparate sughi o pesti che prevedono l’eliminazione della buccia esterna, non buttatela. Potrete essiccarla in forno o nell’essiccatore e poi frullarla fino ad ottenere una polvere sottile da utilizzare per aromatizzare risotti ( basta spolverizzarne un po’ a fine cottura)o nei  lievitati come per esempio pane o brioches salate, o in biscottini da aperitivo a base di pasta sfoglia o quello che più vi piace. Oppure come ho fatto io, potrete preparare degli sfizziosissimi taralli integrali gusto pizza! Vi assicuro che tutto ciò vi darà grande soddisfazione.
Solitamente mi chiedete consigli su come essiccare se non si ha l’essiccatore. Io prima di acquistarlo usavo il forno alla minima temperatura, con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, per il tempo necessario che valutavo a seconda degli ingredienti e in modalità ventilato se non volava tutto! Ora che ho l’essiccatore non so più darvi i tempi precisi con il forno dato che non lo uso più a questo scopo, ma posso dirvi che le bucce, che sono molto sottili, non dovrebbero impiegare molto ad essiccare, quindi non è troppo dispendioso in termini di costi e di energie.
Io come vi ho già detto ho preparato dei taralli leggermente piccanti, aromatizzati con bucce di pomodoro e origano, Ma potete essiccare tante cose, largo alla fantasia. Sulla quantità di polvere di
pomodoro dipende da quanta ne avete a disposizione e dal gusto personale, dosandola si può ottenere un spore più o meno accentuato, sempre buono comunque, e questo è l’importante purchè non esageriate, ovvio.
E dato che accendere il forno ora non fa più così paura, mi raccomando, prima di buttare qualsiasi cosa pensateci, e ricordatevi che molto può essere riciclato e rendere deliziosi e originali i vostri piatti.

Taralli con bucce di pomodoro essiccate
Preparazione: 45 minuti
Cottura 25 minuti (più eventualmente altri 20 minuti se necesario)
Ingredienti per circa 28 taralli

farina integrale: 140 gr
bucce di pomodoro essiccate: 10 gr
sale integrale: 2 prese abbondanti
origano: un cucchiaino
peperoncino: una presa
olio evo: 40 gr
vino bianco: 60 ml

Procedimento
Per ottenere le bucce del pomodoro, immergere i pomodori in acqua bollente per 1 minuto dopo aver praticato un’incisione a croce alla base. Toglierli dall’acqua e spellarli. Far essiccare le bucce nell’essiccatore per 6/ 8 ore, oppure nel forno alla temperatura minima. Per 10 gr di polvere vi serviranno circa 2 kg di pomodori.
Tritare molto finemente le bucce di pomodoro essiccate con un macina caffè elettrico. Mescolare la polvere ottenuta alla farina integrale, aggiungere il sale, l’origano e il peperoncino. Fare la fontana, e versare al centro il vino e l’olio. Cominciare a raccogliere la farina poca alla volta con una forchetta. Impastare bene e lavorare per dieci minuti. Chiudere l’impasto con della pellicola e far riposare per mezz’ora. Tagliare il panetto in sei pezzi e lavorarne ognuno in modo da ricavare dei cilindri di pasta sottili (dello spessore di un mignolo e lunghi 10 cm) Chiudere ogni pezzetto di impasto incrociando le estremità e premendo per farle aderire bene. Portare a bollore una pentola d’acqua, salarla leggermente e versare i taralli pochi alla volta fino a  quando non verranno a galla. Farli asciugare su di un telo, quando saranno freddi (o anche il giorno dopo) infornarli a 180°C per circa 25 minuti, finchè saranno leggermente dorati e croccanti. Se non dovessero asciugarsi completamente infornateli a 150° per altri 20 minuti.

Con i pomodori privati della buccia potete preparare sughi, pesti a crudo, gazpacho e vellutate. Con la polvere di pomodoro potete preparare del pane o biscotti salati, aromatizzare minestre e risotti.
Potete anche essiccare le bucce che ottenete dalla preparazione della passata.
Alcune annotazioni: se volete accentuare il sapore di pomodoro ma non avete abbastanza bucce tritate, aggiungete un cucchiaino di doppio concentrato all'impasto.
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

lunedì 25 maggio 2015

Frittata di pasta vegan


Anche oggi un post velocissimo, spero di avere presto il tempo per postare con più calma e di passare anche a vedere cosa c’è di buono nelle vostra cucine. Comunque, ieri dovevo preparare qualcosa da poter portare via, in gita diciamo! Però non avevo il tempo di fare torte salate o roba simile e nulla in casa per fare dei panini. Praticamente una tragedia. Finchè non mi è venuto in mente di preparare una bella frittata di pasta, ovviamente vegan perché le uova è un bel pezzo che a casa mia non entrano! E benedetta quella volta che ho comperato il macina caffè elettrico perché ora non saprei più farne a meno, in tre secondi mi ha preparato la farina di ceci che ovviamente non avevo! Bene, il resto c’era, pasta, sugo, lievito secco, e poco altro.
La ricetta è semplicissima, spero che le dosi siano abbastanza veritiere perché data la fretta ho fatto tutto ad occhio, ma prometto che non appena la rifarò verificherò. Comunque tranquilli perché è una di quelle ricette che è difficile sbagliare, e si può anche aggiustare strada facendo. Ovviamente non avevo nemmeno il tempo di fare la foto, così metto questa versione finger food che avevo preparato diverso tempo fa e mai postato.
Ovviamente si può fare una frittata grande in padella e tagliarla poi a fette.

Frittata di pasta vegan

Ingredienti
spaghetti: 250 gr
pomodori a pezzi: 350gr
cipolla: 1 piccola
basilico: 6/7 foglie
capperi dissalati: 1 cucchiaio
lievito alimentare secco: 2 cucchiaini
germe di grano: 2 cucchiaini (facoltativo)
farina di ceci: 90 gr
acqua: qb
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Mescolare la farina di ceci ad un pari volume di acqua in modo da ottenere una pastella liscia e senza grumi. Lasciarla riposare. Nel frattempo affettare la cipolla sottile e farla appassire in due cucchiai d’olio evo. A metà aggiungere poca acqua. Unire il pomodoro a pezzi e cuocere a fiamma dolce finchè il sugo non sarà pronto. A metà aggiungere i capperi dissalati e tritati, e verso la fine spezzettare il basilico fresco, aggiustare di sale se necessario.
Cuocere gli spaghetti (ovviamente se avete pasta avanzata meglio!) scolarli al dente, farli raffreddare e condirli con il sugo. Unire il lievito secco e il germe di grano. Mescolarli  alla pastella di ceci. Scaldare qualche cucchiaio d’olio evo in una padella antiaderente. Quando è calda versarvi la pasta, abbassare la fiamma e lasciare cuocere 10 minuti per lato finchè non si sarà formata una crosticina su entrambi i lati. Sformare su un piatto. Far raffreddare,  tagliare a fette e servire.
Per la versione finger food: rivestire con dei quadrati di carta forno uno stampo da muffins o mini muffins (dipende quanto li volete fare grandi)  Arrotolare dentro ad ognuno un po’ di spaghetti, creare un leggero incavo con il dorso di un cucchiaino e sistemarci un pomodorino. Infornare per circa 15 minuti a  180°C. Sfornare e servire tiepidi o freddi spolverizzati con poco lievito se vi piace.
Con questa ricetta semplice ma molto buona vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 11 maggio 2015

Biscotti salati alla canapa e kummel carvi


Oggi una ricetta veloce, non ho fatto altro che cucinare e fotografare in questo periodo ma non per il mio blog, quindi sono un po’ a corto di piatti da proporvi. Certo potrei raccontarveli, ma non sarebbe la stessa cosa, mi rendo conto. Quindi per oggi qualcosa di veloce ma molto sfizioso. Mi sono appassionata a questi biscottini salati perché li trovo perfetti per accompagnare un calice di bollicine per esempio :)  Sono quelle cose che non correte il rischio che vi restino lì, finiscono sempre in un battibaleno.
Sono buoni anche da soli. Però compagnia caldamente consigliata è un calice di qualcosa con cui mandarli giù, alcolico o no, fate voi, purchè qualcosa ci sia.
E una volta che vi troverete a corto di pane, crostini, crakers ecc  ecc, teneteli  presenti, sono veloci e deliziosi, da mangiare anche con salsine, creme o patè, come questo, questo o  questo o magari per finire l’insalata russa che vi è rimasta in frigorifero (ma quando mai????? ;)  Insomma, cosa non si può fare con questi biscottini salati, mi sto chiedendo in effetti perché non li ho postati prima, chissà magari vi avrei risolto qualche situazione.  
E vogliamo spendere due parole sulle farine? ogni volta ne uso una diversa: oggi abbiamo farina di semi di canapa, farina di grano saraceno e come aromi i miei amati semi di kummel carvi, buoni! quasi quasi me li preparo un’altra volta, cosa non si farebbe per stappare una bottiglia di bollicine ;) 

Biscotti salati alla canapa e kummel carvi
Ingredienti

farina integrale: 120 gr
farina di grano saraceno: 70 gr
farina di semi di canapa: 10 gr
sale: 1 cucchiaino
semi di kummel carvi: un cucchiaio raso
olio evo: 60 gr
acqua tiepida: 55 gr

Procedimento
Setacciare le farine con il sale, poi unire l’acqua e l’olio evo. La quantità d’acqua va regolata in base alla capacità di assorbimento delle farine, dovrete ottenere un impasto sodo, morbido ma non appiccicoso. Lasciarlo riposare mezz’ora coperto. Poi stenderlo molto sottile, circa due millimetri, tagliarlo con una rotellina dentata della misura e forma che preferite, e cuocere a 180° su una placca foderata di carta forno per circa 15 minuti, finchè i bordi non saranno leggermente dorati. Lasciarli raffreddare su una gratella. Conservarli in scatole di latta o vasi di vetro ben chiusi.

Alcune annotazioni: per chi non conoscesse il kummel carvi, somiglia al cumino e ai semi di finocchio, quindi se non riuscite a trovare i semi potete sostituirlo tranquillamente, con l'uno o l'altro.
Bene, un bacio a tutti e buon inizio settimana!

lunedì 8 settembre 2014

Mozzarella in carrozza...vegetariana


Non sono un’amante del fritto e questo si sa, la mozzarella in carrozza credo di mangiarla con una frequenza di una ogni dieci anni, quindi non molto spesso….però…che vi devo dire, ci sono giorni in cui una cosa ti entra in testa e finchè non le dai il suo spazio resta li a darti il tormento.
Complice il fatto che un giro a bacari di idee in effetti te ne mette molte! e poiché da buona vegetariana, solitamente non mangio quasi nulla di quello che la tradizione veneziana propone con il classico giro di spritz…che dire, me ne sono tornata a casa con qualche idea per la testa. Questa è stata la volta della mozzarella in carrozza, anche perché mi sono ritrovata in casa dell’ottimo pane casereccio e una buonissima mozzarella, metteteci il giro per bacari a Venezia e la ricetta è venuta da sé!

Quindi come ormai sarà chiaro a tutti oggi, mozzarella in carrozza, però in versione vegetariana! Sana? Forse non troppo, ma una volta ogni 10 anni si può fare uno sgarro, se non altro è fatta in casa, quindi ingredienti sicuramente genuini e di prima qualità, sennò non vale nemmeno la pena prepararle. 
Ho sostituito la classica acciuga con dei capperi, per dare un po’ di salinità. Ovvio, chi non è vegetariano può prepararla in  modo classico, ma anche con i capperi se volete provarla, è veramente buonissima! 

Mozzarella in carrozza
Ingredienti per 4 mozzarelle

pane casereccio:  4/5 fette
uova: 2
latte: tre cucchiai circa
mozzarella fiordilatte: 1
capperi sotto sale: una manciata
pomodori secchi sott'olio: 2
olio di arachidi: qb
farina: qb

Procedimento
Utilizzare delle fette di pane non troppo spesse, diciamo circa 1 cm. Eliminare dal pane la crosta e ricavarne 8 rettangoli tutti uguali (la dimensione è quella necessaria a contenere una fetta di mozzarella) . Tagliare la mozzarella a fette spesse circa 1 cm. Sbattere le uova con un po’ di latte e salare. Lavare i capperi,  asciugarli bene e tritarli. Sistemare tra due fette di pane la mozzarella, distribuire i capperi tritati, un filetto di pomodoro secco sott'olio tritato, e pressare bene senza rompere il pane! Passare prima nella farina e poi nell’uovo. Friggere in olio caldo (170°) finchè le mozzarelle saranno ben dorate. L'olio non deve essere troppo caldo altrimenti la mozzarella non farà in tempo a sciogliersi, tenete controllata la temperatura, mi raccomando! Fare attenzione che il pane non si apra in cottura, immergere bene le mozzarelle, cuocerne due alla volta e se necessario aiutarsi a sigillarle nei primi secondi di frittura tenendole ferme con la punta di una pinza! Scolare su carta assorbente, e servire caldissime!

Alcune annotazioni: c'è chi passa le mozzarelle anche nel pangrattato prima di friggerle, potete provare sia l'una che l'altra versione, ma io preferisco evitarlo, il risultato finale per è migliore!

Vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

martedì 25 marzo 2014

Arancini di riso vegan


Sarà la voglia di primavera, sarà che cominciamo a pensare alla spiaggia, al mare, ai tuffi e alle immancabili infradito, ma io è da un po’ che ho voglia di arancini. E che c’entrano gli arancini con il mare direte voi? Basta andare in vacanza in Sicilia per capire il nesso :D  Io gli arancini li mangiavo prima di andare in spiaggia, sapete com’è, c’è bisogno di calorie per stare distesi al sole a godersi il caldo africano! E ricordo anche lunghissime traversate in nave per raggiungere la Grecia dove per ammazzare il tempo mangiavamo enormi arancini di riso, il trionfo dell’unto insomma , ma erano altri tempi…bisogna andare con la memoria molto indietro nel tempo. Insomma, l’arancino di riso fa estate e sa di vacanza. Quindi mi sono detta che ho ne facevo una versione vegana, o non ne avrei mangiati mai più! E siccome l’idea mi atterriva, mi sono messa all’opera et voilà, ecco una fantastica versione degli arancini di riso, ma tutta vegana. VI assicuro che sono buonissimi!!! E nemmeno troppo complicati, a patto però che abbiate un po’ di ragù vegan da parte, così da non doverlo fare appositamente per gli arancini! Io quando lo preparo ne tengo un po’ in congelatore, così ce l’ho sempre pronto. Per il resto, la procedura non è diversa da quelli classici, tranne che per la panatura che essendo una versione vegan è senza uova, ma buonissima e croccantissima lo stesso. Passo alla ricetta che vi svelerà tutti i segreti, e per il ragù vegan, trovate una ricetta qui e un'altra qui 
potete usare l'una o l'altra secondo i vostri gusti 

Arancini di riso vegan
Ingredienti per 8 arancini medi

riso tipo Carnaroli: 200 gr
cipolla tritata: mezza media
piselli: 25 gr
ragù vegan: tre cucchiai
pangrattato: qb
farina di riso: 120 gr di farina di riso
acqua: qb
sale: qb
zafferano: una bustina
brodo vegetale: qb
olio di semi di arachide: per friggere
olio evo: tre cucchiai

Procedimento
Lessare i piselli in poca acqua salata. Tritare la cipolla sottile e farla appassire nellolio evo. Tostare il riso nel soffritto, poi aggiungere il brodo caldo poco alla volta e preparare un risotto al dente (ma non troppo). Alla fine aggiungere lo zafferano, mescolare bene, Lasciare raffreddare il risotto. Versare in un piatto piano il pangrattato abbondante. Preparare la pastella mescolando la farina di riso con l’acqua (deve venire della consistenza della pastella per fritti per intenderci). Con le mani bagnate, prelevare la quantità di riso che vi sta in una mano, allargarlo un po’ sul palmo in modo da formare un incavo dove mettere un po’ di ragù vegan e qualche pisello. Cercate di mettere tutto quello che ci sta così l’arancino sarà più ricco e gustoso. Richiudere il riso formando una palla e compattarlo bene. Ora bisogna ricoprirla con la pastella di acqua e riso, e per rendere più semplice l’operazione, io aiutandomi con un mestolino piccolo, l’ho versata sopra l’arancino appoggiato su un piatto, rigirandolo un po’ per farlo ricoprire completamente. Poi l’ho passato sul piatto con il pangrattato. Procedere così fino alla fine degli ingredienti. Mettere a scaldare dell’olio abbondante e friggervi gli arancini finchè saranno dorati. Farli asciugare su carta assorbente da cucina e servire tiepidi.

Alcune annotazioni: il riso sta insieme benissimo, non c’è bisogno di aggiungere farine particolari per legarlo, basta pressarlo bene una volta che si è riempito con il ragù. Per quanto riguarda la pastella, io ho scritto una dose indicativa di farina perché ho fatto ad occhio, se dovesse servirvene di più comunque è velocissima da fare. La prossima volta che li farò, la peserò per essere più precisa. E con questo è tutto, vi auguro un splendida settimana, un abbraccio a tutti, al prossimo post!

mercoledì 5 marzo 2014

Falafel con hummus di ceci


L’altra sera m’è venuta voglia di hummus e di falafel,  soprattutto di falafel direi, una di quelle volte che senti che devi prepararteli. Sarà che sta arrivando la primavera e si comincia già a fantasticare su possibili viaggi estivi.  E poiché io adoro il medioriente,  viene da sé che uno dei miei piatto dei sogni sono i falafel, che adoro accompagnati  dallo tzatziki. Sarà che avevo un sacchetto di ceci da utilizzare e quando li compro solitamente me li figuro già sotto forma di polpette :D  Insomma, questo è il loro destino se entrano in casa mia, o hummus o falafel ed era giunto il momento di prepararli.
Complice anche il fatto che, poco tempo fa,  ho cenato in un ristorante mediorientale, lo chef è Giordano e abbiamo chiacchierato a lungo su come fare o non fare certi piatti e mi son detta: magari metto in pratica qualcosa di quello che mi ha suggerito. Probabilmente lo chef sarà ancora lì a chiedersi com’è che io a casa mia mi preparo tutta sta roba mediorientale, immagino un nativo di un paese arabo o giù di li non trovi normale che una veneta mangi mediorientale e si prepari i falafel o l’imam bayildi al posto delle lasagne la domenica, ma è così! succedono cose strane nel mondo :D
Quindi oggi, come avrete facilmente intuito vi lascio la ricetta dei falafel e quella dell’hummus. Quella dello Tzatziki la trovate qui, e dell’imam bayildi la trovate qui. Così potete prepararvi  un pranzo o una cena mediorientale completi, farete un figurone, credetemi, aspettate solo la stagione delle melanzane! mi raccomando! capisco l'impazienza...ma la stagionalità prima di tutto :D

Ingredienti
Per 4 persone

Per i falafel

ceci secchi: 300 gr
cipolla bianca: una media
aglio: due spicchi
prezzemolo tritato: una manciata
cumino: 1/2 cucchiaino circa
sale: qb
olio: per friggere

Per l’hummus
ceci secchi: 300 gr
tahina: 4 cucchiai
succo di limone: ½ tazzina
aglio: uno spicchio grande
paprika: per guarnire
cumino: mezzo cucchiaino ( facoltativo)
paprika o sommacco: per decorazione finale

Procedimento

Per i falafel
Lasciare i ceci in ammollo per  36 ore (anche 48 va bene), poi scolarli bene, asciugarli , e frullarli in un mixer insieme alla cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino e il sale, il tutto deve diventare una pasta.  Per quanto riguarda gli altri ingredienti, dovete regolarvi, e se necessario aggiustate le dosi del sale e del cumino. Il prezzemolo deve colorare l’impasto che deve risultare verdino, quindi nel caso aggiungetene un po’ fino a raggiungere il colore. Lasciare riposare l'impasto qualche ora in frigorifero. Trascorso il tempo, con l’impasto formare tante polpettine leggermente schiacciate al centro.  Friggere in olio profondo finchè saranno dorati uniformemente. Il risultato finale non è una doratura leggera, risultano piuttosto scuri, ma vanno bene così, attenti però a non brucarli. L’olio non deve essere troppo caldo sennò scuriranno subito prima di essere cotti. Mantenetelo intorno ai 160°/ 170° in modo che l’interno cuocia bene.
Scolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente.


Per l’hummus
Dopo aver lasciato i ceci in ammollo, (per l’hummus bastano 24 ore) cuoceteli finchè saranno teneri (in pentola a pressione dimezzerete i tempi. Quanto ci vuole? Dipende molto dal tipo di ceci, in pentola a pressione andiamo da 20 minuti a 40 circa) Una volta cotti, scolateli tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura, lasciateli raffreddare, poi togliete da ognuno  la pellicina esterna (se non vi va di fare questa operazione otterrete un hummus meno vellutato, ma sarà comunque buono, dipende dalla vostra pazienza e dal vostro tempo). In un mixer frullate i ceci con l’aglio precedentemente tritato, la tahina, il sale,  il succo di limone e se serve un po’ di acqua di cottura dei ceci.  Deve risultare cremoso, e non troppo compatto, ma morbido e spalmabile. Assaggiare ed eventualmente correggere il sale e il limone. Alla fine aggiungere a filo l’olio evo. Servire cosparso di paprika o di prezzemolo, ma anche sommacco se vi piace. Un filo d’olio e l’hummus è pronto.

Alcune annotazioni: normalmente per fare i falafel si usa aggiungere poco bicarbonato nell'impasto. A me il sapore del bicarbonato nei cibi dà molto fastidio. Quindi per ovviare a questo inconveniente lascio i ceci a bagno molto più a lungo ( 48 ore) in modo che si ammorbidiscano bene. In questo modo i falafel vengono morbidi al punto giusto. Se vi piacciono ancora più morbidi potete aggiungere poca di mollica di pane raffermo ammollata nell'acqua. Verranno dei falafel anche più chiari esternamente e più morbidi, più simili a delle polpettine come siamo abituati a mangiarle noi, parola di chef mediorientale :D.  Io comunque preferisco sempre la prima versione.

E con questo, anche per oggi è tutto, vi lascio ai fornelli, ci ritroviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti. 

giovedì 20 giugno 2013

Frittelle di zucchine e labne


Vi piacciono le frittelle? a me si, ma d'estate, con la prova costume alle porte, come si fa? Certo si potrebbe sempre rinunciare, ma con tutte le verdure a disposizione, la poca voglia di cucinare cose elaborate, e la fame che prima o poi si sa si fa sentire, qualche volta è difficile non cedere alla tentazione.
Appurato però che non vogliamo abusare di olio e condimenti vari, e che il forno non è proprio il caso di accenderlo, cosa ci resta? l'antiaderente! ovvio.
Ora abbiamo a  disposizione una linea di antiaderenti dalle performance eccezionali, con rivestimento sicuro e due volte più durevole, resistente ai graffi, dotato di  Lagospot, uno speciale misuratore di temperatura, che ci dice quando la padella ha raggiunto la temperatura giusta per cuocere i nostri cibi nel modo più corretto e sano possibile. La linea è di Lagostina e si chiama Expert pro. Fino al 31 luglio, acquistando una padella expert pro o tempra da 24 e/o 28 cm, Lagostina offrirà uno sconto del 30%. In più si può partecipare ad un concorso a premi con estrazione finale, e sapete qual'è il primo premio? Simone Rugiati che preparerà a casa vostra una fantastica cena per voi e per i vostri ospiti.  Cosa volere di più? per tutti i dettagli leggete qui... io non aggiungo altro :)


Ecco che non dobbiamo più rinunciare alle frittelle, perchè bastano davvero poche gocce d'olio e la padella alla giusta temperatura per preparare un piatto veloce, sano e buonissimo.
Vi lascio questa ricetta che con le infinite versioni possibili, sono sicura risolverà cene, pranzi e buffet fino a quando il vostro orto non si stancherà di produrre zucchine :)
Ricetta semplicissima, ma che piacerà a tutti.

Frittelle di zucchine e labne
Ingredienti

zucchine medie: 3 ( circa 350 gr)
uova: 1
farina: due cucchiai rasi (circa 20 gr)
parmigiano grattugiato: due cucchiai
pangrattato: due cucchiai
menta: 6 foglioline (o se preferite basilico)
sale: qb
olio: pochissimo!
yogurt bianco: 250 gr

Procedimento
Versare 250 gr di yogurt bianco su un colino foderato di garza. Porre in frigo con un recipiente sotto, a perdere il siero per almeno due ore (ma anche di più, a seconda di quanto lo volete denso). Se volete leggere il procedimento leggete qui 
Lavare le zucchine e grattugiarle con una grattugia a fori spessi. Mescolarle ad un uovo leggermente sbattuto,  la farina, il pangrattato, il parmigiano, un pò di sale e la menta o il basilico spezzettati.
Scaldare un filo d'olio su una padella antiaderente e cuocere il composto di zucchine a cucchiaiate, appiattendo leggermente le frittelle col dorso di un cucchiaio.
Girarle per farle dorare da entrambi i lati, e farle asciugare su carta da cucina. Far raffreddare bene le frittelle e servirle con lo yogurt colato e dei fiori di zucchina tagliati a julienne.

Bene, io vi saluto, ci ritroviamo appena torno dalle vacanze, andrò qualche giorno in Grecia a fare scorpacciate di dolmados, di fava, di mare e di sole. Ma non starò via troppo. Contenti? E prometto di portarvi qualcosa :) Un bacio a tutti e al prossimo post