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martedì 1 settembre 2015

Taralli integrali pomodoro e origano


Questa è una ricetta per chi come me si entusiasma all’idea di riciclare gli avanzi e soprattutto le parti di scarto degli alimenti, vi ho già contagiati vero? :) (ognuno si entusiasma come può )
Prima che l’estate ci saluti, oltre che alle solite passate, ai sott’olii, e a conserve varie di pomodori, perché non trovare un modo per riciclarne anche le bucce? Per esempio, quando preparate sughi o pesti che prevedono l’eliminazione della buccia esterna, non buttatela. Potrete essiccarla in forno o nell’essiccatore e poi frullarla fino ad ottenere una polvere sottile da utilizzare per aromatizzare risotti ( basta spolverizzarne un po’ a fine cottura)o nei  lievitati come per esempio pane o brioches salate, o in biscottini da aperitivo a base di pasta sfoglia o quello che più vi piace. Oppure come ho fatto io, potrete preparare degli sfizziosissimi taralli integrali gusto pizza! Vi assicuro che tutto ciò vi darà grande soddisfazione.
Solitamente mi chiedete consigli su come essiccare se non si ha l’essiccatore. Io prima di acquistarlo usavo il forno alla minima temperatura, con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, per il tempo necessario che valutavo a seconda degli ingredienti e in modalità ventilato se non volava tutto! Ora che ho l’essiccatore non so più darvi i tempi precisi con il forno dato che non lo uso più a questo scopo, ma posso dirvi che le bucce, che sono molto sottili, non dovrebbero impiegare molto ad essiccare, quindi non è troppo dispendioso in termini di costi e di energie.
Io come vi ho già detto ho preparato dei taralli leggermente piccanti, aromatizzati con bucce di pomodoro e origano, Ma potete essiccare tante cose, largo alla fantasia. Sulla quantità di polvere di
pomodoro dipende da quanta ne avete a disposizione e dal gusto personale, dosandola si può ottenere un spore più o meno accentuato, sempre buono comunque, e questo è l’importante purchè non esageriate, ovvio.
E dato che accendere il forno ora non fa più così paura, mi raccomando, prima di buttare qualsiasi cosa pensateci, e ricordatevi che molto può essere riciclato e rendere deliziosi e originali i vostri piatti.

Taralli con bucce di pomodoro essiccate
Preparazione: 45 minuti
Cottura 25 minuti (più eventualmente altri 20 minuti se necesario)
Ingredienti per circa 28 taralli

farina integrale: 140 gr
bucce di pomodoro essiccate: 10 gr
sale integrale: 2 prese abbondanti
origano: un cucchiaino
peperoncino: una presa
olio evo: 40 gr
vino bianco: 60 ml

Procedimento
Per ottenere le bucce del pomodoro, immergere i pomodori in acqua bollente per 1 minuto dopo aver praticato un’incisione a croce alla base. Toglierli dall’acqua e spellarli. Far essiccare le bucce nell’essiccatore per 6/ 8 ore, oppure nel forno alla temperatura minima. Per 10 gr di polvere vi serviranno circa 2 kg di pomodori.
Tritare molto finemente le bucce di pomodoro essiccate con un macina caffè elettrico. Mescolare la polvere ottenuta alla farina integrale, aggiungere il sale, l’origano e il peperoncino. Fare la fontana, e versare al centro il vino e l’olio. Cominciare a raccogliere la farina poca alla volta con una forchetta. Impastare bene e lavorare per dieci minuti. Chiudere l’impasto con della pellicola e far riposare per mezz’ora. Tagliare il panetto in sei pezzi e lavorarne ognuno in modo da ricavare dei cilindri di pasta sottili (dello spessore di un mignolo e lunghi 10 cm) Chiudere ogni pezzetto di impasto incrociando le estremità e premendo per farle aderire bene. Portare a bollore una pentola d’acqua, salarla leggermente e versare i taralli pochi alla volta fino a  quando non verranno a galla. Farli asciugare su di un telo, quando saranno freddi (o anche il giorno dopo) infornarli a 180°C per circa 25 minuti, finchè saranno leggermente dorati e croccanti. Se non dovessero asciugarsi completamente infornateli a 150° per altri 20 minuti.

Con i pomodori privati della buccia potete preparare sughi, pesti a crudo, gazpacho e vellutate. Con la polvere di pomodoro potete preparare del pane o biscotti salati, aromatizzare minestre e risotti.
Potete anche essiccare le bucce che ottenete dalla preparazione della passata.
Alcune annotazioni: se volete accentuare il sapore di pomodoro ma non avete abbastanza bucce tritate, aggiungete un cucchiaino di doppio concentrato all'impasto.
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

lunedì 25 maggio 2015

Frittata di pasta vegan


Anche oggi un post velocissimo, spero di avere presto il tempo per postare con più calma e di passare anche a vedere cosa c’è di buono nelle vostra cucine. Comunque, ieri dovevo preparare qualcosa da poter portare via, in gita diciamo! Però non avevo il tempo di fare torte salate o roba simile e nulla in casa per fare dei panini. Praticamente una tragedia. Finchè non mi è venuto in mente di preparare una bella frittata di pasta, ovviamente vegan perché le uova è un bel pezzo che a casa mia non entrano! E benedetta quella volta che ho comperato il macina caffè elettrico perché ora non saprei più farne a meno, in tre secondi mi ha preparato la farina di ceci che ovviamente non avevo! Bene, il resto c’era, pasta, sugo, lievito secco, e poco altro.
La ricetta è semplicissima, spero che le dosi siano abbastanza veritiere perché data la fretta ho fatto tutto ad occhio, ma prometto che non appena la rifarò verificherò. Comunque tranquilli perché è una di quelle ricette che è difficile sbagliare, e si può anche aggiustare strada facendo. Ovviamente non avevo nemmeno il tempo di fare la foto, così metto questa versione finger food che avevo preparato diverso tempo fa e mai postato.
Ovviamente si può fare una frittata grande in padella e tagliarla poi a fette.

Frittata di pasta vegan

Ingredienti
spaghetti: 250 gr
pomodori a pezzi: 350gr
cipolla: 1 piccola
basilico: 6/7 foglie
capperi dissalati: 1 cucchiaio
lievito alimentare secco: 2 cucchiaini
germe di grano: 2 cucchiaini (facoltativo)
farina di ceci: 90 gr
acqua: qb
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Mescolare la farina di ceci ad un pari volume di acqua in modo da ottenere una pastella liscia e senza grumi. Lasciarla riposare. Nel frattempo affettare la cipolla sottile e farla appassire in due cucchiai d’olio evo. A metà aggiungere poca acqua. Unire il pomodoro a pezzi e cuocere a fiamma dolce finchè il sugo non sarà pronto. A metà aggiungere i capperi dissalati e tritati, e verso la fine spezzettare il basilico fresco, aggiustare di sale se necessario.
Cuocere gli spaghetti (ovviamente se avete pasta avanzata meglio!) scolarli al dente, farli raffreddare e condirli con il sugo. Unire il lievito secco e il germe di grano. Mescolarli  alla pastella di ceci. Scaldare qualche cucchiaio d’olio evo in una padella antiaderente. Quando è calda versarvi la pasta, abbassare la fiamma e lasciare cuocere 10 minuti per lato finchè non si sarà formata una crosticina su entrambi i lati. Sformare su un piatto. Far raffreddare,  tagliare a fette e servire.
Per la versione finger food: rivestire con dei quadrati di carta forno uno stampo da muffins o mini muffins (dipende quanto li volete fare grandi)  Arrotolare dentro ad ognuno un po’ di spaghetti, creare un leggero incavo con il dorso di un cucchiaino e sistemarci un pomodorino. Infornare per circa 15 minuti a  180°C. Sfornare e servire tiepidi o freddi spolverizzati con poco lievito se vi piace.
Con questa ricetta semplice ma molto buona vi auguro una splendida settimana. Un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 10 novembre 2014

Pesto di foglie di sedano



Una ricetta semplice semplice, ma che mi piace moltissimo. Non c’è molto da raccontare, di un pesto si tratta, niente di più niente di meno, però è delizioso. E ho pensato che forse non a tutti verrebbe in mente di recuperare le foglie del sedano, ma perché buttarle! A parte che ci sono vari modi per utilizzarle...comunque, questo è proprio sfizioso! 
Insomma, non lo so, forse è la scoperta dell’acqua calda, forse non vi dico niente di nuovo, ma se qualcuno non lo conoscesse, consiglio vivamente di provarlo. Delicatissimo ma saporito e se vi viene in mente qualche variante perché no? si può sperimentare. Io vi lascio la mia versione, che ho accompagnato a fette di pane nero e ad un’altra salsa ai peperoni. E’ bastato poco per mettere insieme una cena: pane buono, qualche salsina, contorni di verdure, magari un formaggio vegan, un bicchiere di vino e un po’ di chiacchiere.

Con le foglie del sedano poi ci ho fatto anche una minestra di porcini, ma sarà oggetto di un altro post...
E voi come utilizzate le foglie di sedano? 

Pesto di foglie di sedano

Ingredienti

foglie di sedano: tre manciate abbondanti
pinoli: un cucchiaio
mandorle: 15
capperi sotto sale: 10
coriandolo fresco: quattro rametti (oppure prezzemolo)
lievito secco: 1 cucchiaino
aglio: un quarto di spicchio
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Dissalare i capperi lavandoli e lasciandoli a mollo per un paio d'ore, poi scolarli ed asciugarli bene. Tritare grossolanamente le mandorle. Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare ad intermittenza. Come faccio sempre, io vado ad occhio, quindi vi consiglio di assaggiare e di aggiustare secondo i vostri gusti. Usate un olio evo dal sapore delicato. Per il resto, potete per esempio omettere il coriandolo fresco se non lo trovate e aggiungere un po’ di prezzemolo, darà ulteriore freschezza al piatto. Tutto qua, direi che ci vuole di più a scrivere la ricetta che a prepararla.

Un bacio a tutti e al prossimo post. Buon inizio settimana.

lunedì 6 febbraio 2012

Frittata di pasta


Sono assente da tanto tempo, lo so, ma quando decidiamo di cambiare qualcosa della nostra vita, può succedere che invece di cose ne cambino molte. E così, dopo che ho deciso di intraprendere un viaggio moooooolto avventuroso verso la felicità, ho fatto certi incontri.
E a pensarci bene lo scopo del viaggio verso la felicità non è la felicità, che non sappiamo nemmeno bene cosa sia, ma è godersi il percorso fatto di sogni, di speranze, di entusiasmo, di esplorazioni del cuore e dell'anima, di emozioni, e anche di ricordi.
Esplorare cuore e anima è già di per sè un viaggio. E se dovessi raccontarlo in qualche modo direi che è un viaggio in territori in parte conosciuti e in parte inesplorati. Conosciuti magari tempo fa, tanto tempo fa. Che nel frattempo sia cambiato qualcosa?
Potrebbe anche essere che siano i nostri occhi ad essere cambiati, niente di più facile, e che luoghi già conosciuti non sembrino più gli stessi.
Sapere veramente chi siamo, cosa vogliamo e dove vogliamo veramente andare è difficile, spesso diventiamo quello che siamo solo perchè la vita ci ha dato/tolto certe occasioni, che ci hanno reso "altro" da quello che avremmo voluto essere o sognavamo di diventare.
Ma la domanda è: decidiamo noi ciò che vogliamo diventare, o è la vita a decidere per noi? Io penso che i nostri sogni siano nostri, ma che la vita decida il percorso che dobbiamo fare per arrivarci, un pò come quando si parte per una destinazione tanto desiderata, con la macchina appena revisionata, le valigie preparate con cura, la strada da fare imparata a memoria  e la voglia di arrivarci presto. Poi capita che un incidente qualsiasi costringa ad un percorso alternativo, e il viaggio è totalmente da riprogrammare, nei modi e nei tempi. Qualche volta si è pure costretti a cambiare meta, qualche volta invece no, comunque sia, noi siamo la meta, e la vita è il viaggio.
Possiamo provare a programmare un viaggio sicuro o avventuroso, pieno ci certezze o improvvisato, sapendo comunque che potrà andare diversamente, e che se non riusciremo a trovare un percorso alternativo potremo rischiare di perderci....
Ma una bussola, a cercare bene, la si trova sempre!  Io so qual'è la mia, anche se qualche volta, secondo me, non c'azzecca per niente :-)  e voi, sapete qual'è la vostra?

E vabbè però, eccheccavolo, ma non si potrebbe parlare di cucina e basta in 'sto blog? In effetti è quello che ho cercato di fare in questo periodo, coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, cioè 0 post da un mese a questa parte! :-)
Ma che vi devo dire, se la mia mente ultimamente è una specie di calderone pieno di roba, talvolta incomprensibile, che sobbolle? avete un suggerimento, un segreto, una ricetta per tenere a freno i pensieri? Se si, accetto indicazioni. In ogni caso prometto che cercherò di ripigliarmi e che la prossima volta parlerò solo di ricette, sempre che riesca a rimettermi ai fornelli in tempi brevi. Se vi racconto quello che mangio ultimamente mi oscurano il blog, altro che foodblogger.  E i commenti, questi sconosciuti, riprenderò a farne? Per dare risposta a questo ed altri interessantissimi quesiti non resta che aspettare. Armatevi di pazienza e intanto tirate fuori dal frigo gli avanzi, oggi ricetta di riciclo.



Ingredientiper 2 persone
pasta avanzata: 200 gr (io tagliatelle)
patata bollita: 1 media
uova: 3
prezzemolo tritato: una manciata
erba cipollina tritata: un cucchiaio
mozzarella: una
parmigiano grattugiato: 3 cucchiai
pangrattato: qb
sale: qb
burro: per ungere la teglia

Procedimento
Mescolare le tagliatelle alle uova leggermente sbattute. Aggiungere 2 cucchiai di parmigiano, il sale, il prezzemolo e l'erba cipollina tritati, la mozzarella e la patata a cubetti. Ungere con il burro una teglia e cospargerla di pangrattato. Sistemarvi la pasta, e finire con una manciata di pangrattato e parmigiano mescolati insieme. Infornare a 180°C per 20 minuti circa. Sfornare e lasciare intiepidire. Servire accompagnata da un'insalata o dei pomodorini confit se di stagione.

Alcune annotazioni: questa frittata si può fare anche se la pasta è condita, meglio se al sugo. In questo caso omettete la patata e il prezzemolo e sostituitelo, se di stagione, con del basilico fresco. Io ho usato due stampini monoporzione ma una piccola teglia da forno andrà benissimo

Baci a tutti e al prossimo post, mi mancate!!!!!!