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lunedì 23 novembre 2015

Confettura di mele Cotogne e pere

Pentola Le Creuset

Parto dal fatto che mi hanno regalato delle bellissime mele cotogne, solo che io non ci avevo mai fatto la marmellata, ma era tanto che la volevo provare, così ho rispolverato un vecchio ricettario di famiglia (non proprio la  mia, ma insomma, sempre nelle cerchie diciamo) giusto per  vedere se c’era qualcosa di particolare da sapere e mi sono messa all’opera seguendo giusto qualche consiglio per il procedimento, poi però come sempre ho fatto di testa mia perché alcune cose non mi sembravano molto sensate . Per esempio, ho omesso completamente il limone in quanto le mele cotogne erano già tanto aspre per i miei gusti, e pensare che a me le cose aspre piacciono eh! ma queste lo erano troppo, (saranno tutte così?) Sempre per lo stesso motivo ho aggiunto anche una bella pera, abbastanza grande, perché non è che aggiungendo tonnellate di zucchero il problema si risolve, e comunque non è il sistema che prediligo. Quindi alla fine la confettura di Mele Cotogne è diventata una confettura di mele Cotogne e Pere, morbida e vellutata, molto buona, non credevo! Della giusta consistenza senza bisogno di metterci acqua per poi stracuocerla. Mah… però non so dire se le mele cotogne che avevo io erano diverse dalle altre, cioè non so perché in tante ricette che ho visto ci aggiungono acqua, io se dovessi rifarla la rifarei così ecco, però se qualcuno ha un’esperienza diversa da raccontare io come sempre ascolto volentieri, non sia mai che la prossima volta trovo delle mele tutte diverse e non so cosa fare ;) Comunque l’ho trovata perfetta, sia come sapore, che come consistenza, ma si sa, ogni scarrafone è bello a mamma soja ;) In purezza dico la verità, non so se mi sarebbe piaciuta. Quindi se anche voi siete un po’ perplessi di fronte al sapore delle mele cotogne (sempre che non fossero le mie ad essere strane) ma ne avete molte da consumare, provate così, questa vi convincerà. Io poi ci ho preparato questa :) Che ne dite? vi ho convinti? :)



Confettura di mele Cotogne e pere Williams
Ingredienti per 4 barattoli da 250 g

mele Cotogne: 5 (un kg abbondante)
pera Williams: 1
zucchero di canna chiaro bio: 500 g

Procedimento
Sterilizzare in forno a 110° i vasetti di vetro per mezz'ora e i coperchi in una pentola coperti d’acqua facendoli bollire per mezz'ora anch'essi. 
Lavare bene le mele cotogne e cuocerle in acqua bollente finchè la buccia non si creperà (ci vorranno circa 15 minuti) Toglierle dall'acqua, farle raffreddare un pò, poi tagliarle a pezzi eliminando le parti legnose e dure e passarle al passaverdure in modo da ricavarne una purea.  In una casseruola ampia, aggiungere la pera sbucciata e tagliata a pezzetti piccoli, lo zucchero, mescolare e portare a bollore a fiamma dolcissima. Lasciare sobbollire pianissimo per 10/15 minuti, mescolando ogni tanto finchè la pera sarà morbida. Con il frullatore ad immersione omogeneizzare la confettura. Versarla bollente nei vasetti di vetro sterilizzati senza toccarli, maneggiandoli con un telo pulito, chiudere bene dopo aver asciugato i coperchi con un telo pulito senza toccarli con le mani. Capovolgere i vasetti per 15 minuti, poi rigirarli e farli raffreddare completamente e conservarli in dispensa. 

Alcune annotazioni: ho utilizzato uno zucchero di canna chiaro bio, da coltivazione biologica del commercio equo e solidale che uso sempre per le confetture perché non mi piace quello troppo scuro, ha un sapore troppo deciso, però se vi piace usate pure il Panela, o il Demerara (eviterei il Mascobado, per il mio gusto è troppo intenso per questo genere di preparazioni). Non ho aggiunto limone in quanto le mele cotogne sono molto aspre, non ho aggiunto nemmeno acqua e la marmellata è venuta di una consistenza perfetta, cremosa al punto giusto. Potete usarla per crostate o per spalmarla sul pane. Se lo preferite potete optare per la sterilizzazione in acqua bollente per mezz'ora con due dita d'acqua sopra i coperchi. 

Auguro a tutti una settimana dolce e vellutata come questa confettura :) Un bacio a tutti e al prossimo post 

Pentola Le Creuset 

giovedì 27 agosto 2015

Marmellata di more


Una confettura (perchè la marmellata sarebbe solo quella di agrumi!) che non era in programma; non avrei mai pensato di trovare tre chili di more, invece, per puro caso, mi sono ritrovata davanti a dei rovi! Tanti rovi, pieni zeppi , mica potevo lasciarle vi pare? E per fortuna che avevo qualche sacchetto con me, e qualche amico ad aiutarmi!
Dunque vediamo, un po’ di riflessioni sulla marmellata (io la chiamo così, perchè confettura proprio non mi viene) di more servono, l’ultima volta che l’ho fatta infatti il risultato è stato assolutamente deludente, quindi cerco di darvi qualche consiglio sperando che possa tornarvi  utile.
Il primo: le more sono piene di semini, secondo me troppi, ed è impossibile renderla gradevole senza eliminarne una buona parte. Ovviamente è un mio pensiero, non si offendano quelli che i semini li lasciano, è sempre una questione di gusto personale, io vi dò solo qualche spunto di riflessione.
Il secondo: passando le more al passaverdure si ottiene una purea che poi aggiunta allo zucchero diventa parecchio liquida, quindi per ovviare a questo problema, ho lasciato una parte delle more intera, (anche perché mi piace sentire la frutta intera e qualche semino) ed ho aggiunto un po’ di agar agar come addensante. La volta precedente avevo usato la pectina, ma per far addensare la marmellata ho dovuto comunque cuocerla troppo con il risultato che lo zucchero si è caramellato Quindi mai più cotture lunghe, e se la frutta è troppo liquida l’agar agar è perfetto. E per quanto mi riguarda evito anche la macerazione perché non mi trovo bene per niente.
Stavolta ho usato uno zucchero di canna, però chiaro, dal sapore neutro, così da non alterare quello delle more. Se a qualcuno può interessare è uno zucchero del mercato equo e solidale prodotto a Cuba, per le marmellate è perfetto!
Finiti i consigli, che non erano nemmeno troppi. Ora  vi basterà seguire il procedimento e verrà una marmellata strepitosa, ricordate solo di tenere sempre la fiamma bassissima per non farla attaccare al fondo della pentola. Ora vi resta solo di trovare le more ed il gioco è fatto!


Confettura di more selvatiche
per 9 barattolini da 250 gr

more selvatiche: 3 kg
zucchero di canna chiaro: 800 gr
agar agar: 3 cucchiaini
limoni bio: 2

Procedimento

Sterilizzare i vasetti di vetro in forno a 150°C per 30 minuti. Sterilizzare anche i coperchi ( nuovi! )
Lavare delicatamente le more, eliminare quelle schiacciate o troppomature e farle asciugare distese su di un panno (io ho usato le teglie del forno rivestite con carta assorbente) Metterne da parte 500 gr e passare le altre al passaverdure con i fori piccoli. Raccogliere la purea di more in un recipiente ampio (dai 2500 gr iniziali ho ottenuto circa 1650 gr di purea, unita alle more intere ho ottenuto 2150 gr di frutta)
Unire lo zucchero e mescolare bene (per regolarvi con lo zucchero, io ne ho calcolato 350 gr per ogni chilo di frutta, poi ovviamente ho arrotondato le cifre per comodità) poi aggiungere il succo di due limoni bio e i 500gr di more intere. Versare il composto in una pentola alta dal fondo spesso, mettere sulla fiamma a fuco lento e portare ad ebollizione. Cuocere per circa 15 minuti, in modo che le more intere si ammorbidiscano, poi schiacciarle un po’ con il dorso di un mestolo. Sciogliere l’agar agar in poca acqua fredda e versare il contenuto nella marmellata ancora sul fuoco, mescolare benissimo per amalgamare il tutto e far bollire piano per 2/3 minuti sempre mescolando. Versare la marmellata bollente nei vasetti sterilizzati ancora caldi, chiudere bene e capovolgerli su un piano di legno per 15 minuti. Poi raddrizzarli e aspettare che facciano il sottovuoto. Se pensate di consumare la marmellata oltre i sei mesi potete procedere alla sterilizzazione classica: in una pentola alta sistemare i vasetti, bloccarli con degli stracci, ricoprire d’acqua aggiungendo anche un po’ di aceto; portare a bollore avendo cura di controllare che il livello dell’acqua sopra i vasetti sia sempre di almeno 2 cm. Far sobbollire per 20 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare completamente dentro l’acqua. Conservare in dispensa al riparo dalla luce.

Alcune annotazioni: sull’uso dell’agar agar, quello che c’è da sapere di fondamentale è che per gelificare bisogna farlo bollire qualche minuto, una paio andranno bene. Va sempre prima sciolto in acqua fredda per evitare che si formino grumi. Se il risultato finale non vi piace, cioè se è troppo liquido, potete riportare il prodotto ad ebollizione ed aggiungere altro agar agar. E’ inodore ed insapore, quindi non alera il sapore finale, ed è un prodotto di origine 100% naturale.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. e buona raccolta a chi andrà alla ricerca di more selvatiche! Un bacio e al prossimo post