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giovedì 30 aprile 2015

Crumble di fragole vegan

Mini Cocotte Le Creuset
Sto sperimentando burri alternativi, ovviamente vegetali, sperando di non fondere il mixer. Ho letto tempo fa del burro di cocco da fare semplicemente facendo andare nel mixer il cocco rapè. Ora, confesso che ero un po’ scettica, io l’ho sempre fatto mettendolo in acqua e portando ad ebollizione, filtrando poi l’acqua e lasciando solidificare. Però l’idea di prepararlo come si fa per quello di mandorle…mmm, mi pareva una cosa strana, ma perché non provare!
Metto in funzione il mixer:  quanto ci vorrà mai! Fatto sta che dopo mezz’ora tutto sembrava più o meno immutato, solo un leggero rilascio di olio, ma troppo poco... Le cose sono due, o il cocco rapè che ho io non va bene, o questa storia non è proprio come ce la raccontano. Proverò con il cocco fresco, ma nel frattempo, c’è qualcuna di voi che l’ha preparato in casa con questo metodo e che può svelarmi qualche segreto? :)
Bene, dicevamo, dopo mezz’ora di mixer a massima potenza mi son detta che l’esperimento era da considerarsi fallito! Detesto quando qualcosa non mi riesce ;) Quindi mi sono preparata un po’ di burro col metodo classico, e ci ho fatto un delizioso crumble di fragole. Serve che vi dica che è buonissimo? Certo deve piacervi il genere. Io lo adoro e quindi sono di parte, in ogni caso vale la pena provarlo. Mi è venuta una voglia irresistibile di farne una versione con il mango! Secondo voi sarà buono? Non ho mai cotto un mango, ma cocco e mango secondo me sono nati per stare insieme…Vedremo, intanto gustatevi questo alle fragole, delizioso e super naturale, veloce e perfetto in questi giorni piovosi per riscaldare il cuore.

Mini Cocotte Le Creuse

Crumble di fragole con burro di cocco
Ingredienti per 2 persone 

fragole: 320 gr
farina d’avena: 10 gr
farina d’orzo integrale: 10 gr
farina di frumento integrale: 30 gr
farina di mandorle: 10 gr
zucchero demerara:70 gr
burro di cocco: 30 gr
sale integrale: un pizzico

Procedimento
Tagliare le fragole a pezzo non troppo piccoli e sistemarle in due cocottes che possano andare in forno pressandole leggermente. Mescolare le farine con il sale e lo zucchero. Unire il burro a pezzetti e con la punta delle dita lavorarlo insieme alle farine formando delle briciole (non devono venire tipo sabbia,  devono restare più grosse) tenere in frigorifero mezz’ora. Intanto portare il forno a 180°.
Trascorso il tempo coprire le fragole con uno strato di briciole tenendo da parte un po’ del composto di farine. Fare una leggera pressione in modo da compattare il composto, e versare la parte rimanente pressando molto delicatamente, in modo che mantengano la forma di grosse briciole. Infornare per 20/25 minuti. Sfornare e mangiare tiepido.
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo w.e. Un bacio e al prossimo post.

Mini Cocotte le Creuset 

venerdì 10 aprile 2015

Gelatina di Tarassaco


L’anno scorso ho preparato il miele di tarassaco che mi è piaciuto molto. Unico inconveniente se così possiamo dire, è che si prepara con lo zucchero raffinato che tendenzialmente ora cerco di non utilizzare mai, però non sono proprio un’ integralista, in qualche caso, quando propri non se ne può fare a meno ne faccio uso. E’ il caso appunto del miele di tarassaco, che proprio grazie allo zucchero assume quella consistenza particolare.
Per far contenti tutti coloro che invece lo zucchero raffinato non lo usano proprio mai, ho provato una versione diversa del miele di tarassaco, utilizzando uno zucchero integrale. Il Dulcita e riducendone le dosi.  Con la conseguenza che o dovuto aggiungere un addensante, anche per ridurre i tempi di cottura, così alla fine dell’esperimento mi sono ritrovata con una buona e profumata gelatina,  molto diversa come consistenza rispetto al miele dell’anno scorso. Quindi, visto che diverse persone me l’hanno chiesta, questa è la ricetta della gelatina di tarassaco.
Chi volesse provare il miele, dovrà utilizzare la ricetta con lo zucchero. Non l’ho ancora postata, ma lo farò a breve. Comunque chi voglia averla può scrivermi. Per oggi, andiamo di gelatina!

Gelatina di Tarassaco 
per circa 6 barattoli da 250 gr

Ingredienti
fiori di tarassaco: 700 gr
acqua: 2 l
zucchero canna dulcita: 1 kg
malto mais: 50 gr
agar agar: 6 cucchiaini rasi

Procedimento
Raccogliere i fiori di tarassaco, quando sono aperti, solo il bottone giallo, senza il gambo. Distenderli su di un piano e lasciarli asciugare all'aria, al riparo dal sole, per due giorni.  Lavare bene i limoni e l’arancia e da quest’ultima ricavare la buccia senza la parte bianca. Portare ad ebollizione due litri d'acqua con immersi i fiori, i limoni tagliati in quattro e la scorza dell’arancia senza la parte bianca. Far sobbollire per mezz’oretta a fiamma molto dolce. Rivestire un colino con della garza e versare tutto il liquido con i fiori. Strizzare per far uscire più liquido possibile. Rimettere il liquido filtrato sul fuoco aggiungendo lo zucchero.  A fiamma dolcissima far sobbollire per circa mezz’ora. Aggiungere l’agar agar sciolto in poca acqua fredda, riportare ad ebollizione e cuocere per altri cinque minuti: Riempire dei barattoli di vetro precedentemente sterilizzati e chiudere subito. Tenere il barattolo capovolto per 15 minuti. Poi conservare in dispensa come una marmellata.

Alcune annotazioni: una volta raffreddata la gelatina si rapprende. Per darle una consistenza fluida l'ho frullata dentro al barattolino con un montapanna.

Con questa ricetta auguro a  tutti uno splendido w.e

mercoledì 26 febbraio 2014

Violette candite


Non sono poetiche le violette candite? Mi sanno tanto di cose di altri tempi, anche il profumo mi ricorda più che altro  qualcosa cui  tornare con la memoria…
Una volta i saponi alla violetta erano tanto di moda, facevano bella mostra di sé un po’ ovunque,  ora  non si trova un sapone alla violetta manco a pagarlo oro. E ve lo dice una che davvero ne va alla ricerca, tanto mi piace il profumo. Non dico  un “eau de toilette” o una colonia, che farebbe tanto nonna Abelarda, ma un innocuo sapone per lavarsi le mani, almeno uno,  si potrebbe ancora produrre?
Vabbè, nostalgie di tempi che furono, tornando a noi invece, oggi parliamo di violette candite come avrete già capito e di come fare a prepararle. Premetto che il risultato finale cambia un po’ a seconda dei metodi utilizzati, io vi spiego il mio, con una piccola variante per ottenere due tipi di violette un po’ diversi tra loro
Non è difficile come procedimento, richiede solo una buona dose di pazienza. Prima di tutto quella necessaria ad aspettare che le violette fioriscano, poi quella necessaria a che smetta di piovere per poterle raccogliere, infine quella che richiede la preparazione 
Ingredienti strani solo la gomma arabica (che potete trovare nelle drogherie molto fornite) e un po’ di colorante alimentare. Per il resto tutta roba che potete avere in casa. Io posso solo dirvi che preparandole la cucina è stata pervasa dal profumo per un giorno, non parliamo della bellezza del colore, tutto poi è svanito piano piano, ma si sa, le cose belle durano poco…godiamocele più che possiamo finchè  ci sono. In foto vedete le violette appena preparate, dopo un pò lo zucchero diventa compatto e uniforme e le violette appaiono più lisce, come quelle dei negozi per intenderci, potete vederle su questa ricetta 
E se volete un'altra idea per conservare il profumo e il colore delle vostre violette, guardate anche qui 

Violette candite
Ingredienti
per 60 violette circa
violette: circa 60
zucchero semolato: 200 gr
colorante alimentare violetto e blu
gomma arabica in polvere: un cucchiaio


Procedimento
Innanzitutto preparate lo zucchero colorato, (sarà migliore di quello bianco perché esalterà il colore dei fiori) procedendo in questo modo:  diluire poche gocce di colorante alimentare in pochissime gocce d’acqua, e una paio di gocce di alcol  alimentare ( stesso procedimento se avete a disposizione del colorante in polvere). Passate al mixer lo zucchero semolato e poi passatelo attraverso un colino in modo da separare i granelli più sottili da quelli più grossi che poi eliminerete. Questa operazione servirà se volete ottenere delle violette dalla grana più sottile , liscia e compatta. Lo zucchero non deve diventare a velo, solo i granelli devono ridursi un po’ di dimensione. L'alternativa è quella di usare uno zucchero semolato molto fine in modo da ottenere un risultato intermedio, come nella foto per intendersi. Una volta ottenuto lo zucchero, impastatelo con piccole quantità di colore facendo attenzione a non bagnarlo troppo, e cercando di colorarlo uniformemente. A seconda dell’intensità che desiderate, ripetete l’operazione più volte. Una volta ottenuta la nuance desiderata, stendete lo zucchero su carta forno e fatelo asciugare per qualche ora (meglio farlo il giorno prima se avete tempo) Dopo aver raccolto le violette, sciacquatele delicatamente sotto l’acqua e fatele asciugare su di un panno. Una volta che lo zucchero è asciutto, distendetelo su un pezzo di carta forno. Preparate uno sciroppo con due cucchiai di zucchero e quattro di acqua, scaldatelo leggermente per far sciogliere lo zucchero. 
Diluite la gomma arabica in due cucchiai di acqua tiepida, stemperate bene eliminando tutti i grumi, poi versate lo sciroppo e mescolate bene. Prendete ogni violetta per il gambo, con una forbicina eliminate tutti i sepali verdi, poi immergete un pennellino nella soluzione di gomma arabica e passate i petali delle violette sia sulla parte superiore che su quella inferiore. Ricoprite bene di liquido. Poi appoggiate delicatamente la violetta sopra lo zucchero tenendola per il gambo, fate una leggera pressione per farla ricoprire bene, con una forbicina recidete il gambo e poi aiutandovi con una forchettina rigirate la violetta nello zucchero finchè sarà del tutto ricoperta. Prendetela con la forchettina e sistematela sopra ad un pezzo di carta forno su una gratella ad asciugare. Procedete così per tutte le violette. 


Alcune annotazioni: perché la gomma arabica non indurisca troppo in fretta,  tenetela  sopra un pentolino d’acqua calda,  non  troppo calda però, sennò appena la spennellerete sui petali, questi si arricceranno. Per quanto riguarda le violette, io ho utilizzato due tipi, quelle piccoline, dal colore lilla, e quelle più grandi, di un viola più intenso, più scuro e molto profumate. Quelle piccole sono più facili da preparare perché quando le pennellate i petali tengono di più la forma, il risultato invece m’è piaciuto in entrambi i casi.
Bene, anche per oggi è tutto, mi metto in cucina, oggi falafel !!! E voi che preparate di buono? Un bacio a tutti e al prossimo post.

giovedì 20 giugno 2013

Frittelle di zucchine e labne


Vi piacciono le frittelle? a me si, ma d'estate, con la prova costume alle porte, come si fa? Certo si potrebbe sempre rinunciare, ma con tutte le verdure a disposizione, la poca voglia di cucinare cose elaborate, e la fame che prima o poi si sa si fa sentire, qualche volta è difficile non cedere alla tentazione.
Appurato però che non vogliamo abusare di olio e condimenti vari, e che il forno non è proprio il caso di accenderlo, cosa ci resta? l'antiaderente! ovvio.
Ora abbiamo a  disposizione una linea di antiaderenti dalle performance eccezionali, con rivestimento sicuro e due volte più durevole, resistente ai graffi, dotato di  Lagospot, uno speciale misuratore di temperatura, che ci dice quando la padella ha raggiunto la temperatura giusta per cuocere i nostri cibi nel modo più corretto e sano possibile. La linea è di Lagostina e si chiama Expert pro. Fino al 31 luglio, acquistando una padella expert pro o tempra da 24 e/o 28 cm, Lagostina offrirà uno sconto del 30%. In più si può partecipare ad un concorso a premi con estrazione finale, e sapete qual'è il primo premio? Simone Rugiati che preparerà a casa vostra una fantastica cena per voi e per i vostri ospiti.  Cosa volere di più? per tutti i dettagli leggete qui... io non aggiungo altro :)


Ecco che non dobbiamo più rinunciare alle frittelle, perchè bastano davvero poche gocce d'olio e la padella alla giusta temperatura per preparare un piatto veloce, sano e buonissimo.
Vi lascio questa ricetta che con le infinite versioni possibili, sono sicura risolverà cene, pranzi e buffet fino a quando il vostro orto non si stancherà di produrre zucchine :)
Ricetta semplicissima, ma che piacerà a tutti.

Frittelle di zucchine e labne
Ingredienti

zucchine medie: 3 ( circa 350 gr)
uova: 1
farina: due cucchiai rasi (circa 20 gr)
parmigiano grattugiato: due cucchiai
pangrattato: due cucchiai
menta: 6 foglioline (o se preferite basilico)
sale: qb
olio: pochissimo!
yogurt bianco: 250 gr

Procedimento
Versare 250 gr di yogurt bianco su un colino foderato di garza. Porre in frigo con un recipiente sotto, a perdere il siero per almeno due ore (ma anche di più, a seconda di quanto lo volete denso). Se volete leggere il procedimento leggete qui 
Lavare le zucchine e grattugiarle con una grattugia a fori spessi. Mescolarle ad un uovo leggermente sbattuto,  la farina, il pangrattato, il parmigiano, un pò di sale e la menta o il basilico spezzettati.
Scaldare un filo d'olio su una padella antiaderente e cuocere il composto di zucchine a cucchiaiate, appiattendo leggermente le frittelle col dorso di un cucchiaio.
Girarle per farle dorare da entrambi i lati, e farle asciugare su carta da cucina. Far raffreddare bene le frittelle e servirle con lo yogurt colato e dei fiori di zucchina tagliati a julienne.

Bene, io vi saluto, ci ritroviamo appena torno dalle vacanze, andrò qualche giorno in Grecia a fare scorpacciate di dolmados, di fava, di mare e di sole. Ma non starò via troppo. Contenti? E prometto di portarvi qualcosa :) Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 27 maggio 2013

Sciroppo di sambuco


E' tempo di erbe, di erbette e di fiori da portare in tavola. E' vero che danno un gran da fare, ma per la soddisfazione, ne vale certamente la pena. Oltretutto riscoprire il valore di cose quasi dimenticate ci fa essere più rispettosi verso ciò che ci sta intorno, partendo anche dalle piccole cose, quelle apparentemente senza valore.
E' vero che non tutti hanno la fortuna di avere appena fuori dalla porta di casa prati incolti, boschi e radure, ma ci sono piante spontanee che sono facilmente reperibili, basta una passeggiata nella campagna vicina e sarà facilissimo imbattersi in qualche arbusto di sambuco.
Sapete quello con quei fiori bianchi ad ombrella che poi si trasformano in bacche piccole e color inchiostro? Non avete mai fatto la gara con le cerbottane da piccoli?
Vabbè, lasciamo stare...comunque, il sambuco è una pianta veramente molto comune, e in cucina dà grandi soddisfazioni. I fiori si possono utilizzare per preparare un ottimo sciroppo che sarà perfetto per una bibita rinfrescante quest'estate. Oppure si possono fare fritti, con la pastella. Con le bacche invece si fa una particolarissima marmellata che vale la pena provare.
Oggi vi lascio la ricetta dello sciroppo, facile, veloce e davvero molto buono. Una volta aperto si conserva in frigorifero per un po', il tempo di finire la bottiglia insomma...

Sciroppo di sambuco
ingredienti

fiori di sambuco: 20/25
limoni bio: 3
zucchero: 1,5 Kg
acqua: 1,5 l
acido citrico: 20 gr

Procedimento
Raccogliere i fiori di sambuco lontano da zone trafficate e quando i fiori sono aperti ma freschissimi.
Pulire i fiori molto delicatamente immergendoli rapidamente in acqua fresca, toglierli dall'acqua, appoggiarli su carta assorbente ed eliminare i gambi verdi.
Tagliare i limoni in pezzi grossi. Mettere a macerare fiori e limoni nell'acqua per 24 ore in un recipiente coperto. Trascorso il tempo foderare un colino con una garza pulita senza tracce di detersivo, versare fiori e limoni nel colino e raccogliere tutto il liquido in un recipiente. Strizzare i fiori e i limoni per ricavare tutto il succo. Aggiungere lo zucchero e l'acido citrico e mescolare bene. Porre sul fuoco e far sobbollire pianissimo per circa 10 minuti, finchè lo zucchero sarà completamente sciolto. Spegnere, imbottigliare in contenitori puliti e far raffreddare. Conservare in frigorifero
Ottimo come bevanda rinfrescante, va usato come uno sciroppo quindi diluito in acqua fresca in proporzioni secondo i propri gusti, con aggiunta di ghiaccio e limone. 

Prendersi cura delle cose è doveroso, soprattutto se si tratta di risparmiare risorse. Uno stile di vita sostenibile oggi è un imperativo assoluto.
Prendersi cura delle cose significa anche allungare la vita di quelli che sono i nostri alleati nei lavori domestici, i nostri aiuti in cucina, come per esempio la lavastoviglie.
Ci sono tanti prodotti efficaci che ci permettono di aumentare l'efficienza dei nostri elettrodomestici consentendoci così di risparmiare tempo e denaro. Oggi vi parlo di un altro prodotto Pril, l'ultimo dei tre che ho avuto il piacere di testare, Pril cura lavastoviglie: un prodotto che penetra nelle parti più nascoste della lavastoviglie che sarebbe impossibile pulire, e con la sua formula 3x azione pulente, pulisce a fondo dal grasso che si deposita durante i lavaggi e dai residui di calcare. Niente da dire, un ottimo sistema per essere sicuri di curare al meglio la nostra lavastoviglie e di garantirle una vita più lunga evitando costosi interventi di manutenzione.
Basta usarlo una volta al mese o ogni due mesi per assicurarsi una lavastoviglie pulita ed efficiente.
E se vi interessa qualche consiglio su come usare al meglio la vostra lavastoviglie leggete qui. 

E anche per oggi ho finito, un post un pò lungo ma spero vi sarà molto utile. Vi abbraccio e vi do appuntamento al prossimo post. Un bacio a tutti


martedì 27 marzo 2012

Fiori di tarassaco sott'aceto


Rieccomi dopo tanto tanto....troppo tempo! eppure ci provo eh a preparare i post, ma che volete che vi dica? ultimamente non trovo più il tempo. E che starò facendo mai? vi domanderete tutti. Ecco, è proprio questo il punto, quello che dà da pensare pure a me. Perchè la verità è che non è che stia facendo chissà che, niente di diverso da qualche mese fa voglio dire. Ho solo la mente piena di pensieri e di idee. Più pensieri o più idee? beh, se la giocano!
Quindi ora, che faccio? sto a raccontarvi tutte le idee che mi passano per la testa? Per carità, no! Sarò mica l'unica ad averne vi pare? E che starò a raccontarvi tutti i miei pensieri? Non se ne parla nemmeno, che la vita è già abbastanza pesante senza che qualcuno si metta a fare l'elenco dei propri pensieri più o meno rosei in un blog di cucina. Per quanto riguarda le idee, a chi fosse interessato, beh ecco, magari qualcuna si concretizzerà prima o poi, e finalmente potrete scoprire com'è che passo le giornate ultimamente :-) Altre con tutta probabilità rimarranno solo idee, e pazienza! "pace" come si suol dire! Un giorno qualcuno mi ha detto: "avere le idee non basta!" Si certo, siamo d'accordo. Ma se non avessimo nemmeno quelle? Avete mai pensato che ad avere sogni e idee si corre pure il rischio che qualcuno si avveri? E voi che fate? volete rischiare di perdere l'occasione? Io no di sicuro, quindi continuo a sognare e chi vivrà vedrà :-)
Per tornare alla realtà invece, sono molto felice di riprendere la mia rubrica dell'ortogiardino. In questi giorni è tutto un raccogliere erbacce infestanti, cuocerle, bere decotti depurativi e sperimentare nuove ricette. Sapete com'è no? la natura non aspetta, quando decide che è ora, tutto è pronto per essere raccolto e per di più in gran quantità. Insomma, ieri per esempio mi è toccato bere un litro di acqua di cottura di tarassaco! Che se fosse vero quello che dicono, e cioè che è un ottimo rimedio contro la cellulite, io a quest'ora non dovrei averne nemmeno l'ombra e non mi pare che il miracolo sia avvenuto purtroppo, ma mai perdere le speranze! chissà che non sia a lento rilascio. Potrei  essere perfetta per la prova costume :-(  Vabbè, io voglio crederci! In compenso il mio fegato è depuratissimo!
Oggi invece mi è toccata l' ortica. Avanti di questo passo rischio di diventare verde :-) Però che volete che vi dica? Come si fa a rinunciare al piacere di raccogliere tutte queste erbette fantastiche e che fanno così bene? Quindi armiamoci di un pò di pazienza ed approfittiamo di questi giorni per fare il pieno di vitamine e sali minerali e per di più gratis! Vi piace l'idea? Allora via, tutti a raccogliere il tarassaco. Guardate quante cose ci si possono fare, e quelle di oggi sono solo alcune....Per le altre abbiate solo un pò di pazienza....


Fiori di tarassaco sott'aceto
Ingredienti

boccioli di tarassaco: quantità a piacere
sale grosso: qb
aceto di vino bianco: qb


Raccogliere i boccioli dei fiori di tarassaco quando sono completamente chiusi e ancora aderenti alla rosetta. Sono piccoli, come dei capperi più o meno, ma vi garantiranno un prodotto finale ottimo, molto croccante (più sono grossi, più i petali al'interno saranno sviluppati e otterrete dei sott'aceti morbidi che a mio parere perdono buona parte della loro bontà)
Lavarli, asciugarli bene e metterli sotto sale grosso per 24 ore.
Trascorso il tempo sciacquarli dal sale ed asciugarli benissimo. Metterli in un vasetto di vetro sterilizzato e coprirli con l'aceto. Chiudere bene e consumare dopo qualche giorno.
A me sono piaciuti moltissimo, se desiderate una dispensa con un tocco di originalità questa è la ricetta che fa per voi. E se vi piace l'idea potete anche aromatizzarli per esempio con grani di pepe.
Passiamo alle foglie del tarassaco. Beh, tutti sanno che si può mangiare cotto, semplicemente bollito o al vapore (nel primo caso l'acqua di cottura non va assolutamente buttata. Bevetela, senza esagerare, è depurativa e disintossicante!) ha un gusto amaro abbastanza marcato. Si può anche ripassare in padella con olio e aglio per un piatto più saporito. Ma si può mangiare anche crudo in insalata, scegliendo le foglie più tenere, racolte prima della fioritura, magari accompagnato da dadini di pancetta saltati. Un contorno buonissimo e sostanzioso.
Per ultimo passiamo alle radici del tarassaco. Sapevate che si possono mangiare pure quelle? Semplicemente bollite e condite con olio e limone.
Raccoglietele, lavatele molto bene, pulitele con una spazzolina per togliere tutti i residui di terra, bollitele per circa una ventina di minuti (dipende dalle dimensioni) e fate il pieno di sali minerali e vitamine: anche le radici sono un toccasana!
E' importante raccogliere il tarassaco in luoghi non inquinati e non frequentati, mi raccomando, evitiamo i parchi, i bordi delle strade e via dicendo..... E molta attenzione a raccogliere le erbe spontaneee, molte si somigliano tra loro, ma se una può essere commestibile, l'altra per contro potrebbe essere tossica. Non sottovalutate la potenziale pericolosità delle erbe che non conoscete!
Vi ho convinti col tarassaco? spero di avervi almeno incuriosito. Per tante altre ricette curiose e sfiziose ci ritroviamo al prossimo post.
Un bacio a tutti e buona raccolta.

giovedì 24 marzo 2011

Sciroppo di viole

riprende l'ortogiardino



Se si ha una rubrica che si decide di chiamare "L'ortogiardino", allora non ci sarà più pace e tutto quello che crescerà intorno a casa non passerà più inosservato.
Quello che prima la mente registrava come: "inutile erbaccia infestante e pure un pò antipatica", ora sarà un bene prezioso che potrebbe trasformarsi in qualcosa di una bontà senza pari. Certo non è detto che accada, in fin dei conti se erbacce son sempre state ci sarà pure un motivo...ma io non sono convinta di  questo.
E soprattutto è il pensare che lo siano sempre state che non mi convince per niente. No no, darò alle erbacce infestanti un loro posto sul mio blog. Ma mica solo alle erbacce infestanti, anche a germogli, fiori, frutti, insomma tutto quello che cresce nel mio orto giardino. E con oggi, a quattro giorni dall'inizio della primavera sono felice di riprendere questa rubrica che il rigore dell'inverno ha inevitabilmente tenuto a riposo.E cos' è che segna la primavera più di ogni altra cosa? ma le viole naturalmente!
E allora eccole qui le violette del mio giardino, tutte dentro questa bottiglietta.


Si si, invece di stare lì a guardarle come farebbe un'anima romantica e sognatrice, ecco che invece le estirpo sul nascere e le faccio finire in pentola.....l'animo della foodblogger non può sottostare a certe romanticherie....Già mi era mancato il coraggio l'anno scorso di staccare i mandarini cinesi dall'albero.
Quest'anno invece non avrò pietà, prova ne sia il mio sciroppo di viole! Non è bellissimo? Io sono rimasta folgorata dal colore di questo sciroppo. Mi piace talmente tanto che pur di ammirarlo in tutta la sua bellezza non faccio altro che bere acqua azzurra. Mai bevuto così tanta acqua in vita mia!
Secondo voi è posibile che magari mi sveglierò un giorno e non avrò più la cellulite? Mah...non so, secondo me è più probabile che invece mi svegli un giorno e mi ritrovi puffo!
Si perchè tutto sto azzurro, mi vien da pensare, da qualche parte poi finirà no?  Mah...non so.....vi terrò informate...per ora è tutto a posto.
"Ma a che serve lo sciroppo di viole?" vi starete tutti domandando. Beh, non è che sia una di quelle cose assolutamente indispensabili: come il sale viola dell'himalaya, o il pepe giamaicano, o la fava tonka per citarne solo alcuni, è una di quelle cose che è bello avere, fa chic per intenderci. E' bello poterlo usare ogni tanto, quando avete voglia di qualcosa di particolare, di un sapore un pò diverso. Se vi piace l'idea di offrire un bicchiere d'acqua azzurra (che credete, non passerà inosservata), se vi piace l'idea di un sapore inusuale.... o se semplicemente aspirate a diventare blu....allora si, anche per voi come per me lo sciroppo di viole è una cosa assolutamente indispensabile.
Le violette utilizzate sono le mammole che crescono comunemente nei prati e nei giardini. Ci sono diverse varietà, alcune sono più profumate, altre meno. E' chiaro che per lo sciroppo le migliori sono quelle più profumate, ma poi ci si accontenta di quel che cresce in giardino è ovvio, magari il sapore sarà meno intenso ma è comunque buono.
Vorrei aggiungere che la violetta ha anche vere proprietà terapeutiche. Se vi va di saperne qualcosa di più leggete qui

Sciroppo di viole

Ingredienti

petali di violetta: 50 gr
zucchero: 200 gr
acqua: 100 gr

Procedimento

Raccogliere le violette (e questa voi penserete che è la parte più divertente, invece dovrete aspettare di dover togliere tutti i calici....quella è la parte più divertente)
Lavare le violette e asciugarle, ricavare 40 gr di petali privi del calice. Portare ad ebollizione l'acqua e versarla in un recipiente di ceramica contenente i petali. Coprire e lasciare in infusione per quattro, cinque ore. Trascorso il tempo, filtrare il liquido premendo bene i petali per ricavarne il più possibile. Poi filtrarlo nuovamente attraverso una garza (non devono rimanere residui). Versare il liquido in un pentolino in acciaio, aggiungere 200 gr di zucchero e portare ad ebollizione a fiamma dolce. Lasciare bollire piano fino ad ottenere una consistenza sciropposa. versare in un recipiente pulito e far raffreddare un pò. Poi chiudere in vasetti puliti e conservare come un normale sciroppo al fresco.
Alcune annotazioni: nella foto all'inizio del post lo sciroppo è diluito con acqua, per farvi vedere queto colore bellissimo. Lo sciroppo è quello della foto più in basso, più denso e scuro.

Bene, e con questo ho finito. Vi auguro un buon w.e e ci si ritrova lunedì.
Se per caso sabato vi trovaste a passare dalle parti di Viareggio, venite a trovarci....Sei foodbloggers in una volta riuniti qui.
Non lasciatevi sfuggire l'occasione.....


Baci a tutti e al prossimo post