Lightbox Effect
Visualizzazione post con etichetta vegan life. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vegan life. Mostra tutti i post

venerdì 29 gennaio 2016

Sandwich con verdure, crema di anacardi e germogli


Finalmente è arrivato venerdì! E dato che la settimana è sempre piena di impegni, sabato e domenica compresi, il venerdì sera è il mio momento relax: torno a casa,e dato che è già tardi per cenare mi preparo qualcosa di non troppo impegnativo; poi un’ora di divano non me la toglie nessuno. Un’ora alla settimana di divano direi che si può fare, non ho nemmeno tanti sensi di colpa ;)  Da domani mattina si ricomincia con mille ricette da provare fare preparare, foto ecc ecc, ma il venerdì sera lo dedico ad un po’ di decompressione del cervello, dai pensieri, dagli impegni, da tutte le cose da fare.
Come al solito, le ricetta del venerdì è una ricetta da divano, semplice o elaborata che sia, deve essere di quelle che si mangiano rigorosamente con le mani, che non ci vuole troppo a preparare, e si accompagna ad una birra fredda, di quelle buone preferibilmente. Ecco, basta poco per essere felici, e considerate che la birra devo ancora aprirla  
Certo posso convenire con voi che tornare a casa quasi alle dieci e  mettersi a preparare il sandwich non è proprio la cosa più veloce del mondo, ma se avete tutti gli ingredienti pronti è facilissimo!
Quindi ecco qua, il mio sandwich per questa sera! Ultimamente ho tentato di mangiare dei panini in giro, purtroppo ho constatato con tristezza infinita che non c’è nessuna sensibilità e attenzione verso che ha fatto delle scelte alimentari diverse, ho mangiato cose immangiabili che non bisognerebbe proprio presentare a nessuno. Ecco, vorrei solo dire che non ci si improvvisa chef vegani! Che essere vegano non è solo togliere dai piatti questo e quello, ma c’è un universo di cose che danno significato a questo modo di alimentarsi, sarebbe bellissimo se venisse considerato, rispettato e approfondito da parte di chi ha scelto di cucinare per gli altri! Non ci si può improvvisare in nulla, tanto meno nella cucina vegana. Quindi stasera, se volete un buon panino e magari in zona non trovate niente che meriti la vostra attenzione, preparatevi questo, è buono, sano e pure carino :)

Mini sandwiches con crema di anacardi e verdure
Preparazione: 20 minuti  ( più la marinatura)

Ingredienti
per 4 triangolini (4 persone se per un aperitivo)
pane integrale nero ai semi: 6 fette
rapa rossa: 1
erbette di Chioggia: 1
lattuga canasta: 4 foglie
carote: 1
avocado: ½
germogli di porro: qualche ciuffetto
olio evo: qb
sale: qb
succo di limone: qualche goccia
senape con i semini: qb

Per la crema di anacardi
anacardi al naturale: 100 gr (non salati e non tostati)
lievito alimentare secco: 1 cucchiaino
miso di riso: 1 cucchiaino (facoltativo)
acqua: qb
sale integrale: un pizzico (facoltativo)

Procedimento
1) Lavare ed asciugare tutte le verdure. Con il pelapatate eliminare la buccia dalle erbette e con la mandolina affettarla sottile (1 mm circa). Metterla in una ciotola a marinare con un po’ di sale, olio e qualche goccia di succo di limone per mezz’ora circa.
2) Preparare la crema di anacardi (ammollati è meglio) frullando tutti gli ingredienti aggiungendo acqua poca alla volta fino ad ottenere una consistenza densa (che si possa spalmare) e liscia, tenere in frigorifero coperto. 
3) Eliminare la buccia dalla rapa rossa, affettarla sottile (circa 2 mm) e grigliarla su una griglia ben calda, poi condirla con poco sale e olio evo. Con il pelapatate ricavare dalla carota dei nastri. Eliminare la buccia dall’avocado, dividerlo in due, eliminare il nocciolo interno e al momento di servire il sandwich tagliarlo a fettine (tre fettine circa per ogni strato) 
4) Con la parte rimanente dell’avocado preparare una maionese vegetale schiacciando la polpa con qualche goccia di limone e un po’ di sale. Lavorare a crema. 
5) Al momento di servire il sandwich, tostare le fette di pane, spalmare abbondante crema di anacardi su tutte le fette e un po’ di senape. Poi procedere con le verdure partendo dalle rape rosse grigliate, poi la lattuga, le rape marinate, qualche nastro di carota, infine l’avocado e qualche ciuffetto di germogli di porro. Ripetere con il secondo strato. Pressare un po’ il sandwich e poi tagliarlo in due formando dei triangolini. Servire con della maionese vegan a parte o con la maionese di avocado. 
Un bacio a tutti, buon w.e e al prossimo post

venerdì 22 gennaio 2016

Chips di ceci


Lo so che state tutti friggendo, quindi niente, vi lascio questa ricetta sfiziosa di un fritto stavolta però salato, e dato che è venerdì, ve la propongo per accompagnare l’ormai classico aperitivo salato e il sempre classico calice di bollicine. Tra una frittella e una chiacchiera ce la fate a tuffare anche una chips di ceci? Si dai, sono sicura di si!  :)  si sgranocchiano con piacere e sono molto conviviali :) Lo so che il fritto non è proprio contemplato in una sana alimentazione, ma qualche volta si può fare uno strappo alla regola, è pur sempre carnevale no? e queste non hanno nemmeno lo zucchero :) 
Ecco, la ricetta è semplice con pochi passaggi, se avete l’olio già caldo è un attimo!

Invece per chi volesse  impegnarsi in ricette un po’ più elaborate, o magari scoprire o approfondire la cucina vegana vi segnalo il corso di cucina vegan presso la scuola di cucina Peccati di gola. La prima data sarà mercoledì 27 gennaio presso la sede di Mestre, però tenete d’occhio il calendario perché ne seguiranno altre anche in altre sedi. 
Che ne dite, venite a trovarci? Ci sarò io dietro ai fornelli e prepareremo tante cose buone, sane e sfiziose, parleremo di cucina vegan e cucineremo insieme imparando e divertendoci. Vi aspettiamo, siete già in tanti, ma se qualcuno volesse aggiungersi ci stringiamo volentieri :) Potete vedere i dettagli del corso, cliccando qui 
E siccome i corsi si tengono ma per restare al passo con i tempi quelli più interessanti anche si frequentano, io domenica sarò a Milano al corso di Daniela Cicioni sulla cucina crudista, e non vedo l'ora! Qualcuno di voi ci sarà? Fatemelo sapere nel caso ;) 

Chips di ceci

Preparazione: 30 minuti
Cottura 15 minuti per i ceci+ 30 minuti per friggere

Ingredienti
farina di ceci: 250 gr
acqua: 650 ml
sale: 1 cucchiaino circa
semi di finocchio: 2 cucchiaini
olio di arachidi per friggere: qb 

Procedimento
In una ciotola setacciare la farina di ceci. Mettere l’acqua in una pentola e far cadere la farina setacciata a pioggia mescolando bene con una frusta per evitare la formazione di grumi, aggiungere anche il sale. Mettere la pentola sul fuoco a fiamma dolce e mescolando continuamente portare ad ebollizione. Cuocere per dieci minuti sempre mescolando senza far attaccare la polentina di ceci. Aggiustare di sale se necessario. Alla fine aggiungere i semi di finocchio (o se preferite del rosmarino tritato finemente).
Su un foglio di carta forno unto con dell’olio d’oliva versare la polentina ed allargarla. Sovrapporre un secondo foglio di carta forno unto d’olio e con un mattarello stendere ad uno spessore di 2/3 mm. Tagliare la pasta in rettangoli di 10x5 cm circa. Scaldare l’olio d’arachidi e friggere la sfoglia di ceci finchè sarà dorata e croccante. Non toccare le sfoglie quando sono nell’olio finchè non si saranno leggermente dorate per non romperle. Girarle una volta durante la cottura. Scolarle e farle asciugare su carta assorbente. Servire subito.
In alternativa potete cuocere le sfoglie al forno dopo averle spennellate con olio evo: 30 minuti a 180°C o finchè non saranno dorate e croccanti.
Ottime per accompagnare un aperitivo, se abbinate a delle verdure crude o stufate possono costituire un secondo piatto.
Bene, e dopo la ricetta, dopo le segnalazioni sui corsi vegan, dopo gli annunci vari, vi lascio che ho veramente ancora moltissime cose da fare. Vi aspetto numerosi. Un bacio a tutti 

lunedì 21 dicembre 2015

Orecchiette integrali al pesto di foglie di sedano


Le orecchiette sono uno dei miei formati di pasta preferiti, seconde solo agli spaghetti. Le preparo spesso perchè mi piacciono integrali e preferisco farle da me, però da poco le vedo anche al supermercato e quindi  per chi non avesse voglia e tempo di cimentarsi nella preparazione casalinga delle orecchiette, abbiamo trovato la soluzione :)
Comunque io vi do anche il procedimento per prepararle, ho scelto questo post perché la pasta integrale sara’ una delle cose che metterò nelle mie ceste da regalare a  Natale, insieme ai crakers di semi e ad altre cose che posterò se avrò il tempo, da qui all’Epifania.
Le orecchiette integrali non sono troppo difficili da fare, serve solo un po’ di manualità, ma si acquisisce in fretta, tempo le prime dieci orecchiette e vedrete che avrete già imparato. Certo magari le prime non saranno perfette, ma vi assicuro che una volta cotte e condite non se ne accorgerà nessuno, e sono talmente buone che vorrete rifarle prima di subito. L’importante è lo spessore della pasta e la dimensione delle orecchiette, bisogna cercare di farle tutte uguali e spesse uguali così la cottura sarà perfetta.

In quanto al condimento,  ho scelto il pesto di sedano che mi piace moltissimo, addolcito da un po’ di porro saltato o se sono di stagione dei cipollotti. Però è chiaro che potete condirle con quello che più vi piace, dalla salsa di pomodoro, ai broccoli, con la zucca, io le adoro in tutti i modi. Vi lascio qualche ricetta così potete scegliere secondo i vostri gusti.

Orecchiette integrali con porri e pesto di foglie di sedano 
Ingredienti
Per 4 persone

Per la pasta
semola integrale di grano duro: 250 g
acqua tiepida: qb
sale: qb
Per il condimento
porri: 1 (oppure tre cipollotti)
pesto di foglie di sedano: 120 g (ricetta qui)
olio evo: 1 C
sale: qb

Procedimento
Con la farina fare la fontana, aggiungere un po’ di sale e l’acqua necessaria a formare un panetto sodo. Lavorarlo per dieci minuti sulla spianatoia, poi avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare 30 minuti.
Prelevando piccole quantità di impasto, formare dei cilindri lunghi e sottili (come si fa per gli gnocchi, ma con uno spessore pari a quello di una matita) tagliare i cilindri in tanti pezzetti tutti uguali della lunghezza di circa 1 cm. Con un coltello dalla punta arrotondata trascinare ogni pezzetto sulla spianatoia esercitando una leggera pressione. La pasta si arrotolerà chiudendosi come una conchiglia. A questo punto servendosi del coltello appoggiare la pasta sul pollice della mano sinistra risvoltando il pezzetto d’impasto e dandogli la forma tipica dell’orecchietta. Farle asciugare qualche ora sulla spianatoia.
Affettare sottile la parte bianca di 1 porro, (oppure i cipollotti)  e saltarlo in due cucchiai d’olio evo salandolo leggermente finchè sarà tenero (eventualmente aggiungere poca acqua se dovesse scurire troppo). Cuocere le orecchiette in acqua bollente salata (ci vorranno circa 10/12 minuti) Scolarle e unirle al porro, unire il pesto di sedano e qualche cucchiaio di acqua di cotture della pasta. Saltare velocemente le orecchiette e servire subito.

Con questa ricetta auguro a tutti una buon inizio settimana. Un bacio e al prossimo post

lunedì 30 novembre 2015

Minestrone con zucca e grano saraceno


Non ho mai postato un minestrone, malgrado a me piaccia molto, come sempre le cose più normali si lasciano sempre da parte. Però non è che tutti i giorni possiamo metterci a fare piatti troppo lunghi  o ricercati. Anche le ricette semplici e veloci ci stanno, come il minestrone. Chi è che non lo sa fare? credo nessuno, però magari non si pensa di metterci dentro qualcosa di diverso dalla pasta o dal riso. In questo per esempio ci ho messo il grano saraceno, per un primo piatto senza glutine.  Io il grano saraceno lo uso soprattutto sotto forma di farina nei dolci, ma è ottimo anche asciutto e condito inventandosi delle insalate sempre diverse e di stagione. Oppure al posto della pasta nelle minestre di erdure, favoloso anche per farci dei burger.  Cuoce in fretta ed ricco di proprietà, soprattutto antiossidanti ed è importantissimo per il benessere del sistema cardiovascolare. Non voglio dilungarmi in discorsi complessi sulle sue proprietà, ci sono tante  fonti  per approfondire. Io ho fatto mio il principio di variare il più possibile quello di cui mi nutro tutti i giorni. Se non lo conoscete provatelo, la prossima volta che preparate una zuppa o una minestra, metteteci il grano saraceno al posto della pasta. E’ così che si scopre sempre qualcosa di nuovo, provando, sperimentando, leggendo. Io così, nel tempo ho scoperto cose di cui oggi non potrei più fare a meno. 

Minestrone di zucca e grano saraceno 

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15 minuti

Ingredienti per 2 persone
grano saraceno: 60 g
carota: 1
cipolla: ½
sedano: 1 costa
zucca: 50 g
bieta o spinaci: 60 g
cavolo verza: 60 g
patata: 1
aglio: 1 spicchio
salvia: 2 foglioline
rosmarino: 1 rametto
peperoncino: a piacere
olio evo: tre cucchiai
brodo vegetale: 400 ml circa (oppure acqua)
sale: qb

Procedimento
Pulire la zucca, la carota, il sedano e la patata e tagliare tutto a dadini di circa 1 cm, tritare finemente la cipolla. Tagliare a striscioline la parte tenera del cavolo verza e delle biete. In una casseruola mettere due cucchiai d’olio evo e farlo insaporire con la salvia, il rosmarino e lo spicchio d’aglio e il peperoncino tritato. Versare le verdure insieme anche al cavolo verza e farle rosolare leggermente. Versare il brodo caldo e il grano saraceno lavato, e lasciare cuocere per 15/20 minuti, finchè il grano saraceno non sarà morbido, aggiustare di sale. Dopo 10 minuti dalla cottura unire anche le biete o gli spinaci. Finire il minestrone con un giro d’olio evo a crudo e servire con fette di pane casereccio tostate. Eventualmente aumentare la quantità di brodo secondo i gusti
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post 

lunedì 16 novembre 2015

Polpette di quinoa e amaranto con zucca e funghi


Non siete stanchi di polpette vero? Perché oggi vi do l’ennesima versione. E come sono stavolta? di quinoa e amaranto con funghi e zucca. Diciamo una delle tante versioni autunnali che si presta a tante reinterpretazioni, secondo la vostra fantasia e secondo quello che avete in frigorifero. Per esempio, se non avete la zucca o i funghi, potete metterci degli spinaci,  qualche erba aromatica, curry e curcuma che con gli spinaci ci stanno bene, insomma, le verdure si possono cambiare di volta in volta. Quello che mi interessa e’ l’uso degli pseudocereali, quinoa e amaranto. L’amaranto, meno noto forse della quinoa, ha un gusto particolare che mi piace molto, e trasformato in polpetta è un buon modo per utilizzarlo. Chi lo conosce sa che in cottura diventa un po’ gelatinoso; in questa preparazione la sua caratteristica consistenza non dà fastidio in quanto poi verrà mescolato ad altri ingredienti  per diventare appunto polpetta :)  Se però volete mangiarlo condito come si può fare con la quinoa, è preferibile mescolarlo ad altri cereali, e cuocerli insieme, scegliendo magari quelli che hanno tempi di cottura simili. 
A me al di fuori da questo tipo di preparazione piace molto sottoforma di farina per esempio nelle torte salate come questa, o nei biscotti sia dolci che salati. In tutti i casi il suo sapore particolare, oltre alle sue proprietà, lo rendono un ingrediente veramente interessante. Se avete voglia di provarlo, potete iniziare da queste sfiziose polpettine, e se volete cimentarvi in qualcosa di più ardito, vi consiglio la crostata salata, veramente deliziosa, piaciuta molto anche a chi non è vegano! 

Polpettine di quinoa e amaranto con zucca e funghi

Preparazione: 45 minuti
Cottura 30 minuti

Ingredienti
Per 12 pezzi

quinoa: 60 gr
amaranto: 60 gr
zucca: 30 gr
funghi misti: 90 gr
cipolla piccola: ½
aglio: 1 spicchio
prezzemolo tritato: 1 cucchiaio
pangrattato: 3 cucchiai (più per la panatura)
farina di riso: 1 cucchiaio
curry: 1 cucchiaino
farina di mais fioretto: 3 cucchiai
pangrattato: 3 cucchiai
olio evo: 3 cucchiai
sale: qb

Procedimento
Mettere in ammollo l’amaranto per 30 minuti e la quinoa per qualche ora cambiando l’acqua. Sciacquarla e cuocerla in un volume d’acqua fredda pari al doppio e calcolare 15/20 minuti dal bollore, finchè l’acqua sarà del tutto assorbita; lasciare riposare coperta per qualche minuto. Con le stesse modalità,  cuocere anche l’amaranto per circa  30 minuti in un volume d’acqua pari a tre  volte (o secondo quanto riportato nella confezione ) Per velocizzare i tempi potete cuocerle insieme per circa 25 minuti.
In una padella insaporire tre cucchiai di olio evo con uno spicchio d’aglio. Saltare i funghi lavati, mondati e tagliati a pezzi non troppo piccoli. Unire anche la zucca a cubetti molto piccoli e portare a cottura. Far raffreddare. Con un mixer ad immersione omogeneizzare la quinoa e l’amaranto, unire le verdure, il prezzemolo, il sale e il curry e omogeneizzare per 15 secondi. Aggiungere il pangrattato quanto basta per rendere lavorabile l’impasto con le mani, senza renderlo troppo sodo.
In un piatto fondo mescolare la farina di mais con il pangrattato e ripassare le polpettine in modo da ricoprirle tutte. Infornare a 200° per circa 30 minuti finchè saranno dorate e croccanti. 
Queste polpette si  accompagnano a contorni di verdure cotte e crude,  ottime per esempio con dei funghi di stagione saltati con aggiunta di alghe come questi. Si servono con salsa a parte, per esempio di pomodoro, o con maionese vegan (ricetta qui
Un bacio a tutti e buon inizio settimana.

giovedì 8 ottobre 2015

Ragù di semi vegan

Pentola Le Creuset 
Di ragù vegan ne ho sperimentati già diversi, quello di lenticchie e verdure, quello di seitan e tofu, quello di verdure classico e questo ragù di semi. Quindi direi che posso stilare la mia personalissima classifica. All’ultimo posto ci metto quello di verdure, non perché non sia buono eh, ma se parlo di ragù ho in mente consistenze e sapori un po’ diversi.
Quello di lenticchie e verdure lo metto a pari merito con quello di seitan e tofu, buoni  entrambi: golosi e corposi.
Questo ragù di semi, beh questo è stata una vera rivelazione e lo metto senz’altro al primo posto. L’adoro,  mi piace proprio un sacco, mi piace la consistenza, il sapore, lo trovo un perfetto condimento per  tagliatelle, gnocchi, tortelli ecc. Ma anche mangiato da solo, magari facendo scarpetta con del buon pane integrale, che dire ancora, è veramente irresistibile.  L’idea non è mia però eh, dev’essere stato un genio ad inventarlo :)
Io ho solo visto in giro dei barattolini di ragù di semi vegan, e così ho voluto provare a farlo a modo mio. Quello pronto non l’ho mai assaggiato, quindi non so come sia, ma posso dirvi che preparato a casa è una meraviglia. Ora basta perché sennò mi ripeto, voi provatelo e poi fatemi sapere, sono certa che lo farete e rifarete. In più non è nemmeno troppo lungo da preparare, insomma ha tutto a suo favore, e cercando di descriverlo, malgrado abbia appena cenato, m’è tornata fame :)
Vi lascio la ricetta, io ci ho condito sia dei tortelli ripieni di erbette e ricotta vegan, sia delle tagliatelle di farro e canapa. Vi lascio le dosi anche per le tagliatelle caso mai vogliate provarle.

Ragù di semi 
Ingredienti
Per 4/5 persone

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 90 minuti

semi di girasole: 100 gr
semi di zucca: 2 C
cipolle: 1 piccola
carota: 1
sedano: 1 costa
funghi saltati: 60 g (facoltativi)
polpa di pomodoro: 350 g (fresca o pelati)
pomodoro doppio concentrato: 1 C
tofu al naturale: 50 g
chiodi di garofano: 2
alloro: 1 foglia
rosmarino: 1 rametto piccolo
aglio: 1 spicchio
peperoncino fresco: a piacere
dado home made: 1 c (facoltativo)
sale di sedano: 1 c (facoltativo)
sale integrale: qb
olio evo: 3 C

Per la pasta
Farina di farro integrale: 285 gr
Farina di canapa: 15 gr
Acqua: 110 gr circa
Olio evo: ½ cucchiaio

Procedimento

Per la pasta
Mescolare bene le due farine, fare la fontana sulla spianatoia e versare l’ olio e  l’acqua tenendone a parte un po’. Cominciare ad inglobare la farina raccogliendola dai bordi poca alla volta. Se necessario aggiungere l’acqua tenuta da parte, dipende dalla capacità di assorbimento della farina. Impastare energicamente per dieci minuti. Chiudere con pellicola e far riposare mezz’ ora. Stendere la pasta in una sfoglia sottile e formare le tagliatelle. Farle asciugare.

Per il ragù
Tritare al coltello i semi.  Tritare sedano carota e cipolla e peperoncino, unire l’ alloro, il rosmarino, i chiodi di garofano e l’aglio e fare un soffritto leggero aggiungendo a metà cottura poca acqua per far appassire le verdure. Versare i semi  e lasciarli qualche minuto girando ogni tanto con un mestolo per non farli attaccare. Unire la polpa di pomodoro a pezzi, il pomodoro concentrato diluito in poca acqua, un po’ di dado home made (se lo usate) e i funghi tritati al coltello e cuocere lentamente a fuoco molto dolce per un’ora e mezza circa (se necessario aggiungere acqua o brodo vegetale se durante la cottura il ragù tende ad asciugarsi troppo). Mezz’ora prima della fine della cottura unire il tofu pressandolo con uno schiacciapatate a fori larghi (io uso l’attrezzo per i passatelli ). Aggiustare di sale se necessario.

Alcune annotazioni:  Per questo ragù ho utilizzato un po’ di finferli e qualche pezzetto di porcino saltati semplicemente con olio e aglio. Io li avevo avanzati da un’altra preparazione, se non avete i funghi saltati o non li avete in programma per altre preparazioni, ometteteli,  il ragù verrà buonissimo lo stesso.
Con questa ricetta da pranzo domenicale vi auguro uno splendido w.e Un bacio a tutti e a l prossimo post

Pentola Le Creuset 

martedì 1 settembre 2015

Taralli integrali pomodoro e origano


Questa è una ricetta per chi come me si entusiasma all’idea di riciclare gli avanzi e soprattutto le parti di scarto degli alimenti, vi ho già contagiati vero? :) (ognuno si entusiasma come può )
Prima che l’estate ci saluti, oltre che alle solite passate, ai sott’olii, e a conserve varie di pomodori, perché non trovare un modo per riciclarne anche le bucce? Per esempio, quando preparate sughi o pesti che prevedono l’eliminazione della buccia esterna, non buttatela. Potrete essiccarla in forno o nell’essiccatore e poi frullarla fino ad ottenere una polvere sottile da utilizzare per aromatizzare risotti ( basta spolverizzarne un po’ a fine cottura)o nei  lievitati come per esempio pane o brioches salate, o in biscottini da aperitivo a base di pasta sfoglia o quello che più vi piace. Oppure come ho fatto io, potrete preparare degli sfizziosissimi taralli integrali gusto pizza! Vi assicuro che tutto ciò vi darà grande soddisfazione.
Solitamente mi chiedete consigli su come essiccare se non si ha l’essiccatore. Io prima di acquistarlo usavo il forno alla minima temperatura, con lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità, per il tempo necessario che valutavo a seconda degli ingredienti e in modalità ventilato se non volava tutto! Ora che ho l’essiccatore non so più darvi i tempi precisi con il forno dato che non lo uso più a questo scopo, ma posso dirvi che le bucce, che sono molto sottili, non dovrebbero impiegare molto ad essiccare, quindi non è troppo dispendioso in termini di costi e di energie.
Io come vi ho già detto ho preparato dei taralli leggermente piccanti, aromatizzati con bucce di pomodoro e origano, Ma potete essiccare tante cose, largo alla fantasia. Sulla quantità di polvere di
pomodoro dipende da quanta ne avete a disposizione e dal gusto personale, dosandola si può ottenere un spore più o meno accentuato, sempre buono comunque, e questo è l’importante purchè non esageriate, ovvio.
E dato che accendere il forno ora non fa più così paura, mi raccomando, prima di buttare qualsiasi cosa pensateci, e ricordatevi che molto può essere riciclato e rendere deliziosi e originali i vostri piatti.

Taralli con bucce di pomodoro essiccate
Preparazione: 45 minuti
Cottura 25 minuti (più eventualmente altri 20 minuti se necesario)
Ingredienti per circa 28 taralli

farina integrale: 140 gr
bucce di pomodoro essiccate: 10 gr
sale integrale: 2 prese abbondanti
origano: un cucchiaino
peperoncino: una presa
olio evo: 40 gr
vino bianco: 60 ml

Procedimento
Per ottenere le bucce del pomodoro, immergere i pomodori in acqua bollente per 1 minuto dopo aver praticato un’incisione a croce alla base. Toglierli dall’acqua e spellarli. Far essiccare le bucce nell’essiccatore per 6/ 8 ore, oppure nel forno alla temperatura minima. Per 10 gr di polvere vi serviranno circa 2 kg di pomodori.
Tritare molto finemente le bucce di pomodoro essiccate con un macina caffè elettrico. Mescolare la polvere ottenuta alla farina integrale, aggiungere il sale, l’origano e il peperoncino. Fare la fontana, e versare al centro il vino e l’olio. Cominciare a raccogliere la farina poca alla volta con una forchetta. Impastare bene e lavorare per dieci minuti. Chiudere l’impasto con della pellicola e far riposare per mezz’ora. Tagliare il panetto in sei pezzi e lavorarne ognuno in modo da ricavare dei cilindri di pasta sottili (dello spessore di un mignolo e lunghi 10 cm) Chiudere ogni pezzetto di impasto incrociando le estremità e premendo per farle aderire bene. Portare a bollore una pentola d’acqua, salarla leggermente e versare i taralli pochi alla volta fino a  quando non verranno a galla. Farli asciugare su di un telo, quando saranno freddi (o anche il giorno dopo) infornarli a 180°C per circa 25 minuti, finchè saranno leggermente dorati e croccanti. Se non dovessero asciugarsi completamente infornateli a 150° per altri 20 minuti.

Con i pomodori privati della buccia potete preparare sughi, pesti a crudo, gazpacho e vellutate. Con la polvere di pomodoro potete preparare del pane o biscotti salati, aromatizzare minestre e risotti.
Potete anche essiccare le bucce che ottenete dalla preparazione della passata.
Alcune annotazioni: se volete accentuare il sapore di pomodoro ma non avete abbastanza bucce tritate, aggiungete un cucchiaino di doppio concentrato all'impasto.
Buona settimana a tutti. Un bacio e al prossimo post

giovedì 16 luglio 2015

Sale di sedano


Quante cose possiamo preparare con il sedano per sfruttare al meglio le sue tante proprietà? vi ho già raccontato qui, come per esempio,con le foglie, ci si può preparare un gustosissimo pesto dal sapore un po’ insolito e leggermente amarognolo.  Delizioso spalmato su fette  di pane nero tostato, e ottimo anche per condire la pasta. Molto semplice da preparare, non richiede cottura e vi permetterà di riciclare una parte della pianta che solitamente è considerata di scarto.
Abbiamo anche detto che il sedano è ricco di sodio e questa sua caratteristica lo trasforma in un perfetto sostituto del comune sale da cucina, soluzione ideale per chi ha scelto di seguire un’alimentazione naturale, o per chi debba, per questioni di salute limitare l’uso del cloruro di sodio.
Il sale di sedano si ottiene dall’essiccazione delle coste, è facile produrlo in casa se avete un essiccatore. In alternativa si può usare anche il forno di casa, oppure,  dove il clima lo permette, si può far essiccare al sole. Si conserva a lungo e volendo si può aromatizzare con l’aggiunta di altre erbe aromatiche. Perfetto per condire insalate, verdure, zuppe, primi piatti o per salare ed insaporire formaggi vegan.

Sale di sedano
Tempi di preparazione: 30 minuti più i tempi di essicazione

Ingredienti
Per 100 gr di sale di sedano

sedano verde: 4 gambe

Procedimento
Lavare bene il sedano ed asciugarlo. Eliminare le foglie (non buttatele perché con le foglie potrete preparare il pesto come spiegato qui). Tagliare a pezzi le coste tritarle con un un mixer avendo l’accortezza di  tritare il sedano poco alla volta e azionando il mixer ad intermittenza in modo da non renderlo troppo acquoso. Sistemare il sedano all’interno di un essiccatore distribuendolo uniformemente ( rivestire i ripiani con della carta forno) Far essiccare per circa 36/48 ore fino a che il sedano non sarà completamente essiccato ( in alternativa all’essiccatore si può utilizzare il forno di casa, regolandolo alla minima temperatura e tenendo lo sportello leggermente aperto per far uscire l’umidità)
I tempi di essicazione dipenderanno dalla dimensione dei pezzetti di sedano e dalla quantità di umidità contenuta.
Servendosi di un macina caffè elettrico,  o di un buon mixer ridurlo in polvere  sottile. Questo sale di sedano si conserva molto a lungo chiuso in un barattolino di vetro. Si utilizza al posto del classico sale da cucina per un minore apporto di sodio. Poiché anche questo preparato ne è ricco, l’uso va comunque moderato.
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 20 aprile 2015

Hummus di piselli


Sarebbe bello poter vivere con la stessa semplicità con cui ci si prepara qualcosa di buono da mangiare. Invece la vita è talmente complicata...
Io ancora non ci ho capito molto, se non che non varrebbe la pena stare male per niente e per nessuno. Certo a parole potrebbe sembrare possibile, nei fatti tutto è molto complicato, da relazioni che si instaurano anche contro la nostra volontà, rapporti imprescindibili, dai quali è molto difficile separarsi. Certo ad un certo punto bisognerebbe lasciare quello che fa stare male, indipendentemente da chi o cosa sia, perché se non si ha la capacità di accettare e di non soffrire il rischio è quello di impegnare tutta la vita in un tentativo che potrebbe essere solo un fallimento e per di più distruttivo, e per far felici chi? Questa è la grande domanda! La vita passa in fretta e le uniche persone che dovremmo cercare di rendere felici siamo noi stesse, già impresa ardua, perché se non ci riusciremo non ci sarà nessuno a risarcirci.
Mah, che sia stato il verde speranza di questi piselli ad ispirare questi pensieri? Forse, ma è un periodo un pò così, e normalmente in questi momenti cucino cose talmente semplici che mi domando se in futuro mi verrà mai una nuova idea per un piatto più importante, chissà, per ora vado avanti a cose semplici, il resto non ho voglia di affrontarlo, ma semplice è anche sinonimo di buono, sano, pulito, almeno per me. Proprio come questa ricetta, fatta di pochi ingredienti, poco impegno, ma di quelle che sanno conquistare, come solo la sincerità sa fare.

Hummus di piselli

Ingredienti

piselli freschi: 250 gr  sgranati
tahina: 1 cucchiaio
succo di limone: 2 cucchiai circa
prezzemolo: un cucchiaio tritato
menta: qualche fogliolina
coriandolo tritato: qb (facoltativo)
cumino: un pizzico
olio evo: tre cucchiai
paprika forte: qb
aglio: uno spicchio piccolo

Procedimento

Cuocere i piselli in acqua bollente salata per 5/7 minuti, o finchè saranno teneri, (se sono freschi ci vuole poco) poi farli raffreddare.
In un mixer ridurre i piselli in purea, insieme alla tahina, al succo di limone, e all’olio evo (se necessario aggiungere poca acqua di cottura dei piselli). Regolare di sale ed eventualmente aggiungere un po’ di limone. Alla fine unire le erbe tritate finemente, mixare pochi secondi. Servire su una ciotolina, e finire l’hummus con un giro d’olio evo e paprika a piacere. Accompagnare con crostini d pane tostato.

Alcune annotazioni: le spezie e le erbe aromatiche potete variarle secondo il vostro gusto, provate, sperimentate! Se non avete il coriandolo fresco omettetelo, l'hummus verrà buonissimo  lo stesso.
Un bacio a tutti e al prossimo post

lunedì 10 novembre 2014

Pesto di foglie di sedano



Una ricetta semplice semplice, ma che mi piace moltissimo. Non c’è molto da raccontare, di un pesto si tratta, niente di più niente di meno, però è delizioso. E ho pensato che forse non a tutti verrebbe in mente di recuperare le foglie del sedano, ma perché buttarle! A parte che ci sono vari modi per utilizzarle...comunque, questo è proprio sfizioso! 
Insomma, non lo so, forse è la scoperta dell’acqua calda, forse non vi dico niente di nuovo, ma se qualcuno non lo conoscesse, consiglio vivamente di provarlo. Delicatissimo ma saporito e se vi viene in mente qualche variante perché no? si può sperimentare. Io vi lascio la mia versione, che ho accompagnato a fette di pane nero e ad un’altra salsa ai peperoni. E’ bastato poco per mettere insieme una cena: pane buono, qualche salsina, contorni di verdure, magari un formaggio vegan, un bicchiere di vino e un po’ di chiacchiere.

Con le foglie del sedano poi ci ho fatto anche una minestra di porcini, ma sarà oggetto di un altro post...
E voi come utilizzate le foglie di sedano? 

Pesto di foglie di sedano

Ingredienti

foglie di sedano: tre manciate abbondanti
pinoli: un cucchiaio
mandorle: 15
capperi sotto sale: 10
coriandolo fresco: quattro rametti (oppure prezzemolo)
lievito secco: 1 cucchiaino
aglio: un quarto di spicchio
olio evo: qb
sale: qb

Procedimento
Dissalare i capperi lavandoli e lasciandoli a mollo per un paio d'ore, poi scolarli ed asciugarli bene. Tritare grossolanamente le mandorle. Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare ad intermittenza. Come faccio sempre, io vado ad occhio, quindi vi consiglio di assaggiare e di aggiustare secondo i vostri gusti. Usate un olio evo dal sapore delicato. Per il resto, potete per esempio omettere il coriandolo fresco se non lo trovate e aggiungere un po’ di prezzemolo, darà ulteriore freschezza al piatto. Tutto qua, direi che ci vuole di più a scrivere la ricetta che a prepararla.

Un bacio a tutti e al prossimo post. Buon inizio settimana.

mercoledì 30 luglio 2014

Burger di quinoa con crema di piselli alla menta e misticanza aromatica.


Oggi un post molto veloce, sono molto stanca e anche in cucina non è che produco moltissimo in questo periodo, ma ci sta no? È estate per tutti e c’è bisogno di una pausa. Questa ricetta l’ho preparata un po’ di tempo fa, mi rendo conto che magari non sarà precisissima nelle dosi, ma io faccio spesso tutto ad occhio, non peso, e quindi non sempre riesco a riportare tutto con esattezza. Ma in cucina c’è di bello che ci sono ricette che ad occhio vengono benissimo, quindi perché dannarsi  a pesare tutto?  Mal che vada si può sempre aggiustare strada facendo e quando si può io ne approfitto sempre :D 

Questo è un piatto nato così, in un momento di creatività che mi è venuta con gli ingredienti che avevo in casa. E’ venuta bene, mi è piaciuta e quindi ve la propongo. E’ chiaro che ci possono essere infinite varianti, a seconda dei gusti e di quel che si ha in dispensa. E’ più che altro un’idea ecco, da interpretare a proprio piacimento e secondo la stagione. Però è carina no? Insomma, in tavola fa la sua figura, e si sa, anche l’occhio vuole la sua parte :D Vi lascio la ricetta, un po’ approssimativa e corro a riposarmi un po’…non so ancora come… ma un modo lo troverò :D 

Burger di quinoa con crema di piselli e misticanza aromatica
Ingredienti per 4/6 burgers

quinoa: 80 gr
anacardi: una manciata (oppure pinoli)
curcuma e curry: qb
piselli sgranati: 200 gr
farina di riso: due cucchiaini
yogurt di soia naturale: 125 gr
menta fresca: 7/8 foglioline
zucchina: 1
carota: 1
misto di erbette selvatiche: una manciata
peperoncino fresco: qualche fettina
coriandolo fresco: qualche fogliolina
olio evo: qb
lime: qualche goccia
sale: qb

Procedimento 
Cuocere la quinoa come riportato sulla confezione scolare e tenere da parte.  Bollire i piselli, scolarli, e frullarli con le foglioline di menta e con un po’ di brodo vegetale o con l’acqua di cottura per renderli fluidi, aggiustate di sale e pepe e passare al setaccio per rendere la crema vellutata. In una padella tostare leggermente le spezie, aggiungere un goccio d’olio e la quinoa. Fatela insaporire ed aggiungete gli anacardi tritati grossolanamente e leggermente tostati (o se preferite dei pinoli). Aggiungete un cucchiaino di farina di riso, mescolate bene e provate a formare delle polpettine, se stanno insieme la quantità di farina andrà bene, altrimenti aggiungetene un altro cucchiaino. Scaldate una padella antiaderente con poco olio evo. Prendete un coppapasta di circa 10 cm di diametro, riempitelo con la quinoa, pressate bene e fate cuocere prima da un lato, poi sfilate il burger dal coppapasta, giratelo e fatelo dorare anche dall’altro lato. Procedete così con tutta la quinoa.  Preparate l’insalatina tagliando a fiammifero molto sottilmente la carota e le zucchine, mescolatele alle foglioline verdi, (potete aggiungere anche altro, tipo ravanelli, germogli, spinacini io l’ho fatta con quello che avevo). Conditela con olio, sale, qualche fogliolina di coriandolo, qualche goccia di lime e le fettine di peperoncino fresco.  Sul piatto da portata sistemare un po’ di crema di piselli scaldata leggermente. Adagiare il burger di quinoa, aggiungere un po’ di yogurt e finire con l’insalatina fresca (potete abbondare, ci sta bene, io per esigenze fotografiche non ne ho messa troppa). Servire subito.
Bene, per questo w.e vi lascio in compagnia di questi burgers, io mi riposerò un pò! un bacio a tutti e al prossimo post.

lunedì 8 luglio 2013

Imam bayildi


Eccomi qua, di ritorno dalla Grecia e con un pensierino per voi. E che vi potevo mai portare se non una bella ricetta? In realtà sarebbe una ricetta turca, ma in certe zone della Grecia questo piatto si mangia ovunque...soliti scambi tra vicini direi. Comunque, a me l'imam Baiyldi piace tanto, è uno di quei piatti che si devono mangiare senza troppi sensi di colpa, in fin dei conti dopo una lunga giornata al mare, un giro in motorino, nuotate e tuffi, bagni di sole e birra al tramonto, a fine giornata ce lo saremo pur meritato un piatto sostanzioso no? :)
Vabbè, ognuno gestisca i sensi di colpa a modo suo, il mio metodo è quello di convincermi che, il giorno dopo, è quello decisivo per diventare una maratoneta convinta, poi succede sempre qualcosa e quel giorno ancora deve arrivare, ma so che prima o poi correrò tanto da consumare tutte le calorie superflue accumulate negli anni :D Mi ci vedete a ottant'anni a correre come una forsennata? Sento che andrà così.
Che posso raccontare della Grecia? Posti incantevoli, atmosfera da sogno, cibo fantastico, mare insuperabile...manca qualcosa? Ah ecco, l'unica cosa che proprio mi fa soffrire sono tanti gatti troppo magri e affamati...anzi, ne approfitto per lanciare un appello a voi gestori delle centinaia di taverne greche: ma non gli potete dare qualcosa da mangiare a 'sti poveri gatti quando chiudete la cucina?????? Uff...sono uno strazio da vedere per me. Se non fosse per questo, la Grecia sarebbe il paradiso :D 
Ma torniamo all'imam bayildi! Fonti più autorevoli di me potranno confermare o smentire, ma dalle interviste raccolte negli anni, sono arrivata a capire che ognuno ha la sua ricetta (che scoop!) in ogni caso, a parte il ripieno, le melanzane si possono trattare in diversi modi, o bollendole qualche minuto in acqua, o friggendole pochi minuti o rosolandole in padella, facendo poi sempre seguire il passaggio in forno. Quindi! ognuno scelga il metodo che preferisce. Quello che ho scelto io? Beh, fritte ovviamente! per una volta che le faccio non voglio togliere nulla a questo piatto. Tanto domani vado a correre ;)

Imam baiyldi
Ingredienti per 4 persone

melanzane: 4 ( oblunghe è meglio!)
cipolle piccole: 3
pomodori: 2
peperone verde: una falda
aglio: due spicchi
cannella: un pizzico
zucchero: 1 cucchiaino
prezzemolo tritato: due cucchiai
sale, pepe: qb
olio per friggere: qb 
olio evo: circa un bicchiere 
Procedimento

Lavare le melanzane senza eliminare il picciolo ed asciugarle bene. Con un coltellino affilato tagliare longitudinalmente una una striscia di buccia per appiattire la base della melanzana. Dal lato opposto praticare un'incisione sempre in senso longitudinale. Immergere le melanzane per mezz'ora in acqua e sale. Nel frattempo affettare le cipolle non troppo sottili e metterle a soffriggere in olio extravergine d'oliva abbondante, aggiungere anche l'aglio a fettine. Dopo dieci minuti aggiungere il peperone tagliato a striscioline sottili e i pomodori a cubetti privati di acqua e semi e salare. Unire lo zucchero e il pizzico di cannella e lasciare cuocere le verdure finchè saranno tenere (ma non sfatte).
Intanto togliere le melanzane dall'acqua, sciacquarle, asciugarle bene e friggerle in olio caldo per cinque minuti rigirandole spesso (il tempo dipende dalle dimensioni, si devono solo leggermente ammorbidire, poi finiranno la cottura in forno) Scolarle su carta assorbente e aiutandosi con due forchette allargare il taglio in modo da creare lo spazio per il ripieno.
Sistemarle vicine in una teglia da forno, salarle un po' se necessario, riempirle con le verdure stufate, e condirle con un po' d'olio. Aggiungere sul fondo della pentola anche un po' di liquido di cottura delle verdure e mezza tazzina d'acqua. Infornare a 180° per circa mezz'ora, l'imam bayildi è pronto quando le melanzane saranno molto morbide, ci vorranno almeno 45 minuti.

Alcune annotazioni: il peperone qualche volta c'è e qualche volta no, dipende dai gusti, comunque si può anche omettere. Scegliete melanzane lunghe ma piccoline, saranno più facili da friggere e sono anche più belle da servire. Cannella pochissima, non deve sovrastare i sapori delle verdure, proprio un'idea come si dice...Per me il piatto è più buono se fatto riposare qualche ora.. Si mangiano tiepide


martedì 13 luglio 2010

Involtini di Foglie di Vite

Se Maometto non va alla montagna...




Chi, stretto nella morsa di questa calura, non sogna almeno una volta al giorno spiagge bianchissime, esili palme, mari cristallini e bevande ghiacciate dal sapore esotico?
L'immagine è senza dubbio allettante.....chi non si lascerebbe sedurre dalle promesse di un mare tropicale!
Ma quando cerco la dolcezza di un sogno, non è a questo che penso...
Ho piuttosto impressa nella mente l'immagine di un mare blu cobalto, di piccole case bianchissime dalle finestre azzurre, di bouganville che incorniciano angoli freschi e appartati e cupole turchesi che colorano pendii aridi, bruciati dal sole, battuti da un vento caldo che porta con sè il profumo della salvia selvatica.....
Scorci di un mare da sogno che si aprono a strapiombo dai sentieri polverosi, segnati dagli alberi di fico, dalle viti e da cespugli spinosi...
Porticcioli che di sera si illuminano come tanti presepi, pescatori intenti a riparare le reti, profumi di souvlaki e pitta caldi, di tzatziki e ouzo....
Ritmi lenti e gatti sonnacchiosi....
Niente mi emoziona di più dei colori di un'isola greca, dove l'acqua, blu da mozzare il fiato, cede il passo all'azzurro di un cielo limpidissimo e tra le sfumature infinite di quel mare che riluce, illuminato dai raggi del sole, lo sguardo si perde in un infinito che apre il cuore...
E lì, per un attimo, ci si sente veramente liberi.....

Ma ahimè, anche quest'anno niente vacanze e soprattutto..... niente Grecia.
Solo a scrivere queste poche righe ho faticato a tenere a freno le emozioni...
Perchè la Grecia per me è così, emozione allo stato puro.
Comunque, dato che non ci potrò andare, cerco di arrangiarmi come posso.
E siccome a leggere di tutte queste partenze sono stata presa da un attacco di nostalgia e da un irrefrenabile desiderio di atmosfere vacanziere, mi sono detta: "fai qualcosa......"
Si, ma che faccio?.....
E che si può fare? Se Maometto non va alla montagna, la Montagna va a Maometto e così se non potrò assaporare le meraviglie della cucina greca seduta ad un tavolino, ammirando il riflesso delle luci del porto sul mare, vorrà dire che chiuderò gli occhi e mi farò trasportare da profumi e sapori inconfondibili......
E se devo pensare a qualcosa che sa veramente di Grecia e di vacanze non posso che pensare a loro.....i meravigliosi Dolmadakia.........ovvero gli involtini di foglie di vite.

Al di là della mia passione per la Grecia, questi involtini sono davvero molto buoni.
Un antipasto dal sapore diverso per la presenza dell'aneto e della menta.
Ottimo come finger food, anche per un buffet....In più, sono molto carini...
Si mangiano freddi, quindi hanno il vantaggio che si possono preparare in anticipo.
Se non li avete mai provati ve li consiglio......hanno un sapore molto delicato e sono leggerissimi...

Involtini di Foglie di Vite

Ingredienti
per circa 18 involtini

riso tipo Carnaroli: 160 gr
foglie di vite: una trentina grandi
cipolla bianca: 1
prezzemolo: una manciata
aneto: una manciata
menta: una manciata
limone: il succo di mezzo
olio evo: qb
sale e pepe: qb

Procedimento

Innanzitutto lavare le foglie di vite, tagliare il picciolo alla base e farle bollire per circa 4 minuti in acqua bollente salata, immergendone poche alla volta.
Mano a mano che sono pronte stenderle su un telo e lasciarle asciugare.
Tritare la cipolla finemente, farla appassire a fuoco dolce in un pò d'olio.
Aggiungere il riso, il prezzemolo, l'aneto e la menta lavati e tritati, sale e pepe e mescolare bene.
Aggiungere acqua bollente fino a coprire il riso, e far cuocere per dieci minuti.
Trascorso il tempo far raffreddare completamente (l'acqua verrà assorbita)
Una volta freddo, prendere piccole quantità di riso (circa un cucchiaio da te) e disporlo alla base delle foglie, dove c'è il picciolo. Richiudere le foglie prima ripiegando i lembi destro e sinistro verso l'interno, dove c'è il riso e poi arrotolandole fino a formare un involtino cercando di sigillarle bene per non far uscire il ripieno.
L'operazione sarà più agevole se sceglierete delle foglie grandi!
Procedere così fino ad esaurimento degli ingredienti.
Con le foglie di vite avanzate, foderate una teglia e adagiatevi gli involtini, uno vicino all'altro, anche sovrapposti.
Versare acqua acidulata con il succo di mezzo limone fino a ricoprire gli involtini e mettere sul fuoco a fiamma bassa per un'ora abbondante.
Trascorso il tempo togliere dal fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Una volta freddi disporre su un piatto da portata gli involtini insieme a fettine di limone.

Alcune annotazioni importanti
La ricetta è semplice, ma poichè i passaggi sono diversi può risultare un pò lunga.
Meglio cuocere le foglie di vite il giorno prima in modo da rendere più veloce la preparazione.
Una volta cotte le foglie, disporle a strati ben distese su un piatto, chiudere con la pellicola e conservere in frigorifero fino al momento di utilizzarle.
L'aneto forse non è di facilissima reperibilità per tutti, ma conferisce al piatto il sapore particolare, quindi se non lo trovate fresco, meglio non preparare questi involtini che perderebbero il loro gusto caratteristico.
Proprio proprio a volerli fare a tutti i costi, apprezzandone comunque la particolarità, si può sostituire l'aneto con il finocchietto selvatico....
Le foglie di vite si possono usare fresche, secondo me è la cosa migliore, se avete la possibilità di procurarvene che non siano state trattate con antiparassitari.
In alternativa potete acquistare quelle in salamoia che vendono in alcuni supermercati molto forniti o nei negozi di prodotti greci.

Io con queste quantità ho preparato circa 18 involtini....dico circa perchè ho dimenticato di contarli....quindi potrebbero essere 18 o 20.....
Serviti con un'insalata greca, dello tzatziki e del pane pitta, saranno una deliziosa cena greca!