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lunedì 8 maggio 2017

Crespelle vegan agli asparagi



Forse qualcuno di voi questa ricetta l’avrà già vista, in effetti fa parte del menù di Pasqua che ho pensato per la LAV e che ho pubblicato su fb. E’ disponibile anche un pdf con tutte le ricette del menù scaricabile da questo blog, o dal sito Cambiamenù. Ma dato che tra l’elenco delle ricette di questo blog le crespelle ancora non compaiono malgrado io le abbia preparate ormai in millemila occasioni, ho deciso di inserirle pubblicando questa ricetta che è perfetta per la stagione. Ovviamente si possono fare con tante altre verdure, per esempio d’inverno le preparo spesso con zucca e cavolo nero. Ma ora è primavera ed asparagi e piselli la fanno da padrone.
Allora sulle verdure ci siamo capiti, in quanto alle crespelle vere e proprie invece queste le ho preparate con farina di riso e una piccola percentuale di farina integrale, oltre ovviamente ad un latte vegetale. Se vi dovesse risultare difficile cuocerle e tendessero a rompersi troppo, potete variare un po’ le proporzioni poichè la farina di riso le rende meno elastiche.  Aumentate un po’ le quantità della farina integrale e diminuite quella di riso. Ma se utilizzerete una farina di riso macinata molto sottile vedrete che riuscirete benissimo nell’impresa, ve lo garantisco!
Se deciderete di  cuocerle in anticipo, lasciatele su di un piatto ben distese e farcitele solo al momento di infornarle così non si romperanno ed in forno diventeranno perfette, morbide ma con una bella crosticina intorno, a me piacciono così le crespelle, sennò che crespelle sono? :-) 
Cercate un'altra ricetta con gli asparagi? provate questa  o questa

Crespelle vegan agli asparagi 

Preparazione: 30 minuti ( più il riposo della pastella)
Cottura: 1 ora e 10 minuti

Ingredienti per 4/6 persone

Per le crespelle

farina di riso molto sottile: 135 g (es. Mulino Rossetto)
farina integrale: 65 g
latte di soia: 120 g
acqua: 150 g
curcuma in polvere: ½ cucchiaino
olio evo: 1 cucchiaino (più per la cottura)
sale e pepe: qb

Per il ripieno
asparagi verdi: un mazzo (circa 500 g puliti)
piselli sgranati: 200 g circa
cipollotto: 1
basilico: qualche foglia
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Per la besciamella
latte di soia: 700 g
farina di riso: 70 g
olio evo: 70 g
noce moscata: 1 pizzico
sale e pepe: qb

Procedimento
Mescolate le farine con due prese di sale e la curcuma, aggiungete poco alla volta il latte di soia e l’acqua stemperando bene con una frusta per eliminare i grumi. Preparate una pastella abbastanza liquida (se necessario aggiungete un po’ di acqua o latte) Fate riposare un’ora.
Pulite gli asparagi ed eliminate la parte legnosa finale.  Cuoceteli poi in acqua bollente pochi minuti finché saranno teneri ma ancora croccanti. Cuocete anche i piselli in acqua bollente per 5/6 minuti e scolateli. In una padella antiaderente fate appassire il cipollotto tritato in due cucchiai di olio evo, se necessario aggiungete poca acqua di cottura delle verdure. Tagliate gli asparagi a rondelle, tenendo le punte intere. Aggiungete le rondelle di asparagi nella padella con il cipollotto e fate saltare qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe, poi passate 3/4 degli asparagi al frullatore ad immersione senza omogeneizzare completamente. Tenete da parte le rondelle rimaste intere ed aggiungetele la metà dei piselli e del basilico spezzettato. 
Preparate un roux mescolando la farina con l’olio e fate tostare sul fuoco per qualche minuto. Aggiungete il latte di soia caldo poco alla volta fuori dal fuoco stemperando con una frusta per eliminare eventuali grumi. Ponete sulla fiamma e cuocete per dieci minuti dal bollore a fiamma dolce, salate ed aggiungete un pizzico di noce moscata. Tenete da parte mescolando ogni tanto (deve risultare una besciamella piuttosto soda)
In una piccola padella antiaderente, scaldate un filo d’olio e versate un mestolo piccolo di pastella facendo roteare velocemente la padella in modo da formare delle crespelle sottili. Fatele cuocere finché si formano delle bolle d’aria, poi giratele e fatele cuocere qualche altro minuto finché saranno leggermente dorate. Tenetele da parte e proseguite allo stesso modo con tutto l’impasto. 
Dividete in due la besciamella e mescolatene metà con le verdure passate al frullatore ad immersione. E l’altra metà se troppo densa diluitela con un cucchiaio di latte di soia. Cospargete il fondo di una teglia da forno con poca besciamella, riempite ciascuna crespella con un cucchiaio di besciamella alle verdure, aggiungere un cucchiaio raso di piselli e un po’ di rondelle di asparagi e qualche punta (tenetene da parte qualcuna per la decorazione) Chiudete la crespella a metà e sistematela nella teglia. Procedete cosi con tutte le crespelle sistemandole in fila e leggermente sovrapposte. Distribuite la besciamella senza verdure rimasta, qualche punta di asparago, qualche cucchiaio di piselli ed infornate a 180° per 20 minuti, poi passate 5 minuti al grill. Sfornate e servite calde. 
Alcune annotazioni: per rendere più semplice cuocere le crespelle è indispensabile utilizzare una farina di riso macinata molto sottile. Diversamente tenderanno a rompersi con facilità. 

giovedì 6 aprile 2017

Pesto vegan di tarassaco


Avendo la schiena dolorante non è che stia andando molto per erbe questa primavera, ma per preparare il  pesto di tarassaco che vi propongo oggi ci vuole talmente poco che è stato facilissimo anche per me in questo momento. Il tarassaco si trova ovunque quindi non richiede ricerche estenuanti, io l’ho raccolto nel giardino di casa (non ho un cane eh!) più facile di così!
Diciamo che è un’erba talmente diffusa che trovarla non rappresenterà un problema per nessuno, anche per chi non ha un giardino, l’importante è raccoglierla in luoghi puliti, lontani dal traffico, al sicuro da animali che possano sceglierla come luogo preferito per alleggerire la vescica e magari lontano dai confini dei campi coltivati dove si faccia uso di pesticidi, fertilizzanti ecc ecc.
Non serve che vi spieghi qual è il tarassaco vero? Tutti lo conoscono, magari con altri nomi tipo Dente di leone, Soffione, Piscialetto, Pisciacane ecce cc, quello che fa quei fiori gialli che poi diventano soffioni, è chiaro a tutti vero? Nel caso vi ho messo anche la foto qui sotto. Una volta raccolto il Tarassaco, il resto è facilissimo, io ho aggiunto anche un po’ di aglio da taglio che avevo piantato in giardino qualche anno fa, un’erba delicatamente profumata d’aglio, ma se non ce l’avete potete ometterla. E ho aggiunto anche qualche piccola fogliolina di borragine, sempre piantata qualche anno fa in giardino. Il resto degli ingredienti li trovate nell’elenco qui sotto. Come l’ho mangiato questo pesto di Tarassaco? Con un’amica l’abbiamo mangiato tutto spalmato su crostini di pane caldo, vi assicuro che è una vera delizia. Con il poco che è rimasto ci ho condito la pasta per me il giorno dopo. Veramente delizioso, se non l’avete mai provato, non perdete l’occasione se doveste trovare del Tarassaco in giro. L’unica accortezza, le erbe andrebbero raccolte quando ancora il fiore non è sviluppato del tutto, e scegliendo solo le foglioline più tenere, essendo un pesto deve essere cremoso e non fibroso. Ecco, solo questo, provatelo, sono sicura che piacerà tanto anche a voi. E se cercate qualche altra idea su come utilizzare il Tarassaco in cucina guardate qui 




Pesto di tarassaco 

Preparazione: 15 minuti
Cottura: nessuna

Per 1 barattolino piccolo (4 persone)

foglie tenere di tarassaco: 50 g
borragine: 4 foglioline piccole
aglio da taglio: qualche stelo
spicchio d’aglio: un pezzetto piccolo
lievito alimentare in scaglie: 2 cucchiaini
anacardi: 20
olio evo: qb
sale integrale: qb

Procedimento

Mettete a bagno gli anacardi per 1 ora, poi asciugateli. Ponete tutti gli ingredienti nel mixer, con gli anacardi tranne l’olio. Cominciate ad azionare aggiungendo poco olio evo a filo. Aggiungete per aiutarvi uno o due cucchiai d’acqua, dovrete ottenere un pesto morbido ma non liquido (dipende anche dall’uso che ne dovete fare, da spalmare tenetelo più denso, per condire la pasta un po’ più morbido)  Aggiustate di sale. Conservate in un barattolino e coprite con un filo d’olio evo per non fare ossidare il pesto 
Con questa ricetta auguro a tutti un bellissimo weekend. Un bacio e al prossimo post

giovedì 9 febbraio 2017

Pesto vegan di cavolo nero


Dopo essere diventato questo inverno il piatto più gettonato, non mi resta che postarlo, non sia mai che l’inverno prossimo me ne dimentico e non so più cosa prepararmi per pranzo. Tra l’altro è comodissimo perché se lo congelate avete una scorta sempre pronta caso mai vi capitasse qualcuno all'improvviso e doveste preparare qualcosa al volo, con questo farete senz'altro un figurone.
La ricetta è semplicissima, quindi c’è poco da spiegare, l’unica cosa che posso dire è : eliminate la costa centrale delle foglie, alcuni la lasciano, ma essendo molto  fibrosa risulta difficile amalgamarla, anche perché io sbollento il cavolo giusto il tempo necessario a poterlo frullare, poco più di un minuto, se le foglie sono tenere anche meno. Utilizzate un olio evo di ottima qualità, potete omettere l’aglio, e il basilico se non lo trovate, il pesto sarà comunque ottimo, delizioso anche spalmato su crostini di pane caldi o polenta.  
Il cavolo nero è uno degli ortaggi più interessanti dell’inverno, in termini di sapore intendo, è ottimo per preparare zuppe con legumi, come questa per esempio, o anche mangiato come contorno. E’ delizioso anche per prepararci delle chips che posterò a  breve, (il principio è quello delle chips di cavolo riccio che trovate sul pdf delle ricette di Natale scaricabile nella homepage del blog )

Pesto di cavolo nero

Preparazione: 15 minuti
cottura: 10 minuti

Per 200 g di pesto

cavolo nero pulito: 140 gr
mandorle: 20 gr
noci: 2
olio evo: 80 gr circa
basilico: 4/5 foglie (facoltativo)
aglio: 1 fettina piccola (facoltativo)

Procedimento
Dopo aver eliminato dal cavolo nero la costa centrale, sbollentarlo un minuto e mezzo in acqua bollente salata. Scolarlo e raffreddarlo in acqua ghiacciata.
Asciugarlo, tritarlo e metterlo in un mixer insieme agli altri ingredienti, con due o tre cucchiai d’acqua di cottura e poco olio evo. Azionale il mixer  ad intermittenza fino a rendere il composto cremoso e morbido. Aggiungere il restante olio poco alla volta e aggiustare di sale. Deve avere la consistenza di un pesto, se necessario aggiungere ancora poca acqua e olio. 
Potete usarlo per condire gli spaghetti (a me piace con quelli di farro integrale) oppure per preparare dei crostini di pane o di polenta (in questo caso basterà un quantitativo di olio inferiore.

Buon weekend a tutti, un bacio e al prossimo post 

venerdì 3 giugno 2016

Ketchup homemade



Oggi sono proprio di corsa, quindi scusate ma sarò costretta a lasciarvi un post breve ma che spero possa tornarvi utile. Finalmente sono giunta all’ultima fase della trilogia dell’hamburger vegan homemade, cominciata qui, e continuata qui e un pò anche qui, perché hamburger non significa solo junk food! Un hamburger vegan può essere anche molto sano oltre che golosissimo. Perché se ci prepariamo il pane, i burgers di fagioli azuky, e la maionese siamo certi che quello che ne verrà fuori sarà assolutamente sotto controllo ;) 
Ma non vi sembra che manchi qualcosa? No, non le patatine fritte, quelle non credo richiedano un post. Manca qualcosa in cui semmai intingerle, o dove affondare il nostro delizioso hamburger vegan: la mitica salsa rosa. Per prepararla, la maionese ce l’abbiamo, ci manca solo il ketchup, ovviamente homemade sennò che panino è? 
E’ abbastanza semplice da fare, e poi possiamo approfittare dei pomodori freschi che durante l’estate abbondano, così possiamo fare scorte di ketchup per l’inverno . Per fare la salsa rosa basta mescolare un pò di maionese con il ketchup, nelle proprorzioni desiderate. 
Non resta che mettersi all’opera. Ricetta e procedimento per preparare il vostro ketcup homemade sono scritti proprio qui sotto :)

Ketchup homemade 

Preparazione: 15 minuti
Cottura: 30 minuti

Ingredienti
Per un barattolino piccolo

pomodori datterini: 150 g
passata di pomodoro: 150 g
cipolla bianca: 1/4
aceto bianco: 25 g circa
zucchero di canna: 3 cucchiaini circa
alloro: 1 foglia
chiodi di garofano: 1
noce moscata: una grattugiata
basilico: 1 foglia
peperoncino piccante: un pizzico
paprika dolce: una presa
sale: qb

Procedimento

Immergere i pomodorini per pochi secondi in acqua bollente dopo aver praticato un’incisione alla base, poi scolarli ed eliminare la buccia. Tagliarli a pezzi ed eliminare acqua e semi. Tritare la cipolla. Metterla a cuocere con i pomodori, la salsa le spezie e le erbe fresche. Cuocere per  cinque minuti, poi aggiungere l’aceto, lo zucchero e il sale e cuocere per circa 30 minuti. Passare tutto al minipimer e poi attraverso un setaccio. Se necessario far asciugare la salsa finchè raggiungerà la densità desiderata

Alcune annotazioni: la quantità di aceto va regolata in base all'acidità dei pomodori. Scegliendo dei pomodori molto dolci, come per esempio i datterini, è possibile ridurre la quantità di zucchero necessaria a rendere la salsa agrodolce
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido weekend. Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 21 dicembre 2015

Orecchiette integrali al pesto di foglie di sedano


Le orecchiette sono uno dei miei formati di pasta preferiti, seconde solo agli spaghetti. Le preparo spesso perchè mi piacciono integrali e preferisco farle da me, però da poco le vedo anche al supermercato e quindi  per chi non avesse voglia e tempo di cimentarsi nella preparazione casalinga delle orecchiette, abbiamo trovato la soluzione :)
Comunque io vi do anche il procedimento per prepararle, ho scelto questo post perché la pasta integrale sara’ una delle cose che metterò nelle mie ceste da regalare a  Natale, insieme ai crakers di semi e ad altre cose che posterò se avrò il tempo, da qui all’Epifania.
Le orecchiette integrali non sono troppo difficili da fare, serve solo un po’ di manualità, ma si acquisisce in fretta, tempo le prime dieci orecchiette e vedrete che avrete già imparato. Certo magari le prime non saranno perfette, ma vi assicuro che una volta cotte e condite non se ne accorgerà nessuno, e sono talmente buone che vorrete rifarle prima di subito. L’importante è lo spessore della pasta e la dimensione delle orecchiette, bisogna cercare di farle tutte uguali e spesse uguali così la cottura sarà perfetta.

In quanto al condimento,  ho scelto il pesto di sedano che mi piace moltissimo, addolcito da un po’ di porro saltato o se sono di stagione dei cipollotti. Però è chiaro che potete condirle con quello che più vi piace, dalla salsa di pomodoro, ai broccoli, con la zucca, io le adoro in tutti i modi. Vi lascio qualche ricetta così potete scegliere secondo i vostri gusti.

Orecchiette integrali con porri e pesto di foglie di sedano 
Ingredienti
Per 4 persone

Per la pasta
semola integrale di grano duro: 250 g
acqua tiepida: qb
sale: qb
Per il condimento
porri: 1 (oppure tre cipollotti)
pesto di foglie di sedano: 120 g (ricetta qui)
olio evo: 1 C
sale: qb

Procedimento
Con la farina fare la fontana, aggiungere un po’ di sale e l’acqua necessaria a formare un panetto sodo. Lavorarlo per dieci minuti sulla spianatoia, poi avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare 30 minuti.
Prelevando piccole quantità di impasto, formare dei cilindri lunghi e sottili (come si fa per gli gnocchi, ma con uno spessore pari a quello di una matita) tagliare i cilindri in tanti pezzetti tutti uguali della lunghezza di circa 1 cm. Con un coltello dalla punta arrotondata trascinare ogni pezzetto sulla spianatoia esercitando una leggera pressione. La pasta si arrotolerà chiudendosi come una conchiglia. A questo punto servendosi del coltello appoggiare la pasta sul pollice della mano sinistra risvoltando il pezzetto d’impasto e dandogli la forma tipica dell’orecchietta. Farle asciugare qualche ora sulla spianatoia.
Affettare sottile la parte bianca di 1 porro, (oppure i cipollotti)  e saltarlo in due cucchiai d’olio evo salandolo leggermente finchè sarà tenero (eventualmente aggiungere poca acqua se dovesse scurire troppo). Cuocere le orecchiette in acqua bollente salata (ci vorranno circa 10/12 minuti) Scolarle e unirle al porro, unire il pesto di sedano e qualche cucchiaio di acqua di cotture della pasta. Saltare velocemente le orecchiette e servire subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una buon inizio settimana. Un bacio e al prossimo post

giovedì 19 novembre 2015

Pesto alla salvia e alghe Arame


Questo è uno dei mille pesti che ho preparato in questo periodo, perché oltre che con il basilico lo sappiamo tutti che si possono preparare anche con tantissime altre erbe aromatiche e verdure. Forse non è proprio appropriato chiamarli pesti, non in tutti i casi comunque, forse andrebbe bene salsa, o crema, non lo so, fatto sta che sono buonissimi comunque li chiamiate. Questo è uno dei tanti che ho provato, finiscono talmente in fretta che qualche volta non riesco nemmeno a fotografarli, ma questo l’ho messo in salvo per un paio di giorni ed eccolo qui, immortalato in tutto il suo bellissimo verde salvia.
Non c’è molto da spiegare, quindi non mi dilungherò sulla ricetta, magari spendo due parole sulle alghe, così che anche chi non le usa o non le conosce magari incuriosito corre a comperarle. Le alghe come abbiamo già detto hanno tante proprietà e fanno molto bene, a patto che non soffriate di disturbi alla tiroide, in quel caso è meglio consultare un medico o nutrizionista. In tutti gli altri casi, le alghe sono un alimento molto importante, ricche di iodio, ferro, e in misura minore di magnesio, fosforo e potassio. Per questo sono considerate degli ottimi integratori che agiscono anche rafforzando il sistema immunitario. L’uso cosigliato è due volte alla settimana. Ogni alga ha le sue proprietà e quindi è bene usarle un po’ tutte. Le Arame che ho utilizzato in questa ricetta sono tra le mie preferite perché hanno un sapore molto delicato, che può piacere un po’ a tutti senza essere invasivo, ma ovviamente dipende anche dalle quantità utilizzate. Sono ottime nelle insalate, saltate con la pasta o con le verdure, o nei pesti come quello di oggi. Prossimamente vi darò qualche altro suggerimento per utilizzare le alghe in modo semplice così da poterle introdurre nella dieta settimanale senza troppe difficoltà nel caso foste in cerca di suggerimenti in merito. 
Intanto ecco il pesto di salvia

Pesto alla salvia e alghe Arame

Preparazione: 15 minuti (più i tempi di ammollo delle alghe)
cottura: nessuna

salvia: 20 foglie medie
lievito alimentare secco: 2 cucchiaini
olio evo: 50 gr circa
acqua: 3 cucchiai circa
prezzemolo: una manciata di foglie
limone: qualche goccia
alghe Arame: 2 cucchiaini
semi di zucca: 30 gr
sale integrale: qb
pepe: qb

Procedimento
Ammollare le alghe per  circa 15 minuti, poi scolarle. Riunire in un mixer tutti gli altri ingredienti ed azionare fino a rendere il composto omogeneo. Volendo si può aggiungere un pezzetto di aglio, io non l’ho messo perché ha un sapore abbastanza deciso, però non è troppo forte, secondo me, per il mio gusto va benissimo anche senz'aglio, poi dipende dall’uso che ne volete fare. Io l’ho spalmato sulla polenta grigliata calda e può essere un delizioso antipasto. Ottimo anche per condire degli gnocchi di zucca, o dei tortelli vegan di erbette, o della pasta al farro o  verde.

Alcune annotazioni: si conserva in frigorifero 3-4 giorni purchè sia sempre coperto d'olio evo.
Con questa ricetta vi auguro uno splendido w.e. un bacio a tutti e al prossimo post

giovedì 1 ottobre 2015

Guacamole con germogli


Prima che sia troppo freddo, che ne dite preparare qualcosa che ci ricorda l’estate? Dei crostoni con guacamole e germogli per esempio! Quest’estate li ho adorati, velocissimi da preparare e di sicuro effetto, sono molto buoni, sono belli, e non lasciano indifferente nessuno, ve lo assicuro. Ricetta semplicissima lo so, niente di pretenzioso, ma anche la semplicità ha le sue regole e non è detto che tutto quello che è semplice risulti poi anche buono.
Comunque, se volete rallegrare la tavola con qualcosa di colorato questa è un’ottima proposta. Troverete in rete tante ricette di guacamole, si può fare in mille modi e mille varianti. Io ho scelto di preparare questa salsa con gli ingredienti che piacciono a me, non ho voluto aggiungere il pomodoro perché ne mangio talmente tanti che se anche qualche volta li ometto va bene :)
Invece l’ho arricchita con dei germogli, sapete che che fanno molto bene vero? sono ricchissimi di proprietà, di vitamine ecc ecc, sono divertenti, buoni e sanno rendere anche il crostino più semplice davvero speciale. Non solo nell’insalata quindi, e potete scegliere quelli che preferite, io ho optato per la leggera piccantezza dei germogli di broccoli, accentuata poi anche dal peperoncino fresco, così, tanto per berci una buona birra ghiacciata d’accompagnamento, chi la beve ovviamente :)
Ecco, la ricetta è tutta qua, ci vuole più a scriverla che a prepararla, però è proprio buonissima!

Guacamole con germogli di broccoli
Preparazione: 15 minuti

Ingredienti
Per 4 crostoni

avocado maturo: 1
scalogno: ¼
lime: ½
peperoncino fresco tritato: a piacere
germogli di broccoli: a piacere
sale marino integrale: qb
fette di pane casereccio (meglio integrale): 4

Procedimento
Tritare finemente lo scalogno e il peperoncino fresco. Lavare il lime, grattugiarne la buccia e spremere il succo di mezzo.  Sbucciare l’avocado ed eliminare il nocciolo interno. In una ciotola schiacciare la polpa con una forchetta ed amalgamarla allo scalogno, al peperoncino e alla buccia grattugiata del lime. Unire il succo del lime poco alla volta fino al grado di acidità desiderato. Tostare le fette di pane, spalmarvi la salsa guacamole e completare con i germogli di broccoli in quantità a piacere. Hanno un sapore pungente, quindi regolatevi secondo il vostro gusto.

Alcune annotazioni: per ottenere i germogli: tenere a bagno i semi per 12 ore in un barattolo chiuso con una garza al buio. Poi scolarli attraverso la garza sciacquarli e metterli in un colino (o nel germogliatore se l’avete) coperti da un canovaccio. Bagnarli due volte al giorno. Dopo un paio di giorni il seme germinerà. A questo punto tenerli nel ripiano della cucina, al riparo dal sole, ma alla luce. Continuare a bagnarli due volte al giorno finchè saranno germogliati. A questo punto asciugarli e conservarli in frigorifero in un barattolo chiuso. Consumare in tre o quattro giorni, anche di più dipende dal tipo di germogli, alcuni deperiscono prima, altri resistono di più.
Con questa ricetta auguro a tutti uno splendido w.e.Ci ritroviamo al prossimo post, che sarà tristemente molto più in linea con le temperature di questi giorni :(
Un bacio a tutti

martedì 13 gennaio 2015

Patè di lenticchie rosse


Adoro tutto quello che si può spalmare sul pane. Quindi sperimento creme, cremine, pesti e intrugli vari con grande soddisfazione. Dall’hummus di ceci, al pesto di foglie di sedano, non mancano occasioni per deliziare il palato. Oggi vi lascio un’altra creazione, il patè di lenticchie. Le dosi sono indicative perché dipende molto dai gusti personali, quindi aglio e limone per esempio consiglio di aggiungerli poco alla volta fino a raggiungere il sapore che fa per voi, così come anche la nota piccante ovviamente. Per il resto non c’è molto da aggiungere se non che con una buona insalata e qualche oliva potete portare in tavola una cena informale e sfiziosa, di quelle conviviali che piacciono a me, che si comincia a spalmare e a chiacchierare e non si finisce più! Pericolosa si, solo un po’, si corre forse il rischio di mangiare troppo! Questa è l’unica controindicazione! Ma vale sempre la pena rischiare no? Sennò come facciamo a sorprenderci?

Patè di lenticchie
Ingredienti

lenticchie rosse decorticate: 100 gr
sedano tritato: 2 cucchiai
scalogno tritato: 2 cucchiai
pomodoro concentrato: 1 cucchiaino
cumino: la punta di 1 cucchiaino
zenzero: una fettina
olio evo: qb
pasta di tamarindo: 1 cucchiaino (facoltativo)
succo di limone fresco: a piacere
aglio fresco: una punta
paprika forte: un pizzico
yogurt naturale di soia: due cucchiaini  (facoltativo) 

Procedimento
Tritare lo scalogno e il sedano molto finemente. Aggiungere lo zenzero fresco, il cumino e le lenticchie. Coprire con acqua, aggiungere il pomodoro concentrato, e portare a cottura. Non mettere troppa acqua, solo quella necessaria cuocere le lenticchie, diciamo che deve arrivare a filo. Le lenticchie decorticate cuociono molto in fretta, e l’acqua alla fine deve assorbirsi quasi tutta. Aggiustare di sale.  Con un minipimer ridurre tutto in crema, aggiungere un po’ di paprica, l’aglio tritato, un po’ di succo di limone, due cucchiai d’olio evo e se necessario un po’ d’acqua per rendere il patè cremoso. Frullare il tutto fino a che non diventa morbido e cremoso e liscio. Se vi piace potete aggiungere due cucchiaini di yogurt naturale di soia. Controllare però l’acidità finale e nel caso aggiungere il limone pochissimo alla volta e fino all’acidità che vi piace. Far raffreddare in frigorifero per qualche ora. Servire a temperatura ambiente aggiungendo un giro d'olio evo, con crostini di pane tostato o con pane arabo.
Un bacio a tutti e al prossimo post

mercoledì 5 marzo 2014

Falafel con hummus di ceci


L’altra sera m’è venuta voglia di hummus e di falafel,  soprattutto di falafel direi, una di quelle volte che senti che devi prepararteli. Sarà che sta arrivando la primavera e si comincia già a fantasticare su possibili viaggi estivi.  E poiché io adoro il medioriente,  viene da sé che uno dei miei piatto dei sogni sono i falafel, che adoro accompagnati  dallo tzatziki. Sarà che avevo un sacchetto di ceci da utilizzare e quando li compro solitamente me li figuro già sotto forma di polpette :D  Insomma, questo è il loro destino se entrano in casa mia, o hummus o falafel ed era giunto il momento di prepararli.
Complice anche il fatto che, poco tempo fa,  ho cenato in un ristorante mediorientale, lo chef è Giordano e abbiamo chiacchierato a lungo su come fare o non fare certi piatti e mi son detta: magari metto in pratica qualcosa di quello che mi ha suggerito. Probabilmente lo chef sarà ancora lì a chiedersi com’è che io a casa mia mi preparo tutta sta roba mediorientale, immagino un nativo di un paese arabo o giù di li non trovi normale che una veneta mangi mediorientale e si prepari i falafel o l’imam bayildi al posto delle lasagne la domenica, ma è così! succedono cose strane nel mondo :D
Quindi oggi, come avrete facilmente intuito vi lascio la ricetta dei falafel e quella dell’hummus. Quella dello Tzatziki la trovate qui, e dell’imam bayildi la trovate qui. Così potete prepararvi  un pranzo o una cena mediorientale completi, farete un figurone, credetemi, aspettate solo la stagione delle melanzane! mi raccomando! capisco l'impazienza...ma la stagionalità prima di tutto :D

Ingredienti
Per 4 persone

Per i falafel

ceci secchi: 300 gr
cipolla bianca: una media
aglio: due spicchi
prezzemolo tritato: una manciata
cumino: 1/2 cucchiaino circa
sale: qb
olio: per friggere

Per l’hummus
ceci secchi: 300 gr
tahina: 4 cucchiai
succo di limone: ½ tazzina
aglio: uno spicchio grande
paprika: per guarnire
cumino: mezzo cucchiaino ( facoltativo)
paprika o sommacco: per decorazione finale

Procedimento

Per i falafel
Lasciare i ceci in ammollo per  36 ore (anche 48 va bene), poi scolarli bene, asciugarli , e frullarli in un mixer insieme alla cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino e il sale, il tutto deve diventare una pasta.  Per quanto riguarda gli altri ingredienti, dovete regolarvi, e se necessario aggiustate le dosi del sale e del cumino. Il prezzemolo deve colorare l’impasto che deve risultare verdino, quindi nel caso aggiungetene un po’ fino a raggiungere il colore. Lasciare riposare l'impasto qualche ora in frigorifero. Trascorso il tempo, con l’impasto formare tante polpettine leggermente schiacciate al centro.  Friggere in olio profondo finchè saranno dorati uniformemente. Il risultato finale non è una doratura leggera, risultano piuttosto scuri, ma vanno bene così, attenti però a non brucarli. L’olio non deve essere troppo caldo sennò scuriranno subito prima di essere cotti. Mantenetelo intorno ai 160°/ 170° in modo che l’interno cuocia bene.
Scolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente.


Per l’hummus
Dopo aver lasciato i ceci in ammollo, (per l’hummus bastano 24 ore) cuoceteli finchè saranno teneri (in pentola a pressione dimezzerete i tempi. Quanto ci vuole? Dipende molto dal tipo di ceci, in pentola a pressione andiamo da 20 minuti a 40 circa) Una volta cotti, scolateli tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura, lasciateli raffreddare, poi togliete da ognuno  la pellicina esterna (se non vi va di fare questa operazione otterrete un hummus meno vellutato, ma sarà comunque buono, dipende dalla vostra pazienza e dal vostro tempo). In un mixer frullate i ceci con l’aglio precedentemente tritato, la tahina, il sale,  il succo di limone e se serve un po’ di acqua di cottura dei ceci.  Deve risultare cremoso, e non troppo compatto, ma morbido e spalmabile. Assaggiare ed eventualmente correggere il sale e il limone. Alla fine aggiungere a filo l’olio evo. Servire cosparso di paprika o di prezzemolo, ma anche sommacco se vi piace. Un filo d’olio e l’hummus è pronto.

Alcune annotazioni: normalmente per fare i falafel si usa aggiungere poco bicarbonato nell'impasto. A me il sapore del bicarbonato nei cibi dà molto fastidio. Quindi per ovviare a questo inconveniente lascio i ceci a bagno molto più a lungo ( 48 ore) in modo che si ammorbidiscano bene. In questo modo i falafel vengono morbidi al punto giusto. Se vi piacciono ancora più morbidi potete aggiungere poca di mollica di pane raffermo ammollata nell'acqua. Verranno dei falafel anche più chiari esternamente e più morbidi, più simili a delle polpettine come siamo abituati a mangiarle noi, parola di chef mediorientale :D.  Io comunque preferisco sempre la prima versione.

E con questo, anche per oggi è tutto, vi lascio ai fornelli, ci ritroviamo qui al prossimo post. Un bacio a tutti.