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lunedì 27 maggio 2013

Sciroppo di sambuco


E' tempo di erbe, di erbette e di fiori da portare in tavola. E' vero che danno un gran da fare, ma per la soddisfazione, ne vale certamente la pena. Oltretutto riscoprire il valore di cose quasi dimenticate ci fa essere più rispettosi verso ciò che ci sta intorno, partendo anche dalle piccole cose, quelle apparentemente senza valore.
E' vero che non tutti hanno la fortuna di avere appena fuori dalla porta di casa prati incolti, boschi e radure, ma ci sono piante spontanee che sono facilmente reperibili, basta una passeggiata nella campagna vicina e sarà facilissimo imbattersi in qualche arbusto di sambuco.
Sapete quello con quei fiori bianchi ad ombrella che poi si trasformano in bacche piccole e color inchiostro? Non avete mai fatto la gara con le cerbottane da piccoli?
Vabbè, lasciamo stare...comunque, il sambuco è una pianta veramente molto comune, e in cucina dà grandi soddisfazioni. I fiori si possono utilizzare per preparare un ottimo sciroppo che sarà perfetto per una bibita rinfrescante quest'estate. Oppure si possono fare fritti, con la pastella. Con le bacche invece si fa una particolarissima marmellata che vale la pena provare.
Oggi vi lascio la ricetta dello sciroppo, facile, veloce e davvero molto buono. Una volta aperto si conserva in frigorifero per un po', il tempo di finire la bottiglia insomma...

Sciroppo di sambuco
ingredienti

fiori di sambuco: 20/25
limoni bio: 3
zucchero: 1,5 Kg
acqua: 1,5 l
acido citrico: 20 gr

Procedimento
Raccogliere i fiori di sambuco lontano da zone trafficate e quando i fiori sono aperti ma freschissimi.
Pulire i fiori molto delicatamente immergendoli rapidamente in acqua fresca, toglierli dall'acqua, appoggiarli su carta assorbente ed eliminare i gambi verdi.
Tagliare i limoni in pezzi grossi. Mettere a macerare fiori e limoni nell'acqua per 24 ore in un recipiente coperto. Trascorso il tempo foderare un colino con una garza pulita senza tracce di detersivo, versare fiori e limoni nel colino e raccogliere tutto il liquido in un recipiente. Strizzare i fiori e i limoni per ricavare tutto il succo. Aggiungere lo zucchero e l'acido citrico e mescolare bene. Porre sul fuoco e far sobbollire pianissimo per circa 10 minuti, finchè lo zucchero sarà completamente sciolto. Spegnere, imbottigliare in contenitori puliti e far raffreddare. Conservare in frigorifero
Ottimo come bevanda rinfrescante, va usato come uno sciroppo quindi diluito in acqua fresca in proporzioni secondo i propri gusti, con aggiunta di ghiaccio e limone. 

Prendersi cura delle cose è doveroso, soprattutto se si tratta di risparmiare risorse. Uno stile di vita sostenibile oggi è un imperativo assoluto.
Prendersi cura delle cose significa anche allungare la vita di quelli che sono i nostri alleati nei lavori domestici, i nostri aiuti in cucina, come per esempio la lavastoviglie.
Ci sono tanti prodotti efficaci che ci permettono di aumentare l'efficienza dei nostri elettrodomestici consentendoci così di risparmiare tempo e denaro. Oggi vi parlo di un altro prodotto Pril, l'ultimo dei tre che ho avuto il piacere di testare, Pril cura lavastoviglie: un prodotto che penetra nelle parti più nascoste della lavastoviglie che sarebbe impossibile pulire, e con la sua formula 3x azione pulente, pulisce a fondo dal grasso che si deposita durante i lavaggi e dai residui di calcare. Niente da dire, un ottimo sistema per essere sicuri di curare al meglio la nostra lavastoviglie e di garantirle una vita più lunga evitando costosi interventi di manutenzione.
Basta usarlo una volta al mese o ogni due mesi per assicurarsi una lavastoviglie pulita ed efficiente.
E se vi interessa qualche consiglio su come usare al meglio la vostra lavastoviglie leggete qui. 

E anche per oggi ho finito, un post un pò lungo ma spero vi sarà molto utile. Vi abbraccio e vi do appuntamento al prossimo post. Un bacio a tutti


lunedì 12 settembre 2011

Sciroppo di ribes

del mio orto


Sciroppo di ribes


Mi succede sempre! Se tengo le ricette troppo a lungo senza postarle, poi non mi va più di farlo. Così spesso me ne ritrovo un bel po', di cui non so più che fare. Ma a pensarci bene sono perfette per i momenti di crisi di ispirazione o per quelli troppo concitati.
Ora, non che questo lo sia, diciamo piuttosto che subisco ancora un po' la svogliatezza del dopo vacanze, unita al fatto che questa ricetta proprio non mi va di non postarla per due ragioni: la prima è che fa parte della mia rubrica orto-giardino che quest'estate, in preda ad una specie di raptus noblog, ho trascurato alla grande.
La seconda è che si tratta del mio primo sciroppo di frutta (se escludiamo quello di viole, che in effetti era di fiori, altro procedimento). Insomma, non potevo proprio non postarla, tanto più che la ricetta è di uno che di cucina ne sapeva qualcosa, il mitico Pellegrino Artusi che a proposito di questo sciroppo scrive: "questo frutto, contenendo in sé molto glutine, richiede una lunga fermentazione; tantoché se sciogliete dello zucchero nel succo del ribes appena spremuto e lo mettete al fuoco, otterrete non uno sciroppo, ma una gelatina".
A questo punto ho voluto sperimentare la fermentazione, cosa con la quale ancora non mi ero mai cimentata. Ho seguito le indicazioni dell'Artusi che riporto passo passo.
Ho solo cambiato i quantitativi. Io partendo da poco più di un chilo di ribes ho ottenuto 800 gr di succo filtrato. L'Artusi partiva da 4 chili di succo che mi sembrano veramente troppi. Le proporzioni sono le stesse, a parte pochi grammi in meno di zucchero, ma non fanno differenza (tra parentesi i quantitativi originali)


Ingredienti
succo di ribes filtrato: 800 gr (Artusi parte da 3 kg di frutta, io da 1,2 kg)
zuccchero: un chilo (Artusi 4 Kg)
acido citrico: 8 gr (Artusi 30 gr)


Procedimento
Lavare il ribes e asciugarlo bene. Schiacciarlo lasciandolo nei suoi grappolini come si fa per l'uva e porlo in un recipiente di terracotta (o di legno, consapevoli che si colorerà quasi irrimediabilmente!). Lasciarlo in un luogo fresco mescolandolo due volte al giorno. La fermentazione comincerà dopo qualche tempo, ci potrebbe volere anche qualche giorno. Bisogna continuare a mescolarlo finche avrà cessato di fermentare, o come dice l'Artusi: " finchè avrà cessato di alzare" . A questo punto passare il tutto attraverso un canovaccio pulito strizzando bene con le mani. Poi passare il liquido ottenuto attraverso un colino a magle fitte, anche due o tra volte per ottenere un liquido limpidissimo. Pesare il succo così ottenuto, metterlo sul fuoco e portarlo a bollore. Quindi aggiungere lo zucchero e l'acido citrico.
"Girate continuamente il mestolo onde lo zucchero non si attacchi, fatelo bollir forte per due o tre minuti, assaggiatelo per aggiungere altro acido citrico, se occorre, e quando è freddo imbottigliatelo e conservatelo in cantina.
Vi avverto che il bello di questi sciroppi, è la limpidezza e per ottenerla è bene abbondare nella fermentazione"
Alcune annotazioni: nel dubbio, è meglio prolungare la fermentazione piuttosto di rischiare di interromperla prima che sia finito il processo.
In quanto al filtraggio, più si filtra più lo sciroppo è limpido. Il gusto in questo caso non cambia, è però visivamente molto più bello, ma se la cosa non interessa particolarmente si può filtrare anche una sola volta.  Io ho fatto una cosa media. E' venuto abbastanza limpido ma non proprio trasparente, confesso che dopo un pò mi ero stufata :-) Comunque lo sciroppo è molto bello lo stesso....Certo se lo preparate per fare acqua e sciroppo allora dovete avere pazienza e filtrarlo benissimo. Se lo usate come bagna o sul gelato o altro, va benissimo anche se non è filtrato un pò meno....ho detto un pò eh!
Con questa ricetta partecipo al contest de La cucina di Barbara . Più rosso di così! 


E con questo sciroppo vi auguro uno splendido inzio settimana. Baci a tutti e al prossimo post.

giovedì 24 marzo 2011

Sciroppo di viole

riprende l'ortogiardino



Se si ha una rubrica che si decide di chiamare "L'ortogiardino", allora non ci sarà più pace e tutto quello che crescerà intorno a casa non passerà più inosservato.
Quello che prima la mente registrava come: "inutile erbaccia infestante e pure un pò antipatica", ora sarà un bene prezioso che potrebbe trasformarsi in qualcosa di una bontà senza pari. Certo non è detto che accada, in fin dei conti se erbacce son sempre state ci sarà pure un motivo...ma io non sono convinta di  questo.
E soprattutto è il pensare che lo siano sempre state che non mi convince per niente. No no, darò alle erbacce infestanti un loro posto sul mio blog. Ma mica solo alle erbacce infestanti, anche a germogli, fiori, frutti, insomma tutto quello che cresce nel mio orto giardino. E con oggi, a quattro giorni dall'inizio della primavera sono felice di riprendere questa rubrica che il rigore dell'inverno ha inevitabilmente tenuto a riposo.E cos' è che segna la primavera più di ogni altra cosa? ma le viole naturalmente!
E allora eccole qui le violette del mio giardino, tutte dentro questa bottiglietta.


Si si, invece di stare lì a guardarle come farebbe un'anima romantica e sognatrice, ecco che invece le estirpo sul nascere e le faccio finire in pentola.....l'animo della foodblogger non può sottostare a certe romanticherie....Già mi era mancato il coraggio l'anno scorso di staccare i mandarini cinesi dall'albero.
Quest'anno invece non avrò pietà, prova ne sia il mio sciroppo di viole! Non è bellissimo? Io sono rimasta folgorata dal colore di questo sciroppo. Mi piace talmente tanto che pur di ammirarlo in tutta la sua bellezza non faccio altro che bere acqua azzurra. Mai bevuto così tanta acqua in vita mia!
Secondo voi è posibile che magari mi sveglierò un giorno e non avrò più la cellulite? Mah...non so, secondo me è più probabile che invece mi svegli un giorno e mi ritrovi puffo!
Si perchè tutto sto azzurro, mi vien da pensare, da qualche parte poi finirà no?  Mah...non so.....vi terrò informate...per ora è tutto a posto.
"Ma a che serve lo sciroppo di viole?" vi starete tutti domandando. Beh, non è che sia una di quelle cose assolutamente indispensabili: come il sale viola dell'himalaya, o il pepe giamaicano, o la fava tonka per citarne solo alcuni, è una di quelle cose che è bello avere, fa chic per intenderci. E' bello poterlo usare ogni tanto, quando avete voglia di qualcosa di particolare, di un sapore un pò diverso. Se vi piace l'idea di offrire un bicchiere d'acqua azzurra (che credete, non passerà inosservata), se vi piace l'idea di un sapore inusuale.... o se semplicemente aspirate a diventare blu....allora si, anche per voi come per me lo sciroppo di viole è una cosa assolutamente indispensabile.
Le violette utilizzate sono le mammole che crescono comunemente nei prati e nei giardini. Ci sono diverse varietà, alcune sono più profumate, altre meno. E' chiaro che per lo sciroppo le migliori sono quelle più profumate, ma poi ci si accontenta di quel che cresce in giardino è ovvio, magari il sapore sarà meno intenso ma è comunque buono.
Vorrei aggiungere che la violetta ha anche vere proprietà terapeutiche. Se vi va di saperne qualcosa di più leggete qui

Sciroppo di viole

Ingredienti

petali di violetta: 50 gr
zucchero: 200 gr
acqua: 100 gr

Procedimento

Raccogliere le violette (e questa voi penserete che è la parte più divertente, invece dovrete aspettare di dover togliere tutti i calici....quella è la parte più divertente)
Lavare le violette e asciugarle, ricavare 40 gr di petali privi del calice. Portare ad ebollizione l'acqua e versarla in un recipiente di ceramica contenente i petali. Coprire e lasciare in infusione per quattro, cinque ore. Trascorso il tempo, filtrare il liquido premendo bene i petali per ricavarne il più possibile. Poi filtrarlo nuovamente attraverso una garza (non devono rimanere residui). Versare il liquido in un pentolino in acciaio, aggiungere 200 gr di zucchero e portare ad ebollizione a fiamma dolce. Lasciare bollire piano fino ad ottenere una consistenza sciropposa. versare in un recipiente pulito e far raffreddare un pò. Poi chiudere in vasetti puliti e conservare come un normale sciroppo al fresco.
Alcune annotazioni: nella foto all'inizio del post lo sciroppo è diluito con acqua, per farvi vedere queto colore bellissimo. Lo sciroppo è quello della foto più in basso, più denso e scuro.

Bene, e con questo ho finito. Vi auguro un buon w.e e ci si ritrova lunedì.
Se per caso sabato vi trovaste a passare dalle parti di Viareggio, venite a trovarci....Sei foodbloggers in una volta riuniti qui.
Non lasciatevi sfuggire l'occasione.....


Baci a tutti e al prossimo post