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lunedì 20 febbraio 2017

Zaeti vegan



Sicuramente molti di voi non conosceranno questi tipici biscotti veneziani, chiamati zaeti per il colore che l’uso della farina gialla di mais conferisce loro. Ma Se vi capitasse di fare un giro a Venezia, vi accorgerete di come non ci sia pasticceria che non proponga la propria versione, così come ogni famiglia veneziana custodisce la propria ricetta. Quello che differisce sostanzialmente dall'una all'altra sono di fatto le proporzioni tra gli ingredienti e l’uso della farina di mais più o meno sottile. Per il resto gli ingredienti sono pochi e realizzare questi biscotti è abbastanza semplice. 
Io ovviamente vi do la mia versione vegan, ma poiché non mi è ancora capitato di girare a Venezia ed imbattermi in un zaeto vegano,  per ora i miei sono gli unici zaeti vegani che ho assaggiato. 
Un biscotto perfetto per accompagnare un caffè o un te, ma soprattutto da intingere in un bicchierino di vino dolce come per esempio un Recioto a fine cena, come si usa a Venezia.  
La loro tipica forma è a diamante, come quelli che vedete in foto, ma può capita di trovarli a losanghe, e anche tondi.

Zaeti vegan

Preparazione: 30 minuti (più il riposo della pasta)
Cottura: 18 minuti

Ingredienti per circa 19 pezzi

farina gialla di mais fioretto: 70 g
farina gialla di mais (più grossa): 20 g
farina 0: 60 g
uvetta: 35 g
olio semi: 60 g
burro cacao: 15 g
lievito naturale: 3 cucchiaini
estratto di vaniglia: 2 cucchiaini 
scorza di ½ limone
zucchero di canna chiaro: 55 g
sciroppo d’agave: 30 g
grappa: qb
sale: un pizzico

Procedimento
Il giorno prima o qualche ora prima preparate il “burro vegan” mescolando il burro di cacao fuso con l' olio di semi di girasole (volendo aggiungere una parte di olio oliva delicato)  tenete i frigorifero qualche ora finché sarà abbastanza solido. Mescolate con una forchetta per renderlo cremoso e conservate in frigorifero fino al momento dell’utilizzo. Mettete a bagno l’uvetta nella grappa (volendo con metà acqua) 
Mescolate le polveri tra di loro. Grattugiate la scorza del limone. In una ciotola impastate le farine con  l’agave e con il burro aiutandosi inizialmente con una forchetta aggiungendo qualche cucchiaio di grappa. Unite alla fine l’uvetta scolata e asciugata. Impastate velocemente e ponetee in frigorifero a raffreddare bene.
Prelevate delle palline grosse come una ciliegia , appiattitele e fatele cuocere a 170° per 18 minuti circa.  Sfornate quando i bordi sono dorati. Fateli raffreddare  e conservate in scatole di latta ben chiuse. Se desiderate un biscotto più croccante, il giorno dopo infornate una seconda volta a 100° per circa 30 minuti
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 2 gennaio 2017

Muffins vegan alla zucca e gocce di cioccolato


Mi prendo per tempo, non vorrei trovarmi il 5 a dover ancora postare qualcosa per festeggiare l’Epifania, che grazie a Dio tutte le feste si porta via ;) Sarà per questo che mi è così simpatica? O forse perché la mia gatta Befana è la più bella e morbida e simpatica del mondo tanto da farmi adorare anche un giorno di festa per me poco significativo? Mah,  senza stare troppo ad approfondire, diciamo che per una ragione o per l’altra non vedo l’ora che arrivi questa benedetta Epifania, con buona pace per tutti dato che finiranno finalmente i tormentone del countdown al Natale, al Nuovo anno, alla Mezzanotte…Mi è venuta voglia di festeggiare la fine di queste feste in anticipo, tanto ci tengo che arrivi in fretta! :)
Magari anche a qualcuno di voi! Possiamo farlo per esempio con dei muffins vegani alla zucca che andranno benissimo sempre eh, non solo all’ Epifania, mi sembra chiaro. Andranno bene sempre, finché sarà la stagione della zucca! Niente di più semplice di un muffin vegani, e che ci vorrà mai per farlo? basta prepararsi tutti gli ingredienti sul tavolo, mescolare ma non troppo nel giusto ordine, infornate et voilà…dei muffins vegani alla zucca morbidi e golosi con gocce di cioccolato fondente pronti all'uso! Facile no? 
Si si, so che ve lo starete chiedendo, potete anche metterli nella calza della Befana, saranno sicuramente più sani di tanti dolcetti e caramelle: un sacchettino trasparente, un bel nastro, ed è già festa  :)  

Muffins alla zucca con gocce di cioccolato

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 20 minuti

Ingredienti per 10 piccoli muffins

purea di zucca: 150 g
farina integrale: 90 g
farina di riso: 60 g
fecola di patate: 35 g
malto di riso: 50 g
zucchero mascovado: 70 g
olio di semi di girasole bio: 50 g
latte di mandorla al naturale: 70 g
lievito naturale (vegan):  1 bustina
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
gocce di cioccolato fondente vegan: 50 g
sale integrale: 1 pizzico 

Procedimento

Setacciate le farine con il lievito ed il sale. Passate ad un macina caffè elettrico lo zucchero ed unitelo alle farine. 
Mescolate l’olio con l’estratto di vaniglia e uniteli al malto che avrete sciolto in metà latte vegetale. Versate i liquidi sulle polveri aggiungendo anche la purea di zucca e le gocce di cioccolato e mescolate velocemente senza rendere troppo omogeneo l’impasto. Aggiungete il latte necessario ad ottenere un composto morbido ma non liquido. 
Aiutandovi con un cucchiaio riempite per 3/4  gli stampi per muffins. Infornate a 180° per 20 minuti (fate sempre la prova stecchino) Sfornate e fate raffreddare. 

Con questa ricetta auguro a tutti un dolcissimo inizio anno :) Un bacio e al prossimo post 

giovedì 20 ottobre 2016

Tartellette vegan pere cioccolato e zenzero


Tra gli involtini di quinoa e cavolo verza programmati per oggi e queste tartellette vegan alle pere, cioccolato e zenzero, ho scelto la seconda opzione. Ho già detto tante volte che non sono un’amante dei dolci, ne mangio pochi perciò quando li preparo posso concedermi qualche peccato in più. Se ne mangiassi tutti i giorni probabilmente cercherei delle soluzioni il più possibile salutari, cercando di usare poco o anche niente  zucchero, ma se il consumo è saltuario, preferisco  un dolce con tutte le caratteristiche che un dolce deve avere, tra cui la golosità, soprattutto se poi è destinato a persone diverse, con gusti diversi, ma questa è un’altra storia. 
Malgrado siano davvero golose, queste tartellette vegan alle pere e cioccolato sono tutto sommato abbastanza sane, dipende sempre dall’occhio con cui le guardiamo. Per un super salutista forse non lo saranno, ma per una persona che vive il cibo con la giusta consapevolezza questo piccolo peccato di gola non sarà che un momento di piacere e basta, e nella vita a mio avviso, ci vogliono pure quelli!
Leggo tante cose in giro sulle ricette salutari. Sono assolutamente d’accordo, ci sono alimenti ed ingredienti che dovrebbero sparire dalla dispensa, lo zucchero è uno di quelli, però il cibo è anche condivisione e convivialità, e qualche eccezione non farà nessun danno, basta che resti un’eccezione però! Un atteggiamento consapevole è quello che serve, perché quello che conosco lo posso gestire al meglio. Se dovete usare dello zucchero nelle vostre ricette, usate preferibilmente zucchero di canna integrale, quello vero, o meglio ancora, malto di cereali. Certo non risolvono i problemi legati allo zucchero, quindi è bene comunque non abusarne, ma quanto meno sono leggermente meno dannosi dello zucchero bianco. Magari cercherò di postare anche qualche ricetta di dolci senza zucchero, ma per ora vale il principio “ mangiamo i dolci ogni tanto” e privilegiamo la frutta se abbiamo voglia di qualcosa di dolce. Questa è sempre l’opzione migliore. Se volete approfondire un pò il discorso sugli zuccheri ho scritto qualcosa qui 
Tornando a queste tartellette invece sono certa metteranno tutti d'accordo: una pasta frolla alla nocciola ripiena di pere caramellate, ricoperte di cioccolato fondente di ottima qualità con aggiunta dell'irresistibile zenzero. Cos'altro potremmo chiedere ad un dolce? tra l'altro sono anche in versione mignon, meglio di così non saprei cosa pensare ;) 

Tartellette pere e cioccolato al profumo di zenzero

Preparazione: 50 minuti (più il riposo della pasta)
Cottura: 12 minuti per le tartellette (più 10 minuti per la crema al cioccolato)

Ingredienti
Per 16 tartellette

farina di frumento integrale: 100 g
nocciole: 30 g
zucchero Panela: 25 g
malto di mais: 1 cucchiaio
lievito naturale vegan: 1 cucchiaino
sale marino integrale: un pizzico
acqua: 30 g circa
olio di semi di girasole bio estratto a freddo: 35 g

Per il ripieno
pera matura ma soda: 1
zucchero Panela: 2 cucchiai
zenzero in polvere: un pizzico
acqua calda: 3 cucchiai

Per la copertura
cioccolato fondente al 72%: 50 g
panna di soia: 1 cucchiaio
acqua: 2 cucchiai circa
nocciole tritate: 2 cucchiai
zenzero candito: 30 g
zeste d’arancia: qb

Procedimento
1) Tritate le nocciole e riducetele in granella. Setacciate la farina con il lievito e il sale, aggiungete le nocciole e lo zucchero e ponete tutto in un mixer. 
2) Aggiungete l’olio e il malto e azionate il mixer per qualche secondo. Unite un cucchiaio d’acqua fredda e aziona nuovamente finchè si saranno formate tante briciole umide. Impastatele brevemente con le mani e formate un panetto omogeneo (se necessario aggiungete ancora poca acqua) Chiudetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 1 ora.
3) Sbucciate la pera e tagliatela prima a fettine sottili, poi a pezzetti. Mettetela in una padella, aggiungete lo zucchero e fate caramellare leggermente, poi aggiungete l’acqua calda, mescolate bene, cuocete ancora qualche minuto e fate raffreddare. 
4) Frullate le pere fredde con un pizzico di zenzero fino a formare una crema densa (se necessario aggiungete poca acqua)
5) Con il matterello tirate la pasta sottile tra due fogli di carta forno. Con un coppapasta tagliate tanti dischi di un diametro leggermente superiore a quello degli stampini. Ungete di olio gli stampini ed infarinateli leggermente. Rivestiteli con i dischi di pasta e con un coltellino affilato rifilate il bordo.  Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e ponete su ognuno un cucchiaino da caffè di crema di pera. Infornate per 12 minuti a 180°finchèi bordi saranno dorati.
6) Sformate le tartellette quando saranno fredde;  fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato con la panna e l’acqua calda, mescolate bene, riempite un cornetto di carta e formate sopra le tartellette tante righe di cioccolata. (se la crema tende a rapprendersi troppo in fretta  aggiungete ancora poca acqua calda)
7) Quando la cioccolata si sarà solidificata, decorate con pezzetti di zenzero candito, nocciole tritate e scorzette d’arancia.

Auguro a tutti uno splendido weekend, un bacio e al prossimo post

martedì 11 ottobre 2016

Burro di arachidi


Alla domanda: “ma il burro di arachidi non fa male?” La risposta è “no, purchè sia naturale”. Perché quello che fa male del famoso burro di noccioline tanto amato in America, è il fatto di essere un prodotto industriale, preparato aggiungendo grassi, zuccheri, conservanti, aromatizzanti, qualche additivo ecc ecc.
Altra cosa invece è il burro di arachidi preparato in casa dove non si utilizzano null’altro che arachidi di buona qualità, un pizzico di sale, poco estratto di vaniglia, e a piacere qualche cucchiaino di malto che però non è indispensabile. Tutto qua. Certo essendo le arachidi l’ingrediente quasi unico di questo golosissimo barattolino non bisogna abusarne, è sempre un alimento iperproteico e ricco di grassi.
Però mangiato con moderazione, il burro di arachidi al naturale fa bene perchè le arachidi hanno anche delle caratteristiche nutrizionali interessanti: sono ricche di acidi grassi soprattutto omega 6 che abbassano il colesterolo cattivo, e povere di grassi saturi, cattivi per il colesterolo. Sono ricche di magnesio. Hanno proprietà anticancro per la presenza di flavonoidi, e molto altro su cui non mi dilungo, è possibile approfondire l’argomento in rete dove si trovano tantissime informazioni utili.
Va ricordato invece che le arachidi sono inserite tra gli allergeni, quindi bisogna stare attenti ad eventuali allergie o particolare sensibilità. Per il resto è un’ ottimo alimento purchè mangiato nelle giuste quantità.
Io ne spalmo un velo sul pane di segale la mattina insieme ad un po’ di malto e ci faccio colazione, alternandolo al burro di sesamo o di mandorle.  Si può utilizzare anche per preparare dolci e biscotti, ma a crudo è sempre l’opzione migliore. 
Sarebbe opportuno non aggiungere al burro di arachidi homemade l’olio di arachidi perché normalmente non è estratto a freddo, quindi non è il migliore in termini di qualità. Comunque con un buon mixer come ho già detto, non c’è bisogno di aggiungere nulla ed in pochi minuti avrete un burro di noccioline fantastico, morbido, liscio e tutto da mangiare :)

Burro di arachidi

Ingredienti
per un barattolino da 200 g circa

arachidi al naturale (non tostate e non salate): 260 g
malto di riso: 3 cucchiaini (facoltativo)
essenza di vaniglia homemade: 1/2 cucchiaino
sale: un pizzico

Procedimento
Sgusciate e spellate le arachidi (vi resteranno circa 200 g di arachidi pulite). Fatele tostare leggermente in forno a 160° per 10 minuti, o in padella finchè saranno leggermente dorate e cominceranno a sprigionare il tipico profumo (se vi piace un sapore più intenso tostatele un po’ di più)
Lasciatele intiepidire. Ponetele in un mixer e cominciate ad azionare ad intermittenza. Otterrete prima una granella, poi una farina più sottile e sempre più umida. Continuate ad azionare il mixer sempre ad intermittenza lasciando riposare la pasta per qualche minuto tra i vari passaggi. Otterrete una crema liscia e morbida senza dover aggiungere olio o altro, l’importante è avere un mixer potente, non serve altro.
Alla fine aggiungete il sale, la vaniglia e se volete il malto, azionate pochi secondi ed il vostro burro di noccioline sarà pronto per essere chiuso in un barattolino e conservato in frigorifero. Si mantiene per qualche giorno, io sono arrivata al massimo a 5/6, oltre non ho provato! ne preparo poco alla volta per averlo sempre fresco.

Con questa ricetta avrete colazioni golosissime assicurate ;) Un bacio a tutti e al prossimo post! 

martedì 4 ottobre 2016

Budino di chia alla nocciola e frutta


Ultimamente posto solo dolci, così mi tolgo il pensiero e per un po’ non ci penso più ;) 
Non vorrei che anche quest’anno finisse la stagione dei cachi prima di riuscire a postare questo delizioso budino di semi di chia alla nocciola e frutta.  E’ una preparazione molto semplice e sana. Potrebbe essere anche una ricetta crudista, utilizzando nocciole non tostate e sciroppo d’agave raw, in ogni caso comunque una cottura vera e propria per questo budino non è prevista. 
Una merenda o una colazione vegan, sana, gustosa e un po’ particolare, secondo me questo budino ai semi di chia alla nocciola e frutta fresca merita di essere assaggiato. Ricordo che in fase di realizzazione ho fatto diverse prove per trovare un equilibrio di sapori che mi soddisfacesse.
Il latte di nocciola è una vera delizia, unito alla frutta fresca lo è ancora di più. Io ho utilizzato i cachi che ho unito a delle albicocche secche per creare un po’ di contrasto dolce/aspro. In questo l’arancia mi ha aiutata e il risultato finale mi è piaciuto molto: cremoso, morbido e vellutato. Resta il fatto che potete tranquillamente cambiare le proporzioni tra  gli ingredienti secondo il vostro gusto. Sperimentare è sempre la parola d’ordine. 
In quanto al dolcificante io ho usato dello sciroppo d’agave, ma potete utilizzare anche malto di mais (che ha un sapore più neutro degli altri malti) o uno sciroppo di datteri. Sugli zuccheri ho parlato un po’ qui, per chi volesse approfondire giusto un po’, ci sarebbe molto altro da dire, lo farò alla prossima occasione. Intanto vi lascio a questo budino di chia ottimo fresco ma anche a temperatura ambiente. Finchè le giornate sono ancora calde un dessert fresco riesce ancora a farci venire l’acquolina in bocca, soprattutto se poi è così bello, con questo colore stupendo che sembra faccia bene solo a guardarlo :) Adoro la cucina vegan, anche perché è ricca di colori meravigliosi.   

Budino di semi di chia alla nocciola e frutta 

Preparazione: 20 minuti (più il riposo in frigorifero)
Cottura: nessuna

Ingredienti
Per 2/3 persone

nocciole legermente tostate e spellate: 50 g
acqua naturale: 330 g
malto di riso: 3 cucchiai
sale integrale: 1 pizzico
cachi: 1
albicocche secche morbide: 7
succo d'arancia bio: 80 g  (circa 1)
semi di chia: 20 g

Procedimento

1)Il giorno prima, frullate molto bene l’acqua con le nocciole, poi filtrate il liquido ottenuto attraverso una garza: sarà il latte di nocciola. Aggiungete un pizzico di sale e un cucchiaio di malto 
2) Versate nel latte di nocciola i semi di chia, mescolate delicatamente, lasciate riposare cinque minuti;  mescolate ancora un paio di volte ogni 10 minuti circa, poi versate il contenuto in un contenitore di vetro, chiudetelo e lasciatelo in frigorifero per una notte.
3) Il giorno dopo, eliminate la buccia dal caco e frullate la polpa con le albicocche, il succo d’arancia (quello necessario) e il rimanente malto fino ad ottenere una purea densa, liscia e vellutata. 
4) In un bicchiere o di una coppetta trasparente ponete qualche cucchiaio del composto di chia addensato, e terminate con qualche cucchiaio di crema di frutta. Potete farlo raffreddare in frigorifero qualche ora o gustarlo a temperatura ambiente.

Alcune annotazioni: riutilizzate l’okara di nocciola per preparare dei biscotti, dei dolci o delle polpettine. Se desiderate una preparazione più dolce o meno dolce regolate la quantità di malto secondo le vostre esigenze. 

Un bacio a tutti e al prossimo post 

venerdì 30 settembre 2016

Torta alle pesche


Il weekend è arrivato, l’ultimo di settembre ahimè, con un po’ di tristezza lo saluto con una torta vegana alle pesche. Sono al limite del consentito per le pesche lo so, ma si possono usare oltre che le ultime pesche anche tavola, quelle sciroppate che avete preparato con l’esubero della vostra raccolta, o perché no? Sostituirle magari con dei fichi. E’ una torta vegana alle pesche rustica che si presta ad essere interpretata a seconda della stagione. Il dolce è molto semplice da preparare  e non necessita di grandi spiegazioni.
Vorrei invece parlare un po’ di zucchero. Tra chi si occupa di alimentazione, medici, nutrizionisti, società di ricerca scientifiche ecc ecc, la convinzione è unanime: lo zucchero fa male. E per zucchero intendo sia lo zucchero comune, quello che si tiene dentro al barattolo per dolcificare il caffè per intenderci (il saccarosio), sia tutti gli altri zuccheri semplici: tra cui il glucosio e soprattutto il fruttosio (elenco solo quelli più utilizzati perché la lista sarebbe lunga) 
Non mi metto a spiegare le dinamiche del perché e come lo zucchero fa male, per quello potete approfondire da soli. Dato che io parlo di ricette, vorrei solo darvi qualche indicazione utile per scegliere lo zucchero per dolcificare dolci, bevande ecc. Innanzitutto va detto che Il corpo ha bisogno di zuccheri, ma non di zucchero (tipo saccarosio, glucosio e fruttosio) e sono due cose molto diverse. La cosa migliore sarebbe evitarlo, ma lo so che per molte persone è difficile. Io per esempio non uso più lo zucchero bianco da molto tempo, e comunque di regola non dolcifico niente, ne tè né caffè né succhi di frutta ecc. 
Mangio raramente dolci, e quando li preparo  uso normalmente zucchero di canna integrale o malto. Lo zucchero di canna integrale però non è la panacea di tutti i mali, perché sempre di zucchero semplice stiamo parlando, ha solo un indice glicemico un po’ più basso dello zucchero bianco e contiene più sostanze tipo sali minerali e vitamine, ma niente che possa giustificare un grande utilizzo perché è sempre uno zucchero semplice, con tutte le problematiche connesse. Quando lo usate, accertatevi che sia zucchero di canna integrale, quello vero che si presenta scuro e umido. Molti zuccheri di canna in commercio non sono realmente zucchero integrale di canna! Il saccarosio è formato dal 50% di glucosio e  dal 50% di fruttosio
Il fruttosio è uno zucchero metabolizzato quasi totalmente dal fegato. Quello che vedeiamo nei barattoli al supermercato è assolutamente da evitare, perché non ha nulla di naturale. Quello invece presente naturalmente nella frutta è tutta un’altra storia e andrebbe assunto mangiando la frutta e basta, che contenendo anche altre sostanze ci fa assimilare e metabolizzare il fruttosio in maniera diversa. Quindi si alla frutta, no al fruttosio del supermercato. 
E lo Sciroppo d’agave? È formato da 70-90% di fruttosio e 30 % di glucosio, quindi sarebbe meglio evitarlo, o nel caso,  usatelo con moderazione e meglio raw. 
Il malto non contiene fruttosio ma solo glucosio, si ottiene dalla germinazione e fermentazione di cereali. Contiene glutine, quindi non è adatto ai celiaci. Ha un indice glicemico più basso del saccarosio, ed ha un sapore gradevole.
La stevia è anch’essa sottoposta a processi di raffinazione, quindi non può essere considerato un dolcificante naturale. A me personalmente non piace assolutamente come sapore quindi non la utilizzo mai. 
Per dolcificare i dolci possiamo usare anche purea di frutta come per esempio di datteri o uvetta. In questo caso ci sarebbe da fare una riflessione sulla sostenibilità, ma lo affronterò in un altro post. 
Tornando a noi quindi, io nei dolci uso zucchero di canna o malto o le due cose insieme. Spesso al posto della marmellata uso purea di frutta essiccata, come per esempio di albicocche o prugne, sono molto più sane delle marmellate contenenti zucchero.  
La cosa importante che vorrei aggiungere è che non dobbiamo demonizzare troppo gli ingredienti che sappiamo non essere troppo salutari,  si possono consumare saltuariamente, facendole diventare piacevoli eccezioni. Mentre per la quotidianità è meglio orientarsi verso i cibi il più possibile sani e vari. 

Torta integrale alle pesche

Per una tortiera da 18 cm circa

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 40 minuti

Ingredienti
yogurt di soia al cocco non zuccherato (o yogurt naturale): 150 g
farina di farro integrale: 75 g
farina di frumento integrale: 75 g
amido di frumento: 75 g
zucchero di canna integrale mascovado: 95 g
malto di riso: 2 cucchiai
olio di semi di girasole bio: 55 g
lievito naturale: 1 bustina
pesche: 2
estratto di vaniglia:1 cucchiaino
scorza grattugiata di 1 limone bio
semi di lino tritati: 1 cucchiaio
acqua: 3 cucchiai
sale: 1 pizzico

Procedimento

Mescolate i semi di lino con l’acqua.
Setacciate le farine con il lievito e il sale. Unite lo zucchero dopo averlo polverizzato con un mixer
Oliate leggermente una tortiera foderata con carta forno e cospargetela di farina eliminando l’eccesso.
Tagliate a fettine le pesche (con o senza buccia).
In una boule ponete le polveri, formate una cavità al centro e versate gli altri ingredienti compresi i semi di lino con la loro acqua. Mescolate velocemente e versate il composto nella teglia. Disponete le pesche a cerchi concentrici infilandole nell'impasto di taglio. Infornate a 175° per 40 minuti circa (fate la prova stecchino prima di estrarre la torta, se esce asciutto è pronta). Fate raffreddare su una gratella.

Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

giovedì 22 settembre 2016

Muffins al cocco e banana


I dolcetti più semplici da preparare sono sempre i  Muffins, sarà per questo che tutti li adorano? Chissà. Sarà forse anche per le sembianze da fungo? (con un pò di fantasia certo), o perché sono sempre soffici tanto da farli ritenere leggeri e quindi innocui? Mah, io non ho mai capito. Confesso di preferire altri tipi di dolce, sia per la colazione, che per la merenda o per un puro momento di piacere in qualunque momento della giornata. Ciò non toglie che mi piace fare contento chi mi legge e malgrado io non ami particolarmente i dolci, vedo che le ricette di crostate, torte e via dicendo sono sempre le più lette, non c’è niente da fare, i dolci tentano la maggior parte di voi, e io non posso ignorare questa tendenza.

L’unica cosa, mi sono resa conto che non ho mai scritto un post sullo zucchero, su quale sia meglio utilizzare nelle ricette e perché, quale quello più naturale, quale quello con indice glicemico più basso, insomma, tutto quello che c’è da sapere sullo zucchero e che ritengo molto utile nel momento in cui dobbiamo utilizzarlo nelle nostre ricette, quindi prometto di scriverlo a breve.  Ora vi lascio la ricetta di questi Muffins streusel, cioè dei Muffins con una crosticina croccante e golosa, giusto perchè volevo renderli  un po’ speciali. 

Muffins streusel alla banana e cocco

Preparazione: 30 minuti (più il riposo di 30 minuti)
Cottura: 20 minuti

Ingredienti
Per i muffins (6 pezzi)

farina di frumento integrale: 50 g
farina di riso: 50 g
fecola di patate: 25 g
banana: 1 molto matura
malto di riso: 35 g
zucchero di fiori di cocco (Panela): 30 g
olio di semi di girasole bio: 30 g
limone bio: scorza grattugiata di 1
lievito naturale vegan: 1 bustina
estratto di vaniglia: 1 cucchiaino
cocco rapè: 1 cucchiaino
sale: 1 pizzico

Per lo streusel
farina di frumento integrale: 2 cucchiai colmi
zucchero di fiori di cocco Panela: 30 g
fiocchi d’avena: 20 g
olio di cocco: 20 g
sale: 1 pizzico

Procedimento

Ponete in una ciotola gli ingredienti per lo streusel, unendo l’olio di cocco per ultimo.  Lavorate gli ingredienti con la punta delle dita formando tante briciole (se necessario aggiungete poca acqua fredda) poi mettetele in frigorifero per 30 minuti
Schiacciate la banana con una forchetta fino a renderla liquida, poi aggiungete il malto. In una ciotola setacciate le farine con il lievito e il sale, aggiungete la scorza di limone e lo zucchero. In un’altra ciotola unite l’olio e l’estratto di vaniglia e versateli nelle farine; versate anche il composto alla banana.  Con una spatola lavorate velocemente l’impasto aiutandovi con qualche cucchiaio d’acqua per renderlo sufficientemente morbido. Non lavoratelo troppo, non deve essere perfettamente liscio ed omogeneo. 
Versate a cucchiaiate il composto in stampini da muffins leggermente oliati ed infarinati. Ricoprite con l’impasto di briciole ed infornateli a 180° per 20 minuti. Fate la prova stecchino per verificare che siano asciutti. Fateli raffreddare su una gratella e spolverizzateli con il cocco rapè.


Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e. Un bacio e al prossimo post