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martedì 28 agosto 2018

Biscotto gelato vegan alla stracciatella (gluten free)


Prima che agosto ci saluti, voglio lasciarvi la ricetta di un gelato vegan gluten free, almeno un gelato vegan in tutta l’estate ci vuole giusto? Lo so che per la maggior parte del mondo il gelato è irresistibile e ogni stagione è quella giusta per mangiarlo, so che siete in tantissimi a pensarlo. Ma dato che invece io non ne vado pazza,  quest’anno è il primo post che gli dedico (e probabilmente anche l’ultimo, ma chissà)
Ebbene si, fatevene una ragione, il gelato non è una delle mie passioni, vi sembra impossibile? Vi assicuro che è così. Eppure ogni tanto mi viene un’incontrollabile voglia di mangiarne, così ne approfitto per sperimentare.
Era da un po’ che volevo provare una specie di stracciatella e racchiuderla tra due biscotti friabili e gluten free, e niente, eccola qua la mia stracciatella vegan, materializzata in men che non si dica.
Ne è venuto fuori un gelato vellutato, morbido e cremoso. Il sapore è delizioso, e il biscotto aggiunge quella parte croccante che mi rende sopportabile mangiare un gelato J Va bene, esagero, forse sopportabile non è il termine giusto, diciamo che lo rende più intrigante ecco!
E’ facile da fare, e potete sbizzarrirvi con tutte le varianti che vi vengono in mente. E se non avete voglia di preparare i biscotti potete optare per le Digestive Vegan, il minimo sforzo per un ottimo e sano risultato. Un po’ calorico però eh! inutile nascondere la testa sotto la sabbia. Però mangiatelo senza troppi sensi di colpa, perché per quel che mi riguarda, il prossimo peccato di gola refrigerato sarà tra un anno :) Se invece state cercando qualcosa di fresco ma decisamente light, provate questo favoloso sorbetto all'ananas, io l'adoro! ;)  

Biscotto gelato gluten free
Preparazione: 90 minuti (più il riposo)
Cottura: 15/20 minuti
Ingredienti
Per i biscotti
(8 biscotti/4 gelati)
Farina di riso (meglio integrale): 100 g
Farina di nocciole: 70 g
Olio di semi di girasole estratto a freddo: 50 g
Burro di cacao: 20 g
Zucchero di canna integrale: 50 g
Lievito naturale vegan: 1 cucchiaino raso
Cacao in polvere: 1 cucchiaino
Sale: un pizzico
Per il gelato
Anacardi: 100 g
Bevanda vegetale: 300 g (di soia, o mandorla al naturale senza zucchero)
Estratto di vaniglia: 4 cucchaini
Malto di riso: 4/5 cucchiai
Olio di cocco: 1 cucchiaino
Cioccolato fondente: 35 g
Sale: un pizzico


Procedimento
Sciogliete il burro di cacao a bagnomaria e portatelo a temperatura ambiente. Impastate tutti gli ingredienti come per una frolla. L’impasto risulterà molto friabile. Posizionare un coppapasta del diametro ci circa 7,5 cm su della carta forno adagiata a sua volta su una placca del forno. Versate dentro il coppapasta circa due cucchiai di impasto, pressatelo bene con la punta delle dita, appiattitelo allo spessore di 4 mm circa e rendetelo uniforme. Togliete il coppapasta e procedete così con tutto l’impasto. Poi ponete i biscotti in frigo per qualche ora (io li ho lasciati una notte). Cuoceteli in forno a 175° per circa 22 minuti. Sfornateli e lasciateli raffreddare completamente senza toccarli (sono molto friabili)
Per il gelato: mettete in ammollo gli anacardi per 4 ore. Poi scolateli ed asciugateli. Intiepidite la bevanda di soia e scioglietevi il malto, unite anche la vaniglia, il pizzico di sale e l’olio di cocco. Ponete in un mixer gli anacardi e frullateli ad intermittenza fino a ridurli in una crema perfettamente liscia aiutandovi con qualche cucchiaio di bevanda vegetale. Quando il composto sarà perfettamente liscio, unitelo al resto del liquido, mescolate bene e ponete in freezer per qualche ora mescolando ogni tanto per mantenerlo cremoso (se il gelato dovesse indurire, ponetelo in un mixer e lavoratelo ad intermittenza rendendolo nuovamente cremoso)
Aggiungete al gelato il cioccolato tritato, distribuitelo abbondantemente sul biscotto, chiudete con il secondo e servite immediatamente.
Con questa ricetta auguro a tutti una splendida fine d'agosto. Un bacio a tutti e al prossimo post

venerdì 3 agosto 2018

Verdure ripiene vegan



Le verdure ripiene sono la mia passione, uno dei piatti estivi che preferisco, e la versione vegana non ha niente da invidiare a quella vegetariana, la presenza delle uova non è indispensabile per ottenere un risultato super. 
La versione di oggi è con le noci, potete anche ometterle e il piatto sarà comunque delizioso, l’importante come dico sempre è la qualità degli ingredienti, quindi il pane deve essere buono!  naturalmente anche il resto, ma il pane è fondamentale che lo sia. Così come importantissimo è non ridurlo ad una crema liscia usando il mixer, manteniamo sempre la sua struttura, tagliandolo a coltello, io faccio così ed il risultato mi piace.
Potete preparare insieme alle vostre verdure ripiene vegane anche la melanzana se vi piace, io stavolta non le avevo, però le ho usate nel ripieno.
Detto ciò, non c’è molto altro da aggiungere, se non che questo piatto è più buono il giorno dopo, e non so per voi, ma per me questa è sempre una buona notizia. Ed è delizioso sia appena tiepido che a temperatura ambiente, e che in questo periodo è di 40°, è un po’ come riscaldarle leggermente ;) 
Io comincio a mettere da parte il pane, non vedo l’ora di prepararle. L’estate non è veramente estate senza le verdure ripiene!
E se le verdure ripiene dopo questa ricetta diventassero la vostra passione :) potete provare anche queste 

Verdure ripiene vegan
Preparazione: 60 minuti
Cottura: 50 minuti circa 
Ingredienti
peperoni: 2
pomodori tondi: 3
zucchine tonde: 2
pane raffermo: 200 g
melanzane tonde: 1  grande
bevanda vegetale di di soia al naturale: 1 bicchiere circa
prezzemolo tritato: 2 cucchiai
aglio: 2 spicchi
capperi al sale: 2 cucchiai
noci: 30 g
basilico: 6 foglie
pomodoro San Marzano maturo: 1
pane grattugiato: qb (circa 2 cucchiai)
olio evo: qb
sale interale: qb
pepe: qb

Procedimento
Eliminate dal pane la crosta esterna, tagliatelo a pezzi e ponetelo in una terrina. Bagnatelo con il latte necessario ad ammorbidirlo senza inzupparlo troppo. Fate riposare qualche ora.
Lavate i capperi e lasciateli 1 ora in ammollo. Tritate le noci al coltello. Lavate e mondate le verdure, tagliate in due i peperoni eliminando semi e filamenti bianchi. Togliete la calotta ai pomodori e svuotateli di acqua e semi. Tagliate la calotta alle zucchine e togliete un po’ di polpa interna con lo scavino. Tritate la polpa e tenetela da parte. Tagliate a fette di 1 cm la melanzana e cospargete le fette di sale grosso. Ponetele in uno scolapasta con un peso sopra e lasciatele 1 ora. Poi sciacquatele ed asciugatele bene.
Tagliate a cubetti le melanzane e cuocetele in padella finché saranno dorate con tre cucchiai d’olio e uno spicchio d’aglio, pepate, fate raffreddare e poi tritate a coltello.
Tritate al coltello anche il pane ormai morbido in modo da sminuzzarlo bene. Aggiungete le melanzane, il prezzemolo, la polpa della zucchina, mezzo spicchio d’aglio tritato, le noci, il basilico spezzettato, i capperi tritati, aggiustate di sale e pepe e mescolate per amalgamare (se troppo morbido aggiungete un cucchiaio di pane grattugiato, io non l’ho messo)
Sbollentate le zucchine tonde per 3 minuti
In una teglia da forno ponete uno spicchio d’aglio, il pomodoro a pezzetti, un giro d’olio evo. Ponete nella teglia le verdure e riempitele con il composto. Aggiungete un giro d’olio evo, mezzo bicchiere d’acqua sul fondo della teglia e ponete in forno a 180° per circa 50 minuti (coperto per metà del tempo) Sfornate, fate raffreddare e gustate i peperoni tiepidi o freddi (sono migliori il giorno dopo.
Alcune annotazioni: a me piace mantenere le verdure sode, non mi piacciono spappolate e troppo cotte, però questo è assolutamente il mio gusto personale. Se preferite verdure molto morbide prolungate la cottura finché arrivano alla consistenza desiderata. Nel caso, se necessario, aggiungete un pò d’acqua nella teglia. E’ importante tritare al coltello pane e melanzane (non con il mixer) per non ridurre il ripieno ad una crema.
Un bacio a tutti, e al prossimo post

venerdì 27 luglio 2018

Paella vegan


La Paella non ha certo bisogni di presentazioni, è un piatto che mi piace moltissimo e che trovo molto conviviale. Quando ho una cena tra amici solitamente spazio tra la cucina mediorientale e quella spagnola, chissà perché! Forse perché associo l’idea di una cena tra amici ad un momento di festa, un po’ come le vacanze, e forse perché questi piatti me le ricordano, ecco, forse sarà per questo. Se il ragionamento vale, allora i greci o gli spagnoli, o i libanesi, durante le cene con gli amici dovrebbero preparare gli spaghetti! Ma non sono proprio certa che sia così! J
Tornando alla nostra Paella vegana (perché di questo si tratta) direi che non è difficile da preparare, un po’ più lunga di un risotto magari, però davvero ne vale la pena, e la cosa bella è che il giorno dopo è ancora più buona, anche per voi? Quali sono i segreti per preparare una fantastica paella vegana? Beh, innanzitutto il riso, e qui si potrebbe aprire un dibattito infinito, che io renderò molto breve dicendo che io la preparo con il riso integrale (Tipo Carnaroli), ma ci sarebbe un tipico riso da Paella, che non è né il parboiled né quello da risotti. Ma io ho scelto di utilizzare un riso a Km 0 (o quasi) cioè del nostro territorio, e per di più integrale. I puristi della Paella spagnola mi perdoneranno, ma cerco sempre di cucinare in maniera sostenibile, almeno quando posso!.
Detto ciò, il resto è tutto in discesa: verdure dell’orto, fagioli al posto delle proteine animali, zafferano e mi raccomando: che ci sia l’irrinunciabile crosticina sotto, sennò che Paella è?
Il procedimento potrebbe sembrare complicato, ma vi assicuro che non lo è, seguite i passaggi e vi ritroverete in tavola una fantastica paella vegana.
Se volete un'idea per un'atmosfera mediorientale, provate queste melanzane dell'imam svenuto (svenuto per la bontà s'intende!)   

Paella integrale vegan
Preparazione: 30 minuti
Cottura:  70 minuti circa
Ingredienti per  5/6 persone
Riso integrale: 400 g
Aglio: 3 spicchi piccoli
Cipolla: ¾ di una dorata media
Peperone rosso: ¾
Peperone giallo: ¾
Melanzana lunga: 1 media
Zucchina: 1
Pomodoro: 1
Fagiolini: una manciata
Piselli: una manciata
Fagioli tipo Spagna: 1 manciata (già bolliti) oppure fave fresche
Paprika piccante: 1 cucchiaino
Zafferano: 3 bustine (o pistilli)
Prezzemolo: 1 cucchiaio tritato
Brodo vegetale: 1,5 l circa
Sale integrale: qb

Procedimento
Mettete a mollo il riso per almeno 24 ore cambiando l’acqua almeno un paio di  volte.
Preparate 1,5 litri di brodo vegetale con sedano carota cipolla, o con il dado homemade.
Tagliate a fette la melanzana, cospargetele di sale grosso, ponetele in uno scolapasta con un piatto e un peso sopra e lasciatela per circa un’ora, poi lavatela ed asciugatela.
Tritate sottile aglio e cipolla e fateli appassire in 3 cucchiai di olio evo, aggiungete la paprika. Tagliate a cubetti i peperoni, tenendone qualche strisciolina intera per la decorazione e aggiungeteli al trito di cipolla e aglio. Fateli cuocere per dieci minuti con un po’ di sale, poi aggiungete il pomodoro pelato e privato dei semi, dopo averlo tagliato a cubetti. Fate cuocere 10 minuti poi aggiungete la zucchina a dadini e continuate la cottura per pochi minuti.
In una padella antiaderente cuocete la melanzana a cubetti e fatela leggermente rosolare in due cucchiai d’olio evo.  Unite la melanzana al resto delle verdure.
Sbollentate separatamente i fagiolini per 5 minuti, i piselli per 5 minuti ed eventualmente le fave per 3/4 minuti a seconda della dimensione (oppure sostituitele con i fagioli bolliti) 
Nella paellera, tostate il riso, poi aggiungete tutte le verdure, il brodo e lo zafferano sciolto in poco brodo (io ne ho aggiunto all’inizio un litro, e l’altro successivamente, regolatevi in base al tipo di riso).Fate cuocere a fuoco basso ma facendo sobbollire piano senza mai muovere il riso coperto lasciando una fessura aperta (io l’ ho cotto in 40 minuti) A cinque minuti dalla fine aggiungete il prezzemolo tritato. Fate formare la crosticina sul fondo, se non si forma, alzate leggermente la fiamma facendo attenzione a non farlo bruciare. Spegnete, togliete dal fuoco e fatela riposare prima di servire. Spruzzate di limone prima di gustarla.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio e al prossimo post

mercoledì 11 luglio 2018

Tartare vegana di pomodori con crema di avocado e sfoglie di amaranto



Spesso, a parità di prodotto, la presentazione può fare la differenza. Volete mettere portare in tavola un piatto con dei pomodori tritati, un po’ di crema di avocado vicino e dei crackers a parte al posto di una tartare vegana come questa?
Certamente il piatto sarà delizioso lo stesso, ma la presentazione fa indubbiamente la differenza. Attenzione però, qui ci sono anche altre cose che fanno la differenza, perché questa Tartare vegana è semplicissima si, ma non banale, mette insieme diversi elementi che la rendono un piatto semplice ma particolare.
Innanzitutto l’uso di tre tipi di pomodori con caratteristiche molto diverse tra loro e che quindi coinvolge in maniera molto più intrigante le nostre papille: ci sono infatti la salinità del pomodoro Camone, la dolcezza del Datterino, e il gusto morbido e pulito del Cuore di bue, il mio pomodoro preferito J Messi insieme rendono il piatto un’ insieme davvero interessante, aggiungiamoci la crema di Avocado che non ve la sto nemmeno a spiegare, la sferzata di sapore della cipolla di Tropea (se non vi piace potete ometterla) ed infine, il gusto particolare delle sfoglie di Amaranto che adoro.
Ecco qua, abbiamo fatto di un piatto semplice, un piatto di carattere, ricco di sapori, consistenze e contrasti.
La stagione si presta alla sperimentazione, possiamo provare a mettere insieme altri tipi di pomodori e trovare quello che più ci piace. Questa tartare vegana si prepara velocemente, (le sfoglie potete prepararle anche qualche giorno prima e conservarle ben chiuse in una scatola di latta) può essere un antipasto leggero con cui fare felici i vostri invitati, ma anche un secondo piatto se la porzione sarà un po’ più abbondante. Una proposta versatile insomma, di quelli che piacciono a me, adatta a tante occasioni, sta a voi creare quella perfetta, Io la ricetta ve l’ho data e la trovate anche sul sito Amatigotà 


Tartare di pomodori con crema di avocado e sfoglie di amaranto
Preparazione: 40 minuti (più il riposo)
Cottura: 15 minuti
Ingredienti per 2 persone
Per la tartare 
pomodori misti (camone, datterini, cuore di bue): 500 g
avocado maturo: 1
lime: 1
menta fresca: 2 foglioline
cipolla di Tropea: 1/2
olio evo: 1 cucchiaio
erba cipollina: 5 steli
sale e pepe: qb
Per le sfoglie di Amaranto
farina di farro integrale: 100 g
farina 0: 50 g
fecola di patate: 30 g
farina di amaranto: 25 g
semi di sesamo: 1 cucchiaio
sale: 1 cucchiaino da caffè
acqua: 85 g circa
olio evo: 4 cucchiai di
aceto: 1 cucchiaino


Procedimento
Per le sfoglie di amaranto
1)     Impastate tutti gli ingredienti, lavorate per 15 minuti e fate riposare per 30 minuti coperto.
2)     Stendete la pasta in sfoglie molto sottili, tagliate a losanghe con la rotella dentata  ed infornate a 180° per circa 15 minuti finché le sfoglie saranno leggermente dorate.
Per la tartare di pomodori
1)     Lavate i pomodori, incideteli alla base con un taglio a croce e immergeteli per 30 secondi in acqua bollente. Prelevateli con la schiumarola e spellateli. Fate raffreddare, eliminate acqua e semi e tagliateli a filetti che poi triterete grossolanamente al coltello. Metteteli a perdere l’acqua in eccesso in un colino.
2)     Eliminate dall’avocado la buccia ed il nocciolo, frullate ad intermittenza la polpa con due cucchiai di succo di lime, sale, pepe e due cucchiai di olio evo senza scaldare il composto. Ponete in frigorifero.
3)     Condite il trito di pomodori con sale, pepe e l’erba cipollina tritata. Riempite un coppapasta rotondo con la tartare di pomodori, togliete l’anello, aggiungete sopra una quenelle di crema di avocado, qualche anello di cipolla rossa tagliata molto sottile e servite con le sfoglie di amaranto.
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

venerdì 6 luglio 2018

Tortilla vegan



Riprendo la sana (si fa per dire) abitudine di postare la ricetta del venerdì sera, quella che si può mangiare stando comodamente distesi sul divano ricordate? Con una bottiglia di birra e il gatto seduto di fianco J Il gatto è fondamentale direi, per tutti i giorni della settimana però!
Comunque, tornando alle vecchie sane abitudini, oggi è la volta della Tortilla spagnola, la conoscete? La tortilla anche se potrebbe sembrare, non è una frittata, è una Tortilla e deve essere alta.
Per diversi anni ho assistito alla preparazione della Tortilla dato che conoscevo dei veri appassionati che in Spagna avevano vissuto per molo tempo, e quindi insieme alla degustazione, toccava anche sentire tutto quello che c’è da sapere per fare una Tortilla perfetta. Riassumo qui i concetti fondamentali il primo, come ho già scritto sopra è che deve essere alta, parecchio alta, in Spagna nei bar si trova anche farcita con le verdure come un panino, giusto per non farsi mancare niente J
Il secondo concetto, è che le patate e le cipolle vanno fritte. Eh lo so, starete già dicendo no, ma allora lasciamo stare, ci sarà una versione light, ecce cc.
Certo si può fare anche la versione light e sono sicura che sarà pure buona, sta di fatto che lo sapete anche voi che quello che è fritto ha un altro sapore, quindi non aggiungerò altro, il concetto è chiaro.
Ragion per cui, se decidete di assaggiare la Tortilla vegana, io vi consiglio di seguire queste due semplici regole. Se eliminiamo le uova e non friggiamo le verdure diventa proprio un’altra cosa, buona sicuramente, ma un’altra cosa. Quindi, se vi siete convinti a friggere, l’ultimo consiglio riguarda proprio la frittura, dovete assolutamente evitare di far scurire le patate e le cipolle, vanno fritte si ma devono rimanere morbide, quindi la temperatura dell’olio deve essere giusta, non troppo elevata.
Detto ciò, la nostra Tortilla vegana non ha più segreti, non resta che mettersi all’opera seguendo la ricetta qui sotto. Io ho usato la farina di miglio, se volete potete sperimentare altre farine, ma questa rimane più morbida delle altre. Qualche altra idea da venerdì sera sul divano? Guardate qui qui  o qui , oppure fate un giro tra queste pagine che di venerdì ne sono trascorsi tanti :) 

Tortilla vegan
Ingredienti per 2 persone

Patate (meglio vecchie): 600 g
Cipolle bianche: 350 g
Farina di miglio: 3 cucchiai
Bevanda vegetale di soia: qb
Olio evo: per friggere
Acqua: qb
Sale: qb

Procedimento
Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Affettate le cipolle. Scaldate abbondante olio in una casseruola e friggete prima le patate e poi le cipolle, facendo attenzione a non farle colorare, devono rimanere chiare, quindi la temperatura dell’olio non deve essere troppo elevata. Asciugate patate e cipolle su carta assorbente.
In una boule ponete la farina di miglio con una presa di sale, aggiungete un po’ di bevanda vegetale mescolando con una frusta per evitare i grumi. Aggiungete ancora poca acqua per ottenere una pastella fluida della consistenza dell’uovo sbattuto.
Unite le verdure fritte alla pastella, mescolate bene, aggiustate di sale e pepe. Scaldate poco olio evo in una piccola padella antiaderente e versate il composto, appiattitelo con un cucchiaio e fatelo cuocere lentamente per circa 8/10 minuti per lato, prima senza coperchio, poi con il coperchio per non fare asciugare troppo la tortilla. Fate formare la crosticina prima di girarla. Durante la cottura aiutatevi con una spatola per non fare attaccare la tortilla alla pentola e muovete la padella ogni tanto, così girarla risulterà molto semplice e non rischierete di romperla.
Una volta cotta fatela intiepidire. Potete mangiarla tiepida o fredda, semplice o farcita con verdure crude. Servitela con birra ghiacciata.
Se volete potete omettere la bevanda alla soia e utilizzare solo acqua. Potete aggiungere alla vostra Tortilla vegana qualche erbetta come per esempio un pò di prezzemolo tritato.
Se utilizzate la bevanda di soia dovrà essere senza zucchero nè aromi.  
Un bacio a tutti e buon week end. 

lunedì 25 giugno 2018

Pasta tiepida con pomodorini confit e briciole croccanti ai capperi



L’estate è cominciata e i pomodori la fanno da padrone, almeno a casa mia perché io vivrei di pomodori. Toglietemi tutto ma una vita senza pomodori non riuscirei a concepirla J penso di mangiarne forse anche troppi, ma non voglio sapere, finchè non starò male, va bene così. Non è molto saggio vero? Lo so ma io non sono mai stata saggia J Piuttosto direi contradditoria, cerco di mangiare bene e il più possibile sano, ma poi ogni tanto me ne infischio, eccheccavolo, non si può essere sempre perfetti. Come la mettiamo quando abbiamo i periodi neri? Voi riuscite sempre ad essere bravi e diligenti? Io no di certo, così in qualche giorno vanifico tutto il lavoro J La perfezione proprio non regna a casa mia, piuttosto una certa confusione generalizzata. L’unica cosa perfetta è il gatto, e su questo non ci sono dubbi J 
Detto ciò, come li mangio questi pomodori? A parte che li adoro in insalata, e fin qua tutto bene, è facile, quando ho un po’ più di tempo provo qualche ricetta appena più elaborata. Da quelli ripieni, come questi o questi, all’insalata di cereali; da insalate appena un po’ più particolari, come questa Fattoush , all’ italianissima  pasta.
Ora la pasta al pomodoro non ha certo bisogno di essere spiegata anche perché ognuno la prepara a modo suo. Ma oggi ho preparato una pasta un po’ diversa, da servire a temperatura ambiente o appena tiepida, con pomodori sia crudi che cotti, arricchita da olive e briciole croccati ai capperi. Il procedimento non è complicato, richiede solo di preparare i pomodorini confit così che concentrino tutto il loro sapore. Per il resto è facile e davvero buona, un concentrato di mediterraneità.
La ricetta la trovate anche sul sito Amatigotà

Calamarata estiva con pomodori confit e briciole croccanti ai capperi
Ingredienti
Per 2 persone
Calamarata di grano duro: 170 g
Pomodori San Marzano: 4 medi
Pomodori ciliegini: 200 g (piccoli)
Capperi sotto sale: 15 g (circa 1 cucchiaio colmo)
Pane grattugiato integrale: 2 cucchiai
Olive taggiasche snocciolate: 1 cucchiaio
Pinoli: 1 cucchiaio
Aglio: 1 spicchio
Basilico: 8 foglie circa
Origano secco: qb
Olio evo: qb
Sale integrale: qb
Pepe: qb


Procedimento
1)     Lavate i capperi sotto sale e lasciateli a bagno per un’ora. Poi scolateli ed asciugateli.
2)     Spellate due pomodori san Marzano dopo averi sbollentati per 30 secondi in acqua. Apriteli, eliminate acqua e semi e tagliateli a cubetti. Salateli leggermente e poneteli in un colino a perdere l’acqua per mezz’ora poi conditeli con sale, olio evo e basilico spezzettato abbondante.
3)     Tagliate a metà i pomodorini lavati ed asciugati tenendone interi una decina. Conditeli con olio, poco sale, origano e poneteli in una teglia sopra della carta forno. Aggiungete qualche fettina di aglio e ponete in forno a 160° per 30 minuti.
4)     Tritate i capperi e mescolateli al pane grattugiato, poi ponete in un mixer ed azionate per rendere omogeneo il composto. Scaldate in una piccola padella antiaderente due cucchiai d’olio evo , aggiungete le briciole ai capperi e  fatele dorare finché risulteranno croccanti. In un’altra padella calda tostate leggermente i pinoli. 
5)     Cuocete la pasta, scolatela e intiepiditela sotto l’acqua. Conditela con la dadolata di pomodoro crudo, poi aggiungete i pomodori confit (tranne quelli interi) con il loro liquido, le olive e mescolate bene. Impiattate, cospargete abbondantemente di briciole croccanti, unite i pinoli e i pomodorini interi, servite tiepida o a temperatura ambiente con un filo d’olio evo.
Io me ne vado qualche giorno al caldo. Sto via poco eh, giusto il tempo di ricaricare le batterie. Vado dove i pomodori sono proprio buoni! Prima cosa che mangerò: le friselle J Avete capito dove vado vero? J
Vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e a prossimo post


giovedì 21 giugno 2018

Crostata di ciliegie



Secondo me i dolci vegan più buoni sono le crostate o comunque i dolci a base di pasta frolla. La pasta frolla vegana è deliziosa, anche più buona di quella classica perché ha un sapore più leggero, almeno per i miei gusti. Per questo quando mi viene voglia di dolce, spesso preparo la crostata.
Pensate che siano noiose e scontate? Intanto fare una buona crostata non è così scontato, se la pasta frolla non ha gli ingredienti giusti o non è lavorata nel modo corretto non è buona per niente, e credete che nelle giornate no è capitato anche a. me di fare la pasta frolla sgnucca come si suol dire J
E poi, per rendere originale una crostata si può lavorare sul ripieno, sulla farcitura. Si può inventare di tutto, però alla fine, io penso: cosa c’è di più buono di una crostata con la confettura fatta in casa come per esempio questa o questa o con la frutta fresca? Per me niente, e sono decisamente questi i dolci che preferisco.  
In quello di oggi sono protagoniste le ciliegie, e non potrebbe essere che così, chi resiste ad una crostata con ciliegie fresche? siamo nel pieno della stagione, è questo il momento di farne delle scorpacciate. Il segreto per una crostata deliziosa, sta nel far sentire il più possibile il sapore della frutta e nel fare una pasta frolla vegana friabile, meglio se integrale o semintegrale, non troppo dolce e aromatizzata con limone bio e vaniglia.

In realtà ero partita con l’idea di fare un dolce più elaborato, con crema e frutta, ma poi mi sono chiesta se era quello che avrei voluto mangiare e dato che la risposta è stata no, ho optato per qualcosa che piacesse anche a me. E’ vero che le ricette che posto sono per voi, ma il dolce lo devo mangiare io dopo che l’ho preparato, e io non sono un’amante delle creme. Quindi devo aspettare di avere degli invitati per sperimentare qualcosa sul genere. Per ora accontentatevi di questa crostata vegana alle ciliegie, vi assicuro che è una vera delizia, e se vi è rimasta la voglia di qualcosa di cremoso, abbinateci una pallina di gelato alla vaniglia, a questo punto alla vostra crostata vegana non mancherà proprio niente e farà contenti tutti.



Crostata di ciliegie

Ingredienti
Per uno stampo rettangolare ( 10 persone circa)

Ciliegie: 800 g
Farina 1: 350 g
Olio semi di girasole estratto a freddo: 100 g
Burro ci cacao: 30 g
Zucchero di canna chiaro a velo: 90 g (+ 4 cucchiai)
Vaniglia: ½ bacca
Limone bio: 1
Lievito: 1 cucchiaino
Sale: un pizzico
Gelato alla vaniglia di soia: a piacere

Procedimento

1)    Sciogliete il burro di cacao a bagnomaria.
2)    Formate la fontana con la farina e il lievito setacciati, aggiungete lo zucchero, il sale, la buccia grattugiata del limone l’olio e il burro di cacao a temperatura ambiente. Impastate velocemente aggiungendo l’acqua fredda necessaria a formare un panetto liscio e lavorabile. Chiudetelo nella pellicola e mettetelo in frigorifero per almeno un’ora.
3)    Lavate le ciliegie e privatele del nocciolo. Mettetele in una padella antiaderente con 4 cucchiai di zucchero e la parte interna della bacca di vaniglia e cuocetele a fiamma dolce finchè saranno morbide. Scolatele dallo sciroppo e tenetele da parte.
4)    Dividete il panetto in due parti, una leggermente più piccola. Tirate la pasta frolla in una sfoglia di 3 mm di spessore e rivestite con la sfoglia uno stampo per crostate. Bucherellate il fondo. Distribuite le ciliegie fredde e ben scolate dallo sciroppo sulla sfoglia, pressatele leggermente. Formate con il resto dell’impasto le classiche strisce e formate la griglia pressando bene le estremità per farle aderire.
5)    Infornate a 180° per 45 minuti circa o finchè la pasta sarà dorata. Sfornate e fate raffreddare.
6)    Servite a piacere con una pallina di gelato alla vaniglia


Con questa ricetta vi auguro uno splendido weekend. Mi assenterò per qualche giorno motivo: piccola ma tanto desiderata vacanza. Tornerò presto, spero con un pò più di energia. Un bacio a tutti e al prossimo post