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venerdì 3 agosto 2018

Verdure ripiene vegan



Le verdure ripiene sono la mia passione, uno dei piatti estivi che preferisco, e la versione vegana non ha niente da invidiare a quella vegetariana, la presenza delle uova non è indispensabile per ottenere un risultato super. 
La versione di oggi è con le noci, potete anche ometterle e il piatto sarà comunque delizioso, l’importante come dico sempre è la qualità degli ingredienti, quindi il pane deve essere buono!  naturalmente anche il resto, ma il pane è fondamentale che lo sia. Così come importantissimo è non ridurlo ad una crema liscia usando il mixer, manteniamo sempre la sua struttura, tagliandolo a coltello, io faccio così ed il risultato mi piace.
Potete preparare insieme alle vostre verdure ripiene vegane anche la melanzana se vi piace, io stavolta non le avevo, però le ho usate nel ripieno.
Detto ciò, non c’è molto altro da aggiungere, se non che questo piatto è più buono il giorno dopo, e non so per voi, ma per me questa è sempre una buona notizia. Ed è delizioso sia appena tiepido che a temperatura ambiente, e che in questo periodo è di 40°, è un po’ come riscaldarle leggermente ;) 
Io comincio a mettere da parte il pane, non vedo l’ora di prepararle. L’estate non è veramente estate senza le verdure ripiene!
E se le verdure ripiene dopo questa ricetta diventassero la vostra passione :) potete provare anche queste 

Verdure ripiene vegan
Preparazione: 60 minuti
Cottura: 50 minuti circa 
Ingredienti
peperoni: 2
pomodori tondi: 3
zucchine tonde: 2
pane raffermo: 200 g
melanzane tonde: 1  grande
bevanda vegetale di di soia al naturale: 1 bicchiere circa
prezzemolo tritato: 2 cucchiai
aglio: 2 spicchi
capperi al sale: 2 cucchiai
noci: 30 g
basilico: 6 foglie
pomodoro San Marzano maturo: 1
pane grattugiato: qb (circa 2 cucchiai)
olio evo: qb
sale interale: qb
pepe: qb

Procedimento
Eliminate dal pane la crosta esterna, tagliatelo a pezzi e ponetelo in una terrina. Bagnatelo con il latte necessario ad ammorbidirlo senza inzupparlo troppo. Fate riposare qualche ora.
Lavate i capperi e lasciateli 1 ora in ammollo. Tritate le noci al coltello. Lavate e mondate le verdure, tagliate in due i peperoni eliminando semi e filamenti bianchi. Togliete la calotta ai pomodori e svuotateli di acqua e semi. Tagliate la calotta alle zucchine e togliete un po’ di polpa interna con lo scavino. Tritate la polpa e tenetela da parte. Tagliate a fette di 1 cm la melanzana e cospargete le fette di sale grosso. Ponetele in uno scolapasta con un peso sopra e lasciatele 1 ora. Poi sciacquatele ed asciugatele bene.
Tagliate a cubetti le melanzane e cuocetele in padella finché saranno dorate con tre cucchiai d’olio e uno spicchio d’aglio, pepate, fate raffreddare e poi tritate a coltello.
Tritate al coltello anche il pane ormai morbido in modo da sminuzzarlo bene. Aggiungete le melanzane, il prezzemolo, la polpa della zucchina, mezzo spicchio d’aglio tritato, le noci, il basilico spezzettato, i capperi tritati, aggiustate di sale e pepe e mescolate per amalgamare (se troppo morbido aggiungete un cucchiaio di pane grattugiato, io non l’ho messo)
Sbollentate le zucchine tonde per 3 minuti
In una teglia da forno ponete uno spicchio d’aglio, il pomodoro a pezzetti, un giro d’olio evo. Ponete nella teglia le verdure e riempitele con il composto. Aggiungete un giro d’olio evo, mezzo bicchiere d’acqua sul fondo della teglia e ponete in forno a 180° per circa 50 minuti (coperto per metà del tempo) Sfornate, fate raffreddare e gustate i peperoni tiepidi o freddi (sono migliori il giorno dopo.
Alcune annotazioni: a me piace mantenere le verdure sode, non mi piacciono spappolate e troppo cotte, però questo è assolutamente il mio gusto personale. Se preferite verdure molto morbide prolungate la cottura finché arrivano alla consistenza desiderata. Nel caso, se necessario, aggiungete un pò d’acqua nella teglia. E’ importante tritare al coltello pane e melanzane (non con il mixer) per non ridurre il ripieno ad una crema.
Un bacio a tutti, e al prossimo post

mercoledì 11 luglio 2018

Tartare vegana di pomodori con crema di avocado e sfoglie di amaranto



Spesso, a parità di prodotto, la presentazione può fare la differenza. Volete mettere portare in tavola un piatto con dei pomodori tritati, un po’ di crema di avocado vicino e dei crackers a parte al posto di una tartare vegana come questa?
Certamente il piatto sarà delizioso lo stesso, ma la presentazione fa indubbiamente la differenza. Attenzione però, qui ci sono anche altre cose che fanno la differenza, perché questa Tartare vegana è semplicissima si, ma non banale, mette insieme diversi elementi che la rendono un piatto semplice ma particolare.
Innanzitutto l’uso di tre tipi di pomodori con caratteristiche molto diverse tra loro e che quindi coinvolge in maniera molto più intrigante le nostre papille: ci sono infatti la salinità del pomodoro Camone, la dolcezza del Datterino, e il gusto morbido e pulito del Cuore di bue, il mio pomodoro preferito J Messi insieme rendono il piatto un’ insieme davvero interessante, aggiungiamoci la crema di Avocado che non ve la sto nemmeno a spiegare, la sferzata di sapore della cipolla di Tropea (se non vi piace potete ometterla) ed infine, il gusto particolare delle sfoglie di Amaranto che adoro.
Ecco qua, abbiamo fatto di un piatto semplice, un piatto di carattere, ricco di sapori, consistenze e contrasti.
La stagione si presta alla sperimentazione, possiamo provare a mettere insieme altri tipi di pomodori e trovare quello che più ci piace. Questa tartare vegana si prepara velocemente, (le sfoglie potete prepararle anche qualche giorno prima e conservarle ben chiuse in una scatola di latta) può essere un antipasto leggero con cui fare felici i vostri invitati, ma anche un secondo piatto se la porzione sarà un po’ più abbondante. Una proposta versatile insomma, di quelli che piacciono a me, adatta a tante occasioni, sta a voi creare quella perfetta, Io la ricetta ve l’ho data e la trovate anche sul sito Amatigotà 


Tartare di pomodori con crema di avocado e sfoglie di amaranto
Preparazione: 40 minuti (più il riposo)
Cottura: 15 minuti
Ingredienti per 2 persone
Per la tartare 
pomodori misti (camone, datterini, cuore di bue): 500 g
avocado maturo: 1
lime: 1
menta fresca: 2 foglioline
cipolla di Tropea: 1/2
olio evo: 1 cucchiaio
erba cipollina: 5 steli
sale e pepe: qb
Per le sfoglie di Amaranto
farina di farro integrale: 100 g
farina 0: 50 g
fecola di patate: 30 g
farina di amaranto: 25 g
semi di sesamo: 1 cucchiaio
sale: 1 cucchiaino da caffè
acqua: 85 g circa
olio evo: 4 cucchiai di
aceto: 1 cucchiaino


Procedimento
Per le sfoglie di amaranto
1)     Impastate tutti gli ingredienti, lavorate per 15 minuti e fate riposare per 30 minuti coperto.
2)     Stendete la pasta in sfoglie molto sottili, tagliate a losanghe con la rotella dentata  ed infornate a 180° per circa 15 minuti finché le sfoglie saranno leggermente dorate.
Per la tartare di pomodori
1)     Lavate i pomodori, incideteli alla base con un taglio a croce e immergeteli per 30 secondi in acqua bollente. Prelevateli con la schiumarola e spellateli. Fate raffreddare, eliminate acqua e semi e tagliateli a filetti che poi triterete grossolanamente al coltello. Metteteli a perdere l’acqua in eccesso in un colino.
2)     Eliminate dall’avocado la buccia ed il nocciolo, frullate ad intermittenza la polpa con due cucchiai di succo di lime, sale, pepe e due cucchiai di olio evo senza scaldare il composto. Ponete in frigorifero.
3)     Condite il trito di pomodori con sale, pepe e l’erba cipollina tritata. Riempite un coppapasta rotondo con la tartare di pomodori, togliete l’anello, aggiungete sopra una quenelle di crema di avocado, qualche anello di cipolla rossa tagliata molto sottile e servite con le sfoglie di amaranto.
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

venerdì 6 luglio 2018

Tortilla vegan



Riprendo la sana (si fa per dire) abitudine di postare la ricetta del venerdì sera, quella che si può mangiare stando comodamente distesi sul divano ricordate? Con una bottiglia di birra e il gatto seduto di fianco J Il gatto è fondamentale direi, per tutti i giorni della settimana però!
Comunque, tornando alle vecchie sane abitudini, oggi è la volta della Tortilla spagnola, la conoscete? La tortilla anche se potrebbe sembrare, non è una frittata, è una Tortilla e deve essere alta.
Per diversi anni ho assistito alla preparazione della Tortilla dato che conoscevo dei veri appassionati che in Spagna avevano vissuto per molo tempo, e quindi insieme alla degustazione, toccava anche sentire tutto quello che c’è da sapere per fare una Tortilla perfetta. Riassumo qui i concetti fondamentali il primo, come ho già scritto sopra è che deve essere alta, parecchio alta, in Spagna nei bar si trova anche farcita con le verdure come un panino, giusto per non farsi mancare niente J
Il secondo concetto, è che le patate e le cipolle vanno fritte. Eh lo so, starete già dicendo no, ma allora lasciamo stare, ci sarà una versione light, ecce cc.
Certo si può fare anche la versione light e sono sicura che sarà pure buona, sta di fatto che lo sapete anche voi che quello che è fritto ha un altro sapore, quindi non aggiungerò altro, il concetto è chiaro.
Ragion per cui, se decidete di assaggiare la Tortilla vegana, io vi consiglio di seguire queste due semplici regole. Se eliminiamo le uova e non friggiamo le verdure diventa proprio un’altra cosa, buona sicuramente, ma un’altra cosa. Quindi, se vi siete convinti a friggere, l’ultimo consiglio riguarda proprio la frittura, dovete assolutamente evitare di far scurire le patate e le cipolle, vanno fritte si ma devono rimanere morbide, quindi la temperatura dell’olio deve essere giusta, non troppo elevata.
Detto ciò, la nostra Tortilla vegana non ha più segreti, non resta che mettersi all’opera seguendo la ricetta qui sotto. Io ho usato la farina di miglio, se volete potete sperimentare altre farine, ma questa rimane più morbida delle altre. Qualche altra idea da venerdì sera sul divano? Guardate qui qui  o qui , oppure fate un giro tra queste pagine che di venerdì ne sono trascorsi tanti :) 

Tortilla vegan
Ingredienti per 2 persone

Patate (meglio vecchie): 600 g
Cipolle bianche: 350 g
Farina di miglio: 3 cucchiai
Bevanda vegetale di soia: qb
Olio evo: per friggere
Acqua: qb
Sale: qb

Procedimento
Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Affettate le cipolle. Scaldate abbondante olio in una casseruola e friggete prima le patate e poi le cipolle, facendo attenzione a non farle colorare, devono rimanere chiare, quindi la temperatura dell’olio non deve essere troppo elevata. Asciugate patate e cipolle su carta assorbente.
In una boule ponete la farina di miglio con una presa di sale, aggiungete un po’ di bevanda vegetale mescolando con una frusta per evitare i grumi. Aggiungete ancora poca acqua per ottenere una pastella fluida della consistenza dell’uovo sbattuto.
Unite le verdure fritte alla pastella, mescolate bene, aggiustate di sale e pepe. Scaldate poco olio evo in una piccola padella antiaderente e versate il composto, appiattitelo con un cucchiaio e fatelo cuocere lentamente per circa 8/10 minuti per lato, prima senza coperchio, poi con il coperchio per non fare asciugare troppo la tortilla. Fate formare la crosticina prima di girarla. Durante la cottura aiutatevi con una spatola per non fare attaccare la tortilla alla pentola e muovete la padella ogni tanto, così girarla risulterà molto semplice e non rischierete di romperla.
Una volta cotta fatela intiepidire. Potete mangiarla tiepida o fredda, semplice o farcita con verdure crude. Servitela con birra ghiacciata.
Se volete potete omettere la bevanda alla soia e utilizzare solo acqua. Potete aggiungere alla vostra Tortilla vegana qualche erbetta come per esempio un pò di prezzemolo tritato.
Se utilizzate la bevanda di soia dovrà essere senza zucchero nè aromi.  
Un bacio a tutti e buon week end. 

lunedì 25 giugno 2018

Pasta tiepida con pomodorini confit e briciole croccanti ai capperi



L’estate è cominciata e i pomodori la fanno da padrone, almeno a casa mia perché io vivrei di pomodori. Toglietemi tutto ma una vita senza pomodori non riuscirei a concepirla J penso di mangiarne forse anche troppi, ma non voglio sapere, finchè non starò male, va bene così. Non è molto saggio vero? Lo so ma io non sono mai stata saggia J Piuttosto direi contradditoria, cerco di mangiare bene e il più possibile sano, ma poi ogni tanto me ne infischio, eccheccavolo, non si può essere sempre perfetti. Come la mettiamo quando abbiamo i periodi neri? Voi riuscite sempre ad essere bravi e diligenti? Io no di certo, così in qualche giorno vanifico tutto il lavoro J La perfezione proprio non regna a casa mia, piuttosto una certa confusione generalizzata. L’unica cosa perfetta è il gatto, e su questo non ci sono dubbi J 
Detto ciò, come li mangio questi pomodori? A parte che li adoro in insalata, e fin qua tutto bene, è facile, quando ho un po’ più di tempo provo qualche ricetta appena più elaborata. Da quelli ripieni, come questi o questi, all’insalata di cereali; da insalate appena un po’ più particolari, come questa Fattoush , all’ italianissima  pasta.
Ora la pasta al pomodoro non ha certo bisogno di essere spiegata anche perché ognuno la prepara a modo suo. Ma oggi ho preparato una pasta un po’ diversa, da servire a temperatura ambiente o appena tiepida, con pomodori sia crudi che cotti, arricchita da olive e briciole croccati ai capperi. Il procedimento non è complicato, richiede solo di preparare i pomodorini confit così che concentrino tutto il loro sapore. Per il resto è facile e davvero buona, un concentrato di mediterraneità.
La ricetta la trovate anche sul sito Amatigotà

Calamarata estiva con pomodori confit e briciole croccanti ai capperi
Ingredienti
Per 2 persone
Calamarata di grano duro: 170 g
Pomodori San Marzano: 4 medi
Pomodori ciliegini: 200 g (piccoli)
Capperi sotto sale: 15 g (circa 1 cucchiaio colmo)
Pane grattugiato integrale: 2 cucchiai
Olive taggiasche snocciolate: 1 cucchiaio
Pinoli: 1 cucchiaio
Aglio: 1 spicchio
Basilico: 8 foglie circa
Origano secco: qb
Olio evo: qb
Sale integrale: qb
Pepe: qb


Procedimento
1)     Lavate i capperi sotto sale e lasciateli a bagno per un’ora. Poi scolateli ed asciugateli.
2)     Spellate due pomodori san Marzano dopo averi sbollentati per 30 secondi in acqua. Apriteli, eliminate acqua e semi e tagliateli a cubetti. Salateli leggermente e poneteli in un colino a perdere l’acqua per mezz’ora poi conditeli con sale, olio evo e basilico spezzettato abbondante.
3)     Tagliate a metà i pomodorini lavati ed asciugati tenendone interi una decina. Conditeli con olio, poco sale, origano e poneteli in una teglia sopra della carta forno. Aggiungete qualche fettina di aglio e ponete in forno a 160° per 30 minuti.
4)     Tritate i capperi e mescolateli al pane grattugiato, poi ponete in un mixer ed azionate per rendere omogeneo il composto. Scaldate in una piccola padella antiaderente due cucchiai d’olio evo , aggiungete le briciole ai capperi e  fatele dorare finché risulteranno croccanti. In un’altra padella calda tostate leggermente i pinoli. 
5)     Cuocete la pasta, scolatela e intiepiditela sotto l’acqua. Conditela con la dadolata di pomodoro crudo, poi aggiungete i pomodori confit (tranne quelli interi) con il loro liquido, le olive e mescolate bene. Impiattate, cospargete abbondantemente di briciole croccanti, unite i pinoli e i pomodorini interi, servite tiepida o a temperatura ambiente con un filo d’olio evo.
Io me ne vado qualche giorno al caldo. Sto via poco eh, giusto il tempo di ricaricare le batterie. Vado dove i pomodori sono proprio buoni! Prima cosa che mangerò: le friselle J Avete capito dove vado vero? J
Vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e a prossimo post


venerdì 15 giugno 2018

Spaghetti al pesto di piselli e foglie di ravanello


Cosa fate quando siete troppo stanchi? Io niente, sto a pensare cosa potrei fare per sentirmi meglio senza fare niente di efficace J Che tra l’altro se mi tornasse un po’ di energia avrei tante cose da fare, prima tra tutte sistemare il blog che avrebbe bisogno di cure, ma il lavoro, i pensieri e l’ansia mi rendono il compito veramente difficile, per ora non ho idee, ma sono alla ricerca di qualcuno che possa venirmi in aiuto, magari qualcuno di voi potrebbe fare al caso mio? Intenditori di piattaforme varie, webmaster, o non so chi, se ci siete, fatevi sentire J
Ma poichè non si vive di sola ansia, devo anche fare qualcosa, così continuo a cucinare soprattutto per lavoro, e nel poco tempo che mi rimane, anche per me, e di conseguenza per voi. E' l'unico modo per scacciare la voglia di fare niente :) 
Finchè scrivo sto cuocendo la pasta, ieri ho comperato due bellissimi mazzetti di ravanelli bio, e volevo provare qualcosa di diverso utilizzando le foglie. Ci ho fatto un minestrone molto buono che non ho postato per eccesso di semplicità della ricetta, e oggi il pesto vegan di foglie di ravanello e piselli crudi, con pinoli e basilico che potete provare anche con le mandorle o gli anacardi.
Si prepara molto velocemente ed è un modo per recuperare tutte le parti delle verdure, in questo caso le foglie dei ravanelli, che devono essere bio naturalmente.
Di che sa? vi starete chiedendo! Beh..è un sapore leggermente pungente e morbido allo stesso tempo, cremoso il giusto e aromatico quanto basta. Un pesto vegan un po’ diverso dal classico, per chi ha voglia di novità e per ora deve accontentarsi di quelle che arrivano dalla cucina :) 

Spaghetti al Pesto di piselli e foglie di ravanello 

Ingredienti per 2 persone

foglie freschissime di 1 mazzetto di ravanelli
piselli crudi: 1 manciata
basilico: 5/6 foglie
pinoli: un cucchiaio
aglio: un pezzetto
olio evo: qb
sale integrale: qb 
spaghetti integrali: 170 g 

Procedimento

1)    Ponete tutti gli ingredienti del pesto in un mixer con poco olio evo ed azionate ad intermittenza fino a formare una crema morbida.
2)    Trasferite in un barattolo di vetro e coprite di olio evo per evitare l’ossidazione.
3)  Cuocete gli spaghetti, scolateli e conditeli con pesto abbondante. Aggiungete qualche pinolo tostato e qualche fogliolina di basilico per decorare. Servite subito 

Con questa ricetta auguro a . tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

lunedì 4 giugno 2018

Confettura di fragole senza zucchero


So di essere un po’ in ritardo per le fragole, in realtà ho fatto questa confettura quindici giorni fa ma non ho avuto il tempo di postarla e avevo deciso di non farlo considerando il ritardo. Quando però ho aperto il barattolo e ho sentito il profumo mi son detta che non avrei mai dovuto dimenticare la ricetta, l’anno prossimo ne farò il doppio perché è veramente fantastica.
Non avevo mai fatto la marmellata di fragole senza zucchero, temevo che restasse troppo liquida e troppo aspra, invece alla fine è venuta perfetta, per i miei gusti almeno, e niente, all’ultimo ho deciso di pubblicare la ricetta.
E’ da un po’ che sperimento confetture senza zucchero e con pectina naturale. Ultimamente mi sono appassionata tantissimo alla confettura di fragole, sarà anche perché ogni tanto si ha voglia di cambiare. Io la mattina faccio colazione con fette biscottate e confettura, sempre! Sono antica vero? Eh si, lo so, adesso va di moda mangiare ciotole giganti di frutta super colorate con 1 kg di frutta che solo a prepararle uno si deve svegliate tre ore prima di andare a lavorare J
O il famoso porridge che confesso non ho mai assaggiato e mai provato a preparare, e anche se non amo particolarmente le pappette dolci (mentre salate le adoro) so che verrà anche il suo momento, sono molto curiosa di assaggiarlo! Invece sono antica, e faccio colazione con fette biscottate, marmellata e caffè, a cui d’estate unisco bevanda vegetale e cereali. Mi piace tutto quello che scrocchia sotto i denti ecco.
Quindi di confettura ne consumo parecchia e cerco sempre di farla da me, ma ogni tanto mi viene voglia di assaggiare cose diverse così ho comprato una confettura bio di fragole che mi è piaciuta tantissimo, ragion per cui me la sono fatta appena la stagione me lo ha permesso. E ora mi godo per un po’ il profumo meraviglioso che solo la confettura fatta in casa può avere.
Se volete provarla, la ricetta è perfetta (per me eh!) Adesso si trovano ancora le fragole e costano poco. Le mie erano bio, ma fate voi, l’importante è che siano dolci e gustose.
L’anno scorso invece ho preparato questa, buonissima e sempre senza zucchero, e con le albicocche abbiamo ancora tempo J
E per la pectina naturale invece, trovate la ricetta sempre qui.






Confettura di fragole (senza zucchero)

Ingredienti
Per 6 barattoli da 250 g

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 30 minuti

fragole lavate e mondate: 1,5 kg
agar agar: 2 cucchiaini rasi
succo di mela concentrato: 250 g
zucchero di canna chiaro: 100 g (facoltativo)
pectina ottenuta da 2 mele bio (ricetta qui)
limone bio: 1/2


Procedimento
Tagliate a pezzetti le fragole precedentemente lavate asciugate e mondate e ponetele in una pentola a bordi alti. Aggiungete la pectina e mescolate bene.
Aggiungete l’agar agar in polvere facendolo scendere da un colino mescolando. Unite il succo di mezzo limone piccolo, il succo di mela concentrato (lo trovate nei negozi di alimenti naturali) e cuocete a fiamma dolce per mezz’ora dall’ebollizione. Se preferite una confettura più dolce aggiungete lo zucchero di canna chiaro.
La confettura di fragole tende a restare liquida in quanto le fragole contengono molta acqua. Se volete una confettura densa dovete farla cuocere più a lungo. Io preferisco non cuocere troppo la frutta, quindi il risultato finale è più morbido di una confettura come siamo abituati ad intenderla, ma è comunque spalmabile per la colazione e ottima anche per preparare crostate e dolci. Potete comunque prolungare un po’ la cottura per ottenere una confettura più densa.
Sterilizzate i vasetti in forno a 110° per mezz’ora. Sterilizzate anche i coperchi facendoli bollire in acqua per dieci minuti, poi stendeteli su un canovaccio pulito.
Versate la confettura bollente nei barattoli sterilizzati lasciando due cm di aria tra la confettura e il coperchio, chiudete con i coperchi appena sterilizzati e capovolgete il barattolo per dieci minuti. Poi raddrizzateli e lasciateli raffreddare completamente. Fate riposare la confettura dieci giorni prima di consumarla. Se volete conservarla a lungo congelatela, avendo poco zucchero non si conserva a lungo come le confetture classiche, ma se la congelate potete consumarla nei tempi che desiderate.
Con questa ricetta vi auguro una bellissima settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post.