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lunedì 3 luglio 2017

Sorbetto all'ananas


Per la serie voglia di far bene saltami addosso, oggi vi propongo una ricetta talmente facile e veloce che chiamarla ricetta è forse inappropriato. Comunque sia è una preparazione molto utile d’estate, quando fa molto caldo. ottimo come dissetante, rinfrescante ma anche come dessert leggero, il sorbetto di frutta non vi deluderà. 
Certamente tutti sapete cos’è, ma forse qualcuno non l’ha mai provato, pensando che serva la gelatiera per esempio. Invece no, non serve la gelatiera, basta un freezer e un frullatore o il bimby ed il sorbetto è fatto.
Io non amo particolarmente la frutta, quindi devo escogitare degli stratagemmi per mangiarla. Il sistema che preferisco è quello di berla sottoforma di estratti o frullati. Però quando fa davvero tanto caldo il sorbetto è una vera delizia a cui anch'io non so resistere. Oggi vi propongo il sorbetto all’ananas, senza zucchero, ma è delizioso anche alla pesca per esempio, o all’albicocca. Scegliete il tipo di frutta che preferite e sperimentate, per il resto non c’è altra regola da seguire. E’ talmente facile da fare che ci vuole di più a spiegarlo che a farlo, ma anche se semplicissimo, il risultato sarà apprezzato tantissimo da tutti, amanti della frutta e non attanagliati dalla morsa del caldo :) 

Sorbetto all’ananas

Preparazione: 10 minuti (più il congelamento)

Ingredienti
ananas maturo: 1
lime o limone: ½
malto di riso: ½ cucchiaio (facoltativo)

Procedimento
Pulite bene l’ananas eliminando la buccia e tutte le parti coriacee, compresa la parte centrale. Tagliatela a pezzi e ponetela in congelatore per qualche ora (circa 6 )
Trascorso il tempo ponete l’ananas in un mixer o nel bimby, aggiungete qualche goccia di lime o limone e ½ cucchiaio di malto di riso e frullate ad intermittenza finché otterrete un composto cremoso. Potete consumarlo subito o riporlo in congelatore ed utilizzarlo quando serve avendo l’accortezza di mescolare il composto ogni due ore per non farlo solidificare eccessivamente.
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio e al prossimo post

martedì 23 febbraio 2016

Datteri freschi ripieni di creme fraiche e noci



Che ne dite di questa ricetta? Vi sembra troppo natalizia? Eppure l’ho fatta solo un paio di giorni fa :) Dunque, avevo degli ospiti a cena, molto lavoro da fare, e non avevo il tempo di preparare un dolce. Ora, tutti sanno che le case di chi ha scelto un'alimentazione cruelty free sono piene di frutta secca, datteri e roba strana, si sa, non c’è bisogno che ve lo dica io.
Così in mancanza di tempo e disponendo di tutta questa roba ho cercato di mettere insieme un dessert che doveva essere buono (per non essere tacciata poi da quella che mangia strano) ma veloce.
L’idea me l’hanno data i datteri freschi comperati il giorno prima e il ricordo di qualcosa che mangiavo un bel po’ di tempo fa quando ero vegetariana: i datteri ripieni di mascarpone e noci: li avete mai provati? Beh io li adoravo. 
Dunque ho pensato: che ci vorrà mai a farli in versione vegana! Così mi sono messa a sperimentare la creme fraiche (una specie di creme fraiche per la verità), perché il resto non aveva bisogno di essere messo a punto. Ho fatto colare un po’ di yogurt naturale di soia, ho aggiunto poca panna di soia per ridurne l’acidità, un po’ di burro di cacao per dare consistenza e cremosità e pochissimo sciroppo d’agave, messo in frigorifero e la cremina per il ripieno poteva dirsi fatta. Il resto è talmente intuitivo che non servirebbe nemmeno spiegarlo, ma trovate comunque tutte le indicazioni qui sotto. L’anno prossimo devo ricordarmi di farli per Natale :) Da mangiare ogni tanto eh! Mica roba da tutti i giorni. Io poi non è che uso molto la panna di soia, anzi quasi mai, però per alcune preparazioni dolci ogni tanto mi viene in aiuto. 
Volendo si possono sostituire le noci con le mandorle, o farli misti, o vedete voi insomma, a me con le noci sono piaciuti molto (e non solo a me, visto che ho preparato i sacchettini da portare a casa ;) ) ma si può sperimentare come sempre la versione preferita.

Datteri freschi ripieni di creme fraiche e noci 

Preparazione: 20 minuti (più il tempo di colatura della yogurt)
Ingredienti
Per 15 datteri

datteri freschi: 15
yogurt di soia al naturale: 140 g
panna di soia bio: 35 g
burro di cacao: 20 g
sciroppo d’agave: 1 C
noci: 7
cacao raw in polvere (oppure cacao amaro in polvere): qb

Procedimento
1) La sera prima porre un colino a maglie molto fitte sopra una ciotola; versare lo yogurt e lasciarlo colare tutta la notte coperto in frigorifero. 
2) Mescolare lo yogurt colato alla panna di soia. Fondere il burro di cacao a bagnomaria senza scaldarlo troppo, sempre a bagnomaria intiepidire il composto di yogurt e panna, aggiungere il burro, amalgamare bene, far raffreddare e porre in frigorifero per qualche ora.
3) Aprire le noci e ricavare i gherigli, tagliarli in quattro parti nel senso della lunghezza.
4) Praticare un’incisione sui datteri nel senso della lunghezza, allargarli un po’ ed eliminare il nocciolo. Con un cucchiaino riempire la cavità dei datteri con la crema, mettere due pezzetti di noce, ricoprire con un altro po’ di crema in modo da riempire completamente la cavità, e procedere così fino ad esaurire tutti i datteri. Mettere in frigorifero a solidificare per qualche ora (anche il giorno prima)
5) Sistemare qualche cucchiaio di cacao amaro su di un piatto e farvi rotolare i datteri in modo da ricoprirli tutti abbondantemente. Conservarli in frigorifero fino al momento di servirli. 

Con questa ricetta auguro a tutti Buon Natale! :) No scherzo, per fortuna Natale è già passato e prima che torni manca ancora un pò. Allora auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio e al prossimo post :)

martedì 15 dicembre 2015

Biscotti integrali alla mela


A me non piacciono i dolci tradizionali. E se per tanto tempo li ho preparati è stato per acquisire tecnica, perché quella invece mi interessava moltissimo. Con la tecnica si può preparare qualunque cosa, se non la si conosce, beh, il discorso diventa più complicato.
Devo dire che tutto quello che ho imparato negli anni mi è servito e mi serve molto anche oggi che preparo dolci vegan. Più che altro a capire come ottenere determinate consistenze, con quali lavorazioni o accorgimenti, anche se le sperimentazioni in realtà non finiscono mai. Dopodiché riamane sempre valido il discorso che ognuno ha i suoi gusti. 
La differenza tra allora e oggi è che adesso i dolci che preparo piacciono anche a me. Non sono una dipendente dal dessert, ma una fetta di torta ogni tanto ci sta e le mangio con piacere, soprattutto se buona parte delle preparazioni (quando non tutte) sono home made. I dolci vegan non sempre sono semplicissimi da preparare, o comunque molto dipende dal risultato che uno si prefigge. 
Comunque, senza entrare troppo nel merito della questione, in giro ho mangiato dolci vegan deliziosi, e dolci vegan pessimi, quello che posso dire è che fare dolci vegan buonissimi si può, e se qualcuno cerca di convincervi del contrario, abbiate sempre la curiosità di provare e riprovare, perché quello che vi dicono non è sempre vero. 
Ecco, tutto questo preambolo per dire che a me i dolci e i biscotti piacciono solo se hanno un sapore raw, cioè se si sentono le farine, la frutta essiccata, le confetture home made; in quanto ai biscotti, li adoro se non sono troppo morbidi e se si possono mangiare solo dopo un inzuppo prolungato.
Ecco, questi corrispondono perfettamente alla descrizione, quindi posso dirvi che a me piacciono moltissimo, ma non ve  li consiglio al posto di un pasticcino e ve li sconsiglio se siete alla ricerca di un frollino. Posterò anche quelli, promesso, intanto però volevo aggiungere alla lista dei dolci una ricetta semplice per la colazione o per la merenda da accompagnare con con un buon tè. A dire il vero a me capita di mangiarli anche dopo cena magari con una tazza di latte di riso o mandorle, ma io ho gusti strani, ormai lo sapete.
Comunque, se vi piace l’idea del biscotto da inzuppo, questo potrebbe fare al caso vostro, soprattutto se vi piace il contrasto tra il sapore delle farine integrali e la frutta essiccata, io l’adoro! Per altre ricette di biscotti, guardate qui, e qui 

Biscotti integrali alla mela 

Preparazione: 15 minuti (più il riposo)
Cottura: 20/25 minuti

Ingredienti

farina di frumento integrale: 100 g
farina di grano saraceno: 100 gr
mele essiccate: 15 g
nocciole: 20 g
zucchero canna Mascovado: 80 g
olio di semi di girasole: 50 g
amaranto: 20 g (facoltativo)
burro di cacao: 10 g (facoltativo)
acqua fredda: qb
lievito naturale: 1 c
sale integrale: un pizzico

Procedimento

1) Mettere in ammollo l’amaranto per qualche ora. Tritare le nocciole
2) Setacciare le farine con il lievito e il sale. Fondere il burro di cacao a bagnomaria. Tagliare a pezzetti le mele essiccate.
3) Scolare l’amaranto, ed impastare gli ingredienti come per una frolla, se necessario aggiungere un cucchiaio d’acqua fredda.
4) Far  riposare in frigorifero coperto con pellicola per un’ ora.
5) Su un ripiano leggermente infarinato tirare l’impasto in una sfoglia di 3 / 4 mm di spessore, con una rotella dentata o un coppapasta ricavare i biscotti. Porli su una placca rivestita di carta forno ed infornare a 170° per 20 minuti circa, finchè saranno dorati. Far raffreddare su una gratella. 

Alcune annotazioni: se non avete il burro di cacao potete ometterlo, anch’io talvolta li preparo senza, saranno meno friabili ma sono altrettanto buoni. L’amaranto l’ho aggiunto per dare una nota croccante al biscotto, ma se non vi piace l’idea di ritrovarvelo sotto i denti o non l’avete potete ometterlo. 
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio e al prossimo post

venerdì 4 dicembre 2015

Smoothie banana e cachi alla curcuma



Non ho mai postato la mia merenda,  quella che faccio tutti i giorni. Eppure è un momento importantissimo per me, quello in cui faccio il pieno di frutta, quindi di vitamine, e sali minerali e di tante altre cose indispensabili per stare bene. Quindi comincio oggi: con questo mix colorato e supervitaminico. Ma perché proprio questo?  
Per risalire alla genesi della ricetta, devo precisare che tutto è nato cercando un modo piacevole e facile per assumere la curcuma, nel contempo, volevo anche un modo alla stesso modo facile e goloso per assumere gli Omega 3 e Omega 6, considerando che durante il giorno non ho sempre modo di prepararmi pranzi e cene super bilanciati. E’ pur vero che cucino sempre, ma quasi mai per me, sempre per lavoro e quindi non ho proprio il tempo per curare nel dettaglio quello che mangio. Questo però non è un buon motivo per non mangiare bene e sano, un po’ di organizzazione e qualche idea furba risolvono sempre il problema.
Poiché diverse persone mi hanno chiesto come utilizzo la curcuma, ecco, questo è il mio sistema preferito. Certo la uso anche in cucina, ma non posso metterla in ogni piatto e soprattutto non dovrebbe essere  scaldata troppo per non perdere le sue proprietà. Così invece faccio un’ottima merenda, buona, golosa, nutriente e sana, mi piace moltissimo e non diventa una forzatura, 
Ognuno di noi deve trovare il proprio modo per assumere quello che fa bene; abbiamo vite tanto sregolate che non si riesce ogni giorno a fare tutto in piena regola e per benino. L’importante è fare propri dei principi di sana alimentazione e cercare di seguirli il più possibile, poi se qualche volta non ci si riesce, pace, basta che non succeda troppo spesso però ;)  Io voglio vivere serenamente lo stesso, senza farmi ossessionare dai milioni di messaggi che arrivano ormai da ogni dove, pensiamo sempre con la nostra testa, leggiamo, studiamo e informiamoci il più possibile, ecco, io ho adottato questo sistema! Se per esempio volete leggere qualcosa sugli effetti della curcuma guardate qui
Quindi se cercate un modo per assumere questa preziosa spezia, provatela così, con la frutta fresca, io la trovo deliziosa. Se invece non avete necessità di assumerla, omettetela e omettete anche il pepe che serve per facilitarne l'assimilazione, resterà uno smoothie delizioso e salutare in ogni caso! 
Vorrei riuscire a postare anche un’altra mia passione: gli estratti di verdura e frutta. Li adoro proprio, anche per i loro colori meravigliosi che danno energia solo a guardarli!  Certo  per  preparare i succhi di verdure sarebbe indispensabile l’estrattore. Se state pensando di comperarne uno,  vi segnalo questo sito estrattore di succo dove potete leggere recensioni sui vari prodotti. Non è sempre facile acquisire le info necessarie, qui potete trovare spunti, suggerimenti, e anche qualche ricetta.  Intanto
vi lascio la mia merenda, è abbondante lo so, ma frutta e verdura durante il giorno non devono proprio mancare, quindi dategli il posto che meritano ok? Mangiatevi una fetta di pane in meno nel caso, è pur sempre per il nostro bene ;) 

Smoothie banana e cachi alla curcuma

Preparazione: 5 minuti

Ingredienti
banana: 1
caco: 1
limone spremuto: ½
olio lino: 2 c
olio sesamo: 2 c
curcuma: 1 c
pepe: un pizzico
acqua: qb (circa 1 bicchiere, dipende da quanto lo volete denso) 

Procedimento

Frullare insieme tutti gli ingredienti. Servire subito.

Gli olii vegetali sono ricchi di omega 3 e omega 6, acidi grassi polinsaturi, quindi grassi buoni per intenderci, Vanno introdotti con la dieta, quindi per chi è vegetariano o vegano, si agli olii vegetali, ma anche ai semi per arricchire insalate, preparare dei gustosi patè o dei crackers.
Posterò presto altre ricette, intanto accendete i frullatori e preparatevi questo stupendo smoothie, da qualche parte dobbiamo pure cominciare no?

Alcune annotazioni: variate la frutta secondo la stagione e gli olii ciclicamente: vanno bene quelli di mandorla, di lino, di canapa, di zucca e di sesamo. Ricordatevi di usarli sempre e solo a crudo, e di consumarli entro 1 mese dall'apertura della bottiglia.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post

martedì 10 settembre 2013

Torta di mele


La torta di mele, per me come per molti credo, è uno di quei cibi che rassicurano, che riportano immediatamente al ricordo della nonna, della famiglia, della casa.
Qualunque nonna degna di questo nome deve aver fatto almeno una torta di mele in vita sua! :D perfino nonna papera aveva un debole per le torte di mele! E chi c'è di più autorevole di lei in fatto di dolci?
Io, quando voglio essere sicura di non sbagliare, preparo una torta di mele!. E' vero che inspiegabilmente esiste anche qualcuno a cui non piace! e secondo me in questo, qualche nonna ha una grossa parte di responsabilità! (d'altra parte mica tutte le nonne sono brave ai fornelli!)
Comunque, a parte qualche eccezione, la torta di mele secondo me è la torta con la t maiuscola!
Ora lo so che sarà facile cadere nella banalità di dire che quella che posto oggi è la torta di mele più buona che abbia mai mangiato! Istintivamente lo direi, se non fosse che ad ogni torta di mele si tende a ribadire questo stesso concetto! Allora la metto così: questa è la torta di mele che, dalla prima volta che ho provato, ho continuato poi a fare senza che mi venisse voglia di provarne un'altra! Ecco, questa è la pura e semplice verità!
Tra l'altro la ricetta non è nemmeno di quelle tramandate da qualche avo, prozia, bisnonna, nonna e via dicendo, ma è una ricetta trovata su Sale e Pepe, non ricordo di quale mese né di quale anno, comunque io l'adoro! E sono certa che se la proverete l'adorerete anche voi.
Tra l'altro questo post cade proprio a fagiuolo come si suol dire, perchè restando in tema di comfort food, vorrei segnalare una bellissima ed interessantissima mostra alla cui presentazione ho avuto il piacere di essere stata invitata: 

Il tema trattato non è certamente leggero, ma un'occasione di riflessione su un importante tema sociale come' è la pena di morte. In mostra infatti tredici scatti che raccontano l'ultimo pasto di altrettanti condannati alla pena di morte.
Bellissime le foto scattate in studio, dall'artista-fotografo Henry Hargreaves, che ha potuto comporre i set grazie alla documentazione che è riuscito a reperire. Molto bello e interessante il percorso pensato dal curatore in collaborazione con diversi professionisti provenienti da ambiti differenti, che racconta questa mostra e il suo significato.
Consiglio a tutti coloro che hanno occasione di essere a Venezia in questi giorni e fino al 24 novembre 2013 di visitarla al Museo della follia all'isola di San Servolo.
E ora passiamo alla ricetta:

Torta di mele
Ingredienti per 6 persone

farina: 125 gr
mele: 3 piccole (renette o altro tipo dolce)
zucchero semolato: 125 gr
uova: 2
burro: 60 gr
limone: uno, non trattato
lievito: 1/2 bustina
latte: qualche cucchiaio
zucchero a velo: qb
sale: qb

Procedimento
Grattugiare la buccia di limone. Sbucciare le mele, tagliarle a fettine e bagnarle con un po' di succo di limone.
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente e poi montarlo con lo zucchero finchè sarà bianco e spumoso. Aggiungere un uovo e continuare a montare. Quando è bene assorbito aggiungere il secondo aiutandosi eventualmente con uno o due cucchiai di farina. Aggiungere un cucchiaino di vaniglia e poco a poco il resto della farina setacciata con il lievito, il sale ed infine il latte per rendere morbido l'impasto.
Versare l'impasto in una tortiera imburrata ed infarinata di 18/20 cm di diametro. Sistemare le fettine di mela, mettendole molto fitte e riempiendo il più possibile l'impasto. Livellare la superficie ed infornare a 170° per circa 40 minuti. Fare la prova stecchino prima di estrarre la torta dal forno. Farla raffreddare su una gratella e spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.
Se avete voglia di confrontare la ricetta, ne trovate un'altra qui qui.

Eccoci arrivati alla fine del post, credo di aver detto tutto...un bacio a tutti e al prossimo post! Speriamo prestissimo ;)

lunedì 27 maggio 2013

Sciroppo di sambuco


E' tempo di erbe, di erbette e di fiori da portare in tavola. E' vero che danno un gran da fare, ma per la soddisfazione, ne vale certamente la pena. Oltretutto riscoprire il valore di cose quasi dimenticate ci fa essere più rispettosi verso ciò che ci sta intorno, partendo anche dalle piccole cose, quelle apparentemente senza valore.
E' vero che non tutti hanno la fortuna di avere appena fuori dalla porta di casa prati incolti, boschi e radure, ma ci sono piante spontanee che sono facilmente reperibili, basta una passeggiata nella campagna vicina e sarà facilissimo imbattersi in qualche arbusto di sambuco.
Sapete quello con quei fiori bianchi ad ombrella che poi si trasformano in bacche piccole e color inchiostro? Non avete mai fatto la gara con le cerbottane da piccoli?
Vabbè, lasciamo stare...comunque, il sambuco è una pianta veramente molto comune, e in cucina dà grandi soddisfazioni. I fiori si possono utilizzare per preparare un ottimo sciroppo che sarà perfetto per una bibita rinfrescante quest'estate. Oppure si possono fare fritti, con la pastella. Con le bacche invece si fa una particolarissima marmellata che vale la pena provare.
Oggi vi lascio la ricetta dello sciroppo, facile, veloce e davvero molto buono. Una volta aperto si conserva in frigorifero per un po', il tempo di finire la bottiglia insomma...

Sciroppo di sambuco
ingredienti

fiori di sambuco: 20/25
limoni bio: 3
zucchero: 1,5 Kg
acqua: 1,5 l
acido citrico: 20 gr

Procedimento
Raccogliere i fiori di sambuco lontano da zone trafficate e quando i fiori sono aperti ma freschissimi.
Pulire i fiori molto delicatamente immergendoli rapidamente in acqua fresca, toglierli dall'acqua, appoggiarli su carta assorbente ed eliminare i gambi verdi.
Tagliare i limoni in pezzi grossi. Mettere a macerare fiori e limoni nell'acqua per 24 ore in un recipiente coperto. Trascorso il tempo foderare un colino con una garza pulita senza tracce di detersivo, versare fiori e limoni nel colino e raccogliere tutto il liquido in un recipiente. Strizzare i fiori e i limoni per ricavare tutto il succo. Aggiungere lo zucchero e l'acido citrico e mescolare bene. Porre sul fuoco e far sobbollire pianissimo per circa 10 minuti, finchè lo zucchero sarà completamente sciolto. Spegnere, imbottigliare in contenitori puliti e far raffreddare. Conservare in frigorifero
Ottimo come bevanda rinfrescante, va usato come uno sciroppo quindi diluito in acqua fresca in proporzioni secondo i propri gusti, con aggiunta di ghiaccio e limone. 

Prendersi cura delle cose è doveroso, soprattutto se si tratta di risparmiare risorse. Uno stile di vita sostenibile oggi è un imperativo assoluto.
Prendersi cura delle cose significa anche allungare la vita di quelli che sono i nostri alleati nei lavori domestici, i nostri aiuti in cucina, come per esempio la lavastoviglie.
Ci sono tanti prodotti efficaci che ci permettono di aumentare l'efficienza dei nostri elettrodomestici consentendoci così di risparmiare tempo e denaro. Oggi vi parlo di un altro prodotto Pril, l'ultimo dei tre che ho avuto il piacere di testare, Pril cura lavastoviglie: un prodotto che penetra nelle parti più nascoste della lavastoviglie che sarebbe impossibile pulire, e con la sua formula 3x azione pulente, pulisce a fondo dal grasso che si deposita durante i lavaggi e dai residui di calcare. Niente da dire, un ottimo sistema per essere sicuri di curare al meglio la nostra lavastoviglie e di garantirle una vita più lunga evitando costosi interventi di manutenzione.
Basta usarlo una volta al mese o ogni due mesi per assicurarsi una lavastoviglie pulita ed efficiente.
E se vi interessa qualche consiglio su come usare al meglio la vostra lavastoviglie leggete qui. 

E anche per oggi ho finito, un post un pò lungo ma spero vi sarà molto utile. Vi abbraccio e vi do appuntamento al prossimo post. Un bacio a tutti


martedì 26 giugno 2012

Crostata con crema al cocco e ananas caramellata


E' tempo di infradito, costume e asciugamano. Di sabbia sotto i piedi, di mare e paesaggi da sogno. Eh si, è proprio estate e le vacanze sono vicinissime, ancora pochi giorni e almeno per un pò appenderò al chiodo pentole e padelle.  
Ma cos'è che fa veramente estate per voi ? 
Per me fa veramente estate cenare la sera in giardino, la birra ghiacciata, dormire con le finestre aperte con  il rumore della strada a farmi addormentare, la voce dei televisori  delle case vicine, le lucciole che punteggiano il buio di luce, le città deserte nelle ore roventi, il gatto che dorme pancia all'aria per godersi anche il più flebile soffio di vento.
E se devo associare un sapore all'estate, per me è quello del cocco.
Se devo pensare ad un luogo è senz'altro la Grecia, 
E se devo raccontare una sensazione è sicuramente la libertà.
Perchè niente fa sentire più liberi di quando lo sguardo si sofferma in quell'infinito dove cielo e mare s'incontrano.

E se estate deve essere che estate sia, vi lascio una ricetta semplice ma con tutto il sapore delle mie vacanze!
E siccome ci piace che tutto d'estate sia più semplice, vi lascio la foto di questi bellissimi articoli di Lagostina, linea Virtuosa e linea i Cucinieri  perchè anche un buon aiuto in cucina rende la vita più facile.
E buona estate a tutti....


Crostata con crema al cocco e ananas caramellata

Ingredienti
pasta frolla: 250 gr (per la ricetta leggi qui)
latte di cocco: 165 gr (una lattina piccola)
panna: 85 gr
zucchero: 3 cucchiai
fecola: 25 gr
cocco disidratato: 4 cucchiaini
ananas: 7 fette (anche in scatola, ma al naturale)
zucchero di canna: qualche cucchiaio

Cuocere la pasta frolla in bianco e farla raffreddare (il procedimento qui). Stemperare la fecola in un pò di panna e in un pentolino unirla al latte di cocco e alla restante panna a cui si sarà aggiunto anche il cocco disidratato. Portare a bollore e  cuocere a fuoco dolcissimo finchè la crema non si sarà addensata. Versare in una ciotola e far raffreddare. Cospargere le fette di ananas di zucchero di canna ed infornare a 180°C finchè lo zucchero non si sia sciolto formando un caramello biondo. Far asciugare la frutta  su una gratella. Distribuire la crema sulla base di frolla ormai fredda, decorare con l'ananas caramellato e tenere in frigorifero. Servire la torta dopo averla tenuta per 10 minuti a temperatura ambiente.
Un bacio a tutti e al prossimo post, prima di partire vi saluto per benino eh! :-)


lunedì 19 settembre 2011

Macedonia mediterranea

Tra Sicilia e Marocco

macedonia mediterranea


La frutta non è la mia passione, e questa è la premessa. Però con qualche eccezione, anzi, diciamo pure più di qualche.....
In ogni caso non sono un'estimatrice delle macedonie a pezzetti piccoli, più che altro del frutto mangiato nature direi! Ma ormai si sa che l'MT ci mette davanti a difficili sfide e stavolta è toccata la macedonia :-) Era tanto che un piatto non mi rendeva la vita così complicata. Sembra assurdo dirlo, in fin dei conti si tratta di una macedonia, che ci vorrà mai ad improvvisarne una? direte voi!  Il problema è che se una cosa non mi piace, non riesco nè a prepararla nè a fotografarla e nè tanto meno a mangiarla (in maniera degna voglio dire!).
Ma siccome una soluzione andava trovata e al più presto, ho dovuto mettere insieme qualcosa che mi piacesse veramente, pena il fallimento totale dell'esperimento.
E così, seguendo il sentimento, mi sono orientata verso quei luoghi che da sempre mi sono familiari, i cui sapori e i cui colori mi sono entrati nel cuore tanti anni fa, e lì, da allora, sono rimasti. Ho trovato dei bellissimi fichi d'India rossi e gialli. Ho aggiunto dell'uva nera e un melone bianco per una macedonia che sa di Sicilia. Poi ho pensato a come certi connubi diano vita a piatti eccezionali, basti pensare alla semola e al pesce siciliano per visualizzare la meraviglia di un cous cous alla trapanese. Così mi sono detta che era il caso di riprovare, chissà che magari il connubio Sicilia-Marocco non potesse dar vita ad un' altra felicissima invenzione. Solo che stavolta lo sposalizio è stato tra la frutta siciliana e l'acqua di rose delle valli del Dadès. Il risultato è stato una macedonia favolosa, insolita e profumata. A me è piaciuta moltissimo, è stata davvero una sorpresa. La terrò a mente per tutte le volte che avrò bisogno di un fine pasto leggero e insolito, per esempio, per qualche cena mediorientale la trovo indicatissima. Possibili varianti che mi interesserebbe sperimentare sono l'aggiunta dei datteri freschi, il tutto accompagnato da gelato al mascarpone...insomma, le possibilità sono diverse, non mi resta che sperimentarle, intanto vi lascio questa versione, assolutamente da provare.....


Macedonia mediterranea


Ingredienti
(per 2 persone)
fichi d'india: 3 (misti rossi e gialli)
melone bianco: 1/4
uva nera: un grappolo piccolo
zucchero di canna chiaro: 4 cucchiai
acqua di rose: 2 cucchiaini
gelato di soia alla vaniglia: qb


Procedimento
In una casseruola preparare uno sciroppo sciogliendo lo zucchero in quattro cucchiai d'acqua. Lasciare raffreddare poi aggiungere i due cucchiaini di acqua di rose (l'importante è non esagerare, il sapore non deve sovrastare. Provare aggiungendo di volta in volta piccole quantità, fino a trovare la giusta concentrazione). Facendo molta attenzione (indossando i guanti) sbucciare i fichi d'India e tagliarli a rondelle, poi dividerne alcune a metà. Tagliare il melone a fette e da queste ricavare delle fettine più sottili, dividerle in due. Sistemare la frutta su una ciotola, aggiungere gli acini dell'uva (se sono grandi tagliateli a metà), versare su tutto lo sciroppo all'acqua di rose e servire accompagnato da una pallina di gelato al fior di latte.


Certo l'arte di intagliare la frutta non ce l'ho, ma la cara Fabiana capirà....(almeno spero ;-) Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge  :-)




Vorrei inoltre segnalare un'interessante iniziativa, se qualcuno di voi fosse interessato e venerdì si trovasse a passare da queste parti :  

L’AUTUNNO DI CENA DI NOTE
 VERDI, IL RISORGIMENTO, LA CUCINA LOMBARDA E UNO
CHEF TOSCANO AL RELAIS MONACO DI PONZANO VENETO(TV)
VENERDÌ 23 SETTEMBRE
Rassegna enogastronomica promossa dal "Corriere del Veneto" – nata dall’ idea del direttore d'orchestra veneziano Alessandro Tortato - e organizzata dalla rivista Papageno. 
per i dettagli leggete qui


Finchè scrivo questo post mi fa compagnia il rumore della pioggia, forse l'estate volge al termine? Nell'attesa di vedere se e quanto ancora durerà, vi saluto e vi auguro un buon lunedì. Un bacio a  tutti e al prossimo post.

mercoledì 16 febbraio 2011

Aspic

...ai frutti rossi


A come Aspic
"mmmmmmm, gelatina..... qualcosa di molliccio e poco invitante...."
Credo che in tanti lo starete pensando. Sarà forse per questo che di aspic se ne vedono davvero pochi in giro?
Io la mia reticenza verso le gelatine devo dire l'ho vinta quando qualche mese fa  postai queste. Ora che le ho scoperte e che ho capito che di gelatina non si muore, lasciati da parte i pregiudizi, ho cominciato a vederle sotto una luce del tutto nuova. In effetti le mie gelatine (o aspic che preferiate) altro non sono che frutta, innocua e buonissima frutta.
Ora, si da il caso che ben 10 anni or sono, m'innamorai dell'aspic oggetto di questo post. Lo vidi su uno speciale de "la cucina italiana" e da allora non me lo tolsi più dalla mente. Mi sono sempre detta che il momento giusto per provarlo prima o poi sarebbe arrivato e quella bellissima foto continuava a tornarmi alla mente.  Dieci anni sono molti, ce n'è voluto per vincere la reticenza. Quello che per me è dev'essere sempre stato fuorviante è stato il considerare l' aspic come un dessert a tutti gli effetti. Beh certo, visto così magari un supergoloso potrebbe restare deluso dal vedersi servire un aspic al posto di una fetta di qualche meraviglia ipercalorica. Però se guardiamo la cosa diversamente e se cominciamo a vedere l'aspic come una porzione di frutta...beh...allora le cose cambiano, eccome se cambiano. E ve lo dice una che la frutta proprio non riesce a mangiarla. Per il resto sono brava: tantissima verdura, mangio sano, non troppi eccessi e bla bla bla, ma di frutta proprio non voglio sentir parlare. L'adoro trasformata in un bel dolce, marmellata, mousse, frullato, tutto quel che vi viene in mente ma frutta fresca nature faccio veramente fatica. Solo che ora ho scoperto l'aspic e si è aperto un mondo nuovo
Basti pensare che quello che vedete in foto l'ho mangiato tutto io....da sola......senza fatica e udite udite: senza sensi di colpa, anzi, dirò di più, lo mangiavo pensando che stavo facendo qualcosa di buono per me stessa. E volete che io da oggi non adori l'aspic? Provatelo, sono sicura che in molti cambierete idea. A suo favore ha tre cose: è bello, è buono ed è facilissimo........
Non sono tre ottimi motivi? Ne aggiungo un quarto: è leggerissimo e fresco e visto che tutti state aspettando con ansia l'estate, come lo vedete gustato freddissimo contro la calura estiva? Si beh, si tratta di fare un piccolo sforzo. Ora l'idea forse non vi alletterà, ma chissà se con i primi caldi vi tornerà alla mente....
Si vedrà. Comunque quando la cara Aiuolik s'inventò l'abecedario e alla lettera A scrisse: A come Aspic, ecco che dissi a me stessa: "finalmente...il momento è arrivato". E in men che non si dica recuperai il mio vecchio numero de la cucina Italiana. Apportate una serie di modifiche tra cui l'agar agar al posto della gelatina e l'aggiunta di un pò di limone, ecco a voi l' Aspic.
Bene cara Aiuolik, ci sei voluta tu per realizzare questo desiderio....sono sicura che non l'avresti mai detto, ma grazie al tuo abecedario ho sciolto un altro nodo.....di quelli che ti porti dietro da sempre, hai presente? E felicissima di esserci riuscita ti lascio la ricetta del tanto sospirato......

Aspic ai frutti rossi

Ingredienti

succo di mela: 480 gr
lamponi: 1 cestino
more: 1 cestino
agar agar: 4 gr (in polvere)
limone: qualche goccia
zucchero: 2 cucchiai

Procedimento

Ricavate dalle mele 500 gr di succo servendovi di  una centrifuga oppure utilizzatene uno biologico, purchè sia di quelli limpidi e trasparenti. Stemperare l'agar agar in poco succo a temperatura ambiente.
In un pentolino versate il succo di mela, qualche goccia di limone spremuto,  aggiungete anche lo zucchero e l'agar agar stemperato. Portate a bollore e lasciate per tre minuti a fuoco basso.
Intanto mondate, lavate ed asciugate i lamponi e le more. Passate un dito appena unto d'olio sulla superficie di uno stampo da budino della capacità di 500 ml. Trascorsi i tre minuti, togliete dal fuoco e  lasciate raffreddare il succo. Quando è freddo e comincia ad addensarsi un pò, versarne poco nello stampo da budino.  Passare lo stampo in frigorifero qualche minuto (circa tre, tenetelo d'occhio, non deve solidificare del tutto) A questo punto cominciate ad unire i frutti rossi. Mettetene qualcuno per formare un primo strato. Spingeteli un pò per affondarli nella gelatina. Versate il rimanente succo che sarà più gelatinoso di prima (ma deve essere ancora fluido, nel caso riscaldatelo un pò) e sistemate anche la frutta rimanente cercando di distribuirla omogeneamente. Fate il modo che la superficie finale sia liscia. Tenere in frigo qualche ora e estrarlo solo prima di servirlo.
Per sformarlo più facilmente immergere lo stampo per qualche istante in acqua bollente.
A piacere, a seconda della frutta utilizzata si può aggiungere una coulis di ribes o fragola.
Come avrete capito con questa ricetta partecipo all'abecedario della "trattoria Muvara"