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martedì 13 marzo 2018

Pici con crema di cavoletti, granella di pistacchi e capperi croccanti



Vi piacciono i cavoletti di Bruxelles? A me moltissimo, li faccio spesso bolliti, oppure in padella. Oggi però voglio presentarveli in altra veste, e cioè come condimento per i pici (o pasta in genere). Le cremine di verdure come condimento le trovo deliziose, in più sono comode, veloci e permettono anche di riciclare qualche  avanzo.
La ricetta dei pici con crema di cavoletti è semplicissima ed è ottima anche con qualche variante, tipo con pinoli tostati al posto dei pistacchi per esempio. 
Qualche cavoletto bollito, olio buono, capperi e pistacchi. Tutto qua, il tempo che si cuoce la pasta (i pici sono un po’ più lunghi) e il condimento è pronto: di un bel verdino, di quelli che ci piacciono tanto e che ci fanno pensare alla primavera anche se dobbiamo pazientare ancora un po’. E intanto continuiamo a mangiare i cavoli, che sono buoni e ci fanno bene. La primavera arriverà prestissimo!

Pici con crema di cavoletti, granella di pistacchi e capperi croccanti

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 20 minuti circa

Ingredienti
Per 2 persone

Cavoletti di Bruxelles: circa 15
Cipollotto: 1 piccolo
Pistacchi: 1 cucchiaio (oppure pinoli tostati)
Capperi dissalati: 1 cucchiaio
Olio evo: qb
Sale integrale: qb
Pepe: qb 

Procedimento
Cuocete i cavoletti in acqua bollente per circa 5/8 minuti, finchè saranno teneri. Tagliateli a spicchi e poneteli in una padella antiaderente con il cipollotto tritato, due cucchiai di olio evo e un pò di sale. Cuocete a fiamma dolcissima finchè il cipollotto sarà tenero aiutandovi con un po’ d’acqua se necessario. Frullate il tutto riducendo in crema. In due cucchiai d’olio evo saltate i capperi.
Cuocete i pici, scolateli e tenete da parte un po’ d’acqua di cottura. Poneteli nella padella e conditeli con la crema di cavoletti, aggiungete un po’ d’acqua e mescolateli bene finchè risulteranno cremosi. Impiattate, aggiungete la granella di pistacchi e i capperi croccanti. Aggiungete un filo d’olio evo e servite subito. 
Un bacio a tutti e al prossimo post

sabato 30 dicembre 2017

Crespelle vegan e gluten free di cavolo nero e zucca



Lo so che forse per molti è un pò tardi, ma so anche che c'è sempre più di qualcuno che all'ultimo momento o quasi non ha ancora deciso cosa preparare per Capodanno. Ed io è a voi che sto pensando, voi che come me rincorrete mille cose, o vi perdete tra il caos dei pensieri ed ora vi ritrovate a pensare: cosa preparo per domani sera? vorrei qualcosa di bello, buono, facile, vegan e gluten free, si perchè magari c'è da soddisfare più di un'esigenza. Un piatto quindi che vada bene per tutti. Ma esisterà?
Tranquilli, so che sembre difficile, ma vi assicuro che si può fare! Un bel respiro e concentriamoci su queste crespelle vegan e gluten free di zucca e cavolo nero.  
Premetto per onestà che questo non è un piatto velocissimo, richiede un pò di impegno, questo si, ma non troppo, ed ha il vantaggio di poter essere preparato in anticipo e semplicemente infornato all'ultimo momento. Avendolo pensato in monoporzione poi è ancora più semplice, basta toglierlo dal forno e servirlo in tavola senza nemmeno doversi preoccupare di tagliare delle fette perfette :) E' un piatto goloso, di stagione. Secondo me un primo piatto molto carino per Capodanno. Fa parte del menù che ho preparato l'anno scorso perla LAV, ma che non avevo ancora mai postato, ma non poteva mancare tra queste pagine dato che aveva riscosso un certo successo :) Non riesco a pubblicarlo tutto per mancanza di tempo, ma trovate il menù completo scaricabile nella homepage di questo blog, proprio li alla vostra destra. Domani per augurarvi buona fine e buon inizio vi lascerò l'ultima proposta, facilissima, veloce e molto sfiziosa, ma per ora non anticipo nulla. L'appuntamento per tutti i ritardatari è per domani sempre qui. Vi dico solo procuratevi del cavolo riccio abbondante ecco, solo questa piccola anticipazione. Ora vi lascio alla ricetta di oggi così se volete potete portarvi avanti con il lavoro preparando qualcosa in anticipo. E se cercate qualcosa da aggiungere come secondo piatto, vi lascio anche questa proposta 

Crespelle gluten free con zucca e cavolo nero 

Preparazione: 90 minuti
Cottura: 1 ora circa

Ingredienti per 6 persone

Per le crespelle
Farina di ceci: 140 g
Farina di grano saraceno: 60 g
Bevanda vegetale: 150 g (soia o avena al naturale)
Acqua: 300 g
Olio evo: 1 cucchiaio + per ungere
Sale: qb

Per il ripieno
Zucca Delica: 400 g
Cavolo nero pulito: 300 g
Mandorle spellate: 100 g
Basilico: 1 rametto
Salvia: 1 fogliolina
Olio evo: qb
Sale: qb

Per la besciamella
Latte di avena gluten free al naturale: 700 g
Farina di riso: 65 g
Noce moscata: qb
Olio evo: qb
Sale: qb

Preparazione

Per le crespelle
Setacciate le due farine con il sale, aggiungete la bevanda vegetale poca alla volta stemperando con  una frusta per eliminare i grumi, aggiungete anche l’acqua e l’olio. Fate riposare almeno due ore. Scaldate una padella antiaderente del diametro di 13/15 cm, ungetela con pochissimo olio evo, versate un mestolo piccolo di pastella e facendola roteare velocemente cuocete le crespelle una alla volta rigirandole da entrambe i lati. Tenete da parte. 

Per il ripieno
Sbollentate il cavolo nero, scolatelo, fatelo raffreddare, tritatelo. Frullatene la metà con 100 g di mandorle spellate, sale, poca acqua di cottura e olio evo quanto basta per ottenere una crema soda. Aggiungete qualche fogliolina di basilico spezzettato, passate al mixer e tenete da parte. 
Tagliate la zucca a fette e poi a cubetti piccoli. Saltateli in padella con qualche cucchiaio d’olio evo, una foglia di salvia e un po’ di sale finché saranno morbidi. Tenete da parte.

Per la besciamella
Preparate un roux mescolando la farina con l’olio evo e fate tostare sul fuoco per qualche minuto. Scaldate la bevanda d’avena, aggiungete il sale e una grattugiata abbondante di noce moscata. Fuori dal fuoco aggiungete la bevanda d’avena calda poca alla volta stemperando con una frusta per eliminare i grumi. Cuocete per circa dieci minuti dal bollore a fiamma dolcissima sempre mescolando. Aggiustate di sale se necessario.

Preparazione piatto
Preparate 6 cocotte individuali. Distribuite sul fondo di ognuna poca besciamella. Ponete quindi una crespella, aggiungete ancora un po’ di besciamella, la crema di cavolo nero, un po’ di cavolo nero tritato, un cucchiaio di zucca. Procedete così con un’altra crespella, besciamella, cavolo nero, zucca, chiudete con una crespella, poca besciamella e zucca. Cuocete in forno per 20 minuti a 180° e fate gratinare a 200° gli ultimi 5 minuti finché risulteranno dorate.

Ci aggiorniamo domani con una ricetta velocissima che vi farà fare un figurone, parola :) Un bacio a tutti 

venerdì 8 dicembre 2017

Ragù di lenticchie e funghi

Pentola Le Creuset

Non so se sia ancora possibile postare qualcosa che non sia in totale mood Natalizio. Io azzardo e lo faccio, spero di non deludere nessuno, non amo le feste e tanto meno questo continuo rimando al Natale che comincia già il giorno dopo Ferragosto. Detto ciò possiamo mangiare normale almeno fino al giorno della vigilia giusto?
In ogni caso, se invece voi siete appassionati del Natale, la ricetta che ho scelto andrà benissimo anche per i vostri menù vegan della vigilia, di Natale appunto, Capodanno ed Epifania. Un ragù vegan va sempre bene, perfetto per la pasta, le lasagne, gli gnocchi, per accompagnare la polenta. Ed è buono pure da solo con del pane casereccio.
Il ragù vegan di lenticchie non è nuovo, ve lo avevo già proposto già qui, ma in una versione estiva, diciamo così, con il peperone. Quello di oggi invece è la versione autunnale/invernale, con spezie e funghi, altrettanto buono.
Le lenticchie che uso per il ragù vegetale sono quelle piccole nere, tipo Beluga, con altre non ho provato, ma comunque direi che sono preferibili quelle piccole.

Detto ciò, la ricetta è semplicissima, dovete solo decidere con cosa accompagnarlo, in questo oggi vi lascio piena libertà. 

Ragù di lenticchie e funghi

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 1 ora circa

Ingredienti

lenticchie nere: 200 g
funghi pioppini: 200 g
parte verde di un piccolo porro
scalogno: 1 piccolo
carota: 1
sedano: 1 costa
pelati: ½ barattolo
alloro: 1 foglia
salvia: 1 foglia
rosmarino: 1 rametto
chiodi di garofano: 2
aglio: 1 spicchio

olio evo: qb

Procedimento
Lavate e mondate le verdure. Tritate sedano carote e scalogno e fateli appassire in due cucchiaio di olio evo insieme alle erbe aromatiche e ai chiodi di garofano. Dopo cinque minuti aggiungete il porro tritato e fate appassire a fiamma dolce. Tagliate i funghi a pezzetti e poneteli in una casseruola con due cucchiai di olio evo e l’aglio. Fateli cuocere per 10 minuti a fiamma dolce aggiungendo un po’ di sale, poi fateli raffreddare e tritateli al coltello.
Lavate le lenticchie ed aggiungetele al soffritto di verdure, aggiungete acqua bollente fino a coprire le lenticchie di due cm circa. Aggiungete il mezzo barattolo di pelati sminuzzati e fate cuocere a fiamma dolce per 20  minuti. Poi unite i funghi, un po’ di sale (o dado vegetale homemade se ce l’avete) e cuocete il ragù finchè le lenticchie saranno morbide ma non sfatte senza asciugarlo troppo, deve rimanere un po’ di liquido. Aggiustate di sale se necessario.
Con questo ragù potete condire la pasta, preparare le lasagne o servirlo con della polenta.

Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 20 settembre 2017

Vellutata di barbabietola e mela verde



Oltre ai soliti impegni che rendono un po’ difficile postare più di quanto non faccia in questo periodo, ci metto anche quell’ansia che ormai mi accompagna da sempre e che si acuisce quando l’autunno è alle porte. Sapete di che parlo? Di una specie di morsa che fa respirare con affanno e che rende difficile qualunque normale attività, una brutta bestiaccia insomma. Ogni tanto penso a come sarebbe la vita senza l’ansia, ma mi sa che non la proverò mai. 
Io negli anni non credo d aver trovato un sistema valido per controllarla, passo dalla corsa, (che ora non pratico causa mal di schiena cronico) allo yoga, al nulla, con scarsi risultati in tutti i casi. Quindi niente, per ora continuo a conviverci. Quindi se pensavate che vi avrei dato la soluzione mi dispiace ma per ora non ce l’ho. Magari ne avete voi una per me? In alcuni periodi, mi aiuta lavorare tanto, così la mente non parte con le sue elucubrazioni e la sopporto meglio. 
Tutto questo per dire che in questo periodo ho l’ansia a palla, che sto lavorando molto (per fortuna) e non ho tantissimo tempo per il blog. Detto ciò, viene da sé che anche le ricette sono semplici e veloci, ma anche quelle ci stanno no? Tutti viviamo periodi frenetici nella vita, ma non smetteremo mica di mangiare giusto?
Quindi ecco qui, la mia ricetta vegan di oggi, la vellutata di barbabietola, mela verde e ansia! Ahahah, quest’ultimo direi è l’ingrediente fondamentale, se non c’è quella non viene buona. Se non sapete dove trovarlo, beati voi… Io se potessi ne regalerei a tonnellate.
Se avete voglia di dare un'occhiata ad altre vellutate adatte alla stagione che sta arrivando, guardate qui  e qui.

Vellutata di barbabietola e mela verde

Ingredienti
per 2 persone

barbabietole rosse: 300 g
mela verde: ¾ (se è piccola utilizzatela tutta)
sedano: 1 costa
cipollotto: 1
acqua: 3,5 bicchieri
yogurt di soia al naturale non aromatizzato: 125g
semi di chia: 1 cucchiaio
olio evo: 1 cucchiaio
sale integrale: qb
pepe nero in grani: qb
crostini per servire
verdure crude per decorare

Procedimento
Lavate e mondate le verdure
Tagliate a fettine le barbabietole, e la mela sbucciata, tritate il cipollotto ed il sedano. Ponete tutto in una casseruola e versate l’acqua, portate a cottura finché le verdure e la mela saranno morbide (circa 25 minuti)
Riducete in crema con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una consistenza liscia (regolate la quantità d’acqua secondo i vostri gusti) salate e pepate.
Servite la crema tiepida o a temperatura ambiente con crostini caldi di pane nero tostato, un cucchiaio di yogurt ed un filo d’olio evo, una leggera spolverata di semi di chia e qualche fettina di ravanello o fogliolina di spinacini se di stagione

mercoledì 2 agosto 2017

Crema fredda di zucchine e borragine al basilico e mandorle tostate



Seconda puntata della serie voglia di fare bene saltami addosso, stavolta vi tocca la crema fredda di zucchine, o vellutata che è più bello da leggere anche se vellutata implica l’uso di panna o simili che io non uso, quindi torniamo a chiamarla crema… ahahahah, non so più come chiamare le cose. 
Comunque tornando a noi, è una ricetta semplicissima, e dato che le zucchine in questo periodo abbondano, questo è un modo per gustarle in tutta la loro freschezza. Poi naturalmente non mancano le mie amate erbe aromatiche che rendono ogni piatto speciale, anche quello più semplice. Qui oltre al basilico c'è l'erba cipollina che rende più interessante il sapore della zucchina senza però appesantirlo. Io come sempre cuocio pochissimo le verdure, giusto il tempo di ammorbidirle un pochino, in realtà le sbollento, non serve che siano cotte ok? Tanto poi con un minipimer potente o con il bimby le rendiamo cremosissime. Con le zucchine freschissime si potrebbe fare anche una zuppa a crudo, ma io le zucchine preferisco sbollentarle pochi minuti, per una questione di sapore. Crude invece mi piacciono marinate, ma questa è un’altra ricetta. 
Allora, tornando alla ricetta veloce della crema fredda di zucchine, avete capito il concetto no? Si sbollenta si passa in olio e aglio giusto per insaporire un po’, si aggiunge tanto basilico, e si frulla il tutto. Si mangia a temperatura ambiente con filetti di mandorle tostate che danno croccantezza, erba cipollina tritata,un filo d’olio a crudo e pepe macinato fresco.


Crema di zucchine e borragine al basilico
Per 2 persone

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 10 minuti

zucchine freschissime: 350 g
borragine: 20 g (circa una decina di foglie medie)
aglio: 1 spicchio
basilico: 8 foglie
acqua: qb
olio evo: qb
erba cipollina: qb
mandorle: 8
sale integrale: qb
pepe: qb

Procedimento
Lavate e mondate le verdure e le erbe
Scaldate l’olio evo con lo spicchio d’aglio in modo da insaporire l’olio. Eliminate l’aglio ed aggiungete le zucchine a pezzi e la borragine spezzettata. Fate insaporire le verdure nell’olio, poi aggiungete l’acqua, portate a cottura, aggiungete il basilico, sale e pepe e passate tutto al minipimer fino ad ottenere una crema morbida e liscia. 
Ricavate dalle mandorle dei filetti sottili (andrete meglio se le tenete un po’ in ammollo), poi tostatele leggermente in una padella calda antiaderente. 
Versate la crema fredda nei piatti individuali, aggiungete un filo d’olio evo, l'erba cipollina tritata, una macinata di pepe, le mandorle tostate. Servite subito. Può essere un primo piatto leggero o una piccola entrée.
Un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 8 giugno 2017

Carbonara vegan


Quando non ero vegana non mangiavo la carbonara. Ho sempre detestato, la pancetta, il guanciale e simili e se ne vedevo solo un pezzetto da qualche parte proprio non ne volevo sapere di mangiare. 
In realtà in generale la carne non mi ha mai entusiasmata, non la mangiavo praticamente mai se non quando ero ragazzina a casa con i miei e per fortuna mia mamma ne ha sempre preparata pochissima. Ma se si trattava di guanciale o pancetta proprio non ne volevo sapere. Quindi carbonara e amatriciana venivano puntualmente sostituite da pasta con l'olio, perchè per fortuna mia mamma non usava nemmeno il burro :)
Ora che sono vegana ci ho messo un po’ ad aver voglia di mettere a punto la carbonara, perché l’ho sempre associata a qualcosa che proprio non mi piaceva. 
Fino a che un giorno ho avuto voglia di provare, così, semplicemente, e niente, ovviamente mi è piaciuta un sacco. Ma non potevo diventare vegana dopo il biberon? Mi sarei risparmiata di mangiare cose che non mi piacevano e ne avrei scoperte prima un sacco di deliziose. Comunque come si suol dire, meglio tardi che mai. Solo che ritrovarmi adesso a dire avrei voglia di una carbonara mi fa sorridere.
Tutti vi starete chiedendo a questo punto come la farò mai questa carbonara vegana vero? Io non uso la farina di ceci come vedo in molte ricette perché non mi piace l’idea di cuocere la farina di legumi per pochissimo tempo, in realtà andrebbe cotta bene e a me da l’idea che nella carbonara resti mezza cruda. E’ solo una mia idea eh, che nessuno se ne abbia a male! Ma a me piace farla diversamente. D’altra parte siamo chef o no? Dovremo pur inventarci qualcosa di diverso ;) E allora eccola qua la mia carbonara vegan differente, molto ma molto buona. Non vi è venuta voglia di provarla? Facilissima e da leccarsi i baffi. 

Carbonara vegan

Preparazione: 20 minuti
Cottura: il tempo della pasta

Ingredienti per 2 persone

spaghetti (quelli che preferite): 170 g
anacardi al naturale: 40 g
latte di soia al naturale: 4 cucchiai
zafferano: 1 bustina (in polvere o in pistilli)
tofu affumicato: 100 g
olio evo: 3 cucchiai
pepe nero: qb
salsa di soia: qb
sale integrale: qb

Procedimento
Ammollate gli anacardi per un’ora, poi scolateli e riduceteli in crema con un frullatore ad immersione aggiungendo qualche cucchiaio di latte fino ad ottenere una crema morbida e liscia a cui aggiungerete lo zafferano sciolto in un goccio di latte (se usate i pistilli lasciateli in infusione in poco latte)   
Asciugate il tofu con della carta da cucina, tagliatelo  a fettine di ½ cm e fatelo marinare in salsa di soia per circa un’ora. Scolatelo dalla marinata, tagliatelo a cubetti. Cuocete gli spaghetti in acqua salata. 
Scaldate l’olio in una padella antiaderente e fate rosolare il tofu affumicato finchè risulterà rosolato. 
Scolate la pasta e conditela con la crema di anacardi e zafferano, aggiungete qualche cucchiaio d’acqua di cottura per renderla più morbida. Unite il tofu a cubetti con l’olio e mescolate bene. Servite subito spolverizzato con pepe macinato fresco abbondante

Alcune annotazioni: se non avete il tofu affumicato, o lo affumicate voi, oppure potete optare per un tofu normale, che farete marinare con salsa di soia e peperoncino affumicato e poi procederete come descritto sopra. La pasta sarà comunque buonissima.

mercoledì 31 maggio 2017

Spaghetti con polpette vegan

Casseruola Le Creuset 


Non esiste stagione sbagliata per gli spaghetti con le polpette vegan vero? A me la pasta al sugo piace anche tiepida. Che poi non so a voi, ma io non è che me li prepari così spesso, solo che la volta che ti viene voglia li devi proprio fare. Ecco io ce li avevo in testa da un bel po’ e finalmente ho trovato il tempo per prepararmeli. Non sono nemmeno troppo lunghi da fare, davvero, l’unico problema di questa ricetta, almeno per quanto mi riguarda, è che se ne avete una voglia matta come ce l’avevo io, fare le foto può essere un vero problema, anzi, una vera e propria tortura direi  
E così mi sono detta: vabbè, faccio due scatti e come vengono vengono,  se non sarà la foto del secolo (che comunque ancora non sono riuscita a fare) pazienza, l’importante è che resti una testimonianza di questo piatto, perchè non è che si faccia tutti i giorni.
E niente, cosa posso dire di questi spaghetti con le polpette vegan?  Finchè li fotografavo mi sono passati davanti agli occhi Lilli e il Vagabondo mi sono ricordata quanti anni erano passati da quando l’avevo visto al cinema, mancava poco che mi mettessi a piangere :) quando si dice che un piatto riesce a commuovere! Bene, tornando agli spaghetti con le polpette vegan, io ho preparato le polpettine con i ceci, ovviamente si possono preparare anche con le lenticchie o con i fagioli. Il sugo era buonissimo, con i pomodori freschi e tanto basilico. Basta, non aggiungo altro. Le polpettine sono più veloci se avete i ceci già lessati ovviamente, per dieci polpettine ve ne bastano 150 g, se avete un avanzo di legumi bolliti vi risparmiate di cuocerli :) 



Spaghetti con polpette vegan

Ingredienti
Per 2 persone

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 20 minuti

spaghetti (quelli che preferite): 160 g

Per le polpette

ceci lessati: 150 g
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio raso
pangrattato: 1 cucchiaio raso
farina di riso: 2 cucchiaini (più un po’ )
olio evo: qb (per rosolare le polpette)

Per il sugo
pomodoro a pezzi: 300 g  (anche pelati)
pomodori datterini (in stagione):  150 g
pomodori ciliegini (in stagione): 150 g
aglio: due spicchi
olio evo: 2 cucchiai
peperoncino fresco: a piacere
basilico fresco: abbondante

Procedimento
Ponete in un mixer i ceci, l’aglio, il prezzemolo, un po’ di sale ed azionate senza omogeneizzare completamente. Con un cucchiaio aggiungete il pane grattugiato e la farina di riso. Mescolate bene e tenete in frigorifero. Nel frattempo preparate la salsa di pomodoro insaporendo l’olio con gli spicchi d’aglio e se vi piace del peperoncino, ed aggiungendo poi i pomodori e la polpa ridotti in pezzi. Fate cuocere a fuoco lento, aggiustate di sale e passate al frullatore ad immersione per omogeneizzare la salsa, spezzettate il basilico ed unitelo al sugo.
Con l’impasto precedentemente preparato formate delle polpettine grandi come una grossa ciliegia. Passatele nella farina di riso e cuocetele in olio caldo (potete scegliere di friggerle in olio profondo, ne basterà poco in una pentola piccola e profonda perché l’impasto è per 10 polpettine, oppure potete rosolarle in padella con poco olio rigirandole per farle dorare uniformemente. 
Portate ad ebollizione l’acqua e cuocete gli spaghetti al dente. Intanto passate le polpettine nella salsa. Scolate gli spaghetti e conditeli con la salsa e sistemando le polpettine nel piatto ben ricoperte di salsa. Servite subito.

Alcune annotazioni: Aumentando la quantità di pasta la ricetta sarà sufficiente anche per tre persone

Un bacio a tutti e al prossimo post 

venerdì 19 maggio 2017

Risotto integrale di asparagi bianchi e ortiche



Era un po’ che questo risotto mi girava in testa, e così, dato che mi sono ritrovata con a disposizione un bel mazzo di Asparagi bianchi di Cimadolmo IGP, e complice la pioggia, mi sono decisa a provarlo. 
Ormai lo sapete che il risotto lo preparo solo integrale, e per ovviare ai tempi di cottura un po’ lunghi lo metto in ammollo la sera prima cambiando l’acqua un paio di volte ( anche per eliminare le sostanze antinutrizionali presenti) La mantecatura del riso integrale si può fare in tanti modi, per esempio qui e qui trovate qualche altro esempio. In questo caso avendo sfruttato la cremosità degli asparagi ridotti in crema non c’è stato bisogno di renderlo ulteriormente cremoso, l’ho solo mantecato con poco olio evo, molto semplice. La cosa più difficile forse sono le ortiche, se non riuscite a trovarle molti negozi le vendono in mazzetti, quindi non sarà difficile reperirle. Io le faccio solo leggermente appassire in padella così poi le aggiungo solo alla fine al risotto. Tutto qua, semplice no? 
E per tutti gli appassionati di asparagi, ma anche per chi vuole conoscere meglio il prodotto, ricordo un’importante rassegna: “Germogli di Primavera” organizzata da Unpli Treviso lasciandovi anche il link al sito dedicato: www.germoglidiprimavera.tv
Oltre a questo, potete partecipare alla rassegna enogastronomica che coinvolge i ristoranti del territorio di produzione  dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, dal 7 aprile al 29 maggio: Bianco, fresco, dolce asparago. I comuni coinvolti nella produzione e rassegna sono Cimadolmo, Breda di Piave, Fontanelle, Mareno di Piave, Maserada  sul Piave, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, San Polo di Piave , Santa Lucia di Piave, Vazzola. Non c’è che l’imbarazzo della scelta :)



Risotto integrale con asparagi bianchi e ortiche

Ingredienti per 2 persone

riso integrale bio: 170 g
asparagi bianchi: 250 g
ortiche: 30 g (foglioline tenere)
scalogno: 1
cipollotto: 1/2
olio evo: 5 cucchiai (più per mantecare)
brodo vegetale: qb
sale: qb
pepe: qb

Procedimento
La sera prima mettere il riso in ammollo. 
Lavate bene gli asparagi, asciugateli ed eliminare la parte legnosa finale. Con il pelapatate eliminate la parte esterna fino all'incirca alla metà. Tagliate gli asparagi a rondelle mantenendo intere qualche punta che dividerete a metà nel senso della lunghezza.  Affettate sottilmente il cipollotto, utilizzando tutta la parte verde e parte di quella bianca. Fatelo appassire nell'olio evo, poi aggiungete gli asparagi, salate leggermente e saltateli finché saranno teneri ma non sfatti. Riducete gli asparagi in crema (tranne le punte rimaste intere) con un frullatore ad immersione. Lavate le ortiche e senza asciugarle fatele appassire in una padella con un cucchiaio d’olio evo coprendo con un coperchio. Spegnete dopo qualche minuto quando saranno leggermente appassite, poi tritatele grossolanamente
Tritate lo scalogno e fatelo appassire in due cucchiai d’olio evo. Aggiungere il riso e fatelo tostare. Cuocete come un risotto aggiungendo il brodo vegetale caldo. Dopo 10 minuti aggiungete la crema di asparagi, portate a cottura aggiungendo cinque minuti prima della fine anche le ortiche. Fuori dal fuoco mantecate con un cucchiaio di olio evo e servite con pepe macinato fresco e le punte di asparago intere. 
Auguro a tutti buon weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 8 maggio 2017

Crespelle vegan agli asparagi



Forse qualcuno di voi questa ricetta l’avrà già vista, in effetti fa parte del menù di Pasqua che ho pensato per la LAV e che ho pubblicato su fb. E’ disponibile anche un pdf con tutte le ricette del menù scaricabile da questo blog, o dal sito Cambiamenù. Ma dato che tra l’elenco delle ricette di questo blog le crespelle ancora non compaiono malgrado io le abbia preparate ormai in millemila occasioni, ho deciso di inserirle pubblicando questa ricetta che è perfetta per la stagione. Ovviamente si possono fare con tante altre verdure, per esempio d’inverno le preparo spesso con zucca e cavolo nero. Ma ora è primavera ed asparagi e piselli la fanno da padrone.
Allora sulle verdure ci siamo capiti, in quanto alle crespelle vere e proprie invece queste le ho preparate con farina di riso e una piccola percentuale di farina integrale, oltre ovviamente ad un latte vegetale. Se vi dovesse risultare difficile cuocerle e tendessero a rompersi troppo, potete variare un po’ le proporzioni poichè la farina di riso le rende meno elastiche.  Aumentate un po’ le quantità della farina integrale e diminuite quella di riso. Ma se utilizzerete una farina di riso macinata molto sottile vedrete che riuscirete benissimo nell’impresa, ve lo garantisco!
Se deciderete di  cuocerle in anticipo, lasciatele su di un piatto ben distese e farcitele solo al momento di infornarle così non si romperanno ed in forno diventeranno perfette, morbide ma con una bella crosticina intorno, a me piacciono così le crespelle, sennò che crespelle sono? :-) 
Cercate un'altra ricetta con gli asparagi? provate questa  o questa

Crespelle vegan agli asparagi 

Preparazione: 30 minuti ( più il riposo della pastella)
Cottura: 1 ora e 10 minuti

Ingredienti per 4/6 persone

Per le crespelle

farina di riso molto sottile: 135 g (es. Mulino Rossetto)
farina integrale: 65 g
latte di soia: 120 g
acqua: 150 g
curcuma in polvere: ½ cucchiaino
olio evo: 1 cucchiaino (più per la cottura)
sale e pepe: qb

Per il ripieno
asparagi verdi: un mazzo (circa 500 g puliti)
piselli sgranati: 200 g circa
cipollotto: 1
basilico: qualche foglia
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Per la besciamella
latte di soia: 700 g
farina di riso: 70 g
olio evo: 70 g
noce moscata: 1 pizzico
sale e pepe: qb

Procedimento
Mescolate le farine con due prese di sale e la curcuma, aggiungete poco alla volta il latte di soia e l’acqua stemperando bene con una frusta per eliminare i grumi. Preparate una pastella abbastanza liquida (se necessario aggiungete un po’ di acqua o latte) Fate riposare un’ora.
Pulite gli asparagi ed eliminate la parte legnosa finale.  Cuoceteli poi in acqua bollente pochi minuti finché saranno teneri ma ancora croccanti. Cuocete anche i piselli in acqua bollente per 5/6 minuti e scolateli. In una padella antiaderente fate appassire il cipollotto tritato in due cucchiai di olio evo, se necessario aggiungete poca acqua di cottura delle verdure. Tagliate gli asparagi a rondelle, tenendo le punte intere. Aggiungete le rondelle di asparagi nella padella con il cipollotto e fate saltare qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe, poi passate 3/4 degli asparagi al frullatore ad immersione senza omogeneizzare completamente. Tenete da parte le rondelle rimaste intere ed aggiungetele la metà dei piselli e del basilico spezzettato. 
Preparate un roux mescolando la farina con l’olio e fate tostare sul fuoco per qualche minuto. Aggiungete il latte di soia caldo poco alla volta fuori dal fuoco stemperando con una frusta per eliminare eventuali grumi. Ponete sulla fiamma e cuocete per dieci minuti dal bollore a fiamma dolce, salate ed aggiungete un pizzico di noce moscata. Tenete da parte mescolando ogni tanto (deve risultare una besciamella piuttosto soda)
In una piccola padella antiaderente, scaldate un filo d’olio e versate un mestolo piccolo di pastella facendo roteare velocemente la padella in modo da formare delle crespelle sottili. Fatele cuocere finché si formano delle bolle d’aria, poi giratele e fatele cuocere qualche altro minuto finché saranno leggermente dorate. Tenetele da parte e proseguite allo stesso modo con tutto l’impasto. 
Dividete in due la besciamella e mescolatene metà con le verdure passate al frullatore ad immersione. E l’altra metà se troppo densa diluitela con un cucchiaio di latte di soia. Cospargete il fondo di una teglia da forno con poca besciamella, riempite ciascuna crespella con un cucchiaio di besciamella alle verdure, aggiungere un cucchiaio raso di piselli e un po’ di rondelle di asparagi e qualche punta (tenetene da parte qualcuna per la decorazione) Chiudete la crespella a metà e sistematela nella teglia. Procedete cosi con tutte le crespelle sistemandole in fila e leggermente sovrapposte. Distribuite la besciamella senza verdure rimasta, qualche punta di asparago, qualche cucchiaio di piselli ed infornate a 180° per 20 minuti, poi passate 5 minuti al grill. Sfornate e servite calde. 
Alcune annotazioni: per rendere più semplice cuocere le crespelle è indispensabile utilizzare una farina di riso macinata molto sottile. Diversamente tenderanno a rompersi con facilità. 

martedì 18 aprile 2017

Vellutata vegan di baccelli


Se non ora quando? Se non dopo il ricco pranzo Pasquale intendo, e dopo la pioggia di questi giorni quando mai potrei postare questa delicata vellutata vegan di bacelli? Nessuno si risentirà se dopo tanto mangiare scelgo  qualcosa di light. Più per voi che per me, io per la verità non è che abbia mangiato molto, potrei dire meno del solito dato che con la scusa che sono vegana nessuno sa cosa prepararmi da mangiare. Eh si, siamo ancora a fare questi discorsi, abbastanza insopportabili per la verità, preferirei non dover presenziare a nessun pranzo o cena di famiglia per poi dover sentire sempre le stessa storia. Comunque, dai, ormai è fatta, anche questa è andata, l’anno prossimo mi inventerò una gita inesistente, una vacanza fantasma, un giro nell'isola che non c’è insomma, qualunque cosa anche la più improbabile, ma niente pranzo obbligato. 
Torniamo alla vellutata vegan di baccelli, beh qui si usano solo i baccelli dei piselli l’avete capito, con il resto ci prepariamo qualcos'altro, per esempio un dip, una crema da spalmare che posterò nei prossimi giorni, o il sempre tanto apprezzato hummus. Quindi, ricetta del riciclo a patto che i baccelli siano non trattati, mi raccomando.
Approfitto della temperatura fresca per proporvi questa vellutata che probabilmente sarà l'ultima... Non ha niente di difficile, solo la scocciatura di passare i baccelli al passaverdure perché sono molto fibrosi, almeno i miei lo erano, ecco tutto qua, non si tratta d’altro che di una semplice vellutata, ma verde speranza. 

Vellutata di baccelli 

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 25 minuti

Ingredienti per 2 persone

baccelli di 1 Kg di piselli bio
patata media: 1
cipolla bianca: 1/2
sedano: 1 costa
olio evo: 2 cucchiai
brodo vegetale: 800 ml
yogurt di soia al naturale: 2 cucchiai
basilico: 5 foglioline
peperoncino fresco: 1 fettina
finocchietto fresco tritato: 1 cucchiaio colmo
sale: qb

Procedimento

1) Lavate i baccelli e tagliateli a pezzi
2) Tritate la cipolla e il sedano e fateli appassire nell’olio, con il peperoncino tritato. Aggiungete anche la patata tagliata a pezzi e lasciate insaporire tre minuti. Aggiungete i bacelli, coprite con il brodo caldo e fate cuocere a fiamma dolce per circa 25 minuti. Poi unite il basilico spezzettato
3) Ponete le verdure con un mestolo del loro brodo in un mixer e frullatele bene. Poi passate tutto attraverso un passaverdure a fori piccoli e aggiustate di sale.
4) Servite la vellutata con un cucchiaio di yogurt di soia naturale per ogni piatto e un filo d’olio evo.

Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

giovedì 6 aprile 2017

Pesto vegan di tarassaco


Avendo la schiena dolorante non è che stia andando molto per erbe questa primavera, ma per preparare il  pesto di tarassaco che vi propongo oggi ci vuole talmente poco che è stato facilissimo anche per me in questo momento. Il tarassaco si trova ovunque quindi non richiede ricerche estenuanti, io l’ho raccolto nel giardino di casa (non ho un cane eh!) più facile di così!
Diciamo che è un’erba talmente diffusa che trovarla non rappresenterà un problema per nessuno, anche per chi non ha un giardino, l’importante è raccoglierla in luoghi puliti, lontani dal traffico, al sicuro da animali che possano sceglierla come luogo preferito per alleggerire la vescica e magari lontano dai confini dei campi coltivati dove si faccia uso di pesticidi, fertilizzanti ecc ecc.
Non serve che vi spieghi qual è il tarassaco vero? Tutti lo conoscono, magari con altri nomi tipo Dente di leone, Soffione, Piscialetto, Pisciacane ecce cc, quello che fa quei fiori gialli che poi diventano soffioni, è chiaro a tutti vero? Nel caso vi ho messo anche la foto qui sotto. Una volta raccolto il Tarassaco, il resto è facilissimo, io ho aggiunto anche un po’ di aglio da taglio che avevo piantato in giardino qualche anno fa, un’erba delicatamente profumata d’aglio, ma se non ce l’avete potete ometterla. E ho aggiunto anche qualche piccola fogliolina di borragine, sempre piantata qualche anno fa in giardino. Il resto degli ingredienti li trovate nell’elenco qui sotto. Come l’ho mangiato questo pesto di Tarassaco? Con un’amica l’abbiamo mangiato tutto spalmato su crostini di pane caldo, vi assicuro che è una vera delizia. Con il poco che è rimasto ci ho condito la pasta per me il giorno dopo. Veramente delizioso, se non l’avete mai provato, non perdete l’occasione se doveste trovare del Tarassaco in giro. L’unica accortezza, le erbe andrebbero raccolte quando ancora il fiore non è sviluppato del tutto, e scegliendo solo le foglioline più tenere, essendo un pesto deve essere cremoso e non fibroso. Ecco, solo questo, provatelo, sono sicura che piacerà tanto anche a voi. E se cercate qualche altra idea su come utilizzare il Tarassaco in cucina guardate qui 




Pesto di tarassaco 

Preparazione: 15 minuti
Cottura: nessuna

Per 1 barattolino piccolo (4 persone)

foglie tenere di tarassaco: 50 g
borragine: 4 foglioline piccole
aglio da taglio: qualche stelo
spicchio d’aglio: un pezzetto piccolo
lievito alimentare in scaglie: 2 cucchiaini
anacardi: 20
olio evo: qb
sale integrale: qb

Procedimento

Mettete a bagno gli anacardi per 1 ora, poi asciugateli. Ponete tutti gli ingredienti nel mixer, con gli anacardi tranne l’olio. Cominciate ad azionare aggiungendo poco olio evo a filo. Aggiungete per aiutarvi uno o due cucchiai d’acqua, dovrete ottenere un pesto morbido ma non liquido (dipende anche dall’uso che ne dovete fare, da spalmare tenetelo più denso, per condire la pasta un po’ più morbido)  Aggiustate di sale. Conservate in un barattolino e coprite con un filo d’olio evo per non fare ossidare il pesto 
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 27 marzo 2017

Zuppa di cannellini e scarola al carvi

Pentola Le Creuset 
Oggi una ricetta semplice che va ancora bene per le giornate fresche di questi giorni, una buona e salutare zuppa Vegan di legumi che a me piacciono tanto, profumata al cumino. Attenzione però, non sto parlando del cumino che insaporisce le pietanze indiane, ma del Kummel carvi, un altro tipo di cumino, utilizzato soprattutto nei paesi del Nord Europa, ma anche in Trentino alto Adige per esempio, detto anche cumino dei prati. Avete mai assaggiato la puccia trentina (da non confondere con quella pugliese eh, mi raccomando!) o lo Schüttelbrot, quel pane basso basso senza mollica e particolarmente duro che si conserva per mesi e mesi, entrambi tipici dell’Alto Adige? Ecco, questi sono solo due esempi di come viene comunemente utilizzato il kummel carvi in Alto Adige (infatti kummel è il nome alla tedesca) 
Quindi dobbiamo distinguere tra due tipi di cumino, i nomi scientifici sono Cuminum cyminum (il cumino indiano per intenderci) e il Carum Carvi (il cumino dei prati ) il primo ha un sapore caldo, il secondo un sapore fresco che ricorda l’anice e il finocchio.
Detto ciò, a me il carvi piace molto e lo uso spesso soprattutto nel cavolo cappuccio crudo, nel pane appunto, ma anche nelle zuppe vegan di legumi. L’anno scorso ne ho preparata una che mi è piaciuta molto ma che non ho fatto in tempo a postare, di borlotti, lattuga e carciofi profumata al carvi. Così quest’anno ne ho sperimentata un’altra versione, quella di cannellini e scarola, profumata ovviamente sempre al carvi. E’ una spezia molto interessante, che vi consiglio di provare nel caso non la conosciate già. Non è difficile reperirla, io ora la trovo un po’ dappertutto, diversamente da qualche anno fa quando dovevo farne scorta durante le gite in montagna. 
Le spezie sanno dare anche ai piatti più semplici un tocco di originalità, imparare ad usarle renderà la nostra cucina più varia e più sana perché richiederà un uso inferiore di grassi e  sale. W le spezie quindi, e per chi avesse voglia di scoprire il Kummel carvi, vi lascio la ricetta di questa deliziosa zuppa vegan di cannellini e scarola al cumino dei prati.




Zuppa di cannellini e scarola al cumino dei prati

fagioli cannellini: 150 g
scarola: 250 g
cumino dei prati ( kummel carvi) : 1 cucchiaino raso di semi
aglio: 1 spicchio
alloro: 2 foglie piccole
salvia: 3 foglie
olio evo: qb
erba cipollina fresca: qb
peperoncino fresco: qb
alga kombu: 2 cm

Procedimento
Lasciate a bagno i fagioli per una o due notti con alloro e alga kombu cambiando l'acqua un paio di volte. In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio con il cumino ridotto in polvere e il peperoncino, fate tostare leggermente le spezie poi aggiungete l’aglio e fate insaporire, unite quindi alloro e salvia, poi i fagioli scolati, coprite di un dito con acqua e cuocete per 25 minuti circa Nel frattempo lavate e scolare la scarola, tagliatela a listarelle e trascorsi i 25 minuti aggiungetela alla zuppa, fate cuocere ancora 20 minuti circa. Alla fine aggiungete l’erba cipollina tritata, del peperoncino sempre tritato, un giro d’olio evo e servite subito con fette di pane alla segale o integrale tostato.

venerdì 24 marzo 2017

Spaghetti di zucca al pesto di salvia


Oggi spaghetti di zucca, un classico che sarà anche l’occasione per salutare questo ortaggio per lasciare spazio alle verdure primaverili.  Il piatto è molto semplice, non richiede certo spiegazioni. L’unica cosa su cui ci si può dilungare è il condimento. A me il pesto di salvia piace moltissimo, lo mangio spalmato su crostini caldi e soprattutto lo adoro sulla polenta grigliata, lo faccio spesso e devo dire che piace sempre molto, soprattutto in aggiunta a delle alghe marinate con olio e limone, è un delizioso antipasto! 
Ma il pesto alla salvia si può utilizzare anche per condire la pasta per esempio,  come ho fatto oggi, anche se non si tratta di pasta e vera e propria. E’ un pesto molto buono se però preparato con una salvia dal sapore delicato. Ora io non so come sia quella che si compera in giro perché ne ho una pianta in giardino e utilizzo sempre quella, però mi è capitato di imbattermi in foglie di salvia dal sapore molto pungente, in questo caso il pesto risulterebbe troppo forte. Quindi è bene assaggiare la salvia prima di procedere alla preparazione di questo pesto e nel caso magari cambiare leggermente la ricetta, diminuendo la quantità di salvia ed aumentando la frutta secca. 
La ricetta è molto semplice quindi non c’è niente da spiegare, bastano una buona zucca, l’ attrezzo per trasformarla in spaghetti,  una salvia dal sapore delicato, dell’olio buono ed il piatto è fatto 

Spaghetti di zucca al pesto di salvia

Ingredienti
Per 2 persone

zucca pulita (io Delica) : 300 g
salvia dal sapore delicato: 20 foglie
semi zucca: 30 g
mandorle sgusciate: 40 g
lievito alimentare: 2 cucchiaini
olio evo di ottima qualità: 50 g circa
acqua: qualche cucchiaio
prezzemolo fresco tritato: 1 cucchiaio
limone: qualche goccia
sale integrale: qb
peperoncino: a piacere

Procedimento
Preparate con l’apposito attrezzo gli spaghetti di zucca. Salateli leggermente, aggiungete qualche goccia di limone, mescolate e fate riposare. 
Nel frattempo preparate il pesto mettendo nel mixer tutti gli ingredienti ed aggiungendo olio evo quanto basta per ottenere un pesto cremoso e morbido (aiutatevi anche aggiungendo poca acqua)
Condite gli spaghetti con il pesto e serviteli subito. Se preferite potete spadellarli leggermente in padella con poco condimento, aggiungendone dell’altro fuori dal fuoco in modo che siano ben conditi. 

Alcune annotazioni: il pesto alla salvia è molto buono se si utilizza una salvia delicata, diversamente risulterebbe troppo forte. Se non trovate una salvia dal sapore delicato potete optare per un pesto di rucola (potete prendere spunto da questo piatto ) o un classico pesto al basilico. 

giovedì 9 febbraio 2017

Pesto vegan di cavolo nero


Dopo essere diventato questo inverno il piatto più gettonato, non mi resta che postarlo, non sia mai che l’inverno prossimo me ne dimentico e non so più cosa prepararmi per pranzo. Tra l’altro è comodissimo perché se lo congelate avete una scorta sempre pronta caso mai vi capitasse qualcuno all'improvviso e doveste preparare qualcosa al volo, con questo farete senz'altro un figurone.
La ricetta è semplicissima, quindi c’è poco da spiegare, l’unica cosa che posso dire è : eliminate la costa centrale delle foglie, alcuni la lasciano, ma essendo molto  fibrosa risulta difficile amalgamarla, anche perché io sbollento il cavolo giusto il tempo necessario a poterlo frullare, poco più di un minuto, se le foglie sono tenere anche meno. Utilizzate un olio evo di ottima qualità, potete omettere l’aglio, e il basilico se non lo trovate, il pesto sarà comunque ottimo, delizioso anche spalmato su crostini di pane caldi o polenta.  
Il cavolo nero è uno degli ortaggi più interessanti dell’inverno, in termini di sapore intendo, è ottimo per preparare zuppe con legumi, come questa per esempio, o anche mangiato come contorno. E’ delizioso anche per prepararci delle chips che posterò a  breve, (il principio è quello delle chips di cavolo riccio che trovate sul pdf delle ricette di Natale scaricabile nella homepage del blog )

Pesto di cavolo nero

Preparazione: 15 minuti
cottura: 10 minuti

Per 200 g di pesto

cavolo nero pulito: 140 gr
mandorle: 20 gr
noci: 2
olio evo: 80 gr circa
basilico: 4/5 foglie (facoltativo)
aglio: 1 fettina piccola (facoltativo)

Procedimento
Dopo aver eliminato dal cavolo nero la costa centrale, sbollentarlo un minuto e mezzo in acqua bollente salata. Scolarlo e raffreddarlo in acqua ghiacciata.
Asciugarlo, tritarlo e metterlo in un mixer insieme agli altri ingredienti, con due o tre cucchiai d’acqua di cottura e poco olio evo. Azionale il mixer  ad intermittenza fino a rendere il composto cremoso e morbido. Aggiungere il restante olio poco alla volta e aggiustare di sale. Deve avere la consistenza di un pesto, se necessario aggiungere ancora poca acqua e olio. 
Potete usarlo per condire gli spaghetti (a me piace con quelli di farro integrale) oppure per preparare dei crostini di pane o di polenta (in questo caso basterà un quantitativo di olio inferiore.

Buon weekend a tutti, un bacio e al prossimo post 

sabato 28 gennaio 2017

Crema vegan di zucca e miglio

Pentola Le Creuset 
C’è chi le ama e chi le trova poco soddisfacenti. Chi non rinuncia a questo comfort food nemmeno d’estate e opta per le versioni fredde e chi invece non le sceglie nemmeno quando il freddo pungente fa venire voglia di qualcosa di caldo e avvolgente. Io sto a metà strada, le creme e le vellutate mi piacciono, ma devo sempre avere qualcos’altro in tavola, e quando le preparo cerco di renderle sfiziose, colorate, e di dargli un tocco originale, qualcosa che cucchiaio dopo cucchiaio desti la mia attenzione senza annoiarmi! In poche parole ci aggiungo sempre qualcosa, possono essere dei crostini croccanti alle erbe, o dei cereali, o un pesto freddo e leggermente amaro che contrasta con il caldo e la dolcezza della crema di zucca. La zucca è la protagonista dell’inverno, insieme ai cavoli, è un’ ortaggio ricchissimo di sostanze che ci fanno bene, primo fra tutti il betacarotene che gli conferisce il caratteristico colore arancio e che serve al nostro organismo per formare la vitamina A. Contiene poi vitamine B ed E. E’ un ottimo antiossidante, contiene molti sali minerali: calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, selenio, sodio, manganese e zinco, è ricca anche di diversi amminoacidi e di fibra. Il betacarotene protegge anche il sistema circolatorio, è un antinfiammatorio e ha proprietà antiossidanti contrastando l’azione dei radicali liberi e rallentando l’invecchiamento delle cellule. 
Ecco, quindi niente, la crema di zucca si deve proprio fare, che piacciano o meno le creme, vellutate e affini, sono un ottimo sistema per fare il pieno di sostanze che ci fanno bene.
Aggiungeteci questo pesto fresco e saporito, e la vostra crema sarà tutta un'altra cosa ;) 



Crema di zucca e miglio con pesto di rucola

Preparazione 20 minuti
Cottura 20 minuti

Ingredienti per 2 persone

zucca Delica: 300 g
cipolla: ½ (oppure 1 cipollotto)
miglio: 60 g
salvia: 2 foglioline
rosmarino: 1 rametto
rucola: una manciata
latte vegetale (soia o avena): 1/2 bicchiere circa
mandorle: 15
olio evo: qb
brodo vegetale: qb

Preparazione
Lavare e mondare la zucca. Potete lavare i semi, farli asciugare e tenerli da parte per consumarli in un secondo momento. Tagliare la zucca a cubetti,  affettare la cipolla. Lavare bene il miglio, poi scolarlo (se vi ricordate potete metterlo in ammollo dalla sera prima) In un’ampia casseruola, porre la cipolla, la zucca, la salvia, il rosmarino e coprire di 2 cm le verdure con il brodo vegetale. Porre sul fuoco e portare a cottura finché il miglio sarà tenero (ci vorranno circa 20 minuti) Aggiustare di sale e pepe, aggiungere mezzo bicchiere di latte di soia o di avena e passare tutto al frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema liscia
Tritare la rucola e porla in un mixer con le mandorle tritate un po’ di sale e due cucchiai di olio evo. Azionare ad intermittenza fino ad ottenere un pesto non troppo morbido.
Al momento di servire, scaldate la crema di zucca, ponetela nei piatti da portata, aggiungete per ogni piatto tre cucchiaini di pesto, formate un vortice con uno stecchino lungo per amalgamare il pesto, un giro d’olio evo a piacere e servite subito. 
Con questa ricetta auguro a tutti un buon weekend. Un bacio e al prossimo post

giovedì 29 dicembre 2016

Menù vegan di capodanno

Questo Menù Vegan è su Cambiamenù

Ed eccoci qui, verso un’altra fine ed un nuovo inizio. E’ stato un anno faticoso ma bello, ho raggiunto obiettivi per me importanti, altri sono in attesa, qualcun’altro verrà, qualcuno si perderà per strada.
Intanto che tutto ciò accade, cerco di essere felice per quello che c’è ora e non infelice per quello che ancora non c’è o che forse non verrà. E’ l’unico modo per essere in pace con sé stessi e con il mondo.
Oltre a ciò, cosa posso dire? il mio augurio per l’anno nuovo, è di vedere una sempre maggiore consapevolezza. Vedere che non solo “qualcosa”, ma che “molto” sta cambiando. Vedere coscienze risvegliate, sempre meno sofferenza, meno abusi e soprusi verso che non può difendersi. Questo è quello che veramente vorrei e per cui mi impegnerò.
Intanto comincio così, con questo menù di Capodanno crueltyfree che ho pensato per LAV e per CAMBIAMENU. Il mio percorso personale verso una cucina senza sofferenza per gli animali è nato proprio grazie a LAV e trovarmi a mettere a punto un menù di Capodanno non può che fermi sentire orgogliosa, felice e onorata di esserci con il mio contributo, attraverso quello che alla fine so fare meglio e mi appassiona: cucinare.
Quindi vi lascio le foto dei piatti, le ricette potete trovarle direttamente sul sito Cambiamenù. 
Insieme alle ricette vi lascio il mio augurio di una buona fine e di un buon inizio anno. L’amore ha tante forme, mangiamo consapevolmente, senza crudeltà verso gli animali.
Se vi fa piacere potete scaricare il PDF con le ricette dal mio blog, dal banner a destra o dal sito Cambiamenù


                                                          Felice e sereno  2017 

MENU' VEGAN DI CAPODANNO

Il menù è totalmente gluten free, senza l'utilizzo di soia e di ingredienti raffinati.

Trovi tutte le ricette complete sul sito CAMBIAMENU' 

Questo menù è adatto sia ad una cena seduti che a buffet. La tartare di lenticchie diventa un piatto raw se al posto delle lenticchie bollite si utilizzano quelle germogliate. Le crespelle possono essere preparate in monoporzione come proposte in questo menù o come una lasagna in un'unica teglia da porzionare. Si possono preparare in anticipo e far gratinare prima di servirle. 

venerdì 16 dicembre 2016

Insalata di riso germogliato, cavolini e funghi


Da un po’ di tempo ho preso l’abitudine di far germogliare i cereali prima di cucinarli. Certo non è una cosa che faccio proprio sempre, però spesso. A parte il fatto che lo trovo molto comodo, i vantaggi sono diversi.
Innanzitutto spesso mi capita di leggere che ammollare o germogliare i cereali riduce i tempi di cottura, ed è vero, lo fa!. Però il motivo per cui normalmente si procede con la germogliazione è che è un processo che, come anche in parte l' ammollo, riduce la presenza dell’acido fitico all’interno dei cereali integrali. L’acido fitico è una sostanza antinutrizionale che riduce l’assorbimento di alcuni minerali. Quindi la sua eliminazione rende più assimilabili ferro, rame, zinco ecc. e rende anche l’alimento più digeribile. 
Oltre a questo, si riducono i tempi di cottura come già detto, per esempio se fate germogliare il riso, e poi decidete di preparare un risotto, cuocerà in 15 minuti, e anche questo è un bel vantaggio, dato che il riso integrale è un po’ lungo da cuocere.
Detto ciò, ho spiegato nel procedimento come far germogliare il riso integrale, lo stesso vale anche con gli altri cereali integrali, anche se potranno variare magari leggermente i tempi di germinazione.
Una volta germinato il riso, potete utilizzarlo come meglio credete: bollito, per preparare risotti, minestre eccetera. Io vi lascio la ricetta di un’insalata tiepida, che a me piacciono tanto, con cavolini e funghi. 

Riso integrale germogliato allo zafferano con cavolini e funghi

Preparazione: 20 minuti (più l’ammollo del riso)
Cottura: 30 minuti

Ingredienti
Per 2 persone:
riso integrale germogliato (oppure riso integrale normale): 140 g
cavolini di bruxelles: 10
funghi pioppini (o altri): 80 g
cipollotto: 1 (o scalogno)
olio evo: 6 cucchiai
qb: peperoncino
spicchio d’aglio: 1
bustina di zafferano in polvere: 1
mandorle sgusciate: 6
prezzemolo: 1 rametto
limone bio: 1

Procedimento
Cuocete il riso con una quantità d’acqua pari al suo volume in una pentola coperta a fiamma dolce senza mai aprire, lasciando solo una piccolissima fessura (ci vorranno circa 15 minuti). Quando l’acqua sarà del tutto assorbita togliete  la pentola dal fuoco, lasciate riposare coperto per dieci minuti, poi sgranate con una forchetta.
Cuocete i cavolini per tre minuti in pap. Raffreddateli in acqua e ghiaccio, poi fateli rosolare in padella con due cucchiai d’ olio evo e poco sale. 
Lavate e mondate i funghi. Sbollentarli per 15 minuti, poi cuoceteli in padella con due cucchiai d’olio evo, uno spicchio d’aglio schiacciato, il peperoncino e poco sale. Saltateli finchè saranno cotti  aggiungendo alla fine il prezzemolo tritato.
Sciogliete lo zafferano in poca acqua. Saltate il cipollotto affettato in 1 cucchiaio d’olio evo. 
Saltate il riso in padella con 1 cucchiaio d’olio evo aggiungendo lo zafferano, il cipollotto e le mandorle a lamelle leggermente tostate. Aggiungete il cavolini e i funghi e servire tiepido con qualche goccia di limone e qualche zesta.

Come fare il riso germogliato
Lavate il riso e tenetelo in ammollo per 8/12 ore a temperatura ambiente. Scolatelo e ponetelo  in un vaso di vetro abbastanza alto, coprite con una garza che fisserete con  un elastico.  Senza togliere la garza, bagnate il riso due volte al giorno aggiungendo l’acqua fio a coprirlo, e scolandola subito. Tenete il vaso a testa in giù su uno scolapiatti per eliminare l’eccesso. Fate questa operazione due volte al giorno. Dopo due  giorni il riso sarà germinato. E’ pronto non appena spunta solo la punta del germoglio (In questo della foto ho aspettato un giorno in più per mancanza di tempo)



Annotazioni: potete preparare l’insalata anche utilizzando riso integrale non germogliato. In questo caso si allungheranno i tempi di cottura.

mercoledì 14 dicembre 2016

Involtini vegan di verza e quinoa


Forse l’ho già detto, forse no, in ogni caso come si suol dire repetita iuvant: io non amo particolarmente utilizzare la quinoa nei miei piatti. E non perché non sia un ottimo alimento, lo è, ricca di lisina e calcio e molto proteica ha tutte le carte in regola per essere un alimento di tutto rispetto nell'alimentazione vegana e non solo. 
Il problema della quinoa per me è che non è un alimento sostenibile: proviene dal sud America, e per arrivare fino a noi percorre chilometri e chilometri. Il prezzo negli ultimi anni è triplicato a fronte delle grandi richieste essendo diventata molto “di moda”, ed è diventato proibitivo per quelle popolazioni locali che la consumavano per i quali rappresentava insieme a poco altro un alimento base. 
Quindi non sono una fanatica della quinoa, la consumo raramente, è buona, mi piace ma non dovrebbe diventare la classica proposta per vegani. Sembra che i vegani non mangino altro!
Ci sono  molti altri cereali interessanti, per esempio il grano saraceno, anch’esso molto proteico e senza glutine. Comunque del grano saraceno parlerò magari in un altro post. 
Torno alla ricetta di oggi, dei semplici involtini vegani di verza ripieni di quinoa.  Mi sono concessa di utilizzare questo pseudocereale solo in vista delle feste, così per creare un piatto un pò insolito, sfizioso e carino. Passate le feste però possiamo passare al miglio o al grano saraceno o al classico riso ok? 
La ricetta è molto semplice, spiegata qui sotto passo passo. Ho evitato il passaggio in forno degli involtini per mantenere il colore e per avere un piatto più leggero di sapore, ma voi potete tranquillamente farli gratinare dopo averli cosparsi di parmigiano vegan ed un filo d’olio. 

Involtini di quinoa al curry su vellutata di cavolo verza

Preparazione: 60 minuti
Cottura: 70 minuti (intesi 20 per quinoa, 25 per la crema di verze 15 minuti per le
verdure e le foglie di verza)

Ingredienti
Per 4 persone (12 involtini)

Per gli involtini
quinoa: 80 gr
cavolo verza: 15 foglie
porro: 50 gr
carota: 1
pomodori soleggiati sott’olio: 15 gr
anacardi: 15 gr
olio evo: 4 cucchiai
prezzemolo fresco tritato: 3 cucchiai
succo di limone: qualche goccia

Per la vellutata
cavolo verza: 350 gr (circa 1 piccolo)
patata: 1 piccola
scalogno: 1
porro: 20 gr
curcuma: 1 cucchiaino
acqua di cottura della verza: qb
pepe: qb

Procedimento

Ammollare la quinoa per tre ore in acqua fredda, scolarla, sciacquarla e tostarla a secco in una padella antiaderente;  cuocerla con il doppio del volume d’acqua per 15/20 minuti finché l’acqua non sarà del tutto assorbita.
Scaldare quattro cucchiai d’olio evo in una padella antiaderente. Tagliare il porro finemente e  la carota a cubetti piccoli e farli saltare nell'olio senza cuocerli eccessivamente, aromatizzare con il curry. Tritare i pomodori secchi scolati dall'olio. Tostare leggermente gli anacardi e tritarli grossolanamente. Aggiungere alle verdure il prezzemolo, i pomodori tritati, gli anacardi tostati ed aggiustare di sale se necessario. Aggiungere qualche goccia di limone e a piacere qualche zesta tritata sottile
Lavare il cavolo verza e tenere da parte 15 foglie di quelle più grandi esterne. Tagliare a striscioline l’altra parte. Eliminare con un coltellino affilato la parte più grossa della costa centrale delle foglie e sbollentarle per 1 minuto e mezzo in acqua salata. Immergerle in acqua fredda e metterle su di un telo ad asciugare. 
Per la vellutata: tritare lo scalogno e farlo stufare insieme al porro in due cucchiai d’olio evo. Aggiungere la verza a striscioline, la patata a pezzi e un po’ d’acqua di cottura delle foglie e far cuocere finché saranno morbide. Frullare e ridurre in crema, salare, pepare ed aggiungere un cucchiaino di curcuma in polvere. Su ogni foglia di verza sistemare un cucchiaio di quinoa, ripiegare verso il centro i due lembi inferiori, poi arrotolare la foglia e formare l’involtino. Formare il piatto mettendo alla base la crema calda di cavolo verza, tre involtini per persona, finire con  un filo d’olio evo e servire.
Per un sapore più deciso, infornare per 20’ a 180° gli involtini spennellati d’olio evo prima di servirli. Potete servirli come primo piatto o come antipasto, riducendo in questo caso la porzione. 

Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 19 settembre 2016

Pasta di lenticchie con crema di spinaci allo zenzero e frutta secca



Tutto è nato dalla necessità di consumare un bidone di farina di lenticchie che avevo in casa.  Era da molto che volevo provare a fare la pasta con la farina di lenticchie, finalmente il momento è arrivato e vi racconto com’è andata.
Premetto che la mia intenzione era quella di ottenere una pasta gluten free, perciò ho scelto di utilizzare la farina di lenticchie in purezza, nulla però vieta di tagliarla con della semola per ottenere una pasta più elastica.
Il risultato finale in termini di gusto mi è piaciuto, ma ovviamente essendo la consistenza di questa pasta molto diversa da quella preparata con farine contenenti glutine, non si riesce ad ottenere qualunque formato. Sconsiglio la pasta lunga tipo tagliatelle perché temo si romperebbero in cottura, mentre il formato che ho scelto io tipo maltagliati si presta bene ad essere sia lavorato e tagliato, sia poi cotto. 
Diverso il discorso se decidete di aggiungere alla farina di lenticchie anche una semola per esempio, ma questo lo vedremo in un altro post. Oggi rimaniamo sul gluten free. 
Essendo una pasta a base di lenticchie ha un sapore deciso, che si accompagna bene a condimenti di carattere. Io ho scelto una crema di spinaci e allo zenzero con  granella di frutta secca e zeste di limone. Ma potete sperimentare altri condimenti ovviamente, a seconda dei vostri gusti e della vostra fantasia. Eviterei un condimento troppo proteico visto che le lenticchie lo sono già. Per il resto non resta che sperimentare. 
Come quantitativo, trattandosi di legumi, ho previsto delle porzioni più ridotte, all’incirca 60 g di pasta a persona, direi che è più che sufficiente. Attenzione a non rompere troppo la pasta quando andrete a condirla. Se le sfoglie sono tirate sottili, cuoce in non più di 5 minuti. 

Pasta di lenticchie con crema di spinaci allo zenzero e granella di frutta secca
(ricetta gluten free)

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 10 minuti

Ingredienti per 2 persone

pasta di lenticchie: 120 g
spinaci: 100 g
anacardi: 10
cipollotto: 1
olio evo: qb
radice di zenzero: 4 cm
limone bio: la buccia di 1
noci e nocciole: 15 g
basilico: 10 foglie

Per la Pasta di lenticchie

farina di lenticchie: 300 g
acqua: 160 g
olio evo: 1 cucchiaio
sale: qb

Procedimento

Rivestite le placche del forno con uno strato di carta e distribuitevi la farina di lenticchie in uno strato non troppo abbondante (circa ½ cm) Infornate a 90° per tre ore circa, poi fatela raffreddare.
Ammollate gli anacardi per un'ora. Tritate grossolanamente noci e nocciole. Impastate la farina con acqua, olio e sale, come per la pasta, poi fatela riposare coperta per mezz'ora. Trascorso il tempo tiratela in sfoglie sottili con il matterello (con la macchina per la pasta non è possibile perché si trappa) Tagliatela a losanghe e fatela asciugare.
Cuocete  per 30 secondi gli spinaci puliti in pap. Fateli raffreddare, poi strizzateli e metteteli in un mixer adatto a preparare il pesto con gli anacardi scolati e tritati, il sale, il basilico, l’olio evo e il succo dello zenzero (regolate quest’ultimo in base ai vostri gusti) 
In una padella fate saltare velocemente il cipollotto in poco olio evo e sale. Cuocete la pasta, scolatela e conditela spadellandola molto delicatamente con la crema di spinaci, il cipollotto, la buccia del limone grattugiata, e cospargete con granella di nocciole e noci. 

Alcune annotazioni: per la pasta ho dato le dosi per 300 g di farina, ovviamente per la ricetta ne basterà meno. Poichè per la denaturazione delle proteine è necessario infornare la farina di lenticchie per 3 ore, consiglio di denaturare una quantità maggiore di farina, io ne ho infornata 800 g. Potete conservarla in un barattolo ben chiuso. 
La denaturazione delle proteine è necessaria per poter lavorare l'impasto. Di fatto è un processo che permette alle proteine di cambiare la loro struttura. Può avvenir per azione meccanica (per esempio quando si montano gli albumi) o termica come in questo caso, sottoponendo le proteine ad un trattamento ad una temperatura superiore agli 80° per un certo tempo.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post

lunedì 12 settembre 2016

Insalata d' avena, funghi e spinacini


E’ ancora tempo di insalate, che felicità! Adoro le insalate, soprattutto con i cereali o i legumi, e il pensiero di sostituirle con piatti più invernali mi intristisce, ma dato che ancora possiamo godere di un clima estivo, io continuo a proporvele, solo con qualche ingrediente più autunnale, tanto per darvi qualche idea per le settimane a venire. 
Perché la bella notizia è che non è necessario che le insalate siano sempre fredde, anche tiepide sono deliziose, basta saper dosare bene cotto e crudo, ed unire ingredienti non troppo caldi a quelli freddi ed il gioco è fatto. E possiamo prolungare il piacere di mangiare un’insalata nutriente ma leggera, appagando anche il bisogno di cibi più caldi quando l’aria comincerà a rinfrescare. 
Poi vale sempre il principio che mangiare una parte di cibo cotto ed una parte di cibo crudo, è un’ottima abitudine e se riusciamo a far stare tutto in un unico piatto è ancora più semplice e qualche volta risolve il problema del poco tempo a disposizione.
Oggi funghi! la stagione è quella giusta ed in giro è un tripudio di chiodini, finferli, porcini! Io ne approfitto perchè li adoro e alla solita minestra di orzo, o alle classiche tagliatelle, alla meravigliosa polenta, aggiungo questa deliziosa insalata, piena di sapore, golosa, nutriente e sana, ma decisamente golosa.
Variare i cereali a tavola è un’ottima abitudine, l’avena, questa sconosciuta è tra le mie preferite, mantiene il chicco sodo sotto i denti e la trovo meravigliosa nelle insalate. Se volete un’altra idea per utilizzarla, qui trovate un’altra deliziosa ricetta, fusion come piace a me :)

Insalata d'avena con funghi e spinacini

Preparazione: 30 minuti
Cottura: 60 minuti

Ingredienti
Per 2 persone

Per l'insalata

avena: 120/140 g
funghi freschi misti di stagione: 120 g (oppure champignon)
alghe Arame:  1 cucchiaio raso
spinacini: due manciate
salsa di soia: qb
olio evo: 2 cucchiai
aglio: 1 spicchio
limone: 1/2

Per il pesto

erba cipollina fresca:  6 cucchiai (tritata)
salvia: 3 foglie
semi di zucca: 1,5 cucchiai
olio evo: 5 cucchiai circa
acqua: tre cucchiai circa
sale/pepe: qb

Procedimento
Tenete l’avena in ammollo per 8 ore, poi sciacquatela e cuocetela a fiamma dolce e con il coperchio con il triplo del suo volume d'acqua finchè non sarà del tutto assorbita (ci vorranno circa 45 minuti). Poi sgranatela e tenetela da parte.
Pulite bene i funghi eliminando i residui di terra con un coltellino e poi passateli con un panno umido. Tagliateli a fettine e fateli saltare in padella con l’olio evo e lo spicchio d’aglio. Alla fine aggiustate di sale e pepe (o peperoncino) 
Mettete a mollo le alghe per mezz’ora, poi scolatele, asciugatele e spruzzatele con succo di limone fresco. Lavate ed asciugate gli spinacini.
Tritate i semi di zucca al coltello, e metteteli in un mixer con tutti gli altri ingredienti del pesto (aggiungendo l’olio verso la fine) ed azionate ad intermittenza fino ad ottenere un condimento morbido, se necessario regolate le quantità di olio e acqua. 
Intiepidite l’avena, mescolatela ai funghi tiepidi anch'essi, conditela con il pesto, poi unite le alghe e gli spinacini leggermente conditi con salsa di soia e succo di limone. Servite subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una bellissima settimana. un bacio e al prossimo post