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mercoledì 9 marzo 2016

Biscotti integrali al farro con mandorle e arancia


Se c’è qualcosa che per me fa primavera, sono decisamente le viole. E la mia passione per le viole direi che ad un lettore attento ( ma nemmeno troppo) non può sfuggire. Una viola è:  la fine dell’inverno, la rinascita della natura, un nuovo ciclo; e’ il profumo dell’erba, del primo sole tiepido; e’ l’attesa carica di aspettative; e’ vivere più leggeri. E’una passeggiate a cercare erbe, ad annusare i fiori, a sedersi sui prati. 
Ed era proprio qui che volevo arrivare, a sedersi sui prati, perché l’altra cosa che fa primavera è decisamente il picnic. Chi non ha voglia di un plaid colorato, di un prato verde disseminato di fiori, del cinguettio degli uccellini, o di sdraiarsi comodo a sentire la primavera tutt'intorno?
E allora cominciamo a pensare ad un cestino goloso?, teniamo pronte le coperte a quadri e scegliamo un libro, perché tutto dev’essere pronto per la prima giornata da trascorre sul prato più bello che possiamo avere a disposizione.
Io nel mio cestino ci metterò delle crostatine salate, delle frittelle di verdure, delle cruditè da sgranocchiare, della frutta secca, dei succhi di frutta naturali, e una bottiglia di vino. Cosa manca? ovviamente non posso omettere un dolcetto. Ho scelto questi biscottini deliziosi, friabilissimi e molto profumati. Niente a che vedere con i biscotti che vi propongo solitamente, questi sono una coccola deliziosa, che piacerà assolutamente a tutti, quindi stavolta nessun avvertimento particolare, potete mangiarli tranquillamente :) 
Però se pensiamo ad un picnic, non dobbiamo pensare solo al cestino. Sono tante le cose che possiamo fare per farla diventare una giornata indimenticabile.  Volete vedere qualche suggerimento per trasformare un picnic in un giorno da sogno? Guardate qui, perché se io magari posso darvi qualche suggerimento sulle ricette, di sicuro Dalani potrà darvi tante idee per un picnic perfetto: comodo, chic quel tanto che basta, ma anche rispettoso dell’ambiente. Tanti suggerimenti e delle immagini belle e romantiche da cui prendere spunto.

Non vi è venuta voglia di scappare fuori alla ricerca di un prato fiorito? Io le violette le ho già avvistate, le idee sul come organizzare me le sono fatte, i biscotti li ho preparati, ora aspetto una giornata di sole sperando di non mangiarli tutti nell'attesa  :) 

Biscotti alle mandorle e arancia
Ingredienti per 27 biscotti
Preparazione: 15 minuti (più qualche ora di riposo della pasta)
cottura: 15 minuti

farina farro integrale: 55 g
farina integrale: 25 g
farina riso: 20 g
mandorle con la buccia: 30 g
arancia bio: 1
semi di lino tritati: 1 cucchiaio raso
lievito vegan: 1 c
burro vegan: 50 g (la ricetta qui )
zucchero di fiori di cocco: 50 g
sale: un pizzico

Procedimento

1)     Mescolare i semi di lino con  3 C d’acqua e grattugiare la scorza dell'arancia evitando la parte bianca.
2) Preparare il burro vegan sciogliendo a bagnomaria senza scaldarlo troppo il burro di cacao e unendolo all'olio. Mescolare per amalgamare e far solidificare un’ora in frigorifero. 
3) Setacciare le farine con lievito e sale. Tritare le mandorle (lasciando qualche pezzetto più grosso) Impastare come per una frolla tutti gli ingredienti.  Far riposare in frigo per un paio d’ore.
4) Tirare il panetto tra due fogli di carta forno a 3 mm di spessore. Tagliare con una rotella dando la forma preferita e cuocere a 170 g per 15 minuti circa
5) Preparare con lo zucchero di fiori di cocco dello zucchero a velo e spolverizzare i biscotti quando si saranno raffreddati.

Con questa ricetta auguro a tutti una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 17 febbraio 2014

Sfogliatine glassate


La settimana scorsa ho preparato la pasta sfoglia, se vi interessa il procedimento andate a vedere qui. Così, per forza di cose, da qualche giorno eccedo con i grassi, ma che dico eccedo, esagero proprio. D’altra parte una volta che ci si mette a fare la pasta sfoglia si prepara un po’ di tutto no? Così, dal dolce al salato,  è stato un susseguirsi di  aperitivi a base di pizzette, come queste tanto per darvi un'idea 


e merende a base di pasticcini di sfoglia, come questi, mancano solo le torte salate perché a me proprio non piacciono.  Ma non è finita qui, ho ancora un paio di cose in cantiere,  intanto però oggi ho deciso di deliziarvi con delle sfogliatine glassate.
Avete presente? Si beh, credo sia impossibile che qualcuno non le conosca,  che si tratti di produzione industriale o artigianale, le sfogliatine glassate si trovano un po’ ovunque. A me sono sempre piaciute tanto, perciò perché non prepararne qualcuna? Non sarà mica tanto difficile dico io! Una volta che si ha la pasta sfoglia a disposizione infatti sono abbastanza semplici, a patto di  fare attenzione ai passaggi fondamentali, o rischiate di buttare tutto nel secchio come è successo a me la prima volta che le ho fatte :)

Quindi, seguite bene il procedimento e non fatevi distrarre da niente e da nessuno, risultato avrete delle bellissime  e buonissime sfogliatine glassate, home made! Più soddisfazione di così! :)

Sfogliatine glassate

Ingredienti
pasta sfoglia: 400 gr il procedimento qui
per la glassa
albume: 30 gr (circa uno)
zucchero a  velo: 100 gr
farina: 15 gr
vaniglia: 1/2 cucchiaino di estratto o 1/2 bustina di vanillina
per decorare 
marmellata di albicocche : 4  cucchiai circa

Procedimento
Preriscaldate il forno a 180°. Riempire con la marmellata di albicocche una sac a poche con bocchetta a foro sottilissimo (due millimetri). Tirare la pasta sfoglia fino ad uno spessore di 4 mm. Per comodità potete tagliare il panetto in due e tirare due quadrati separati, sarà più facile lavorarla e finchè lavorate il primo, il secondo potrete conservarlo in frigorifero. Ricavare dalla sfoglia tanti rettangoli di cm 5,5x2,5  (io li ho fatti piccoli perché volevo delle sfogliatine mignon, ma si possono fare anche più grandi): lavorate la pasta sfoglia direttamente su un foglio di carta forno. Una volta tagliati i rettangoli distanziateli tra di loro e rimetteteli in frigorifero. Intanto preparate la glassa mescolando lo zucchero a velo alla farina e aggiungendo poco alla volta l’albume e infine la vaniglia. Mescolate fino ad avere una crema fluida e liscia.
Togliete la pasta sfoglia dal frigorifero e con l’aiuto di un pennello distribuite su ogni rettangolo un velo sottile di glassa. Con la sac a poche disegnate su ogni rettangolino la classica griglia. Abbiate l’accortezza di mantenere sempre la pasta sfoglia fredda, quindi se non siete troppo veloci, lavorate poca pasta alla volta e conservate il resto in frigorifero.  Infornate le sfogliatine per circa 15/20 minuti, finchè non saranno dorate. Fatele raffreddare su una gratella e servitele.


Alcune annotazioni: per la riuscita delle sfogliatine dovete fare attenzione a due cose: la pasta sfoglia deve essere ben fredda prima di entrare in forno. La glassa deve essere delle giusta consistenza, se è troppo liquida non risulterà liscia e spessa, ma un po’ ruvida. Le sfogliatine nel forno devono essere distanziate tra loro, e lo strato di glassa deve essere sottile. La marmellata deve essere priva di pezzi altrimenti non riuscite a farla uscire dalla sac a poche, è ovvio lo so, ma magari presi dall'entusiasmo non ci pensate :)

Ecco, per oggi è tutto, era da un sacco che non postavo un dolcetto, spero vi piaceranno! e se cercate altre idee con la pasta sfoglia, guardate anche qui.  Buona settimana a tutti e al prossimo post.

venerdì 3 giugno 2011

Pastine di riso all'acqua di rose e pesca

 è sempre l'ora del tè.....


Da quando ho memoria, tutte le domeniche, mia zia viene a pranzo a casa nostra. Non so quando sia iniziata questa tradizione, ma so per certo che da molto tempo ormai è una consuetudine. E come nella migliore tradizione appunto, non arriva mai a mani vuote, ma portando con sè un vassoio di paste.
Ora, a onor del vero devo dire che da quando i dolci li faccio io il vassoio compare molto di rado, ma quand'ero piccola l'immagine della zia era quella di colei che arrivava con i dolci della domenica.
Si usava aprire subito il pacchetto per scegliere ognuno il dolcetto che avrebbe concluso il pranzo in dolcezza. L'unica che non partecipava a questo rito ero io, che tanto i dolci non mi hanno mai fatto impazzire e soprattutto mi piacevano sempre quelli che gli altri mangiavano solo in mancanza d'altro.
Così, se a casa mia andavano per la maggiore creme, liquori, panna e bignè, io optavo sempre per qualcosa di più sobrio. Ed è per questo che non mi avventavo sul vassoio. Tanto sapevo che la mia pastina di riso non l'avrebbe scelta nessuno. Solo una volta successe che mio padre la prese non avendola io prenotata per tempo. Ricordo ancora che fu un caso di cui si parlò per molto tempo avendone fatta io una questione di principio (in poche parole, avevo rotto per tutto il giorno)    :-)
Non essendo mai stata io una gran mangiona, finiva che la pastina la tenevo per la merenda accompagnata dal tè della domenica.
Anche ora le pastine di riso mi ricordano quest'abitudine, che in effetti andò avanti per molto tempo, fino a quando, crescendo, le abitudini non cambiarono e come sempre accade, ad un certo punto il rito del tè della domenica scomparve insieme alle pastine di riso, rimpiazzato dalle uscite con le amichette.
Ma per il contest di Tuki, pensando all'ora del tè non ho potuto non ricordare questa pausa dolce che mi ha accompagnato per molti anni. Così ho rifatto le mie amate pastine di riso, dopo tanto tempo a dire il vero. Ho scelto una versione mignon e mi sono concessa qualche licenza aggiungendo al ripieno una nota fruttata di pesca e profumandola con acqua di rose. Le ho preparate proprio per te cara Tuki, spero ti piacciano, anche se eguagliare la meraviglia dei tuoi dolci per noi umani è un'impresa impossibile, ma anche il pensiero conta no? :-)
E visto che in questi giorni si festeggia il tuo blog compleanno, ne approfitto per fare tantissimi auguri al tuo meraviglioso blog.


Pastine di riso all'acqua di rose e pesca
Ingredienti
per circa 11 mignon
latte: 300 ml
uova: 1
riso per risotti: 50 gr
zucchero: 50 gr
burro: 20 gr
crema pasticcera: 3 cucchiai
pasta frolla: 200 gr circa
vaniglia: 1/2 stecca
acqua di rose: due cucchiaini
pesca: 1 piccola
sale: un pizzico


Procedimento
Foderare con la pasta frolla tirata sottile (circa 3 mm) degli stampini precedentemente imburrati ed infarinati ( io ne ho preparati 11 di svasati, con la base di 5 cm di diametro )
Portare a bollore il latte con la raschiatura della bacca di vaniglia. Versare il riso e cuocere a fuoco basso mescolando, fino a che il latte non sia stato assorbito e lasciare raffreddare. Con le fruste elettriche lavorare il burro morbido con lo zucchero fino a renderlo soffice. Aggiungere il tuorlo e lavorare ancora finchè non diventa spumoso. Ridurre la pesca in purea (deve essere dolce e ben matura) e unirla alla crema pasticcera.
Aggiungere il riso al composto di uova e mescolare bene. Unire al composto anche la crema pasticcera alla pesca, due cucchiaini di acqua di rose, un pizzico di sale e mescolare bene. A parte montare l'albume a neve e aggiungerlo al composto facendo attenzione a non smontarlo. Togliere gli stampini dal frigorifero, bucherellarne il fondo con una forchetta e aiutandosi con un cucchiaio riempirli con il composto di riso rimanendo 1/2 cm sotto il bordo (in forno gonfieranno)
Cuocere a 175°C per 35/40 minuti circa. Toglierli quando la frolla sarà di un bel colore dorato. Farli raffreddare 5 minuti e poi estrarli dagli stampini aiutandosi con un coltellino affilato. Far raffreddare su una gratella. Spolverizzare di zucchero a velo e servire.
Alcune annotazioni: la quantità di frolla è indicativa, non l'ho pesata.


Con questa ricetta partecipo al contest della bravissima e meravigliosa Tuki de La ciliegina sulla torta : " E' sempre l'ora del tè" 
Baci a tutti e al prossimo post

giovedì 14 aprile 2011

Madeleines

quelle francesi...un ricordo vintage.


Di certo la madelaine non si può definire un  dolcetto vintage. Piuttosto un evergreen direi, uno di quei docetti per i quali sembra che il tempo non passi mai. Eppure da Proust che gli ha dato grande popolarità ad oggi, ne è passato un bel pò, ma il suo fascino non ne ha propio risentito.
Potrei definire vintage invece la mia voglia di prepararle, che risale quantomeno alla fine degli anni '70, anni in cui su per giù credo di aver mangiato le mie prime madeleines. Ma devo andare con la memoria agli anni '80 per vedere affermata senza ombra di dubbio la mia passione per la pasticceria.
A prova di questo rimane un manuale di pasticceria che negli anni '80 mi feci regalare dal mio fidanzato di allora.


Trattasi di un vero manuale, con spiegazioni tecniche sulle tante preparazioni in pasticceria e corredato da foto di un brutto che non riesco nemmeno a descrivere perchè non ricordo in vita mia di aver mai visto nulla di tanto brutto fotograficamente parlando.
Cos'abbia affascinato il fidanzato tanto da decidere per quel manuale ancora non me lo spiego. Fatto sta che ho sempre pensato che quel regalo, più o meno inconsciamente, abbia irrimediabilmente incrinato il nostro rapporto.
Non vi darebbe da pensare se il vostro amore vi regalasse qualcosa di tanto brutto? La cosa mi sconcertò talmente, che mi rifiutai per anni di consultare il manuale. Fino a quando però, acquisita una certa esperienza, non cominciai ad apprezzare le cose che allora mi sembrarono impropronibili.
Ricette magari non proprio immediate e spesso complesse, poche e bruttissime foto, ma una ricchezza di preparazioni che non ho mai ritrovato in nessun altro libro o manuale di pasticceria che dir si voglia
Diciamo che mi sono riappacificata col manuale da poco tempo. E ho pure cominciato a chiedermi: non è che l'ormai ex fidanzato ci avrà visto lungo e senza fermarsi all'apparenza delle cose ha guardato più alla sostanza che all'estetica? Sarebbe bello poterlo credere. Magari gli telefono e glielo chiedo....
Comunque, quando Tiziana ha lanciato il suo contest non ho potuto che pensare al mio amato/odiato manuale e la ricetta che ho scelto è proprio quella che aspettava di essere provata proprio dal giorno in cui lo ricevetti....
Lo so, ne è passato di tempo, ma rimuovere certi traumi non è sempre facile...Ho dovuto sfornare tanti di quei dolci prima di trovare il coraggio di avvicinarmi a queste ricette che c'è voluto il tempo che c'è voluto. Non è che son tutte complicate eh...ma la prima impressione qualche volta ci condiziona fin troppo. Ed eccole qua, le mie Madeleines vintage (grazie anche al prezioso contributo di una meravigliosa fanciulla che mi ha fatto dono dello stampo! Grazie Aria, sei un angelo, anzi, una streghetta!).
Ho scelto come prima la ricetta francese, ma proverò presto anche quella svizzera. Rotto il ghiaccio, sarà impossibile fermarsi...questo manuale deve recuperare soltanto più di vent'anni d' oblio! E' proprio il caso di dire: "alla recherche du temps perdu"

Madeleines francesi

Ingredienti
per circa 40 madeleines piccole

zucchero: 150 gr
uova intere: 150 gr (io tre grandi)
tuorlo d'uovo: 60 gr (io uno grande)
farina: 100 gr
frumina: 50 gr
burro: 150 gr fuso
limone: la raschiatura di uno
vaniglia: 1/2 bacca
lievito: 1 cucchiaino
sale: un pizzico

Procedimento

Montare bene le uova e il tuorlo con lo zucchero e la vaniglia. Fondere il burro e farlo raffreddare. Aggiungere  la farina setacciata con la frumina, il lievito e il sale. Amalgamare il composto. Poi aggiungere il burro fuso aggiungendolo poco alla volta. Mescolare eenergicamente l'impasto per amalgamare bene il burro.
Lasciare riposare in frigo per 6/7 ore.
Accendere il forno e portare la temperatura a 240°C
Ungere degli stampini da madeleines con del burro. Infarinarli leggermente eliminando l'eccesso di farina. Versare un pò di composto negli stampi ( non devono assolutamente essere riempiti del tutto, diciamo a 3/4) Infornare. Appena la gobba delle madeleines comincia a crescere, abbassare a 200°C.Cuocere in tutto per 8/10 minuti (per delle madeleines piccole, un pò di più per quelle più grandi, circa 12 minuti )
Sfornare e lasciare riposare due minuti. Poi sformare e far raffreddare su una gratella.

Alcune annotazioni: ho provato anche un altro procedimento, quello che prevede di lavorare poco l'impasto, un pò come per i muffins, senza smontare il composto, lavorandolo velocemente, ma preferisco di gran lunga le madeleines con un impasto più compatto, perciò il procedimento che ho scritto è quello per ottenere questo tipo di madeleines.

Con questa ricetta partecipo al contest di Tiziana "i golosi anni '80"


E con questa ricetta vi auguro buon week end. Baci a tutti e al prossimo post.

venerdì 4 marzo 2011

Meringhe

alla panna e mascarpone


E vabbè, allora dillo che c'hai il blocco della foodblogger"
"che c'ho?"
"il blocco della foodblogger.......sennò mica posteresti delle meringhe"
"e perchè mai di grazia? che hanno le meringhe per non meritare di essere postate? credi che farle sia semplicissimo e scontato? Bene, allora falle tu e io guardo. Prima però, visto che è la prima volta che le fai e l'esperienza non ti può supportare, leggiti la quantità infinita di indicazioni che trovi scritte in giro. Quando hai finito torna che vediamo cos' hai capito, ma siccome ci vorrà qualche mese, io intanto comincio...."
La domanda quindi nasce spontanea: ma le meringhe come dovranno essere per andar bene?
Io sono anni che le faccio, sono buone, mi piacciono. Malgrado questo, ogni volta che malauguratamente mi passa per le mani qualcosa che ne parla lo leggo sempre e puntualmente penso: "e se provassi anche così?"
Ora, se non le avessi mai fatte e dovessi cimentarmi per la prima volta con questa preparazione sarei talmente confusa che probabilmente per dare ascolto a tutte le voci e cercando di metterle d'accordo darei vita a non so quale mostruosità.
A parte la distinzione tra meringa italiana, francese, svizzera, giapponese, spumiglia o meringa, che sono proprio differenze di tipologia, ciò che lascia perplessi è che, all'interno delle stesse categorie, le indicazioni sono talmente diverse che racapezzarcisi diventa impossibile.
Così, per non postare qualcosa senza darne minima spiegazione, ho tentato di mettere insieme dei pareri autorevoli che concordassero almeno in qualcosa, ma non ce l'ho proprio fatta.
E sono arrivata alla conclusione che non c'è una sola strada corretta, ce ne sono molte per arrivare ad un risultato, mica identico, ma comunque un ottimo risultato.
Quindi qui oggi riporto solo la meringa francese come la faccio io, senza pretese di insegnare nulla nè di svelare chissà quale segreto. Il risultato mi piace e voglia di provare altre infinite variazioni sul tema proprio non ce l'ho, perciò posso dire che questa è stata eletta da me in persona come la mia meringa (non nel senso che l'ho inventata, ma solo adottata come tipologia e metodo)
La difficoltà della meringa sta tutta nel montare bene gli albumi, aggiungendo lo zucchero in modo corretto e cuocendole alla giusta temperatura. All'interno di queste tre semplici azioni però si apre una rosa di possibilità vastissima, che va dalla scelta dell'albume (freschissimo o di qualche giorno?), al tipo di zucchero da usare (semolato, a velo fatto in casa, o a velo del supermercato quindi con aggiunta di amidi?), al grado di montatura ("che sarà pronta così?") ed infine alla cottura. Alle meringhe io aggiungo solo qualche goccia di limone (che anche può avere diversi ruoli, ma semplifichiamo dicendo che come acido dà stabilità alla meringa e favorisce il bianco)
La cottura poi, a seconda del procedimento scelto per la propria meringa, cambia la consistenza finale. Quindi capite bene che le variabili, anche se non proprio infinite, a tale dimensione si avvicinano.
A questo punto, non volendo scrivere un post eterno, anche perchè sarebbe solo un riportare parole di altri, vi lascio il procedimento delle meringhe che faccio da sempre. Il rapporto tra albumi e zucchero è di 1:2
In questo modo ottengo delle meringhe molto asciutte, croccanti, leggere e scioglievoli,
Quelle di oggi sono piccole meringhe da mangiare semplicemente così o aggiungendo un pò di panna e mascarpone. Le altre le vedremo un'altra volta.
Nota disintiva delle meringhe di oggi (anzi della farcitura in realtà): ho aggiunto una polvere magica regalatami dalla cara Parentesina durante la sua visita (quella che vedete in foto per intenderci). Lei non sapeva che io quando vidi la polvere di lampone nel suo blog passai notti insonni cercando di capire come avrei potuto impossessarmi di tale meraviglia. E quando mi si è presentata con quel barattolino...beh.....sono stata talmente felice che per riconoscenza l'ho portata al cimitero! (se vi interessano i dettagli della giornata li trovate qui)
Ok, ovviamente la polvere magica è un'aggiunta che ho fatto io....ma non è che se non l'avete non potete fare le meringhe! Era chiaro, lo so, ma non vorrei delle responsabilità se poi qualcuno si sentisse frustrato per mancanza di polvere magica......In quel caso sappia che avrà tutta la mia comprensione, è una cosa di cui ho sofferto anch'io e so che vuol dire, ma piano piano si riesce a farsene una ragione.

Meringhe
Ingredienti

albumi: 140 gr (quattro)
zucchero semolato fine: 280 gr
limone: un cucchiaino di succo
panna fresca: 200 gr
mascarpone: 50 gr
zucchero a velo: 3 cucchiai circa

Procedimento

Io uso albumi freschi a temperatura ambiente. Per montare bene gli albumi è importantissimo che non contengano nemmeno la minima traccia di tuorlo. Per lo stesso motivo il recipiente che si utilizzerà dovrà essere perfettamente pulito, senza traccia di grasso, così come le fruste. E’ preferibile utilizzare un recipiente che non sia di plastica. Non usare assolutamente il sale.
Riunite gli albumi in un recipiente (io acciaio) perfettamente pulito. Aggiungere un cucchiaino di limone (sarebbe un cucchiaino ogni 100 gr ma io ne metto meno) e cominciare a montare a bassa velocità fino a che comincia a formarsi una schiuma bianca. A questo punto aumentare la velocità. Quando l’albume è aumentato di volume e siete circa a metà dell'opera, aggiungere metà dello zucchero semolato, poco alla volta e delicatamente senza mai smettere di montare (prima lo aggiungerete e maggiore densità avrà la meringa)
Continuare a montare finchè la massa sarà bianca, densa e lo zucchero sarà sciolto. Aggiungere poi il rimanente zucchero, sempre aggiungendolo delicatamente e poco alla volta e montare ancora per dieci minuti circa. Alla fine dovrà risultare una massa molto densa e molto voluminosa (fino a otto-dieci volte il volume iniziale)
Foderare con la carta forno una teglia. Riempire una sac a poche con bocchetta liscia o a stella, come preferite e formare con l’impasto le meringhette. Infornare in forno già caldo a 80/85° C (io ventilato).
Una temperatura troppo bassa o troppo elevata compromette la riuscita delle meringhe. Oltre i 100°C la meringa scurisce e non risulterà bianca per la caramellizzazione dello zucchero, se la temperatura è troppo bassa rimarranno molli (anche se questo può essere dovuto ad una concomitanza di fattori).
Lasciare cuocere per il tempo necessario (che varierà a seconda della dimensione delle vostre meringhe). Sono pronte quando rompendone una si sbriciolerà completamente e non avrà la minima umidità all’interno. Ci vorrà qualche ora (dalle 2 alle 4 ore circa, ma anche di più) Si possono cuocere sia in forno statico che ventilato. Nel forno di casa è buona norma ogni tanto aprire poco lo sportello per qualche istante per far uscire l’umidità.
Poco prima di servirle preparate la panna. Mescolatela a 50 gr di mascarpone, ad un po’ di vaniglia e a tre cucchiai circa di di zucchero a velo (la quantità varia a seconda dei vostri gusti). Montare finchè diventerà soda.
Verso la fine aggiungere anche la polvere di lampone. Riempire una sac a poche, distribuirne una piccola quantità su metà delle meringhe e chiuderne ognuna con l’altra meringa senza panna.
Senza farcitura le meringhe si conservano per circa un mese chiuse benissimo in scatole di latta.
Temono l’umidità.

Alcune annotazioni: l'aggiunta del mascarpone alla panna dona una maggiore consistenza. Volendo è possibile anche aumentare un pò la dose, a seconda dei gusti personali.
Ovviamente la quntità di panna è troppa per farcire le meringhe, a me serviva anche per altre preparazioni, caso mai dimezzate la dose.
Ho dimenticato come sempre di contare le meringhe. All'incirca saranno state quaranta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Aria "Sua morbidezza il mascarpone"
Vi ricordo che il contest scade alla mezzanotte del 7 marzo. Mandate le vostre ricette "dolci!" o "salate vegetariane". C'è ancora qualche giorno di tempo, il vostro contributo è prezioso.


Baci a tutti e buon Week End.

martedì 15 febbraio 2011

Frittelle

ma mica le fritole veneziane

Si si, lo so che sono un pò in anticipo sui tempi.  E' solo che se non le posto ora non le posto più. Diciamo che preferisco togliermi il pensiero. Che non mi piace friggere non è un novità (per me intendo!) ma almeno una volta all'anno s'ha da fare.
Avrete già capito che queste frittelle non sono le tipiche frittole veneziane, quelle col lievito di birra per intendersi. Può darsi che posterò pure quelle, vedremo, non ho ancora deciso. Queste sono le frittelle della nonna. La ricetta la sapeva solo lei e nessuno è mai riuscito a riprodurle identiche. Tanti anni fa, provai a farle confessare il suo segreto. A sentire lei non c'era nessun segreto: "prendi un pò di questo, un pò di quello, aggiungi un pò di quell'altro e poi le friggi!".
Dovete sapere che a casa nostra, forse perchè nessuno faceva mai dolci, queste frittelle erano attese come un evento speciale. Cominciavamo a chiederle già a Natale, sapendo che solo così avremmo potuto sperare di mangiarne qualcuna. Che fossero destinate a dieci persone o quattro, la quantità degli ingredienti non cambiava mai....così, se i destinatari di tanta bontà erano pochi andava ancora bene, ma quando invece erano destinate a tutta la famiglia, compresi cugini e zii tutti riuniti per festeggiare l'evento, le cose si complicavano. Ognuno escogitava il suo piano per riuscire a mangiarne qualcuna in più, ma alla fine erano sempre troppo poche. Sarà per questo che ancora adesso a casa nostra sono ricordate come qualcosa di meravigliosamente buono...perchè siamo sempre rimasti tutti con la voglia di mangiarle! E volete che io non cerchi di riprodurle identiche per riscattarmi di tanti anni di privazione? 
E allora eccole qua cara nonna, chissà che ne diresti tu. Ma io ora capisco il tuo glissare l'argomento, il tuo continuo rimandare, le scuse accampate. Si perchè, a parte la noia di friggere, ora mi sto chiedendo: ma per quanti giorni resterà in casa quest' olezzo?
Ovviamente la ricetta finisce dritta dritta nella mia rubrica I love Veneto....d'altra parte il sottotitolo è: i piatti della tradizione dalla cucina di casa mia. E vi assicuro che se veniste a trovarmi adesso vi convincereste che queste escono proprio dalla cucina di casa mia! Però ne vale la pena.....alla fine anche la nonna capitolava sempre, anche se solo una volta l'anno!

Frittelle

Ingredienti

farina 00: 280 gr
zucchero: 80 gr
uova: 4 grandi
latte: 170gr
lievito: una bustina
uvetta: 200 gr
mele: 2
arancia: la scorza grattugiata di 1
limone: la scorza grattugiata di 1
aroma rum: 1 fialetta
sale: un pizzico
olio: per friggere

Procedimento

Mettere a bagno l'uvetta in acqua tiepida o se vi piace nella grappa. Grattuggiare la scorza di 1 arancia e di 1 limone.
In una terrina mescolare lo zucchero alle uova lavoratele bene. Aggiungere poco a poco la farina setacciata con il lievito alternandola al latte, il rum, la scorza degli agrumi e il sale. Aggiungere le mele grattugiate ed infine l'uvetta ben strizzata ed asciugata. La quantità di farina ovviamente dipende dai liquidi. Deve risultare un impasto molto morbido.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti e friggere in olio caldo e profondo facendo scendere l'impasto da un cucchiaio.Friggere poche frittelle per volta finchè saranno dorate rigirandole più volte. La temperatura dell'olio andrà bene intorno ai 170°C, l'importante è che non si scaldi troppo sennò le frittelle scuriranno troppo in fretta fuori rimanendo crude all'interno. Prelevarle con una schiumarola e farle asciugare dall'olio in eccesso su carta assorbente. Quando sono tiepide passarle nello zucchero semolato e farle ricoprire bene. 

Approfitto di questo spazio per segnalare un'iniziativa importante, quella di Caris che mi piacerebbe se tutte andaste a leggere. Il suo è un contest lanciato per portare la nostra attenzione su un problema, quello dell'ospedale Santa Lucia, una struttura specializzata nella riabilitazione psico-motoria che rappresenta una speranza per moltissimi bambini.  Il futuro di questa struttura è incerto e potrebbe essere chiuso per mancanza di fondi. E' importante che utilizziamo spazi come il nostro per informare ed informarci. Per saperne di più leggete qui. Mandate le vostre ricette, saranno raccolte e donate ai bambini del reparto di neurofisiologia. Partecipate numerose.


A Caris mando la ricetta dei miei cuoricini......oggi è San Valentino e con un cuore non si sbaglia mai...

E per oggi ho concluso. A mercoledì, ho promesso ad un'amica che avrei preparato una ricetta per lei...Baci a tutti e buon inizio settimana

giovedì 3 febbraio 2011

Pasticcini

love is...


Metti una giornata fredda, che più fredda non si può. Metti che sia domenica e che dalla preparazione del consueto dolce abbia avanzato un bel pò di cose. Metti che la cara Flavia stia aspettando una ricetta per il suo romanticissimo contest.
Ho un pò di pasta frolla, un pò di pan di spagna, crema pasticcera, cioccolato, albumi e zucchero.....
Che potrebbe venir fuori da tanta dolcezza? ma un sacco di cuoricini ovviamente!
E poi, com'è l'amore?  E' dolce e amaro, è duro o tenerissimo, è piccante, caldo e morbido. E' la passione di un momento o di tutta una vita, è una quercia ancorata al terreno, è un equilibrista su una fune....è un filo sottile che all'improvviso si rompe o che unisce per sempre.
L'amore è tutte queste cose e molte di più. Certo ce ne vorrebbero di ingredienti per rappresentarlo in tutte le sue forme.
Ma pensateci voi a creare il vostro cuore, quello che vorreste donare al vostro compagno, ai vostri figli, ai genitori, all'amica più cara, al vostro adorato gatto da cui non vi separereste mai, mai e poi mai.
Io vi do solo l'idea, trovate voi l'ingrediente più adatto. Non ho dosi per questa ricetta, ma basta davvero poco per riempire un cuore.....


Ingredienti

pasta frolla per il guscio esterno: qb
pan di spagna: qb
crema pasticcera alla vaniglia: qb
crema pasticcera al cioccolato: qb
albume: 50 gr (dose indicativa)
zucchero semolato: 100 gr (e comunque il doppio dell'albume)
zenzero ricoperto di cioccolato: qb
alchermes: qb

Procedimento

Per la pasta frolla usate quella che preferite. Nel caso vi servisse una ricetta la mia la trovate qui omettete però il lievito e il limone.
Per fare i cuori ho tirato la pasta sfoglia ad uno spessore di circa 2 mm. Con un coppapasta a forma di cuore ho tagliato un certo numero di basi. Dalla pasta frolla ho ritagliato una serie di strisce di pasta lunghe quanto basta a foderare internemente il coppapasta.
Rivestire con la carta forno la leccarda. Prendere una base di frolla a forma di cuore, posizionarla sulla carta forno, appoggiare su di essa il coppapasta in modo che il cuore di frolla ne diventi la base. Poi, con una striscia di frolla  rivestire internamente il coppapasta leggermente unto di burro e far aderire bene la base con la striscia lungo tutto il bordo. Cuocere in forno prerisacaldato a 180°C per circa 15 minuti. Se avete un solo coppapasta procedere con un cuore alla volta....( in poche parole, il coppapasta fa da stampino, però se avete gli stampi a forma di cuore è tutto più semplice ovviamente!) L'amore si sa, richiede pazienza! 
Sfornare, togliere il coppapasta e far raffreddare su una gratella.
Una volta ottenuti i gusci, si può procedere con il ripieno.
Per la crema pasticcera usate tranquillamente la vostra, ma se ve ne servisse una la mia la trovate qui.
Cuori lemon pie:  riempire il guscio con un pò di crema pasticcera aromatizzata con un pò di essenza di limone (possibilmente home made).
Preparare la meringa: con le fruste elettriche, partendo da una bassa velocità, cominciare a montare  gli albumi a temperatura ambiente a cui avrete aggiunto poche gocce di limone e la vaniglia. Quando comincia a formarsi la schiuma bianca aumentare la velocità far montare ancora un pò poi cominciare ad aggiungere poco alla volta lo zucchero in due volte. Far montare bene il composto nella prima fase e quando è lucido e cominciano a formarsi i picchi, aggiungere anche l'altra metà dello zucchero, sempre delicatamente e poco alla volta. Montare finchè i picchi non saranno assolutamente stabili. 
Mettere la meringa in una sac a poche e formare i ciuffetti sopra i cuori (come nella foto). Infornare a 180°C finchè i ciuffetti non saranno leggermente bruniti.
Cuori con crema al cioccolato: io l'ho fatta sciogliendo del fudge al cioccolato e addizionandolo alla crema. Poi ho montato un pò con le fruste elettriche La consistenza che si ottiene è molto simile ad una mousse. Se non avete il fudge potete aggiungere alla crema pasticcera del cioccolato fondente fuso, o della pasta di nocciole.
Riempire i gusci con la crema e aggiungere un pò di peperoncino, oppure dello zenzero candito ricoperto di cioccolato, o altro secondo la vostra fantasia.....
Cuori alla crema e alchermes: Ricavare da un pan di spagna non troppo alto dei cuori leggermente più piccoli di quello di frolla. Con una sac a poche ricoprire la base di un guscio di crema (senza arrivare fino al bordo. Chiudere il guscio con il cuore di pan di spagna e poi con un cucchiaino versare l'alchermes sul pan di spagna fino a farlo inzuppare bene. Se l'alchermes fosse troppo forte diluirlo con uno sciroppo di acqua e zucchero.
Per il pan di spagna potete seguire la vostra ricetta. Se ve ne servisse una la mia la trovate qui

Alcune annotazioni: Ho aromatizzato la crema pasticcera solo con la vaniglia in quanto metà l'ho trasformata in crema al cioccolato. Potreste tranquillamente usare delle ganache aromatizzate come più vi piacciono...Insomma, ci siamo capiti che per fare questi cuori non ci sono regole, solo la vostra fantasia......

Con questa ricetta partecipo al contest di Cuocicucidici: hart to hart

lunedì 31 gennaio 2011

Crêpes arrotolate al cioccolato

di Julie Andrieu


Prima di parlare della ricetta di oggi vorrei fare un appello. Chiunque avesse una foto di Julie Andrieu per favore me la mandi.  Ho assolutamente bisogno di sapere che pesa meno di un quintale per poter andare avanti con questa raccolta. Dieci anni di sperimentazioni col cioccolato devono averla resa allegra senz'altro, il cioccolato si sa migliora l'umore, ma in quanto a chili in più, mah, non so, ho qualche perplessità sulla sua presunta forma fisica...avrei proprio bisogno di sapere.
Sono solo all'inizio e sto già a pensare che ne sarà di me di qui a poco! Certo ho il sospetto che quella graziosa fanciulla dalla forma fisica invidiabile immortalata nelle pagine del libro, tutta intenta a mangiare panini con la cioccolata, leccare mestoli pieni di salse le cui calorie vi lascio solo immaginare, maneggiare qualunque tipo di delizia al cioccolato e mangiarne a piene mani non sia la cara Julie......
Quindi chiunque sia in possesso di informazioni per favore me le passi al più presto...gliene sarò grata per sempre.
Bene, ora passo alla ricetta di oggi, ne ho scelta una più leggera del solito e soprattutto diversa........
Premetto che non sono un'appassionata di crêpes....ma devo dire che queste al cioccolato sono tutta un'altra cosa e appena pronte, per capire se mi piacevano oppure no, ne ho fatte fuori un bel pò. 
E il verdetto è: si si, mi piacciono! E te pareva! 
Soprattutto mi piace l'idea di qualcosa di morbido, tiepido e leggermente croccante ai bordi da intingere nelle ciotoline piene di salsa al cioccolato e panna.
A chi non piacerebbe un dolce servito così! oltre che buono è pure molto simpatico da mangiare, un dessert divertente ecco, che mette allegria! Non sarà mica che tutto 'sto cioccolato rischierà di mettere sempre di buon umore anche me? Vale la pena verificare, in fin dei conti vale di più essere allegri e sereni o avere qualche chilo in meno? A voi l'ardua sentenza, io sono di parte perciò mi astengo, non vorrei influenzarvi troppo.....


Le crêpes non sono difficili da preparare. Bisogna avere un pò di dimestichezza con la pastella ed essere veloci a stenderla. Difficoltà due per ricordare di fare attenzione al momento della cottura

L' impasto è veloce da preparare, circa 15 minuti, ma per cuocerle ci vuole un pò. Per una ventina di crêpes ci vorrà un'ora abbondante. Dipende anche da quanto le fate grandi.

Ho usato solo 20 gr di cacao, ma mi sembrava andasse già bene così. Sappiate comunque che la quantità indicata dalla ricetta è 50 gr. Inoltre non ho lasciato il latte con la vaniglia tutta la notte, ho usato l'essenza che non ha bisogno di infusione. Le crêpes si possono preparare in anticipo e scaldare al momento di servirle.


L'autrice dice che queste crêpes hanno tutto l'aroma e la consistenza croccante dei cannelès, che sono dei dolcetti francesi molto particolari, forse qualcuno di voi li conoscerà.

Crêpes arrotolate al cioccolato

Ingredienti
per circa 20 crêpes

latte: 500 ml
vaniglia: una stecca (io essenza)
zucchero: 180 gr
uova: 3
farina: 100 gr
cacao in polvere: 50 gr (io 20)
rum scuro: 100 ml
burro: 30 gr + per la padella

Procedimento

Aprire la stecca di vaniglia incidendola longitudinalmente, e con la punta di un coltello raschiare i semi all'interno. In una casseruola versare il latte, unire i semini della vaniglia e la stecca. Portare ad ebollizione e poi lasciare raffreddare tutta la notte. Il giorno dopo togliere la bacca. Se si usa l'essenza di vaniglia si può omettere di lasciare la notte.
Sciogliere il burro e farlo raffreddare.
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso. Aggiungere il rum, il burro, la farina il cacao e poi il latte aromatizzato alla vaniglia continuando a sbattere. Coprire con la pellicola e lasciare riposare un'ora nel frigorifero.
Trascorso il tempo, ungere con pochissimo burro una padellina antiaderente (serabbe meglio una piastra per crêpes ma mi sa che è chiedere troppo. Io ho usato una padellina piccola. Il diametro del fondo è di 15 cm.)
Con un mestolo piccolo, versare delle piccole quantità di pastella nella padella caldissima e velocemente, facendo roteare la padella, distribuire l'impasto omogeneamente sulla tutta la superficie. Aspettare tre minuti e poi girare dall'altro lato. Far cuocere per un paio di minuti e poi arrotolare. Procedere così con tutto l'impasto, avendo l'accortezza di passare un pò di carta e ungere con pochissimo burro la padella per ogni crêpes. 
Queste crêpes si staccano meno facilmente dalla padella. lasciarle cuocere bene, poi per girarle, sollevare un lembo aiutandosi con una paletta e piano piano sollevarla fino a staccarla tutta e girare dall'altro lato.
PS: io ho usato 20 gr di cacao per il semplice fatto che l'avevo finito, non perchè avessi capito che era sufficiente....e quando mai!

Se vi piacciono le crêpes provatele, il sapore particolare vi sorprenderà. Se non vi piacciono le crêpes, provatele, il sapore particolare vi sorprenderà.......Non so se ho reso il concetto....caso mai ve lo rispiego: se vi piacciono le crêpes  provatele, il sapore particolare.......noooooooooooooooo, basta, stavo scherzando!
Bene, allora buona settimana e al prossimo post. Baci 


lunedì 3 gennaio 2011

Snack al fudge di arachidi

di Julie Andrieu



ricetta molto semplice, non richiede cottura (solo fondere il cioccolato) ma raffreddamento in frigorifero

per la preparazione vi serviranno 20 minuti più due ore per il raffreddamento   



un sapore particolare, se vi piace la torta Barozzi li troverete divini. Deliziosi anche per la loro consistenza. Sconsigliati a chi non ama il sapore delle arachidi    

l'autrice consiglia di servirli semplicemente con una tazza di caffè



Ingredienti
per 30/35 pezzi

cioccolato al 70% di cacao: 180 gr
burro di arachidi liscio: 150 gr (senza pezzettini)
latte condensato zuccherato: 210 gr
cacao amaro in polvere: 70 gr

Procedimento

Spezzettare il cioccolato. Metterlo in un recipiente adatto alla cottura a bagnomaria o al microonde. Mescolare il cioccolato al latte condensato e al burro di arachidi e fondere tutto a bagnomaria o per due minuti al microonde. Mescolare ed amalgamare bene.
In un foglio di carta forno stendere con una spatola la preparazione ad uno spessore di 0,5 cm, dare una forma regolare, quadrata o rettangolare. Coprire con un altro foglio di carta forno della stessa dimensione e lisciare con un mattarello. Porre in una teglia e mettere in frigorifero per almeno due ore. Trascorso il tempo, tagliare la preparazione a quadratini o rettangoli (3x3, o 3,5x2 circa)
Metterli in un sacchettino di plastica pulito (pochi alla volta) insieme al cacao amaro e scuotere bene per ricoprire i dolcetti. Togliere l'eccesso e servire.

E buon inizio anno a tutti.....che possa essere dolce, buono e sorprendente come questi dolcetti

lunedì 20 dicembre 2010

Crostatine cheese

si, lo so, non c'entrano proprio niente ma.....

ma mi serve una pausa.....
Dal Natale, che non è ancora arrivato ma che ha già ha cambiato le mie giornate....( forse anche le vostre?)
Che poi, a pensarci bene....perchè tutto sembra una corsa contro il tempo? Eppure ogni anno la storia è sempre la stessa.....
Io non esco, non vado in giro, non guardo le città illuminate, non mi lascio emozionare dalle luminarie, dalle strade che vestite a festa preannunciano giorni svavillanti, pieni di voci e pacchi infiocchettati, addobbi e tavole imbandite. Giornate scandite da mangiate che si ricorderanno fino all'anno successivo, fino ad un altro Natale. 
Sarebbe bello il Natale.....se i sogni si avverassero veramente, almeno qualche volta, se Babbo Natale leggesse davvero tutte ma proprio tutte le letterine e se con la sua slitta trainata dalle renne ci portasse a casa il nostro sogno.
Sarebbe bello il Natale, se potessimo trascorrerlo davvero con le persone a cui vogliamo bene, o a quelle a cui ne abbiamo voluto e che la vita ha portato lontano......troppo lontano.....
Allora aspetterei questo giorno con ansia e trepidazione, allora farei di tutto perchè fosse perfetto, perchè arrivasse il prima possibile e soprattutto perchè non finisse mai......
Invece non ho fretta che arrivi,  non conto i giorni, le ore e i minuti.....Lascio che sia un giorno come un altro e che, una volta passato, si porti via la frenesia, il dover essere a tutti i costi e quell'atmosfera ovattata che rende tutto quasi sospeso......irreale.
Sarà per tutte queste luci che anche se non guardi vedi lo stesso, sarà per tutto questo rosso che copre il grigio delle città, sarà la neve che ammorbidisce i passi e che rischiara persino le notti......sarà per tutto questo....ma il Natale è sempre Natale
Qualcuno non vede l'ora che arrivi, qualcuno non vede l'ora che passi, alla fine però tutti lo aspettiamo......e lui arriva sempre......
E per non lasciarmi intrappolare dal vortice delle feste che vogliono piatti "super, belli, buoni, e.....quest'annohaisuperatotestessa," ecco la mia risposta assolutamente fuori tema.......La mia piccola fuga dalla frenesia
Mi fa pensare ad una merenda di primavera, ad un prato ed una tovaglia a quadretti, all'erba umida e ad un cestino pieno di cose buone, (non è che avrò confuso il Natale con la Pasqua?) 
Comunque.....di questo avrei voglia, di silenzio, del profumo dell'erba, di un sole tiepido che riscalda l'aria e di respirare a pieni polmoni.
Se c'è qualcuna che ha bisogno di una pausa, il cestino è pieno zeppo.... potremmo fare merenda insieme, almeno col pensiero. 
Le crostatine però potete prepararvele davvero....ve le consiglio perchè sono fantastiche....proprio una pausa coi fiocchi.

Ingredienti 
per circa 23 crostatine

per la pasta frolla

farina 00: 500 gr
burro: 250 gr
zucchero semolato: 100 gr
uova: uno intero più un tuorlo
lievito: 2 cucchiaini rasi
vaniglia: una bacca
sale: un pizzico
limone: la buccia grattugiata di uno

Per il ripieno
philadelphia yo: 200 gr
yogurt greco: 50 gr
panna fresca: 1 dl
zucchero: 70 gr
uova: 2
vaniglia: 1/2 bacca
marmellata di lamponi o frutti rossi: qb

Procedimento

Setacciare la farina con il lievito e il sale. Fare la fontana sulla spianatoia e impastare con il burro freddo a pezzetti, lo zucchero le uova il limone grattugiato e la raschiatura della bacca di vaniglia. Lavorare rapidamente, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e porlo in frigo per almeno un'ora. Ma si può preparare anche il giorno prima.
nel frattempo imburrare ed infarinare leggermente gli stampini da crostatine.
Trascorso il tempo, con il mattarello stendere la pasta frolla ad uno spessore di qualche millimetro ( circa 4/5)
Tagliare la pasta in tanti dischi del diametro un pò più grande di quello degli stampini (io taglio dischi di 10 cm di diametro per stampini di 8 circa).
Rivestire con la pasta gli stampini, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta. Con dei pezzetti di carta forno coprire le basi di pasta,  metterci sopra dei fagioli crudi ed infornare a 180° finchè non inizia il primo accenno di doratura (non oltre!). Intanto che le basi cuociono, preparare il ripieno. 
Montare i tuorli ( a temperatura ambiente) con lo zucchero finchè saranno spumosi. Aggiungere il formaggio mescolato in maniera omogenea allo yogurt e alla raschiatura della bacca di vaniglia. Aggiungere anche la panna fresca e per ultimo gli albumi montati a neve, amalgamandoli con movimenti dal basso verso l'alto per non smontarli. 
Quando la pasta frolla è pronta ( ricordare che deve rimanere chiara perchè poi va in forno un'altra volta), toglierla dal forno. Spalmarvi un pò di marmellata, versare la crema di formaggio (tutta quella che ci sta, dopo la cottura si sgonfierà) e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 15/20 minuti.
Lasciare raffreddare. Aggiungere un lampone o una fragola al centro e spolverizzare con lo zucchero a velo.

Alcune annotazioni: il nome è totalmente inventato, non sapevo proprio come chiamarle per dare l'idea!
Io ne faccio parecchie perchè vanno via subito, ma se preferite dimezzate la dose. Ovviamente si possono preparare anche con altre marmellate, ma secondo me ai lamponi o ai frutti rossi sono insuperabili.

Un' ultima cosa prima di salutarvi. Voglio ricordarvi che oggi a mezzanotte è il termine ultimo per partecipare al mio Candy 


Ringrazio tutti per aver partecipato, ora non resta che aspettare l'estrazione. A venerdì per comunicarvi il vincitore o vincitrice....Non state più nella pelle? Beh, nemmeno io.......
Baci e buona settimana

venerdì 12 novembre 2010

Ventaglietti di Pasta Sfoglia

ovvero i cuoricini


Ho un pessimo rapporto col parrucchiere.Ci vado di rado e se proprio non posso farne a meno. Non fatico a trovare una spiegazione plausibile a questo fatto.
Da piccola e finchè non raggiunsi l'età della ribellione, mia madre mi costringeva ad accompagnarla dal parrucchiere tutte le settimane. E siccome il parrucchiere in questione era sempre quello più di grido, va da sè che le giornate si svolgevano tra grandi attese, ore di torture ed immancabile insoddisfazione (la sua) finale.
La cosa però assumeva i toni della tragedia quando anch'io ero costretta a sottopormi a quelle che per anni in casa furono chiamate le torture cinesi.
Il tutto aggravato dal fatto che non ero mai io a scegliere che fare della mia chioma....fatto questo che lasciava spazio ad un unico epilogo, sempre lo stesso: io barricata nel bagno e mamma con l'aiutante del parrucchiere che, bomboletta di lacca alla mano, prometteva di sistemarni i capelli esattamente come li avrei voluti se solo fossi uscita di li.......Ma che cavolo...prima mi fai un taglio modello Mafalda e poi pretendi di farmi ricrescere i capelli con una bomboletta di lacca? Ma i grandi per caso pensano che i bambini siano scemi?
L'unica cosa che allietava le giornate era il passaggio in pasticceria prima di tornare a casa. E malgrado l'ora tarda suggerisse l'opportunità di mangiare un tramezzino, un panino o giù di li, io non resistevo all'idea di un cuoricino di pasta sfoglia. Sempre quello, sempre lo stesso, il mio preferito (a parte questi....ma non si trovavano mica dappertutto!)
Un giorno questo evento fu accompagnato da qualcosa che successe  veramente di rado...Una volta a casa mia madre estrasse dalla borsa un sacchetto di carta e me lo diede: un regalo per me. Ne uscì un pagliaccio delizioso di cui mi innamorai a prima vista e che per anni fu il preferito tra tutti i miei giochi. Mia madre me l'aveva comperato in pasticceria ed io l'ho conservato gelosamente per anni come la cosa più bella e più preziosa che avessi.
Ed ogni volta che mangio un cuoricino di sfoglia non posso non pensare al mio pagliaccio preferito e all'emozione di quel giorno che riesco a sentire ancora.



Ingredienti
per circa 25-30 pezzi

pasta sfoglia: un panetto (circa 400 gr)
zucchero semolato: qb

Procedimento

Tirare il panetto di pasta sfoglia freddo con il mattarello su un piano leggermente infarinato. Dovete ottenere un rettangolo allungato dello spessore di pochi millimetri circa 3-4
Ripiegate i due lati lunghi del rettangolo verso l'interno unendoli al centro senza sovrapporli. Otterrete così un altro rettangolo, della stezza altezza del precedente ma largo la metà (vedi foto1)
Ripiegare ancora una volta il rettangolo in due ottenendone un secondo avente stessa lunghezza e largo la metà rispetto al precedente ( vedi foto 2) una specie di rotolo. Con un coltellino affilato tagliarlo a fette di circa un cm. Versare zucchero semolato abbondante su un piatto piano. Passare ogni ventaglietto nello zucchero facendolo aderire bene con una leggera pressione prima da un lato e poi dall'altro. Devono essere ricoperti di zucchero. Disporre in una teglia i ventaglietti così ottenuti. Infornare in forno caldo a 200° C per circa 20 minuti. Devono risultare dorati con i bordi leggermente più scuri. Far raffreddare su una gratella e servire













Alcune annotazioni: la pasta sfoglia per essere lavorata deve essere fredda. Tirarla fuori dal frigo solo al momento di utilizzarla. Io ho perso tempo con le foto e l'ho fatta scaldare un pò, le pieghe in foto non sono perfette. Se non è fredda è difficile lavorarla, diventa molto appiccicosa oltre a non rendre poi bene in cottura, quindi voi non fatelo, mi raccomando.

Il procedimento per preparare la pasta sfoglia lo posterò la prossima settimana, diversamente questo post sarebbe diventato troppo lungo. Quindi mi raccomando, tenete pronti i mattarelli!

Con questa ricetta partecipo al contest di Meggy "Sapore di ricordi..."

venerdì 24 settembre 2010

Zaeti

O sarebbe meglio dire...Xaeti


Questa di oggi è una ricetta tipica della mia regione, il Veneto.
Le tradizioni sono una grande ricchezza da preservare e far conoscere, attraverso la cucina, ma non solo.

I Zaeti, (in veneziano Xaeti) sono un must della cucina veneta. Se verrete da queste parti non faticherete a trovarli. Si usa servire questi biscotti secchi anche come dessert, accompagnati da un vino dolce come il Moscato o il più tipico Recioto.
Le ricette sono molte e variano da zona a zona. 
Ne posterò due, la prima, che è quella che io faccio normalmente, prevede l'uso di uova e lievito, mentre la seconda omette l'uso di questi due ingredienti.
Dirvi quale preferisco è difficile, ma se proprio devo sbilanciarmi preferisco la prima, per la mia irriducibile passione per i biscotti un pò più croccanti.....ma sono entrambe molto buone.
Gli ingredienti che caratterizzano questi biscottini veneti sono: l'uso della farina gialla, di mais, e l'uvetta, che viene ammollata nella grappa, o anche solo nell'acqua.
Vorrei invece farvi conoscere una versione senz'altro meno nota che è quella che prevede l'uso delle giuggiole al posto dell'uvetta.


In questo caso usate giuggiole molto mature, cioè quando il frutto non più turgido diventa morbido e grinzoso, e lasciatele a bagno nella grappa per un pò prima di utilizzarle, ovviamente dopo aver tolto il nocciolo (quelle della foto per intenderci sono pronte per essere mangiate ma bisogna attendere ancora qualche giorno perchè raggiungano la giusta maturazione per i biscotti)

Ingredienti 
per il primo tipo

farina di mais fioretto: 200 gr (gialla)
farina 00: 200 gr
burro: 100 gr
uvetta: 100 gr (o giuggiole ammollate)
zucchero: 100 gr
uova: 2
limone: la buccia grattugiata di uno
lievito: 1 bustina
sale: un pizzico
grappa: per ammollare l'uvetta (facoltativo)

Ingredienti 
per il secondo tipo

farina di mais fioretto: 200 gr 
farina 00: 100 gr
burro: 130 gr
zucchero: 90 gr
pinoli: una manciata scarsa
limone: la scorza grattugiata di uno
grappa: per ammollare l'uvetta
sale: un pizzico

Procedimento

Il procedimento è lo stesso per i due tipi di biscotti. Lavare l'uvetta in acqua tiepida. Poi strizzare ed asciugare. Metterla ad ammollare nella grappa o se preferite lasciarla ammollare in acqua.
Setacciare le due farine, con il lievito (dove previsto) e il sale. Aggiungere il burro a pezzetti, lo zucchero, le uova (dove previste) e la buccia di limone ed impastare fino ad ottenere una massa omogenea, senza lavorare eccessivamente. Per ultimo aggiungere l'uvetta ammollata, ben strizzata e asciugata (o le giuggiole) e i pinoli e amalgamare bene. La seconda versione, quella senza uova sarà più asciutta e quindi per riuscire a lavorare l'impasto aggiungere due o tre cucchiai di grappa con cui avrete ammollato in precedenza l'uvetta o le giuggiole.
A questo punto prelevare delle piccole quantità d'impasto e formare delle palline della dimensione di una noce e poi dargli una forma a losanga appiattita, fare un'incisione al centro, non troppo profonda (se volete) ed infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti. Farli colorare leggermente. Estrarre dal forno e metterli a raffreddare su una gratella.
Spolverizzare con zucchero a velo e servire.

Alcune annotazioni sul primo tipo: a seconda del grado di umidità dell'aria e di quanto si fanno asciugare in forno, la prima versione di questi biscotti può risultare più o meno croccante, mentre la seconda rimane più morbida. Qualche volta, dopo che si sono raffreddati o il giorno dopo io li rimetto in forno a 150° per 15 minuti circa e li faccio asciugare un pò. Così diventano più croccanti, ma non devono diventare duri, resta comunque un biscotto che si sbriciola facilmente.
Se usate le giuggiole al posto dell'uvetta, usate quelle molto mature, snocciolatele, tagliatele a pezzetti e lasciatele in ammollo per qualche ora nella grappa prima di utilizzarle
Io metto sempre anche un pò di vaniglia, la ricetta non lo prevede, ma a me piace.

Con questa ricetta partecipo al contest di Milla "...Non solo brodo di..."



Con questa ricetta partecipo anche a Un anno Ammodomio